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LA VERA GRAZIA DI DIO

PENTIMEMTO

L’uomo cadde e divenne carnale sensuale e diabolico, quindi
per effetto della caduta fu espulso dalla presenza di Dio, poiché la
morte non poteva avvenire in quel luogo; fu quindi una conseguenza,
non una punizione. Fu messo un cherubino a guardia dell’albero della
vita, affinché’ l’uomo non stendesse la sua mano, ne mangiasse
il frutto e vivesse in eterno nella sua condizione caduca. L’uomo
doveva riscattarsi "naturalmente" non "artificiosamente",
sappiamo che fu assegnato un Salvatore perché facesse la parte
che l’uomo non poteva fare e la parola stessa "Salvatore" denota
questo stato di necessità e cioè che qualcun altro doveva
fare ciò che colui che era nel bisogno non poteva fare, tuttavia
c’era qualcosa che l’uomo doveva fare.

Il primo principio del Vangelo è "La fede nel Signore
Gesù Cristo" e l’espiazione ne è l’interpretazione
corretta e completa, questa è la grazia di Dio che è ben
espressa nelle parole di Giovanni.

1 Giovanni 4:9 “In questo s’è manifestato per noi l’amor
di Dio: che Dio ha mandato il suo unigenito Figliolo nel mondo, affinché per
mezzo di Lui vivessimo.”

La vostra osservazione potrebbe essere che io ho sottotitolato il
mio articolo "La vera grazia di Dio." E’ vero perché il
pentimento è connesso con l’espiazione, e senza espiazione
non c’è salvezza, non c’è risurrezione, ma è anche
vero che l’espiazione senza il pentimento non produce il vero amore
di Dio che secondo il libro di Mormon è rappresentato dal frutto
dell’albero della vita.

1 Nefi 11:16-22 “Ed egli mi disse: Conosci tu la condiscendenza
di Dio? Ed io gli dissi: So ch’Egli ama i suoi figlioli; però non
conosco il perché di tutto questo. Ed egli soggiunse: Ecco
la vergine che vedi è la madre del Figliolo di Dio, secondo
la carne. Ed io allora vidi che essa era rapita in spirito; e dopo
che fu rapita in spirito, l’angelo mi parlò di nuovo e disse:
Guarda! E guardai, e vidi di nuovo la vergine che portava un fanciullo
nelle sue braccia. E disse l’angelo: ecco l’Agnello di Dio, si, il
Figlio del Padre Eterno! Comprendi ora il significato dell’albero
che vide tuo padre? Gli risposi allora così: Si, è l’amore
di Dio, che si riversa nei CUORI DEI FIGLIOLI degli uomini, per cui è la
più desiderabile di tutte le cose."

Ritornando al principio sappiamo che il frutto dell’albero della
vita dava la vita eterna ALLA PRESENZA DI DIO! L’espiazione tramite
Gesù Cristo, come spiegato da Giovanni, rappresenta questo
amore di Dio nel dare la possibilità all’uomo di vincere la
morte e la possibilità di ritornare a Lui.
Ora qualcuno potrebbe chiedere se questa è pura grazia! Per
quanto riguarda il vincere la morte si! Non vi e’ alcun dubbio, ma
per quanto riguarda il tornare alla presenza di Dio e vivere in eterno
con Lui dobbiamo indagare un pò di più per fare maggior
chiarezza.
Io amo le domande intelligenti e Zeezrom, citato nel
Libro di Mormon, ne fece una molto interessante.

Alma 11:34,37 “E Zeezrom disse ancora: Salverà il suo
popolo NEI SUOI PECCATI? Ed Amulek rispose dicendo: Io ti dico che
non lo farà, poiché Gli è impossibile rinnegare
la sua parola. E io vi ripeto ch’Egli non può salvarlo nei
SUOI PECCATI, poiché non può RINNEGARE la sua parola,
ed Egli ha detto che NULLA D’IMPURO PUO’ EREDITARE il regno dei cieli,
come potete dunque essere salvati, a meno che ereditiate il regno
dei cieli? Dunque non potete essere salvati nei vostri peccati.”

Cerchiamo di dare una spiegazione più precisa a questo concetto
tramite ancora le parole di Alma.

Alma 12:20-24,33-34 “Che cosa vuol dire la Scrittura, che afferma
che Iddio pose un cherubino con una spada fiammeggiante a levante
del giardino di Eden, per
impedire che i nostri primi genitori entrassero e prendessero
del frutto dell’albero della vita e vivessero per sempre? E così vediamo
che non v’era per
loro alcuna possibilità di vivere in eterno. Allora Alma gli
rispose: Questo e’ quanto stavo per spiegarvi. Ora vediamo che Adamo
cadde in fallo, per aver preso del frutto proibito secondo la parola
di Dio; e così vediamo che, a causa della sua caduta, tutto
il genere umano divenne un popolo perduto e decaduto. Ed ecco io vi
dico che se fosse stato possibile ad Adamo di prendere del frutto
dell’albero della vita in quel momento, non vi sarebbe stata più morte,
e la parola che Dio pronunciò sarebbe divenuta nulla, facendo
di Dio un mentitore, poiché Egli disse: Se tu lo mangi, tu
morrai certamente. E noi vediamo che la morte viene per tutta l’umanità,
si la morte di cui ha parlato Amulek, che è una morte temporale;
CIONONDIMENO UN INTERVALLO FU ACCORDATO ALL’UOMO, DURANTE IL QUALE
POTESSE PENTIRSI; così questa vita divenne uno stato probatorio;
un periodo di tempo in cui prepararsi PER INCONTRARE IDDIO; un tempo
in cui prepararsi per quello stato eterno di cui abbiamo parlato.
Ma Iddio fece appello agli uomini, nel NOME DI SUO FIGLIO (essendo
questo il piano di redenzione che era preparato), dicendo: SE VOI
VI PENTIRETE e non indurirete i vostri cuori, allora avrò pietà di
voi, per mezzo del mio Unigenito Figliolo. Pertanto, CHIUNQUE SI PENTE
e non indurisce il suo cuore, avrà diritto alla misericordia,
in grazia del mio Unigenito Figliolo, ed otterrà la remissione
dei peccati; ed entrerà nel mio riposo.”

