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Sogni

(C) Copyright by Massimo Franceschini tutti i diritti riservati.

I sogni sono sicuramente il mezzo di comunicazione di Dio meno riconosciuto ed apprezzato da quasi tutti i credenti. Sicuramente le visioni hanno un impatto molto piu' forte sulla nostra immaginazione, infatti come numeri 12:6-7 spiega, poche persone hanno questo privilegio, mentre i sogni sono comuni a tutti i mortali. Quello che molte volte non viene soppesato e' che i sogni di cui si parla nelle scritture, non sono semplici sogni, magari dovuti ad una cattiva digestione. I sogni menzionati dalle scritture sono vere e proprie gemme che provengono dal Signore e sono veri e propri sprazzi di futuro mostrati al nostro intelletto, forse in quello stesso momento riusciamo a percepire il tempo nello stesso modo del Signore, in fondo come ho spiegato nel mio articolo sul tempo anche l'uomo potra' avere un giorno il senso del tempo come lo possiede adesso Dio stesso e cioe' una esatta coscienza e cognizione dello spazio e del tempo.
Gioele 2:28


Abbiamo alcune domande.
1) Perche' il Signore talvolta fa uso dei sogni per comunicare con l'uomo?
2) Come si puo' essere sicuri che il sogno e' DAL SIGNORE?
3) Cosa fare dopo un sogno di questi?

La prima domanda non dovrebbe essere molto difficile da rispondere: durante la vita quotidiana, l'uomo puo' essere distratto da molte cose, ma io credo che una delle cose che possa molto distrarre l'uomo sia la sua preoccupazione o stress per qualcosa. Leggendo il libro di mormon impariamo che a volte lo Spirito ci suggerisce qualcosa ma che l'uomo e' talmente preso dai suoi affari quotidiani o dalle sue preoccupazioni che non e' ricettivo e magari non e' colpevole di queste situazioni vedi 1 Nefi 17:45 in questo caso particolare i fratelli di Nefi erano colpevoli. Durante il sonno tutte queste motivazioni scompaiono e gli occhi della mente possono piu' facilmente focalizzarsi sulle cose celesti.
Alla seconda domanda, la risposta sembra essere un po' piu' complicata ma in realta' non lo e'. Ho avuto diversi sogni nella mia vita, mi riferisco a quelli divini, posso dire che non si puo' fare a meno di sentire che questi marcano inconfondibilmente il nostro spirito come un cavallo e' marchiato dal ferro rovente e non vi e' possibilita' di errore.
Alla terza domanda la risposta e' proprio banale, essendo il sogno una visione di qualcosa del futuro, possiamo stare certi che accadra' e pertanto dovremmo vivere e soprattutto agire di conseguenza.
Io sono veramente grato di questo dono del Signore: la mia testimonianza e' un frutto di questo dono.
Inoltre altre volte nella vita, quando necessitavo di luce e conoscenza, questi sono venuti e mi hanno consegnato le direttive e talvolta consigli personali del Signore stesso.

Prima della mia testimonianza il Signore mi rivelo' il suo stato d'animo nei miei confronti e ne fui toccato. Alcuni anni dopo fece altrettanto e ne fui profondamente toccato. Una notte mi spiego' la divina sequenza delle priorita' o dell'importanza di essere fedeli a cio' che crediamo.

Il primo sogno citato dalla Bibbia riguarda il soggiorno degli ebrei in Egitto e viene comunicato ad Abramo in Genesi 15:12
Il secondo passo si trova sempre in genesi 20:3
Ma Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: «Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito».
E' interessante in questo caso perche' non sappiamo se Abimelec fosse un seguace della stessa religione, ma la sua reazione ed obbedienza al sogno ricevuto fanno intendere che avesse una certa conoscenza di Dio e dei sogni, altrimenti avrebbe ignorato la cosa. Abbiamo poi il sogno di Giacobbe in Genesi 28:12
Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima raggiungeva il cielo; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano su di essa.

