SVILLUPI DOTTRINALI
A NAUVOO
NAUVOO SI ESPANDEVA E FIORIVA, ma la cosa più importante
che avvenne in questo periodo fu il continuo flusso di
rivelazioni ricevute tramite il profeta Joseph Smith
riguardanti le dottrine e le ordinanze del Vangelo. Durante
gli anni di Nauvoo il Profeta dimostrò una sempre
crescente maturità spirituale nel guidare i santi
a nuove e più nobili visioni del Vangelo.
Molti concetti già introdotti in passato furono
ora oggetto di maggiori attenzioni e spiegazioni. Alla
conferenza generale dell’ottobre 1841 il profeta Joseph
Smith promise: “La dispensazione della pienezza
dei tempi porterà alla luce le cose che sono state
rivelate in tutte le dispensazioni del passato, e anche
altre cose che non sono state ancora rivelate”.
Durante i primi anni della Restaurazione furono poste
le fondamenta della dottrina; durante il periodo di Nauvoo
si costruì su queste fondamenta.
IL BATTESIMO PER I MORTI
Il 10 agosto 1840 morì Seymour Brunson, uno dei
primi santi che si erano stabiliti a Nauvoo. Era stato
uno dei primi missionari della Chiesa e aveva fatto parte
del sommo consiglio a Far West e a Nauvoo. La storia
scritta da Joseph Smith specifica che Brunson “morì nel
trionfo della fede e nei suoi ultimi momenti portò testimonianza
del Vangelo che aveva abbracciato”.
Durante il commovente sermone tenuto ai suoi funerali
il 15 agosto, il Profeta lesse gran parte del quindicesimo
capitolo della prima epistola ai Corinzi, compreso il
versetto 29 che parla della pratica del battesimo per
i morti. Joseph annunciò alla congregazione che
il Signore avrebbe permesso ai santi di farsi battezzare
in favore dei loro amici e parenti che avevano lasciato
questa vita. Disse ai santi che “il piano di salvezza
aveva lo scopo di salvare tutti coloro che erano disposti
ad obbedire ai requisiti della legge di Dio”.
Dopo il sermone Jane Neyman chiese a Harvey Olmstead
di battezzarla nel Fiume Mississippi a favore del figlio
defunto Cyrus. Joseph Smith chiese quali parole erano
state usate per celebrare quest’ordinanza e quindi approvò quello
che era avvenuto. Durante le settimane successive furono
celebrati alcuni altri battesimi per i morti, nel fiume
o nei corsi d’acqua delle vicinanze.
Il 19 gennaio 1841 il Signore comandò ai santi
di costruire un tempio con un fonte battesimale per queste
ordinanze celebrate per procura. Il Signore dichiarò che
il battesimo per i morti “appartiene infatti alla
mia casa, e non può essermi accettabile altrimenti,
se non nei giorni della vostra povertà, quando
non potete costruirmi una casa” (DeA 124:30).
Questa rivelazione suscitò grande entusiasmo,
e i lavori di costruzione del tempio progredirono rapidamente.
Il 3 ottobre 1841, quando il piano interrato era quasi
completato, Joseph Smith dichiarò: “Non
vi saranno più battesimi per i morti sino a quando
questa ordinanza non potrà essere celebrata nella
casa del Signore”.
Nell’interrato si trovava un fonte battesimale provvisorio
costruito da Elijah Fordham. Era fatto di pino del Wisconsin
e poggiava sulla schiena di dodici buoi scolpiti con
cura. L’8 novembre il fonte fu dedicato da Brigham
Young. Fu usato per la prima volta due settimane dopo,
quando gli anziani Brigham Young, Heber C. Kimball e
John Taylor celebrarono quaranta battesimi per i morti;
gli anziani Willard Richards, Wilford Woodruff e George
A. Smith celebrarono le confermazioni.
Nel 1842, mentre si trovava in temporaneo esilio per
sfuggire ai suoi vecchi nemici del Missouri, il Profeta
scrisse ai santi due epistole generali sulla dottrina
del battesimo per i morti. In entrambe si sottolineava
l’importanza del fatto che per la validità dei
battesimi doveva essere presente un archivista.
E archivista doveva assicurarsi che ogni ordinanza fosse
celebrata correttamente e tenere un’accurata documentazione.
