Torna alla pagina principale
Sezioni principali
Genealogia
Il libro di Mormon
Espiazione
Credenze controverse
Critica
Dottrina
Cattolici
Testimoni di Geova
Protestanti
Avventisti
Ges
Scrittori LDS
Storia della chiesa
Altre religioni
Profezie
Scienza e religione
Simbolismo
Testimonianze
Pensieri spirituali
Site search Web search

powered by FreeFind
Altri argomenti
Informazioni sull'autore
Scherzi (non ancora disponibile)
Collegamenti
Bella Sion
LDS
Miscellanea
Mappa del sito
Contatti
Scrivete all'autore
Lista di discussione 'Santi in riunione'
Message board
Il seguito della storia del libro di Abramo

Avvenimenti che seguirono la morte di Lebolo. Durante la notte del 18-19 Febbraio 1830, Antonio Lebolo mori' all'eta' di 49 anni nella sua casa di castellamonte. Nel suo testamento era richiesto che le seguenti persone avrebbero dovuto fare un inventario dei suoi possedimenti: suo cugino Giovanni Meuta, suo fratello Giuseppe, il notaio Giacomo Buffa ed il suo amico Francesco Bertola. Sicuramente le undici mummie da cui ci pervenne il libro di Abramo dovevano esservi elencate. Per completare questo inventario occorsero nove giorni. Il problema e' che queste mummie non erano in questo inventario e nemmeno menzionate nel suo testamento e questo e' increddibile se si pensa al valore monetario che queste dovevano avere. Nessun erede irlandese e' menzionato nel testamento, gli unici eredi erano Anna Maria ed i loro 4 figli. La famiglia Morozzo che ha vissuto nella casa di Antonio Lebolo per molti anni, e che non e' cambiata molto ( si potra' vedere la foto quando questa storia verra' messa sul sito, o mio o di Pinotto non fa differenza) a parte l'acuqa corrente e l'eletricita'. Dan Jorgensen, uno dei primi presidenti di missione in Italia fece un intervista al signor Morozzo che ricordava che quando giocava da bambino nell'attico della casa "un attico pieno di scatole contenenti vecchie lettere e cose simili" vide molte lettere scritte in lingua straniera affrancate con francobolli stranieri, purtroppo come spesso accade come il tempo passava coloro che entravano come inquilini o proprietari della casa pensaraono bene di disfarsi di questa inutile e vecchia corrispondenza. A questo punto e' necessario spiegare come si e' venuti in possesso del testamento del Lebolo. Donl Peterson, purtroppo deceduto da vari anni oramai, autore di questa ricerca, nell'autunno del 1984 venne in Italia per questo scopo e benche' alcuni suoi predecessori in questo campo furono incapaci di trovare questo testamento ebbe la fortuna di, ma lasciamo posto alle sue parole. " Una domenica di Ottobre sono andato in chiesa, la nostra SUG a Torino, dove ho incontrato una sorella che poteva aiutarmi come interprete nelle mie ricerche nelle varie biblioteche o musei o archivi. Patrizia Pianea, una convertita alla chiesa da circa un anno. Lei era molto valida nell'inglese, Francese e chiaramente in italiano. Come discutevamo il mio progetto, un piccolo bambino di circa 2 anni seguito attentamento dallo sguardo di sua madre entro' nella nostra stanza dove io e Patrizia discutevamo. La madre del bimbo, Jerrilyn Comollo era originaria dell'Arizona. Lei udi'che stavo citando il nome di Lebolo a Patrizia e disse che suo marito, Adriano, aveva una volta cercato invano per documenti relativi a Lebolo. Inutile dire che ero interessatissimo ad incontrare Adriano, un sommo consigliere di distretto che avrebbe parlato durante la sacramentale di quel giorno. Alla conclusione della sacramentale fummo invitati per una cena durante la settimana a casa di questa famiglia. Durante quella cena Adriano disse che aveva visto un documento ufficiale con la firma di Antonio Lebolo nell'archivio di stato di Torino. I sarei dovuto volare in Egitto in un paio di giorni cosi' chiesi ad Adriano di mandarmi una fotocopia. Anche gli chiesi se avrebbe controllato altri documenti emessi dallo stesso notaio per vedere se Lebolo avesse utilizzato lo stesso notaio per altre faccende legali ed enfatizzai l'importanza di questo fatto proprio per vedere se vi fosse la possibilita' di localizzare il testamento di Lebolo. Al Cairo, una settimana dopo, ricevetti una telefonata alle 4 del mattino da mia moglie, Mary Lou. I comollo le avevano telefonato alla mia casa in Orem, Utah per annunciarle che avevano trovato il testamento di lebolo con l'inventario connesso ed un altro documento che citava le undici mummie. Anche se avevo speranza di trovare in Egitto altro materiale interessante relativo a Lebolo, devo dire che questo ebbe la precedenza assoluta, cosi' cancellai i miei impegni in Egitto e tornai in Italia. Spendemmo la successiva settimana negli archivi di stato di Torino, fotografando il testamento e l'inventario e cercando per ulteriore informazione. Un documento che attrasse la nostra attenzione in una nuova direzione era il docuemnto legale che citava le undici mummie. Era stato preparato da Giacomo Buffa, il notaio che aveva redatto il testamento e che aveva aiutato nell'inventario. questo documento, datato 30 Luglio 1831 legge com

