“…difatti, tutti hanno peccato e son privi della gloria di Dio”. [Romani.3:23]
“Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai ginocchi di Gesù, dicendo: Signore, dipartiti da me, perché son uomo peccatore” [Luca.5:8].
Questo indica chiaramente che per Dio il peccato non è tollerabile e ci esclude dalla sua presenza totalmente
Però Gesù ci ha dato una speranza:
” Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche
i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve
quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana” [ Isaia.1:18]
sono peccatori:
“O Signore, tu hai detto che dobbiamo essere avvolti dai flutti
da ogni parte. Ora guarda, o Signore, e non adirarti con il tuo servo a causa
della sua debolezza dinanzi a te; poiché sappiamo che tu sei santo e che dimori
nei cieli, e che noi siamo indegni dinanzi a te; a causa della Caduta la nostra
natura è divenuta continuamente malvagia;…”[Ether.3:2].
Però nonostante ciò che afferma il fratello di Giared abbiamo una possibilità
“…nondimeno, o Signore, tu ci hai dato il comandamento che dobbiamo invocarti,
affinché da te possiamo ricevere secondo i nostri desideri”.
Quindi abbiamo una speranza, secondo i nostri desideri.
Ora spirito e corpo sono costantemente in contrasto ma alla resurrezione saranno
una sola cosa.
“E lo spirito ed il corpo sono l’anima dell’uomo” [DeA.88:15] .
Ma come saremo giudicati? In giustizia, cioè applicando la legge a seconda
del nostro comportamento o con misericordia cioè tenendo conto dei nostri
veri intenti, desideri?
“Poiché Io, il Signore, giudicherò gli uomini secondo
le loro opere, secondo i desideri del loro cuore”[DeA.137:9] .
[Matteo.5:6] “Beati quelli che sono affamati ed assetati della giustizia, perché essi
saranno saziati”.
Questo versetto non dice che sono Beati i giusti ma coloro che non hanno giustizia
(chi ha sete non ha da bere) però desiderano con tutto il cuore essere
giusti come Cristo, lo desiderano e lo cercano e darebbero qualsiasi cosa
per esserlo.
Nefi, il profeta nella sua maturità e esperienza ci rivela i sentimenti
del suo cuore.
[2.Nefi.4:17] “Nondimeno, nonostante la grande bontà del Signore nel mostrarmi
le sue opere grandi e meravigliose, il mio cuore esclama: O miserabile uomo che
sono! Sì, il mio cuore si addolora a causa della mia carne; la mia anima
si affligge a causa delle mie iniquità.”Mi sento assediato, a causa delle tentazioni e dei peccati che
mi assalgono davvero sì facilmente”.
Allo stesso modo del fratello di Giared e di Paolo non si vanta di essere perfetto:
[1.Timoteo.1:15] “Certa è questa parola e degna d’essere pienamente
accettata: che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori,
dei quali io sono il primo”.
È possibile che in qualche misura falliamo perché tutti falliamo. Questa è la
ragione per la quale tutti abbiamo bisogno di aiuto, tutti abbiamo bisogno di
un Salvatore, e questo non è un disonore ed ecco ciò che è più importante
che disse Nefi.
“E quando desidero gioire, il mio cuore geme a causa dei miei peccati;
nondimeno io so in chi ho riposto fiducia”.”Il mio Dio è stato il mio sostegno; egli mi ha guidato
nelle mie afflizioni nel deserto e mi ha preservato sulle acque del grande
abisso. Egli mi ha colmato del suo amore, fino a consumar la mia carne”[2.Nefi.4:19-21].
” Anche quando il poveretto era depresso e scoraggiato di fronte alla realtà di
non poter vivere una vita perfetta aveva fiducia che nel Salvatore e nel suo
amore. Combinando i suoi versetti riassumiamo: “No, non sono perfetto.
Sì ì miei errori mi danno fastidio e, sì, avrei potuto essere
migliore. Nonostante ho fede in Gesù Cristo, confido in lui. Lui dice
che può condurmi nel Suo regno nonostante le mie imperfezioni, e ci credo.
So che mi ama, e ho fiducia che continuerà a salvarmi da tutti i miei
nemici.”
Purtroppo al contrario dell’ atteggiamento di Nefi molti di noi semplicemente
non hanno fiducia nel Salvatore. Le nostre imperfezioni ci intimidano e ci terrorizzano
tanto che non possiamo immaginare come potrebbe Lui salvarci da esse. Se però questi
profeti gioivano della perfezione e del fatto che c’era un posto per
loro in cielo nonostante le loro imperfezioni, non dovremmo imparare dal loro
esempio?
Il Salvatore che possiede molti beni propone, a noi che possediamo beni limitati,
un contratto, una società ad una persona le cui responsabilità sono
limitate. La parola propone ci rimanda al matrimonio, questa è la ragione
per cui Cristo si chiama ‘lo sposo’.
[Matteo.25:1-13] “Allora il regno de’ cieli sarà simile a dieci vergini,
le quali, prese le loro lampade, uscirono a incontrar lo sposo.
Or cinque d’esse erano stolte e cinque avvedute”. Le stolte, nel prendere
le loro lampade, non avean preso seco dell’olio,
mentre le avvedute, insieme con le loro lampade, avean preso
dell’olio ne’ vasi.
Or tardando lo sposo, tutte divennero sonnacchiose e si addormentarono.
E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro!
Allora tutte quelle vergini si destarono e acconciaron le loro lampade.
E le stolte dissero alle avvedute: Dateci del vostro olio, perché le
nostre lampade si spengono.
Ma le avvedute risposero: No, che talora non basti per noi e
per voi; andate piuttosto da’ venditori e compratevene!
Ma, mentre quelle andavano a comprarne, arrivò lo sposo;
e quelle che eran pronte, entraron con lui nella sala delle nozze, e l’uscio
fu chiuso.
All’ultimo vennero anche le altre vergini, dicendo: Signore, Signore, aprici!
Ma egli, rispondendo, disse: Io vi dico in verità: Non vi conosco.
Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”.
[Giovanni.3:29] “Colui che ha la sposa è lo sposo; ma l’amico dello
sposo, che è presente e l’ascolta, si rallegra grandemente alla
voce dello sposo; questa allegrezza che è la mia è perciò completa”
E la chiesa, o Israele ,si chiama la Sposa.
[Apocalisse.21:2] “E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scender
giù dal cielo d’appresso a Dio, pronta come una sposa adorna per
il suo sposo”.
[DeA.109:74] “E che essa sia adorna come una sposa per quel giorno in cui Tu
svelerai i cieli e farai crollare le montagne alla Tua presenza, e farai sì che
le valli si elevino e i luoghi scabrosi divengano piani, affinché la
Tua gloria possa riempire la terra”.
Come un uomo e una donna divengono uno per mezzo del matrimonio, il Salvatore
e colui che Egli salva sono uno, per mezzo del patto del vangelo.
[1 Corinzi.6:15-17] “Non sapete voi che i vostri corpi sono membra di Cristo? Torrò io
dunque le membra di Cristo per farne membra d’una meretrice? Così non
sia”. Non sapete voi che chi si unisce a una meretrice è un
corpo solo con lei? Poiché, dice Iddio, i due diventeranno una sola
carne”.
“Ma chi si unisce al Signore è uno spirito solo con lui”.
Egli si farà carico dei miei peccati e io accetto la Sua giustizia come
giustificazione. Quando perveniamo ad essere di Gesù Cristo formiamo una
società spirituale con un conto in comune nel quale si trovano i suoi
beni e le nostre responsabilità. Posto che Egli tiene più beni
di quante siano le nostre responsabilità. E il nostro conto ha un saldo
positivo, non potremmo mantenerci solventi senza il suo aiuto. A questo si
riferisce Paolo quando parla di essere di Cristo
[1.Corinzi.1:1] “Paolo, chiamato ad essere apostolo di Cristo Gesù per
la volontà di Dio, e il fratello Sostene…”
e Moroni indica come essere perfetti in Cristo:
[Moroni.10:32] “Sì, venite a Cristo, e siate perfetti in Lui, e rifuggite
da ogni empietà; e se rifuggite da ogni empietà e amate Dio con
tutta la vostra forza, mente e facoltà, allora la sua grazia vi sarà sufficiente,
cosicché mediante la sua grazia possiate essere perfetti in Cristo;
e se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo, non potrete in alcun
modo negare il potere di Dio”.
Certo la perfezione arriverà molto più avanti.
[Moroni.10:33] “E ancora, se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo
e non negate il suo potere, allora sarete santificati in Cristo mediante la
grazia di Dio, tramite lo spargimento del sangue di Cristo, che è nell’alleanza
del Padre per la remissione dei vostri peccati, affinché diventiate
santi, senza macchia”.
Ciononostante a partire da questo momento il regno è nostro se manteniamo
l’integrità del patto che formiamo osservando il patto del vangelo.
