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La dottrina del Sacerdozio

Numero speciale del Notiziario del Quorum preparato a cura della Presidenza di Ramo

Presentazione


Un mercoledì sera, nel corso della riunione di Presidenza del Ramo di Vicenza, è emersa
la necessità di una migliore conoscenza della dottrina del sacerdozio, da parte dei detentori del
sacerdozio ed in generale di tutti i membri. Un paio di lezioni dedicate, nel Quorum degli
Anziani, a questo argomento non erano riuscite a dissipare i dubbi, anzi erano affiorate parecchie
incomprensioni ed una generale confusione per quanto riguarda i vari aspetti del sacerdozio.
Considerata la vastità degli argomenti da trattare, la scarsa disponibilità di fonti
autorevoli in lingua italiana oltre alle Sacre Scritture, e considerato infine che questo tipo di
conoscenza si può ottenere solamente per rivelazione, dopo attento studio, meditazione e
preghiera, la Presidenza del Ramo ha deciso di approntare questo breve trattato sulla dottrina del
sacerdozio, affinché sia una base di studio e di meditazione per ogni membro del Ramo.
Nella stesura di questo libretto abbiamo voluto esporre il più possibile ciò che le Scritture
ed i Profeti moderni hanno detto sui vari argomenti del sacerdozio, limitando le considerazioni
personali e le spiegazioni al minimo giudicato indispensabile. Il trattato rimane tuttavia un'opera
personale di commento alle dottrine della Chiesa e non ha valore valore di Scrittura. Dato che,
come abbiamo detto, la verità si ottiene solamente per rivelazione, dopo attento studio, il metodo
migliore per leggere il presente libretto è seduti a tavolino, con le Scritture ed un blocco di
appunti sotto mano.
Nella stesura, le varie citazioni sono state evidenziate con una impaginazione più stretta,
in modo che fossero ben riconoscibili. I vari libri delle Scritture sono citati con le abbreviazioni
tradizionali, mentre le altre opere sono state abbreviate nel modo seguente:
DBY = Discourses of Brigham Young di John a. Widtsoe
DoS = Doctrines of Salvation, 3 vol. di Joseph Fielding Smith
GD = Gospel Doctrine  di Joseph F. Smith
KST = Key to the Science of Theology  di Parley P. Pratt
MD = Mormon Doctrine di Bruce R. McConkie
TPJS = Teachings of the Prophet Jospeh Smith di Joseph Fielding Smith


La Presidenza del Ramo                      .
(Renato Marini, Vincenzo Balestra, Mirco Canaglia)

Vicenza, 29 agosto 1979

Oltre 21 anni dopo la stesura di questo trattato, il testo è stato ribattuto al computer; con
l'occasione sono stati eliminati alcuni errori di ortografia ed è stata aggiornata l'appendice. Le
poche modifiche rispetto al testo originale sono state scritte come note fra parentesi. Le citazioni
tratte dal Libro di Mormon e da Dottrina e Alleanze rispecchiano la nuova traduzione. Sebbene
nel frattempo siano stati pubblicati in lingua italiana alcuni dei testi citati, i riferimenti restano
quelli dei testi in lingua inglese e la traduzione è quella fatta nel 1979 dall'autore. (Renato
Marini)

Vicenza 20 gennaio 2001

Sommario

PARTE PRIMA

- La natura del sacerdozio
- Il  potere del sacerdozio
- L'autorità del sacerdozio
- Le chiavi del sacerdozio
- Gli uffici del sacerdozio
- Visione di insieme

PARTE SECONDA

- Il sacerdozio nella preesistenza
- Il sacerdozio nella mortalità
- Il sacerdozio nel mondo degli spiriti
- Il sacerdozio nei mondi eterni
- Il sacerdozio di Satana

PARTE TERZA

- La cronologia del sacerdozio: da Adamo a Noè
da Noè ad Abramo
da Abramo a Mosè
da Mosè a Gesù
in America
da Gesù a Joseph Smith
- L'ordine patriarcale nel sacerdozio
- Il lignaggio nel sacerdozio
- Il sacerdozio e la donna
- Gli esseri traslati

CONCLUSIONE

APPENDICE

- La linea gerarchica del sacerdozio nella Chiesa (organigramma aggiornato)
- Gli uffici del sacerozio (elenco)
- Il sacerdozio nella storia (diagramma)
- Le chiavi del sacerdozio (elenco)


PARTE PRIMA


Cosa è il sacerdozio? La definizione classica ed ortodossa è: "Il potere di agire nel nome di Dio".
L'anziano Bruce R. McConkie dice però che esso è "il potere che mantiene in vita l'universo"
(MD 594). Tale definizione sottointende che il sacerdozio sia una reale forza attiva, un potere che
influenza e govera la materia nelle sue varie forme. L'apostolo Paolo dice apertamente che il
sacerdozio è ben più complesso di quanto si possa credere in un primo momento. Dice infatti agli
Ebrei, parlando di Gesù Cristo:
"Essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchesedec, del
quale abbiamo a dire cose assai e malagevoli a spiegare, perché siete divenuti duri di
orecchi" (Ebrei 5:10-11).
Per chi è duro di orecchi, infatti, è pressoché impossibile riuscire a comprendere i molti aspetti
del potere di Dio. Per trovare la verità dobbiamo così seguire la strada del Signore ed investigare
le Scritture,
"sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della Scrittura procede da vedute
particolari; poiché non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli
uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:20-
21)
Dobbiamo prima di tutto distinguere diversi aspetti della natura del sacerdozio, tutti ugualmente
reali ed indipendenti uno dall'altro:

1) il potere del sacerdozio, cioé la capacità di agire
2) l'autorità del sacerdozio, cioé il diritto di agire
3) gli uffici del sacerdozio, cioé la responsabilità di agire
4) le chiavi del sacerdozio, cioé il diritto di delegare ad altri la responsabilità di agire
Vediamo di approfondire ciascuno di questi quattro aspetti.


Questo è forse il conceto meno compreso, sebbene sia illustrato nelle Scritture e nelle parole dei
profeti moderni. Le Scritture dicono che
"la gloria di Dio è l'intelligenza, od in altre parole luce e verità" (DeA 93:36)
 Ma cosa è questa intelligenza, chiamata anche luce e verità o gloria di Dio, che sembra appunto
essere ciò che rende potente il Padre Celeste? E' la forma elementare che riempie l'universo e che
forma e dà vita a tutte le cose. Dice infatti il Signore:
"La luce che brilla e chi vi dà luce viene tramite Colui che illumina i vostri occhi, che è la
stessa luce che vivifica il vostro intelletto; luce che emana dalla presenza di Dio per
riempire l'immensità dello spazio. La luce che è in tutte le cose, che dà vita a tutte le
cose" (DeA 88:11-13). "L'intelligenza, ossia la luce di verità, non fu creata né fatta, né
invero può esserlo" (DeA 93:29).
Questa luce di verità è il mezzo tramite il quale Dio mantiene in vita l'universo; essa infatti è nel
sole, nella luna e nelle stelle (vedere DeA 88:-10) oltre che nella nostra mente. Tale materia
elementare però non è una sorta di radiazione, ma una reale forma di vita indipendente, adatta ad
unirsi ad altre particelle della sua specie, fino a formare tutte le varie forme di materia esistenti
nell'universo. Dice infatti la Scrittura:
"Ogni verità è indipendente in quella sfera in cui Dio l'ha posta, per agire da se stessa,
come pure ogni intelligenza; altrimenti non v'è esistenza" (DeA 93:30). "Non c'è nulla
che sia materia immateriale. Ogni spirito è materia, ma più fine o pura" (DeA 131:7).
Questa luce di verità, che è la gloria di Dio, è la forza che mantiene in vita il nostro corpo,
fornendogli l'energia vitale. Dice infatti Mosia ai suoi sudditi:
"Se voi serviste Colui che vi ha creato sin dal principio, e vi preserva di giorno in giorno,
prestandovi l'alito perché possiate vivere e muovervi, e agire secondo la vostra volontà, e
anzi sostenendovi da un istante all'altro..."(Mosia 2:21)
Oltre a dare vita a tutte le nostre cellule ed a quelle delle piante, degli animali, ecc. la luce di
verità è l'agente che illumina la nostra mente e ci fa capire le cose, tramite il ragionamento o per
intuizione:
"E lo Spirito dà luce ad ogni uomo che viene nel mondo; e lo Spirito illumina ogni uomo
in tutto il mondo che dà ascolto alla voce dello Spirito" (DeA 84:46) vedere anche DeA
76:10.
Orbene, la capacità che Dio possiede di governare questa luce di verità attraverso l'universo e di
usarla per creare, per comunicare e per illuminare, costituisce il suo sacerdozio. Il sacerdozio di
Dio è quindi la capacità di governare e di controllare la luce di verità che riempie l'universo. Dice
infatti l'anziano McConkie:
"Per quanto riguarda l'eternità, il sacerdozio è il potere eterno, è l'autorità della Divinità
tramite il quale esistono tutte le cose; tramite il quale esse sono create, governate e
controllate; tramite il quale l'universo e mondi senza numero sono venuti all'esistenza;
tramite il quale il grande piano di salvezza, di redenzione e di esaltazione, opera
attraverso l'immensità. Esso è il potere di Dio" (MD 594).
Joseph Fielding Smith si espresse con queste parole:
"Tutto lo spazio è riempito di materia e tale materia è controllata e governata da un
Creatore onnisciente e sommamente saggio" (DoS 3:80)-
E' tramite il sacerdozio di Dio, pertanto, che il nostro mondo esiste, che è abitato da innumerevoli
forme di vita, che il nostro corpo vive e la nostra mente ragiona (vedere DeA 11:13). E' tramite il
sacerdozio che Dio comunica con l'uomo e gli fa conoscere le verità eterne (vedere DeA 84:19).
Il profeta Joseph Smith espresse questo importante concetto a proposito del ruolo del sacerdozio
nella conoscenza delle cose di Dio:
"Invito tutti a progredire verso la perfezione ed a scrutare sempre più a fondo i misteri di
Dio. L'uomo non può fare nulla da se stesso, a meno che Dio non lo guidi sulla retta via;
ed il sacerdozio ha appunto questo scopo""(TPJS 364).
Questo dunque è il potere del sacerdozio di Dio. E l'uomo, possiede qualcosa di questo potere?
Dalle parole di Abrahamo possiamo apprendere una grande lezione, se teniamo presente che la
luce di verità rappresenta la gloria di Dio (vedere DeA 93:36). Dice infatti il Profeta parlando
degli spiriti preesistenti (cioé che vivevano nella preesistenza):
"E ve ne stava uno fra essi che era simile a Dio; ed egli disse a quelli che erano con lui:
Noi scenderemo, poiché vi è dello spazio laggiù; e prenderemo di questi materiali e
faremo una terra sulla quale costoro possano dimorare. E in questo modo li metteremo
alla prova, per vedere se essi faranno le cose che il Signore loro Dio comanderà loro; e a
coloro che mantengono il loro primo stato sarà dato in aggiunta; e coloro che non
mantengono il loro primo stato non avranno gloria nello stesso regno con quelli che
mantengono il loro primo stato; e a coloro che mantengono il loro secondo stato sarà
aggiunta gloria sul loro capo per sempre e in eterno" (Abrahamo 3:24-26).
Chi è fedele nell'osservare i comandamenti di Dio, quindi, riceverà gloria su gloria, oltre a quella
che già possedeva nel primo stato, cioé nella preesistenza. In altre parole, egli riceverà un grado
sempre maggiore del potere del sacerdozio.
"E inoltre, tutti coloro che ricevono questo sacerdozio accettano me, dice il Signore..e
colui che accetta me accetta mio Padre; e colui che accetta mio Padre riceve il regno di
mio Padre; perciò tutto quello che mio Padre ha gli sarà dato" (DeA 88:35-38)
Il cammino dell'uomo verso l'esaltazione consiste perciò nel progressivo apprendimento dell'arte
di governare la luce di verità che riempie l'universo. Tale arte è il potere del sacerdozio. Sotto
questo punto di vista il sacerdozio è una dote intrinseca di tutti i figli di Dio e fa parte integrante
della natura divina dell'uomo. In tal senso esso è un sacerdozio "senza padre né madre, senza
genealogia, senza principio di giorni né fin di vita" (Ebrei 7:3). Questo sacerdozio non deve
essere conferito e non può essere tolto. Dice a questo proposito il profeta Joseph Smith:
"Il sacerdozio è un principio eterno ed esisteva con Dio da tutta l'eternità; e continuerà ad
esistere, senza inizio di giorni o fine di anni" (TPJS 157).
("Ora il Signore aveva mostrato a me, Abrahamo, le intelligenze che erano state
organizzate prima che il mondo fosse; e fra tutte queste ve ne erano molte di nobili e di
grandi; e Dio...disse: Abrahamo, tu sei uno di loro; tu fosti scelto prima di nascere"
Abrahamo 3:22-23).