Qui è molto chiaro "Un intervallo fu accordato all’uomo "PER
PENTIRSI" ma cosa significa in realtà questa affermazione?
Considerando che Cristo parlava in ebraico cerchiamo di capirne il
vero significato. In ebraico questa parola significa "Cambiarsi".
Purtroppo noi italiani, in particolare, crediamo che il pentimento
sia solo uno stato di dolore spirituale ed in parte è vero,
ma pentimento senza l’abbandono del peccato è solo una parte
del processo.
In ebraico significa cambiare atteggiamento e non significa
solo provare dolore ma dimostrare questo dolore in maniera reale,
cambiando vita. In pratica l’uomo pentendosi deve spogliarsi della
sua natura carnale e ridiventare santo per essere un alleato di Dio,
nonostante le tentazioni dell’avversario e le debolezze della
carne. L’uomo adesso è per natura nemico di Dio. Infatti prima
del battesimo deve per necessità esserci il pentimento che
porta al ravvedimento e al battesimo, che, non dimentichiamo, è un’alleanza
fra Dio e l’uomo.
Dio promette la Vita eterna e l’uomo promette di ottenerla
con l’ubbidienza
alle sue leggi. Pensare che sia solo una finzione o
qualcosa che si può raggirare, mette Dio nella condizione non
solo di essere beffato nell’alleanza ma anche di ritenerlo meno avveduto
di noi, e penso non sia proprio il caso.

Un’osservazione spontanea può essere: "L’uomo,
sta scritto, non può essere perfetto, quindi Dio ci chiede
qualcosa di impossibile!”
A prima vista sembrerebbe così e sembrerebbe crearsi una posizione
di stallo; ma le cose stanno altrimenti. Come l’uomo, con il pentimento,
riceve il perdono dei suoi peccati al battesimo, può ricevere
il perdono dei suoi peccati usando lo stesso mezzo. Si potrà osservare
che così è facile lo stesso!
Probabilmente perché si pensa al pentimento come a qualcosa
di superficiale, come al fatto di provare dispiacere e basta. Ma il
vero pentimento è qualcosa di molto più grande.

Anche nella legge ebraica vi era qualcosa di simile e si chiamava
riparazione. La persona che aveva rubato doveva rendere quello che
aveva rubato e inoltre doveva dare una parte maggiore e così via.
Sembra logico a quel punto che il peccato fosse perdonato sia da chi
aveva ricevuto il danno che da Dio, e perché non dovrebbe funzionare
anche nel Vangelo di Gesù Cristo questo semplice principio,
visto che siamo sotto la legge dell’amore? Credetemi funziona, funziona
ancora, quindi se una persona commette un peccato, esempio banale
dice una bugia, va dalla persona e confessa il suo torto e quella
perdona, perché
Dio dovrebbe ricordare? Avremo modo di citare le scritture
che richiamano questo principio e sarà possibile vedere che
cosi’ si può essere perfetti, tramite la perfetta applicazione
del pentimento.
Quando ripariamo al mal fatto chi può chiedere di più?
Infatti i peccati definiti imperdonabili sono quelli in cui non si
può riparare, ad esempio l’assassinio, cosa si può fare?

Non è facile pentirsi a volte, la situazione richiede un vero
cambiamento interiore ed una umiltà profonda, per questo in
molte chiese si richiede soltanto una confessione diretta a Dio e
si afferma che tutto è perdonato, ma funziona veramente cosi?
Io personalmente non lo credo, ma la cosa più importante è verificare
ciò che le scritture insegnano.
Torniamo a parlare del frutto dell’albero della vita,
visto che è la meta da conquistare.

1 Nefi 15:36 “Così i malvagi sono separati dai giusti
ed anche dall’albero
della vita, il cui frutto è preziosissimo e più desiderabile
di ogni altro frutto; si ED E’ IL PIU’ GRANDE DI TUTTI I DONI DI DIO.”

Abbiamo visto precedentemente che l’albero della vita rappresenta
l’amore di Dio e, sempre secondo le scritture, possiamo apprendere
ciò che segue.

1 Giovanni 4:9 “In questo si è manifestato l’amore di
Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi
avessimo la vita per lui.”

