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STORIA DELLA MIA CONVERSIONE

PREMESSA

Prima o poi tutti, nel cammino della nostra vita, arriviamo
ad un punto in
cui dobbiamo decidere di brillare di luce propria, e
non di luce presa in
prestito. Il mio scopo, nello scrivere la storia della
mia conversione, e’
quello di far nascere, soprattutto nei miei figli, e
poi in chiunque altro
lo vorra’, il desiderio di ottenere quella luce da se
stessi , in modo che
quando l’oscurita’ del dubbio e dell’incertezza li assalira’,
non ne saranno
spaventati, perche’le loro lampade saranno accese e avranno
anche dell’olio
di riserva. O anche, quando le inondazioni e i venti
si abbatterranno su di
loro, non saranno scossi, perche’ avranno edificato la
loro vita sulla
Roccia Sicura, che e’ Gesu’ Cristo.

LA MIA CONVERSIONE.

Era un pomeriggio del mese di febbraio del 1967 e avevo
vent’anni. Mi
trovavo al mio ultimo anno delle Scuole Medie Superiori
e con una mia
compagna di scuola stavo studiando per prepararmi agli
esami di Stato.
Qualcuno busso’ alla porta di casa. Mia sorella Lina
apri’..ma non capi’ di
chi si trattasse…poi mia madre mi chiamo’, e nel suo
stretto dialetto
tarantino mi disse "Silvana, vieni un po’ qui..ci
sono due giovani che
parlano in un modo strano e non riesco a capirli.."Alla
porta trovai due
giovani, dall’aspetto molto pulito e con abito e cravatta.
In un italiano
molto "stropicciato" mi chiesero se avessi
mai sentito parlare dei pionieri
mormoni. Risposi di no. Quando mi chiesero se fossi interesssata
a saperne
di piu’, nonostante i miei impegni di studio, accettai
e li feci accomodare.
Le etichette sulle loro giacche leggevano rispettivamente "Anziano
Lynn
Barney" e "Anziano Jim Maybury". Anziani?
Perche’ mai delle persone cosi’
giovani dovevano definirsi "anziani"? Venni
a sapere in seguito che la
parola anziano indicava un ordine del sacerdozio, e che
il primo anziano
proveniva da Salt Lake City, Utah, e il secondo da Ogden,
Utah.
Oggi non ricordo esattamente quali furono le cose che
essi mi dissero
riguardo i "pionieri" mormoni, ma venni a sapere
che erano missionari della
Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Mi parlarono di un
certo Joseph Smith, che nel 1830 aveva restaurato la
vera Chiesa, e che
avevano un Profeta vivente che guidava la loro Chiesa.
Mi lasciarono diversi
opuscoli e mi chiesero se potevano ripasssare un’altro
giorno. Risposi di
si’…e
fu cosi’ che comincio’ la mia ricerca della Verita’.
Ero nata cattolica perche’ i miei genitori erano cattolici,
e avevo
frequentato occasionalmente il "catechismo" nella
Chiesa Cattolica. I miei
genitori non erano molto religiosi e non frequentavano
regolarmente le
funzioni religiose. Mi ricordo di essere andata con loro
in Chiesa solo in
occasioni speciali, come per esempio la Domenica delle
Palme, Pasqua,
Natale. Altre domeniche, Dora, una mia cugina cattolica
fervente, mi aveva
portato con lei in Chiesa, quando avevo forse dieci o
dodici anni…In tutte
quelle occasioni, anche se mostravo una certa riverenza
per le cose sacre,
avevo l’impressione che tutto fosse troppo velato di
misteri, tutto sembrava
come offuscato, troppo sacro da essere discusso…Sentivo
come se la mia
mente fosse sottoposta ad un blocco perche’non mi era
permesso di spaziare
nei misteri e nella conoscenza divina. Tutto doveva essere
accettato come un
mistero. La mia sete di conoscenza interiore, anche se
mai apertamente
manifestata, cominciava a pesarmi. Dicevo a me stessa
che se Dio ci aveva
dotato di una certa intelligenza, doveva pure darci le
occcasioni e le
possibilita’ di usarla e di svilupparla. Sentivo la religione
Cattolica come
una religione "chiusa", priva di possibilita’
di espandarsi, di allargarsi.
