Torna alla pagina principale
Sezioni principali
Genealogia
Il libro di Mormon
Espiazione
Credenze controverse
Critica
Dottrina
Cattolici
Testimoni di Geova
Protestanti
Avventisti
Ges
Scrittori LDS
Storia della chiesa
Altre religioni
Profezie
Scienza e religione
Simbolismo
Testimonianze
Pensieri spirituali
Site search Web search

powered by FreeFind
Altri argomenti
Informazioni sull'autore
Scherzi (non ancora disponibile)
Collegamenti
Bella Sion
LDS
Miscellanea
Mappa del sito
Contatti
Scrivete all'autore
Lista di discussione 'Santi in riunione'
Message board
Il sangue e le trasfusioni
Avendo studiato per un certo periodo con i Testimoni di Geova non posso fare a meno di analizzare alcune loro dottrine. Questo non significa che ne voglia parlar male, assolutamente! Ho molto rispetto del loro ardente zelo e del loro sincero impegno cristiano. Provo lo stesso sentimento che Paolo espresse in Romani 10:2.
Quindi andando ad analizzare alcune loro dottrine lo faccio solo per cercare di dare la mia opinione personale e non allo scopo di combatterli.
Una delle dottrine principali dei Testimoni di Geova, e' la dottrina del sangue. Tutto ha origine in Atti 15:19-21,28-29.
Qui vi sono alcune cose interessanti da notare:
1) l’invito e' rivolto ai gentili che si convertono al vangelo
2) alla fine dell’ammonimento, si termina con l'esortazione "state sani"
Discuteremo di questo più avanti.
Da questi versi e dal non mangiare carne con il suo sangue, nasce la dottrina delle trasfusioni di sangue.
Chiaramente accomunare le trasfusioni di sangue, al mangiare sangue, sembra una forzatura e quindi cercheremo prima di analizzare questa dottrina tramite la Bibbia.

Dal capitolo in questione (Atti 15) e' possibile comprendere che essendo la chiesa, di conseguenza la dottrina cristiana, una novità recente, era necessario regolamentare le nuove dottrine per non entrare in confusione con le vecchie conosciute da secoli dell'ebraismo. E' vero che i gentili non praticavano tali dottrine ma e' altresì vero che ne conoscevano gli usi, specie coloro che abitavano in Palestina o chi aveva a che fare con la loro religione; così come per i Romani che per poter lasciare loro la libertà di adorazione dovevano comunque essere a conoscenza di ciò che praticavano per non urtarne la suscettibilità. Questo e' il motivo principe per cui fu tenuta questa conferenza a Gerusalemme intorno all'anno 50 d.c. Ovviamente non tutto fu chiarito, nel senso che fu chiarito ciò che era all'ordine del giorno.

Sarebbe interessante possedere la lettera menzionata nei versi 23 e 30, dato che sicuramente avremmo molte più informazioni e chiarimenti di quel che gli apostoli avevano deciso in tale conferenza, infatti una lettera avrebbe dovuto contenere molto più dei quattro versi citati a grandi linee nel capitolo 15 di Atti. Sicuramente doveva includere un resoconto preciso ed esplicativo, lo si può dedurre anche solo leggendo il versetto 31 che dimostra la reazione dei santi dell'epoca.
Tutto questo era avvenuto perché ad Antiochia i primi santi stavano avendo un gran successo, ma bisogna chiarire che prima della conversione di Cornelio, il Vangelo veniva predicato solo ai Giudei secondo quanto scritto in Atti 11:19,
FU DOPO QUESTA GRANDE RIVELAZIONE CHE SI COMINCIO’ A PREDICARLO ANCHE AI GENTILI; possiamo vedere che dal versetto 20 al 24 cominciò da lì la diffusione del vangelo ai gentili ed il verso 26 dimostra che fu là che si tennero adunanze regolari ed i primi cristiani ebbero questo appellativo.
Atti 10:10-16,28 dimostra come avvenne l'apertura della predicazione del vangelo ai gentili:tramite una rivelazione divina.
Atti 11:5-10 e' la giustificazione che Pietro da ai fratelli
Atti 15:1-2 dimostra che il problema era nato ad Antiochia, suscitato da fratelli che non avevano le idee ben chiare.
Analizzeremo più tardi la rivelazione che Pietro ricevette perché e' simbolicamente connessa con il fatto del cibo.
I testimoni di Geova non mangiano carne con il sangue per questo motivo e non accettano trasfusioni di sangue perché dicono che e' un'altra maniera di assumere il sangue. Andiamo dunque ad analizzare le scritture in questione per cercare di avere una idea più chiara, tenendo presente che la conferenza di Gerusalemme terminò con l’ ammonimento "state sani".
Atti 15:28-29
Atti 15:28 Infatti è parso bene allo Spirito Santo e a noi di non imporvi altro peso all'infuori di queste cose, che sono necessarie:
Atti 15:29 di astenervi dalle carni sacrificate agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati, e dalla fornicazione; da queste cose farete bene a guardarvi.
State sani».