La prima lettera diceva: “Che tutti i registri
siano tenuti in ordine perché possano essere riposti
negli archivi del mio santo tempio, per esservi tenuti
in ricordo, di generazione in generazione, dice il Signore
degli Eserciti” (DeA 127:9).
Nella seconda e più lunga delle due lettere il
Profeta spiegava che i vivi e i morti dipendono gli uni
dagli altri per la loro salvezza. “Essi [i morti]
senza di noi non possono essere resi perfetti - allo
stesso modo noi senza i nostri morti non possiamo essere
resi perfetti” (DeA 128:15). Le ordinanze che contribuiscono
a realizzare questa perfezione reciproca, ebbe a spiegare
in seguito, comprendono non soltanto il battesimo per
i morti, ma anche l’investitura del santo sacerdozio
e il matrimonio per il tempo e per l’eternità.
L’INVESTITURA
In precedenza, quando i santi dell’Ohio si preparavano
a costruire il Tempio di Kirtland, il Signore aveva promesso
che nella Sua casa Egli avrebbe investito di potere dall’alto
coloro che aveva scelto (vedi DeA 95:8). Quando il tempio
fu completato e dedicato all’inizio del 1836, grandi
benedizioni spirituali si riversarono sui santi. Il Salvatore
apparve ed accettò il tempio. Poi apparvero a
Joseph Smith e Oliver Cowdery gli antichi profeti Mosè,
Elias ed Elia per restaurare le chiavi del sacerdozio
per il raduno di Israele e per introdurre ulteriori sacre
ordinanze (vedi DeA 110).
Altri templi furono programmati per il Missouri, ma
non furono mai costruiti a causa delle persecuzioni che
scacciarono i fedeli da quello stato. Dopo che Nauvoo
fu stabilita come nuovo luogo di raduno, il Signore rivelò che
era necessario un tempio, poiché sulla terra non
c’era nessun luogo in cui Egli potesse venire a restaurare “la
pienezza del sacerdozio” (DeA 124:28).
Ai santi fu anche comandato che le loro abluzioni e
unzioni, come i loro battesimi per i morti, dovevano
essere celebrati in un luogo sacro, quindi Egli comandava
loro di costruire il Tempio di Nauvoo. La rivelazione
continua: “Che questa casa sia edificata al mio
nome, perché Io possa rivelarvi le mie ordinanze
al mio popolo;
Poiché Io degno rivelare alla mia chiesa cose
che sono state tenute celate fin da prima della fondazione
del mondo, cose che appartengono alla dispensazione della
pienezza dei tempi” (vv. 40-41).
Man mano che il lavoro di costruzione del tempio progrediva,
Joseph Smith chiese e ricevette ulteriori istruzioni
dal Signore riguardanti la sacra investitura. Tuttavia
non si sa esattamente quando ricevette tutte le istruzioni
riguardanti le ordinanze del tempio. Egli spiegò queste
ordinanze ad alcuni fedeli Santi degli Ultimi Giorni
nella stanza sopra al suo negozio di mattoni rossi il
4 maggio 1842.
A quel tempo quell’edificio era l’unico luogo abbastanza
grande in cui un gruppo si poteva riunire in privato.
L’edificio si trovava vicino al Fiume Mississippi,
circa un isolato a ovest della Mansion House e della
Homestead. Era stato costruito nel 1841 e aveva aperto
i battenti per l’attività commerciale nel gennaio
1842.
La maggior parte del piano di sopra era occupata da
una sala delle assemblee usata per i consigli del sacerdozio,
l’organizzazione e le riunioni della Società femminile
di Soccorso di Nauvoo, le riunioni del consiglio comunale
e della Loggia massonica, lezioni scolastiche, lavori
teatrali, dibattiti, conferenze e riunioni degli ufficiali
della Legione di Nauvoo.
Il 3 maggio, con l’aiuto di altre persone, il Profeta
sistemò il suo ufficio e la Sala delle Assemblee
in modo che rappresentassero “il più possibile,
date le circostanze, l’interno di un tempio”. Nel
pomeriggio del giorno seguente il Profeta impartì le
prime investiture a un gruppo scelto di persone, che
comprendeva Hyrum Smith, patriarca della Chiesa, Brigham
Young, Heber C. Kimball e Willard Richards del Consiglio
dei Dodici; Newel K. Whitney, vescovo generale; George
Miller, presidente del quorum dei sommi sacerdoti di
Nauvoo e vescovo generale; e James Adams, presidente
del Ramo di Springfield.
