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PerchÈ i mormoni si astengono dal vino,
quando anche Cristo lo beveva?
Per rispondere a questa domanda Ë
giusto che prima rispondiamo ad un'altra. PerchÈ la Parola
di saggezza? Qual'Ë la sua origine?
Un buon padre se ama veramente i suoi
figli far‡ di tutto per consigliarli per il loro
benessere, puÚ darsi perÚ che nel dar loro dei consigli
debba entrare in conflitto con i loro desideri, ciÚ non
toglie niente al suo amore.
Per esempio : il pap‡ dice al figlio
"Non ti avvicinare al fuoco, altrimenti ti scotti." Il
figlio vede il fuoco, gli piace per la sua luminosit‡, per
il calore, per lo scoppiettio e rimane perplesso al
divieto. Nella sua indole, piena di curiosit‡, tende ad
avvicinarsi, ma se veramente ama suo padre ed ha fiducia
in lui, gli obbedir‡ e sar‡ in grado un giorno di
comprendere il perchÈ del consiglio senza averne subito
tristi conseguenze.
Se invece vuol disobbedire, pagher‡ e
rimarr‡ sorpreso del fatto senza neanche acquisire una
piena conoscenza di quello che Ë accaduto. Ho voluto
portare questo paragone per 2 motivi. Il primo per
spiegare che i comandamenti che Dio ci da, in realt‡ sono
consigli per il nostro benessere, 2∞ perchÈ molte volte
non abbiamo fiducia in Dio e vorremmo subito comprendere
il perchÈ di ogni cosa. Il problema perÚ Ë che molte volte
non siamo ancora maturi per capire. Quando il Signore in
Dottrina ed Alleanze 89
diede al mondo la sua Parola di
Saggezza, gli uomini credevano che fumare facesse bene
alla gola, che colui che beveva alcool,
rappresentasse il prototipo dell'uomo
forte, che il the ed il caffË fossero del tutto innocui.
I primi santi hanno messo la fiducia
nel Signore, il mondo non altrettanto; a distanza di 165
anni, la scienza ha dimostrato che le sostanze indicate in
detta sezione sono veramente dannose. Nonostante ciÚ,
quando un santo presenta questo principio, la persona che
ascolta (di solito) si difende, si divincola in ogni modo:
"Non faccio del male a nessuno" oppure "Ma a Dio cosa puÚ
interessare" oppure "Piccole dosi non producono danni" o
"nessuno puÚ proibirmi di fare questo" Nessuno vuole
proibire alcunchÈ
Se voi vedeste una persona sul ciglio
di un burrone l'avvertireste oppure no? E' un'atto di
amore!
Sulle altre mezze frasi oppure alla
frase iniziale di "Ma anche Cristo beveva vino" preferiamo
che sia risposto scritturalmente.
Sin dai tempi antichi Dio ha messo in
guardia il genere umano contro i mali dell'alcool.
Proverbi 20:1 Isaia 5:11 Habacuc 2:5
Interessante Ë analizzare questa
scrittura Proverbi 23 : 20,29,31,35
"Non esser di quelli che son bevitori
di vino.......Per chi sono gli ahi? per chi gli ahimË? per
chi le liti? per chi i lamenti? per chi le ferite senza
ragione? Per chi gli occhi rossi? Per chi s'indugia a
lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare
il vin drogato non guardare il vino
quando rosseggia, quando scintilla nel calice e va gi˘
cosÏ facilmente, alla fine, esso morde come un serpente
e punge come un basilisco. I tuoi occhi vedranno cose
strane ed il tuo cuore far‡ dei discorsi pazzi. Sarai come
chi giace in mezzo al mare, come chi giace in cima a un
albero di nave. Dirai" M'hanno picchiato e non m'han fatto
male; m'hanno percosso... e non me ne sono accorto; quando
mi sveglierÚ?....TornerÚ a cercarne ancora!"