Quindi con l’espiazione di Cristo l’uomo ha il potere di riscattarsi
dalla morte temporale, tramite la resurrezione; questa era una cosa
che non poteva conquistarsi da solo, ne sarebbe stato incapace, ecco
perché ciò che Cristo ha fatto si chiama "Grazia" e
su questo non vi è alcun dubbio: ognuno di noi è salvo
per "Grazia" di Cristo. Il suo appellativo di "Salvatore" sarebbe
inutile se l’uomo avesse potuto salvarsi da solo. Va considerato che
Adamo non peccò e
che Eva trasgredì a causa dell’inganno di Satana, quindi non
erano colpevoli di qualcosa di veramente grave, considerando anche
il fatto che ancora non avevano la conoscenza del bene e del male.
Abbiamo visto che tutto entrava nei piani di Dio, che Satana aveva
cercato di sabotare il piano di salvezza usando i nostri primi genitori.
Il loro allontanamento era stato prodotto da un cambiamento fisico
reale. Esempio semplice: è come se un pesce avesse bisogno
di aria e non più di acqua per vivere; dovrebbe trasferirsi
sulla terra.
Così fu per l’uomo, la sua natura divenne diversa. Quindi questo
atto di misericordia era dovuto. In qualunque tribunale un caso del
genere non verrebbe neanche discusso, tanto è evidente il fatto
che Adamo ed Eva furono fuorviati ed erano come bambini innocenti.
Anche la legge degli uomini, che non è perfetta, non giudica
chi non ha ancora l’età per comprendere, specie se è manipolato
da qualcuno che ha una conoscenza maggiore.

Ma una volta messo l’uomo in condizione di parità, avendo
la conoscenza del bene e del male, l’uomo deve……..

2 Nefi 2:5-7,26-27 “E gli uomini hanno istruzioni sufficienti
per conoscere il
bene dal male. E la legge è stata data agli uomini. Ma la legge
non giustifica alcuno nella carne; ovvero, secondo la legge, gli uomini
sono esclusi dalla presenza di Dio. Si, essi sono espulsi, in virtù della
legge temporale, come pure, secondo la legge spirituale, essi vengono
meno a tutto ciò che è buono e diventano infelici per
sempre. PERCIO’ IL RISCATTO VIENE NEL SANTO MESSIA e per suo mezzo;
perché Egli è pieno di grazia e di verità. Egli
si offre in sacrificio per il peccato per adempiere ai fini della
legge, PER TUTTI COLORO CHE HANNO UN CUORE SPEZZATO ED UNO SPIRITO
CONTRITO; E PER NESSUN ALTRO è possibile adempiere ai fini
della legge. Ed il Messia deve venire nella pienezza dei tempi, per
riscattare i figlioli degli uomini dal peccato originale. Ed essendo
stati riscattati, essi sono divenuti eternamente liberi, e possono
riconoscere il bene dal male, PER POTER AGIRE DA SE e non PER SUBIRE,
se non il castigo inflitto dalla legge, in quel grande ed ultimo giorno,
secondo i comandamenti di Dio. L’uomo dunque è libero, secondo
la carne; e tutto ciò che gli E’ NECESSARIO GLI E’ STATO ACCORDATO.
E gli uomini sono liberi di scegliere la libertà e la vita
eterna MEDIANTE LA MEDIAZIONE per tutti o di scegliere la prigionia
e la morte, secondo la cattività e il potere del diavolo, perché egli
cerca di rendere tutti gli uomini infelici al par di lui.

2 Nefi 9:23-24,38 “Ed Egli ordina a tutti gli uomini di pentirsi
e di essere battezzati nel suo nome, con fede perfetta nel Santissimo
d’Israele, altrimenti non possono essere salvati nel regno di Dio.
E se non vorranno pentirsi e credere nel suo nome, ed essere battezzati
in nome suo, e PERSEVERARE FINO ALLA FINE, bisogna che siano dannati;
poiché il Signore Iddio lo ha dichiarato. Ed infine, guai a
coloro che MUOIONO NEI LORO PECCATI (SENZA PENTIMENTO), poiche’ essi
ritorneranno a Dio, vedranno il suo volto, e rimarranno nei loro peccati.”

Secondo questa scrittura è chiaro che perseverare sino alla
fine significa praticare il pentimento e la fede sino alla fine. Infatti,
come spiegano le seguenti scritture, la misericordia non può derubare
la giustizia.

Mosia 15:26-27 “Ma guardate e fremete, e tremate dinanzi a
Dio, poiché dovreste
tremare; poiché IL SIGNORE NON REDIME NESSUNO DI COLORO CHE
SI RIBELLANO CONTRO DI LUI E CHE MUOIONO NEI LORO PECCATI; si, anzi
tutti coloro che sono morti nei loro peccati fin dall’inizio del mondo,
e che si sono ribellati contro Iddio, che conobbero i comandamenti
di Dio e non vollero obbedire, questi sono coloro che non avranno
alcuna parte nella prima resurrezione. Non dovreste dunque tremare?
La salvezza non giunge infatti a niuno di essi; il Signore non li
ha redenti, né il Signore può redimere alcuno di costoro;
NON PUO’ INFATTI CONTRADDIRSI; Egli non può prescindere dalla
giustizia quando essa reclama i suoi diritti.”

Abbastanza chiaro, ma comunque Abinadi continua nel capitolo 16 al
verso 5

"Ma ricordatevi che colui che persiste nella sua natura CARNALE,
e s’inoltra nella via del peccato e della ribellione contro Iddio,
RIMANE NEL SUO STATO DI DECADENZA, ed il diavolo ha ogni potere su
di lui, pertanto, egli è come se non vi fosse stata alcuna
redenzione, essendo un nemico di Dio; ed il diavolo è pure
un nemico di Dio."
Sentiamo le parole ispirate di Alma al riguardo. Qui
egli sta parlando riguardo ai sacerdoti, quindi individui già battezzati,
perché il pentimento serve si per il battesimo, ma anche e
soprattutto per perseverare sino alla fine. Sarebbe troppo facile
pentirsi una volta nella vita, l’uomo non è perfetto ma grazie
al principio del pentimento può esserlo, rimettendo le cose
a posto quando sbaglia, ed avendo la conoscenza del bene e del male
dopo la caduta; inoltre con la luce di Cristo o coscienza non può più avere
la scusa dell’innocenza, perché ogni uomo sa.
I membri della Chiesa, avendo il dono dello Spirito
Santo, se da un lato hanno dei vantaggi, dall’altro ne hanno un onere
ben maggiore, visto che rinnegare lo Spirito Santo può essere
un peccato imperdonabile.

