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LE TRE DIMENSIONI DELLA MORTALITA.


E la Noi limetteremo
alla prova per vedere se essi faranno tutte le cose che il
Signore loro Dio comandera’ loro." Abramo 3:25

La perfezione che siamo stati sfidati di raggiungere non
e’ il prodotto del caso, e’ il risultato di un profondo
cambiamenot interiore che avviene progressivamente quando
una persona segue il piano divino. Comunque, affinche’ il
piano abbia successo devono esistere condizioni speciali
in questo stato, chiamato mortale. Le seguenti 3
caratteristiche sono state ereditate dalla caduta di
Adamo. Non solo a causa della trasgresione, ma nella
misura in cui noi tutti ridecretiamo per noi stessi, in un
momento od un altro, simili scelte che portano su di noi
la terribile condanna della morte spirituale.

1 UN MONDO DI OPPOSIZIONE.

"Poiche’ e’ necessario che ci sia un’opposizione in tutte
le cose" 2 Nefi 2:11. Ogni cosa nel nostro stato esiste in
termini di contrasto, in termini di opposizione.

"Percio’ ogni cosa va compsota di varie parti" 2 Nefi
2:11, cioe’ nessun elemento che ci circonda nel nostro
stato mortale esiste indipendentemente, per se stesso, ma
come una componente, o elemento di una specifica dualita’.
E’ essenziale che noi lo comprendiamo, perche’ "se fosse
di un sol coropo, rimarrebbe come morto, e non
avrebbe….vita…… tutto dunque sarebbe stato creato
invano; e la sua creazione non avrebbe alcun scopo" 2 Nefi
2:11-12. Ogni elemento della vita ha un suo significato e
prende origine dal fatto di essere una parte organica di
un duplice composto, o entita’ composta, come la
"rettitudine" e la "Malvagita’", la "felicita’" e
"l’infelicita’", il "bene" ed il "male" vedi 2 nefi 2:11.
L’affascinante caratteristica di questa dualita’ e’ che
l’una non puo’ esistere senza l’altra, ma allo steso
tempo, una non puo’ essere scelta da un uomo senza
necessariamente escludere l’altra. Ed e’ qui che viene
messa in luce l’importanza dello stretto legame che i due
elementi dello stesso composto posseggono. Se bene e male
fossero indipendenti ed esistessero per se stessi, gli
uomini potrebbero forse fare il bene ed il male
simultaneamente, ma il loro legame impone che scegliendone
uno, l’altro sia automaticamente rifiutato. In altri
termini, sono strettamente incompatibili. Percio’ l’uomo
non puo’ servire Dio e Mammona allo stesso tempo (vedi
Matteo 6:24) "Niuno puo’ servire 2 padroni; perche’ o
odiera’ l’uno e amera’ l’altro, o si atterra’ all’uno e
sprezzera’ la’ltro." E’ abbastanza interessante notare che
la stessa struttura di stretta opposizione fosse presente
nel giardino di Eden,"Il frutto proibito contrapposto
all’albero della vita, l’uno dolce, l’altro amaro." 2 Nefi
2:15. La scelta del frutto proibito da parte di Eva
avrebbe universalizzato lo stato mortale dell’opposizione.

