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QUANDO INSEGNATE A MIO FIGLIO

di E. RICHARDSON

Nostro figlio sa di essere un figlio di Dio e pertanto ha con Lui una relazione simile a quella che esiste tra lui ed i suoi genitori.

Egli sa anche che suo padre e sua madre sono a loro volta figli del loro Padre Celeste e che anch'essi devono imparare e fare molte cose prima di poter raggiungere la perfezione che egli aveva in precedenza attribuito loro.

Questo Ë l'obiettivo di tutti i figli di Dio.

Nostro figlio sa che i suoi genitori commettono degli errori, sia pure non intenzionalmente, eppure egli si rende conto che essi hanno il desiderio di aiutarlo a crescere in modo da avvicinarsi sempre di pi˘ a Dio.

Egli non si aspetta proprio che essi facciano per lui quelle cose che egli sa fare meglio da solo.

Nostro figlio ha imparato a controllare molti dei suoi desideri ed appetiti e, generalmente, a conformarsi agli usi e costumi propri dell'ambiente culturale che Io circonda.

Noi riteniamo che egli si renda sempre pi˘ conto della unicit‡ della sua propria personalit‡.

Come altri ragazzi della sua et‡, egli si rivolge sempre di pi˘ ai suoi pari per ottenerne una guida, il che qualche volta lo porta ad essere pacatamente in contrasto con i consigli che gli danno i suoi genitori.

Egli partecipa a molte attivit‡ fuori dell'ambiente familiare, il che, naturalmente, Io allontana dal campo di supervisione dei suoi genitori.

Egli ha imparato a prendere importanti decisioni fidandosi soltanto parzialmente del nostro parere, e cioË ora accetta opinioni pi˘ impersonali.

Ha sviluppato molto interesse per le relazioni eterogenee.

Essendo diventato cosciente dell'esistenza di ragazze attraenti e popolari, egli vuole essere per loro attraente e popolare. Qualche volta ottenere la loro attenzione Ë per lui pi˘ importante che ascoltare il messaggio dell'insegnante.

Anche se egli ha fede e fiducia nel suo Padre Celeste e nella sua famiglia, non Ë ugualmente contento delle decisioni che qualche volta prendiamo al suo riguardo.

Molti degli obiettivi che lo riguardano, che una volta erano dati per scontati sia da lui che da noi, vengono ora riesaminati.

Egli ha bisogno di cercare la soluzione dei problemi anche fuori dell'ambiente familiare, e voi, quali suoi insegnanti siete forse le persone che maggiormente possono aiutarlo a risolvere i problemi che si sta ora ponendo:

 

        ìCome posso essere certo di qualsiasi cosa ?î

        ìJoseph Smith ha realmente visto il Padre ed il Figlio ?î

        ì» veramente necessario che io vada in missione, o È soltanto qualcosa che la mia famiglia ed il vescovo si aspettano da me ?î

        ìLa cosiddetta nuova moralit‡ È veramente la vecchia immoralit‡, come mi viene detto ?î

        ì» cosi importante rispettare la Parola di Saggezza ?î

        ìIl pagamento della decima e delle offerte È cosi importante e necessario come i genitori e la Chiesa sembrano ritenere ?î

        ìPerchÈ ci si aspetta che io mi comporti diversamente dal modo in cui i giovani del mondo generalmente si comportano?î

 

Queste e numerose altre domande, alcune delle quali non vengono discusse con i genitori, stanno lottando per avere un posto nella sua mente.

Non possiamo risolvere tutti i suoi problemi, ne lo vogliamo.

Anche se sappiamo che ci vuole bene e che ci rispetta, alcune delle nostre risposte non vengono pi˘ accettate ciecamente.

Egli riceve idee, ammonimenti, consigli e guida da fonti varie e numerose.

Forse non ha alcun dubbio serio sul nostro desiderio di aiutarlo, eppure È cosciente della mancanza di consistenza in tutti i nostri sforzi per dargli una via da seguire.

In grande misura, le decisioni le prende da se, come e giusto che faccia.

