L’APOSTASIA AKIRTLAND, 1836 - 1838
IL 6 LUGLIO 1838 una carovana di carri lunga più di
un chilometro e mezzo avanzava lentamente verso sud,
lungo la vecchia pista Chillicothe nell’Ohio settentrionale.
Più di cinquecento santi in preda allo scoraggiamento
lasciavano case, attività e un bellissimo tempio
e iniziavano un difficile viaggio di tre mesi per unirsi
al Profeta e ai santi nel Missouri settentrionale.
Uno di loro racconta: “Girammo la chiave e chiudemmo
la porta delle nostre case, abbandonando le nostre proprietà e
tutto quello che avevamo in mano a nemici e stranieri,
senza mai ricevere un centesimo per le cose che ci appartenevano”.
Erano trascorsi soltanto due anni dalla dedicazione
del Tempio di Kirtland; i santi avevano goduto allora
di grandi benedizioni spirituali e si aspettavano un
futuro migliore. Cosa aveva fatto crollare quelle speranze,
obbligando i santi a lasciare Kirtland?
LA LOTTA CONTRO LA POVERTA’
Il raduno dei nuovi convertiti nella zona di Kirtland
continuò ininterrotto dopo la dedicazione del
tempio nel marzo 1836. La maggior parte di quei santi
erano persone laboriose e attive ma, come fa notare Benjamin
F. Johnson, la maggior parte di loro appartenevano alle “classi
più povere”.
Purtroppo alcuni di loro arrivarono a Kirtland sperando
di essere mantenuti grazie ai fondi della Chiesa o alla
generosità dei fedeli. Il crescente numero di
Mormoni che vivevano nella povertà allarmava i
vecchi cittadini di Kirtland, che sin dal 1835 cominciarono
a radunarsi per far fronte comune contro di loro e per
invitare i poveri a lasciare la città. Consapevole
di questo problema, il profeta Joseph Smith consigliò ai
rami di non mandare famiglie prive di mezzi a Kirtland.
“I santi hanno trascurato i preparativi necessari
. . . i ricchi generalmente sono rimasti a casa loro
tenendosi i soldi che avevano, mentre i più poveri
sono andati per primi e senza denaro. In queste circostanze
cosa potevamo aspettarci se non la triste scena che ora
si offre alla nostra vista?” Parte di quella triste
scena era costituita dalle molte piccole e mal costruite
case che i membri della Chiesa innalzavano senza criterio
lungo il Fiume Chagrin e a sud del tempio.
Nonostante questi problemi un’atmosfera di ottimismo
cominciò a pervadere Kirtland dopo la dedicazione
del tempio, mentre i più lungimiranti membri della
Chiesa cercavano di porre rimedio alle condizioni di
povertà. Tuttavia il rapido afflusso di santi
a Kirtland fece crescere la richiesta di proprietà,
case e beni di consumo.
Warren Cowdery scrive nel Messenger and Advocate che “il
rumoroso viavai di carri carichi di legname, mattoni,
pietre, calce e altre mercanzie si faceva sentire dall’alba
al calar della notte … Il sorgere come per magia di
tanti edifici in ogni direzione tutto attorno a noi era
un segno di grande speranza, di liete aspettative e di
ferma fiducia che i nostri giorni di ristrettezze e avversità erano
passati e che era venuto il tempo stabilito dal Signore
per favorire Sion”.
Anche se le fortune private dei santi cominciarono ad
aumentare, la Chiesa era ancora sostanzialmente nei debiti.
Il capitale, come ad esempio oro e argento, rimaneva
scarso. Inoltre era necessario il denaro per acquistare
le proprietà per l’insediamento dei santi a Kirtland
e nel Missouri settentrionale. I dirigenti della Chiesa
cercavano ansiosamente i mezzi per estinguere i debiti
e accrescere la quantità di denaro disponibile.
Nel luglio 1836 arrivò a Kirtland un certo fratello
Burgess, il quale disse a Joseph Smith di sapere dove
una grossa somma di denaro stava nascosta, nella cantina
di una certa casa di Salem, nel Massachusetts. Egli asseriva
di essere l’unica persona vivente a sapere del tesoro
e del luogo in cui si trovava la casa. Salem era una
prospera città portuale, centro di attivi commerci
internazionali, pertanto era plausibile che là si
trovasse un tesoro.
La ricerca di tesori sepolti, in particolare quelli
lasciati dai pirati che assalivano i convogli spagnoli,
era ancora praticata su vasta scala dagli americani residenti
in quella regione. Persuaso da Burgess il Profeta, accompagnato
da Sidney Rigdon, Hyrum Smith e Oliver Cowdery, lasciò Kirtland
verso la fine di luglio diretto a New York.
