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Attingere ai poteri del cielo

L'anziano Bruce R. Mc Conkie riferendosi al processo della preghiera fece questa interessante riflessione: “Impariamo a pregare baldanzosamente ed efficacemente, non solo con le parole ma in spirito ed in potere, cosicché noi possiamo realmente attingere ai poteri del cielo."

I poteri del cielo sono reali e possono influenzare drammaticamente il corso degli eventi nella vita di una persona. Nella nostra relazione con la divinità, i poteri del cielo includono qualsiasi influenza o potere (ispirazione, doni dello spirito, potere del sacerdozio eccetera) che è governata da Dio e che opera per il nostro benessere.

Uno studio delle scritture rivelerà che i modi in cui i poteri del cielo possono assistere gli uomini mortali sono virtualmente illimitati. Per accrescere il nostro potenziale in questa vita, dobbiamo imparare ad attingere ai poteri del cielo.

Nessuna dote di intelligenza o di abilità può compensare l'assenza dei poteri del cielo nella nostra vita. Con i poteri del cielo noi posiamo aver successo a

dispetto delle nostre debolezze; in senso letterale i poteri del cielo compensano le debolezze umane.

Se noi impariamo ad attingere ai poteri del cielo, i nostri limiti e le nostre caratteristiche fisiche e spirituali divengono insignificanti. Il Signore ha promesso che se ci avviciniamo a Lui in umiltà e con sufficiente fede, le nostre debolezze diverranno punti di forza. (Ether 12:27). Attingere ai poteri del cielo rende questa promessa possibile.

Quando impariamo ad attingere ai poteri del cielo i nostri talenti ed abilità vengono grandemente amplificati. Il nostro obiettivo finale in questa vita, come santi, sarà determinato più dalla nostra abilità di attingere ai poteri celesti piuttosto che di riposare sulle nostre abilità naturali.

Il presidente Benson disse:" Uomini e donne che si convertono alla volontà di Dio scopriranno che Egli può tirare veramente fuori il meglio dalle loro vite, assai di più di quanto potrebbero fare da soli. Egli può allargare la loro gioia, espandere la loro visione, dare luce alle loro menti, rafforzare i loro muscoli, elevare i loro spiriti, moltiplicare le loro benedizioni, aumentare le loro opportunità, confortare le loro anime, aumentare le loro amicizie e dare loro la pace. Chi spende la sua vita nel servizio di Dio troverà la vita eterna.

Quando impariamo ad attingere ai poteri celesti possiamo vedere le promesse

Che si adempiono nella nostra vita. I poteri del cielo sono governati da leggi spirituali, e la loro concessione è sempre basata sull'obbedienza alla legge. Quando noi comprendiamo ed impariamo ad interagire con queste leggi, siamo in grado in maniera concreta ad attingere ai poteri celesti che possono aiutarci nelle nostre sfide.

Le scritture lo dichiarano molto chiaramente: (DeA 130:20-21).

E' attraverso i nostri propri sforzi che possiamo qualificarci per le varie benedizioni che vengono tramite i poteri celesti. (DeA 121:36)

Una volta compreso che i poteri del cielo sono governati da leggi, la sfida è conformarsi alle leggi ed ai principi che governano i poteri celesti. E' molto difficile, se non impossibile, essere obbedienti a leggi e principi enunciati, a meno che non conosciamo il contenuto di queste leggi ed abbiamo una chiara comprensione di ciò che queste richiedono.

Un principio basilare per ottenere quanto richiesto non è solo il conoscere le leggi, ma anche imparare ad esercitare la fede, perché i poteri del cielo sono governati dalla fede. Probabilmente impareremo che esercitare la fede è un processo molto più complicato di quanto abbiamo compreso in precedenza, altrimenti non ci spiegheremmo come mai anche gli apostoli del tempo di Cristo, a volte non riuscivano ad operare miracoli.

La capacità di una persona di attingere ai poteri del cielo è estremamente limitata, a meno che egli non comprenda profondamente il processo richiesto per esercitare la fede. Uno dei problemi è che la persona pensa alla fede come ad una vaga definizione. Esercitare la fede per attingere ai poteri del cielo implica l’avere una conoscenza più profonda del significato della parola stessa e soprattutto capire il processo che permette di attingere ai poteri del cielo.

