La verità è la conoscenza
delle cose, come sono, come furono e come saranno, questa è la
vera e perfetta verità, di meno non può essere
considerata tale. Pertanto per raggiungere la verità è necessario
accettare Cristo, che è sia la Via (o meglio tramite
la Sua espiazione: il mediatore) sia la Verità contenuta
nel suo Vangelo, che altri non è se non la mappa
che porta a destinazione.
Per fare questo dobbiamo praticare i suoi insegnamenti,
se voi mi amate, ha detto, osserverete i miei comandamenti.
Inoltre Egli insegnò un principio importante quando
disse: chi è fedele nelle piccole cose, riceverà le
maggiori. Non disse inoltre che i suoi fratelli e sua
madre altri non erano se non coloro che ubbidivano alla
sua parola? Quando parlò dei due figli che dovevano
andare a lavorare nel campo, Egli narrò che il
primo disse che vi sarebbe andato ed il secondo disse
di no. Alla fine però il primo si rivelò bugiardo
ed infedele,
mentre il secondo fu leale nel dire il proprio pensiero
ma fu anche fedele perché poi fece ciò che
gli era stato richiesto.
E la domanda rivolta ai farisei e la conseguente risposta
dimostrano quale dei due fece la cosa giusta ed anche
dimostrano che le parole non servono, infatti nel giorno
del giudizio ci verrà messo in conto ogni parola
oziosa, come anche il Cristo sentenziò: “Molti
in quel giorno mi diranno Signore Signore….. Ma Io
dirò loro: Io non vi conobbi mai.” Un’altra
grande affermazione del Cristo fu:
“
Conoscerete la verità’ e la verità vi farà liberi."
2 Nefi 2:26 "Poiché sono stati redenti dalla
caduta essi sono divenuti LIBERI per sempre"
L’anziano Talmage scrisse “L’espiazione è per
tutti i popoli è il messaggio di liberazione dal
peccato e le sue conseguenze, il decreto della libertà."
Che cosa significa essere allora liberi? Molti pensano
che questo sia la possibilità di fare cosa più ci
aggrada e questa è sicuramente la peggior definizione
che si possa dare al termine "libertà."
Dal libro "L’espiazione infinita" opera citata
a pag. 252: Le quattro componenti della libertà.
Quale parte gioca l’espiazione nel renderci liberi? Questo è meglio
compreso se dividiamo questo concetto in quattro parti.
1 La necessità di una personalità intelligente.
2 La conoscenza del bene e del male.
3 La disponibilità di scelte.
4 Il potere di fare queste scelte.
Il punto primo, la necessita’ di un essere intelligente.
Se libertà è essere capaci di agire da
noi stessi e non di subire, (2 Nefi 2:26) come suggerito
da Lehi, allora in qualche maniera noi dobbiamo possedere
l’innata capacità di prendere decisioni. Non vi
può quindi essere libertà senza poter prendere
decisioni, e quindi un essere intelligente.
L’uomo è una entità che pensa e questo è il
primo requisito per il termine libertà.
Il secondo punto è la necessità di una
conoscenza del bene e del male. Anche questo è un
elemento indispensabile per la componente "libertà".
Il presidente Joseph F. Smith scrisse: "Nessun uomo
può essere reso libero senza possedere la conoscenza
della verità ed obbedendo alla stessa."
Mose 6:56 “Ed è dato loro di conoscere
il bene dal male, cosicché agiscano in PIENA LIBERTA’”
La relazione fra la libertà da una parte e la
conoscenza del bene e del male dall’altra è un
tema comune discusso da molti degli antichi profeti.
Samuele il Lamanita dichiarò che le persone erano
libere perché Dio "ha dato loro che potessero
conoscere il bene dal male” (Helaman 14:31 2 Nefi
2:18,23 Alma 12:31-32.) Infatti se Dio avesse voluto
essere certo che Adamo ed Eva non prendessero il frutto,
non lo avrebbe proibito ma avrebbe disposto come nel
caso dell’albero della vita dopo la caduta, non lo avrebbe
reso disponibile.
A prima vista si potrebbe pensare che la caduta, indipendentemente
dall’espiazione di Cristo, fosse ciò che permetteva
la conoscenza sufficiente per rendere l’uomo libero.
In verità, fu una connessione vitale, ma era solo
l’inizio, il cancello che portava alla conoscenza. La
caduta portava l’apertura della porta che era sigillata
ed apriva gli occhi che prima erano chiusi.
Questo era essenziale ma era solo l’inizio non certo
la fine.
