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Storia del libro di Abramo

Antichita' in Kirtland Ohio Verso la fine del Giugno 1835 un grande vagone con un misterioso carico lentamente fini' il suo viaggio a Kirtland. Il carico era arrivato migliaia di miglia lontano dal suo punto di origine. Michal H. Chandler, un irlandese immigrato che si era sistemato in Pensilvania era il responsabile per l'eccitazione che risulto' quando si registro' all'Hotel Riggs ed annuncio' che sarebbe rimasto in citta' per alcuni giorni per far ammirare 4 mummie egiziane e qualche antico papiro. Inoltre espresse il desiderio di incontrare il profeta mormone Joseph Smith. IL signor Chandler aveva precedentemente contattato alcuni linguisti di reputabili accademiche istituzione all'est per avere le loro opinioni ed una possibile interpretazione per gli scritti dei suoi papiri. Nel 1822 il giovane genio francese Jean Francoise Champollion, con l'aiuto della pietra di Rosetta, aveva per primo decifrato gli antichi geroglifici in Francia, ma il suo dizionario di geroglifici egizi non sarebbe stato pubblicato in Europa che fino al 1841, per cui gli accademici americani che Chandler aveva consultato nel 1833-35 furono incapaci di leggere e tradurre i papiri. Al massimo essi potevano speculare sul significato di alcuni di essi e sui quali potevano raggiungere un consenso.. Il Signor Chandler aveva udito dell'abilita' di Joseph Smith nel tradurre dall'egiziano. Comunque molti degli informatori apparentemente resero chiaro dell'affermazione del profeta di aver tradotto il libro di Mormon dall'egiziano "riformato". Quando Chandle arivo' a Kirtland, probabilmente pose due manifesti nei posti migliori per promuovere la sua mostra. Uno di questi era firmato da dottori che avevano visitato la mostra a Philadelfia e che ne raccomandavano la visione. L'altro manifesto che parlava di undici mummie era stato corretto in quattro e leggeva. ANTICHITA' EGIZIE Queste mummie, con altre sette, furono prese dalle catacombe egizie, vicino dove l'antica, e possiamo dire, quasi che non trova riscontro tanto e' mitica la citta ' di Tebe risiedeva. l'ARCHEOLOGO francese Antonio Lebolo, con grandi spese e sotto il protettorato francese, con il consenso di mehemet Ali', vicere' d'Egitto ne e' lo scopritore. Deve essere notato che alcune centinaia di mummie furono trovate nella stessa catacomba, ma solo undici erano nello stato che ne permetteva la rimozione.. Queste sette furono vendute ad un gentiluomo per musei privati e come conseguenza non sono visibili. Esse sono state esibite a Philadelfia, Baltimora per affollate platee, sebbene all'inizio la mostra sarebbe dovuto durare 2 settimane questa esibizione fu protratta a 5 csettimane. Di tutti i resti del mondo antico la mummia e' il piu' interessante. E' ben noto infatti che e' scritto sia nella storia sacra che profana che gli uomini venivano imbalsamati e questo fatto ha suscitato l'interesse della scienza per millenni. Tutte le altre antichita' sono resti dell'opera dell'uomo, mentre le mummie sono uomini di quel tempo, essi sono personaggi, preservati in forma umana per la meraviglia e l'attrazione delle persone. Queste mummie rappresentano parte della grande storia egizia che e' durata secoli. Un centinaio di generazioni sono passate e nuovi imperi sono cominciati da quando questa carne era animata, dopo che questi occhi erano vividi e questa lingua eloquente ed il loro cuore batteva nel loro petto. Questi stranieri illustri della loro antichita', possono essere vissuti nel tempo di Giacobbe, Mose' o Davide e di certo alcune migliaia di anni sono trascorsi da quando questi corpi erano animati dal soffio della vita! La storia riporta il fatto, che le classi piu' elevate nascondevano la loro conoscenza dalle classi meno elevate, in simboli e caratteri geroglifici e pochi di loro, su papiri, usati dagli egizi per scrivere saranno esibiti con le mummie. Quando Chandler si registro' all'albergo richiese che Gideon Riggs, il proprietario, mandasse suo figlio John alla casa di Joseph Smith per invitarlo con la sua famiglia a frequentare l'esibizione serale. Il Profeta fece presente la sua impossibilita' per un altro appuntamento precedente. John Riggs fu mandato una seconda volta alla cas di Joseph con una nota del signor Chandler che richiedeva di poter conferire con il profeta. Joseph replico' che sarebbe andato all'hotel alle otto del mattino seguente.  

