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Piccolo commentario biblico.

La Bibbia e' un libro completamente diverso da tutti gli altri e mi spiego. Di solito un libro ha un soggetto ben specifico, oppure uno scopo ben preciso, puo' essere un libro di storia, di legge, di poesia e cosi' via, raramente un libro contiene piu'di un soggetto o piu' di uno scopo. La Bibbia e' un libro di legge, nessuno lo puo' negare in quanto quasi tutte le leggi che esistono nel mondo hanno la loro radice nella legge di Mose'. La Bibbia e' un libro di storia, molti storici lo hanno consultato e lo consultano tutt'ora con il preciso scopo di individuare le antiche civilta'. In Giobbe ed Ecclesiaste e' sicuramente un libro di filosofia. Sicuramente nei salmi vi e' una sublime poesia. Nei profeti non manca certo la profezia. Nelle epistole e' spiegata la dottrina ed in rivelazione e Daniele diviene un patrimonio di rivelazione che e' ancora tutta da scoprire.

Cosi' abbiamo un libro diverso dagli altri. Inoltre i due diversi testamenti sono interconnessi. Il Nuovo testamento e' contenuto nel vecchio: nelle profezie.
Il vecchio testamento e' contenuto nel Nuovo: nell'adempimento delle sue promesse.
La genesi, il libro di ogni inizio.
L'inizio del mondo Genesi 1:1-25
l'inizio della razza umana Genesi 1:26
l'inizio del peccato Genesi 3:1-7
l'inizio della promessa della redenzione Genesi 3:8-24
l'inizio della vita familiare Genesi 4:1-15
L'inizio della civilta' umana Genesi 4:16-29
L'inizio delle nazioni del mondo Genesi 10, 11
L'inizio della razza ebraica Genesi 12-50
8 diversi inizi come il numero otto suggerisce e come la parola Genesi conferma.
Vi sono sette (completo) nomi e significati in Genesi
Abele, connesso con i sacrifici
Enoch che cammina con Dio
Noe' ed il battesimo tramite il diluvio
Abramo e la fede
Isacco che scava pozzi
Giacobbe che con la scala a tre piani incontra Dio dopo aver lottato con Lui.
Giuseppe fedele fino alla fine.
Praticamente i sacrifici di Abele rappresentano la fede nell'avvento del Messia. Enoch che cammina con Dio e l'uomo che cerca la Sua confidenza tramite la preghiera.
Il diluvio ovvero il battesimo e la nuova rinascita con una nuova generazione, quella di Noe'
Dopo il battesimo e' necessaria la fedelta di Abramo.
Lo scavo dei pozzi rappresenta la necessita' di approfondire o scavare la conoscenza
Dopo di cio' avviene la visione del piano e di Dio che Giacobbe ebbe.
Giuseppe e' l'esempio di colui che persevera fino alla fine. In pratica questo e' il messaggio insito in Genesi.
Noe' avverti' il genere umano dell'imminente catastrofe per 120 anni.
Dette loro un perfetto tempo di pentimento ( la somma e' tre) i numeri multipli sono un enfasi del numero di base ed anche perche' a volte il tempo, che e' importante solo per l'uomo, necessita' di un periodo di tempo piu' lungo allora un multiplo esplica la stessa funzione e proprieta'. In questo conteso e' interessante notare che piovve quaranta giorni e quaranta notti, dato che quaranta e' il numero che rappresenta la maturita' di qualcosa, il diluvio fu un esempio che il giudizio di Dio sull'umanita' duro' fino a che questa maturita' fu completa. Dall'arca uscirono otto persone. l'otto rappresenta un nuovo inizio oppure un nuovo ciclo.
Esodo e' il libro che si contrappone alla Genesi come il Nuovo Testamento si contrappone al Vecchio e vado a spiegarmi. La Genesi spiega la caduta dell'uomo, Esodo e' il libro che spiega come l'uomo viene incatenato dall'avversario e poi redento dal potere di Dio tramite un profeta.
E' interessante notare che l'inizio di Esodo ci dica che l'organizzazione simbolica della chiesa sia giunta a completamento.
Abramo rappresenta Dio padre quale patriarca della famiglia ebraica. Isacco e Giacobbe rappresentano il Figlio ubbidiente e sottomesso, Isacco e Giacobbe lo Spirito Santo. A Giacobbe fu cambiato il nome in Israele che significa che l'uomo lotta con Dio, tramite la preghiera, e solo tramite lo Spirito Santo e' possibile comprendere appieno le risposte di Dio. Giacobbe genero' 12 figli che non solo rappresentano le dodici tribu' ma anche i dodici apostoli. Esodo 1:5 ci dice che i discendenti di Giacobbe ammontavano a settanta, che rappresentano il corpo missionario. La chiesa non solo era completa ma anche pronta a lavorare, infatti senza i settanta non potrebbe essserci il lavoro missionario che e' la forza motrice dell'espansione della chiesa. A questo punto la scrittura ci dice nel verso sette che completa (sette) il concetto che i figli di israele divenirono numerosi e potenti. Ma il verso otto (nuovo ciclo) ci dice che un nuovo re che non conosceva Giuseppe sorse. Come sempre accade Satana cerca di distruggere la chiesa. Gli egiziano sono famosi per aver sempre tenuto dei buoni registri quindi la frase che questo nuovo re non fosse a conoscenza di Giuseppe e' un po' strana, ma forse se ricordiamo che la parola conoscere in ebraico significava anche "conoscere" la propria moglie od "amare" abbiamo la sensazione che Giuseppe fosse noto al nuovo Re ma non "amato" da lui. Il problema e' insito nella maniera in cui il popolo di Dio si riunisce e si distingue. Infatti gli ebrei non si mescolavano con gli egizi, non si integrarono con loro, non persero la loro identita' nazionale. Questo fece si che Satana mise in cuore a questo nuovo re delle paure che non avrebbero dovuto esistere e che generarono odio ed oppressione. In questo caso la prova non venne perche' gli Israeliti mancarono in qualcosa, come nel caso di Giobbe vennero provati da Satana per provare a Dio la debolezza dei suoi figli. E' interesasnte notare che Mose', un puro levita, in quanto sia il padre che la madre erano ambedue della stessa tribu', fosse il designato redentore del popolo. Il potere che genera la salvezza e' il sacerdozio. ed il sacerdozio che amministra le cose temporali e' il sacerdozio levitico, la salvezza che Mose' porto era una salvezza, o meglio un riscatto temporale e genero' un sacerdozio temporale. La salvezza che Cristo porto' fu una salvezza o meglio un riscatto spirituale e questo era di pertinenza del sacerdozio che Melchisedec deteneva. Abramo, il padre dei fedeli pago' la decima e prese il sacramento con Melchisedec per dimostrare che tutti i fedeli devono ossequiare e riverire il Santo Sacerdozio dell'ordine del Figlol di Dio. Melchisedec a somiglianza di Gesu', fu un principe di pace e Re di Gerusalemme.
Mose' e' un esempio perfetto di come l'uomo puo' acquisire le varie maturita' nella vita. Egli ebbe tre ( perfetto) cicli nella sua vita tutti di quaranta anni (maturita')
Nei primi quaranta egli penso' di essere "qualcuno"
nei secondi quaranta forse penso di essere "nessuno"
negli ultimi quaranta scopri' cio' che Dio puo' fare di un "nessuno" vedi Ebrei 11:23-29

E' interessante notare che nel libro di Genesi Dio diede a Noe' le leggi di base per tutta l'umanita' futura. Genesi 9:2-7
mentre in Esodo 20-24 Dio da delle leggi specifiche al suo popolo, perche' sono il suo tesoro particolare. Sembra evidente da molti particolari che il primo set di tavole contenesse il vangelo che e' la buona notizia, ma che l'errato comportamento degli Israeliti fece si che una legge piu' bassa venisse data. Per approfondire questo punto potreste leggere "Vangelo".

Il Levitico o libro dell'espiazione.
La genesi spiega la caduta dell'umanita.
Esodo il riscatto del popolo di Dio tramite la sua potenza.
Levitico come il popolo di Dio dovrebbe adorare.