[3.Nefi.27:16] “E avverrà che chiunque si pente ed è battezzato
nel mio nome, sarà saziato; e se persevera fino alla fine, ecco, io lo
terrò per innocente dinanzi al Padre mio, nel giorno in cui mi leverò per
giudicare il mondo”.
[3.Nefi.27:19-21] “E nessuna cosa impura può entrare nel suo regno”. Perciò nulla
entra nel suo riposo, salvo coloro che hanno lavato le loro vesti nel mio sangue,
a motivo della loro fede, del loro pentimento di tutti i loro peccati e della
loro fedeltà fino alla fine.
“Ora, questo è il comandamento: Pentitevi, voi tutte estremità della
terra; venite a me e siate battezzati nel mio nome, per poter essere santificati
mediante il ricevimento dello Spirito Santo, per poter stare immacolati dinanzi
a me all’ultimo giorno”.
“In verità, in verità io vi dico: questo è il mio vangelo;
e voi sapete le cose che dovete fare nella mia chiesa; poiché le
opere che mi avete visto fare, voi le farete pure; poiché farete proprio
ciò che mi avete visto fare”.
Joseph Smith descrive gli abitanti del regno celeste in questi termini:
[DeA.76:68-69] “Sono coloro i cui nomi sono scritti in cielo, ove Iddio e Cristo
sono i giudici di tutti.”
Sono gli uomini giusti resi perfetti tramite Gesù, il mediatore
della nuova alleanza, che operò questa espiazione perfetta mediante
il versamento del Suo proprio sangue.
Mediante gli sforzi propri uno può essere una persona onorevole e, in
questo modo, farsi creditore, per i suoi meriti, di una gloria approssimata
a quella terrestre. Cercare di salvarsi da solo.
[DeA.76:75] “Sono gli uomini onorevoli della terra, che furono accecati dagli
inganni degli uomini” .
Tutti quelli che corrono e passano la linea finale in tempi record, coloro che
la attraversano camminando in ore, incluso coloro che lo fanno trascinandosi
in giorni, tutti meritano il premio. Tutti quelli che perseverano fino alla fine,
conformemente ai loro talenti e destrezza, con gli occhi posti al Salvatore avranno
il premio.
[Ebrei.12:1-2] “Anche noi, dunque, poiché siam circondati da sì gran
nuvolo di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che così facilmente
ci avvolge, corriamo con perseveranza l’arringo che ci sta dinanzi, riguardando
a Gesù duce e perfetto esempio di fede, il quale per la gioia che gli
era posta dinanzi sopportò la croce sprezzando il vituperio, e s’è posto
a sedere alla destra del trono di Dio”.
Cristo è la soluzione al dilemma.
[Matteo.7:7-8] “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e
vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto
a chi picchia”.
Quando il popolo accettò il patto si sparse sopra esso il sangue dei
sacrifici.
[Esodo.24:3 -4] E Mosè venne e riferì al popolo tutte le parole dell’Eterno
e tutte le leggi. E tutto il popolo rispose ad una voce e disse: “Noi faremo
tutte le cose che l’Eterno ha dette”.Poi Mosè scrisse tutte le parole dell’Eterno; e, levatosi
di buon’ora la mattina, eresse appiè del monte un altare e dodici
pietre per le dodici tribù d’Israele.
” E mandò dei giovani tra i figliuoli d’Israele a offrire
olocausti e a immolare giovenchi come sacrifizi di azioni di grazie all’Eterno.”
E Mosè prese la metà del sangue e lo mise in bacini”;
e l’altra metà la sparse sull’altare”[Esodo.24:5-6].
“Poi prese il libro del patto e lo lesse in presenza del popolo,
il quale disse: “Noi faremo tutto quello che l’Eterno ha detto, e
ubbidiremo. Allora Mosè prese il sangue, ne asperse il popolo e disse: “Ecco
il sangue del patto che l’Eterno ha fatto con voi sul fondamento di tutte
queste parole”.[Esodo.24:7-8]
In quei tempi un patto con Dio aveva termini specifici: tu fai A io faccio B.
se il popolo non ottemperava Dio non era impegnato.
[2.Re.18:12] “perché non aveano ubbidito alla voce dell’Eterno, dell’Iddio
loro, ed aveano trasgredito il suo patto, cioè tutto quello che Mosè,
servo dell’Eterno, avea comandato; essi non l’aveano né ascoltato,
né messo in pratica”.
Dio è sempre impegnato quando noi ottemperiamo
[DeA.84:39-40] “E questo è secondo il giuramento e l’alleanza che appartengono
al Sacerdozio.Pertanto, tutti coloro che ricevono il sacerdozio, ricevono questo
giuramento e alleanza di mio Padre, che Egli non può violare, nè può essere
rimosso”.
[DeA.82:10] “Io, il Signore, sono impegnato, quando fate ciò ch’Io dico;
ma quando non fate ciò ch’Io dico, non avete più alcuna promessa”.
Dio parlò nell’antico testamento di dare un nuovo patto
[Geremia.31:33] “…ma questo è il patto che farò con la casa d’Israele,
dopo quei giorni, dice l’Eterno: io metterò la mia legge nell’intimo
loro, la scriverò sul loro cuore, e io sarò loro Dio, ed essi
saranno mio popolo”.
Anche il nuovo patto avrebbe avuto una vittima sacrificale.
[Giovanni.1:29] “Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva a lui,
e disse: Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!”
[Apocalisse.5:6] “Poi vidi, in mezzo al trono e alle quattro creature viventi
e in mezzo agli anziani, un Agnello in piedi, che pareva essere stato immolato,
ed avea sette corna e sette occhi che sono i sette Spiriti di Dio, mandati per
tutta la terra”.
[Apocalisse.5:9] “E cantavano un nuovo cantico, dicendo: Tu sei degno di prendere
il libro e d’aprirne i suggelli, perché sei stato immolato e hai
comprato a Dio, col tuo sangue, gente d’ogni tribù e lingua e
popolo e nazione,
[Apocalisse.5:12] che dicevano con gran voce: Degno è l’Agnello
che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza
e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione”.
[Luca.22:20] “Parimente ancora, dopo aver cenato, dette loro il calice dicendo:
Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, il quale è sparso
per voi”.
E il sangue sarebbe stato il simbolo del nuovo patto
[1.Corinzi.11:25] “Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo:
Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta
che ne berrete, in memoria di me”.
E in maniera simile che per l’antica Israele siamo soggetti al nuovo
patto.
[Genesi.28:8] “Ed Esaù s’accorse che le figliuole di Canaan dispiacevano
ad Isacco suo padre; ”
[Apocalisse.7:14] “Io gli risposi: Signor mio, tu lo sai. Ed egli mi disse:
Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro
vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello”.
Anche i rabbini sapevano che nessuno poteva sottomettersi a tutte le regole
in ogni momento e confidavano nella misericordia, se uno disobbedisce anche a un solo
punto della legge è un peccatore:
[Deuteronomio.27:26] “Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge,
per metterle in pratica! E tutto il popolo dirà: Amen”.
[Giacomo.2:10] “Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge, e
avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti”.
Come dice Paolo cercare di obbedire i comandamenti non ha nulla a che vedere
con l’obbedirli realmente. Secondo lui, chiunque abbastanza tonto da confidare
nelle sue capacità di osservare tutte le regole, fa dell’espiazione
un atto vano.
[Galati.3:10-12] “Poiché tutti coloro che si basano sulle opere della legge
sono sotto maledizione; perché è scritto: Maledetto chiunque
non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per metterle in
pratica! Or che nessuno sia giustificato per la legge dinanzi a Dio, è manifesto
perché il giusto vivrà per fede.Ma la legge non si basa sulla fede; anzi essa dice: Chi avrà messe
in pratica queste cose, vivrà per via di esse”.
[Galati.3:13] “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo
divenuto maledizione per noi (poiché sta scritto: Maledetto chiunque è appeso
al legno)”.
Paolo spiega che qualsiasi rettitudine basata su sforzi personali per seguire
i comandamenti richiede una perfezione. Il minimo errore e non si è più perfetti,
si diventa un peccatore, e in questo senso tutti siamo peccatori. Per la nostra
natura è praticamente impossibile mantenere i requisiti dell’antico
patto.
Ma Dio ha offerto un secondo patto, un accordo con termini che possiamo
compiere. Gesù Cristo ci redime dalla maledizione della legge, dall’esigenza
di un comportamento perfetto, offrendo una nuova via di giustificazione, non
per mezzo della legge ma mediante la fede in Cristo. Anche quando sembra che
molti ingenuamente tentino di essere giustificati per le opere o autogiustificati,
tale intento costituisce una via falsa. Le scritture ricalcano che la giustificazione
non si può ottenere diversamente.
[Romani.3:9] “Che dunque? Abbiam noi qualche superiorità? Affatto; perché abbiamo
dianzi provato che tutti, Giudei e Greci, sono sotto il peccato siccome è scritto:
“Non v’è alcun giusto, neppur uno”.
