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Storia della chiesa - Capitolo 1

IL PRELUDIO DELLA
RESTAURAZIONE DEL VANGELO

LA RESTAURAZIONE del vangelo di Gesù Cristo e
l’istituzione di Sion sono i due grandi avvenimenti della
storia dell’umanità che precede la seconda venuta
di Gesù Cristo. “L’edificazione di Sion è una
causa che ha interessato il popolo di Dio in ogni epoca”,
scrisse il profeta Joseph Smith. “E’ un tema
su cui profeti, sacerdoti e re si sono dilungati con
particolare delizia. Essi hanno atteso gioiosamente il
giorno in cui noi viviamo”.

Questa restaurazione degli ultimi giorni è l’ultimo
atto del divino disegno voluto da Dio per i Suoi figli
prima del Millennio. Questa è la “pienezza
dei tempi” (Efesini 1:10) in cui sarebbe avvenuta
la restaurazione di “tutte le cose”, come
il Signore promise tramite i “suoi santi profeti,
che sono stati fin dal principio” (Atti 3:21).

Il Vangelo, in effetti, è più antico della
terra stessa. I suoi principi sono eterni e furono fatti
conoscere ai figli di Dio nei concili tenuti in cielo.
Il piano del Padre si incentrava su Gesù Cristo,
che fu scelto perché fosse l’Agnello che è stato
immolato fin dalla fondazione del mondo (vedi Apocalisse
13:8). In quei concili il nostro Padre celeste spiegò che
la terra sarebbe stata un luogo di prova per i Suoi figli,
dichiarando: “E là noi li metteremo alla
prova, per vedere se essi faranno tutte le cose che il
Signore loro Dio comanderà loro” (Abrahamo
3:25).

Pertanto il Padre concesse ai Suoi figli l’eterno principio
del libero arbitrio, in modo che essi potessero scegliere
il bene invece del male. Lucifero si ribellò contro
il Padre e il Suo piano e fu scacciato dal cielo. Egli
divenne noto come Satana, o il diavolo, padre di tutte
le menzogne, il quale sulla terra avrebbe ingannato gli
uomini e li avrebbe condotti “in prigionia secondo
la sua volontà, quanti non avessero voluto ascoltare
la… voce [di Dio]” (Mosè 4:4).

D’altra parte Dio ha fatto sorgere dei profeti perché insegnassero
ai Suoi figli i principi e le ordinanze di salvezza del
vangelo di Gesù Cristo. Fin dal principio vi è stata
una lotta tra il regno di Dio e quello di Satana. La
Chiesa di Gesù Cristo, l’organizzazione del Signore
sulla terra, fu istituita a più riprese per raccogliere
i figli di Dio eletti e obbedienti in una società stabilita
istituita mediante un’alleanza e per addestrarli a combattere
il male. La vera Chiesa possiede i necessari principi
e ordinanze del vangelo di Gesù Cristo che conducono
alla vita eterna.

Ogni periodo di tempo durante il quale il Signore rivela
dottrine, ordinanze e sacerdozio del Suo vangelo è chiamato
dispensazione. Per esempio, vi furono le dispensazioni
di Adamo, Enoc, Noè, Abrahamo, Mosè e quella
dei Nefiti. Queste dispensazioni dettero ai fedeli e
agli obbedienti della terra la possibilità di
vincere il mondo malvagio e di prepararsi per la vita
eterna, adeguandosi ai principi e alle ordinanze del
vangelo di Gesù Cristo.

Ogni volta il fiorire della vera Chiesa fu seguito da
una apostasia, o allontanamento dalla verità.
Pertanto nella storia del mondo queste fioriture seguite
da apostasie furono cicliche. Ogni volta che il popolo
del Signore cadeva nell’apostasia, si verificava la necessità di
una restaurazione del Vangelo. La restaurazione del Vangelo
esaminata nel presente testo è soltanto l’ultima
di una serie di restaurazioni che si sono succedute nelle
varie epoche.

LA CHIESA DEL NUOVO TESTAMENTO

Quando il Signore Gesù Cristo nacque sulla terra
e svolse il Suo ministero tra i figliuoli di Israele,
restaurò il Vangelo e il sacerdozio superiore.
Egli istituì una chiesa edificata “sul fondamento
degli apostoli e de’ profeti” (Efesini 2:20), perché il
Suo lavoro sulla terra fosse portato innanzi dopo di
Lui.

Il Salvatore dedicò gran parte del Suo ministero
ad ammaestrare privatamente i Suoi apostoli, conferendo
loro l’autorità e le chiavi necessarie per continuare
l’opera dopo la Sua morte. Egli scelse Pietro, Giacomo
e Giovanni come apostoli presiedenti. Al momento della
Sua ascensione al cielo Egli affidò agli Apostoli
l’incarico di portare il messaggio di salvezza a tutto
il mondo.