Questo sogno e' relativo ai 3 gradi di gloria o scala celeste.
Genesi 31:24
Ma Dio venne da Làbano l'Arameo in un sogno notturno e gli disse: «Bada di non dir niente a Giacobbe, proprio nulla!».

Genesi 37:5-11
Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli, che lo odiarono ancor di più.

Disse dunque loro: «Ascoltate questo sogno che ho fatto.

Noi stavamo legando covoni in mezzo alla campagna, quand'ecco il mio covone si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero intorno e si prostrarono davanti al mio».

Gli dissero i suoi fratelli: «Vorrai forse regnare su di noi o ci vorrai dominare?». Lo odiarono ancora di più a causa dei suoi sogni e delle sue parole.

Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò al padre e ai fratelli e disse: «Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me».

Lo narrò dunque al padre e ai fratelli e il padre lo rimproverò e gli disse: «Che sogno è questo che hai fatto! Dovremo forse venire io e tua madre e i tuoi fratelli a prostrarci fino a terra davanti a te?».

I suoi fratelli perciò erano invidiosi di lui, ma suo padre tenne in mente la cosa.

Questo e' sicuramente uno dei sogni piu' famosi e piu' importanti nelle scritture. E' interessante notare che in questo sogno viene profetizzato la preminenza della tribu' di Giuseppe su tutte le altre e che Giacobbe serbo' dentro di se la cosa, cioe' gli dette il giusto credito.
Genesi 40:8
Gli dissero: «Abbiamo fatto un sogno e non c'è chi lo interpreti». Giuseppe disse loro: «Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque».

ma il sogno per cui divenne giustamente famoso e' quello in Genesi 41:1-16
Al termine di due anni, il faraone sognò di trovarsi presso il Nilo.

Ed ecco salirono dal Nilo sette vacche, belle di aspetto e grasse e si misero a pascolare tra i giunchi.

Ed ecco, dopo quelle, sette altre vacche salirono dal Nilo, brutte di aspetto e magre, e si fermarono accanto alle prime vacche sulla riva del Nilo.

Ma le vacche brutte di aspetto e magre divorarono le sette vacche belle di aspetto e grasse. E il faraone si svegliò.

Poi si addormentò e sognò una seconda volta: ecco sette spighe spuntavano da un unico stelo, grosse e belle.

Ma ecco sette spighe vuote e arse dal vento d'oriente spuntavano dopo quelle.

Le spighe vuote inghiottirono le sette spighe grosse e piene. Poi il faraone si svegliò: era stato un sogno.

Alla mattina il suo spirito ne era turbato, perciò convocò tutti gli indovini e tutti i saggi dell'Egitto. Il faraone raccontò loro il sogno, ma nessuno lo sapeva interpretare al faraone.

Allora il capo dei coppieri parlò al faraone: «Io devo ricordare oggi le mie colpe.

Il faraone si era adirato contro i suoi servi e li aveva messi in carcere nella casa del capo delle guardie, me e il capo dei panettieri.

Noi facemmo un sogno nella stessa notte, io e lui; ma avemmo ciascuno un sogno con un significato particolare.

Ora era là con noi un giovane ebreo, schiavo del capo delle guardie; noi gli raccontammo i nostri sogni ed egli ce li interpretò, dando a ciascuno spiegazione del suo sogno.

Proprio come ci aveva interpretato, così avvenne: io fui restituito alla mia carica e l'altro fu impiccato».

Allora il faraone convocò Giuseppe. Lo fecero uscire in fretta dal sotterraneo ed egli si rase, si cambiò gli abiti e si presentò al faraone.

Il faraone disse a Giuseppe: «Ho fatto un sogno e nessuno lo sa interpretare; ora io ho sentito dire di te che ti basta ascoltare un sogno per interpretarlo subito».

Giuseppe rispose al faraone: «Non io, ma Dio darà la risposta per la salute del faraone!».

