IL CAMPO DI SION
DURANTE L’INVERNO 1833-1834 i santi continuarono a sperare
che il governatore Daniel Dunklin li avrebbe aiutati
a riottenere le loro case nella Contea di Jackson. Tuttavia
il 16 dicembre 1833 Joseph Smith ricevette una rivelazione
che suscitava minacciose prospettive.
Il Signore enunciava vari metodi con i quali i santi
dovevano risolvere la questione del Missouri, ma venivano
messi in guardia che, se tutti i mezzi pacifici avessero
fallito, avrebbero dovuto occupare con la forza le terre
che appartenevano loro legalmente (vedi DeA 101).
A mano a mano che gli avvenimenti si susseguivano, il
Signore comandò ai fratelli di Kirtland di radunare
un esercito per andare nel Missouri. Quello che fu chiamato
il Campo di Sion divenne realtà.
L’ORGANIZZAZIONE DEL CAMPO DI SION
Dopo un faticoso viaggio, il 22 febbraio 1834 Parley
P. Pratt e Lyman Wight arrivarono a Kirtland dal Missouri.
Il sommo consiglio di Kirtland, che era stato istituito
da meno di una settimana (vedi l’introduzione a DeA 192),
si radunò nella casa di Joseph Smith due giorni
dopo per ascoltare la relazione fatta dai due uomini
e prendere in considerazione la richiesta di aiuto dei
fratelli del Missouri.
Alla conclusione della riunione Joseph Smith annunciò che
sarebbe andato a Sion per adoperarsi per redimerla. Chiese
il voto del sommo consiglio a ratifica della sua decisione:
fu sostenuto all’unanimità. Il Profeta poi chiese
dei volontari che andassero con lui. Da trenta a quaranta
degli uomini presenti si offrirono volontari, e Joseph
fu scelto come “comandante in capo degli eserciti
di Israele”.
Lo stesso giorno Joseph Smith ricevette una rivelazione
riguardante l’arruolamento e la consistenza di questo
esercito. Otto uomini, compreso il Profeta, furono chiamati
a collaborare per radunare i membri della Chiesa giovani
e di mezza età per il Campo di Sion e raccogliere
il denaro necessario per aiutare i fedeli oppressi nel
Missouri. Dovevano reclutare una forza di cinquecento
uomini, se possibile - ma in nessun caso meno di cento
- per marciare nel Missouri e redimere e restaurare Sion
(vedi DeA 103:11, 15, 22, 29-40)
A cominciare dalla fine di febbraio questi otto missionari,
viaggiando a due a due, fecero visita ai rami della Chiesa
in tutta la parte orientale degli Stati Uniti per raccogliere
contributi e arruolare uomini per il Campo di Sion. Il
Profeta non fu molto soddisfatto del numero di volontari
che reclutarono.
In aprile raccomandò ai fratelli dell’Est di
offrirsi volontari per andare nel Missouri con il Campo
di Sion, o di rinunciare alla possibilità “di
migliorare la loro condizione entrando in possesso di
un così buon paese … e di opporsi a una plebaglia
violenta … Se questa Chiesa, che vuole essere la Chiesa
di Gesù Cristo, non ci aiuta quando può farlo
senza sacrifici … Dio li priverà dei loro talenti
e li darà a coloro che non ne hanno e impedirà loro
di avere mai un luogo di rifugio o un’eredità nel
paese di Sion”.
Nondimeno pochi membri della Chiesa dell’Est si offrirono
volontari per partecipare al Campo. Uno di coloro che
aderirono era un recente convertito, il ventisettenne
Wilford Woodruff, originario del Connecticut. Wilford
rimase colpito dall’appassionata richiesta di volontari
fatta da Parley P. Pratt, ma esitava ad andare a causa
dei suoi affari.
Wilford Woodruff scrisse poi nel suo diario: “Spiegai
a fratello Parley la nostra situazione. Egli mi disse
che era mio dovere cercare di prepararmi ad andare a
Sion. Di conseguenza mi adoperai al massimo per sistemare
i miei conti, disporre i miei affari e prepararmi ad
unirmi ai miei fratelli per andare nel Missouri”.
Il 25 aprile Wilford si trovava a casa di Joseph Smith
a Kirtland per aiutare gli altri a prepararsi per il
Campo.
Il 21 aprile Hyrum Smith e Lyman Wight si diressero
verso nord-ovest da Kirtland per cercare altre reclute.
Essi dovevano guidare le forze che si sarebbero unite
al gruppo guidato da Joseph al Fiume Salt, nel Missouri
orientale. Fecero visita ai rami della Chiesa dell’Ohio
settentrionale, del Michigan e dell’Illinois e alla fine
arruolarono più di venti volontari, la metà dei
quali provenienti da Pontiac, nel Michigan.