Arrivati in città, dedicarono quattro giorni
agli incontri con i creditori per sistemare la questione
dei loro debiti. Oliver Cowdery s’informò anche
sui requisiti per la stampa di banconote di una eventuale
banca patrocinata dalla Chiesa. Da New York il gruppo
fece vela per Boston, e di là in treno andarono
a Salem per incontrare Burgess e ottenere ulteriori notizie
riguardo al denaro nascosto in quella città.
Quella non era la prima visita di Joseph Smith a Salem.
Quando aveva sette anni vi era andato con suo zio Jesse
per guarire dopo una grave operazione a una gamba. Anche
con l’aiuto di Burgess, i fratelli cercarono invano la
casa dove si supponeva fosse nascosto il tesoro.
Burgess presto se ne andò, spiegando che Salem
era cambiata troppo da quando egli vi era stato l’ultima
volta, sì che non riusciva più a trovare
la casa. I fratelli tuttavia continuarono le ricerche.
Alla fine presero in affitto un’abitazione che rispondeva
alla descrizione di Burgess, ma non vi trovarono nessuna
somma di denaro.
In una rivelazione data a Salem il 6 agosto 1836 il
Signore dice: “Io, il Signore, non sono malcontento
che voi, nonostante le vostre follie, abbiate intrapreso
questo viaggio” (DeA 111:1). Il Signore disse anche
ai fratelli che a Salem Egli aveva “molti tesori
… e molta gente” che Egli avrebbe radunato al
tempo debito per il vantaggio di Sion, per loro tramite
(v. 2). Cinque anni dopo, a Philadelphia, Hyrum Smith
dette agli anziani Erastus Snow e Benjamin Winchester
una copia di quella rivelazione e chiese loro di andare
a Salem per far adempiere quella promessa. All’inizio
l’anziano Snow era molto riluttante, poiché desiderava
tornare a casa.
Tuttavia pregò per avere una guida, ed ebbe l’assicurazione
che era bene che andasse. Anche Benjamin Winchester andò a
Salem, ma vi rimase soltanto per un breve periodo di
tempo. Anche se all’inizio il progresso fu lento, nel
1842 l’anziano Snow organizzò a Salem un ramo
che contava centoventi membri. Lasciò la città nel
febbraio 1843 dopo avervi trascorso più di un
anno. Pertanto Erastus Snow adempì la promessa
che in quella città sarebbe stata raccolta “molta
gente”.
LA SAFETY SOCIETY DI KIRTLAND
Fra il 1830 e il 1840 il numero delle banche degli Stati
Uniti era quasi raddoppiato per fare fronte alla richiesta
di crediti e di denaro. Le banche concedevano prestiti,
emettevano banconote, rappresentavano un punto di scambio
e consentivano di custodire il proprio denaro in tutta
sicurezza.
A Kirtland Joseph Smith e altri dirigenti della Chiesa
portarono innanzi il progetto di istituire una banca.
Con l’assistenza dei legali fu redatto l’atto di istituzione
di una banca a Kirtland, con il nome di Kirtland Safety
Society. Nel novembre 1836 Orson Hyde si recò nella
capitale dell’Ohio con una petizione rivolta al Parlamento,
nella quale si chiedeva l’approvazione della proposta
di istituire la banca.
Nello stesso tempo Oliver Cowdery andò a Philadelphia
per acquistare i cliché per la stampa delle banconote.
In questo egli ebbe successo, mentre Orson ritornò da
Columbus con notizie scoraggianti. Il momento non era
propizio per presentare tale richiesta, e il Parlamento,
dopo aver esaminato la petizione, rifiutò di concedere
il permesso di istituire la banca.
I Democratici della corrente “moneta metallica”,
che si opponevano a un’espansione delle banche nell’Ohio,
avevano ottenuto la maggioranza e respingevano tutte
le richieste di istituzione di nuove banche.
I fratelli rimasero delusi. Decisero quindi di istituire
una società per azioni privata con il nome di
Kirtland Safety Society Anti-Banking Company. Poiché altre
banche prive di statuto non autorizzate erano state istituite
nell’Ohio, essi presumevano che i singoli individui avessero
il diritto di istituire una società privata che
svolgesse le normali attività bancarie. Molte
persone della Riserva occidentale, appartenenti e non
alla Chiesa, da principio appoggiarono l’istituzione
della società, con Joseph Smith come tesoriere
e Sidney Rigdon come segretario. La Kirtland Safety Society
aprì il 2 gennaio 1837.
