Mormonismo
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Testimonianze 2

Marini Renato

Sonia
Mario Biscaro

Domenico Oliviero
Michele Calabrese
Marco Giovara
Elisabetta Macaluso
Francesco Lombardo
Mario Laudicina
Roberto
Mario Vaira
Silvana
Valentina
Modesta Guiliani
James Graham
Luigino Bellu

La mia testimonianza. (Marini Renato)
Quando ero un ragazzino di 6 anni ho vissuto per qualche
tempo a casa di uno zio paralizzato a letto da un
incidente
con la moto. Poco prima di morire zio Luigi mi fece
promettere che sarei diventato sacerdote, ed io promisi.
CosÏ feci
il chierichetto per alcuni anni e, finite le elementari,
entrai nel seminario minore di Vicenza con l’idea di
diventare
prete. Ma dopo un anno abbandonai sia il seminario che
l’idea di farmi prete. Per molti anni il ricordo di
quella
promessa non mantenuta mi ha disturbato un poco.
Verso i 18 anni accettai l’incarico di insegnare Dottrina
Cristiana nella nostra parrocchia, ma dopo un solo anno
mi
ritirai. Non riuscivo pi˘ a credere alle cose che dicevo.
Alcune domande fatte a dei sacerdoti non trovarono
risposta.
Mi allontanai dalla Chiesa Cattolica e dalla religione.
Finito il servizio militare, mentre vivevo a Firenze per
lavoro, nei primi giorni di gennaio del 1972 bussarono
alla
mia porta due ragazzi americani, che mi dissero: "Siamo
missionari della Chiesa di Ges˘ Cristo dei Santi degli
Ultimi
Giorni e vorremmo parlare un po’ con lei di Ges˘ Cristo.
Le interessa?"
Risposi di sÏ e li feci entrare. Ricordo molto bene le
prime battute della nostra conversazione; parlammo del
fatto che
Ges˘ Cristo ha un corpo fisico ed abita da qualche parte
dell’universo. Parlammo della Parola di Saggezza e della
Prima
Visione di Joseph Smith. Mi lasciarono l’opuscolo di
Joseph Smith e se ne andarono. Nelle settimane che
seguirono non
riuscii ad andare a nessuno degli appuntamenti che i
missionari mi proponevano (per improvvisi impegni di
lavoro); loro
continuarono a chiamarmi al telefono dopo ogni
appuntamento mancato e dopo alcune volte mi sentii in po’,
in colpa e
decisi di andare di domenica mattina in chiesa. Continuai
ad andarci tutte le domeniche per un paio di mesi ed
intanto
lessi il libro di Mormon. A volte durante la lettura mi
sorgeva la domanda: "Chi ha scritto queste cose?" e
non riuscivo a credere che fosse stato scritto davvero
centinaia di anni prima di Cristo. Persi il lavoro e mi
trovai con
tutto il tempo che volevo per parlare con i missionari
e leggere il Libro di Mormon.
In una mattina agli inizi di marzo del 1972, mentre
leggevo della visita di Cristo ai Nefiti, nella mia mente
risuonÚ nitida questa esclamazione "Tutte queste cose sono davvero
accadute!" e provai una intesa gioia interiore. Rimasi
a lungo con il libro aperto in mano senza pi˘ leggere.

Dissi ai missionari che credevo che il Libro di Mormon
fosse
vero,
ma declinai il loro invito a farmi battezzare: non mi
sentivo disposto a dare una svolta cosÏ grande alla mia
vita. La
mia famiglia era molto cattolica e non avevo mai pensato
a cambiare religione.
Una domenica, durante una lezione della scuola domenicale
tenuta da un missionario, della quale io ero l’unico
studente, parlammo del battesimo. Io resistevo al suo
invito, dicendo che non ero sicuro che fosse la cosa
giusta da
fare. Lui mi chiese: "Hai ricevuto una testimonianza che
il Libro di Mormon Ë vero?". Ci pensai davvero e dovetti
ammettere che avevo davvero ricevuto quella testimonianza.
"Allora -mi chiese il missionario- cosa aspetti a
farti battezzare? Vuoi che scenda un angelo dal cielo per
dirtelo?".
Non risposi nulla, ma ci pensai seriamente. Dio mi aveva
parlato: ero disposto a fidarmi di Lui?
Fui battezzato il sabato successivo, il 22 aprile 1972.
Il 10 dicembre 1972 venni ordinato sacerdote sotto le mani
di Tommaso Tanca, nel ramo di Padova; durante
l’ordinazione
mi ricordai dell’antica promessa e dissi fra me e me: "Zio
Luigi, ho mantenuto la promessa! Ora sono sacerdote!".
Renato Marini

Sonia

Io sono membro dal 4 Marzo 1990 ; era
il 15 Febbraio quando mia
sorella mi disse che aveva fatto il primo colloquio con
dei
missionari di una religione strana, i mormoni …; mi
raccontÚ ciÚ
che le avevano detto e mi fece leggere un opuscolo su
Joseph Smith
che le avevano lasciato. Mi misi in un angolino a leggerlo
e quando
lo ebbi finito sapevo che quell’uomo ( Joseph Smith ) non
stava
mentendo. Ero molto stupita della mia sicurezza perchË in
quelle
cose
ero sempre stata molto scettica, per esempio mi ero
rifiutata di fare
la cresima da ragazzina perchË la chiesa cattolica non
mi convinceva
proprio, ma non ho mai dubitato in cuor mio dell’esistenza
di Dio,
solo che non riuscivo proprio a immaginare che rapporto
c’era tra Lui
e l’uomo. Chiesi a mia sorella quando sarebbero tornati
a trovarla ed
un paio di giorni dopo assistetti al secondo colloquio.
Alla fine
della serata uno dei missionari chiese se qualcuno di noi
voleva
essere battezzato per diventare membro della chiesa ed
io alzai
timidamente la mano. Quei missionari erano molto contenti
ma mi
dissero comunque che sarebbe stato ancora meglio se avessi
pregato il
Padre celeste per sapere se il libro di Mormon era vero
e mi
spiegarono come dovevo pregare, mi dissero che il Signore
avrebbe
ascoltato le mie richieste e mi avrebbe risposto ; f˘
quella la
sera
in cui la mia vita cambiÚ, io sentivo che era tutto vero
ma avevo
bisogno di una testimonianza ( cosÏ mi spiegarono )
affinchË
quella
sicurezza non si affievolisse col tempo:
andai a casa e mi chiusi a chiave in camera mia, presi
il libro di
Mormon tra le mani, mi inginocchiai e feci appena in tempo
a
pronunciare le prime parole ed ecco che sentii una gioia
immensa
travolgermi, e mi rendevo conto che era la gioia che il
Padre celeste
stava provando perchË io finalmente gli avevo aperto il
mio cuore.
Mi
resi conto che era sempre stato li ad aspettare.F˘ il "
benvenuto" pi˘ caloroso della
mia vita, il bentornato che solo un padre
amorevole puÚ dare ad un figlio che non vede da tempo.
Il giorno dopo comunicai ai miei genitori la mia decisione
e ci fu
quasi la seconda guerra mondiale a casa mia . NON VOLEVANO
.
Dopo due mesi erano battezzati anche loro! Mia sorella
si fermÚ a
quel famoso secondo colloquio, anche se le piacciono i
nostri
principi. Ho un’altra sorella pi˘ piccola ( ha vent’anni
ma per meË sempre piccola ) ed anche lei si puÚ considerarla "
simpatizzante"
Questa Ë la mia esperienza e la mia testimonianza, che
vi lascio
nel
Santo nome di Ges˘ Cristo. Amen.
Sonia

Mario Biscaro
La mia testimonianza
Per tradizione ero cattolico. I miei genitori provvidero
a darmi quasi tutti i sacramenti della chiesa cattolica.
Ho
ancora la fotografia della prima comunione dove posso
vedermi con il bel vestitino grigio con il nastro bianco
sul braccio. Questa erano i riti, e la tradizione di
quei
momenti .
Nella mia vita il problema religione assunse significato
verso i quattordici quindici anni. Una signora mi
consiglio di leggere un libro intitolato " I grandi
iniziati ". Mi ricordo che non capii molto di questo
libro. Lo lessi parecchie volte. Siccome le librerie mi
incutevano ancora timore. Mi avvicinavo solo alle
bancarelle di libri usati , oppure dove si vendevano libri
a poco prezzo. Mi ricordo che il primo libro serio che ho
comprato in questo modo Ë stato " I fioretti di San
Francesco " e lo pagato allo stesso prezzo di " Topolino "
: ben ottanta lire.
Oltre alle edizioni economiche della Rizzoli leggevo anche
libri usati . CosÏ in questo modo trovai un libro che devo
dire lasciÚ il segno . Il titolo di questo libro Ë " La
cosmogonia dei Rosacroce ". In questo libro , letto e
riletto molte volte trovai delle cose interessantissime :
il ritorno di Ges˘, la parola di saggezza, il piano di
salvezza ,la spiegazione di alcune parole ebraiche , i
piani cosmici dove si trova l’Eterno, ecc. Ora con il
senno di poi, dico che Qualcuno mi stava preparando.

Quando un giorno ,molti anni dopo, incontro in Piazza
Castello angolo Via Roma un gruppo di giovani americani
che mi fermano e mi parlano di una religione che io non
avevo mai sentito parlare , mi sentivo un po’ infastidito
perchÈ le mie passeggiate sono sacre , rovinano i miei
pensieri e quindi per farla breve gli chiedo se hanno
qualcosa da farmi leggere. Mi danno un libro.
Distrattamente lo guardo ,chiedo quanto costa , pago e
vado. Dopo qualche settimana trovo da qualche parte questo
libro in casa , incomincio a leggerlo e non riesco a
capire nulla , guerre, grandi ammazzamenti tutto qui.
Passato un anno mi capita nelle mani di nuovo questo
libro. Nella copertina in fondo c’Ë un’ indirizzo . Mi
dico ,andiamo a vedere questi religiosi ,andiamo a
conoscerli.
Vengo ricevuto in un modo cordiale ,accattivante, sento
un’atmosfera molto bella. Ci ritorno , mi vengono
presentati due giovani americani , Barton e Glenn.
Incominciano le lezioni con i Missionari , loro mi fanno
delle domande tipo:" da dove veniamo " , e io rispondo : "
dal cielo " e i Missionari : " PerchÈ siamo qui su questa
terra " e io rispondo :" per fare delle esperienze " .
Vedo che i missionari si guardano e sorridono. Poi mi
fanno l’altra domanda : " e dove andiamo ? " . E io
rispondo :" Da Dio". Poi io incomincio a tempestarli di
domande , perchÈ il libro dei Rosacroce ha lasciato il
segno in me, e queste persone parlano di cose che io
conosco . I missionari non sanno che fare e chiedono aiuto
a Giuseppe Pasta. Giuseppe e la persona che mi ha
battezzato. Penso che una persona migliore di lui non la
potevo incontrare . Ho trovato splendidi amici e fratelli
nel ramo di Via Magenta . Ho dei bellissimi ricordi di
quel periodo.
C’era una cosa importante che dovevo fare in quel momento
e che ne avevo capito l’importanza. Era il matrimonio. Ho
girato parecchio in molti rami d’Italia e non . Un giorno
andando al Tempio con il Fratello Pasta gli espongo il
problema e gli dico :" Sono andato qui , sono andato l‡ ,
perÚ quando e il momento di prendere una decisione non so
che fare ." Allora lui nella sua grande saggezza mi
insegna una preghiera: " Signore , volgi i miei passi
verso la persona che diverr‡ la mia sposa per il tempo e
per l’eternit‡ ". Molti sabati e domeniche sono stati
dedicati al digiuno e alla preghiera per questo scopo.
Dopo qualche anno ho trovato la persona che cercavo . Era
molto pi˘ vicina di quello che io pensavo. Mia moglie Ë
stata una delle cose pi˘ belle che io abbia ricevuto dalle
mani del Padre. Vivendo il Vangelo si hanno esperienze
stupende . Molte promesse della mia benedizione
patriarcale si sono concretizzate. Ho imparato la
responsabilit‡ , ho imparato come essere puro e come
essere onesto perchÈ con l’onesta e la purezza ho ricevuto
cose bellissime che ho subito chiuso nello scrigno del mio
cuore. Quanto vorrei trasmettere la mia gioia , la mia
pace , la mia serenit‡. Tutto queste cose mi sono arrivate
perchÈ io ho accettato dentro di me il Cristo Ges˘. Non
posso far altro che mettermi nel coro e dire che la Chiesa
di Ges˘ Cristo e la vera chiesa su questa terra , e che
Joseph Smith fu un vero profeta e che tramite lui la
chiesa di Dio Ë ancora una volta su questa terra . Amen.