[Romani.3:20] “Poiché per le opere della legge nessuno sarà giustificato
al suo cospetto; giacché mediante la legge è data la conoscenza
del peccato”.
[Galati.2:16] “avendo pur nondimeno riconosciuto che l’uomo non è giustificato
per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo
Gesù, abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù affin d’esser
giustificati per la fede in Cristo e non per le opere della legge, poiché per
le opere della legge nessuna carne sarà giustificata”.
[2.Nefi.2:5-6] “E gli uomini sono istruiti sufficientemente per distinguere il
bene dal male. E la legge è data agli uomini. E nessuna carne è giustificata
dalla legge; ovvero, a causa della legge gli uomini sono recisi. Sì, mediante
la legge temporale essi furono recisi; e anche, mediante la legge spirituale
essi periscono per tutto ciò che è buono e diventano infelici
per sempre.Pertanto la redenzione viene nel Santo Messia e tramite lui; poiché egli è pieno
di grazia e di verità“.
[2.Nefi.2:7] “Ecco, egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per
rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato
e uno spirito contrito; e per nessun altro è possibile rispondere ai
fini della legge”.
[2.Nefi.2:8] “Pertanto quanto è importante far conoscere queste cose agli
abitanti della terra, affinché possano sapere che non c’è nessuna
carne che possa dimorare alla presenza di Dio, se non tramite i meriti e la misericordia
e la grazia del Santo Messia, che depone la sua vita secondo la carne e la riprende
per il potere dello Spirito, perché egli possa far avverare la risurrezione
dei morti, essendo egli il primo a dover risuscitare”.
Se potessimo perfezionarci da soli non avremmo bisogno di Cristo
[Galati.2:21] “Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia
si ottiene per mezzo della legge, Cristo è dunque morto inutilmente”.
Siamo giustificati per mezzo di Cristo
[DeA.20:29] “ E noi sappiamo che tutti gli uomini debbono pentirsi e credere
nel nome di Gesù Cristo, ed adorare il Padre in nome Suo e perseverare
nella fede nel Suo nome fino alla fine, altrimenti non possono essere salvati
nel regno di Dio”.
[DeA.20:30]” E noi sappiamo che la giustificazione mediante la grazia del nostro
Signore e Salvatore Gesù Cristo è giusta e vera;”
[Galati.5:1] “Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi; state dunque
saldi, e non vi lasciate di nuovo porre sotto il giogo della schiavitù! ”
[Atti.15:10] “Perché dunque tentate adesso Iddio mettendo sul collo de’ discepoli
un giogo che né i padri nostri né noi abbiam potuto portare? ”
Non c’è peso maggiore dell’esigenza della perfezione, il peso
della legge. Molti membri stanno lottando sotto il suo peso. Però la buona
novella consiste nel fatto che in Cristo siamo liberi da questo carico. Nel patto
del vangelo sostituiamo il peso del peccato con l’obbligo di amare
Dio e il nostro prossimo, e di agire nella maniera migliore possibile.
[Matteo.11:28-30] ” Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e
io vi darò riposo”.Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch’io
son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;
poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero”.
L’ambiguità tra il significato tradizionale e l’uso dei SUG
dell’espressione “osservare i comandamenti” ha fatto che
in certe occasioni i mormoni e altri cristiani divergano e che alcuni membri
credano che i requisiti del patto siano un procedere perfetto anche quando tutto si
basa nello stabilire mete adeguate, e fare tutto il possibile per raggiungerle.
[Giacomo.2:11-12] “Poiché Colui che ha detto: Non commettere adulterio,
ha detto anche: Non uccidere. Ora, se tu non commetti adulterio ma uccidi,
sei diventato trasgressore della legge.
Parlate e operate come dovendo esser giudicati da una legge
di libertà“.
[3.Nefi.27:19-21]” E nessuna cosa impura può entrare nel suo regno; perciò nulla
entra nel suo riposo, salvo coloro che hanno lavato le loro vesti nel mio sangue,
a motivo della loro fede, del loro pentimento di tutti i loro peccati e della
loro fedeltà fino alla fine”.
“Ora, questo è il comandamento: Pentitevi, voi tutte estremità della
terra; venite a me e siate battezzati nel mio nome, per poter essere santificati
mediante il ricevimento dello Spirito Santo, per poter stare immacolati dinanzi
a me all’ultimo giorno”.
“In verità, in verità io vi dico: questo è il mio vangelo; e voi sapete le cose
che dovete fare nella mia chiesa; poiché le
opere che mi avete visto fare, voi le farete pure; poiché farete proprio
ciò che mi avete visto fare”.
All’essere considerati innocenti, puliti e degni per mezzo della fede,
il pentimento e il battesimo possiamo ricevere il dono dello Spirito Santo ed è una
specie di garanzia e anticipi per le meravigliose benedizioni che erediteremo.
[Efesini.1:14] “Il quale è pegno della nostra eredità fino alla
piena redenzione di quelli che Dio s’è acquistati, a lode della
sua gloria”.
[2.Corinzi.1:22] “Il quale ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data
la caparra dello Spirito nei nostri cuori”.
[2.Corinzi.5:5] “Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio,
il quale ci ha dato la caparra dello Spirito”.
Come la legge della decima ci mette tutti nella capacità di dare il 10%
di ciò che abbiamo così ad ogni persona verrà richiesta
una quantità di “denaro” differente nel patto del vangelo.
[DeA.119:4] “E dopo di ciò, coloro che saranno stati così decimati
pagheranno annualmente un decimo del loro guadagno; e questa sarà per
loro una legge immutabile per sempre, per il mio santo sacerdozio, dice il
Signore”.
Il Signore ci avverte di non fare più del necessario. Abbiamo fede in
Cristo, facciamo del nostro meglio, non cerchiamo di fare più di ciò che
sono le nostre possibilità.
[DeA.10:4] “Non correre più in fretta o lavorare oltre la forza ed i
mezzi, che ti permettono di tradurre, ma sii diligente fino alla fine”.
Resta ovvio che per determinare se il nostro patto è valido non dobbiamo
vedere quanto siamo buoni ma il nostro atteggiamento, i desideri del nostro
cuore.
[2.Nefi.2:6-7] °Pertanto la redenzione viene nel Santo Messia e tramite lui; poiché egli è pieno
di grazia e di verità.
°Ecco, egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per
rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato
e uno spirito contrito; e per nessun altro è possibile rispondere ai
fini della legge.
Uno dei versetti più conosciuti
[DeA.20:77] “O Dio, Padre Eterno, Ti chiediamo nel nome di Tuo Figlio Gesù Cristo,
di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne
prendono, affinché ne mangiano in rimembranza del corpo di Tuo Figlio,
e attestino a Te, o Dio, Padre Eterno ch’essi vogliono prendere su di sè il
nome di Tuo Figlio e rammentarsi sempre di Lui, e osservare i Suoi comandamenti
ch’Egli ha dati loro, per avere sempre con sè il Suo Spirito. Amen”.
[Moroni.4:3] “O Dio, Padre Eterno, ti chiediamo nel nome di tuo Figlio, Gesù Cristo,
di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne
prendono, affinché possano mangiarne in ricordo del corpo di tuo Figlio,
e possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch’essi sono disposti a prendere
su di sé il nome di tuo Figlio, e a ricordarsi sempre di lui, e ad obbedire
ai suoi comandamenti ch’egli ha dati loro, per poter avere sempre con sé il
suo Spirito. Amen”.
Perché sono tanto importanti queste parole “ch’essi vogliono” “che
sono disposti” ci sarebbe differenza se non ci fossero e si dicesse “e
attestino a TE, oh Dio Padre Eterno, che prendono su di se il nome di Tuo Figlio
e si rammentano sempre di Lui e osservano i Suoi comandamenti”. Sì c’è una
differenza, la differenza è che non posso fare quest’ultimo. Non
posso testifimoniare, affermare o giurare che lo ricordo sempre e osservo i suoi
comandamenti; starei mentendo sapendolo – voglio fare il mio dovere però ci
sono volte in cui non lo faccio. È esattamente ciò che fa che l’espiazione
di Cristo e il patto del vangelo siano necessari per me –che non posso
osservare tutti i comandamenti continuamente, per quanti sforzi faccia. Quindi
non posso testimoniare che osserverò, quando so almeno in un certo grado
che non lo farò. Nonostante con la più assoluta sincerità posso
testimoniare che “voglio farlo” che “sono disposto a farlo”.
“Ecco, il Signore richiede il cuore ed una mente ben disposta; e coloro
che sono ben disposti ed obbedienti mangeranno le buone cose del paese di Sion
in questi ultimi giorni” [DeA.64:34].
“ Poiché in verità vi dico che sono dati per il beneficio
di coloro che mi amano ed osservano tutti i miei comandamenti, e di colui che
si sforza di farlo; affinché possano trarne vantaggio tutti coloro che
cercano e che mi chiedono, non coloro che chiedono un segno da consumare sulla
loro cupidigia [DeA.46:9]“.
