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GESU' CRISTO DESCRITTO DA UN CONTEMPORANEO

Lettera di Publio Letulio, governatore della Giudea (predecessore
di Pilato) nella quale si descrivono le fattezze di Gesù
all'imperatore di Roma.
Tradotto dal latino originale che si conserva dai Signori Cesarini di roma.
"Ho inteso, o Cesare, che desideri sapere quanto ora ti narro, essendo qui un'uomo, il quale vive di grandi virtù, chiamato Gesù Cristo, dalla gente detto profeta ed i suoi discepoli lo tengono per divino e dicono che è il Figliol di Dio, creatore del cielo e della terra e di tutte le cose che in essa si trovano e son fatte. In verità, o Cesare, ogni giorno si sentono cose meravigliose su questo Cristo : risuscita i morti e sana gli infermi con una sola parola. Uomo di giusta statura e molto bello di aspetto ed ha la maestà nel volto e quelli che lo mirano sono forzati ad amarlo e temerlo. Ha i capelli della nocciola ben matura e sono distesi sino alle orecchie e dalle orecchie sino alle spalle sono del colore della terra, ma più risplendenti. Ha in mezzo della fronte il crin spartito ad usanza dei Nazareni, la faccia senza rughe o macchie, accompagnata da un color modesto. Le narici e le labbra non possono essere riprese da alcuno con ragione: la barba è spessa ed ha somiglianza dei capelli, non molto lunga, ma spartita. Il suo mirare è molto spaventoso e grave, ha gli occhi come i raggi del sole e nessuno può guardarlo fisso per lo splendore e quando ammonisce piange. Si fa amare ed è allegro con gravità, dicono che nessuno l'ha mai veduto ridere, bensì piangere. Ha le mani e le braccia molto belle, nella conversazione contenta molti, ma si vede di rado e quando vi si trova è molto modesto all'aspetto e nella presenza. E' il più bell'uomo che si possa immaginare, tutto simile alla madre, la quale è la più bella giovane che si sia vista da queste parti. Però se la maestà tua, o Cesare, desidera vederlo, come negli avvisi passati mi scrivesti, fammelo sapere che non mancherò subito di mandarlo. Di lettera fa stupire la città di Gerusalemme. Egli non ha mai studiato cosa alcuna, eppure sa tutte le scienze e cammina scalzo senza cosa alcuna in testa, molti ne ridono nel vederlo, ma in presenza sua nel parlare con Lui tremano e stupiscono. Dicono che un tal uomo non è mai stato veduto ne inteso da queste parti. In verità secondo come dicono gli ebrei non si è mai sentito di tali consigli, di così gran dottrina come insegna questo Cristo e molti dei giudei lo tengono per divino, Lo credono e molti altri lo querelano con dire che è contro la maestà tua, o Cesare. Si dice di non aver mai fatto dispiacere ad alcuna persona, ma sebbene tutti quelli che lo conoscono, che l'hanno provato, dicono di aver ricevuto benefici e sanità. Però alla maestà tua, o Cesare sono prontissimo, quando mi comandi sarà eseguito. Vale da Gerusalemme indizione settima, luna undecima. Della maestà tua fedelissimo ed obbedientissimo Publio Letulio governatore della Giudea.

Questo scritto si può trovare nella Biblioteca di Basilea (Svizzera) E' stato compilato da Lutius Gratius nel 1737 d.c. e pubblicato negli scritti "La mia fede in Sion". Egli era un prete cattolico.

"Il vecchio e vero Vangelo e il suo dono vivo è perduto. False dottrine prevalgono in tutte le chiese sulla faccia della terra. Tutto quello che noi facciamo è di esortare la gente ad essere giusta, a temere Iddio, ad evitare il male e pregare. La preghiera e la purezza possono far si che un'angelo visiti un'anima profondamente angosciata, ma vi dico, fra cento anni Dio avrà parlato. Egli restaurerà di nuovo l'antica chiesa. Io vedo un piccolo gruppo di persone guidate da un profeta e perseguitate e bruciate e uccise; ma in una valle che si estende sulle rive di un grande lago, costruiranno una grande città e creeranno una magnifica terra, avranno un tempio di grande splendore e possiederanno anche l'antico Sacerdozio con Apostoli, Profeti, Insegnanti, diaconi, ect.

