GIORNI GLORIOSI A KIRTLAND, 1834 -1836
NELL’AGOSTO 1834 Joseph Smith e la maggior parte dei
suoi compagni del Campo di Sion erano tornati a casa.
Lasciato alle spalle il tentativo di aiutare i santi
del Missouri, i membri della Chiesa dell’Ohio dedicarono
di nuovo la loro attenzione all’edificazione del regno
di Dio nella loro regione. I due anni successivi al ritorno
del Campo di Sion furono un periodo di relativa pace
per questi santi dell’Ohio. Questo periodo vide numerosi
importanti sviluppi che avrebbero avuto conseguenze durature
per quanto riguarda l’organizzazione, la dottrina della
Chiesa, le Scritture e l’attività del tempio.
ULTERIORE ESPANSIONE DELL’ORGANIZZAZIONE
DELLA CHIESA
Il 5 dicembre 1834 il profeta Joseph Smith ordinò Oliver
Cowdery assistente del presidente della Chiesa. Egli
si era trovato con il Profeta quando erano stati restaurati
il Sacerdozio di Aaronne e il Sacerdozio di Melchisedec.
Quando la Chiesa di Gesù Cristo fu organizzata
nel 1830 Oliver, come “secondo anziano”,
veniva subito dopo Joseph per autorità (vedi Joseph
Smith 2:68-73; DeA 110).
Pertanto, quando l’autorità o le chiavi del sacerdozio
erano state restaurate, Oliver si trovava con il profeta
Joseph. “Secondo la legge divina dei testimoni
era necessario che Joseph Smith avesse un compagno che
detenesse quelle chiavi”.
Oliver Cowdery doveva non soltanto aiutare Joseph Smith
a presiedere alla Chiesa, ma doveva anche essere con
il Profeta come secondo testimone della Restaurazione.
Nel 1838 Oliver Cowdery perse il suo ufficio di assistente
del presidente a causa della sua apostasia e della scomunica,
ma nel 1841 il Signore chiamò Hyrum Smith ad occupare
questo ufficio (vedi DeA 124:94-96).
Il Presidente e l’assistente del presidente, ossia il
primo e il secondo testimone, avrebbero suggellato la
loro testimonianza con il sangue nel carcere di Carthage.
Uno degli avvenimenti più importanti della restaurazione
della chiesa del Salvatore fu la formazione del Quorum
dei Dodici Apostoli.
Prima ancora che la Chiesa fosse organizzata, i membri
avevano previsto questo passo tanto importante. Joseph
Smith e Oliver Cowdery avevano ricevuto l’autorità dell’apostolato
(vedi DeA 20:2-3) probabilmente sin dal 1829. Durante
lo stesso anno una rivelazione comandava a Oliver Cowdery
e David Whitmer di cercare dodici che sarebbero stati “chiamati
ad andare in tutto il mondo a predicare il … Vangelo
ad ogni creatura” (DeA 18:28).
In seguito anche Martin Harris fu chiamato a collaborare
a questa scelta. Questo significava che i tre testimoni
del Libro di Mormon, sotto la direzione e con il consenso
della Prima Presidenza, avrebbero scelto i Dodici Apostoli
che dovevano servire come testimoni speciali del Salvatore
in questa dispensazione.
Il profeta Joseph Smith invitò i veterani del
Campo di Sion e altri fedeli a partecipare a una conferenza
straordinaria sabato 14 febbraio 1835. I verbali di questa
riunione riferiscono i seguenti avvenimenti:
“Egli quindi dette una rivelazione su alcune delle
circostanze in cui ci eravamo trovati durante il viaggio
verso Sion - le nostre tribolazioni e sofferenze: e disse
che Dio non aveva voluto tutto questo per nulla, ma che
lo teneva ancora in rimembranza; e che era la volontà di
Dio che coloro che erano andati a Sion con la determinazione
di dare la vita, se necessario, dovessero essere ordinati
al ministero e andassero a potare la vigna per l’ultima
volta, prima della venuta del Signore, che era vicina
…
Anche il più piccolo e il più debole tra
noi diventerà grande e possente, e grandi cose
saranno compiute da voi d’ora innanzi; e voi comincerete
a sentire i suggerimenti dello Spirito di Dio; e l’opera
di Dio comincerà a realizzarsi da questo momento,
e voi sarete investiti di potere dall’alto”.
Dopo le osservazioni del Profeta la riunione fu aggiornata
per un’ora. Quando la riunione riprese i Tre Testimoni
pregarono e furono benedetti dalla Prima Presidenza.
I testimoni quindi procedettero a scegliere i Dodici
Apostoli. Poiché essi furono tutti chiamati nello
stesso tempo, il grado di anzianità degli Apostoli
nell’ambito del quorum fu stabilito secondo l’età.
I PRIMI DODICI DI QUESTA DISPENSAZIONE
Una settimana dopo essere stati scelti i Dodici ricevettero
da Oliver Cowdery un incarico apostolico simile a quello
che il Salvatore aveva dato agli Apostoli del Nuovo Testamento
(vedi Matteo 10; 28:19-20; Atti 1:8). Egli li ammonì che
avrebbero dovuto affrontare difficoltà senza precedenti. “Dovrete
combattere contro tutti i pregiudizi di tutte le nazioni,
Egli lesse quindi la rivelazione [DeA 18] …
Pertanto vi esorto a coltivare una grande umiltà;
poiché io conosco l’orgoglio del cuore degli uomini.