Il giovane messaggero era presente quando il profeta vide per la prima volta il papiro la mattina successiva. Piu' tardi disse che " A Joseph Smith fu permesso di portarsi il papiro a casa e la mattina seguente porto' i fogli che aveva tradotto, che Oliver Cowdery lesse e Mister Chandler allora produsse la traduzione del Professor Charles Anthon per quanto il professore pote' tradurre" Il giovane Riggs, che anche era presente alla lettura dichiaro' che la traduzione del profeta e del professore coincidevano ma che vi era un punto che il professor Anthon non pote' tradurre che invece il profeta fu capace di farlo. Quando arrivo' Chandler a Kirtland? Vi sono leggere discrepanze nei vari resoconti per l'esatta data di arrivo di Chandler a Kirtland. Oliver Cowdery scrisse che Chandler visito' Kirtland l'ultimo di Giugno od il primo di Luglio, e che il papiro fu presentato in quell'occasione a Joseph Smith. La storia della chiesa dice:""Il 3 di Luglio, Michal H. Chandler venne a Kirtland per esibire alcune mummie egizie. Vi erano 4 figure umane, insieme con due o piu' papiri coperti con figure geroglifiche ed attrezzi. Una lettera di W.W. Phelps a sua moglie Sally favorisce la data di Oliver Cowdery. Phelps aveva lasciato sua moglie e sei dei suoi sette figli in Missouri allo scopo di andare a Kirtland per lavorare sul tempio e aveva scritto la seguente lettera a sua moglie. Kirtland Ohio luglio 19 e 20 1835 Amata Sally,ieri sera abbiamo ricevuto la tua prima lettera dopo circa 12 settimane e dodici ore. le nostre lacrime di gioia testimoniavano quanto fosse benvenuta. Da queste cose impariamo il valore di ognuno nella societa' nella compagnia nell'amicizia e virtu'. Prendendo la lettera sebbene, con tutto il suo candore ed informazione ed i nomi contenuti, e'stata dichiarata da tutti coloro che l'hanno lettera una bella lettera. Fratello Joseph rimarco' che era facile piangere mentre la lettura scorreva ed era come leggere la storia di Giuseppe d'Egitto. L'ultimo del mese di Giugno 4 mummie egizie sono state portate qui, vi sono con esse due rotoli di papiro. ato che nessuno era in grado di tradurli furono portati al profeta. Presto egli si rese conto di che cosa contenessero e disse :"che i roroli di papiro contenevano il registro sacro tenuto da Giuseppe alla corte di Faraone in Egitto e gli insegnamenti di Padre Abramo. Dio ha allora ordinato che queste mummie e scritti siano portati nella chiesa, ed i sacri scritti di cui ho avuto l'opportunita' di dare un'occhiata nella casa del profeta quando mi arrivo' la tua lettera, cosi' ho avuto due cose che mi consolavano nello stesso giorno. Questi annali cosi' vecchi, quando li avremo tradotti e messo in un libro, saranno un buon testimone per il libro di Mormon. Non vi e' niente di segreto o di nascosto che non sara' rivelato e che verra' ai santi. In una lettera scritta sei mesi dopo ad un uomo chiamato William Frye, Oliver Cowdery spiego' che Joseph Smith mostro' a Chandler, la mattina che si incontrarono, un numero di caratteri copiati dalle tavole d'oro e che vi erano alcuni punti di rassomiglianza fra i caratteri Nefiti ed i caratteri sul papiro. Joseph Smith disse:" Come fu detto a Mr. Chandler che potevo tradurli, egli mi porto' alcuni caratteri ed io gliene diedi l'interpretazione, e come un gentiluomo egli mi diede il seguente certificato: Kirtland 6 Luglio 1835 Questo e' per rendere noto a tutti coloro che ne siano desiderosi, riguardando la conoscenza di Joseph Smith Jun, nel decifrare gli antichi caratteri in geroglifico in mio possesso, Che io ho mostrato, in molte citta' eminenti, ai piu' eruditi; e dall'informazione che io potevo ottenere io trovo che quella di Joseph Smith corrisponde nei piu' minimi dettagli. Michael Chandler viaggiatore e propretario delle mummie egizie. Oliver Cowdery nella sua lettera a Frye specifico' che" Il certificato fu dato precedentemente all'acquisto delle antichita'" Apparentemente Oliver voleva rendere chiaro a coloro che fossero inclinati a censurare il certificato di Chandler, sostenendo che forse questo certificato fosse fatto in base ad una promessa di acquisto degli artifatti, ma proprio perche' Chandler credette nell'abilita' traduttrice del profeta. Una luce ulteriore su questa storia e' fatta da Orson Pratt, un membro dei 12 apostoli appena chiamati. Il seguente sermone fu dato a Salt Lake City 43 anni dopo mentre anziano Pratt, allora un membro anziano dei dodici, stava anche servendo la chiesa come storico. Alcuni potrebbero questionare la sua accuratezza essendo il suo discorso cosi' lontano nel tempo ma altri resoconti attestano la sua correttezza. "dopo il ricevimento delle mummie egli (Chandler) comincio' a togliere alcune delle bende antiche, e per suo stupore trovo' che sul petto di una di queste mummie si trovava un registro scritto su un antico papiro in caratteri chiari, scritto sia in inchiostro nero e rosso, o con colori. Sia le mummie che i papiri furono esibiti a New York, Philadelfia e molte altre citta' dell'est e migliai di persone le hanno viste e fra questi molti uomini eruditi e questi caratteri furono spesso mostrati loro e molto spesso fu risferito a Mr> Chandel di andare da Joe Smith, cosi' lo chiamavano questi, perche' dicevano che lui pretendeva di aver tradotto un antico libro che aveva trovato nelle parti occidentali di new York e che se lui fosse andato da lui forse egli avrebbe potuto tradurre il tutto. Molte di queste referenze erano fatto allo scopo di ridicolizzare il profeta, ma anche se cosi' fosse mentre Chandler viaggiava attraverso il paese visito' Kirtland dove il profeta risiedeva, portando con se le mummie i papiri e le traduzioni che aveva ricevute per quanto fosse possibile di alcuni caratteri, che comunque non erano traduzioni ma piu' idee che ssi avevano al riguardo in base alla loro conoscenza del linguaggio non essendo questa sufficiente di renderli abili di tradurre letteralmente. I PAPIRI E LE MUMMIE VENGONO ACQUISTATI.

