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Dio è uno

Questo articolo è una traduzione di una pagina del web Ron's world. Ron Cappelli è l'editor (correttore del mio inglese) della mia pagina ed è il webmaster della pagina che ho appena menzionato. E' uno dei migliori scrittori lds in Internet e piano piano i suoi migliori articoli appariranno in italiano sulla mia pagina, come quelli dei migliori altri che mi hanno dato la loro approvazione. Chiaramente gli articoli con il mio Copyright sono di mia proprietà e di mia ideazione.

Il nostro Dio è uno

Vi sono molte dottrine che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sostiene che sono diverse dalle credenze della cristianità tradizionale. Forse una delle più controverse è la dottrina della divinità. Non solo gli antichi israeliti credevano in un Dio, ma anche Gesù insegnò che vi è un solo Iddio (Giovanni 10:30).

Così la grande maggioranza delle chiese cristiane ha insegnato per secoli, che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, sono un solo Dio. Con ciò esse intendono che questi tre nomi non si riferiscono a tre persone separate, ma che sono lo stesso essere. Come può essere vero? Come può il Padre essere anche il Figlio e lo Spirito Santo? Qui è dove i cristiani cominciano a dividersi.

Alcuni insegnano che queste sono semplicemente differenti manifestazioni dello steso essere, come l'acqua può essere gassosa, liquida e solida, od il tempo, passato, presente e futuro. Altri credono che questi termini si applichino per differenziare le loro varie funzioni. Ad esempio il Padre, perché creò l'universo, il Figlio perché venne a salvarci e lo Spirito Santo, perché ci guida personalmente.

Altri dicono che poiché Dio è uno spirito (Giovanni 4:24) va al di la della nostra comune comprensione. In altre parole rimarrebbe un mistero insoluto. Allora se è vero che conosceremo la verità tramite il vangelo e la verità ci farà liberi, una verità con dei misteri ci rende prigionieri.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni dichiara invece che questi tre personaggi sono separati e distinti. Cioè che ognuno di loro ha una forma umana separata dagli altri, come pure una personalità ben distinta. La nostra Chiesa insegna anche che ognuno di questi personaggi distinti è un Dio. Per cui la conclusione è semplicemente che noi crediamo in tre Dei, non in uno.

Poiché questo sembra dire qualcosa di diverso, non riportato nella Bibbia, ma accettato come verità per secoli, questo punto di vista è stato ridicolizzato ed attaccato come non cristiano. All'apparenza questo sembrerebbe un argomento valido, ma ciò avviene solo perché la parola "Uno" viene interpretata in maniera limitativa. Quando propriamente compreso, ciò non solo è in armonia con la Bibbia, ma permette di ottenere un concetto molto più chiaro della personalità di Dio.

Per i cristiani la parola "Uno" è intesa per rappresentare il numero uno. In altre parole se tu hai "uno" di qualcosa e aggiungi un altro "uno" allora tu possiedi due di quel qualcosa. Quando il termine "uno" viene usato in questo senso è puramente un valore numerico. Per cui, se il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono "uno" ciò significa che vi è solo "Uno" (in termini numerici). Se essi sono distinti e differenti entità, ciò farebbe di ognuno di loro un "uno" ed allo stesso tempo ciò li renderebbe un tre di qualcosa, invece di un uno di qualcosa. Ma quella non è la sola definizione di questa parola.

Il dizionario ci dice che la parola "uno" può anche significare: "una nazione indivisibile, o stato di unità o armonia o essendo tutto lo stesso." La domanda da porsi allora è: "Che cosa la Bibbia intende con l'uso di questo "uno"? Per determinarlo abbiamo bisogno di esaminare come la parola viene usata nel contesto della frase. Sfortunatamente in Giovanni 10:30 non vi è alcuna possibilità di determinare il significato della parola "uno" come usata in questo verso, quindi dobbiamo guardare per vedere come è usata in altre parti della Bibbia.