Alma 13:10,21,30 "Ora come dissi in merito al santo ordine di
questo sommo sacerdozio, ve ne furono molti che furono ordinati e
divennero sommi sacerdoti di Dio; e ciò per la LORO STRAORDINARIA
FEDE E IL LORO PENTIMENTO e per la loro giustizia dinanzi a Dio, avendo
essi SCELTO DI PENTIRSI E DI PRATICAR LA GIUSTIZIA piuttosto che perire……Ed
ora accadde che, quando Alma ebbe detto loro queste parole, stese
la sua mano e gridò ad alta voce, dicendo: Ora è il
momento di pentirsi, poiché il giorno della redenzione si avvicina.
E possa il Signore accordarvi il PENTIMENTO, AFFINCHE’ VOI non facciate
scendere su di
voi la sua ira.”

Alma 34:14-17,31-33 “Ed ecco, questo è tutto il significato
della legge, ed ogni
punto è destinato ad indicare quel grande ed ultimo sacrificio;
e quel grande ed ultimo sacrificio sarà il Figliolo di Dio,
si infinito ed eterno. E così, Egli
porterà la salvezza a tutti coloro che crederanno nel suo nome;
poiché questo è lo scopo di questo ultimo sacrificio:
VINCERE LA GIUSTIZIA CON LE VISCERE DELLA
MISERICORDIA e portare agli uomini I MEZZI CON I QUALI
AVER FEDE NEL PENTIMENTO. E così la misericordia può soddisfare
le esigenze della giustizia e le accerchia
con le braccia della salvezza, mentre COLUI CHE NON
MANIFESTA LA FEDE CHE PRODUCE IL PENTIMENTO, rimane esposto alla legge
tutta intera della giustizia; perciò solo PER COLUI CHE HA
FEDE NELLA PENITENZA SI REALIZZERA’ IL GRANDE ED ETERNO PIANO DELLA
REDENZIONE. Possa dunque Iddio accordarvi, fratelli miei, che
possiate COMINCIARE A MANIFESTARE LA FEDE CHE PORTA
AL PENTIMENTO. Si vorrei che veniste avanti senza più indurire
i vostri cuori, POICHE’ ORA E’ IL MOMENTO ed il giorno della nostra
salvezza; se dunque VOLETE PENTIRVI e non indurire i vostri cuori,
il grande piano di redenzione si realizzerà immediatamente
per voi. Poiché ecco QUESTA VITA E’ IL TEMPO ACCORDATO AGLI
UOMINI PER PREPARASI AD INCONTRARE IDDIO; SI ECCO I GIORNI DI QUESTA
ESISTENZA SONI I GIORNI IN CUI GLI
UOMINI DEVONO COMPIERE LE LORO OPERE. ED ORA COME VI
DISSI PER L’ADDIETRO, POICHE’ AVETE AVUTO TANTE TESTIMONIANZE, VI
SUPPLICO di non procrastinare IL
GIORNO DEL VOSTRO PENTIMENTO fino alla fine; poiché dopo questo
periodo di esistenza che ci è accordato per prepararci per
l’eternità, ecco se non mettiamo a frutto il nostro tempo
durante questa vita, viene la notte tenebrosa in cui non si può più operare.”

Abbiamo le parole di Nefi che gettano ancora più luce su questo
argomento.

Helaman 5:10-11 “E rammentatevi pure delle
parole che Amulek disse a Zeezrom nella città di
Ammonihah; poiché gli disse che il Signore
sarebbe venuto certamente per redimere il suo popolo,
ma che non lo avrebbe riscattato nei suoi peccati,
bensì DAI SUOI PECCATI. Ed ha ricevuto il
potere dal Padre di riscattarli dai loro peccati
PER MEZZO DEL PENTIMENTO; perciò ha mandato
i Suoi angeli ad annunciare la novella delle CONDIZIONI
DEL PENTIMENTO CHE CONDUCE alla
potenza del Redentore per la SALVEZZA DELLE LORO
ANIME."

Ed ancora

Helaman 14:17-18 “Ma ecco la risurrezione di Cristo redime
il genere umano, si tutta l’umanità, e la riconduce alla
presenza del Signore. Si e REALIZZA LE CONDIZIONI DEL PENTIMENTO,
cosicché chiunque si pente, non è falciato e gettato
nel fuoco, ma chiunque non si pente, è reciso e gettato nelle
fiamme.”

3 Nefi 9:22 “Perciò chiunque si pente e viene a me,
come un fanciullo, Io lo riceverò, POICHE’ DI QUESTI E’ IL
REGNO DI DIO. PER QUESTI ho dato la mia vita e l’ho ripresa, PENTITEVI
DUNQUE E VENITE A ME E SARETE SALVATI.”

