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LA LEGGE DELLA RESTAURAZIONE.

Per i membri della Chiesa di Ges˘ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni il termine "restaurazione" richiama subito alla mente il ristabilimento, nei tempi moderni, della primitiva Chiesa fondata dal Salvatore stesso durante il Suo ministero terreno, che conteneva la pienezza del Vangelo e l'autorit‡ del Sacerdozio, ossia di agire in vece del Signore.
Nelle Scritture questo termine Ë perÚ usato anche con un altro significato. Per spiegare meglio cosa voglio dire, comincerÚ con una storia che esemplifica molto bene il concetto.


Se Frank Higgins si fosse fermato a pensarci su per un momento, si sarebbe ritenuto un buon Santo degli Ultimi Giorni. Sebbene la sua frequenza alle riunioni di Chiesa fosse un pochino irregolare ed egli incontrasse qualche difficolt‡ nel rispettare i comandamenti imposti a coloro che desiderano ereditare un posto nel regno celeste, egli aveva tuttavia una prudente convinzione della pienezza del Vangelo. Se Frank non avesse avuto un sogno alquanto insolito un pomeriggio di domenica, Ë probabile che avrebbe continuato a pensare a se stesso come ad un membro medio della Chiesa. Questo significa che probabilmente egli avrebbe continuato a vivere nello stesso modo in aveva fatto nei primi cinquant'anni della sua vita. Frank era una persona socievole, di carattere allegro e poco esigente. Il suo volto era pieno di quelle piccole rughe che si accumulano sulla pelle di coloro che passano molto tempo all'aperto. I suoi capelli, una volta neri e ondulati, ora erano quasi completamente grigi. Gli occhi azzurri, nel volto abbronzato, sembravano sempre sorridere alla gente ed alla vita. Frank infatti non aveva molte preoccupazioni. Da ogni punto di vista, Frank Higgins era un uomo arrivato al successo. La sua fattoria prosperava ottimamente e le sue mucche producevano tanto latte che egli riusciva a piazzare ottimamente sul mercato. Eppure, a dispetto di questo ovvio successo, Frank Higgins aveva un difetto comune a molti: era un procrastinatore nato. Sebbene le intenzioni di Frank fossero di solito ottime, spesso era negligente e trascurato nei confronti dei suoi obblighi verso la chiesa alla quale apparteneva e che egli sapeva essere quella vera. Per esempio, la settimana prima che avesse quel sogno al quale abbiamo fatto cenno, il vescovo gli aveva chiesto di lavorare per qualche giorno alla costruzione della nuova cappella, ma Frank aveva invece preferito lavorare alla riparazione dei recinti della sua fattoria. Egli era sincero nelle sue intenzioni di aiutare il rione, ed intendeva davvero aiutare gli altri fratelli occupati a costruire la cappella la settimana seguente, ma il vescovo sapeva per esperienza che qualche altra cosa avrebbe probabilmente attirato l'attenzione di Frank quando sarebbe sorto un altro incarico di Chiesa. Questa procrastinazione aveva impedito il progresso di Frank nel sacerdozio. Sebbene avesse ormai cinquant'anni, egli era rimasto un anziano potenziale. Per anni si era ripromesso di rinunciare a quelle cattive abitudini che impedivano il suo progresso nel sacerdozio, ma poi non ne aveva mai fatto nulla. Qualche anno prima, Frank aveva deciso di pagare la decima, ma il tempo era volato via cosi rapidamente, senza che egli avesse assolto questo obbligo. Egli aveva anche promesso a Martha, sua moglie, che avrebbe posto ordine nelle sue abitudini e nel suo progresso nel sacerdozio, onde poter andare al tempio insieme ai loro tre figli, per esservi suggellati. Ma anche questa decisione era rimasta allo stadio di intenzione. Una volta Frank aveva sentito il vivo desiderio di raccogliere i documenti genealogici dei suoi antenati e di far svolgere del lavoro in loro favore nel tempio. In effetti aveva iniziato di buona lena e fatto buoni progressi, sino a quando gli affari ed altri impegni lo avevano sviato. Questa mancanza generale di impegno era stato lo schema della vita di Frank Higgins sino a quella domenica pomeriggio, quando egli ebbe quello strano , sogno. Frank era andato alla Scuola Domenicale quella mattina per la prima volta dopo tanto tempo; alcune delle cose dette dal suo amico Charles Long durante la lezione l'avevano fatto riflettere a lungo. Quel pomeriggio, mentre Martha era andata a fare visita ad una vicina, Frank sedette nella sua poltrona favorita per leggere il Libro di Mormon. Si addormentÚ mentre ponderava su questi versetti:
"Ed ora, come vi ho detto prima, siccome avete avuto tante testimonianze, vi supplico dunque di non procrastinare il giorno del pentimento fino alla fine; poichÈ, dopo questo giorno di vita che ci Ë dato per prepararci per l'eternit‡, ecco, se non facciamo buon uso del nostro tempo durante questa vita, allora viene la notte tenebrosa in cui non si puÚ compiere nessuna opera. Non potrete dire, quando sarete portati a quella crisi terribile: Mi pentirÚ, tornerÚ al mio Dio. No, non potrete dirlo; poichÈ lo stesso spirito che possiede il vostro corpo al momento in cui uscite da questa vita, quello stesso spirito avr‡ il potere di possedere il vostro corpo in quel mondo eterno." (Alma 34:33-34)