Hosea Stout, che in seguito svolse un ruolo principale
nella storia della Chiesa, doveva ancora diventarne membro
nel 1834 quando Hyrum e Lyman arrivarono nella sua città nel
Michigan. Hosea scrisse in seguito: “L’effetto
della loro predicazione fu davvero possente su di me,
e quando pensai che essi sarebbero andati a Sion per
combattere per la loro eredità perduta, sotto
la speciale guida di Dio, riuscii a malapena a trattenermi
dall’andare anch’io”.
Gli sforzi di reclutare altri uomini a Kirtland furono
meno deludenti. Molti detentori del sacerdozio in buone
condizioni fisiche di quel centro si offrirono volontari
per marciare su Sion. Brigham Young, che a quell’epoca
aveva trentadue anni, si fece avanti e cercò di
convincere il suo fratello maggiore Joseph ad andare
anche lui.
Joseph Smith disse queste parole ai due fratelli: “Fratello
Brigham e fratello Joseph, se verrete con me con il Campo
nel Missouri e seguirete i miei consigli, vi prometto
nel nome dell’Onnipotente che vi guiderò là e
vi riporterò indietro senza che vi sia torto un
solo capello del capo”. Dopo aver udito queste
parole Joseph Young acconsentì a partecipare,
e i tre uomini si strinsero la mano a conferma di questa
promessa.
Molti degli uomini che facevano parte del Campo di Sion
lasciarono le loro famiglie con poco o niente denaro
e senza fonti di sussistenza. Per evitare sofferenze
ingiuste, i membri della Chiesa seminarono e piantarono
orti e campi, in modo che le donne e i bambini potessero
raccogliere il grano e altri prodotti durante l’assenza
dell’esercito.
Anche i volontari radunarono provviste e tiri di buoi
per il viaggio, oltre a indumenti, coperte, cibo e armi
per i santi del Missouri. Alcuni anziani, tra i quali
Oliver Cowdery e Sidney Rigdon, rimasero indietro per
dirigere la costruzione del tempio, che sarebbe continuata
anche in quelle circostanze, e per dirigere gli altri
affari della Chiesa a Kirtland.
LA MARCIA VERSO SION
L’1 maggio, giorno stabilito per l’inizio di quel viaggio
di milleseicento chilometri, soltanto venti persone erano
pronte a partire. Joseph Smith li mandò ottanta
chilometri più a sud, a New Portage, dove avrebbero
atteso l’arrivo degli altri componenti del Campo.
Domenica 4 maggio più di ottanta volontari si
radunarono a Kirtland. Quasi tutti erano giovani. Alcuni
temevano quello che li aspettava. Heber C. Kimball disse: “Mi
congedai da mia moglie, dai miei figli e dai miei amici
senza sapere se li avrei mai rivisti in questo mondo”.
Quel giorno, prima di partire, il Profeta parlò ai
santi di Kirtland. George A. Smith scrisse: “Egli
inculcò in loro la necessità di essere
umili, di esercitare la fede e la pazienza e di vivere
in obbedienza ai comandamenti dell’Onnipotente … Portò testimonianza
della verità dell’opera che Dio aveva rivelato
tramite lui e promise ai fratelli che, se tutti fossero
vissuti come avrebbero dovuto al cospetto del Signore
osservando i Suoi comandamenti … essi sarebbero tutti
ritornati sani e salvi”.
Il giorno dopo Joseph Smith assunse il suo ruolo di
comandante in capo dell’esercito. Martedì, 6 maggio
1834, a tarda sera quegli ottanta uomini si unirono ai
venti fratelli che erano già a New Portage. Là il
Profeta organizzò il Campo. Divise i partecipanti
in gruppi di dieci e cinquanta uomini e chiese a ogni
gruppo di eleggere un capitano, che doveva assegnare
a ogni uomo i suoi compiti. Una recluta, Joseph Holbrook,
riferì che il Campo era organizzato “secondo
l’antico ordine di Israele”.
Gli uomini versarono il denaro che possedevano in un
fondo generale amministrato da Frederick G. Williams,
secondo consigliere della Prima Presidenza, che fu nominato
ufficiale pagatore. L’età media delle reclute
era di ventinove anni, l’età del loro capo Joseph
Smith; George A. Smith, cugino del Profeta di sedici
anni, era il più giovane, e Samuel Baker di settantanove,
il più anziano.
L’8 maggio l’esercito di Israele riprese la sua lunga
marcia verso ovest. Durante la marcia il Campo era gradualmente
rafforzato da altri volontari, armi, provviste e denaro.
Gli ufficiali continuavano a reclutare soldati tra i
Santi degli Ultimi Giorni che vivevano in Ohio, Indiana
e Illinois.
Quando il Campo di Sion attraversò il Fiume Mississippi
per entrare nel Missouri contava centottantacinque uomini.