Con una conoscenza aumentata vi era la possibilità di
una libertà maggiore. Questo era ciò che
la testimonianza di Gesù dette agli scribi ed
ai farisei:
"
Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi." (Giovanni
8:32) e Giovanni 8:36 "Se il figlio quindi vi farà liberi,
voi sarete liberi davvero"
Questa è l’essenza della verità, conoscere
il Salvatore ed obbedire alle sue
verità. Facendolo diveniamo liberi dal pregiudizio,
dalla falsità, dal peccato e così via.
Mentre la caduta provvedeva ad aprire il cancello che
portava alla conoscenza, era l’espiazione che provvedeva
il veicolo per procedere su quella strada. Attraverso
l’espiazione noi siamo purificati nelle acque del battesimo
che rappresenta la sua morte e la sua risurrezione, e
ciò ci rende eleggibili per il dono dello Spirito
Santo che ci guiderà in tutta la verità.
Giovanni 16:13)
Il terzo elemento della libertà è la disponibilità di
scelte. Il presidente David O. McKay osservò: "Solo
all’essere umano il creatore disse, tu puoi scegliere
da te stesso, poiché ciò ti è concesso." (Mose
3:17)
Come Dio intendeva che l’uomo dovesse divenire, era necessario
renderlo libero. La caduta avrebbe aperto il cancello
per una sola strada.
2 Nefi 9:7-8 “Se ciò fosse, la nostra carne
dovrebbe giacere per marcire e disfarsi nella madre terra,
senza mai più risorgere….. i nostri spiriti
dovrebbero divenire soggetti…. per non risorgere mai
più."
Un brutto quadro, senza l’espiazione questo sarebbe
stato il fine ecco perché Giacobbe in 2 Nefi 9:10
esclamò : "O quanto grande è la bontà del
nostro Dio, che ha preparato per noi una via di fuga
da quel mostro terribile, la morte e l’inferno, che io
chiamo la morte del corpo e dello spirito.”
Lehi insegnò in 2 Nefi 2:26-27 che gli uomini
sono redenti dalla caduta per divenire LIBERI per sempre.
Il quarto elemento per la pienezza della libertà è il
potere di eseguire le scelte che ci stanno dinanzi. Possiamo
avere la conoscenza del bene e del male, possiamo avere
le scelte davanti a noi, ma a meno che noi non abbiamo
il potere di eseguire queste scelte, il potere di adempierle,
allora la nostra libertà è una libertà finta.
Noi siamo come un astronomo che con il suo occhio nudo
guarda il cielo e cerca di vedere Nettuno. Se avrà un
telescopio potrà vederlo, altrimenti, anche se
guarderà nella giusta direzione, non lo vedrà,
quindi la sua conoscenza della giusta direzione non lo
aiuta affatto.
Qui il problema è un problema di potere, il potere
di vedere.
Dio ha una grande varietà di telescopi spirituali.
Tutti gli uomini hanno qualche potere da Dio. Il Signore
dichiarò: “Gli uomini dovrebbero essere
ansiosamente impegnati in una buona causa, e fare molte
cose di loro spontanea volontà e fare opere di
giustizia. Il potere infatti è in loro che dispongano
di piena libertà. E in quanto gli uomini fanno
il bene, essi NON PERDERANNO in alcun modo la loro ricompensa.” (DeA
58:27-28)
Come possiamo sviluppare questo potere? La storia ha
confermato che la conoscenza è precursore del
potere. E’ la conoscenza che ha conquistato lo spazio,
sconfitto malattie, aumentato la velocità di viaggiare
e rivoluzionato i nostri mezzi di comunicazione. Dio
ci invita ad acquisire mezzi molto più importanti
di quelli citati. Mentre Dio vuole che noi progrediamo
anche con la conoscenza terrena, sicuramente Egli desidera
che noi progrediamo spiritualmente. Egli sa che i poteri
della fonte più alta provengono dall’acquisizione
di verità spirituali. E’ un potere spirituale
che divise le acque del Mar Rosso, o che fermò il
corso del sole. Questa forza o potere invisibile è il
potere della divinità.
Con ogni nuovo potere acquisito, noi sviluppiamo un
più grande controllo, non solo degli elementi,
ma del nostro destino. In questo modo siamo i guidatori
non il veicolo, la causa piuttosto che l’effetto. Mentre
la conoscenza è essenziale per l’acquisizione
del potere, vi è comunque ancora un altro ingrediente,
spesso
ignorato e talvolta ridicolizzato, che è un prerequisito
per ricevere i "poteri" più alti "l’obbedienza."