Quando gli Apostoli ne assunsero la guida, la Chiesa
contava pochi fedeli. Appena una settimana dopo l’ascensione
del Salvatore il Santo Spirito si manifestò palesemente
il giorno della Pentecoste, quando gli Apostoli esposero
il Vangelo e portarono testimonianza della realtà del
Signore risorto. In quell’occasione tremila persone furono
battezzate nella Chiesa.

Gli Apostoli continuarono a svolgere il loro ministero
con potere e autorità, portando alla conversione
altre migliaia di persone. Sino a quel momento il Vangelo
era stato insegnato soltanto al casato di Israele. Ma
un giorno Pietro, mentre stava pregando sul tetto di
una casa a Ioppe, ebbe una visione dalla quale apprese
che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone,
che nessuna categoria di uomini deve essere considerata
impura e che il Vangelo doveva essere portato ai Gentili
oltre che ai Giudei (vedi Atti 10:9-48).

La conversione di Saulo di Tarso, avvenuta qualche tempo
dopo, fu di grande importanza per la crescita della Chiesa.
Saulo, che aveva perseguitato i primi credenti, vide
il Salvatore in una luce splendente mentre si trovava
sulla via di Damasco. “Io son Gesù che tu
perseguiti” (Atti 9:5), proclamò il Signore
risorto al fariseo caduto a terra. E Saulo, l’inviato
del Sinedrio, diventò Paolo, il difensore della
fede, uno strumento scelto dal Signore (vedi Atti 9:15)
per proclamare il nome di Cristo davanti ai Gentili e
ai re.

Nei trent’anni che seguirono quell’intrepido apostolo,
insieme a molti altri devoti discepoli che lo accompagnavano,
diffuse il messaggio del Vangelo e istituì rami
della Chiesa in gran parte dell’Impero Romano. A mano
a mano che la crescita continuava e i rami si moltiplicavano,
venivano chiamati degli anziani, vescovi, diaconi, sacerdoti,
insegnanti ed evangelisti (patriarchi), ai quali veniva
conferita la debita autorità dagli Apostoli.

LA GRANDE APOSTASIA

Mentre ancora gli Apostoli e gli altri missionari si
adoperavano coraggiosamente per istituire il regno del
Signore sulla terra, i semi dell’apostasia già spuntavano
nella Chiesa. Pietro scrisse che vi erano già dei
falsi insegnanti tra il popolo, e che altri ancora sarebbero
venuti a introdurre “di soppiatto eresie di perdizione,
e, rinnegando il Signore che li ha riscattati, si trarranno
addosso subita rovina” (2 Pietro 2:1). Pietro predicò anche
che “molti seguiranno le loro lascivie” (v.
2). Anche Paolo portò testimonianza che nella
congregazione dei credenti sarebbero sorti “uomini
che insegneranno cose perverse per trarre i discepoli
dietro a sé” (Atti 20:30).

Ma l’apostasia in terra e l’incredulità non erano
le uniche difficoltà che i primi missionari dovevano
affrontare. Anche se era politica generale di Roma concedere
libertà culturale e religiosa ai suoi sudditi,
tuttavia vi furono periodi intermittenti durante i quali
i Cristiani furono ferocemente perseguitati, rendendo
loro difficile prestare il loro culto in pubblico e proclamare
la “buona novella” del Vangelo.

Naturalmente durante questi periodi i dirigenti della
Chiesa erano specialmente ricercati per essere imprigionati
e messi a morte. La prima grave persecuzione da parte
di Roma si ebbe durante il regno di Nerone, che fece
dei Cristiani il capro espiatorio dell’incendio che distrusse
gran parte di Roma nel 64 d.C. La tradizione riferisce
che l’apostolo Pietro fu crocifisso a testa in giù e
che in seguito, nel 67-68 d.C., l’apostolo Paolo fu decapitato
per ordine dell’imperatore.

All’inizio i Dodici perpetuarono l’ufficio apostolico.
Per esempio Mattia, che non faceva parte dei primi Dodici,
fu chiamato come apostolo. Ma, grazie allo spirito di
profezia, i dirigenti della Chiesa alla fine si resero
conto che un’apostasia era non soltanto inevitabile ma
imminente. Quando gli Apostoli furono uccisi, la rivelazione
necessaria per guidare la chiesa di Dio cessò,
e cessò pure l’autorità necessaria per
dirigerla.

Gli anni successivi alla morte degli Apostoli offrono
ampie prove della predetta scomparsa della chiesa di
Cristo. I principi del Vangelo furono corrotti a causa
di una mescolanza con le filosofie pagane esistenti.
La perdita del Santo Spirito fu sottolineata da una graduale
scomparsa dei doni spirituali. Furono apportati dei cambiamenti
nell’organizzazione e nel governo della Chiesa e le ordinanze
essenziali del Vangelo furono modificate.

