Avendo studiato per un certo periodo con i testimoni
di geova non posso fare a meno di analizzare alcune loro
dottrine. Questo non significa che ne voglia parlar male,
asolutamente! Ho molto rispetto del loro ardente zelo e
del loro sincero impegno cristiano. Ho lo stesso
sentimento che Paolo espresse in Romani 10:2
Quindi andando ad analizzare alcune loro dottrine lo faro'
solo per cercare di dare la mia opinione personale e non
certo per attaccarli.
Una delle dottrine precipue dei testimoni di geova e' la
dottrina del sangue. Tutto ha origine da Atti
15:19-21,28-29.
Qui vi sono alcune cose interessanti da notare
1) l'invito e' rivolto ai gentili che si convertono al
vangelo
2) la fine di questa esortazione termina con l'esortazione
"state sani"
Discuteremo di questo piu' tardi.
Da questi versi nasce la dottrina delle trasfusioni di
sangue, e dal non mangiare carne con il suo sangue.
Chiaramente accomunare le trasfusioni di sangue, al
mangiare sangue, sembra una forzatura e quindi cercheremo
prima di analizzare questa dottrina tramite la Bibbia. Dal
capitolo in questione (atti 15) e' possibile comprendere
che essendo la chiesa, di conseguenza la dottrina
cristiana, una novita' recente, era necessario
regolamentare le nuove dottrine per non entrare in
confusione con le vecchie conosciute da secoli
dell'ebraismo. E' vero che i gentili non praticavano tali
dottrine ma e' altresi' vero che ne conoscevano gli usi,
specie coloro che abitavano in Palestina o chi aveva a che
fare con la loro religione, come i Romani che per poter
lasciare loro la liberta' di adorazione dovevano comunque
essere a conoscenza di cio' che praticavano per non
urtarne la suscettibilita'. Questo e' il motivo principe
per cui fu tenuta questa conferenza a Gerusalemme intorno
all'anno 50 d.c. Ovviamente non tutto fu chiarito, nel
senso che fu chiarito cio' che era all'ordine del giorno.
Sarebbe interessante possedere la lettera menzionata nei
versi 23 e 30, dato che sicuramente avremmo molta piu'
informazione e chiarificazioni, di cio' che gli apostoli
avevano deciso in tale conferenza, infatti una lettera
avrebbero dovuto contenere ben piu' dei quattro versi
citati a grandi linee nel capitolo 15 di atti. Sicuramente
questa lettera conteneva un resoconto preciso ed
esplicativo, infatti basta leggere il verso 31 per vedere
la reazione dei santi dell'epoca.
Tutto questo era avvenuto perche' ad Antiochia i primi
santi stavano avendo un grande successo ad Antiochia, ma
sia chiaro che prima della conversione di Cornelio il
Vangelo veniva predicato solo ai Giudei secondo atti
11:19,
FU DOPO QUESTA GRANDE RIVELAZIONE CHE FU COMINCIATO A
PREDICARLO ANCHE AI GENTILI, infatti il verso venti fino
al 24 dimostrano che da li venne lo spargimento del
vangelo ai gentili ed il verso 26 dimostra che la si
tennero adunanze regolari e fu la che i primi cristiani
ebbero questo appellativo.
Atti 10:10-16,28 dimostra come avvenne l'apertura della
predicazione del vangelo ai gentili:tramite una
rivelazione divina.
atti 11:5-10 e' la giustificazione che Pietro da ai
fratelli
Atti 15:1-2 dimostra che il problema era nato ad Antiochia
suscitato da fratelli che non avevano le idee ben chiare.
analizzeremo piu' tardi la rivelazione che Pietro
ricevette perche' e' simbolicamente connessa con il fatto
del cibo.
I testimoni di Geova non mangiano carne con il sangue per
questo motivo e non accettano trasfusioni di sangue
perche' dicono che e' un'altra maniera di assumere il
sangue.Andiamo dunque ad analizzare le scritture in
questione per cercare di avere una idea piu' chiara,
tenendo presente che la conferenza di Gerusalemme termino'
con un ammonimento "state sani"
Atti 15:28-29
Atti 15:28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi
di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che
sono necessarie:
Atti 15:29 di astenervi dalle carni sacrificate agli
idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla
fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi.
State sani».
Astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, ovviamente
questi pagani offrivano sacrifici agli dei pagani e quindi
se avessero continuato a farli non avrebbe avuto senso,
anche la legge del sacrificio come insegnata dalla legge
era terminata, continuare a fare dei sacrifici di sangue
significava ancora aspettare un Messia che in realta' era
gia' venuto quindi ecco un altro probabile invito ad
astenersi dal sangue, cristo lo aveva gia' versato,
astenersi dalla fornicazione non ha bisogno di commenti,
parla della legge di castita', se invece pensiamo che
astenersi dal sangue e dalle cose soffocate si riferisca
ed e' probabile, al fatto reale di non mangiare queste
cose, allora questa sarebbe stata un po' come la parola di
saggezza che abbiamo noi in questi ultimi giorni, infatti
l'esortazione "state sani" fa propendere per questa ultima
versione, cioe' che l'astensione dal sangue e dalle cose
soffocate fossero un invito igienico piu' che un
comandamento dottrinale. Mangiare il sangue non e'
igienico e vedere una bocca insanguinata da' l'idea del
vomitevole. Benche' questa scrittura faccia intendere piu'
la seconda opinione non e' che sia tanto chiara, infatti
vado a spiegare il perche' di tutto cio'. Come ho fatto
rilevare purtroppo non possediamo la lettera che fu
inviata ad Antiochia che conteneva sicuramente i
particolari di tutta la conferenza, ma solo 4 versi scarni
con direttive scarne e senza spiegazione dei motivi, anche
se per la verita' per due terzi facilmente riscontrabili.
Sinceramente se tutto si dovesse risolvere da questi
versetti non dovremmo dare troppo addosso ai testimoni di
Geova, in quanto la loro tesi di non mangiare carne con il
sangue sarebbe giustificabile, mentre invece il fatto
delle trasfusioni sarebbe comunque sempre una forzatura.
Quali sono allora le scritture che pongono l'idea dei
testimoni di Geova come un probabile fraintendimento?
Atti 10:10-16
Atti 10:10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma
mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi.
Atti 10:11 Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto
simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro
angoli, veniva calata a terra.
Atti 10:12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili
della terra e uccelli del cielo.
Atti 10:13 E una voce gli disse: «Àlzati, Pietro; ammazza
e mangia».
Atti 10:14 Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore,
perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di
contaminato».
Atti 10:15 E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che
Dio ha purificate, non farle tu impure».
Atti 10:16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto
quell'oggetto fu ritirato in cielo.
e verso 28
Atti 10:28 disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a
un giudeo di aver relazioni con uno straniero o di entrar
in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve
essere ritenuto impuro o contaminato.
Atti 11:5-10
Atti 11:5 «Io ero nella città di Ioppe in preghiera e,
rapito in estasi, ebbi una visione: un oggetto, simile a
una gran tovaglia, tenuto per i quattro capi, scendeva giù
dal cielo, e giunse fino a me;
Atti 11:6 io, fissandolo con attenzione, lo esaminai e
vidi quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del
cielo.
Atti 11:7 Udii anche una voce che mi diceva: "Pietro,
àlzati, ammazza e mangia".
Atti 11:8 Ma io dissi: "No assolutamente, Signore; perché
nulla di impuro o contaminato mi è mai entrato in bocca".
Atti 11:9 Ma la voce ribatté per la seconda volta dal
cielo: "Le cose che Dio ha purificate, non farle tu
impure".
Atti 11:10 E ciò accadde per tre volte, poi ogni cosa fu
ritirata in cielo.
Come vedete questo fatto e' riportato per ben due volte
come richiesto dalla legge dei due o tre testimoni
insegnata dalla Bibbia. Era un fatto troppo eclatante:"Il
Vangelo che fino ad allora veniva predicato solo agli
ebrei veniva introdotto anche ai gentili.'
E' interessante nota che Dio uso' dei cibi che venivano
considerati immondi dagli ebrei ed e' interessante notare
la riluttanza di pietro nell'eseguire l'ordine lui sapeva
che quei cibi erano proibiti e piu' con piu' vi era il
comanadamento di ammazza e mangia, come dire non
preoccuparti del sangue. Tutto lascia intendere che come
veniva la fine dell'epoca degli ebrei anche parte della
legge veniva abrogata e tutti i cibi dichiarati puri. E'
chiaro comunque che qui nella frase "ammazza e mangia"
puo' essere implicito il riferimento a mangiare anche il
sangue, ma dobbiamo ammettere che non e' decisivo per il
semplice motivo che anche qui non e' spiegato ma solo
lasciato intendere e poi non va dimenticato, per onesta'
che la conferenza di Gerusalemme avvenne dopo e quindi
rimane il fatto che l'ammonimento di astenersi dal sangue,
che possa essere equivoco o no, e' successivo.