Sorsero presto gravi difficoltà che impedirono
il successo dell’iniziativa. Molte banche rifiutavano
di accettare le banconote della Safety Society come valuta
legale, e i giornali anti-mormoni dichiaravano che tali
banconote erano prive di valore. Inoltre il capitale
della società era principalmente costituito da
terreni; essa non possedeva tanta valuta pregiata (in
oro o in argento) da poter soddisfare consistenti richieste
di conversione delle sue banconote.
I nemici della Chiesa acquistarono grandi quantità di
banconote, delle quali chiesero la conversione per creare
il panico nei confronti della banca. Questa misura obbligò la
Società a sospendere il pagamento in valuta pregiata
ai suoi clienti per alcune settimane dopo l’emissione
delle prime banconote. Anche la mancanza dell’autorizzazione
dello Stato minava la credibilità della società.
Di conseguenza Joseph Smith e Sidney Rigdon furono accusati
di violazione dello statuto bancario dell’Ohio e portati
in giudizio.
Nella primavera del 1837 le difficoltà economiche
dei santi furono aggravate da un’ondata di panico (in
seguito conosciuta come il Panico del 1837) che si propagò dalla
parte occidentale dello Stato di New York alle altre
zone del paese. A maggio ci fu una sospensione generale
dei pagamenti in valuta pregiata da parte di tutte le
banche dell’Ohio.
Durante il panico il denaro scarseggiava, e molti creditori
non erano in grado di concedere altri crediti o di rimandare
le date di scadenza di quelli concessi. Joseph Smith
fece tutto il possibile per persuadere gli investitori
a impegnare altri fondi per sostenere la banca, ma alla
fine dovette passare ad altri la gestione della banca.
Tuttavia questa misura non riuscì a risolvere
le difficoltà, a causa di un’amministrazione inetta
e delle voci che alcuni di loro si appropriavano dei
fondi della società.
L’aumento della speculazione a Kirtland contribuì ad
aggravare le difficoltà economiche della Chiesa.
Data la disponibilità di denaro ritenuto valido,
preso in prestito dalla banca, molte persone si indebitarono
per acquistare dei terreni e rivenderli con considerevole
profitto. Warren Cowdery scrisse nel Messanger and Advocate
che non pochi membri erano “colpevoli di selvagge
speculazioni e sogni di ricchezza e di grandezza terrena,
come se l’oro e l’argento fossero i loro dèi,
e case, fattorie e mercanzie l’unico motivo di gioia
o il passaporto per essa”.
Nell’autunno 1836 Heber C. Kimball tornò da una
missione e rimase stupito dalle conseguenze di tali speculazioni.
Egli scrisse: “Quando lasciammo Kirtland un isolato
della città valeva circa centocinquanta dollari,
mentre al nostro ritorno notammo con grande stupore che
allo stesso appezzamento era attribuito un valore da
cinquecento a mille dollari, secondo la posizione, e
alcuni uomini, che quando partii erano appena in grado
di procacciarsi il cibo per tenersi in vita, al mio ritorno
erano uomini considerati estremamente ricchi. Infatti
ogni cosa in città dava l’impressione di grande
prosperità, e tutti sembravano determinati a diventare
ricchi”.
Poiché la Kirtland Safety Society si era espansa
eccessivamente, nel novembre 1837 fu finalmente costretta
a chiudere i battenti. Le duecento persone che avevano
investito il loro denaro nella banca persero quasi tutto.
Le perdite subite da Joseph Smith a causa del fallimento
della società furono maggiori di quelle di chiunque
altro.
Tra gli impegni da lui sottoscritti per favorire il
successo della banca, e al tempo stesso acquistare terre
a Kirtland e mercanzie per il suo negozio, egli accumulò debiti
che ammontavano a circa centomila dollari. Anche se possedeva
beni immobili e mercanzie che, sotto certi aspetti, avevano
un valore superiore ai suoi debiti, non riuscì a
convertire immediatamente tali beni in mezzi da poter
usare per pagare i suoi creditori.
Di conseguenza durante il 1837, nella Contea di Ceauga,
il Profeta dovette affrontare diciassette cause legali
per il pagamento di debiti che ammontavano a più di
trentamila dollari. Purtroppo poche persone capirono
quali erano le cause delle loro difficoltà economiche.
Molti santi parlavano contro il Profeta e lo accusavano
di essere responsabile di tutti i loro problemi.
IL DIFFONDERSI DELL’APOSTASIA
Durante questo triste periodo di difficoltà economiche
molti membri della Chiesa divennero apostati. Eliza R.
