Questo discorso fu fatto il 19 Agosto
1983 al Marriot Center
23 anni fa in questa stessa occasione ho offerto la
preghiera
d’apertura nella uqale ho detto:"Ci siamo riuniti qui oggi
rivestiti
nle vesti scure di un falso sacerdozio." Molti mi hanno
chiesto dopo
se veramente avessi detto una cosa cosi’ scioccante, ma
nessuno mi ha
mai chiesto cosa intendessi. Perche? Semplice perche’
alcuni
conoscevano la risposta e seondo perche’ non facciamo
tante domande a
BYU, ma per mio proprio sollievo ringrazio l’;opportunita
che ho di
poter spiegare:"Un falso sacerdozio".
Perche’ un sacerdozio? Perche’ questi vestiti
originariamente
denotavano coloro che avevano presi gli ordini sacerdotali
ed un
college era un "mistero" con tutti i riti, segreti,
giuramenti,
prove, feste e solennita’ che andavano con l’iniziazione
verso un
grado piu’ alto di conoscenza.
Ma perche’ falso?
Perche’ e’ una finezza acquisita atrraverso il tempo che
ci e’
pervenuta fino a noi da imitatori non autorizzati. Non fu
che fino al
1893 che "una commissione intercollegiale fu formata per
disegnare un
uniforme codice di berretti, vestiti, e mantelle negli
stati uniti.
Prima di allora non vi erano regole, ognuno se li faceva a
suo
proprio piacere e questa liberta’ andava indietro nel
tempo. Gli
ultimi imperatori romani, come apprendiamo da Du Cange,
segnarono
ogni passo nel loro declino del loro potere e gloria con
l’aggiungere qualche nuovo ornamento ai risplendenti
vestiti che
proclamavano i loro sacri uffici e domini.Quando furono
sconfitti, i
re delle tribu’ che presero le loro terre ed il posto
dell’impero
gareggiarono tra di loro imitando i maestri romani e
determinaroro
anche di superarli nella teatrale varieta’ e ricchezza di
cappelli e
vestiti.
Una delle 4 corone vestite dall’imperatore era lo
sparviere o vassoio
( la parola e’ mortarboard ed il dizionario da queste due
definizioni)
I re francesi la ebbero da Carlo magno, modello e
fondatore delle
loro linee regali. Per citare Du Cange.
"Quando i re francesi finirono il palazzo a Parigi per
erigere un
Tempio di Giustizia, nello stesso giorno essi conferirono
i loro
adornamenti regali su coloro che avrebbero presieduto da
li in
poi.Affinche i giudizi che sarebbero stati espressi dalle
loro bocche
avrebbero avuto peso ed autorita’ tra il popolo, come se
fossero
venuti dalla bocca del principe stesso ( l’idea del
mantello di
autorita’ conferente gloria al suo successore). E’ a
queste
concessioni che le mortarboards e le porpore e gli altri
vesttit dei
cancellieri di Francia ed i presidente del parlamento sono
dovuti. I
loro vestiti o epitologia sono ancora fatto alla maniera
antica il
nome mortarboard e’ dato al diadema perche’ e’ a forma di
vassoio per
mescolare lo stucco ed e’ piu’ grande sulla cima che sul
fondo. ma da
dove gli imperatori romani lo avevano preso? Per prima
cosa la
mortarboard era chiamata "giustiniana" a causa del suo uso
da parte
dell’imperatore Giustiniano, che la introdusse dall’Est.
Egli aveva
il suo protocollo dai monarchi dell’Asia, in particolare
del grande
Shah, dal quae vengono tracciati i Khans delle steppe e
gli
imperatori mongoli, che vestivano il bottone d’orato di
tutta la
saggezza sulla cima del cappello come si fa adesso, ache
gli Sciamani
del Nord lo avevano e fra gli Laplanders e’ ancora
chiamato "iol
cappello dei 4 venti".