L’8 giugno al Fiume Salt, nel Missouri, dove Joseph
Smith aveva predisposto di incontrare il gruppo guidato
da Hyrum Smith, l’esercito raggiunse la sua massima forza:
duecentosette uomini, undici donne, undici bambini e
venticinque carri per il trasporto dei bagagli.
Per molti aspetti l’attività quotidiana del Campo
di Sion era simile a quella degli altri eserciti. La
maggior parte degli uomini in buone condizioni fisiche
camminavano accanto ai pesanti carri lungo i sentieri
fangosi o polverosi. Molti di loro portavano lo zaino
e il fucile.
Non era insolito che percorressero sino a cinquantacinque
chilometri al giorno nonostante i piedi pieni di vesciche,
il caldo opprimente, le piogge torrenziali, l’alto tasso
di umidità, la fame e la sete. Durante la notte
venivano disposte delle sentinelle attorno all’accampamento.
Alle quattro del mattino il trombettiere, con un vecchio
e malandato corno francese, dava la sveglia agli uomini
già stanchi dal giorno prima.
Ogni gruppo si raccoglieva per la preghiera, poi si
dedicava ai compiti che gli erano stati assegnati. Alcuni
componenti del gruppo raccoglievano la legna, altri portavano
l’acqua, cucinavano la colazione e toglievano le tende.
Si doveva dare il grasso alle ruote dei carri, nutrire
e strigliare i cavalli prima di attaccarli per il viaggio
di quel giorno.
Il vettovagliamento del Campo era una delle difficoltà maggiori
da superare. Quegli uomini erano spesso obbligati a mangiare
piccole porzioni di pane mal cotto, burro rancido, polenta
di grano, miele selvatico, maiale crudo, prosciutto andati
a male e pancetta e formaggio già infestati dai
vermi. George A. Smith scrisse che spesso aveva fame:
“Ero così stanco, affamato e pieno di sonno
che, mentre camminavo lungo la strada, sognavo un bellissimo
corso d’acqua ombreggiato dagli alberi e una bella pagnotta
e una bottiglia di latte su una tovaglia posta accanto
alla sorgente”.
Una volta gli uomini dovettero filtrare l’acqua di palude
per rimuovere le larve delle zanzare prima di berla.
Spesso si procuravano latte e burro dai contadini, che
certamente non rispettavano le norme igieniche, il che
dava luogo al diffuso timore di contrarre malattie e
febbri che potevano portare alla morte.
Ma Joseph Smith consigliava, a meno che non fosse detto
loro che il latte era contaminato, di usare tutto quello
che potevano ottenere da amici o nemici, poiché avrebbe
fatto loro bene, e nessuno si sarebbe ammalato di conseguenza. “E
nonostante passassimo attraverso regioni in cui molte
persone e animali erano infetti, tuttavia le mie parole
si adempirono”.
In diverse occasioni Joseph insegnò ai componenti
del Campo a rispettare le risorse naturali e a evitare
di uccidere gli animali. Un pomeriggio, mentre si apprestavano
a piantare la tenda, Joseph e altri scoprirono tre serpenti
a sonagli. Quando gli uomini stavano per ucciderli, il
Profeta disse: “Lasciateli in pace. Non fate loro
del male! Come potrà mai il serpente perdere il
suo veleno se i servi di Dio possiedono la stessa disposizione
e continuano a fargli guerra? Gli uomini devono diventare
innocui prima di queste creature inferiori”.
I serpenti furono trasportati con cura con dei bastoni
dall’altra parte di un corso d’acqua e liberati. Joseph
chiese ai componenti del Campo di astenersi dall’uccidere
animali, a meno che non fosse necessario per evitare
di morire di fame.
Diversamente dalla maggior parte degli altri eserciti,
il Campo di Sion dava grande risalto alla spiritualità.
Oltre a pregare in gruppo, gli uomini erano esortati
a pregare privatamente mattina e sera. La domenica il
Campo riposava, teneva riunioni e prendeva il sacramento.
Spesso avevano la gioia di ascoltare il Profeta esporre
le dottrine del Regno. I componenti della spedizione
erano confortati dalla fede che il Signore li accompagnava.
Il Profeta ricorda: “Il Signore era con noi, e
i Suoi angeli stavano davanti a noi, e la fede del nostro
piccolo gruppo non veniva mai meno. Sappiamo che gli
angeli erano i nostri compagni, poiché li vedemmo”.
Il 2 giugno 1834 l’esercito attraversò il Fiume
Illinois al traghetto di Phillips. Il Profeta e alcune
altre persone passeggiarono lungo la ripida sponda del
fiume e arrivarono a un enorme tumulo, attorno al quale
erano sparse ossa umane e quelli che sembravano i resti
di tre antichi altari.