Giovanni Metua amministratore dei beni dei figli di Antonio Lebolo elenca i beni del defunto. 11 mummie consegnate al signor Albano Oblassa affinche' possa venderle. Gustavo Bourlet debitore di 1800 Fiorini e di seguito vengono elencati altri debitori del Lebolo che io non menziono perche' ininfluenti ai fini del nostro tema. Questo documento toglie ogni dubbio sul fatto se Lebolo possedesse altre mummie oltre alle suddette 11. Prima di continuare la nostra ricerca del viaggio che le memmie possono aver fatto per arrivare negli States lo scrittore focalizza la sua attenzione su di una breve nota della famiglia Lebolo che sembra appropriata per completare la storia. Il 10 Ottobre 1831, piu' di un anno e mezzo dopo la morte di Lebolo, la sua vedova, Anna Maria, ritorno' a Castellamonte in compagnia di Giuseppe Brogliatti per cercare di riprendere alcune cose personali che erano rimaste cola'. Secondo un documento legale, lei viveva a Torino, circa 50 chilometri distante. I suoi figli non vivevano con lei ma risiedevano ancora a Castellamonte. il documento dichiara: Antonio Lebolo ha dato l'usufrutto di tutti i suoi beni, della sua casa e della sue proprieta' persoanli a sua moglie Anna ed a tutti i suoi eredi che sono: Pietro, Giuseppe, Tommaso e Giovanni, tutti fratelli e tutti i suoi figli. Se per caso, sua moglie Anna non potesse o non volesse vivere con loro egli ha provveduto per lei una somma di denaro (240 lire) per anno per il suo cibo e vestiario senza che possa richiedere di piu'. Dato che Anna, la vedova di Lebolo, non vuole vivere con i suoi figli ed ha gia' una nuova residenza a Torino, dopo aver fatto conoscere la sua decisione a Giovanni Meuta, avvocato e tutore degli eredi di Lebolo, lei chiede allo stesso tutore di darle qualche propieta' personale, da essere determinata e sistematicamente pagare la somma dovuta. Viene elencato i beni personali che furono dati ad Anna, poi le viene spiegato che vi erano anche dei creditori oltre che debitori e quindi alcune incertezze finanziarie e quindi venne arrangiato per lei un pagamento ogni 4 mesi e dato che lei era una illetterata firmo' il documento con una croce. Alcuni hanno pensato che lei vivesse in un convento cattolico a Torino, come aveva fatto a Venezia, dato che non si e' mai saputo dove vivesse. I conventi non erano richiesti di fornire il nome di coloro che vi risiedevano ma solo il numero. I figli di Lebolo morirono relativamente giovani. SONO QUESTE MUMMIE LE MUMMIE GIUSTE?

Lo scrittore ritorno' negli USA verso la fine di Novembre 1984 con le fotocopie del Testamento, l'inventario e la documentazione legale per Pietro di controllare le 11 mummie a TRieste che erano state affidate ad Albano Oblasser e furono vendute in favore dei 4 figli di Lebolo. Una traccia mancava nella stgoria. Come potevamo sapere che queste mummie erano le 11 che Michael Chandler ricevette, quelle con gli scritti di Abramo e Giuseppe? ai primi di Marzo del 1985, frustrato da questo pezzo mancante di evidenza, scrissi ai Comollo, Adriano riporta cio' che accadde:

Agli inizi di Marzo del 1985, ricevemmo una lettera dal Professor Peterson " .......Dobbiamo trovare......." Queste parole mi colpirono come fossero un ordine divino, cosi'; mi rimisi al lavoro. all'inizio Jerri ed io facemmo congetture che ogni altra novita' poteva essere trovata solo a Trieste. Comunque per non lasciare niente di intentato decidemmo di dare un ultimo sguardo negli archivi di Torino. Dopo aver pregato mi sentii ispirato di cercare fra i notai di Torino e non fra quelli di Ivrea e la trovai la connessione che connetteva l'Italia con l"America. Questa e' stata una esperienza meravigliosa che ci ha fatto sentire in qualche maniera connessi con Joseph Smith e ci ha fatti sentire piu' vicini a lui.

Il documento trovato che prova che le 11 mummie che Albano Oblasser era autorizzato a vendere erano davvero le mummie inviate a New York, era un documento emesso da Clemente Cleonzo a Torino il 5 Ottobre 1833 in favore di Pietro Lebolo che dichiara: " Nell'anno del Signore 1833, Ottobre 5, a Torino, nel mio ufficio al terzo piano della casa di Sant'Albano, numero 18 della via Tomaso, davanti a me, Notai reale Clemente Cleonzo. Alla presenza del Signor Antonio Bruno di Bra e del Signor Vincenzo Cuire di Vigone, anche lui vivente in questa capitale, testimoni richiesti e che s adattano, noti a me e dal mio cliente Pietro Lebolo. Qui davanti a me riuniti ed in presenza dei testimoni citati, il Signor Pietro Lebolo del fu Antonio, nato a Castellammonte e vivente in questa capitale (Torino) che agisce in suo proprio favore ed agisce nella sua capacita' come notaio generale con l'abilita' di designare altri speciali poteri dell'avvocato per Giuseppe, Giovanni e Tommaso, fratelli di Lebolo dipendenti dal loro tutore il Signor Meuta Giovanni.......... Pietro Lebolo ha chiamato e chiama come suo procuratore speciale Francesco Bertola, figlio di Francesco anche nato a Castellamonte, Piemonte e residente a Filadelfia, professore di medicina veterinaria..........quindi egli riceve l'autorita per richiedere le 11 mummie ed altrri oggetti antichi localizzati in varie scatole appartenenti al deceduto che le aveva mandate ad Albano Oblasser di Trieste. Albano Oblasser le mando' a New York alla casa di mister M'Led.... Il signor Bertola ha l'autorita' per venderle a chiunque pensi che possa adempire alle condizioni, pagare l'ammontare al procuratore che decidera' ed egli le mandera' a chi di covere ed in caso di disputa egli proteggera' gli interessi dei signori costituenti e si prenderea' carico e cura di tutti i problemi che potrebbero sorgere per ottenere una veloce liquidazione di tali oggetti. In altre parole egli dovra' fare qualunque cosa i costituenti farebbero se avessero avuto le facalta' d farlo da soli.Il Signor Bertola fara' ogni cosa sotto la CUM LIBERA UT ALTER EGO stipulazione con la promessa di ratificare ogni cosa fara' come e' scritta e fara' un resoconto delle sue azioni.Di questa richiesta ho ricevuto pubblica testimonianza ed ho letto e pronunciato il presente atto e pronunciato il contenuto del presente attoper la chiara comprensione delle parti coinvolte e dei testimoni designati."