Snow osservò che dopo la dedicazione del tempio,
avvenuta nel 1836, un certo numero di membri della Chiesa
riteneva che “la prosperità li attendesse
… e molti che prima erano umili e fedeli … si lasciavano
dominare dalla superbia e si elevavano nell’orgoglio
del loro cuore. A mano a mano che i santi si lasciavano
attirare dall’amore per le cose del mondo, lo Spirito
del Signore si ritirava dai loro cuori lasciando posto
all’orgoglio e all’odio verso coloro che serbavano la
propria integrità”.
Wilford Woodruff ricorda anche che i fedeli venivano
ammoniti dai loro dirigenti che, se non si fossero umiliati
e pentiti del loro orgoglio, era in serbo per loro un
terribile castigo come ai tempi degli antichi Nefiti.
Il giornale di Kirtland Messenger and Advocate riferì che
alcuni fratelli poco scrupolosi approfittavano dei nuovi
arrivati nella comunità proponendo loro fantasiose
possibilità di investimenti e prendendo il loro
denaro per poi abbandonarli.
La maldicenza contro Joseph Smith era cosa comune a
Kirtland durante la primavera e l’estate del 1837, particolarmente
quando egli era assente per occuparsi dei suoi affari
o per svolgere una missione. Alcuni uomini che occupavano
posizioni di fiducia nella Chiesa rifiutarono la sua
guida e dichiararono che egli non era più un vero
profeta. Quando l’anziano Parley P. Pratt tornò da
una missione in Canada, l’apostasia era ormai diffusa.
Egli si lasciò temporaneamente attirare da quelle
asserzioni, e ci ha lasciato un sincero resoconto del
suo coinvolgimento.
“C’erano anche dimostrazioni d’invidia, menzogne,
lotte e divisioni che causavano molte difficoltà e
dolori. Anch’io fui accusato, maltrattato e frainteso
a causa di queste tendenze. Una volta anch’io mi lasciai
prendere in grande misura da questo stesso spirito e
sembrava come se i poteri delle tenebre che combattono
contro i santi si fossero scatenati contro di me. Ma
il Signore conosceva la mia fede, il mio zelo e la mia
integrità di intenti, e mi concesse la vittoria.
Andai da fratello Joseph Smith in lacrime e, con il
cuore spezzato e lo spirito contrito, gli confessai in
che cosa avevo sbagliato nello spirito, mormorato, fatto
o detto di male. Egli mi perdonò prontamente,
pregò per me e mi benedisse. Pertanto, grazie
a questa esperienza, imparai a discernere meglio e a
contrastare i due spiriti e a resistere all’uno e abbracciare
l’altro”.
In diverse occasioni persone di sicura fede, come Brigham
Young e Heber C. Kimball, difesero il Profeta in varie
riunioni, anche se questo li metteva in pericolo. Nel
febbraio 1837 alcuni anziani convocarono una riunione
nel tempio per tutti coloro che consideravano Joseph
Smith un profeta decaduto. Essi intendevano nominare
David Whitmer come nuovo capo della Chiesa.
Brigham Young, Heber C. Kimball e altri membri fedeli
parteciparono alla riunione. Dopo aver ascoltato le accuse
mosse al Profeta, Brigham si alzò e rese testimonianza: “Joseph
era un profeta, e io lo sapevo. Essi potevano inveire
contro di lui e calunniarlo a loro piacimento, senza
che questo potesse annullare la nomina del profeta di
Dio. Essi potevano soltanto distruggere la loro autorità,
tagliare il filo che li legava al Profeta e a Dio e sprofondare
nell’inferno”.
Il 19 febbraio, nel Tempio di Kirtland, il Profeta parlò per
alcune ore con il potere di Dio. I contestatori furono
ridotti al silenzio, e i santi vennero rafforzati nel
dare sostegno al servo eletto del Signore.
LA MISSIONE IN GRAN BRETAGNA
Durante questo periodo di grave crisi il Signore rivelò a
Joseph Smith che “sì doveva fare qualcosa
di nuovo per la salvezza della Sua chiesa”. Domenica
4 giugno 1837 il Profeta si avvicinò a Heber C.
Kimball nel tempio e gli sussurrò: “Fratello
Heber, lo Spirito del Signore mi ha suggerito questo: “Che
il mio servo Heber vada in Inghilterra a proclamare il
mio vangelo e ad aprire le porte della salvezza a quella
nazione”.
