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Il Nostro Dio vive in condominio?

Questa sembra un'affermazione strana, e quanto strana, se si tiene conto della difficile spiegazione che la quasi totalità delle chiese cristiane dà della Trinità. Nessuno nega che Dio il Padre, Il Figlio e lo Spirito Santo siano tre Dei. Il problema nasce dalla difficile spiegazione secondo la quale ognuno di loro vive in un corpo comune a tutti e tre, o meglio nella stessa entità.

Analizziamo di seguito i vari credi, prima quello cattolico e poi quello protestante.

CREDO CATTOLICO.
“ Noi adoriamo un Dio nella trinità e trino nella sua unità; né diviso nelle persone né nella sostanza. Perché vi è una persona il Padre, un'altra il Figlio ed un'altra lo Spirito Santo. Ma la Divinità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo è una: La Gloria la stessa, la Maestà coeterna.”

CREDO METODISTA.
“ Vi è un solo vero e vivente Iddio, eterno, senza corpo o parti, di potere
infinito, di saggezza infinita e bontà. Fattore e preservatore di tutte le cose, visibili ed invisibili, e nell'unità di questa Divinità vi sono tre persone, della
stessa sostanza, potere ed eternità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.”

CREDO PRESBITERIANO.
“ Vi è un solo vero e vivente Iddio, che è infinito come essere e perfezione, purissimo spirito, invisibile, senza corpo, parti o passioni, immutabile, immenso, eterno, incomprensibile, potente, il più saggio di tutti, santissimo, liberissimo, assoluto, facendo funzionare ogni cosa secondo la sua propria immutabile volontà, per la sua propria gloria, pieno di amore, grazia, misericordia e così via.”

I passi su cui la questione trinitaria si basa sono 1 Giovanni 5:7-8, Giovanni 1:1 e Giovanni 17:21-22. Prima di cominciare mi piacerebbe rimarcare che i versi 1 Giovanni 5:7-8 e Giovanni 1:1 non sostengono entrambi la dottrina della trinità.

Giovanni 1:1 “In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.”

In effetti si riferisce soltanto a Gesù e a Dio, quindi parla di una duita', scusate la parola, sicuramente non certo di una trinità.

Giovanni 17:21-22 parla anch0esso solo di Gesù e del Padre.

1 Giovanni 5:7-8 “Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi.”

Come vedete non è molto chiaro, per una semplice ragione: alla fine del verso 7 alcune Bibbie recano: "poiché tre son quelli che rendon testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa.”
Purtroppo queste parola mancano in tutti gli antichi manoscritti. Questo verso quindi è molto controverso.

Sto puntualizzando questi due fatti per due ragioni basilari:
1 La Bibbia dichiara in 2 Corinzi 13:1 “Questa è la terza volta che vengo da voi. Ogni questione si deciderà sulla dichiarazione di due o tre testimoni.”
2 Essendo un verso controverso rende la questione più difficile da discutere.
Se abbiamo bisogno di almeno 2 testimoni per provare la trinità, come i credi appena citati professano, a questo punto ne avremmo uno solo, perché Giovanni 1:1 non parla della Trinità, come pure Giovanni 17:21-22.

Il secondo è un passo che la quasi totalità delle Bibbie non accetta e le poche che lo accettano fanno notare questo problema. Così il testimone per la
dottrina della trinità e' uno solo anziché tre, e per altro controverso.

Il fatto strano è che vi sono decine di altre affermazioni, ovviamente in netto contrasto con questa, che dicono, non solo l'opposto, ma lo specificano con una chiarezza assoluta. Invece per quest'ultima e sola si deve ricorrere, come fanno i cattolici, al "Mistero della fede." Se la verità è la conoscenza delle cose come furono, come sono e come saranno, e soprattutto se la dichiarazione di Cristo è vera: "Conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi" come si può pensare che la Verità sia "Mistero"?

