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I DISCEPOLI

Giovanni 8:31 -32 Gesù allora
disse a quei Giudei che avevano creduto in
lui: "Se perseverate nella mia parola, siete
veramente miei discepoli e
conoscerete la verità e la verità vi
farà liberi".

"La verità vi farà liberi"
L’anziano Bruce R. McConkie ha così interpretato
questa frase:

‘Saremo liberati dal potere accusatore della falsa
dottrina, liberi dalla
schiavitù delle brame e dalla lussuria,
liberi dai ceppi del peccato, da
ogni influenza malefica e corruttrice e da ogni
potere limitatore e
decurtatore; liberi dal procedere verso la libertà illimitata
di cui godono
pienamente soltanto gli esseri esaltati’ (DNTC,
1:456-557)

Gesù dichiara che sono suoi discepoli coloro
che perseverano, ma dopo di
questo ci sono una serie di avvenimenti che indicano
quello che devono fare
gli interessati (il calcolo della spesa), i membri
(il convito) e i
dirigenti (le sentinelle sulle torri).

Il calcolo della spesa

Luca 14: 27 - 33 ‘E chi non porta la sua croce
e non vien dietro a me, non
può esser mio discepolo. Infatti chi è fra
voi colui che, volendo edificare
una torre, non si metta prima a sedere e calcoli
la spesa per vedere se ha
da poterla finire?
Che talora, quando ne abbia posto il fondamento
e non la possa finire, tutti
quelli che la vedranno prendano a beffarsi di lui,
dicendo: ‘Quest’uomo ha
cominciato a edificare e non ha potuto finire’.
Ovvero, qual è il re che, partendo per muover
guerra ad un altro re, non si
metta prima a sedere ed esamini se possa con diecimila
uomini affrontare
colui che gli vien contro con ventimila? Se no,
mentre quello è ancora
lontano, gli manda un’ambasciata e chiede di trattar
la pace.
Così dunque ognun di voi che non rinunzi
a tutto quello che ha, non può
esser mio discepolo.

‘I convertiti dovrebbero calcolare la spesa PRIMA
di unirsi alla Chiesa .
essi dovrebbero andare fino in fondo nella causa
del Vangelo, oppure star
fuori del tutto; essi … ‘non dovrebbero … seguirLo
a meno che non siano
capaci di continuare’ nella Sua parola, ‘fare le
cose’ che Egli insegna e
comanda.
I Santi indifferenti sono dannati; a meno che non
si pentano e non divengano
zelanti il Signore ha detto che li sputerà dalla
Sua bocca (Apocalisse 3:
14-19). Soltanto i prodi si meritano la salvezza
celeste; quei santi ‘che
non sono coraggiosi nella testimonianza di Gesù’
non possono salire più in
alto del mondo terrestre (D&A 76:79) (McConkie,
DNTC, 1:504)

Matteo 8: 19-20 ‘Allora uno scriba, accostatosi,
gli disse: Maestro, io ti
seguirò dovunque tu vada. E Gesù gli
disse: Le volpi hanno delle tane e gli
uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo
non ha dove posare il
capo.’

Uno Scriba si presenta a Gesù e si offre
di seguirLo ovunque fosse andato.
Gesù gli fa presente che il servizio richiede
abnegazione di se stesso,
privazioni e sofferenze. Il risultato fu che non
sentiamo più parlare di
quello Scriba, quindi il suo entusiasmo si è spento
immediatamente. Gesù
vuole discepoli sinceri e non entusiasti per un
solo giorno e pronti a
disertare la Sua causa quando lo sforzo e il sacrificio
diventano
indispensabili.

Il calcolo della spesa è rivolto agli interessati.

Il convito

Luca 14: 7-11 ‘Notando poi come gl’invitati sceglievano
i primi posti, disse
loro questa parabola: Quando sarai invitato a nozze
da qualcuno, non ti
mettere a tavola al primo posto, che talora non
sia stato invitato da lui
qualcuno più ragguardevole di te, e chi
ha invitato te e lui non venga a
dirti: Cedi il posto a questo! e tu debba con tua
vergogna cominciare allora
ad occupare l’ultimo posto. Ma quando sarai invitato,
va a metterti
all’ultimo posto, affinché quando colui
che t’ha invitato verrà, ti dica:
Amico, sali più in su. Allora ne avrai onore
dinanzi a tutti quelli che
saran teco a tavola. Poiché chiunque s’innalza
sarà abbassato e chi si
abbassa sarà innalzato.’

Gesù da una lezione sulle buone maniere
di prendere posto a tavola, ma
sedere al primo posto cosa simbolizza? (Non ambire
alle chiamate.)

