Joseph Smith alla sbarra.
Ho fatto diversi studi personali ed
ho scoperto che da qualunque lato si guardi la storia
di Joseph Smith ed i prodotti e le dottrine che ne sono
derivati, si ha non più la sensazione che il tutto
sia vero ma la conferma che questo uomo ha prodotto qualcosa
di irripetibile.
Io sto ancora studiando, alla luce del Vangelo, i suoi
prodotti ed il risultato è che la mia convizione
(carnale) diviene sempre più profonda anche se
dovesse venir dissociata dalla mia testimonianza spirituale.
Per convinzione carnale intendo il famoso common sense
o senso comune delle cose. Questo è il frutto
del mio common sense.
Molti critici della chiesa mi hanno scritto ultimamente
per chiedermi di essere onesto con le mie idee religiose
e di approfondire il tutto in maniera profonda. Credo
cheil mio sito La BIbbia ed il Libro di Mormon sia una
testimonianza di tutto questo, almeno sotto l’aspetto
dello studio scritturale nessuno dovrebbe obiettare che
ho trascurato questo importante aspetto. Prima di aver
studiato avevo pregato il Padre nel nome di Gesù Cristo,
come insegnato nella Bibbia, e sfortunatamente, per i
critici in questione, ho ricevuto una meravigliosa testimonianza
della verità, quindi anche questo passo è stato
da me verificato.
Per essere completamente onesto adesso devo considerare
la cosa anche sotto da un punto di vista razionale, certamente
il meno importante e meno remunerativo, se pensiamo che
le scritture sono piene di avvertimenti come : "senza
fede è impossibile piacerGli" e che ciò che
pensa il mondo non è ciò che pensa Dio,
ma comunque il senso comune non è da trascurare.
Allora mi sono tolto le scarpe del mormonismo ed ho cercato
di mettere le scarpe del senso comune, ovviamente cercando
di essere il più serio ed onesto possibile, con
me stesso e con i miei "eventuali " lettori.
Cercherò di considerare questa questione da un
punto di vista di un detective.
Dovrei considerare Joseph Smith in giudizio con la possibilità che
egli abbia ingannato le persone attorno a lui e che abbia
messo la sua persona in un rischio terribile perchè non
solo avrebbe affermato di essere stato inviato da Dio,
ma soprattutto per aver predicato un "suo" personale
Vangelo.
E’ noto a tutti, specialmente ai critici, che egli era
una persona poco istruita, specie quando scrisse, o meglio "tradusse" il
Libro di Mormon . Il fatto stesso che abbia avuto bisogno
di diversi "scribi" o scrivani è la
miglior prova di questa sua deficienza.
Mi sono messo al suo posto ed ho pensato che se avessi
dovuto produrre un "falso" di tutto quello
che è la sua storia, con la sua inabilità di
scrivere, la mia prima ed unica scelta sarebbe stata
quella di avere un solo scriba e sicuramente il più affidabile,
troppi testimoni in un caso di frode sono veramente dannosi.
La mia scelta sarebbe stata sicuramente quella di mia
moglie, visto che lei era capace di scrivere, sarebbe
rimasto tutto in famiglia e sicuramente non mi avrebbe
tradito, o per lo meno le possibilità sarebbero
state molto ridotte. Avrei comunque dovuto dirle tutto
in maniera che se qualcosa fosse andata storta lei avrebbe
potuto, in qualche modo, aiutarmi nei miei eventuali
errori.
La cosa che più mi ha colpito in questa mia disamina è che
Joseph Smith cominciò con la moglie ma proprio
dopo poche pagine, questa saggia "strategia",
nella storia del detto Smith cambiò in maniera
drastica e certamente "stupida" per il mio
modo di pensare. Martin Harris, David Whitmer, Oliver
Cowdery ed altri ancora si sono succeduti in questo incarico.
Questo fatto mi ha incuriosito. E’ vero che Oliver Cowdery
ha scritto il 90% di ciò che usciva dalla bocca
di Joseph Smith, ma allora perchè cambiare per
poche pagine il detto scrivano, e rendere partecipi di
un falso altri testimoni?