Vedete come la logica squalifica questo strano ragionamento. Andiamo comunque ad analizzare la "vera" verità di tutto questo ormai vecchio argomento. Dicevamo che tutto ha origine da

Giovanni 17:21-22 “Perché tutti siano una sola cosa. come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.”

Questo verso sembra confermare la teoria delle due persone insieme. Ma è realmente questa la realtà?

Andiamo per gradi, questa è una di quelle occasioni in cui si prende una frase da un contesto e se ne interpreta il significato che più fa comodo. Vediamo di analizzare tutto il contesto dell'argomento trattato da Gesù e vedremo ciò che realmente intendeva, e non sembra neanche difficile.

Giovanni 17:3 “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo.”

Intanto questa prima affermazione di Cristo ci dimostra che il SOLO VERO DIO,
è il Padre che è nettamente distinto dal Figlio. Anche qui facciamo appello al senso comune. Se vi è un Padre ed un Figlio, è chiaro che uno dei due è antecedente e che ha generato l'altro e di conseguenza l'altro che è il figlio è sicuramente posteriore, altrimenti questi appellativi non hanno senso né valore. Voi potreste dire: non era forse nel Principio La Parola con Dio? E' vero ma per principio la scrittura intende il principio della creazione della terra, non certo il principio di Dio. Andiamo avanti.

Giovanni 17:5 “E ora, Padre, glorificami davanti a te, con quella gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse.”

E' interessante rilevare che Cristo afferma di aver avuta la gloria PRESSO DI LUI. Presso è chiaramente al di fuori, non IN LUI.

verso 6 “Ho fatto conoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me ed essi hanno osservato la tua parola.”

Vediamo che prima che Cristo venisse gli uomini non avevano la vera conoscenza del nome del Padre, infatti il Dio del Vecchio Testamento altri non era che Geova, lo stesso Cristo che dopo la cacciata dal giardino è sempre stato il tramite fra Dio e l'uomo. Il nome Geova era sempre stato noto agli ebrei, quindi qui Cristo afferma di aver rivelato il vero nome di Dio, che è Helohim. Che poi essi siano due entità diverse lo dimostra il fatto che Gesù afferma di aver ricevuto gli uomini dal padre, che erano del padre e loro hanno
osservato la SUA parola (Del Padre).

Verso 7 “Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te”

Vedete come è chiara la separazione fra i due. So già che state dicendo che è solo perché in questo caso vi era stata una separazione consensuale dovuta alla missione terrena di Cristo; vedremo più avanti se questo banale tentativo può avere successo.

Verso 11 “Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi.”

Qui abbiamo il primo vero indizio di ciò che intendeva significare il Cristo. Anche gli uomini avrebbero dovuto essere uno come loro. In che modo se non nella comunione di intenti, oppure che anche gli uomini avrebbero dovuto
fondersi insieme e divenire uno come loro? Comunque lo stesso verso che origina la diatriba è anche quello che la risolve.

Verso 21 e 22 “Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi IN NOI una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.”

O Gesù si riferisce alla comunione di intenti oppure anche gli uomini devono divenire uno come loro, allora ecco che si deve ricorrere alla parola "Mistero" perché questo è un concetto inconcepibile. NON SOLO, SE QUESTO FOSSE VERO LA "TRINITA'" DIVENTEREBBE un numero incalcolabile, in quanto gli uomini dovrebbero essere in LORO. Insomma questo concetto non solo è
inconcepibile ma è assurdo, in quanto queste religioni affermano che gli uomini non possono divenire come Dio mentre invece, seguendo il loro ragionamento, dovrebbero divenire parte integrante della stessa divinità, aumentando il numero dei membri della divinità.

Il verso fa un paragone, quindi per essere significativa sia la prima parte della frase che la seconda, dovrebbero avere lo stesso significato, altrimenti non può essere un paragone. Il verso 26 esprime tutti questi concetti.

Verso 26 “E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».”