Mentre esibiva le antichita' in Cleveland, tre mesi prima che visitasse i santi a Kirtland, Chandler aveva annunciato in un giornale che era interessato nel vendere le quattro rimanenti mummie con i relativi documenti antichi. Dopo aver visto gli artifatti, Joseph Smith disse a Chandler che non aveva alcun interesse nelle mummi, solo nei papiri. Secondo Orson Pratt, Chandler replico' che non avrebbe venduto gli scritti a meno che non vendesse anche le mummie, perche' sarebbe stato come deprivare la curiosita' della sua esibizione." Resoconti variano sia sull'ammontare pagato per gli artifatti e come il denaro fu raccolto. N.L. Nelson scrisse nel 1885 che l'ammontare pagato fu i circa 2.000 dollari. Dall'altra parte, Josiah Quincy, un prominente Bostoniano, riportava che il costo era stato di 6.000 dollari. Quest'ultima stima, che e' la meno accurata, e' probabilmente basata su di una storia che sara' spiegata in dettagli successivamente. In una lettera a Joseph Smith datata 1 gennaio 1844, Joseph Coe, il precedente agente di affari del profeta che aveva poi apostatizzato, disse che il costo delle 4 mummie era di 2.400 dollari. La fattura di pagamento che venne nelle mani della chiesa nel 1967 conferma che 2.400 dollari e' la somma corretta. 2.400 dollari era una somma considerevole per i santi impoveriti a Kirtland. Nel 1993 quella somma sarebbe stata equiparata a circa 35.000 dollari. In quel tempo molto famiglie povere si erano unite alla chiesa. La costruzione del tempio richiese quasi tutto il tempo e le risorse dei santi. Rapporti variano su come fu possibile eaccogliere una cosi' grande somma di danaro per acquistare le mummied i papiri. Parley P. Pratt, uno dei 12 scrisse:" Un avvenimento di una natura cosi' straordinaria, lo fu di certo, quando un numero di gentiluomini nel vicinato, non connessi con i santi, uniti assieme,e , comprarono i papiri e le mummie e ne fecero un presente a Mr. Smith. D'altra parte la chiesa nella sua storia riporta:" che alcuni dei santi a Kirtland comprarono le mummie ed i papiri." Nel 1844 nella sua lettera al profeta, Joseph Coe menziono' il metodo usato per finanziare l'acquisto, che spiega parzialmente come membri e non membri potevano essere stati coinvolti. "Da molto tempo sono stato ansioso di ricevre qualche comunicazione in merito al mio interesse nelle mummie. Ma avendo fallito di ricevere qualcosa di soddisfacente mi accingo allora a scambiare qualche sentimento al riguardo. Permettimi qui di dettagliare la storia dell'acquisto eccetera. allo scopo di rinfrescarti la memoria. Quando il soggetto dell'acquisto venne fuori io ero coinvolto in qualche modo ed ero incapace di sostenere un fardello ancor piu' pesante per ancora piu' tempo, ma avendo tutta la confidenza nell'utilita' della collezzione, ed essendo stato assicurato da te stesso che il fardello sarebbe stato solo temporaneo; che i profitti che sarebbero venuti fuori dall'opera quando tradotta sarebbero stati piu' che adeguati a tutte le spese sostenute che sarebbero state necessarie per l'acquisto. Quindi mi sono interessatoa questo affare in relazione all'acquisto con la stessa confidenza che io avevo precedentemente fatto negli affari che io ho pensato sarebbero risultati per il bene della chiesa. Prima di chiudere il contratto con Chandler, ho preso accordi con S. Andrews per prendere una terza parte, una terza parte da essere presa da te e compagni ed un terzo da me stesso. Joseph Coe e Simeon Anderson raccolsero 800. dollari, mentre Joseph Smith e compagni raccolsero altri 800 dollari. Possibilmente molti membri e non membri, sostennero l'acquisto delle mummie e relativi papiri contribuendo fondi sotto il nome di Joseph Smith per raggiungere la sua quota di 800 dollari. Non e' noto quando Joseph comprese che cosa fossero i contenuti dei papiri. Se non fu quando Chandler fu in Kirtland, fu allora noto al profeta pochi giorni dopo. Una cosa sembra chiara:"La provvidenza stava dirigendo il suo servo. Il resoconto di Joseph nella storia della chiesa cita:" Dopo poco questo (fra il 5 Luglio ed il 9) alcuni dei santi a Kirtland acquistarono le mummie ed i relativi papiri, una descrizione dei quali apparira' di qui a poco, e con W.W. Phelps ed Oliver Cowdery come scrivani, io ho iniziato la traduzione dei caratteri o geroglifici, e molto a nostra gioia veniva scoperto che uno dei papiri conteneva gli scritti di Abramo ed un'altro gli scritti di Giuseppe d'Egitto, eccetera, un piu' dettagliato resoconto di cio' apparire in questo luogo, come io procedo ad esaminarli ed a tradurli. Veramente possiamo dire, il Signore sta cominciando a rivelare l'abbonza di pace e verita'." ABRAMO E GIUSEPPE IN EGITTO.  