Quando i missionari cominciarono ad espormi il Vangelo,
la mia mente
comincio’ ad aprirsi e la mia conoscenza delle cose di
Dio ad allargarsi.
Gradualmente tutti i dubbi e le domande che avevo accumulto
durante gli anni
nella mia mente e nel mio cuore comincavano ad avere
delle risposte. Ogni
insegnamento che ricevevo dai missionari era come un
pezzo di mosaico che
trovava posto nella formazione di un quadro bellissimo
e meraviglioso. Tutto
quello che essi mi insegnavano aveva senso e appagava
la mia ragione e il
mio cuore, anche se non ero pronta a volerlo ammettere.
C’erano sempre delle
paure e delle esitazioni, legate al cambiamento, al dover
lasciare la
"
strada vecchia per la nuova", il timore di sbagliare,
il dover rinnegare le
tradizioni dei miei padri per seguire un Dio "straniero".
Per essere certa
di non sbagliare, al mio studio personale della Bibbia
volli aggiungere
informazioni tratte da enciclopedie varie, in modo da
poter confrontarle con
il messaggio dei missionari. Ogni volta che il tempo
me lo permetteva (nel
frattempo avevo completato e superato gli esami di stato),
mi recavo alla
Biblioteca Comunale della mia citta’. Consultai libri
ed enciclopedie
varie….Tranne qualche articolo piu’ o meno obiettivo
sulla "setta" mormone
(cosi’ come veniva definita), scoprii tante cose che
cominciarono a turbarmi
fortemente, prima fra tutte la legge della poligamia.
I fondatori inoltre
venivano definiti dei truffatori, assassini, gente assetata
di ricchezze
(siccome si dirigevano verso l’ovest, venivano identificati
tra i famosi
ricercatori d’oro) eccetera eccetera.
Nonostante quanto appreso, e nonostante il mio profondo
turbamento,
qualcosa mi spingeva a continuare ad indagare. I missionari
portavano con
loro uno Spirito molto dolce, e stavano sacrificando
due anni della loro
vita al servizio del Signore per poter diffondere il
messaggio della
Restaurazione. Certamente non potevano essere degli impostori,
e poi mi
stavano aiutando immensamente a capire il Vangelo e sentivo
che il seme che
avevano seminato nel mio cuore cominciava a gonfiare
(Luca 8:11). Quando
arrivarono a spiegarmi il piano di salvezza, l’origine,
lo scopo ed il
destino dell’uomo, mi sentii, a dire poco, portata al
settimo cielo. Quello
che loro mi raccontavano sembrava troppo bello per essere
vero. Era come
vivere un bel sogno, era come una bella favola che soddisfaceva
il mio
intelletto e dava un senso di pace e di gioia al mio
cuore. A scuola non
riuscivo a contenermi dal condividere la mia gioia e
la mia conoscenza con
le mie altre compagne di scuola. Ricordo un giorno in
particolare, quando
formai un gruppetto di ragazze intorno a me, e, senza
curarmi di quella che
poteva essere la reazione dell’insegnante, con grande
impeto ed entusiasmo
raccontai loro quello che i missionari mi avevano insegnato,
e cioe’ che
tutti noi eravano all’inizio delle intelligenze, e che
Dio era letteralmente
il Padre dei nostri spiriti, perche’ci aveva creato spiritualmente
prima di
venire fisicamente sulla terra…
Anche se a scuola mostravo un grande entusiasmo e un’immensa
gioia per le
nuove verita’, quando ero a casa e i missionari venivano
a visitarmi, li
assalivo sempre con dubbi e domande di varia natura.
Era come se volessi
sempre metterli alla prova…volevo vedere se avevano
veramente una risposta
a tutte le mie domande, e poi volevo essere veramente
sicura al mille per
mille che stessi facendo la cosa giusta, anche se sentivo
che il mio cuore e
la mia mente lo sapevano gia’.
Quando i missionari mi presentarono il Libro di Mormon
e mi invitarono a
leggerlo, dissi che avrei dovuto leggere prima la Bibbia
(tutta), sia il
Vecchio che il Nuovo Testamento e poi il Libro di Mormon,
per poter
confrontare il contenuto. Ben presto pero’ dovetti rinunciare