Un secondo aspetto del sacerdozio è l'autorità che Dio ha delegato all'uomo, affinché possa
amministrare il Vangelo e governare la Chiesa. Questo sacerdozio è appunto una autorizzazione,
non un potere. Dice infatti il Profeta Joseph F. Smith:
"Cosa è il sacerdozio? E' né più né meno che il potere di Dio delegato all'uomo tramite il
quale l'uomo può agire sulla terra per la salvezza della famiglia umana, nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (GD 139-140).
Per fare un esempio, consideriamo un agente di commercio. Quando si reca da un cliente e
raccoglie un ordine per la fornitura di 50 trapani elettrici, egli si impegna a nome della Ditta di
fabbricare e spedire quei 50 trapani. L'agente però non ha in sé la capacità di fabbricare e spedire
la merce, ma emplicemente ha il diritto che la Ditta faccia onore al suo ordine, produca i trapani e
li spedisca al cliente. La stessa cosa vale per il sacerdozio dal punto di vista dell'autorità.
Parlando a Joseph Smith il Signore chiarì con parole inequivocabili questo concetto:
"I diritti del sacerdozio sono inseparabilmente connessi con i poteri del cielo e.i poteri
del cielo non possono essere controllati né adoperati se non in base ai principi della
rettitudine" (DeA 121:36)
L'uomo ha il diritto che ha il potere lo usi secondo rettitudine. Sotto questo punto di vista nessuno
può assumersi da solo questa autorità (vedere Ebrei 5:4) così come nessuno può autonominarsi
rappresentante di qualche Ditta. Questo sacerdozio deve essere conferito e può essere tolto. Ci
sono due modi in cui questo sacerdozio può essere conferito. Tramite un uomo che già lo detenga,
come avviene oggi per tutti i membri della Chiesa, opure tramite un messaggero celeste, come nel
caso di Joseph Smith (vedere DeA 27:12). Questo secondo modo è usato solamente quando sulla
terra non ci sia nessuno che detenga il sacerdozio (e le chiavi per ordinare altri).
"E' contrario all'ordine dei cieli, istituito prima della fondazione del mondo, che
messaggeri celesti.vengano sulla terra per compiere delle ordinanze che gli uomini
possono fare da soli" (DoS 3:90).
Questo secondo metodo fu quello tramite il quale ricevettero il sacerdozio tutti i Profeti in Israele,
da Mosè fino a Gesù.
"Tutti i Profeti avevano il sacerdozio di Melchisedec e furono ordinati da Dio stesso"
(TPJS 181). "Il sacerdozio superiore venne tolto al popolo come comunità, mail Signore
lasciò in mezzo ad esso alcuni uomini che possedevano il sacerdozio di Melchisedec"
(DoS 3:85).
Anche Giovanni Battista fu ordinato con questa procedura (vedere DeA 84:28); anche Abrahamo
(vedere Abrahamo 1:18) e Gesù (vedere Ebrei 2:19).

Anche per togliere questo sacerdozio ci sono due modi. Il primo è il metodo terreno, cioé tramite
la scomunica dalla Chiesa. In questo caso chi detiene le chiavi di conferire il sacerdozio toglie il
diritto che aveva concesso (vedere DeA 41:5 e Matteo 18:18).
"La scomunica consiste nell'escludere la persona dalla Chiesa in modo che essa non ne
faccia più parte. Ogni benedizione del vangelo viene così perduta" (MD 258).
Il secondo modo è quello divino (vedere DeA 121:37). Se mancano i presupposti di fedeltà e di
rettitudine il cielo non riconosce più le azioni compiute dall'uomo sulla terra, che sono perciò
pura esteriorità. Per tornare all'esempio dell'agente di commercio, se la Ditta lo licenziasse per
disonestà, tutti gli ordini che egli dovesse inviare dopo il suo licenziamento sarebbero ignorati e
ritenuti non impegnativi. Questo è il meccanismo che scattò ogni volta che la Chiesa andò in
apostasia (vedere DeA 88:2). Scrisse Joseph Fielding Smith:
"I semplici e chiari principi e le cerimonie del vangelo..vennero modificati e mescolati
ad eresie, misteri ed ostentazioni completamente estranee alla dottrina di Cristo.Sorsero
falsi insegnanti ed il sacerdozio venne nuovamente ritirato di framezzo agli uomini, per
essere restaurato in tempi migliori e più favorevoli" (DoS 3:270).


Un terzo aspetto del sacerdozio da prendere in considerazione sono i vari uffici che esso
comprende. Tali uffici o chiamate si dividono in due categorie:
- ordinazioni, cioé investiture a carattere permanente
- messe a parte, cioé investiture a carattere temporaneo

"Il sacerdozio viene conferito ad una persona; questa poi viene ordinata ad un certo ufficio
del sacerdozio e quindi è messa a parte per una specifica posizione di responsabilità o di
presidenza. In tal modo una persona viene ordinata Anziano e poi messa a parte come
Presidente del Quorum degli Anziani; può essere ordinata Apostolo e messa a parte come
membro del Consiglio dei Dodici; può essere ordinata Vescovo e messa a parte come
vescovo di un certo rione; oppure ordinata Sommo Sacerdote e messa a parte come presidente
di palo o presidente della Chiesa." (MD 548).
Sia gli uffici che le messe a parte non sono che incarichi specifici affidati nell'ambito del
sacerdozio e nulla possono aggiungere al potere del sacerdozio stesso. Essi costituiscono anzi una
appendice al sacerdozio.
"Non c'é alcun ufficio che deriva da questo sacerdozio che possa essere superiore al
sacerdozio stesso. E' dal sacerdozio che qualsiasi ufficio ottiene la sua autorità. Nessun
ufficio aggiunge autorità al sacerdozio. Nessun ufficio aggiunge potere al sacerdozio. Ma
tutti gli uffici nella Chiesa derivano il loro potere, virtù ed autorità dal sacerdozio" (GD
148).
(Per cui un Apostolo non ha un grado di sacerdozio maggiore di quello di un Anziano, ma solo
ricopre un più elevato ufficio nello stesso sacerdozio).