Il libro del Levitico dimostra anche l'amore che Dio nutre per il suo popolo, anche in senso temporale. Le leggi e prescrizioni di igiene e salute dimostrano che Dio si prende cura di noi non solo sotto l'aspetto spirituale ma anche fisico. 
Levitico e' anche il libro delle feste tutte in serie di sette.
Ogni sette giorni un sabato.
Ogni sette anni un anno sabatico.
ogni 49 anni 7 per sette seguiva un Giubileo
Pentecoste era sette settimane dopo la Pasqua
Nel settimo mese vi era la festa delle trombe, del tabernacolo e dell'espiazione.
La pentecoste durava sette giorni come la Pasqua.
Numeri.
Il libro dei fallimenti.
Gli ebrei erano ad undici giorni dal paese promesso ma non dimostrarono fede in Dio e cosi' dovettero vagabondare per quaranta anni nel deserto, questo per dare il tempo di far passare una intera generazione che non meritava una si grande benedizione. Anche Mose' arrivo' vicino al paese promesso ma anch'egli non pote' entrarvi a causa di un suo errore. Questo e' un grande monito per ognuno di noi. Infatti se il Signore e' stato inflessibile con Mose' che amava cosi' tanto non sara' forse lo stesso con noi se commetteremo errori simili? Non sto parlando di salvezza, Mose' ovviamente desiderava entrare in Palestina ma Dio glielo nego' nonostante il suo servizio per dimostrare a tutti noi che le benedizioni si devono meritare. Dio non fa regali, Egli concede benedizioni ai meritevoli.
Deuteronomio, ovvero la ripetizione della legge.
Non vi devono essere scuse per il popolo di Dio. Come un secondo testimone che e' richiesto proprio dalla legge, questo libro serve per andare in profondita' e spiegare in dettagli la legge di Dio. Non a caso questo libro e' la fonte delle risposte di gesu' alla tentazione di Satana. E' il libro di Dio sull'ubbidienza.
Il capitolo 28 e' un capitolo profetico in cui Dio fa vedere cosa Israele puo' ottenere tramite l'obbedienza oppure la disobbidienza. I versi 47-49 parlano dell'invasione romana sotto Tito. I versi 63-67 descrivono i giudei di oggi e nel verso 64 e' profetizzata la loro dispersione, che ovviamente non e' avvenuta a caso ma dovuta solo alla loro reiezione del Messia. In questo libro vi e' il passaggio delle consegne tra Mose' e Giosue' che non a caso ha ottanta anni, due volte quaranta, che significa maturita, ottanta e' un multiplo di otto che significa un nuovo ciclo che e' proprio quello che sta per cominciare con Giose' ed il numero due che e' infatti la seconda dispensazione o generazione di quel periodo. 
I giudici.
E' interessante far rilevare che il periodo dei giudici copre 350 anni La somma da otto che fa intendere un nuovo ciclo di cose, infatti dopo cio' avviene che vi saranno i re, voluti dal popolo.
In questo libro sono descritte sette apostasie, sette conseguenti servitu a sette nazioni pagane e sette riscatti. Come sempre i numeri sono rimarchevoli, 3 cicli di sette. Niente avviene per caso, tutto sembra programmato per dare un aspetto anche simbolico di cio' che avviene ed il lettore puo' trovare nuovi stimoli di sete per approfondire meglio l'argomento.

In Samuele abbiamo l'inizio della dinastia dei re. Abbiamo Saul e Davide. Mi sno sempre chiesto come mai Dio avesse scelto Saul come re, poi penso di aver capito il perche'. In Saul vi sono molte cose interessanti da rlevare. Il popolo voleva un re nonostante Dio non fosse concorde. Dio rispetta il libero arbitrio e cosi' lo concede. Saul all'inizio ha i requisiti morali richiesti e soprattutto ha i requisiti che il popolo richiedeva. Egli era alto, bello di presenza e cosi' via, credo che Dio abbia dato loro il re che desideravano. Piu' tardi in saul il popolo scoprira' tutti i difetti che un Re puo' avere per creare malcontenti od occasioni di peccato. Poi abbiamo la scelta di Davide. Egli era la scelta di Dio e nella sua scelta Samuele spiega come Dio sceglie. Egli era un pastore e questo ci fa capire anche simbolicamente che i dirigenti debbono essere dei buoni pastori. In Davide vi e' la perfezione di questa chiamata, anche oggi Davide e' riconosciuto come il re principale di Israele ed il Cristo da Lui discende. IL fallimento finale di davide altri non e' che la dimostrazione che anche i grandi quando lasciano la mano di Dio, come nel caso degli anni finali di Davide, non hanno scampo. Non importa quanto grandi siano stati, se lo sono stati, non era perche' loro erano grandi, ma perche' Dio li aveva resi tali. Anche questo e' un grande monito per ognuno di noi. Non importa quanti grandi opere siano state fatte nel suo nome, importa di perseverare fino alla fine, importa di essere dipendenti da Lui non un certo periodo, ma sempre. I nostri successi o fallimenti non dipendono da noi ma sono la conseguenza dell'aiuto o del mancato aiuto che abbiamo ricercato.Io posso ogni cosa in Colui che mi fortifica, spiego' il saggio Paolo. Mosia invece disse
Vi dico che se voi serviste Colui che vi ha creati dal principio, che vi preserva di giorno in giorno, PRESTANDOVI l'alito perche' voi possiate vivere, muovervi ed agire di vostra volonta', e sostenendovi da un momento all'altro, io dico che se voi lo serviste con tutta la vostra anima, pure non sareste che dei servitori inutili. Ed ecco, tutto cio' ch'Egli vi richiede e' di attenervi ai suoi comandamenti; ed Egli vi ha promesso che prospererete su questa terra; ed Egli non varia mai da quanto ha detto; dunque, se voi osserverete i suoi comandamenti, Egli vi benedira' e vi fara' prosperare. Mosia 2:21-22

Ezechiele era il fedele predicatore agli ebrei in esilio in Babilonia. La cosa interessante e' che egli profetizzo' che il loro paese, la loro citta', il loro tempio sarebbero stati restaurati loro. Ma dato che egli profetizzo' anche per gli ultimi giorni il suo messaggio era ed e' rivolto anche agli ebrei esuli degli ultimi giorni. Non solo egli profetizza la costruzione di un tempio anche per gli ultimi giorni e ne da le misure e le modalita' come ricevute direttamente dal Signore. E' anche il profeta che piu' di ogni altro, con assoluta chiarezza e dovizia di particolari, predice la fuoriscita di una storia scritta dal suo popolo in esilio, per cui gli ebrei troveranno consolazione e spiegazione di tutto cio' che e' loro accaduto durante i secoli. Troviamo poco di questo libro nei vangeli o nelle epistole, infatti essendo un libro apolittico si trovano molte analogie in Rivelazione. Come Giovanni Ezechiele vide attraverso i secoli il destino non solo di Israele ma del mondo intero e se sembra incomprensibile e' solo perche' e' costretto a spiegare avvenimenti e soprattutto cose di cui non possiede i giusti termini e pertanto descrive avvenimenti e cose moderne con le parole a sua disposizione. Egli era contemporaneo di geremia che profetizo' agli ebrei in Gerusalemme e contemporaneo di Daniele che profetizzava, come lui a babilonia alla corte del re. La differenza e' che Daniele fu deportato in Babilonia nel 606 a.c. mentre Ezechiele otto o nove anni dopo. Per questo amo pensare che egli conoscesse personalmente Lehi e che ne abbia non solo profetizzato la sua partenza ma che forse l'abbia vista personalmente. E' chiaro che queste sono supposizioni ma comunque Lehi parti' prima che egli fosse deportato in Babilonia, quindi la possibilita' esiste.

Daniele un condensato di conoscenza, saggezza e probita'.
Contemporaneo di Ezechiele, non solo il suo libro e' pieno di conoscenza nascosta o rivelata ma e' anche un grande esempio di saggezza e probita' dello scrittore. Un esempio per qualunque seguace di Dio. Ezechiele che era suo contemporaneo fu spinto dallo spirito a paragonarlo a Noe' e Giobbe Ezechiele 14:14 e Dio stesso dichiaro' in Daniele 10:11,19 che egli era grandemente amato.
Dio lo onoro' nelle sue richieste o preghiere, tanto erano cariche di potere. Dio mando' una speciale ambasciata di angeli dal suo trono con le eccitanti parole: Sono venuto per le tue parole Daniele 10:12. Dio esibi' il suo potere tramite di lui ma egli mai ne rivendico' la proprieta'. Daniele fu come Giuseppe d'Egitto, una candela di Dio che brillava nelle corti pagane. Fu rispettato ed ascoltato da tutti i sovrani che via via si succedettero e non vi e' dubbio che Ciro sia stato grandemente influenzato da lui. Probabilmente Daniele gli avra' mostrato la profezia che Isaia aveva scritto un secolo prima e che lo riguardava e questo lo aiuto a prendere la decisione di emettere il decreto per la ricostruzione del tempio a Gerusalemme. Daniele scandisce i tempi dell'umana storia prima e poi da con assoluta precisione il tempo della venuta del Messia. Poi profetizza che in 2300 anni il santuario sarebbe stato purificato e quindi profetizza la fine dell'apostasia e poi da anche dei tempi indicativi sulla seconda venuta del Messia nel suo capitolo di chiusura.

