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Cornelio Ë il primo cristiano di
estrazione non ebraica: egli era un gentile puro. Quale
primo fra i gentili ad abbracciare il vangelo di Ges˘
Cristo, Ë il prototipo della loro conversione al
cristianesimo.
Sono particolarmente fiero, come
italiano, che fosse cittadino romano.
La sua storia Ë emblematica dei modi in
cui si ricevono le rivelazioni.
Analizziamo, dunque, come avvenne la
sua conversione (fatto che rappresentÚ uno shock
notevole per i suoi contemporanei cristiani, i quali,
essendo di estrazione ebraica, non concepivano il
battesimo degli incirconcisi) e quale ruolo vi ebbe la
rivelazione divina, agendo sia nei confronti di
Cornelio che di Pietro, come anche dei fedeli o potenziali
tali.
Ecco come Cornelio ricevette la sua
testimonianza. Essa Ë descritta nel capitolo 10 degli Atti
degli Apostoli.
I primi due versetti di tale capitolo
ci dicono che abitava in Cesarea con tutta la sua
famiglia. Centurione della coorte italica, era uomo pio e
timorato di Dio, come díaltronde tutti gli appartenenti
alla sua casa; faceva molte elemosine e pregava
continuamente Dio.
Il terzo versetto ci dice che un
giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in
visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo per
nome.
Come chiarisce il versetto successivo,
la visione era la diretta conseguenza sia del suo amore
per Dio, manifesto nelle continue preghiere, sia del suo
amore per il prossimo, evidente nelle elemosine. Il quarto
versetto ci dice, infatti, che egli guardÚ líangelo e,
preso da timore, disse: "Che c’Ë, Signore?". Líangelo gli
rispose: "Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite,
in tua memoria, innanzi a Dio".
Tutto ciÚ, mentre dimostra che le
visioni non cessarono con la morte di Ges˘, chiarisce,
altresÏ, che una condizione di purezza, a cominciare dalla
preghiera, Ë la vera ed unica fonte sicura per conoscere
la verit‡ tramite la rivelazione.
Il quinto versetto, integrato con
successivi altri, ci fa comprendere sia quale Autorit‡ Dio
designa per ricevere le rivelazioni dirette a tutta la
Chiesa, sia quanto Ë importante, dopo aver avuto una
testimonianza, farsi battezzare da chi ha ricevuto la
debita autorit‡ da parte del Signore. In questo versetto
l’angelo dice a Cornelio: "E ora manda degli uomini a
Giaffa e faí venire un certo Simone detto anche Pietro".
Pietro era ospite presso un tal Simone,
conciatore, la cui casa era sulla riva del mare (versetto
6).
A questo punto Ë interessante vedere in
che modo, al contempo di Cornelio, il Signore prepara
Pietro alla novit‡ dellíunione alla Chiesa dei gentili
senza una loro preliminare conversione al giudaismo.
Ma perchÈ proprio lui ? PerchÈ,
essendo allora líAutorit‡ che presiedeva a tutta la
Chiesa, spettava a lui ricevere la rivelazione di
questo ragguardevole cambiamento. E ancora: oltre a
detenere in terra le chiavi del regno dei cieli, Pietro
era anche colui al quale Ges˘ aveva manifestato che
líedificazione della Chiesa si sarebbe basata sulla
rivelazione (Vedi ëla confessione di Pietroí in Matteo
16:13-19, ove la parola ëpietraí significa rivelazione).
In quel momento e per questo caso,
insomma, egli era líunico servo del Signore autorizzato,
e, quindi, il pi˘ pronto a comprendere appieno, dopo
fondate perplessit‡ iniziali, la rilevante novit‡.
Circa le sue esitazioni, si deve tener
conto che:
- I primi dodici Apostoli avevano
ricevuto un chiaro invito, da parte del Signore Ges˘
Cristo, di predicare il Vangelo soltanto alle pecore
perdute del casato di Israele(vedi Matteo 10:5-6). Ges˘,
infatti, li aveva mandati dopo averli cosÏ istruiti: "Non
andate fra i gentili e non entrate in alcuna citt‡ dei
Samaritani, rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute
della casa d’Israele". Il successivo invito: "Andate
dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome
del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo"(Matteo
28:19), veniva inteso nel senso che la conversione dei
gentili al cristianesimo abbisognasse di un preliminare
passaggio al giudaismo, accompagnato, dunque, anche dalla
pratica di una letterale circoncisione.
- Gli ebrei avevano, inoltre, leggi
dietetiche severissime che dichiaravano puri o impuri
certi cibi, ed avevano ricevuto, per di pi˘, un ordine
strettissimo di non mangiare la carne con il suo sangue.
Date queste premesse, non cíË da
meravigliarsi che Pietro sia rimasto frastornato,
dapprima, circa la volont‡ del Signore.
In Atti 10:9-14 leggiamo che il giorno
seguente alla visione di Cornelio, verso mezzogiorno,
líApostolo salÏ in terrazza per pregare e, essendogli
venuta fame, desiderava prender cibo. Mentre glielo
preparavano, fu rapito in estasi. Vide il cielo aperto e
un oggetto che discendeva come una grande tovaglia, calata
a terra per i quattro capi.