IL veteriniario che aveva lasciato castellamonte e si era trasferito a Filadelfia Pensilvenia era Francesco Bertola Jn., suo padre il vecchio Francesco Bertola era l'uomo a cui Lebolo si era riferito nel suo testamento come "mio amico" ed acui aveva chiesto di assisterlo nell'inventario dei suoi beni personali. Il giovane Francesco fu autorizzato legalmente ad organizzare la spedizione ed a ricevere i soldi della vendita delle mummie. E' probabile che Albano Oblassar avesse ancora le mummie immagazzinate a Trieste quando Pietro Lebolo le controllo' nell'estate del 1831. Perche' furono inviate a New York invece che a Roma, Vienna, Londra Parigi non e' noto, possibilmente perche' le mummie erano una vera novita' negli states e probabilmente potevano fornire un piu' lauto guadagno. Vi sono ancora alcuni problemi insoluti come per il fatto che la famiglianon ricevesse la ricevuta della vendita dopo che Michael Chandler le ebbe in suo possesso almeno 6 mesi prima che i Lebolo mandassero la lettera di autorizzazionedi Francesco Bertola per seguire il tutto. Come accadde che Michael Chandler, un emeigrante irlandese, entro' nella storia come erede di lebolo quando tutti i possedimenti di lebolo erano della moglie e dei filgi? Come si puo' riconciliare la storia di Chandler che egli eredito' le undici mummie con documenti legali che chiaramente dichiarano che le due compagnie marittime di New York erano autorizzate a vendere le mummie per conto dei Lebolo per il prezzo piu' alto e nessun erede e' menzionato? Come si spiega che Bertola non fu informato di nessun nipote irlandese dalla famiglia di Lebolo, ma solo di contattare i mercanti marittimi di New York per acquisire i fondi della vendita delle mummie? Insomma la storia raccontata da Chandler non collima con i documenti ufficiali ritrovati, che siano stati fatti dei falsi e che chandler abbia fatto una truffa ai danni dei Lebolo?