Fu scavata una fossa e venne alla luce un grande scheletro
umano, che aveva una punta di freccia di pietra tra le
costole. Quando i fratelli lasciarono la collina il Profeta
si rivolse al Signore e seppe, grazie a una chiara visione,
che i resti erano quelli di un uomo chiamato Zelph, capo
di guerrieri lamaniti che era rimasto ucciso “durante
l’ultimo grande conflitto tra i Lamaniti e i Nefiti”.
Il Signore inoltre benedisse il Campo perché potesse
viaggiare al sicuro in situazioni a volte pericolose.
I componenti del Campo di solito cercavano di nascondere
identità e obiettivi durante la marcia. Talvolta
l’esercito appariva più grande o più piccolo
di quanto fosse in realtà a coloro che cercavano
di stabilirne la forza.
Nelle vicinanze di Dayton, nell’Ohio, una dozzina di
uomini entrarono nell’accampamento e stimarono che vi
erano seicento soldati. Quando il Campo attraversò il
Fiume Illinois, il traghettatore pensò che il
gruppo fosse formato da cinquecento persone.
Quando si trovarono davanti a una certa opposizione
a Indianapolis, Joseph rassicurò i fratelli che
essi avrebbero attraversato la città senza che
nessuno si rendesse conto che lo facevano. Li divise
in piccoli gruppi, che si dispersero prendendo strade
diverse attraverso quella città senza essere notati.
Nemici potenziali a parte, i litigi e le contese all’interno
del Campo diventarono il problema di più difficile
soluzione. Alcuni uomini temevano i possibili pericoli,
alcuni si lamentavano dei cambiamenti del loro modo di
vivere, alcuni mettevano in dubbio le decisioni dei loro
dirigenti. Marciarono insieme per quarantacinque giorni,
e gli inevitabili scontri di personalità erano
esacerbati dalle difficili condizioni che incontravano
lungo il cammino. Gli scontenti spesso incolpavano Joseph
Smith dei loro disagi.
Sylvester Smith (non imparentato con il Profeta), capitano
di un gruppo dalla lingua tagliente, spesso si metteva
a capo dei dissenzienti. Egli si lamentava che il cibo
era cattivo, i preparativi per il viaggio inadeguati,
nonché per il fatto che il cane da guardia di
Joseph lo teneva sveglio la notte.
La sera del 17 maggio Joseph fu chiamato a risolvere
una disputa tra alcuni fratelli. Disse di aver notato
un “spirito ribelle in Sylvester Smith e, in un
certo grado, anche negli altri. Dissi loro che avrebbero
incontrato disavventure, difficoltà e ostacoli,
aggiungendo: “E lo saprete prima di lasciare questo
posto”, esortandoli poi a umiliarsi dinanzi al
Signore e a rimanere uniti per non essere castigati”.
Il giorno dopo questa profezia si adempì: quasi
tutti i cavalli erano o ammalati o zoppi. Il Profeta
promise che, se si fossero umiliati e avessero superato
le discordie, i loro animali sarebbero immediatamente
guariti. A mezzogiorno i cavalli erano di nuovo in buona
salute, eccetto il cavallo di Sylvester Smith, che morì poco
dopo.
Ben presto sorsero di nuovo delle contese, quando Sylvester
Smith minacciò di uccidere il cane di Joseph.
Il 3 giugno Joseph Smith, molto frustrato, montò sulla
ruota di un carro e rimproverò gli uomini per
la loro mancanza di umiltà, le loro lamentele
e critiche:
“Dissi che il Signore mi aveva rivelato che una
maledizione avrebbe colpito il Campo in conseguenza delle
fazioni e degli spiriti ribelli che stavano tra loro,
ed essi sarebbero morti come pecore ammalate; tuttavia,
se si fossero pentiti e umiliati dinanzi al Signore,
la maledizione in grande misura sarebbe stata allontanata;
ma, come il Signore vive, i componenti di questo campo
soffriranno perché si sono lasciati dominare dal
loro spirito ribelle”. Questa triste profezia si
sarebbe adempiuta nel giro di poche settimane.
ALTRI SFORZI PER RAGGIUNGERE LA PACE
Gli abitanti della Contea di Jackson che si opponevano
ai Mormoni furono informati dell’avanzata dell’esercito
a giugno, quando il postino di Chagrin, nell’Ohio, scrisse
al suo collega di Independence: “I Mormoni di questa
regione stanno organizzando un esercito per restaurare
Sion, ossia prenderla con la forza delle armi”.
Ritenendo imminente un’invasione mormone, le truppe
della Contea di Jackson cominciarono a prepararsi e delle
sentinelle furono piazzate su tutti i traghetti lungo
il Fiume Missouri. Animata da un desiderio di vendetta,
sperando forse di impedire il ritorno dei santi, la plebaglia
mise a fuoco centocinquanta case appartenenti a Mormoni
che avevano vissuto nella contea.