I Vangeli
E' interessante notare che abbiamo quattro diversi Vangeli.
Quattro e' il numero che arppresenta la terra. Abbiamo quattro stagioni, quattro punti cardinali, nella parabola del seminatore, il nostro Signore divide il campo in quattro diversi tipi di terreno e poi dichiara che il campo e' il mondo.. Come mai il Signore ha voluto quattro evangeli? semplice per indirizzarli non solo ai quattro venti della terra ma anche per soddisfare tutte le necessita' intellettuali e sprituali di ognuno di noi e vediamo come. Abbiamo tre Vangeli sinottici, che significa che sono paralleli che in pratica discutono delle stesse cose, ma cosa importante cercano di toccare la mentalita' di diverse persone. Abbiamo un Vengelo definito spirituale, quello di Giovanni che ha un'altra specifica missione, i primi tre parlano del Cristo in azione, Giovanni lo descrive nella meditazione e nella sua comunione con Dio. Vediamo a chi erano diretti questi tre Vangeli sinottici. I Vangeli ci dicono quando e come Gesu' venne. Le epistole perche' e perche' cosa venne.
Nel Vecchio Testamento viene preparata la venuta del Messia.
Nei quattro vangeli Cristo viene, muore per il mondo e fonda la sua chiesa. Negli atti e nelle epistole sono rivelati i modi in cui Gesu' fu ricevuto ed applicato nelle vite individuali.
Nel Libro di Rivelazione viene spiegato tutto il piano divino.
Torniamo al fatto a chi fossero diretti i Vangeli.
Matteo presenta Gesu' come Re. E' scritto primariamente per i Giudei. Egli e' il figlio di davide. La sua regale genealogia e' data nel capitolo primo. Nei capitoli 5-7 abbiamo la sua costituzione come Re data alle persone che lo vorranno onorare come tale.
Marco lo dipinge come un servo. Questo Vangelo e' scritto per i Romani. Non vi e' alcuna genealogia, ai romani non interessa la sua discendenza e poi chi sarebbe interessato alla genealogia di un servo? Molti piu' miracoli sono descritti nel libro di Marco, piu' di ogni altro Evangelo. Ai romani non interessavano le parole , solo i fatti.
Luca dinge il Cristo come l'uomo perfetto. Scritto per i Greci, la sua genealogia qui va indietro fino ad Adamo non fino ad Abramo come Matteo fa, questo per fare capire ai greci che essi come pure i romani sono parte della famiglia umana e come tali eredi delle promesse pure.
Giovanni e' molto piu' preoccupati di tutti gli altri nel presentare il Cristo come figlio di Dio e quindi come Dio stesso. Il Vangelo di Giovanni e' per tutti coloro che credono ed e' scritto per condurre gli uomini a Cristo Giovanni 20:31. Tutto nel suo Vangelo e' teso a dimostrare ed illustrare la sua divina relazione con Dio.
Matteo e' interessato con la venuta del promesso Salvatore.
Marco e' interessato con la vita di un poderoso Salvatore.
Luca e' interessato nel mostrare la grazia del perfetto Salvatore.
Giovanni e' interessato con il possesso di un Salvatore personale.