Joseph Smith descrisse così quell’importante
avvenimento: “Ho trascorso la giornata al piano
superiore del magazzino … e li ho istruiti sui principi
e sull’ordine del Sacerdozio, sulle abluzioni, unzioni,
dotazioni e sulla comunicazione delle chiavi relative
al Sacerdozio di Aaronne, e così di seguito fino
all’ordine più alto del Sacerdozio di Melchisedec.
Ho parlato loro dell’ordine riguardante l’Anziano dei
Giorni e di tutti quei piani e principi per mezzo dei
quali chiunque può ottenere la pienezza delle
benedizioni che sono state preparate per la Chiesa del
Primogenito, onde andare a dimorare al cospetto di Elohim
nei mondi eterni”.
Il Signore aveva dichiarato che queste ordinanze erano
necessarie per aprire la porta per la vita eterna e l’esaltazione;
pertanto esse erano ardentemente desiderate dai fedeli
Santi degli Ultimi Giorni. Gradatamente nel corso dei
due anni successivi Joseph Smith spiegò l’investitura
a circa novanta uomini e donne.
Egli impartì anche precise istruzioni ai Dodici
Apostoli riguardo alle chiavi di queste ordinanze, chiedendo
loro di conferire l’investitura ai santi degni nel tempio
quando fosse completato. Nel dicembre 1845 la costruzione
del tempio era abbastanza avanzata da consentire la celebrazione
di questa ordinanza.
Molti anni dopo a Salt Lake City il presidente Brigham
Young istruì i santi sul significato dell’investitura
negli ultimi giorni. Egli ricordò loro che i primi
anziani avevano ricevuto soltanto parte della loro investitura
nel Tempio di Kirtland, definendo questa parte “ordinanze
introduttive o iniziatorie in preparazione dell’investitura”.
Egli quindi definì il significato di investitura: “Investitura
significa ricevere tutte le ordinanze della casa del
Signore che sono necessarie dopo aver lasciato questa
vita per ritornare alla presenza del Padre, passando
accanto agli angeli che stanno come sentinelle, in grado
di dare loro le parole chiave, i segni e i simboli riguardanti
il santo sacerdozio, e ricevere l’esaltazione eterna
a dispetto della terra e dell’inferno”.
LA RIVELAZIONE SUL MATRIMONIO
L’investitura del santo sacerdozio è strettamente
collegata al principio del matrimonio eterno, Sin dagli
inizi della Restaurazione ai Santi degli Ultimi Giorni è stato
insegnato che “il matrimonio è ordinato
da Dio all’uomo” (DeA 49:15).
L’alleanza del matrimonio è sempre stata considerata
di grande importanza. Agli uomini della Chiesa è comandato
quanto segue: “Tu amerai la moglie tua con tutto
il tuo cuore, e ti attaccherai ad essa e a nessun’altra” (DeA
42:22). Ai membri della Chiesa è comandato non
soltanto di sposarsi in rettitudine, ma anche di avere
dei figli e di crescerli secondo i precetti del vangelo
di Gesù Cristo.
Poco dopo l’introduzione dell’investitura il Profeta
rivelò che una coppia sposata poteva essere suggellata
insieme dal potere del sacerdozio per il tempo e per
tutta l’eternità. Molti degli uomini e delle donne
che avevano ricevuto l’investitura furono anche suggellati
da Joseph Smith ai loro coniugi nell’alleanza del matrimonio.
Joseph spiegò che il suggellamento del matrimonio,
l’investitura e il battesimo per i morti dovevano essere
celebrati nella casa del Signore e che queste ordinanze
potevano essere messe a disposizione di tutti i fedeli
santi non appena il tempio fosse ultimato.