Vi e’ un altro tipo di vestito descritto in Esodo e
Levitico ed il
terzo libro di Giuseppe Flavio, le antichita’, il vestito
bianco ed
il cappello di lino del sacerdozio ebraico, che ha qualche
rassomiglianza a qualche vestito egizio. Questi furono
abbandonati
interamente, comunque, con il passaggio del tempio e non
furono mai
piu’ imitati dagli ebrei. Entrambi, il loro bianco di base
ed il loro
disegno peculiare, specialmente come mostrato negli ultimi
studi di
Israele sono molto simili ai nostri garment. Questo non e’
il luogo
ed il momento per parlare di questo soggetto, lo cito solo
per
chiedermi:"Che cosaa succederebbe se io mi presentassi per
un
endwment nel tempio cosi’ vestito?" certo vi sarebbe
qualcosa di
incongruo ed anche di comico, ma perche’ sarebbe cosi’?
L’idea
originale dietro entrambi i garment e’ la stessa, di
provvedere un
vestito che dia l’idea di adattarsi ad un altro ambiente
che non sia
quello del mondo. la sezione 109 di D&A descrive la
funzione e lo
scopo del tempio come quella di una universita’, una casa
diove
ognuno cerca di apprendere per studio e per fede, tramite
i migliori
libri ( nessuna lista ufficiale e’ data) e dalla
discussione
costante, diligentemente insegnandosi l’un l’altro le
parole di
saggezza, ognuno cercando una piu’ grande luce e
conoscenza di tutte
le cose, come riunite in uno per cui "Universita’" questa
parola dice
uni- versita’.
Sia il bianco che il nero dei vestiti proclamano una
preoccupazione
primaria per cose della mente e dello spirito, sobrieta’
di vita e
concentrazione di scopo che sia rimossa dalla meccanica
routine della
vita di ogni giorno. Il cappello ed il vestito annunciano
che colui
che le porta ha accettato certe regole di vita e che e’
stato provato
in speciali tipi di conoscenza.
Cosa c’e’ allora di sbagliato in questi vestiti? per una
cosa vi e’
qualcosa di teatrale e troppo facilmente incline a chi li
veste,
ingannato dal suo splendore, come una finzione.
Al tempo di Socrate le sofiste facevano una cosa grande
del loro modo
di vestire. Era tutta una messa in scena certo ma con lo
scopo di
fare colpo e da qui viene la parola sofista che e’ colui
che ha
tecniche irresistibile di persuasione dovute piu’
all’apparenza che
alla sostanza.
Questa fu l’educazione classica che la cristianita’
abbraccio’ sotto
la spinta di sant’Agostino. Lui aveva imparato per
esperienza che non
si doveva aver fiducia nella rivelazione perche non si
poteva
controllarla, Lo Spirito soffia dove e’ ascoltato e cio’
che la
chiesa necessitava wera qualcosa di piu’ disponibile ed
affidabile
dello Spirito qualcosa che lui definiva "commodior et
multitudini
tutior" "piu’ maneggiabile e piu’ affidabile per le
persone" della
rivelazione o della ragione e cio’ e’ esattamente cio’ che
l’educazione retorica ha da offrire.
All’inizio di questo secolo gli
studiosi stavano dibattendo
strenuamente il momento di transizione da Geist to Amt,
dallo spirito
all’ufficio, dall’ispiorazione alla cerimonia nella
leadership nella
chiesa antica, quando il leader ispirato era riposto dal
tipico
vescovo locale, un ordinato ed eletto ufficiale,
ambizioso, geloso,
calcolatore, ricercatore di potere, autoritario, un abile
politico e
maestro nelle pubbliche relazioni, la retorica
santagostininaia, Allo
stesso tempo i doni carismatici, i doni spirituali, da non
essere
accettati come credibili, furono riposti dai riti e
cerimonie che
potevano essere controllate sia nei tempi che nei modi,
tutti
seguirono il modello Romano imperiale come Alfoeldi ha
provato,
includendo i vestiti ed i cappelli.
Giu’ attraverso i secoli i vestiti non hanno mai mancato
di tenere il
pubblico a distanza, ispirando una paura per certe
professioni ed
impartire un aria di solennita’ e mistero che e’ stata
come denaro
messo in banca, ha fatto profitto. Le 4 facolta’ di
Teologia,
Filosofia medicina e Legge sono state il perenne letto non
solo della
saggezza professionale ma cnhe della venalita’ cosi’
generosamente
esposta alla pubblica vista da Platone, rabelais, Moliere
e cosi’ via.
