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Storia della chiesa - Capitolo 25

LA MARCIA ATTRAVERSO
L’IOWA

QUANDO I SANTI attraversarono il Mississippi e raggiunsero
l’Iowa dettero di nuovo inizio alla ricerca di una patria
in cui poter edificare il regno di Dio liberi dall’oppressione.
La via che avrebbe portato a quel rifugio non era facile;
avrebbe richiesto fatiche, sacrifici, lutti, e la prima
parte di questo viaggio - la marcia attraverso il territorio
dell’Iowa - si dimostrò la più difficile.

Al principale “Campo di Israele” accorsero
centotrentuno giorni per percorrere cinquecento chilometri.
La Compagnia dei Pionieri un anno dopo impiegò soltanto
centoundici giorni per percorrere circa millesettecento
chilometri tra Winter Quarters e la Valle del Gran Lago
Salato.

La preparazione insufficiente, la mancanza di guide
capaci, i ritardi, le condizioni di tempo avverse e il
terreno difficile resero il viaggio attraverso l’Iowa
uno dei più faticosi della storia della Chiesa.
Tuttavia quelle persone indomite non conoscevano la parola
fallimento. Il viaggio attraverso l’Iowa non fece che
rafforzare la loro determinazione e fornire preziose
esperienze per il futuro.

LA MARCIA INIZIA NEL DOLORE

I primi carri uscirono da Nauvoo per salire sul traghetto
il 4 febbraio 1846. Attraversato il Mississippi, aprirono
una pista di circa quindici chilometri per raggiungere
il Sugar Creek, accamparsi e aspettare l’arrivo di Brigham
Young. Durante il mese di febbraio più di tremila
persone attraversarono il fiume sotto la guida di Hosea
Stout, comandante della polizia di Nauvoo, e si raccolsero
a Sugar Creek.

Lasciare Nauvoo fu un atto di fede da parte dei santi.
Essi partirono senza sapere esattamente dove stavano
andando né quando sarebbero arrivati in un luogo
in cui stabilirsi. Sapevano soltanto che si trovavano
vicinissimi a essere espulsi dall’Illinois dai loro nemici,
e che i loro dirigenti avevano ricevuto in rivelazione
l’ordine di cercare un rifugio in qualche parte delle
Montagne Rocciose.

Anche se il tempo primaverile facilitò la partenza
anticipata da Nauvoo, le condizioni del tempo si fecero
poi avverse, condizioni che da una parte rallentarono
e dall’altra favorirono l’esodo già affrettato.
Il 14 febbraio nevicò, e il 19 un vento da nord-est
portò altri venti centimetri di neve, una notte
molto fredda e “molte sofferenze nell’accampamento,
poiché molti non avevano né tende né altro
riparo adeguato; molte tende furono abbattute dal vento,
perché non erano finite e mancavano di sostegni”.

Quando Brigham Young lasciò Nauvoo e attraversò il
fiume per raggiungere l’Iowa, il fango era così profondo
che si dovette aggiogare un tiro di buoi in più per
trainare i carri su per la collina e raggiungere l’accampamento
di Sugar Creek. Una settimana dopo la temperatura precipitò e
il Fiume Mississippi gelò, affrettando l’abbandono
di Nauvoo, poiché consentì a numerosi santi
di attraversarlo sul ghiaccio.

Tuttavia, a causa dell’intenso freddo, molte persone,
compresi Brigham Young e Willard Richards, si ammalarono
a Sugar Creek. Numerose donne partorirono in freddi e
improvvisati alloggi dell’accampamento, pertanto sia
esse che i loro figli soffrirono molto per il freddo,
il vento e la neve.

Anche la mancanza di cibo affliggeva i santi che iniziavano
l’esodo. Poiché volevano viaggiare con i loro
dirigenti, molti avevano mancato di seguire i consigli
di prepararsi prima della partenza. Brigham Young, Heber
C. Kimball e alcuni altri avevano iniziato il viaggio
da Nauvoo con provviste di cibo sufficienti per un anno,
ma la maggior parte delle altre persone erano partite
praticamente sprovviste di cibo.

Questa mancata preparazione fece sì che alcuni
che avevano portato provviste sufficienti ed erano disposte
a dividerle con gli altri esaurirono le loro scorte nel
giro di poche settimane. Il presidente Young aveva il
compito generale di fare da padre a tutti. Un’annotazione
del suo diario rivela il suo scoraggiamento: “A
meno che questo popolo non si mostri più unito
nello spirito e cessi di pregare per avere l’impossibile,
sarò ridotto alla disperazione.

Sono dimagrito al punto che il mio soprabito, che l’inverno
scorso appena riuscivo ad abbottonare, ora ha i lembi
sovrapposti per più di tre centimetri. Riesco
appena a resistere al desiderio di sdraiarmi per terra
e dormire in attesa della risurrezione”.

Nonostante queste difficili condizioni, nell’accampamento
vi era anche qualche momento di gioia. Quasi ogni sera
la banda di ottoni di William Pitt suonava i motivi più conosciuti
a quel tempo. Attorno ai fuochi dell’accampamento le
persone ballavano al suono dei violini e cantavano i
loro inni preferiti e altri composti per l’occasione.
Uno di questi era “Alta California”:

L’Alta California: oh, questo è il paese
per me! Sta tra le montagne e il grande Oceano Pacifico;
i santi là possono vivere
e conoscere la dolce libertà.
Nell’Alta California: oh, questo è il paese per
me!
L’Alta California era una vasta area dai confini
non ancora stabiliti governata dal Messico e che comprendeva
la maggior parte degli attuali Stati dell’Utah, Colorado,
Nevada e California.