Tutti questi scrivani hanno dichiarato di essere consapevoli
di almeno due cose: che Joseph Smith Usava l’Urim ed
il Thummim , o la Pietra del Veggente , per la sua opera
di traduzione, e che le tavole, anche se coperte, per
loro erano sempre sul tavolo.
L’Urim e Thummim è stato visto e descritto da
molti dei detti scrivani così come le tavole d’oro,
anche perchè, dopo, molti di loro sono divenuti "testimoni" ufficiali
di queste "benedette" tavole.
Prima di andare avanti vorrei sofferamarmi su di un
punto importante. Essendo al posto di Joseph Smith avrei
dovuto aver nella mia mente l’intero libro, dovendolo
dettare ad altri. Avrei dovuto inoltre mostrare le tavole,
tramite un angelo, ad almeno 11 testimoni, produrre un
Urim and Thummim, che è descritto dalla Bibbia
e molti altri problemi che tratteremo più in avanti.
Ecco perchè non avrei mai scritto in questo "benedetto" libro
che vi sarebbero dovuti essere diversi testimoni e mai
avrei preteso che un angelo lo avrebbe dovuto mostrar
loro. L’Urim e Thummim avrei potuto provare a fabbricarlo
io, anche se sarebbe stato meglio dire di aver ricevuto
il libro, giusto per rivelazione, cosi’ avrei salvato
anche la parte delle tavole, in fondo Maometto con il
Corano aveva avuto una migliore idea, aveva detto si
di aver ricevuto il libro da un angelo ma mica si era
preso la briga di avere dei testimoni per quel fatto
e soprattutto lui aveva ricevuto il tutto per rivelazione.
Maometto sì che era stato un perfetto "dritto" nella
mia percezione di "senso comune". Questo Smith
si era ficcato in un mare di guai. Joseph Smith aveva
scelto la via peggiore per il mio common sense , aveva
subito scartato la moglie ed aveva preparato la strada
ad un sacco di complicazioni con tutti quei testimoni
e fatti cosi’ difficili da credere per il senso comune.
Eppure i critici lo definiscono un "furbone",
a me, alla luce di tutto ciò un "povero ingenuo".
Martin Harris che finanziò la pubblicazione del
libro, era un semplice contadino che però, come
tutti i contadini, aveva il cervello fino. Prima di divenire
suo scrivano e prima ancora di tirare fuori i denari
per la pubblicazionedel libro fece alcune cose degne
di nota. Dopo aver parlato con Joseph Smith, a sua insaputa,
andò a far visita alla famiglia di lui e chiese
separatamente ad ognuno di loro, fratelli e sorelle incluse,
la loro versione dei fatti, che guarda caso combaciava
perfettamente. Avrebbero potuto essersi messi d’accordo,
pensò il Martin, però la loro estrema povertà li
portò a dire che pur non avendo ancora visto le
tavole, le avevo però avute in mano, avvolte in
un panno e avevano potuto sentire che erano di metallo
e che il tutto era molto pesante, anche se non fossero
state d’oro ma di qualsiasi altro metallo sarebbero costate
molto per l’indigente famiglia in questione.
Questo sicuramente non bastò al Martin Harris
che si fece consegnare alcune copie dei geroglifici appartenuti
alle tavole ed andò personalmente a New York dove
presentò questi ad un emerito studioso che ne
confermò l’autenticità. E’ vero che dopo
aver appreso che questi erano geroglifici apparteneneti
a delle tavole consegnate da un angelo, lo studioso strappò il
documento che ne attestava l’autenticità, ma a
Martin questo bastò perchè lui era stato
un testimone oculare di un cambiamento dovuto solo ad
un pregiudizio personale ma che la prima affermazione,
priva di pregiudizi, era stata quella dell’autenticità.
Se questo fatto fosse successo a Joseph Smith sarebbe
stato questionabile, ma che proprio il finanziatore di
tutta l’opera ne sia il testimone principale conferma
chiaramente che lo studioso aveva riconosciuto l’autenticità,
altrimenti il Martin Harris sarebbe stato un completo
sprovveduto nel continuare a credere nell’opera e nel
sovvenzionarla. Che poi lo stesso Harris abbia poi avuto
la meravigliosa opportunità di vedere e toccare
le tavole, alla presenza di un angelo, lo discuteremo
in seguito.