Heber si sentì confuso da questa chiamata ad
andare in Inghilterra, poiché era privo di istruzione
e di educazione. Egli pregò quasi ogni giorno
nella sala superiore del tempio per ricevere la protezione
e il potere necessari per svolgere onorevolmente una
missione. La sua famiglia viveva in condizioni di povertà,
tuttavia egli era deciso a servire. Egli disse: “Sentii
che la causa della verità, il vangelo di Cristo,
era più importante di ogni altra considerazione”.
Heber C. Kimball desiderava che Brigham Young, suo caro
amico e collega nel Quorum dei Dodici Apostoli, fosse
suo compagno in quell’avventura, ma il Profeta aveva
bisogno di Brigham perché lo aiutasse a risolvere
le difficili questioni che affliggevano la Chiesa a Kirtland.
Mentre Heber veniva messo a parte per la sua missione,
Orson Hyde entrò nella stanza.
Saputo quello che avveniva Orson fu spinto a pentirsi,
poiché egli era stato tra i dirigenti della Chiesa
contagiati dallo spirito di speculazione e di critica
nei confronti di Joseph Smith. Riconobbe le sue colpe,
chiese perdono e si offrì di accompagnare Heber
nella sua missione.
Il Profeta accettò il suo pentimento e mise a
parte anche lui per andare in Inghilterra. Cinque altre
persone furono messe a parte per assistere i due Apostoli:
Willard Richards, convertitosi alla Chiesa soltanto sei
mesi prima, Joseph Fielding, nativo del Bedfordshire
in Inghilterra, che era immigrato in Canada nel 1832,
e tre altri canadesi: John Goodson, Isaac Russell e John
Snider, che avevano tutti parenti e amici in Inghilterra
con i quali avevano mantenuto rapporti epistolari. Gli
ultimi quattro si erano convertiti al Vangelo contemporaneamente
a John Taylor: durante la missione di Parley P. Pratt
in Canada l’anno prima.
Il fratello di Joseph Fielding, James, ministro di culto
indipendente (exmetodista) di Preston, in Inghilterra,
scrisse a suo fratello in Canada e lo invitò a
venire a predicare la sua nuova religione nella sua cappella.
Pertanto, arrivati in Gran Bretagna, i missionari andarono
a Preston, circa cinquanta chilometri a nord della città portuale
di Liverpool, per predicare alla congregazione di James.
Alcune persone di quella congregazione avevano esercitato
una fede tanto grande e pregato tanto sinceramente da
vedere in sogno quei missionari americani prima del loro
arrivo in Inghilterra. A partire del 23 luglio i fratelli
predicarono per tre volte alla moltitudine che riempiva
all’inverosimile la cappella di Vauxhall, chiesa del
reverendo Fielding. Tuttavia, non appena numerosi parrocchiani
chiesero di essere battezzati, il reverendo Fielding
negò ai fratelli un ulteriore uso della sua cappella.
In seguito ebbe a lamentarsi così: “Kimball
fece i fori, Coodson mise i chiodi, e Hyde li ribadì”.
Per nulla scoraggiati, gli anziani cominciarono presto
a predicare a congregazioni in case private che avevano
ottenuto l’autorizzazione necessaria e agli angoli delle
strade. Consapevoli della povertà e dell’ignoranza
della maggior parte dei loro ascoltatori, i missionari
parlavano al livello intellettuale della loro congregazione,
comportandosi come uomini del popolo, senza indossare
abiti particolari e insegnando senza compenso.
Essi offrirono rapidamente la loro accettazione e fratellanza,
facendo sentire tutti uguali davanti a Dio. L’evidente
sincerità dei missionari offriva un netto contrasto
con l’atteggiamento superbo del clero inglese di quel
tempo. Entro poco tempo molte persone chiesero di essere
battezzate.
Il mattino del 30 luglio, giorno in cui si dovevano
celebrare i primi battesimi, i missionari furono assaliti
da Satana e dalle sue schiere. L’anziano Russell andò dall’anziano
Kimball per cercare sollievo dal tormento degli spiriti
maligni. Quando gli anziani Hyde e Kimball posero le
mani su di lui per benedirlo, l’anziano Kimball fu spinto
a terra privo di sensi da un potere invisibile. Quando
riprese conoscenza, vide i suoi fratelli che pregavano
per lui.
“Allora mi alzai e mi misi a sedere sul letto.
Una visione si aprì davanti ai nostri occhi, e
noi potemmo vedere distintamente gli spiriti maligni
che schiumavano e digrignavano i denti contro di noi.
