Torna alla pagina principale
Sezioni principali
Genealogia
Il libro di Mormon
Espiazione
Credenze controverse
Critica
Dottrina
Cattolici
Testimoni di Geova
Protestanti
Avventisti
Ges
Scrittori LDS
Storia della chiesa
Altre religioni
Profezie
Scienza e religione
Simbolismo
Testimonianze
Pensieri spirituali
Site search Web search

powered by FreeFind
Altri argomenti
Informazioni sull'autore
Scherzi (non ancora disponibile)
Collegamenti
Bella Sion
LDS
Miscellanea
Mappa del sito
Contatti
Scrivete all'autore
Lista di discussione 'Santi in riunione'
Message board

IL MONDO DEGLI SPIRITI, LA NOSTRA PROSSIMA DIMORA

di  Dale C. MOURITSEN

In numerose occasioni ho ascoltato persone parlare su ciÚ che ci aspetta dopo la morte. Quasi sempre ho visto l'espressione di due sentimenti contrastanti: il grande desiderio di conoscere meglio il mondo degli spiriti nel quale andremo dopo la nostra esistenza terrena, e l'atteggiamento di scusa che accompagna ogni domanda, come se il mondo degli spiriti fosse un argomento che non dovremmo discutere.  

A mio avviso, Ë certamente giusto usare qualche cautela nella discussione di un argomento sacro, particolarmente perchÈ nella nostra societ‡ contemporanea, abbondano ìinformazioniî sul mondo degli spiriti in forma di storie di fantasmi, satanismo ed altre espressioni di dubbia natura. Tuttavia, il desiderio di sapere Ë in se stesso un fattore positivo.  

I nostri cari defunti dimorano in quel mondo e noi presto ci uniremo a loro. E' un argomento sano e santo che deve essere discusso appropriatamente. Inoltre, il profeta Joseph Smith dichiarÚ che i Santi devono studiare lo scopo della vita e della morte; in effetti, essi devono studiarlo ìpi˘ di qualsiasi altro argomento - e studiarlo giorno e notteî. Egli dichiarÚ che, ìse abbiamo il diritto di chiedere una cosa al Padre celeste, Ë proprio la conoscenza di questo importante argomentoî.  

Pertanto, abbiamo il diritto di conoscere la vera natura della nostra esistenza. Abbiamo anche la responsabilit‡ di studiarla a fondo, poichÈ pi˘ siamo coscienti del fatto che il mondo degli spiriti Ë un'estensione estremamente reale della nostra esistenza mortale, e meno saremo soggetti ad ancorare i nostri desideri ai tesori di questo mondo.  

Una delle storie pi˘ belle del nostro retaggio, un episodio della vita del presidente Heber J. Grant, illustra chiaramente che una testimonianza del giusto rapporto tra la vita, la morte ed il mondo degli spiriti puÚ confortarci in tempi di dolore, puÚ aiutarci a comprendere i propositi di Dio ed insegnarci la vera natura della nostra esistenza.  

Il presidente Grant scrisse:

Circa un'ora prima che morisse, ebbi un sogno in cui sua madre, gi‡ defunta, era venuta a prenderlo, accompagnata da un messaggero al quale ordinÚ di portare via il bambino mentre io dormivo. Nel sogno, mi svegliai, afferrai mio figlio, lottai disperatamente per trattenerlo ed alla fine ebbi successo nell'allontanarlo dal messaggero venuto a prenderlo., ma nel tafferuglio, inciampai e caddi su di lui.

Sognai che ero caduto sulla sua anca colpita dal male; le terribili grida di angoscia e di dolore del bambino quasi mi facevano diventare pazzo. Non potei resistere, saltai in piedi, corsi fuori di casa per non essere testimone del suo dolore. Sempre nel sogno, dopo essere uscito di casa, incontrai il fratello Joseph E. Taylor, al quale riferii tutto l'episodio.

Egli disse: ëHeber, tu sai che cosa farei se mia moglie venisse a prendere uno dei suoi figli: Non mi opporrei ai suoi desideri! Non le impedirei di portarsi via il bambino! Una madre fedele, passata dall'altra parte del velo, certamente conosce le sofferenze e le angosce che suo figlio dovr‡ sopportare. Per questo motivo, ella sa se Ë meglio che a questo figlio si debba insegnare a vivere per sempre in uno stato di menomazione o se invece Ë pi˘ saggio che egli sia liberato dalle torture della vita: e, quando ci pensi, fratello Grant, la madre, che Ë scesa tra le ombre dei morti per dare la vita a questo figlio, Ë proprio la persona che deve avere il diritto di scegliere se lasciarlo sulla terra o chiamarlo a seí.