Nuove intuizioni attraverso Joseph Smith. Il racconto biblico e' silente e non parla di nessun libro lasciato da Abramo e Giuseppe. Fortunatamente, una considereveole informazione si trova in altre autentiche fonti relative alle loro opere letterarie. Queste fonti includono gli scritti che pervennero in possesso di Joseph Smith a Kirtland, Ohio, nel 1835. Il sottotitolo del libro di Abramo come appare nella Perla di Gran prezzo dichiara che e':"Una traduzione di qualche antico registro, che e' pervenuto nelle nostre mani dalle catacombe d'Egitto: gli scritti di Abramo mentre era in Egitto, chiamato il libro di Abramo, scritto di suo proprio pugno su papiro." In questo libro di scrittura antico, che fu tradotto dal profeta Joseph Smith, Abramo riporta che gli antichi annali che delineavano la cronologia dei patriarchi, cominciando con Adamo erano in suo possesso. Egli anche dichiarava:" Mi sforzero' di scrivere alcune di queste cose su questi annali, per il profitto della mia posterita' che verra' dopo di me." Abramo 1:28,31 Da notare che Abramo scrisse il suo resoconto dopo che il suo nome era stato cambiato da Abramo in Abrahamo quando aveva 99 anni, dopo che aveva lasciato l'Egitto per tornare a Canaan. Vedi Genesi 17:1-8 A quel tempo egli stava spiegando cose egizie alla sua famiglia a Canaan, che erano generalmente non familiari con i customi degli egiziani ( vedi il facsimile 1 figura 12 e facsimile 2 figure 1, 4 e 5 Il Signore ha comandato ai suoi profeti fin dai giorni di Adamo di registrare gli eventi piu' importanti. Giuseppe il figlio di Giacobbe non manco' in questo. Le tavole di bronzo, che Nefi prese a Laban furono usate per illuminare la nazione Nefita dalle dottrine e profezie come riportate dai profeti di Dio della tribu' di Giuseppe. Le grandi tavole, prima compilate da Nefi e poi continuamente tenute dai nefiti, un resto della tribu' di Giuseppe, erano una continuazione delle tavole di bronzo. Chi scrisse inizialmente su queste non e' noto al momento, ma e' chiaro che esse contenevano molte delle profezie di Giuseppe. Uno si potrebbe chiedere se Giuseppe stesso fosse l'iniziatore di questo testo sacro.. Nefi, figlio di Lehi scrisse:"Ed ora io, Nefi, parlero' delle profezie menzionate da mio padre, che concernono Giuseppe, che fu condoto in Egitto. Poiche' in verita' egli profetizzo' in merito a tutta la sua stirpe. E le profezie ch'egli scrisse, non ve ne sono molte che siano piu' grandi. E profetizzo' su di noi e le nostre future generazioni; e cio' e' SCRTTO SULLE TAVOLE DI BRONZO." Queste tavole introducono 4 profeti della tribu' di Giuseppe che non sono menzionati nella Bibbia: Zenos, Zenock, Neum e Ezias. (vedere Helaman 8:20 1 Nefi 19:10 3 Nefi 10:15-17. Abramo e Giuseppe erano uomini di fede. Loro erano profeti e scrittori e tenevano i loro annali. Non solo erano profeti e custodi di annali ma furono anche prolifici scrittori di cose sacre di cui furono testimoni. Oliver Cowdery, parlando degli scritti di Abramo e Giuseppe che Joseph Smith aveva acquisito, dichiaro':"Quando la traduzione di questi preziosi documenti sara' completata, quando non lo so; nemmeno posso darvi una probabile idea di quanto grandi possano essere i volumi che ne verranno fuori, ma a giudicare dalla loro entita' e dalla compressione del loro linguaggio (geroglifico) uno si potrebbe ragionevolmente aspettare di vedere una significativa informazione su questi potenti uomini di Dio e dei loro affari tra i figli degli uomini. Un visitatore a Kirtland che vide le mummie ed i papiri, una persona che non era membro della chiesa scrisse:"Loro dicono che le mummie sono egizie, ma che i papiri sono di Abramo e Giuseppe........ e per contenere questi scritti ci vorra' un volume piu' grande della Bibbia stessa. Questo e' solo un'idea di quanto lunghi potessero essere entrambi i papiri se tradotti, comunque i primi leaders della chiesa pensavano che gli scritti dei due patriarchi fossero di una lunghezza considerevole.  

