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RAGGIUNGIAMO LA NOSTRA TERRA PROMESSA

di Evans TONON

"Or l’Eterno disse:
Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di
tuo padre nel paese che ti mostrerò…e Abramo se ne andò,
come l’Eterno gli aveva detto".
Pinchas Peli commenta: "Andare verso la terra promessa non
fu certo una gita di piacere per Abramo, ma possiamo
presumere che intraprese il viaggio con solerzia e senza
lamentarsi troppo, consapevole che doveva lasciare la casa
di suo padre per andare verso la casa del Padre Celeste.."

Da allora il Signore ha sempre chiamato i Suoi seguaci a
lasciare le loro case per raggiungere una nuova terra.
Nella storia del popolo del Signore due parole sono quasi
una costante: "terra promessa" e "deserto". Terra promessa
è il luogo che Egli prepara per la dimora dei Suoi figli
giusti che decidono di servirLo. Deserto è ciò che devono
attraversare per raggiungere la nuova dimora ed essere
benedetti. Abramo quindi lasciò il suo paese d’origine per
una nuova terra in cui sarebbe stato padre di una grande
nazione. Mosè portò fuori dall’Egitto il popolo d’Israele
e lo guidò attraverso il deserto finche raggiunse la terra
promessa. Lehi, il profeta del Libro di Mormon, fuggì con
la propria famiglia dalla malvagia Gerusalemme e, vagando
per il deserto, raggiunse infine il continente americano,
la nuova terra promessa. Nel Secolo scorso i primi membri
della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni
furono scacciati dalle loro case, spinti verso il deserto
e trovarono la pace solo nell’ovest, tra le Montagne
Rocciose, la loro terra promessa.
Ora, se deserto e terra promessa sono costanti nella vita
dei Santi, qual è la nostra terra promessa? E quale
deserto dobbiamo attraversare?
Eterna felicità o esaltazione è la nostra meta; questa
vita con le sue gioie e i suoi dolori, le sue benedizioni
e le sue prove è il cammino verso quella meta. E in questo
cammino incontreremo il deserto. Che si tratti di valli
desolate o di irti monti non possiamo dimenticare che
oltre la notte ci attende il mattino e oltre il deserto ci
attende una terra promessa.

Tra i mille, quello di Giuseppe Verdi è un esempio di
notte a cui segue la luce del mattino.
Tra l’agosto del 1838 e il giugno del 1840 prima i suoi
due figli, e poi sua moglie Margherita, morirono. A
settembre del 1840 l’opera buffa "Un giorno di regno" fu
un grandissimo fiasco e fu tolta dalle scene dopo soltanto
due rappresentazioni.

Verdi racconta: "Con la mente tormentata dalle mie
sfortune domestiche e amareggiato dal fallimento del mio
lavoro, ero convinto che non avrei trovato conforto
nell’arte e decisi di non comporre più. Una sera
d’inverno.. incontrai Merelli.. nevicava molto e,
prendendomi per il braccio, mi invitò ad accompagnarlo nel
suo ufficio alla Scala. Parlammo e mi disse di trovarsi in
difficoltà con la nuova opera che doveva rappresentare..
Immagina!- disse Merelli - un libretto del Solera!
Stupendo! Magnifico! Straordinario! Situazioni grandiose,
d’effetto e bellissimi versi! Ma quel compositore testardo
(Nicolai) non vuole saperne e dice che è un libretto senza
speranze.."
Più tardi, nel teatro, Merelli tirò fuori il libretto per
Verdi e nonostante le proteste del compositore lo mandò a
casa con l’ingiunzione di leggerlo.
Continua Verdi: "Tornando verso casa sentii un
indefinibile malessere, una profonda tristezza,
un’angoscia che riempiva il mio cuore, Arrivai a casa e
con un gesto quasi violento, gettai il manoscritto sul
tavolo, rimanendo in piedi di fronte ad esso. Cadendo sul
tavolo il libro si era aperto; senza sapere come, il mio
sguardo cadde sulla pagina che avevo di fronte e lessi
queste righe:
VA, PENSIERO, SULL’ALI DORATE
Scorsi i versi che seguivano e fui profondamente toccato,
anche perché parevano la parafrasi di versi della Bibbia,
la cui lettura mi ha sempre deliziato. Lessi un paragrafo,
poi un altro. Quindi, risoluto nella mia determinazione di
non scrivere mai più, mi imposi di chiudere il libretto e
mi ritirai a letto. Ma ciò non servì, non potevo togliermi
NABUCCO dalla testa. Incapace di dormire, mi alzai e lessi
il libretto, non una ma due o tre volte, così che al
mattino conoscevo il libretto di Solera quasi a memoria.
Non ero ancora pronto ad abbandonare la mia determinazione
e quel giorno tornai al teatro per restituire il
manoscritto a Merelli.
-    Non è meraviglioso? - mi disse.
-    E’ bellissimo.
-    Benissimo, trasformalo in musica.
-    Non me lo sogno nemmeno, non c’è verso.
-    Componilo! Componilo!
Così dicendo prese il libretto, lo infilò nella tasca del
mio cappotto, mi prese per le spalle e non solo mi spinse
fuori dalla stanza, ma mi chiuse la porta in faccia.
Cosa dovevo fare? Tornai a casa con il Nabucco in tasca Un
giorno un verso, un giorno un altro, qui una nota e lì una
frase, poco alla volta l’opera fu conclusa"

La notte della prima Milano non dormì; il giorno dopo il
nuovo capolavoro era al centro di tutte le conversazioni,
Il nome di Verdi era su ogni bocca; persino la moda,
persino i cuochi rubarono il suo nome, facendo cappelli
alla Verdi, scialli alla Verdi e salse alla Verdi.

Se oggi sulla terra vivono cinque miliardi di anime, vi
sono cinque miliardi di deserti da attraversare, un unica
meta. Le prove di ciascuno nelle loro diversità hanno
l’unico obiettivo di prepararci a tornare al Padre. Spesso
il Signore ci pone di fronte ad un’altra parola costante
nella vita dei Santi: "sacrificio", Ma mentre la parola
"sacrificare" etimologicamente significa "rendere sacro",
in ebraico sacrificio (qorban le-haqriv) deriva dalla
stessa radice di "avvicinarsi, accostarsi".
E’ così che i seguaci di Dio salivano a Lui man mano che
si liberavano della zavorra delle loro preoccupazioni
materiali e terrene e del loro orgoglio,
Del Profeta Lehi leggiamo: "Ed avvenne che partì per il
deserto. Lasciò la sua casa, la terra di sua eredità, il
suo oro, il suo argento, le sue cose preziose, e non prese
nulla con se, eccetto la sua famiglia, delle provviste e
delle tende e partì per il deserto…E dopo aver viaggiato
per tre giorni nel deserto, egli piantò la sua tenda in
una valle, , , e quivi costruì un altare di pietre, fece
un’offerta al Signore e RESE GRAZIE al Signore nostro
Dio".
Se studiamo la storia dei Santi di ogni epoca scopriamo il
meraviglioso modello che li accomuna:
                    "Terra Promessa", "Deserto",
"Sacrificio".
Se sapremo camminare sulle loro orme, con l’aiuto delle
Scritture e dei Profeti moderni, sapremo anche noi
raggiungere la nostra Terra Promessa.

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