Per essere in grado di esercitare la tua fede dovrai comprendere il processo interamente e poi applicarlo nelle tue sfide giornaliere. Anche se è vero che la fede è un dono di Dio è anche vero che la otteniamo e la aumentiamo solo esercitando il nostro libero arbitrio. E' quindi essenziale che noi comprendiamo il concetto di fede molto più profondamente e che impariamo ad espandere e migliorare il nostro tipo di fede con l'esercizio "corretto" del nostro libero arbitrio. Ho scritto la parola corretto tra virgolette per evidenziare un principio, e cioè che il modo corretto di esercitare il nostro libero arbitrio è quello di avere una buona conoscenza del soggetto in questione, in questo caso la fede, e poi decidere in base alla conoscenza ed all'istinto e non solo in base

all'istinto.

Molte volte decidiamo in base all'istinto e può andare bene, ma può essere solo un caso fortuito, ma valutare con la conoscenza include lo studio meditato e ponderato e di conseguenza la persona avrà un vantaggio assai maggiore rispetto a colui che ha deciso d’istinto. Di solito le persone non hanno sufficiente comprensione degli aspetti basilari della fede o per lo meno dell'aspetto che sto cercando qui di rendere chiaro e cioè come attingere ai poteri del cielo.

Il profeta Joseph Smith insegnò che la fede "è la causa di tutte le azioni, sia temporali che spirituali, che la fede non è solo un principio di azione, MA ANCHE UN POTERE e che la fede è il primo grande principio che ha potere,

dominio ed autorità SU TUTTE LE COSE.”

A meno che una persona eserciti la fede, Dio non può aiutarla nel corso della sua vita . Le scritture sono chiare al riguardo: Ether 12:18 - 1 Nefi 7:12 -Moroni 10:7 - 2 Nefi 27:23 - Moroni 7:33 - DeA 8:10

Mormon comprese la relazione che esiste fra la fede ed i poteri del cielo, ciò è

evidente nella risposta che ricevette riguardo alla sua capacità di vincere le sue debolezze. (Ether 12:29,31).

Gesù operò miracoli solo per coloro che esercitavano la loro fede e talvolta non ne fece proprio per il principio opposto. Per esprimermi semplicemente sostengo che Dio ha le mani legate se noi non esercitiamo la nostra fede, proprio come la fede senza le opere è morta, le opere senza la fede sono morte perché non possono essere sostenute dai poteri del cielo.

Il Signore ci ha insegnato che se abbiamo timore, paura o dubbio nei nostri cuori neghiamo a noi stessi le benedizioni del cielo (DeA 67:3). La fede è la chiave per raggiungere l'eccellenza. Nel corso della nostra vita chiediamo molte cose che nessuno potrebbe ottenere ad un livello di eccellenza senza l'aiuto del Signore. Vi sono anche cose di tutti i giorni che potremmo fare molto meglio se imparassimo ad utilizzare questi poteri.

Allo scopo di realizzare il nostro pieno potenziale, dobbiamo imparare ad esercitare la fede affinché il Signore possa essere nostro compagno nelle sfide quotidiane. Esercitare la fede sembra un concetto semplice ma non è così, è

un qualcosa che deve essere imparato e tesaurizzato. A volte con il passare del tempo dimentichiamo meravigliose lezioni che abbiamo appreso nel passato proprio perché non sono state tesaurizzate.

Rettitudine: un prerequisito della fede (Mormon 1:13-14, DeA 121:36,

DeA 82:10.

Bruce R. Mc Conkie ha insegnato che "La fede è un dono di Dio concesso come una ricompensa per la rettitudine personale. E' sempre concessa quando la

rettitudine è presente e più grande è la misura dell'obbedienza alle leggi di Dio, più grande sarà l'endowment della fede."

Conseguentemente la fede, come principio di potere, può essere esercitato solo da coloro che si conformano ai principi di verità che vengono da Dio.

Il Signore ha promesso che darà ai suoi figli secondo i loro desideri.

(Alma 29:4, DeA 11:8). Un desiderio sincero è molto più di una semplice motivazione, il desiderio porta all’azione. I seguenti estratti da un discorso fatto dall'anziano Bruce R. Mc Conkie a dei nuovi presidenti di missione danno ulteriori idee sulla relazione fra desiderio e fede.

“Battezzare è materia di rettitudine, desiderio e sentimento. Noi vogliamo convertiti e non diremo mai ad un missionario "Non battezzare a meno che…" Noi diremmo piuttosto "tu puoi battezzare; vi sono persone meravigliose là fuori, e qui è detto come puoi farlo."