Vi sono quattro vangeli come abbiamo appena visto perche' sono necessari per dare ad ognuno di noi, secondo la nostra cultura e retroterra un motivo in piu' per comprendere il salvatore. Ognuno degli scrittori aveva qualcosa di speciale da descrivere riguardo la missione del Messia.
Fermiamoci un attimo a riflettere. Tutti i Vangeli sono collegati alla promessa del messia del Vecchio Testamento. Non si possono spiegare i vangeli senza prendere in considerazioni le profezie del vecchio testamento. I profeti hanno dato un ritratto del Cristo completo. Loro hanno parlato della sua autorita', della sua missione, della sua nascita, delle sue sofferenze, della sua morte della sua resurrezione ed infine della sua Gloria. Consideriamo i nomi ed i titoli che gli sono stati via via affidati dai profeti.
E' chiamato re.
Salmo 72, Isaia 9:6-7 32:1 Geremia 23:5 Zaccaria 9:9 14:9. Questi passaggi, fra molti altri, parlano dell'ufficio reale del Cristo.
Egli e' chiamato il Servo di Dio Isaia 42:1-7 52:13-13 e capitolo 53
Egli e' chiamato uomo, il figlio dell'uomo Genesi 3:15 22:18 Isaia 7:14-16
Egli e' chiamato Dio Isaia 9:6 40:3-5 47:4 Geremia 23:6 
Questo e' uno dei motivi per cui i Vangeli danno enfasi ad ognuna di queste affermazioni.
Cristo doveva essere presentato ai vari popoli secondo la loro cultura. Paolo spiego' questo concetto dicendo che con i greci si faceva greco e cosi' via. Al tempo di Cristo vi erano quattro diversi tipi di persone e che possono benissimo essere riscontrati anche nei nostri giorni. Prendiamo i Giudei per primi. Essi erano ben introdotti nelle scritture e nelle profezie.
Matteo diresse il suo Vangelo proprio per loro. E' interesante notare che Giovanni scrisse il suo vangelo molto tempo dopo i primi e sicuramente volle colmare l'ultima lacuna che era rimasta quella di un vangelo spirituale che toccasse lanima di ognuno di noi in maniera diversa. Tre e' il numero perfetto e quindi i tre Vangeli sinottici sono perfetti sotto questo aspetto per l'umanita' ma essendo quattro il numero che raprpesenta la terra ed il fatto che l'uomo e' anche fatto di spirito, Giovanni scrisse il suo Vangelo per completare il quadro e sopperire l'unico Vangelo di natura divina in quanto il numero uno rappresenta Dio od il divino. Insomma possiamo girala come vogliamo ma quattro dovevano essere i Vangeli per rappresentare tutta la terra.
Tornando a Matteo, egli cerco' di impressionare i Giudei. Dimostro' loro che Cristo era uno di loro, che aveva diritto al trono e che tutte le profezie del vecchio tetsamento erano dirette verso di lui. Matteo cita' le profezie del Vecchio testamento per provare tutto cio' la sua frase preferita e' : e questo adempiva...oppure come fu detto dal profeta tale.....
Abbiamo questo tipo di persone oggi che cercano l'adempimento delle profezie per comprendere.
Dopo i Giudei venivano i Romani, i padroni del mondo di quell'epoca. Marco scrisse per loro. I romani non sapevano quasi niente delle scritture del vecchio testamento. Non erano interessati nella profezia. Ma loro erano molto interessati nella'apparizione di questo grande leader in Palestina.. Gesu' aveva affermato molto di piu' di una semplice autorita' terrena ed aveva mostrto poteri, con i suoi miracoli, che andavano al di la della loro umana comprensione. Loro volevano saperne di piu' di questo capo carismatico, che tipo di persona fosse, che cosa disse e cio' che aveva fatto. Il Vangelo di marco era perfetto per i romani che non amavano re stranieri, ma servitori utili. Matteo presentava il Cristo in una maniera che poteva solleticare la loro curiosita' senza offenderne l'orgoglio di padroni del mondo. Ai romani piaceva la schiettezza e la brevita' e Marco diede loro un Vangelo secco ed agile, milletrecentosettacinque volte uso' la parola "e" per essere conciso. Il suo vangelo e' pieno di fatti, non parole. Chiaramente e' il vangelo del Ministerio di Cristo.
I romani del tempo di Cristo erano gli americani del nostri tempo, uomini d'affari, questi non sono interessati nella genealogia di un Re, ma di cosa un Dio puo' loro dare e che puo' soddisfare le loro necessita. Marco e' il Vangelo per gli uomini pratici del suo e del nostro tempo.
I greci. Ecco Luca in azione. Egli era un dottore greco e chi meglio di lui? Lui sapeva che i suoi connazionali amavano la bellezzza, la poesia e la cultura. Loro vivenao in un mondo di ampie vedute. Il Vangelo di Luca ci parla della nascita e dell'infanzia di gesu'. Abbiamo il saluto di Elisabetta a Maria, un cantico delizioso Luca 1:42-45. Abbiamo per mezzo di lui il cantico di maria Luca 1:46-55. Anche Zaccaria ha il suo cantico Luca 1:68-79. Questa prosa e poesia avrebbe sicuramente attratto gli orecchi dei greci essi amavano le arti e Luca scriveva un Vangelo proprio a loro misura. Alla nascita del Salvatore un coro di angeli risuono' Luca 2:13-14. Se oggi fosse scritto un Vangelo per gli americani Dio avrebbe dovuto suscitare un maestro in musicals, per gli ebrei questo direttore era Luca, uno di loro.
Per tutti gli uomini. Giovanni fu scelto per questo scopo.
Chiavi di comprensione per i vangeli
Matteo inizia con la genealogia di gesu' Cristo, figlio di davide e di Abramo. Cio' che preme a matteo e' di dimostrare agli ebrei questi due fatti basilari: la discendenza da Abramo e la sua posizione regale, tramite Davide. Matteo presenta Gesu' come Re per questo da la sua genealogia, un re e' scelto per discendenza non per scelta popolare. Marco non da alcuna genealogia, essendo nel suo Vangelo Gesu' presentato come un servo non vi e' alcun interesse nella genealogia di un servo. Luca da la genealogia di Gesu', ma non fino ad Abramo, bensi' fino ad Adamo perche' e' presentato come "l'Uomo ideale".
Giovanni non da alcuna genealogia, infatti l'intento di Giovanni e' quello di spiegare la divinita' di gesu', un Dio non ha necessita' di alcuna genealogia.
Vediamo come finiscono tutti i Vangeli.
Matteo 28:18-20 e' un Re che comanda e da istruzioni ai suoi sudditi: guardate di osservare tutte le cose che vi ho comandato.
Marco chiude invece cosi':" E loro andarono e predicarono dappertutto, ed il Signore lavorava con loro. Gesu', il servo.
Luca finisce in maniera diversa, essendo dottore prova la risurrezione letterale del corpo di Cristo.
Giovanni invece finisce nel dare ancora una volta di piu' la prova della divinita' di gesu' Cristo. "E vi sono mlte altre cose che Gesu' ece, le quali, se fossero scritte, il mondo non potrebbe contenerle!
Comprendendo Matteo.
Come abbiamo detto Matteo ha lo scopo di convincere gli ebrei della missione di Cristo.
L'apertura del libro e' anche lo scopo. Gesu' e' il figlio di Abramo e Davide.
L'alleanza di Dio con Davide, consisteva nella promessa di un Re eterno 2 Samuele 7:8-13. L'alleanza con Abramo e' che attraverso di lui tutte le famiglie della terra sarebbero state benedette. Genesi 12:3. Il figlio di davide era un Re, quello di Abramo un figlio da sacrificare. Matteo apre con un re e finisce con l'offerta di un sacrificio. Dall'inizio Gesu' e' associato con la nazione giudaica. Matteo usa saggezza per non alienarsi le simpatie dei giudei che potrebbero leggere la sua storia. Lui cerca di convincerli che Egli e' l'adempimento di ogni profezia contenuta nelle loro scritture. Il loro Messia promesso. Matteo cita abbondantemente dal vecchio Testamento con questo scopo. 29 citazioni vengono date e tredici volte dice che quell'evento che cita dice che adempiva quanto predetto dai profeti. Matteo fa di ogni pagina del suo Vangelo una giunzione con il testamento ebraico cercando di far capire ai suoi connazionali che Gesu' era il predetto Messia. Matteo nel suo vangelo e Paolo in Galati, cercano di spiegare ai giudei cristiani che non stavano affatto cambiando religione o fede. ma bensi' che il Vangelo era il naturale adempimento della loro vecchia Legge.
Una cosa interessante da rilevare e' che la genealogia contenuta in Matteo e' la genealogia di Giuseppe, padre putativo di Gesu'. quella contenuta in Luca e' la genealogia di Maria. Si puo' facilmente vedere che Giuseppe discendeva da Jeconia, vedi verso 11, mentre Maria attraverso Nathan. In Geremia 22:30 vi e' una maledizione pronunciata contro Jeconia e se gesu' fosse stato figlio letterale di Giuseppe non avrebbe potuto occupare il trono, ma Egli non era figlio letterale di giuseppe, ma lo era di Maria che non aveva alcuna maledizione nella sua linea fino a Davide.
Adesso guardiamo come Matteo ha tracciato questa storia di un re attraverso il suo vangelo.
un nome di Re Matteo 1:23
Una posizione da Re 2:6
un annuncio da Re 3:3
una incoronazione di un Re 3:17
il rispetto dovuto ad un Re. 4:10
Una proclamazione da Re 5:2 7:29
Un amore da Re 20:28
La gloria di un Re 25:31,34
UN sacrificio reale 27:35,37
Una vittoria reale 28:6
Da notare anche che i tre re magi non cercarono un Salvatore, ma specificatemente il Re dei Giudei.
Gli altri Vangeli non parlano di questo avvenimento perche' loro non sono interessati nel proporre Gesu' sotto questo profilo.
La nascita di gesu' fu seguita da 12 anni di silenzio fino a quando fu nel tempio con i dottori. Poi vi furono altri 18 anni di silenzio fino a quando intraprese la proclamazione del Vangelo. So che i numeri sono simbolici. Il dodici e la rappresentazione della guida divina sulla terra e contiene il numero uno , Dio, con il due, i suoi due testimoni. Questa e' l'eta' in cui viene conferito il sacerdozio nella chiesa di Gesu' Cristo, proprio perche' simboleggia la guida divina conferita' all'umanita'. I diciotto anni di silenzio contengono il numero uno, Dio, e l'otto che rappresenta un nuovo inizio o ciclo, infatti Gesu' stava proprio cominciando, con la guida di Dio la nuova dispensazione e che avrebbe portato a termine il tutto e' indicato dalla somma 1+8 = 9 che e' un multiplo di tre che dimostra la perfezione del suo operato. Gesu' si preparo' per trenta anni, un periodo di tempo perfetto di preparazione per predicare per 3 anni, un periodo perfetto di predicazione.
La predicazione di Giovanni battista.
Ogni Re ha il suo araldo che lo precede e Giovanni era l'araldo del re celeste. Quando fu battezzato la voce del Padre lo incorono' come suo erede.
Come ogni Re ebbe il suo speciale "gabinetto" i dodici ed i settanta. Il Regno dei cieli e' una frase precipua di Matteo, la parola regno si trova 55 volte nel libro di Matteo perche' e' il vangelo del Re. L'espressione "regno dei cieli" e' citata 35 volte e non si trova negli altri vangeli. Delle 15 parabole riportate da Matteo, ben dodici e questo numero la dice lunga sul loro contenuto, cominciano con la frase "Il regno dei cieli e' come". I giudei comprendevano perfettamente il termine"Regno dei cieli"
Una cosa interessante e' che Gesu' dopo che i Giudei rigettarono il suo messaggio fa un cambiamento nei suoi insegnamenti. Egli comincia a menzionare la "chiesa" invece del Regno dei cieli. Matteo 16:18
Visto che i Giudei non ascoltavano il suo messaggio, che era diretto primariamente a loro, egli comincio' a costruire un nuovo edificio, un nuovo corpo di persone, i suoi seguaci che avrebbero incluso ebrei e gentili.