Cio’ che ebbe luogo nel mondo cristiano greco romano fu lo
scambio
fatale da leadership a management che segno’ il declino e
la caduta
delle civilta’.
A questo punto, il capitano Grace Hopper sta richiamando
la nostra
attenzione al contrastente conflitto di nature fra
management e
leadership. Questi dice che nessuno ha mai managed gli
uomini nella
battaglia. Questi vuole piu’ enfasi nell’insegnare
leadership. ma la
leadership e’ qualcosa che non puo’ essere insegnata e’
come
insegnare la creativita’ ad un genio.La Generalstab ha
cercato
disperatamente per un centinaio di anni di addestrare una
generazione
di leaders per l’armata tedesca, ma non ha mai funsionato
perche’ gli
uomini che compiacevano i loro superiori ricevevano i
comandi
superiori, mentre quelli che piacevano ai comandi
inferiori, i
leaders venivano ripresi.
I leaders sono di natura gente che muove, che fa sveglaire,
originali, pieni di inventiva, pieni di immaginazione,
pieni di
sorprese che sconfiggono il nemico in guerra e ed il
governo durante
la pace. I managers, sono prudenti, conservatori,
facilmente
prevedibili, conformi alle organizzazioni, giocatori di
squadra,
dedicati al gruppo dirigente.
Il leader per esempio ha la passione dell’uguaglianza. Se
pensiamo di
grandi generali come davide. Alessandro ed altri, vediamo
che avevano
il piacere di condividere gli umori dei loro uomini,
chiamandoli per
nome proprio, marciando con loro, dormendo con loro sul
selciato e
soprattutto in prima linea. Una famosa ode di un soldato
greco
sofferente, Archilochus, ci ricorda che gli uomini
dell’esercito non
sono cosi’ stupidi di accetare leaders che si propongono
come tali
solo a parole.
Il manager, daltra parte l’idea di una uguaglianza gli e’
ripugnante
e davvero controproducente. Dove promozione, privilegi e
potere sono
il nome del gioco, timore e riverenza per il superiore e’
tutto. Dove
sarebbe il management senza l’inflessibile burocrazia, i
vestiti
standard, attenzione al sociale, politico e religioso,
vigilante
studio delle abitudine e delle attitudini e cosi’ via per
gratificarsi i "superiori" e mantenere la propria
sicurezza.
"Se voi mi amate" disse il piu’ grande di tutti i
leaders "osserverete i mie comandamenti"
Il manager invece dice "Se tu sai cio’ che e’ buono per
me, tu
osserverai i miei comandamenti."
Questo e’ perche’ la crescita del management sempre segna
il declino
della cultura.Se il management non va per Bach, bene non
vi sara’
Bach nel meeting, se il management pensa che una cosa vada
bene per
lor, bene il pubblico la ricevera’ per intero.
Per la legge di Parkinson, che mostra come il management
ingoia
qualsiasi cosa egli aggiungeva cio’ che chiamava la "legge
di
injelitance. I managers non promuovono individui la cui
competenza
potrebbe minacciare la loro propria posizione e cosi’ come
il potere
del management si sparge dappertutto provoca che
deterioreranno tutt.
In breve, mentre il management sfugge le’guaglianza, si
nutre di
mediocrita’.
Daltra parte la leadership e’ una fuga dalla mediocrita’.
Tutti i
grandi depositi di arte, scienza e letteratura del passato
di tutte
le civilazzioni sono nutriti da grandi leaders. Infatti le
qualita’
dei leaders sono le stesse in tutti i campi, il leader
essendo
semplicemente uno che da il piu’ alto esempio ed anche di
aprire ad
una luce piu’ grande e di conoscenza deve per forza
romepere la
mediocrita’.
"Una nave in porto e’ sicura" dice ancora Hopper, parlando
dei
managers " ma non per quello scopo che le navi sono
costruite" e
cosi’ va a puntualizzare sulla leadership. I veri leader
ispirano
perche’ sono ispirati, impeganti in una causa piu’ alta,
senza
ambizioni personali, idealisti ed incorruttibili.
Vi e’ necessariamente un po’ di manager in ogni leader
(quale miglior
esempio che di Brigham Young), come vi dovrebbe essere un
po’ di
leader fra i managers.