Oggi sappiamo che l'alcool
contrariamente al the e caffË, che contengono ambedue
sostanze che stimolano i centri nervosi e cardiaci,
l'alcool dicevamo, Ë invece quasi un'anestetico, soporizza
i sensi. Quante operazioni sono state fatte nel passato
con l'uso di questa sostanza! Bene, leggendo questa
scrittura, viene evidenziato lo stato di sopore che
perviene a chi fa uso di tali bevande. Viene descritto con
termini chiari quando dice che inganna inizialmente ma poi
morde come un serpente :insomma
viene posto in termini letali la sua
descrizione. Anche Ë da tener presente che viene citato
nel testo IL VIN DROGATO, vedremo pi˘ avanti perchÈ
Salomone che scrisse i Proverbi abbia usato tale
linguaggio. In Proverbi 31 : 4 si mette in evidenza che le
persone in autorit‡ debbono assolutamente astenersi, anche
al fine di essere un'esempio per la comunit‡. Anche nel
Nuovo Testamento si trova lo stesso comandamento specifico
per i vescovi. 1∞ Timoteo 3 : 2-3 Tito 1 : 7
Prendiamo adesso in analisi
l'affermazione secondo la quale anche Cristo beveva vino;
certo noi mormoni non abbiamo mai detto che Cristo non
bevesse vino, infatti le scritture lo fanno in qualche
modo capire (per essere pignoli non si trova scritto che
ne beveva, ma effettivamente fa capire di si) Allora
direte voi :"Qual'Ë la vostra posizione?" Semplice : si
deve determinare che tipo di vino beveva il Signore. Noi
mormoni non beviamo vino perchÈ contiene alcool, se ne
fosse privo lo berremmo. E' importante determinare allora
che tipo di vino beveva il Signore; infatti esiste anche
il vino analcolico, anche se purtroppo Ë difficilmente
reperibile.
Per tradizione il vino Ë alcoolico.
Cosa dice la Bibbia al riguardo?
Giudici 13 : 4,7,14 Levitico 10 : 9
Interessante vedere che accomuna sempre il vino alle
bevande alcooliche, perÚ lo differenzia come se volesse
far capire che esiste anche un vino analcolico, altrimenti
sarebbe bastato proibire solo tutte le bevande alcooliche.
Come mai qui viene proibito anche il vino analcolico?
PerchÈ qui c'era un voto di nazireato e
chi lo faceva doveva astenersi dal mangiare anche l'uva e
pertanto ogni prodotto derivante. Numeri 6 : 1-4
Comunque l'importante per noi Ë vedere
che pur accomunando il vino alle bevande alcooliche, in
qualche modo lo differenziano. Possiamo dar corpo a
quest'affermazione mostrando che il popolo ebraico e pi˘
specificatamente la casta sacerdotale e le persone
osservanti la legge, bevevano un vino
analcolico in osservanza agli ammonimenti precedentemente
citati.
Deuteronomio 29 : 5-6 Dimostra che nel
deserto gli ebrei si sono astenuti da ciÚ, perÚ in
Deuteronomio 32 : 14 si parla di un vino generoso che il
Signore permetteva al suo popolo, infatti si legge "Hai
bevuto" ed il Signore ne parla in termini positivi. Invece
nello stesso capitolo ai versetti 32 e 33, il Signore
mostra che il vino dei pagani Ë diverso e non ne parla
certo negli stessi termini, tutt'altro, si intravvede di
nuovo l'alcool (tossico di serpenti, crudel veleno
d'aspidi) Non c'Ë dubbio : possiamo citare a sostegno
Daniele 1 : 8,16 dal quale si arguisce che Daniele si
astiene dal bere il vino che il re beveva. Il fatto di
questa specificazione sta a testimonianza che Daniele se
avesse avuto disponibile del vino ebraico, analcolico, non
lo avrebbe rifiutato. La differenza stava che il re da
buon pagano, lo beveva alcoolico. Nel libro"Manoscritti di
Qumran" edito dalla Utet a pag 151, si afferma questo
stesso principio e dice che "Tirosh" significa "vino
dolce, o analcolico", mentre "Jain" si traduce come "Vino
alcoolico". All'inizio ho detto anche che le scritture
fanno capire che Cristo beveva il vino (Analcolico) ma che
non Ë dimostrabile; infatti in tutti e 3 i Vangeli dove si
parla dell'ultima cena, Ë sintomatico il fatto che non
dice mai la parola vino.
