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UNA PAROLA DI SAGGEZZA

(C) Copyright by Massimo Franceschini tutti i diritti riservati.

PerchÈ i mormoni si astengono dal vino, quando anche Cristo lo beveva?

Per rispondere a questa domanda Ë giusto che prima rispondiamo ad un'altra. PerchÈ la Parola di saggezza? Qual'Ë la sua origine?

Un buon padre se ama veramente i suoi figli far‡ di tutto per consigliarli per il loro benessere, puÚ darsi perÚ che nel dar loro dei consigli debba entrare in conflitto con i loro desideri, ciÚ non toglie niente al suo amore.

Per esempio : il pap‡ dice al figlio "Non ti avvicinare al fuoco, altrimenti ti scotti." Il figlio vede il fuoco, gli piace per la sua luminosit‡, per il calore, per lo scoppiettio e rimane perplesso al divieto. Nella sua indole, piena di curiosit‡, tende ad avvicinarsi, ma se veramente ama suo padre ed ha fiducia in lui, gli obbedir‡ e sar‡ in grado un giorno di comprendere il perchÈ del consiglio senza averne subito tristi conseguenze.

Se invece vuol disobbedire, pagher‡ e rimarr‡ sorpreso del fatto senza neanche acquisire una piena conoscenza di quello che Ë accaduto. Ho voluto portare questo paragone per 2 motivi. Il primo per spiegare che i comandamenti che Dio ci da, in realt‡ sono consigli per il nostro benessere, 2∞ perchÈ molte volte non abbiamo fiducia in Dio e vorremmo subito comprendere il perchÈ di ogni cosa. Il problema perÚ Ë che molte volte non siamo ancora maturi per capire. Quando il Signore in Dottrina ed Alleanze 89

diede al mondo la sua Parola di Saggezza, gli uomini credevano che fumare facesse bene alla gola, che colui che beveva alcool,

rappresentasse il prototipo dell'uomo forte, che il the ed il caffË fossero del tutto innocui.

I primi santi hanno messo la fiducia nel Signore, il mondo non altrettanto; a distanza di 165 anni, la scienza ha dimostrato che le sostanze indicate in detta sezione sono veramente dannose. Nonostante ciÚ, quando un santo presenta questo principio, la persona che ascolta (di solito) si difende, si divincola in ogni modo: "Non faccio del male a nessuno" oppure "Ma a Dio cosa puÚ interessare" oppure "Piccole dosi non producono danni" o "nessuno puÚ proibirmi di fare questo" Nessuno vuole proibire alcunchÈ

Se voi vedeste una persona sul ciglio di un burrone l'avvertireste oppure no? E' un'atto di amore!

Sulle altre mezze frasi oppure alla frase iniziale di "Ma anche Cristo beveva vino" preferiamo che sia risposto scritturalmente.

Sin dai tempi antichi Dio ha messo in guardia il genere umano contro i mali dell'alcool.

Proverbi 20:1 Isaia 5:11 Habacuc 2:5

Interessante Ë analizzare questa scrittura Proverbi 23 : 20,29,31,35

"Non esser di quelli che son bevitori di vino.......Per chi sono gli ahi? per chi gli ahimË? per chi le liti? per chi i lamenti? per chi le ferite senza ragione? Per chi gli occhi rossi? Per chi s'indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare

il vin drogato non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nel calice e va gi˘ cosÏ facilmente, alla fine, esso morde come un serpente e punge come un basilisco. I tuoi occhi vedranno cose strane ed il tuo cuore far‡ dei discorsi pazzi. Sarai come chi giace in mezzo al mare, come chi giace in cima a un albero di nave. Dirai" M'hanno picchiato e non m'han fatto male; m'hanno percosso... e non me ne sono accorto; quando mi sveglierÚ?....TornerÚ a cercarne ancora!"

Oggi sappiamo che l'alcool contrariamente al the e caffË, che contengono ambedue sostanze che stimolano i centri nervosi e cardiaci, l'alcool dicevamo, Ë invece quasi un'anestetico, soporizza i sensi. Quante operazioni sono state fatte nel passato con l'uso di questa sostanza! Bene, leggendo questa scrittura, viene evidenziato lo stato di sopore che perviene a chi fa uso di tali bevande. Viene descritto con termini chiari quando dice che inganna inizialmente ma poi morde come un serpente :insomma

viene posto in termini letali la sua descrizione. Anche Ë da tener presente che viene citato nel testo IL VIN DROGATO, vedremo pi˘ avanti perchÈ Salomone che scrisse i Proverbi abbia usato tale linguaggio. In Proverbi 31 : 4 si mette in evidenza che le persone in autorit‡ debbono assolutamente astenersi, anche al fine di essere un'esempio per la comunit‡. Anche nel Nuovo Testamento si trova lo stesso comandamento specifico per i vescovi. 1∞ Timoteo 3 : 2-3 Tito 1 : 7