Parlando del tempio per il tempio management, gli scribi
ed i farisei
tutti nelle loro vesti ufficiali, il Signore li
rimprovero’ per una
cosa di parte. Essi tennero attenti resoconti di tutto
cio’ che
veniva portato nel tempio ma nei loro affari mancarono il
necessario
fair play, la compassione e la buona fede, che guarda caso
sono le
prime qualita di un leader. Il Signore insiste’ che
entrambi gli
stati di mente erano necessari e che era importante "fare
una cosa
senza dimenticare l’altra." Ma se un cieco guida un altro
cieco"
continua, che stravolge le priorita" che misura il
moscerino e poi
inghiotte il cammello" Matteo 23:23. Cosi’ grande era la
discrepanza
fra management e leadership che solo un cieco non
l’avrebbe notata.
La storia abbonda in confrontazioni
drammatiche fra i due tipi, ma
nessuna e’ piu’ stringente dell’epica storia
dellacollisione fra
Moroni ed Amaliachia. Uno il grande capo carismatico,
l’altro il
furbo manager del libro di Mormon. Noi sappiamo che Moroni
non
trovava piacre nello spargimento di sangue e che avrebbe
fatto
qualunque cosa per evitarlo spingendo il suo popolo
ripetutamente di
fare alleanze di pace e di preservarli tramite la fede e
la
preghiera. Lui rifiuto’ di parlare del nemico perche’ era
fato
di "fratelli" confusi dalla tradizioni dei loro padri, Lui
li
combatte’ ma con molta riluttanza e MAI invase i loro
paesi, anche
quando loro minacciavano l’invasione del suo proprio,
infatti Moroni
non si senti’ mai minacciato perche’ confidava
strettamente nel
Signore. Al piu’ piccolo segno di un indebolimento del
nemico in
battaglia, Moroni avrebbe sitantemente proposto una
discussione per
porre fine al combattimento. L’idea di una vittoria totale
gli era
estranea, nessun vendetta, nessuna punizione, niente di
niente era
richiesto anche all’aggressore del suo popolo. Lui avrebbe
sempre
rimandato a casa un nemico battuto, accettando per buona
la loro
parola di un buon comportamento o invitando loro di stare
su
terriottorio Nefita anche quando sapeva di correre dei
rischi. Anche
i suoi concittadini che combatterono contro di lui,
precedenti
cospiratori e tarditori dovevano solo promettere di
sostenere di
nuovo l’esercito per sservi riammessi. Come Helaman,
insiste’ che che
gli obiettori di coscienza potessero mantenere i loro voti
e non
andare alla guerra anche quando il loro aiuto era
estremamente
necessario. Sempre con la preoccupazione di fare la cosa
giusta non
avrebbe mai cercato un vantaggio ingiusto sul suo nemico.
Senza
ambizioni personali, ogni volta che una guerra finiva,
lasciava il
comanda delle sue armate e se ne tornava a casa Alma
62:43, sebbene
come eroe nazionale potrebbe aver avuto incarichi ed
onori. Il suo
motto era "non cerco potere" e penso di se stesso soltanto
come uno
degli altri. Se tutto cio’ suona troppo idealistico, posso
ricordarvi
che vi sono stati realmente uomini come questo nella
storia, cosa
difficile da immaginarsi oggi.
Soparattutto, Moroni era un capo carismatico,
personalmente cercando
di aiutare il popolo e fu chiamato come capo
spontaneamente dal
popolo che corse insieme a lui spontaneamente al suo
"titolo della
liberta’", la bandiera dei poveri e dei diseredati di
Israele Alma
46:12-13, 19-2. Egli aveva poca pazienza con il management
e scrise
lettere dure ai grandi uomini che sedevano sul trono in
uno stato
di" stupore senza pensiero" e quando fu necessario egli
salto’
l’intero sistema e "altero il management degli affari dei
nefiti" per
contrrobattere l’abilita’ manageriale di Amalichia Alma
49:11).
Ancora poteva chiedere scusa in maniera meravigliosa
quando
apprendeva di aver sbagliato, guidato da un impulso
generoso per un
esagerato contempo nei confronti del management ed egli
con gioia
condivise con Pahoran la gloria della vittoria finale,
l’unica cosa
che di solito ambiziosi generali riservano solo per loro
stessi.
