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Cos'e' la Grazia?

(C) Copyright by Massimo Franceschini tutti i diritti riservati.

A causa di scritti mal connessi fra loro, si ha la netta sensazione che alcune dottrine, come la grazia, possano confondere invece di chiarire. Il poblema di base e' che consideriamo tutte le epistole come collegate fra loro, dimenticando che ognuna di loro fu scritta per un motivo specifico a congragazioni diverse, in tempi diversi, e quindi se pur dello stesso tenore religioso, i problemi trattati sono diversi. Da alcune epistole si ha la netta sensazione che Paolo sia stato anche frainteso, come spesso accade nelle lettere. E' infatti non e' facile riuscire ad interpretare il reale sentimento da uno scritto. Tutte le leggi sono scritte, ma quante diverse interpretazioni vengono loro date? Paolo diverse volte rimarca il fatto di aver gia' scritto qualcosa sull'argomento, ma come sempre avviene in una discussione epistolare, Egli deve di nuovo rispiegare oppure soddisfare domande che al momento in cui scrisse la prima volta non aveva pensato, infatti lo scrittore ha bene in mente il soggetto di cui tratta e molto probabilmente quando scrive pensa che sia intelleggibile per ognuno, purtroppo non sempre e' cosi'. Cultura, lingua e ambiente molte volte fanno si che non sia facile intendere al 100% una lettera.Un'altro problema che abbiamo con le lettere di paolo e' che non abbiamo le copie delle lettere che ricevette in risposta, queste probabilmente ci darebbero un quadro ancora migliore. Scrivo questo perche' le lettere di paolo non erano dirette certo ad un medesimo ambiente culturale o linguistico, basti pensare alla lettera ai romani, la cui cultura, sicuramente quella religiosa, aveva ben poco da spartire con il retroterra ebraico, oppure ai greci di Corinto e cosi' via. Io credo che Paolo o chi poteva aver tradotto le lettere per lui abbia avuto ben chiaro in mente cio' che voleva scrivere e sicuramente lo ha fatto nella miglior maniera, ma vedendo i risultati che sono sotto i nostri occhi, credo che non fosse facile per persone cosi' diverse fra loro per le cose gia' citate, comprendere appieno il significato di Paolo. Oggi che pur abbiamo a nostra disposizione un retroterra di conoscenza ben piu' ampio, basti pensare che ad ogni parola in un dizionario biblico ci da non solo l'esatta definizione, ma anche il significato piu' recondito e nascosto. Questo mi ha sempre fatto paura perche' essendo le sacre scritture per tutti gli uomini, sembrerebbe, in questo caso che solo gli eruditi potrebbero appieno comprenderle, il che e' in opposizione alle stesse scritture che affermano che solo tramite lo Spirito e' possibile ben discernere il loro significato piu' pieno. Il punto che sto cercando di mettere a fuoco e' che non era e non e' affatto facile, tramite una corrispondenza epistolare, specie fra cultura e lingua diversa, avere un quadro completo sempre sotto controllo e Pietro, il capo degli apostoli, pur se in maniera diversa accenna a questo problema nella sua epistola, proprio riguardo le epistole paoline.
Cerchero' allora, attraverso le scritture come si fa ricomponendo un puzzle, di analizzare al meglio questo importante argomento della grazia, proprio partendo da dove ha trovato la sua origine: dalla lettera ai romani.
Il primo capitolo e' un saluto diretto ai santi romani, direi che quasi sicuramente la lettera fu scritta in latino, anche se noi abbiamo il testo in greco, sarebbe strano scrivere ad un popolo di lingua latina in greco. Da considerare che solo in questi ultimi 2 secoli l'istruzione di leggere e scrivere e' piu' diffusa, ai tempi di Paolo, di solito solo i ricchi e pochi altri avevano la possibilita' di studiare, si dice, con ragione, che solo dopo l'invezione della stampa da parte di Gutemberg, l'istruzione divenisse piu' accessibile, anche se solo in questo ultimo secolo sia divenuta quasi universale. Ai tempi di Paolo i cristiani non erano certo la classe dirigente a Roma. Il loro retroterra religioso niente aveva da spartire con la religione ebraica e benche si fossero convertiti al nuovo credo, quanto della nuova istruzione religiosa aveva potuto affondare le radici in una terra cosi' distante e cosi' diversa e quanti istruttori avevano cola' per essere addestrati?
Questo era proprio il desiderio di Paolo e forse anche il timore per questa mancanza di istruttori.
Romani 1:11-13
Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati,
12
o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.
13
Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili.
Che poi loro, benche avessero accettato l'Evangelo avessero bisogno di ulteriore istruzione e' chiaro dalle stesse parole di Paolo al verso 15

sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma.

E' molto interessante notare che prima di arrivare al fatidico punto in cui Paolo parla della salvezza per grazia al capitolo 2 Egli fa una importante precisazione prima di addentrarsi nella spiegazione della grazia.
Romani 2:1-19
Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose.
2
Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose.
3
Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio?
4
O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione?
5
Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell'ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio,
6
il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere:
7
la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità;
8
sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all'ingiustizia.
9
Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco;
10
gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco,
11
perché presso Dio non c'è parzialità.
12
Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge.
13
Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.
14
Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi;
15
essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono.
16
Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.
17
Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,
18
del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,
19
e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

Questo e' un severo monito per ogni uomo, credente incluso, e la legge di cui Paolo parla non e' la legge di Mose' ma il Vangelo, perche' la legge Mosaica era adempiuta ED I ROMANI MAI AVEVANO OBBEDITO ALLA LEGGE DI MOSE' LORO ERANO PAGANI NON CERTO EBREI. i 10 comandamenti fanno ancora parte del vangelo, infatti i gentili MAI hanno praticato la legge e Paolo nel verso 13 parla al presente e dice

Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati.

Se Paolo stesse parlando della legge Mosaica, commetterebbe un errore grave,ma lui sapeva benissimo che il rituale ebraico era finito, chi meglio di lui, infatti al verso 16
Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

Al verso 17 Paolo sembra indirizzare il suo discorso ai giudei

Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio,
18
del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio,
19
e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre,

Io credo che Paolo usasse la parola legge perche' anche i romani appena convertiti sicuramente erano a conoscenza delle tradizioni ebraiche riguardante la legge di Mose' e non essendo tutta la legge passata dopo la morte di Gesu' ma bensi migliorata con l'avvento del vangelo o come meglio precisa Gesu'
Matteo 5:17-30
Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
18
In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
19
Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20
Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21
Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
22
Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
23
Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,
24
lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
25
Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
26
In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!
27
Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;
28
ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.
29
Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
30
E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

E' chiaro che Egli stava dicendo che i 10 comadamenti erano sempre 10 ed in vigore ma che divenivano ben piu' ardui da osservare ed e' interessante notare che era meglio privarsi,di una mano o di un'occhio pur di non andare nella geenna e Lui si stava riferendo al futuro ad una congragazione che doveva divenire cristiana.

Paolo nel capitolo 3 parla della giustificazione per fede che e' poi l'introduzione al futuro argomento della grazia ma leggiamo due passi interessanti Romani 3:25-31
Dio lo ha prestabilito a servire come strumento di espiazione per mezzo della fede, nel suo sangue, al fine di manifestare la sua giustizia, dopo la tolleranza usata verso i peccati passati,
26
nel tempo della divina pazienza. Egli manifesta la sua giustizia nel tempo presente, per essere giusto e giustificare chi ha fede in Gesù.
27
Dove sta dunque il vanto? Esso è stato escluso! Da quale legge? Da quella delle opere? No, ma dalla legge della fede.
28
Noi riteniamo infatti che l'uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.
29
Forse Dio è Dio soltanto dei Giudei? Non lo è anche dei pagani? Certo, anche dei pagani!
30
Poiché non c'è che un solo Dio, il quale giustificherà per la fede i circoncisi, e per mezzo della fede anche i non circoncisi.
31
Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge.