Le 11 mummie furono spedite da Trieste a New York tramite le ditte marittime Maitland & Kennedy e Mc Leod & Gillespie, importanti ditte che facevano spedizioni internazionali. Queste compagnie erano commissionate da Pietro Lebolo attraverso La Oblasser shipping company per vendere le antichita' e poi mandare il tutto agli eredi di Lebolo. Sfortunatamente alcuni importanti dettagli mancano in questa parte della storia. Se i mercanti avessero offerto le antichita' per il miglior prezzo possibile, loro avrebbero probabilmente pubblicizzato la loro asta tramite i giornali in New York, ma nessuna notizia e' stata ritrovata sul loro arrivo e nemmeno che vi sia stata una certa pubblicita' di alcuna asta per la loro vendita. I giornali sono stati controllati dal 1830 al 1833, dato che non e' noto quando le mummie pervennero a New York. Pietro Lebolo insiste' che Oblasser spedisse le mummie alle compagnie marittime di New York in un tentativo di venderle dopo il 30 Luglio 1831 o magari Oblasser le aveva spedite precedentemente? Se loro fossero state spedite prima del 30 Luglio 1831 e se la liste delle compagnie nei giornali e' accurata e la nostra ricerca e' stata ben fatta allora si puo' dire che coloro che ricevettero le mummie non fecere alcun campagna pubblicitaria. Lo scrittore ha fatto una ricerca che indicava che Oblasser aveva lavorato precedentemente con le 4 compagnie summenzionate ma non e' stata trovata alcuna evidenza della spedizione delle mummie. Allora egli scrisse agli archivi nazionali di Washington in relazione alla spedizione delle mummie da Trieste a New York e ricevette la seguente replica datata Giugno 20 1988. " Abbiamo fatto una attenta ricerca dei dispacci dal consolato US a Trieste 1831-1833 e della corrispondenza Miscellanea ricevuta dal console durante questo periodo. Non e' stata trovata alcuna spedizione delle mummie egizie da Trieste a New York in quegli anni. E' possibile che nessuna menzione fosse fatta delle mummie perche' coloro che le spedivano potevano essere timorosi di alcune leggi o regole che potevano proibire l'importazione di resti umani negli Stati Uniti." Lo scrittore aveva scritto precedentemente agli archivi nazionali per altre ricerche e gli era stato comunicato che la "Maggior parte dei registri del dipartimento del Tesoro erano stati distrutti da un fuoco nel 1833" Michael Chandler aveva le 11 mummie in suo possesso a Filadelfia e le mostrava al pubblico il 3 Aprile 1833. Per fare arrivare le mummie da New York a Filadelfia e per pagare le tasse ed i costi di spedizione potrebbe aver richiesto meno di una settimana e dopo una nave avrebbe potuto portare le mummie in un giorno da New York a Filadelfia. In piu' per permettere sufficiente tempo per la spedizione e per gli affari portuali avrebbe anche richiesto da una a tre settimane per avere un posto a disposizione in Filadelfia per la loro esposizione ed anche per fare tutti gli arrangiamenti necessari per la loro pubblicita' prima della loro esposizione. Questa certo e' congettura ma sembra logico pensare che le mummie siano arrivatea New York non piu' tardi del Marzo 1833. Alcuni genealogisti e stroici hanno provato di risolvere se Lebolo e Chandler fossero parenti ma senza successo. La genealogia di lebolo e' stata tracciata per alcune generazioni prima della sua nascita, dato che la sua famiglia era primariamente incentrata a Castellamonte. I genealogisti non sono stati capaci di localizzare Chandler od anche sua moglie in nessun registro irlandese. Sappiamo solo che la coppia si dichiarava irlandese in alcuni documenti legali e nei registri del censimento degli stati Uniti. Allora questa ricerca e' ferma fino a quando non sara' possibile rintracciare le radici dei Chandler per poter affermare o negare qualsiasi grado di parentela con i Lebolo. Vi erano alcuni Leboli che vivevano in Inghilterra alla meta' dell'ottocento, uno incluso che si chiamava Antonio, ma i registri sono insufficienti per correlare le famiglie. Appoggiandoci ad un registro pubblico dell'Ohio, lo scrittore aveva trovato che Michael Chandler era nato in IRlanda circa il 1797. Sua moglie Frances F. Ludlow, anche di discendenza irlandese, era nata circa il 1798. Loro si erano sposati in Irlanda e gli erano nati 4 figli fra il 1820 ed 1827, altri 7 nacquero loro in Pensilvania o Ohio. Come Chandler venne dapprima alla conoscenza delle mummie di Lebolo e' sconosciuto. Il racconto che abbiamo dal Messenger and advocate dice: " Nell'aprire le bare, egli scopri' che in connessione fra due dei corpi vi era qualcosa arrotolato con lo stesso tipo di lino, saturato con lo stesso bitume, che, quando esaminato, provava di essere due rotoli di papiro, precedentemente menzionati. Io posso aggiungere che due o tre altri piccoli pezzi di papiro, con calcoli astronomici, epitaffi ect erano trovati con altri delle mummie. Quando Mister Chandler scopri che vi era qualcosa con le mummie, egli suppose o spero' che potessro essere diamoanti oq ualcosa altro di grande valore e quando vide cosa erano rimase dispiaciuto.Gli fu detto immediatamente, mentre era ancora nella Custom House, che non vi era alcun uomo in quella citta' che poteva tradurre i suoi papiri ma gli fu detto dalla stessa persona che poteva riferirsi a Joseph Smith che gli fu detto possedeva qualche tipo di potere o dono per il quale aveva precedentemente tradotto caratteri simili. Fratello Smith era allora uno sconosciuto per Chandler, ne' sapeva niente del libro di mormon. Da New York Chandelr prese la sua collezione e la porto' a Filadelfia dove la esibi' dietro compenso. Mentre Chandelr era a Filadelfia le provo tutte per vedere se poteva trovare qualcuno per tradurre i papiri ma gli fu impossibile. Di nuovo gli fu detto di Joseph Smith. da Filadelfia si trasferi'a Harrisburg ed in altri posti ad est delle montagne e gli fu detto frequentemente di nuovo di fratello Smith per la sua eventuale traduzione. Va oltre il mio scopo di seguire le altre traversie di mr. Chandler prima di arrivare qui l'ultimo di Giugno quando gli fu presentato Joseph Smith a cui fece vedere is uoi papiri.

Chandel o sua moglie avevano forti legami con uno o piu' delle compagnie marittime di new York o con qualche altro contatto, siano questi colelgamenti di sangue o stretta amicizia. Qualcuno che acquisto' le mummie doveva esser disponibile di pagare il dazio e le spese di spedizione e di aiutare Chandler a lasciare il suo lavoroed andare in giro per la nazione per fare vedere le mummie ed i papiri per trarne un profitto. Attraverso la vendita occasionale di una mummia Chandler sperava di fare dei soldi ed anche ripagare coloro che lo avevano aiutato ad appropriasi delle mummie. Piu' ecidenza sara' portata nel capitolo 13 per sostenere questa tesi. Michael Chandler disse ai leaders della chiesa a Kirtland che le undici mummie erano state ritrovate da Lebolo in una tomba sepolcrale a Tebe, che Pietro Lebolo le aveva portate a Trieste per affidarle ad Oblasser, il padrone della compagnia marittima. Chandler aveva un documento originale che conferma che la spedizione era di 11 mummie. Con il passare del tempo comunque queste mummie diminuirono, apparentemente 5 delle originali mummie furono vendute nella zona di Filadelfia e Baltimora nel primo giro di esibizioni, altre furono vendute successivamente e poi le 4 rimanenti furono vendute ai santi a Kirtland ai primi di Luglio del 1835. In tutte le vendite veniv asserito che il Chandler era un nipote di Lebolo.

Francesco Bertola in America.