L'ultimo aspetto del sacerdozio, anche questo alquanto mal compreso, sono le chiavi che esso
comprende.
"Il sacerdozio in generale è l'autorità data agli uomini per agire in nome di Dio. Ogni
uomo ordinato ad un qualsiasi grado del sacerdozio riceve in delega tale autorità. Però è
necessario che ogni azione eseguita tramite questa autorità sia fatta al tempo giusto, nel
posto giusto, nella maniera gusta e secondo il giusto ordine. Il potere di dirigere questo
lavoro costituisce le chiavi del sacerdozio. Nella loro pienezza le chiavi sono detenute da
una sola persona alla volta: il Presidente della Chiesa. Egli può delegare ad altri parte di
tale capacità, conferendo in tal modo le chiavi per quel particolare lavoro . Così è per
tutte le ramificazioni del sacerdozio. E' necessario distinguere chiaramente fra l'autorità
in generale di eseguire una ordinanza e la direzione tramite la quale detta ordinanza deve
essere eseguita" (GD 136).
Una persona, quindi, può ricevere il sacerdozio ma non possedere le chiavi per amministrare il
vangelo. (Per fare un esempio, un anziano può battezzare, come sacerdozio, ma non può
battezzare una persona se non è stato debitamente autorizzato a quel compito da qualcuno che
abbia le chiavi del battesimo. I missionari a tempo pieno ricevono le chiavi per battezzare, ma gli
altri anziani o sommi sacerdoti devono essere appositamente autorizzati dal vescovo per poterlo
fare).  Al tempo di Joseph Smith molti santi avevano il sacerdozio, ma le chiavi le aveva
solamente il Profeta (vedere DeA 115:19). Ed anche il Profeta non ricevette tutte le chiavi
automaticamente con l'ordinazione al sacerdozio, ma ognuna di esse dovette essergli conferita
dalla persona giusta.
"Se tutte le cose dovevano essere restaurate.allora coloro che detenevano le chiavi delle
varie dispensazioni dovevano conferire le loro chiavi a qualcuno che sarebbe stato il
promotore di questa dispensazione della pienezza dei tempi, e questa persona è Joseph
Smith" (DoS 3:97).
"E la voce di Michele, l'arcangelo; la voce Gabriele e di Raffaele e di diversi angeli, da
Michele ossia Adamo fino al tempo presente, che proclamavano tutti la loro
dispensazione, i loro diritti, le loro chiavi, la loro maestà e gloria e il potere del loro
sacerdozio" (DeA 128:21).
Sebbene avesse tradotto il Libro di Mormon tramite l'aiuto di Dio e sebbene avesse avuto
numerose visioni e visitazioni da parte di angeli, nel maggio del 1829 Joseph Smith non
possedeva ancora il sacerdozio. Affinché la Chiesa potesse essere organizzata il Signore inviò un
suo messaggero che deteneva le chiavi del sacerdozio inferiore: Giovanni Battista. Non
semplicemente qualcuno che detenesse il sacerdozio inferiore (di Aaronne), ma colui che aveva le
chiavi per amministrare le ordinanze in tale sacerdozio.
"Il motivo per cui Giovanni Battista venne mandato dai cieli per conferire il sacerdozio di
Aaronne era che sulla tera non c'era nessuno che possedesse le chiavi di tale sacerdozio.
Era Giovanni Battista che deteneva la presidenza di tale sacerdozio dal tempo del
ministero terreno di Gesù Cristo. Egli era il legittimo sacerdote presidente dell'ordine di
Aaronne in Israele. Questa autorità gli era venuta in virtù della sua ascendenza" (DoS
3:88-89).
Dato che le chiavi del sacerdozio di Aaronne appartengono di diritto ad un discendente letterale
di Aaronne (vedere DeA 107:16) la dichiarazione del presidente Joseph Fielding Smith sopra
citata equivale a dire che Giovanni Battista era il discendente diretto di Aaronne. Dopo aver
ricevuto le chiavi del sacerdozio minore, Joseph Smith doveva ricevere ancora quelle del
sacerdozio superiore, per poter edificare la Chiesa nella sua pienezza. Le prime chiavi che furono
conferite al Profeta -assieme alla ordinazione al sacerdozio di Melchisedec- furono quelle
dell'apostolato, detenute da Pietro, Giacomo e Giovanni (vedere DeA 27:12).
"La chiamata di un Apostolo è di edificare il Regno di Dio su tutta la terra; è l'apostolo
che detiene le chiavi di questo potere, e nessun altro" (DBY 139).
Perché proprio Pietro, Giacomo e Giovanni? Perché essi avevano ricevuto le chiavi
dell'apostolato ai tempi di Gesù ed avevano ricevuto le chiavi della dispensazione della pienezza
dei tempi (vedere DeA 128:20 ultime tre righe).
"Il Salvatore, Mosè ed Elias dettero le chiavi a Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte,
dove furono trasfigurati dinnazi a lui" (TPJS 158).
Ma le chiavi dell'apostolato non bastavano per amminsitrare tutte le ordinanze del vangelo. Così
Joseph Smith ricevette la visita di altri Profeti del passato, fra i quali Elia, che detiene le chiavi
del potere di sugellamento (vedere DeA 2:1), senza il quale nessuna delle ordinanze eseguite sulla
terra sarebbero state valide nei cieli.
"Quale fu la natura di questa restaurazione (delle chiavi di Elia)? Si trattò di conferire
agli uomini di questa dispensazione il potere di suggellamento del sacerdozio, tramite il
quale tutte le cose sono legate nei cieli come sulla terra" (DoS 2:118).
Il piano del vangelo è ordinato e perfetto ed ogni cosa viene fatta nel modo debito. Dio Padre
detiene tutte le chiavi del sacerdozio, nessuna esclusa, per quanto riguarda l'univeso da Lui
creato. Da dopo la resurrezione anche Gesù Cristo detiene tutte le chiavi del Padre (vedere Marco
28:19). Adamo viene subito dopo Gesù e detiene le chiavi che si riferiscono a questa terra ed al
vangelo che in essa è amministrato, ed ogni cosa sulla terra deve essere fatta sotto la direzione di
Adamo, che a sua volta è sottoposto a Gesù, che a sua volta è sottoposto a Dio Padre.
"Adamo è il padre della famiglia umana e presiede sugli spiriti di tutti gli uomini (si
intende uomini e donne)..Egli (Gesù Cristo) stabilì che le ordinanze dovevano essere
sempre le stesse e costituì Adamo per controllarle, per rivelarle agli uomini dai cieli, o
per inviare angeli che le potessero rivelare..Questi angeli sono sotto la direzione di
Michele, o Adamo, che agisce sotto la direzione del Signore" (TPJS 158,168).
Sulla terra oggi il presiente della Chiesa detiene tutte le chiavi di Adamo e le può delegare ad
altri. In scala gerarchica tali chiavi sono date ai Dodici Apostoli, ai Settanta, ai presidenti di palo
ed ai vescovi, a ciascuno secondo la rispettiva responsabilità. Quando c'è una presidenza a capo
di una qualsiasi organizzazione (del sacerdozio) della Chiesa, il presidente ne riceve le chiavi e
solo lui.


Considerando il sacerdozio nei suoi vari aspetti possiamo estrarre alcuni concetti:
1) il potere del sacerdozio è dato in qualche misura, a chi più a chi meno, a tutti i figli e figlie di
Dio, sia al di qua che al di là del velo (cioé della nascita mortale).
2) L'autorità del sacerdozio viene data solo ai membri maschi della Chiesa, di buona
reputazione. La concessione di tale autorità subì parecchie restrizioni nel corso della storia,
come vedremo in un capitolo a parte.
3) Gli uffici del sacerdozio sono conferiti ai vari detentori del sacerdozio, affinché ognuno possa
svolgere il suo particolare lavoro, ciascuno a seconda della propria chiamata, per il governo
della Chiesa e per l'amministrazione del vangelo.
4) Le chiavi del sacerdozio sono concesse nella loro pienezza solo al Presidente della Chiesa.
Chiavi limitate e specifiche bengono date e tolte ai vari dirigenti del sacerdozio, secondo
necessità.


PARTE SECONDA


Tracciate alcune linee fondamentali per poter comprendere i vari aspetti del sacerdozio, passiamo
a considerare la posizione di ognuno di noi nei confronti di questo potere, nei vari stadi della
nostra esistenza.