State in guardia, perché gli adulatori del mondo
non vi innalzino; state in guardia, perché i vostri
desideri non siano attirati dalle cose del mondo. Lasciate
che il vostro ministero venga al primo posto …
E’ necessario che voi riceviate direttamente una
testimonianza dal cielo, in modo da poter portare testimonianza
della verità … Dovete portare questo messaggio
a coloro che si considerano saggi e a coloro che potranno
perseguitarvi, che potranno cercare di uccidervi.
L’avversario ha sempre attentato alla vita dei
servi di Dio; pertanto voi dovete essere preparati in
ogni momento a dare in sacrificio la vostra vita, se
il Signore lo richiedesse per l’avanzamento e l’edificazione
della Sua causa …
Egli quindi li prese ad uno ad uno per mano e disse: “Vuoi
tu con pieno intento di cuore assumerti questo ministero
di proclamare il Vangelo con tutta diligenza insieme
a questi tuoi fratelli, secondo il tenore e l’intento
dell’incarico che hai ricevuto?” Ognuno rispose
affermativamente”.
Due settimane dopo, durante una conferenza straordinaria,
il Profeta organizzò un altro quorum fondamentale
del sacerdozio, i Settanta, scegliendo i componenti tra
coloro che avevano preso parte al Campo di Sion (vedi
DeA 107:93).
Per favorire il loro eccezionale ruolo di quorum “viaggiante”,
con l’incarico di predicare il Vangelo a tutto il mondo,
furono assegnati a presiedere a loro sette presidenti.
Questo fu fatto secondo una visione dell’organizzazione
della Chiesa data al Profeta. Joseph Young, Hazen Aldrich,
Levi Hancock, Leonard Rich, Zebedee Coltrin, Lyman Sherman
e Sylvester Smith furono i primi presidenti di questo
quorum.
Un mese dopo il Signore rivelò ulteriori informazioni
riguardanti il sacerdozio e il governo della Chiesa.
I Dodici, che si preparavano a partire in missione, sentivano
di non aver accettato pienamente le pesanti responsabilità attinenti
alla loro chiamata. Animati da sentimenti di pentimento,
implorarono il Profeta di chiedere al Signore un’ulteriore
guida. In risposta il Signore istruì i Dodici
e i Settanta sulle rispettive responsabilità.
I Dodici dovevano essere “testimoni speciali del
nome di Cristo” e servire sotto la direzione della
Prima Presidenza per “edificare la Chiesa e regolare
tutti gli affari di questa fra tutte le nazioni” (DeA
107:23, 33).
I Settanta dovevano servire sotto la direzione dei Dodici
e adempiere agli stessi propositi. Insieme con la Prima
Presidenza questi quorum costituivano i consigli presiedenti
della Chiesa. La rivelazione spiegava inoltre i doveri
di coloro che presiedono ai vari quorum del sacerdozio
e terminava con questo ammonimento:
“Pertanto, che ognuno apprenda ora il suo dovere
ed agisca in tutta diligenza nell’ufficio a cui è nominato.
L’indolente non sarà ritenuto degno di occupare
la sua carica, e colui che non apprende il suo dovere
e non si mostra meritevole non sarà degno di conservare
la sua posizione” (DeA 107:99-100).
Secondo le istruzioni impartite in questa rivelazione
i primi quorum del Sacerdozio di Aaronne furono formati
nel 1835 a Kirtland. Erano composti da uomini maturi.
Non era fissata l’età per i candidati meritevoli
di avanzare da un ufficio all’altro.
Alla luce delle istruzioni contenute in Dottrina e Alleanze
107, i sommi consigli di palo “permanenti” assunsero
un ruolo sempre più importante a partire dal 1835,
particolarmente in veste di tribunali della Chiesa. Sorsero
presto degli interrogativi riguardo alla posizione e
giurisdizione dei sommi consigli e dei Dodici, che erano
definiti “un Sommo Consiglio Presiedente e Viaggiante” (DeA
107:33).
Il Profeta rispose che l’autorità dei sommi consigli
permanenti era limitata ai pali, mentre i Dodici avevano
giurisdizione sulla Chiesa in altri campi. Questo sollevava
l’ulteriore interrogativo riguardo alla giurisdizione
dei Dodici nelle questioni locali.
Il Profeta li rassicurò che, in quanto essi venivano
subito dopo la Prima Presidenza per autorità,
essi non erano soggetti a nessun altro organismo. Brigham
Young in seguito ricordò questi mesi di discussioni
come un periodo di prova, durante il quale i Dodici dovevano
dimostrare la loro disponibilità “ad essere
servi di tutti per la causa di Cristo …”. Questo
era necessario secondo Young perché soltanto “i
veri servitori potessero ricevere il potere”.
L’OPERA DI DIFFUSIONE DEL VANGELO
Il lavoro di proselitismo organizzato era stato temporaneamente
interrotto nell’estate del 1834 dalla marcia del Campo
di Sion. Tuttavia durante l’autunno il lavoro missionario
riprese, quando i dirigenti della Chiesa chiamarono un
numero sempre più grande di uomini ad andare in
missione. Alcuni di loro lavoravano soltanto per poche
settimane nelle comunità circostanti. Altri passavano
periodi più lunghi a proclamare il Vangelo in
zone lontane.
Molti dei missionari svolgevano più di una missione,
spesso partendo da casa in momenti per loro assai difficili.
Nel 1836 William W. Phelps scrisse: “C’è un
costante viavai di anziani”.
Le missioni ufficiali erano integrate dagli sforzi di
convertiti entusiasti, ansiosi di far conoscere il tesoro
che avevano da poco trovato ai familiari e agli amici.
Una nuova convertita, Caroline Crosby, scrive: “Quante
volte, ascoltando la voce del Profeta, ho desiderato
che le mie amiche, i miei genitori, fratelli e sorelle
potessero udire le cose che avevo udito e che il loro
cuore gioisse di queste parole, come aveva fatto il mio”.