I componenti del Campo di Sion sospettavano che le spie
del Missouri li avessero seguiti per centinaia di chilometri.
Una notte uno del Missouri entrò nell’accampamento
e giurò di sapere che la loro destinazione era
la Contea di Jackson, e che non avrebbero mai attraversato
vivi il Fiume Mississippi.
Nello stesso tempo i dirigenti della Chiesa della Contea
di Clay continuavano ad appellarsi al governatore Daniel
Dunklin per avere l’assicurazione che egli avrebbe appoggiato
i santi nel ritornare alle loro case, riacquistare le
loro proprietà e vivere in pace nella Contea di
Jackson.
Il governatore riconosceva che i santi avevano subito
un sopruso essendo stati scacciati dalle loro case, e
cercò di far restituire le armi che erano state
tolte ai santi quando erano stati espulsi dalla Contea
di Jackson nel novembre precedente. Inoltre riconosceva
che una forza armata inviata dallo Stato sarebbe stata
necessaria per ridare ai Mormoni le loro terre e proteggerli
mentre i tribunali decidevano sulle questioni legali
attinenti al caso.
Quando il Campo di Sion arrivò nel Missouri,
Joseph Smith inviò gli anziani Orson Hyde e Parley
P. Pratt a Jefferson City, capitale dello Stato, per
accertare se il governatore Dunklin era ancora disposto
a tener fede alla sua promessa di ristabilire i santi
nella Contea di Jackson con l’aiuto della milizia di
Stato.
Il colloquio fu un’amara delusione. Dunklin dichiarò che
l’invio della milizia avrebbe probabilmente fatto precipitare
lo Stato in un aperto conflitto. Informò i fratelli
che potevano evitare uno spargimento di sangue rinunciando
ai loro diritti, vendendo le loro terre e stabilendosi
altrove. Questa soluzione non era accettabile per la
Chiesa.
Il governatore allora suggerì loro di rivolgersi
ai tribunali, ma i fratelli erano convinti che egli sapeva
che questa soluzione non era valida. I funzionari dei
tribunali facevano parte del movimento antimormone della
contea, perciò era come rivolgersi a una banda
di ladri per chiedere loro di recuperare le proprietà rubate.
Parley era anche convinto che il governatore fosse un
codardo e fosse moralmente obbligato a dare le dimissioni
per aver mancato di osservare gli obblighi attinenti
al suo ufficio.
L’anziano Pratt e l’anziano Hyde si riunirono al Campo
di Sion che stava avvicinandosi. La loro relazione fece
svanire ogni speranza che ai santi del Missouri sarebbe
stato concesso di ritornare alle loro case con mezzi
pacifici. I fratelli si rendevano anche conto che gli
abitanti ostili ai Mormoni si preparavano ad annientare
tutti i Mormoni che avessero cercato di stabilirsi nella
Contea di Jackson.
Il Profeta invocò il Signore a testimone della
giustizia della causa dei santi e della sincerità dei
loro voti. Adirati e frustrati dalla decisione del governatore,
i componenti del Campo di Sion ripresero la marcia.
Nel frattempo il giudice John J. Ryland della Contea
di Clay convocò una riunione per il 16 giugno
presso il tribunale di Liberty. Un comitato di cittadini
della Contea di Jackson e i rappresentanti dei santi
della Contea di Clay dovevano incontrarsi allo scopo
di risolvere la disputa. Una grande folla bellicosa e
disordinata venne alla riunione.
I non-mormoni proposero di acquistare entro trenta giorni
tutte le proprietà dei santi nella Contea di Jackson
al prezzo stabilito da tre arbitri non coinvolti nella
questione, oppure di lasciare che i Mormoni acquistassero
tutte le loro proprietà durante lo stesso periodo
di tempo.
Questa proposta non era realistica. I santi non avevano
fondi sufficienti per acquistare neppure una frazione
delle proprietà dei non-mormoni e non potevano
vendere le loro terre a Sion, poiché era stato
loro comandato dal Signore di acquistarle e di stabilirvisi.
Questi fatti naturalmente erano tutti noti ai non-mormoni.
Gli animi si accesero quando il rappresentante della
Contea di Jackson, Samuel Owens, giurò che gli
abitanti del Missouri avrebbero lottato per ogni centimetro
di terreno piuttosto di consentire il ritorno dei santi. “Un
sacerdote battista disse: “I Mormoni sono vissuti
abbastanza a lungo nella Contea di Clay e quindi devono
andarsene, o li faremo andare”.
Il signor Turnham, moderatore della riunione, rispose
in maniera encomiabile, dicendo: “Siamo repubblicani:
facciamo onore al nostro paese e non lo disonoriamo come
hanno fatto nella Contea di Jackson. Per amor di Dio,
non private i Mormoni dei loro diritti e non li scacciate.