Quale suo insegnante, vi prego di non dargli motivo di dubitare della vostra integrit‡, della vostra fede o della sincerit‡ delle vostre convinzioni personali. Non voglio assolutamente dirvi come svolgere il vostro lavoro, ma sono tuttavia molto interessato e preoccupato.

Ho qualche idea su come vorrei che nostro figlio fosse dopo che voi lo avrete influenzato con le vostre abilit‡ e la vostra saggezza.

Spero che le nuove esperienze che avr‡ con voi, unite a quelle da lui avute nella sua casa, lo aiutino a raggiungere quelle qualit‡ che faranno di lui un valido membro del regno di nostro Padre oltre che un agente qualificato ad avere la sua parte di responsabilit‡ nella sottomissione della terra.

Come suoi insegnanti, voi gli volete bene (non come gliene vogliamo noi, suoi genitori, ma come sinceri amici), interessati a lui come ad una persona che È, per molte cose, unica.

Siate coscienti della sua unicit‡, poichÈ È proprio qui che egli forse dar‡ il suo maggior contributo a1la vostra classe e al mondo.

Aiutatelo ad apprezzare se stesso come una persona meritevole, con caratteristiche che portano a dargli un'identit‡ distinta non soltanto perchÈ i suoi metodi, la sua visione delle cose o la sua comprensione possano essere in qualche modo diversi.

Fategli sentire che siete interessati a lui e che avete un sincero desiderio di aiutarlo nella sua lotta per raggiungere il successo.

In questo periodo della sua esistenza egli puÚ sembrare egoista e troppo preoccupato di se stesso, ma questo Ë forse insolito in un adolescente, o anche in un adulto ?

Infatti possiamo imparare a preoccuparci per gli altri soltanto cominciando a preoccuparci per noi stessi. Questo fu il messaggio del Salvatore quando ammoni l'uomo ad amare il suo prossimo come se stesso.

Fategli sapere che voi avete una testimonianza del Vangelo, ma create intorno a lui un ambiente nel quale egli possa sviluppare la coscienza che i sentimenti soggettivi possono non essere un duraturo sostituto per i fatti obiettivi.

Noi vogliamo che egli sappia che Ë necessario sforzarsi sinceramente per ottenere una conoscenza del Vangelo.

Ritengo che una parte del vostro compito di insegnanti sia quella di dirigerlo verso le fonti che gli sapranno dare tutto l'aiuto necessario per ottenere questa conoscenza.

Nei vostri sforzi per motivare la sua ricerca della verit‡, guidatelo attraverso vie positive, sane ed ottimiste, in modo che egli possa godere della guida e dell'ispirazione dello Spirito Santo.

State certi che egli trover‡ abbastanza influenze negative da solo.

Non Ë sempre necessario ripararlo da quello che Ë contrario agli insegnamenti del Salvatore, nÈ d'altra parte Ë necessario che voi ne mettiate in risalto l'esistenza.

Aiutatelo a comprendere che l'intensit‡ della convinzione puÚ non essere la verit‡ finale. Noi non vogliamo che egli confonda leggende infondate e superstizioni con le reali verit‡ dei messaggi del Vangelo.

Non dategli tutte le risposte.

Appoggiate la sua conoscenza del fatto che noi abbiamo dei profeti moderni che possono ricevere, come continuamente ricevono, rivelazioni. Nell'accettare questo egli si convincer‡ che non tutte le risposte sono conosciute.

Nella sua casa abbiamo scoperto che Ë molto meglio dire: ìNon lo so, ma vediamo di scoprirlo insiemeî che dare una risposta che pi˘ tardi puÚ dimostrarsi errata.

» stato giustamente detto:

 

ìLa fede di solito non viene minata da coloro che non hanno tutte le risposte, ma da coloro che ritengono di averleî.

 

L'Anziano John A Widtsoe ha osservato che gli uomini saggi non dovrebbero allontanarsi dalla Chiesa perchÈ non sono stati in grado di convincersi della verit‡ di ogni principio del Vangelo, ma che essi dovrebbero pazientare e continuare a cercare sino ad ottenere tutte le risposte.