Se dovessimo prendere per buono il ragionamento del "Mistero" dovremmo ammettere che Cristo diventerebbe parte di noi, mentre invece Cristo sta solo confermando lo stesso concetto precedente.

Adesso prenderemo in esame alcune scritture relative ai momenti che hanno preceduto la nascita di Cristo e hanno fatto seguito alla sua morte, per dimostrare che la divinità, a prescindere dalla presenza di Cristo sulla terra, non è mai stata unita in una persona sola.

Isaia 48:12-16 ”Ascoltami, Giacobbe, che ho chiamato Israele: Sono io, io solo, il primo e anche l'ultimo. Sì, la mia mano ha posto le fondamenta della terra, la mia destra ha disteso i cieli. Quando io li chiamo, tutti insieme si presentano. Radunatevi, tutti voi, e ascoltatemi. Chi di essi ha predetto tali cose? Uno che io amo compirà il mio volere su Babilonia e, con il suo braccio, sui Caldei. Io, io ho parlato; io l'ho chiamato, l'ho fatto venire e ho dato successo alle sue imprese. Avvicinatevi a me per udire questo. Fin dal principio non ho parlato in segreto; dal momento in cui questo è avvenuto io sono là. Ora il Signore Dio ha mandato me insieme con il suo spirito.”

Qui si può fare una lunga disamina su chi fosse il primo e l'ultimo e chi avesse fondato la terra, tutti sono concordi che questo personaggio sia Cristo secondo la scrittura riportata nella lettera agli Ebrei e secondo il Vangelo di Giovanni. (Vedi Ebrei 1:2-13 e Giovanni1:1-3. Analizzeremo queste scritture successivamente.

Assodato che il primo e l'ultimo e colui che ha posto le fondamenta della terra è stato il Signore Geova, o Cristo stesso (Gesù significa Geova salva) prendiamo in analisi il verso 16 che è chiarificatore.

Verso 16 "Ora il Signore Dio ha mandato me insieme con il suo spirito.”

Vedete che Geova afferma di essere stato mandato da un altro insieme con lo Spirito dell’altro. Qui non abbiamo più la scusa che Cristo era sulla terra per una missione terrena e quindi doveva essere scisso dalla trinità. Qui vediamo la distinzione fra le tre persone. Analizziamo adesso Ebrei 1:2-13

Ebrei 1:2-13 “In questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio, che ha costituito EREDE (significa che ha ricevuto qualcosa che prima non possedeva) di tutte le cose e per mezzo del quale ha fatto anche il mondo. Questo Figlio, che è irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza e sostiene tutto con la potenza della sua parola, dopo aver compiuto la purificazione dei peccati si è ASSISO ALLA DESTRA della maestà nell'alto dei cieli, ed E' DIVENTATO TANTO superiore agli angeli quanto più eccellente del loro è il nome che ha ereditato.”

Infatti, a quale degli angeli Dio ha mai detto: Tu sei il mio figliolo diletto OGGI TI HO GENERATO? E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: tutti gli angeli di Dio lo adorino. Insomma dopo la sua resurrezione è divenuto erede, quindi ha ricevuto dal Padre qualcosa che non aveva prima. Qui va ricordato che nella Bibbia disse che avremmo dovuto essere perfetti
come il Padre, mentre nel libro di Mormon, dopo la sua risurrezione, affermò che avremmo dovuto essere perfetti come Lui ed il padre, a testimonianza che la sua perfezione prima della resurrezione non era avvenuta.

Non mi riferisco alla sua perfetta vita vissuta senza peccato, ma alla sua perfezione nell’essere divenuto come Dio stesso, infatti il verso11 e 12 chiarificano questo concetto.

Versi 11 e 12 " Essi periranno, ma tu dimori, invecchieranno tutti come un vestito, e li avvolgerai come un mantello e saranno mutati, ma tu rimani lo stesso ed i tuoi anni non verranno mai meno.”