Secondo la storia del libro di Mormon, questo libro fu
tradotto dalle tavole d’oro in 45 giorni. Questo è molto
facile da verificare perchè sappiamo quando
Oliver Cowdery incontrò Joseph Smith e quando
la traduzione fu terminata. Lo stilamento del manuscritto
può facilmente provare quanto tempo occorse
e chi furono gli scrivani. Vi sono i diari di queste
persone ed il tutto è facilmente verificabile.
Joseph Smith, se fosse stato colpevole, ha lasciato
una valanga di tracce da poter seguire.
Quindi dovrei fare un falso in 45 giorni, con diverse
persone come scrivani. Cosa è intrigante per me è che
in questi 45 giorni, non solo dovrei produrre un falso
che vada in accordo con la profezia biblica (per favore
date un occhiata al mio studio La Bibbia ed il Libro
di Mormon ) e con le tradizioni degli indiani americani
del Nord, del centro e del sud America, riguardanti un
fantomatico "Dio bianco e barbuto" che aveva
promesso di tornare. Questa tradizione non era ben conosciuta
al tempo dello Smith.
Dovendo dettare il "mio" libro non potrei
avere nessun libro o manoscritto con me, per ricordarmi
dove sono rimasto (secondo i suoi scrivani, Joseph Smith
mai chiedeva di rileggere prima di ricominciare a dettare)
così dovrei dare il "mio" libro interamente
senza correzioni e senza rileggerlo> Questo sembra
il progetto di un pazzo.
Di solito qualsiasi scrittore usa scrivere la "brutta
copia" che poi viene riveduta e corretta varie volte
prima di mettere il tutto in "bella copia".
A volte interi capitoli sono
cancellati a valte alterati con variazioni che aggiungono
o tolgono al testo in brutta copia. Niente di tutto questo
può avvenire nel nostro caso: "Il manoscritto
originale" prova che non vi fu niente di tutto questo!
Il bello è che dopo circa 200 anni dalla sua
produzione nessuno è stato abile di smascherare
il tutto come una frode. Gli studiosi biblici lo attaccano
ma la Bibbia è il suo miglior alleato.
La cosa più strabiliante di tutta questa storia
di "frode" è che ebbe bisogno di un
finanziatore per pubblicare un libro che da allora in
poi sarebbe stato come lo è tuttora REGALATO a
chiunque lo voglia leggere.
Che tipo di frode stava preparando lo Smith, o meglio
a cosa sarebbe servita tutta questa impalcatura? A regalare
un libro? Questo è stupido e per niente razionale
a mio avviso.
Prima e dopo la pubblicazione del Libro di Mormon ,
detto Joseph Smith ed i suoi seguaci furono perseguiti
con ferocia, a volte venivano incatramati ed impiumati,
a volte ferocemente picchiati ed a volte minacciati di "ordine
di sterminio" il tutto in un paese dove la libertà di
religione era considerata sacra per "costituzione".
Sinceramente se avessi prodotto un falso di un qualcosa
che avrei dovuto anche regalare e mi trovassi sempre
così perseguito, messo in prigione e minacciato
di morte ( quelli non scherzavano. II suo martirio ne è la
miglior prova!), probabilmente avrei rinunciato alla
mia frode. Invece questo Smith si comportò sempre
nella maniera più irrazionale possible, quindi
o era un inguaribile testardo o forse era animato da
un qualcosa con cui la razionalità non ha niente
a che vedere. Per questo non riesco a trovare una spiegazione
razionale. Ho molto riflettuto su questo punto e la mia
opinione è che la storia del Libro di Mormon è storia
di pura fede, e la razionalità non ha niente da
spartire con la fede.
Anche i critici non potendo trovare una razionale spiegazione
al tutto hanno detto che Joseph Smith copiò il
tutto dal manoscritto di Spaulding, poi quando questo
manoscritto è stato trovato e dimostrato di contenere
tutta un’altra storia si sono tuffati sul libro Vedute
degli Ebrei . Insomma se non è maschio è femmina,
ma in una causa giudiziaria ,cambiare colpevole nel corso
della procedura, è proprio una prova che l’accusa
non sa proprio che pesci pigliare Ciò nonè per
niente serio e di soltio discreta colui che lo fa.