Prendiamo adesso in analisi l'affermazione secondo la quale anche Cristo beveva vino; certo noi mormoni non abbiamo mai detto che Cristo non bevesse vino, infatti le scritture lo fanno in qualche modo capire (per essere pignoli non si trova scritto che ne beveva, ma effettivamente fa capire di si) Allora direte voi :"Qual'Ë la vostra posizione?" Semplice : si deve determinare che tipo di vino beveva il Signore. Noi mormoni non beviamo vino perchÈ contiene alcool, se ne fosse privo lo berremmo. E' importante determinare allora che tipo di vino beveva il Signore; infatti esiste anche il vino analcolico, anche se purtroppo Ë difficilmente reperibile.

Per tradizione il vino Ë alcoolico.

Cosa dice la Bibbia al riguardo?

Giudici 13 : 4,7,14 Levitico 10 : 9 Interessante vedere che accomuna sempre il vino alle bevande alcooliche, perÚ lo differenzia come se volesse far capire che esiste anche un vino analcolico, altrimenti sarebbe bastato proibire solo tutte le bevande alcooliche. Come mai qui viene proibito anche il vino analcolico?

PerchÈ qui c'era un voto di nazireato e chi lo faceva doveva astenersi dal mangiare anche l'uva e pertanto ogni prodotto derivante. Numeri 6 : 1-4

Comunque l'importante per noi Ë vedere che pur accomunando il vino alle bevande alcooliche, in qualche modo lo differenziano. Possiamo dar corpo a quest'affermazione mostrando che il popolo ebraico e pi˘ specificatamente la casta sacerdotale e le persone

osservanti la legge, bevevano un vino analcolico in osservanza agli ammonimenti precedentemente citati.

Deuteronomio 29 : 5-6 Dimostra che nel deserto gli ebrei si sono astenuti da ciÚ, perÚ in Deuteronomio 32 : 14 si parla di un vino generoso che il Signore permetteva al suo popolo, infatti si legge "Hai bevuto" ed il Signore ne parla in termini positivi. Invece nello stesso capitolo ai versetti 32 e 33, il Signore mostra che il vino dei pagani Ë diverso e non ne parla certo negli stessi termini, tutt'altro, si intravvede di nuovo l'alcool (tossico di serpenti, crudel veleno d'aspidi) Non c'Ë dubbio : possiamo citare a sostegno Daniele 1 : 8,16 dal quale si arguisce che Daniele si astiene dal bere il vino che il re beveva. Il fatto di questa specificazione sta a testimonianza che Daniele se avesse avuto disponibile del vino ebraico, analcolico, non lo avrebbe rifiutato. La differenza stava che il re da buon pagano, lo beveva alcoolico. Nel libro"Manoscritti di Qumran" edito dalla Utet a pag 151, si afferma questo stesso principio e dice che "Tirosh" significa "vino dolce, o analcolico", mentre "Jain" si traduce come "Vino alcoolico". All'inizio ho detto anche che le scritture fanno capire che Cristo beveva il vino (Analcolico) ma che non Ë dimostrabile; infatti in tutti e 3 i Vangeli dove si parla dell'ultima cena, Ë sintomatico il fatto che non dice mai la parola vino.

MATTEO 26 : 27 - 29 MARCO 14 : 23 -25 LUCA 22 : 17-18 (1∞ alzÚ il calice e lo diede agli apostoli, 2∞ conteneva frutto della vigna, altri traducono "prodotto della vite" ma mai vino. Era vino, si ma analcolico.

E' molto interessante che chi ha scritto i Vangeli : 3 apostoli diversi, in 3 luoghi diversi, in 3 momenti diversi abbiano evitato accuratamente la parola vino, forse perchÈ sapevano (per ispirazione) che qualcuno avrebbe potuto incorrere in qualche errore di traduzione, visto che vi erano 23 termini diversi, con opposti significati, ma ognuno di loro ha scelto sempre un vocabolo od insieme di vocaboli che davano l'idea giusta.

In Luca 1 :15 Ë detto di Giovanni il Battista "PoichÈ sar‡ grande nel cospetto del Signore; non berr‡ ne vino e ne cervogia (birra) e sar‡ ripieno dello Spirito Santo" Che grande benedizione ne deriva. In Matteo 3 : 11 traiamo la conclusione che sicuramente anche Cristo, che era e sar‡ il pi˘ grande ti tutti i Sacerdoti, osservava questo principio. Bene chiudiamo questa parentesi ed apriamone un'altra.