La domenica delle Palme si seppe che Gesu' sarebbe entrato nella citta' quel giorno, fu accolto come un re e la cosa piu' importante e' che Gesu' per la prima volta permise un fatto del genere. La fine stava per arrivare ed Egli voleva e doveva essere offerto come Messia anche se reietto.
Marco.
Questo era il Vangelo per i Romani, pensate che a quell'epoca i Romani erano dappertutto il mondo conosciuto, non una piccola entita', bensi' la grande comunita monidale. per fare un esempio Paolo pur essendo ebreo era cittadino romano. Romani non erano solo le persone nate a Roma, bensi' coloro che nascevano nei confini dell'impero potevano acquistare questa cittadinanza. Paolo spiega nel suo vangelo che con i Greci si faceva greco. Non che Paolo tendesse a mentire nei suoi propositi, bensi' faceva intendere che presentava il suo messaggio ad un greco in maniera diversa da come lo avrebbe presentato ad un altro popolo. Questa e' una delle chiave per un buon servizio missionario: comprendere il retroterra di una persona per meglio aiutarla a comprendere perfettamente il Vangelo dal suo punto di vista.
Marco non aveva interesse a presentare Cristo nello stesso modo di Matteo, il suo messaggio era diretto ad un altro tipo di persona.
Lo scopo di marco era di Marco 10:45
Marco non aveva bisogno di citare dichiarazioni o profezie del Vecchio testamento riguardanti Gesu', i Romani non erano interesati nelle parole, bensi' nei fatti. Marco prova questo mostrando le opere del Cristo. I romani erano gli americani della loro epoca ed amavano il senso comune, le cose pratiche. Marco propino' loro queste cose. Praticamente il pensiero, di base, di un Romano era:"Io non so niente delle vostre scritture, e non mi interessano le vostre nozioni, ma mi piacerebbe sapere una storia chiara della vita di questo uomo Gesu', di cui tanto si parla. Dimmi cosa fece e fammelo vedere proprio come era."
Marco e' il vangelo piu' breve e conciso, scritto per le persone pratiche. Matteo ha 28 capitoli (2 secondo testimone per un secondo inizio), abbonda in parabole e dipinge il Cristo come figlio di davide con regale dignita' ed autorita'.
Marco ha 16 capitoli ( la somma e' sette, completo, 1 Dio e 6 incompleto, perche' il Vangelo in se stesso e' completo ma il sei determina che ve ne devono essere altri) Marco da 4 parabole.
L'abilita' di un artista puo' essere nel lasciare fuori cio' che non serve. Un amatore butta dentro tutto. Nella stretta armonia di presentare Gesu' come servo noi notiamo queste omissioni.
Non vi e' niente della nascita miracolosa, non vi e' nessun riferimento alla sua nascita, questo e' significativo: nessuno e' interessato nella nascita di un servo. Non si parla dei tre magi, un servo non riceve omaggio alcuno. Non vi e' alcun riferimento alla visita nel tempio, ai gentili interessano i fatti concreti non la sua relazione con la legge ebraica.
Non vi e' il sermone sul monte o meglio della costituzione del re riguardo il suo Vangelo. Matteo ha tre capitoli perche' e' la costituzione del re. Marco che descrive un servo non accenna a niente di tutto cio'.
In Marco abbiamo solo una citazione dai profeti Marco 1:2 e questo solo per introdurre il motivo principale che Marco cerchera' di inculcare nei suoi ascoltatori: la necessita' di un cambiamento di vita che deve protare al battesimo.
Mai viene usato un titolo regale per Cristo se non per deriderlo, come si fa con i servi. Matteo chiama Cristo Emanuele "Dio con noi", gli altri evangelisti lo chiamao "Signore". Marco lo chiama "Maestro" e' completamente umano e piu' facilmente digeribile per i suoi lettori.
Matteo scrive"Signore salvaci, stiamo per morire" dello stesso incidente marco dice:"Maestro non ti interessa che stiamo per morire?"
Non vi e' alcuna citazione in Marco che la sua opera sia finita. In Giovanni 19:30 e' scritto" E' finito". In Marco non vi e' questa dichiarazione, un servo non puo' decidere quando il suo lavoro e' finito.
Non vi e' introduzione in Marco. Gli altri Vangeli hanno lunghe introduzioni, non in Marco. Marco dice semplicemente "Vangelo di Gesu' Cristo" ed aggiunge semplicemente figlio di Dio ma come vedremo era per stuzzicare l'interesse dei suoi lettori.
La parola Vangelo e' usata 12 volte in tutti i Vangeli e ben otto di queste volte solo nel vangelo di Marco. Il servo aveva delle buone notizie.
Se date un'occhiata alla parola che apre dodici dei sedici capitoli vedrete la breve "e". Il suo servizio era completo e senza interruzioni. Il Vangelo di Marco e' un concentrato per la sua brevita', gli orpelli tanto cari ai Giudei mancano i gentili amavano la praticita' e la brevita'.
Matteo ha 14 parabole, Marco solo 4 e come il suo numero ci dichiara sono parabole "terrene": il seminatore, il seme che cresce in segreto (solo di Marco), il seme di mostarda, ed il fattore infingardo. In Matteo abbiamo tante parabole, i giudei amavano far lavorare la mente. In matteo al posto delle parabole abbiamo molti miracoli, le opere del servo. Venti miracoli sono dati in grandi dettagli da Marco.
E' interessante notare che Gesu' non abbia mai chiamato persone oziose al suo ministerio. Ha sempre chiamato persone occupate a seguirlo.
E' solo nel vangelo di Marco che e' detto che Gesu' era un falegname.
Marco ci dice dei suoi tormenti, che pianse, che si meravigliava, che amava, che si arrabbiava, che i suoi sentimenti pur essendo perfetti avevano i tratti umani.
Marco riporta la dichiarazione che il sabato era fatto per l'uomo e non viceversa 2:27
Vi sono 35 miracoli in tutti i vangeli (3+5=8) solo uno e' riportato da tutti(Marco 6:32-44).
Marco non menziona che nel getsemani Cristo avrebbe potuto chiamare dodici (1+2=3) legioni di angeli. Un servo non ha legioni. Nessuna promessa e' fatta al ladro sulla croce. Solo un re e' intitolato per queste cose e Marco non e' interessato a mostrare questo lato del Cristo ai suoi interlocutori.
Luca
Lo scrittore del terzo vangelo era il dottor Luca, il compagno di Paolo. Nativo della Siria, apparentemente un classico gentile (colossesi 4:14). Se questo e' vero Luca e' l'unico gentile che scrisse un vangelo e' questo sarebbe in armonia con i numeri: 3 Vangeli di discendenza ebraica sono perfetti per essere rappresentati, ma siccome la buona notizia e' per tutto il mondo il quarto ( rappresenta il mondo) ed e' scritto da un gentile che rappresenta tutte le posterita terrene non discendenti dal popolo eletto.
E' facile capire che Luca era un uomo molto educato del suo tempo, un profondo osservatore.
Il Vangelo di Luca era diretto ai Greci. A parte i romani ed i Giudei i greci anche erano una popolazione molto importante dell'epoca. Essi avevano influenzato con i loro filosofi, e purtroppo avrebbere ancora influenzato la futura cristianita', molti popoli. I romani erano affascinati dal pensiero greco e ne adottarono una gran parte. E' interessante a questo proposito notare che molti degli dei Romani avevano il loro corrispondente nelle divinita' greche.
Luca possedeva una cultura molto vasta, amava la bellezza della'rte, la retorica e la filosofia. Luca fu uno strumento perfetto per questo scopo.
L'ispirazione non distrugge l'abilita' indivuduale bensi' la completa, ogni profeta' e' stato ispirato a scrivere secondo la sua abilita'.
Luca scrive a Teofilo ( sarebbe interessante scoprire il significato di questo nome che ha la radice Theo). E' pensato che costui fosse un cristiano influente in Grecia.
Matteo presenta il Cristo come Re.
Marco lo presenta come servo di geova ai romani.
Luca lo presenta come uomo perfetto ai greci.
Questo e' il vangelo per i peccatori, infatti dimostra l'amore di Dio che si fa uomo per salvare l'umanita' peccatrice.
In Luca vediamo la divinita'manifesta nella carne. Luca manifesta Gesu' come uomo, con tutte le sue simpatie, sentimenti e crescenti poteri, un Salvatore che e' perfetto per ognuno di noi.
Come dottore Luca ci presenta con la piu' grande dovizia di particolari la nascita miracolosa del salvatore. Cristo il salvatore di questo universo veniva al mondo nella maniera solita di ogni uomo, sua madre ebbe le stesse sofferenze e gli stessi problemi di tutte le altre. Cristo era un piccolo come tutti gli altri soggetto a tutte le infermita', fisiche e spirituali. Secondo Luca egli crebbe come tutti noi in sapienza e potere, passo dopo passo e non per virtu' divina, bensi' per applicazione e sacrificio. Gesu' fu soggetto a suo padre e sua madre come ognuno di noi 2:51.
Come uomo pianse la sorte di Gerusalemme, pregava in ginocchio come ogni umile uomo e conobbe la sofferenza fisica e spirituale, sia nel giardino che sulla croce.
Luca e' il vangelo delle persone messe in disparte dagli altri. Il buon Samaritano, il pubblicano e cosi' via. E' il vangelo che nella sua umanita' accomuna il femminile al maschile, infatti l'umanita' non e' maschile bensi' ambedue. abbiamo la relazione fra Elisabetta e Maria, la compassione di Gesu' per la donna di nain e la sua profonda compassione per l'adultera emolti altri casi 7:46 8:3 8:42 9:38 10:38-42 11:27 23:27
Solo Luca ci dice che pianse su Gerusalemme o del sangue che verso' nel Getsemani. Il Vangelo di Luca e' poetico. Si apre con il cantico "Gloria a Dio" si chiude con il cantico "ringraziate e benedite Dio". I cristiani hanno cominciato a cantare inni probabilmente con Luca.
Il "Magnificat" di Maria 1:46-55
Il cantico di Zaccaria 1:68-79
il canto degli angeli 2:8-14
Luca parla delle preghiere del Signore piu' di ogni altro evangelista. La preghiera e' la dipendenza umana da Dio.
Giovanni.
Lo scopo di Giovanni era di provare che Gesu' era il promesso Messia per i giudei ed il figlio di Dio per i gentili. La parola chiave di questo Vangelo e' "credere". questa parola si trova 98 (perfezione per credere nel nuovo ciclo) volte in questo libro. Il tema principale di questo libro e' di dimostrare che il bimbo di betlemme altri non era che il letterale figlio del Padre. Tutte le cose erano state fatte da Cristo nella preesistenza, ma ora la parola era stata fatta carne.
Nessuna genealogia e' necessaria per Colui che gia' viveva, nessun resoconto della sua nascita, Egli gia' viveva. Cio' che preme a Giovanni e' di assicurarsi che il lettore capisca che Gesu' e' letteralmente il figlio del Padre, la parola Unigenito e' la prova di cio'. L'unico nato direttamente dal padre. Ognuno di noi e' figlio di Dio tramite Adamo (notare la genealogia di Gesu' Luca 3:38) ma solo uno e' Unigenito, cioe generato direttamente come Luca spiega luca 1:35.
Giovanni pone enfasi su cio' 1:34
Natanaele 1:49 nelle parole del Cristo 3:16
Per ben 35 volte (3+5=8) parla di Dio come "Mio Padre" e per ben 84 volte (8+4=12) dichiaro' di essere il Figliol dell'Uomo.
5:25
9:37
11:27
17:1
Il libro di Giovanni e' stato scritto per provare che Gesu' era letteralemnte il figlio di Dio. Giovanni ci da sette (completo) testimonianze di cio'
1:34 Giovanni battista.
1:49 Natanaele.
6:69 Pietro.
11:27 Marta.
20:31 Giovanni
9:37 al cieco fu chiesto se credeva nel figlio di Dio e Lui assenti'
10:36 Cristo stesso.