Secondo il presidente Joseph Fielding Smith le conseguenze
dell’apostasia furono devastanti: “Satana, nella
sua ira, cacciò la Chiesa nel deserto, ossia l’allontanò dalla
terra; il potere del sacerdozio fu tolto agli uomini
e, dopo che la Chiesa, con la sua autorità e i
suoi doni, scomparve dalla terra, allora, nella sua ira,
il serpente continuò la sua guerra contro tutti
coloro che avevano fede e cercavano la testimonianza
di Gesù, desiderando adorare Dio secondo i dettami
della loro coscienza. Egli ebbe tanto successo che il
suo dominio si sparse su tutto il mondo conosciuto”.

LA LUNGA, OSCURA NOTTE

Il passaggio dalla verità all’errore nella Chiesa
non si verificò in un solo giorno. L’apostasia,
affrettata dalla morte degli Apostoli avvenuta nella
seconda metà del primo secolo, si aggravò sempre
più durante gli anni che seguirono. Entro il quarto
secolo non c’era praticamente traccia della Chiesa di
Gesù Cristo che fosse riconoscibile, e la “lunga,
oscura notte” era ormai scesa sulla terra.

Con la scomparsa degli Apostoli i dirigenti locali della
Chiesa gradualmente assunsero più autorità.
I vescovi stabilivano le linee di condotta e le dottrine
nelle rispettive zone, asserendo di essere i legittimi
successori degli Apostoli. Gradualmente pochi vescovi
delle città principali, come ad esempio Roma,
Alessandria, Gerusalemme e Antiochia, assunsero l’autorità suprema
nelle rispettive regioni.

Ci fu così una grande diversità di pratiche
e di dogmi, poiché i dirigenti della Chiesa presero
a confidare sulla logica e sulla retorica invece che
sulla rivelazione. “Il compromesso tra verità ed
errore, l’assimilazione del vangelo di Cristo alle filosofie
degli uomini portò alla creazione di una nuova
religione. Questa nuova religione era un gradevole insieme
di Cristianesimo del Nuovo Testamento, tradizioni ebraiche,
filosofia greca, paganesimo greco-romano e misteri”.

Man mano che la Chiesa cristiana si sviluppava e si
propagava il governo romano cambiò la sua politica,
passando da un’ampia tolleranza alla persecuzione. Questo
era in parte dovuto alla cristianità emergente
come gruppo separato e distinto dal giudaismo, al quale
erano stati concessi speciali privilegi in base alle
leggi romane. I Cristiani erano considerati anti-sociali
giacché rifiutavano di occupare pubblici uffici,
servire nelle forze armate, ricorrere ai tribunali civili
o partecipare alle feste pubbliche. Erano chiamati atei,
poiché nel monoteismo cristiano non c’era posto
per gli déi di Roma o per l’imperatore divinizzato.

Per questi motivi, e forse anche per altri, i Romani
fino al regno di Diocleziano (284-305 d.C.) lanciarono
sporadicamente degli attacchi contro la Chiesa. Diocleziano
decise di distruggere tutto ciò che non era pagano
giudicandolo contrario a Roma. Le chiese furono distrutte,
le Scritture bruciate e i Cristiani obbligati a offrire
sacrifici o subire la tortura. In un editto del 306 d.C.
la persecuzione fu ordinata in tutto l’impero.

Era forse inevitabile che l’impero alla fine sarebbe
stato obbligato ad annullare la legislazione anti-cristiana.
La chiesa continuava a crescere e la situazione di progressivo
indebolimento dell’impero richiedeva unità, non
discordia. Costantino al Ponte Milvio, nel 312 d.C.,
usò la croce come simbolo nella lotta per sconfiggere
il suo avversario Massenzio.

L’anno dopo, a Milano, Costantino emanò il suo
famoso Editto di Tolleranza con il quale concedeva a
tutti i sudditi il diritto di adorare secondo coscienza,
revocando le misure che avevano lo scopo di sopprimere
il Cristianesimo. Costantino non diventò cristiano
sino a quando si trovò sul letto di morte, ma
la sua accettazione e patrocinio del Cristianesimo portarono
la chiesa in sintonia con gli obiettivi dell’impero.

Si ritiene che la disperata necessità di rafforzare
l’unità di Roma abbia spinto Costantino a interessarsi
della disputa teologica che infuriava nella chiesa. Per
risolvere una disputa sulla natura della Divinità Costantino
fece convocare il Concilio di Nicea, il primo dei grandi
concili ecumenici, in una città posta poco a sud
della sua capitale, nell’anno 325 d.C.