“Noi diamo loro un intelligente, positivo approccio; li istruiamo come farlo e li

motiviamo. Allora in un modo o nell'altro il Signore fa il resto e loro portano persone nella chiesa (Marco 9:23). Noi dobbiamo chiedere aiuto al Signore, dobbiamo cercare i convertiti, dobbiamo desiderare di battezzare, dobbiamo sapere che riceveremo secondo i nostri desideri e se noi desideriamo nel modo giusto ed abbiamo fede nel Signore in qualche modo accadrà.”

“Non otterremo risultati fino a quando non avremo imparato i corretti principi. Non avremo il numero di battesimi che a mio giudizio il Signore si aspetta da noi. potremo far girare le nostre ruote ma non andare da nessuna parte.

Forse ciò che è sbagliato è che non abbiamo desiderato con fede, con tutto il nostro cuore, di portare anime nel regno. Forse non abbiamo cercato con tutto il cuore di farlo, forse non siamo riusciti a convincere la nostra mente che possiamo farlo e portare le persone in Chiesa.

Quindi, molto francamente, penso di poter dire che sia che portiamo molti o pochi convertiti nella Chiesa è solo una questione del nostro desiderio e della nostra fede.”

Vediamo un esempio di ciò che l'anziano Mc Conkie sta spiegando, nel lavoro missionario di Alma. Nell'ottavo anno del regno dei giudici Alma era il giudice in capo come pure il sommo sacerdote presiedente. La Chiesa stava regredendo perché le persone si stavano elevando nell'orgoglio e perché mettevano i loro cuori nelle ricchezze terrene. Per cercare di correggere la situazione Alma ordinò qualcun altro perché fosse giudice sul popolo e così poté dedicarsi esclusivamente al ministero.

Il forte desiderio di Alma di convertire il suo popolo diviene molto evidente quando si pensa che le persone della città di Ammoniha rigettarono il suo messaggio. Quando Alma predicò loro per la prima volta quelle persone non ascoltarono perché Satana aveva un grande potere sui loro cuori, ma Alma persistette nel suo desiderio di convertirli. Egli pregò affinché una via fosse

loro preparata e affinché essa potesse avere successo.

La scrittura (Alma 8:10) dice: “Allora, secondo il desiderio di Alma, il Signore preparò la via per il battesimo di un uomo molto preminente e ricco, Amulek, con tutta la sua famiglia.”

Alma 10:11 “Successivamente alla sua conversione, Amulek si unì ad Alma nel suo ministero con il risultato che molte persone cominciarono a pentirsi e

a studiare le scritture.”

Amulek continuò ad assistere Alma nel ministero per alcuni anni

successivi. (Alma 16:15) Dal resoconto missionario di Alma è ovvio che Amulek giocò un ruolo molto importante nello stabilire la Chiesa nel paese. Sembra evidente che il successo finale di Alma, che poté vedere migliaia di persone battezzate, non si sarebbe realizzato se non avesse desiderato con tutto il suo cuore di battezzare anche le persone che avevano rigettato il suo

messaggio. Più tardi, quando Alma intraprese una missione presso gli Zoramiti, pregò di nuovo di avere successo. (Alma 31:32-34)

Di nuovo convinse il Signore di essere disposto a pagare qualsiasi prezzo per avere quel successo (Alma 31:30-31) E di nuovo il Signore aderì ai suoi desideri. Vediamo il ripetersi dello stesso episodio nel lavoro missionario di Ammon, uno de figli di Mosia. Il desiderio di Ammon si realizzò nella conversione di un uomo molto potente (Re Lamoni), la via fu aperta e migliaia

di persone furono battezzate. E' importante comprendere che Ammon

ebbe successo soltanto quando i suoi desideri lo motivarono ad essere paziente nelle sue afflizioni.

Proprio come Alma anche Ammon "lavoro' nello spirito" (Alma 17:5). In altre parole doveva convincere il Signore che voleva battezzare i Lamaniti e che era disposto a pagare qualunque prezzo pur di aver successo. (Alma 25:17)

Se tu desideri veramente qualcosa avrai la necessaria motivazione per perseguire il tuo scopo, per contro se la tua meta non è sinceramente

desiderata, non sarai disposto a pagare il prezzo necessario per ottenerla.

Attitudine e desiderio sono frutto del diretto risultato di ciò che pensiamo al riguardo.