Domenico Oliviero

LíANNO DELLA SVOLTA

Penso che davvero non basterebbero fiumi di inchiostro per
raccontare le straordinarie esperienze da me attraversate
in poco pi˘ di un anno, credo che nello scrivere seguirÚ i
miei sentimenti ed i miei ricordi pi˘ vivi, cosÏ,
sicuramente, riuscirÚ a focalizzare i punti pi˘ importanti
di questo qualcosa che ha definitivamente cambiato la mia
vita ed il mio modo di pensare.
NellíOttobre dello scorso anno ero di ritorno da una
crociera nei mari del Nord, uníincredibile esperienza
condivisa con la mia famiglia. Al mio ritorno in citt‡,
perÚ, il futuro immediato mi appariva un poí come
uníincognita in quanto avevo lasciato il mio appartamento
universitario a Messina e dovevo organizzare le mie
giornate a Crotone: doveva esservi qualcosa, oltre allo
studio intenso delle ultime materie, che occupasse le mie
altrimenti piatte giornate! La prima cosa che mi venne in
mente fu quella di contattare la mia insegnante di
catechismo la quale, pi˘ volte, aveva chiesto il mio
contributo nellíinsegnamento della dottrina cattolica ai
bambini che si preparavano per la prima comunione. CiÚ che
mi spinse ad un tale passo fu, soprattutto, líidea di
poter stare a contatto con dei bambini e quindi il fatto
di poter chiacchierare con loro ed ascoltarli nonchÈ la
curiosit‡ di voler meglio conoscere gli insegnamenti della
Bibbia, a me in realt‡ poco noti. Mi suscitÚ un certo
interesse, poi, quella proposta che mia nonna mi fece
relativa ad un poco precisato corso díinglese non a
pagamento, delle lezioni, mi disse, gestite da quattro
bravi ragazzi americani molto disponibili ed educati.
ìEccoî-pensai-ìMi dedicherÚ pienamente a queste due
attivit‡ ed il mio grigio inverno passer‡ pi˘ in frettaî.
Ricordo il mio primo giorno da insegnante di religione,
capii subito che la mia scarna conoscenza delle scritture
non avrebbe in realt‡ potuto aiutare quei ragazzi, mi resi
altresÏ conto del loro disinteresse e della loro apatia,
della mancanza, in loro e negli altri insegnanti, di quel
carisma e di quella spiritualit‡ che io pensavo di dover
sentire: ad ogni modo io  ormai ero lÏ ed avevo finalmente
uníoccasione concreta perconoscere qualcosa a proposito di
quel Dio sconosciuto del Quale avevo sempre professato
inconsapevolmente il culto. Mi emoziona, invece, pensare
al mio primo giorno al corso díinglese perchÈ per la prima
volta, mi ritrovai in quello che sarebbe diventato una dei
luoghi centrali della mia esistenza. La prima persona che
incontrai, seduta sulle scale di fronte allíingresso della
Chiesa, fu Rosaria, colei che presto sarebbe diventata
come una sorella, la quale mi colpÏ molto per quello che
mi disse e che io, inizialmente, non capii. Alla mia
domanda sul perchÈ questi ragazzi stessero qui in Italia
ella mi rispose: ìSono missionari, hanno trovato la
felicit‡ grazie al vangelo di Ges˘ Cristo e vogliono
condividere con gli altri la gioia che hanno nel loro
cuoreî. Mi disse queste parole con gli occhi pieni di luce
e mi spiegÚ che era appena ritornata da una missione di
cinque settimane a Catania. Non nego che allíinizio mi
sembro un poí strana, ma era normale per me a quel punto
pensare tali cose poichÈ non ero ancora passato attraverso
quelle esperienze straordinarie che Lui aveva preparato
per me. Quando entrai per la prima volta nella mia Chiesa
fui subito colpito da uníatmosfera diversa, un odore
particolare, una serie di sensazioni che mi apparvero
totalmente nuove. Mi guardai attorno e vidi numerose
fotografie dei Templi quindi, finalmente, incontrai gli
Anziani. La loro pulizia nel parlare e la loro
strabiliante gentilezza destarono in me una grande
attenzione, notai, in particolare, un certo Anz. Shumway,
il quale emanava un qualcosa di non ben definito che lo
rendeva diverso da tutte le persone che avessi mai
conosciuto. Passarono i giorni e cominciai ad imparare
lentamente qualche nuova parola in inglese ma pian piano
mi resi conto che a me non interessava tanto imparare la
lingua quanto passare pi˘ tempo possibile insieme a loro:
dovevo capire cosa fosse quellíalone di luce che li
accompagnava in ogni loro parola ed in ogni loro gesto.
Aspettavo con ansia quei due giorni alla settimana in cui
cíera il corso e, purtroppo, quellíora passava sempre
troppo in fretta perchÈ io avrei voluto conoscerli meglio,
informarmi riguardo le loro abitudini e parlargli di ciÚ
che non accettavo della Chiesa Cattolica: mi sorprese il
loro non voler prendere posizione in merito ed il non
voler trasformare quellíora in un occasione di
proselitismo a loro uso e consumo. Pur se in quel periodo
io ed il mio amico Roberto non lo ammettevamo apertamente,
in realt‡, quando uscivamo insieme, speravamo sempre di
incontrarli, passavamo spesso dalla loro sede e ricordo,
in particolare, che una sera li osservammo per molto tempo
dalla macchina, attraverso una finestra della Chiesa
mentre, al buio e con una candela accesa, parlavano con un
ragazzo: ìQuesto Ë stranoî-pensai-ìChiss‡ cosa combinano,
in realt‡, in quelle stanze!î Dopo qualche mese scoprii
che stavano parlando con un loro contatto e che stavano
usando quella candela solo perchÈ gli avevano tagliato la
luce! E comunque, ogni qualvolta li incontravo, ogni volta
che parlavo con loro, il mio animo si riempiva di gioia e
quando li vedevo passare per le vie della mia citt‡ notavo
che cíera qualcosa, intorno a loro, che li rendeva diversi
da tutto il resto della gente: erano come degli esseri
che, pur vivendo nel mondo con tutto il resto delle
persone, tuttavia non ne facevano parte. A quel punto la
voglia di conoscere le abitudini ed il modo di vivere di
questi ragazzi cosÏ speciali crebbe sempre pi˘: era bello
incontrarli durante il corso díinglese ma cosíË che
facevano, poi, per tutto il resto della giornata? Avrei
davvero voluto sapere su cosa basassero la loro vita
nonchÈ come fossero realmente e líopportunit‡ si presentÚ
quando, per la prima volta, parlai degli Anziani a mia
zia, la quale, incuriosita, mi disse che era disposta ad
invitarli a cena. Ed infatti, durante una lezione
díinglese, lei gli fece questa proposta e loro,
entusiasti, accettarono. Era stato molto pi˘ facile di
quanto prevedessi eppure molte volte mi era mancato il
coraggio di chiederglielo personalmente. Ero
emozionantissimo allíidea di passare un poí di tempo con
loro e non dimenticherÚ mai quando, la sera della cena,
vidi Anz.
Stock ad Anz.
Thomas
camminare per strada verso casa della zia: erano due
angeli che camminavano attraverso il mondo, capivo che
stavano venendo da me per portarmi qualcosa di speciale
anche se ancora non sapevo cosa. Quella cena rappresentÚ
il mio primo contatto con la mia Chiesa, quella fu la
prima volta che sentii che con loro cíera una forza
particolare: quella dello Spirito Santo. Prima di iniziare
a mangiare Anz. Shumway ci chiese di poter offrire una
preghiera di ringraziamento ed era strano, per me, pregare
prima di cenare, eppure quella preghiera fece si che la
mia conversione avesse inizio perchÈ quel suo modo di
rivolgersi a nostro Padre, quelle parole che uscivano dal
suo cuore, quel grande Spirito che stavo sentendo era un
qualcosa che non poteva venire solo da me, cíera qualcosa
di superiore con noi in quel momento ed era la prima volta
nella mia vita che potevo sentire vicino a me la presenza
tangibile di Nostro Signore. In quel periodo continuavo ad
insegnare catechismo ma le mie domande sullíesatta
interpretazione delle scritture stavano crescendo e non
trovavano soluzione: ma cosíera che stavo insegnando a
quei bambini? E soprattutto: perchÈ quel grande senso di
amore e di pace che provavo quando ero con gli Anziani lÏ
non cíera? Cominciai a capire líimportanza dello Spirito
Santo nel fare le opere che Dio Padre ci ha chiesto di
compiere, compresi che anche se parliamo di Lui, pur se
siamo istruiti, non possiamo sentire la Sua presenza senza
lo Spirito che ci d‡ conferma della verit‡ delle Sue
parole. Al corso díinglese continuavo a fare domande sulla
fede dei Mormoni ed, intanto, cominciai a fare amicizia
con colui il quale avrebbe avuto uníimportanza
fondamentale nella mia conversione: mio fratello, Anz.
Swensen. Ricordo ancora la prima volta che lo vidi: voleva
dormire, era stanco, le uniche parole che riusciva a dire
in italiano erano ìSono stanco, ho fameî, era troppo
buffo, a quel tempo non potevo immaginare che tra noi
sarebbe nata uníamicizia eterna. In ogni caso, in quel
periodo, Anz. Shumway era per me un esempio incomparabile,
so che il Signore lo aveva mandato da me affinchÈ
preparasse la strada per la mia nuova vita, lui
rappresentava la prova di come, ognuno di noi, puÚ
divenire un valido strumento nelle mani di Dio: avrei
davvero voluto essere come lui ma pensavo che sarebbe
stato impossibile. Il 26 Novembre 1998, durante una delle
sue lezioni, ci parlÚ di come in America si svolge la
festa del Ringraziamento, del significato che aveva per
loro e subito dopo notai uno di quei libri con cui gli
Anziani andavano sempre in giro. Gli chiesi dove potevo
comprarne uno e lui mi disse di prendere quello e che era
gratis: fu proprio quello il momento in cui ebbi per la
prima volta fra le mani il libo di Mormon, il pi˘ grande
tesoro che abbia mai trovato e che non mi costÚ neanche un
soldo. Subito dopo ebbi perÚ una bruttissima notizia: Anz.
Shumway sarebbe partito il giorno successivo e questo mi
fece provare uníindescrivibile tristezza perchÈ sapevo che
era alla fine della sua missione e sicuramente non líavrei
pi˘ rivisto; se ci penso adesso, dopo tutto questo tempo,
provo invece uníemozione incredibile perchÈ quel
missionario, proprio líultimo giorno della sua missione,
aveva regalato un libro ad un futuro membro della Chiesa
ed era stato scelto dal Signore per un compito di estrema
importanza: quella sera doveva piantare un seme nel mio
cuore. Ricordo bene le emozioni che quella sera mi
passarono per la mente: ero davvero dispiaciuto per la
partenza di Anz. Shumway ma, in realt‡, ciÚ che mi
preoccupava veramente, era la paura di non riuscire pi˘ a
sentire quelle sensazioni cosÏ spirituali che lui riusciva
a trasmettermi, il mio timore era che quel periodo cosÏ
speciale appena trascorso fosse legato solo alla sua
persona e che quindi dovesse finire; allíepoca non potevo
minimamente immaginare quali meravigliosi piani avesse per
me il Signore preparato. Prima di andare a dormire, in
ogni caso, presi quel libro e cominciai a sfogliarlo,
ricordo che vicino a me cíera mia sorella Sara, anche lei
incuriosita da quelle pagine. Lessi le testimonianze sulla
verit‡ del libro e la storia di Joseph Smith e mi
addormentai ansioso di continuare il giorno successivo. In
quei giorni venni a conoscenza di molte cose nuove
riguardo al piano di salvezza ed ai profeti che
testimoniarono la venuta del Figlio, soprattutto, per la
prima volta, cominciai a capire chiaramente  cosa facessi
e chi fossi prima di questa vita, perchÈ fossi qui e quale
conseguenza avrebbero avuto le mie azioni su ciÚ che mi
sarebbe aspettato al termine di questo passaggio sulla
terra: finalmente ricevevo delle risposte esaustive,
finalmente tutto cominciava ad avere senso e nessuna
dottrina di cui avessi sentito parlare mi era sembrata
cosÏ straordinariamente completa e perfetta come quella
contenuta in quel libro prezioso. Tutto ciÚ che scoprivo
era per me assolutamente scontato e naturale, ogni parola
che leggevo era indiscutibilmente reale in quanto le
sensazioni che provavo grazie al potere dello Spirito
Santo me ne confermavano la verit‡. Non ci fu mai un
attimo, durante la mia lettura, in cui dubitai della
effettiva esistenza di Lehi e della sua famiglia, sapevo
che circa seicento anni prima della venuta di Cristo un
residuo del Casato díIsraele sbarcÚ nel Continente
Americano  fondando una grande civilt‡. Ora avevo tutte le
conferme che stavo cercando e fu in quel momento che
abbandonai definitivamente il mio impegno presso la Chiesa
Cattolica: a quel punto non sapevo se, alla fine, sarei
stato un mormone ma, in ogni caso, sapevo con certezza che
non sarei pi˘ potuto essere cattolico. CiÚ che mi portÚ
sulla strada della conversione fu, poi, oltre al libro di
Mormon e le sue incredibili parole díamore e di verit‡, la
presenza di coloro che in quel periodo avevo accanto e che
ebbero un ruolo decisivo nel cambiare la mia vita.
Infatti, dopo la partenza di Anz. Shumway, arrivarono a
Crotone i nuovi missionari, destinati a partecipare
pienamente al mio processo di conversione nonchÈ al mio
futuro battesimo. Era la sera del primo Dicembre quando,
in piazza, li incontrai tutti e quattro: stavano facendo
una mostra per pubblicizzare la loro dottrina. Mi
avvicinai e chiesi ad Anz. Swensen quando fossero stati
liberi per mangiare una pizza dalla zia e lui mi rispose:
ìPizzaÖPizzaÖPizzaÖSiamo sempre liberi per la pizza!î Mi
misi a ridere e restai un poí a parlare con lui, penso che
fu proprio allora che la nostra grande amicizia ebbe
inizio. I giorni che seguirono non li scorderÚ mai perchÈ