Anche molti dirigenti della Chiesa partecipavano al
lavoro missionario. Il profeta Joseph Smith si recò nel
Michigan nel 1834 e 1835. Ma forse lo sforzo più importante
fu la missione di cinque mesi del Quorum dei Dodici negli
stati dell’Est nel 1835. Da maggio a settembre essi percorsero
centinaia di chilometri attraverso lo Stato di New York,
la Nuova Inghilterra e il Canada.
Oltre a svolgere il lavoro missionario e mettere in
ordine e rafforzare le congregazioni locali, i loro compiti
comprendevano la raccolta di fondi per la costruzione
del tempio, per l’acquisto di terreni a Sion e per le
attività di stampa della Chiesa. Viaggiando senza
borsa né bisaccia, essi affrontavano varie difficoltà legate
alla loro attività: persecuzioni, rifiuti, fatica
e fame; tuttavia a una grande riunione essi contarono
centoquarantaquattro carri e valutarono che fossero presenti
da due a tremila persone.
Questa missione è importante nella storia della
Chiesa, perché è l’unica occasione in cui
tutti e dodici i componenti del quorum andarono insieme
in missione. Al loro ritorno a Kirtland, Heber C. Kimball
riferì che essi avevano sentito il potere di Dio
e avevano potuto guarire gli infermi e scacciare i demoni.
Durante quello stesso periodo anche i componenti del
Quorum dei Settanta andarono in missione, soprattutto
negli stati dell’Est.
Intorno al 1835 molti dirigenti della Chiesa svolsero
anche numerose missioni individuali. La missione dell’anziano
Parley P. Pratt in Canada ne è un notevole esempio.
Nell’aprile 1836 l’apostolo Heber C. Kimball benedisse
Parley e profetizzò che egli sarebbe andato a
Toronto e là avrebbe trovato un gruppo di persone
pronte ad accettare la pienezza del Vangelo: “Essi
ti accoglieranno, e il Vangelo si spargerà da
là nelle regioni circostanti; e per le cose che
scaturiranno da questa missione, la pienezza del Vangelo
si spargerà in Inghilterra, e un grande lavoro
sarà compiuto in quel paese”.
Mentre Parley si trovava a Hamilton in viaggio per Toronto,
uno sconosciuto gli dette una lettera di presentazione
per John Taylor, predicatore metodista laico di Toronto.
Taylor faceva parte di un gruppo che credeva che le chiese
allora esistenti non rappresentassero il cristianesimo
del Nuovo Testamento.
Da due anni questo gruppo si riuniva diverse volte la
settimana “allo scopo di cercare la verità,
indipendentemente da ogni organizzazione settaria”.
A Toronto l’anziano Pratt fu accolto con cortesia dai
Taylor, anche se all’inizio essi dimostrarono poco entusiasmo
per il suo messaggio.
Scoraggiato perché non riusciva a trovare un
luogo sicuro in cui predicare, Parley decise di lasciare
Toronto. Prima di partire passò dai Taylor per
riprendere una parte del suo bagaglio e salutarli. Mentre
si trovava da loro, Leonora Taylor spiegò alla
sua amica Isabella Walton le difficoltà di Parley
e disse che le dispiaceva che egli se ne andasse. “Può essere
un uomo di Dio”, disse poi.
La signora Walton rispose che quella mattina era stata
ispirata a fare visita ai Taylor perché era disposta
a permettere che l’anziano Pratt alloggiasse a casa sua
e là predicasse. Egli lo fece, e alla fine fu
invitato a partecipare a una riunione del gruppo di John
Taylor, durante la quale questi lesse la storia contenuta
nel Nuovo Testamento della predicazione di Filippo nella
Samaria.
“Ora”, egli disse, “dov’è il
nostro Filippo? Perché non accettiamo la Parola
con gioia e non ci facciamo battezzare quando abbiamo
creduto? Dove sono i nostri Pietro e Giovanni? I nostri
apostoli? Dov’è il nostro Spirito Santo mediante
l’imposizione delle mani? …”. Quando Pratt fu
invitato a parlare, egli dichiarò di conoscere
la risposta alle domande di John Taylor.
Per tre settimane John Taylor partecipò alle
riunioni dell’anziano Pratt prendendo minuziosamente
nota dei suoi sermoni e confrontandoli attentamente con
le Scritture. Gradualmente si convinse che il vero vangelo
di Gesù Cristo era stato restaurato. Egli e sua
moglie Leonora furono battezzati il 9 maggio 1836.
Poco dopo John Taylor fu ordinato anziano e diventò un
attivo missionario. Il lavoro si diffuse con tanta rapidità che
Orson Hyde fu mandato da Kirtland in aiuto di Parley,
mentre Orson Pratt e Freeman Nickerson, che erano già in
Canada, si unirono a Parley a Toronto. Quando i missionari
lasciarono Toronto, John Taylor fu messo a parte per
presiedere alle congregazioni che questi anziani avevano
istituito.
La famiglia Fielding, che diventò anch’essa molto
importante nella storia della Chiesa, fece parte di questo
raccolto canadese. Mary Fielding sposò Hyrum Smith
e diventò madre del sesto e nonna del decimo presidente
della Chiesa, rispettivamente Joseph F. Smith e Joseph
Fielding Smith. Un anno dopo il battesimo il fratello
di Mary, Joseph, si unì ai primi missionari diretti
in Gran Bretagna e svolse un ruolo fondamentale all’inizio
del lavoro missionario in quel paese.