MATTEO 26 : 27 - 29 MARCO 14 : 23 -25
LUCA 22 : 17-18 (1∞ alzÚ il calice e lo diede agli
apostoli, 2∞ conteneva frutto della vigna, altri traducono
"prodotto della vite" ma mai vino. Era vino, si ma
analcolico.
E' molto interessante che chi ha
scritto i Vangeli : 3 apostoli diversi, in 3 luoghi
diversi, in 3 momenti diversi abbiano evitato
accuratamente la parola vino, forse perchÈ sapevano (per
ispirazione) che qualcuno avrebbe potuto incorrere in
qualche errore di traduzione, visto che vi erano 23
termini diversi, con opposti significati, ma ognuno di
loro ha scelto sempre un vocabolo od insieme di vocaboli
che davano l'idea giusta.
In Luca 1 :15 Ë detto di Giovanni il
Battista "PoichÈ sar‡ grande nel cospetto del Signore; non
berr‡ ne vino e ne cervogia (birra) e sar‡ ripieno dello
Spirito Santo" Che grande benedizione ne deriva. In Matteo
3 : 11 traiamo la conclusione che sicuramente anche
Cristo, che era e sar‡ il pi˘ grande ti tutti i Sacerdoti,
osservava questo principio. Bene chiudiamo questa
parentesi ed apriamone un'altra.
"Non faccio male a nessuno" grida il
simpatizzante.
"Ne Ë proprio sicuro?" Ama il prossimo
tuo come te stesso, non significa niente?
"Ma del mio corpo faccio quello che mi
pare e piace" oppure "Ma a Dio cosa puÚ interessare?" Bene
il Signore ce l'ha detto come la pensi, leggiamo in 1∞
Corinzi 3 : 16-17 e 1∞ Corinzi 6 : 19- 20
"Non sapete voi che siete il Tempio di
Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta
il Tempio di Dio, Iddio guaster‡ lui; poichÈ il Tempio di
Dio Ë santo; e questo Tempio siete voi"
"E non sapete voi che il vostro corpo Ë
il Tempio dello Spirito Santo che Ë in voi, il quale avete
da Dio e che non appartenete a voi stessi? PoichÈ foste
comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro
corpo."
Che grande responsabilit‡! Certo la
Bibbia sotto questo aspetto ci mette proprio con le spalle
al muro, se non siamo credenti Ë un conto, ma se crediamo
in Dio, nelle scritture e nella logica della causa ed
effetto, dovremmo riprendere in esame la questione e
studiarla sotto un'altra ottica : l'ottica del Vangelo!
Questo qui sotto e' il contributo di
Francesco genovese
Libro apocrifo - Baruc
Baruc 13:8 dirai loro: Voi che avete bevuto
vino puro,
bevetene anche la feccia. Il giudizio dell'Altissimo
infatti non fa accettazione di persona.
Baruc 13:9 Per questo prima non ha risparmiato i
suoi figli, ma li ha tormentati come suoi nemici, perchÈ
avevano peccato.
Baruc 13:10 Allora dunque sono stati castigati,
per essere perdonati.