Sono cittadini migliori di molti vecchi abitanti”.
Il comitato mormone preparò una dichiarazione
nella quale specificava che i santi non avrebbero dato
inizio alle ostilità e promettevano di dare una
risposta alla proposta relativa alla Contea di Jackson
nel giro di una settimana.
Poco dopo i santi prepararono una controproposta nella
quale suggerivano che un comitato neutrale stabilisse
il valore delle proprietà degli abitanti della
Contea di Jackson che si rifiutavano di convivere con
i Santi degli Ultimi Giorni, e che i santi acquistassero
dette proprietà entro un anno. Inoltre i santi
promettevano di rimanere fuori della Contea di Jackson
sino a quando fosse stato versato il pagamento per intero.
Queste trattative purtroppo non ebbero alcun esito.
AVVENIMENTI AL FIUME FISHING
Il 18 giugno il Campo di Sion arrivò a meno di
un miglio di distanza da Richmond, capoluogo della Contea
di Ray. Quando l’esercito si accampò, il Profeta
ebbe una premonizione di pericolo. Si ritirò nei
boschi e pregò per la loro sicurezza: ebbe l’assicurazione
che il Signore li avrebbe protetti. Nelle prime ore del
mattino successivo fece levare il Campo e partirono senza
dire le preghiere né fare colazione.
Mentre marciavano attraverso Richmond, una schiava negra
molto agitata disse a Luke Johnson: “C’è un
gruppo di uomini che vi hanno teso un agguato. Vogliono
uccidervi questa mattina quando passerete”. Non
incontrarono resistenza, anche se quel giorno riuscirono
a percorrere soltanto nove miglia a causa della rottura
delle ruote di diversi carri.
Invece di raggiungere la loro destinazione, Liberty,
si accamparono appena passato il confine della Contea
di Clay, su una collina tra due rami del Fiume Fishing.
Quando Joseph seppe che la plebaglia si preparava ad
attaccarli, si inginocchiò e pregò di nuovo
per avere la protezione divina. I timori di Joseph furono
confermati quando cinque abitanti del Missouri armati
entrarono a cavallo nel Campo imprecando e giurando che
i Mormoni “avrebbero veduto l’inferno prima che
spuntasse il mattino”.
Si vantarono che quasi quattrocento uomini, provenienti
dalle Contee di Ray, Lafayette, Clay e Jackson, si erano
uniti e si preparavano ad attraversare il Fiume Missouri
al traghetto di Williams per annientare completamente
i Mormoni. Si udirono dei colpi di arma di fuoco, e alcuni
uomini volevano combattere, ma il Profeta promise che
il Signore li avrebbe protetti. Egli dichiarò: “Rimanete
fermi, e vedrete la salvezza di Dio”.
Pochi minuti dopo che i cinque uomini del Missouri avevano
lasciato l’accampamento, una piccola nuvola nera comparve
nel cielo sereno a occidente. Questa nuvola si spostò verso
oriente aprendosi come una pergamena e riempiendo il
cielo di tenebre. Quando il primo traghetto carico di
facinorosi attraversò il Fiume Missouri a sud,
un improvviso acquazzone impedì al battello di
ritornare a prenderne un altro gruppo.
La burrasca era così intensa che i componenti
del Campo di Sion uscirono dalle tende e trovarono rifugio
in una vecchia cappella battista che era nelle vicinanze.
Quando Joseph Smith entrò nella cappella esclamò: “Ragazzi,
questa burrasca non è un fatto casuale. C’è Dio
in questa bufera”. A causa del fragore era impossibile
dormire, perciò il gruppo prese a cantare inni
riposando sulle rozze panche. Uno di loro scrisse che “per
tutto quel tempo tutta la distesa del cielo fu illuminata
a giorno da terribili fulmini”.
Fuori dell’accampamento la plebaglia cercava qualsiasi
rifugio potesse trovare. La furia degli elementi spaccò i
rami e distrusse i raccolti. Bagnò e rese inutilizzabili
le munizioni della plebaglia, spaventò e fece
scappare i loro cavalli e alzò il livello del
Fiume Fishing, impedendo così loro di attaccare
il Campo di Sion.
Il Profeta ricorda: “Sembrava come se il mandato
di vendetta fosse stato emanato dal Dio delle battaglie
per proteggere i Suoi servi dalla distruzione per mano
dei loro nemici”.
Due giorni dopo, il 21 giugno, il colonnello John Sconce
e altri due ufficiali della milizia della Contea di Ray
vennero al Campo di Sion per conoscere le intenzioni
dei Mormoni. “Vedo che c’è il potere dell’Onnipotente
che protegge questo popolo”, dovette ammettere
Sconce.