Li osservammo per circa un’ora e mezzo . . . Non dimenticherò mai
la vendicativa malignità dipinta sui loro volti
mentre mi guardavano negli occhi. Qualsiasi tentativo
di descrivere la scena come si presentò al nostro
sguardo o di dipingere la loro malvagità e inimicizia
sarebbe vano …
Anni dopo, descritta al profeta Joseph l’esperienza
vissuta quella terribile mattina, Heber gli chiese …
se c’era qualcosa che non andava in lui per avere egli
avuto una simile manifestazione. “No, fratello
Heber”, rispose il Profeta; “in quel momento
tu eri molto vicino al Signore. C’era soltanto un velo
tra te e Lui, ma tu non potevi vederlo.
L’ascolto della tua esperienza mi ha dato una grande
gioia, poiché mi ha convinto che l’opera di Dio
ha fondato profondamente le radici in quel paese. Fu
proprio questo fatto che indusse il diavolo a fare il
tentativo di ucciderti”. “Più una
persona si avvicina al Signore e più grande sarà il
potere manifestato dall’avversario per impedire il compimento
dei Suoi propositi”.
Nonostante il terrore provocato dalla manifestazione
di Satana e delle sue schiere, i battesimi nel Fiume
Ribble furono celebrati come da programma. George D.
Watt vinse la corsa per arrivare primo al fiume, il che
gli conferì l’onore di essere la prima persona
battezzata in Inghilterra.
Quei battesimi segnarono l’inizio di una vera e propria
marea di convertiti inglesi. I missionari si recarono
nei villaggi di Chatburn e Downham, circa trenta chilometri
a nordest di Preston nella valle del fiume Ribble.
A Chatburn Heber battezzò venticinque persone
la prima sera in cui vi tenne una predica. Durante i
cinque giorni successivi, con l’aiuto del suo collega
Joseph Fielding, Heber battezzò circa centodieci
persone e istituì rami a Downham, Chatburn, Waddington
e Clithero.
Un giorno, mentre Heber camminava per le strade di Chatburn,
i bambini presero a camminare davanti a lui “cantando
gli inni di Sion, mentre i loro genitori osservavano
deliziati la scena e invocavano le benedizioni del cielo
sul loro capo e lodavano il Dio dei cieli che li aveva
mandati a spiegare loro i principi della verità e
il piano di salvezza.
Heber racconta: “Camminai per le strade di quel
paese pieno di sentimenti che mai avevo provato in vita
mia. I miei capelli si rizzavano sul capo mentre passavo
per quelle strade, e non sapevo allora cosa mi stesse
accadendo. Mi tolsi il cappello e sentii che volevo togliermi
le scarpe, e non sapevo cosa pensare di quei sentimenti.
Quando ritornai menzionai quel fatto a fratello Joseph,
il quale disse: “Alcuni degli antichi profeti avevano
viaggiato per dedicare l’Inghilterra, e le loro benedizioni
sono scese su di te”.
Entro otto mesi duemila persone si unirono alla Chiesa
e furono istituiti ventisei rami. Heber C. Kimball ricorda
che quando era stato messo a parte gli era stato promesso “che
Dio mi avrebbe reso grande in quella nazione per portare
a Lui tante anime. Gli angeli mi avrebbero accompagnato
e sostenuto, sì che i miei piedi non avessero
mai a scivolare, che sarei stato grandemente benedetto
e sarei diventato una fonte di salvezza per migliaia
di persone non soltanto in Inghilterra, ma anche in America”.
Perciò la prima missione in Inghilterra preparò il
terreno per uno sforzo ancora più grande da parte
del Quorum dei Dodici tra gli anni 1839 e 1841, e per
un continuo raccolto missionario nelle Isole Britanniche
durante la maggior parte del diciannovesimo secolo. Il
successo della missione in Inghilterra fu molto importante
per controbilanciare l’apostasia nell’Ohio e le persecuzioni
nel Missouri.
Le migliaia di convertiti britannici che emigrarono
in America rafforzarono immensamente la Chiesa durante
i periodi cruciali. Fra il 1850 e il 1870 la maggior
parte delle famiglie dell’Utah avevano a capo genitori
che erano originari della Gran Bretagna.
UNA “GRANDE APOSTASIA”
Mentre la missione britannica cresceva per numero e
forza, l’apostasia continuava a indebolire la Chiesa
a Kirtland. Caroline Barnes Crosby scrisse con tristezza: “Molti
dei nostri amici più cari stavano tra gli apostati
… Tra loro vi erano alcuni nostri vicini e amici più stretti.
Ci eravamo frequentati con gioia e eravamo andati insieme
alla casa di Dio come veri amici”.