Il credo che emerse dalle delibere del concilio, che
fu approvato dall’imperatore, è un classico esempio
del modo in cui avviene un’apostasia quando la rivelazione è soppiantata
dall’argomentazione e dal decreto. A mano a mano che
conflitti simili furono risolti durante i secoli successivi,
si sviluppò una stretta alleanza tra lo stato
e la chiesa, favorendo una crescente influenza secolare
sulle dottrine e pratiche di questa.

Al tempo delle invasioni barbariche dell’Europa Occidentale
nel quinto secolo, molte tribù germaniche erano
già state visitate da vari tipi di missionari
cristiani. Per questo assimilarono rapidamente la cultura
romana e il Cattolicesimo. Tuttavia il sacco di Roma
avvenuto nel 410 d.C. fu un chiaro segnale che l’impero
non era invulnerabile.

Le orde di Goti, Vandali e Unni che attraversarono i
confini dell’impero distrussero l’unità dell’Occidente,
lasciandosi alle spalle gli inizi di diversi stati nazionali.
I dirigenti politici locali presero a esercitare una
sempre maggiore influenza sulla chiesa nelle rispettive
zone a spese di Roma. Durante i secoli che seguirono
le chiese dei vari paesi europei in via di sviluppo diventarono
in effetti feudi o proprietà dei signori del luogo.
Ci fu un regresso della cultura, dell’istruzione e della
morale in generale. Fu l’inizio del periodo che spesso
viene chiamato quello dei Secoli Bui.

RINASCIMENTO E RIFORMA

Durante il quattordicesimo secolo ci fu un rinnovato
interesse per il periodo classico della Grecia e di Roma,
che portò a una fioritura della letteratura, scienza
e arte. Fu in effetti un periodo di “rinascita” in
cui gli uomini, fiduciosi nelle proprie capacità,
cominciarono ad esplorare nuovi modi di rapportarsi all’ambiente.

Gli artisti si lasciarono alle spalle un grigio misticismo
per impiegare le loro capacità nell’uso di nuove
tecniche nella scultura, arte e letteratura. Fu un’epoca
di naturalismo, in cui gli strumenti della scienza e
dell’arte furono adoperati per glorificare il corpo umano
e per innalzare nuove grandi cattedrali.

Gli uomini sembrarono liberarsi dalle remore del passato.
La scoperta della polvere da sparo rivoluzionò l’arte
della guerra, la scoperta della bussola aprì nuovi
orizzonti di viaggi ed esplorazioni. Il commerciò si
allargò fino ad abbracciare le vaste regioni dell’Oriente,
e fu scoperto l’Emisfero Occidentale.

Nel quindicesimo secolo la stampa a caratteri mobili
fu considerevolmente perfezionata, e la pubblicazione
dei libri raggiunse un nuovo potenziale. Questo naturalmente
influì direttamente sulla fondazione delle università e
sulla propagazione delle informazioni.

Il Rinascimento fu anche un periodo di cambiamenti spirituali.
Nella loro ricerca del passato classico gli uomini si
avvicinarono agli scritti dei padri della chiesa e alle
copie delle Scritture in ebraico e in greco. Gli studiosi
del Rinascimento cominciarono a mettere queste opere
a disposizione della gente comune. La scoperta della
semplicità della chiesa primitiva, in contrasto
con il rituale e la complessità del Cristianesimo
medievale, portò molti uomini a “riscoprire” la
loro fede originale.

Queste persone fondarono o si unirono a nuovi ordini
religiosi, come quelli dei Francescani e dei Domenicani,
oltre che a movimenti eretici, come quelli degli Albigesi
e dei Valdesi. In un certo senso gli effetti del Rinascimento
aprirono la strada alla Riforma Protestante, che ridusse
in brandelli per sempre l’unità del Cristianesimo.

Il più famoso tra i riformatori fu Martin Lutero,
nato a Eisleben, in Sassonia, il 10 novembre 1483. A
diciott’anni fu mandato da suo padre Giovanni Lutero
a Erfurt a imparare la professione forense. Ma nel 1505
Martin abbandonò gli studi di legge per entrare
nel monastero dell’ordine agostiniano degli Eremiti.

Nel 1508 fu mandato a Wittenberg per proseguire gli
studi di teologia e tenere conferenze sulla filosofia
di Aristotele. Sembra che sin dai suoi primi anni egli
fosse tormentato a causa dell’ampia discrepanza esistente
tra le dottrine e gli insegnamenti delle Scritture e
le pratiche del Cattolicesimo. Durante un viaggio a Roma
nel 1510 rimase disgustato dalla corruzione del clero
e dell’apatia religiosa del popolo.

Questo contribuì molto a far svanire in lui la
venerazione che nutriva per il Papato e lo sostenne nella
sfida alla sua autorità. Un intenso studio della
Bibbia condusse Lutero alla posizione dottrinale che
in seguito contrassegnò il movimento della Riforma:
gli uomini sono giustificati soltanto dalla fede (vedi
Romani 3:28) e non dalle loro buone opere.