Nella primavera del 1843 Joseph Smith spiegò l’importanza
eterna dell’alleanza del matrimonio. Mentre si trovava
in visita nel villaggio mormone di Ramus, circa trenta
chilometri a sud-est di Nauvoo, il Profeta spiegò ad
alcuni membri della Chiesa i seguenti principi:
“Nella gloria celeste vi sono tre cieli o gradi;
Al fine di ottenere il più alto, un uomo deve
entrare in quest’ordine del sacerdozio [ossia nella nuova
ed eterna alleanza del matrimonio]; E se non lo fa, non
può ottenerlo” (DeA 131:1-3).
Quella stessa estate Joseph scrisse una rivelazione
sul matrimonio che abbracciava i principi che gli erano
stati rivelati sin dal 1831 a Kirtland. In questa rivelazione
il Signore dichiarava: “Se un uomo sposa una donna
mediante la mia parola, che è la mia legge, e
secondo la nuova ed eterna alleanza, e la loro unione è suggellata
su di loro dal Santo Spirito di promessa, mediante colui
che è unto ed al quale ho dato questo potere e
le chiavi di questo sacerdozio … ciò avrà pieno
vigore quando sono fuori del mondo; ed essi passeranno
accanto agli angeli e accanto agli dèi che sono
là preposti per entrare nella loro esaltazione
e gloria in ogni cosa, come è stato suggellato
sulle loro teste, gloria che sarà una pienezza
ed una continuazione dei loro posteri in eterno” (DeA
132:19).
La legge del matrimonio celeste enunciata in questa
rivelazione comprendeva anche il principio della pluralità delle
mogli. Nel 1831, mentre stava lavorando alla traduzione
ispirata delle Sacre Scritture, Joseph Smith chiese al
Signore come Egli giustificava la pratica del matrimonio
plurimo tra i patriarchi dell’Antico Testamento. Questa
domanda portò alla rivelazione sul matrimonio
celeste, che contiene la risposta a questa domanda riguardo
ai matrimoni plurimi dei patriarchi.
Per prima cosa il Signore spiegava che, onde fossero
valide nell’eternità, le alleanze, compresa quella
del matrimonio, dovevano soddisfare tre requisiti (vedi
DeA 132:7): (1) dovevano essere “fatte e … suggellate
dal Santo Spirito di promessa”. (2) Dovevano essere
celebrate dalla giusta autorità del sacerdozio.
(3) Dovevano essere celebrate per “rivelazione
e comandamento” tramite il profeta unto dal Signore
(vedi anche vv. 18-19).
Richiamandosi ad Abrahamo come esempio, il Signore disse
che egli “ricevette tutto ciò che ha ricevuto,
per rivelazione e comandamento, mediante la [Sua] parola” (v.
29). Di conseguenza il Signore chiedeva: “Era forse
pertanto Abrahamo sotto condanna? In verità Io
ti dico, No; poiché Io, il Signore, lo comandai” (v.
35).
Inoltre Joseph Smith e la Chiesa dovevano accettare
il principio del matrimonio plurimo come parte della
restaurazione di tutte le cose (vedi v. 45). Abituato
agli schemi convenzionali del matrimonio, il Profeta
all’inizio si mostrò comprensibilmente riluttante
a osservare questa nuova pratica. A causa della mancanza
di una documentazione storica non sappiamo quali furono
i suoi primi tentativi di osservare il comandamento nell’Ohio.
Il suo primo matrimonio plurimo di cui abbiamo documentazione
a Nauvoo fu quello con Louisa Beaman; fu celebrato dal
vescovo Joseph B. Noble il 5 aprile 1841. Durante i tre
anni successivi Joseph prese altre mogli in matrimonio
plurimo secondo il comandamento del Signore.
Quando i componenti del Consiglio dei Dodici Apostoli
ritornarono dalla missione nelle Isole Britanniche nel
1841, Joseph Smith spiegò loro ad uno ad uno la
dottrina della pluralità delle mogli, e ognuno
incontrò delle difficoltà nel capire e
nell’accettare questa dottrina. Brigham Young, per esempio,
parla della lotta che dovette sostenere: “Non volevo
venir meno al mio dovere, né in nulla evitare
di fare quello che mi era stato comandato, ma era la
prima volta in vita mia che desideravo morire, e per
molto tempo non riuscii a superare la mia avversione.
E quando vedevo un funerale provavo invidia per il defunto
e rimpiangevo di non trovarmi al suo posto nella bara”.