Prima ho citato una lettera, scritta in favore della famiglia Lebolo, nella quale Pietro Lebolo dava incarico a Francesco Bertola Jr. che si era trasferito da Castellamonte a Filadelfia, di scoprire il perche' le compagnie mercantili di New York, che avevano ricevuto le mummie, non avevano mai mandato alla famiglia Lebolo i soldi della loro vendita. Ai primi dell'Aprile del 1833 sembra logico pensare che arrangiamenti finanziari fossero gia' stati conclusi fra le parti. In un tentativo di apprendere di piu' riguardo la vendita lo scrittore ha cercato di tracciare le attivita' del Bertola. Non vi e' alcuna presenza del Bertola nella directori della citta di Filadelfia negli anni che vanno dal 1833 al 1837. Il nome piu' vicino e' Frank Bertola, che vi e' elencato come fornaio. Questo potrebbe essere il nome inglesizzato di Francesco Bertola ma la diversa occupazione non e' di aiuto. Uno scambio di lettere fra il console della Sardegna a New York e la Sardegna che poi era il regno di Italia dell'epoca getta un po' di luce sulla storia. La provincia di Ivrea (vicino a Castellamonte) mando' una breve richiesta al console a New York il 1 Febbraio 1837, che fu ricevuta l'11 Febbraio 1837. Riferendosi a Francesco Bertola, maestro di cavalli, il messaggio riportava "Lui ha lasciato New York qualche tempo fa per andare a Buffalo. Desideriamo di sentire da lui dato che non ha mai scritto alla sua famiglia che abita a Castellamonte da quasi un anno. Nella lettera di risposta datata 28 Giugno 1837 a sua "eccellenza" in Sardegna il console di New York spiego' "Il signor Francesco Bertola lascio Filadelfia verso l'inizio del Novembre 1836 ed ha stabilito la sua residenza in questa citta. Ma il passato Marzo egli ha trovato l'opportunita' di dare lezioni nella lingua italiana in una pensione vicino a New York ed egli disse ai suoi amici che voleva andare cola'. Comunque egli non volle dire mai il suo indirizzo. Sara' mio dovere di fare delle ricerche al riguardo e poi vi informero' di conseguenza.

In una lettera finale datata 23 Dicembre 1837, il console di New York dette il seguente aggiornamento sulla materia."Il signor Francesco Bertola, il cui caso e' stato registrato come numero 26 il Giugno 28, secondo il registro ministeriale 8 il passato Febbraio 11 ora vive a Bloomingdale, un villaggio distante tre miglia da questa citta'. Egli da lezioni di scienze fisiche in un piccolo college. Egli percepisce un salario di circa 300 dollari piu' l'affitto. I Lebolo non continuarono piu' a richiedere il pagamento della vendita delle mummie dopo il 1833 questo dovrebbe significare che il pagamento fu effettuato poco dopo che Francesco Bertola ebbe i poteri di avvocato per portare a conclusione tutto. Dato che la corrispondenza cesso', a meno che non fosse stato ingaggiato un nuovo notaio, Bertola probabilmente non ebbe alcun affare nella vendita delle mummie o se lo ebbe fu solo per scoprire che la transazione era stata effettuata. Quando Bertola dise ai rappresentanti del consolato che non voleva che i suoi amici sapessero il suo indirizzo "in nessun modo", uno si potrebbe domandare il perche' di tanta segretezza. Sia che lo abbia fatto per tagliare ogni comunicazione con le sue radici Piemontesi o per i suoi amici americani comunque lo scrittore pensa che questa segretezza non abbia nulla a che fare con la vendita delle mummie. Di Francesco Bertola Jr non si sa piu' niente. anche il fatto che Francesco Bertola Sn, il padre, il confidente di Antonio Lebolo, che aveva fatto l'inventario dopo la sua morte, e che mori' il 27 Dicembre 1842 a Castellamonte non lo abbia menzionato nel suo testamento lascia molti interrogativi. Poco dopo l'acquisto da parte dei santi a Kirtland delle mummie e dei papiri, la prima settimana di Luglio 1835, Joseph Smith, assistito dagli scrivani W.W. Phelps ed Oliver Cowdery "cominciarono la traduzione di alcuni dei caratteri dei geroglifici". Il profeta scrisse "molta gioa avemmo nello scoprire che uno dei rotoli conteneva gli scritti di Abramo ed un altro gli scritti di Giuseppe di Egitto eccetera, un piu' dettagliato resoconto di cio' verra' pubblicato appena io procvedero' ad esaminarli. Veramente possiamo dire che il Signore sta cominciando a rivelare abbondanza di pace e verita'. I papiri egizi presero molto del tempo del profeta durante il Luglio sccessivo. La sua storia dichiara:"Il rimanente di questo mese, sono stato continuamente preso nel tradurre un alfabeto per il libro di Abramo ed a preparare una grammatica della lingua egizia come praticata dagli antichi. Pressanti materie della chiesa, incusa una visita di tre settimane per visitare il Michigan, lo prevenirono dal lavorare sui papiri per i successivi due mesi. La successiva entrata nel suo diario riguardante la traduzione legge:" 1 Ottobre, questo pomeriggio ho lavorato sull'alfabeto egizio, in compagnia dei fratelli Oliver Cowdery e W.W. Phelps e durante questa ricerca, i principi dell'astronomia come compresi da padre Abramo e dagli antichi ci furono resi chiari alla nostra comprensione, i particolari di cio' appariranno successivamente." Quanto il Signore rivelo' a questi fratelli e', di certo,sconosciuto (ma in una pagina del mio sito vi sono dei disegni che vi si riferiscono), ma noi possiamo cercare di trarre delle conclusioni con delle congetture da questa entrata nel suo diario. Dal testo del libro di Abramo vediamo che i principi di astronomia come conosciuti da Abramo ed alcuni dei suoi predecesori e' allusa nei capitoli tre e cinque. Joseph ed i suoi scrivani stavano per essere introdotti ad una nuova "grammatica egizia". Sembra che nuove parole e significati stavano per essere rivelati che non si trovavano negli scritti egizi del libro di Mormon, queste parole erano Kolob, Shinehah, Kokob, OLea, Kokaubeam, Oliblish, Enish go on dosh, Kae e vanrash, Kliflosises e Hah ko kau beam. Il profeta scrisse durante questo studio che 2 profeti, Matusalemme ed Abramo, erano stati invitati dal Signore a vedere le cose relative al sistema planetario che ad altri profeti non era stato concesso. Una entrata nell'alfabeto egizio e grammatica sotto "Kolob nel primo grado" legge:" Significa che la prima grande stella fissa governante che e' la piu' lontana che sia mai stata scoperta da i Padri era nota a Matusalemme ed anche da Abramo" Nel testo del libro di Abramo, Abramo riporto' che "I registri dei padri, proprio dei Patriarchi" erano venuti in suo possesso. Quindi egli aveva "Una conoscenza dell'inizio della creazione, ed anche dei pianeti e delle stelle come erano note ai padri." e che egli avrebbe scritto riguardo alcune di queste cose "per il beneficio della mia posterita' che verra' dopo di me." Abramo 1:31 La fonte della profonda conoscenza di Abramo sull'astronomia non era solo basata ai registri che aveva ereditato dai precedenti profeti. In Abramo 3:1-2 egli spiega. 1 E IO, Abrahamo, avevo l'Urim e Thummim che il Signore mio Dio mi aveva dato in Ur dei Caldei; 2 E vidi le stelle, che erano grandissime, e che una di esse era la più vicina al trono di Dio; e ve n'erano molte di grandi che erano vicine ad essa.