Il primo uso si trova in Genesi 2:24 dove Dio ha appena creato la donna Eva e L'ha data ad Adamo e poi fa questa dichiarazione: "Quindi l'uomo lascerà suo padre e sua madre, e si unirà alla sua moglie, e loro diverranno UNA SOLA CARNE." Dio in effetti diede il comandamento che marito e moglie divenissero una sola carne. Significa questo, numericamente parlando, una sola persona? Ovviamente no. Significa che essi dovevano divenire uno nel senso di condividere ed avere le cose in comune, essi erano stati creati per divenire uniti ed indivisibili e di vivere in perfetta armonia. Non è forse come ognuno crede che il matrimonio dovrebbe essere?

Il passo successivo in cui la Bibbia di nuovo usa questa parola, la troviamo in Genesi 3:22 Ed il Signore Iddio disse: "Ecco l'uomo è divenuto come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male." Prima di tutto va notato che la Bibbia si riferisce ad Adamo ed Eva come "uomo": ha usato una voce al singolare invece di una forma plurale. Significa questo che i due erano letteralmente uno? Certamente no.

Inoltre Dio disse che i due erano divenuti uno con Dio. Questo significa che essi erano divenuti parte del numero uno di Dio? Affatto. Considerando il contesto di questo verso comprendiamo che essi avevano a quel punto la conoscenza del bene e del male, che Dio possiede, e che prima non possedevano. Essi divennero come Dio perché a quel punto avevano qualcosa in comune. Poi, una volta ricevuta questa conoscenza, non potevano più perderla e sotto questo aspetto erano simili a Dio. In altre parole, non possiamo porre Adamo ed Eva in una categoria di persone che non distingue il bene dal male e mettere Dio nella categoria di coloro che hanno quella conoscenza.

Va anche notato che Dio, parlando di se stesso, usa il plurale "noi" invece del singolare "io". Se Dio fosse veramente un essere numerico di valore uno perché si definisce con il plurale noi? Alcuni dicono che Egli stava parlando con gli angeli, ma non essendoci alcun riferimento nella Bibbia, questa è solo un'idea senza fondamento scritturale e quindi è bene trascurarla, altrimenti ognuno può ritenere ciò che più gli aggrada.

Dopo il tempo di Noè, apparentemente vi fu un solo linguaggio parlato. Questo può essere benissimo inteso come numero "uno". Ad un certo punto le persone decidono di costruire una torre, per raggiungere il cielo.

Genesi 11:5-6 "Ed il Signore scese giù per vedere la città e la torre che i figli degli uomini costruivano. Ed il Signore disse: "Ecco loro sono "uno". Di nuovo dobbiamo chiederci che cosa Egli intendesse con questo termine. Significa forse che tutte le persone erano divenute "uno"? O più ragionevolmente possiamo concludere che erano divenute "uno' nello scopo che si ripromettevano di raggiungere? La risposta è ovvia.

Noi inoltre leggiamo che Dio confuse il loro linguaggio e che essi non poterono più raggiungere il loro comune obbiettivo. In altre parole Dio fece in modo che parlassero molti differenti linguaggi e come conseguenza la loro unita' fu distrutta. Noi ci riferiamo ai 10 comandamenti come alla "Legge" di Mosè. Ciò significa che vi è una "sola" legge. Noi non diciamo che vi sono 10 leggi di Mosè, ma sappiamo che questa legge di Mosè contiene 10 comandamenti o leggi.

Ma cosa in realtà intendeva Gesù quando disse che Lui ed il Padre erano " uno"? Uno nella loro essenza o uno nello scopo? Come abbiamo detto precedentemente in quel versetto non è possibile accedere alla soluzione, ma leggendo un'altra dichiarazione dello stesso Gesù in cui Egli usò ancora la stessa parola, possiamo vedere la netta differenza e trovare la logica soluzione. Durante l'ultima cena Egli offri' la famosa preghiera sacerdotale in cui si espresse in questi termini: " Padre santo, conservali nel tuo nome, essi che tu mi hai dati, AFFINCHE' SIANO UNO COME NOI..........Io non prego solo per questi, ma anche per quelli che credono in me per mezzo della loro parola: CHE SIANO TUTTI UNO, CHE COME TU, O PADRE, SEI IN ME, ED IO SONO IN TE, ANCHE ESSI SIANO IN NOI, affinché il mondo creda che tu mi hai mandato. Ed Io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, AFFINCHE' SIANO UNO COME NOI SIAMO UNO."