Sette miracoli.
Acqua tramutata in vino 2:1-11
la guarigione del figlio del nobiluomo 4:46-54
la guarigione dell'uomo a betsaida 5:1-47
sfamo la moltitudine di 5000 persone 6:1-14
cammino' sull'acqua 6:15-21
La guarigione del cieco 9:1-41
la resurrezione di Lazzaro 11:1-57

in questo libro vi sono sette dichiarazioni di essere il grande "Io Sono" del vecchio Testamento e quindi un'altra prova della sua divinita'.
Io sono "Il pane della vita 6:35
Io sono "La luce del mondo" 8:12
prima di Abramo "Io sono" 8:58
Io sono "il buon Pastore" 10:11
Io sono "la resurrezione e la vita 11:25
Io sono "la via, la verita' e la vita" 14:6
Io sono "il vero vino" 15:1

se dopo ogni "Io sono" mettiamo i due punti avremmo che Egli stava definendo se stesso in maniera ancor piu' specifica.

Giovanni non comincia da Betlemme, il suo scopo e' di proclamare il figlio di Dio e di dimostrarne la sua divinita'. Cosi' Giovanni inizia come Genesi:"nel principio"
Anche la testimonianza che porta Giovanni Battista e' diversa da quella degli altri Vangeli. Qui Giovanni battista parla di Lui come dell'Agnello di Dio, mentre in Matteo viene data enfasi alla venuta del "Regno" ed in Luca enfasi al pentimento.

Atti.
scritto da Luca e' praticamente il passaggio di consegne fra Gesu' e lo Spirito Santo.
Lo Spirito Santo e' menzionato 70 volte in questo libro, chi conosce il significato dei numeri sicuramente non si stupira' di questa "coincidenza". La parola testimone e' usata circa trenta volte.
Il libro si apre con la predicazione del Vangelo a gerusalemme, la metropoli degli ebrei, il popolo eletto e termina con la predicazione del Vangelo a Roma, la vera metropoli del mondo gentile per eccellenza.
In Atti 1 fino a 12 troviamo Pietro che predica il pentimento agli ebrei dal capitolo 13 al 28 troviamo Paolo che porta testimonianza ai gentili con la parola chiave "credere". I primi avevano bisogno di ravvedersi sul Messia i secondi di comprenderlo e di accettarlo.
E' interessante anche notare che il primo sermone di Pietro porto' 3000 persone ad essere battezzate. E' il libro che parla di come le missioni furono organizzate ed il prezzo pagato dai martiri per la predicazione del vangelo.

Abbiamo 21 epistole di Paolo, anche qui vi e' materia per gli amanti dei numeri. Molte furono scritte da Gerusalemme, mentre altre da Roma. Da Roma scrisse ad Efeso, una a i Colossesi, una a Filemone ed una ai Filippesi.
La prima epistola scritta dall'apostolo dei gentili e' chiaramente rivolta ai gentili per eccellenza, i romani. Molti pensano ai giudei romani, ma cio' contrasterebbe con la precipua chiamata di Paolo che era stato messo a parte come apostolo dei gentili, quindi Paolo puo' anche aver predicato il suo Vangelo, talvolta, a qualche ebreo, non va dimenticato che la sua specifica chiamata era per i Gentili. Vi e' infatti un'altra erronea tradizione che Pietro abbia fondato la chiesa a Roma. Pietro aveva la specifica chiamata di evangelizzare i Giudei Galati 2:9. Non sappiamo chi fu il fondatore della chiesa a Roma e non ha una grande importanza, sappiamo comunque che ne Paolo (scrivendo ai romani da Gerusalemme, prima di andarvi, abbiamo la prova che non fu lui) e neppure Pietro potevano avere impiantato la chiesa a Roma.
Questa e' lepistola preferita dai protestanti infatti Paolo parla della salvezza per grazia anche se alla fine della sua spiegazione dice chiaramente Romani 5:21
cosi' anche la grazia regni, MEDIANTE LA GIUSTIZIA, a vita eterna, per mezzo di gesu' Cristo, nostro Signore.
1 e 2 Corinzi
Se leggiamo atti 18 troviamo chome il Vangelo raggiunse questa citta'.
Paolo, un uomo allora di circa 50 anni entrava in questa metropoli del mondo antico come un artigiano che fabbricava tende. Diciamo quasi come un costruttore di case del nostro tempo. In un anno e mezzo fu capace di impiantare la cristianita' andando ogni sabato a predicare nelle sinagoghe che erano piene di ebrei e greci convertiti all'ebraismo. La prima lettera a questa chiesa da parte di Paolo e' dovuta al fatto che la filosofia greca dei membri stava prendendo il sopravvento sulla teologia cristiana. Un senso di auto ammirazione e auto indilgenza era entrato in loro. Il pericolo per loro non veniva da fuori la chiesa ma proprio dal di dentro. Le divisioni dei loro punti di vista aveva fatto della chiesaa quasi un partito politico con molte divisioni in esso. Praticamente il baricentro che doveva essere il Cristo non esisteva piu' e cosi' la chiesa scivolava a destra e a manca.
Paolo puntualizza che il ministro cristiano non e' il capo di una scuola o di una setta rivale, come erano soliti essere i filosofi greci. Il ministro cristiano deve essere un servitore di Dio non un Maestro che avesse discepoli.
Paolo spiega che la liberta' non significa essere senza regole, ma che la liberta' degli uomini finisce dove comincia la liberta' altrui. La resurrezione era un altro soggetto che i Corinzi non erano riusciti a digerire cosi' Paolo rispiega il tutto.
Cristo era morto per i nostri peccati come le scritture avevano profetizzato 15:3
Era stato sepolto 15:4
Era risuscitato il terzo giorno come le scritture dicevano 15:4
molti ne erano stati testimoni 15:5,6
fortunatamente I Corinzi praticavano il battesimo per i morti cosi, Paolo pose loro 