Da ogni nazione i veri credenti saranno riuniti da veloci messaggeri e poi Dio Onnipotente parlerà alle nazioni disobbedienti con tuoni, fulmini e distruzioni come l'uomo non ha mai conosciuto prima.

Sotto questo titolo la rivista settimanale "The Truth" (La verità) pubblicato in Gerusalemme, da in data Novembre 1911 un articolo che cita un documento conservato nella Biblioteca nazionale di Parigi, il quale contiene dei consigli che i cardinali diedero al Papa Giulio 3° all'epoca della sua elezione alla Santa Sede nell'anno 1550.

Questo documento racchiude i seguenti brani:

"Fra tutti i consigli che possiamo avere a presentare alla sua Santità, ne riserviamo il più importante in ultimo. Dobbiamo tenere gli occhi bene aperti ed intervenire con tutta la potenza nostra nell'affare che abbiamo a considerare.

Trattasi di quanto segue:

La lettura del Vangelo non deve essere permessa che il meno possibile, specialmente nelle lingue moderne e nei paesi sottomessi alla vostra autorità: Il pochissimo che viene letto, generalmente alla messa dovrebbe bastare e devesi proibire a chiunque di leggerne di più.

Finche il popolo si contenterà di quel poco i vostri interessi prospereranno, ma nel momento che se ne vorrà leggere di più i vostri interessi cominceranno a soffrire.

Ecco il libro che più di nessun altro provocò contro di noi le ribellioni e le tempeste che hanno arrischiato perderci.

Difatti se alcuno esamina accuratamente l'insegnamento della Bibbia e lo paragona a quanto succede nelle nostre chiese, troverà ben prestole contraddizioni e vedrà che il nostro insegnamento spesso si scarta da quello della Bibbia e più spesso ancora è in opposizione ad essa.Se il popolo si renderà conto di questo ci provocherà senza requie Finche tutto venga svelato ed allora diverremmo l'oggetto della derisione e dell'odio universale. E' necessario dunque che la Bibbia venga tolta dalle mani del popolo, però con gran prudenza per non provocare tumulti.

EBRAISMO NEL LIBRO DI MORMON

( Studi Kabbalistici applicati alle Sacre Scritture e traduzioni varie di Roberto Asioli)

INTRODUZIONE

In tempi recenti c'è stato un grande movimento verso il riconoscimento dell'ebraicità del NT . Questo riconoscimento è stato accompagnato dall'insorgere di un Giudaismo Messianico, un movimento di Giudei che considerano il NT come un libro ebraico e Yeshua (Gesù) come il Messia.

Il tempo è arrivato per riconoscere, similmente, l'ebraicità del LdM . Molti non realizzano che il LdM, come la Tanak e il NT, "consiste del sapere dei Giudei" (1 Nefi 1:2). Il LdM fu scritto da discendenti dei Giudei (2 Nefi 33:8) che adoravano in sinagoghe costruite alla maniera dei Giudei (Alma 16 :13).

Il LdM insegna che le Scritture devono essere comprese alla luce della loro ermeneutica ebraica ed inerente ebraicità.