Nella preesistenza ognuno di noi nacque da Dio, crebbe e si sviluppò fino a raggiungere la
maturità (in quella sfera). Questo fatto è chiaramente espresso in Abrahamo 3:22-23. Quando
partecipammo al Grande Concilio nei cieli , eravamo tutti spiriti adulti e maturi, in grado di
scegliere e di combattere, sia pure con la sola mente.
"Mio padre (Hyrum Smith, il Patriarca) disse che lo spirito di Gesù Cristo era pienamente
cresciuto prima di nascere in questo mondo (vedere Ether 3:13-16) così anche i nostri
figlioli erano pienamente cresciuti e possedevano la loro piena statura nello spirito, prima
di entrare nella mortalità" (GD 455).
Avevamo il sacerdozio in quello stadio di esistenza? Avevamo sicuramente il potere del
sacerdozio, visto che combattemmo a fianco di Michele e Geova contro Lucifero (vedere
Apocalisse 12:7).
"Noi eravamo senza dubbio presenti in quei concili, quando avvenne la meravigliosa
occasione in cui Satana si offrì come Salvatore del mondo, se solo gli fossero stati dati
onore e gloria. Noi eravamo là senza alcun dubbio e prendemmo parte a tutti questi
avvenimenti" (GD 93-94).
E per quanto riguarda l'autorità? Abbiamo visto che l'autorità è necessaria quando si devono
celebrare delle ordinanze nel nome di Dio (o organizzare una Chiesa). Venivano celebrate
ordinanze nel mondo preterrestre? Dice il Profeta Joseh Smith:
"Ogni uomo che sia stato chiamato ad amministrare fra gli abitanti della terra venne
ordinato per questo preciso scopo nel Grande Concilio dei cieli, prima che il mondo
fosse" (TPJS 365).
Ogni profeta, presidente e sacerdote venne ordinato a questo ufficio nel mondo preterrestre.
Anche ogni re, governatore o scienziato venne ordinato a tale scopo in quella sfera (vedere
Daniele 3:37). Ma chi ordinò tutti questi spiriti? Il terzo capitolo di Abrahamo ci aiuta a capire
che nel mondo preterrestre Dio Padre organizzò una chiesa e chiamò dei dirigenti (vedere
Abrahamo 3:22-23).
"Il sacerdozio venne dato dapprima ad Adamo; egli ottenne la Prima Presidenza e ne
detenne le chiavi di generazione in generazione. Egli lo ottenne (il sacerdozio) nella
creazione, prima che il mondo fosse formato" (TPJS 157).
Il piano di salvezza, la creazione del mondo, la storia dei popoli e del vangelo sulla terra, vennero
decisi non da Elohim da solo, ma da un concilio di governatori:
"Egli disse a quelli che erano con lui: Noi scenderemo, poiché vi è dello spazio laggiù; e
prenderemo di questi materiali e faremo una terra sulla quale costoro possano dimorare;
ed in questo modo li letteremo alla prova" (Abrahamo 3:24-25).
E gli Dei si consigliarono fra loro e dissero: Scendiamo e formiamo l'uomo" (Abr.4:26).
In quella occasione Geova stava parlando ai governanti, a quelli che Elohim aveva scelto per
organizzare e portare avanti l'intero piano di salvezza. In altre parole, alla Chiesa di quella sfera.



Quando un uomo, tramite il processo della nascita, entra nella mortalità, una sorta di velo
dell'oblio si stende sulla sua memoria spirituale, sulla memoria, cioé, del suo corpo spirituale, ed
egli non è più in grado di usare nessuna delle capacità che aveva sviluppato nella sua precedente
esistenza.
"In questa vita mortale, o secondo stato, il Signore volle che noi camminassimo per fede,
non per visione.. Perciò Egli ci tolse ogni conoscenza che avevamo nell'esistenza pre-
mortale e ci fece iniziare da zero, come bimbi neonati, inermi, affinché potessimo
crescere ed imparare giorno dopo giorno" (DoS 1:60).
Tale oblio riguarda anche i poteri del sacerdozio che possedevamo, cioé che avevamo sviluppato
grazie alla nostra obbedienza e diligenza. Tuttavia, a mano a mano che progrediamo nella
conoscenza e nel vangelo, possiamo sollevare sempre di più questo velo e possiamo riottenere
quel potere e quelle capacità che avevamo nel mondo precedente. Dice infatti l'apostolo Parley
P.Pratt:
"Nel corso del progresso dell'uomo nella mortalità, lo Spirito Santo ne può risvegliare
gradualmente le facoltà e rivelargli, o meglio risvegliare in lui, tramite sogni, visioni o
per spirito di profezia, il ricordo parziale od una rimembranza offuscata e non pienamente
definita della intelligenza del passato. Egli può vedere in parte e può conoscere in parte,
ma non potrà mani -fintantoché sarà nella carne- riavere pienamente l'intelligenza che
possedeva nel suo primo stato" (TST 31).
Ogni persona, che apartenga a no alla Chiesa, può progredire in tal modo verso la conoscenza che
possedeva in passato, ma chi segue le leggi del vangelo ne è sicuramente avvantaggiato (vedere
DeA 121:15). (E' per questo che ogni nuova conoscenza produce un sapore di "ritrovare qualcosa
che si era perso").

Per quanto riguarda l'autorità e le chiavi, invece, dato che la Chiesa di quel mondo non è la chiesa
di questo mondo, per poter agire legittimamente in questa terra ogni persona deve essere ordinata
da qualcuno che abbia le chiavi per farlo (vedere 5° articolo di fede). Così Joseph Smith ricevette
l'autorità da Dio durante il Concilio dei Cieli, però dovette essere nuovamente ordinato (una volta
sulla terra), per poter agire nel nome di Dio su questa terra ed edificare il Regno (vedere DeA
27:12). Quando riceviamo il sacerdozio nella Chiesa, quindi, non riceviamo un potere ma una
autorità. Non abbiamo un potere che prima non avevamo, ma abbiamo il diritto di godere dei
poteri celesti che prima non erano a nostra disposizione (vedere DeA 121:36). Come abbiamo
visto nel primo capitolo di questo trattato, il potere del sacerdozio non può essere tramesso, ma
deve essere appreso individualmente da ciascun figlio o figlia del Padre Celeste.
"Dotato di libero arbitrio e soggetto alle leggi eterne, l'uomo iniziò il suo progresso ed il
suo miglioramento nella vita premortale, ed il suo obiettivo finale è di raggiungere uno
stato di gloria, di onore e di esaltazione pari a quelli del Padre degli spiriti.. Questo
corso graduale di sviluppo e di acquisizione di esperienza. iniziò in eternità trascorse e
continuerà nelle ere a venire" (MD 238).
Anche Satana, nello stablire la sua Chiesa su questa terra, ha messo a disposizione dei suoi
seguaci dei "poteri soprannaturali" che appartengono alla sfera spirituale, che imitano i veri poteri
del sacerdozio. Parlando del potere del maligno e di coloro che lo seguono, il Profeta Joseph
Smith affermo:
"Gli Egiziani erano incapaci di trovare che differenza c'era fra i miracoli di Mosè e quelli
dei loro maghi, fino a che non si ebbe una vera prova a confronto; e se Mosè non fosse
apparso fra loro, essi avrebbero sicuramente pensato che le opere potenti compiute dai
maghi fossero opera di Dio. Essi infatti potevano operare grandi miracoli; avevano
sviluppato una capacità di agire soprannaturale e disponevano di grande potere""(TPJS
202).
Tutti i fenomeni spiritistici, paranormali e parapsicologici (che non siano solo inganni) non sono
altro che gli effetti dell'uso indebito dei poteri che risiedono al di là del velo e che spiriti
disobbedienti cercano di portare in questo mondo.


Quando l'uomo muore, il suo spirito si reca in un luogo che gli Ebrei chiamavano Scheol: mondo
delle ombre. Cosa accade quando lasciamo questo stadio di vita per entrare nel prossimo? Dice
Brigham Young:
"Quando i fedeli anziani che detengono il sacerdozio vanno nel mondo degli spiriti, essi
portano con sé lo stesso potere ed il medesimo sacerdozio che possedevano mentre erano
nel tabernacolo mortale" (DBY 132).
Come mai, nel passaggio da questa vita alla prossima non perdiamo la nostra autorità nel
sacerdozio, come avviene quando nasciamo? Nel descrivere il cammino dell'uomo l'apostolo
Parley P. Pratt fece questa importante considerazione:
"Avendo conservato il suo secondo stato (cioé la mortalità) ed avendo adempiuto alla
misura delle sue responsabilità, l'uomo oltrepassa il velo della morte ed entra nel mondo
degli spiriti.Adempiendo alla misura delle sue responsabilità nel mondo degli spiriti,
egli passa -tramite la resurezione del corpo- nel terzo stato e si trova rivestito di un corpo
eterno di carne ed ossa" (KST 32).
Il secondo stato, quindi, va dalla nascita su questa terra fino alla resurrezione del corpo, dopo di
che entriamo nel nostro terzo stato. E' quindi legittimo pensare che la Chiesa di quaggiù sia
prolungata anche al di là della morte (vedere DeA 138:57). Dato che la Chiesa nell'aldilà deve
comprendere tutte le varie dispensazioni del vangelo sulla terra, essa non si chiama Chiesa di
Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La rivelazione ci dice che questa Chiesa si chiama
"Chiesa del Primogenito" (DeA 107:18-19). Per entrare a far parte di questa Chiesa più elevata
non è sufficiente il battesimo, ma è necessario contrarre tutte le alleanze del tempio.
"Andate quindi ed edificate il tempio del Signore, in modo che possiate ricevere le
dotazioni che sono in serbo per voi e che possediate le chiavi del sacerdozio eterno; che
possiate ricevere ogni parola, segno e simbolo, e che possiate essere resi familiari con le
leggi degli angeli e del regno di nostro Padre e nostro Dio, e conoscere in che modo
passare da un grado all'altro, per entrare pienamente nella gioia del nostro Signore"
(DBY 396).
"I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che si dedicano alla
rettitudine fino al punto di ricevere le più elevate ordinanze dell'esaltazione, diventano
membri della Chiesa del Primogenito. Il battesimo è la porta per entrare nella Chiesa, ma
per entrare a far parte della Chiesa del Primogenito bisogna passare la porta del
matrimonio eterno, e far parte così del cerchio più interno dei santi fedeli, che sono eredi
dell'esaltazione e della pienezza del Regno del Padre" (MD 139).
Tutti coloro che avevano il sacerdozio quaggiù lo conservano anche nel mondo degli spiriti
(vedere DeA 90:3). Dice infatti Brigham Young:
"Joseph è forse glorificato? No. Egli sta predicando agli spiriti che sono in carcere. Egli
otterrà la sua resurrezione prima di qualsiasi altro in questo Regno, poiché egli fu il primo
che Dio scelse per portare avanti l'opera negli ultimi giorni. Il suo ufficio non gli è stato
tolto ed egli è solamente andato a lavorare in un altro reparto dell'officina del Padre
Onnipotente (DBY 468).
Ciò che vale per Joseph Smith vale anche per ognuno di noi. (D'altra parte, chi non ha ricevuto il
sacerdozio in questa vita lo puo ricevere nel mondo degli spiriti ,vedere DeA 137:7-8) Ma cosa
possiamo dire per quanto riguarda il reale potere di agire? Ascoltiamo le parole dei Profeti:
"Noi siamo a scuola e continuiamo ad imparare e non ci aspettiamo di smettere di
imparare finché siamo sulla terra; e quando passeremo attraverso il velo, ci aspettiamo di
continuare ad imparare e ad arricchire il nostro bagaglio di conoscenze" (DBY 91).
"Sono certo che gli occhi di Joseph, il Profeta... di Brigham Young e di Wilford sono
attentamente rivolti verso il regno di Dio per il quale essi stessi faticarono.. Io credo che
essi conoscano di più; io credo che la loro mente si sia espansa al di là della loro stesssa
comprensione nella vita mortale..Noi crediamo che ogni persona avrà un lavoro da
compiere nel'altro mondo, così come l'ha avuto in questo; e sarà un lavoro anche più
grande. Noi crediamo di essere sulla via del progresso, dallo sviluppo nella conoscenza,
nella comprensione, ed in ogni buon cosa, e che continueremo a crescere, a progredire ed
a svilupparci lungo tutte le eternità che stanno davanti a noi" (GD 430,432).
Nel mondo degli spiriti, quindi, ci sarà un notevole progresso nella conoscenza delle cose di Dio,
che nel primo capitolo abbiamo visto essere direttamenta collegata al potere di agire, cioé al
potere del sacerdozio per governare la materia:
"Qualsiasi principio di intelligenza noi conseguiamo in questa vita sorgerà con noi nella
resurrezione. E se una persona guadagna maggiore conoscenza e intelligenza in questa
vita, mediante la sua diligenza e la sua obbedienza, che un'altra, essa ne avrà altrettanto
vantaggio nel mondo a venire" (DeA 130:18-19).
Vantaggio per fare cosa, se non per progredire? Ed in cosa possiamo progredire una volta privati
del corpo fisico se non nella conoscenza dei misteri e delle leggi di Dio e quindi del Suo
sacerdozio?
"Ci impiegheremo intere ere per arrivare a questo fine (alla perfezione) poiché ci sarà
progresso maggiore oltre la tomba e sarà là che i giusti vinceranno tutte le cose e
riceveranno tutte le cose, sì anzi, la pienezza della gloria del Padre" (DoS 2:18). Vedere
anche DeA 93:19-21.