la domanda: Altrimenti che faran quelli che son battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatt, perche' dunque son essi battezzati per loro? 15:29
Ottima domanda! Che senso ha se non credevano nella resurrezione.
Non credere nella resurrezione significherebbe che stiamo adorando un Cristo morto. Non avremmo alcuna "buona notizia" perche' la morte fu introdotta dal peccato e non poteva essere sconfitta se non con una resurrezione. La resurrezione di Cristo e' la prova che la morte e l'Ades devono rendere i loro ostaggi e questo non sarebbe potuto avvenire senza un cambiamento nelle leggi che erano state cambiate con la caduta dell'uomo se non per mezzo di una espiazione infinita ed eterna. Se un uomo sta per affogare e qualcuno si tuffa per salvarlo, se quest'ultimo perisce nelle acque non ha salvato nessuno e muore anche lui. Gesu' con la sua resurrezione ha mostrato la sua vittoria e gli altri che hanno camminato per le strade di gerusalemme dopo la sua resurrezione sono la prova piu' lampante che anche gli altri hanno usufruito di questa vittoria.
La seconda lettera ai Corinzi dimostra che Paolo era preoccupato di come avrebbero ricevuto la sua prima missiva, infatti mando' Tito e forse Timoteo per constatare di persona come andavano le cose. Ricevette rassicurazioni che tutto era stato ricevuto bene, ma anche alcune provocazioni di alcuni che questionavano le sue motivazioni e forse anche il suo apostolato, forse perche' egli non faceva parte del quorum originale dei primi 12. Sotto queste circostanze paolo scrisse la sua seconda lettera, in cui esprime gioia per come era stata ricevuta la sua prima epistola ma nache difende la sua chiamata apostolica con estremo vigore. Eglia ci parla della sua vita personale in questa epistola piu' di ogni altra.
La sua fuga da Damasco in un paniere 11:32-33
La sua esperienza del terzo cielo 12:1-4
la spina nella sua carne 12:7
le sue sofferenze 11:23-27
Non aveva mai parlato di queste cose se non ne fosse stato costretto.
Il ministerio di Paolo era un ministerio trionfante ma anche pieno di sofferenze amare. Come ogni battaglia della vita il trionfo avviene sempre tramite sofferenza, diciamo che la vittoria molte volte ha un costo elevato. Una caratteristica peculiare di Paolo e' che era sempre ottimista dato che sapeva che le afflizioni qui sono gloria dopo 2 Corinzi 4:17-18
" Il pessimista vede difficolta' in ogni opportunita'"
"L'ottimista vede un opportunita' in ogni difficolta'"
Paolo viveva con l'occhio diretto sul futuro, non sul presente.

Galati
Questa epistola e' famosa per la frase:" Quand'anche un angelo dal cielo vi annunziasse un Vangelo diverso da quello che v'abbiamo annunziato, sia egli anatema."
Paolo voleva essere sicuro di non essere frainteso in cio' che predicava.
Durante il secondo viaggio missionario Atti 16:6 si trovo' portato in Galazia da una malattia 4:13. Sebbene malato predico' Gesu' e lui crocifisso 3:1 ed ebbe successo 1:6. Probabilmente quando Paolo se ne ando' altri subentrarono nell'insegnamento, Giudeo cristiani o cristiani mal informati. Questi asserivano che la circoncinsione e la legge dovevano essee ancora praticati e che secondo loro Paolo non era un vero apostolo. 
Anche qui Paolo rivendica la sua autorita' apostolica e rimette le cose a posto. E' stato detto giustamente che il giudaismo e' stato la culla della cristianita' ma avrebbe anche potuto esserne la bara se i cristiani fossero rimasti attaccati alle tradizioni ed alla legge.
In questa epistola non vi e' spazio per i ringraziamenti, invece parla di "io mi meraviglio". Infatti il Vangelo diverso a cui si riferiva in quel momento era quello di un ritorno alla legge per quello Paolo spiega il figlio della libera ed il figlio della schiava. Un Vangelo mescolato alla legge non salva, Paolo infatti non dice che loro stavano rinnegando il vangelo, ma PERVERTENDOLO.
Paolo spiega la sua chiamata e la sua educazione evangelica 1:12
Paolo ebbe il suo training in Arabia per tre anni, egli era stato insegnato dallo spirito. Lui era stato con gli apostoli Pietro e Giacomo 15 giorni dopo i tre anni in Arabia, non poteva aver imparato tutto in quei pochi giorni.
Che lui fosse autorizzato in un campo specifico in cui lui solo avesse la piena autorita' e' dimostrato dal suo diverbio con Pietro 2:11-21. Non stava mancano di rispetto al capo degli apostoli, stava solo dicendo che per quanto riguarda i gentili aveva ricevuto autorita' ed ispirazione. 2:6-9
E' interessante notare che Paolo spiega quali siano i frutti dello spirito ed elenca ben nove di questi. Tre sono doni ricevuti da Dio: Amore, gioia e pace tre sono doni per gli altri: longanimita', bonta', benignita' e tre infine sono per noi stessi fedelta', dolcezza, temperanza. tre per tre nove un triangolo perfetto.

Efesini
In Efesini il capolavoro terreno di Dio: la chiesa, viene definito.
e nella parte finale l'armatura di Dio per difenderne il capolavoro.
Interessante anche e' il fatto che in questa epistola vengono menzionate chiaramente le famiglie in cielo 3:14

Filippesi
Questa e' la prima chiesa fondata in Europa. Paolo fu chiamato la' da una visione ed un grido. atti 16:9
Sembra che Paolo scrisse questa epistola mentre era in catene, ma la sua lettera dimostra che era completamente libero nello spirito. Un'atmosfera di gioa permea la lettera anche se scritta in catene.
Paolo menziona il nome del Salvatore 40 volte e sappiamo benissimo che questo numero indica prova e maturita'. Paolo in quel momento aveva ambedue, prova fisica e maturita' spirituale.
Alcune delle cose piu' pure e spirituali della vita cristiana si trovano in questa lettera. Gioia nel vivere, gioia nel servizio. Gioia nella fratellanza, gioia nella ricompensa. In pratica Paolo insegna di non essere ansioso, di pregare per ogni cosa e di essere grato per qualsiasi cosa.

Colossesi
Efesini e Colossesi furno scritte quasi nello stesso periodo e nello stesso posto: il carcere Romano.
L'eresie avevano trovato spazio nella chiesa a Colosse.
Adorazione di angeli 2:18 cerimoniali giudaici 2:16-21
Questa chiesa era stata fondata probabilmente da Epafra 1:7 Filemone ne era un membro.
Epafra era andato a Roma a riportare i problem suddetti e Paolo scrisse questa lettera per aiutare a risolvere il tutto.

Tessalonicesi
La seconda venuta del messia e' il tema dominante di queste due epistole. La seconda venuta e' la speranza della chiesa ed e' menzionata in ogni chiusura di ogni capitolo. Questo veniva fatto da Paolo per far loro capire che la loro speranza doveva essere una certezza, non una chimera, ma una realta'. Queste epistole sono scritte da cuore a cuore, Paolo voleva essere sicuro che il loro cuore non doveva tremare in questa speranza. Piuttosto ognuno dei fratelli avrebbe dovuto stare n guardia nell'attesa. Paolo spiega anche che benche' questo ritorno fosse atteso dovevano avvenire delle cose e che pertanto i santi dell'epoca non avrebbero dovuto essere ansiosi al riguardo.
In pratica Paolo dice loro di convertirsi al Vangelo servendo il Dio vivente e di aspettare il suo ritorno con serenita'. In pratica in queste epistole Paolo spiega cio' che il Signore aveva in serbo per il futuro piu' che spiegare cio' che aveva fatto nel passato. Paolo da molti dettagli su come avverra' il ritorno del Salvatore e come le persone lo vivranno.
Un dato interessante numerico da far rilevare e' che la seconda venuta di gesu' Cristo e' menzionata 318 volte nei 260 capitoli del nuovo testamento 318 3 la perfezione 1 Dio ed 8 nuovo ciclo la cui somma da 12 la guida terrena in Dio 260 la cui somma da otto e' composta da 2 i testimoni e il 6 che non e' completo. L'otto rappresenta il nuovo ciclo o millennio che sta per arrivare. Il 2 la seconda testimonianza o venuta del salvatore e 6 perche' il ciclo non e' ancora completo infatti manca il millennio per completare i 7 giorni o millenni della storia temporale terrena ( temporale la dice lunga sul futuro della terra ).