Gli antichi egizi credevano fortemente nella natura eerna dell'uomo. Molti comprendevano la futilita e la temporanea natura della vita che precede la vita eterna o stato eterno dell'uomo. I morti venivano imbalsamati proprio con questa idea in testa Anche Giacobbe (Israele) padre di Giuseppe fu imbalsamato, secondo le scritture leggi Genesi 50:2-3 Circa un migliaio di anni dopo Erodoto, il rinomato storico greco del quinto secolo avanti Cristo, visito' l'Egitto e descrisse il processo di imbalsamazione:" La maniera di imbalsamare, secondo il processo piu' perfetto e' il seguente:"Essi prendono prima un pezzo di ferro lavorato ad arte e con esso tolgono il cervello e poi puliscono ad arte il cranio vuoto con droghe, poi fanno un taglio con una affilata pietra etiopica lungo la pancia e tolgono tutto il contenuto dell'addome, che poi puliscono, lavano con vino di palma ed ancora frequentemente con infusi aromatici. Dopo tutto questo riempiono la cavita' con la mirra piu' pura, con la cassia ed ogni altra sorta di spezie eccetto l'incenso e ricuciono l'apertura. poi il corpo e lasciato da parte per 7 giorni interamente coperto. Dopo questo periodo che non deve essere superato, il corpo e' lavato e fasciato dalla testa ai piede con le bende di lino fine e quando il tutto e' finito il corpo viene restituito ai parenti che lo rinchiudono in una bara di legno che loro hanno preparato per quello scopo, questa bara ha la forma di un uomo. Di solito questa specie di bara viene appoggiata contro la parete della camera sepolcrale. Erodoto spiegava che vi era anche un secondo ordine di sepoltura che costava di meno ed i anche un tezo metodo che era il meno caro, ma in tutte e tre di questi metodi il corpo doveva rimanere 7 giorni perche' il processo fosse perfetto. Di solito queste mummie avevano con se i loro preziosi o documenti che erano ritenuti importanti durante la loro vita. Addirittura questi documenti avevano anche la funzione, diprovvedere al deceduto le risposte necessarie per consentire loro di accedere con successo ai portali celesti sorvegliati da esseri angelici. Se la persona deceduta fosse stata un profeta di Dio sarebbe stato appropriato che tali documenti sarebbero stati sepolti con lui.  

L'uomo che aveva trovato le mummie egiziane ed i papiri che poi furonom venduti ai santi degli ultimi giorni si chiamava Antonio Lebolo. La sua vita e' parte integrale dell'intero episodio e ci aiutera' meglio a capirla. Giovanni Pietro antonio Lebolo, figlio di Pietro e Marianna Meuta, nacque a Castellamonte in Piemonete il 22 Gennaio 1781. Nel suo linguaggio nativo, Antonio era conosciuto come Giovanni Pietro Antonio Lebolo. Suo padre, Pietro era un leader nella comunita'e venditore di provviste, egli era un discendente di una delle piu' vecchie famiglie di Castellamonte. Queste informazioni si possono trovare nel libro di A. Bertolotti "Passeggiate nel Canavese O.C. 1871 e nel libro di Michelangelo Giorda "La storia civile religiosa ed economica di Castellamonte Canavese (Ivrea Italia 1953. Il sud dell'Europa era in tumulto politicamente durante la gioventu' di Antonio Lebolo. Dopo essere stato governato dal re della Sardegna il Piemonte era stato preso dall"Austria. Poi Napoleone Buonaparte dalla vicina Francia invase la zona nell'Aprile del 1796 e lal libero' dagli austriaci. Nel mezzo di questa irrequietezza politica Antonio si sposo' con Maria Pollino Marchetto nel 1797. Lui aveva sedici anni e la moglie 21. Napoleone non aveva alcuna intenzione di rendere il piemonte al re ed incorporo' il Piemnonte nella Francia. I piemontesi ebbero due scelte o di opporsi o cooperare, Antonio scelse di cooperare e nel 1799 all'eta' di 18 anni si arruolo' come soldato sotto la bandiera francese. L'anno successivo fu promosso come brigadiere. Il 22 Marzo 1801 Lebolo fu ferito durante la ribellione di Sant'Agostino, non si sa la natura e la durata della ferita, ma solo che fu sufficientemente seria e che fu messo fuori servizio. Sembra che dopo cio' Antonio sia stato a lavorare nella polizia. I registri che riguardano la sua vita familiare sono molto scarni eccetto che egli ebbe un figlio, Pietro Giovanni Enrico che nacque il 17 Luglio 1800 ma che mori' dopo soli 17 giorni. Dieci anni dopo la coppia ebbe un altro figlio che fu chiamato Michele Pietro Antonio. Cio' che fece tra il 1802 ed il 1808 e tra il 1811 ed il 1814 e' ignoto. Lui fu in Castellamonte fra il Marzo 1808 ed il Dicembre del 1810, infatti vi sono molti documenti che lui firmo' in quel periodo. Documenti che si trovano tutt'ora negli archivi torinesi. Un autore Stanley Mayes, si riferisce a lui come " un gendarme di Milano". il che potrebbe spiegare la sua assenza da Castellamonte in quel periodo, sebbene questa dichiarazione non sia confermata in nessun registro della polizia milanese. ALTRE CONQUISTE DI NAPOLEONE. Napoleone non era contento delle conquiste fin li' ottenute e cosi' si rivolse verso l'Africa e piu' precisamente verso l'Egitto. Mentre L'Europa stava per entrare nel periodo del risveglio politico ed industriale, l'Egitto languiva ancora nel suo passato. L'unica minaccia per le ambizioni di Napoleone era l'Inghilterra. Lui sapeva che se avesse conquistato L'Egitto avrebbe potuto mettere a repentaglio le lucrative vie inglesi che portavano alle Indie. Inoltre i francesi si ricordavano che solo 50 anni prima gli inglesi li avevano buttati fuori dalle indie. Con una forza di 38.000 uomini, insieme con i loro animali, la flotta di napoleone composta da 328 navi attraverso' il Mediterraneo ed approdo' alla baia di Abukir vicino ad Alessandria di Egitto il 1 Luglio 1798. Gli invasori si erano