Io risposi: ëCredo che tu abbia ragione, fratello Taylor. Se dovesse venire di nuovo, lascerÚ che porti via mio figlio senza muovere alcuna protestaí.

A questo punto fui svegliato da mio fratello, B. F. Grant che quella sera dormiva da noi per aiutarmi a vegliare il bambino ammalato. Mi portÚ nell'altra stanza e disse che mio figlio stava morendo. Allora andai nel soggiorno e mi misi a sedere. Tra me e la mia seconda moglie c'era una sedia vuota, ed in quella sedia sentivo la presenza della madre di mio figlio.

Non dissi a nessuno ciÚ che sentivo, ma mi voltai verso la mia seconda moglie e le chiesi: ëSenti qualcosa di strano?í

 Ella rispose: ëSi. Sono sicura che la madre di Heber siede qui tra noi due, in attesa di portare con se suo figlioí.

Ritengo di essere per natura una persona facile alla commozione. Sono figlio unico e sono stato allevato nell'affetto che soltanto la madre di un figlio unico puÚ riversare sulla sua creatura. Non riesco a non versare lacrime per i miei amici: lacrime di gioia per i loro successi e lacrime di dolore per i loro rovesci. Eppure, io vi dico che, senza versare una lacrima, sedetti accanto al letto di mio figlio e lo vidi morire.

In quell'occasione io, la mia seconda moglie e mio fratello sentimmo nella nostra casa un'influenza dolce, piacevole e celeste pi˘ forte che in qualsiasi altraî. 

Secondo la dottrina dei Santi degli Ultimi Giorni, il mondo degli spiriti Ë il luogo in cui risiedono tutti coloro che sono morti e che si trovano in attesa della resurrezione che vedr‡ l'unione perpetua del corpo e dello spirito.

Pertanto, non Ë il luogo in cui dimorano Dio Padre, Ges˘ Cristo e gli altri esseri risorti.

Piuttosto, si tratta di una condizione intermedia in cui vivono gli uomini in attesa della resurrezione - una sfera tangibile in cui i copri disincarnati vivono insieme, ma in situazioni diverse, secondo i meriti acquisiti durante la vita mortale.

Parlando di queste condizioni, Alma dice a suo figlio Corianton: 

  • 11.ìÖ mi Ë stato reso noto da un angelo che gli spiriti di tutti gli uomini, appena hanno lasciato questo corpo mortale, Ö siano essi buoni o cattivi, sono ricondotti a quel Dio che diede loro la vitaî. (Alma 40:11).  

CiÚ non significa che essi siano portati letteralmente alla presenza di Dio o nel pianeta in cui Egli risiede ma, piuttosto, nel mondo degli spiriti.

Alma continua:  

  • 12.ìÖ gli spiriti di coloro che sono giusti saranno ricevuti in una condizione di felicit‡, che Ë chiamata paradiso, una condizione di riposo, una condizione di pace, dove si riposeranno da tutte le loro afflizioni, da tutte le preoccupazioni e doloriî. (Alma 40:12). 

Poco prima della sua morte, Moroni previde il suo ingresso in questa stessa benedetta condizione nel mondo degli spiriti:  

  • 34.ìÖ AndrÚ presto a riposare nel paradiso di Dio, fino a che il mio spirito e il mio corpo si riuniranno di nuovo, e io sarÚ portato trionfante attraverso l'aria, per incontrarvi dinanzi alla piacevole sbarra del grande Geova, il giudice eterno sia dei vivi che dei mortiî. (Moroni 10:34). 

Ma non tutti gli uomini avranno diritto al riposo ed al paradiso. Alma chiarisce:  

  • 13. ìÖ gli spiriti dei malvagi, si, che sono cattivi ñ poichÈ ecco, essi non hanno nÈ parte nÈ porzione alcuna dello Spirito del Signore, poichÈ ecco, essi scelsero le opere del male piuttosto che del bene:  perciÚ lo spirito del diavolo entrÚ in loro, e prese possesso della loro casa ñ e questi saranno scacciati nelle tenebre di fuori; l‡ vi saranno pianti, lamenti e stridor di denti, e ciÚ a causa delle loro iniquit‡, essendo condotti prigionieri dalla volont‡ del diavoloî. (Alma 40:13). 