furono fra i pi˘ belli della mia vita: cominciammo a
vederci spesso ed a stare sempre insieme ed intanto andavo
avanti nella lettura ed, ogni sera, i miei occhi erano
pieni di lacrime e di commozione: il Signore stava
operando grandemente su di me. Ogni volta che con gli
Anziani si andava a Le Castella, alla Casarossa ed in
molti altri posti ero cosÏ felice che non trovo le parole
per esprimerlo, la nostra non era líamicizia che fino a
quel momento avevo conosciuto, era qualcosa che andava
oltre líinvidia e la maldicenza, oltre a ciÚ che avessi
fatto e condiviso con qualcuno fino ad allora: mi
ritrovavo a fare cose semplici e genuine e ne ero felice,
avevo ritrovato quella gioia che pensavo andasse via per
sempre quando si diventa grandi. E cosÏ cambiÚ il mio modo
di parlare, mutarono le mie abitudini, cessai di emettere
giudizi affrettati sulle persone e, soprattutto, cominciai
a capire quanto realmente preziose fossero le cose che il
Signore ci ha donato e di cui non ci rendiamo conto, mi
resi conto che la felicit‡ stava nelle cose semplici e
nello stare con le persone umili, nella fratellanza e
nella condivisione di valori importanti, proprio come
Cristo ci aveva insegnato.
Io, Stocky, Big
T, Willardson ed Anz.
Swensen eravamo
veramente uniti e, soprattutto, eravamo ignari del fatto
che presto avremmo vissuto uníesperienza che avrebbe
segnato ognuno di noi. Quando una sera, al corso
díinglese, dissi ad Anz. Willardson che stavo leggendo
Secondo Nefi  ne fu molto colpito e mi chiese se avessi
intenzione di ascoltare i colloqui che loro offrivano a
chi ne avesse interesse: accettai subito e dopo qualche
giorno facemmo il primo, poi vedemmo qualche film sulla
Chiesa; in realt‡ tutto ciÚ che da loro io sentivo lo
sapevo gi‡ e non perchÈ avessi studiato o mi fosse gi‡
stato detto da qualcuno, io lo sapevo e basta: era cosÏ,
era normale che fosse cosÏ. E comunque continuavo a
cambiare, da un poí di tempo, per esempio, non stavo pi˘
bevendo alcolici: la cosa sorprendente era che allíepoca
non sapevo assolutamente cosa fosse la parola di Saggezza!
Gli Anziani mi stavano vicino e la gente si stupiva nel
vedermi sempre pi˘ spesso con loro in pubblico ed io ero
fiero di stare con loro poichÈ erano persone degne di
tutto il mio rispetto ed ammirazione e poi gli volevo
troppo bene, erano miei fratelli. Ricordo una sera in
particolare, il 18 Dicembre, in cui andammo a vedere un
concerto di Natale organizzato da mia zia: tutti gli occhi
erano puntati su di noi ma io ero troppo intento a
guardare Anz, Willardson, quel gran ragazzone con le mani
sempre rosse per il freddo, che dormiva e russava: era
troppo divertente! Fu durante quella settimana che decisi
per la prima volta di andare nella loro Chiesa e vedere
cosa facessero ogni Domenica; quel giorno ero molto
spaventato e preoccupato, ora posso affermare con certezza
che il mio reale timore era che se, in effetti, quel mondo
mi fosse piaciuto, avrei dovuto prendere decisioni
importanti che mi avrebbero certamente creato ostacoli
rilevati. Non sentii un grande Spirito quella mattina, ero
troppo impegnato ad individuare quali e quante differenze
vi fossero state fra quella e la Chiesa Cattolica: per
fortuna ora posso dire che ce ne sono molte! In ogni caso,
pur se dissi a mia madre che quellíesperienza non mi aveva
soddisfatto, la Domenica successiva vi ritornai e da
allora quella divenne per me uníabitudine ed ancor di pi˘
uníesigenza irrinunciabile. Durante le riunioni domenicali
gli Anziani mi stavano vicino cosÏ come i genitori si
prendono cura di un neonato, avevano per me mille
attenzioni e non smettevano mai di dimostrarmi la loro
amicizia, ricordo chiaramente con quanto affetto Anz.
Healy, colui che aveva sempre un sorriso per tutti, mi
regalÚ una cassetta di Gorge Michael, le prime volte che
con lui e Stocky, una delle persone pi˘ umili e sensibili
che avessi mai conosciuto, ascoltavamo le canzoni di Vasco
Rossi nella mia Fiesta e la grande, grandissima amicizia
fra me ed Anz. Swensen che cresceva ogni giorno di pi˘ fra
una gita allíaria aperta, un pezzo di pizza mangiato alla
Pimpinella e nuove frasi in Ebonic che lui mi insegnava:
erano i giorni in cui leggevo con commozione riguardo la
visita di Cristo ai Nefiti e comprendevo la verit‡ di ogni
cosa. Era
arrivata, intanto, la vigilia di Natale e quellíanno per
me quel giorno si presentava molto speciale perchÈ, per la
prima volta, non ero distratto dalle vacanze o dai regali
ma il mio pensiero era rivolto unicamente a quella fonte
díamore inesauribile che Ë Ges˘ Cristo, quellíuomo cosÏ
speciale di cui ogni anno si ricordava la nascita. Era da
Lui che provenivano le emozioni che stavo vivendo negli
ultimi tempi e cosÏ ero molto disinteressato alee cose del
mondo , a ciÚ che sentivo in televisione o dagli amici: il
mio pensiero era con Lui, il mio cuore batteva per Lui e
per ciÚ che di Lui era stato scritto. Quel 24 Dicembre
significÚ definitivamente líabbandono di quella che avrei
in futuro considerato ìla mia vecchia vitaî, fu quello il
giorno in cui la mia conversione divenne completa e
consapevole. La mia casa era incredibilmente bella, piena
di luci e di decorazioni natalizie, cíera quel calore
intenso che solo allíinterno della propria famiglia si puÚ
ritrovare e che nel periodo natalizio diviene pi˘
tangibile. Il giorno prima comprai per gli Anziani quattro
calzettoni di lana con Babbo Natale, li misi sotto
líalbero e sperai che venissero a trovarmi ed, infatti,
quel pomeriggio suonarono alla mia porta e cominciarono a
cantare le canzoni di NataleÖ Che Spirito possente, che
grande emozione, non mi ero mai sentito cosÏ ispirato come
quel giorno, il Signore mi stava preparando a
quellíincontro che presto sarebbe avvenuto fra me e Lui
ed, intanto, continuava a servirsi dei missionari per
farmi sentire indescrivibili sensazioni di pace e di
grande umanit‡. Il mio cuore era totalmente aperto,
pensavo chesarebbe scoppiato, non pensavo fosse possibile
percepire sentimenti díamore cosÏ grandi ed intensi, il
mio pensiero era con tutti quei miei fratelli che, lÏ
fuori, per un motivo o per un altro non erano felici come
me e non avevano  amici e famiglia da cui attingere
felicit‡ allo stato puroÖ E poi pensavo a Cristo, alla
lezione che ci lasciÚ nascendo in quella fredda grotta pur
essendo il Re dei Re, allo scopo della Sua missione, a
quanto ci aveva amatiÖ I miei occhi si riempivano di
lacrime per la commozione: quella sera nasceva il
Salvatore, Colui che si era immolato per i nostri peccati
e ci aveva dato la possibilit‡ di vivere per sempre, Colui
che aveva svergognato i ricchi ed i sapienti ed aveva
scelto le cose pi˘ umili del mondo per insegnarci quale
fosse la vera grandezza: avevo sempre saputo queste cose
ma fino a quel punto non ne avevo mai compreso il reale
significato. Anz. Swensen  mi donÚ una grande calza rossa
piena di dolci e subito pensai che quello sarebbe stato il
pi˘ bel regalo che avrei ricevuto quellíanno perchÈ mi era
stato dato dallíamico a cui, in assoluto, volevo pi˘ bene.
Ricordo bene il cenone a casa di mia nonna: quella sera io
non ero lÏ, ossia mangiavo con gli altri, discutevo con
gli altri ma il mio pensiero era completamente rivolto al
Signore ed alle meravigliose esperienze condivise con i
missionari; prima di iniziare a mangiare pregai
silenziosamente il Padre Celeste e lo ringraziai per ogni
cosa, Gli chiesi cosíera questa grande emozione che
sentivo addosso e Gli dissi che quello era probabilmente
il pi˘ bel Natale della mia vita. Verso le 22.30 tornammo
a casa per scartare i regali, aprii subito i miei e quindi
andai nella mia stanza a guardare quella bella calza rossa
di  Anz. Swensen:  volevo aprirla e vedere che tipo di
dolci vi fossero stati allíinterno. Rimasi molto sorpreso
quando, in fondo ad essa, trovai una sua lettera: chiusi
la porta della mia stanza e cominciai a leggerla. Diceva
di volermi bene e mi ringraziava per tutto ciÚ che avevo
fatto per lui e ciÚ mi apparve strano perchÈ, in realt‡, 
era lui che aveva portato tante cose belle nella mia vita,
io non avevo fatto proprio niente. Ma nella lettera non
cíera scritto solo questo, alla fine cíera la sua
testimonianza sulla verit‡ della Chiesa e la promessa che
anche io avrei potuto conoscere la verit‡ di ogni cosa se
avessi chiesto a Dio una risposta. Decisi di farlo: spensi
la luce e, mentre tutti, lÏ fuori, festeggiavano il Natale
e aprivano i regali, mi inginocchiai e cominciai a parlare
con mio Padre. Mi rivolsi a Lui con parole semplici, lo
ringraziai e mi rivolsi a Lui proprio come un figlio si
rivolge ai suoi genitori. Ricordo che mi sentii subito
amato, era come se Lui mi stesse mi stesse dicendo di non
preoccuparmi perchÈ tutto sarebbe andato bene. Pi˘ andavo
avanti con la preghiera pi˘ il battito del mio cuore
accelerava ed un grande calore scendeva su di me, stavo
cosÏ bene che sarebbe stato facile rimanere in quella
posizione per ore ed, in effetti, non ricordo quanto tempo
rimasi lÏ a pregare. Ad un certo punto Gli feci una serie
di  domande molto chiare e precise, Gli domandai de Joseph
Smith era un profeta, se quella era la Sua Chiesa e se
Cristo, Suo figlio, ne fosse il capo. Rimasi per molto
tempo in silenzio quindi, rialzatomi in piedi, andai a
letto e non so assolutamente nulla riguardo ciÚ che
successe quella notte ma ricordo benissimo la prima cosa
che notai al mio risveglio: io stavo ridendo! Avevo un
grande sorriso stampato sulla mia faccia e non era stato
provocato da un qualcosa avvenuto dopo che mi destai dal
sonno, no, cíera gi‡, io stavo dormendo sorridendo e prima
di allora non mi era mai capitata una cosa del genere. Mi
misi a sedere nel letto e non pensai nemmeno per un attimo
allíesperienza che avevo fatto la sera prima: il mio
pensiero ora era un altro, dovevo assolutamente decidere
una data per il mio battesimo, era come se lo avessi
saputo da sempre, come se lo avessi stabilito gi‡ da tanto
tempo. E cosÏ,  quella notte santa, mio Padre aveva
risposto in maniera chiara e precisa alle mie preghiera,
proprio nella maniera chiara e precisa in cui io mi ero
rivolto a Lui. E quello che mi preme dire maggiormente Ë
che tutti possiamo avere simili esperienze, tutti abbiamo
la possibilit‡ di parlare con il Signore, tutti riceveremo
una risposta quando chiederemo con desiderio di sapere la
verit‡ e sar‡ molto pi˘ facile di ciÚ che pensiamo. Basta
inginocchiarsi con fede e Lui far‡ il resto, io so che Dio
Padre ci ama e vuole che arriviamo a Lui, porto
testimonianza che questa Ë la Chiesa Di Cristo e che
chiunque di voi manca di sapienza puÚ chiederla a Dio che
dona a tutti liberamente e senza rinfacciare, proprio come
Ë scritto in Giacomo. Il Salvatore amava le cose semplici,
stava con le persone pi˘ semplici ed Ë con semplicit‡ di
cuore e di parole che possiamo incontrarlo nel corso della
nostra vita. A tutti auguro di vivere quellíesperienza, a
tutti auguro di sentire quellíamore infinito che quella
sera ha riempito il mio spirito. Il
giorno successivo eravamo tutti a pranzo da mia nonna
paterna e come sempre cíera tantissima roba da mangiare e
tantissimi dolci. Quella mattina scrissi una lettera ad
Anz. Swensen per ringraziarlo per quelle bellissime parole
scritte in quella lettera; gli spiegai anche quanto
sarebbe stato difficile il giorno in cui sarebbe dovuto
partire. In realt‡ cíerano molte pi˘ cose che avrei dovuto
dire a lui e agli Anziani, dovevo solo trovare il momento
pi˘ opportuno per comunicargli la mia decisione. CíË da
dire, in ogni caso, che a quel tempo avevo gi‡ fatto due
colloqui e che il secondo, in verit‡, non era andato
benissimo. Dopo aver parlato dei principi e delle
ordinanze fondamentali del vangelo di Cristo, infatti,
Anz. Swensen mi fece una domanda molto importante che
scatenÚ in me molte diverse emozioni. Proprio quando non
mi aspettavo niente del genere lui mi chiese: ìSeguir‡
líesempio di Ges˘ Cristo facendosi battezzare da chi ne
detiene líautorit‡?î Io non scorderÚ mai la faccia di quel
missionario in quel momento: era la prima volta che
chiedeva a qualcuno di farsi battezzare ed era diventato
rossissimo, era davvero troppo emozionato. Questa domanda
mi spaventÚ moltissimo e la risposta che avrei voluto
dargli sarebbe stata: ìCerto che no, ma siamo pazzi, io
sono gi‡ stato battezzato quando ero piccolo!î In effetti
concetti come autorit‡ di battezzare e scelta consapevole
di volerlo fare erano per me, a quel tempo, ancora
sconosciuti, eppure dalle mie labbra non uscÏ un
inequivocabile ìnoî bensÏ un ìci penserÚ, vedremoÖî Non
volevo far rimanere male il mio amico perchÈ mi aveva
posto questa domanda con troppo affetto ed emozione. In
ogni caso, quel giorno in cui eravamo tutti a casa di mia
nonna, Anz. Stock mi disse che dopo poche settimane
sarebbe stato il suo compleanno e che avrebbe voluto
organizzare una grande festa con i membri; gli risposi che
ci sarebbe stata e che avremmo avuto molto altro da
festeggiare. Quel pomeriggio era stato fissato il mio
terzo colloquio ed appena io, Anz.
Willardson ed
Anz.