Ma se Moroni odiava cosi’ tanto la
guerra perche’ fu un generale
cosi’ dedicato?
Egli non ci lascia alcun dubbio al riguardo, egli prese la
spada solo
come ultima spiaggia:"Io non cerco potere, ma di
abbatterlo" Alma
60:36. Egli era determinato " di abbattere il lor orgoglio
e la loro
nobilta’", l’orgoglio e la nobilta’ di quei gruppi che
stavano
cercando di sovevrtire le cose Alma 51:17. I "fratelli
Lamaniti" che
egli combatte erano i reluttanti ausiliari di Zoramiti ed
Amalechiti,
i suoi propri concittadini. Loro "crescevano in orgoglio,
a cuasa
delle loro ricchezze e cerco’ di Alma 45:23 Alma 51:8
Inoltre questi si unirono a giudici importanti che avevano
molti
amici (le giuste connessioni sono sempre importanti) piu’
quasi tutti
gli avvocati ed i sommi sacerdoti ai quasi si aggiunsero
Alma 46:4.
Tutti questi Amalichia fu capace di fondere assieme con
immensa
abilita’ manageriale per formare una coalizione singola
ultra
conservativa che si impegno’ di "sostenerlo e stabilirlo
com eloro
re." Aspettando che "egli li avrebbe fatti governatori sul
popolo."
Alma 46:5 Molti nella chiesa furono vinti dall’oratoria di
amalichia
perche’ era ammaliatore ed incantevole secondo il libro di
Mormon ed
un comunicatore persuasivo (lasciatemi fare un commento i
nostri
politici sono degli assi in questo).
Egli fece della guerra una pietra angolare della sua
politica e
potere, usando un sistematico e pianificato sistema di
torri dove
portavoce ben allenati per combattere sui loro dirittti,
intendendo
la carriera di Amalichia. Cosi’ mentre Morini aveva
gentili
sentimenti verso il nemico, Amalichia non aveva alcun
interese nel
sangue del suo stesso popolo Alma 49:10. Il suo scopo era
quello di
divenire re sia dei nefiti che dei lamaniti usando gli uni
per
sottomettere gli altri Alma 46:5. Era un maestro di
sporchi trucchi,
ai quali doveva alcuni dei suoi piu’ brillanti successi,
dovuti ad
astute uccisioni, buone pubbliche relazioni con i poteri e
grande
abilita’ esecutiva. Il suo spirito era tale da giurare che
avrebbe
bevuto il sangue di Alma, che lo intralciava. In breve era
l’opposto
di cio’ che stava per Moroni.
E’ a questo punto che nella storia del
libro di Mormon appare per la
prima volta la parola management e ve ne sono tre in tutto
in tutte
le scritture. La prima fu quando Moroni Alma 49:11 durante
una crisi.
Poi vi fu Korihor, il portavoce ideologico degli zoramiti
ed
amalechiti, che predicava che ogni uomo… Alma30:17 ed
Alma 30:28.
Infine, come Moroni usciva di scena, la vecchia coalizione
ottenne il
management del governo ed immediatamente giro’ la sua
schiena ai
poveri Helaman 6:39, mentre ordinavano giudici che
cooperavano con
loro lasciando i colpevoli ed i malvagi andare impuniti a
causa dei
loro soldi. Helaman 7:5. Questo ebbe luogo nell’America
centrale.
Tale era il management a cui Moroni si oppose con tutti i
mezzi.
Fratelli, prendimao il capitano Moroni per modello e non
dimentichiamoci mai per cio’ che lottiamo, per i poveri,
idimenticati
e coloro che non piacciono, e cio’ per cui lottiamo
contro, orgoglio,
potere ricchezza ed ambizione o come combattiamo per i
generosi ed i
magnanimi o per meglio dire i leaders in ogni senso.
Moroni avversava il management per il suo amore della
gloria e le
cose vane del mondo Alma 60:32 e noi siamo stati avvertiti
contro le
cose di questo mondo proprio di recente alla conferenza
generale
della chiesa. Ma cosa sono esattamente le cose del mondo?