"Non faccio male a nessuno" grida il simpatizzante.

"Ne Ë proprio sicuro?" Ama il prossimo tuo come te stesso, non significa niente?

"Ma del mio corpo faccio quello che mi pare e piace" oppure "Ma a Dio cosa puÚ interessare?" Bene il Signore ce l'ha detto come la pensi, leggiamo in 1∞ Corinzi 3 : 16-17 e 1∞ Corinzi 6 : 19- 20

"Non sapete voi che siete il Tempio di Dio, e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno guasta il Tempio di Dio, Iddio guaster‡ lui; poichÈ il Tempio di Dio Ë santo; e questo Tempio siete voi"

"E non sapete voi che il vostro corpo Ë il Tempio dello Spirito Santo che Ë in voi, il quale avete da Dio e che non appartenete a voi stessi? PoichÈ foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo."

Che grande responsabilit‡! Certo la Bibbia sotto questo aspetto ci mette proprio con le spalle al muro, se non siamo credenti Ë un conto, ma se crediamo in Dio, nelle scritture e nella logica della causa ed effetto, dovremmo riprendere in esame la questione e studiarla sotto un'altra ottica : l'ottica del Vangelo!

Questo qui sotto e' il contributo di Francesco genovese

Libro apocrifo - Baruc

Baruc 13:8 dirai loro: Voi che avete bevuto vino puro, bevetene anche la feccia. Il giudizio dell'Altissimo infatti non fa accettazione di persona.

Baruc 13:9 Per questo prima non ha risparmiato i suoi figli, ma li ha tormentati come suoi nemici, perchÈ avevano peccato.

Baruc 13:10 Allora dunque sono stati castigati, per essere perdonati.

REGOLA DELLA COMUNITAí

Capitolo 6

Manoscritti di Qumran

3 benediranno in comune e delibereranno in comune. In ogni luogo in cui saranno dieci uomini del consiglio della comunit‡, tra di essi non mancher‡

4 un sacerdote: si siederanno davanti a lui, ognuno secondo il proprio grado, e cosÏ (nello stesso ordine) sar‡ domandato il loro consiglio in ogni cosa. E allorchÈ disporranno la tavola per mangiare o il vino dolce

5 per bere, il sacerdote stender‡ per primo la sua mano per benedire in principio il pane e il vino dolce (per bere, il sacerdote stender‡ per primo la sua mano per benedire in principio il pane e il vino dolce).

REGOLA DELLíASSEMBLEA

Capitolo 2

Manoscritti di Qumran

16 Tutti i capi famiglia dell'assemblea, con i sapienti dell'assemblea santa, siederanno davanti ad essi, ognuno secondo la sua dignit‡.

17 E quando si raduneranno alla mensa comune oppure a bere il vino dolce, allorchÈ la mensa comune sar‡ pronta

18 e il vino dolce da bere sar‡ versato, nessuno stenda la sua mano sulla primizia

19 del pane e del vino prima del sacerdote, giacchÈ egli benedir‡ la primizia del pane

20 e del vino dolce e sten≠der‡ per primo la sua mano sul pane. Dopo, il messia di Israele stender‡ le sue mani

21 sul pane e poi benediranno tutti quelli dell'assemblea della comunit‡, ognuno secondo la sua dignit‡. In conformit‡ di questo statuto essi si comporteranno

22 in ogni refezione, allorchÈ converranno insieme almeno dieci uomini.

Testamento dei dodici Patriarchi Levi

Libro apocrifo

Levi.8:5 Il secondo mi lavÚ con acqua pura e mi fece mangiare pane e (bere) vino sacro; mi rivestÏ della stola sacra e gloriosa.

(Mangiare pane e (bere) vino sacro: da IQS, VI, 4-6 si deduce che questo vino non era fermentato (tiros, non yayin).  Pane e vino non fermentato (e quindi ´puro ª, agion) sono il pasto del sacerdote almeno nel periodo in cui officia all'altare. Pane e vino sono oggetto di benedizione anche presso i farisei. Ges˘ benedice il pane e il vino nell'Ultima Cena, sacro: agion).

                                              Testamento dei dodici Patriarchi

Libro apocrifo

Giuda Capitolo 14 - 16

Giuda.14:1 E ora dico figlioli miei, non ubriacatevi di vino, perchÈ il vino travolge la mente lontano dalla verit‡, immette nell'animo l'ira del desiderio e induce gli occhi all'errore.