Torniamo di nuovo al punto del Libro di Mormon prodotto
in 45 giorni. Non solo Joseph non era erudito dal punto
di vista del mondo ma a quel tempo non poteva conoscere
nemmeno la Bibbia molto bene. Non era un predicatore,
doveva lavorare nella fattoria del padre e non sembra
che abbia letto tutta la Bibbia nella sua intierezza
all’epoca.
Personalmente ho letto la Bibbia per la prima volta
a 27 anni e credo che molte persone nella loro vita non
l’abbiano mai letta interamente, magari l’ascoltano alla
Messa o la sentono predicare, ma questo è un altro
discorso. Bene, non solo molto nel contenuto il Libro
di Mormon adempie profezie bibliche ma soprattutto un
altro fatto affascinante è il clamoroso "tempismo" di
certe cose contenute nel Libro di Mormon. Farò alcuni
esempi per rendere un idea, ma sicuramente questi non
sono la completa sintesi di ciò che sto cercando
di dimostrare:
L’Urim e Thummim
E’ dichiarato nel Libro di Mormon che la prima persona
che ha posseduto l’Urim e Thummim è stato il fratello
di Giared. Alcuni si potranno chiedere dov’è il
tempismo quì. Il tempismo sta nel fatto che da
quel momento in poi l’Urim e Thummim sarebbe stato necessario,
infatti vi era appena stata la confusione delle lingue
ed una delle funzioni principali di questo sacro strumento è proprio
quello di "interpretare". Infatti , essdo fu
usato dal profeta nella traduzione delle tavole nonchè dei
geroglifici del Libro di Abramo . Un altro particolare
che accresce interesse a questo tempismo è che
la sparizione di questo strumento avviene in un certo
periodo biblico. Possiamo dire con sicurezza che questo
strumento veniva tramandato di sacerdote o veggente a
quello successivo, comunque, l’unica menzione dell’Urim
e Thummim in tempi di prima dell’esilio dopo l’età di
Mosé ed Aaronne si trova in 1 Samuele 28:6
Così Saul consultò l’Eterno, ma l’Eterno
non gli rispose né attraverso sogni né mediante
l’Urim né per mezzo dei profeti. (1 Samuele 28:6
)
In tempi dopo l’esilio è chiaramente indicato
che questo mezzo era andato perduto
II governatore ordinò loro di non mangiare alcuna
delle cose santissime finché non si presentasse
un sacerdote con l’Urim, e il Thummim.(Esdra 2:63. Vedi
anche Nehemia 7:65)
E’ interesante notare che il Talmud di Babilonia, Sota,
48a, dichiara che l’Urim e Thummim fu perduto al tempo
della distruzione del primo tempio, 589 A.C.. Comunque
Maimonides (morto nel 1204 D.C.) grande filosofo giudeo,
parla dell’Urim e Thummim come se fosse esistito per
completare i vestiti sacerdotali del sommo sacerdote
anche se non era consultato.:
Loro costruirono il secondo tempio ( 515 A.C.) e fecero
anche l’Urim e Thummim, allo scopo di completare il vestito
sacerdotale, sebbene non lo consultassero.(Yadh Hachazaqah,
Varsavia, 1181).
Il libro di Mormon ci dà probabilmente la chiave
di tutto ciò. Loro non consultarono più l’Urim
ed il Thummim perchè era di fabbricazione umana.
Il libro di Mormon cita nel capitolo 8 di Mosia che i
Nefiti nell’anno 121 A.C. erano in possesso di questo
strumento. Da leggere anche nel libro di Omni dal verso
20-25, dove lo storico Amaleki si riferisce al "dono
di interpretare i languaggi" la cui dichiarazione
ha importanza quando considerata alla luce di Mosia 8:13.
Il verso 20 suggerisce che Mosia in effetti usava lo
strumento per tradurre iscrizioni. Come i nefiti ne erano
in possesso? E ‘abbastanza naturale supporre che loro
se lo tramandassero come i sacerdoti leviti e quindi
Mosia dovrebbe averlo ricevuto da Re Beniamino quando
quest’ultimo gli diede "incarico su tutti gli affari
del regno" ( Mosia 1:15 ma il verso 16 è ancora
più specifico al riguardo).