Prima della resurrezione era soggetto alla morte ma dopo questa non avrebbe avuto mai più presa su di Lui. Il verso 4 è chiaro quando afferma che
" E' diventato tanto superiore."

Questo dimostra che prima, dovuto alla sua condizione di uomo, non lo era ed il verso 5 afferma “OGGI TI HO GENERATO.”

Non voglio stabilire se si riferisse a dopo la sua risurrezione o meno, rimane il fatto che un giorno fu generato e quindi non è sempre stato con il Padre. Potrei citare molti versi in cui Cristo era nell'acqua, al tempo del suo battesimo, e in altre circostanze. Mi limiterò invece a dimostrare che dopo la sua resurrezione era ancora un’entità diversa dal Padre, un Dio, ma non la stessa persona e non certamente un coinquilino della personalità paterna.

Prima di fare ciò vorrei puntualizzare che la loro volontà non era la stessa. Cristo fece sempre la volontà del padre ma a volte, come nel caso del Getsemani, fece capire chiaramente che se avesse potuto avrebbe evitato di fare ciò che il Padre gli chiedeva.

Filippesi 2:6-9 ”Il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome.”

Altre volte dichiarò: “Io non sono venuto per fare la mia volontà, ma per fare quella del Padre mio” e così via. Cristo insegnò pure che qualunque peccato ordito contro di Lui sarebbe stato perdonato, ma che la bestemmia contro lo Spirito Santo non sarebbe stata tollerata. Non fa forse questa dichiarazione una netta distinzione fra le due personalità? Ma la cosa più interessante a questo riguardo è proprio l'insegnamento che Cristo dà riguardo allo Spirito Santo.

Giovanni 16:7-15 ”Ora io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada,
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma quando me ne sarò andato, ve lo manderò. E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l'annunzierà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l'annunzierà.”

Il verso 6 è chiarificatore, sembra che essi non potessero stare insieme sulla terra e vi è una ragione specifica per questo. Insomma questo ci fa capire che Gesù e Suo Padre sono ben separati e distinti e che hanno due missioni, con lo
stesso scopo, ma diverse.

Passiamo adesso ad elencare solo le scritture che parlano della divisione fisica della divinità, ma solo dopo l'avvenuta risurrezione del Cristo, per togliere ogni futile discussione. Tenete presente che facendo così scarto altre diverse scritture che sostengono la mia idea. Dico questo per fare rilevare una cosa assurda: la Bibbia afferma che avremmo bisogno di almeno 2 o 3 testimoni per provare una cosa e qui io citerò una serie di scritture, chiare, che non necessitano di alcun "mistero", mentre invece una sola scrittura, che necessita
del ricorso ad un "mistero", deve fare dottrina per una miriade di chiese che l'accolgono come dogma. Tutto questo è serio?

Atti 7:55 “Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra” Nessun commento.

Matteo 22:44 “Ha detto il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io non abbia posto i tuoi nemici sotto i tuoi piedi” Essendo questa una citazione del Vecchio Testamento riportata nel Nuovo Testamento, e come
abbiamo visto in Ebrei riferentesi alla sua risurrezione, è valida per entrambi i Patti. (Matteo 24:36)

Questo dimostra che il Figlio non possiede tutta la conoscenza del Padre e qui si sta parlando della SUA seconda venuta, cioè di un fatto suo personale.

Marco 14:36 “Abba, Padre! Tutto è possibile a te, allontana da me questo
calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che vuoi tu».

Ebrei 5:7 “Proprio per questo nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà”

Giovanni 6:38 ”Perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

Giovanni 20:17 ”Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma và dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”

Qui non solo dichiara, dopo la sua resurrezione, che ancora non si è riunito al Padre ma che Dio Padre è ancora un Dio per Lui. Che dire poi di questa meravigliosa affermazione di Cristo che mostra come il Padre lo abbia istruito?