”Astenervi dalle carni sacrificate agli idoli”, ovviamente questi pagani offrivano sacrifici agli dei pagani e quindi se avessero continuato a farli non avrebbe avuto senso; anche la legge del sacrificio, come veniva insegnata dalla legge, era terminata, così, continuare a fare dei sacrifici di sangue significava aspettare ancora un Messia che in realtà era già venuto; ecco quindi un altro probabile motivo ad astenersi dal sangue, poiché Cristo lo aveva già versato.

“Astenersi dalla fornicazione” non ha bisogno di commenti: parla della legge di castità, se invece pensiamo che astenersi dal sangue e dalle cose soffocate si riferisca ed e' probabile, al fatto reale di non mangiare queste cose, allora questa sarebbe stata un po' come la parola di saggezza che abbiamo noi in questi ultimi giorni, infatti l'esortazione "state sani" fa propendere per quest’ ultima versione, e cioè che l'astensione dal sangue e dalle cose soffocate fosse più un invito igienico che un comandamento dottrinale. Mangiare il sangue non e' igienico e vedere una bocca insanguinata dà l'idea del vomitevole.

Benché questa scrittura sembra intendere di più la seconda opinione, non risulta molto chiara, e cercherò di spiegare il perché di questo. Come ho già fatto rilevare, purtroppo non possediamo la lettera che fu inviata ad Antiochia che conteneva sicuramente i particolari di tutta la conferenza, ma solo 4 miseri versi con direttive scarne e senza spiegazione dei motivi, anche se a dir la verità, per due terzi sono facilmente riscontrabili. Sinceramente se tutto si dovesse risolvere con questi versetti, non dovremmo dare troppo addosso ai testimoni di Geova, in quanto la loro tesi di non mangiare carne con il sangue sarebbe giustificabile, mentre invece il fatto delle trasfusioni sarebbe comunque sempre una forzatura.
Quali sono allora le scritture che pongono l'idea dei testimoni di Geova come un probabile fraintendimento?
Atti 10:10-16
Atti 10:10 Ebbe però fame e desiderava prender cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi.
Atti 10:11 Vide il cielo aperto, e scenderne un oggetto simile a una gran tovaglia, che, tenuta per i quattro angoli, veniva calata a terra.
Atti 10:12 In essa c'era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo.
Atti 10:13 E una voce gli disse: «Alzati, Pietro; ammazza e mangia».
Atti 10:14 Ma Pietro rispose: «No assolutamente, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato».
Atti 10:15 E la voce parlò una seconda volta: «Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure».
Atti 10:16 Questo avvenne per tre volte; poi d'un tratto quell'oggetto fu ritirato in cielo.

e il verso 28
Atti 10:28 disse loro: «Voi sapete come non sia lecito a un giudeo di aver relazioni con uno straniero o di entrar in casa sua; ma Dio mi ha mostrato che nessun uomo deve essere ritenuto impuro o contaminato.

Atti 11:5-10
Atti 11:5 «Io ero nella città di Ioppe in preghiera e, rapito in estasi, ebbi una visione: un oggetto, simile a una gran tovaglia, tenuto per i quattro capi, scendeva giù dal cielo, e giunse fino a me;
Atti 11:6 io, fissandolo con attenzione, lo esaminai e vidi quadrupedi della terra, fiere, rettili e uccelli del cielo.
Atti 11:7 Udii anche una voce che mi diceva: "Pietro, alzati, ammazza e mangia".
Atti 11:8 Ma io dissi: "No assolutamente, Signore; perché nulla di impuro o contaminato mi è mai entrato in bocca".
Atti 11:9 Ma la voce ribatté per la seconda volta dal cielo: "Le cose che Dio ha purificate, non farle tu impure".
Atti 11:10 E ciò accadde per tre volte, poi ogni cosa fu ritirata in cielo.

Come vedete questo fatto e' riportato per ben due volte come richiesto dalla legge dei due o tre testimoni insegnata dalla Bibbia. Era un fatto troppo eclatante:"Il Vangelo che fino ad allora veniva predicato solo agli ebrei veniva introdotto anche ai gentili.'
E' interessante notare che Dio usò dei cibi che venivano considerati immondi dagli ebrei ed è interessante vedere la riluttanza di Pietro nell'eseguire l'ordine;lui sapeva che quei cibi erano proibiti e in più vi era il comandamento di ‘ammazza e mangia’, come dire ‘non preoccuparti del sangue’. Tutto lascia intendere che siccome veniva la fine dell'epoca degli ebrei, anche parte della legge veniva abrogata e tutti i cibi dichiarati puri.