Luca 14: 16-20 ‘.: Un uomo fece una gran cena
e invitò molti; e all’ora
della cena, mandò il suo servitore a dire
agl’invitati: Venite, perché tutto
è
già pronto. E tutti, ad una voce, cominciarono
a scusarsi. Il primo gli
disse: Ho comprato un campo e ho necessità d’andarlo
a vedere; ti prego,
abbimi per iscusato. E un altro disse: Ho comprato
cinque paia di buoi, e
vado a provarli; ti prego, abbimi per iscusato.
E un altro disse: Ho preso
moglie, e perciò non posso venire.’

Un uomo (Gesù) fece una gran cena e invitò molti.
Chi era l’ospite
particolarmente invitato? Il popolo dell’Alleanza.
Gli inviti erano stati diramati molto tempo prima
e gli invitati avevano
accettato e promesso di partecipare al convito.
Quando tutto fu pronto, il
giorno stabilito, furono convocati dal Messaggero
inviato dal Padre.
Il tipo di scuse che adducono per non andare rappresentano
l’attaccamento
alle cose mondane. Gli affari personali erano per
loro diventati più
importanti che mantenere fede all’impegno preso.
Chi aveva comprato il campo poteva andarlo a vedere
un altro giorno e così
pure per la prova dei buoi. L’uomo sposato da poco
poteva lasciare la sposa
e i suoi amici per il tempo della cena. Il fatto
che queste persone danno
più importanza nel fare quelle cose ricorda
la parabola del ricco stolto
(Luca 12: 16-21). ‘E disse loro questa parabola:
La campagna d’un certo uomo
ricco fruttò copiosamente; ed egli ragionava
così fra se medesimo: Che farò,
poiché non ho dove riporre i miei raccolti?
E disse: Questo farò: demolirò i
miei granai e ne fabbricherò dei più vasti,
e vi raccoglierò tutto il mio
grano e i miei beni, e dirò all’anima mia:
Anima, tu hai molti beni riposti
per molti anni; riposati, mangia, bevi, godi. Ma
Dio gli disse: Stolto,
questa notte stessa l’anima tua ti sarà ridomandata;
e quel che hai
preparato, di chi sarà? Così è di
chi tesoreggia per sé, e non è ricco
in
vista di Dio’

L’ammassare tesori e usarli per il suo benessere
personale erano diventati
per questo uomo l’unico scopo della vita e aveva
perso di vista due cose che
gli vengono messe in evidenza:
1) i tesori accumulati sulla terra li usava esclusivamente
per il suo
benessere personale;
2) contava anche gli anni come propri. La morte
determina il castigo di
quell’uomo, perché gli unici tesori che
ci portiamo dietro sono la
conoscenza e l’amore.
Gli affanni terreni di quest’uomo gli hanno fatto
perdere di vista le cose
durevoli per l’eternità. Si è ridotta
la prospettiva della visione come per
gli invitati al convito. Il fascino delle cose
terrene, i piaceri della vita
sociale e domestica li avevano assorbiti che chiesero
di essere scusati.

Luca 14:21 - 24 ‘E il servitore, tornato, riferì queste
cose al suo signore.
Allora il padron di casa, adiratosi, disse al suo
servitore: Va’ presto per
le piazze e per le vie della città, e mena
qua i poveri, gli storpi, i
ciechi e gli zoppi. Poi il servitore disse: Signore,
s’è fatto come hai
comandato, e ancora c’è posto. E il signore
disse al servitore: Va’ fuori
per le strade e lungo le siepi, e costringili ad
entrare, affinché la mia
casa sia piena. Perché io vi dico che nessuno
di quegli uomini ch’erano
stati invitati assaggerà la mia cena.’

Il gioioso invito viene rivolto a coloro che sono
considerati poveri,
storpi, zoppi, ciechi. Chi sono? I Gentili e successivamente
(v. 22-24)
anche ai pagani oltre le mura, agli stranieri.
Chi sono questi? Coloro che
accetteranno per ultimo di riconoscere che Gesù è il
Cristo.

Luca 9: 59-62 ‘E ad un altro disse: Seguitami.
Ed egli rispose: Permettimi
prima d’andare a seppellir mio padre. Ma Gesù gli
disse: Lascia i morti
seppellire i loro morti; ma tu va’ ad annunziare
il regno di Dio. E un altro
ancora gli disse: Ti seguiterò, Signore,
ma permettimi prima d’accomiatarmi
da que’ di casa mia. Ma Gesù gli disse:
Nessuno che abbia messo la mano
all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto
al regno di Dio.’