 

...i Giudei comprendono le cose dei profeti, e non vi è altro popolo che comprenda le cose che furono dette ai Giudei

come loro, a meno che non siano istruiti alla maniera delle cose dei Giudei. (2 Nefi 25 :5)

Proprio come il LdM la Bibbia "....usciva dalla bocca di un Giudeo ; e quando usciva dalla bocca di un Giudeo conteneva la pienezza del Vangelo del Signore..." (1 Nefi 13 :24) e "...queste cose passano in purezza dai Giudei ai Gentili..."(1 Nefi 13 :25). Tuttavia leggiamo ancora "...e dopo essere passate... dai Giudei ai Gentili, vedi la formazione di quella chiesa grande ed abominevole....poiché ecco essi hanno tolto dal Vangelo dell'Agnello molte parti che sono chiare e preziosissime..." (1 Nefi 13 :26).

Per ultimo, uno degli scopi primari del LdM , come definito nella sua stessa prefazione è:

 

"..Ed anche per convincere Ebrei e Gentili che Gesù e il Cristo..."

 

ERMENEUTICA EBRAICA NEL LIBRO DI MORMON

Indice degli argomenti:

Il linguaggio nel Libro di Mormon

Gematria e Sacre Scritture

Il sacro nome di Dio nel Libro di Mormon e interpretazione Kabbalistica del tetragramma YHVH     

Shavuot  e Abinai (in preparazione)

altre pagine......

 

IL LINGUAGGIO NEL LIBRO DI MORMON

Il LdM venne prima scritto in lingua ebraica, ma usando caratteri Egiziani. Molti non hanno ben compreso le parole introduttive del LdM :

 

"Si, faccio una storia nella lingua di mio padre, che consiste nel sapere dei Giudei e del linguaggio degli Egiziani" (1 Nefi 1 :2)

Queste parole sono state fraintese per indicare che il LdM non era scritto in Ebraico, ma in Egiziano. Comunque più avanti nel LdM leggiamo :

 

"Ed ora ecco, abbiamo scritto questa storia secondo le nostre conoscenze, nei caratteri che fra noi sono chiamati egiziano riformato, che ci sono stati tramandati e che abbiamo alterato secondo il nostro modo di parlare.

E se le nostre tavole fossero state abbastanza grandi, avremmo scritto in ebraico, ma l'ebraico è stato pure alterato da noi ; e se avessimo potuto scrivere in ebraico, ecco, non avreste avuto nessuna imperfezione nella nostra storia .

Ma il Signore conosce le cose che abbiamo scritto, ed anche che nessun altro popolo conosce la nostra lingua ; e per il fatto che nessun altro popolo conosce la nostra lingua , egli ha preparato dunque i mezzi per interpretarla." (Moroni 9 :32-34)

Da questo passo risulta chiaro che "il linguaggio degli Egiziani" in 1 Nefi 1 :2 è riferito "ai caratteri che sono fra noi chiamati Egiziano Riformato" (Mormon 9 :32). In questo passo è chiaro che il libro venne scritto in ciò che è chiamato "nostra lingua", che sembra essere un dialetto ebraico. Questo ci fa pensare che il LdM venne scritto in Ebraico, usando caratteri Egiziani riformati

Questo è anche verificato da una dichiarazione fatta dal Joseph Smith sulle tavole del LdM :

 

Il frontespizio del LdM è la traduzione letterale del lato sinistro, ultimo foglio, della raccolta degli annali o libro delle tavole, che conteneva gli scritti che sono stati tradotti, il linguaggio dei quali era lo stesso di tutti gli scritti ebraici in generale...

In aggiunta alla dichiarazione del profeta Joseph Smith, vi sono un numero di evidenze interne dell'origine ebraica del LdM . Queste includono molte forme grammaticali semitiche e idiomi.

GEMATRIA NELLE SACRE SCRITTURE

Nei primi due versetti del LdM Nefi ci dice come ha composto il suo lavoro:

            1. Io, Nefi, essendo nato da buoni genitori ho dunque ricevuto qualche istruzione in tutto

            il sapere di mio padre.....faccio dunque una storia delle mie azioni nei miei giorni.