Ora si potrebbe dire, dopo che ho citato tutti questi passi relativi
al libro di Mormon, che tutto ciò è vero perché molti
asseriscono che il libro di Mormon è
stato copiato dalla Bibbia, invece in questo contesto
il libro di Mormon è molto più chiaro della Bibbia e
spiega meglio il principio del pentimento; comunque più avanti
citerò i passi della Bibbia che confermano questo principio.
Abbiamo visto che in questa vita abbiamo la possibilità, tramite
la conversione al vero Vangelo, di poterci nutrire dell’amore di Dio,
e cioè dell’espiazione di Cristo, ma qui è qualcosa
di diverso da ciò che sarebbe stato nel giardino di Eden, là sarebbe
bastato allungare la mano al frutto dell’albero della vita ed
avremmo vanificato l’intero piano divino. Qui l’uomo deve cercare
di ricollegarsi al principio, vincere le diffidenze della carne, della
mente e soprattutto del mondo e desiderare di conoscere la verità.
Quando giunge a questa fermata intermedia, l’uomo ha il problema di
elevare la sua anima ai livelli primordiali, Cristo lo ha riscattato
dalla morte, ne ha inghiottito il pungiglione, Satana ha perso, l’uomo
ha ricevuto la grazia, in quanto Adamo non
trasgredì ed Eva fu ingannata; l’uomo doveva superare questa
prova per tanti motivi che abbiamo già citato in altri punti
di questo sito, ma non era una punizione, bensì una necessità che
faceva parte anche del piano divino.
L’uomo a questo punto, come affermano le scritture,
deve spogliarsi della sua natura carnale e divenire santo e l’unico
mezzo che può permettergli di farlo è il pentimento
o cambiamento.

"E quando sarai convertito, conferma i tuoi fratelli" questo
fu il consiglio di Cristo al futuro capo della Chiesa, eppure erano
quasi tre anni che stava fianco a fianco di Cristo e doveva ancora
convertirsi, ma in fondo la nostra Chiesa insegna lo stesso principio
quando dice che la conversione è un processo che dura tutta
la vita. Il pentimento è basato sul libero arbitrio, non può esservi
coercizione, altrimenti non raggiunge lo scopo e non ha effetti, ecco
perché vi è una grande differenza fra un’ammissione
di colpa perché scoperti ed una confessione spontanea fatta
con un cuore spezzato ed uno spirito contrito.
Che valore avrebbe un battesimo senza pentimento? Che
valore ha una vita senza pentimento? In tutti e due i casi la risposta è:
nessuno!
Come l’espiazione non ha alcun effetto senza il pentimento,
così il battesimo e la conversione non sono completi senza
il medesimo ingrediente. E se le scritture parlano di un pentimento
dopo il battesimo dov’è la grazia? Che bisogno c’è del
pentimento se siamo salvi per grazia? Il pentimento è necessario
se completa la grazia, altrimenti sarebbe perfettamente inutile, un
accessorio
senza valore. Se credi nel pentimento escludi la grazia
perché il pentimento o riparazione, o cambiamento, include
le opere. Non ha forse detto Dio stesso "Io mieto dove non ho
seminato?" (Matteo 25:26) A questo proposito vorrei lasciare
la parola a Re Beniamino che stava parlando ai santi dell’epoca.

Mosia 4:10,12,20,26 "Ed ancora credete che DOVETE PENTIRVI dei
vostri peccati ed abbandonarli, ed umiliarvi davanti a Dio; e chiedete
in sincerità di cuore che voglia perdonarvi; ed ora, se voi
credete a tutte queste cose, badate di praticarle" Ed ora io
vi dico che se fate tutto ciò, sarete sempre pieni di allegrezza
e riempiti dell’amore di Dio, E POTRETE MANTENERE SEMPRE LA REMISSIONE
dei vostri peccati; e crescere nella conoscenza della gloria di Colui
che vi ha creati, o nella conoscenza di ciò che è giusto
e vero. Vedete, perfino or ora avete invocato il Suo Nome e lo avete
supplicato per ottenere la remissione dei vostri peccati. VI HA FORSE
LASCIATI SUPPLICARE INVANO? No, Egli vi ha riversato il suo Spirito
e ha fatto in modo che i vostri cuori fossero pieni di allegrezza,
e che foste ammutoliti, da non poter esprimere parola, tanto immensa
era la vostra gioia. Ed ora per le cose che vi ho dette, cioè AL
FINE DI CONSERVARE LA REMISSIONE DEI VOSTRI PECCATI
di giorno in giorno, ONDE VIVERE SENZA COLPA DINANZI A DIO, vorrei
che impartiste ai poveri le vostre sostanze, ognuno secondo quanto
possiede, in modo da nutrire gli affamati e provvedere a soccorrerli,
rivestire gli ignudi, visitare gli infermi e provvedere a soccorrerli,
tanto spiritualmente che temporalmente, secondo le loro necessità.”

Qui c’è veramente poco da aggiungere. Il Signore a volte aiuta
i popoli a pentirsi, con quelli che vengono definiti i castighi divini,
ma anche questi sono atti di amore di un Dio che cerca in tutti i
modi di aiutarci.
In altre scritture spiega questo concetto.

Apocalisse 3:19 “Tutti quelli che amo, io li riprendo e li
castigo.”

Giobbe 5:17 “Beato l’uomo che Dio castiga!”

Alma 32:13-14 “Ed ora, poiché siete costretti ad essere
umili, siete benedetti, poiché un uomo talvolta, se costretto
all’umiliazione, cerca il pentimento; e, certamente, chiunque si pente
troverà misericordia; E COLUI CHE PERSEVERA FINO ALLA FINE
SARA’ SALVATO. Ed ora, come vi dissi, che perché siete stati
costretti ad essere umili siete benedetti, non supponete che ancora
più benedetti saranno coloro che si umiliano spontaneamente
a causa della parola?”