Dov'e dunque il vanto? e' vero senza l'espiazione di Gesu' puoi osservare tutti i comandamenti che vuoi ma non c'e' salvezza, tenete ben a mente l'ultimo verso:

Togliamo dunque ogni valore alla legge mediante la fede? Nient'affatto, anzi confermiamo la legge.
Chiaramente qui sta cercando di non essere frainteso e ribadisce il concetto per far capire che benche' siamo salvati grazie all'espiazione di Cristo (la grazia) non dobbiamo dimenticare qualcosa che ci portera' come Paolo disse in un'altra epistola ad UNA RISURREZIONE MIGLIORE, questa e' una frase che apre una discussione enorme, ma che al momento lasciamo solo socchiusa.
tralascio il capitolo 4 perche' mi portrebbe via troppo spazio. Il capitolo 5 e' molto importante perche' comincia un paragone essenziale per la comprensione di quello che puo' essere il problema.
Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.
13
Fino alla legge infatti c'era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge,
14
la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
15
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.
16
E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo: il giudizio partì da un solo atto per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute per la giustificazione.
17
Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
18
Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita.
19
Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.
20
La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia,
21
perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia CON LA GIUSTIZIA per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

E' chiaro che qui si sta parlando della risurrezione che come la caduta aveva prodotto la morte per ogni uomo, cosi' anche la risurrezione sara' universale, e' interessante notare al verso 21 che dice espressamente:
così regni anche la grazia CON LA GIUSTIZIA per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo.
La grazia con la GIUSTIZIA per la vita eterna. Questo e' un concetto che va insieme!!!!
Il capitolo 6 si apre con una bellissima dichiarazione
Che diremo dunque? Continuiamo a restare nel peccato perché abbondi la grazia? Cosi' non sia!!
e pure al versetto 15-22
Che dunque? Dobbiamo commettere peccati perché non siamo più sotto la legge, ma sotto la grazia? E' assurdo!
16
Non sapete voi che, se vi mettete a servizio di qualcuno come schiavi per obbedirgli, siete schiavi di colui al quale servite: sia del peccato che porta alla morte, sia dell'obbedienza che conduce alla giustizia?
17
Rendiamo grazie a Dio, perché voi eravate schiavi del peccato, ma avete obbedito di cuore a quell'insegnamento che vi è stato trasmesso
18
e così, liberati dal peccato, siete diventati servi della giustizia.
19
Parlo con esempi umani, a causa della debolezza della vostra carne. Come avete messo le vostre membra a servizio dell'impurità e dell'iniquità a pro dell'iniquità, così ora mettete le vostre membra a servizio della giustizia per la vostra santificazione.
20
Quando infatti eravate sotto la schiavitù del peccato, eravate liberi nei riguardi della giustizia.
21
Ma quale frutto raccoglievate allora da cose di cui ora vi vergognate? Infatti il loro destino è la morte.
22
Ora invece, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi raccogliete il frutto che vi porta alla santificazione e come destino avete la vita eterna.

Consiglierei di soffermarsi agli ultimi 3 versetti che parlano della santificazione che ha come destino la vita eterna.
Paolo infatti affermo' che senza la santificazione nessuno puo' vedere Iddio.
Il capitolo 11 e' molto chiarificatore, dopo aver a lungo parlato della giustizia di Dio respinta dai Giudei, parla dell'avvenire di isarele e dice che il vangelo era stato portato ai gentili per ingelosire il Popolo eletto che comunque secondo il verso 2 non e' stato reietto, infatti Dio non dimentica le alleanze fatte, ma c'e un monito per i cristiani al capitolo 11:17-21
Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell'olivo,
18
non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.
19
Dirai certamente: Ma i rami sono stati tagliati perché vi fossi innestato io!
20
Bene; essi però sono stati tagliati a causa dell'infedeltà, mentre tu resti lì in ragione della fede. Non montare dunque in superbia, ma temi!
21
Se infatti Dio non ha risparmiato quelli che erano rami naturali, tanto meno risparmierà te!