LA CONOSCENZA DEL BENE E DEL MALE.
Mentre viviamo nel contesto della precisa ed assoluta
opposizione, e’ necessario per noi essere in grado di
identificare questa opposizione evidenziando la differenza
fra il bene ed il male. Il fatto di cibarsi del frutto
dell’albero della conoscenza del bene e del male. Genesi
1:11 rese Adamo e la sua posterita’ capace di riconoscere
il bene dal male. In altri termini, da quel momento in poi
l’uomo divenne atto a percepire l’opposizione della quale
il nostro mondo mortale e’ composto. Affinche’ il piano
fosse giusto, questa capacita’ doveva essere data a tutti
gli uomini che avevano mantenuto il loro primo stato
Abramo 3:26. Le scritture fanno riferimento a questa
attitudine chiamandola Luce di Cristo. Il Signore
dichiaro’ "Io sono la vera luce che e’ in voi" D&A 88:50
ed anche "Io sono la vera luce che illumina ogni uomo" D&A
93:2. Questo dono, che alcuni considerano come la
coscienza mortale, e’ quindi universale. E’ una condizione
essenziale della mortalita’, senza la quale gli uomini non
potrebbero esercitare una libera scelta. E’ la garanzia
che noi scegliamo quello che scegliamo con la piena
consapevolezza che sia giusto oppure no. Non perche’ noi
comprendiamo tutti gli elementi o le conseguenze dei
diversi termini delle nostre elternative, ma perche’
sentiamo dentro di noi quando qualcosa e’ sbagliato,
moralmente parlando. Sicuramente e’ la capacita’ di
riconoscere il bene dal male e non necessariamente il vero
dal falso, il che puo’ richiedere l’aiuto di un altro
spirito: lo Spirito santo. Ma cio’ nondimeno, con la luce
di Cristo, abbiamo accesso all’aiuto necessario per
prendere le giuste decisioni e vivere in completa armonia
con cio’ che e’ buono in questo mondo di opposizione.
Moroni spiego’:"Poiche’ sappiate, miei diletti fratelli,
che vi e’ concessa la facolta’ di giudicare, affinche’
possiate distinguere il bene dal male; e la maniera di
giudicare, per avere una conoscenza perfetta a tal
riguardo, e’ altrettanto chiara quanto e facile
distinguere la luce del giorno dalla notte oscura.
Sappiate infatti che lo Spirito di Cristo e’ concesso ad
ogni uomo, per permettergli di distinguere il bene dal
male; vi mostrero’ dunque la maniera di giudicare; poiche’
ogni cosa che invita a fare il bene, a persuadere a
credere in Cristo, e’ mandata mediante il potere ed il
dono di Cristo; potrete allora sapere, cono conoscenza
perfetta, chi e’ Dio." Moroni 7:15-16
La precisazione di Moroni e’ importante, perche’ lo
Spirito o Luce di Cristo persuade gli uomini a fare il
bene. Conseguentemente e’ mediante l’errore che impariamo
cos’e’ sbagliato vedi Moroni 7:17.
La metafora popolare, attraverso i secoli, ha illsutrato
sufficientemente il processo di questa buona coscienza,
opposta all’influenza maligna o cattiva coscienza. Noi
tutti abbiamo esperienze personali sufficienti per
conoscere, in prima persona, la realta’ di un dono cosi’
meraviglioso.

3 IL NOSTRO LIBERO ARBITRIO.

Il contesto della nostra vita mortale, come l’abbiamo
escritta finora, non sarebbe completo senza l’elemento che
corona il tutto: il nostro libero arbitrio.
La consistenza della necessita’ di un tale principio e’
uno dei "marchi di fabbrica" del piano di salvezza.
Nell’esistenza premortale l’uomo ne era gia’ in possesso:
"Ed e’ questa la maniera secondo cui erano ordinati,
chiamati e preparati dalla fondazione del mondo, secondo
la prescienza di Dio, grazie alla loro fede straordinaria
e alle loro buone opere; essendo lasciati anzitutto liberi
di scegliere il bene dal male, avendo dunque essi scelto
il bene.." Alma 13:3. Dopo che Adamo ebbe ricevuto il
comandamento di non mangiare il frutto dell’albero della
conoscenza del bene e del male, dio gli disse:"Cio’
nondimeno tu puoi scegliere da te stesso, poiche’ cio’ ti
e’ concesso" Mose’ 3:17. nello stato mortale, la liberta’
di scegliere diventa ancor piu’ drammaticamente
essenziale, in quanto l’intero scopo di questa esperienza
e’ di lasciarci esercitare il nostre potere decisionale.
Dopo la caduta, la possibilita’ di scegliere fra il bene
ed il male fu garantita a tutta l’umanita’:"Per cui il
Signore Iddio dette all’uomo la facolta’ di agire da se
stesso. Luomo dunque non avrebbe potuto agir liberamente,
senza essere attirato da l’uno o dall’altro." 2 Nefi 2:16.
Cosi’ affinche’ il libero arbitrio potesse essere
pienamente esercitato ed usato, erano necessarie sia
l’opposizione in tutte le cose che la conoscenza della
distinzione del bene ed il male. L’una non potrebbe essere
completa senza le altre 2:"L’uomo dunque e’ libero,
secondo la carne; e tutto cio’ che gli e’ necessario gli
e’ stato accordato." 2 nefi 2:27. In altri termini, il
nostro stato mortale offre tutti gli elementi
indispensabili affinche’ l’uomo possa crescere,
progredire, ed eventualmente, un giorno, divenire
perfetto.
Queste 3 dimensioni del nostro stato mortale, combinate
assieme, ci rendono responsabili. Le possibilita’ ci
vengono offerte, le opportunita’ abbondano e le scelte
sono quelle di cui abbiamo bisogno. Siamo agenti di noi
stessi sapendo che un giorno dovremmo dare un resoconto di
tutto quello che abbiamo fatto. Il palcoscenico e’ quindi
pronto per la grande avventura della mortalita’, la storia
piu’ eccitante di tutte: la nostra propria vita.