Il sonno di Frank non fu ne profondo, ne riposante. SognÚ che la sua vita mortale era venuta a termine, e che egli era stato chiamato nell'altro mondo. Egli veniva guidato alla sua futura casa da una guida. Questa guida era una persona piacevole, di bell'aspetto, con una magnifica barba bianca. Frank tuttavia notÚ che l'espressione dei suoi occhi era alquanto triste, anche se non riusciva a determinare se ciÚ era dovuto ad una delusione o ad un dolore. La guida gli aveva detto di trovarsi nel regno da lungo tempo, ma non offri altre spiegazioni. Alla fine essi arrivarono alla porta del regno che Frank doveva ereditare, e la sua bellezza sfidava ogni descrizione. Tutto sembrava ricoperto d'oro, d'argento, di brillanti, rubini ed altre pietre preziose. Frank era stupefatto, si che quasi non osava entrare. Passato il primo momento di stupore, Frank notÚ con tristezza che uno dei cardini della porta era staccato dal muro, facendo cosi inclinare il battente. Egli interrogÚ la sua guida su questo paradosso e gli venne risposto di non preoccuparsi; la porta sarebbe stata riparata uno di questi giorni. Dopo essere entrati nel regno, essi camminarono per un lungo tratto pieno di ornamenti e di sculture. Esaminando le pareti, Frank notÚ che in diversi punti queste necessitavano di riparazioni. Di nuovo interrogÚ la sua guida e gli venne detto che le riparazioni sarebbero state fatto un giorno o l'altro. Alla fine arrivarono all'appartamento che sarebbe stato la dimora di Frank nel regno che egli aveva ereditato. Il volto di Frank si illuminÚ. Gli ambienti erano degni di un re. La bellezza e lo splendore di ogni cosa lo facevano sentire umile. A questo punto perÚ, Frank si accorse che la sua dimora non aveva un tetto. Anticipando la sua domanda, la guida rispose: "Non ti preoccupare, un giorno o l'altro ci metteremo un tetto sul tuo appartamento!". Proprio allora Frank vide suo zio Tom che stava passando davanti alla casa. Dopo che si furono abbracciati, Frank chiese allo zio se poteva aiutarlo a tirare su un tetto sulla sua dimora. Lo zio si disse disposto ad aiutarlo, ma non subito. Il tono della risposta portÚ Frank a sperare che non piovesse per un lungo periodo. Lo zio disse che egli non era un membro di quel particolare regno; gli era stato concesso di venire a fare visita al nipote, ma ora doveva tornare alla sua dimora. Solo e depresso, Frank decise di mettersi a dormire per un poco. Si avvicinÚ al letto, tutto d'oro e tempestato di brillanti, ma senza materasso. Frank corse in strada e spiegÚ la situazione ad un vicino. Gli venne detto di non preoccuparsi; un giorno o l'altro avrebbe ricevuto il suo materasso. Sebbene la sistemazione lasciasse molto a desiderare, Frank si rassegnÚ a fare il meglio della situazione. Per calmare i suoi nervi irritati, Frank entrÚ nel bagno. La vasca era tutta d'oro e la stanza era davvero magnifica, ma qualcuno si era dimenticato di installare i rubinetti. Ora Frank era davvero inquieto. Sedette a lungo, a ponderare sulle deficienze della sua dimora, poi decise che era forse meglio andare a mangiare un boccone. Entrando nella sala da pranzo, vide che gli era stato riservato un magnifico trono ed una tavola individuale, sulla quale consumare i suoi pasti. Finalmente in quel regno c'era qualcosa di completo. Frank ordinÚ il pasto pi˘ delizioso che riusciva ad immaginare e cominciÚ a leccarsi le labbra nell'attesa. I camerieri tuttavia furono sorpresi dalla sua richiesta. Uno di loro disse alla fine: "Non abbiamo ancora del cibo, ma speriamo di averne pi˘ tardi." A questo punto Frank riuscÏ a trattenersi con grande difficolt‡. Usci dalla sala e si recÚ alle porte del regno. Con voce irritata disse al custode che doveva esserci un errore; egli non apparteneva ad un regno cosi malandato ed incompleto come quello. Il custode esaminÚ con calma i suoi libri, poi disse: "No, non c'Ë alcun errore. Qui c'Ë proprio il suo nome!". Dando espressione al suo disappunto, Frank chiese perchÈ era stato destinato col‡, in un :regno che non era ancora pronto per essere occupato. "Frank", gli disse il custode, "ma noi abbiamo preparato le cose per te. Abbiamo fatto ogni cosa secondo le specifiche che tu stesso hai usato quando eri sulla terra. Non c'Ë nulla che possiamo fare circa questa situazione. Quando eri sulla terra, tu hai dato ogni indicazione che ti piaceva fare le cose un giorno o l'altro, cosi hai ereditato il regno di un giorno o l'altro. Se non ti trovi a tuo agio, posso soltanto offrirti la mia solidariet‡, ma questo Ë tutto. Non possiamo rifare le cose. Tu hai preparato le specifiche ed i disegni del capitolato. Stava a te farlo; noi abbiamo soltanto seguito le tue istruzioni." Frank Higgins si destÚ tutto tremante, in un bagno di sudore, anche se nella stanza non faceva poi tanto caldo. Quando Martha tornÚ poco dopo, notÚ un grande cambiamento nel marito. Il suo atteggiamento era cambiato completamente. Per giorni, mesi e persino anni, i vicini si meravigliarono del cambiamento che aveva avuto luogo in Frank Higgins. Egli era ora puntuale in ogni cosa che faceva e divenne un ottimo lavoratore nella Chiesa; pagÚ le sue decime e svolse il suo lavoro di tempio; si recÚ alla casa del Signore per essere suggellato insieme alla sua famiglia. Col tempo, Frank venne sostenuto come vescovo del suo rione. Una delle pi˘ preziose abilit‡ che possedeva era quella di fare le cose subito e di incoraggiare gli altri la fare altrettanto.