portati dietro, scienziati ed abili artigiani che Napoleone voleva documentassero i loro scavi in quell'antico paese pieno di misteri. Fra questi vi erano circa 167 professionisti dell'epoca, come medici, chimici, mineralogi, artisti, cartografi, zzoologi, geografi, epserti in polevere da sparo e matematici. Questi studiosi rimasero tre anni soltanto ma il loro impatto si sente tutt'ora. Nel Luglio 1799 una roccia di basalto con iscrizioni in tre lingue differenti fu scoperta, la famosa pietra di Rosetta. All'inizio solo l'iscrizione Greca fu tradotta le altre erano incomprensibili, ma fu convenuto che tutte e tre gli scritti contenessero la stessa informazione, e quindi poteva provvedere una chiave per le lingue sconosciute. Questo fu prorpio il caso. Quando l'esercito Francese attraverso una curva del Nilo e si trovo' di fronte l'antico tempio di Luxore Karnak, accadde una cosa strana. Il 27 Gennaio 1799 la divisione francese si fermo' spontaneamente e tributo' un fragoroso applauso. Un tenente riporto' che" senza che nessun ordine fosse dato gli uomini si misero in formazione disciplinata e presentarono le armi dietro l'accompagnamento dei tamburi e della banda. La grandezza del momento era sentita spontaneamente ed un intera armata pago' uno spontaneo tributo all'antichiata'. Il superbo sito era Karnak e l'antica Tebe l'area dalla quale sarebbero venuti fuori pochi anni dopo gli scritti di Abramo e Giuseppe.  

Dopo la sconfitta dei Francesi e conseguente esilio di Buonaparte all'Elba, i Savoia ripresero il loro dominio su Nizza, il Piemonte e la repubblica di Genova. Coloro che erano stati fedeli a Napoleone divennero famosi come i "Buonapartisti" e Lebolo che era uno di questi decise che l'Egitto sarebbe stata la sua nuova frontiera lontana dai problemi europei. Tra l'altro egli aveva un amico influente in Egitto, Bernardino Drovetti che era stato console generale in Egitto fra il 1803 ed il 1814. Drovetti era nato a Barbania, una citta' alpina in Piemonte solo a 7 od 8 miglia dalla citta' natale di Lebolo. Questi aveva servito come colonnello nell'esercito francese in Piemonte, dove anche Lebolo aveva servito e successivamente aveva anche servito sotto il generale Giovacchino Murat, cognato di Napoleone, nella campagna d'Egitto. In questa campagna il Drovetti era stato ferito gravemente ed una sua mano era stata mutilata. Sul suo rilascio, ricevette una medaglia per l'eroismo dimostrato proprio da Napoleone che lo assegno' come diplomatico rappresentativo in Egitto. Quando i reali francesi ripresero il potere nel 1814 Drovetti si trovo' nella stessa posizione di Lebolo e quindi anche lui prese la decisione di rimanere in Egitto dove negli anni aveva costruito una stretta amicizia con Mohamed Ali, il Pascia' d'Egitto. Quindi Lebolo insieme con il Drovetti si misero in affari in scavi archeologici. Antonio Lebolo lavoro' per Bernardino Drovetti nella parte alta dell'Egitto begli anni fra il 1817 ed il 1821 o 1822.  

Il terreno per la sepoltura sulla riva ovest del Nilo a Tebe e' diviso in tre sezioni, la valle dei Re, la valle delle regine e la valle dei nobili. Le tombe piu' splendide appartengono ai re, i ricchi Faraoni che non risparmiarono niente per prepararsi per l'eternita'. Scavatori come Bernardo Drovetti erano interessati a scavare nella valle dei Re, dove i piu' ricchi tesori del passato sarebbero stati logicamente piu' facili da essere trovati. In teoria gli spogliatori di tombe non hanno alcun interesse nelle tombe dei piu' poveri. Dato che Lebolo era solo un aiutatnte di Drovetti a tebe cio' che avrebbero trovato avrebbe dovuto appartenere a Drovetti. Ma Drovetti quando perse la sua posizione come console generale nel 1815 non aveva i soldi per poter pagare e cosi' lascio' parte del bottino come salario a Lebolo. Sembra che a Lebolo fu permesso di scavare personalmente nella valle dei nobili, il sito di sepoltura di uomini prominenti come scribi, artigiani, amministratori ed astronomi, che erano al servizio di Faraone. Le loro tombe erano adornate con murali, effetti personali ed anche con una certa ricchezza, ma certo non paragonabile con le tombe dei re e delle regine. Dato che Lebolo soprintendeva molti scavi archeologici e dirigeva il lavoro di centinaia di lavoratori su di un periodo di alcuni anni, e' impossibile, con i fatti disponibili determinare dove le mummie furono trovate, parlo di quelle spedite negli Usa. Molti santi degli ultimi giorni che visitano l'Egitto si fermano di solito alla tomba 33 nella valle dei nobili, supponendo che questo sia il sito dove Lebolo trovo' gli scritti di Abramo. E' importante capire perche' e come questa tomba sia stata scelta e vedere se tale conclusione e' possibile. Oliwer Cowdery, lo scrivano del profeta disse la storia di Michael H. Chandler come segue: " I registri furono ottenuti da una delle catacombe in Egitto, vicino ad un posto dove una volta stava la rinnovata citta' di tebe, dal celebre viaggiatore francese Lebolo nell'anno 1831. Questi si era procurato la licenza da Mehemet Ali', allora vicere' d'Egitt, sotto la protezione del cavalier Drovetti, console francese, nell'anno 1828 ed aveva 433 uomini per 4 mesi e due giorni, egiziani o soldati turchi che ricevevano 6 centisime per giorno. Egli entro' nelle catacombe il 7 Giugno 1831 e ottenne 11 mummie. Vi erano centinaia di mummie nella stessa catacomba, circa un centinaio imbalsamato secondo il primo ordine e poste nelle nicchie e due o trecento secondo il secondo e terzo ordine che giacevano al suolo. queste ultime erano cosi' rovinate che non potevano essere rimosse e solo 11 del primo ordine trovate nelle nicchie.  