Anche i missionari che lavoravano in altre regioni fecero
ricche esperienze spirituali. Per esempio, Wilford Woodruff
andò nel Missouri nel 1834 all’età di ventisette
anni. Quell’autunno egli fu ordinato sacerdote e andò nell’Arkansas
e nel Tennessee, essendo uno dei primi missionari a far
conoscere il Vangelo in quelle regioni. Molti anni dopo
egli portava spesso testimonianza di quella missione,
dicendo che “in tutta la vita egli non aveva mai
goduto più appieno dello spirito e del potere
di Dio di quando era un sacerdote che svolgeva il lavoro
missionario negli stati del Sud”.
Gradualmente molte congregazioni spuntarono in tutti
gli stati del Nord-est, del Midwest, del Canada orientale,
e infine il Vangelo si diffuse nella Virginia occidentale,
Kentucky e Tennessee. All’inizio i gruppi locali venivano
chiamati chiese, ma nel 1835 era diffuso il termine rami.
Questa designazione simboleggia il modo in cui i fedeli
di una località facevano conoscere la buona novella
ai loro amici che vivevano nelle vicinanze per formare
una nuova congregazione, che era letteralmente un ramo
del gruppo principale. Di solito i fedeli di diversi
rami si radunavano per tenere conferenze periodiche,
e nel 1835 i Dodici li organizzarono in distretti, chiamati
allora conferenze, ognuno con confini ben stabiliti come
i moderni pali.
SVILUPPI NELLA CONOSCENZA DELLE SCRITTURE
In una tomba situata sulla sponda occidentale del Nilo,
di fronte all’antica città egiziana di Tebe (attualmente
Luxor), Antonio Lebolo, un esploratore originario del
Piemonte, scopra numerose mummie e insieme ad esse alcuni
rotoli di papiro. Dopo la morte di Lebolo, nel 1830,
le mummie e i papiri furono spediti negli Stati Uniti,
dove nel 1833 ne entrò in possesso Michael H.
Chandler, che si definiva nipote di Lebolo. Nel 1835
Chandler espose questi oggetti in diverse città degli
stati dell’Est.
Quando arrivò a Kirtland alla fine di giugno,
i santi dimostrarono grande interesse per le mummie e
i papiri. Chandler aveva sentito che Joseph Smith asseriva
di essere in grado di tradurre antichi documenti. Egli
chiese a Joseph se era in grado di tradurre i papiri.
Orson Pratt ricorda: “Il Profeta li prese, si
ritirò nella sua stanza e chiese consiglio al
Signore. Il Signore gli disse che erano documenti sacri” e
gli rivelò la traduzione di alcuni caratteri.
Chandler in precedenza aveva sottoposto all’attenzione
di alcuni studiosi diversi caratteri provenienti dai
documenti per determinarne il probabile significato.
Quando ricevette la traduzione fatta dal Profeta, dichiarò in
una testimonianza firmata che essa corrispondeva nei
minimi particolari a quella fatta dagli studiosi.
I santi, molto interessati al loro contenuto, acquistarono
le mummie e i papiri per duemilaquattrocento dollari.
Joseph cominciò immediatamente a lavorare alla
traduzione dei rotoli e scoprì che essi contenevano
gli scritti di Abrahamo e gli scritti di Giuseppe che
era stato venduto in Egitto. “Possiamo davvero
dire che il Signore comincia a rivelare un’abbondanza
di pace e di verità”.
Durante il resto della sua permanenza a Kirtland il
Profeta continuò a lavorare attivamente a questi
antichi scritti. Il frutto dei suoi sforzi, il libro
di Abrahamo, tuttavia fu stampato soltanto nel 1842 dopo
un ulteriore lavoro di traduzione svolto a Nauvoo. Nel
febbraio 1843 il Profeta promise di fare la traduzione
di altre parti del libro di Abrahamo, ma i suoi pressanti
impegni non gli permisero di portare a termine quest’opera
prima di essere assassinato.
Nel 1835 fu pubblicata un’altra opera canonica della
Chiesa. Le persecuzioni subite nel Missouri nel 1833
avevano impedito la pubblicazione del Libro dei Comandamenti.
Nell’Ohio furono compiuti i passi necessari per pubblicare
una più estesa raccolta di rivelazioni. Nel settembre
1834 la Prima Presidenza fu incaricata di scegliere le
rivelazioni da pubblicare, e il Profeta effettuò una
revisione di alcune di esse per correggere gli errori
di stampa e per aggiungervi le informazioni rivelate
dopo il 1833.
Il comitato portò a termine questo lavoro l’estate
successiva, e una solenne assemblea fu convocata il 17
agosto 1835 per esprimere un voto riguardo al nuovo libro
di Scritture che doveva essere chiamato Dottrina e Alleanze.
Il titolo del libro indicava le sue due parti principali.
La prima parte, designata “dottrina”, conteneva
sette lezioni sulla fede tenute nella Scuola degli Anziani
l’inverno precedente. La seconda sezione, intitolata “Alleanze
e Comandamenti”, comprendeva quarantacinque rivelazioni,
oltre a quelle contenute nel Libro dei Comandamenti.
Nella prefazione del volume si sottolineavano le differenze
tra le lezioni teologiche e le rivelazioni del Signore.
Questa distinzione diventò la base di una decisione
presa nel 1921 di pubblicare le rivelazioni senza le
Lezioni sulla fede, per evitare di confondere i lettori
riguardo alla natura delle lezioni.
LA VITA QUOTIDIANA A KIRTLAND
Intorno al 1835 Kirtland diventò sempre di più una
comunità di Santi degli Ultimi Giorni. Mentre
il numero delle persone non appartenenti alla Chiesa
ivi residenti rimaneva relativamente costante, circa
milleduecento-milletrecento persone, il numero dei santi
praticamente triplicò, passando, tra il 1834 e
il 1837, da quasi cinquecento a circa millecinquecento.