In essa c’era ogni sorta di quadrupedi
e rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonÚ
una voce che gli diceva: ´Alzati, Pietro, uccidi e
mangia!ª. Ma Pietro rispose: ´No davvero, Signore, poichÈ
io non ho mai mangiato nulla di profano e díimmondoª.
La reazione di Pietro la dice lunga
sulla sua perplessit‡. CiÚ che gli veniva chiesto,
infatti, era contrario alla legge ricevuta da MosË. Ancor
pi˘ in quanto líordine "ammazza e mangia" significava
anche la fine della legge del sangue. Non per nulla Pietro
usa due aggettivi, profano ed immondo: immondo perchÈ gli
animali erano impuri e profano perchÈ avevano il sangue in
sÈ.
Dio perÚ, nel dare una nuova legge o
rivelazione, in armonia con la legge dei testimoni non lo
fa per una sola volta. Pertanto, la voce tornÚ a parlargli
(versetto 15), dicendo: ´CiÚ che Dio ha purificato, tu non
chiamarlo pi˘ profanoª.
E questo accadde per tre volte; poi,
d’un tratto, quell’oggetto fu risollevato al cielo
(versetto 16).
Questo fatto fece riflettere Pietro.
Mentre si domandava tra sÈ e sÈ, perplesso, cosa
significasse ciÚ che aveva visto, gli uomini inviati da
Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si
fermarono all’ingresso. Chiamarono e chiesero se Simone,
detto anche Pietro, alloggiava col‡. Pietro stava ancora
ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse:
´Ecco, tre uomini ti cercano; alzati, scendi e vaí con
loro senza esitazione, perchÈ io li ho mandatiª (versetti
17-20). Pietro, riconoscendo la voce dello Spirito,
scaccia le sue esitazioni e va (versetto 21).
Il giorno seguente spiegher‡(versetti
28-29): ´Voi sapete che non Ë lecito per un Giudeo unirsi
o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha
mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun
uomo. Per questo sono venuto senza esitare quando mi avete
mandato a chiamare. Vorrei dunque chiedere: per quale
ragione mi avete fatto venire?ª.
Dopo aver ascoltato, Pietro capisce di
essere stato preparato per il primo cambiamento importante
dopo líascesa al cielo di Ges˘ Cristo: l’introduzione al
Vangelo dei gentili, circoncisi sÏ, ma di cuore, in
spirito cioË, non in senso letterale, come poi Paolo
chiarir‡ nellíepistola ai Romani (versetti da 17 a 29 del
capitolo 2, concernenti: ëNullit‡ del vanto del Giudeo. La
vera circoncisioneí).
La novit‡ incide anche sulle leggi
dietetiche che nel Vecchio Testamento Dio aveva dato con
diversi obiettivi, fra cui, principalmente, quello di
essere come una parola di saggezza che avrebbe reso il
popolo ebreo distinto da tutti gli altri? Incide nel senso
che le leggi dietetiche non venivano a decadere, adesso,
dato che, certamente, certi cibi sono pi˘ idonei di altri
al nostro organismo. Veniva solo a decadere il
comandamento che proibiva in senso stretto líuso di certi
cibi.
Comunque, lasciando da parte
líapprofondimento di questíultimo argomento, concludiamo
vedendo come la rivelazione agisce anche sui fedeli
cristiani o potenziali tali, mediante líeffusione dello
Spirito Santo, rivelatore per eccellenza della verit‡.
Atti 10: "Allora Pietro, prendendo a
parlare, disse: In verit‡ io comprendo che Dio non ha
riguardo alla qualit‡ delle persone; ma che in qualunque
nazione, chi lo teme ed opera giustamente gli Ë
accettevole. E questa Ë la parola chíEgli ha diretta ai
figliuoli díIsraele, annunziando pace per mezzo di Ges˘
Cristo. Esso Ë il Signore di tutti (versetti 34-36). ÖÖÖÖ
Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui
riceve la remission deí peccati mediante il suo nome.
Mentre Pietro parlava cosÏ, lo Spirito Santo cadde su
tutti coloro che udivano la Parola. E i fedeli
circoncisi, che erano venuti con Pietro, si
meravigliavano che anche sopra i pagani si effondesse il
dono dello Spirito Santo, poichÈ li udivano parlare in
altre lingue, e magnificare Iddio. E, allora, Pietro
disse: "Forse che si puÚ proibire che siano battezzati con
l’acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari
di noi?". E ordinÚ che fossero battezzati nel nome di Ges˘
Cristo (versetti da 43 a 48).
Abbiamo dichiarato all’inizio che
Cornelio Ë il prototipo della conversione cristiana dei
gentili tramite la preghiera che d‡ rivelazione.
E soltanto la rivelazione puÚ portare
ai cambiamenti che Dio vuole, anche di antichissime ed
inveterate prescrizioni.
Certo, bisogna essere cauti al
riguardo, ma questo Ë quello che le scritture ci
insegnano.
Quando dico cauti non intendo riferirmi alla
possibilit‡ di essere ingannati, ma intendo dire che
occorre, come fece Pietro, prestare orecchio e,
riflettendo, comprendere.