Swensen ci fummo seduti gli comunicai la mia decisione e
la gioia che provavo. Probabilmente quella fu la prima
volta che portai una testimonianza, la mia bocca fu
sciolta e dissi loro tutte le cose che ora conoscevo e
sapevo essere vere, non dimenticherÚ mai i loro volti
mentre parlavo: lo Spirito era lÏ e loro stavano vedendo
in me il risultato di una potente trasformazione, gli
dissi che non volevo aspettare molto tempo per il
battesimo, che avevo urgente bisogno di questa ordinanza,
che, al massimo, sarebbe dovuto avvenire entro un mese.
ìDovresti vedere la luce che hai nei tuoi occhiî mi disse
Anz. Willardson , ìEí veramente bellissimaî. Uscii fuori
ed incontrai Healey e Stock: anche loro furono felicissimi
di apprendere quella notizia. In quei giorni vidi anche un
film che mi colpÏ molto, quello riguardante Vincenzo Di
Francesca, il primo convertito italiano alla Chiesa di
Ges˘ Cristo dei Santi degli ultimi giorni: le nostre
esperienze mi apparivano talmente simili che ne fui quasi
scioccato. Da
quel momento iniziÚ un periodo abbastanza difficile perchÈ
sapevo che non sarebbe stato semplice per nessuno
accettare questo mio cambiamento. Gli amici con cui
parlavo mi dicevano che per me, questo, sarebbe stato solo
un interesse momentaneo, che poi gli Anziani sarebbero
partiti ed io mi sarei allontanato dalla Chiesa. Non
riuscivano evidentemente a capire una cosa fondamentale:
io ero gi‡ amico degli Anziani e la nostra amicizia non
sarebbe diventata pi˘ grande solo per il battesimo! Molte
persone mi dicevano che la mia vita in societ‡ sarebbe
stata problematica essendo un mormone in uno Stato
cattolico e forse questo sarebbe stato anche vero ma io
ora sapevo qualcosa di troppo importante, avevo líassoluta
certezza che fosse la verit‡, vedevo tutte quelle persone
che andavano in Chiesa ogni domenica per tradizione e
constatavo quello che invece era accaduto nella mia vita:
il Signore camminava con me ogni giorno, faceva parte del
mio essere ogni istante, non dovevo aspettare di andare in
Chiesa per incontrarlo, volevo vivere la mia vita e
compier tutte le mie azioni secondo la sua volont‡ e
soprattutto, mi sentivo ricoperto di un amore infinito:
ìSe Dio Ë con meî-pensavo-ìChi Ë contro di me?î  La cosa
pi˘ difficile sarebbe stata sicuramente parlare con i miei
genitori ed, infatti, passarono due settimane prima che mi
decisi a dirgli ciÚ che avrei fatto. Non so quante volte
uscii dalla mia stanza pronto a parlargli e poi,
improvvisamente, mi bloccai appena li vidi, ma una
mattina, finalmente, le parole uscirono dalla mia bocca e
davanti a mio padre ed a mia madre dissi: ìVoglio
diventare un membro di questa Chiesaî, e non aggiunsi
altro. Mio padre si limitÚ solamente a chiedermene il
perchÈ mentre mia madre reagÏ malissimo: mi disse che
stavo sbagliando tutto e che me ne sarei pentito, che da
quel punto in poi i nostri rapporti sarebbero cambiati. Ma
perchÈ per gli altri era cosÏ difficile accettare ciÚ che
mi portava gioia e serenit‡?   Non dicevano, forse, tutti
quelli che mi volevano bene, che il loro pi˘ grande
desiderio era che io fossi felice? Ebbene io lo ero come
non ero mai stato, ero sicuramente una persona migliore,
pi˘ forte, pi˘ ispirata. In fondo, quali sarebbero stati i
miei principi? Essere onesto, umile, aperto verso gli
altri, amante della famiglia e consapevole che solo
allíinterno di essa avrei trovato le cose pi˘ importanti
di cui avevo bisogno. Non avrei mai fumato o fatto uso di
sostanze tossiche per il mio organismo, avevo la ferma
volont‡ di dedicarmi ai pi˘ bisognosi attraverso un
servizio concreto, eppure dovevo giustificarmi per tutte
queste cose: perchÈ? Che senso aveva? PerchÈ suscitava
tutto questo scalpore il fatto che avessi posto Ges˘
Cristo al centro della mia vita? E poi questa Chiesa
nullíaltro faceva se non stimolare gli uomini a fare il
bene, ed ìOgni cosa che spinge a fare il bene viene da
Dioî. CiÚ che mi faceva stare pi˘ male era che io avevo
capito che tutto quello in cui la gente crede o pensa di
credere qui in Italia non era assolutamente reale,
contraddiceva le scritture, veniva dallíuomo e non da Dio.
PerchÈ, ad esempio, battezzavano i neonati se il Salvatore
era stato chiaro nellíaffermare che il battesimo era solo
per chi era in grado di pentirsi? Potevano delle creature
innocenti andare allíinferno solo perchÈ non avevano
ricevuto tale ordinanza? E tutte quelle persone che per
malattie mentali non potevano intendere o volere come
avrebbero fatto? E chi sarebbe stato in realt‡ Dio se le
avesse condannate? A parte questo, nessuno aveva ricevuto
una testimonianza personale della verit‡ e la fede non
nasce in noi solo perchÈ qualcuno ci dice di credere. Ero
veramente solo contro tutto il resto del mondo in quel
periodo, solo mia sorella Daniela era in grado di
ascoltarmi e di capirmi veramente ma era in ogni caso
troppo lontana per darmi un sostegno concreto. Nonostante
queste grandi avversit‡ ogni sera aprivo quel libro e
cominciavo a piangere di gioia, conoscevo nuove importanti
verit‡ e, soprattutto, mi emozionavo per come la Bibbia ed
il Libro di Mormon si incastrassero perfettamente e si
completassero a vicenda. I miei genitori mi dissero di non
voler conoscere la data del mio battesimo perchÈ in ogni
caso non ci sarebbero venuti, cosÏ dissi ai missionari che
non aveva pi˘ senso aspettare e che mi sarei potuto
battezzare il 16 Gennaio. Cíera solo una cosa che dovevo
ancora decidere: chi avrebbe celebrato questíordinanza. In
realt‡ cíera solo una persona che avrebbe potuto farlo,
colui che conoscevo prima di questa vita e che qui sulla
terra, attraverso la sua amicizia , aveva il compito di
portarmi a Cristo: era Anz. Swensen , quel missionario che
pur essendo un verdino e conoscendo pochissimo la lingua
italiana aveva compiuto un grande miracolo. Quando gli
chiesi di battezzarmi quasi non riuscivo a trovare le
parole che avrei voluto dirgli e quando lui mi abbracciÚ i
miei occhi si riempirono di lacrime: avremmo condiviso
uníemozione che non sarebbe stata mai pi˘ dimenticata. Era
intanto arrivato il nuovo anno e quel 31 Dicembre lo
passai in maniera differente rispetto agli altri anni: non
bevvi lo spumante per festeggiare líarrivo del 1999 e
tutti mi presero in giro dicendomi che mi ero messo a fare
il mormone, evidentemente non si rendevano conto della
seriet‡ della mia scelta. A mezzanotte chiamai Anz.
Swensen per fargli gli auguri  e tutti i missionari erano
impressionati per tutte quelle bombe che la gente lanciava
dalle finestre per festeggiare líultimo anno di quel
millennio. I giorni successivi furono molto intensi, anche
perchÈ dovevo ancora ascoltare tre colloqui. Mi resi conto
che non sarebbe stato facile essere un buon membro di
questa Chiesa in quanto appariva difficile avere e
continuare in seguito a possedere tutti i requisiti
necessari per poter essere un degno seguace di Cristo:
parole come castit‡, decima o astinenza dagli alcolici
suonavano per me come promesse impossibili da mantenere e
difficili da rispettare, soprattutto ripensando a come
avevo vissuto fino a quel momento. Eppure era per me
incredibilmente facile e naturale accettare queste cose e
capirne il significato: pensare, ad esempio, a quanto
fosse sacro ed importante quel rapporto esistente solo tra
marito e moglie quale completamento della loro unione mi
convinse dellíimportanza di questo valore ed alla troppa
superficialit‡ con cui, in passato, avessi commesso
determinate azioni. Sapevo che da qualche parte qui sulla
terra cíera una persona preparata per me fin dalla
fondazione del mondo, una compagna con cui avrei potuto
condividere tutto e formare una famiglia: volevo
mantenermi puro per lei cosÏ come lei lo stava facendo per
me. La data del battesimo, intanto, si avvicinava sempre
di pi˘, tanto che era gi‡ arrivato il 15 Gennaio ed io e i
missionari stavamo completando i preparativi per il giorno
dopo. Stampammo gli inviti al computer e feci in modo che
ciascun Anziano avesse un ruolo durante la cerimonia
battesimale perchÈ ognuno di loro, con i talenti che
possedeva, aveva contribuito al mio cambiamento. Quella
sera del 16 Gennaio 1999 uscii di casa quasi di nascosto
con uno zaino sulle spalle, dentro cíera un accappatoio e
qualche indumento di ricambio. Quando fui sulla porta di
casa guardai i miei genitori mentre guardavano la
televisione e pensai a quanto sarebbe stato bello se anche
loro avessero condiviso con me quel momento cosÏ
importante, in ogni caso mi feci forza ed andai in Chiesa,
non prima di aver comprato una grande torta al cioccolato.
LÏ, oltre agli Anziani, trovai il Presidente Sarcone che
mi fece líintervista pre-battesimale, ricordo la sua
emozione nel dirmi che secondo lui ero veramente pronto a
compiere questo passo. Successivamente arrivarono Rosaria
e Monica, coloro che mi stettero molto vicino durante quel
periodo, coloro che mi lasciavano costantemente stupefatto
ogni volta che portavano testimonianza della verit‡ della
Chiesa. Sapevo che presto Monica sarebbe ritornata negli
Stati Uniti da suo marito, ma per fortuna lÏ con me
sarebbe rimasta Rosaria ed insieme avremmo potuto
condividere tanti momenti importanti. Sorprendentemente
arrivÚ anche Alessandro, líallora ragazzo di mia sorella e
ne fui davvero felice perchÈ sarebbe stata líunica persona
di famiglia presente. Cíera uníatmosfera particolare
quella sera, con noi cíera lo Spirito del Signore: quel
luogo mi sembrava come il pi˘ bel posto che fosse mai
esistito sulla faccia della terra e non mi sentivo affatto
solo, perchÈ, sicuramente, in cielo, cori di angeli
cantavano lodi allíEterno in quanto uníaltra anima stava
unendosi al suo gregge. Ogni Anziano mi fece un dono e mi
dimostrÚ il suo calore ed il suo affetto, poi rimasi un
poí a parlare da solo con Anz. Swensen e gli dissi che ero
felice e soprattutto pronto, lui mi regalÚ il suo anello
con su scritto ìChoose  the Rightî e subito ci andammo a
cambiare. Mentre ero in quel bagno, mentre toglievo i miei
vestiti per indossare le vesti bianche, la mia emozione
cresceva ed il cuore mi batteva forte; ad Anz. Healy, che
era lÏ con me, gli dissi che quel giorno líavrei ricordato
per sempre, che cíera un potere superiore con noi in quel
luogo. Quando fui vestito entrammo finalmente in quella
piccola vasca: era la pi˘ bella di tutte le acque che
ricoprono la terra e fu a quel punto che mi rivolsi a
Cristo, mio Fratello maggiore, e gli dissi: ìEccomi, sono
qui per prendere su di me il tuo nomeî. Mentre il mio
corpo scendeva in profondit‡ ripetevo continuamente le
stesse parole, ossia ìNel nome di Cristoî, ìNel nome di
Cristoî. A quel punto la mia vecchia vita era davvero
finita, uscii dallíacqua completamente ripulito dai miei
peccati ed Anz. Swensen ed io ci abbracciammo forte:
entrambi avevamo sentito uno Spirito incredibilmente
forte. Non esisteva pi˘ il freddo a causa dei miei vestiti
bagnati, non esistevano le mie preoccupazioni, non vi era
nessun tipo di incertezza: quella era la Chiesa di Cristo
ed io mi ero battezzato proprio come Lui aveva fatto 2000
anni fa! Quella sera portai testimonianza davanti a quelle
persone e spiegai loro quanto avrei voluto che ogni
persona, in ogni parte del mondo, avesse potuto sentire
quei sentimenti che provavo quella sera. Dissi che tutti
avevano il diritto di scegliere cosa fare della propria
vita e quindi quale religione seguire, il pi˘ grande dono
che Dio Padre ci fece fu quello di crearci liberi, con
pensieri e sentimenti propri, e non dovevamo rinunciare a
tale privilegio. Ero fiero, e lo sono ogni giorno,  di
essere un membro della Chiesa di Cristo e posso
testimoniare che ciÚ che Lui ci ha lasciato detto, ossia
di metterci al servizio di chi Ë pi˘ sfortunato di noi, Ë
la sola cosa che ci porta la felicit‡ duratura. Una volta,
mentre   stavo assistendo un ragazzo handicappato, che non
poteva muoversi e parlare bene ed era senza genitori,
notai che mi stava guardando ed io gliene chiesi il
motivo. Lui cominciÚ ad accarezzarmi il collo e con gli
occhi pieni díamore mi disse: ìSorridi, perchÈ la vita Ë
bellaî. Quale grande lezione: in nessun libro avrei potuto
trovare un insegnamento cosÏ importante. Ogni comandamento
che Dio ci ha dato, ogni precetto che osserviamo, ha un
senso e man mano che la mia conoscenza cresce ne capisco
la grande importanza. In
qualsiasi momento della nostra vita, nonostante ognuno di
noi sia diverso dallíaltro e viva esperienze differenti, Ë
possibile che la voce del Signore giunga al nostro cuore e
ci sussurri parole di verit‡ e di infinito amore; tutto
ciÚ che Lui vuole Ë la nostra felicit‡ e ciÚ che ora sto
provando a scrivere e che se quando Lui ci parler‡ non Gli
apriremo il nostro cuore perderemo uníoccasione forse
irripetibile, il pi˘ prezioso di tutti i tesori, líunica
via che ci condurr‡ a Lui con tutte le persone che amiamo.
So che il vangelo di Cristo ha il potere di guarire tutte
le nostre ferite, so che il suo amore ha cambiato la mia
vita. CosÏ come fece Paolo, anchíio spero di poter portare
a pi˘ persone possibile la mia solenne testimonianza
riguardo la verit‡ della missione di Cristo, spero un
giorno di poterlo riabbracciare e dirgli, proprio come
fece Pietro, che so chi Lui Ë, so che Egli Ë il Cristo,
colui che per noi ha sconfitto la morte.
Mio
fratello, il mio Salvatore, il mio Pastore vive! Sta
sempre vicino a noi e ci tende continuamente le sue
braccia: spero che ogni persona abbia il desiderio di
rifugiarsi nella Sua inesauribile bont‡ perchÈ la sua
fiducia sarebbe ben riposta, nel nome di Ges˘
Cristo, Amen.
DOMENICO OLIVERIO