Vedete come il libro di Mormon è sempre più chiaro
ed esplicito in questo
importantissimo contesto? Ricordatevi che Joseph Smith
ammonì che i falsi sacerdoti e gli scribi corrotti avevano
tolto dalla Bibbia passi chiari e preziosissimi e fece chiaro riferimento
al battesimo, se l’espiazione non è
completa senza la comprensione del pentimento, non
ci vuole molto a capire quali siano gli altri passi tolti dalle scritture.
Vedete, la salvezza per grazia esclude il pentimento o riparazione,
ma Satana per essere sicuro di beffarci doveva togliere i riferimenti
chiari al riguardo, ce ne sono rimasti alcuni, e poi li vedremo, ma
non così specifici e in ogni caso si devono interpretare correttamente,
specie per le persone che pensano che siamo salvati per grazia: che
bisogno c’è di comprendere bene il pentimento, basta credere
in Cristo
come Salvatore e tutto è a posto.

Vediamo ora i passaggi biblici al riguardo. Devo lasciare da parte
tutte le scritture inerenti al pentimento per il battesimo perché si
potrebbe dire che il pentimento è necessario solo per essere
battezzati, a me invece interessa provare che il pentimento deve essere
costantemente nella nostra vita per poter progredire ed acquisire
la vita eterna.

Luca 13:1-5 “In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli
il fatto dei
Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato coi loro
sacrifici. E Gesù rispondendo disse loro: “Pensate voi
che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei perché hanno
sofferto tali cose? No, vi dico; MA SE NON VI RAVVEDETE, TUTTI SIMILMENTE
PERIRETE. O quei 18 sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise,
pensate voi che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti
di Gerusalemme? No, vi dico; ma SE NON VI RAVVEDETE, TUTTI AL PAR
DI LORO MORIRETE.”

Purtroppo non c’è la prova che questi fossero suoi discepoli,
anche se il fatto che si preoccupassero di informarlo darebbe la netta
sensazione di si, comunque le parole di Gesù dicono che senza
un pentimento non c’è salvezza, devo convenire che come dicevo
prima non e’ molto chiaro.

Luca 15:7 “Io vi dico che così vi sarà in cielo
più allegrezza PER UN SOLO PECCATORE CHE SI RAVVEDE, CHE PER
99 GIUSTI I QUALI NON HAN BISOGNO DI RAVVEDIMENTO.”

Semplice, dato che nessuno è perfetto, non esistono 99 giusti
e l’unico che esercita il pentimento è l’unico che porta gioia
in cielo, perché sarà l’unico ad essere salvato. Lo
stesso principio si applica alla scrittura che segue.

Luca 18:10-14 “Due uomini salirono al tempio per pregare; l’uno
fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo stando in piè, pregava
così dentro di sè: O Dio ti ringrazio ch’io non sono
come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri; nè pure
come quel pubblicano, io digiuno due volte la settimana; pago la decima
su tutto quello che posseggo. Ma il pubblicano da lungi, NON ARDIVA
NEPPUR ALZAR GLI OCCHI AL CIELO, MA SI BATTEVA IL PETTO DICENDO: O
Dio, sii placato verso di me peccatore! Io vi dico che questi scese
a casa sua giustificato, piuttosto che quell’altro.”

Perché? Il pentimento faceva la differenza.

2 Corinzi 7:9-11 “Ora ne godo; non per la vostra tristezza,
ma perché questa tristezza vi ha portato a pentirvi. Infatti
vi siete rattristati secondo Dio e così non avete ricevuto
alcun danno da parte nostra; perché la tristezza secondo Dio
produce un pentimento irrevocabile che porta alla salvezza, mentre
la tristezza del mondo produce la morte. Ecco, infatti, quanta sollecitudine
ha prodotto in voi proprio questo rattristarvi secondo Dio; anzi quante
scuse,
quanta indignazione, quale timore, quale desiderio,
quale affetto, quale punizione! Vi siete dimostrati innocenti sotto
ogni riguardo in questa faccenda.”

2 Pietro 3:9 “Il Signore non ritarda nell’adempiere la sua
promessa, come certuni credono; ma usa pazienza verso di voi, non
volendo che alcuno perisca, ma che tutti abbiano modo di pentirsi.”

Qui non sta parlando a persone che non sono membri della chiesa,
qui sta parlando proprio ai membri che devono avere modo di pentirsi,
altrimenti perirebbero. E’ da notare quanto pochi siano nella
Bibbia i passaggi riferiti a questo tipo di pentimento ed anche come
bisogna fare attenzione a tutte le parole per ben comprendere. Facciamo
un altro semplice esempio.

Matteo 18:21-22 “Allora Pietro gli si avvicinò e gli
disse: "Signore, quante
volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me?
Fino a sette volte?". E Gesù gli rispose: "Non ti
dico fino a sette, ma fino a settanta volte
sette.”

Ora paragoniamolo a questo passo parallelo.

Luca 17:3-4 “State attenti a voi stessi! Se un tuo fratello
pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. E se pecca sette
volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli
perdonerai".

Nel primo passo, c’è l’invito a perdonare comunque, nel secondo
c’è invece il
condizionale "Se si pente" infatti senza pentimento non
può esserci perdono. Vedete come è facile cadere nell’errore,
ammettiamo che il secondo passo fosse stato senza il condizionale,
avremmo un perdono senza pentimento. E’ questo logico e giusto?
No, per il semplice motivo che chi non si pente non desidera essere
perdonato, non ne sente il bisogno.
Ci sono 2 passi chiave a questo riguardo nel Vecchio
Testamento: il primo è straordinario se considerato che è il
primo consiglio di Dio dato al primo peccatore della storia e si trova
in Genesi.