Ed inoltre gli affidò gli annali che erano incisi
sulle tavole di bronzo; ed anche le tavole di Nefi, come
pure la spada di Laban e la sfera, o bussola, che condusse
i nostri padri attraverso il deserrto, la quale fu preparata
dalla mano del Signore perchè potessero esserne
guidati, ognuno secondo l’attenzione e la diligenza a
Lui mostrate. (Mosia 1:16)
Questa scrittura non dice niente riguardo l’Urim e Thummim
anche se noi potremmo ben aspettarci che lo faccia
se loro fossero venuti in possesso di Mosia a quel
tempo. è un punto comunque degno di nota che
prima di quel tempo, il libro di Mormon non fa alcun
riferimento alla trasmissione di questo mezzo, da un
veggente all’altro, ma che dopo quel tempo vi è un
sacco di riferimenti a ciò. (Mosia 28:20 Alma
37,2,23,24 Alma 63:1)
Ne consegue che Mosia era il primo Nefita a venirne
in possesso? Non lo credo per le seguenti ragioni.
Il riferimento in Mosia 8 alla possessione del re del
mezzo è così casuale e lo da per scontato
che sembrerebbe improbabile che Mosia ne sia venuto in
possesso da suo padre Beniamino, che lo aveva ricevuto
dal vecchio Mosia.
Vi sono esempi a cui possiamo riferirci, anche dopo
i giorni di Mosia, in cui non è fatta alcuna menzione
speciale della loro trasmissione ad altri. (4 Nefi19-21,
47-48, Mormon 3:23 6:6)
Una riflessione che sembrerebbe possibile, anche probabile è che
l’Urim e Thummim fosse tramandato da un veggente all’altro
fino dai giorni di Nefi. Forse che Lehi e nefi protarono
via da Gerusalemme con loro, l’Urim e Thummim prima della
distruzione del tempio? Quando Nefi ottenne le tavole
e la spada di Laban fra il tesoro di Laban vi era forse
anche L’Urim e Thummim (1 Nefi 4:20-24) Vi è la
tentazione di affermare questo. Vii è un passaggio
di scrittura in 3 Nefi, che , sebbene non decisivo. punta
nella forte possibilita di ciò.
e Nefi, il figlio di Helaman, aveva lasciato il paese
di Zarahemla, dando incarico a suo figlio, Nefi, suo
primogenito di conservare le tavole di bronzo e tutti
gli annali che erano stati tenuti, come pure tutte quelle
cose sacre conservate sin dalla partenza di Lehi da Gerusalemme.
(3 Nefi 1:2)
Un’altra cosa interessante da essere notata è che
questo sacro strumento è rimasto nascosto agli
occhi umani per 1402 anni (la somma è 7) dal 421
(la somma è 7) A.C. fino al 1823 (la somma è 14.
2 volte 7) Per aver e una migliore comprensione dei numeri
vi consiglio di leggere il mio articolo riguardo i numeri
biblici.
Quando Gesù andò a predicare il Vangelo
nel continente americano:
Comandò loro in seguito di scrivere le parole
che il Padre aveva dato a Malachia e che Egli avrebbe
loro trasmesso. (3 Nefi 24:1)
Un altro perfetto tempismo. Quando i nefiti avevano
lasciato Gerusalemme avevano solo il Pentateuco ed i
libri dei profeti fino a circa il 600 A.C. e Malachia
venne molto dopo questo, così che loro non avevano
queste scritture, che non solo fanno riferimento ad alcuni
comandamenti da loro conosciuti, come la decima, ma soprattutto
fa riferimento alla missione di Elia e la seconda venuta
del Salvatore. Cose di estrema importanza.
Nel Terzo Libro di Nefi abbiamo un’altra storia interessante
che si interseca con una promessa biblica, cui nessuno
studioso di nessun credo cristiano ha mai fatto riferimento.
