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Cornelio prototipo del gentile convertito
(C) Copyright by Massimo Franceschini tutti i diritti riservati.

Cornelio Ë il primo cristiano di estrazione non ebraica: egli era un gentile puro. Quale primo fra i gentili ad abbracciare il vangelo di Ges˘ Cristo, Ë il prototipo della loro conversione al cristianesimo.

Sono particolarmente fiero, come italiano, che fosse cittadino romano.

La sua storia Ë emblematica dei modi in cui si ricevono le rivelazioni.

Analizziamo, dunque, come avvenne la sua conversione (fatto che rappresentÚ uno shock notevole per i suoi contemporanei cristiani, i quali, essendo di estrazione ebraica, non concepivano il battesimo degli incirconcisi) e quale ruolo vi ebbe la rivelazione divina, agendo sia nei confronti di Cornelio che di Pietro, come anche dei fedeli o potenziali tali.

Ecco come Cornelio ricevette la sua testimonianza. Essa Ë descritta nel capitolo 10 degli Atti degli Apostoli.

I primi due versetti di tale capitolo ci dicono che abitava in Cesarea con tutta la sua famiglia. Centurione della coorte italica, era uomo pio e timorato di Dio, come díaltronde tutti gli appartenenti alla sua casa; faceva molte elemosine e pregava continuamente Dio.

Il terzo versetto ci dice che un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo per nome.

Come chiarisce il versetto successivo, la visione era la diretta conseguenza sia del suo amore per Dio, manifesto nelle continue preghiere, sia del suo amore per il prossimo, evidente nelle elemosine. Il quarto versetto ci dice, infatti, che egli guardÚ líangelo e, preso da timore, disse: "Che c'Ë, Signore?". Líangelo gli rispose: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite, in tua memoria, innanzi a Dio".

Tutto ciÚ, mentre dimostra che le visioni non cessarono con la morte di Ges˘, chiarisce, altresÏ, che una condizione di purezza, a cominciare dalla preghiera, Ë la vera ed unica fonte sicura per conoscere la verit‡ tramite la rivelazione.

Il quinto versetto, integrato con successivi altri, ci fa comprendere sia quale Autorit‡ Dio designa per ricevere le rivelazioni dirette a tutta la Chiesa, sia quanto Ë importante, dopo aver avuto una testimonianza, farsi battezzare da chi ha ricevuto la debita autorit‡ da parte del Signore. In questo versetto l'angelo dice a Cornelio: "E ora manda degli uomini a Giaffa e faí venire un certo Simone detto anche Pietro".

Pietro era ospite presso un tal Simone, conciatore, la cui casa era sulla riva del mare (versetto 6).

A questo punto Ë interessante vedere in che modo, al contempo di Cornelio, il Signore prepara Pietro alla novit‡ dellíunione alla Chiesa dei gentili senza una loro preliminare conversione al giudaismo.

Ma perchÈ proprio lui ? PerchÈ, essendo allora líAutorit‡ che presiedeva a tutta la Chiesa, spettava a lui ricevere la rivelazione di questo ragguardevole cambiamento. E ancora: oltre a detenere in terra le chiavi del regno dei cieli, Pietro era anche colui al quale Ges˘ aveva manifestato che líedificazione della Chiesa si sarebbe basata sulla rivelazione (Vedi ëla confessione di Pietroí in Matteo 16:13-19, ove la parola ëpietraí significa rivelazione).

In quel momento e per questo caso, insomma, egli era líunico servo del Signore autorizzato, e, quindi, il pi˘ pronto a comprendere appieno, dopo fondate perplessit‡ iniziali, la rilevante novit‡.

Circa le sue esitazioni, si deve tener conto che:

- I primi dodici Apostoli avevano ricevuto un chiaro invito, da parte del Signore Ges˘ Cristo, di predicare il Vangelo soltanto alle pecore perdute del casato di Israele(vedi Matteo 10:5-6). Ges˘, infatti, li aveva mandati dopo averli cosÏ istruiti: "Non andate fra i gentili e non entrate in alcuna citt‡ dei Samaritani, rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele". Il successivo invito: "Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo"(Matteo 28:19), veniva inteso nel senso che la conversione dei gentili al cristianesimo abbisognasse di un preliminare passaggio al giudaismo, accompagnato, dunque, anche dalla pratica di una letterale circoncisione.

- Gli ebrei avevano, inoltre, leggi dietetiche severissime che dichiaravano puri o impuri certi cibi, ed avevano ricevuto, per di pi˘, un ordine strettissimo di non mangiare la carne con il suo sangue.

Date queste premesse, non cíË da meravigliarsi che Pietro sia rimasto frastornato, dapprima, circa la volont‡ del Signore.