Proprio come il paradiso non Ë la dimora eterna dei giusti, líinferno del mondo degli spiriti non Ë la dimora eterna dei malvagi. Riferendo sulla sua visione del mondo celeste, il profeta Joseph Smith, scrisse:  

  • 85. ìQuesti sono coloro che non saranno redenti dai lacci del diavolo fino all'ultima resurrezione, fino a che il Signore, sÏ, Cristo l'Agnello, non avr‡ terminato la Sua operaî.

  • 106. ìQuesti sono coloro che sono gettati in inferno e subiscono l'ira di Dio Onnipotente fino alla pienezza dei tempi, quando Cristo avr‡ soggiogato tutti i nemici sotto i suoi piedi, ed avr‡ completato la sua operaî. (DeA 76:85,106) 

Dallí Apocalisse leggiamo: 

  • 13.ìE il mare rese i morti che erano in esso; e la morte e líAdes resero i loro morti, ed essi furon giudicati, ciascuno secondo le sue opereî. (Apocalisse 20:13). 

L'inferno del mondo degli spiriti terminer‡ quando tutti gli uomini saranno risorti. Grazie all'espiazione di Cristo, gli uomini godono di una liberazione generale: 

  • 6. ìPoichÈ, come la morte Ë venuta a tutti gli uomini per adempiere il piano misericordioso del grande creatore, Ë necessario che vi sia un potere di risurrezione, e la risurrezione Ë necessaria che venga allíuomo a causa della Caduta, e la Caduta venne a causa della trasgressione; e poichÈ líuomo divenne decaduto, essi furono recisi dalla presenza del Signore.

  • 7. Pertanto Ë necessario che via sia uníespiazione infinita ñ e se non fosse una espiazione infinita, questa corruzione non potrebbe rivestirsi di incorruttibilit‡. Pertanto il primo giudizio che cadde sullíuomo avrebbe dovuto necessariamente restare per un tempo infinito. E se cosÏ fosse, questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire e decomporsi nella madre terra, per non risorgere mai pi˘.

  • 8. Oh, la saggezza di Dio, la sua misericordia e la sua grazia! PoichÈ ecco, se la carne non risuscitasse pi˘, il nostro spirito dovrebbe divenire soggetto a quellíangelo che cadde dalla presenza dellíeterno Iddio, e divenne il diavolo, per non risorgere mai pi˘.

  • 9. E il nostro spirito avrebbe dovuto divenire come lui, e noi divenire diavoli, angeli di un diavolo, per essere esclusi dalla presenza del nostro Dio, e per rimanere con il padre delle menzogne, nellíinfelicit‡, come lui stesso; con quellíessere che ingannÚ i nostri primi genitori, che si trasforma quasi in un angelo di luce e istiga i figliuoli degli uomini verso associazioni segrete di omicidio e ogni sorta di tenebrose opere segrete.

  • 10.Oh, comíË grande la bont‡ del nostro Dio, che ci prepara una via per sfuggire alla stretta di questíorribile mostro; sÏ, quel mostro, morte e inferno, che io chiamo la morte del corpo, e anche la morte dello spirito.

  • 11. E grazie alla via di liberazione del nostro Dio, il Santo díIsraele, questa morte di cui ho parlato, che Ë quella temporale, restituir‡ i suoi morti; la quale morte Ë la tomba.

  • 12. E questa morte di cui ho parlato, che Ë la morte spirituale, restituir‡ i suoi morti; la qual morte spirituale Ë líinferno; pertanto, la morte e líinferno debbono restituire i loro morti, e líinferno deve restituire i suoi spiriti prigionieri e la tomba deve restituire i suoi corpi prigionieri, e il corpo e lo spirito degli uomini saranno ricongiunti líun líaltro; e ciÚ sar‡ per il potere di risurrezione del Santo díIsraeleî (2 Nefi 9:6-12). 

Coloro che rimangono ìancora immondiî (i figli di perdizione) rimarranno all'inferno, ma questo inferno sar‡ un luogo distinto dall'inferno del mondo degli spiriti: 

  • 43. ìIl quale glorifica il Padre, e salva tutte le opere delle sue mani, eccetto quei figli di perdizione che rinnegano il Figlio dopo che il Padre lo ha rivelato.