Nell’agosto 1837, mentre Joseph Smith e la maggior parte
dei Dodici erano in missione, Warren Parrish, ex-scrivano
del Profeta e dirigente della Kirtland Safety Society,
e John Boynton, un componente dei Dodici, guidarono un
gruppo armato di pistole e di coltellacci nel tentativo
di impadronirsi del tempio.
Prese dal panico, alcune persone si lanciarono dalle
finestre del tempio. Le forze di polizia riuscirono a
sedare i disordini e a espellere i facinorosi. Quando
il Profeta tornò quegli uomini furono sospesi
a causa delle loro azioni. Coloro che si mostrarono sinceramente
contriti furono reintegrati nella Chiesa.
Tuttavia durante l’autunno, quando Joseph Smith e Sidney
Rigdon partirono per il Missouri, si riaccesero i disordini.
Warren Parrish, John F. Boynton, Luke Johnson e trenta
altri eminenti cittadini formarono un gruppo chiamato
la Vecchia Bandiera, o la Chiesa di Cristo.
Essi si consideravano dei riformatori e insistevano
nell’affermare che Joseph Smith era un profeta decaduto
che, con altre autorità della Chiesa, si era allontanato
dalla vera fede. Il gruppo cercò di rovesciare
la Chiesa, di impadronirsi del tempio e continuare a
insegnare la maggior parte delle dottrine della Chiesa,
ma rifiutando il Libro di Mormon e screditando Joseph
Smith e il sacerdozio. Essi incontrarono l’opposizione
di Martin Harris il quale, pur essendo anch’egli divenuto
apostata, portò testimonianza che il Libro di
Mormon era vero e che coloro che lo rifiutavano sarebbero
stati dannati.
Quale conseguenza di questa apostasia cinquanta eminenti
membri della Chiesa furono scomunicati sotto la direzione
di Joseph Smith, ma le difficoltà proseguivano.
Numerosi apostati perseguitavano i membri fedeli con
liti e minacce di confisca delle proprietà.
Gli anti-mormoni facevano la loro parte boicottando,
emarginando e negando ogni possibilità di lavoro
a coloro che rimanevano fedeli al Profeta e alla Chiesa.
Hepzibah Richards, sorella di Willard Richards, scrisse
quanto segue:
“Durante gli ultimi tre mesi il nostro popolo è stato
sballottato dalla tempesta e qualche volta le onde sono
state quasi sul punto di sopraffarci … Un terribile
spirito regna nel cuore di coloro che sono contrari a
questa chiesa. Essi sono al di sopra della legge e al
di sotto di tutto quello che è lodevole. Il loro
obiettivo principale sembra quello di impossessarsi di
tutte le proprietà della Chiesa per poco o nulla
e poi scacciare i santi da questo luogo”.
“Tra il novembre 1837 e il giugno 1838 forse due
o trecento santi di Kirtland, che rappresentavano dal
dieci al quindici per cento del numero dei membri, si
ritirarono dalla Chiesa”. La “grande apostasia” fece
sentire i suoi effetti anche nel Missouri. Durante un
periodo di nove mesi i Tre Testimoni, un membro della
Prima Presidenza (Frederick G. Williams), quattro componenti
dei Dodici Apostoli e numerosi membri del Primo Quorum
dei Settanta lasciarono la Chiesa. Poiché continuava
a difendere coraggiosamente il Profeta, Brigham Young
fu minacciato e obbligato a fuggire a cavallo nel Missouri.
Nel gennaio 1838 Luke Johnson, anch’egli apostata ma
ancora in buoni rapporti con Joseph Smith, informò il
Profeta di un complotto per assassinarlo. Quasi sotto
gli occhi della plebaglia, Joseph fu messo dentro una
cassa e portato fuori della città su un carro
trainato da buoi. Quando fu abbastanza lontano dalla
plebaglia, salì sul suo cavallo e cavalcò verso
Ovest insieme con Sidney Rigdon.
I loro nemici li inseguirono per trecento chilometri,
qualche volta arrivando così vicini a loro che
i fratelli potevano udire le loro imprecazioni e minacce
nella stanza adiacente alla loro. Emma Smith e i loro
figli si unirono a Joseph lungo il viaggio e, dopo un
percorso estremamente faticoso, essi furono calorosamente
accolti dai santi del Missouri nel marzo 1838. Sidney
Rigdon arrivò alcuni giorni dopo, essendosi separato
dal Profeta a Dublin, nell’Indiana.