          2. Si, faccio una storia nella lingua di mio padre che consiste del sapere dei Giudei

Mi chiedo; in cosa consiste esattamente il sapere dei Giudei? Considerando l'estensione degli scritti talmudici, possiamo comprendere in parte cosa si intende per sapere dei Giudei. La Kabbalah esoterica , e i suoi vari sistemi interpretativi  può essere considerata come una testimonianza di cosa intendeva Nefi per sapere dei Giudei. Fintanto che i Mormoni non si volgeranno allo stesso sapere dei Giudei che è la struttura di base del LdM, non potranno mai comprendere i tesori che stanno di fronte a loro. L'invito è di aprire una discussione sulla tradizione Kabbalistica di Nefi, come del profeta Joseph Smith Jun.

Il Profeta Joseph Smith rinumerò i versetti della Bibbia nel suo lavoro di revisione della stessa. Il primo ed evidente cambiamento fu l'inclusione dell'ultimo versetto del cap. 23 di Matteo nel cap.24 . Se la posizione del versetto era senza significato, perchè porsi il problema di sfidare l'intera Cristianità con l'audace dichiarazione che il versetto appartiene al cap. 24. Per comprendere bene il perchè di questo cambiamento dobbiamo essere introdotti alla GEMATRIA.

Gematria è una parola di origini aramaiche, connessa con la GEMARA, una delle principali divisioni del Talmud. La Gemara è essenzialmente un commento alla Mishna, l'altra divisione del Talmud, consistente del testo della legge orale. Gematria è lo studio del valore numerico delle lettere ebraiche e per estensione, della scrittura ebraica. In Ebraico ogni lettera ha uno specifico valore numerico, nota musicale, colore, associazione planetaria, simbolo zodiacale, direzione nello spazio, intelligenza ed elemento chimico. Se una scrittura è vera, deve corrispondere a questi elementi i quali ci riveleranno la natura della scrittura.

Per esempio, il verso 1 deve avere valore numerico 1, addizionando insieme il valore numerico delle lettere che lo compongono e così il verso 2 deve essere addizionato fino alla fine per darci il numero 2 ecc....Questo è estremamente cruciale nel testo ebraico in quanto non vi erano punti, nè virgole, nè divisioni in versetti o vocali. Ancora , ogni posizione del versetto all'interno di uno specifico capitolo ha un significato numerico. Il numero 4, per esempio, e la porta, o la via di entrata attraverso la quale accedere ad una conoscenza superiore. Adoperare male la porta portava ad una errata traduzione ed errata comprensione. Bisognava sapere come utilizzare la porta in modo tale da raggiungere una più alta e nascosta conoscenza delle scritture.

Lo spostamento del versetto 39 nel cap. 24 di Matteo come versetto 1 ha l'effetto di spostare il versetto 3 nella posizione del versetto 4 di Matteo. Senza questo spostamento nessuno avrebbe accesso alla porta e di conseguenza non accedere alla conoscenza dell'applicazione del capitolo. Joseph Smith era il primo Cristiano dall'era apostolica capace di comprendere il versetto 24 di Matteo.

Ora vediamo alcune applicazioni della Gematria alle scritture:

1. IL CAMBIAMENTO DEL NOME DI ABRAMO E SARAI

Per esempio in Genesi 17:5-15, il nome di Abramo venne cambiato in Abrahamo  e il nome di Sarai venne cambiato in Sarah. Ciò è avvenuto asportando la lettera Yud (i) dal nome di Sarai. In ebraico yud=10 , così Dio divise  la Yud in due ottenendo due 5. In ebraico il numero 5 è il valore della He, abbiamo quindi il cambiamento da Abramo in Abrahamo e da Sarai in Sarah. La He ha come significato il soffio di vita e nel nostro caso Abramo ottenne la promessa che la sua progenie sarebbe stata numerosa come la rena del mare.