  • 44. Pertanto, egli salva tutti eccetto questi ñ essi se ne andranno in punizione perpetua, che Ë punizione infinita, che Ë punizione eterna, per regnare col diavolo e i suoi angeli in eterno, dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue, il che Ë il loro tormento ñ

  • 45. E nessun uomo conosce la loro fine, nÈ il loro luogo, nÈ il loro tormento.

  • 46. NÈ fu mai rivelato, nÈ lo Ë, nÈ sar‡ mai rivelato allíuomo, eccetto a coloro che ne sono resi partecipi;

  • 47. Nondimeno, io, il Signore, li mostro in visione a molti, ma li nascondo di nuovo immediatamente.

  • 48. Pertanto essi non ne comprendono la fine, líampiezza, líaltezza, la profondit‡ e líinfelicit‡, nÈ lo puÚ alcun uomo, eccetto coloro che sono ordinati a questa condanna.

  • 49. E noi udimmo una voce che diceva: Scrivi la visione, poichÈ, questa Ë la fine della visione delle sofferenze degli empi. (DeA 76:43-49). 

Dopo la resurrezione dei figli di perdizione, il mondo degli spiriti non avr‡ pi˘ abitanti (Bruce R. McConkie, Mormon Doctrine, pag. 762). 

Pietro parla del mondo degli spiriti come di un ìcarcereî e, per alcuni, Ë proprio cosÏ : 

  • 18. ìPoichÈ anche Cristo ha sofferto una volta per i peccati, egli giusto per glíingiusti, per condurci a Dio; essendo stato messo a morte quanto alla carne , ma vivificato quanto allo spirito;

  • 19. e in esso andÚ anche a predicare agli spiriti ritenuti in carcere,

  • 20. i quali un tempo furon ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava, ai giorni di NoË, mentre si preparava líarca; nella quale poche anime, cioË otto, furon salvate tra mezzo allíacqua. (1 Pietro 3:18-20) 

  • 6. ìPoichÈ per questo Ë stato annunziato líEvangelo anche ai morti; onde fossero bensÏ giudicati secondo gli uomini quanto alla carne, ma vivessero secondo dio quanto allo spiritoî. (1 Pietro 4:6) 

Tuttavia, questi luogo Ë principalmente di apprendimento e di attesa, non di sofferenza. L‡ coloro che nella mortalit‡ non hanno avuto l'opportunit‡ di ricevere il Vangelo e coloro che almeno in parte l'hanno avuta ma l'hanno rifiutata,  verranno debitamente istruiti. 

Nel 1893 il presidente Lorenzo Snow, allora presidente del Quorum dei Dodici, dichiarÚ ad una conferenza generale la sua ferma fede che ìquando il Vangelo sar‡ predicato agli spiriti in carcere il successo di tale predicazione sar‡ assai maggiore di quello conseguito dalla predicazione dei nostri anziani in questa vita. Ritengo che vi saranno assai pochi spiriti che non riceveranno con gioia il Vangelo, quando sar‡ portato loro. L‡ le circostanze saranno mille volte pi˘ favorevoliî. 

In breve, il mondo degli spiriti Ë una dimora temporanea degli spiriti di tutti gli uomini, siano essi buon o cattivi.

CosÏ, Joseph Smith potÈ dichiarare che ìi giusti ed i malvagi vanno tutti nello stesso mondo degli spiriti sino alla risurrezioneî.  

Eppure, alcuni si sono domandati per quale motivo Ges˘ promise al ladrone morente che, dopo la sua morte, egli si sarebbe trovato in paradiso con Lui.  

Joseph Smith aggiunge:

Non c'Ë nulla nel termine greco dell'originale che significhi paradiso; la versione esatta Ë invece: ëOggi tu sarai meco nel mondo degli spiriti; l‡ ti istruirÚ e risponderÚ a tutte le tue domandeí.

E Pietro dice che Ges˘ andÚ a predicare nel mondo degli spiriti (1 Pietro, capitolo 3, versetto 19), affinchÈ coloro che avessero accettato il Vangelo avrebbero potuto far celebrare le ordinanze necessarie da coloro che ancora vivevano sulla terra, ecc.