al mio
programma, perche’ mi resi conto che quella sarebbe stata
un’impresa enorme.
Il Vecchio Testamento, soprattutto, vedevo che non mi
serviva molto. Dovetti
convenire che il libro, anche se conteneva molte profezie
ancora da
avverarsi, conteneva pure una legge che era stata adempiuta
con la venuta di
Cristo. Decisi quindi di concentrare la mia lettura ed
i miei sforzi sul
Nuovo Testamento. Leggevo e ogni volta che avevo una
domanda, prendevo
appunti. Quando i missionari venivano a trovarmi, avevo
sempre una lista di
domande pronta per loro. Ancora oggi ammiro la pazienza
di quei missionari,
la loro preparazione, la loro onesta’ e bonta’ nei miei
confronti…Quando
non avevano una risposta alle mie domande, mi promettevano
che avrebbero
studiato e che mi avrebbero dato una risposta la prossima
volta…E cosi’ fu
che continuarono i nostri incontri.
A scuola avevo un professore di religione cattolica relativamente
giovane e
di mente molto aperta. Quando accennai al fatto che stavo
studiando la
religione mormone e gli chiesi che cosa ne pensasse,
mi rispose "Non e’
importante a che religione una persona appartiene, l’importante
e’ avere un
credo e una fede". La sua risposta, anche se da
un lato mi sollevo’, perche’
non avrei dovuto piu’preoccuparmi eccessivamente se avessi
deciso di
abbandonare la religione cattolica, dall’altro mi deluse
un po’. Forse mi
aspettavo che mi dicesse "So con certezza che la
Chiesa Cattolica e’ la Vera
Chiesa"…o qualcosa del genere…che avesse insomma
una fermezza nella
verita’ della religione che lui professava, cosi’ come
i missionari mormoni
erano stati fermi nel dichiarare che la Chiesa di Gesu’
Cristo era stata
restaurata e che era la sola e vera Chiesa sulla Terra
in quel momento.
D’altra
parte, non credevo a quanto il mio insegnante mi avesse
detto, perche’ la
Bibbila insegnava chiaramente che "Vi e’ un solo
Signore, una sola fede, un
solo battesimo" (Efesini 4:5).
Dopo qualche giorno decisi di andare a trovare il sacerdote
della mia
Parrocchia, la Chiesa di Sant’Antonio, in Via Regina
Elena. Avevo una
conoscenza molto vaga del parroco, Don Antonio. Sapevo
solo che era era un
tipo molto coinvolto nelle attivita’ sportive e sociali
dei giovani, e nella
mia ingenuita’, avevo sperato e desiderato che lui leggesse
il libro con
"
cuore sincero ed intento reale" e decidesse di convertirsi.
Appena gli
esposi il motivo della mia visita e gli presentai il
Libro di Mormon, mi
strappo’ letteralmente il libro dalle mani, dichiarando
che esso veniva dal
demonio e che lo avrebbe distrutto…Me ne tornai a casa
delusa, irritata e
amareggiata. Testarda com’ero, mi immersi con piu’ tenacia
e passione nella
lettura e studio della Bibbia, per dare finalmente a
me stessa una risposta
certa ai nuovi dubbi…Piu’ leggevo la Bibbia, piu’ le
cose che i missionari
mi avevano insegnato e continuavano ad insegnarmi mi
convincevano della
verita’, e piu’, d’altro canto, gli insegnamenti o le
dottrine della
religione cattolica si rivelavano in contrasto con quanto
contenuto nelle
Scritture. Per esempio, continuamente nelle Scritture
si fa riferimento al
fatto che bisogna prima pentirsi e poi essere battezzati
per la remissione
dei pecccati: "Ravvedetevi, e ciascuno di voi sia
battezzato nel nome di
Gesu’ Cristo, per la remissione dei vostri peccati" (Atti
2:38). Ero stata
battezzata poco dopo la nascita dai miei genitori. Loro
avevano scelto per
me. Il battesimo, come mi era stato spiegato durante
una lezione di
catechismo, era per liberarmi dal peccato originale.
Ma i missionari mi
spiegarono molto chiaramente che Gesu’ Cristo aveva espiato
per tutti i
peccati (incluso quello originale), e che noi siamo responsabili
dei nostri
propri peccati e non per il peccato di Adamo….I bambini
