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Sono sempre stato affascinato dal
cambio di nome di questo grande personaggio e molte volte
me ne sono chiesto il perche’.
Mi sono anche chiesto come fosse possibile per un semplice
uomo lottare con Dio e VINCERE. E’ possibile?
Credo che tutta la storia contenuta in Genesi 32:24-32
Giacobbe rimase solo e un uomo lottò con lui fino allo
spuntare dell’aurora.
26
Vedendo che non riusciva a vincerlo, lo colpì
all’articolazione del femore e l’articolazione del femore
di Giacobbe si slogò, mentre continuava a lottare con lui.
27
Quegli disse: «Lasciami andare, perché è spuntata
l’aurora». Giacobbe rispose: «Non ti lascerò, se non mi
avrai benedetto!».
28
Gli domandò: «Come ti chiami?». Rispose: «Giacobbe».
29
Riprese: «Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele,
perché hai combattuto con Dio e con gli uomini e hai
vinto!».
30
Giacobbe allora gli chiese: «Dimmi il tuo nome». Gli
rispose: «Perché mi chiedi il nome?». E qui lo benedisse.
31
Allora Giacobbe chiamò quel luogo Penuel «Perché - disse -
ho visto Dio faccia a faccia, eppure la mia vita è rimasta
salva».
32
Spuntava il sole, quando Giacobbe passò Penuel e zoppicava
all’anca.
Se ben analizziamo tutto l’avvenimento vedremo che molto
probabilmente vi e’ di piu’ di una semplice lotta "
fisica".
La chiave di tutto secondo me sta nella richiesta di
Giacobbe al verso 27
«Non ti lascerò, se non mi avrai benedetto!».
vediamo che tutta la tenzone sarebbe stata risolta con
l’ottenimento di una benedizione, quindi Giocobbe lottava
per avere una benedizione e lotto’ tutta la notte per
ottenerla. E’ interessante paragonare un’avvenimento
simile nel libro di Mormon Enos 1:2
Ora vi narrero’ LA LOTTA che dovetti sostenere dinanzi a
Dio , prima di ricevere la remissione dei miei peccati
a verso 4
E la mia anima era affamata ed io mi INGINOCCHIAI dinanzi
al mio creatore e mi rivolsi a Lui in preghiera fervente
ed in suppliche per la mia anima; e griadai a Lui per
tutto il giorno; si, e quando venne la notte alzavo ancora
la mia voce.
Certamente la lotta di Giacobbe era stata simile, il suo
scopo ottenere una bendizione, questa non viene tramite
una lotta fisica ma tramite una lotta spirituale. Il fatto
che poi Giacobbe affermasse che "la mia vita e’ stata
risparmiata" fa capire lascia intravvedere l’idea che
sicuramente la lotta non era stata fisica, perche’ in quel
caso lui sarebbe stato risparmiato. Il fatto che poi
Giacobbe fosse stato toccato al nervo della commessura
della coscia e che zoppicasse dimostrerebbe che egli era
stato in ginocchio tutta la notte.
Comunque nessuno puo lottare e vincere con Dio
fisicamente, ma l’uomo puo’ lottare tramite la preghiera
per ottenere qualche giusta benedizione, questo e’ l’unico
modo di lottare ed e’ un modo positivo di vincere le
nostre battaglie quotidiane.
Quando riceviamo la nostra benedizione patriarcale la
riceviamo sempre in base alle benedizione e promesse
ricevute da Abramo, Isacco e Giacobbe. Mi ha sempre fatto
riflettere questo fatto, mi dicevo e non perche’ tramite
le benedizioni di Mose’ o di Elia?
credo che vi sia una ragione specifica e simbolica.
Abramo rappresenta il Padre
Isacco rappresenta il Figlio
Giacobbe rappresenta l’uomo che lotta con Dio tramite la
preghiera.
in fondo se Adam ondi Ahaman significa Adamo attraverso il
Figlio, menzionare Abramo, Isacco e Giacobbe ci ricorda
che l’uomo ritorna al padre attraverso il sacrificio del
Figlio e nel ricercare la volonta’ e le benedizioni di Dio
tramite lo Spirito Santo ed in questo eterno triangolo
Isacco e’ sempre nel centro a rappresentare questa grande
verita’ come mediatore. Il sacrificio di Isacco da parte
di Abramo ha significati piu’ porfondi se ben recepiti
dall’animo umano.
Non va dimenticato che dall’uomo Giacobbe vennero le 12
tribu’ che rappresentano il popolo eletto sulla terra,
credo che sarebbe interessante analizzare, i nomi, la
vita, i motivi per cui le scritture fanno loro riferimenti
dei componenti della famiglia di giacobbe, mogli comprese,
sono sicuro che un’attenta analisi darebbe esiti
sorprendenti. Gli uomini che lottano con Dio tramite la
preghiera, sono coloro che accettano Gesu’ come loro
Salvatore, perche’ pregano nel suo nome e dimostrano la
fede nel piano divino preparato fin dalla fondazione del
mondo. Tramite la preghiera si possono ottenere perdono e
conoscenza e non vi e’ altra via. Questa e’ un’ulteriore
prova che senza" fede e’ impossibile piacergli". Quale
maggior prova di una preghiera sincera ed umile ad un
essere ipotetico ed invisibile (per gli altri)
Quale maggior prova di umilta’ ed impotenza quando l’uomo,
spontaneamente, si inginocchia e rimette tutti i suoi
problemi nelle mani dell’Onnipotente.