REGOLA
DELLA COMUNITAí
Capitolo 6
Manoscritti
di Qumran
3 benediranno in comune e
delibereranno in comune. In ogni luogo in cui saranno
dieci uomini del consiglio della comunit‡, tra di essi non
mancher‡
4 un
sacerdote: si siederanno davanti a lui, ognuno secondo il
proprio grado, e cosÏ (nello stesso ordine) sar‡ domandato
il loro consiglio in ogni cosa. E allorchÈ disporranno la
tavola per mangiare o
il vino dolce
5 per bere,
il sacerdote stender‡ per primo la sua mano per benedire
in principio il pane e il
vino dolce (per bere, il
sacerdote stender‡ per primo la sua mano per benedire in
principio il pane e il vino dolce).
REGOLA
DELLíASSEMBLEA
Capitolo 2
Manoscritti
di Qumran
16 Tutti i capi famiglia dell'assemblea, con i
sapienti dell'assemblea santa, siederanno davanti ad essi,
ognuno secondo la sua dignit‡.
17 E
quando si raduneranno alla mensa comune oppure a bere il
vino dolce, allorchÈ la mensa comune sar‡ pronta
18 e
il vino dolce da bere sar‡
versato, nessuno stenda la sua mano sulla primizia
19 del pane e del vino prima del sacerdote,
giacchÈ egli benedir‡ la primizia del pane
20 e
del vino dolce e sten≠der‡
per primo la sua mano sul pane. Dopo, il messia di Israele
stender‡ le sue mani
21 sul pane e poi benediranno tutti quelli
dell'assemblea della comunit‡, ognuno secondo la sua
dignit‡. In conformit‡ di questo statuto essi si
comporteranno
22 in ogni refezione, allorchÈ converranno insieme
almeno dieci uomini.
Testamento dei dodici Patriarchi Levi
Libro apocrifo
Levi.8:5 Il secondo mi lavÚ con acqua pura e mi
fece mangiare pane e (bere) vino sacro; mi rivestÏ della
stola sacra e gloriosa.
(Mangiare pane e (bere) vino sacro: da IQS, VI,
4-6 si deduce che questo vino non era fermentato (tiros,
non yayin). Pane e vino non fermentato (e quindi ´puro ª,
agion) sono il pasto del sacerdote almeno nel
periodo in cui officia all'altare. Pane e vino sono
oggetto di benedizione anche presso i farisei. Ges˘
benedice il pane e il vino nell'Ultima Cena, sacro:
agion).
Testamento
dei dodici Patriarchi
Libro apocrifo
Giuda Capitolo 14 - 16
Giuda.14:1 E ora dico figlioli miei, non
ubriacatevi di vino, perchÈ il vino travolge la mente
lontano dalla verit‡, immette nell'animo l'ira del
desiderio e induce gli occhi all'errore.
Giuda.14:2 Infatti, lo spirito di impudicizia ha
il vino come servo per eccitare il piacere della mente;
chÈ sono questi due che rubano la ragione all'uomo.
Giuda.14:3 Infatti, se bevi il vino fino
all'ubriachezza, turba la tua mente con pensieri sporchi,
scalda il tuo corpo all'impudicizia con l'idea del piacere
e ti fa peccare, senza lasciare che tu te ne vergogni.
Giuda.14:4 CosÏ Ë il vino, figlioli miei, che chi
Ë ubriaco non si vergogna di fronte a nessuno.
Giuda.14:5 Ecco, ingannÚ anche me, cosicchÈ non mi
vergognassi nemmeno davanti a tutta la gente della citt‡,
chÈ fu davanti agli occhi di tutti che andai da Thamar e
commisi un peccato grande, togliendo la coperta
dell'impurit‡ dei miei figli.
Giuda.14:6 Fu dopo bevuto il vino, che non mi
vergognai di fronte al comandamento di Dio e sposai una
donna cananea.
Giuda.14:7 Chi beve vino, figlioli miei, ha
bisogno di molta intelligenza. E questa Ë l'intelligenza
che riguarda il bere il vino: finchÈ si mantiene il senso
del pudore, si puÚ bere.
Giuda.14:8 Ma se si supera il limite, la mente Ë
invasa dallo spirito dell'inganno, che fa parlare
l'ubriaco in maniera turpe e gli fa trasgredire la Legge,
senza provare vergogna, anzi vantandosi del disonore e
credendo che sia bene.