Ma se bastasse essere cristiano per avere questa benedetta grazia, come mai questa frase?
tanto meno risparmierà te!
al capitolo 14:10-12
Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio,
11
poiché sta scritto: ogni ginocchio si piegherà davanti a me e ogni lingua renderà gloria a Dio.
12
Quindi ciascuno di noi renderà conto a Dio di se stesso.

Il verso 11 si rivelera' molto importante nel proseghio di questo studio, al momento e' importante notare che Tutti si presenteranno davanti al tribunale e che ognuno rendera conto di se stesso, quindi dov'e' la grazia per i credenti? dovrebbero essere esenti da questo tribunale. La resurrezione e' un atto gratuito nei confronti di tutti gli uomini come Paolo stesso afferma, alcuni potrebbero dire: come mai E' importante allora confessare il nome di gesu' Cristo, come potranno gli increduli essere risuscitati se dovranno, come Paolo afferma confessare il nome di Gesu'? sembrerebbe una buona affermazione, infatti secondo la sua affermazione solo chi confessera' il suo nome puo' essere salvato, sembrerebbe se cosi' fosse che solo i credenti parteciperebbero alla risurrezione ma non e' cosi'.
Se leggiamo bene le scritture inerenti la sua seconda venuta apprendiamo alcune cose veramente interessanti.
Rivelazione 1:7
Ecco, viene sulle nubi e ogni occhio lo vedrà; anche quelli che lo trafissero e tutte le nazioni della terra si batteranno per lui il petto.

Ogni occhio lo vedra e tutte le nazioni faranno cordoglio ( si pentiranno, o meglio laveranno i loro peccati nel sangue dell'Agnello)

Zaccaria 12:10
Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto. Ne faranno il lutto come si fa il lutto per un figlio unico, lo piangeranno come si piange il primogenito.


Zaccaria 13:6
E se gli si dirà: «Perché quelle piaghe in mezzo alle tue mani?», egli risponderà: «Queste le ho ricevute in casa dei miei amici».

come si puo' facilmente capire ognuno, alla sua seconda venuta, comprendera' pienamente chi era il Messia e cio' che ha fatto per l'umanita ed a quel punto Apocalisse 5:13
Tutte le creature del cielo e della terra, sotto la terra e nel mare e tutte le cose ivi contenute, udii che dicevano: lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli, a Colui che siede sul trono ed all'Agnello.
Filippesi 2:10-11
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra;
11
e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

La risurrezione sara' universale perche' ogni lingua confessera' che Gesu' e' il Cristo ed ogni ginocchio si pieghera' per renderGli devozione e cosi' si adempira' la giustizia della risurrezione.

Va ricordato che il pentimento che e' concesso all'uomo non e' altro che il mezzo con cui si puo' lavare le nostre vesti nel sangue dell'Agnello ed e' anche il mezzo che porta alla perfezione, perche' pur sbagliando l'uomo puo' rimediare tramite il pentimento, che altro non significa che riparare al mal fatto, e se la cosa viene riparata perche' dovrebbe essere ancora ricordata?
Credo fermamente che paolo cercasse di spiegare questo principio nella sua epistola, ma come detto al principio, non e' facile con una semplice lettera mettere in chiaro tutti gli aspetti profondi di una questione. Sicuramente era molto chiaro per Paolo il concetto e questo sicuramente non lo aiuto' ad approfondire al massimo il concetto anche perche' molto probabilmente sapeva che i suoi discepoli erano a conoscenza che l'esaltazione si otteneva tramite l'ubbidienza, cio' che cercava di approfondire era che i credenti non dovevano sentirsi superiori alla stessa radice di Israele, in quanto essi erano stati innestati e questo innesto come egli stesso dichiara poteva essere reciso se non avesse prodotti i frutti sperati, in fondo al fico successe proprio quello ed il Battista specifico' che la scure e' gia' pronta alla radice dell'albero e si potrebbe andare avanti all'infinito, speriamo che questo possa contribuire ad una maggiore comprensione delle parole di Paolo.

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