Ed avvenne che dopo che gesù ebbe pronunciato
queste parole, parlò ai suoi discepoli ad uno
ad uno, e disse loro:" Che desiderate da me, dopo
che sarò tornato al Padre? E tutti risposero,
eccetto tre, "Desideriamo che il nostro ministerio
al quale tu ci hai chiamati termini quando avremo raggiunto
l’età dell’uomo, affinchè possiamo venire
subito a Te, nel tuo regno. E Gesù rispose loro:
beati siete voi per aver desiderato questo da me; perciò quando
avrete raggiunto l’età di settantadue anni, voi
verrete da me, nel mio regno; e presso di me troverete
riposo.
Poi che si fu cosi’ espresso con loro, si rivolse ai
tre, e disse loro: E voi che desiderate che vi faccia
quando sarò andato al Padre?
Ma essi erano rattristati nei loro cuori, perchè non
osavano chiederGli ciò che desideravano.
Ed Egli sogiunse: Ecco io conosco i vostri pensieri,
voi avete deisderato ciò che desiderò Giovanni,
il mio diletto, che era meco nel mio ministero, prima
che fossi elevato sulla croce dai Giudei. (3 Nefi 28:3-6)
Questo è interessante perchè nessuna chiesa
insegna che Giovanni non sia morto e soprattutto nessuna
insegna che altri possano aver ricevuto lo stesso trattamento
di Giovanni, eppure la Bibbia conferma proprio tale ipotesi
nelle parole del Salvatore stesso.
Al vederlo, Pietro disse a Gesú: Signore, e
di costui che ne sarà? .
Gesú gli rispose: Se voglio che lui rimanga
finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi!
.
Si sparse allora la voce tra i fratelli che quel discepolo
non sarebbe morto; ma Gesú non aveva detto a Pietro
che egli non sarebbe morto, ma: Se io voglio che lui
rimanga finché io venga, che te ne importa? .
(Giovanni 21:21-23)
In verità vi dico che alcuni di coloro che sono
qui presenti non morranno prima d’aver visto il Figlio
dell’uomo venire nel suo regno . (Matteo 16:28)
Che dire poi della parabola dell’ulivo con i rami naturali
ed i rami selvaticici, data da Giacobbe ma nota anche
da Nefi.
E mi dissero: ecco noi non possiamo comprendere le
parole di nostro padre in merito ai rami naturali dell’olivo
ed anche quanto concerne i gentili. (1 Nefi 15:7)
Considerate che Nefi inserì tutte le profezie
di Isaia per spiegare il destino del suo popolo e dopo
Giacobbe spiegò la parabola in questione in maniera
perfetta, come data dal profeta Zenos. Cosi’ Joseph fu
capace di dettare l’intera storia riguardante questa
grande allegoria, intersecandola con i commenti di Nefi,
spiegandola con le profezie di isaia e finalmente l’allegoria è chiaramente
definita nel libro di Giacobbe, ma il meglio di tutto
questo è che nessuna chiesa cristiana ha mai fatto
riferimento a questa allegoria anche se Paolo ne doveva
essere certo a conoscenza, poichè l’accennanell’epistola
ai Romani . Se Paolo l’avesse citata completamente e
Joseph Smith si fosse limitato ad inserine una parte
nel suo libro sarebbe potuto sembrare un plagio, in effetti
la completezza di questa allegoria si trova solo nel
libro di Mormon e le parole di Paolo sono una prova che
lui l’aveva letta da qualche parte. Questa allegoria,
la cita infatti come una cosa conosciuta altrimenti i
suoi lettori ne sarebbero rimasti sconcertati.
Infatti io parlo a voi gentili, in quanto sono apostolo
dei gentili; io onoro il mio ministero,
per provare se in qualche maniera posso provocare a
gelosia quelli della mia carne e salvarne alcuni.
Infatti, se il loro rigetto è la riconciliazione
del mondo, che sarà la loro riammissione, se non
la vita dai morti?
Ora, se le primizie sono sante, anche la massa è santa;
e se la radice è santa, anche i rami sono santi.
E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che
sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto
partecipe della radice e della grassezza dell’olivo,
non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di
loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la
radice che porta te.
Forse dunque dirai: I rami sono stati troncati, affinché io
fossi innestato .
Bene; essi sono stati troncati per l’incredulità e
tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi.
Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali,
guarda che talora non risparmi neanche te.
Vedi dunque la bontà e la severità di
Dio: la severità su quelli che sono caduti, e
la bontà verso di te, se pure perseveri nella
bontà, altrimenti anche tu sarai reciso.