Giuda Capitolo 16
Giuda.16:1 State, dunque, attenti, figlioli miei,
al limite del vino: in esso ci sono quattro spiriti
maligni: del desiderio, dell'ardore, della lussuria e
dell'avidit‡.
Giuda.16:2 Se bevete il vino in allegria, siate
morigerati col timore di Dio; ma se in mezzo alla gioia il
timore di Dio se ne va, viene avanti l'ubriachezza e con
essa entra nell'animo l'impudenza.
Giuda.16:3
Se poi volete vivere castamente, non toccate per nulla il
vino, per non peccare con parole orgogliose, con
contese, con calunnie, con trasgressioni dei comandamenti
di Dio, cosÏ da morire prima del vostro tempo.
Giuda.16:4 Inoltre il vino svela i segreti di Dio
e degli uomini, come io svelai alla cananea i comandamenti
di Dio e i segreti di Giacobbe, mio padre, che Dio mi
aveva detto di non rivelare.
IL
SACRAMENTO BENEDETTO CON PANE E ACQUA
Atti degli apostoli
Libro Apocrifo
1
Offrirono allora a Paolo pane e acqua per il sacrificio
affinchÈ, dopo la preghiera, li distribuisse ad ognuno.
Tra di essi si trovava una certa Ruffina: anche lei voleva
ricevere l'Euca≠restia dalle mani di Paolo.
Ma Paolo, pieno dello Spirito di Dio, le disse: -
Tu non sei degna, Ruffina, di avvicinarti all'altare di
Dio! Non ti alzi, infatti, dal fianco di un marito, ma di
un adultero, e tenti di ricevere l'Eucarestia di Dio.
Dopo avere sconvolto il tuo cuore, ecco che Satana
ti getter‡ a terra sotto gli occhi di tutti coloro che
credono nel Signore, affinchÈ a questa vista sappiano che
il Dio vivo nel quale hanno creduto, e scrutatore di
cuori.
Se perÚ ti pentirai di quanto hai compiuto, colui
che puÚ cancellare i peccati non mancher‡ di liberarti da
questo peccato. Se invece non ti pentirai, mentre ancora
sei in vita un fuoco devastatore e tenebre esteriori ti
afferreranno per sempre.
2 Subito Ruffina cadde, paralizzata in tutta la
parte sini≠stra del suo corpo, dalla testa fino alle
unghie dei piedi. Non le restÚ neppure la facolt‡ di
parlare poichÈ la sua lingua era legata.
A questa vista, quanti credevano nella fede e i
neofiti si bat≠tevano il petto, ricordando le loro colpe
passate, e gemevano dicendo:
3 - Non sappiamo se Dio ci perdona le colpe
commesse in passato. - Paolo chiese, allora, il silenzio e
disse: - Fratelli che or ora avete iniziato a credere in
Cristo, se non persevere≠rete nelle vostre azioni passate
e in quelle della tradizione dei vostri padri, se vi
asterrete da ogni inganno, dalla collera, dalla crudelt‡,
dall'adulterio, dall'orgoglio, dalla gelosia, dal
disprezzo e dall'odio, Ges˘ Dio vivo perdoner‡ quanto
avete compiuto nell'ignoranza.
PerciÚ, servi di Dio, ognuno di voi armi il suo
uomo interiore con la pace, la pazienza, la mansuetudine,
la fede, l'amore, la conoscenza, la sapienza, l'amore dei
fratelli, l'ospitalit‡, la misericordia, l'astinenza, la
castit‡, la bont‡, la giustizia. Allora, come vostra guida
per l'eternit‡, avrete il primo≠genito di tutta la
creazione e la vostra forza sar‡ nella pace con nostro
Signore.