Da questi versi apprendiamo che pur non essendo faraone un seguace della religione di Giuseppe al verso 8 dichiara che il suo spirito ne fu turbato. Come ho spiegato al principio non e' possibile non rimanere scossi se il sogno viene da Dio.

1 Samuele 28:6
Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose né attraverso sogni, né mediante gli Urim, né per mezzo dei profeti.

Vediamo che nel Vecchio Testamento i servitori del Signore speravano di ricevere istruzioni in questo senso.
Daniele 2:1-19
Nel secondo anno del suo regno, Nabucodònosor fece un sogno e il suo animo ne fu tanto agitato da non poter più dormire.

Allora il re ordinò che fossero chiamati i maghi, gli astrologi, gli incantatori e i caldei a spiegargli i sogni. Questi vennero e si presentarono al re.

Egli disse loro: «Ho fatto un sogno e il mio animo si è tormentato per trovarne la spiegazione».
4
I caldei risposero al re (aramaico): «Re, vivi per sempre. Racconta il sogno ai tuoi servi e noi te ne daremo la spiegazione».

Rispose il re ai caldei: «Questa è la mia decisione: se voi non mi rivelate il sogno e la sua spiegazione sarete fatti a pezzi e le vostre case saranno ridotte in letamai.

Se invece mi rivelerete il sogno e me ne darete la spiegazione, riceverete da me doni, regali e grandi onori. Ditemi dunque il sogno e la sua spiegazione».

Essi replicarono: «Esponga il re il sogno ai suoi servi e noi ne daremo la spiegazione».

Rispose il re: «Comprendo bene che voi volete guadagnar tempo, perché avete inteso la mia decisione.

Se non mi dite qual era il mio sogno, una sola sarà la vostra sorte. Vi siete messi d'accordo per darmi risposte astute e false in attesa che le circostanze si mutino. Perciò ditemi il sogno e io saprò che voi siete in grado di darmene anche la spiegazione».

I caldei risposero davanti al re: «Non c'è nessuno al mondo che possa soddisfare la richiesta del re: difatti nessun re, per quanto potente e grande, ha mai domandato una cosa simile ad un mago, indovino o caldeo.

La richiesta del re è tanto difficile, che nessuno ne può dare al re la risposta, se non gli dei la cui dimora è lontano dagli uomini».

Allora il re, acceso di furore, ordinò che tutti i saggi di Babilonia fossero messi a morte.

Il decreto fu pubblicato e gia i saggi venivano uccisi; anche Daniele e i suoi compagni erano ricercati per essere messi a morte.

Ma Daniele rivolse parole piene di saggezza e di prudenza ad Ariòch, capo delle guardie del re, che stava per uccidere i saggi di Babilonia,

e disse ad Ariòch, ufficiale del re: «Perché il re ha emanato un decreto così severo?». Ariòch ne spiegò il motivo a Daniele.

Egli allora entrò dal re e pregò che gli si concedesse tempo: egli avrebbe dato la spiegazione dei sogni al re.

Poi Daniele andò a casa e narrò la cosa ai suoi compagni, Anania, Misaele e Azaria,

ed essi implorarono misericordia dal Dio del cielo riguardo a questo mistero, perché Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte insieme con tutti gli altri saggi di Babilonia.

Allora il mistero fu svelato a Daniele in una visione notturna; perciò Daniele benedisse il Dio del cielo:

Anche in questo caso un re non certo di religione ebraica fu profondamente turbato da un qualcosa che proveniva dal Signore, per questo amo ribadire che quando un sogno viene da Dio non puo' essere frainteso.
Vediamo che la richiesta che il re faceva era veramente strana, Egli non racconto' il suo sogno e pretendeva che gli altri indovinassero cio' che aveva sognato e poi dare anche l'interpreazione. Daniele seppe dare il tutto perche' Dio come spiega nel verso 19 gli mostro' lo stesso sogno. A Giuseppe viene spiegato in sogno che Matteo 1:20
Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.