pertanto sono
innocenti sin dalla nascita, e solo quando raggiungono
l’anno della
responsabilita’ hanno il dovere di battezzarsi.. Battezzarsi
per essere
purificati del peccato di Adamo era come rinnegare l’atto
espiatorio di
Gesu’
Cristo. Questo, insieme a tanti altri principi, mi furono
spiegati
chiaramente dai missionari. Alcuni insegnamenti erano
facili da accettare;
altri avevano bisogno di uno studio piu’ approfondito,
di preghiera e fede,
come per esempio l’accettazione che Dio Padre ha un corpo
di carne e ossa.
Questa e’ una delle Verita’ che mi risultava difficilissima
da accettare.
Era quasi impossibile per me, che per ben venti anni
avevo immaginato un
Dio-Spirito, Onnipresente, accettare che invece Egli
avesse un corpo,
proprio come il nostro, ma esaltato e glorificato.
Tutte le sere mi inginocchiavo in preghiera per chiedere
a Dio se la
religione mormone fosse quella vera, se Joseph Smith
fosse un vero profeta e
se il Libro di Mormon fosse vero. Per molto tempo sentivo
di non avere
ricevuto risposte. Ma oggi, se guardo indietro, e considero
la gioia e
l’entusiasmo
che avevo provati nell’apprendere nuove verita’, primo
fra tutte il Piano di
Salvezza, devo ammettere che gia’ da allora avevo acquistato
una qualche
testimonianza della Verita’..
Una sera, durante un suo discorso, il fratello Giorgio
Pucciariello ci
spiego’ che la profezia contenuta nel versetto in Genesi
49:22 "Giuseppe e’
un ramo d’albero fruttifero vicino ad una sorgente; i
suoi rami si stendono
sopra il muro" si era adempiuta con la venuta di
Lehi e della sua famiglia
nel continente americano. Quella sera pregai come di
consueto, per sapere
ancora una volta se il Libro di Mormon fosse vero e se
quanto aveva spiegato
il fratello fosse vero. Quella stessa notte feci un sogno
stupendo: sognai
che un ramo di Giuseppe, figlio di Giacobbe, in effetti
si trasferiva nel
continente americano, considerato la terra promessa,
una terra ricca e
fertile, una terra di "latte e miele", e che
quel ramo era costituito dalla
famiglia di Lehi.
Nonostante questa ulteriore conferma tramite il sogno
(e si’, ero proprio
testarda), non mi sentivo ancora pronta al battesimo.
Finalmente verso il mese di ottobre 1967, dopo otto mesi
di studio intenso
e di partecipazione attiva nella Chiesa, anche a rischio
di fallire agli
esami di stato (giacche’ avevo lasciato che lo studio
della religione
prendesse il sopravvento sul mio studio scolastico),
due sorelle
missionarie, JoAnne Gerstner di Salt Lake City, e Louise
Cook di New York,
mi invitarono nuovamente al battesimo. La mia vita era
gia’ radicalmente
cambiata da quando avevo conosciuto i missionari, studiato
le Scritture e
frequentato la Chiesa. Potevo dire di avere finalmente
conosciuto la gioia
di cui parlano le scritture. Avevo un rapporto piu’ aperto
con i membri
della mia famiglia e con il prossimo in genere."Il
frutto dello Spirito,
invece, e’ amore, allegrezza, pace, bonta’, dolcezza…" (Galati
5:22). La
mia conversione era gia’ avvenuta in un modo molto graduale,
senza alcun
episodio "eclatante", o, almeno, senza di nessuna
di quelle grandi
manifestazioni che forse mi aspettavo. Quando le sorelle
mi invitarono al
battesimo, dopo aver chiesto e ricevuto il consenso dei
miei genitori,
finalmente accettai. Ricordo vividamente l’intervista
che ebbi allora con il
Presidente del Ramo, l’ Anziano Brent Goodwin. Mi chiese
se credevo in
Joseph Smith, se credevo nel Libro di Mormon, se credevo
in David O. McKay,
l’allora Profeta vivente. Anche se sapevo di non avere
ricevuto una risposta
precisa a quelle domande, mi sentivo tranquilla e in
pace con me stessa..
Dovetti convenire che la conoscenza delle cose spirituali
e’ una conoscenza
eterna e infinita, e che le domande e i dubbi ci sarebbero