Se noi interpretiamo questa parola "uno" nel senso numerico, allora dobbiamo concludere che tutti i cristiani devono divenire "uno" e non migliaia di persone. Allora potremmo dire che vi è una sola persona cristiana nel mondo. Ma noi non possiamo affermare ciò perché non ha alcun senso! Noi affermiamo che i cristiani hanno una fede, un credo ed un Dio. Tutti condividono la stessa Bibbia, tutti pregano la stessa persona e tutti sono uniti nell'accettare il loro Salvatore. Per cui i cristiani sono (o almeno si presume che siano) "Uno", anche se ve ne sono milioni.

Il chiaro significato di questa parola è "indivisibile" o "stato di armonia ed unità". Certamente il Padre ed il Figlio sono indivisibili, sicuramente sono in armonia ed uniti fra di loro e condividono le stesse idee e mete e le stesse aspirazioni (come Gesù disse: "Non la mia volontà sia fatta ma la tua" non denota ciò una differenza di volontà ma una unità di intenti?) E' in questo modo che essi sono due, ma uno in unità.

Leggiamo il contesto di Filippesi 2:6-9: "Il quale, essendo in forma di Dio non reputò rapina l'essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso prendendo forma e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell'esteriore come un uomo, abbassò se stesso, FACENDOSI UBBIDIENTE (a Chi?) fino alla morte ed alla morte della croce. Ed è per questo che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome."

La sua totale ubbidienza lo portava sempre ad essere uno con la volontà del Padre. Ma vi è anche un'altra maniera in cui il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono uno. In Giovanni 17:22 Gesù disse:" E la gloria che mi hai dato, l'ho data loro." Il Padre ha dato la sua gloria a suo Figlio, quindi hanno condiviso o hanno qualcosa in comune, la stessa gloria. In altre parole essi sono "uno" anche nella gloria. Poi Gesù disse che aveva condiviso con gli Apostoli quella gloria. Comunque, avendo detto questo, non credo che nessuno realmente crederebbe che gli apostoli, a quel tempo, fossero gloriosi come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Quindi sarebbe più corretto dire che Lui dette loro una parte della sua gloria.

A questo punto abbiamo bisogno di chiederci: cos'è la gloria che Gesù condivide con suo Padre? In Ebrei ci viene detto che Gesù fu glorificato con l'essere ordinato Sommo sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec. Inoltre Cristo non si prese da sé quell'onore, ma lo ricevette da suo Padre. (Ebrei 5:1-10). Come abbiamo visto precedentemente Gesù dette almeno un po' della sua gloria ai suoi Apostoli e la gloria consisteva nell'essere un sacerdote secondo l'ordine di Melchisedec. Nel settimo capitolo della lettera agli Ebrei, l'apostolo Paolo parla di due differenti sacerdozi: il sacerdozio levitico, secondo l'ordine di Aaronne, e l'altro secondo l'ordine di Melchisedec (verso 11).

E' chiara l'implicazione che il secondo è più grande del primo. Nei giorni di Mosè, il Signore dette un sacerdozio ad Aaronne e poi eventualmente a tutti i maschi della tribù di Levi. Sebbene il numero di persone che lo detenevano fosse nell'ordine delle migliaia, noi non ci riferiamo a questa gloria nel senso del numero. In altre parole non diciamo che vi erano migliaia di sacerdoti leviti, ma piuttosto parliamo solo di un sacerdozio con migliaia di persone che lo detenevano.