LA QUARTA DIMENSIONE DELLA MORTALITA’: IL TEMPO.

"Ed i giorni dei figlioli degli uomini furono prolungati,
secondo la volonta’ di Dio, perche’ potessero pentirsi
finche erano nella carne." 2 Nefi 2:21

Noi siamo in un mondo di opposizioni. Abbiamo la capacita’
interiore di scegliere il bene dal male. Possediamo la
completa liberta’ di scegliere da noi stessi. Tutto cio’
ci rende responsabili. Quest’intero processo, che e’ lo
scopo della vita mortale, implica durata, o, in altri
termini, tempo. Ma l’assoluta necessita’ di questa 4
dimensione deve essere trovata altrove. Il tempo e’
essenziale perche’ rappresenta un limite e quindi obbliga
gli uomini a scegliere.
Provate ad immaginare una vita senza limiti di tempo, una
vita senza fine, concedendoci il "tempo" o piuttosto
l’opportunita’ di fare tutto cio’ che vogliamo in un
momento od un altro… automaticamente, non ci sarebbe
piu’ la necessita’ di scegliere, perche’ qualsiasi scelta
potrebbe presentarsi piu’ in la"!! Lo stesso varrebbe per
una persona che non avesse limitazioni finanziarie.
Essendo in grado di ottenere tutto cio’ che desidera
giungerebbe al punto di non desiderare nulla! E che dire
del pentimento, se una persona vivesse in eterno
sentirebbe mai il bisogno di pentirsi e per aule scopo,
cambierebbe forse qualcosa? Per noi la mancanza di un
limite distruggerebbe qualsiasi attrazione per il bene od
il male, e "l"uomo dunque non avrebbe potuto agir
liberamente, senza essere attirato o dall’uno o
dall’altro" 2 Nefi 2:16