Pertanto la Chiesa e le sue attività gradualmente
esercitarono un’influenza sempre maggiore sulla vita
della comunità. Questo fatto a volte creava tensioni
tra i due gruppi di persone ideologicamente diversi.
La maggior parte dei santi era lieta di vivere momenti
importanti come la chiamata dei Dodici Apostoli e la
pubblicazione di Dottrina e Alleanze; tuttavia la loro
vita quotidiana era dedicata al lavoro svolto per guadagnarsi
da vivere nelle fattorie o in città. Nonostante
le lunghe ore di duro lavoro fisico, i santi trovavano
il tempo per la ricreazione, l’istruzione e il culto.
Anche se il tempo libero era limitato, ai Santi degli
Ultimi Giorni piaceva cacciare, pescare, nuotare e andare
a cavallo. Le attività preferite durante l’inverno
erano il pattinaggio sul ghiaccio e le gite in slitta.
La vita in famiglia era particolarmente importante per
i santi. Dopo una lunga giornata di lavoro genitori e
figli spesso trascorrevano la serata insieme cantando,
giocando, studiando e parlando di argomenti di comune
interesse.
Le vacanze erano rare e di solito non venivano riconosciute.
I diari di quel tempo raramente menzionano particolari
attività in occasione delle feste, neanche per
il giorno di Natale. Una bambina della Chiesa fu molto
sorpresa durante un viaggio a New York nel sapere che
gli altri bambini ricevevano le visite di Babbo Natale,
che riempiva le loro calze di doni e dolciumi.
I santi consideravano l’istruzione indispensabile, e
la casa era la sede della maggior parte dell’apprendimento.
Tutori privati, come Eliza R. Snow, che viveva con la
famiglia di Joseph Smith per educarne i figli, erano
abbastanza comuni. Talvolta gli insegnanti offrivano
i loro servizi per tenere lezioni nelle case private
o negli edifici pubblici.
Dopo i primi tentativi della Scuola dei Profeti nel
1833, la Scuola degli Anziani si riunì durante
i due inverni successivi, quando gli uomini non erano
troppo occupati dai lavori agricoli e dagli incarichi
missionari. La scuola era tenuta in una stanza delle
dimensioni di circa nove metri per undici situata al
piano terreno della stamperia, subito ad ovest del tempio.
Il suo scopo era quello di istruire gli uomini che si
preparavano ad andare nel mondo come missionari o a servire
in altre chiamate nella Chiesa. I corsi di studio comprendevano
grammatica, inglese, scrittura, filosofia, scienze politiche,
letteratura, geografia e storia sia antica che moderna.
Tuttavia veniva dedicata la maggiore attenzione alla
teologia.
Un importante sviluppo della Scuola degli Anziani fu
un corso di ebraico, tenuto dal gennaio all’aprile 1836
sotto la direzione di un giovane insegnante ebreo, Joshua
Seixas. Egli fu assunto con un contratto di 320 dollari
per insegnare a quaranta studenti per sette settimane.
L’interesse per questo corso fu maggiore del previsto,
perciò furono tenuti altri due corsi. Dopo la
partenza di Seixas l’interesse per l’ebraico continuò.
Per esempio, William W. Phelps spesso commentava la sua
traduzione dalla Bibbia ebraica con i suoi amici. Il
profeta Joseph Smith era particolarmente entusiasta dello
studio dell’ebraico. Egli dichiarò: “La
mia anima si diletta nella lettura della parola del Signore
nella lingua originale”.
Un giovane non appartenente alla Chiesa, Lorenzo Snow,
proveniente dalla vicina Mantua (Ohio), frequentò il
corso di ebraico. Un giorno, mentre era in viaggio verso
il Collegio Oberlin, Lorenzo aveva conosciuto l’anziano
David W. Patten. La loro conversazione si volse alla
religione, e la sincerità e la testimonianza dell’anziano
Patten lasciarono un’impressione duratura su Lorenzo.
Egli era perciò pronto quando sua sorella Eliza,
da poco convertita alla Chiesa, lo invitò a iscriversi
a quella scuola. Mentre Lorenzo frequentava le lezioni
fece la conoscenza di Joseph Smith e di altri dirigenti
della Chiesa, e fu battezzato nel giugno 1836.
Il culto domenicale era un elemento fondamentale nella
vita dei primi Santi degli Ultimi Giorni. Molte persone
raccoglievano abbastanza legna da ardere e svolgevano
le altre faccende il sabato, in modo da poter dedicare
la domenica alle cose dello spirito.
Essi si riunivano nelle case, e in seguito nelle scuole,
per le riunioni di culto, ma durante la stagione estiva
si riunivano all’aperto. Le riunioni domenicali erano
semplici. La riunione del mattino di norma comincia alle
dieci con un inno e una preghiera, seguiti da uno o più sermoni.
La riunione pomeridiana era molto simile, ma di solito
comprendeva la distribuzione del sacramento. Talvolta
durante queste riunioni venivano celebrati confermazioni
e matrimoni.
Il primo giovedì di ogni mese era il giorno di
digiuno. Durante le riunioni, che spesso duravano sei
ore, i santi cantavano, pregavano, portavano testimonianza
descrivendo le manifestazioni divine che erano occorse
nella loro vita e si esortavano reciprocamente a osservare
il Vangelo.
Eliza R. Snow ricordava con affetto quelle riunioni
come “sacre e interessanti, più di quanto
le parole possano descrivere. A quei tempi molte davvero
erano le occasioni in cui lo Spirito di Dio si riversava
sui fedeli come nel giorno della Pentecoste, manifestando
i doni del Vangelo e il potere di guarire, profetizzare,
parlare in lingue, interpretare le lingue, ecc.”.