In Apocalisse ci viene detto che coloro che sono salvati sederanno con Cristo sul suo trono e saranno fatti re e sacerdoti per regnare sulla terra nella stessa maniera che Gesù siede SUL TRONO DI SUO PADRE (Apocalisse 3:21, 5:10). La chiara implicazione è che noi tutti condivideremo la gloria che Gesù condivide con Suo Padre e quella gloria sembra essere connessa con il fatto di essere sacerdote e re. Mentre viveva sulla terra, Melchisedec fu entrambe le cose, sacerdote e re e detenne lo stesso sacerdozio che Gesù condivise poi con i suoi Apostoli, ma essi non divennero re spirituali per governare la terra.

La scrittura in Apocalisse sembra implicare che questa gloria verrà dopo la resurrezione. Per cui gli apostoli non ricevettero la piena gloria che Gesù aveva, ma la riceveranno pienamente dopo la resurrezione. Che cos'è la gloria che Gesù condivide, o ha in comune e che è indivisibile da suo Padre? La risposta è: il sacerdozio di Melchisedec.

Ma ci sembra che vi sia di più di ciò. Come abbiamo dichiarato precedentemente, Melchisedec fu soltanto un re terreno, non un re celeste. Inoltre egli non era un Dio. Inoltre il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo detengono il titolo di "Dio". Ma questi tre personaggi non sono tre Dei. Sono tre persone che detengono la stessa "divinità". La divinità è "una" senza riferimento a quante persone la possiedono. Quindi, con questa comprensione delle scritture, la dichiarazione che Dio è "uno", non solo diviene più chiara, ma possiamo meglio comprendere la vera natura e carattere dell'Essere che noi chiamiamo "Dio".

Poscritto. Agostino, uno dei padri fondatori del cristianesimo, scrisse nel 397 A.D.: "Allora il Padre ed il Figlio e lo Spirito Santo, ed ognuno di questi è Dio per se stesso, ed allo steso tempo loro sono un Dio, ed ognuno di loro è una completa sostanza, ed ancora loro sono tutti una sostanza. Il Padre non è il Figlio né lo Spirito Santo; Il Figlio non è il Padre né lo Spirito Santo, Lo Spirito Santo non è il Padre né il Figlio, ma il Padre è solo il Padre, il Figlio solo il Figlio e lo Spirito Santo solo lo Spirito Santo. Tutti e tre appartengono alla stessa eternità, la stessa maestà e lo stesso potere." (Dottrina cristiana di sant'Agostino libro 1 capitolo 5 presso da libreria scelta dei padri di Nicea e post Nicea)

Qui di seguito elenco alcune semplici considerazioni che aiuteranno a comprendere meglio questo importante concetto.

Luca 4:1 "Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto."

E' interessante prendere nota che Fu CONDOTTO dallo Spirito, se fosse stato come affermano i cattolici questo non avrebbe un gran senso, sarebbe come se io mi facessi condurre da me stesso.

Marco 12:36 "Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi."

Come ci si può sedere alla NOSTRA DESTRA, se consideri che siamo la stessa persona? Sarebbe un'affermazione senza senso.

Matteo 12:31-32 "Perciò io vi dico: Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonata. A chiunque parlerà male del Figlio dell'uomo sarà perdonato; ma la bestemmia contro lo Spirito Santo, non gli sarà perdonata né in questo secolo, né in quello futuro."

Da questo appare evidente che in teoria si potrebbe bestemmiare Cristo ed essere perdonati, ma non sarebbe lo stesso per la bestemmia contro lo Spirito Santo. Se essi fossero la stessa persona o lo stesso essere non potrebbe essere cosi e potrei andare avanti ancora, il problema è che alle persone non piace il senso logico delle cose ma piuttosto l'incomprensibile e poi ci stupiamo se in molti di questi casi la frase finisce con "Mistero della fede."

In pratica ci annodiamo così tanto che alla fine è impossibile scioglierci dai legami nei quali ci siamo avviluppati.

Revisione: Mario Vaira

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