4 Udite queste cose da Paolo, lo supplicarono
affinchÈ pregasse per essi; e Paolo alzÚ la voce dicendo:
- Dio eterno, Dio dei cieli, Dio la cui divinit‡ Ë
ineffabile, tu hai tutto siste≠mato con la tua parola, tu
che hai avvolto tutto il mondo con il vincolo della tua
grazia, Padre del tuo santo figlio Ges˘ Cristo, noi ti
preghiamo per il tuo figlio Ges˘ Cristo di fortificare
quelle anime che, una volta incredule, ora sono nella
fede.
Un giorno io ero blasfemo, ora sono io che sono
bestemmiato; una volta ero persecutore, ora sono io che
soffro la persecuzione degli al≠tri; una volta ero nemico
di Cristo, ora supplico di essergli ami≠co. Ho, infatti,
fiducia nella sua promessa e nella sua misericor≠dia;
ritengo di essere nella fede e di avere ricevuto il
perdono delle mie colpe passate.
5 PerciÚ, fratelli, vi esorto a credere anche nel
Signore, Padre onnipotente, e a porre tutta la vostra
speranza nel Signore nostro Ges˘ Cristo, suo Figlio. Se
voi credete in lui, nessuno vi potr‡ privare delle sue
promesse.
Piegando tutt'insieme le gi≠nocchia,
raccomandatemi al Signore, mentre sono in procinto di
partire verso un altro popolo, affinchÈ la sua grazia mi
pre≠ceda e mi dia un felice viaggio, affinchÈ essa attiri
i suoi santi strumenti e i suoi fedeli, ed essi mi
ringrazino per l'aver io predicato loro la parola del
Signore e siano ben fondati nella fede.
Allora i fratelli, con molte lacrime, pregarono il Signore
insieme a Paolo dicendo: - Signore Ges˘ Cristo, sii tu con
Paolo e restituiscilo a noi sano e salvo. Noi sappiamo
bene quale debolezza Ë tuttora in noi!
Il santo Culto.
Giustino -
Apologie
1.
Tornando a noi, dopo aver purificato chi si Ë convertito e
ha abbracciato la fede, lo portiamo da quelli che
chiamiamo fratelli, nel luogo in cui ci riunia≠mo per
pregare in comune con fervore, sia per noi stes≠si, sia
per colui che sta per essere illuminato, sia per tutti gli
altri, ovunque siano, al fine di essere resi degni di
conoscere la verit‡, di meritare di essere riconosciuti
nei fatti buoni cittadini e custodi dei comandamenti, e di
essere ammessi all'eterna salvezza.
2 Terminate le preghiere, ci scambiamo
vicende≠volmente un bacio di pace.
3
Poi, a colui che presiede l'assemblea dei fratelli, si
portano un pane e un calice d'acqua e di vino, che questi
prende in mano, rendendo lode e gloria al Padre
dell'universo, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo,
e compiendo a lungo un ringraziamento [eucharistian] per
questi beni che Lui, per Sua grazia, ci ha donato; quando
ha terminato le preghiere e il ringraziamento, tutto il
popolo presente acclama, rispondendo: ìAmenî.
4 La parola ìamenî significa, in lingua ebraica,
ìcosÏ siaî.
5 Dopo che l'officiante ha concluso il
ringrazia≠mento e tutto il popolo ha risposto, quelli che
noi chia≠miamo
diaconi distribuiscono ad
ognuno dei presenti, perchÈ ne prendano parte,
il pane eucaristico e il vino
unito all'acqua, e li portano anche agli assenti.
E Grillo disse...
C'Ë una frase che mi sconcerta: "Le da fastidio se fumo?"
Ma vi rendete conto?!... E' come se al ristorante qualcuno
si avvicinasse al vostro tavolo per chiedere, che so, "le
da fastidio se le sputazzo un attimo nella minestra?..."
PerchË la frode Ë gi‡ lÏ, insita nella domanda: che il
fumo sia molesto non Ë una novit‡ per nessuno.
(da: l'Osservatorio sul Tabacco)
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