L'Ade dei Greci o il Sheol degli Ebrei, significano entrambi mondo degli spiriti. Ade, Sheol, paradiso, prigione degli spiriti, ecc., hanno tutti lo stesso significato: il mondo degli spiritiî. 

Questo chiarimento ci aiuta a comprendere le parole del Salvatore. Anche le rivelazioni degli ultimi giorni ci aiutano a comprendere la natura dell'esistenza del mondo degli spiriti. D'altra parte, gli spiriti sono un'entit‡ tangibile.  

Il presidente Brigham Young, disse:

In Dottrina e Alleanze leggiamo:

  • 7. ìNon cíË nulla che sia materia immateriale. Ogni spirito Ë materia, ma Ë pi˘ fine o pura, e puÚ essere percepito soltanto mediante occhi pi˘ puri.

  • 8. Noi non possiamo vederla; ma quando il nostro corpo sar‡ purificato vedremo che tutto Ë materiaî (DeA 131:7-8) 

Per quanto concerne la sua ubicazione, il profeta Joseph Smith insegnÚ che il mondo degli spiriti Ë assai vicino a noi. Durante un sermone funebre, egli dichiarÚ che gli spiriti dei giusti ìsono esaltati al compimento di un'opera pi˘ grande e pi˘ gloriosa; pertanto, essi sono benedetti alla loro partenza per il mondo degli spiriti. Immersi nel fuoco fiammeggiante, essi non sono lungi da noiî.  

Una sorella che visitÚ il mondo degli spiriti e fu richiamata in vita dal presidente Lorenzo Snow raccontÚ:

Invero, i nostri cari defunti sono molto preoccupati per il nostro benessere e per la nostra felicit‡ e, quando ve n'Ë necessit‡, possono essere incaricati di portare messaggi di ammonimento, di rimprovero e di istruzione per tutti noi.  

Il presidente Young confermÚ che il mondo degli spiriti ìË su questa terraî. 

In una conferenza generale, il presidente Ezra Taft Benson dichiarÚ che ìil mondo degli spiriti non Ë lontano. Qualche volta il velo che divide questa vita dall'aldil‡ diventa molto sottile. l nostri cari che sono passati dall'altra parte non si trovano lontano da noiî.  

Sembra che il mondo degli spiriti sia incorporato nel mondo fisico. La terra ha uno spirito, cosi come l'hanno i nostri corpi fisici. Líanziano Parley P. Pratt scrisse che il mondo degli spiriti ìsi trova quaggi˘, proprio su questo pianeta in cui siamo nati; in altre parole, la terra e gli altri pianeti della sua sfera, oltre alla loro sfera esteriore, o temporale, hanno una sfera interiore o sfera spirituale. L'una Ë abitata da tabernacoli temporali, líaltra, dagli spiriti. Tra una sfera e l'altra viene tirato un velo per cui tutti gli oggetti della sfera spirituale sono resi invisibili a coloro che si trovano nella sfera temporaleî. 

Sembra che nel mondo degli spiriti gli uomini retti siano organizzati come lo sono quaggi˘: ossia, divisi in famiglie e quorum. Il Sacerdozio opera l‡ come opera qui.  

Il presidente Brigham Young dichiarÚ:

ìQuando gli anziani fedeli che detengono questo Sacerdozio vanno nel mondo degli spiriti, portano con se Io stesso potere e Io stesso Sacerdozio che possedevano mentre si trovavano nel loro tabernacolo mortaleî. 

Cosi, le benedizioni del Sacerdozio sono presenti nel mondo degli spiriti. Un anziano che passÚ dall'altra parte del velo, per ritornare poi in vita, parlÚ dell'ordine che vide col‡:

Quando visitÚ il mondo degli spiriti, l'anziano Rudger Clawson, gi‡ membro del Consiglio dei Dodici, vide che ìl‡ c'era una guida pronta ad accoglierlo per condurlo in un vasto edificio in cui si trovavano molte persone, le quali sembravano tutte estremamente indaffarate; da nessuna parte c'era segno di ozioî. 

Ma forse non tutti gli abitanti del mondo degli spiriti sono organizzati in questo modo, poichÈ non tutti hanno ricevuto le ordinanze necessarie per líesaltazione.  

