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LA DOTTRINA DI GESU' CRISTO

Vi sono dei punti chiave della dottrina di Gesù Cristo che egli non solo volle mettere in chiaro, ma che desiderò fissare in modo inequivocabile.

Quali sono queste dottrine che non avrebbero dovuto essere né fraintese né male interpretate? Eccole:


La sua relazione con Dio, il fatto di essere suo figlio come noi siamo suoi figli. Il fatto che Dio è un uomo glorificato, la sua missione personale e lo scopo dell'espiazione, della risurrezione e dell'esaltazione.

Ognuno di questi punti non solo è stato chiarito nelle scritture ma in certi punti è stato fissato in maniera da non poter essere rimosso.

Passiamo ad analizzare questi punti uno per volta.


La sua e la nostra relazione con Dio


Il profeta Joseph Smith insegnò nel sermone di King Follet:

“Voglio chiedere a questa congregazione, a ogni uomo, donna e bambino, di rispondere in cuor loro alla domanda: Che specie di essere è Dio? Fatevi questa domanda, pensateci bene e dite se qualcuno di voi ha veduto, udito o comunicato con Lui. Questa e' una domanda che può occupare la vostra mente per un lungo periodo di tempo.

Ripeto di nuovo la domanda. Che specie di essere è Dio? C'è qualcuno che lo sa? C'è qualcuno di voi che l'ha veduto, sentito o che ha comunicato con Lui? Questa è la domanda che probabilmente d'ora innanzi occuperà la vostra mente. Le scritture ci dicono che: "Questa è la vita eterna: che conoscano te,
il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato: Gesù Cristo."

Se qualcuno non conosce Dio e chiede che specie di essere Egli è, frugando diligentemente nel suo cuore, se la dichiarazione di Gesù e degli apostoli è vera, capirà di non avere la vita eterna, perché la vita eterna non si può ottenere in base a nessun altro principio.

Gabriele spiegò in maniera inequivocabile a Maria che suo figlio sarebbe
stato chiamato Figliolo dell'Altissimo e quando lei chiese come questo poteva avvenire, in maniera chiara l'angelo dichiarò "La potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'OMBRA sua, PERCIO' ANCORA IL SANTO CHE NASCERA', SARA' CHIAMATO FIGLIOLO di Dio.” (leggere "fatherhood of Jesus").
Non quindi figlio dello Spirito Santo, ma figlio di Dio.

Gesù ebbe questa consapevolezza fin dalla sua adolescenza, la scrittura dice in Luca 2:40 "ed il bambino cresceva e si fortificava, ESSENDO RIPIENO di
sapienza, e la grazia di Dio era sopra di lui.”

Nel proseguimento dello stesso capitolo si ha la conferma che Gesù aveva già questa conoscenza. Infatti quando fu rimproverato dai genitori rispose candidamente "Non sapevate ch'io dovea trovarmi nella casa del Padre mio?”

Nessuno prima di lui aveva osato riferirsi a Dio come Padre, non solo ma egli insegnò anche ai suoi discepoli ad usare questo stesso termine: “Quando pregate, pregate così "caro Padre.....”

Che Dio avrebbe generato un figlio è dichiarato chiaramente in Salmi 2:7,12
e dalla sua stessa voce al battesimo di Gesù ed in altre occasioni. Che noi fossimo anche figli di Dio e Dei in embrione è citato in una scrittura, l'unica in cui Gesù dice qualcosa che non dice in nessun'altra occasione e cioè che la scrittura non può essere annullata. Perché usa questa espressione? Semplice: ciò che dice deve essere inteso per ciò che prova Giovanni (10:34-36), quindi da ciò è chiaro che l'uomo può divenire un Dio, perché è un Dio in embrione.