“E in quel giorno, scese su Adamo lo Spirito Santo, che porta
testimonianza del Padre e del Figlio, dicendo: Io sono l’Unigenito del Padre
fin dal principio, da ora e in eterno; affinché, come tu sei caduto, tu
possa essere redento, e tutta l’umanità, quanti lo vorranno” [Mosè.5:9].
Alcuni sono così affezionati alla legge della giustizia che hanno difficoltà ad
accettare la misericordia e la grazia. Realmente non è giusto che coloro
che lavorano una sola ora abbiamo la paga di chi lavora tutto il giorno.
[Matteo.20:1-16] Poiché il regno de’ cieli è simile a un padron
di casa, il quale, in sul far del giorno, uscì a prender ad opra de’ lavoratori
per la sua vigna.E avendo convenuto coi lavoratori per un denaro al giorno, li
mandò nella sua vigna.
“Ed uscito verso l’ora terza, ne vide degli altri che se
ne stavano sulla piazza disoccupati, e disse loro :
Andate anche voi nella vigna, e vi darò quel
che sarà giusto”. “Ed essi andarono”.
“Poi, uscito ancora verso la sesta e la nona ora, fece lo stesso”.
“Ed uscito verso l’undicesima, ne trovò degli altri in piazza e disse
loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno inoperosi?”
“Essi gli dissero: Perché nessuno ci ha presi a giornata”.
Egli disse loro: Andate anche voi nella vigna.”
“Poi, fattosi sera, il padron della vigna disse al suo fattore:
“Chiama i lavoratori e paga loro la mercede, cominciando dagli ultimi fino ai
primi”.
“Allora, venuti quei dell’undicesima ora, ricevettero un denaro per uno”.
“E venuti i primi, pensavano di ricever di più; ma ricevettero
anch’essi un denaro per uno”.
“E ricevutolo, mormoravano contro al padron di casa, dicendo:
Questi ultimi non han fatto che un’ora e tu li hai fatti
pari a noi che abbiamo portato il peso della giornata e il caldo”.
“ Ma egli, rispondendo a un di loro, disse: Amico, io non ti fo
alcun torto; non convenisti meco per un denaro?”
“ Prendi il tuo, e vattene; ma io voglio dare a quest’ultimo
quanto a te”.
“ Non m’è lecito far del mio ciò che voglio?”
o vedi tu di mal occhio ch’io sia buono?”
“Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi”.
No, il vangelo a volte non è giusto, però questa è precisamente
parte della Buona Novella. Non è giusto è misericordioso, e grazie
a Dio che lo sia, poiché nessun essere umano può risultare assolto
dalla domanda della giustizia assoluta. Dal punto di vista degli esseri mortali
caduti o imperfetti come noi essere giudicati unicamente in base alla giustizia
sarebbe una vera tragedia.
“Oh, grandezza della misericordia del nostro Dio, il Santo d’Israele!
Poiché egli libera i suoi santi da quell’orribile mostro, il diavolo,
e dalla morte e dall’inferno, e da quel lago di fuoco e di zolfo, che è tormento
infinito [2.Nefi.9:19]“.
Non c’è nulla di male che qualcuno vada all’inferno, se
lo merita.
“Ma guai a colui al quale la legge è stata data, sì,
che ha tutti i comandamenti di Dio, come noi, e che li trasgredisce, e che spreca
i giorni della sua prova, perché terribile è il suo stato!” [2.Nefi.9:27].
Però l’espiazione di Cristo offre un mezzo per ricevere misericordia
invece di giustizia per evitare il giusto castigo dell’inferno.
“Pertanto, miei diletti fratelli, io vi supplico con parole sobrie
di pentirvi e di venire con pieno intento di cuore, e di tenervi stretti a
Dio come egli si tiene stretto a voi. E mentre il suo braccio di misericordia è proteso
verso di voi alla luce del giorno, non indurite il vostro cuore”[Giacobbe.6:5] .
“E secondo il potere della giustizia, poiché la giustizia
non può essere negata, voi dovrete andarvene in quel lago di fuoco e di
zolfo le cui fiamme sono inestinguibili, e il cui fumo ascende per sempre e in
eterno, lago di fuoco e di zolfo che è tormento infinito” [Giacobbe.6:10].
L’alternativa è misericordia o giustizia le due cose sono compatibili
però non c’è altra opzione.
[Alma.34:15] E così egli porterà la salvezza a tutti coloro che
crederanno nel suo nome; poiché essendo questo l’intento di questo ultimo
sacrificio: richiamare le viscere della misericordia, la quale vince la giustizia
e procura agli uomini i mezzi perché possano aver fede fino a pentirsi.
” E così la misericordia può soddisfare le esigenze
della giustizia e le circonda con le braccia della salvezza”,[Alma.34:16] mentre colui che
non esercita la fede fino a pentirsi è esposto all’intera legge delle
esigenze della giustizia perciò solo per colui che ha fede fino a pentirsi
si realizza il grande ed eterno piano della redenzione.
Significati di Grazia nella Bibbia:
“Il sole si leva col suo calore ardente e fa seccare l’erba,
e il fiore d’essa cade, e la bellezza della sua apparenza perisce; così anche
il ricco appassirà nelle sue imprese” [Giacomo.1:11] .
“Ed Esaù disse: “Che ne vuoi fare di tutta quella schiera
che ho incontrata?” Giacobbe rispose: “E’ per trovar grazia agli
occhi del mio signore” [Genesi.33:8] .
“Ma Samuele faceva il servizio nel cospetto dell’Eterno;
era giovinetto, e cinto d’un efod di lino” [1.Samuele.2:18].
“Quando venne la volta per Ester - la figliuola d’Abigail,
zio di Mardocheo che l’aveva adottata per figliuola - d’andare dal
re, ella non domandò altro fuori di quello che le fu indicato da Hegai,
eunuco del re, guardiano delle donne. Ed Ester si guadagnava il favore di tutti
quelli che la vedevano Ester fu dunque condotta dal re Assuero, nella casa reale, il
decimo mese, ch’è il mese di Tebeth, il settimo anno del regno
di lui”. [Ester.2:15-16].
” E il re amò Ester più di tutte le altre donne, ed
ella trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le
altre fanciulle. Ei le pose in testa la corona reale e la fece regina in luogo
di Vashti”. [Ester.2:17]
Dio è già predisposto favorevolmente verso di noi. La grazia non è nulla
che io possa manipolare o meritare è un aspetto preterrenale di Dio. Prima
che potessi rispondergli Egli già mi amava.
“Noi amiamo perché Egli ci ha amati il primo”. [1.Giovanni.4:19]
“Ma ecco, Io vi dico che i fanciulli sono riscattati fin dalla fondazione
del mondo tramite il mio Unigenito” [DeA.29:46].
“E vidi anche che tutti i bambini che muoiono prima di arrivare
all’età della responsabilità sono salvi nel regno dei cieli” [DeA.137:10].
[DeA.29:50] “E quanto a colui che non ha intelletto, sta a me di agire nei suoi
riguardi secondo quanto è scritto. Ed ora non vi dichiaro di più a questo tempo. Amen”.
“E Gesù cresceva in sapienza e in statura, e in grazia dinanzi
a Dio e agli uomini”[Luca.2:52].
“Infatti, è della sua pienezza che noi tutti abbiamo
ricevuto, e grazia sopra grazia” [Giovanni.1:16].
[DeA.93:12] “Ed io, Giovanni, vidi ch’Egli non ricevette la pienezza fin dal principio,
ma ricevette grazia per grazia”;
[DeA.93:19-20] ” Io vi do queste parole perché possiate comprendere e sapere
come adorare, e che sappiate che cosa adorare, affinché possiate venire
al Padre in nome mio, e al tempo debito ricevere della Sua pienezza”.
“Poiché, se voi osservate i miei comandamenti, voi riceverete
della Sua pienezza e sarete glorificati in me, come Io sono tale nel Padre; perciò,
Io vi dico, voi riceverete grazia per grazia”.
“”Io mi maraviglio che così presto voi passiate da Colui
che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo” [Galati.1:6].
“Voi che volete esser giustificati per la legge, avete rinunziato
a Cristo; siete scaduti dalla grazia” [Galati.5:4].
“Come collaboratori di Dio, noi v’esortiamo pure a far sì che
non abbiate ricevuta la grazia di Dio invano” [2.Corinzi.6:1]
“…eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione
dello Spirito, ad ubbidire e ad esser cosparsi del sangue di Gesù Cristo:
grazia e pace vi siano moltiplicate” [1.Pietro.1:2]
“E se amate quelli che vi amano, qual grazia ve ne viene? poiché anche
i peccatori amano quelli che li amano”.
“ E se fate del bene a quelli che vi fanno del bene, qual grazia ve
ne viene? anche i peccatori fanno lo stesso.
E se prestate a quelli dai quali sperate ricevere, qual grazia ne
avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori per riceverne altrettanto”
[Luca.6:32-34] .