Il presidente George Albert Smith, dopo aver vissuto uníesperienza nel mondo degli spiriti, descrisse la parte di quel mondo da lui vista:

Sembra che nel mondo degli spiriti non vi siano ne neonati, ne bambini. Tutti coloro che dimorano l‡ possiedono la statura di uomini e di donne adulti, hanno lo stesso aspetto che possedevano prima della loro nascita sulla terra. Se i neonati o i bambini muoiono, i loro spiriti riassumono immediatamente la statura di adulti, che mantengono mentre si trovano nel mondo degli spiriti. Tuttavia, quando riacquistano il corpo nella resurrezione, naturalmente si levano come bambini per essere allevati da genitori retti e degni sino al raggiungimento della maturit‡.

Il presidente Joseph F. Smith spiegÚ cosi questo concetto.

Alcuni si preoccupano perchÈ i bambini defunti hanno in apparenza perduto i privilegi del corteggiamento, del matrimonio e di altre opportunit‡. Ma le rivelazioni in merito al mondo degli spiriti ci assicurano che i normali rapporti che portano al suggellamento eterno costituiscono una parte attiva di quella vita.  

L'anziano Melvin J. Ballard osservÚ:

Nella visione del Regno Celeste, Joseph Smith dice che ìtutti i bambini che muoiono prima di arrivare all'et‡ della responsabilit‡, sono salvati nel regno celeste del cieloî. (DeA 137:10) 

Inoltre, il presidente Joseph F. Smith, ci ha lasciato la seguente spiegazione:

ìJoseph Smith insegnÚ la dottrina che il neonato che veniva posto nella tomba si sarebbe levato come tale nella resurrezione; poi, rivolgendosi alla madre di quel corpo ormai senza vita, disse: ëTu avrai la gioia, il piacere e la soddisfazione di nutrire questo bambino dopo la sua resurrezione, sino a vederlo raggiungere la piena statura del suo spiritoí.

Dopo la resurrezione dalla morte c'Ë una restaurazione, c'Ë uno sviluppo, c'Ë una crescita. Io accetto con gioia questa verit‡, poichÈ essa inonda la mia anima di felicit‡, di gioia e di gratitudine. Ringrazio il Signore che ci ha rivelato questi principi".  

E cosÏ, noi dobbiamo renderci conto, grazie alle parole di Joseph Smith, che l'unica differenza tra chi muore giovane e chi muore vecchio Ë che l'uno vive pi˘ a lungo in cielo (nel mondo degli spiriti), nella luce eterna e nella gloria dell'altro, e viene liberato un pochino prima da questo miserevole mondo malvagio. A dispetto di tutta questa gloria per un momento noi perdiamo di vista i suoi vantaggi e piangiamo la perdita; ma non Io facciamo come fanno coloro che invece non hanno speranza.  

Questo non significa che la gente deve essere ansiosa di lasciare la mortalit‡, ma suggerisce che i genitori, che hanno perduto i figli, possono essere confortati dalle verit‡ del Vangelo. Invero, dobbiamo dedicarci con diligenza al completamento della nostra missione in questa vita.  

Per esempio, dopo la morte della giovane moglie, Phoebe, Wilford Woodruff fu ispirato a benedirla ed a rimproverare il potere della morte. Egli descrive cosÏ l'episodio:

La visione che i Santi degli Ultimi Giorni hanno del mondo degli spiriti rivela che l‡ Ë in corso una vasta opera di proselitismo; ed Ë proprio in questo mondo che si incentra il pi˘ stupendo ed ampio programma missionario che la mente umana possa concepire.  

Il presidente Brigham Young dichiarÚ:

ìConfrontate il numero degli abitanti della terra che hanno udito il Vangelo ai nostri giorni con i milioni che non l'hanno mai udito, con i milioni ai quali non sono mai state presentate le chiavi della salvezza, e concluderete immediatamente, come ho fatto io, che nel mondo degli spiriti c'Ë un'opera possente da compiereî. 

Come si puÚ svolgere questo grande lavoro? Nella visione della redenzione dei morti del presidente Joseph F. Smith troviamo alcuni concetti interessanti: 

  • 29. ìE mentre meditavo meravigliato, i miei occhi mi furono aperti e la mia comprensione fu vivificata, e mi resi conto che il signore non era andato di persona tra i malvagi e i disobbedienti che avevano rifiutato la verit‡, per istruirli;

  • 30. Ma ecco, di fra i giusti egli organizzÚ le sue forze e nominÚ dei messaggeri, rivestiti di potere e di autorit‡, e li incaricÚ di andare a portare la luce del Vangelo a coloro che erano nelle tenebre, sÏ, a tutti gli spiriti degli uomini; e cosÏ il Vangelo fu predicato ai morti.