L’OBBEDIENZA, UNA CHIAVE PER LA LIBERTA’
Alcuni obiettano che la libertà viene quando non
vi sono nè leggi né restrizioni. Questi
affermano che la libertà nel suo senso più puro è il
diritto di fare qualunque cosa, in qualsiasi momento,
ovunque e senza conseguenze. Circa 25 secoli fa Nefi
profetizzava riguardo a questi falsi insegnamenti: "Mangiate,
bevete e siate felici perché domani morremo ed
andrà tutto bene per noi."
(2 Nefi 28:7 e Mormon 8:31).
Non sembra ironico che tale filosofia sia insegnata
dal maestro degli schiavi
stessi? Da colui che fu scacciato dal cielo e privato
di un corpo, che sarà legato per mille anni e
che alla fine sarà buttato nelle tenebre di fuori?
La libertà che egli promette è illusoria, è un
miraggio nel deserto, è il vero modo in cui l’uomo
non avrà questa promessa libertà. E’ la
stessa bugia che Caino proclamò dopo aver ucciso
Abele: "Sono libero!" (Mose’ 5:33).
In realtà si era confinato nella schiavitù più nera.
Era divenuto il servo, lo schiavo del peccato.
Brigham Young insegnò: "Nel rendere stretta
obbedienza, siamo resi schiavi? NO! E’ la sola maniera
sulla faccia della terra per cui io e voi diverremo liberi." (Giornale
dei discorsi 18;246).
Il Signore annunciò che aveva reso Adamo un agente
per sè stesso e poi condivise la divina sequenza
per mantenere e sviluppare tale agenzia: "Ed Io
gli detti i comandamenti." (DeA 29:35). In altre
parole, se non vi fossero stati i comandamenti e la loro
osservanza, l’uomo avrebbe perduto la sua libertà in
un
declino irreversibile. I comandamenti non sono più restrittivi
per l’uomo spirituale dei segnali stradali per
gli autisti, essi non proibiscono il loro progresso bensì,
rispettandoli, si arriva salvi a destinazione.
Vi sono innumerevoli verità spirituali che sembrano
inconciliabili per il mondo secolare: "L’umiltà che
produce forza, la fede che partorisce visioni e l’obbedienza
che porta libertà." L’obbedienza apre le
porte della conoscenza, la conoscenza è un prerequisito
della divinità e la divinità è l’apogeo
della libertà, infatti Dio può tutto, ma
sempre nell’ambito delle leggi eterne.
Perché Gesù è la vita?
Giovanni 1:3 “Ogni cosa è stata fatta per
mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata
fatta.”
Giovanni 1:4 “In lei era la vita, e la vita era
la luce degli uomini.”
Egli diede vita a tutte le cose quindi era naturale che
fosse Lui a riportare le cose allo stesso modo.
Giovanni 1:9 “La vera luce che illumina ogni uomo
stava venendo nel mondo.”
Giovanni 1:12 “Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto
Egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli,
cioè, che credono nel suo nome.”
Chi accetta il Vangelo diviene come Lui, un figlio reale
di Dio, da quel momento infatti è sulla strada
che lo riporta a Dio. Gesù divenne di nuovo la "vita" dopo
la sua resurrezione, infatti disse: "Io sono la
resurrezione e la vita!" Cosi’ il grande creatore,
il grande Geova doveva dare la sua vita personale per
restaurare la nostra vita e dopo vedremo come questo
avvenne.
Romani 8:11 “Se lo Spirito di colui che ha risuscitato
Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato
Cristo Gesù dai morti vivificherà anche
i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che
abita in voi.”
Romani 8:12 “Così dunque, fratelli, non
siamo debitori alla carne per vivere secondo la carne.”
Romani 8:13 “Perché se vivete secondo la
carne voi morrete; ma se mediante lo Spirito fate morire
le opere del corpo, voi vivrete.”
Romani 8:14 “Infatti tutti quelli che sono guidati
dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio.”
Romani 8:15 “E voi non avete ricevuto uno spirito
di servitù per ricadere nella
paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante
il quale gridiamo: "Abbà! Padre!"
Romani 8:16 “Lo Spirito stesso attesta insieme
con il nostro spirito che siamo figli di Dio.”
Romani 8:17 “Se siamo figli, siamo anche eredi;
eredi di Dio e coeredi di Cristo, se veramente soffriamo
con lui, per essere anche glorificati con lui.
Lo studio
prosegue con "Perche’
Cristo dovette spargere il suo sangue?" e "uno
spirito umile e contrito"