Nel libro "who was who in Egyptology" un indice biografico di persone influenti in Egitto, Warren R. Dawson menziona che Lebolo stava scavando in una tomba a Tebe nel rione di Gurneth. Il Dottor Ross T. Christensen un professore di antropologia ed archjeologia a Brigham Young university mette in relazione questa dichiarazione con la dichiarazione di Oliver Cowdery dicendo che la tomba 33 era la possibile tomba dalla quale erano usciti gli scritti di Abramo. Il Dottor Christensen da la sua spiegazione per questa ipotesi.' Da cio' che mi ricordo, io stavo facendo delle ricerche nel 1960 o 1961 per un foglio che dovevo presentare al tredicesimo simposio annuale di archeologia delle scritture. Nel mio lavoro incrociai un libro intitolato "Topografia bibliografica degli antichi testi geroglifici egizi" i volumi erano di due donne inglesi, entrambe altamente riconosciute, che si chiamavano Bertha Porter e Rosalind L.B. Moss. Loro avevano ricevuto l'informazione su questa materia da Duemichem un eminente egittolo del diciannovesimo secolo. Il primo volume, intitolato la necropoli di Tebe, era un archivio pieno di informazioni. Il libro aveva i piani di base di cio' che noi chiamiamo le tombe private dei nobili. Dall'informazione data da Dawson, che la scoperta di Lebolo era una tomba sotterranea, una sotto la superficie del suolo e che aveva alcune mummie tolemaiche dentro., io pensavo che la mummia in cui Lebolo trovo' le mummie sarebbe stata una mummia privata, non una mummia di un Faraone e sarebbe presentata dai suoi autori. Cosi' di tutte quelle presentate, io scelsi semplicemente la tomba piu' grande da studiare. Era la tomba di Petamenopet, un nobiluomo della trentaseisima dinastia o Sait dinastia e chiamata dagli egiziani di oggi tomba 33. Notai anche che sembrava avere molte nichhie in essa e cio' tornava con il racconto di Oliver Cowdery. Contai le nicchie e sembrava che vi fosse posto sufficiente per contenere le 100 mummie imbalsamate che Oliver disse che sarebbero state in quelle nicchie. Allora comincia a paragonare il suolo con quello delle altre e mi sembro' che questa poteva essere la tomba che Lebolo aveva scoperto. Era proprio a Gurmeth, era proprio nella zona delle tombe sotterranee e sembrava di essere l'unica con una "grande cavita' grande abbastanza da contenere un totale di tre o quattocento mummie le quali due o trecento dovevano essere del secondo e terzo ordine. Anche la presenza delle nicchie dalle parte era sufficientemente grande da poter contenere 100 mummie del primo ordine. La tomba 33 sembrava di essere l'unica che potesse adattarsi alla descrizione. Un grande numero delle tombe sotterranee non aveva affatto nicchie e quelle che le avevano non avevao lo spazio sufficiente per contenere il numero di mummie che avrebbero dovuto secondo le descrizioni che abbiamo. Quindi fu per un processo di eliminazione che io conclusi che l'ipotesi migliore se non l'unica era la tomba sotterranea 33. Comunque lo scrittore del libro che sto traducendo non e' molto d'accordo con le conclusioni del Dottor Christensen per una serie di motivi che cozzano con la sua ricostruzione. I motivi sono che dopo piu' di cento anni e tanti scavi fatti nella zona possono aver alterato le tombe, infatti gli scavatori alla ricerca di tesori non hanno badato a fare attenzioni alle pareti delle tombe. Le nicchie menzionate non possono essere considerate tali secondo lo scrittore ed inoltre dato che il lavoro del Dr. Christensen era basato su di un racconto di Chandler poteva essere basato su erronee informazioni infatti in quel racconto si chiama Sebolo il Lebolo e viene dato l'anno dello scavo nel 1831 quando il Lebolo era gia' morto nel 1830 a Piedimonte. Lebolo non aveva la licenza nel 1828 da memet Ali' perche' a quel tempo risiedeva a Castellamonte di piedimonte. Quindi chi scrisse il resoconto che Chandler diede alla chiesa in Kirtland? A causa di questi errori e' chiaro che questa spiegazione non fu data dal Lebolo ma da un parento od amico dopo la sua morte o forse anche dall'agente che fece la spedizione. Vi potrebbero anche essere stati degli errori nella traduzione del documento in inglese.  