Anche le sere dei giorni di lavoro erano affollate di
riunioni dei quorum del sacerdozio, prediche o riunioni
durante le quali venivano impartite le benedizioni patriarcali.
La musica è sempre stata un elemento importante
del culto dei santi. Nel luglio 1830 una rivelazione
comandava a Emma Smith di compilare un innario per la
Chiesa. Questo piccolo volume finalmente fu pubblicato
nel 1835. Comprendeva le parole di novanta inni, trentaquattro
dei quali erano stati scritti dai membri della Chiesa
e portavano testimonianza della Restaurazione. Il resto
degli inni proveniva dai più popolari innari contemporanei.
Nell’innario non era stampata la musica. I santi cantavano
gli inni sulla musica dei motivi popolari di quel tempo,
e spesso i rami e i cori usavano melodie diverse per
gli stessi inni. Numerosi inni scelti da Emma Smith con
l’aiuto di William W. Phelps si trovano ancora nel nostro
attuale innario.
L’EDIFICAZIONE DELLA CASA DEL SIGNORE
Per circa tre anni i santi di Kirtland dedicarono tempo
ed energie all’edificazione del primo tempio di questa
dispensazione. Questa impresa iniziò nel dicembre
1832, quando il Signore comandò loro di erigere “una
casa, cioè una casa di preghiera, una casa di
digiuno, una casa di fede, una dimora d’istruzione, una
dimora di gloria, una dimora d’ordine, una dimora di
Dio” (DeA 88:119).
Cinque mesi dopo il Signore rimproverò la Chiesa
per il ritardo e ammonì i fedeli a proseguire
nella costruzione del tempio (vedi DeA 95). I santi allora
si dedicarono fedelmente a questo compito.
Il Profeta una volta chiese a una conferenza di sommi
sacerdoti come doveva essere costruito il tempio. Alcuni
preferivano costruirlo di tronchi, altri come una normale
casa di legno. “Costruiremo noi”, egli disse, “una
casa di tronchi per il nostro Dio? No, io ho un progetto
migliore, ho un progetto della casa del Signore rivelatomi
da Lui stesso, e voi presto vedrete da questo la differenza
tra i nostri calcoli e la Sua idea delle cose”.
Truman O. Angell, uno dei direttori dei lavori di costruzione,
rese testimonianza che la promessa del Signore di mostrare
al Profeta il disegno dell’edificio si adempì letteralmente.
Egli disse che quando la Prima Presidenza si inginocchiò in
preghiera, “l’Edificio apparve alla loro vista”.
In seguito, parlando dell’edificio appena completato,
Frederick G. Williams disse che la sala in cui si erano
riuniti coincideva in ogni dettaglio con la visione che
era stata mostrata loro.
L’esterno del tempio aveva l’aspetto tipico delle
case di riunione della Nuova Inghilterra, mentre l’interno
aveva caratteristiche uniche. Il Signore aveva specificato
che l’edificio doveva comprendere due grandi sale, una
sopra l’altra, ognuna delle dimensioni di diciassette
metri per venti. La sala inferiore doveva essere la cappella,
da usare per pregare, predicare e distribuire il sacramento.
La sala superiore era riservata alle attività educative
(vedi DeA 95:8, 13-17).
La costruzione del tempio cominciò il 6 giugno
1833. In risposta all’ammonimento del Signore un comitato
fu incaricato di procurare i materiali da costruzione.
Fu trovata una cava di pietra a circa tre chilometri
a sud dell’edificio e fu immediatamente estratto un carro
di pietre. Hyrum Smith e Reynolds Cahoon cominciarono
a scavare una trincea per le fondamenta.
Ma i santi erano talmente poveri, come ricorda uno dei
membri della Chiesa di allora, che “tra i santi
non c’era uno scavatore e neppure un aratro”. Tuttavia “l’unità,
l’armonia e la carità abbondavano per rafforzarli” a
obbedire al comandamento di costruire un tempio. Il 23
luglio 1833 furono poste in opere le pietre angolari “secondo
l’ordine del Santo Sacerdozio”.
Quasi tutti gli uomini in grado di lavorare che non
si trovavano in missione si dedicarono alla costruzione
del tempio. Joseph Smith dirigeva il lavoro nella cava.
Il sabato gli uomini prendevano i loro carri e trasportavano
dalla cava al tempio una quantità di pietre sufficiente
per tenere occupati i muratori durante la settimana successiva.
Sotto la direzione di Emma Smith le donne “facevano
calze, pantaloni e giacche per gli uomini” che
lavoravano al tempio. Heber C. Kimball ricorda: “Le
nostre mogli erano sempre indaffarate a lavorare a maglia,
filare e cucire … erano tanto occupate quanto noi”.
I lavori di costruzione del tempio procedevano non senza
difficoltà. La plebaglia minacciava di distruggere
l’edificio, perciò coloro che vi lavoravano di
giorno lo proteggevano di notte. Una notte dopo l’altra,
per molte settimane, scrisse Heber C. Kimball, “non
potemmo neppure toglierci i vestiti e fummo costretti
a dormire con l’acciarino inserito nei fucili”.
Date le costanti difficoltà economiche della
Chiesa durante quel periodo, i santi degli Stati Uniti
e del Canada furono invitati a versare un contributo,
e molti lo fecero a costo di grandi sacrifici personali.
Vienna Jacques fu una delle prime a fare una donazione,
versando gran parte delle sue sostanze.