“Ecco, il tuo servo ha trovato grazia agli occhi tuoi, e tu hai
mostrato la grandezza della tua bontà verso di me conservandomi in vita;
ma io non posso salvarmi al monte prima che il disastro mi sopraggiunga, ed
io perisca” [Genesi.19:19].
“Ma Davide replicò, giurando: “Tuo padre sa molto
bene che io ho trovato grazia agli occhi tuoi; perciò avrà detto:
Gionathan non sappia questo, affinché non ne abbia dispiacere; ma com’è vero
che l’Eterno vive e che vive l’anima tua, fra me e la morte non v’ha
che un passo” [1.Samuele.20:3] .
“Egli non ricevette la pienezza fin da principio, ma continuò di
grazia in grazia, fino a che ricevette la pienezza” [DeA.93:13]
“Io vi do queste parole perché possiate comprendere e sapere
come adorare, e che sappiate che cosa adorare, affinché possiate venire
al Padre in nome mio, e al tempo debito ricevere della Sua pienezza.
Poiché, se voi osservate i miei comandamenti, voi riceverete
della Sua pienezza e sarete glorificati in me, come Io sono tale nel Padre; perciò,
Io vi dico, voi riceverete grazia per grazia” [DeA.93:19-20].
Dio ci ama non perché siamo un incanto da non poterlo evitare ma perché è la
sua natura.
“Chi non ama non ha conosciuto Iddio; perché Dio è amore. E il suo amore
ha la massima e sublime espressione nel fatto che inviò un
Salvatore” [1.Giovanni.4:8].
“Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo
unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma
abbia vita eterna” [Giovanni.3:16].
Data la quantità di versetti in cui si parla della dottrina della grazia
on possiamo negarne l’importanza
“Pertanto, miei diletti fratelli, riconciliatevi con la volontà di
Dio, e non con la volontà del diavolo e della carne; e ricordate, dopo
esservi riconciliati con Dio, che è solo per grazia di Dio, e tramite
essa, che siete salvati” [2.Nefi.10:24].
“Poiché noi lavoriamo con diligenza a scrivere per persuadere
i nostri figlioli, e anche i nostri fratelli, a credere in Cristo e a riconciliarsi
con Dio; poiché sappiamo che è per grazia che siamo salvati, dopo
aver fatto tutto ciò che possiamo fare” [2.Nefi.25:23].
La grazia di Cristo non è solo necessaria ma anche sufficiente per la
nostra salvezza.
“E se gli uomini vengono a me, mostrerò loro la loro debolezza.
Io do agli uomini la debolezza affinché possano essere umili; e la mia
grazia basta a tutti gli uomini che si umiliano dinanzi a me; poiché,
se si umiliano dinanzi a me, ed hanno fede in me, allora farò in modo
che le cose deboli divengano forti per loro” [Ether.12:27].
“Sì, venite a Cristo, e siate perfetti in Lui, e rifuggite
da ogni empietà; e se rifuggite da ogni empietà e amate Dio con
tutta la vostra forza, mente e facoltà, allora la sua grazia vi sarà sufficiente,
cosicché mediante la sua grazia possiate essere perfetti in Cristo;
e se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo, non potrete in alcun
modo negare il potere di Dio” [Moroni.10:32].
“E ancora, se mediante la grazia di Dio siete perfetti in Cristo
e non negate il suo potere, allora sarete santificati in Cristo mediante la
grazia di Dio, tramite lo spargimento del sangue di Cristo, che è nell’alleanza
del Padre per la remissione dei vostri peccati, affinché diventiate
santi, senza macchia” [Moroni.10:33].
Come la medicina insegna.
“Ma Gesù, avendoli uditi, disse: Non sono i sani che hanno
bisogno del medico, ma i malati” [Matteo.9:12] .
Mosè apprese che poteva fare fronte al potere di Satana se accudiva al
potere di Dio nel nome dell’Unigenito.
“Ed accadde che Mosè cominciò a temere estremamente;
e mentre cominciava a temere, intravvide l’amarezza dell’inferno. Ciònondimeno,
invocando Iddio, egli ricevette forza, e comandò, dicendo: Ritirati da
me, Satana, poiché non voglio adorare che questo solo Dio, che è l’Iddio
di gloria.E allora Satana cominciò a tremare, e la terra fu scossa;
e Mosè ricevette nuove forze e invocò Iddio, dicendo: Nel nome
dell’Unigenito Figliuolo, ritirati di qui, Satana [ Mosè.1:20-21].
Allo stesso modo Giovanni vide che coloro che vanno a ricevere la salvezza
vincono satana per mezzo del sangue dell’Agnello più che per i
loro propri sforzi.
[Apocalisse.12:10] “Ed io udii una gran voce nel cielo che diceva: Ora è venuta
la salvezza e la potenza ed il regno dell’Iddio nostro, e la potestà del
suo Cristo, perché è stato gettato giù l’accusatore
dei nostri fratelli, che li accusava dinanzi all’Iddio nostro, giorno
e notte.
Nessuno che pensi raggiungere da solo la salvezza può meritare l’espiazione.
“Ecco, egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per
rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato
e uno spirito contrito; e per nessun altro è possibile rispondere ai
fini della legge” [2.Nefi.2:7] .
“E disse ancora questa parabola per certuni che confidavano in se
stessi di esser giusti e disprezzavano gli altri:
Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno Fariseo, e l’altro pubblicano.
Il Fariseo, stando in piè, pregava così dentro di sé : O , Dio ti
ringrazio ch’io non sono come gli altri uomini, rapaci,
ingiusti, adulteri; neppure come quel pubblicano.
Io digiuno due volte la settimana; pago la decima su tutto quel
che posseggo.
Ma il pubblicano, stando da lungi, non ardiva neppure alzar gli
occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: O Dio, sii placato verso me
peccatore!
Io vi dico che questi scese a casa sua giustificato, piuttosto
che quell’altro; perché chiunque s’innalza sarà abbassato;
ma chi si abbassa sarà innalzato” [Luca.18:9-14].
Alcuni di noi come il Fariseo siamo relativamente buoni per osservare le regole
e confidiamo in noi stessi come giusti. Tali persone dimostrano troppo orgoglio,
e esaltano se stessi.
“Nondimeno, nonostante la grande bontà del Signore nel mostrarmi
le sue opere grandi e meravigliose, il mio cuore esclama: O miserabile uomo che
sono! Sì, il mio cuore si addolora a causa della mia carne; la mia anima
si affligge a causa delle mie iniquità.
Mi sento assediato, a causa delle tentazioni e dei peccati che mi assalgono
davvero sì facilmente.E quando desidero gioire, il mio cuore geme
a causa dei miei peccati; nondimeno io so in chi ho riposto fiducia” [2.Nefi.4:17-19].
Quando siamo più orgogliosi che umili il nostro cuore non è contrito.
“E siccome l’uomo era caduto, non poteva meritare nulla da sé” [Alma.22:14]
Ma le sofferenze e la morte di Cristo espiano per i suoi peccati, tramite la
fede e il pentimento, e così via; ed egli spezza i legami della morte,
affinché la tomba non abbia la vittoria e il pungiglione della morte
sia inghiottito nelle speranze di gloria; e Aaronne espose tutte queste cose
al re.
“E ringrazio pure il mio Dio, sì, il mio grande Dio, che
ci ha accordato di poterci pentire di queste cose, e che ci ha anche perdonato
i molti peccati e omicidii che abbiamo commesso, e ha tolto la colpa dal nostro
cuore tramite i meriti di suo Figlio” [Alma.24:10] .
Grazie al merito di chi raggiungiamo il regno? Le buone opere di chi ci rendono
perfetti?
“E dopo essere stati ammessi al battesimo, ed essere stati trasformati
e purificati dal potere dello Spirito Santo, essi erano annoverati fra il popolo
della chiesa di Cristo; e i loro nomi erano scritti, affinché potessero
essere ricordati e nutriti mediante la buona parola di Dio, per mantenerli sulla
retta via, per mantenerli continuamente vigilanti nella preghiera, confidando
unicamente nei meriti di Cristo, che era l’autore e il perfezionatore
della loro fede” [Moroni.6:4].
“E che i Lamaniti possano venire alla conoscenza dei loro padri,
e che possano conoscere le promesse del Signore e che possano credere nel Vangelo
e confidare nei meriti di Gesù Cristo ed essere glorificati mediante
la fede nel Suo nome, e che mediante il loro pentimento possano essere salvati.
Amen ” [DeA.3:20].
“E così la misericordia può soddisfare le esigenze
della giustizia e le circonda con le braccia della salvezza, mentre colui che
non esercita la fede fino a pentirsi è esposto all’intera legge delle
esigenze della giustizia; perciò solo per colui che ha fede fino a pentirsi
si realizza il grande ed eterno piano della redenzione” [Alma.34:16].
“Poiché ecco, egli disse: Tu sei adirato, o Signore, con questo
popolo, perché non vuol comprendere la misericordia che hai concesso
loro a motivo di tuo Figlio” [Alma.33:16].