Michele Calabrese
Sono diventato Mormone il 7 luglio
1983. La mia conversione e quella di mia
moglie Ë una storia bellissima come tutte le altre di chi
ha avuto la
fortuna di entrare a fare parte della Chiesa del Salvatore
Ges˘ Cristo. Nel
1974 mi trovavo a La Spezia per il mio lavoro in quanto
prestavo servizio
nella Marina Militare essendo militare, all’epoca, di
carriera. Mia moglie
premeva per ritornare nella sua citt‡ Siracusa in Sicilia.
CosÏ le dissi va
bene tu vai a Siracusa, cerca una casa e quando l’avrai
trovata cercherÚ di
farmi trasferire ad Augusta posto pi˘ vicino a Siracusa.
CosÏ accadde. Ma,
mentre mia moglie trovavasi a Siracusa ricevette la visita
di due Missionari
i quali le fecero vedero ed anche a sua madre un film
sulla Chiesa. Mia
moglie f˘ cosÏ rapita dallo Spirito che mi scrisse di
queste emozioni e di
questi due ragazzi. Ma io le comandai in un certo senso
di non vedere pi˘ questi Missionari poichË,
secondo il mio giudizio falsato anche dalla
gelosia, erano degli imbroglioni. Pochi mesi dopo fui
trasferito ad Augusta
e per 10 anni non abbiamo pi˘ saputo niente della Chiesa
nË dei Missionari.
Un giorno tornando a casa dal lavoro vidi nelle vicinanze
due giovani,
sentiti dentro di me di chiamarli. CosÏ feci e conobbi
in quel momento due
Missionari della Chiesa ai quali chiesi cosa facevano.
Loro mi risposero che
insegnavano il Vangelo di Ges˘ Cristo e siccome io ne
avvertivo la necessit‡ li pregai di
seguirmi a casa. Quando aprii la porta di casa, mia moglie
sorpresa senza neanche salutarmi mi disse che quei 2
Missionari erano come
quelli che 10 anni prima io le avevo comandato di non
vedere pi˘. Mi disse
anche che non voleva ora lei ascoltarli. CosÏ percirca
6 mesi e varie lotte
con i Missionari, dopo aver ricevuto la testimonianza del
Libro di Mormon
decisi di battezzarmi. I Missionari invitarono mia moglie
ad inginocchiarsi
con noi in preghiera. Durante quella supplica e
ringraziamento al Signore
mia moglie incominciÚ a piuangere e tra le lacrime ci
disse che avvertiva lo
stesso Spirito forte che 10 anni prima aveva goduto.
Decise che anche lei si
sarebbe battezzata. CosÏ il 7 luglio del 1983 entrammo
nelle acque del
battesimo. Da quel momento la nostra vita Ë cambiata dal
lato spirituale anche se le
prove della vita cii sono state e ci sono ancora e magari
pesanti ma le
affrontiamo con uno spirito diverso. Siamo consapevoli
di essere figli di
Dio e cerchiamo con tutto noi stessi di migliorarci giorno
dopo giorno.
Abbiamo un figlio che vive a Houston di 26 anni che ha
fatto una missione a
Milano, si Ë sposato con Elisabetta Favaretto. Ora vivono
a Houston e il 7
giugno andranno al Tempio di Dallas per suggellarsi per
l’eternit‡. Una
figlia di 22 anni che vive a Londra. E’ attiva nella
Chiesa e Sabato scorso Ë stata al
Tempio di Londra e ci ha raccontato di belle esperienze
spirituali. Infine abbiamo una terza figlia di 14 anni
che
in questo momento Ë alla ricerca della verit‡ del
Vangelo e di tutto quello che la circonda.
Insomma la nostra famiglia gode delle benedizioni del
Signore anche se a
volte non le sappiamo riconoscere. Il Vangelo Ë vita
eterna, Ë gioia e
serenit‡. Il Signore Ë il nostro Dio e nostro amico. Il
Libro di Mormon
contiene le Sue parole. La Chiesa Ë guidata da un Profeta
vivente. Ed io sÚ che Dio padre e Ges˘ Cristo
vivono ed ci amano di un amore eterno. Nel nome
di Ges˘ Cristo. Amen,
Spero che questo possa aiutare qualcuno a ricercare la
verit‡ pregando il
nostro Padre celeste. Ciao e a presto!
Fratello Michele
Calabrese

Marco Giovara
LA MIA CONVERSIONE
Sono venuto in questo mondo 40 anni fa, primo ed unico
figlio di due genitori ampiamente maturi. Ho trascorso
un’infanzia serena, soprattutto grazie alla presenza di
mia madre in casa.
BenchË mio padre non fosse credente, e mia madre non
praticante, mi furono impartiti i sacramenti cattolici.
Di quel periodo non ricordo particolari benefici spirituali,
tranne che la fede si manteneva in vita. Mi piaceva molto
il concetto, espresso da alcuni preti di larghe vedute,
secondo il quale si poteva pregare il Signore anche con
parole spontanee, come si parla ad un amico.
Nel corso dell’adolescenza cominciÚ a crearsi nella mia
mente una netta separazione tra la dottrina e
l’applicazione pratica della religione. Credevo in Dio, ma
non ero disposto ad accettare taluni comandamenti e decisi
che non li avrei rispettati. Frequentavo le funzioni
domenicali per un innato senso del dovere e per abitudine.
In questo clima di contrasti, verso il mio sedicesimo
anno, in una bella mattina di luglio (ero in vacanza),
bussarono alla mia porta due missionari della Chiesa di
Ges˘ CristÚ dei Santi degli Ultimi Giorni, gli anziani
Rocque e May. Non ho mai visto degli angeli, ma quella
mattina mi sembrava di essere a contatto con qualcosa di
simile. Oltre all’aspetto esteriore pulito e ordinato, era
come se da loro si irradiasse una luce interiore; parevano
circondati da un’aura luminosa. Mi proposero un colloquio
in cui mi avrebbero presentato la loro chiesa e la ragione
della loro missione, a cui stavano sacrificando due anni
della loro giovinezza.
Prima di loro, avevano bussato alla mia porta
esponenti di altre associazioni religiose, ma nessuno mi
aveva mai invogliato ad approfondire. Accettai l’invito
dei missionari, ma chiesi di poterci vedere in un vicino
giardino pubblico, ben sapendo che i miei genitori non
li
avrebbero accolti.
Venni a conoscenza della restaurazione della vera
Chiesa di Ges˘ Cristo tramite Joseph Smith, e del Libro di
Mormon. Non avevo mai sentito parlare di tali cose, ma mi
sembrarono subito argomenti familiari, come se li
conoscessi da sempre. I missionari avevano delle
difficolt‡ con la lingua italiana, ma i loro concetti
erano semplici e chiari. Fui colpito dalla loro
testimonianza sulle cose che mi avevano detto, e
aggiunsero che anch’io potevo avere una personale
testimonianza della verit‡ di tali cose. Mi diedero una
copia del Libro di Mormon e mi chiesero di leggerlo, con
un occhio particolare sulla visita di Ges˘ Cristo in
America e sulla promessa di Moroni. Vi furono altri
colloqui, durante i quali mi insegnarono a pregare
esternando i sentimenti che escono dal cuore. Poi fui
invitato a partecipare alle riunioni della Chiesa.
La prima domenica di agosto del 1976, una bellissima
giornata di sole, varcai timidamente il cancello della
cappella; subito i missionari mi vennero incontro
manifestandomi la loro gioia nel vedermi. Mi presentarono
alla sorella Teresa ROTONDO, il primo membro italiano
che
ho conosciuto. Lei mi spiegÚ il significato particolare
di quella domenica, che era di digiuno e testimonianza.