Dopo le iniziali esitazioni e frustrazioni Brigham Young
e altri componenti dei Dodici ne ricevettero personalmente
conferma dal Santo Spirito e accettarono la nuova dottrina
del matrimonio plurimo. Essi sapevano che Joseph Smith
era un profeta di Dio in ogni cosa. All’inizio la pratica
fu tenuta segreta e la sua diffusione fu molto limitata.
Cominciarono a circolare delle voci che asserivano che
le autorità della Chiesa avevano altre mogli,
voci che travisavano grandemente la verità e contribuirono
ad aumentare le persecuzioni da parte degli apostati
e degli estranei. Parte delle difficoltà naturalmente
erano dovute alla naturale avversione degli Americani
verso la “poligamia”.
Questo nuovo sistema sembrava minacciare la fermamente
stabilita tradizione della monogamia e la solidità della
struttura familiare. Più tardi nell’Utah i santi
praticarono apertamente “il principio”, ma
mai senza subire persecuzioni.
LA LETTERA WENTWORTH
Al Profeta veniva spesso chiesto di spiegare gli insegnamenti
e le pratiche dei Mormonismo ad estranei. Un esempio
significativo di ciò è la lettera Wentworth.
Nella primavera del 1842 John Wentworth, direttore del
giornale Chicago Democrat, chiese a Joseph Smith di fargli
una breve descrizione del “sorgere, progresso,
persecuzione e fede dei Santi degli Ultimi Giorni”.
Wentworth era originario del New Hampshire e desiderava
queste informazioni per una storia del suo stato, che
a quel tempo veniva scritta dal suo amico George Barstow.
Joseph aderì a questa richiesta e mandò a
Wentworth un documento di molte pagine che conteneva
un resoconto di molti degli avvenimenti dei primi tempi
della storia della Restaurazione, fra i quali la Prima
Visione e la venuta alla luce del Libro di Mormon.
Il documento conteneva anche tredici dichiarazioni che
definivano il credo dei Santi degli Ultimi Giorni, diventate
note come Articoli di fede. Barstow pubblicò la
sua storia, ma la lettera Wentworth non vi fu inclusa,
né vi fu fatta menzione dei Mormoni.
Wentworth non pubblicò questo documento nel Chicago
Democrat, né esso comparve mai in nessuna storia
del New Hampshire. Ma il giornale della Chiesa, Times
and Seasons, lo pubblicò nel marzo 1842, ed esso è diventato
una delle più importanti dichiarazioni di ispirazione,
storia e dottrina per la Chiesa.
Gli Articoli di fede furono scritti per persone non
appartenenti alla Chiesa, né intendevano essere
un sommario completo dei principi e delle pratiche del
Vangelo. Essi tuttavia forniscono una chiara dichiarazione
dei particolari credo dei Santi degli Ultimi Giorni.
Ogni Articolo è una dichiarazione positiva delle
differenze esistenti tra il Mormonismo e le credenze
settarie di altre confessioni.
Nel 1851 gli Articoli di fede furono inclusi nella prima
edizione di Perla di Gran Prezzo pubblicata dalla Missione
Britannica. Dopo che Perla di Gran Prezzo fu riveduta
nel 1878 e canonizzata nel 1880, gli Articoli di fede
diventarono dottrina ufficiale della Chiesa.
IL LIBRO DI ABRAHAMO
Agli inizi del 1842, circa nello stesso tempo in cui
scriveva la sua lettera a John Wentworth, Joseph Smith
era anche molto occupato nella “traduzione degli
Annali di Abrahamo”. Questi annali erano stati
acquisiti nel 1835 quando la Chiesa aveva acquistato
numerosi rotoli di antichi papiri egiziani da Michael
Chandler.
Joseph e i suoi scrivani effettuarono un esame preliminare
di questi documenti, ma l’impegno richiesto dalla costruzione
del Tempio di Kirtland e la successiva apostasia e persecuzioni
gli preclusero ogni possibilità di continuare
questo lavoro nell’Ohio o nel Missouri. Finalmente nella
primavera del 1842 egli poté dedicarsi a questo
compito per diverse settimane con pochissime interruzioni.