Genesi 4:5-7 “Ma non guardò con favore Caino e la sua
offerta. E Caino ne fu molto irritato, ed il suo viso ne fu abbattuto.
E l’Eterno disse a Caino: Perché sei tu irritato? E perché hai
il volto abbattuto? SE FAI IL BENE NON RIALZERAI TU IL VOLTO?”

Questo è il primo passo che invita a cambiare atteggiamento
e vita e si trova
fin dal principio della storia umana, perché il pentimento è stato
accordato a tutti GLI UOMINI, non solo a quelli che sono vissuti dopo
Cristo.
Il secondo passo chiave si trova in Isaia.

Isaia 1:18 “Eppoi venite, e discutiamo assieme, dice l’Eterno;
quand’anche i vostri peccati FOSSERO COME LO SCARLATTO, DIVENTERANNO
BIANCHI come la neve; QUAND’ANCHE FOSSERO ROSSI COME LA PORPORA, DIVENTERANNO
COME LA LANA.”

“SE SIETE DISPOSTI AD UBBIDIRE” Sta sicuramente parlando
del PENTIMENTO a coloro che già lo hanno praticato; infatti
basta leggere anche i versi 16 e 17 dello stesso capitolo. In questo
caso possiamo ben dire che il pentimento rappresenta il secondo miglio
che è quello che l’uomo deve fare, visto che Cristo ci ha "regalato" il
primo. L’uomo può così essere perfetto, se accetta Cristo
come suo Salvatore ed applica il pentimento fino alla fine, obbedendo
alle leggi ed ordinanze del vangelo, altrimenti il comandamento di
essere perfetti, suonerebbe come una richiesta impossibile, ma non
lo è: tutto è stato previsto nel grande piano della
redenzione ed il pentimento è stato concepito con la piena
funzione di aiutare l’uomo ad essere esaltato.

Andiamo a vedere due passi straordinari dalle scritture degli ultimi
giorni, che veramente spiegano senza riserve tutto il faticoso cammino
che ho dovuto fare.

Alma 42:3-31 “Noi vediamo che l’uomo era divenuto simile a
Dio, conoscendo il bene ed il male; e perché non stendesse
la mano per prendere pure il frutto dell’albero della vita, ne mangiasse
e vivesse in eterno, il Signore Iddio pose i cherubini e la spada
fiammeggiante, perché non arrivasse al frutto. Così
vediamo CHE FU ACCORDATO UN TEMPO ALL’UOMO PER PENTIRSI,
si, un tempo di prova, perché l’uomo potesse pentirsi e servire
Iddio.”

Infatti, se Adamo avesse steso subito la mano e avesse preso il frutto
dell’albero della vita, sarebbe vissuto per sempre, secondo la parola
di Dio,
senza aver avuto il tempo per il pentimento; si, e
la parola di Dio sarebbe rimasta senza effetto, ed il grande piano
di salvezza sarebbe stato frustrato. Ma invece fu decretato che l’uomo
morisse, dunque, siccome fu allontanato dall’albero della vita, così fu
esiliato dalla faccia della terra e l’umanità fu perduta
per sempre e divenne una razza umana decaduta. Da ciò vedi
che i nostri
primi genitori vennero temporalmente esiliati dalla
presenza del Signore, e vediamo così che divennero soggetti
a seguire la loro propria volontà. Ora non era opportuno che
l’uomo fosse riscattato da questa morte temporale, poiché ciò avrebbe
annullato il grande piano di felicità. Perciò siccome
l’anima non può mai morire, e la caduta aveva portato la morte
spirituale ed anche temporale a tutto il genere umano, ossia l’uomo
era stato reciso dal cospetto del Signore, bisognava che l’umanità venisse
riscattata da questa morte spirituale.

Perciò, essendo essa divenuta carnale, sensuale e diabolica
per natura, questo stato di prova divenne per l’uomo UN PERIODO PER
PREPARARSI; divenne fase
preparatoria. Ed ora ricordati, figlio mio, se non
vi fosse stato il piano di redenzione (prescindendone dunque), l’uomo,
una volta morto, la sua anima sarebbe stata miserabile, essendo recisa
dalla presenza del Signore.
Ed ora non v’era alcun mezzo di redimere il genere
umano dal suo stato di decadenza, che si era attirato colla sua disobbedienza:
pertanto, secondo
giustizia, il piano di redenzione avrebbe potuto effettuarsi
solo alla condizione che l’uomo SI PENTISSE DURANTE QUESTO PERIODO
DI PROVA, si, in questo stato preparatorio; poiché, se questa
condizione non si adempisse, LA MISERICORDIA NON POTREBBE AVER EFFETTO
senza distruggere le esigenze della giustizia.

Ma l’opera della giustizia non può essere annullata, se no,
Iddio cesserebbe di essere Iddio. Vediamo così che tutta l’umanità era
decaduta, e caduta sotto il giudizio, si, sotto la giustizia divina
che la condannava ad essere esiliata per sempre dalla sua presenza.
Ed ora, il PIANO DELLA MISERICORDIA non poteva effettuarsi, a meno
che non vi fosse un’espiazione; per cui Dio stesso espia per i peccati
del mondo, per realizzare il piano della misericordia, per placare
le esigenze della giustizia, per potersi mostrare un Dio perfetto,
giusto e pure misericordioso. Ma ora l’uomo non potrebbe far penitenza
se non vi fosse una punizione, che è pure eterna, come lo è la
vita dell’anima, punizione fissata in opposizione al piano di felicità,
che è altrettanto eterno quanto la vita dell’anima. Ora come
avrebbe potuto un uomo pentirsi, se non avesse peccato? Come avrebbe
peccato se non vi fosse stata una legge? Come poteva esserci una legge,
senza che vi fosse una punizione? Ma venne fissata una punizione e
data una legge giusta, onde destare nell’uomo il rimorso di coscienza.
Dunque, se non fosse stata data la legge, l’uomo che uccide dovrà morire,
ma avrebbe egli paura di morire se uccidesse? E così pure,
se non vi fosse una legge contro il peccato, gli uomini non avrebbero
timore di peccare.