Pochi anni fa un mio collega di BYU il Dottor S. Kent Brown, stava sedendo vicino al Dottor Lazlo Kakosy, unn rinomato egittologo di Budapest. Entrambi erano in viaggio per una convention sul Copto in Polonia. Durante la loro conversazione, il Dottor Kakosky chiese al Dottor Brown se il nome Antoni Lebolo gli ricordava qualcosa. Il nome di lelo, disse, era inciso su di un passaggio della tomba 32 nella valle dei nobili, dove Kakosky e la sua truppa scavano scavando per conto del governo ungherese. Il Dottor Brown gli disse che io stavo facendo ricerche al proposito da diversi anni e quindi mi mise in contatto con lui fin dal 1986. Questa che cito e' una dichiarazione che il Dottor Kakosky mi fece. Molti oggetti preziosi furono rimossi dalla tomba circa il 1818-1820 quando era visitata da Antonio Lebolo, un avventuriero italiano che agiva per conto di qualcun altro nella ricerca di antichita'. Egli menzionava una tomba in Gurma dalla quale aveva preso molte mummie e sarcofaghi. Vi sono serie indicazioni che questa tomba fosse la tomba di DJEHUTIMES. Noi possiamo addurre le seguenti evidenze per sostenere questa idea. 1 Non vi e' alcuin dubbio che Lebolo avesse visitato la tomba 32 dato che incise il suo nome nel tunnel 2 Egli parla di una tomba con quelle caratteristiche e molti dei mattoni portano inciso il nome DJEHUTIMES 3 Vi sono due coperchi di sarcofaghi di granito nel museo egizio di Torino. Uno di questi porta il nome di OVERSEER (di Amun) DJEHUTIMES. Lo stile e' quello della diciannovesima dinastia; il sarcofago trovato nella tomba 32 porta lo stesso nome e titolo. Nessuna traccia del coperchio e' stata trovata nella camera di sepoltura dalla nostra troupe. L'altro oggetto che si trova a Torino e' la parte superiore di un coperchio di granito del sarcofago appartanente ad una donna. Questo mostra lo stesso stile e le stesse cose come quello di DJEHUTIMES. Cio' e' ancora di piu' confermato dalla presenza dei frammenti della mancante parte inferiore nella tomba. Un controllo della misura di questi frammenti rimane ancora da essere fatta; se questi combaceranno allorasara' verificato che la parte integra era stata portata via, probabilmente da lebolo, mentre i frammenti mentre i frammenti giacenti qua e la' nel sito sono rimasti cola'. 4 Un coperchio di una pietra di sarcofago Ptolemaico, di nuovo a Torino, fu fatta per lo scriba SHEP-MENU, figlio di NES-MENU. Noi sappiamo i nomi di entrambi dalla tomba 32, dove questi erano scritti sulle bende che avvolgevano le mummie, cosi' che questo e' un'alto oggetto trovato nella tom,ba di DJEHUTIMES nel secolo scorso. 5 I migliori documentati ritrovamenti di Lebolo sono i sarcofaghi e le mummie della famiglia SOTER, ora dispersi in diversi musei (Berlino, Brithish Museum, Leiden, LOuvre, Torino). Questa era una famiglia nobile a Tebe del secondo secolo dopo Cristo, probabilmente di origine greca, i membri della quale avevano adottato i riti e le credenze funerarie degli egizi. Alcuni di loro aveno nomi Greci, altri egizi. Questo ritrovamento divenne famoso per le rappresentazioni dello zodiaco sui sarcofaghi. Durante un nostro scavo una mummia del periodo Romano e' stata scoperta che mostra delle somiglianze con quelle della famiglia Soter. In questo caso non vi e' alcun dubbio che era stato Lebolo che prese i ritrovamenti dalla tomba. Come per l'origine dei tre coperchi del sarcofago di pietra non vi e' alcuna informazione negli archivi del museo di torino. Comunque, il loro arrivo a Torino rende probabile che anche questi furono portati da Lebolo. Quindi uno rimane con l'impressione che agli inizi del secolo scorso dopo che furono portate via sarcofaghi e mummie i primi predatori di antichita' stessero cercando primariamente per oggetti di metallo. I primi archeologi od esploratori e turisti lasciarono le loro incisioni nelle tombe, sulle pareti e su tutti i posti possibili ed immaginabili per immortalizzare la loro presenza sul luogo. Gli scavatori facevano proprie le loro tombe incidendo i loro nomi sulle pareti od altri ovvi posti. Il nome di Lebolo e' stato trovato solo nella tombra sotterranea 32. Il Dottor Kakosky dichiara che alcune centinaia di mummie potevano essere dislocate cola' in questa vasta area tombale. Potrebbe essere la tomba sotterranea 32 il sito dove i sacri scritti di Abramo furono rimossi? E' una possibilita', ma e' solo uno dei diversi siti in cui Lebolo scavo. Il suo nome potrebbe essere ritrovato in futuro anche da qualche altra parte da qualche altro studioso interessato in questa ricerca.

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