Dio ha emanato delle leggi per ogni cosa, e ognuna di queste leggi comporta certe restrizioni e condizioni. Le Sue leggi sono sicure, immutabili ed eterne, e influenzano non solo l'universo fisico, ma anche la nostra vita morale e spirituale. Coloro che ne rispettano le condizioni saranno da Lui giustificati e approvati.
In Dottrina e Alleanze leggiamo:
"E ancora, in verit‡ vi dico: ciÚ che Ë governato dalla legge Ë anche protetto dalla legge, ed Ë santificato e reso perfetto da essa. CiÚ che infrange la legge e non vi aderisce, ma cerca di diventare la legge di se stesso, e vuole stare nel peccato, e resta interamente nel peccato, non puÚ essere santificato dalla legge, nÈ dalla misericordia, dalla giustizia o dal giudizio. PerciÚ devono rimanere ancora impuri. A tutti i regni Ë data una legge; E vi sono molti regni; poichÈ non c'Ë spazio in cui non vi sia un regno; e non c'Ë regno in cui non vi sia spazio, sia esso un regno maggiore od uno minore. E ad ogni regno Ë data una legge; e inoltre, in ogni legge vi sono certi limiti e condizioni. Tutti gli esseri che non aderiscono a queste condizioni non sono giustificati. PoichÈ l'intelligenza si attacca all'intelligenza; la saggezza accoglie la saggezza; la verit‡ abbraccia la verit‡; la virt˘ ama la virt˘; la luce si attacca alla luce; la misericordia ha compassione della misericordia e reclama il suo; la giustizia prosegue il suo corso e reclama il suo; il giudizio precede la faccia di colui che siede sul trono e governa ed esegue ogni cosa. Egli comprende ogni cosa, e tutte le cose sono attorno a lui; ed egli Ë al di sopra di tutte le cose, ed Ë dentro tutte le cose, ed Ë attorno a tutte le cose; e tutte le cose esistono da lui, e mediante lui, sÏ, Iddio, per sempre e in eterno. E ancora, in verit‡ vi dico: egli ha dato una legge a tutte le cose, mediante la quale esse si muovono in base al loro tempo e alle loro stagioni" (DeA 88:34-42).