La Chiesa nel mondo preterrestre è diversa da quella di quaggiù; e quella del regno celeste? La
Chiesa quaggiù esiste per uno scopo ben preciso: il perfezionamento dei santi e l'opera del
ministero -vedere Efesini 4:13- (predicare il vangelo e redimere i morti), finché tutti saremo
arrivati alla statura perfetta di Cristo. Tutti i giusti, naturalmente. Ci sarà allora una Chiesa nel
regno Celeste e negli altri Regni di gloria? Le Scritture ed i Profeti non hanno detto nulla -a
nostra conoscenza- su questo argomento. Possiamo però fare alcune considerazioni. Dopo la
resurrezione finale, quando ognuno sarà stato assegnato al suo regno, a seconda della gloria che si
sarà conquistato, ci sarà un grandioso lavoro da compiere. Dicono le Scritture:
"I telesti...sono coloro che non saranno redenti dai lacci del diavolo fino all'ultima
risurrezione, fino a che il Signore, sì il Cristo, l'Agnello, non avrà terminato la sua opera.
Questi sono coloro che non sono partecipi della sua gloria nel mondo eterno, ma ricevono
lo Spirito Santo tramite il ministero dei terrestri. E i terrestri, tramite il ministero dei
celesti. Ed i telesti lo ricevono anche dal ministero degli angeli che sono incaricati di
servirli, ossia che sono nominati ad essere spiriti ministranti in loro favore; poiché essi
saranno eredi della salvezza" (DeA 76:85-88).
La nostra esistenza nel Regno Celeste (o Terrestre) non sarà una eternità di beata inattività, ma di
fervente lavoro. Per organizzare e portare avanti tale lavoro sarà probabilmente necessaria una
qualche struttura ecclesistica che avrà come dirigenti Gesù Cristo e quelli che avranno ricevuto la
loro corona di gloria (vedere Apocalisse 2:26-27). Naturalmente nessuna delle ordinanze ricevute
sulla terra resteranno in forza dopo la resurrezione, per quanto riguarda i vari incarichi nel
sacerdozio. Non ci saranno cioé vescovi, presidenti di palo o apostoli. L'unico sacerdozio in quel
mondo sarà quello patriarcale. Il Profeta insegnò questo concetto con le seguenti parole:
"Ci sono tre grandi ordini del sacerdozio, ai quali si fa riferimento qui. Primo.il
sacerdozio di Melchisedec.Il secondo sacerdozio è l'autorità patriarcale. Andate e
completate il tempio e Dio lo riempirà di potere, ed allora voi riceverete maggiore
conoscenza a proposito di questo sacerdozio. Il terzo è quello che è chiamato Sacerdozio
Levitico" (TPJS 323).
Il sacerdozio patriarcale, quindi, si riceve nel tempio. A questo proposito l'anziano Bruce R.
McConkie spiega:
"I detentori del sacerdozio di Melchisedec hanno il potere di andare avanti nella
rettitudine, vivendo di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, magnificando la loro
chiamata, procedendo di grazia in grazia,fino a che, tramite la pienezza del sacerdozio,
sono ordinati Re e Sacerdoti. Coloro che arriveranno a questo punto riceveranno
l'esaltazione e saranno re, sacerdoti, governanti e signori nelle loro rispettive sfere, nei
regni eterni del Grande Re, che è il nostro Dio Padre" (MD 425). Vedere anche Apoc.
1:6; 5:10.
Per quanto riguarda il potere di agire, oltrepassata la soglia della resurrezione potremo ricevere
anche noi la pienezza del potere del sacerdozio -vedere DeA 84:38- (a seconda del grado di
gloria a cui saremo assegnati). Pienezza che Gesù ricevette solo dopo la sua resurrezione. Anche
egli infatti dovette passare attraverso la morte e la resurrezione prima di poter dire
"Ogni potestà mi è stata data, sia in terra che in cielo" (Matteo 28:18).
Una ulteriore prova di questo fatto la possiamo trovare dal confronto di due dichiarazioni fatte dal
Salvatore, una prima di morire e l'altra dopo essere risorto: vediamole. Parlando agli Ebrei in
Palestina, prima di morire, Gesù li invitò ad essere perfetti
"come è perfetto il Padre vostro celeste" (Matteo 5:48).
Ai Nefiti, dopo la sua resurezione, Egli rivolse lo stesso invito, ma con queste parole:
"Perciò vorrei che foste perfetti come me, o come il Padre vostro che è in cielo, è
perfetto" (3 Nefi 12:48).
Di tutti quelli che risorgeranno, però, solo pochi riusciranno a possedere tutto il potere del
sacerdozio, cioé quelli che saranno in grado di entrare nel grado più alto della gloria celeste. Solo
essi saranno Dei.
"Allora essi saranno Dei, perché non hanno fine; perciò saranno d'eternità in eternità,
perché continueranno; allora saranno al di sopra di tutto, perché tutte le cose saranno loro
soggette. Allora saranno Dei, perché avranno ogni potere, e gli angeli saranno sottomessi
a loro" (DeA 132:20).
"Il dono promesso a coloro che accolgono questa alleanza di matrimonio e rimangono
fedeli fino alla fine, che essi non avranno fine, significa che essi avranno il potere di
avere una progenie eterna. Solo chi otterrà questo potere potrà conoscere 'il solo saggio e
vero Dio e colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo'. Gli altri potranno vedere il Signore,
potranno essere da Lui istruiti, ma non lo conosceranno veramente, né Lui né il Padre, a
meno che non diventino uguali ad Essi" (DoS 2:64).
Coloro che entreranno negli altri regni possederanno gradi minori del sacerdozio, cioé della
capacità di goverare la materia.


Satana possiede sacerdozio? Meglio chiedersi: Satana possiede qualche grado di potere nel
sacerdozio? Possiede qualche autorità nell'ambito del sacerdozio? Rispondiamo separatamente a
queste due domandde.
"E anche questo vedemmo, e ne portiamo testimonianza: che un angelodi Dio, che era in
autorità alla presenza di Dio, che si era ribellato contro il Figlio Unigenito che il Padre
amava e che era nel seno del Padre, fu precipitato dalla presenza di Dio e del Figlio. E fu
chimato Perdizione, poiché i cieli piansero su di lui - era Lucifero, un figlio del mattino"
(DeA 76:25-26).
Lucifero era uno spirito potente nel mondo preterrestre e quindi possedeva un certo grado di
sacerdozio. Tale potere nessuno può toglierglielo. Come ogni altro figlio di Dio, tuttavia, anche
Satana dipende da Dio per la sua esistenza e può fare solo ciò che il Padre gli concede di fare
(vedere Giobbe 2:1, 6-7). Il potere di Satana ha quindi dei limiti fissati da Dio.
"Sembrerebbe anche che gli spiriti malvagi abbiano i loro limiti, confini e leggi, tramite
le quali sono governati e controllati" (TPJS 208).
Satana avrà sempre questo potere nel sacerdozio di Dio? Questa è una domanda che resterà senza
risposta; dice infatti il Signore, parlando di coloro che seguiranno Satana e saranno chiamati
Figlioli di Perdizione:
"E nessun uomo conosce la loro fine, né il loro luogo, né il loro tormento: Non fu mai
rivelato, né lo è, né sarà mai rivelato all'uomo, eccetto a coloro che ne sono resi
partecipi" (DeA 76:45-46).
Per quanto riguarda l'autorità, invece, Satana non ha mai ricevuto autorità di fare alcunché nel
nome di Dio, dopo la sua ribellione e conseguente cacciata da Kolob. Forse è per questo motivo
che egli ha sempre cercato di creare delle chiese sulla terra basate sul suo potere, e che possono 
ben chiamarsi "chiese di Satana".
"E' vero che alcuni medium si mettono in contatto con gli spiriti nel corso delle loro
trances. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, gli spiriti che si manifestano loro sono
probabilmente i demoni o i diavoli che furono cacciati dal cielo per ribellione" (MD 759).
"Per quanro riguarda il regno di Dio, il diavolo ha sempre stabilito il suo regno
esattamente nello stesso tempo ed in opposizione a quello di Dio" (TPJS 365).
Tutti questi inganni di Satana che accecano gli uomini avranno fine nella resurrezione, ed egli
sarà escluso dal nostro universo, assieme ai suoi angeli. E dove andrà? Anche questo non ci è
dato di conoscere (vedere DeA 76:44-48).