E anche essi, se non perseverano nell’incredulità,
saranno innestati, perché Dio è potente
da innestarli di nuovo.
Infatti, se tu sei stato tagliato dall’olivo per natura
selvatico e innestato contro natura nell’olivo domestico,
quanto piú costoro, che sono rami naturali, saranno
innestati nel proprio olivo.
Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo
mistero, affinché non siate presuntuosi in voi
stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento
parziale finché sarà entrata la pienezza
dei gentili,
e cosí tutto Israele sarà salvato come
sta scritto: Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l’empietà da
Giacobbe. (Romani 11:13-26)
Vi consiglio di prendere buona lettura di Giacobbe 5
nel libro di Mormon.
In terzo Nefi vi è la descrizione della visita
di Gesù Cristo sul continente americano. Quando
il libro di Mormon fu pubblicato molte poche persone
erano consapevoli della tradizione dei popoli americani,
sia del Nord America che del Sud America di credere in
un Dio bianco, barbuto che aveva promesso di tornare
alla fine dei giorni.
Come ho detto all’inizio qui non voglio toccare punti
dottrinali, ma solo il perfetto tempismo nel collocare
certi scritti nel libro di Mormon con una astuzia o stupidità a
seconda dei punti di vista, da parte di Joseph Smith.
Per me il perfetto "tempismo" quello che proprio
Joseph Smith non avrebbe dovuto scrivere, se avesse voluto
fare un falso, anche per non attirarsi l’ira di Dio sarebbe
proprio quello di non scrivere Moroni 10:3-5
Ecco, vorrei esortarvi, quando leggerete queste righe,
se Dio giudica bene che le leggiate, che vi rammentiate
quanto il Signore è stato misericordioso verso
i filgioli degli uomini, dalla crezione di Adamo fino
al tempo in cui riceverete queste cose, e che le meditiate
NEL VOSTRO CUORE.
Quando riceverete coteste cose, vorrei esortarvi a
domandare a Dio, Padre Eterno, NEL NOME DI CRISTO, se
tutto ciò non è vero; e se lo chiedete
CON CUORE SINCERO, con INTENTO REALE, AVENDO FEDE IN
CRISTO, Egli ve ne manifesterà
la verità PER LA POTENZA DELLO SPIRITO SANTO.
E per la potenza dello Spirito Santo potrete conoscere
la verità di ogni cosa.
(Moroni 10:3-5)
La domanda più importante, nella mia personale
opinione, dovrebbe essere: è questa promessa in
sintonia con il testo biblico?
Seconda domanda:"E’ la preghiera il modo più sicuro
di conoscere la verità?"
Terza domanda:" è lo Spirito Santo preordinato
per questo?"
Per chi è interessato nella dottrina biblica
consiglio di leggere sul mio sito, l’articolo "La
preghiera, lo Spirito Santo e la rivelazione"
Un’ ultima considerazione: forse tutto questo è un
falso provocato da Satana. Questo potrebbe essere un
buon punto anche se non ha niente a che vedere con la
razionalità che dovrebbe essere la parte di questo
articolo. Satana può apparire come un angelo di
luce, Satana può anche provvedere un libro. Questo
potrebbe anche essere il caso del Corano, ma fra questi
due libri la differenza è veramente sostanziale.
Maometto ha ricevuto il libro, sembra per ispiarzione
e non ha dovuto mostrare nessuna tavola a nessun testimone,
anche il suo angelo non è mai stato visto da nessun
testimone. Soprattutto non chiede di pregare il Padre
nel nome di Gesù perchè per il Corano Gesù è il
figlio di Maria e non il figlio dell’Onnipotente. E’
vero che la Bibbia mette in guardia verso gli angeli
che portano un Vangelo diverso (Galati 1:8) ma afferma
anche che un angelo avrebbe riportato il vero Vangelo
(Rivelazione 14:6)
Se il diavolo avesse prodotto il falso sicuramente avrebbe
evitato la preghiera nel nome di Gesù Cristo come
la peste nera e non l’avrebbe certo messa a suggello
di tutto il suo lavoro. Così anche questo punto
dottrinale può essere archiviato in maniera razionale.