Ma il tempo impone quel limite, salutare. La vita di ogni
essere umano comincia con la nascita e si conclude con la
morte. La storia dell’umanita’ ha un inizio ed avra’ una
fine. Solo questa limitazione ci costringe a scegliere.
Non c’e’ tempo a suficienza nella vita per pensare,
sentire, dire, o fare qualsiasi cosa. Dobbiamo essere
selettivi. La funzione del tempo e’ di aiutarci a prendere
decisioni e stabilire priorita’. Se potessi fare tutto
cio’ che desidero, non desidererei niente. Se non ci fosse
niente fuori della mia portata, non sentirei alcun bisogno
di stendere la mia mano per prendere qualcosa. L’assenza
di limitazioni ci porterebbe all’immobilita’, ad un
atteggiamento statico…. alla morte.
Ma non tutte le scelte sono disponibili in qualsiasi
momento. Questo e’ il significato della parola
"opportunita’". Abbiamo tutto il tempo di cui abbiamo
bisogno ma non ne abbiamo di extra. Il tempo e’ un bene
raro e che si consuma. Dovrebbe essere usato con grande
saggezza. Per la maggior parte delle persone di questa
terra "il tempo e’ denaro". Questo e’ un debole modo umano
per esprimere la fluidita’ del tempo e del suo valore
intrinseco. Queso e’ il modo in cui e’ stato concepito da
Dio, e’ inserito nel piano di salvezza che non
funzionerebbe senza di esso. Il tempo e’ cio’ che da un
senso all’esperienza mortale:"Poiche’ ecco, questa vita e’
il tempo accordato all’uomo per preparasi ad incontrare
Iddio; si, i giorni di questa esistenza sono i giorni in
cui gli uomini devono compiere le loro opere" Alma 34:32.
Del tempo si dovrebbe fare un bilancio. Possiamo
guadagnare tempo, cosi’ come possiamo buttarlo> Possiamo
risparmiare tempo o utilizzarlo per cause degne. Ma
naturalmente il tempo puo’ essere perso, sprecato o usato
male. Il nostro Padre Celeste ha preparato per questa
terra una perfetta economia del tempo, che massimizza le
opportunita’ di salvezza per tutti gli uomini, se
volessimo basterebbe applicare le leggi che Egli ha
costantemente insegnato:"Cio’ nondimeno, un intervallo fu
accordato all’uomo (il tempo), durante il quale potesse
pentirsi; cosi’ questa vita divenne uno stato probatorio;
un periodo di tempo in cui prepararsi per incontrare
Iddio; un tempo in cui preparasi per quello stato eterno
di cui abbiamo parlato, che verra’ dopo la resurrezione
dei morti." Alama 12:24.
Lo scopo dell’intera creazione era ed e’ di metterci alla
prova, e le diverse dimensioni della mortalita’ esaminate
finora sono le condizioni di tale esperienza."E la noi li
metteremo alla prova per vedere se essi faranno tutte le
cose che il Signore loro Dio comandera’ loro." Abramo
3:25.
Nel giardino di Eden, Adamo ed Eva poterono sperimentare,
fino ad un certo punto, le prime tre dimensioni della
mortalita’ :
A C’era un’opposizione, la’lbero della vita opposto
all’albero della conoscenza del bene e del male, vedi 2
Nefi 2:15
B Avevano la conoscenza di questa opposizione avendo il
comandamento di di non prendere del frutto della
conoscenza del bene e del male, "perche’ nel giorno che tu
ne mangerai per certo morrai (introduzione del tempo)
Genesi 2:17
C Essi avevano il libero arbitrio, "Cio’ nondimeno tu puoi
scegliere da te stesso, perche’ cio’ ti e’ concesso" Mose
3:17.
Certamente queste 3 dimensioni in un caso erano limitate,
se mangiare oppure no dell’albero della conoscenza del
bene e del male, ma questa era la scelta essenziale,
perche’ tutto sarebbe dipeso da essa. Comunque una
dimensione mancava: il tempo. Almeno, il tempo come lo
intendiamo noi, come esseri mortali; un tempo legato ai
cambiamenti ed in modo particolare alla deteriorazione o,
in altri termini, alla mortalita’. Il tempo implica
successione, irreversibilita’ e fine o morte.
"Ed ora sappiate che se Adamo non avesse trasgredito, non
sarebbe caudto, bensi’ sarebbe rimasto nel giardino di
Eden. E tutto quanto era stato creato sarebbe rimasto
nelle stesse condizioni in cui era subito dopo la
creazione; e cio’ sarebbe rimasto immutato per sempre e
senza fine. Ed essi non avrebbero avuto figli; per cui
sarebbero rimasti in uno stato di innocenza, senza provar
gioia, non avendo conosciuto la sofferenza; senza fare il
bene, non avendo conosciuto il peccato." 2 Nefi 2:22-23
Quando Adamo ed Eva presero la loro decisione e
trasgredirono al comando di Dio, mangiando il frutto,
introdussero la mortalita’ e con loro tutta l’umanita’,
poiche’ solo allora ebbero una posterita’. Nello stesso
modo, la famiglia umana entro’ nel tempo, quella
dimensione essenziale affinche’ potesse essere introdotto
lo stato probatorio. A causa del tempo, il piano di
salvezza contiene alcune caratteristiche specifiche che
tenteremo di analizzare e spiegare.

UNO STATO PROBATORIO E PREPARATORIO.