E' chiaro comunque che nella frase "ammazza e mangia" può essere implicito il riferimento a mangiare anche il sangue, dobbiamo però ammettere che non e' decisivo per il semplice motivo che anche qui non e' spiegato ma solo lasciato intendere e poi, non va dimenticato per onestà, che la conferenza di Gerusalemme avvenne dopo e quindi rimane il fatto che l'ammonimento di astenersi dal sangue, che possa essere equivoco o no, viene successivamente.


Allora come possiamo districarci in questo inevitabile ginepraio?
E’ semplice, vediamo come si comportano i Testimoni di Geova in casi specifici per vedere se la Bibbia supporta le loro opinioni, anche perché vi sono spiegazioni dottrinali successive alla conferenza di Gerusalemme che non lasciano molto spazio a deduzioni ma sono chiare ed inequivocabili.


Quando inviti a mangiare un testimone di Geova, una delle prime cose che fa è di chiederti cosa gli servirai da mangiare e se lui pensa che la cosa contenga del sangue, ovviamente rifiuta. In questo non vi è niente di male ognuno e' libero di agire come meglio crede. Quando vanno a comprare la carne si informano se la carne ha perso tutto il suo sangue e così via.
Andiamo allora ad analizzare le cose secondo le direttive che Paolo ha dato successivamente alla conferenza di Gerusalemme nelle sue epistole
Romani 14:2-6
Romani 14:2 Uno crede di poter mangiare di tutto, mentre l'altro che è debole, mangia legumi.
Romani 14:3 Colui che mangia di tutto non disprezzi colui che non mangia di tutto; e colui che non mangia di tutto non giudichi colui che mangia di tutto, perché Dio lo ha accolto.
Romani 14:4 Chi sei tu che giudichi il domestico altrui? Se sta in piedi o se cade è cosa che riguarda il suo padrone; ma egli sarà tenuto in piedi, perché il Signore è potente da farlo stare in piedi.
Romani 14:5 Uno stima un giorno più di un altro; l'altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente.
Romani 14:6 Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, poiché ringrazia Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e ringrazia Dio.

E' interessante quando dice che chi mangia legumi, e' debole, probabilmente Paolo si riferiva alla sua testimonianza, in quanto non era riuscito a liberarsi da certi fardelli e non riusciva a mangiare di tutto, ad ogni modo, Paolo lo scusa comunque, infatti non e' per un cibo che l'uomo verrà giudicato.
Romani 14:13-17
Romani 14:13 Smettiamo dunque di giudicarci gli uni gli altri; decidetevi piuttosto a non porre inciampo sulla via del fratello, né a essere per lui un'occasione di caduta.
Romani 14:14 Io so e sono persuaso nel Signore Gesù che nulla è impuro in sé stesso; però se uno pensa che una cosa è impura, per lui è impura.
Romani 14:15 Ora, se a motivo di un cibo tuo fratello è turbato, tu non cammini più secondo amore. Non perdere, con il tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto!
Romani 14:16 Ciò che è bene per voi non sia dunque oggetto di biasimo;
Romani 14:17 perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo.

Romani 14:20-23
Romani 14:20 Non distruggere, per un cibo, l'opera di Dio. Certo, tutte le cose sono pure; ma è male quando uno mangia dando occasione di peccato.
Romani 14:21 È bene non mangiar carne, né bere vino, né far nulla che possa essere occasione di caduta al fratello.
Romani 14:22 Tu, la fede che hai, serbala per te stesso, davanti a Dio. Beato colui che non condanna sé stesso in quello che approva.
Romani 14:23 Ma chi ha dei dubbi riguardo a ciò che mangia è condannato, perché la sua condotta non è dettata dalla fede; e tutto quello che non viene da fede è peccato.

Il ragionamento di Paolo a questo punto non può più essere posto in discussione, lui era a conoscenza della decisione presa alla conferenza di Gerusalemme pochi anni prima e conosceva il contenuto della lettera inviata ad Antiochia, pertanto il suo insegnamento doveva essere conseguente.
Ma Paolo va ancora più avanti in 1 Corinzi 8:1,7-13
1 Corinzi 8:1 Quanto alle carni sacrificate agli idoli, sappiamo che tutti abbiamo conoscenza. La conoscenza gonfia, ma l'amore edifica.