Il mio giogo è facile.
“E li confinò nel deserto con la sua verga, poiché indurirono
il loro cuore, proprio come voi; e il Signore li confinò a causa della
loro iniquità. Mandò fra loro dei fiammeggianti serpenti volanti;
e dopo che furono morsicati, egli preparò un modo affinché potessero
essere guariti; e la fatica che avevano da fare, era di guardare; e a causa della
semplicità di tale modo, ossia per la sua facilità, ve ne furono
molti che perirono” [1.Nefi.17:41].
“Poi gl’Israeliti si partirono dal monte Hor, movendo verso
il mar Rosso per fare il giro del paese di Edom; e il popolo si fe’ impaziente
nel viaggio”
“E il popolo parlò contro Dio e contro Mosè, dicendo: “Perché ci
avete fatti salire fuori d’Egitto per farci morire in questo deserto? Poiché qui
non c’è né pane né acqua, e l’anima nostra è nauseata
di questo cibo tanto leggero” [Numeri.21:4-7].
“Allora l’Eterno mandò fra il popolo de’ serpenti
ardenti i quali mordevano la gente, e gran numero d’Israeliti morirono”.
Allora il popolo venne a Mosè e disse: “Abbiamo peccato,
perché abbiam parlato contro l’Eterno e contro te; prega l’Eterno
che allontani da noi questi serpenti”. E Mosè pregò per
il popolo.
“ E l’Eterno disse a Mosè: “Fatti un serpente ardente,
e mettilo sopra un’antenna; e avverrà che chiunque sarà morso
e lo guarderà, scamperà” [Numeri.21:7-8]
“Mosè allora fece un serpente di rame e lo mise sopra
un’antenna; e avveniva che,quando un serpente avea morso qualcuno, se questi
guardava il serpente di rame” [Numeri.21:9].
“Ma pochi compresero il significato di queste cose, e ciò a
causa della durezza del loro cuore. Ma ve ne furono molti che erano così induriti
che non vollero guardare, perciò perirono. Ora, la ragione per cui non
vollero guardare fu perché non credevano che esso li avrebbe guariti” [Alma.33:20].
“O figlio mio, non siamo indolenti a motivo della facilità del
cammino; perché così fu per i nostri padri; poiché così era
stato preparato per loro, affinché se avessero guardato, potessero vivere;
così pure è per noi. La via è preparata, e se vogliamo guardare,
possiamo vivere per sempre” [Alma.37:46].
“I fiumi di Damasco, l’Abanah e il Farpar, non son essi migliori
di tutte le acque d’Israele? Non posso io lavarmi in quelli ed esser mondato?” E,
voltatosi, se n’andava infuriato”.
“ Ma i suoi servi gli si accostarono per parlargli, e gli dissero: “Padre
mio, se il profeta t’avesse ordinato una qualche cosa difficile, non l’avresti
tu fatta? Quanto più ora ch’egli t’ha detto: - Làvati,
e sarai mondato?” [2.Re.5:12-13].
- Ma perché fai questo per me?
- Perché ti amo
- Pero non sembra giusto
- In verità non è affatto giusto – è misericordioso.
Dopo tutto è un dono.
- Però com’è possibile che io meriti il dono?
- Non essere tonto. Non puoi. Non lo meriti. Te lo offro perché ti amo
e desidero aiutarti, non perchè sia dovuto.
- Però come potrò pagarlo?
- Un’altra volta con la stessa storia. Non ti rendi conto? Non puoi pagarmi,
ne tu ne i milioni di persona come te. I doni di questa grandezza non si arriva
mai a pagarli. In cambio di ciò che faccio perché ti amo, l’unico
che puoi fare è amarmi e cercare di essere quello che io sono – un
donatore di buone novelle.
E questa è una buona novella.
Attenti alla cattiva interpretazione della grazia.
“Che dunque? Peccheremo noi perché non siamo sotto la legge
ma sotto la grazia? Così non sia.
“Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli,
siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza
che mena alla giustizia?” [Romani.6:15-6]
“Ecco, in verità Io vi dico che vi sono degli ipocriti fra
voi, che hanno ingannato alcuni, il che ha dato potere all’avversario; ma ecco,
essi saranno recuperati”. [DeA.50:7]
“Ma gli ipocriti saranno scoperti e saranno recisi, sia in vita sia
in morte, come Io vorrò; e guai a coloro che sono recisi dalla mia chiesa,
poiché essi sono sopraffatti dal mondo” [DeA.50:8] .
Una parte della colpa della cattiva interpretazione della grazia deriva da
“Poiché noi lavoriamo con diligenza a scrivere per persuadere
i nostri figlioli, e anche i nostri fratelli, a credere in Cristo e a riconciliarsi
con Dio; poiché sappiamo che è per grazia che siamo salvati, dopo
aver fatto tutto ciò che possiamo fare” [2.Nefi.25:23] .
Al leggere questo versetto può sembrare che riceveremo la grazia quando
avremo fatto tutto. Questo è erroneo perché prima avremo già ricevute
molte manifestazioni della grazia: è per grazia che si preparò un
piano, che ci arrivano le buone novelle del vangelo, che abbiamo il libero arbitrio… l’avverbio “dopo” lo
interpreto come una separazione più che un tempo. Denota una separazione
logica invece di una sequenza temporale. Siamo salvi per la grazia a parte
di quanto possiamo fare, o al fine di quando possiamo fare.
Però quando avrò fatto ciò che è sufficiente?
“E quando gl’inviati furon tornati a casa, trovarono il servitore
guarito” [Luca.7:10].
“Io vi dico che se voi serviste Colui che vi ha creato sin dal
principio, e vi preserva di giorno in giorno, prestandovi l’alito perché possiate
vivere e muovervi, ed agire secondo la vostra volontà, e anzi sostenendovi
da un istante all’altro — io dico, se lo serviste con tutta quanta la vostra
anima, non sareste tuttavia che dei servitori inutili” [Mosia.2:21].
Esiste un modo per determinare se i nostri sforzi sono accettabili e il patto
valido. Se riceviamo i doni dello Spirito o l’influenza dello Spirito Santo
sapremo se siamo dentro del patto poiché a nessun’altro si elargiscono
i doni e la compagnia dello Spirito Santo. Senti l’influenza dello Spirito
nella tua vita? Ricevi i doni dello Spirito? Allora saprai se Dio accetta la
tua fede, il tuo pentimento e il battesimo.
“il quale ci ha pur segnati col proprio sigillo, e ci ha data
la caparra dello Spirito nei nostri cuori” [2.Corinzi.1:22].
“Or Colui che ci ha formati per questo stesso è Dio,
il quale ci ha dato la caparra dello Spirito” [2.Corinzi.5:5].
“O Dio, Padre Eterno, Ti chiediamo nel nome di Tuo Figlio Gesù Cristo,
di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne
prendono, affinché ne mangiano in rimembranza del corpo di Tuo Figlio,
e attestino a Te, o Dio, Padre Eterno ch’essi vogliono prendere su di sè il
nome di Tuo Figlio e rammentarsi sempre di Lui, e osservare i Suoi comandamenti
ch’Egli ha dati loro, per avere sempre con sè il Suo Spirito. Amen” [DeA.20:77] .
“Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno; quand’anche
i vostri peccati fossero come lo scarlatto, diventeranno bianchi come la neve
quand’anche fossero rossi come la porpora, diventeranno come la lana”. [Isaia.1:18]
Che significa allora:
“Voi dunque siate perfetti, com’è perfetto il Padre
vostro celeste” [Matteo.5:48].
“Perciò vorrei che foste perfetti, come me, o come il Padre
vostro che è in cielo è perfetto” [3.Nefi.12:48].
Brigham Young disse che quando procediamo nella migliore maniera che possiamo
fare nella sfera e luogo che occupiamo qui, siamo giustificati. Però se
tutto è così semplice allora perché ci viene chiesto di fare sempre di più?
“Venite a me, voi tutti che siete travagliati ed aggravati, e
io vi darò riposo.
Prendete su voi il mio giogo ed imparate da me, perch’io
son mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre;
poiché il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero” [Matteo.11:28-30].
Il fatto che il giogo sia facile non significa che saremo esenti dai compiti
difficili della vita o immuni dalla dura realtà. Il suo giogo è facile
perché fa sì che sia possibile quello che era impossibile perché ci
offre benedizioni compensatorie e la sua grazia per aiutarci nei momenti difficili.
E la consolazione di sapere…
“Per cui, miei diletti fratelli, facciamo di buon animo tutto ciò che è in
nostro potere; ed in seguito potremo starcene tranquilli, con la più grande
fiducia, a vedere la salvezza che Dio ci riserba e la manifestazione del Suo
braccio” [DeA.123:17].
“E gli darò grazia e sicurezza per sostenerlo; e se egli continua
ad essere un testimone fedele ed una luce per la Chiesa, ho preparato una corona
per lui nelle dimore di mio Padre. Così sia. Amen” [DeA.106:8].