L’evento che più di ogni altro portò Lutero
in diretta opposizione alla Chiesa di Roma fu la vendita
delle indulgenze praticata dagli inviati di Papa Leone
X. Queste indulgenze venivano offerte per rimborsare
Alberto di Magonza della somma da lui spesa per ottenere
l’arcivescovato di Magonza e per continuare i lavori
non ancora ultimati della Basilica di San Pietro.

L’acquisto delle indulgenze concedeva alle persone la
remissione dei peccati e del castigo in purgatorio e
la completa remissione di tutti i peccati per i morti.
Il 31 ottobre 1517 Lutero affisse sulla porta della chiesa
di Wittenberg le sue Novantacinque Tesi, che sfidavano
la chiesa a un dibattito sull’efficacia delle indulgenze
e sulle sue pratiche per quanto riguardava il sacramento.

Le tesi di Lutero erano state originariamente scritte
per favorire una discussione tra gli studiosi, ma le
masse videro molto presto in lui un campione e un eroe
popolare. Egli si difese contro i prelati e gli studiosi
e infine fu ascoltato dalla Dieta imperiale a Worms nel
1521. A quel tempo il suo movimento si era trasformato
da semplicemente religioso a politico, e l’unità del
Sacro Romano Impero era minacciata.

Quando a Lutero fu ordinato di abiurare le sue opere,
dichiarò coraggiosamente: “Se non sono confutato
dalla testimonianza delle Scritture o da chiare argomentazioni
- poiché io non credo né nel Papa né nei
soli concili, poiché è chiaro che essi
hanno spesso errato e si sono contraddetti gli uni gli
altri - sono convinto dei passi delle Scritture che ho
citato, e la mia coscienza è vincolata dalla parola
di Dio. Non posso e non voglio abiurare nulla, poiché è insicuro
e pericoloso agire contro coscienza”.

La resistenza di Lutero portò alla sua scomunica
dalla chiesa e alla messa al bando dall’impero, il che
faceva di lui un fuorilegge. Lutero fu protetto dai principi
tedeschi che simpatizzavano con le sue idee e desideravano
una maggiore autonomia politica da Roma. Questa protezione
gli consentì di portare a termine una traduzione
in tedesco della Bibbia in sole undici settimane. Questa
traduzione ebbe un’importanza eccezionale in tutta Europa
poiché era la prima traduzione in lingua volgare,
non basata sulla Volgata Latina di Girolamo.

Gradualmente nuove forme di culto e innovazioni dottrinali
patrocinate da Lutero furono introdotte in molti stati
tedeschi. Quando fu evidente che la Chiesa Cattolica
non si sarebbe riformata, i seguaci di Lutero fondarono
la Chiesa Luterana. Il Luteranesimo diventò la
religione di molti stati della Germania settentrionale
e centrale, ma non ebbe mai successo in Bavaria e negli
stati orientali.

La fede tuttavia si diffuse verso nord nella Scandinavia,
e di là nell’Islanda. Anche se non si può dire
che Lutero portò all’Europa la libertà di
religione, la forza del suo movimento consentiva perlomeno
una società pluralistica, nell’ambito della quale
altri gruppi religiosi potevano adoperarsi in favore
della tolleranza.

Anche se Lutero fu il più famoso dei Riformatori,
non fu certamente il primo. Un secolo e mezzo prima,
nel 1300, l’inglese John Wycliffe aveva denunciato la
corruzione e gli abusi della Chiesa Cattolica e condannato
il papa come anticristo. Egli tradusse le Scritture e
le fece circolare tra la gente comune. Fu severamente
condannato dalla chiesa, ma i suoi insegnamenti furono
largamente accettati dai suoi compatrioti. Pertanto,
quando Lutero e gli altri riformatori dell’Europa continentale
cominciarono la loro opera. molti inglesi simpatizzarono
con loro.

La riforma avvenuta in Inghilterra fu diversa da quella
degli altri paesi. Re Enrico VIII, che disapprovava Lutero,
insisteva che il papa non aveva l’autorità di
negargli il divorzio dalla moglie. Ne seguì un
dissidio che portò il re a respingere l’autorità del
papa, per cui nel 1533 fu scomunicato. Enrico allora
fondò la Chiesa d’Inghilterra.

I due principali riformatori in Svizzera furono Ulrico
Zwinglio e Giovanni Calvino. Zwinglio convinse i cittadini
di Zurigo che la Bibbia doveva essere l’unica fonte e
norma di verità religiosa. Sulla base di questa
norma Zwinglio respingeva la vita monastica, il celibato,
la messa e le altre pratiche cattoliche.