L'anziano Richard L. Evans dichiarÚ:
"Le stagioni, il sole, i semi che germogliano, il caldo e il freddo, la vita di un bambino, il raccolto; queste non sono teorie, e la stessa autorit‡ che regola l'universo con tanta precisione ci ha dato comandamenti da osservare, comandamenti che sono ancora in vigore. Vi porto testimonianza che le leggi spirituali e morali sono tanto impegnative quanto le leggi fisiche, e ogni persona diventer‡ ciÚ che la far‡ diventare la vita che conduce. Ognuno realizzer‡ i risultati di quello che sta facendo e pensando, i risultati che scaturiscono dal suo sistema di vita".

Nel Libro di Mormon, il profeta Alma usa la parola "restaurazione" in un senso diverso da quello che normalmente le attribuiamo; egli vuole spiegare il principio secondo cui il modo in cui viviamo, in bene o in male, determina delle conseguenze che non possiamo evitare e che sono eterne.
    "Ed Ë essenziale per la giustizia di Dio che gli uomini sano giudicati secondo le loro opere; e se le loro opere furono buone in questa vita, e se buoni furono i desideri del loro cuore, che siano pure, all'ultimo giorno, restituiti a ciÚ che Ë buono. E se le loro azioni sono malvagie, essi saranno restituiti ad esse, per il male. PerciÚ ogni cosa sar‡ restituita al suo proprio ordine, ogni cosa nel suo schema naturale - la mortalit‡ elevata all'immortalit‡, la corruzione all'incorruttibilit‡ - elevata alla felicit‡ senza fine per ereditare il regno di Dio, o all'infelicit‡ senza fine per ereditare il regno del diavolo, l'uno da una parte, l'altro dall'altra - L'uno risuscitato alla felicit‡, secondo i suoi desideri di felicit‡, o al bene, secondo i suoi desideri di bene; e l'altro al male, secondo i suoi desideri di male; poichÈ, come ha desiderato fare il male tutto il giorno, cosÏ egli avr‡ la sua ricompensa di male quando verr‡ la notte. E cosÏ Ë dall'altra parte. Se si Ë pentito dei suoi peccati ed ha desiderato la rettitudine fino alla fine dei suoi giorni, cosÏ pure sar‡ ricompensato con la rettitudine. ÖNon supporre, poichÈ si Ë parlato di restaurazione, che tu sarai restituito dal peccato alla felicit‡. Ecco, io ti dico, la malvagit‡ non fu mai felicit‡. ÖEd ora ecco, il significato della parola restaurazione Ë di prendere una cosa dalla sua condizione naturale e metterla in una condiziona innaturale, o metterla in una condizione opposta alla sua natura? ...non Ë cosÏ; ma il significato della parola restaurazione Ë restituire di nuovo il male al male, o il carnale al carnale, o il diabolico al diabolico - il bene a ciÚ che Ë bene, la rettitudine a ciÚ che Ë retto, la giustizia a ciÚ che Ë giusto, la misericordia a ciÚ che Ë misericordioso"
(Alma 41:3-6,10,12,13).

Le conseguenze della legge della restaurazione investono, altre al futuro, anche il presente di ognuno di noi. Ogni giorno che viviamo, stabiliamo lo schema per tutto ciÚ che alla fine ci sar‡ ridato.
Il presidente David O. McKay in merito a questo principio citava spesso il filosofo William James:
"Siamo noi a tessere il nostro destino, buono o cattivo che sia, e in forma definitiva. Ogni pi˘ piccolo contatto con la virt˘ o con il vizio lascia sempre in noi la sua piccola cicatrice. L'ubriacone, a mo' di scusa, ogni qualvolta si lascia prendere dalla sua debolezza dice: "Non conterÚ questa volta". Ebbene, egli puÚ non contarla, e un cielo generoso puÚ non contarla; ma a dispetto di tutto questo, ogni volta conta veramente. Qualsiasi mancanza viene contata nel pi˘ intimo di un essere umano da ogni cellula nervosa, da ogni fibra, da ogni molecola; viene registrata e immagazzinata per essere usata contro di lui nuovamente quando si presenter‡ una nuova tentazione".
Tutte le pratiche vietate dal Signore (immoralit‡ sessuale, uso di sostanza assuefanti e droghe, ecc.) registrano, nel corpo di chi le esegue, una traccia del loro passaggio. Ad esempio, quando vogliamo scrivere un nuovo file su un dischetto, o modificarne uno gi‡ esistente, sul dischetto vengono registrate le informazioni del nostro intervento (data e ora do modifica); una cosa simile succede nel nostro corpo.