Il Signore stesso nella sua infanzia fu salvato da un sogno vedi Matteo 2:12,19-22
Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese.
Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto

e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e và nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino».

Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele.

Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea

A parte la mia testimonianza ho avuto diversi sogni nella mia vita, ovviamente mi riferisco a sogni provenienti dal Signore.
Sicuramente uno di quelli che mi hanno colpito di piu' e' questo che sto per narrare.
ero in un periodo paricolarmente difficile della mia vita, o perlomeno uno dei piu' indaffarati. Avevo l'incarico di vescovo nella nostra comunita' religiosa. Ero titolare di una nuova e piccola azienda di trasporti. Ero a capo di una famiglia di 8 persone. Cercavo di soddisfare tutte le esigenze di queste, ovviamente importanti chiamate della vita, che ad un certo punto mi sono come sentito sgonfiare come un pallone. Che cosa stava succedendo? Stava succedendo che stavo cercando di fare del mio meglio in tutti e 3 i campi, senza alcuna distinzione e per certi versi, pur dando il meglio di me stesso non era possibile soddisfare ogni esigenza. In piu' mi sentivo frustrato dal non riuscire a fare tutto cio' che sentivo giusto fare. Oltre ad essere frustrato ero anche esausto.
Quando tutti questi sentimenti erano al culmine una notte ebbi questo bellissimo sogno:
Stavo andando a caccia (io che non sono un cacciatore) avevo ben in mente l'uccello da ottenere, era un uccello bellissimo, straordinario.
Mentre passeggiavo per i boschi, in attesa della mia preda ho pensato bene di allenarmi, sparando a tutti gli uccelli che incontravo, anche per vedere come stava la mia mira. Cosi' la prima volta ho ucciso una dozzina di allodole,e non ho fallito un colpo. Dato che non ero a caccia di allodole, le ho regalate ai vari cacciatori che mi stavano d'intorno e li ho fatti felici. Dopo un po' e' stata la volta dei passeri, anche di quelli una bella dozzina li ho fatti secchi, ma ancora una volta ho riempito i panieri degli altri: non erano quelli per cui andavo a caccia.
E cosi' via per quasi tutta la mattina e l'intero pomeriggio. Ho sparato centinaia di colpi e non ne avevo fallito alcuno. La fiducia in me stesso cresceva, pensavo quando apparira' il mio uccello non potro' mancarlo, e' cosi' grande che neache un cieco lo sbaglierebbe, in piu' la mia mira e' formidabile. Gli altri cacciatori mi stavano attorno, oramai avevano capito che ero una buona carabina e poi visto che consegnavo loro tutte le mie prede era un buon motivo.
Sul far della sera finalmente all'orizzonte appare la mia preda, una gioia incredibile sale nel mio animo: il momento tanto atteso e' finalmente giunto. Non posso sbagliarlo, e' grande, vola lento e sicuro, non immagina cosa lo aspetta. Ho tutto il tempo per prendere la mira e quando e' perfettamente inquadrato sparo. Click e' il rumore che sento e nessun sparo aleggia nell'aria. Una paura tremenda si impossessa di me, la gioia si tramuta in tragedia: non ho piu' pallottole e l'uccello non solo puo' continuare il suo volo, ben presto scompare nell'imbrunire. Una voce risuona nella mia mente: Quando si va a caccia di un uccello particolare come quello, prima si prende quello e poi si spara agli altri. Vedi: adesso tu hai riempito i panieri degli altri ed il tuo e' miseramente vuoto. Essi sono felici e tu miseramente triste. Impara che nella vita vi sono delle priorita' ed e' in base a quelle che bisogna andare. Non si puo' fare tutto e nello stesso momento, bisogna essere saggi e saper scegliere. Esodo 18:13-23
Il profeta Joseph Smith dichiaro': Io insegno i principi giusti ed essi si governano da soli (principio del libero arbitrio) Mosia 4:26-27.