PARTE TERZA



Il sacerdozio è eterno. Però, come abbiamo visto nei capitoli precedenti, l'autorità per agire nel
nome di Dio dovette essere conferita ai figlioli di Dio sulla terra ogniqualvolta fosse necessario. Il
primo uomo a ricevere l'autorità del sacerdozio sulla terra fu Adamo.
"Il sacerdozio venne dato dapprima ad Adamo; egli ottenne la Prima Presidenza e ne
detiene le chiavi di generazione in generazione" (TPJS 157). Vedere anche DeA 84:16
Adamo ricevette il sacerdozio sulla terra. Ma da chi lo ricevette, visto che non c'era nessun sul
nostro pianeta? Dovette venire un messaggero celeste. Chi fu? Le Scritture non dicono nulla a
questo riguardo, ma possiamo fare alcune considerazioni. In Mosè 6:64-67 è ripostata la
descrizione del battesimo e dell'ordinazione al sacerdozio di Adamo. Dice infatti la Scrittura:
"(Adamo..fu portato via dallo Spirito del Signore, fu immerso nell'acqua, fu steso
sott'acqua e fu portato fuori dall'acqua. E così egli fu battezzato e lo Spirito di Dio scese
su di lui, e così nacque dallo Spirito e fu vivificato nell'uomo interiore".
Fin qui fu battesimo e dono dello Spirito Santo.
"E tu sei secondo l'ordine di colui che era senza principio di giorni o fine di anni, da tutta
l'eternità a tutta l'eternità" (Mosé 6: 65, 67).
L'ordine di colui che è senza principio di giorni o fine di anni è il sacerdozio secondo l'ordine del
Figlio di Dio, cioé il sacerdozio di Melchisedec. Questi versetti ci inducono a pensare che Adamo
sia stato battezzato e ordinato al sacerdozio dallo Spirito di Dio. Ma cosa si intende con
l'espressione "Spirito di Dio"? Lo Spirito Santo, od un messaggero divino appositamente inviato?
(Vedere 1 Re 18:12; Atti 8:3-9; 1 Nefi 11:1).
Se si tratta dello Spirito Santo resta il problema di come un personaggio senza corpo fisico possa
battezzare ed imporre le mani su un uomo, specialmente alla luce delle istruzioni date dal Profeta
Joseph Smith ai Santi nella sezione 129 di Dottrina e Alleanze (vedere i versetti 2 e 8).
Se invece con il termine Spirito di Dio si intende un messaggero divino appositamente incaricato,
resta il problema di chi possa essere stato questo messaggero (datato di corpo fisico) nel caso di
Adamo (che fu il primo dei figli di Dio ad avere un corpo fisico, su questa Terra).
Cercheremo di approfondire meglio questa questione in un capitolo a parte. Per ora ci basti sapere
che Adamo ricevette il sacerdozio da un inviato celeste, dopo essere stato cacciato dal giardino di
Eden. Adamo trasmise il sacerdozio ai suoi discendenti, lungo la linea patriarcale, cioè ai
primogeniti delle varie generazioni, fino a Metuselah (Matusalemme). Vedere DeA 107:42-50.
Metuselah a sua volta ordinò Noè quando questi aveva solo 10 anni (vedere DeA 107:52).
Naturalmente non tutti i figli di Adamo ricevettero il sacerdozio o lo onorarono. Caino fu uno dei
tanti che rigettarono il potere di Dio in cambio del potere di Satana.
"E Satana giurò a Caino che avrebbe fatto secondo i suoi comandi..E Caino disse:
Davvero io sono Mahan, il padrone di questo gran segreto, di poter uccidere e ottenere
guadagno" (Mosè 5:30-31).
Molti altri seguirono la sua strada (vedere Mosè 5:41). Il sacerdozio dei patriarchi non riuscì a
preservare quella prima società dall'apostasia e dalla corruzione. Al tempo di Noè, circa 1600
anni dopo che Adamo era stato posto su questa terra (o meglio scacciato dal giardino di Eden),
"ogni carne aveva corrotto la sua via sulla terra" (Genesi 6:12). Come sarebbe avvenuto più volte
nella storia dell'umanità, Dio scelse un uomo giusto per preservare il Suo sacerdozio e lo trasse
fuori dalla malvagità. Il primo popolo dell'alleanza fu la famiglia di Noè (vedere Genesi 9:9).


Dei figli di Noè solo tre sopravvissero al diluvio: Sem, Cam e Jafet, con le rispettive mogli
(vedere Mosè 8:13-15, 27). Anche fra di essi Dio scelse una stirpe eletta. Leggiamo nella
benedizione patriarcale data da Noè ai suoi figli, dopo il diluvio:
"Benedetto sia l'Eterno, l'Iddio di Sem, e sia Canaan suo servo! Iddio estenda Jafet ed
abiti egli nelle tende di Sem, e sia Canaan suo servo!" (Genesi 9:26-27).
Queste parole, espresse in linguaggio figurato, illustrano la storia del sacerdozio relativamente
alle tre stirpi dei figli di Noè.
Cam, chiamato Cannan per richiamare il popolo di Caino (vedere Mosè 7:8), aveva sposato una
donna della stirpe di Caino, di nome Egyptus. Tale stirpe aveva come segno caratteristico la pelle
nera (vedere Mosè 7:22) e non aveva diritto al sacerdozio (come stirpe) perché aveva deciso di
seguire le vie di Satana. In tal modo Cam preservò la maledizione di Caino oltre il diluvio ed egli
non potè trasmettere il sacerdozio ai suoi figli (vedere Abrahamo 1:21-22,27). La stirpe di Cam
sarebbe stata serva, quindi, di Sem e Jafet, fino all'ultima generazione. Servitù che si dimostrò
essere non solo di carattere spirituale, ma anche di natura materiale. A questo proposito   così si
espresse Brigham Young:
"Il seme di Cam, che è il seme di Caino che discese tramite Cam, servirà -secondo la
maledizione posta su di lui- i suoi fratelli e sarà servo dei servi di fronte ai suoi simili,
fino a che Dio toglierà la maledizione" (MD 311).
(Questa maledizione è stata tolta nel 1978 tramite il profeta Spencer W. Kimball.)
Parlando di Jafet, Noè disse che egli avrebbe abitato nelle tende di Sem; con questa espressione il
grande Patriarca probabilmente voleva intendere che i figli di Jafet (i Gentili) avrebbero ricevuto
il sacerdozio sotto le mani o grazie al ministero dei figli di Sem e che anzi avrebbero contribuito
ad allargare le tende di Sem, cioè ad accrescere il numero ed i confini del popolo di Dio.
"I discendenti di Jafet, il figlio di Noè, furono chiamati Gentili (Genesi 10:1-5) ed in
questo senso i discendenti di Sem (arabi ed ebrei) e quelli di Cam (le razze negre) non
sono Gentili..Tenendo presente il principio che i Gentili vengono adottati nel lignaggio
di Israele quando si uniscono alla Chiesa.non è inappropriato parlare ai nostri giorni di
Israele, intendendo i membri della Chiesa" (MD 311).
Dopo Noè, quindi, il sacerdozio proseguì lungo la discendenza di Sem, fino al tempo di Abramo.
"Nella terra dei Caldei, nella residenza dei miei padri, io, Abrahamo..divenni un erede
legittimo, un sommo sacerdote, detenendo il diritto che apparteneva ai padri.Io cercai la
mia designazione al sacerdozio, secondo la designazione di Dio ai padri riguardo alla
posterità" (Abrahamo 1:2,4).
Anche al tempo di Abramo il sacerdozio era stato abbandonato dai più (vedere Abrahamo 1.5),
così Dio decise di scegliere, fra tutti i discendenti di Sem, una stirpe eletta che avrebbe
tramandato il sacerdozio (alle future generazioni):
"E in te, cioè nel tuo sacerdozio, e nella tua posterità, cioè il tuo sacerdozio..tutte le
famiglie della terra saranno benedette, sì, con le benedizioni del Vangelo" (Abrahamo
2:11).
Lentamente, infatti, l'apostasia dei figli di Sem aveva fatto pressoché sparire il sacerdozio dalla
faccia della terra, salvo alcuni uomini giusti che lo avevano ricevuto e lo onoravano: fra questi
c'erano Melchisedec e Caleb (vedi DeA 84:6-14).