Giovanni Calvino fu ancora più influente. A Ginevra
si sforzò di creare una città santa basata
su modelli biblici. Gradatamente il Calvinismo diventò predominante
in molte parti della Svizzera, e da là si propagò in
Francia, Inghilterra, Scozia e Olanda e anche, sia pure
con minore successo, in Germania. John Knox, uno dei
primi convertiti al Calvinismo, si adoperò per
perfezionare e propagare i suoi insegnamenti.

I Pellegrini e i Puritani, due gruppi di stretta osservanza
calvinista che emigrarono nel Nuovo Mondo, esercitarono
una grande influenza sui valori propri del popolo americano.
Per esempio, i principi fondamentali del Calvinismo diffuso
nei primi tempi in America comprendevano l’assoluta sovranità di
Dio, l’elezione dell’uomo alla grazia, il concetto che
i membri della Chiesa già salvi dovevano essere
gli strumenti nelle mani di Dio per redimere gli altri
e l’idea che la Chiesa doveva essere “una luce
posta sopra un monte” per influire sugli affari
degli uomini in questo mondo.

I Santi degli Ultimi Giorni credono che l’opera di tutti
questi riformatori fu il lavoro preparatorio per la restaurazione
del Vangelo. Il presidente Joseph Fielding Smith ha scritto: “In
vista di questa restaurazione il Signore suscitò uomini
nobili come Lutero, Calvino, Knox ed altri, che noi chiamiamo
riformatori, ai quali dette il potere di spezzare le
catene che legavano i popoli e che negavano loro il sacro
diritto di adorare l’Onnipotente secondo i dettami della
loro coscienza …

I Santi degli Ultimi Giorni tributano ogni onore a questi
grandi e impavidi riformatori, che spezzarono le catene
che legavano il mondo religioso. Il Signore era il loro
Protettore in questa loro missione piena di molti pericoli.
Tuttavia quello non era ancora il tempo della restaurazione
della pienezza del Vangelo. L’opera dei riformatori
ebbe grande importanza, ma fu un’opera preparatoria”.

SCOPERTA E COLONIZZAZIONE DELL’AMERICA

Un altro importante avvenimento che favorì la
restaurazione del Vangelo fu la scoperta e colonizzazione
dell’America. Questo continente era stato preservato
come terra eletta dalla quale il Vangelo sarebbe stato
trasmesso alle nazioni della terra negli ultimi giorni.

Moroni, antico profeta americano, scrisse: “Ecco,
questa è una terra eletta, ed ogni popolo che
vi abiterà sarà libero dalla schiavitù e
dalla cattività e da tutte le altre nazioni sotto
il cielo, se vorrà servire l’Iddio del paese,
che è Gesù Cristo, che è stato manifestato
dalle cose che abbiamo scritte” (Ether 2:12).

L’arrivo di Cristoforo Colombo fu visto in visione da
Nefi, un altro antico profeta americano, più di
duemila anni prima della nascita di questo esploratore. “Guardai,
e vidi un uomo fra i Gentili, che era separato dalla
stirpe dei miei fratelli [discendenti di Lehi] da molte
acque; e vidi lo Spirito di Dio che scese ed agì su
quell’uomo ed egli andò sulle grandi acque fino
alla stirpe dei miei fratelli, che erano nella terra
promessa” (1 Nefi 13:12). Colombo stesso dichiarò nei
suoi scritti che egli si era sentito ispirato nel compiere
le sue imprese di navigatore e nel propagare la religione
tra gli Indiani.

Nefi continua la sua profezia: “E vidi che lo
Spirito di Dio agiva su altri Gentili; e questi uscirono
di cattività sulle grandi acque” (1 Nefi
13:13). Molte persone che si stabilirono nella terra
promessa vi furono condotte dalla mano di Dio (vedi 2
Nefi 1:6).

Nefi predisse molti altri avvenimenti che avrebbero
avuto luogo in America. Vide che i Lamaniti [gli Indiani
dell'America Settentrionale e Meridionale] sarebbero
stati dispersi in tutto il paese dai Gentili, e che i
Gentili si sarebbero umiliati e avrebbero invocato il
Signore, e il Signore sarebbe stato con loro. Nefi vide
che i coloni americani avrebbero fatto guerra contro
la loro “madre patria” (nella guerra di rivoluzione
americana e nella guerra del 1812) e sarebbero stati
liberati dalla mano del Signore (vedi 1 Nefi 13:14-19).

Il presidente Joseph Fielding Smith disse: “La
scoperta dell’America fu uno dei fattori più importanti
per fare avverare lo scopo dell’Onnipotente nella restaurazione
del Suo vangelo e nella sua pienezza per la salvezza
degli uomini negli ultimi giorni”.