  • 31. E i messaggeri scelti uscirono a proclamare il giorno accettevole del Signore e ad annunciare la libert‡ ai prigionieri che erano legati, sÏ, a tutti coloro che si fossero pentiti dei loro peccati e avessero accettato il Vangelo.

  • 32. CosÏ il vangelo fu predicato a coloro che erano morti nei loro peccati, senza una conoscenza della verit‡, oppure in trasgressione avendo rigettato i profeti.

  • 33. A questi venne insegnata la fede in Dio, il pentimento dal peccato, il battesimo per procura per la remissione dei peccati, il dono dello spirito Santo mediante líimposizione delle mani.

  • 34. E tutti gli altri principi del Vangelo che era loro necessario conoscere allo scopo di qualificarsi per poter essere giudicati secondo gli uomini nella carne, ma per vivere secondo Dio nello spirito.

  • 35. E cosÏ fu reso noto tra i morti, sia piccoli che grandi, tanto fra gli ingiusti che tra i fedeli, che la redenzione era stata operata tramite il sacrificio del Figlio di Dio sulla croce.

  • 36. Fu cosÏ reso noto che il nostro Redentore trascorse il tempo, durante il suo soggiorno nel mondo degli spiriti, istruendo e preparando gli spiriti fedeli dei profeti che avevano attestato di lui nella carne;

  • 37. AffinchÈ essi potessero portare il messaggio della redenzione a tutti i morti, dai quali egli non poteva recarsi personalmente a causa della loro ribellione e trasgressione, affinchÈ anchíessi, tramite il ministero dei suoi servi, potessero udire le sue paroleî. (DeA 138:29-37) 

Chi accetter‡ il messaggio di questo divino ministero? La visione del Regno Celeste di Joseph Smith ci fornisce la risposta.

PoichÈ si meravigliava per il fatto che suo fratello Alvin avesse ottenuto un'eredit‡ celeste, pur essendo morto prima della restaurazione del Vangelo, Joseph udi la voce del Signore che diceva: 

  • 7. ìÖ Tutti coloro che sono morti senza una conoscenza di questo Vangelo, e che l'avrebbero accettato se fosse stato permesso loro di rimanere, saranno eredi del regno celeste di Dio.

  • 8. Anche tutti coloro che d'ora in avanti moriranno senza una conoscenza di esso, e che l'avrebbero accettato con tutto il loro cuore, saranno eredi di quel regno;

  • 9. PoichÈ, io, il Signore giudicherÚ tutti gli uomini secondo le loro opere, secondo i desideri del loro cuoreî. (DeA 137:7-9). 

Eppure, questo ministero nel mondo degli spiriti non basta per garantire la salvezza di tutte le anime dei giusti nel mondo degli spiriti. PerchÈ? PerchÈ per salvare un morto Ë necessario Io stesso lavoro richiesto per salvare un vivo.  

Joseph Smith dichiarÚ che ìle ordinanze istituite nei cieli prima della fondazione della terra, nel Sacerdozio, per la salvezza degli uomini, non devono essere alterate o cambiate. Tutti gli uomini devono essere salvati in base agli stessi principiî . Ancora lui dichiarÚ che, se un uomo ottiene la pienezza del Sacerdozio di Dio, deve ottenerla nello stesso modo in cui l'ottenne Ges˘ Cristo, ossia, osservando tutti i comandamenti ed obbedendo a tutte le ordinanze della casa del Signore.  

Non viene fatta alcuna eccezione per i morti, uomini o donne che siano. Noi possiamo soltanto svolgere per loro il lavoro di ordinanza. Essi stessi devono credere, pentirsi ed obbedire al Vangelo.

Concludendo, il mondo degli spiriti Ë il luogo in cui si recano gli spiriti disincarnati. E' una sfera tangibile, incorporata nella nostra terra, il punto focale di un massiccio sforzo missionario al quale noi contribuiamo. E' un mondo che ci Ë pi˘ vicino di quanto possiamo immaginare e legato a noi dai legami affettuosi che ci uniscono a tanti parenti defunti

 
Torna a inizio pagina