Giovanni 5:19-20 “Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati”

Il Figlio non PUO' FARE NULLA DA SE, ed il Padre gli manifesta, che cosa? ciò che ancora deve apprendere. Certamente non da noi uomini.

Ebrei 2:8 “E hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi. Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa.”

Qui non vi è bisogno di molti commenti, quando la scrittura dice: "Tuttavia al presente non vediamo ancora che ogni cosa sia a lui sottomessa." e qui era
dopo la sua risurrezione, pensate che Paolo dicesse falsità?

Efesini 1:20 “Che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli”

Non dice che lo incorporò o che divenne una persona sola con lui.

Apocalisse 5:1-7 “E vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli. Vidi un angelo forte che proclamava a gran voce: «Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in
terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo. Io piangevo molto perché non si trovava nessuno degno di aprire il libro e di leggerlo.
Uno dei vegliardi mi disse: «Non piangere più; ha vinto il leone della tribù di Giuda, il Germoglio di Davide, e aprirà il libro e i suoi sette sigilli. Poi vidi ritto in mezzo al trono circondato dai quattro esseri viventi e dai vegliardi un Agnello, come immolato. Egli aveva sette corna e sette occhi, simbolo dei sette spiriti di Dio mandati su tutta la terra. E l'Agnello giunse e prese il libro dalla destra di Colui che era seduto sul trono”

Sembra proprio che questa unità incomprensibile non sia nelle scritture, ma sembra invece che sempre pur essendo uniti nello scopo, pur con volontà e conoscenza diverse, fossero ben distinti e separati come corpi. Non voglio aggiungere altro, sarei sicuramente ripetitivo e noioso.

Ricordate che quando si ricorre alla parola "mistero" per spiegare una verità, si incorre in un tremendo ostacolo perché la verità è :"La perfetta conoscenza delle cose come furono, come sono e come saranno". I misteri sono fenomeni che niente hanno a che vedere con la verità fino a quando non sono compiutamente spiegati.

Direttamente connessa con la dottrina della trinità è la dottrina che Dio è spirito, quindi senza parti nè passione e che la risurrezione del Cristo, per molte chiese avvenne in spirito. Tutto questo per poter rendere più comprensibile la trinità. Va tenuto in mente che secondo la Bibbia stessa: "Ogni cosa sarà confermata dalla bocca di 2 o 3 testimoni. Prendiamo
in analisi l'affermazione che "Dio è Spirito" (Giovanni 4:24)

Questa è un'affermazione isolata, non c'è un secondo testimone, inoltre se leggiamo il proseguimento della frase vediamo che gli uomini "e quelli che lo
adorano, BISOGNA CHE L'adorino in SPIRITO E VERITA'"
Dovrebbero cioè adorarlo in Spirito e questo, se mi consentite, per l'uomo non è possibile, a meno che non sia una immagine figurativa.

1 Corinzi 6:17 "Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con Lui"

Forse che i cristiani una volta che si convertono divengono di spirito? In fondo nelle scritture sta scritto pure che il nostro Dio è un fuoco consumante (Deuteronomio 4:24) anche questa è un'affermazione isolata ed allegorica e nessuno si sogna per questa affermazione di credere che Dio sia un fuoco. Oppure come è scritto in Geremia 2:13 che Egli è una fontana di acque vive.

Salmi 91:4 "Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio" Forse che Dio possiede queste caratteristiche? Oppure quando parla dell"Invisibile Iddio." Quando poi vi sono miriadi di passi in cui la sua sembianza è vista da molti profeti ed in particolare in Numeri 12:7-8 si afferma che Mosè lo vedeva e discuteva con lui faccia a faccia.

E' vero che è anche scritto che "Nessuno ha mai veduto Iddio" (1 Giovanni 1:4) Ma allora quale delle due è vera? O meglio quante sono le scritture che affermano che Dio è stato visto da varie persone e quante quelle che affermano che nessuno ha mai veduto Iddio? Nel primo caso decine nel secondo la sola affermazione di Giovanni 1:18; e se vogliamo vedere bene addentro a questa affermazione isolata dovremmo andare in Giovanni 6:46

Giovanni 6:46 "Non che alcuno abbia veduto il Padre, SE NON COLUI CHE E' DA DIO; EGLI HA VEDUTO IL PADRE."

