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SARIAH E LE DONNE IN 1 NEFI - (Prima Parte)

(Giornale di Studi sul Libro di Mormon -
Pubblicato da F.A.R.M.S.,

la Fondazione per la Ricerca Antica e
gli Studi Mormoni - Brigham Young University) 

Eí interessante notare che , nel
leggere 1 Nefi, si puoí considerare líesperienza di otto
anni nel deserto attraverso gli occhi delle donne nel
gruppo di Lehi.

Poicheí 1 Nefi eí il resoconto scritto
di due uomini (Lehi e Nefi), eí naturale incontrare la
loro fede e scarificio in ogni sua pagina. Le donne,
tuttavia, non sono cosií visibili come gli uomini e le
loro voci possono apparire mute o affievolite.

Durante la storia dellíantica Israele,
la cultura prevalente e la interpretazione della legge
mostravano poca sensibilitaí verso le donne. Per esempio
la legge israelitica vedeva le donne come una estensione
dei loro padri o mariti. Poicheí al matrimonio le donne
divenivano membri della famiglia di un altro uomo, gli
uomini vedevano le donne come "individui transitori nella
loro famiglia di residenza". In aggiunta, le leggi sul
divorzio differivano da uomini a donne. Solo gli uomini
potevano inziare una pratica di divorzio, implicitamente
affermando che le donne non potevano (vedi Deuteronomio
24:1-4). Un uomo poteva legalmente vendere una figlia in
matrimonio per poter pagare un debito (vedi Esodo 21:7-9),
ma nessuna menzione eí fatta nel caso di figli maschi. Un
servo ebreo maschio era automaticamente reso libero dopo
sette anni di servituí, ma una serva donna veniva resa
libera solo se le sue necessitaí essenziali non erano
soddisfatte (vedi Esodo 21:2-4, 10-11). Persino I legati
testamentari e le ereditaí di terreni erano regolati solo
fra uomini (vedi Numeri 27:8; 36:6-8), e la societaí
israelita considerava le donne impure due volte piuí a
lungo dopo aver dato alla luce una bambina che non un
maschio (vedi Levitico 12:2-5).

Porzioni degli scritti di Nefi
reflettono il fatto che Lehi e la sua famiglia erano
prodotti di questa cultura israelita. Per esempio, Nefi
riporta che Lehi "lascioí la sua casa, e la terra
della sua ereditaí, e il suo oro, il suo
argento, e le sue cose preziose" (1 Nefi 2:4) e che
egli e I suoi fratelli si assicurarono le tavole di bronzo
che contenevano "la genealogia di mio padre"(1 Nefi
3:12). Egli riassunse come "le cose di mio padre ed
anche dei miei fratelli"(1 Nefi 10:1). Siamo certi
che la madre, moglie, suocera, cognate, e figlie di Nefi
giocarono un ruolo fondamentale durante gli eventi che
portarono allo stabilirsi nel Nuovo Mondo. Tuttavia,
bencheí Nefi scrive I nomi di suo padre e dei suoi
fratelli, líunico nome di donna che appare nei resoconti
eí quello di sua madre Sariah.

Díaltro canto, non possiamo che
mostrare meraviglia di fronte all saggezza divina di cui
sono impregnati gli scritti di Nefi e che trascendono la
sua cultura nazionale. Infatti, possiamo senzíaltro dire
di sentire profondamente la voce di Dio attraverso
dottrine insegnate da profeti che forse non si rendevano
completamente conto della profonditaí di tali
insegnamenti. I sermoni ispirati del Libro di Mormon non
contengono alcuna traccia di ineguaglianza tra uomini e
donne e sembrano contraddire la cultura predominante del
tempo. Nefi dichiaroí coraggiosamente che Dio "non si nega
ad alcuno che viene a Lui, bianco e nero, schiavo e
libero, maschio e f emmina; ed Egli si ricorda del
pagano e tutti sono uguali di fronte a Dio, sia Giudei che
Gentili" (2 Nefi 26:33). Similmente, il fratello piuí
giovane di Nefi insegnoí che "ogni essere eí prezioso agli
occhi di Dio" (Giacobbe 2:21). Nonostante una cultura
ebraica tendente a confondere líimportanza di ogni
elemento della popolazione, la dottrina e le promesse di
Dio parlano a tutti I suoi figli e trascendono ogni
cultura terrena.

Inoltre, gli scritti di Nefi in realtaí
contengono molti riferimenti alle donne. "La meraviglia
non eí che cíeí cosií poco sulle donne nel Libro di
Mormon, ma che cíeí cosií tanto, date le tradizioni di
quei tempi". Viste in questa luce, gli episodi in cui
donne sono incluse nella narrativa di Nefi dovrebbero
essere riguardati non come irrilevanti, ma degni di seria
considerazione.

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