E se la legge non fosse stata emessa contro coloro che peccano, che
potrebbe fare la giustizia, o la misericordia, dal momento che non
avrebbero alcun potere
sulla creatura. Ma esiste una legge e un castigo è stato fissato
e L’UOMO PUO’ PENTIRSI; LA MISERICORDIA ESIGE LA PENITENZA, ELTRIMENTI
E’ LA GIUSTIZIA CHE
RECLAMA la creatura ed attua la legge, e la legge infligge
il castigo. Se non fosse così, le opere della giustizia verrebbero
distrutte e Dio cesserebbe d’essere Dio. Ma Dio non cessa d’essere
Dio, e la misericordia reclama il PENITENTE, e la misericordia è data
per via dell’espiazione ed opera la resurrezione dei morti; e la resurrezione
dei morti riconduce gli uomini alla
presenza di Dio; e così essi sono restituiti alla Sua presenza,
per essere GIUDICATI SECONDO LE LORO AZIONI, secondo la legge e la
giustizia.

Ecco infatti, la giustizia esercita OGNI SUA ESIGENZA, COME PURE
LA MISERICORDIA RECLAMA QUANTO LE E’ DOVUTO; e cosi’ NON V’E’ CHE
IL VERO PENITENTE CHE SIA SALVATO. Credete forse che la misericordia
possa derubare la giustizia? No! Vi ripeto, in nessun punto, altrimenti
Dio cesserebbe d’essere Dio. E così Dio effettua e realizza
i Suoi grandi ed eterni disegni, che furono preparati fin dalla fondazione
del mondo. Così avviene la salvezza e la redenzione degli uomini,
come pure la loro distruzione e la loro infelicità’. Perciò figlio
mio, chiunque vuole può venire e godere delle acque di vita,
in piena libertà, ma chi non vorrà venire, non vi sarà costretto;
però all’ultimo giorno gli sarà fatto
secondo i suoi atti. Se ha desiderato fare il male,
E NON SI E’ PENTITO DURANTE LA SUA VITA, il male gli sarà restituito,
secondo la restaurazione di Dio.
Ed ora figlio mio, io desidero che tu non ti lasci
turbare più da queste cose, ma soltanto dai TUOI PECCATI, e
che questo turbamento possa condurti ALLA PENITENZA. O figlio mio,
io desidero che tu non neghi più la giustizia di Dio. Non CERCARE
PIU’ DI GIUSTIFICARTI NEL PIU’ PICCOLO DEI TUOI PECCATI, COL NEGARE
LA GIUSTIZIA DIVINA, ma, al contrario che la giustizia, la misericordia
e la pazienza di Dio, abbiano piena efficacia nel tuo cuore, e che
tutto ciò possa
abbassarti nell’umiltà fino nella polvere. Ed ora figlio
mio, sei chiamato da Dio, per predicare la parola a questo popolo.
Ed ora, figlio mio, va annuncia la parola con verità e sobrietà,
per POTER CONDURRE LE ANIME AL PENTIMENTO, affinché il grande
piano della misericordia possa reclamare i suoi diritti su di esse.”

In Dottrina e Alleanze il Signore stesso spiega un’altra cosa interessante
riguardo a questo principio.

DeA 19:15-22 “Perciò Io vi comando di pentirvi, di pentirvi
perché Io non vi colpisca colla verga della mia bocca, e con
la mia ira, e con la mia collera, e che le vostre sofferenze non siano
dolorose, o quanto dolorose non sapete, quanto acute non sapete, quanto
dure da sopportare non sapete. Poiché, ecco, Io Iddio HO SOFFERTO
QUESTE COSE PER TUTTI, AFFINCHE’ NON SOFFRANO COLORO CHE SI PENTIRANNO.
Ma se non volessero pentirsi, essi dovranno soffrire, PROPRIO COME
ME. E tali sono queste sofferenze ch’esse fecero si ch’io stesso,
Iddio, il più grande di tutti, tremassi per il dolore e sanguinassi
da ogni poro, e soffrissi NEL CORPO E NELLO SPIRITO e sperassi non
dover bere la coppa amara e mi ritraessi. Cionondimeno, gloria sia
al Padre, bevvi la coppa e portai a termine i miei preparativi per
i figli degli uomini. Io ti comando dunque di nuovo di
pentirti, affinché Io non ti umili col mio potere onnipotente;
Ed io ti comando di confessare i tuoi peccati, per tema di SOFFRIRE
QUEI CASTIGHI DI CUI HO
PARLATO, il minore dei quali, si, in un minimo grado,
tu hai provato al tempo in cui Io ritirai il mio spirito. E TI COMANDO
DI NON PREDICAR NULLA’LTRO CHE IL
PENTIMENTO.”

C’è poco da aggiungere, anzi niente. Prego sinceramente di
essere capace di attuare nella mia vita questo sacro e vitale principio
e che pure ognuno di voi possa essere così benedetto da poter
usufruire pienamente dell’espiazione di Cristo tramite il principio
del pentimento.

Nel nome di Gesù Cristo, amen.

Revisore: Mario Vaira

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