2. UN VERSETTO APPARENTEMENTE PRIVO DI SIGNIFICATO

Un altro interessante esempio su di un versetto di per sè privo di significato: 1 Nefi 2:15

    15. E mio padre dimorava in una tenda.

Troppo banale, scontato. Ma perchè Nefi, conscio della limitatezza del tempo e dello spazio sulle tavole include un sì vacuo versetto?

Esaminandolo usando la Gematria abbiamo che:

"E" in ebraico Vav =6  rappresenta un Chiodo, o il Chiodo nel Posto Sicuro

"Padre" cioè AB, Aleph e Baith. Aleph, valore numerico 0 o 1, il respiro vitale, la venuta all'esistenza e l'unità. Bayth, valore numerico 2 rappresenta la dualità, la vita e la morte. Il valore numerico di Padre è quindi 3

 

"Mio" viene espresso con un suffisso pronominale di possesso, una Yud valore 10 e rappresenta un pilastro di fuoco.

"Dimorava" le lettere sono Yud, Shin, Bayth; Yud = 10, Shin=300, rappresenta l'elemento fuoco, come la presenza dello Spirito. Rauch Eloheim è la traduzione Ebraica di Spirito di Dio. Bayth= 2. Valore totale 312

 

"Tenda"  in Ebraico Aleph, Hey, Lamed. Aleph, in questo caso il valore è 0, una Aleph scura, o l'essere spiritule che diviene fisico. Hey=5 rappresenta la facoltà della visione, specialmente la visione spirituale. Lamed =30 e rappresenta lavoro e azione (fede). Valore totale 35

Totale valore del versetto = 366

Il 366 rappresenta un ciclo completo. Un anno è di 365,242 giorni. Il transito del sole attorno ecclittica è di 365,242 anni. Enoch dimorò in Sion 365,242 anni (365 anni, 88 giorni, 9 ore, in accordo con antichi testi). Fu il profeta Joseph Smith a rivelare che questo fu il numero di anni che Enoch dimorò in Sion.

La differenza fra Enoch e il suo popolo e la legge della consacrazione e le genti del LdM e le loro alleanze fu che Enoch mantenne l'alleanza per un ciclo completo, in contrasto con i popoli del LdM che la mantennero per 200 anni. La Chiesa in Kirtland mantenne la legge della consacrazione per soli 2 anni, e noi giudichiamo i Nefiti per essere caduti.

E' interssante notare che la Grande Piramide d'Egitto ha una base di 365.242 cubiti e il caledario Maya, basato sul ciclo solare è l'unico calendario mai compilato dall'uomo che non necessitava di aggiustamento.

In termini kabbalistici la tenda rappresenta il tabernacolo della madre.In altre parole Lehi dimorava in seno al tabernacolo della mano sinistra(o colonna) di Dio. Un altro modo per affermare che Lehi era un veggente. La base della colonna sinistra è il luogo della ricezione dello spirito di profezia. Lehi era in costante ricezione della profezia grazie allo Spirito Santo. Fu per questo che egli fu in grado di prevedere la caduta di Gerusalemme e fuggire nel deserto. Nefi nel fare questa dichiarazione stava solo affermando che conosceva bene la fonte della conoscenza del padre.

ALTRI ESEMPI DEL "SAPERE DEI GIUDEI";

3. IN PRINCIPIO DIO.....

"In principio Dio creò i cieli e la terra....". Joseph Smith nel sermone di King Follet ci dà un'altra versione di questo versetto iniziale della Genesi. In Ebraico si legge:

Berosheit barau Eloheim ha shaumahyeem ha eretz

In Ebraico sarebbe, leggendo da destra a sinistra:(finale)Mim Yud Hey Lamed Aleph Aleph Resh Bayth Tav Yud Shin Aleph ReshBayth (finale) Tsade Resh Aleph Hey Tav Aleph Vav (finale)Mim Yud Mim Shin Hey Tav Aleph

Joseph ci dà la seguente interpretazione: "Il Capo degli Dei chiamò gli Dei e sedette in consiglio per fare i cieli e la terra". Da notare il fatto che Joseph ruppe le parole nelle lettere Ebraiche per ottenere una migliore comprensione.