John Tanner fece un prestito per pagare le spese dell’acquisto
del terreno del tempio, poi vendette la sua fattoria
di duemiladuecento acri nello Stato di New York per versare
tremila dollari per acquistare i materiali da costruzione.
Continuò a fare delle offerte sino a quando ebbe
dato quasi tutto ciò che possedeva.
Anche il Campo di Sion fece interrompere i lavori di
costruzione durante l’estate del 1834, poiché erano
pochi gli operai rimasti in città e i fondi disponibili
venivano devoluti per assistere i santi del Missouri
in difficoltà. Quando i fratelli ritornarono dal
Campo di Sion, i lavori procedettero più rapidamente.
Quell’autunno Joseph Smith scrisse: “Sono stati
compiuti grandi sforzi per accelerare i lavori di costruzione
della casa del Signore e, nonostante il fatto che abbiamo
cominciato quasi con nulla per quanto riguardava i mezzi
disponibili, tuttavia la via ci è stata aperta
a mano a mano che procedevamo, e i santi gioivano”.
Le mura perimetrali erano arrivate all’altezza di circa
un metro e venti nell’autunno del 1834, ma crebbero rapidamente
durante l’inverno. Nel novembre 1835 iniziarono i lavori
di intonacatura esterna; all’intonaco fu mescolato del
vetro macinato per far risplendere di più i muri.
Sotto la direzione di Brigham Young l’interno fu completato
durante il febbraio 1836. Le sorelle fecero le tende
e i tappeti.
UNA STAGIONE DI PENTECOSTE
Oltre alle loro grandi fatiche personali, i santi spesero
per il tempio da quaranta a sessantamila dollari. Poiché erano
così disposti a sacrificarsi per costruire il
tempio, il Signore riversò su di loro grandi benedizioni.
Dal 21 gennaio all’1 maggio 1836 “probabilmente
più Santi degli Ultimi Giorni ebbero visioni e
assistettero ad altre insolite manifestazioni spirituali
che durante qualsiasi altra epoca della storia della
Chiesa”.
I membri della Chiesa videro messaggeri celesti in almeno
dieci riunioni diverse, e in cinque di queste riunioni
persone diverse resero testimonianza di aver veduto il
Salvatore stesso. Molti avevano visioni, alcuni profetizzavano
ed altri parlavano in lingue.
Una delle riunioni più importanti tenuta nel
Tempio di Kirtland fu quella di giovedì 21 gennaio
1836. Il Profeta descrisse quell’episodio: La sera “alla
luce di candela mi incontrai con la presidenza nell’aula
occidentale del tempio per celebrare l’ordinanza dell’unzione
del nostro capo con l’olio santo …
Poi ponemmo le mani sul nostro vecchio padre Smith e
invocammo le benedizioni del cielo… I cieli si aprirono
davanti a noi, ed io vidi il regno celeste di Dio e la
Sua gloria… Vidi … il trono fiammeggiante di Dio
… Vidi le bellissime strade di quel regno, che sembravano
pavimentate d’oro”. Joseph Smith vide anche molti
profeti nel regno celeste prima che la scena di questa
visione si dissolvesse (vedi DeA 137:1, 3.5).
Egli vide poi i Dodici da poco nominati “che stavano
insieme in cerchio, molto stanchi, con gli abiti a brandelli
e i piedi gonfi … e Gesù che stava in mezzo
a loro, ma essi non Lo vedevano …
Anche molti dei miei fratelli che ricevettero l’ordinanza
[del lavaggio e dell'unzione] insieme a me ebbero gloriose
visioni. Gli angeli ammaestrarono loro oltre che me,
e il potere dell’Altissimo scese su di noi. La casa si
riempì della gloria di Dio, e noi gridammo Osanna
a Dio e all’Agnello … Alcuni di loro videro il volto
del Salvatore … poiché tutti noi ci trovammo
in mezzo all’esercito celeste”.
Joseph Smith vide suo fratello Alvin nel regno celeste
e si stupì, poiché Alvin era morto prima
che il Vangelo fosse restaurato. Insieme a questa visione,
il Signore rivelò il principio della misericordia: “Tutti
coloro che sono morti senza la conoscenza di questo Vangelo,
ma che l’avrebbero accettato se fosse stato permesso
loro di rimanere sulla terra abbastanza a lungo, saranno
eredi del regno celeste di Dio” (DeA 137:7).
Il Profeta apprese anche che tutti i bambini che muoiono
prima di arrivare all’età della responsabilità “sono
salvi nel regno dei cieli” (DeA 137:10). Alcune
delle esperienze spirituali più memorabili avvennero
il giorno in cui il tempio fu dedicato, domenica 27 marzo
1836.
Centinaia di Santi degli Ultimi Giorni vennero a Kirtland
per ricevere le grandi benedizioni che il Signore aveva
promesso di conferire su di loro. Di buon’ora la mattina
della dedicazione del tempio centinaia di persone si
radunarono attorno all’edificio sperando di poter partecipare
alla cerimonia dedicatoria.
Le porte furono aperte alle otto, e la Prima Presidenza
collaborò a sistemare la congregazione di circa
mille persone, ma molti dovettero rimanere all’esterno.
Quando i dirigenti della Chiesa ebbero preso posto sui
pulpiti sopraelevati e sulle panche che stavano ad entrambe
le estremità della sala, e quando tutti i posti
disponibili del tempio furono occupati, furono chiuse
le porte lasciando fuori centinaia di persone, molte
delle quali avevano compiuto immensi sacrifici per la
costruzione del tempio e avevano percorso lunghe distanze
per partecipare alla dedicazione.