In Atti 10:9-14 leggiamo che il giorno seguente alla visione di Cornelio, verso mezzogiorno, líApostolo salÏ in terrazza per pregare e, essendogli venuta fame, desiderava prender cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi.

In essa c'era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonÚ una voce che gli diceva: ´Alzati, Pietro, uccidi e mangia!ª. Ma Pietro rispose: ´No davvero, Signore, poichÈ io non ho mai mangiato nulla di profano e díimmondoª.

La reazione di Pietro la dice lunga sulla sua perplessit‡. CiÚ che gli veniva chiesto, infatti, era contrario alla legge ricevuta da MosË. Ancor pi˘ in quanto líordine "ammazza e mangia" significava anche la fine della legge del sangue. Non per nulla Pietro usa due aggettivi, profano ed immondo: immondo perchÈ gli animali erano impuri e profano perchÈ avevano il sangue in sÈ.

Dio perÚ, nel dare una nuova legge o rivelazione, in armonia con la legge dei testimoni non lo fa per una sola volta. Pertanto, la voce tornÚ a parlargli (versetto 15), dicendo: ´CiÚ che Dio ha purificato, tu non chiamarlo pi˘ profanoª.

E questo accadde per tre volte; poi, d'un tratto, quell'oggetto fu risollevato al cielo (versetto 16).

Questo fatto fece riflettere Pietro. Mentre si domandava tra sÈ e sÈ, perplesso, cosa significasse ciÚ che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono all'ingresso. Chiamarono e chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava col‡. Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: ´Ecco, tre uomini ti cercano; alzati, scendi e vaí con loro senza esitazione, perchÈ io li ho mandatiª (versetti 17-20). Pietro, riconoscendo la voce dello Spirito, scaccia le sue esitazioni e va (versetto 21).

Il giorno seguente spiegher‡(versetti 28-29): ´Voi sapete che non Ë lecito per un Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo. Per questo sono venuto senza esitare quando mi avete mandato a chiamare. Vorrei dunque chiedere: per quale ragione mi avete fatto venire?ª.

Dopo aver ascoltato, Pietro capisce di essere stato preparato per il primo cambiamento importante dopo líascesa al cielo di Ges˘ Cristo: l'introduzione al Vangelo dei gentili, circoncisi sÏ, ma di cuore, in spirito cioË, non in senso letterale, come poi Paolo chiarir‡ nellíepistola ai Romani (versetti da 17 a 29 del capitolo 2, concernenti: ëNullit‡ del vanto del Giudeo. La vera circoncisioneí).

La novit‡ incide anche sulle leggi dietetiche che nel Vecchio Testamento Dio aveva dato con diversi obiettivi, fra cui, principalmente, quello di essere come una parola di saggezza che avrebbe reso il popolo ebreo distinto da tutti gli altri? Incide nel senso che le leggi dietetiche non venivano a decadere, adesso, dato che, certamente, certi cibi sono pi˘ idonei di altri al nostro organismo. Veniva solo a decadere il comandamento che proibiva in senso stretto líuso di certi cibi.

Comunque, lasciando da parte líapprofondimento di questíultimo argomento, concludiamo vedendo come la rivelazione agisce anche sui fedeli cristiani o potenziali tali, mediante líeffusione dello Spirito Santo, rivelatore per eccellenza della verit‡.

Atti 10: "Allora Pietro, prendendo a parlare, disse: In verit‡ io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualit‡ delle persone; ma che in qualunque nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli Ë accettevole. E questa Ë la parola chíEgli ha diretta ai figliuoli díIsraele, annunziando pace per mezzo di Ges˘ Cristo. Esso Ë il Signore di tutti (versetti 34-36). ÖÖÖÖ Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remission deí peccati mediante il suo nome. Mentre Pietro parlava cosÏ, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il dono dello Spirito Santo, poichÈ li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio. E, allora, Pietro disse: "Forse che si puÚ proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?". E ordinÚ che fossero battezzati nel nome di Ges˘ Cristo (versetti da 43 a 48).

Abbiamo dichiarato all'inizio che Cornelio Ë il prototipo della conversione cristiana dei gentili tramite la preghiera che d‡ rivelazione.

E soltanto la rivelazione puÚ portare ai cambiamenti che Dio vuole, anche di antichissime ed inveterate prescrizioni.

Certo, bisogna essere cauti al riguardo, ma questo Ë quello che le scritture ci insegnano.

Quando dico cauti non intendo riferirmi alla possibilit‡ di essere ingannati, ma intendo dire che occorre, come fece Pietro, prestare orecchio e, riflettendo, comprendere.

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