Abrahamo trasmise il sacerdozio ad Isacco (Genesi 25:5), Giacobbe (Genesi 27:29) e Giuseppe
(Genesi 49:26); ma ancora una volta l'incredulità e la malvagità degli uomini provocarono la
perdita del santo potere di Dio. Durante la schiavitù in Egitto non c'era sacerdozio in Israele.
Mosè infatti per poter ottenere il sacerdozio da qualcuno che lo possedesse, dovette uscire
dall'Egitto (vedere DeA 84:6). Jethro, suocero di Mosè, non era discendente di Isacco e
Giacobbe, ma di Madian (figlio che Abrahamo ebbe da Netura, in tarda età, Genesi 25:1-2 ) e
tuttavia aveva il sacerdozio, perché evidentemente era uno dei discendenti fedeli di Sem. Questi
uomini giusti di quei tempi, pur non avendo le chiavi per l'organizzazione della Chiesa o per
guidare il popolo di Dio verso la salvezza, possedevano i diritti del sacerdozio e li usavano per
benedire se stessi e le loro famiglie.
Melchisedec, il più grande di questi sommi sacerdoti del seme di Sem, ricevette -grazie alla sua
obbedienza- l'onore di dare il nome al sacerdozio del Figlio di Dio (vedere DeA 107:2-4). In
verità la posizione di quest'uomo nei confronti del sacerdozio è talmente elevata che egli venne
indicato come prototipo del Salvatore stesso (vedere Ebrei 7:15).
Da Abramo, che ricevette il sacerdozio da Melchisedec (DeA 84:14) a Mosè, che ricevette il
sacerdozio da Jethro (DeA 84:6), il sacerdozio in pratica venne trasmesso lungo la stirpe di Sem
al di fuori della discendenza di Abramo, nonostante la promessa fatta da Dio al grande Patriarca e
riportata in Abrahamo 2:11. (vedere DeA 84:6-13).
(Probabilmente Abramo trasmise il sacerdozio a Mosè tramite Esaias, un sommo sacerdote non
menzionato nella Bibbia e citato in DeA 84:13).
Tale procedura da parte di Dio può essere motivata dal fatto che Egli ben sapeva che i discendenti
di Abramo in Egitto si sarebbero allontanati dalla verità, e si era dunque conservato una traccia
del sacerdozio fra la tribù di Sem, per poterlo far giungere fino a Mosè.


L'intenzione di Geova era che il popolo di Israele portasse avanti il sacerdozio, ma il popolo si
dimostrò troppo duro di cuore e di collo. Dice il presidente Jospeh Fielding Smith:
"Quando Israele uscì dall'Egitto l'intenzione del Signore era di organizzare gli uomini di
tutte le tibù in un reale sacerdozio e di conferire loro i diritti ed i privilegi del sacerdozio
superiore, o di Melchisedec. A causa della loro ribellione e per avere mancato di
obbedire ai comandamenti dati loro da Mosè, tuttavia, questi grandi privilegi e questa
promessa furono loro negati" (DoS 3:83-84). Vedere anche DeA 84:24-26.
Aaronne e la tribù di Levi (da cui discendeva Mosè), trasmisero ai loro discendenti solamente il
sacerdozio minore, o Levitico, che in realtà non è che una porzione limitata del sacerdozio
superiore.
"Tutto il sacerdozio è di Melchisedec, ma ci sono diverse porzioni o gradi di esso. Quella
porzione che portò Mosè a parlare con Dio faccia a faccia venne tolta; ma quella che
portava il ministero degli angeli, rimase" (TPJS 181).
Sebbene il popolo non avesse diritto al sacerdozio superiore (e quello inferiore fosse limitato alla
tribù di Levi), tuttavia Dio incaricò di tanto in tanto dei Profeti per svolgere il loro ministero in
Israele, in modo che essi non andassero completamente in apostasia. Il Profeta Joseph Smith lo
afferma chiaramente:
"Tutti i Profeti avevano il sacerdozio di Melchisedec e furono ordinati da Dio stesso"
(TPJS 181).
Anche in questo caso, fu davvero Dio Padre ad ordinare i vari Profeti, e non si servì Egli di
messaggeri celesti dotati di un corpo fisico adatto allo scopo? Vedremo questo problema più
avanti.


Il primo popolo ad abitare l'America furono i Giarediti. Mahonri Moriancumer, il fratello di
Jared, deteneva sicuramente il sacerdozio, dato che era un profeta (vedere Ether 1:35-43).
Sebbene il popolo si fosse ben presto allontanato dalla vera fede, Dio continuò a suscitare (e
quindi ad ordinare tramite i Suoi messaggeri) vari Profeti, perché ammonissero il popolo.
"E. vennero fra il popolo anche dei profeti, che erano mandati dal Signore, e
profetizzavano che la malvagità e l'idolatria del popolo stavano per portare una
maledizione nel paese" (Ether 7:23).
A causa della malvagità il popolo di Giared si attirò la distruzione e la sua eredità venne data ad
un'altra stirpe: i figli di Lehi (vedere 1 Nefi 2:19-20). Questo popolo godette del sacerdozio di
Melchisedec tramite il ministero di Lehi e Nefi. Nessuno fra essi , appartenendo tutti alla tribù di
Giuseppe (1 Nefi 5:16, 6:2) aveva diritto al sacerdozio di Aaronne (quello Levitico) riservato ai
soli figli di Levi. Che Lehi e Nefi abbiano trasmesso il loro sacerdozio ai loro discendenti è
chiaramente espresso da Giacobbe:
"Ecco, miei diletti fratelli, io, Giacobbe, essendo stato chiamato da Dio e ordinato
secondo il Suo santo ordine, ed essendo stato consacrato da mio fratello Nefi..(2 Nefi
6:2).
Questo questo popolo, però, potè godere a volte delle benedizioni del sacerdozio e dell'organiz-
zazione della Chiesa (vedere Mosia 18:16-17), e a volte giacque nell'apostasia, obbligando Dio
ad inviare Profeti per predicare il pentimento (vedere 3 Nefi 6:14).
Quando Gesù andò in America, non esisteva prmai più una Chiesa pinamente organizzata e
sebbene vi fossero ancora molte persone giuste (vedere 3 Nefi 10:12) nessuno più deteneva le
chiavi dell'amministrazione del Vangelo della salvezza. Per questo motivo Gesù risorto restaurò
il sacerdozio e rifondò la sua Chiesa in quel continente (vedere 3 Nefi 11:18-23).
La stessa procedura venne seguita dal Profeta Joseph Smith quando venne organizzata la Chiesa.
Sebbene lui ed Oliver Cowdery avessero già ricevuto il sacerdozio per mano di Giovanni Battista
(DeA 13) e poi da Pietro, Giacomo e Giovanni (DeA 27:12), dopo la fondazione della Chiesa essi
si ordinarono quali Anziani della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. A questo
proposito il Profeta lasciò scritto nel suo diario:
"Rendemmo noto ai fratelli di aver ricevuto il comandamento di organizzare la Chiesa e
di conseguenza ci riunimmo a questo scopo nella casa del signor Peter Withmer Sr.
(eravamo in sei) martedì 6 aprile 1830. Indi posi le mani su Oliver Cowdery e lo ordinai
Anziano della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni; dopo di che egli
ordinò me all'ufficio di Anziano di detta Chiesa" (History of the Church 1:74).
(Da quanto detto nel primo capitolo è chiaro che Pietro, Giacomo e Giovanni avevano conferito a
Joseph ed Oliver il sacerdozio di Melchisedec e che il 6 aprile essi si ordinarono a vicenda
all'ufficio di Anziano).