Il Profeta spiegò che l’unico scopo del Campo
di Sion era quello di aiutare i loro fratelli a ritornare
alle loro terre e che non avevano intenzione di far male
a nessuno. Egli disse: “I rapporti malvagi che
sono stati fatti circolare su di noi sono falsi e inventati
dai nostri nemici per causare la nostra distruzione”.
Sconce e i suoi colleghi furono talmente commossi dalle
storie delle ingiuste tribolazioni e delle sofferenze
dei santi che promisero di usare la loro influenza per
calmare i sentimenti di ostilità verso i Mormoni.
Il giorno dopo, 22 giugno, Joseph ricevette una rivelazione
nella quale il Signore esprimeva la Sua insoddisfazione
nei confronti dei membri della Chiesa per la loro disobbedienza
e il loro egoismo: “Essi … non distribuiscono
i loro beni ai poveri ed agli afflitti fra loro, come
conviene ai santi. E non sono uniti secondo l’unione
che è richiesta dalla legge del regno celeste” (DeA
105:3-4).
Questo rimprovero era rivolto in particolare ai membri
dei rami che si erano mostrati lenti nel contribuire
con i loro mezzi alla causa di Sion (vedi vv. 7-8). I
santi dovevano imparare il loro dovere e acquisire altra
esperienza prima che Sion potesse essere redenta (vedi
vv. 9-10).
Pertanto il Signore disse: “Mi è opportuno
che i miei anziani attendano ancora un breve tempo per
la redenzione di Sion” (v. 13). Egli promise agli
obbedienti che essi avrebbero ricevuto un’investitura
dall’alto se avessero continuato ad essere fedeli (vedi
vv. 11-12).
Se il Campo di Sion non ebbe successo nel raggiungere
i suoi obiettivi militari, lo ebbe invece per quanto
riguarda i propositi del Signore. Parlando dei componenti
del Campo, Egli disse: “Ho udito le loro preghiere
ed accetterò la loro offerta; ed era necessario
che fossero condotti fino a questo punto, per mettere
alla prova la loro fede” (v. 19).
Per alcuni santi il comandamento del Signore di non
combattere fu la prova finale per la loro fede. Delusi
e adirati, divennero apostati. Quale conseguenza della
loro insurrezione il Profeta di nuovo ammoni il Campo
che il Signore avrebbe mandato una maledizione devastante
su di loro come risultato delle loro ingiustificate lamentele.
Il giorno prima che fosse data questa rivelazione due
uomini si ammalarono di colera. Tre giorni dopo diversi
altri uomini furono colpiti da questa temibile malattia,
la cui causa era dovuta all’acqua inquinata. L’epidemia
si sparse rapidamente causando forte diarrea, vomito
e crampi. Prima che finisse, circa sessantotto persone,
compreso Joseph Smith, furono colpite da questa malattia,
e quattordici componenti del Campo morirono. Uno di questi
era una donna di nome Betsy Parrish.
Il 2 luglio Joseph Smith disse al Campo che “se
si fossero umiliati dinanzi al Signore e si fossero impegnati
ad osservare i Suoi comandamenti e a obbedire ai consigli
che egli avrebbe impartito, l’epidemia sarebbe cessata
da quello stesso momento e non vi sarebbe stato un altro
solo caso di colera tra loro. “I fratelli si impegnarono
in tal senso alzando la mano, e l’epidemia cessò”.
SCIOGLIMENTO DEL CAMPO E RIORGANIZZAZIONE
DEI SANTI
Il 25 giugno, quando l’epidemia di colera aveva raggiunto
il suo culmine, Joseph Smith divise il Campo di Sion
in numerosi gruppi più piccoli per dimostrare
agli abitanti del Missouri le intenzioni pacifiche dei
santi.
Dieci giorni dopo fu compilato un foglio di congedo
onorevole per ogni fedele componente del Campo. Lyman
Wight riferì che il Profeta “disse che egli
era ora disposto a tornare a casa, che era pienamente
soddisfatto di aver fatto la volontà di Dio e
che il Signore aveva accettato il nostro sacrificio e
la nostra offerta, come aveva accettato quella di Abrahamo
quando questi aveva offerto suo figlio Isacco; e nella
sua benedizione chiese al Padre celeste di donarci la
vita eterna e la salvezza”.
Il Campo si sciolse dopo essere stato congedato dal
Profeta. Alcuni rimasero nel Missouri, secondo quanto
specificava la rivelazione ricevuta al Fiume Fishing
(vedi DeA 105:20), e alcuni ritornarono in missione,
mentre la maggior parte dei componenti del Campo ritornò dalle
loro famiglie che avevano lasciato all’Est.