Allora come possiamo districarci in questo inevitabile
ginepraio?
Be' semplice, vediamo come si comportano i Testimoni di
Geova in casi specifici per vedere se la Bibbia supporta
le loro opinioni, anche perche' vi sono spiegazioni
dottrinali successive alla conferenza di Gerusalemme che
non lasciano molto spazio a deduzioni ma sono chiare ed
inequivocabili.
Quando inviti a mangiare un testimone di Geova, una delle
prime cose che fa e' che ti chiede cosa gli servirai da
mangiare e se lui pensa che la cosa contenga del sangue,
ovviamente rifiuta. In questo non vi e' niente di male
ognuno e' libero di agire come meglio crede. Quando vanno
a comprare la carne si informano se la carne ha perso
tutto il suo sangue e cosi' via.
Andiamo aalora ad analizzare secondo le direttive che
Paolo ha dato successivamente alla conferenza di
Gerusalemme nelle sue epistole
Romani 14:2-6
Romani 14:2 Uno crede di poter mangiare di tutto, mentre
l'altro che è debole, mangia legumi.
Romani 14:3 Colui che mangia di tutto non disprezzi colui
che non mangia di tutto; e colui che non mangia di tutto
non giudichi colui che mangia di tutto, perché Dio lo ha
accolto.
Romani 14:4 Chi sei tu che giudichi il domestico altrui?
Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo
padrone; ma egli sarà tenuto in piedi, perché il Signore è
potente da farlo stare in piedi.
Romani 14:5 Uno stima un giorno più di un altro; l'altro
stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente
convinto nella propria mente.
Romani 14:6 Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il
Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore,
poiché ringrazia Dio; e chi non mangia di tutto fa così
per il Signore, e ringrazia Dio.
E' interesante che dice che chi mangia legumi, e' debole,
probabilmente Paolo si riferiva alla sua testimonianza, in
quanto non era riuscito a liberarsi da certi fardelli e
non riusciva a mangiare di tutto, comunque Paolo lo scusa
comunque, infatti non e' per un cibo che l'uomo verra'
giudicato.
Romani 14:13-17
Romani 14:13 Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli
altri; decidetevi piuttosto a non porre inciampo sulla via
del fratello, né a essere per lui un'occasione di caduta.
Romani 14:14 Io so e sono persuaso nel Signore Gesù che
nulla è impuro in sé stesso; però se uno pensa che una
cosa è impura, per lui è impura.
Romani 14:15 Ora, se a motivo di un cibo tuo fratello è
turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere,
con il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto!
Romani 14:16 Ciò che è bene per voi non sia dunque oggetto
di biasimo;
Romani 14:17 perché il regno di Dio non consiste in
vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello
Spirito Santo.
Romani 14:20-23
Romani 14:20 Non distruggere, per un cibo, l'opera di Dio.
Certo, tutte le cose sono pure; ma è male quando uno
mangia dando occasione di peccato.
Romani 14:21 È bene non mangiar carne, né bere vino, né
far nulla che possa essere occasione di caduta al
fratello.
Romani 14:22 Tu, la fede che hai, serbala per te stesso,
davanti a Dio. Beato colui che non condanna sé stesso in
quello che approva.
Romani 14:23 Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia
è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla
fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato.
il ragionamento di Paolo a questo punto non pouo' piu'
essere in discussione, lui era a conoscenza della
decisione presa alla conferenza di gerusalemme pochi anni
prima e sapeva il contenuto della lettera inviata ad
Antiochia, pertanto il suo insegnamento doveva essere
conseguente.
Ma Paolo va ancora piu' avanti in 1 Corinzi 8:1,7-13
1Corinzi 8:1 Quanto alle carni sacrificate agli idoli,
sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. La conoscenza
gonfia, ma l'amore edifica.
1Corinzi 8:7 Ma non in tutti è la conoscenza; anzi,
alcuni, abituati finora all'idolo, mangiano di quella
carne come se fosse una cosa sacrificata a un idolo; e la
loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata.
1Corinzi 8:8 Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio;
se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno; e se mangiamo
non abbiamo nulla di più.