Vorremmo che voi aiutaste nostro figlio a sviluppare una fede basata sulle cose che Dio ha rivelato, in modo che egli abbia la sicurezza e la fede che egli potr‡ ottenere la soluzione dei problemi insoluti ai quali egli naturalmente non ha ora alcuna risposta.

Non Ë forse questo lo spirito del messaggio dato dal Signore al Profeta Joseph Smith quando Egli disse:

 

27.     ìÖ gli uomini dovrebbero essere ansiosamente impegnati in una buona causa, e compiere molte cose di loro spontanea volont‡, e portare a termine molte cose giusteî (DeA 58:27 )

 

Impegnate il suo pensiero; dategli la parola del Signore, ma lasciate anche che sia lui a trovare le risposte.

Nei vostri sforzi per istruirlo, non cercate solamente di condividere informazioni che voi avete gi‡ assimilato.

Siate coscienti della libert‡ dello spirito dell'uomo, riconoscendo che Ë diritto di ogni persona pensare da sÈ per arrivare a delle conclusioni consistenti con tutto quello che ella sa essere vero.

Non Ë saggio mettere in ridicolo commenti che non si accordano con il vostro attuale modo di pensare.

Ogni membro della vostra classe Ë a modo suo unico, ed io sono portato ad approvare quello che qualcuno ha detto tempo fa:

 

ì» un passatempo favorito dagli ignoranti attaccare quello che essi nÈ sanno nÈ comprendonoî.

 

Non mettete voi stessi in questa categoria di persone, Nel vostro insegnamento, cercate di mettere in relazione quello che dite con esperienze che egli ha gi‡ avuto o sta provando ora, in modo che il vostro messaggio abbia un significato perchÈ riguarda cose e necessit‡ con le quali egli Ë in contatto.

Non lasciate che il vostro entusiasmo lo magnetizzi in una specie di trance esotico, di idealismo che non ha alcuna relazione con la sua vita di ogni giorno.

Traete profitto dalle vostre stesse esperienze.

Quante delle vostre risoluzioni non realistiche hanno trovato una genuina espressione nella vostra vita ?

Nell'insegnare senza riferirci alla nostra vita quotidiana noi diventiamo spesso cosi efficaci nel teorizzare che arriviamo a convincere noi stessi che il nostro parlare spinge i nostri ascoltatori all'azione.

Questa possibilit‡ esiste, ma di solito, quando quello che diciamo non ha alcuna relazione con le nostre esperienze, e non comporta alcuna partecipazione personale, l'effetto sui nostri ascoltatori Ë poco o nullo.

Quando avete un commovente messaggio da comunicare, cercate di essere sensibile ai sentimenti ed ai pensieri dei vostri studenti.

Insegnare il Vangelo significa aprire le porte attraverso le quali l'individuo puÚ accedere a nuove esperienze ed a nuove sensazioni, ma Ë lo stesso studente che deve entrare da queste porte. Nessuno, neppure l'insegnante, puÚ farlo per lui.

Siate preparati; siate buoni conoscitori del Vangelo.

Lasciate che i vostri studenti condividano con voi il vostro entusiasmo per i messaggi di vita, non soltanto al livello del sentimento, ma motivateli ad andare oltre il materiale che presentate in classe. I vostri studi dovrebbero suggerirvi molte vie per ulteriori ricerche; ottenete la partecipazione della vostra classe a queste ricerche.

La mancanza di preparazione genera apatia che, quando entra in una classe, puÚ essere contagiosa.

Nostro figlio Ë per natura entusiasta ed inquisitivo. Se non gli viene data l'opportunit‡ di condividere le sue esperienze con voi e con gli altri membri della classe, egli cercher‡ da solo queste opportunit‡ che qualche volta possono non avere alcuna relazione con il messaggio che avete preparato per lui.

Potete chiamare queste attivit‡ mancanza di attenzione, mancanza di rispetto o mancanza di riverenza, mentre invece possono benissimo essere l'espressione di un entusiasmo e di una creativit‡ mal diretti.