I PRINCIPI CHE GOVERNANO LA FEDE: E’ IMPOSSIBILE ESERCITARE LA FEDE NEI POTERI DEL CIELO SENZA AVERE UNO SCOPO SPECIFICO IN MENTE.

Nel chiedere aiuto al Signore occorre essere specifici e non generici.

Bisogna anche imparare a chiedere "con fede" per desideri "giusti" (DeA 8:10, DeA 88:64-65, Mosia 4:21, Helaman 10:5, 2 Nefi 32:9)

Motivi puri sono prerequisiti essenziali per avere la capacità di attingere ai poteri del cielo. (Galati 5:26) Se i tuoi motivi sono giusti sarai guidato dall'ispirazione nel determinare quali desideri coltivare. (DeA 46:30, DeA 46:31, Mose 5:8, 3 Nefi 19:24, DeA 50:29-30).

Una volta identificati i tuoi desideri dovresti perorare la tua causa dinanzi al

Signore in preghiera onesta. Dovresti spiegare al meglio perché hai quel particolare desiderio, abbiamo cioè la necessità di imparare a conversare con il

Signore. Un buon esempio di questo processo si trova in Helaman 11:9-16. Studiando la vita di Joseph Smith posiamo notare che mai ricevette nuova dottrina fino a quando non l'ebbe desiderata, valutata e non ne richiese

chiarificazione al Signore. Occorre leggere le prefazioni delle sezioni 76 e 132 di DeA e Alma 37:37.

I membri della chiesa di solito sono piuttosto generici: "Per favore Signore aiutaci, benedici la nostra vita" e magari mai spiegano perché o come mai. Essere specifici aiuta ad intrattenere una conversazione veramente "personale" tra noi e la divinità e dimostra la nostra totale fiducia e confidenza come i bimbi che dipendono dal loro padre, proprio come Cristo insegnò, infatti questa umiltà e dipendenza dal Signore non devono mai essere dimenticate.

(Helaman 4:13, Helaman 12:1, DeA 101:7-8)

Alcune persone tendono ad accusare fortuite circostanze per i loro fallimenti nei loro giusti desideri, ma come noi meglio comprendiamo il processo della fede, dovremmo capire che possiamo cambiare le circostanze cambiando le nostre attitudini ed esercitare la fede. Un uomo è letteralmente ciò che pensa, il suo carattere è la somma di tutti i suoi pensieri.

Come lui pensa così è il suo cuore (Proverbi 23:7) Se voi cambiate i vostri pensieri sarete sorpresi di come rapidamente le condizioni materiali cambieranno. I vostri pensieri dettano le vostre circostanze perché i pensieri

governano le abitudini e le abitudini dettano le circostanze. Tutte le azioni, sia premeditate che non, sono il prodotto dei nostri pensieri. Di tutte le creature che vivono sulla terra solo l'uomo può cambiare la sua attitudine mentale e divenire realmente l'architetto del suo destino.

Sfortunatamente pochi membri della Chiesa si sforzano di disciplinare i loro pensieri, probabilmente sono capaci di evitare i pensieri negativi, ma sono veramente capaci di pensare "realmente" in positivo ed indirizzare i pensieri

nella direzione "specifica" giusta invece che in una direzione "generalizzata"?

Al giudizio finale i nostri pensieri e gli intenti del nostro cuore saranno rivelati

(DeA 88:109). LA FEDE SARA' PROVATA. Anche se il Signore ti assisterà perché tu abbia desideri giusti, tu dovrai essere consapevole che la tua fede dovrà essere testata. Di solito la fede viene provata sotto due condizioni:

1 Prima la persona viene provata per vedere se il desiderio è sincero e forte e se la fedeltà ai principi viene mantenuta.

2 Una volta che la persona si umilia e prova la sua fede con perseveranza e

fedeltà allora i desideri vengono approvati.

E' estremamente importante capire che la prova della propria fede è una parte necessaria del processo di santificazione con il quale siamo purificati dallo Spirito di Dio. (3 Nefi 24:3, DeA 128:24, DeA 101:4-5, 136:31, Helaman 3:35)

L'opposizione gioca un ruolo importante in questo processo, perché vincendo questa opposizione e sopportando l'afflizione stiamo in senso letterale purgandoci e perfezionandoci. Quando noi sopportiamo l'opposizione servendo il Signore al meglio delle nostre possibilità, non importa quanto esse siano limitate, allora la grazia di Dio è sufficiente per intervenire in nostro favore e possiamo allora divenire perfetti in Cristo.

Revisore: Mario Vaira

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