(Perla di Gran Prezzo | Abrahamo 3:1 - 2) La conoscenza di Abramo della infinita creazione di Dio fu allargata ancor di piu' quando il grande Creatore del cielo e della terra Steso gli apparve e gli mostro' personalmente e gli spiego' alcune cose della sua opera Abramo 3:11 5 :21 La visione del 1 Ottobre 1835 ebbe una grande influenza su Joseph Smith e sulla sua comprensione. Come Abramo, che disse che avrebbe condiviso alcune delle verita' che egli conosceva della creazione Abramo 1:31, Joseph Smith riferi' a questi scritti egizi 7 anni dopo come insegnava ai santi a Nauvoo " La sapienza degli egizi e la loro conoscenza dell'astronomia fu senza dubbio insegnata loro da Abramo e Giuseppe, come i loro papiri testimoniano, come loro la avevano ricevuta dal Signore." Joseph non condivise tutti i particolari che aveva appreso dalla lettura dei papiri che riguardavano il sistema planetario. Una domanda rimane: Joseph Smith fu il primo profeta di questa dispensazione e preordinato per restaurare tutte le cose Atti 3:19-21. Ebbe anche lui una visione come Abramo sui principi dell'astronomia? Il 3 Ottobre 1835, la maggior parte dei 12 apostoli era a casa di Joseph Smith quando lui "esibi' loro gli antichi registri e dette spiegazioni". " Questo giorno" il profeta aggiunse "e' trascorso con le benedizioni del Signore." il suo scrivano del momento W.W. Phelps un dotato poeta e scrittore fu talmente infiammato da queste nuove verita' che avevano allargato il suo intendimento sul sitema planetario e sulla natura dell'uomo e scrisse un poderoso poema If you could Hie to Kolob" If you could hie to Kolob In the twinkling of an eye and then continue onward with that same speed to fly Do you think that you could ever, through all eternity, Find out the generation, Where Gods began to be?

Or see the grand beginning, Where space did not extend? Or view the last creation, Where Gods and matter end? Methinks the Spirit whispers, " No man has found "pure space", Nor seen the outside curtains, Where nothing has a place".

The works of God continue, and worlds and lives abound; Improvement and progression have one eternal round. There is no end to matter; There is no end to space; There is no end to spirit; There is no end to race.

There is no end to virtue; There is no end to might; There is no end to wisdom; There is no end to light. There is no end to union; tehre is no end to youth; There is no end to priesthood; There is no end to truth.

There is no end to glory; there is no end to love; there is no end to being; there is no death above.

Il pomeriggio del 7 Ottobre 1835 il profeta Joseph Smith "ricomincio' a tradurre gli antichi annli". La prossima entrata nel suo diario che si riferisce ai papiri e' del 29 Ottobre 1835, quando assunse Warren Parrish a servirgli come suo segretario. In una rivelazione datagli tramite il profeta il Signore dichiaro' a Parrish "Fino a quanto continuerai ad ascoltare la mia voce, sarai benedetto con saggezza e con una mente pronta, anche sopra ai tuoi compagni, tu vedrai grandi cose venir fuori per il beneficio del mio popolo, vedrai molti dei miei antichi annali e comprenderai cose nascoste e sarai rivestito con la conoscenza di lingue sconosciute e se tu lo desidererai e lo cercherai dalla mia mano, sarai privilegiato con lo scrivere molta della mia parola, come scrivano mio per il beneficio del mio popolo." Joseph riporto' nel suo diario dei molti giorni spesi in traduzione quell'autunno ed inverno ed a volte scrivevano anche se erano afflitti da influenze e si benedicevano a vicenda ed erano guariti. 3 fratelli, William E. Lellin, Brygham Young e Jared Carter, chiamati dal profeta il 16 Dicembre "Ho esibito loro e spiegato gli annali egizi" scrisse il profeta "ed ho loro spiegato molte cose concernenti le cose di Dio date agli antichi e la formazione del sistema planetario." Tutti questi avvenimenti avvennero entro i primi sei mesi in cui il profeta venne in possesso degli annali egizi. Altri problemi lo distrassero alla traduzione per piu' di 6 anni. La cura delle mummie e dei pariti fu affidata il 17 Febbraio 1836 a Joseph Coe, che fece arrangiamenti per affittare una stanza all'albergo di John Johnson dove potevano essere esibiti per una piccola somma affinche' la gente potesse vederne i benefici derivati da loro." Il profeta comunque lo ammoni' di maneggiare ed averne estrema cura specialmente per i manoscritti. Per l'Agosto 1836 i papiri furono messi nel tempio di Kirtland, dove la stanza occidentale nella parte superiore era designata dal profeta come stanza adibita per la traduzione. Circa 15 mesi dopo, il 2 Novembre 1837, " la chiesa di Kirtland voto' per sanzionare l'ordinazione di fratello Phineas Richards e Reuben Hedlock, dalla presidenza, per procurare alla chiesa mezi di traduzione e stampa degli annali presi dalle catacombe di Egitto, allora nel tempio." Joseph Smith a quel tempo era a Far West Missouri per affari della chiesa. Questa e' la ultima entrata nella "storia della chiesa riguardante gli scritti di Abramo e Giuseppe mentre la chiesa aveva il suo centro a Kirtland.