Nonostante la mia timidezza, mi sembrava stranamente di
essere a mio agio, come in un ambiente familiare.
Un mese dopo i missionari avevano programmato il mio
battesimo assieme alla famiglia Destefanis. Siccome ero
minorenne, era necessario il permesso dei miei genitori.
Gli anziani vennero a casa mia per chiedere
l’autorizzazione a mio padre, il quale rifiutÚ a causa
della sua avversione verso qualsiasi forma di
religiosit‡.   

Non potevo battezzarmi, ma continuavo ad incontrarmi con i
missionari, che pazientemente rispondevano alle mie molte
domande sul Vangelo restaurato. Per quasi 3 anni continuai
a frequentare regolarmente le riunioni ogni domenica
(allora si andava al mattino e al pomeriggio), ed andavo
anche al Seminario. Non potevo avere incarichi, ma mi
fortificavo nella conoscenza e nella testimonianza, e mi
liberai dei vizi e delle cattive abitudini. Vivevo come un
membro della Chiesa a tutti gli effetti.
Dopo il compimento del mio diciottesimo anno ero
diventato maggiorenne, e quindi potevo disporre
liberamente delle mie scelte. Al momento di compiere il
passo del battesimo perÚ, fui pervaso da una serie di
sentimenti che tendevano a frenare l’evento. Pensavo
che
era meglio aspettare fino a dopo aver sostenuto l’esame
di maturit‡, per essere libero da impegni e potermi dedicare
allo studio. Il mio insegnante di seminario mi prese
da
parte e mi convinse a farmi battezzare, portando
testimonianza che sarei stato sostenuto negli studi nel
modo migliore e sarei pure cresciuto spiritualmente.     

Il 17 febbraio 1979 fui dunque battezzato. Era un
sabato sera freddo e piovoso. La stanza della vasca
battesimale e quella per cambiarsi erano prive di
riscaldamento, e un’umidit‡ pesante sembrava permeare ogni
cosa. Non c’era proprio da stare allegri dentro quei
locali, e per di pi˘ inzuppati d’acqua. Dopo la
celebrazione dell’ordinanza, raggiunsi la stanza dove mi
attendevano i miei abiti asciutti. Lo Spirito mi avviluppÚ
completamente. Non solo non avvertivo pi˘ freddo, ma il
mio cuore pareva veramente bruciare e tutta la mia persona

era influenzata da un tepore purificatore e santificante.
Seppi con certezza che il passo compiuto era giusto ed

approvato dal Signore, e sentivo che i miei peccati erano
stati perdonati.
Quell’anno mi diplomai a pieni voti, e veramente
l’appartenenza alla Chiesa aveva fortificato il mio
aspetto emotivo in condizioni di stress. L’anno successivo
fui ordinato Anziano; dopo altri 4 ricevetti l’investitura
e contrassi il matrimonio celeste nel Tempio Svizzero. Ho
ricoperto svariati incarichi nella Chiesa, ma il lavoro
che pi˘ mi ha dato testimonianza ed entusiasmo Ë sempre
stato quello genealogico. Sono stato benedetto nel poter
risalire alla decima generazione in linea diretta, poi ho
svolto delle ricerche anche per fratelli americani ed
italiani.
Come usava dire un nostro Presidente di Missione, "Io so
che questa Ë l’opera del nostro Padre Celeste". Questa Ë
la mia testimonianza, nel nome di Ges˘ Cristo. Amen.

Marco GIOVARA

Elisabetta Macaluso

ciao mi chiamo Ellis ,
io sono nata nella chiesa cattolica e ho sempre seguito
gli insegnamenti
del catechismo seppur i nostri insegnanti non sembravano
convinti di ciÚ che
dicevano e ho sempre creduto in Dio nostro padre e suo
figlio Ges˘ Cristo
salvatore , redentore e giudice di noi tutti.
Ma purtroppo all’et‡ di 14 anni entrai in una (a mio
avviso normale) crisi e
molti dubbi mi assalirono, la mia fede fino ad allora era
puramente una fede
da abitudine la mia famiglia credeva perciÚ io la seguivo
ma successe che
questa ebbe bisogno di una testimonianza personale di Dio
e tutto quello che
avevo studiato.
All’et‡ di 15 anni era estate e frequentavo l’oratorio
estivo era ora della
preghiera pomeridiana e poi c’era il ghiacciolo come tutti
gli altri giorni
ma quel giorno avrebbe cambiato tutta la mia vita: al
Padre Nostro tutti si
presero per mano ma qualcosa mi spinse a non fare lo
stesso e feci un passo
indietro , quel giorno non feci la preghiera e il Don mi
riprese davanti a
tutti e disse :"se vuoi ti tolgo il battesimo anche
subito!".
Primo la cosa mi traumatizzÚ , non me lo aspettavo!
Secondo la mia situazione di crisi peggiorÚ
decisamente:diventai dapprima
agnostica anche se allaricerca di Dio e poi in seguito
atea !
La cosa peggiore era che non ero una di quelle persone
atee che lo dicono
per essere diversi ma non lo sono dentro io ero proprio
atea e la cosa era
assurda perchË le mie regole di vita erano i dieci
comandamenti escluso il
primo.

Gli anni passarono e la situazione non cambiava i miei
genitori (poverini)
non sapevano pi˘ cosa fare mi avevano portato da un sacco
di gente con un
sacco di fede ma non Ë servito a nulla, le mie idee non
cambiavano: Dio non
esiste!!
Dio non poteva esistere agli occhi di una ragazzina ferita
da un tramite
sbagliato:la mia parabola preferita era quella della
pecorella smarrita …
io mi sentivo cosÏ stavo aspettando che il mio pastore
venisse a prendermi
,invece il don mi cacciÚ!
Dio non avrebbe mai lasciato che succedesse, non il Dio
che mi avevano
insegnato ad amare quel Dio buono misericordioso che ama
tutti i suoi figli
allo stesso modo : incondizionatamente!
Se ciÚ era accaduto era la prova che non vi Ë nessuno Dio
nessuna potenza
superiore e che noi eravamo destinati a morire e basta!!
Non era giusto ed ero arrabbiata con tutti e con me stessa
ed ero agressiva
e fredda , tanto non c’era motivo di amare il prossimo!
Per ben 5 anni ci fu il nulla nella mia fede!
Mi dedicai ad altro :un gruppo musicale !cosÏ non ci penso
pi˘…
Estate 98 : concerto del mio gruppo preferito.
Il giorno dopo prendo il treno per andare al lavoro e
incontro Fanny, una
ragazzina di 12-13 anni, che si siede a fianco a me, si
mette le cuffie come
me e tira fuori un libro alto quasi 3 cm sul mio gruppo
preferito allora
senza pensarci improvvisamente mi metto a ridere come una
sciocca ….mi
fermai e paensai "ma che faccio? " e lei mi chiede
spiegazioni allora
cominciammo a chiacchierare e diventammo amiche.
Ma ci vedevamo poco io lavoravo e non pensavo ad altro
e lei andava a scuola
ed aiutava la madre al lavoro e dopo l’estate non ebbi
pi˘
tempo di stare
con lei ma verso la primavera lei mi chiamÚ e mi disse:"so
che ti piace
l’inglese e qui vicino ci sono dei missionari americani
che fanno dei corsi
ed Ë gratuito"e io dissi "no no c’Ë una trappola religiosa
non mi va!"e lei
non insistette!
Dopo un mese io la chiamai :avevo bisogno per il lavoro
di inglese cosÏ accompagnata da lei il venerdÏ successivo
andai al corso e conobbi i
missionari … "wow che belli" fu la prima cosa
che pensai.
Cominciai a frequentare 2 volte alla settimana il corso
d’inglese e loro con
mia grande sorpresa non accennarono mai alla loro
religione l’unica cosa
richiesta era una preghiera fatta da loro prima della
lezione durante la
quale mi assentavo ma per il resto nulla!
Dopo un po incuriosita cominciai a leggere il loro libro
e andai alla
Riunione Sacramentale e senti il mio petto scoppiare
durante un discorso mi
misi a piangere e scappai fuori i 2 missionari che allora
mi seguivano sono
attualmente i miei migliori amici e gli devo la vita, ogni
volta che mi
succedeva una cosa del genere loro mi stavano vicini come
amici non come
missionari.
Ero cinica e non volevo credere cercavo sempre qualcosa
di sbagliato ma loro
rispondevano alle mie domande sempre gentili e ciÚ che
dicevano era sempre
guisto.
Era cosÏ giusto che mi faceva paura!!!!
Una notte di fine novembre ebbi un sogno o una visione
in cui rivedevo tutte
le testimonianze avute fin dalla prima (il mio petto che
si gonfiava) e mi
sveglai convinta quella era la vera chiesa e dovevo
battezzarmi!
Il 9 Dicembre mi feci battezzare e pensai "ce l’ho fatta Ë
finita la mia
lotta!" ma non era cosÏ quello era solo l’inizio
…l’inizio della mia nuova
vita piena di lotte non pi˘ contro Dio anzi ora lui Ë mio
alleato e con lui
non posso perdere anche quando perdo.
Mi guardo indietro e capisco che tutto fin dall’oratorio
faceva parte di un
grande e superiore piano del nostro padre celeste e che
questo piano Ë per
noi per ritornare a lui.
Sono passati 9 mesi dal mio battesimo e ogni giorno
rinforzo la mia
testimonianza sfamando la mia fede con le scritture e la
preghiera e con
lettere del genere che alla fine servono di pi˘ a me che
al destinatario!
E questo ve lo lascio nel santissimo nome di Ges˘
Cristo.Amen.

Sister Elisabetta Macaluso

Francesco Lombardo

La mia storia comincia cosi’: fin da
bambino ho cominciato a pormi domande sul perche’ della
vita. 

Sono cresciuto con la chiesa
Cattolica ed i suoi insegnamenti. Ho servito come
chierichetto, ho letto molti libri sacri e mi sono fin da
allora interessato anche a "filosofie orientali". Un
giorno arrivarono a casa nostra i missionari, invitati da
mio padre.

Dopo un mese io e la mia famiglia
decidemmo di essere battezzati, poiche’ lo Spirito santo
aveva toccato i nostri cuori in maniera cosi’ forte che
ancora ne serbo il ricordo. Era il 1978 di novembre. Ho
servito nella chiesa in vari incarichi. Dopo dieci anni di
servizio ed una missione mancata persi la mia
testimonianza, anche perche’ non la rinforzavo come
dovuto. Non trovando una compagna nella chiesa mi
innamorai di una ragazza la quale rimase in cinta, dopo
varie vicissitudini ebbi  un "consiglio di disciplina" che
giustamente mi scomunico’. Questo avvenne nel 1991. Vagai
per un po’ alla ricerca dei piaceri della vita diventanto
tra la’altro anche "produttore discografico" e
contemporaneamente ero sempre piu’ affascinato dalla
filosofia orientale e cercai cosi’ di soffocare e lenire
le ferite della mia anima che reclamava il suo cibo, tanto
che ero quasi arrivato a prendere l’iniziazione da uno dei
loro maestri spirituali e mi stavo preparando per detto
scopo, ma allo stesso tempo il ricordo di Joseph Smith e
della verita’ restaurata erano sempre presenti nella mia
mente ( non avevo mai perso del tutto il contatto con la
chiesa e le sue attivita’).

Ero cosi’ tanto combattuto sul da
farsi che ad un certo punto dovevo scegliere come
procedere nella mia vita. Cosi’ decisi di pregare dopo
tanti anni che avevo abbandonato questa pratica sublime.

Ho dovuto pregare ed impegnarmi
nell’osservare le legi del Signore per un po’ di tempo
prima che arrivasse una risposta alle mie richieste da
parte dello Spirito santo che smi ha spinto a farmi
ribattezzare.