Quando Gesù venne sulla terra non c'era in Palestina nessuno che detenesse il Sommo
Sacerdozio. Ciò non significa che non ci fossero persone oneste che godessero dell'approvazione
del Signore; Simone ed Anna, che assistettero alla presentazione di Gesù al tempio erano
sicuramente accetti agli occhi di Dio. Probabilmente Simone aveva anche il sacerdozio levitico,
pur senza deterne le chiavi, così come Zaccaria, il padre di Giovanni Battista (vedere Luca 2:25-
32). Neppure il sacerdozio di Aaronne era presente in Israele nella pienezza dei suoi poteri e delle
sue chiavi. Giovanni Battista, infatti, pur avendo accesso al sacerdozio levitico per diritto di
nascita, non potè essere ordinato al sacerdozio da suo padre, ma dovette ricevere le chavi della
sua chiamata direttamente da un angelo di Dio:
"Il sacerdozio minore continuò..nella casa di Aaronne fra i figlioli d'Israele, fino a
Giovanni, che Dio suscitò (che significa che ricevette una speciale ordinazione da Dio) e
che fu riempito dello Spirito Santo fin dal seno di sua madre. Poiché fu battezzato mentre
era ancora nell'infanzia e fu ordinato dall'angelo di Dio all'età di otto giorni a questo
potere.."(DeA 84.26-28).
Gesù Cristo, quindi, per quanto riguarda l'autorità di fondare la Chiesa e di predicare il Vangelo
su questa terra, doveva essere ordinato direttamente dal cielo. In questo caso, data la posizione
unica di Gesù, probabilmente chi eseguì l'ordinanza fu proprio Dio Padre in persona:
"Nessuno si prende da sé quell'onore (il sacerdozio), ma lo prende quando sia chiamato
da Dio, come nel caso di Aaronne. Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d'esser
fatto Sommo Sacerdote, ma l'ebbe da Colui che gli disse:'Tu sei mio Figliolo; oggi t'ho
generato'" (Ebrei 5:5).
Una volta ricevute tutte le chiavi necessarie ( o meglio, una volta ricevuto il sommo sacerdozio),
Egli lo trasmise ai Dodici Apostoli, tramite l'imposizione della mani (vedere DeA 84:27-28).
Perché i Dodici potessero celebrare tutte le ordinanze del Vangelo, era necessario che venissero
consegnate loro delle altre chiavi. Parlando a Pietro, parecchio tempio dopo averlo ordinato
apostolo, Gesù gli disse:
"Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legato
nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarà sciolto nei cieli" (Matteo 16:19).
Gesù promise a Pietro qualcosa che l'apostolo ancora non possedeva: le chiavi del potere di
suggellamento, che appartenevano (a quel tempo) al profeta Elia.
"Le chiavi che deteneva Elia erano le chiavi del sacerdozio eterno, le chiavi del potere di
suggellamento, che l'Eterno gli aveva dato. e queste (chiavi) comprendono il ministero
di suggellamento per i vivi e quello per i morti; non solo quello per i vivi e non solo
quello per i morti, ma entrambi" (DoS 2:111-112).
Un giorno Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò su un monte, lontano dagli
occhi del mondo: in luogo adatto per sacre ordinanze. Là ebbe luogo quella che è conosciuta
come Trasfigurazione (vedere Matteo 17:1-8). Perché avvenne tutto questo? Il Profeta Joseph
Smith dichiarò:
"Il Salvatore, Mosè ed Elias dettero le chiavi a Pietro, Giacomo e Giovanni, sul monte,
quando vennero trasfigurati dinnanzi a lui" (TPJS 158).
Il presidente Joseph Fielding Smith aggiunge:
"Quando Mosè ed Elia vennero al Salvatore ed a Pietro, Giacomo e Giovanni, cosa
vennero a fare? Era solo una manifestazione spirituale destinata a rafforzare i tre
apostoli? Oppure vennero semplicemente per dare conforto al Salvatore per la sua
missione e per aiutarlo a prepararsi per la crocifissione? No! Lo scopo non era quello. Il
Profeta Joseph Smith spiegò questo punto". (DoS 2:110).
Dopo questa visione gli apostoli possedevano le chiavi del potere di suggellamento: in Matteo
18:18 Gesù non parla più di quel potere come una promessa futura, ma come un potere già dato.
Da quel momento in avanti le chiavi della pienezza del sacerdozio erano in possesso della Chiesa.
La stessa procedura si ripetè al tempo di Joseph Smith, quando vennero restaurate le varie chiavi
del sacerdozio (vedere DeA 110:11-13 e DeA 128:21).

Il sacerdozio rimase sulla terra, dopo la partenza di Gesù, e fu chiaramente attivo nella Chiesa
primitiva.Tutte le lettere del Nuovo Testamento ne sono una continua descrizione. Eccone alcuni
esempi:
L'imposizione delle mani - Atti 13:2-3
I vari uffici nel sacerdozio -  Efesini 4:11
Vari incarichi nella Chiesa - 1 Corinzi 12:28
Potere centrale della Chiesa - Atti 15:1-2
Potere di guarigione - Atti 28:8
Celebrazione del sacramento - Atti 20:7
Data la malvagità degli uomini e la loro superbia, anche nell'ambito della giovane Chiesa, dopo
la morte degli Apostoli il sacerdozio sparì dalla terra.
" E' alla portata di ogni persona intelligente comprenere che dopo i giorni degli antichi
apostoli venne un allontanamento, una apostasia, dalle dottrine e dallle pratiche della
Chiesa primitiva. La storia mostra che il sacerdozio organizzato dal Salvatore venne
corrotto e vennero creati uffici che erano sconociuti al tempo degli Apostoli, e che sono
estranei alla Chiesa di Gesù Cristo" (DoS 3:267).
Che il sacerdozio fosse destinato ad essere tolto dalla terra, a seguito di una generale apostasia
della Chiesa è stato profetizzato da Paolo (2 Timoteo 4:3-5 e 2 Tess. 2:1-3), da Pietro (2 Pietro
2:1-3) e da Giovanni (Apoc. 12:3-6). Nei secoli fra la morte degli Apostoli e Joseph Smith
nessuno sulla terra detenne le chiavi del sacerdozio, ed il sacerdozio stesso era limitato ad alcuni
pochi, come era avvenuto per i Profeti dell'antica Israele. Di questi personaggi parleremo più
avanti. Quando Gesù Cristo stabilì  che era giunto il momento di fondare nuovamente la Sua
Chiesa sulla terra perché gli ultimi giorni erano vicini, Egli dovette inviare dei messaggeri celesti
perché riportassero sulla terra tutte le chiavi che erano state tolte.


Vista nel suo insieme la storia del sacerdozio sulla terra è un susseguirsi continuo di
dispensazioni e di apostasie. Si tratta tuttavia di una storia omogenea e coerente, logica in ogni
dettaglio. Una ulteriore testimonianza che Joseph Smith istituì il sacerdozio (e ne spiegò le leggi)
secondo le direttive celesti, come nessun cervello umano avrebbe potuto fare.


"Il governo del Signore è patriarcale per natura. Al centro sta la famiglia. Nella
preesistenza Egli era il padre degli spiriti e tutta l'umanità sono letteralmente fratelli e
sorelle" (MD 559).
Tale ordine del sacerdozio venne istituito ai tempi di Adamo e rimase sulla terra fino a Noè. Dopo
il diluvio ci furono ancora alcune persone che cercarono di perpetuare tale forma di governo
anche negli affari temporali, come nel caso di Faraone (vedere Abrahamo 1:26). Ma senza il
potere e la saggezza del vero sacerdozio il governo patriarcale si ridusse ad una semplice
supremazia dell'uomo sulla donna; tale idea è stata prarticamente tramandata fino ad oggi.
"Nei primi giorni anche il governo della Chiesa era di natura patriarcale. Da Adamo fino
al diluvio i dirigenti della Chiesa erano al tempo stesso sommi sacerdoti e patriarchi, ed il
loro ufficio si tramandava di padre in figlio" (MD 559).
Oggi l'ordine patriarcale del sacerdozio viene usato solo nell'ambito di ciascuna famiglia (vedere
1 Pietro 3:1,7). Tale ordine in effetti non è altro che una scuola del tipo di governo che esisterà
nel Regno Celeste.
"L'esaltazione consiste nella perpetuazione in eterno dell'unità famigliare, ed ogni
famiglia che potrà proseguire in tal modo avrà un posto adatto nell'organzzazione
famigliare preparata dall'Altissimo" (MD 558).
Così era, infatti, anche al principio, quando abitavamo tutti assieme al nostro Padre Celeste.
"Un corpo spirituale ben distinto fu generato dal Padre Celeste a sua immagine, tramite la
legge della procreazione. Nacque e maturò nelle dimore celesti, allevato alla scuola
dell'amore del cerchio famigliare, ed avvolto fra i più teneri abbracci dell'affetto fraterno
e paterno. In questo stato di prova primordiale nella sua dimora celeste, egli visse ed agì
secondo il suo libero arbitrio ed era, come tutte le intelligenze, indipendente nella sua
proprio sfera. Venne sottoposto a determinate leggi ed era responsabile di fronte al
grande capo patriarcale" (KST 31).
I patriarchi che vengono ordinati oggi nella Chiesa appartengono ad un diverso ordine del
sacerdozio e in passato erano chiamati Evangelisti (vedere Ebrei 4:11); la loro chiamata è di
benedire i membri della Chiesa.
"Uno degli uffici del sacerdozio di Melchisedec che sono conferiti tramite ordinazione è
quello di patriarca (od evangelista, vedere DeA 107:39).. Egli deve detenere le chiavi
delle benedizioni patriarcali sul capo di tutto il popolo di Dio (vedere DeA 124:92)" (MD
561).


Conferendo il sacerdozio minore ad Israele, Geova decretò che esso fosse trasmesso di padre in
figlio, lungo la discendenza di Levi (vedere Esodo 40:13-15 e Esdra 2:62). Il sacerdozio di
Melchisedec, invece, viene conferito a presindere dall'appartenenza o meno ad un certo
lignaggio.
"Se dunque ci fosse stata la perfezione mediante il sacerdote levitico.che bisogno c'era
che sorgesse un altro sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec, e non designato secondo
l'ordine di Aaronne?.E' noto infatti che il nostro Signore è uscito da Giuda, in
riferimento a cui Mosè non disse nulla riguardo al sacerdozio.Melchisedec non è
diventato tale per una legge di prescrizioni carnali, ma per la potenza di una vita
indissolubile" (Ebrei 7:11-16).
Oggigiorno anche il sacerdozio minore è conferito a tutti, senza limitazione alcuna se non quella
della dignità (vedere DeA 84:33-34). Questa innovazione nella trasmissione del sacerdozio venne
istituita da Gesù stesso (Matteo 21:43). Ai suoi giorni infatti si compirono i tempi degli Ebrei ed
il regno venne consegnato ai Gentili, come era stato profetizzato (Osea 4:6). Il sacerdozio che
fino ad allora era stato riservato alla casa di Sem venne dato anche alla casa di Jafet, a patto che
questi (i figli di Jafet) entrassero a far parte del gregge di Dio. Questa dispersione del sacerdozio
su tutta la terra era stata promessa da Dio ad Abrahamo nel giorno della prima alleanza
(Abrahamo 2:11). Al tempo della restaurazione di tutte le cose, Dio vrebbe nuovamente chiamato
un popolo per detenere il Suo potere: il casato di Efraim.
"Speciali benedizioni di primogenitura e di preminenza nel sacerdozio sono state date al
lignaggio di Giacobbe. Rueben, il suo primogenito, perse il diritto a causa della
trasgressione, ed esso passò a Giuseppe (1 Cron. 5:1-2) e