Giuda.14:2 Infatti, lo spirito di impudicizia ha il vino come servo per eccitare il piacere della mente; chÈ sono questi due che rubano la ragione all'uomo.

Giuda.14:3 Infatti, se bevi il vino fino all'ubriachezza, turba la tua mente con pensieri sporchi, scalda il tuo corpo all'impudicizia con l'idea del piacere e ti fa peccare, senza lasciare che tu te ne vergogni.

Giuda.14:4 CosÏ Ë il vino, figlioli miei, che chi Ë ubriaco non si vergogna di fronte a nessuno.

Giuda.14:5 Ecco, ingannÚ anche me, cosicchÈ non mi vergognassi nemmeno davanti a tutta la gente della citt‡, chÈ fu davanti agli occhi di tutti che andai da Thamar e commisi un peccato grande, togliendo la coperta dell'impurit‡ dei miei figli.

Giuda.14:6 Fu dopo bevuto il vino, che non mi vergognai di fronte al comandamento di Dio e sposai una donna cananea.

Giuda.14:7 Chi beve vino, figlioli miei, ha bisogno di molta intelligenza. E questa Ë l'intelligenza che riguarda il bere il vino: finchÈ si mantiene il senso del pudore, si puÚ bere.

Giuda.14:8 Ma se si supera il limite, la mente Ë invasa dallo spirito dell'inganno, che fa parlare l'ubriaco in maniera turpe e gli fa trasgredire la Legge, senza provare vergogna, anzi vantandosi del disonore e credendo che sia bene.

Giuda Capitolo 16

Giuda.16:1 State, dunque, attenti, figlioli miei, al limite del vino: in esso ci sono quattro spiriti maligni: del desiderio, dell'ardore, della lussuria e dell'avidit‡.

Giuda.16:2 Se bevete il vino in allegria, siate morigerati col timore di Dio; ma se in mezzo alla gioia il timore di Dio se ne va, viene avanti l'ubriachezza e con essa entra nell'animo l'impudenza.

Giuda.16:3 Se poi volete vivere castamente, non toccate per nulla il vino, per non peccare con parole orgogliose, con contese, con calunnie, con trasgressioni dei comandamenti di Dio, cosÏ da morire prima del vostro tempo.

 

Giuda.16:4 Inoltre il vino svela i segreti di Dio e degli uomini, come io svelai alla cananea i comandamenti di Dio e i segreti di Giacobbe, mio padre, che Dio mi aveva detto di non rivelare.

 IL SACRAMENTO BENEDETTO CON PANE E ACQUA

Atti degli apostoli

Libro Apocrifo

1 Offrirono allora a Paolo pane e acqua per il sacrificio affinchÈ, dopo la preghiera, li distribuisse ad ognuno. Tra di essi si trovava una certa Ruffina: anche lei voleva ricevere l'Euca≠restia dalle mani di Paolo.

Ma Paolo, pieno dello Spirito di Dio, le disse: - Tu non sei degna, Ruffina, di avvicinarti all'altare di Dio! Non ti alzi, infatti, dal fianco di un marito, ma di un adultero, e tenti di ricevere l'Eucarestia di Dio.

Dopo avere sconvolto il tuo cuore, ecco che Satana ti getter‡ a terra sotto gli occhi di tutti coloro che credono nel Signore, affinchÈ a questa vista sappiano che il Dio vivo nel quale hanno creduto, e scrutatore di cuori.

Se perÚ ti pentirai di quanto hai compiuto, colui che puÚ cancellare i peccati non mancher‡ di liberarti da questo peccato. Se invece non ti pentirai, mentre ancora sei in vita un fuoco devastatore e tenebre esteriori ti afferreranno per sempre.

2 Subito Ruffina cadde, paralizzata in tutta la parte sini≠stra del suo corpo, dalla testa fino alle unghie dei piedi. Non le restÚ neppure la facolt‡ di parlare poichÈ la sua lingua era legata.

A questa vista, quanti credevano nella fede e i neofiti si bat≠tevano il petto, ricordando le loro colpe passate, e gemevano dicendo:

3 - Non sappiamo se Dio ci perdona le colpe commesse in passato. - Paolo chiese, allora, il silenzio e disse: - Fratelli che or ora avete iniziato a credere in Cristo, se non persevere≠rete nelle vostre azioni passate e in quelle della tradizione dei vostri padri, se vi asterrete da ogni inganno, dalla collera, dalla crudelt‡, dall'adulterio, dall'orgoglio, dalla gelosia, dal disprezzo e dall'odio, Ges˘ Dio vivo perdoner‡ quanto avete compiuto nell'ignoranza.