Quello stesso giorno, 3 luglio, il Profeta organizzò una
presidenza e un sommo consiglio nel Missouri per aiutare
il vescovo Edward Partridge ad amministrare gli affari
della Chiesa in quella zona. Joseph Smith tuttavia dissuase
i santi del Missouri dal tenere riunioni di chiesa per
cercare di disperdere i timori dei cittadini del luogo.
La vita nella Contea di Clay fu facile per i santi durante
il resto del 1834 e durante il 1835. Quel periodo fu
relativamente esente da persecuzioni, e i santi godettero
di una certa prosperità. La maggior parte degli
abitanti non mormoni della Contea di Clay si comportavano
con cordialità.
Tuttavia questo atteggiamento di buona volontà cominciò a
cambiare quando i santi continuarono a emigrare nel Missouri
in attesa di ritornare nella Contea di Jackson e quando
alcuni membri della Chiesa acquistarono delle proprietà nella
Contea di Clay.
Purtroppo alcuni membri della Chiesa non avevano imparato
dalle persecuzioni subite nella Contea di Jackson, e
provocavano i vecchi coloni dicendo che le loro terre
alla fine sarebbero appartenute ai santi. Collettivamente
i membri della Chiesa avevano mancato di seguire il consiglio
del Signore:
“Non parlate di giudizi, né vantatevi della
vostra fede, né di opere potenti, ma riunitevi
prudentemente, per quanto è possibile in una sola
regione, in accordo con i sentimenti della gente; Ed
ecco, Io vi farò trovare favore e grazia ai loro
occhi, affinché possiate dimorare in pace e sicurezza” (DeA
105:24-25).
Joseph Smith e alcuni altri dirigenti del Campo di Sion
furono di ritorno a Kirtland agli inizi di agosto, con
grande sollievo dei santi della città che erano
preoccupati poiché avevano ricevuto notizia che
Joseph Smith era stato ucciso nel Missouri.
Quello stesso mese un tribunale del sommo consiglio
prese in esame le rimostranze di Sylvester Smith e altri
che erano ancora amareggiati per quanto riguardava il
Campo di Sion. Dieci uomini, che avevano partecipato
al Campo di Sion, contestarono le accuse di Sylvester
Smith e resero testimonianza che Joseph Smith non era
colpevole di condotta riprovevole. Dopo un esame delle
prove, Sylvester ammise di essere in errore e di essersi
comportato in maniera inopportuna.
Il Campo di Sion non riuscì ad aiutare i santi
del Missouri a riottenere le loro terre e fu turbato
da dissensi, apostasia e pubblicità sfavorevole,
ma dal viaggio scaturirono anche risultati positivi.
Offrendosi volontari, i membri della Chiesa dimostrarono
la loro fede nel Signore e nel Suo profeta e il loro
sincero desiderio di obbedire alle rivelazioni degli
ultimi giorni. Essi dimostrarono la loro solidarietà con
i santi esuli dal Missouri mediante la disponibilità a
dare la vita, se necessario, per aiutarli.
Quel difficile viaggio servì come prova per stabilire
chi era degno di occupare posizioni direttive e di fiducia
e ricevere l’investitura nel Tempio di Kirtland. Il Profeta
in seguito dichiarò: “Dio non voleva che
voi combatteste.
Egli non poteva organizzare il Suo regno con dodici
uomini per aprire la porta del Vangelo alle nazioni della
terra, e con settanta uomini sotto la loro direzione
perché seguissero le loro orme, a meno che non
li avesse tratti da un gruppo di uomini che avevano offerto
la vita e che avevano compiuto un sacrificio grande quanto
quello di Abrahamo”.
Nel febbraio 1835 il Quorum dei Dodici Apostoli e il
Primo Quorum dei Settanta furono organizzati. Nove dei
primi Apostoli, tutti i sette presidente del Quorum dei
Settanta e tutti gli altri sessantatré componenti
di quel quorum avevano prestato servizio nell’esercito
di Israele che aveva marciato sul Missouri occidentale
nel 1834.
Il Campo di Sion castigò, perfezionò e
raffinò spiritualmente molti servi del Signore.
Coloro che si erano dimostrati obbedienti e devoti ebbero
un addestramento pratico prezioso e fecero delle esperienze
spirituali che furono loro di molto aiuto nelle successive
lotte per la Chiesa.
Le difficoltà e gli ostacoli che dovettero superare
durante la marcia di oltre milleseicento chilometri fornirono
un prezioso addestramento a Brigham Young, Heber C. Kimball
e ad altre persone che avrebbero in seguito guidato i
santi esuli dal Missouri all’Illinois e da Nauvoo attraverso
le praterie fino alle Montagne Rocciose.
Quando uno scettico gli chiese cosa aveva guadagnato
da quel viaggio, Brigham Young rispose prontamente: “Non
scambierei le cose che ho imparato durante questa stagione
con l’intera Contea di Geauga”.
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