Cosa ci sarebbe restituito se la restaurazione dovesse avvenire oggi? L'apostolo Paolo scrisse:
"sapendo che ognuno , quand'abbia fatto qualche bene, ne ricever‡ la retribuzione dal Signore, servo o libero che sia" (Galati 6:7-9).
Noi stiamo ponendo le fondamenta della nostra futura felicit‡ o infelicit‡ mediante le cose che seminiamo attualmente: nel matrimonio, nella vita, nel modo in cui rispondiamo agli incarichi, nei nostri rapporti con il prossimo, in ogni nostra singola azione.
Che genere di raccolto avremmo dovessimo mietere oggi, se tutto ciÚ che abbiamo fatto ci venisse restituito oggi stesso?

Supponiamo che ci venga detto che Ë giunto il momento di morire. Potremmo implorare misericordia con la stessa fiducia dimostrata dal re Ezechia?
    "In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta Isaia, figliuolo di Amots, si recÚ da lui, e gli disse: "CosÏ parla l'Eterno: - Metti ordine alle cose della tua casa; perchÈ tu sei un uomo morto; non vivrai" - Allora Ezechia volse la faccia verso il muro , e fece una preghiera all'Eterno, dicendo: "o Eterno, te ne supplico, ricordati come io ho camminato nel tuo cospetto con fedelt‡ e con integrit‡ di cuore, e come ho fatto ciÚ che Ë bene agli occhi tuoi". Ed Ezechia dette in un gran pianto. Isaia non era ancora giunto nel centro della citt‡, quando la parola dell'Eterno gli fu rivolta in questi termini: "Torna indietro, e dÏ ad Ezechia, principe del mio popolo: - CosÏ parla l'eterno, l'Iddio di Davide, tuo padre: Ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa dell'Eterno. AggiungerÚ alla tua vita quindici anni, libererÚ te e questa citt‡ dalle mani del re d'Assiria, e proteggerÚ questa citt‡ per amor di me stesso, e per amor di Davide mio servo". Ed Isaia disse: "Prendete un impiastro di fichi secchi!". Lo presero, e lo misero sull'ulcera, e il re guarÏ"
(2 Re 20:1-7).
Ezechia era stato un re giusto per tutta la vita, ed il Signore gli restituÏ benedizioni nel momento della prova.

Come si puÚ trarre beneficio dal principio della restaurazione ? Leggiamo ancora da Alma:
    "Öquesta Ë la restaurazione di cui Ë stato parlato per bocca dei profeti. E allora i giusti risplenderanno nel regno di Dio" (Alma 40:24-25)
"Öbada di essere misericordioso verso i tuoi fratelli; agisci con giustizia, giudica rettamente e fa' continuamente il bene; e se farai tutte queste cose allora riceverai la tua ricompensa; sÏ, la misericordia ti sar‡ restituita di nuovo, la giustizia ti sar‡ di nuovo restituita; ti sar‡ restaurato un giusto giudizio; e ti sar‡ ricompensato il bene" (Alma 41:14)
Facendo queste cose incominciamo ad adoperarci sin da subito per raccogliere in seguito i frutti delle nostre fatiche: felicit‡, fiducia e pace.

Il principio della restaurazione Ë semplice, e noi possiamo volgerlo a nostro beneficio o a nostro danno, secondo ciÚ che facciamo oggi. Buona cosa per ognuno di noi sarebbe il meditare sui consigli che alma d‡ a suo figlio Helaman:
"Öimpara la saggezza nella tua giovinezza; sÏ, impara nella tua giovinezza a obbedire ai comandamenti di Dio. SÏ, e invoca Dio per ogni tua necessit‡; sÏ, che tutte le tue azioni siano per il signore; sÏ, che tutti i tuoi pensieri siano diretti al Signore, sÏ, che gli affetti del tuo cuore siano posti nel signore per sempre" (Alma 37:35-37)
E' indispensabile ricordare che soltanto per mezzo della fede in Ges˘ Cristo possiamo piantare il genere di semi che ci saranno restituiti come raccolto delle benedizioni di Dio in questa vita e in quella a venire.