Alcune reazioni ai papiri molti santi del tempo di Joseph Smith scrisserro nei loro diari ed lettere cio' che appresero al riguardo e qquali furono i loro sentimenti e reazioni. W.W. Phelps, scrivendo a sua moglie:"Joseph Smith ha dichiarato che i papiri contenevano gli annali tenuti da Giuseppe alla corte di Egitto e gli insegnamenti di padre Abramo. Dio ha voluto che queste mummie ed i papiri giungessero fino alla chiesa.....questi annali saranno un buon testimone per il libro di Mormon, non vi e' niente di segreto che non sara' rivelato e lo sara' per i santi." Benjamin Johnson scrisse nella storia della sua vita:"E quando gli scritti di Abramo su papiro, che accompagnavano le mummie sembravano davvero meravigliosi e tutti fummo felici quando il profeta ci dise che li avrebbe tradotti" John Withmer, uno degli 8 testimoni scrisse nel suo diario:"Joseph il veggente vide gli annali e per rivelazione di Gesu' Cristo pote' tradurli e cosi' abbiamo adesso u racconto dei primi padri. Molto dei quali furono scriti da Giuseppe d'Egitto e quando tutto sara' statato tradotto sar'a una cosa meravigliosa e di grande valore per i santi."

Che cosa contenevano gli annali dei papiri? Entro tre mesi dopo che i papiri erano stati acquistati, Joseph aveva tradotto, od al minimo era consapevole del contenuto dei capitoli 3 4 e 5 del libro di Abramo, che conteneveano informazioni sul sistema planetario. I primi due capitoli contenevano un resoconto della vita di Abramo in Ur ed in Haran e l'inizio del suo viaggio da Haran in Egitto. Questo e' cio' che abbiamo oggi nella perla di Gran prezzo. Ma il libro di Abramo conteneva molto di piu' di quanto possediamo oggi nella perla di gran Prezzo. ed il libro di Giuseppe non fu mai pubblicato. Oliver Cowdery scrisse riguardo i papiri nel 1835 in una lettera a William Frye. In questa lettera, che fu stampata nel Messenger adn Advocate nel dicembre 1835, abbiamo l'impressione di Oliver su qualcosa che non e' mai stata pubblicata sia del libro di Abramo che di quello di Giuseppe:" Il linguaggio degli annali e' scritto in maniera comprensibile e molti dei geroglifici sono molto pungenti; L'evidenza e' chiara che questi sono stati scritti da persone a cui la storia della creazione era stata rivelata, come la caduta dell'uomo e piu' o meno la corretta nozione della divinita'. La rappresentazione della divinita' tre ma in unita' come se fossero uno, e' curiosamente disegnata per dare semplicemente anche se con grande forza la veduta degli scrittori su questo grande personaggio esaltato. Il serpente, che viene rappresentanto come passeggiante, o formato in u modo che poteva camminare che stava di fronte ad una figura femminile, e' per me, una delle piu' grandi rappresentazioni che ho mai visto su carta, e questo dovrebbe bastare per convncere la mente razionale della correttezza e divina autorita' delle sacre scritture e specialmente quella parte che e' sempre stata assalita dalla comunita' degli infedeli, come se fosse una finzione, una novella. La colonna di Enoch, come menzionata da Giuseppe Flavio, e' sopra lo stesso papiro. E' vero, la nostra presente versione della Bibbia non menziona questo fatto, sebbene essa parli della rettitudine di Abele e la santita' di Enoch, uno ucciso perche' la sua offerta era stata accettevole al Signore e l'altro preso nelle regioni dell'eternita' senza essere confinato agli stertti limiti della tomba, o provando la morte, ma Giuseppe Flavio dice che i discendenti di Seth erano virtuosi e che possedevano una grande conoscenza dei corpi celesti e che, in conseguenza della profezia di Adamo, che il mondo dovrebbe essere distrutto una prima volta dall'acqua ed una seconda volta dal fuoco, Enoch scrisse una storia od un resoconto dello stesso e pose in due colonne una di mattoni e l'altra di pietra e che le stesse erano presenti al tempo di Giuseppe Flavio. la parte finale dello stesso papiro, (gli annali di Giuseppe) presenta una rappresentazione del giudizio. si vede il Salvatore seduto sul Suo trono, incoronato mentre tiene lo scettro di giustizia e potere e davanti a Lui sono assemblate le 12 tribu' di Israele, le nazioni, le lingue di tutta la terra, i regni del mondo su cui Satana e' rappresentanto come regnante. Michele l'arcangelo, detiene le chiavi dell'abisso senza fondo ed allo stesso tempo il diavolo che e' raffigurato come incatenato viene buttato nell'abisso senza fondo. Ma riguardo a questa ultima scena io posso solo darvi una piccola "ombra" di tutto il quadro. Sono certo che questa visione non puo' essere veduta senza che la mente sia riempita di stupore a meno che la mente non sia propio lontana dal Signore, ed io sinceramete spero che la mia non sia mai cosi' lontana e ne' che sia lontana dai principi razionali della dottrina del Salvatore, tanto da essere ottenebrata, infatti senza questa la mia fine sarebbe la stessa. Potrei comunicare la mia comunicazione con grande lunghezza opra le differenti figure e caratteri rappresentati sui papiri ma non ho dubbio che il mio soggetto e' divenuto sufficientemente prolisso per la vostra pazienza: quindi smetto per il presente. Quando la traduzione di questi preziosi documenti sara' completata, non lo so, ne posso dare neanche una probabile idea di quanto grande possano essere i volumi che ne verranno fuori, ma giudicando dalla loro lunghezza e dalla struttura del linguaggio uno potrebbe ragionevolmente pensare di vedere un sufficiente sviluppo molto riguardante gli avvenimenti dei potenti profeti di Dio e degli atti di Dio verso i figlioli degli uomini quando questi videro la sua Faccia. Sia poco o molto, e' difficile da dirsi al momento ma comunque sara' di valore inestimabile per le nostre scritture moderne, adempiendo in un certo grado le parole del profeta:"Perche' la terra sara' ripiena della conoscenza dell'Eterno come le acque coprono il mare. Da questo rapport del contenuto non pubbliccato abbiamo alcuni temi dottrinali che emergono. 1) La divinita' 3 persone unite come se fossero una. 2) La creazione. 3) L'influenza di satana nel giardino. 4) la caduta dell'uomo. 5) la colonna di Enoch (sepcialmente il sistema planetario) 6) i virtuosi discendenti di Sem. 7) atti potenti degli uomini di Dio. 8) Giudizio finale sotto il Cristo. 9) Michele l'arcangelo che detiene le chiavi del pozzo senza fondo. 10) il diavolo al giudizio finale confinato nell'abiso senza fondo.