PerciÚ, servi di Dio, ognuno di voi armi il suo uomo interiore con la pace, la pazienza, la mansuetudine, la fede, l'amore, la conoscenza, la sapienza, l'amore dei fratelli, l'ospitalit‡, la misericordia, l'astinenza, la castit‡, la bont‡, la giustizia. Allora, come vostra guida per l'eternit‡, avrete il primo≠genito di tutta la creazione e la vostra forza sar‡ nella pace con nostro Signore.

4 Udite queste cose da Paolo, lo supplicarono affinchÈ pregasse per essi; e Paolo alzÚ la voce dicendo: - Dio eterno, Dio dei cieli, Dio la cui divinit‡ Ë ineffabile, tu hai tutto siste≠mato con la tua parola, tu che hai avvolto tutto il mondo con il vincolo della tua grazia, Padre del tuo santo figlio Ges˘ Cristo, noi ti preghiamo per il tuo figlio Ges˘ Cristo di fortificare quelle anime che, una volta incredule, ora sono nella fede.

Un giorno io ero blasfemo, ora sono io che sono bestemmiato; una volta ero persecutore, ora sono io che soffro la persecuzione degli al≠tri; una volta ero nemico di Cristo, ora supplico di essergli ami≠co. Ho, infatti, fiducia nella sua promessa e nella sua misericor≠dia; ritengo di essere nella fede e di avere ricevuto il perdono delle mie colpe passate.

5 PerciÚ, fratelli, vi esorto a credere anche nel Signore, Padre onnipotente, e a porre tutta la vostra speranza nel Signore nostro Ges˘ Cristo, suo Figlio. Se voi credete in lui, nessuno vi potr‡ privare delle sue promesse.

Piegando tutt'insieme le gi≠nocchia, raccomandatemi al Signore, mentre sono in procinto di partire verso un altro popolo, affinchÈ la sua grazia mi pre≠ceda e mi dia un felice viaggio, affinchÈ essa attiri i suoi santi strumenti e i suoi fedeli, ed essi mi ringrazino per l'aver io predicato loro la parola del Signore e siano ben fondati nella fede.

Allora i fratelli, con molte lacrime, pregarono il Signore insieme a Paolo dicendo: - Signore Ges˘ Cristo, sii tu con Paolo e restituiscilo a noi sano e salvo. Noi sappiamo bene quale debolezza Ë tuttora in noi!

Il santo Culto.

Giustino - Apologie

1. Tornando a noi, dopo aver purificato chi si Ë convertito e ha abbracciato la fede, lo portiamo da quelli che chiamiamo fratelli, nel luogo in cui ci riunia≠mo per pregare in comune con fervore, sia per noi stes≠si, sia per colui che sta per essere illuminato, sia per tutti gli altri, ovunque siano, al fine di essere resi degni di conoscere la verit‡, di meritare di essere riconosciuti nei fatti buoni cittadini e custodi dei comandamenti, e di essere ammessi all'eterna salvezza.

2 Terminate le preghiere, ci scambiamo vicende≠volmente un bacio di pace.

3 Poi, a colui che presiede l'assemblea dei fratelli, si portano un pane e un calice d'acqua e di vino, che questi prende in mano, rendendo lode e gloria al Padre dell'universo, nel nome del Figlio e dello Spirito Santo, e compiendo a lungo un ringraziamento [eucharistian] per questi beni che Lui, per Sua grazia, ci ha donato; quando ha terminato le preghiere e il ringraziamento, tutto il popolo presente acclama, rispondendo: ìAmenî.

4 La parola ìamenî significa, in lingua ebraica, ìcosÏ siaî.

5 Dopo che l'officiante ha concluso il ringrazia≠mento e tutto il popolo ha risposto, quelli che noi chia≠miamo diaconi distribuiscono ad ognuno dei presenti, perchÈ ne prendano parte, il pane eucaristico e il vino unito all'acqua, e li portano anche agli assenti.

E Grillo disse...

C'Ë una frase che mi sconcerta: "Le da fastidio se fumo?"
Ma vi rendete conto?!... E' come se al ristorante qualcuno si avvicinasse al vostro tavolo per chiedere, che so, "le da fastidio se le sputazzo un attimo nella minestra?..."
PerchË la frode Ë gi‡ lÏ, insita nella domanda: che il fumo sia molesto non Ë una novit‡ per nessuno.
(da: l'Osservatorio sul Tabacco)

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