“nel quale abbiamo la libertà d’accostarci a Dio,
con piena fiducia, mediante la fede in lui” [Efesini.3:12]
“E avverrà che chiunque si pente ed è battezzato
nel mio nome, sarà saziato; e se persevera fino alla fine, ecco, io lo
terrò per innocente dinanzi al Padre mio, nel giorno in cui mi leverò per
giudicare il mondo” [3Nefi.27:16].
“E io udii una voce dal Padre, che diceva: Sì, le parole
del mio Diletto sono veritiere e fedeli. Colui che persevera fino alla fine,
quegli sarà salvato” [2.Nefi.31:15].
“E mi giunse allora una voce che diceva: Enos, i tuoi peccati ti sono
perdonati, e tu sarai benedetto” [Enos.1:5].
“E io, Enos, sapevo che Dio non poteva mentire; pertanto la mia colpa
fu cancellata”. [Enos.1:6]
“E così la misericordia può soddisfare le esigenze
della giustizia e le circonda con le braccia della salvezza, mentre colui che
non esercita la fede fino a pentirsi è esposto all’intera legge delle
esigenze della giustizia; perciò solo per colui che ha fede fino a pentirsi
si realizza il grande ed eterno piano della redenzione” [Alma.34:16].
Ma come si realizza tutto cio’? La divinità di Cristo:
“poiché in lui sono state create tutte le cose, che sono
nei cieli e sulla terra; le visibili e le invisibili; siano troni, siano signorie,
siano principati, siano potestà; tutte le cose sono state create per
mezzo di lui e in vista di lui; [Colossesi.1:16] .
“Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei
neppure una delle cose fatte è stata fatta”.
“In lei era la vita; e la vita era la luce degli uomini”[Giovanni.1:3-4].
“E il Dio dei nostri padri, che furono condotti fuori d’Egitto,
fuori dalla schiavitù, e che furono pure preservati da lui nel deserto,
sì, il Dio di Abrahamo, e di Isacco, e il Dio di Giacobbe, si consegna,
secondo le parole dell’angelo, come un uomo, nelle mani dei malvagi, per essere
innalzato, secondo le parole di Zenoc, per essere crocifisso, secondo le parole
di Neum, e per essere seppellito in un sepolcro, secondo le parole di Zenos,
che egli pronunciò riguardo ai tre giorni di tenebre, che sarebbero stati
un segno della sua morte dato a coloro che avrebbero abitato le isole del mare,
e dato più specialmente a coloro che sono del casato d’Israele” [1.Nefi.19:10] .
In Ebrei si insegna una dottrina straordinaria. Egli stesso figlio di Dio è uno
di noi un essere umano in tutto al punto da essere tentato come qualsiasi altro.
E dato che Egli è stato personalmente tentato può comprenderci.
Parte di quello che nel Libro di Mormon è descritto come la condiscendenza
di Dio fu la disposizione di Cristo di prendere un corpo mortale che lo avrebbe
esposto alla tentazione fisica.
“Laonde egli doveva esser fatto in ogni cosa simile ai suoi fratelli,
affinché diventasse un misericordioso e fedel sommo sacerdote nelle cose
appartenenti a Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo.
“Poiché, in quanto egli stesso ha sofferto essendo tentato,
può soccorrere quelli che son tentati”[Ebrei.2:17-18].
“E avvenne che guardai e vidi la grande città di Gerusalemme
e anche altre città: E vidi la città di Nazaret; e nella città di
Nazaret vidi una vergine, ed ella era straordinariamente leggiadra e pura”.
“E avvenne che vidi i cieli aprirsi; e un angelo scese, stette dinanzi a me
e mi disse: Nefi, cosa vedi?”
“E gli dissi: Una vergine più bella e più leggiadra
di ogni altra vergine”.
“Ed egli mi disse: Conosci tu la condiscendenza di Dio?”
“E io gli dissi: So che egli ama i suoi figlioli; nondimeno non
conosco il significato di tutte le cose”.
“Ed egli mi disse: Ecco, la vergine che vedi è la madre
del Figlio di Dio, secondo la carne”.
“E avvenne che io vidi ch’ella era rapita nello Spirito; e dopo
che era stata rapita nello Spirito per lo spazio di un tempo, l’angelo mi parlò,
dicendo: Guarda!”
“E io guardai e vidi di nuovo la vergine che portava un bambino
fra le sue braccia”.
“E l’angelo mi disse: Ecco l’Agnello di Dio, sì, proprio
il Figlio del Padre Eterno! Conosci tu il significato dell’albero che vide
tuo padre?”
“E io gli risposi, dicendo: Sì, è l’amore di Dio,
che si effonde nel cuore dei figlioli degli uomini; pertanto è la più desiderabile
di tutte le cose”.
“Ed egli mi parlò, dicendo: Sì, è la più gioiosa per l’anima”.
“E dopo che ebbe dette queste parole mi disse: Guarda! E io guardai,
e vidi il Figlio di Dio avanzare tra i figlioli degli uomini, e ne vidi molti
cadere ai suoi piedi e adorarlo”.
“E avvenne che io vidi che la verga di ferro che mio padre aveva
visto era la parola di Dio, che conduceva alla sorgente di acque vive, ossia
all’albero della vita; le quali acque sono una rappresentazione dell’amore
di Dio; e vidi pure che l’albero della vita era una rappresentazione dell’amore
di Dio”.
“E l’angelo mi disse di nuovo: Guarda e vedi la condiscendenza
di Dio!”
“E guardai e vidi il Redentore del mondo, del quale aveva parlato
mio padre; e vidi pure il profeta che avrebbe preparato il cammino dinanzi a
lui. E l’Agnello di Dio si fece avanti e fu battezzato da lui; e dopo che fu
battezzato, vidi i cieli aperti e lo Spirito Santo scendere dal cielo e soffermarsi
su di lui in forma di una colomba”.
“E vidi che andava esercitando il suo ministero presso il popolo,
in potenza e grande gloria. E le moltitudini si radunavano per udirlo; e vidi
che lo scacciavano di frammezzo a loro”.
“E vidi pure dodici altri che lo seguivano. E avvenne che essi
furono rapiti nello Spirito dalla mia presenza e non li vidi più”.
“ E avvenne che l’angelo mi parlò di nuovo, dicendo: Guarda!”
“E guardai, e vidi i cieli di nuovo aperti e vidi degli angeli discendere sui
figlioli degli uomini; ed essi esercitavano il loro ministero presso di loro”.
“Ed egli mi parlò di nuovo, dicendo: Guarda! E guardai,
e vidi l’Agnello di Dio che andava fra i figlioli degli uomini. E vidi moltitudini
di persone che erano ammalate, e che erano afflitte da ogni sorta di malattie,
da demoni, e da spiriti impuri; e l’angelo parlò e mi mostrò tutte
queste cose. Ed esse furono guarite mediante il potere dell’Agnello di Dio;
e i demoni e gli spiriti impuri venivano scacciati”.
“E avvenne che l’angelo mi parlo di nuovo, dicendo: Guarda!
“E io guardai, e vidi l’Agnello di Dio che era preso dal popolo; sì, il
Figlio dell’eterno Iddio era giudicato dal mondo; e io vidi e ne
porto testimonianza” [1.Nefi.11:14-32]
La santità e la perfetta obbedienza di Cristo furono il risultato che
non fece caso alle tentazioni”
“Sofferse le tentazioni, ma non vi prestò attenzione.
Se non fosse stato come uno di noi come sarebbe possibile che
ci desse un esempio?” [DeA.20:22].
C’è una domanda che tormenta molti. In Ebrei leggiamo
“Perché non abbiamo un Sommo Sacerdote che non possa simpatizzare
con noi nelle nostre infermità; ma ne abbiamo uno che in ogni cosa è stato
tentato come noi, però senza peccare” [Ebrei.4:15].
“però senza peccare” dopo tutto gli esseri umani non sono solo tentati
a peccare ma peccano. Allora quando pecco io sono colpevole ed Egli mai lo fu.
Come può comprendere il peccatore? Nel Getsemani Egli prese su di se
tutti i peccati e le sofferenze di tutto il mondo.
“E, nondimeno, eran le nostre malattie ch’egli portava, erano
i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito,
battuto da Dio, ed umiliato!”
“Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni,
fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato
su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione” [Isaia.53:4-5].
Gesù non prese su di se solo il castigo ma anche la colpa. Questa è una
distinzione cruciale. Nell’espiazione Gesù non solo soffre il
castigo per noi ma si assume la colpa al posto nostro. Egli perviene ad essere
colpevole per noi e soffre la nostra colpa.
“Colui che non ha conosciuto peccato, Egli l’ha fatto esser
peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui” [2.Corinzi.5:21].
In Cristo i nostri peccati smettono di essere nostri e per quanto concerne
la giustizia di Dio mai li commettemmo. Con l’Espiazione non solo siamo perdonati
ma anche una volta più siamo considerati innocenti. Senza l’espiazione
che toglie la colpa non potremmo mai ottenere l’innocenza per dimorare
in presenza di Dio.