1Corinzi 8:9 Ma badate che questo vostro diritto non
diventi un inciampo per i deboli.
1Corinzi 8:10 Perché se qualcuno vede te, che hai
conoscenza, seduto a tavola in un tempio dedicato agli
idoli, la sua coscienza, se egli è debole, non sarà
tentata di mangiar carni sacrificate agli idoli?
1Corinzi 8:11 Così, per la tua conoscenza, è danneggiato
il debole, il fratello per il quale Cristo è morto.
1Corinzi 8:12 Ora, peccando in tal modo contro i fratelli,
ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro
Cristo.
1Corinzi 8:13 Perciò, se un cibo scandalizza mio fratello,
non mangerò mai più carne, per non scandalizzare mio
fratello.
ed ancora piu' chiaro in 1 corinzi 10:23-31 probabilmente
i Corinzi come i Romani avevano questo problema.
1Corinzi 10:23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è
utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica.
1Corinzi 10:24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma
ciascuno cerchi quello degli altri.
1Corinzi 10:25 Mangiate di tutto quello che si vende al
mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza;
1Corinzi 10:26 perché al Signore appartiene la terra e
tutto quello che essa contiene.
1Corinzi 10:27 Se qualcuno dei non credenti v'invita, e
voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è
posto davanti, senza fare inchieste per motivo di
coscienza.
1Corinzi 10:28 Ma se qualcuno vi dice: «Questa è carne di
sacrifici», non ne mangiate per riguardo a colui che vi ha
avvertito e per riguardo alla coscienza;
1Corinzi 10:29 alla coscienza, dico, non tua, ma di
quell'altro; infatti, perché sarebbe giudicata la mia
libertà dalla coscienza altrui?
1Corinzi 10:30 Se io mangio di una cosa con rendimento di
grazie, perché sarei biasimato per quello di cui io rendo
grazie?
1Corinzi 10:31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate,
sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla
gloria di Dio.
Qui Paolo spiega che si e' liberi ma si deve essere liberi
con saggezza, nel senso che a volte si deve non
scandalizzare il nostro prossimo e quindi talvolta in
questa casi la saggezza potrebbe essere anteposta alla
propria liberta' per non offendere un fratello.
Tutto questo mi sembra molto chiaro, ma non per questo
pretendo che i testimoni di Geova cambino le loro dottrine
dico solo che almeno potrebbero prendere in considerazione
il consiglio di Paolo e non far sentire gli altri degli
infedeli, purtroppo per loro Paolo ha scritto queste cose
dopo la conferenza di Gerusalemme proprio per chiarire
meglio il punto discusso cola' e se queste sono le sue
direttive dovrebbero essere prese in considerazione.
Per le trasfusioni di sangue e' tutto conseguente se si
puo' mangiare di tutto senza far inchiesta per motivo di
coscienza che senso ha fare di astenersi dal sangue, che
chiaramente si riferiva all'antica legge ebraica, una
norma di un qualcosa che a quell'epoca era letteralemte
sconosciuto, e poi simbolicamente se Cristo ha donato il
Suo sangue per darci la vita non e' pure bello il gesto di
una persona cheda il suo sangue per salvare un'altra vita?
Quante persone sono vissute grazie a questa terapia?
Anche se questa regola fosse stata data come una parola di
saggezza, come sembrerebbe dall'invito di "State sani",
chi e' che nel deserto per sopravvivere non berrebbe del
vino anche se obbedisce alla parola di saggezza dei
mormoni, non sarebbe stupio osservare la parola di
saggezza che serve a vivere meglio, per avere la morte? La
parola di saggezza e' data con lo scopo di essere sani e
vivere piu' a lungo e se per osservarla muori, perde il
suo senso e finalita'. Anche noi abbiamo una parola di
saggezza ma dire che questa e' una regola che porta a
perdizione e' troppo banale e semplicistico per un
semplice motivo, Dio giudichera' l'uomo e nessun'altro. e'
probabile che Dio perdoni una persona che ha fatto del
bene e vissuto una vita cristiana al meglio delle sue
possibilita' anche se magari ha avuto delle debolezze con
la parola di saggezza, e magari condanni chi l'ha
osservata e sia stato terribile con il suo prossimo,
questa comunque e' solo un'idea come ho detto prima e'
compito di Dio e di nessun'altro giudicare l'umanita'.
Sicuramente i nostri metri sono ben diversi. |