IL CAMPO DI KIRTLAND
Nello stesso mese in cui Joseph Smith fuggì da
Kirtland anche la vita dei componenti del sommo consiglio
era minacciata, e la maggior parte dei fedeli decisero
di seguire il loro capo nel Missouri. Hepzibah Richards
scrisse di quella difficile situazione: “Tutti
i nostri amici hanno intenzione di lasciare il luogo
il più presto possibile … E’ sensazione
generale che Kirtland sarà per qualche tempo in
mano ai malvagi … Probabilmente alcune centinaia di
famiglie partiranno entro poche settimane”. Ma
prima che la maggior parte dei fedeli potesse lasciare
Kirtland, i loro nemici cominciarono a depredare le case
dei santi e ad appiccare incendi nei seminterrati.
All’inizio di marzo i Settanta cominciarono a programmare
dei modi per aiutare i santi più poveri a trasferirsi
nel Missouri. Uno dei presidente del quorum, James Foster,
ebbe la visione di una carovana ordinata di circa cinquecento
santi che viaggiavano verso il Missouri accampandosi
lungo il cammino. Diretti da visioni e profezie, i santi
redassero una costituzione, formarono una spedizione
con coloro che erano disposti ad osservarla e designarono
dei dirigenti che presiedessero ai vari gruppi. I capitani
dovevano incoraggiare i loro gruppi a ubbidire ai comandamenti
e osservare la Parola di Saggezza.
Il viaggio fu ritardato di alcune settimane, poiché i
santi avevano difficoltà a estinguere i debiti,
vendere le proprietà e acquistare carri, tiri
di buoi e attrezzature. Essi finalmente lasciarono Kirtland
il 6 luglio 1838; erano circa cinquecento con ventisette
tende, cinquantanove carri, novantasette cavalli, ventidue
buoi, sessantanove mucche e un toro.
Benjamin Johnson scrisse: “Tutti i mezzi per coprire
le spese furono messi insieme, e quindi tutti si sarebbero
trovati nelle stesse condizioni, e fu così sino
a quando rimasero insieme”. Nonostante queste misure,
i santi dovevano tuttavia fermarsi ogni tanto per guadagnare
il denaro necessario all’acquisto di provviste e attrezzature.
Anche il Campo di Kirtland fu afflitto dalle persecuzioni
lungo il cammino. Molte persone sospettavano di quei
viaggiatori, logori e mal messi, che passavano per i
loro villaggi e città. “Mentre passavamo
per le strade al mattino senza recare molestia a nessuno,
alcuni componenti del nostro gruppo furono salutati in
stile moderno da alcuni delinquenti mediante il lancio
di uova”. Qualche volta la derisione era accompagnata
da minacce di violenza.
Nel Missouri i cittadini di una comunità disposero
dei pezzi di artiglieria nelle strade per impedire il
passaggio al Campo. Fu concesso loro di procedere soltanto
quando uno dei Settanta riuscì a calmare i timori
dei cittadini. Tuttavia, alcuni dirigenti del campo furono
rinchiusi in prigione per la notte. Molte forze contribuivano
alle sofferenze del Campo di Kirtland.
“Gli incidenti e le malattie affliggevano continuamente
i pionieri. Alcune persone rimasero schiacciate sotto
le ruote dei carri, altri perirono a causa delle malattie
… Sudavano di giorno, e la notte dormivano sul terreno
freddo e qualche volta umido. Guadavano corsi d’acqua,
andavano su e giù per le colline e seguivano strade
e sentieri pieni di buche, indeboliti continuamente dalla
fatica, dalla scarsità e dalla monotonia del cibo
e dall’acqua inquinata.
Dal profondo delle loro sofferenze e afflizioni essi
chiedevano aiuto al loro Padre celeste. Durante il viaggio
gli anziani benedivano gli infermi e i feriti, e i cronisti
riferiscono che tramite il potere del sacerdozio molti
degli afflitti furono istantaneamente guariti”.
Quando nel mese di settembre il Campo arrivò al
Fiume Mississippi, furono informati che era scoppiata
una guerra nel Missouri occidentale tra i Mormoni e i
loro nemici, che tutti i Mormoni sarebbero stati presto
scacciati dallo Stato e che se avessero continuato il
viaggio sarebbero stati attaccati e avrebbero subito
un destino simile.
In conseguenza di queste minacce diversi
componenti del Campo si rifiutarono di entrare nel Missouri.
Ma
la maggior parte di loro continuarono il viaggio, riunendosi
finalmente al Profeta a Far West, nel Missouri, il 2
ottobre 1838. Due giorni dopo arrivarono a Adam-ondi-Ahman,
dove dovevano stabilirsi. Presto avrebbero scoperto che
le difficoltà non erano rimaste nell’Ohio. Entro
poche settimane avrebbero subito peggiori persecuzioni
nel Missouri.
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