“Poiché Io, il Signore, non posso considerare il peccato col
minimo grado di indulgenza” [DeA.1:31]
“E sicuramente ogni uomo deve pentirsi o soffrire, poiché Io,
Iddio, sono infinito.
” Non revoco dunque i giudizi che promuoverò, ma verranno disgrazie,
pianti, gemiti e stridor di denti, sì, per coloro che sono trovati alla
mia sinistra”.
“Ciònondimeno, non è scritto che non vi sarà fine
a questo tormento, ma è scritto tormento infinito”.
“Ed ancora è scritto, dannazione eterna; è dunque più esplicito
che le altre scritture, perché possa operare sui cuori dei figli degli
uomini, in tutto per la gloria del mio nome”[
"Vi spiegherò dunque questo mistero, poiché è opportuno
che ne prendiate conoscenza, proprio come miei apostoli".
"Parlo a voi che siete scelti in questa cosa, proprio come se foste
uno solo, affinché possiate entrare nel mio riposo".
"Ecco, infatti, il mistero della divinità come è grande!
Ecco, infatti, Io sono infinito, e la punizione che è inflitta dalla mia
mano è una punizione infinita, poiché Infinito è il mio
nome. "Perciò. Punizione eterna è la punizione di Dio".
"Punizione infinita è la punizione di Dio".
"Or dunque, Io vi comando di pentirvi e di osservare i comandamenti
che avete ricevuti dalla mano del mio servitore Joseph Smith, Jun. in nome mio".
"Ed è grazie alla mia onnipotenza che voi li avete ricevuti;"
"Perciò Io vi comando di pentirvi di pentirvi perché Io
non vi colpisca colla verga della mia bocca, e con la mia ira, e con la mia
collera, e che le vostre sofferenze non siano dolorose, o quanto dolorose,
non sapete,quanto acute non sapete, quanto dure da sopportare non sapete".
"Poiché, ecco, Io, Iddio, ho sofferto queste cose per tutti,
affinché non soffrano coloro che si pentiranno".
"Ma se non volessero pentirsi, essi dovranno soffrire, proprio come
me;"
"E tali sono queste sofferenze ch'esse fecero sì ch'Io stesso,
Iddio il più grande di tutti, tremassi per il dolore e sanguinassi da
ogni poro, e soffrissi nel corpo e nello spirito, e sperassi non dover bere
la coppa amara e mi ritraessi".
"Ciònondimeno, gloria sia al Padre, bevvi la coppa e portai
a termine i miei preparativi per i figli degli uomini". [DeA.19:6-19]
In un determinato momento esclama:
“E verso l’ora nona Gesù gridò con gran voce:
Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio
mio, perché mi hai abbandonato? ” [Matteo.27:46]
È possibile che Dio l’avesse abbandonato?
Certo che sì? Poiché Cristo era diventato colpevole dei
peccati di tutto il mondo, colpevole al posto nostro.
Cosa ci succede quando siamo colpevoli di un peccato? Lo spirito di Dio si allontana,
i cieli si chiudono e siamo lasciati soli a soffrire la nostra colpa finchè non
ci pentiamo. Nel Getsemani il migliore di tutti noi, si trasformò, per procura, nel
peggiore di tutti e soffrì fino al più profondo inferno. E come
succede con qualcuno che sia colpevole il Salvatore soffrì per la prima
volta in vita sua la perdita dello Spirito di Dio e di tutta la comunione col
Suo Padre.
Non c’era per Lui nessun appoggio né aiuto.
“Io sono stato solo a calcara l’uva nello strettoio,
e nessuno uomo fra i popoli è stato meco; io li ho calcati nella mia ira,
e li ho calpestati nel mio furore; il loro sangue è spruzzato sulle
mie vesti, e ho macchiati tutti i miei abiti” [Isaia.63:3].
“Quando consegnerà il Regno al Padre e lo presenterà,
senza macchia, dicendo: Ho vinto, ed ho calpestato il torchio da solo, il torchio
dell’ira impetuosa dell’Onnipotente” [DeA.76:107].
Getsemani significa spremere olio o ricchezza, qui si spremevano olive o uva
per ricavare il prezioso succo. Che nome appropriato dove le pene e i peccati
del mondo furono spremuti con un carico così tremendo che iniziò a
salire sangue da ogni poro.
“I quali, stimando ch’egli fosse nella comitiva, camminarono
una giornata, e si misero a cercarlo fra i parenti e i conoscenti” Luca.2:44]
“E tali sono queste sofferenze ch’esse fecero sì ch’Io stesso,
Iddio il più grande di tutti, tremassi per il dolore e sanguinassi da
ogni poro, e soffrissi nel corpo e nello spirito, e sperassi non dover bere
la coppa amara e mi ritraessi” [DeA.19:18].
“Io sono la vera vite, e il Padre mio è il vignaiuolo.
Ogni tralcio che in me non dà frutto..,” [Giovanni.15:1].
“Il Figliuol dell’Uomo è sceso più in basso di tutto
questo. Sei tu più grande di Lui?” [DeA.122:8].
“Egli, che salì in alto, e che discese pure al di sotto di tutte
le cose, affinché comprendesse tutte le cose, per essere in tutto e per
tutto la luce di verità“[DeA.88:6].
“Egli è per questo che è detto: Salito in alto, egli
ha menato in cattività un gran numero di prigioni ed ha fatto dei doni
agli uomini”.
Or questo è salito che cosa vuol dire se non che egli era
anche disceso nelle parti più basse della terra?”
“Colui che è disceso, è lo stesso che è salito
al di sopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa” [Efesini.4:8-10].
“Pertanto è necessario che vi sia una espiazione infinita
– e se non fosse una espiazione infinita, questa corruzione non potrebbe rivestirsi
di incorruttibilità. Pertanto il primo giudizio che cadde sull’uomo avrebbe
dovuto necessariamente restare per un tempo infinito. E se così fosse,
questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire e decomporsi nella madre terra,
per non risorgere mai più [2.Nefi.9:7].
“E dopo che saranno stati dispersi, e che il Signore Iddio li
avrà flagellati per mano d’altre nazioni per lo
spazio di molte generazioni, sì, di generazione
in generazione finché saranno persuasi a credere in Cristo, il Figlio
di Dio, e nell’Espiazione, che è infinita per tutto il genere umano –
e quando verrà quel giorno in cui crederanno in Cristo e adoreranno il
Padre in nome suo, con cuore puro e mani nette, e non attenderanno più un
altro Messia, allora, a quel tempo, verrà il giorno in cui sarà senz’altro
necessario ch’essi credano a queste cose” [2.Nefi.25:16].
“Ma la legge richiede la vita di colui che ha ucciso; perciò non
vi può essere nulla di meno di un’espiazione infinita che possa bastare
per i peccati del mondo” [Alma.34:12].
“Poiché è opportuno che vi sia un grande e ultimo sacrificio;
sì, non un sacrificio di uomini, né di bestie, né d’alcuna
sorta di volatili; poiché non sarà un sacrificio umano; ma dovrà essere
un sacrificio infinito ed eterno” [Alma.34:10].
“ Ed ecco, questo è l’intero significato della legge; ogni
più piccola parte sta a indicare quel grande e ultimo sacrificio; e quel
grande e ultimo sacrificio sarà quello del Figlio di Dio, sì,
infinito ed eterno.” [Alma.34:14].
“Ed egli andrà, soffrendo pene e afflizioni e tentazioni di
ogni specie; e ciò affinché si possa adempiere la parola che dice:
egli prenderà su di sé le pene e le malattie del suo popolo” [Alma.7:11].
“E prenderà su di Sé la morte, per poter sciogliere
i legami della morte che legano il suo popolo; e prenderà su di Sé le
loro infermità, affinché le sue viscere possano essere piene di
misericordia, secondo la carne, affinché egli possa conoscere, secondo
la carne, come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità” [Alma.7:12].
“Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia
vita, per ripigliarla poi”.
” Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho podestà di
deporla e ho podestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto
dal Padre mio”[Giovanni.10:17-18].
“Ed ancora un altro angelo suonerà la sua tromba, ed è il
settimo angelo, dicendo: E’ compiuto, è compiuto! L’Agnello di Dio ha
vinto ed ha calpestato il torchio da solo, ossia il torchio della ferocia dell’ira
impetuosa del Dio Onnipotente” [DeA.88:106].
“Dicendo: Padre, vedi le sofferenze e la morte di colui che non peccò,
nel quale Tu ti compiacesti; vedi il sangue del Tuo Figliuolo, che fu versato,
il sangue di colui che Tu desti perché Tu potessi essere glorificato;”
Quindi, Padre, risparmia questi miei fratelli che credono nel mio
nome, affinché possano venire a me ed avere la vita eterna” [DeA.45:4-5].
E queste sono le migliori novelle di tutte.