LA LIBERTA’ DI RELIGIONE IN AMERICA

Mentre molti storici oggi insistono sul fatto che la
maggior parte dei primi coloni andarono in America per
motivi economici, tuttavia è indubbio che molti
di questi cercavano anche la libertà di religione.
Tra questi vi erano i Puritani, che crearono una potente
repubblica religiosa nella Nuova Inghilterra.

Essi ritenevano di possedere la vera fede e di conseguenza
non tolleravano nessun’altra religione. Era necessario
superare questa intolleranza prima che potesse esservi
la restaurazione della chiesa di Cristo.

Alcuni dissenzienti tra i Puritani, primo fra i quali
Roger Williams, asserivano che doveva esservi una chiara
distinzione tra chiesa e stato e che nessuna particolare
religione poteva essere imposta ai cittadini. Egli dichiarava
anche che tutte le chiese si erano allontanate dalla
vera successione apostolica. Williams fu bandito dal
Massachusetts nel 1635, ma entro pochi anni egli e altre
persone che avevano idee simili riuscirono ad ottenere
uno statuto per l’istituzione della colonia di Rhode
Island, che consentiva l’assoluta tolleranza verso tutte
le religioni.

Una donna coraggiosa, Anne Hutchinson, che emigrò nel
Massachusetts nel 1634, era in disaccordo con i dirigenti
locali su due questioni teologiche: il ruolo delle buone
opere per il raggiungimento della salvezza e il fatto
che una persona potesse o no ricevere l’ispirazione del
Santo Spirito. Anche la Huntchinson fu bandita dal Massachusetts
e trovò rifugio a Rhode Island nel 1638. Nonostante
gli sforzi di Roger Williams, Anne Hutchinson e altre
persone, la tolleranza religiosa si affermò nella
Nuova Inghilterra soltanto un secolo e mezzo dopo.

Nel frattempo molti gruppi di varia ispirazione religiosa
fondarono degli insediamenti nel resto delle colonie
americane. Ognuno alla sua maniera contribuì a
creare l’ambiente religioso che caratterizza questo continente.
I cattolici che si stabilirono nel Maryland emanarono
il primo atto di tolleranza della storia americana. Anche
i Quacqueri della Pennsylvania promossero la tolleranza
religiosa e la separazione della chiesa dallo stato.
I coloni appartenevano a tante religioni diverse, che
era impossibile che una di esse acquistasse il predominio.
Questo pluralismo religioso fu uno dei motivi principali
del conseguimento delle libertà religiose, che
diventarono un tratto caratteristico degli Stati Uniti.

Anche se in America vi erano molte chiese diverse, la
maggior parte dei coloni non si dichiarava appartenente
a una confessione particolare. Un importante movimento
nella storia religiosa dell’America fu il Grande Risveglio,
che iniziò verso il 1739 e continuò per
quasi due decenni. La prima rinascita religiosa diffusa
dei primi anni della storia americana fu un fervente
tentativo di ristabilire la rettitudine e lo zelo religioso.
Il Grande Risveglio si diffuse in lungo e in largo nelle
tredici colonie.

Evangelisti e predicatori itineranti tenevano servizi
di culto senza formalità in ambienti diversi come
case private e fienili e anche all’aperto. Il Grande
Risveglio accese un impegno religioso che non si riscontrava
in America da molti anni e favorì una più vasta
partecipazione sia dei ministri di culto che dei semplici
fedeli alle attività della religione organizzata.
Destò anche nei coloni americani il desiderio
di unirsi in un ordine democratico.

Nonostante questo zelo, la totale libertà religiosa
non fu conseguita in America sino a quando la rivoluzione
americana creò il clima propizio alla libertà di
culto. Quando i coloni si unirono contro l’Inghilterra,
scoprirono che le loro diversità di religione
non erano molto importanti per quanto riguardava la loro
causa e che potevano concordare sugli elementi fondamentali
delle loro credenze religiose.

Inoltre Thomas Jefferson era un accanito oppositore
delle indebite pressioni esercitate dalla religione organizzata
sul funzionamento dello stato. La Dichiarazione di Indipendenza
da lui scritta dichiarava che l’uomo era in grado di
scoprire da sé quali erano le giuste istituzioni
politiche.

Spinti da questo nuovo senso di libertà che fece
seguito alle guerre di rivoluzione, numerosi stati cercarono
di emanare delle leggi a protezione dei fondamentali
diritti dell’uomo, compresa la libertà di religione.
La Virginia fu il primo stato che adottò nel 1785
il proclama di Jefferson per l’istituzione della libertà di
religione, che garantiva che nessuna persona potesse
essere obbligata a praticare o sostenere una religione
o potesse subire discriminazioni per le sue opinioni
religiose.