Immediatamente dopo la caduta, gli uomini ricevettero la
benedizione di una promessa speciale: avrebbero avuto
abbastanza tempo per adempiere lo scopo della loro
creazione:"E poi che Adamo ed Eva ebbero mangiato del
frutto proibito, essi furono cacciati dal giardino di
Eden, per lavorare la terra. E generarono dei figli; si,
anzi tutta la famiglia della terra. E i giorni dei
figlioli degli uomini furono prolungati, secondo la
volonta’ di Dio, perche’ potessero pentirsi finch’erano
nella carne; ecco perche’ il loro stato divenne un periodo
di prova e la loro vita fu prolungata, secondo i
comandamenti che il Signore Iddio dette ai figli degli
uomini." 2 Nefi 2:19-21
Riguardo al tempo che fu fissato o assegnato all’uomo, la
domanda di Giobbe e’ ancora pertinente:"Non c’e’ un tempo
fissato per l’uomo sulla terra? Non sono i suoi giorni
simili anche ai giorni d’un operaio?" Giobbe 7:1. Il
Signore rispose in un modo chiaramente positivo a questa
domanda riflessiva e provocatoria:"Perche’ a ognuno e’
fissato un tempo, secondo le sue opere." D%A 121:25.
Ma allora perche’ il tempo e’ stato dato all’uomo? Che
cosa ha a che fare con questo numero di anni e giorni che
egli ha ricevuto? Nuovamente la risposta e’
inequivocabile:"Cosi’ vediamo che fu accordato all’uomo un
tempo per pentirsi, si, un tempo di prova, perche’ l’uomo
potessi pentirsi e servire Iddio." Alama 42:4. C’e’ tempo
sufficiente per pentirsi, ma il tempo e’ limitato e
dovrebbe di conseguenza essere usato bene:"Ma guai a
colui…. che spreca i giorni della sua prova, perche’ il
suo stato e’ terribile." 2 Nefi 9:27. Infatti verra’ il
giorno in cui ci verra’ detto:"Ma ahime’ i vostri giorni
di prova sono passati.." Helaman 13:38.
Col passare del tempo, passano anche le nostre
possibilita’ di pentirci veramente:"Poiche’, ecco, questa
vita e’ il tempo accordato agli uomini per prepararsi ad
incontrare Iddio; si ecco i giorni di questa esistenza
sono i giorni in cui gli uomini devono compiere le loro
opere. Ed ora, come gia’ vi dissi per l’addietro.. vi
supplico di non procrastinare il giorno del vostro
pentimento fino alla fine; poiche’ dopo questo periodo di
esistenza che ci e’ accordato per prepararci per
l’eternita’, ecco, se non mettiamo a profitto il nostro
tempo durante questa vita, viene la notte tenebrosa in cui
non si puo’ piu’ operare." Alma 34:32-33. Dato che questa
vita e’ uno stato probatorio, includendo i 4 elementi che
rendono possibile questa prova, essa e’ anche un tempo di
preparazione. In altri termini, la prova non ha come scopo
di metterci sotto uno stress non necessario, tentandoci
per vedere quanto tempo possiamo resistere e quanto
lontano possiamo andare, ma e’ una scuola di
addestramento, che ha il compito di prepararci e
purificarci affinche’ un giorno possiamo essere pienamente
degni di entrare alla presenza del nostro Dio> Egli stesso
ha progettato con amore il curriculum di questo test,
dando ad ognuno di noi tutte le occasioni per ottenere un
pieno successo.
Le rassicuranti parole del nostro Padre Celeste a Joseph
Smith nel momento di tribolazione piu’ grande lo
confermano:" I tuoi giorni sono conosciuti ed i tuoi anni
non saranno diminuiti, non temere dunque quanto puo’ fare
l’uomo, poiche’ Iddio sara’ teco per sempre ed in eterno."
D&A 122:9. O anche le parole della’postolo Paolo:"Iddio e’
fedele e non permettera’ che siate tentati al di la delle
vostre forze." 1 Corinzi 10:13. La vera speranza e’
contenuta nella promessa del nostro Signore che dice:" Se
siete preparati, non temerete." D&A 38:30
Questa vita e’ realmnete sia una prova che una
preparazione. Il tempo e’ il limite necessario che lo
rende possibile. Cosi’ come la vita dell’uomo e’ limitat
dalla morte, cosi’ la storia dell’umanita’ un giorno avra’
fine. Il tempo non esistera’ per sempre, perlomeno cosi’
come lo intendiamo noi. Alla fine del millennio sappiamo
che:"Satana sara’ legato e di tempo non v’e n’e piu’" D&A
84:100 D&A 88:110 e Apocalisse 10:6. E’ tutto molto logico
che quando Satana sara’ legato e non esisteranno piu’ le
tentazioni, il tempo sara’ soppresso, poiche’ lo stato
probatorio e preparatorio sara’ giunto alla sua
conclusione: il Giudizio.

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