La mia ferma testimonianza e’ che
Joseph Smith e’ un profeta di Dio. Ognuno di noi puo’
ricevere questa stessa testimonianza tramite la preghiera.

il piano di salvezza e’ grandioso e’
fatto appositamente per il progresso eterno dell’uomo e si
realizza attraverso l’espiazione di Cristo. I mie
obbiettivi futuri sono

1 Trovare una brava sorella da
sposare per l’eternita 

2 Creare una radio per diffondere le
verita’ del Vangelo restaurato.

Francesco Lombardo

Mario Laudicina
Nel 2000 sono andato a vivere nelle isole Canarie. La
ho conosciuto due
missionari molto gentili e simpatici della Chiesa di
Gesu’ Cristo dei Santi
degli Ultimi Giorni. Questi missionari mi chiesero se
ero interessato ad
assistere al primo colloquio, si trattava di sei colloqui
che mi avrebbero
fatto i missionari per farmi conoscere la Chiesa, io
non ne avevo molta
voglia ma gli dissi comunque si. Nel primo colloquio
mi spiegarono la
restaurazione della vera Chiesa di Gesu’ Cristo, cosa
era il Libro di
Mormon, e molte altre cose anche perchè io facevo
molte domande. Loro mi
spiegarono cose molto interessanti che mi sembrava di
averle gia sentite ma
in realtà erano tutte cose nuove ed intriganti
infatti imparai che questa
Chiesa come nell’antichità, ha un profeta e dodici
apostoli chiamati da
Gesu’ Cristo stesso che li ordina per dirigere la Chiesa
e dare rivelazioni
per aiutare e guidare le persone che li ascoltano. In
quei giorni leggevo il
Libro di Mormon che loro mi avevano regalato e mentre
leggevo la storia
delle grandi guerre di questi antichi imperi americani,
e leggevo quelle
dolci, chiare e purissime parole, sentivo in qualche
modo che era tutto vero
e mi risultava tutto molto chiaro. Mi dissero che per
sapere se il Libro di
Mormon è vero basta pregare a Dio in nome di Gesu’
Cristo in modo che lo
Spirito Santo dia la testimonianza che il Libro di Mormon è vero
(Moroni 10
: 3,4,5). Ovviamente se io avessi scoperto che il Libro
di Mormon era stato
veramente scritto nell’antichità da profeti di
Dio, avrei anche capito che
questo Libro è tanto veritiero quanto la Bibbia
e di conseguenza che la
Chiesa di Gesu’ Cristo è la vera Chiesa di Dio.
Così i missionari mi
esposero i sei colloqui ma io non avevo ancora una risposta
sul Libro di
Mormon. Quindi quando ero solo decisi di fare una preghiera
proprio come
dice quel Libro: con cuore sincero, con intento reale
e avendo fede in
Cristo. Mentre iniziai a pregare un forte vento si abbattè su
una finestra
causando molto rumore e facendomi sentire una strana
sensazione di paura.
Quando ebbi finito la preghiera andai a dormire e la
mattina dopo quando mi
svegliai vidi sulla mia comodina il Libro di Mormon che
avevo letto la notte
prima. Appena vedi quel libro mi venne in mente: "Cosa
devo fare riguardo a
questo? Che dirò ai missionari ?" In quel
momento un particolare uccello di
razza africana che era nelle vicinanze salto sul libro
e beccò sulla parola
Mormon sulla copertina del libro e questo uccello stette
sul libro un po di
tempo e mi guardava come per vedere se avevo capito il
concetto. Dopo
passarono un po di giorni e mentre io ricordavo la singolarità dell’accaduto,
sempre di piu’ capivo che non si trattava di una coincidenza
intanto continuavo approfondendo la dottrina della Chiesa.
Ad un certo punto
sentivo con un grande potere che se non avessi fatto
caso al suggerimento
che appresi quando quell’uccello saltò sul Libro,
avrei perso la cosà piu’
grande e importante della mia vita. Quindi decisi di
battezzarmi. Quando
entrai nell’acqua era gelida, eravamo nelle Canarie ma
comunque era Gennaio
e c’era molto freddo. Era mio fratello con me per battezzarmi
e quando
iniziò a pronunciare le parole di questa ordinanza,
l’acqua miracolosamente
e nettamente divenne tiepida e quando mi immerse sentii
una sensazione
paradisiaca come un qualcosa di estremamente calido e
piacevole che mi
saltava dentro dall’esterno. Purtroppo appena uscii dall’acqua
quella
piacevole sensazione finì come quando ci si risveglia
da un meraviglioso
sogno. Ma in questo caso avevo promesso al Signore che
avrei rispettato i
suoi comandamenti e così ricevere moltissime e
grandi ricompense quindi il
meraviglioso sogno continua ancora oggi. Dopo mi conferirono
lo Spirito
Santo confermandomi membro della Chiesa di Gesu’ Cristo
dei Santi degli
Ultimi Giorni con la imposizione delle mani, ordinanza
che insegnò Gesu’ ed è
praticata solo da questa religione e da quando ebbi ricevuto
lo Spirito
Santo iniziai ad intendere tutte le scritture ed i libri
canonici della
Chiesa come non avevo mai capito. Da quel momento ho
come una voce che mi
sussurra all’orecchio il significato di ogni principio
del Vangelo. Da quel
giorno la mia testimonianza che la Chiesa di Gesu’ Cristo
dei Santi degli
Ultimi Giorni è l’unica chiesa vera è cresciuta
di giorno in giorno,
attraverso moltissime rivelazioni, miracoli e studio
delle scritture. Da
quando sono membro di questa Chiesa ho visto e sentito
le cose piu’ grandi,
pure e meravigliose. Questa è la mia testimonianza
nel nome di Gesu’ Cristo
Amen.

Roberto

Sono alla ricerca della Verità da
sempre, è per me come l’atto stesso della respirazione,
senza d’essa non vi è vita. Questo bisogno e desiderio
continuo hanno prodotto in me degli stati d’animo che
potrei definire come il tormento e l’estasi, fino ad
ora soprattutto il primo, in futuro spero il secondo.
Sono cresciuto in una "normale" famiglia italiana
pertanto educato come Cattolico (lo zio paterno e due
prozii erano preti). La storia biblica mi piaque gia
da bambino, soprattutto la parte patriarcale, e ne ho
sempre serbato un buon ricordo. Questo mi fà pensare,
ora che sono padre, a quanto siano importanti i buoni
insegnamenti impartiti durante l’infanzia, come anche
comandato dal Signore.

Durante l’adolescenza sono cominciati i miei guai:
seri problemi familiari legati soprattutto allo stato
depressivo cronico di mia madre e all’atteggiamento rude
di mio padre, uniti ad un forte senso di disagio per
la nostra società mi hanno indotto alla ribellione.
Privo di una guida e di un aiuto ho iniziato a percorrere
molte strade senza mai trovare una Via che valesse la
pena di essere battuta e che desse pace e appagamento
alla mia anima. Mi sono toccati anche momenti di grande
sconforto per la mia situazione da cui non vedevo via
d’uscita e una rabbia forte si è impossessata
di me portandomi verso l’autodistruzione tramite l’alcool
e poi le droghe. Ciò che mi ha salvato dall’abisso
sono una piccola fiammella che è sempre rimasta
accesa, lo studio che comunque sempre praticavo e la
ricerca che mi ha sempre accompagnato. Quindi, dopo essere
stato, fino all’età di 13 anni, un bravo ragazzo,
studioso ed educato, sono diventato ribelle, anticonformista,
senza Dio, perso, rabbioso ed auto distruttivo fin quasi
all’estremo grado. In seguito mi sono rinsavito e ho
ricominciato a pensare un pò in positivo ed ho
riscoperto la parola di Dio e l’amore per sè stessi
nonostante tutto.

Di quel periodo ricordo che nonostante il mio impegno
non riuscivo a comprendere appieno la grandiosità dei
disegni di Dio fin quando, all’età di 23 anni,
ho cominciato a studiare la Bibbia con i Testimoni di
Geova. Devo dire che questa esperienza durata circa 1
anno mi ha permesso di capire tante cose sulla veridicità delle
Scritture, sul fondamento storico delle stesse, il senso
della vita ecc. Ma mi mancava qualcosa: la certezza della
Verità. In particolare non ho trovato risposte
soddisfacenti alle seguenti domande: Dov’è la
rivelazione da Dio? Dov’è l’autorità sacerdotale
conferita da Dio? Dove sono i Profeti e gli Apostoli?
Dove sono i doni dello Spirito Santo? Negli ultimi dieci
anni mi sono sposato con Daniela una donna stupenda che
mi ama profondamente e che mi ha dato la gioia di quattro
bellissimi figli: Dana, Natan, Etan ed Eman. Ho continuato
a cercare la vera Chiesa di Dio ma nella Babele delle
confessioni non la trovavo.Questa ricerca l’ho vissuta
intimamente e per lungo tempo. Ho dovuto farla da solo
e a modo mio. C’è voluto tempo e sofferenza, ma
ciò che conta è che alla fine questo bisogno
o desiderio è stato soddisfatto pienamente.

Circa due anni fà, navigando in internet in
cerca di informazioni sulle Chiese, tramite Yahoo sono
approdato al bellissimo sito di Massimo Franceschini
("La Bibbia e il Libro di Mormon"), il cui
contenuto mi ha subito colpito. E’ stato amore a prima
vista! Mi sono sentito come quando uno si perde in un
deserto e trova ad un tratto l’oasi. La Verità è un
refrigerio per l’anima e come è scritto " ..ma
chi beve l’acqua che io gli darò, nom avrà mai
più sete; anzi, l’acqua che io gli darò,
diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce
in vita eterna."(Giovanni 4:14) Tra i tanti articoli
interessanti del sito, ricordo quelli sulla successione
apostolica e quindi l’autorità sacerdotale, il
simbolismo, l’arca dell’alleanza e il sacrificio espiatorio,
luce e verità e tanti altri. Man mano che scoprivo
il contenuto del sito si andava formando in me la convinzione
che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi
Giorni fosse la vera Chiesa. Molte domande avevano una
risposta e vedevo molta conoscenza che, rapportata con
la mia, mi convinceva sempre di più.

Verso la fine di luglio mi sono quindi deciso a telefonare
alla sede della Missione di Milano perchè volevo
approfondire direttamente la veridicità del Libro
di Mormon e parlare con dei membri della chiesa. Prima
di fare ciò ne ho parlato con mia moglie per sapere
cosa ne pensasse, sapendo che lei ha dei problemi ad
integrarsi con gli altri e che se io avessi trovato ciò che
cercavo avrei voluto andare avanti. Ringrazio mia moglie
per l’amore infinito che mi ha sempre dimostrato e che
ancora una volta le ha permesso di superare i suoi timori
ed ora nutro una profonda speranza che anche lei si possa
avvicinare alla Chiesa. Qualche giorno dopo ho ricevuto
la visita dei missionari: Anziano Adam J.Moon ed Anziano
Danner Banks e del fratello Giuseppe Locatelli che li
ha accompagnati in macchina, visto che abito un pò fuori
mano. Ho approfittato del mese di ferie per tuffarmi
anima e corpo nello studio del Libro di Mormon. Sono
seguite le visite ed i colloqui. Il contatto con la comunità locale
mi ha permesso di verificare di persona se ciò che
stavo imparando era vero: i missionari mi hanno spronato
a frequentare le riunioni e sono contento di averlo fatto
subito perchè sono stato accolto calorosamente
da tutti e stò continuando ad imparare tantissimo.

Alcuni degli aspetti principali della dottrina della
Chiesa che mi hanno attratto ad essa che sono:

Solo questa Chiesa fonda la sua essenza stessa sullo
spirito di rivelazione e profezia, come dovrebbe essere,
visto che Dio è un Dio che si è sempre
rivelato nel corso dei secoli, tramite i profeti e quindi
non vedo perchè non debba farlo negli ultimi giorni
e per sempre. Come dicono le scritture:"Poiché non
leggiamo che Dio è lo stesso ieri, oggi e in eterno,
e che in Lui non v’è mutevolezza né ombra
di cambiamento?"(Mormon 9:9)

Dopo l’annunciata apostasia, la restaurazione predetta è stata
attuata, appunto, tramite il Suo potere di rivelazione
e profezia.

E’ necessario avere la guida dello Spirito Santo e
non degli uomini, per fare la volontà di Dio e
conoscere Dio.

Il sacerdozio, come potere di Dio, è dato da
Dio agli uomini, per fare la Sua volontà.

Il piano di salvezza, l’esaltazione e altro ancora;
tutto questo alla luce delle scritture, quindi compatibile
e verificabile, soprattutto sentibile. Quando lo Spirito
parla allo spirito non ci sono dubbi.

Il mio battesimo è stato celebrato il 13 settembre
2003 dall’Anziano Justin D. Bingham, presso la sede del
Ramo di Bergamo, sita in via Filippo Corridoni, 97.

Oggi, all’età di 35 anni, posso dire che FINALMENTE,
dopo tanto tempo, tanta sofferenza, tanto andare a tastoni,
SO qual’è la vera via da percorrere per dare senso
all’esistenza. SO che il Libro di Mormon è vero.
SO che la Chiesa è la vera Chiesa di Dio e ringrazio
Dio Padre e il Signore Gesù Cristo, nostro Redentore,
per il loro grande AMORE e per essersi rivelati nuovamente
all’uomo, tramite il Profeta Joseph Smith.

Mi sono battezzato e desidero andare avanti a servire
Dio. Prego il Padre Nostro, nel nome del Figlio Gesù Cristo
di darmi la forza per perseverare fino alla fine. La
mia ricerca non è finita. Ringrazio Dio per la
possibilità che mi ha dato di entrare a far parte
del suo gregge. Ora sono felice e la mia gioia sarà completa
quando la mia famiglia mi seguirà. Ora conosco
la verità e voglio progredire nella conoscenza
e nell’amore dell’Unico e Vero Dio, il Vivente. Grazie
mio Dio e mio Signore. Amen.