1 Corinzi 8:7 Ma non in tutti è la conoscenza; anzi, alcuni, abituati finora all'idolo, mangiano di quella carne come se fosse una cosa sacrificata a un idolo; e la loro coscienza, essendo debole, ne è contaminata.
1 Corinzi 8:8 Ora non è un cibo che ci farà graditi a Dio; se non mangiamo, non abbiamo nulla di meno; e se mangiamo non abbiamo nulla di più.
1Corinzi 8:9 Ma badate che questo vostro diritto non diventi un inciampo per i deboli.
1 Corinzi 8:10 Perché se qualcuno vede te, che hai conoscenza, seduto a tavola in un tempio dedicato agli idoli, la sua coscienza, se egli è debole, non sarà tentata di mangiar carni sacrificate agli idoli?
1 Corinzi 8:11 Così, per la tua conoscenza, è danneggiato il debole, il fratello per il quale Cristo è morto.
1 Corinzi 8:12 Ora, peccando in tal modo contro i fratelli, ferendo la loro coscienza che è debole, voi peccate contro Cristo.
1 Corinzi 8:13 Perciò, se un cibo scandalizza mio fratello, non mangerò mai più carne, per non scandalizzare mio fratello.

Ed è ancora piu' chiaro in 1 Corinzi 10:23-31, probabilmente i Corinzi come i Romani avevano questo problema.
1 Corinzi 10:23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica.
1 Corinzi 10:24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri.
1 Corinzi 10:25 Mangiate di tutto quello che si vende al mercato, senza fare inchieste per motivo di coscienza;
1 Corinzi 10:26 perché al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene.
1 Corinzi 10:27 Se qualcuno dei non credenti v'invita, e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza.
1 Corinzi 10:28 Ma se qualcuno vi dice: «Questa è carne di sacrifici», non ne mangiate per riguardo a colui che vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza;
1 Corinzi 10:29 alla coscienza, dico, non tua, ma di quell'altro; infatti, perché sarebbe giudicata la mia libertà dalla coscienza altrui?
1 Corinzi 10:30 Se io mangio di una cosa con rendimento di grazie, perché sarei biasimato per quello di cui io rendo grazie?
1 Corinzi 10:31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualche altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio.

Qui Paolo spiega che si e' liberi ma si deve essere liberi con saggezza, nel senso che a volte si deve non scandalizzare il nostro prossimo e quindi talvolta in questi casi la saggezza dovrebbe essere anteposta alla propria libertà per non offendere un fratello.
Tutto questo mi sembra molto chiaro, ma non per questo pretendo che i testimoni di Geova cambino le loro dottrine, dico solo che almeno potrebbero prendere in considerazione il consiglio di Paolo e non far sentire gli altri degli infedeli, purtroppo per loro Paolo ha scritto queste cose dopo la conferenza di Gerusalemme proprio per chiarire meglio il punto ivi discusso e se queste sono le sue direttive dovrebbero essere prese in considerazione.

Per le trasfusioni di sangue, e' di logica tutto conseguente, se si può mangiare di tutto senza far inchiesta per motivo di coscienza, che senso ha, fare dell’ astenersi dal sangue, che chiaramente si riferiva all'antica legge ebraica, una norma di un qualcosa che a quell'epoca era letteralmente sconosciuta?

E guardando simbolicamente, se Cristo ha donato il Suo sangue per darci la vita non e' pure bello il gesto di una persona che da il suo sangue per salvare un'altra vita? Quante persone sono vissute grazie a questa terapia?
Anche se questa regola fosse stata data come una parola di saggezza, come sembrerebbe dall'invito "State sani", chi e' che nel deserto per sopravvivere non berrebbe del vino anche se obbedisce alla parola di saggezza dei Mormoni, non sarebbe stupido osservare la parola di saggezza che serve a vivere meglio, per avere la morte? La parola di saggezza e' data con lo scopo di essere sani e vivere più a lungo, ma se per osservarla muori, perde il suo senso e finalità. Anche noi abbiamo una parola di saggezza ma dire che questa e' una regola che porta a perdizione e' troppo banale e semplicistico per un semplice motivo: Dio giudicherà l'uomo e nessun'altro. E’ più probabile che Dio perdoni una persona che ha fatto del bene e vissuto una vita cristiana al meglio delle sue possibilità anche se magari ha avuto delle debolezze con la parola di saggezza, e magari condanni chi l'ha osservata e sia stato terribile con il suo prossimo; questa comunque e' solo un'idea e come ho detto prima e' compito di Dio e di nessun'altro giudicare l'umanità.

Sicuramente i nostri metri sono ben diversi.

Torna a inizio pagina