I veri discepoli devono fare una scelta tra il
regno di Dio e il regno del
mondo. Non è richiesta soltanto la fede,
ma l’azione. Come Gesù non aveva
una fissa dimora, ma andava ovunque il Suo dovere
Lo chiamasse, così era
necessario che coloro che Lo rappresentano, cioè gli
uomini ordinati o
destinati al Suo servizio, fossero pronti a rinunciare
al godimento delle
loro case e della vita familiare, se i doveri della
loro chiamata lo
esigevano. Non sappiamo se lo scriba, aspirante
discepolo, abbia insistito
sulla sua richiesta.
Un altro uomo espresse la sua volontà di
seguire il Signore, ma chiese prima
che gli fosse concesso il tempo di andare a seppellire
il padre; a lui Gesù
disse: "Seguitami, lascia i morti seppellire
i loro morti." Alcuni lettori
pensano che quest’ordine sia piuttosto duro, ma
questa opinione è poco
giustificata. Mentre in condizione normali sarebbe
chiaramente poco filiale
mancare al funerale del proprio padre, tuttavia,
se quel tal figlio fosse
destinato a un servizio la cui importanza trascendesse
tutti gli obblighi
personali o familiari, il dovere del suo ministero
giustamente avrebbe la
precedenza.

Sentinelle sulle torri

Isaia 62:6 ‘Sulle tue mura, Gerusalemme, io ho
posto delle sentinelle; non
taceranno mai, né giorno né notte.
Voi che destate il ricordo del SIGNORE,
non abbiate riposo’

Nell’antica Israele le città erano circondate
da mura lungo la cui sommità
venivano erette delle torri situate in punti strategici.
Nelle torri
venivano messe delle sentinelle che dovevano fare
la guardia giorno e notte
per evitare che il nemico attaccasse la città di
sorpresa. La negligenza di
una sentinella nel compimento del suo dovere è cosa
talmente grave che va
punita severamente perché può essere
causa della morte di altre persone. La
parola greca usata frequentemente nell’Antico Testamento
per rendere l’idea
della vigilanza "significa stare svegli, vigilare,
in modo da fare
attenzione affinché per negligenza o indolenza
qualcuno non venga
improvvisamente colpito da qualche perniciosa calamità".
Oggi i membri della Chiesa sono in grado di riconoscere
chiaramente il
nemico e il suo modo di operare perché hanno
dei profeti viventi che
rivelano loro la volontà di Dio. Questi
sono quindi chiamati dal Signore ad
ammonire i malvagi, ricordando loro la distruzione
che li attende se non si
pentiranno, e a proteggere Sion e i suoi abitanti.
Ecco perché il Signore
chiama oggi i Suoi servi autorizzati "sentinelle
sulle torri di guardia"

Ai Suoi discepoli Gesù usa parole dure
e richiede la dedizione e il
cambiamento di comportamento.

Le buone maniere di un discepolo sono:
- la dirigenza è una chiamata e non un’ambizione;
- gli interessati calcolino bene quello che a loro
viene richiesto prima
di accettare la chiamata;
- chi è chiamato a servire, deve rinunciare
al godimento della casa e
della vita familiare se i doveri della chiamata
lo esigono;
- Luca 16:8 ‘E il padrone lodò il fattore
infedele perché aveva operato
con avvedutezza; poiché i figliuoli di questo
secolo, nelle relazioni con
que’ della loro generazione, sono più accorti
dei figliuoli della luce.’
Cercare le ricchezze spirituali con lo stesso entusiasmo,
dedizione ed
energia che gli uomini del mondo dimostrano nei
confronti delle ricchezze
terrene. L’anziano Talmage spiegò che il
Signore disse questa parabola per
"
dimostrare il contrasto tra la cura, la previdenza
e la dedizione di uomini
occupati negli affari terreni, tesi al profitto,
e i timorosi sistemi di
molte persone che professano di essere protese
alla ricerca di ricchezze
spirituali". Il Signore non dice che dobbiamo
emulare la malvagie azioni del
fattore infedele, ma che dobbiamo cercare la ricchezza
spirituale con la
stessa energia e gli stessi sforzi che quel servitore
dedicava alla ricerca
della ricchezza materiale.
L’anziano Talmage continua: "Gli uomini preoccupati
delle cose di questo
mondo non trascurano di provvedere ai loro anni
futuri, e spesso sono
assetati in modo peccaminoso di accumulare in abbondanza,
mentre i ‘figli
della luce’, ossia coloro che credono che la ricchezza
spirituale sia al di
sopra di tutti i beni terreni, sono meno dinamici,
prudenti o saggi. (Gesù
il Cristo, 345);
- i dirigenti devono essere come delle sentinelle
sulle torri.


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