Io ritengo che sia stato ben accertato che uno impara in proporzione diretta al grado del proprio interesse.

Di solito ricordiamo meglio quelle cose che hanno realmente destato il nostro interesse Nulla Ë mai completamente nostro sino a quando non abbiamo avuto l'opportunit‡ di usarlo.

Quali genitori, noi saremo felici di collaborare con voi in ogni modo possibile, ma non possiamo nÈ preparare la vostra lezione nÈ fornire per voi l'entusiasmo o la convinzione del suo messaggio.

Vi preghiamo di non far sÏ che la sua vitalit‡ si risolva nel nulla, ma nella vostra preparazione non preoccupatevi cosi tanto dell'argomento della vostra lezione da perdere di vista i vostri studenti.

Il Vangelo esiste per il beneficio dell'uomo e non soltanto quale fine a se stesso. Questo principio venne indicato dal Salvatore, il quale disse che il sabato È stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato (Marco 2:27).

Il vostro amore per il Vangelo non deve fare di mio figlio un fattore incidentale della classe.

L'approccio profetico (insegnamento tramite la predicazione) È efficace soltanto se i membri della classe sperimentano loro stessi il messaggio.

Vivete secondo il Vangelo! Se esso non ha alcun valore genuino nella vostra vita, come potete aspettarvi che abbia automaticamente un significato per mio figlio ?

Non lasciate che egli sviluppi l'impressione che il messaggio sia al di sopra delle sue possibilit‡ di metterlo in pratica.

Nella nostra casa cerchiamo di mettere in pratica i messaggi del Vangelo nella nostra vita, ma non possiamo completamente controbilanciare tutti i fallimenti che avvengono nel suo mondo.

Egli si trova a contatto con una condotta non cristiana tramite i mezzi pi˘ svariati (la stampa, la televisione, i film, l'osservazione diretta della gente) e non attribuir‡ sempre queste attivit‡ soltanto a coloro che non appartengono alla sua fede.

Egli osserva la condotta dei suoi genitori e dei dirigenti della Chiesa e della comunit‡.

Egli osserva la vostra condotta! Se voi, suoi insegnanti, non riuscite a far sÏ che questo messaggio abbia un significato nella vostra vita ed in quella della vostra famiglia, perchÈ dovrebbe avere un significato per lui?

Noi tutti abbiamo delle difficolt‡ nel separare il messaggio del Salvatore dalle attivit‡ delle persone che lo predicano.

Parte del pensiero del nostro tempo ha creato una crisi che ha le radici pi˘ profonde di quanto non appare nell'aspetto e nella condotta di molti giovani.

Questa crisi si trova in ognuno di noi, nella scala dei valori che regolano le nostre attivit‡, nel nostro comportamento, nel nostro modo di vedere la vita, nella sincerit‡ e nella profondit‡ delle nostre convinzioni e nei nostri impegni ed aspirazioni fondamentali.

Questa crisi scaturisce dalla nostra filosofia basilare della vita, che È un insieme delle nostre esperienze e delle nostre riflessioni.

Infine, ricordate la vostra giovinezza e le esperienze che voi stessi avete passato - quali erano i vostri pensieri e le vostre azioni alla sua et‡.

Non potete attribuirgli tutta la saggezza e tutta l'esperienza che gli anni trascorsi da allora vi hanno portato.

Accettare il vecchio proverbio (ìNon È possibile mettere la testa di un saggio sulle spalle di un ragazzoî) non significa dover concedere ad un ragazzo la licenza di comportarsi come un delinquente senza principi, ma soltanto quella di comportarsi come un adolescente.

Tutti abbiamo fatto questa esperienza. Traiamone quindi i dovuti benefici ed impariamo a comprendere i nostri figli ed i nostri studenti.

Quali insegnanti sarete forse costretti a rinunciare alla ricompensa immediata del riconoscimento del successo quali lavoratori della vigna, ma potrete guadagnarvi il rispetto e l'ammirazione dei vostri studenti oltre che l'imperitura gratitudine dei loro genitori.

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