sempre
stati…Cosi’ al mio interlocutore risposi in modo molto
onesto, sincero e
tranquillo che non avevo la certezza di tutte le cose,
ma che "avevo fede"
che le cose che mi erano state insegnate fossero vere.
D’altra parte, la
fede, e non la conoscenza, era il solo principio richiesto
per essere
battezzati, ed io avevo una grande fede e il desiderio
di essere battezzata.
Il mio battesimo avvenne nelle acque del Mare Jonio,
presso lo Stabilimento
Balneare Nettuno di Taranto, la sera del 28 ottobre 1967.
Quella fu la prima
volta che mia madre mi accompagno’ in Chiesa e poi alla
funzione
battesimale. La sua unica preoccupazione era che mi prendessi
un
raffreddore, e non era sicura che avessi la testa completamente
a posto,
visto che avevo deciso di "bagnarmi" a fine
ottobre nelle acque del mare…
Inutile dire che tutto ando’ perfettamente bene. C’era
un bellissimo
tramonto e l’acqua mi sembro’ persino calda…Dopo il
battesimo, eseguito
dall’Anziano Robin Davis di Anaheim, California, tornammo
in Chiesa per la
confermazione e per il dono dello Spirito Santo da parte
dell’Anziano
Goodwin. Ero profondamente commossa, molto serena e felice..
Il grande miracolo, quale premio della mia fede, avvenne
il giorno dopo,
domenica 29 ottobre. Mi trovavo in Chiesa, e prima che
le riunioni
cominciassero, stavo leggendo il Libro di Mormon nel
balcone
dell’appartamento
adibito a cappella e sito in Via Duca di Genova, all’altezza
di via Principe
Amedeo. Di solito, ogni volta che leggevo il Libro di
Mormon, avevo sempre
dei dubbi e delle domande. Quel giorno invece, quasi
come per miracolo, mi
accorsi che le Scritture erano "aperte al mio intendimento".
Tutto era
chiaro, luminoso, non solo a livello intellettuale, ma
anche spirituale e
fisico. Avevo l’impressione che sulle Scritture si fosse
appoggiato un
fascio di luce splendente, che illuminava la mia mente
e il mio spirito,
oltre che le pagine del Libro. Quell’esperienza fu uno
dei piu’ grandi doni
che ricevetti dallo Spirito Santo, e fu la testimonianza
tangibile che il
Libro di Mormon era vero e che avevo fatto la giusta
scelta entrando nelle
acque del battesimo. Avevo ancora tanto da imparare,
ma adesso avevo una
guida infallibile e sicura, la guida dello Spirito Santo. "…ed
ecco, dopo
essere stati illuminati da questa luce, la vostra conoscenza
e’ forse
perfetta? Ecco, io vi dico, No; ne’ dovete mettere da
parte la vostra fede,
perche’ fino a questo momento avete solo esercitato la
vostra fede nel
piantare il seme e sperimentare per sapere se il seme
e’ buono" (Alma
32:35-36)
Un giorno, a distanza di anni, lessi la testimonianza
ed i sentimenti
descritti dal Profeta Joseph Smith subito dopo il suo
battesimo, cosi’ come
riportati in Joseph Smith 2:74: "La nostra mente
essendo ora illuminata,
cominciammo ad avere le Scritture aperte al nostro intendimento,
e il vero
significato e l’intento dei piu’ misteriosi passi rivelati
a noi come non
sarebbe mai stato possibile immaginare ne’ fare prima".
La lettura di quel
versetto dopo tantissimi anni rafforzo’ ulteriormente
la mia testimonianza
che cio’ che avevo provato nel periodo del mio battesimo
era venuto da Dio.
La mia fede era diventata conoscenza. Nessuno avrebbe
potuto descrivere con
tanta chiarezza e particolarita’ i sentimenti da me provati
se non chi
avesse sperimentato le stesse cose in prima persona: "L’uomo
puo’ ingannare
i suoi simili, l’inganno puo’ seguire l’inganno, e i
figli del maligno
possono avere il potere di sedurre i folli e gli ignoranti…ma
un tocco col
dito del Suo amore, si’, un raggio di glora dal mondo
ultraterreno,..basta
per togliere importanza ad ogni cosa e a cancellarla
per sempre dalla mente’
(Testimonianza di Oliver Cowdery, Perla di Gran Prezzo)