Un test di
sicura infallibilita’ e’ contenuto nella ben nota
massima:"Tu puoi
contrare ogni cosa per denaro." Se una cosa e’ di questo
mondo si
puo’ comprare per denaro, se invece non puoi comprarla per
denaro
significa che non e’ di questo mondo. Cioe’ cio’ che rende
tutta la
cosa "fattibile" sono i numeri, il denaro e’ puramente
numerico, con
il convertire tutti i valori in numeri ogni cosa puo’
essere messa in
un computer e maneggiata con facilita’ ed efficienza.
"Quanto?" e’ la
semplice domanda che viene posta. Oscar Wilde diede una
meravigliosa
definizione dl manager quando disse "che questi conosce il
prezzo di
ogni cosa ed il valore di niente" infatti per lui il
valore e’
il "prezzo"
Guardatevi attorno qui. Vedete qualcosa che non puo’
essere comprato
per soldi? Vi e’; qualcosa qui che voi non potreste
comprare se foste
abbastanza ricchi? Bene ma vi e’ una cosa che voi potreste
pensare di
scoprire come l’intelligenza, l’integraita, la sobrieta’
lo zelo, il
carattere ed altre qualita’ nobili, non sono forse i
vestiti ed i
berretti che lo provano? Ma fermi tutti! io sono sempre
stato
insegnato che queste sono le cose che i managers
ricercano, infatti
queste qualita’ fanno salire i prezzi sul loro mercato.
Questo e’ il
motivo per cui li ricercano ma purtroppo queste cose non
sono
acquistabili, tali cose non hanno prezzo e non possono
essere
barattate ma possono solo essere conquistate moralmente e
non
fisicamente e non essendo di questo mondo possono essere
acquisite
solo nel reame dell’integrita’ e dell’impegno morale. E’
solo nel
regno di Dio che queste qualita’ vengono considerate sacre
ed
importanti proprio per la scarsita’ di cui sono trovate
nel mondo. Il
tuo denaro perisca con te, affermo’ Pietro a Simone il
mago che
cercava di "comprare" cose al di fuori del mondo come in
una semplice
transazione Atti 8:9-24
Il capo dei nostri sommi sacerdoti di rione e’ una persona
intelligente ed integra e recentemente fu visitato da un
missionario
ritornato che era andato a visitarlo per vendergli una
asicurazione.
Facendo leva sulla sua passata missione, l’ex missionario
rassicurava
il fratello in questione che lui aveva la giusta polizza
per lui
proprio come sapeva che il Vangelo era vero. Il mio amico
con maniere
gentili lo mise alla porta, infatti la nostra
testimonianza non puo’
essere venduta per denaro e deve essere tenuta sacra. I
primi
cristiani chiamavano Christemporoi coloro che
mercanteggiavano i doni
spirituali o le cose relative alla chiesa. Le cose di
questo mondo e
le cose dell’eternita devono essere tenute separate
perche’ lo sono,
esse sono il sacro ed il profano e mischiandole si ha un
effetto,
ridicolo sulle cose terrene e diabolico su quelle sacre.
Per questo oggi molte persone si saranno scioccate dalla
mia
preghiera di apertura e perche’ parlo di questo tema cosi’
impopolare.
Quest’ultimo anno sono stato assalito da una fiumana di
visitatori,
di telefonate e lettere da persone agonizzanti su cio’ che
potrebbe
essere chiamato un cambiamento radicale. Il problema era
la
ripugnanza di studenti ( di solito appena laureati) che
hanno
sentito, una volta al lavoro che magari ne avrebbero
preferito un
altro. Ma che cosa possono fare? "Se tu lasci il mio
lavoro, dice il
manager che cosa sara’ di te? Ma oggi non e’ disillusione
ma e’ la
coscienza che fa nascere il problema di "cercare prima la
sicurezza
finanziaria e poi tutte le altre cose saranno
sopraggiunte" Ma questa
e’ una perversione delle scritture ed una immorale
inversione dei
valori.
Per sostenere questa massima si fanno sforzi immani di
volonta’ di
immaginazione per difenderla. Slogans, cliche’ morali,
esercizi
spirituali di una attenta dialettica cercano di fare e di
dare cio’
che viene chiamato "Wealth mind set" una disposizione
mentale verso
la ricchezza con la rassicurazione ( nelle parole di
Korihor che
qualunque cosa l’uomo faccia non e’ crimine Alma 30:17.