"Vorrei che impartiste ai poveri le vostre sostanze, ognuno secondo quanto possiede, in modo da nutrire gli affamati, rivestire gli ignudi, visitare gli infermi e provvedere a soccorrerli, tanto spiritualmente che temporalmente, secondo le loro necessita'. E BADATE CHE TUTTO CIO' SIA FATTO CON SAGGEZZA ED ORDINE; POICHE' A NESSUNO E' CHIESTO DI CORRERE VELOCE OLTRE LE SUE FORZE. Ed inoltre, e' necessario essere diligenti, per vincere il premio; dunque ogni cosa deve essere compiuta con ordine."
Una notte il Signore mi e' apparso in sogno e mi ha ripreso duramente. Dapprima mi ha detto una frase molto personale che non posso qui riferire, poi siccome cercavo in qualche maniera di giustificarmi dalla sua reprimenda, ho detto:" Signore io ti prego sempre" Lui mi ha risposto colpendomi con la verga della sua bocca:"Le tue preghiere giungono al trono di Dio, ma non sono ascoltate." Sentivo che mi rimproverava l'abitudine nel fare quello e qualcosa che non riuscivo ad individuare. Allora ho cercato ancora di giustificarmi:Signore ma ogni mio giorno libero, sabato o Domenica, ti servo fedelmente e vedo miracoli e ispirazione in cio' che faccio." E Lui con la sua spada affilata che giunge fino alle giunture del midollo:" E' per le chiavi che ancora possiedi e che ancora non ti ho tolto che cio' accade ed anche per la fede di coloro che onorano il simbolo che tu rappresenti, Io non sono sciocco come l'uomo che fa un dispetto a se stesso pur di farlo ad un altro. Il mio lavoro, la mia Chiesa devono progredire a dispetto delle imperfezioni umane, ma un giorno tu mi renderai personalmente conto del ministero che ti ho affidato. Ancora una volta ho cercato di replicare, ma sempre con minor energia e sempre piu' per avere maggior chiarimenti. Ho detto:"Signore ma sto facendo anche tanti sacrifici, lavoro anche 13 o 14 ore al giorno." "Ma per chi? per la famiglia Franceschini, non certo per me. Non vorrai conteggiarmi cio' che e' solo un tuo beneficio?" Per l'ultima volta ho cercato di replicare "E' vero Signore, pero' ogni sabato o Domenica lo dedico intieramente a te facendo anche dei sacrifici" Lui mi ha risposto con solo una domanada, che in fondo era il succo di tutta la discussione, e l'ingrediente che non riuscivo ad afferrare:"Con lo stesso sale di una volta?" Vedi Moroni 7:6-9 Queste parole mi sono entrate profondamente nel cuore ed una grande amarezza nel mio spirito, sto ancora pentendomi per quest'errore che pian piano era entrato in me e ricordavo le parole che una volta, tanti anni prima, avevo detto dal pulpito."Non per abitudine, ma per amore" Il che vuol dire tante cose, vuol dire non sopportare le cose, ma farle con gioia, trasmettere amore, vuol dire trasmettere agli altri cio' che sentiamo. Gli altri sentono se vi e' un fuoco dentro di noi o se questo fuoco si sta spegnendo. Il modo con cui affrontiamo le cose determina la reazione degli altri, in bene od in male, leader e' colui che trascina. Nessuno puo' essere un leader a meno che un fuoco arda dentro di lui.

Ho avuto altri sogni di questo tipo che mi avvertivano o di benedizioni o problemi futuri, non posso certo condividerli tutti qui, ho scritto quelli che mi sembravano i piu' interessanti. Credo fermamente che ancora oggi, come profetizzato dal profeta Gioele, le persone possano ricevere queste gemme dal Signore. Io personalmente bramo avere queste esperienze che ritengo le piu' gratificanti, anche se a volte, come nel secondo sogno menzionato il Signore mi ha duramente ripreso, ma come e' scritto in Rivelazione: Colui che amo lo castigo e lo riprendo.......
Nel nome di gesu' Cristo amen.

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