Ma Dio è veramente un Uomo glorificato? Anche qui Gesù non ha usato mezzi
termini per fissare questo concetto. Si è sempre riferito a se stesso come al Figliol dell'uomo, eppure sarebbe stato più semplice riferirsi a sé stesso come al figliol di Dio, invece voleva che fosse ben chiaro questo principio, specie quando disse di essere l'immagine dell'invisibile Iddio.
(Invisibile perché per vedere Dio vi devono essere delle ragioni specifiche. Se Dio si manifestasse, la fede non avrebbe ragione di essere, ma senza fede è impossibile piacerGli).

E ancora aveva affermato: “Chi ha visto me ha veduto il Padre.”
D'altronde se Dio ha fatto l'uomo a sua immagine e somiglianza vi sarà pure una ragione, ed inoltre tutte le volte che i profeti lo hanno visto e lo hanno descritto, ne hanno parlato come di un uomo,.

Quindi il primo punto che Gesù ha affermato con forza è stato quello di mettere in chiaro la sua diretta relazione con Dio definendosi "figliol dell'uomo." Ed ha anche affermato con la stessa forza la nostra relazione con Dio e la nostra possibilità' di divenire come Dio, infatti la scrittura non può essere annullata. Di conseguenza anche il secondo punto è chiarito in maniera inequivocabile: Dio e' un uomo esaltato.

La missione e l'espiazione di Gesù Cristo

Giovanni 18:37 Questo introduce il secondo punto cruciale

Egli era l'agnello preordinato prima della fondazione del mondo. Non mi occuperò ora delle implicazioni derivanti dalla caduta e procedo con i "paletti" Dopo averci quindi rassicurati sulla nostra provenienza e sul nostro "futuro" Egli fissò chiaramente Il motivo per cui Egli era venuto (Isaiah 61:1-3)

Gesù fissò questo punto in Luca 4:16-21.
La sua espiazione avrebbe prodotto il perdono dei peccati, gratuito quello del peccato di Adamo, provocato dalla caduta di cui nessuno di noi è responsabile, ma soggetto al pentimento quello relativo ai nostri peccati personali, per poter lavare le nostre vesti nel sangue dell'Agnello.
Gesù per dimostrare e stabilire questo principio ricorse all’autorità che deteneva; l’autorità di rimettere i peccati e l’autorità' sulla morte, infatti era necessario dimostrare all’umanità che Egli possedeva questo potere e questa
Autorità. Altrimenti chi avrebbe potuto credere nella salvezza, intesa come perdono e riscatto dalla caduta, e nella risurrezione, se non avesse potuto vedere qualcosa che ne attestasse la potestà?

Matteo 9:1-8, Luca 5:17-25. Quando operò la resurrezione di Lazzaro disse ancor prima di fare il miracolo (Giovanni 11:41-45).
Alla sua resurrezione non solo apparve ma volle che fossero toccate le sue ferite a dimostrazione che la resurrezione non era un sogno ma una realtà' e che questa non solo sarebbe stata mediante un corpo ma proprio nel nostro corpo. Su questi punti non dovevano esservi e non vi sono fraintendimenti. Per puntualizzare come sarebbe avvenuta la salvezza maledì invece di benedire, unico caso nelle scritture, proprio per enfatizzare che la salvezza dalla caduta è gratuita ma che l'esaltazione nel regno del Padre va guadagnata con le opere.

Al giovane ricco spiegò che l'osservanza dei comandamenti portava alla vita eterna perché quella era stata la sua domanda, ma senza il progresso personale non vi può essere premio. Chi ha un talento dovrebbe produrne di maggiori perché non gli venga tolto anche quello in suo possesso, ma è evidente che per fissare questo punto avrebbe dovuto imprimere questo concetto con una iperbole spirituale tanto da colpire i cuori. Colui che aveva sempre benedetto ed usato il suo potere per sanare e benedire, maledì il fico che aveva solo foglie e non frutti e specificò, come Giovanni Battista, che coloro che non portano buoni frutti sono tagliati e gettati nel fuoco.
(Matteo 21:18).

Revisore: Mario Vaira

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