Fatti e commenti collegati alla mia conversione

1) La mia compagna di scuola, quella che era stata presente
alla prima
visita dei missionari, dopo un ulteriore incontro decise
che non voleva
saperne di piu’ perche’- disse - la religione cattolica
le bastava. Devo
aggiungere pero’con una certa amarezza che le avversita’
della vita, quando
cominciarono a presentarsi sul suo cammino, la trovarono
molto impreparata.
La fede in Gesu’ Cristo, che ella aveva professato di
avere e che avrebbe
dovuto sostenerla nei momenti difficili, era molto fragile
se non
addirittura assente…"E chiunque ode queste mie
parole e non le mette in
pratica sara’ paragonato ad un uomo stolto che ha edificata
la sua casa
sulla rena. E la pioggia e’ caduta, e son venuti I torrenti,
e I venti hanno
sofffiato e hanno fatto impeto contro quella casa; ed
ella e’ caduta, e la
sua ruina e’ stata grande" (Matteo 7:27).

2) Un’altra compagna di scuola, pur avendo assaporato
i buoni frutti della
nuova religione, non si senti’ pronta a rinunciare agli "onori" del
mondo.."E quel che e’ caduto fra le spine, son coloro
che hanno udito, ma
se ne vanno e restan soffocati dalle cure e dalle richezze
e dai piaceri
della vita, e non arrivano a maturita’ (Luca 8:15).

3) Mia madre, pur avendo osservato i cambiamenti positivi
in me, e pur
avendo frequentato occasionalmente le riunioni sacramentali
(diverse volte
ho pure notato qualche lacrima di commozione nei suoi
occhi durante le
riunioni di testimonianze), ha conservato una mente chiusa,
ed e’ rimasta
del parere che "basta avere fede" per ottenere
la vita eterna. "Stretta
invece e’ la porta ed angusta la via che mena alla vita,
e pochi son quelli
che la trovano" (Matteo 7:14)

CONCLUSIONE

Nel condividere la storia della mia conversione vorrei
unirmi ad altre voci
di Santi nel dichiarare che Dio agisce mediante il Suo
potere a seconda
della fede degli uomini, e che Egli e lo stesso oggi,
domani e in eterno.
Dio non cambia. Se Egli cambiasse, cesserebbe d’essere
Dio; ma non cessa
d’essere
Iddio, ed e’ un Dio di miracoli. E la ragione per cui
Egli cessa di operare
miracoli fra i figliuoli degli uomini e’ perche’ essi
cadono
nell’incredulita’
e si allontanano dalla via retta. "Ed ora io vi
dico che chiunque crede in
Cristo, senza minimamente dubitare, tutto cio’ che domandera’
al Padre in
nome di Cristo gli sara’ accordato; e questa promessa
e’ per tutti, anzi
fino alle estremita’ della terra (Mormon 9:21)
"
Vorrei pertanto esortarvi a cercare quel Gesu’ di cui
hanno scritto i
profeti e gli apostoli, affinche’ la grazia di Dio Padre,
ed anche del
Signore Gesu’ Cristo, e dello Spirito Santo che rende
testimonianza di Loro,
possa trovare posto e dimorare in voi per sempre. Amen." (Ether
12:41).

Silvana

 
 
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