Non vi sono
forse le antiche discipline degli avvocati, i managers dei
managers,
che sono capaci di provare al mondo che non vi sono
crimini (senza
offesa per gli avvocati).
In una delle mie ultime classi uno studente che si era
laureato in
affari scrisse questo, da tener presente che
l’assegnamento era di
paragonarsi con un personaggio della perla di gran prezzo
e questi
abbastanza curiosamente scelse Caino.
questo e’ quanto scrisse:
Molte volte mi meraviglio se molti dei miei desiderisono
troppo
incentrati su me stesso.Caino era incentrato su se stesso.
Egli
sapeva dell’impatto della sua decisione di ucidere Abele.
Ora, Io non
ignoro Dio e non faccio patti con Satana, comunque io
desidero
ottenere guadagno. Sfortunatamente il mio desiderio di
avere successo
in affari non aiuta necesariamente il regno di Dio a
crescere (un
rinfrescante segno di onesta’). Forse sono pessimista, ma
io sento
che pochi uomini d’affari si sono in effetti dedicati a
far crescere
la chiesa senza prima desiderare la gratificazione
personale. Come
affare primario mi meraviglio riguardo l’etica degli
affari " Carica
piu’ che puoi un prodotto che e’ stato fatto da qualcun
altro che ha
ricevuto un compenso esiguo, infatti tu godrai dei
benefici della
differenza" Come uomo d’affari io vivro’ sempre sfruttando
l’abilita’
di altri e non la mia? Contribuiro’ alla societa’ o
ricevero’
qualcosa da questa senza aver fatto niente, come Caino?
sempre
cercando di rimanere onesto devo ammettere che queste sono
domande
difficili per me.
Queste sono state rese dificili dalla retorica dei nostri
tempi. La
chiesa era piena di uomini al tempo di paolo che supponeva
" che la
pieta’ dovesse essere fonte di guadagno 1 Timoteo 6:5 e
fare anche in
modo che anche gli altri lo credessero. Oggi le toghe nere
danno un
timbro di ufficialita su quella stessa proposizione. Ma
non dobbiamo
biasimare il Collegio del Commercio! I Sofisti
cominciarono quel
gioco ben 2500 anni fa e noi non possiamo biasimare gli
altri che
vogliono entrare in qualcosa di cosi’ profittevole. Gli
eruditi
dottori e maestri hanno sempre saputo che il loro pane era
sempre
imburrato e che il loro posto era sempre in linea. Il
mondo degli
affari e gli "studi indipendenti" hanno riempito gli
ultimi gaps ed
oggi, non importa che valigia hai, tu ci potrai sempre
mettere un
cappello ed un vestito e non essere preoccupato che il
management
stia ancora facendo lo schow, loro lo hanno sempre fatto.
Molti di voi qui oggi sono qui solo perche credete che
questa
sciarada vi aiutera’ a stare davanti nel mondo, ma negli
ultimi anni
alcune cose sono sfuggite di mano "l’economia" una volta
la cosa piu’
importante nelle nostre vite materialistiche e’ divenuta
"l’unica"
cosa. Tutti si sono dedicati interamente all"economia" che
in pratica
sta ingolfando e soffocando ogni altra cosa. Se il
presidente Kimball
(presidente a quel tempo) e’ "Timoroso e dispiaciuto" da
cio’ che
vede, io non posso far meglio che concludere con le sue
parole"Dobbiamo lasciare fuori dalla nostra adorazione gli
idoli del
tempo moderno e non affidarci al braccio di carne perche’
il Signore
ha detto a tutto il mondo nel nostro giorno " io non
risparmiero
alcuno di coloro che rimangono in Babilonia" (I falsi dei
che
adoriamo Ensign June 1976 pag 6 e Babilonia e’ proprio qui
dove
siamo>
In un tempo dimenticato, prima che lo spirito fosse
cambiato per
l’ufficio e l’ispirata leadership fosse cambiata per
l’ambizioso
management, questi vestiti erano designati per
rappresentare il
ritiro dalle cose del mondo, come i vestiti del tempio
ancora fanno.
Che noi possiamo divenire piu’ pienamente consapevoli del
vero
significato di entrambi (vestiti) e’ la mia preghiera nel
nome di
gesu’ Cristo
Amen
Hugh Nibley