L’anziano Wilford Woodruff, che fu informato nei
consigli direttivi della traduzione del Profeta e di
parte del suo contenuto, descrisse nel suo diario i sentimenti
che provava verso il lavoro svolto dal Profeta: “Il
Signore ha veramente suscitato Joseph il veggente …
ed ora lo riveste di grande potere, saggezza e conoscenza
… Il Signore conferisce a Joseph il potere di rivelare
i misteri del regno di Dio, di tradurre tramite l’Urim
e il Thummim antichi annali e geroglifici vecchi quanto
Abrahamo o Adamo, che fanno ardere in noi il cuore mentre
ammiriamo le gloriose verità che si aprono davanti
ai nostri occhi”.
Alcune parti del libro di Abrahamo apparvero prima nel
Times and Seasons nella Millennial Star nell’estate del
1842. Joseph Smith dichiarò che altre parti sarebbero
venute in seguito, ma dopo il 1842 non fu in grado di
continuare la traduzione. Quello che la Chiesa ricevette
- cinque capitoli del libro di Abrahamo in Perla di Gran
Prezzo - è soltanto una porzione degli annali
originali.
Nel 1967 undici frammenti dei papiri usati da Joseph
Smith furono riscoperti dal dottor Aziz S. Atiya nel
Metropolitan Museum of Art di New York. L’esame
di questi frammenti ha confermato che si tratta principalmente
di antichi testi funerari egiziani del tipo che di solito
veniva sepolto con i sovrani e con i nobili allo scopo
di guidarli lungo il loro eterno viaggio.
Questa scoperta ha risollevato la questione sul rapporto
esistente tra gli annali e il libro di Abrahamo. Joseph
Smith non spiegò il metodo usato per tradurre
il libro di Abrahamo, proprio come non spiegò pienamente
come era stato tradotto il Libro di Mormon. Tuttavia,
come il Libro di Mormon, il libro di Abrahamo è la
sua stessa prova che è venuto alla luce per dono
e potere di Dio.
DISCORSI DI JOSEPH SMITH
I santi di Nauvoo ascoltavano spesso predicare il profeta
Joseph Smith, e molti di loro scrissero quanto erano
commossi da questa esperienza. Essi gioivano delle sue
parole ed erano rafforzati nella loro testimonianza.
Brigham Young disse: “Quei momenti per me erano
più preziosi di tutte le ricchezze del mondo.
Per quanto fosse grande la mia povertà - anche
se avessi dovuto chiedere in prestito la farina per nutrire
mia moglie e i miei figli, non avrei mai rinunciato alla
possibilità di imparare quello che il Profeta
aveva da impartire”.
Wandle Mace, un nuovo convertito alla Chiesa, disse
che mentre ascoltava il Profeta in pubblico o in privato,
al sole o sotto la pioggia, si convinceva sempre più che
Joseph Smith era stato istruito da Dio. Egli non rinunciava
mai alla possibilità di ascoltare Joseph predicare
poiché, egli diceva, Joseph “ci serviva
ogni giorno un cibo spirituale delizioso”. James
Palmer, convertito inglese, disse che il Profeta “mentre
predicava aveva l’aspetto di una persona venuta direttamente
dal cielo o di una persona mandata dai mondi celesti
a svolgere una missione divina”.
A Nauvoo non c’era una casa di riunione abbastanza grande
per accogliere tutti i santi che desideravano ascoltare
il loro Profeta, pertanto, quando le condizioni atmosferiche
lo consentivano, essi si riunivano all’aperto all’ombra
degli alberi. Un luogo adatto era un bosco che formava
una specie di anfiteatro sulla collina a ovest del tempio.
Quello era uno dei luoghi favoriti da Joseph per parlare
ai santi. Durante il periodo di Nauvoo egli si abituò a
tenere discorsi in pubblico. Durante i primi tempi della
Restaurazione aveva lasciato il compito di predicare
soprattutto ad altre persone che egli riteneva migliori
oratori; ora tuttavia egli predicava con grande potere
e autorità a Nauvoo e nei centri circostanti.
I quasi duecento discorsi da lui tenuti durante quegli
anni plasmarono la conoscenza dei Santi degli Ultimi
Giorni circa le dottrine del Vangelo e influirono considerevolmente
sulla Chiesa.