Rendendosi conto della loro delusione, il Profeta comandò che
si tenesse un’altra riunione per queste persone nella
scuola che stava subito ad ovest dell’edificio. La cerimonia
dedicatoria fu ripetuta una seconda volta il giovedì successivo
proprio per queste persone.
Dopo il canto di inizio del coro il presidente Sidney
Rigdon parlò per due ore e mezzo, dichiarando
che il tempio era unico tra tutti gli edifici del mondo
poiché era stato costruito per rivelazione divina.
Dopo un breve intervallo i dirigenti della Chiesa furono
sostenuti.
Il momento culminante della giornata fu la preghiera
dedicatoria, che era stata precedentemente fatta conoscere
al Profeta per rivelazione. Egli espresse gratitudine
per le benedizioni di Dio e chiese al Signore di accettare
il tempio, che era stato costruito “in mezzo a
grandi tribolazioni … affinché il Figliuol dell’Uomo
[avesse] un luogo ove manifestarsi al Suo popolo” (DeA
109:5).
Egli implorò che si avverassero allora le benedizioni
promesse nel comandamento impartito dal Signore di costruire
il tempio (vedi DeA 88:117-121) e pregò che i
dirigenti e i membri della Chiesa e i capi delle nazioni
fossero benedetti e che si compisse il raduno dei dispersi
superstiti di Israele (vedi DeA 109:60-67). Questa preghiera
diventò il modello per altre preghiere dedicatorie
dei templi.
Dopo la preghiera il coro cantò l’inno “Lo
Spirito arde”, che era stato scritto apposta per
la dedicazione da W. W. Phelps. Il sacramento fu poi
benedetto e distribuito alla congregazione. Joseph Smith
e altri resero testimonianza di aver veduto dei messaggeri
celesti presenti alla cerimonia.
La congregazione concluse la cerimonia, durata sette
ore, alzandosi e dando il sacro “grido dell’osanna”: “Osanna,
osanna, osanna a Dio e all’Agnello, amen, amen e amen”,
ripetuto tre volte. Eliza R. Snow disse che il grido
fu emesso “con tanta forza che sembrò sufficiente
a sollevare il tetto dell’edificio”.
Quella sera più di quattrocento detentori del
sacerdozio si riunirono nel tempio. Mentre parlava George
A. Smith, “si udì un rumore simile a quello
di un forte vento impetuoso che riempì il tempio,
e tutta la congregazione si alzò simultaneamente,
spinta da una forza invisibile. Molti cominciarono a
parlare in lingue diverse e a profetizzare; altri ebbero
gloriose visioni, e io vidi il tempio gremito di angeli”.
“David Whitmer portò testimonianza di aver
veduto tre angeli che percorrevano il corridoio meridionale”. “La
gente dei dintorni, avendo udito un suono insolito provenire
dal tempio e avendo visto una forte luce, come una colonna
di fuoco posata sul tempio, accorse a frotte”.
Altri videro gli angeli che volteggiavano sopra il tempio
e udirono un canto celeste.
La più trascendente manifestazione spirituale
avvenne una settimana dopo la dedicazione. Dopo la riunione
di culto pomeridiana Joseph Smith e Oliver Cowdery si
appartarono accanto ai pulpiti del Sacerdozio di Melchisedec,
all’estremità occidentale della sala inferiore
del tempio. Fu abbassata la tenda, chiamata velo, in
modo che potessero pregare in privato.
Mentre pregavano, il velo fu tolto dalla loro mente
e gli occhi del loro intelletto furono aperti (vedi DeA
110:1). Essi ebbero una serie di straordinarie visioni.
Il Signore Gesù Cristo apparve, accettò il
tempio e promise di manifestarsi in esso, se il Suo popolo
avesse osservato i Suoi comandamenti e non avesse profanato
quella santa casa (vedi DeA 110:8; vedi anche vv. 2-9).
Poi apparve Mosè, che restaurò “le
chiavi del raduno di Israele dai quattro canti della
terra e per ricondurre le dieci tribù dal paese
del Nord” (v. 11). Elias quindi conferì “la
dispensazione del vangelo di Abrahamo” (v. 12).
Infine, per adempiere la profezia di Malachia (vedi Malachia
4:5-6) e la promessa di Moroni (vedi DeA 2) di “volgere
il cuore dei padri ai figli e quello dei figli ai padri” (DeA
110:15), al Profeta e a Oliver apparve Elia, il quale
profetizzò che le chiavi di questa dispensazione
erano state dunque messe fra le loro mani in preparazione
del “giorno grande e terribile del Signore” (v.
16).
Grazie alle chiavi del suggellamento restaurate da Elia
i Santi degli Ultimi Giorni potevano ora celebrare le
ordinanze di salvezza del sacerdozio in favore dei loro
parenti defunti, oltre che per i vivi. Queste sacre ordinanze
per i morti non furono introdotte per i membri della
Chiesa sino all’epoca di Nauvoo.
Questo grande giorno di visioni e rivelazioni fu la
domenica di Pasqua, 3 aprile 1836. Quale giorno era più adatto,
nella dispensazione della pienezza dei tempi, per riconfermare
la realtà della Risurrezione? Quel fine settimana
era anche la Pasqua ebraica. Da secoli le famiglie ebree
avevano lasciato una sedia vuota alla loro cena pasquale
in attesa del ritorno di Elia. Elia è tornato,
non a una cena pasquale, ma nel tempio del Signore a
Kirtland.
Il periodo che va dall’autunno 1834 all’estate 1836
fu un’epoca di glorioso progresso per la Chiesa, e sembrava
che questo slancio continuasse. Tuttavia per i santi
di Kirtland erano in serbo giorni oscuri e tristi, quando
forze malvagie sia dall’interno che dall’esterno minacciarono
il progresso della Chiesa.
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