Dopo alcuni anni, che videro il fallimento di una confederazione
di stati, nel 1787 gli Stati Uniti emanarono una nuova
costituzione che fu ratificata nel 1789. Questo documento,
che era stato redatto per mano di uomini saggi che il
Signore aveva suscitato a questo scopo (vedi DeA 101:80),
abbracciava sia l’impulso democratico di libertà che
la fondamentale necessità di ordine. La libertà di
religione fu garantita dal primo emendamento alla Costituzione.

Il profeta Joseph Smith dichiarò che “la
Costituzione degli Stati Uniti è un modello glorioso;
essa è basata sulla saggezza divina. E’ un
vessillo celeste che è per tutti coloro che godono
i vantaggi della libertà come la fresca ombra
e l’acqua ristoratrice di una sorgente di roccia in una
terra arida ed esausta”. Uno dei motivi per cui
questa dichiarazione è vera è perché “sotto
la Costituzione il Signore poteva restaurare il Vangelo
e ristabilire la Sua chiesa … Entrambi facevano parte
di un grande disegno. Entrambi avevano un ruolo nel Suo
schema per gli ultimi giorni”.

Concomitante con la rivoluzione americana e l’emanazione
della Costituzione vi fu un Secondo Risveglio che portò a
un nuovo indirizzo nel pensiero cristiano. Alcune nuove
associazioni religiose crebbero di forza e stabilirono
una grande varietà di credi: Unitari, Universalisti,
Metodisti, Battisti e Discepoli di Cristo.

Nella nuova nazione furono introdotte molte credenze,
tra le quali l’idea che c’era bisogno di restaurare il
Cristianesimo del Nuovo Testamento. Le persone che cercavano
questa restaurazione erano comunemente note come ricercatori.
Molti di essi erano maturi per la divina restaurazione
della Chiesa e diventarono quindi i suoi primi convertiti.

Quasi in concomitanza con il Secondo Grande Risveglio
sorse uno spirito di partecipazione alle attività religiose.
I predicatori itineranti tenevano animate riunioni all’aperto
tra i nuovi coloni delle zone di frontiera degli Stati
Uniti allora in piena espansione. Coloni solitari provenienti
da fattorie e villaggi si radunavano in folti gruppi
per partecipare alle riunioni all’aperto. Predicatori
rumorosi ma geniali davano un’aria di festa a questi
raduni religiosi, pur cercando di fare dei convertiti
alla loro fede.

Il Secondo Grande Risveglio influenzò anche la
formazione di associazioni volontarie che avevano lo
scopo di promuovere il lavoro missionario, l’istruzione
e la riforma morale e l’umanitarismo. Questi movimenti
portarono le emozioni religiose a un livello febbrile
e favorirono la diffusione delle confessioni religiose
più popolari, in particolare quelle Metodista
e Battista. Questo risveglio religioso durò almeno
quarant’anni, ivi compreso il tempo della Prima Visione
di Joseph Smith.

La restaurazione del Vangelo e della vera chiesa del
Signore non avrebbe potuto aver luogo nel clima di intolleranza
religiosa esistente in Europa e nei primi anni della
storia dell’America. Era possibile soltanto nell’atmosfera
di libertà religiosa, rivalutazione del pensiero
cristiano e risveglio spirituale che si svilupparono
in America agli inizi del diciannovesimo secolo. La mano
del Signore è evidente nei fatti che portarono
alla restaurazione del Vangelo esattamente nel periodo
in cui avvenne.

Il noto storico americano Gordon S. Wood riconosce che
vi fu un particolare tempismo per quanto riguarda la
restaurazione del Vangelo:

La sua collocazione nel 1830 fu provvidenziale. Apparve
esattamente nel momento giusto della storia americana;
molto prima o molto dopo questa data la Chiesa non avrebbe
potuto mettere radici. Nel diciottesimo secolo il Libro
di Mormon probabilmente non sarebbe stato pubblicato,
in quel mondo che si affidava ancora in gran parte alle
convinzioni trasmesse oralmente, prima della grande rivoluzione
democratica che stava alla base del tumulto religioso
che caratterizzò i primi anni della Repubblica.

Nel diciottesimo secolo il Mormonismo sarebbe stato
troppo facilmente soffocato e ignorato dalla cultura
illuminata propria delle classi superiori allora dominanti
come un’altra entusiastica superstizione popolare. Se
invece il Mormonismo fosse emerso in seguito, dopo il
consolidamento dell’autorità e la diffusione della
scienza intorno alla metà del diciannovesimo secolo,
avrebbe potuto incontrare delle difficoltà relative
alla verifica dei suoi testi e delle sue rivelazioni”.

Dio conosce la fine sin dal principio ed è l’Autore
del grande disegno della storia umana. Egli diresse gli
avvenimenti della storia in modo che l’America diventasse
il suolo idoneo e fertile in cui il seme del Vangelo
restaurato poteva essere piantato e curato dal veggente
da Lui scelto: Joseph Smith.

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