Un Ebreo kabbalista, leggendo questo in ebraico, e notando l'improbabile traduzione (In principio Dio creò i cieli e la terra) comprenderebbe bene che la traduzione è sbagliata. Semplicemente perchè il valore numerico delle lettere del versetto 1 non si addiziona fino ad 1. Abbiamo infatti 2+200+1+300+10+400+2+200+1+1+30+5+10+40+400+1+5+300+40+1+40+6+1+400+5+1+200+90=2701 senza contare le lettere finali 2701=10=1. Ma la scrittura contiene 3 lettere finali che hanno valore diverso dalle regolari lettere. In forma finale Mim=600, Tsade=900. Netta differenza di 1930 che porta il totale a 4361 che non si addiziona fino ad 1. Infatti il valore totale delle lettere è 4361=14=5 . Pertanto fino a che la traduzione non si addiziona fino ad 1 non avremo mai la traduzione corretta, essendo questo il versetto numero 1. Dovendo ricercare un'altra traduzione e traducendo Eloheim con il Tetragramma HVHY (Yud, Hey, Vav, Hey), l'ineffabile o il nome nascosto, giungiamo al valore di 4015, cioè 10, quindi 1. Il Kabbalista ora sa che è giunto ad una  corretta traduzione.

Joseph Smith affermò che questo versetto avrebbe dovuto iniziare con una Resh e non con una Bayth e che Sheit costituiva solo una terminazione grammaticale. Facendo questo cambiamento e aggiungendo il valore delle lettere finali otteniamo 3412=10=1. Questo ci permette di giungere ad una corretta traduzione utilizzando il nome Eloheim. Possiamo anche notare che l'aggiunta della lettera Bayth ha l'effetto di velare l'intera scrittura   e per rompere questo velo bisogna conoscere la Gematria delle singole lettere , o usando le parole di Nefi, "la conoscenza dei Giudei".

ELISEO, UN UOMO CALVO ?

Un'altra incoerente scrittura la troviamo nel Vecchio Testamento e tentiamo di spiegarla senza utilizzare la Gematria delle lettere e dei versetti; II Re 2:23-24:

Per una miglior comprensione di questo versetto è indispensabile la conoscenza della Kabbala.

    Poi di là Eliseo salì a Beth-el; e come salì per la via, usciron dalla città dei piccoli ragazzi, i quali lo beffeggiavano dicendo:  Sali, calvo! Sali calvo! Egli si voltò, li vide  e li maledisse nel nome dell'Eterno; e due orse uscirono dal bosco, che sbranarono  42 di quei ragazzi.

Questa scrittura è un'enigma per la maggioranza della Cristianità e molti Cristiani hanno un concetto sbagliato di Eliseo per la sua crudeltà.