Come viene detto dal profeta Nefi, tutti gli uomini sono peccatori e in tale condizione rimangono esclusi dalla presenza del Padre e del Figlio, ma tramite l'espiazione di Ges˘ Cristo possiamo essere redenti:
"E gli uomini sono istruiti sufficientemente per distinguere il bene dal male. E la legge Ë data agli uomini. E nessuna carne Ë giustificata dalla legge; ovvero, a causa della legge gli uomini sono recisi. SÏ, mediante la legge temporale essi furono recisi; e anche, mediante la legge spirituale essi periscono per tutto ciÚ che Ë buono e diventano infelici per sempre. Pertanto la redenzione viene nel santo Messia e tramite lui; poichÈ egli Ë pieno di grazia e di verit‡. Ecco, egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato e uno spirito contrito; e per nessun altro Ë possibile rispondere ai fini della legge. ÖPertanto egli Ë la primizia per dio, inquantochÈ far‡ intercessione per tutti i figlioli degli uomini; e coloro che credono in lui saranno salvati" (2 Nefi 2:5-7, 9)
Avendo peccato, gli uomini non possono essere giudicati retti da Dio, ovvero non possono essere giustificati. Per ricevere le benedizioni del Signore, dobbiamo non soltanto essere dichiarati retti, ma dobbiamo diventare effettivamente retti (santificati).

Questa santificazione avviene avviene tramite i primi principi del Vangelo (fede nel Signore Ges˘ Cristo, pentimento, battesimo per immersione per la remissione dei peccati, imposizione delle mani per il dono dello Spirito Santo), pi˘ un quinto principio sottinteso ma importante quanto gli altri: perseverare fino alla fine dei nostri giorni.
Re Beniamino ci fornisce altri consigli per avvicinarci alla condizione di santificazione;
"PoichÈ l'uomo naturale Ë nemico di dio, lo Ë stato fin dalla caduta di Adamo, e lo sar‡ per sempre e in eterno, a meno che non ceda ai richiami del santo Spirito, si spogli dell'uomo naturale e sia santificato tramite l'espiazione di Cristo, il Signore, e diventi come un fanciullo, sottomesso, mite, umile, paziente, pieno d'amore, disposto a sottomettersi a tutte le cose che il signore ritiene opportuno infliggergli, proprio come un fanciullo si sottomette a suo padre" (Mosia 3:19)
"Ed essi tutti gridarono con voce unanime dicendo: Si, noi crediamo a tutte le parole che tu ci hai detto; e per di pi˘ sappiamo che sono sicure e vere, a motivo dello Spirito del Signore Onnipotente che ha oprato in noi, ossia nel nostro cuore, un potente cambiamento, cosicchÈ non abbiamo pi˘ alcuna disposizione a fare il male, ma a fare continuamente il bene" (Mosia 5:2)

Quando meditiamo sulla semina e sul raccolto che hanno luogo nella nostra vita, ricaviamo un utile spunto dalle parole del presidente Harold B. Lee:
"Ringrazio Dio per avermi concesso un altro giorno ancora. PerchÈ? PerchÈ mi ha dato la possibilit‡ di portare a compimento dell'altro lavoro. PerchÈ mi ha dato la possibilit‡ di pentirmi, di rimediare ad alcuni torti fatti, di influenzare positivamente un giovane traviato, di aiutare qualcuno che gridava aiuto. In breve, ringrazio Dio per avermi concesso un altro giorno in cui prepararmi a incontrarLo. Non cercate di vivere troppo nel futuro. Cercate la forza di risolvere i problemi di oggi".

Il principio della Restaurazione non si applica soltanto al tempo della risurrezione e del giudizio, ma in ogni giorno della nostra vita. Se lo comprendiamo e vogliamo beneficiare dei suoi frutti Ë fondamentale
fare spesso un esame di coscienza e analizzare il nostro comportamento e le azioni che compiamo ogni giorno nei confronti del prossimo.
Utile esercizio per tutti noi sarebbe il meditare sulle risposte che daremmo a domande di questo tipo:
∑    Abbiamo offeso qualcuno senza chiedergli scusa?
∑    Le cose che facciamo e diciamo ogni giorno contribuiscono a rendere migliori il mondo e noi stessi?
∑    I nostri pensieri riflettono l'immagine do noi che vogliamo trasmettere agli altri?
∑    Cosa potremmo aspettarci se nostre ricompense eterne fossero basate sul modo in cui trattiamo il nostro coniuge ed i nostri figli?
∑    Vi sono altre domande come queste che ognuno di noi dovrebbe prendere in considerazione ora, mentre c'Ë ancora tempo?
 

scritto da Marco Giovara.

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