Domenica 20 marzo 1842, al funerale del figlio di Windsor
P. Lyon, Joseph volle parlare nel bosco riguardo alla
salvezza dei bambini. Egli disse che gli era stata posta
la domanda “perché i bambini innocenti venivano
tolti ai loro genitori, particolarmente quelli che sembravano
più intelligenti e promettenti”. Egli disse
che venivano tolti da questo mondo per risparmiare loro
la malvagità che stava crescendo.
Poi predicò una delle più confortanti
dottrine rivelate negli ultimi giorni: “Tutti i
bambini sono redenti dal sangue di Gesù Cristo,
e al momento stesso in cui lasciano questo mondo sono
posti nel seno di Abrahamo. L’unica differenza
tra chi muore vecchio e chi muore giovane è che
uno vive più a lungo in cielo e nella luce e gloria
eterne dell’altro, ed è liberato un po’ prima
da questo miserevole mondo malvagio”.
Nella primavera del 1843 Joseph fece spesso visita agli
insediamenti periferici dei santi per ammaestrarli e
guidarli. Quando si trovava a Ramus era ospite in casa
del suo amico Benjamin F. Johnson. Gli insegnamenti impartiti
dal Profeta a Ramus, nell’Illinois, domenica 2 aprile
1843 furono talmente importanti da essere inseriti nella
storia ufficiale della Chiesa e in seguito in Dottrina
e Alleanze come sezione 130.
Durante una riunione tenuta il mattino l’anziano Orson
Hyde aveva parlato del Padre e del Figlio che dimorano
nel cuore dei santi e aveva detto che il Salvatore, alla
Sua seconda venuta, “sarebbe apparso su un cavallo
bianco come un guerriero”. A pranzo Joseph Smith
disse a Orson che avrebbe fatto alcune correzioni al
suo sermone durante la riunione pomeridiana. L’anziano
Hyde rispose: “Accetterò le correzioni con
gratitudine”.
Il Profeta spiegò ai santi che “quando
il Signore apparirà noi Lo vedremo com’Egli è.
Vedremo che è un uomo come noi” (DeA 130:1).
Facendo un’altra correzione aggiunse che “l’idea
che il Padre e il Figlio dimorino nel cuore di un uomo è una
vecchia nozione settaria, ed è errata” (v.
3). Proseguendo il suo sermone egli dichiarò con
fermezza che “il Padre ha un corpo di carne ed
ossa, altrettanto tangibile quanto quello dell’uomo;
il Figlio pure; ma lo Spirito Santo non ha un corpo di
carne ed ossa ma è un personaggio di Spirito” (v.
22).
In questo discorso fondamentale Joseph Smith spiegò anche
altri principi eterni che da allora hanno ispirato i
Santi degli Ultimi Giorni a cercare diligentemente la
verità e a compiere buone opere. Egli spiegò che “qualsiasi
principio di intelligenza noi acquisiamo in questa vita
si leverà con noi nella risurrezione.
E se una persona acquisisce maggiore conoscenza ed intelligenza
in questa vita mediante la sua diligenza e la sua obbedienza
che un’altra, essa avrà tanto più vantaggio
nel mondo a venire” (vv. 18-19). Spiegò anche
che “vi è una legge irrevocabilmente decretata
nei cieli prima della fondazione di questo mondo sulla
quale si basano tutte le benedizioni - E quando noi otteniamo
una benedizione da Dio, è per l’obbedienza alla
legge su cui essa è basata” (vv. 20-21).
Un mese e mezzo dopo il Profeta visitò di nuovo
Ramus. Durante una riunione tenuta la sera un predicatore
metodista, Samuel Prior, che si trovava in visita in
quella località per conoscere meglio la Chiesa,
fu invitato a parlare alla congregazione. Dopo il suo
discorso Joseph Smith si alzò e contestò le
osservazioni del reverendo Prior.
Prior in seguito scrisse: “Lo fece con gentilezza
e cortesia, con grande considerazione, come persona che
desidera più far conoscere la verità e
denunciare l’errore piuttosto che volere a tutti i costi
vincere un dibattito. Fui veramente edificato dalle sue
osservazioni e sentii scemare in me più che mai
i pregiudizi verso i Mormoni”. Gli insegnamenti
impartiti da Joseph Smith in quell’occasione evidenziano
la sua chiamata di profeta e fanno ora parte delle Scritture:
“Non esiste una materia immateriale. Ogni spirito è materia,
ma più fine o più pura, e non si può discernerlo
che con occhi più puri; Noi non possiamo vederlo;
ma quando i nostri corpi saranno purificati, vedremo
che è tutto materia” (DeA 131:7-8).