Roberto Meloni
Bergamo, novembre 2003

Mario Vaira
Cari fratelli e sorelle
Oggi vorrei raccontarvi la storia della mia conversione
e di quella di Rosa
mia moglie che è avvenuta contemporaneamente.
Ho lavorato per molti anni a Milano, ma dal 1961 al
71 ero occupato presso una
grande industria milanese la cui sede era a poche centinaia
di metri dalla
prima cappella aperta dalla Chiesa in quella città.
Ed ogni giorno, per tutti
gli anni in cui la cappella era aperta, sono passato
in quei pressi senza mai
incontrare i missionari, né essi sono mai arrivati
a suonare alla nostra porta,
che era sempre nella stessa zona poco distante, forse
perché il custode dello
stabile impediva loro l’accesso ai numeri interni. Da
qualche tempo ero tuttavia pressato da una proposta di
lavoro che ci avrebbe
riportato a Genova. Non ero particolarmente interessato
perché il lavoro che
conducevo mi piaceva ed era ben retribuito, ma le mie
origini genovesi mi
suggerivano, dopo tanti anni trascorsi lontano dalla
mia città, di tornarvi
prima o poi. Ad un certo punto, proprio nel 71, vi fu
una accelerazione e Rosa
ed io decidemmo di accettare la proposta genovese.Ci
trasferimmo quindi a Genova ed io iniziai il nuovo incarico
di lavoro. Ma
le cose non andarono bene e dopo poco più di un
anno ci rendemmo conto che non
potevamo continuare, dovevamo prendere una decisione.Un
mattino, dopo l’orario di lavoro, tornai a casa per il
pranzo e trovai Rosa
sul pianerottolo di casa che parlava con due giovani
americani. Avevano una
targhetta all’altezza del taschino con i loro nomi: Young
e Frustaci. Rosa mi
chiese se avrebbero potuto tornare per parlarci un poco
ed io acconsentii
subito. Non ne capivo il motivo, ma la cosa mi interessava,
sentivo una buona
disposizione d’animo.Tornarono presto e ci dissero cosa
rappresentavano, ci parlarono della
restaurazione della Chiesa primitiva di Gesù Cristo,
di Joseph Smith il
Profeta, della grande apostasia. della parola di saggezza,
della decima, e di
molto altro. Tutto questo nel corso di tre incontri serali.
Sapete, allora non
vi erano i colloqui guidati ed i missionari parlavano
liberamente, guidati
dallo spirito ed ispirati anche dalle domande rivolte
loro da chi li ospitava.
(Oggi siamo tornati ad un analogo metodo di approccio
missionario.)
Andammo avanti, noi nella speranza di convertirli al
cattolicesimo, visto che
eravamo due cattolici attivi a praticanti, loro perché sentivano,
come poi ciè stato detto,
di aver trovato una famiglia d’oro. Ogni domenica mattina
andavamo nella cappella di Genova della Chiesa di Gesù Cristo
e partecipavamo
a tutte le riunioni con interesse crescente, al pomeriggio
andavamo a Messa
nella nostra Parrocchia. Leggevamo le scritture che i
missionari ci suggerivano
e ci preparavamo le domande da porre loro all’incontro
successivo. Volevamo
convincerli che la loro interpretazione scritturale non
era corretta, ma
vincevano sempre loro. Nel frattempo l’anziano Young
era tornato a casa per la
fine della sua missione ed era stato sostituito dall’anziano
Fred Hoopes, un
verdino appena arrivato sul campo. Lui e Frustaci ci
erano e ci sono tuttora
molto cari.Tutto cominciò con la parola di saggezza.
Io e Rosa fumavamo abbastanza ed un
buon bicchiere di vino, imbottigliato in casa, non ci
dispiaceva a pranzo ed a
cena. Ma una sera ci fu la decisione. Avevo fatto molti
tentativi di ridurre il
fumo senza mai riuscirvi, ma quella sera lo spirito era
così forte e la
convinzione così sicura che la decisione fu presa:
non avremmo più fumato né bevuto alcolici o caffè.
Questo fu il primo passo e la decisione fu
irrevocabile. Da quella sera lasciammo per sempre quelle
cose.
Fu una decisione di estrema importanza mentre continuavamo
a frequentare la
Chiesa, a ricevere insegnamenti, a discutere con i missionari,
perché lo
spirito prese il sopravvento. Ormai avevamo rinunciato
al progetto di
convertire i missionari, ma lottavamo con noi stessi,
assillati da un serio
dilemma: se avessimo lasciato il cattolicesimo e ci fossimo
battezzati nella
Chiesa dei Mormoni avremmo dovuto considerarci degli
apostati?Fu così che iniziammo ricerche parallele
per mettere alla prova quanto avevamo
conosciuto nelle ultime settimane, confrontandolo con
quanto avevamo saputo da
sempre, ma ciò sotto una nuova luce, una spinta
spirituale, un potere di
discernimento che si faceva strada in noi.
Il primo approccio fu con il nostro parroco che vedevamo
sempre fare ottimi
sermoni dal pulpito. Ci fermammo in Chiesa una festività e
al termine delle
funzioni gli aprimmo il nostro cuore: parlammo della
Chiesa, del Profeta Joseph
Smith, della restaurazione della Chiesa primitiva, della
nostra ricerca per
fugare i dubbi che erano sorti in noi dopo aver ascoltato
i missionari ed aver
approfondito scritture antiche e moderne, gli parlammo
del Libro di Mormon e
della rivelazione continua. Egli ci ascoltava con interesse
ma la sua
attenzione si concentrò sulla parola di saggezza
ed il suo intervento, dopo
alcune domande che ci pose, fu: "Figlioli cari,
la vita è già tanto difficile,
perché volete privarvi delle piccole gioie che
possono dare un caffè, una
sigaretta, un buon bicchiere?" Cercavamo una risposta
spirituale e illuminata
dallo Spirito Santo, non ricevemmo nulla, solo osservazioni
banali.Ci recammo allora a Milano per parlare con il
vice parroco della Chiesa
Cattolica che avevamo frequentato. Era un prete giovane,
sulla trentina. Ci
ascoltò attentamente, ci pose delle domande che
denotavano un grande interesse.
Non sapeva nulla della Chiesa. Alla fine ci disse: "Fratelli,
se lo spirito vi
suggerisce di seguire questa religione e vi sentite felici
di seguirla, fatelo.
Il Signore vi benedirà"
Un prete illuminato dallo spirito e molto saggio.Ci
recammo poi nella principale biblioteca pubblica di
Genova e
cercammo libri
sul mormonismo e su Joseph Smith. Trovammo alcuni libri
di natura storica ed
altri che tracciavano biografie di alcuni Santi, fra
i quali Joseph Smith e
Brigham Young. Alcuni erano molto critici e tacciavano
Joseph di stregoneria,
di occultismo, di fare sfoggio di capacità magiche,
di essersi presentato come
rabdomante e di aver truffato molte persone. Un libro
esponeva le traversie dei
Santi a causa delle persecuzioni e della loro emigrazione
all’ovest. Tutti
parlavano molto severamente del matrimonio plurimo definendo
la Chiesa come una
setta costituita da persone strane e poco credibili.Ci
recammo in una grossa libreria ed acquistammo due libri
interessanti: "La
religione e le religioni" (Una panoramica su tutte
le confessioni religiose
esistenti nel mondo, ma molto superficiale), il secondo
era "La storia della
Chiesa" (Cattolica) scritta da due teologi dell’Università di
Torino con
l’imprimatur del Vaticano. Un libro storico ufficiale.
Ci dedicammo alla lettura e scoprimmo, pagina dopo pagina,
che la storia della
Chiesa Cattolica era esattamente la storia dell’apostasia.
Una relazione fredda
e circostanziata di avvenimenti terribili, di decisioni
gravissime, di azioni
nefaste, di uccisioni premeditate, di compravendita di
poltrone vescovili, di
sopraffazioni a non finire, di decisioni di natura religiosa
prese da principi
e duchi. Alcune volte i due storici avevano troncato
la loro relazione storica
con la frase "Stendiamo un velo pietoso su quanto
accadde………….." La
descrizione di certi Concili Vaticani lascia esterrefatti
e analogamente le
decisioni prese durante quei Concili.
Il nostro terrore di cadere in apostasia lasciando la
Chiesa Cattolica si
dissolse istantaneamente.

Pregammo molto, specialmente Rosa, che pianse calde
lacrime. Nel rattempo
avevamo continuato gli incontri con i missionari e con
i membri della Chiesa e
la frequenza domenicale. La luce si faceva strada rogressivamente.
Ma a questo
punto io mi ammalai piuttosto seriamente, il medico curante
diagnosticò una
appendicite che richiedeva l’intervento chirurgico. Seguì il
ricovero in
clinica e la preparazione. Ma prima di esso i missionari
mi conferirono una
benedizione del Santo Sacerdozio ungendo il mio capo
con l’olio consacrato.L’intervento denunciò una
situazione grave, non era appendicite ma morbo di
Krone, una malattia che richiede asportazioni di tratti
intestinali e che
facilmente conduce alla morte in un tempo non molto lungo.
Il chirurgo era
inviperito perché non era assolutamente preparato
ad una siffatta situazione.
Infatti non fece altro che ispezionare, attraverso l’incisione,
i tratti
intestinali che gli fu possibile estrarre, poi richiuse
lasciando una sonda.
Affrontò Rosa come se fosse stata responsabile
della situazione (io dormivo
beatamente per l’anestesia) e si propose di rimandarmi
a casa al più presto.
Per questo nei giorni successivi inserì, attraverso
la sonda, massicce dosi di
antibiotici per eliminare l’infezione e i granulomi che
aveva constatato
esistere. Era il mese di Agosto ed i missionari ogni
giorno percorrevano la
lunga strada in salita per venire a trovarmi, sempre
con la giacca che allora
non poteva essere tolta. Erano ammirevoli anche se il
mio umore li scoraggiava
non poco. Ma essi erano sempre lì ogni giorno,
sudati e fiduciosi.Con il ritorno a casa iniziammo le
visite mediche presso specialisti di
gastroenterologia per trovare soluzioni al mio problema.
Le risposte erano più o
meno, di fronte alla diagnosi del chirurgo, queste: ""Deve
stare tranquillo,
non lavorare, non allontanarsi dalla città, non
affaticarsi, tornare fra
qualche settimana per una nuova visita" La situazione
era chiara, di grave
pericolo, anche se inespressa. Tuttavia il mio tono fisico
era buono e
migliorava progressivamente.L’8 Settembre fu il giorno
del nostro battesimo. Un giorno di gioia, una grande
esperienza spirituale, con i nostri missionari e con
il calore di tutti i
membri della Chiesa di Genova. Il dono dello Spirito
Santo. ‘abbandono
definitivo di ogni dubbio, di ogni ritrosia. La nostra
via verso la vita terna
era iniziata.Giorni dopo, il nostro medico decise di
fare un controllo radiografico da un
ottimo radiologo. L’appuntamento era per un venerdì mattina.
Mi recai nello
studio ed il radiologo, con la documentazione del mio
caso a disposizione,
iniziò la sua opera.
Mi trattenne tutta la mattinata chiamandomi ripetutamente.
A mezzogiorno mi
mandò a pranzo ma mi pregò di tornare.
Nel pomeriggio continuò a radiografarmi
alternando periodi di sosta, di passeggio all’esterno,
e di nuove adiografie.
A sera mi disse che mi avrebbe consegnato il suo referto
il Lunedì successivo.
Il Lunedì trovai tutto pronto con una lettera
per il mio medico. Il radiologo
mi spiegò che le numerose radiografie fatte non
rivelavano alcun male e che
egli continuava a studiare il caso alla luce del referto
del chirurgo, e così continuava la ricerca per capire. Mi aveva poi rimandato
al Lunedì successivo
perché il Sabato avrebbe incontrato dei colleghi
radiologi e gastroenterologi
ai quali intendeva sottoporre il mio caso. Il Lunedì mi
disse che anch’essi non
riuscivano a spiegarsi cosa fosse accaduto e che si poteva
pensare soltanto ad
un chirurgo ubriaco o ad un miracolo.Io sorrisi alle
parole del radiologo, perché mi
resi improvvisamente conto che
il Signore aveva voluto guarirmi in modo miracoloso.
Poi Rosa ed io collegammo
ogni cosa. Il non aver mai incontrato i missionari a
Milano, l’esserci
trasferiti a Genova per un lavoro che era andato male
e che poi ci costrinse,
un mese dopo il nostro battesimo, a tornare in Lombardia,
i missionari che
bussarono alla nostra porta a Genova, la nostra conversione
travagliata, la
nostra gioia per aver cambiato completamente la nostra
vita, la nostra
gratitudine al Signore per averci scelto e chiamato,
la nostra crescita
spirituale. Tutto ci portava ad una testimonianza di
grande ricchezza, a
decisioni definitive, ad una luce splendida.Luce che
dopo molti anni continua a splendere con sempre maggiore
intensità.
Mario e Rosa Vaira

8 Settembre 2003
30mo anniversario del nostro Battesimo nella Chiesa
di Gesù Cristo dei Santi
degli Ultimi giorni
 
 
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