Timoteo
queste come Tito e Filemone sono epitole pastorali, dirette cioe' ad un vescovo per essere aiutato nei suoi doveri.
Nella sua prima epistola Paolo mette in guardia Timoteo riguardo la dottrina, nella sua seconda lo mette in guardia riguardo la sua testimonianza. Paolo fa capire di essere consapevole di essere alla fine del suo mandato. Il suo arresto doveva essere stato improvviso ed inatteso, infatti chiede a Timoteo di avere cure delle cose che erano rimaste 4:13. Questi furono gli ultimi scritti e che ne doveva essere consapevole e' dimostrato da 4;6-8 e che menziona ben 23 persone quasi a voler ricordare ognuno. Il suo cuore batte in ogni verso ed il lettore puo' sentirlo palpitare non certo di paura, bensi' dai ricordi struggenti. I consigli che da a Timoteo e Tito sono quelli che solo un padre amorevole da ai suoi figli e Timoteo e' spesso chiato figlio da Paolo in quanto probabilmente lo aveva convertito e battezzato.
Tito era il vescovo di Creta. Tito era un gentile convertito da Paolo.
Filemone parla di uno schiavo, Onesimo. Paolo non chiede la'bolizione della schiavitu', pero' spiega come la schiavitu' non possa essere un frutto della cristianita'. Va ricordato che secondo dati storici nel 300 a.c. 21.000 ateniesi avevano 400.000 schiavi, per qunto riguarda i romani basta considerare che solo a Roma vivevano circa 3.000.000 di persone quindi gli schiavi sarebbero dovuti essere in proporzione.

Ebrei.
Sebbene quasi tutti siano concordi che l'utore di questa epistola sia Paolo non se ne ha la certezza. Essendo questa epistola diretta agli ebrei ha uno scopo ben preciso: dimostrare la grandezza e la missione del Cristo.
Piu' grande dei profeti 1:1-3
Piu' grande degli angeli 1:4 2:18
Piu' grande di Mose' 3:1-19
Piu' grande di Giosue' 4:1-16
piu' grande di Aaronne 5:1-10
Lo scopo di questi paragone e' evidente mostrare la superiorita' del Vangelo agli ebrei e rafforzare le convinzioni dei cristiani vacillanti.
Va considerato anche un altro fattore molto importante, lo scrittore vuole correggere l'erronea idea che il giudeo cristiano avesse perso qualcosa nella sua conversione. La cristianita' non significa aver rinunciato a qualcosa ma bensi' nell'aver ricevuto qualcosa di piu'.Gli ebrei non avevano mai posseduto il sacerdozio di melchisedec, ma solo quello Levitico, ma Cristo non solo lo possedette ma lo condivise per fare dei ccristiani un REAL sacerdozio.

Giacomo.
Il libro dei fatti. Giacomo il fratello del Signore non rivendico' la salvezza per sola grazia ma ando' ben in la nello spiegare che la fede senza le opere e' morta. Il libro di Giacomo e' un avvertimento che il Vangelo e' Azione, che la Fede e' azione 1:22
Da tener presente che questo Giacomo era il fratello del Signore che durante la sua vita non aveva accettato la sua chiamata ma che fu convertito solo dopo la sua risurrezione.

Pietro
Le due epistole furono scritte probabilmente verso la fine della sua vita circa il 67 d.c. Si trovava a Babilonia sull'Eufrate 5:13 dove una chiesa cristiana era stata fondata. Questa lettera fu mandata tramite Sila 5:12
Pietro come viene dipinto dai vangeli e' enormemente diverso da quello che si capisce dai suoi scritti personali. nei vangeli lo vediamo come l'impulsivo, l'anima senza pace, talvolta senza paura, talvolta codardo tanto da rinnegare il Signore. nelle sue epistole lo vediamo paziente, amabile, tranquillo con un coraggio straordinario. La tradizione racconta che egli richiese personalmente di essere crocifisso a testa in giu' perche' non si riteneva degno di morire come il suo salvatore era morto. Certamente i due quadri possono combaciare, ognuno di noi attraverso la maturita' e gli anni cambia i propri atteggiamenti e da non sottovalutare poi gli effetti purificatri dello Spirito santo. Queste epistole furono scirtte al tempo in cui la persecuzione romana stava per divenire piu' atroce. La prima lettera era per consolare, la seconda per avvertire. La prima cercava di consolare ed incoraggiare chi stava soffrendo, la seconda per avvertire loro che il pericolo poteva essere dentro la chiesa.

Giovanni e Giuda le loro epistole.
Le epistole di giovanni furono scritte dopo il suo Vangelo circa nell'anno 90d.c. E' interesante notare che non indirizza le sue lettere a nessuna chiesa in particolare e vi e' una ragione: a quel tempo era l'unico apostolo rimasto vivo e sicuramente deteneva l'autorita' che Pietro deteneva quindi le sue epistole non erano dirette a nessuna chiesa in particolare, bensi a tutta la chiesa in generale. Come capo della chiesa in quel particolare momento troviamo che le sue epistole sono un modello da essere preso ad esempio da i membri della chiesa.
Giovanni parla di 7 prove che il cristiano deve dimostrare per camminare con Dio.
1" camminare nella luce.
2 ammettere di essere un peccatore, cioe' praticare il pentimento.
3 obbedire alla volonta' di Dio
4 imitare Cristo.
5 Amare gli altri
6 vincere il mondo
7 provare che Cristo e' vincitore nella sua vita.
La sua seconda epistola e' diretta ad una donna e questo e' l'unico libro della Bibbia diretta ad una donna

Giuda era un'altro fratello del Signore che sicuramente si era convertito dopo la sua risurrezione in quanto prima della sua morte il salvatore non si fidava dei suoi fratelli.

Rivelazione.
Questo libro e' l'unico libro del nuovo testamento scritto unicamente con lo scopo della profezia. Vi sono circa 300 simboli in questo libro e questo la dice lunga sull'importanza di cercare di scoprirne il significato di ognuno. Molti trascurano i simboli ed i numeri pensando che possano essere strumenti di confusione, ma non e' cosi' solo chi non conosce il significato puo' essere confuso. Il simbolismo e' il linguaggio che solo lo spirito puo' discernere. Troviamo la parola "Agnello" riferita a Cristo 26 volte (otto). E' stato detto che il sangue purificatore di Cristo scorre attraverso l'intera Bibbia come una corda rossa. E' anche stato detto che la seconda venuta del Cristo scorre attraverso tutta la Bibbia come una corda di color oro. Noi siamo salvati e purificati dal suo sangue e siamo in attesa, spasmodica, del suo ritorno come trionfatore.
Questo libro e' la migliore fine dopo il migliore inizio che e' nella Genesi. Tutto quello che era cominciato nel libro degli inizi: la Genesi trova l'adempimento naturale in Rivelazione. In Genesi il cielo e la terra furono creati, in Rivelazione troviamo che un nuovo cielo ed una nuova terra saranno, ma non piu' il sole e ne' il tempo saranno parte di questa nuova creazione. In Genesi vi e' un giardino, in rivelazione una citta' santa. In Genesi c'e' il matrimonio di Adamo con Eva, in rivelazione il matrimonio di Cristo con la chiesa, in pratica tutto il genere umano che avra' accettato il Vangelo potra' partecipare al matrimonio, o vita eterna che scaturisce dal sacrificio di Cristo. In genesi vi e' l'apparizione di Satana e la sua ingannevole vittoria, in rivelazione e abbiamo la sua sconfitta che ne determina la scomparsa.
Rivelazione e' l'ultimo atto del dramma celeste, ne riassume i tempi e ne contiene l'atto finale. Gesu' Cristo ne' e' l'attore principale ed eroe unico. Essendo l'atto finale e completo il suo simbolo e' il sette.
E' scritto per sette chiese
sono aperti sette suggelli
vi sono sette trombe
sette segni
sette ultime piaghe
sette giudizi
sette cose nuove.
Le ultime parole del Cristo sono:"Si vengo tosto!"
e le nostre dovrebbero essere:' e chi ne dubita!" 

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