Eliseo stava andando a Beth-el o quella che noi oggi chiamiamo "La città di Dio". Per fare ciò egli stava salendo per la via centrale o facendo una trasposizione Kabbalistica  stava andando a Dio per la via mediana o colonna mediana dell'albero della vita, cioè la via che passa per il mondo in cui regna lo Spirito Santo, Iesod, poi il mondo in cui regna Gesu' Cristo, Tipheret, ed infine Kether, la corona o il regno di Dio. Infatti egli era salito passando attraverso i mondi degli dei decaduti. I bambini rappresentano i pregiudizi e l'ignoranza degli dei decaduti che rinfacciavano a Eliseo l'eredità sacerdotale ricevuta da Elia, chiamandolo calvo. Kabbalisticamente, una delle frustrazioni degli dei decaduti era l'impossibilità di avere una discendenza capace di ricevere lo spirito, rappresentato dai capelli della testa da cui si deduce il perchè i capelli di una donna sono considerati come la sua gloria o la sua calvizie l'incapacità di generare figli o di avere una eredità. Allora abbiamo i figli di dei decaduti che deridono alla vera eredità (il Sacerdozio) che era stato capace di avere una discendenza. I pregiudizi e l'ignoranza sono la causa di una deviazione di una salita verso la Divinità, così come Cristo accusò i Farisei in Matteo 23:13. Eliseo li maledì nel nome di Dio (YHVH). I due orsi rappresentano l'Orsa Maggiore e l'Orsa Minore o i cancelli del nostro sistema solare. Gli dei vicino a questi cancelli obbedirono alla voce di YHVH  come pronunciata mediante il Sacerdozio dalla bocca del Profeta Eliseo. Esse sbranarono 40 (Nettuno, o gli dei del mondo sotterraneo) + 2 (i primi due passi dell'ascensione Malkut e Yesod controllate dai falsi dei). Il 4 rappresenta anche la Porta verso l'eternità, e il 2 rappresenta Bayth, o l'occhio del cammello, che significa la Legge. In altre parole Eliseo maledì gli dei decaduti, togliendo loro ogni potere di interferire nella ascesa a Dio,  prese la Legge, la Porta e ...4+2=6 , vav, il Chiodo nel Posto Sicuro.

In effetti, Eliseo riallineò il sistema solare con l'universo mettendo la Legge e la Porta indietro con il Chiodo nel Posto Sicuro così che l'uomo potesse fare la sua ascensione verso l'eternità. 

ALTRI ESEMPI DI GEMATRIA NEL LIBRO DI MORMON

In 3 Nefi  11:3-7 la parola "voce" appare 8 volte, la parola "udivano" 3 volte e la parola "compresero" 1 volta; 8+3+1=12 e il dodici è il numero associato con i testimoni (i dodici apostoli o discepoli e i dodici patriarchi). La gematria di "voce" (Ebraico: Kol) è 136. Se aggiungiamo al 136 l' 8, cioè le volte che la voce venne udita abbiamo 144. Questo numero, che è il quadrato di 12, è associato a sua volta alla testimonianza, come affermato per i 144.000 nel libro dell'Apocalisse. Se dividiamo il 144 per le 8 volte in cui la voce si fece udire otteniamo 18 che è il valore della parola "vita" (khai).

Altri esempi di Gematria nel LdM sono in Alma 33:17-20 e Hel. 8:13-15 dove il serpente che Mosè innalzò sopra un'antenna in Num.21:6-9 è interpretato come la figura del Messia. La gematria di serpente, nakhash è 358, che è anche la gematria di Messia.

IL SACRO NOME DI DIO NEL LIBRO DI MORMON E INTERPRETAZIONE KABBALISTICA DEL TETRAGRAMMA

Molti lettori del Libro di Mormon sarebbero sorpresi di apprendere che il Sacro nome YHVH,  ha una grande importanza nel Libro di Mormon.

Nella versione della Bibbia di Re Giacomo il Sacro nome YHVH fu tradotto come Signore. Là dove gli Ebrei leggevano YHVH la versione di Re Giacomo riportava "Signore Dio". Il sacro nome appare solo 4 volte nella versione di Re Giacomo (Esodo 6:3; Salmi 83:18; Isaia 12:2 e 26:4) come Jehovah. Similmente il Libro di Mormon contiene il nome di Dio nella sua forma Jehovah solo 2 volte, cioè in 2 Nefi 22:2 e Moroni 10:34.

Che i popoli del Libro di Mormon conoscessero il Sacro Nome Jehovah è attestato dalla conoscenza di questo nome fra gli Indiani Americani. Il pantheon di divinità dei Navajo includeo un Dio barbuto chiamato Jehovah (vedi In Search of Historic Jesus di Lee Roddy e Charles E. Sellier Jr. 1962; pg 162) e una canzone popolare religiosa contiene il divino nome come Yoh Heh Wah (The Great Migration di J. Fitzgerald Lee: 1932 pg. 36.)

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