Man mano che la costruzione del tempio progrediva, il
profeta Joseph pronunciò alcuni dei suoi più grandi
sermoni nel corso di riunioni speciali tenute nell’edificio
non ancora ultimato. Una di queste occasioni fu la conferenza
generale di aprile 1843. A quel tempo le diffuse profezie
fatte da William Miller secondo le quali Cristo sarebbe
venuto il 3 aprile 1843 avevano causato grande agitazione
in tutta l’America e tra i Santi degli Ultimi Giorni.
(Miller era un fanatico religioso che aveva fondato il
Millerismo).
Nella sessione della conferenza tenuta il 6 aprile Joseph
disse che come profeta del Signore egli aveva pregato
e aveva saputo che “la venuta del Figliuol dell’uomo
non avverrà mai - non potrà mai avvenire
sino a quando i giudizi predetti per quest’ora non si
saranno riversati: giudizi che erano cominciati”.
Il Profeta elencò anche alcuni avvenimenti che
non erano ancora accaduti ma che si sarebbero verificati
prima della Seconda Venuta: “Giuda deve tornare,
Gerusalemme deve essere riedificata e anche il tempio,
e l’acqua deve ancora venire da sotto il tempio, e le
acque del Mar Morto devono essere sanate. Richiederà molto
tempo ricostruire le mura della città e il tempio”.
Il più conosciuto di tutti i sermoni del Profeta
fu quello tenuto alla conferenza generale nell’aprile
1844 come discorso funebre in onore del suo amico King
Follett, che era morto durante i lavori di scavo di un
pozzo. Joseph Smith parlò per più di due
ore trattando almeno trentaquattro argomenti dottrinali,
compresa l’importanza di conoscere il vero Dio, la via
per diventare come Dio è, la pluralità degli
dèi, il progresso eterno, l’importanza dello Spirito
Santo, la natura dell’intelligenza, il peccato imperdonabile,
i bambini e la Risurrezione.
Uno dei suoi più profondi messaggi riguardava
Dio e il destino dell’uomo in rapporto a Lui. Egli dichiarò: “Un
tempo Dio stesso era come noi siamo oggi; Egli è un
uomo glorificato e siede sul trono nell’alto dei cieli!..
Dovete imparare ad essere dèi anche voi … passando
da un piccolo grado all’altro, e da una piccola capacità a
una più grande; di grazia in grazia, di esaltazione
in esaltazione, finché non arriverete alla risurrezione
dei morti e non sarete in grado di dimorare nelle fiamme
eterne”. L’uomo quindi deve diventare come Dio è ora.
Joseph spiegò anche “i primi principi della
consolazione” per coloro che piangono per i defunti
giusti: “sebbene il corpo venga deposto e si dissolva,
esso risorgerà per dimorare nelle fiamme eterne
in gloria immortale per non piangere, soffrire o morire
mai più. Essi saranno invece eredi di Dio e coeredi
di Gesù Cristo”.
Come reagirono i santi a questo lungo e tuttavia eloquente
e ispirato sermone? La maggior parte di loro fu profondamente
commossa. Joseph Fielding scrisse nel suo diario: “Fui
più che mai deliziato dal suo discorso. Mi fece
venire a mente Erode quando dissero del suo discorso: “Voce
d’un dio, e non d’un uomo” (vedi Atti 12:20-23).
Durante la permanenza a Nauvoo i santi assistettero
a una fioritura della teologia. Ascoltarono il loro capo
e profeta elaborare temi dottrinali che in precedenza
erano stati appena toccati. Quando leggevano il Times
and Seasons assaporavano una teologia più pienamente
sviluppata di come l’avevano conosciuta nell’Ohio e nel
Missouri. E partecipando alla costruzione del tempio
e alla celebrazione delle sue sacre ordinanze ricevevano
potere, conoscenza e benedizioni sconosciuti negli anni
precedenti. Gli sviluppi dottrinali di Nauvoo crearono
un duraturo retaggio per la Chiesa nel futuro.
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