i rotoli egizi e la cerimonia del tempio

Il Facsimile numero 2 nel libro di Abramo, insieme alla spiegazione di Oliver Cowdery dei contenuti del libro di Giuseppe, sembrano di avere rilevanza riguardo alla cerimonia del tempio, riguardo la quale l'anziano James E. Talmage scrisse quanto segue:"L'endowment del tempio, come amministrato nei templi moderni, contiene istruzioni relative al significato ede alla sequenza delle passate dispensazioni e l'importanza del presente come la piu' grandiosa era nella storia umana. Questo corso di istruzione include una recita dei piu' prominenti avventimenti del periodo creativo, la condizione dei nostri primi genitori nel giardino di Eden, la loro disubbidienza e conseguente espulsione dal giardino, la loro condizione nel mondo solitario e triste quando condannati a vivere dalle fatiche del loro sudore, il piano di redenzione tramite il quale la loro trasgressione puo' essere espiata, la restaurazione del Vangelo con tutti i suoi antichi poteri e privilegi, l'assoluta ed indispensabile condizione della purezza personale e devozione alla rettitudine nella nostra vita presente ed una stretta aderenza con i requisiti del Vangelo. Come sara' mostrato, i templi eretti dai santi degli ultimi giorni provvedono il dare di queste istruzioni in stanze separate, ognuna devota ad una parte particolare del corso, e con questa provvisione e' possibile avere alcune classi sotto istruzione allo stesso tempo. Le ordinanze dell'endowment richiedono certe obbligazioni da parte dell'individuo, tali come alleanze e la promessa di osservare la legge della stretta virtu' e castita', di essere caritatevole, benevolento, tollerante e puro; di donare sia talenti che mezzi materiali per diffondere la verita' e sollevare la stima in se stessa della razza umana, di mantenere la devozione per la causa della verita' e di cercare in ogni modo di contribuire alla grande preparazione affinche' la terra possa essere preparata a ricevere il suo Re, il Signore Gesu' Cristo. Col prendere ogni alleanza ed assumendo ogni obbligazione una promessa di benedizione e' pronunciata, chiaramente contingente alla fedele osservanza delle condizioni. Anche le piu' piccole parti dei riti del tempio sono santificanti ed elevanti spiritualmente. In ogni dettaglio la cerimonia dell'endowment contribuisce in alleanze sulla moralita' della vita, patriottismo verso la propria patria e la consacrazione della persona verso alti ideali, devozione alla verita' e fedelta' verso Iddio. Le benedizioni della casa del Signore non sono ristrette verso una classe privilegiata, ogni membro della chiesa puo' avere accesso al tempio con il diritto di partecipare alle ordinanze di esso, se si mantiene degno e vive una vita in armonia con le leggi della chiesa. Gli scritti di Abramo e di Giuseppe furono acquistati dalla chiesa nel Luglio 1835 e l'endwment parziale fu dato ai fratelli dal profeta Joseph Smith nel Gennaio del 1836, pura coincidenza? L'anziano Bruce R. Mc. Conkie riferendosi alle ordinanze del tempio scrisse:" Esse furono date nei tempi moderni al profeta Joseph Smith per rivelazione, molte cose connesse con queste furono tradotte dal profeta dai papiri da cui oggi abbiamo il libro di Abramo.

Contact

Torna a inizio pagina