E qui Giovanni sembra spiegare meglio il suo concetto, infatti chi aveva veduto Iddio nei tempi antichi erano i profeti e chi può sostenere che loro non fossero da Dio?. Siamo sicuri che la diatriba continuerà all'infinito ma comunque le
scritture che sostengono la teoria di un Dio trino, invisibile, in quanto spirito e così via sono in netta minoranza e che colui che fa queste affermazioni dovrebbe almeno tenere presente che non si può pretendere di guidare un congresso con il 10% dei voti.

La risurrezione fisica del Cristo è un ostacolo insormontabile per questa astrusa dottrina, per questo motivo molte chiese cercano di dire che Egli
risuscitò in spirito. Purtroppo per loro la tomba era vuota, le mani degli apostoli nelle sue ferite e le sue stesse affermazioni che uno spirito non ha corpo, tolgono ogni sorta di dubbio. Le visioni che ebbero di Lui Stefano, Giovanni ed altri, che lo videro dopo la sua risurrezione alla destra del Padre e la visione del Padre SEDUTO SUL trono, tolgono ogni credibilità a queste tesi.
Possiamo inoltre chiederci che forma avesse il Padre per stare seduto sul trono, e se era invisibile come poteva essere visto?

Insomma il senso comune non solo distrugge questa filosofia ma la irride. La risurrezione di Gesù, il fulcro centrale del vangelo, è la prova inconfutabile
che Egli, dopo la sua morte, riprese il suo corpo e con quello se ne andò in cielo dove fu visto alla destra del Padre.

Un'altra caratteristica della dottrina trinitaria è che non solo Iddio non avrebbe corpo o parti ma neanche passioni. Per sua stessa ammissione Egli è un Dio Geloso, e questa non è una passione? Non calcherà Egli il tino della sua Ira? Non è forse anche questa una passione? Non pensate che stia dicendo di essere fallace, sicuramente le sue passioni sono giuste, come quando Gesù purificò il tempio o come quando mandò il diluvio e cosi via, ma ciò prova che il nostro Iddio non è una macchina, ma che possiede sentimenti perfetti.
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Infatti, per esercitare una giustizia perfetta, necessita di sentimenti e se ha compassione e misericordia come è affermato dalle scritture, da cosa provengono questi sentimenti? Noi che siamo i suoi figli abbiamo le sue stesse qualità, solo non così perfette e soprattutto non abbiamo il suo totale controllo, che proprio ciò che dovremmo acquisire tramite l'obbedienza ai comandamenti.

Per concludere intendo rispettare la dottrina della trinità come prospettata
dalle altre chiese. Credo infatti che ognuno abbia il diritto delle proprie idee. Il mio scopo è quello di far si che anche gli altri facciano altrettanto. Per esempio io credo che gli altri siano cristiani, a prescindere dalle loro opinioni su questo tema, ma non capisco perché altri, per lo stesso motivo, non debbano fare
altrettanto con noi mormoni, e c’è da considerare che abbiamo appena visto che il 90% delle scritture sostiene la nostra dottrina, forse che gli altri con il 10% possono influenzare l’intera congregazione?

Altri riferimenti importanti:
Matteo 27:46, Ebrei 1:1, Giovanni 14:28, Giovanni 14:31, Giovanni 15:10, Giovanni 7:16-18, Giovanni 15:15, Giovanni 8:38, Giovanni 12:49-50,
Giovanni 5:22, Ebrei 2:8, Giovanni 20:17, Giovanni 16:7-15, Ebrei 7:28, Efesini 1:17, 1 Corinzi 8:5-6, 1 Timoteo 2:5.

Revisore: Mario Vaira

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