Brigham Young annota che i santi “erano pazienti
e sopportavano tutte le privazioni senza mormorare”.
Un mese dopo aggiunge: “Non penso ci sia mai stato
un popolo sin dai giorni di Enoc che, trovatosi nelle
stesse spiacevoli circostanze in cui questo si trova
attualmente, si sia lamentato tanto poco. Sono convinto
che il Signore si compiace della maggior parte dei componenti
del Campo di Israele”.

IL CAMPO DI ISRAELE MUOVE VERSO OVEST

I santi non cominciarono a lasciare l’accampamento di
Sugar Creek sino all’1 marzo 1846. Gli ultimi sette-dieci
giorni furono in gran parte dedicati all’esame dei piani
di viaggio e dell’organizzazione della carovana. Sin
dal principio il grosso dei santi fu chiamato come “Campo
di Israele”, ed ebbe Brigham Young come presidente.

Come nell’antica Israele vi erano compagnie e capitani
di cento, cinquanta e dieci. Durante i due anni successivi
vi furono molti altri paralleli tra gli avvenimenti dell’Antico
Testamento e l’esodo di quel popolo, come è illustrato
da termini come Sion sulla vetta dei monti, popolo eletto,
esodo, Monte Pisga, Fiume Giordano, Mar Morto, far fiorire
il deserto come la rosa e moderno Mosè per indicare
Brigham Young.

Il ritardo della partenza dei santi dall’accampamento
era dovuto in parte alle incertezze su quale fosse il
miglior percorso da seguire attraverso l’Iowa. L’Iowa
orientale era stato aperto all’insediamento dei bianchi
dopo la guerra indiana di Falco Nero del 1830-1832, ma,
dopo i primi centosessanta chilometri ad ovest del Mississippi,
la popolazione era scarsa, le strade poche e cattive.
Inoltre vi erano numerosi fiumi e torrenti da attraversare.

La spedizione doveva anche decidere sul punto in cui
attraversare il Fiume Missouri. I santi volevano evitare
di attraverso lo Stato del Missouri, dove era ancora
viva l’ostilità contro i Mormoni.

Quando i santi ripresero la marcia pensavano di raggiungere
il Missouri a metà aprile, coltivare piccoli appezzamenti
di terreno lungo il percorso per coloro che li avrebbero
seguiti, stabilire un accampamento in un punto ad ovest
del Missouri creando una fattoria o stazione di sosta
per i futuri viaggiatori e inviare una compagnia in grado
di viaggiare velocemente alle montagne con i semi da
piantare a primavera.

Una compagnia di pionieri guidata da Stephen Markham
fu mandata in avanscoperta per stabilire quali fossero
i migliori percorsi, trovare centri di scambio, costruire
ponti e effettuare gli altri preparativi necessari.

Tuttavia tre principali fattori avversi rallentarono
il progresso dei santi attraverso l’Iowa. Il primo era
la mancanza di adeguate provviste di cibo. Ogni compagnia
aveva due incaricati della sussistenza che avevano il
compito di mettersi in contatto con i coloni e acquistare
cibo e foraggio. A causa della mancanza di provviste
in generale, molti uomini trovarono lavoro nell’Iowa
orientale per reperire il denaro con il quale acquistare
le provviste necessarie.

La banda di ottoni di William Pitt teneva concerti in
pubblico in molte comunità dell’Iowa per raccogliere
altri fondi. Dato che gran parte degli uomini erano al
lavoro invece che alla guida dei carri, il progresso
era estremamente lento. Questo spiega il motivo per cui
il campo si fermò per quasi tre settimane a Richardson’s
Point, ad appena novanta chilometri da Nauvoo.

Brigham Young era giunto soltanto a metà del
territorio dell’Iowa quando, a causa della generosità della
sua famiglia, si trovò senza cibo. Gli altri Apostoli
erano nella stessa condizione. Il 24 marzo Hosea Stout
riferì che metà dei suoi uomini aveva esaurito
le provviste; e la situazione peggiorò prima di
arrivare al Fiume Missouri.

La seconda difficoltà era la disorganizzazione
della spedizione, che viaggiava in ordine sparso attraverso
l’Iowa orientale. Numerosi messaggeri erano continuamente
impiegati per andare avanti e indietro a portare messaggi
tra i dirigenti e le diverse compagnie.

Spinto all’esasperazione dal disordine e dallo spirito
avventuroso, indipendente e polemico del vescovo George
Miller e di altri fratelli, Brigham Young si rese conto
della necessità di esercitare un più fermo
controllo sulla spedizione. Egli richiese una più stretta
obbedienza e collaborazione e inviò una lettera
di rimprovero a coloro che erano andati troppo avanti
rispetto agli altri, chiedendo loro di tornare per una
riunione di consiglio.

Parley P. Pratt, che stava con Miller, fu rimproverato
severamente insieme agli altri. Quello che seguì dimostra
che lo Spirito guidava Brigham Young. Parley P. Pratt
dice: “Il vescovo Miller, che era un dirigente
attivo del nostro gruppo, ci ha lasciato ed è diretto
nel Texas, poiché ha rifiutato di lasciarsi guidare
dai consigli della Presidenza. Voglio qui osservare che,
anche se i miei motivi erano puri, per quanto sono in
grado di conoscere i miei sentimenti, tuttavia ringrazio
Dio per questo rimprovero tempestivo; ne ho tratto un
grande profitto, poiché mi ha indotto a stare
più attento d’ora in poi”.

Il 26 marzo, sulle sponde del Fiume Chariton, Brigham
Young e Heber C. Kimball divisero la spedizione in tre
compagnie di cento famiglie ciascuna. Anche se da quel
momento in poi la marcia fu più ordinata, questo
miglioramento dell’organizzazione non poteva superare
il terzo e forse il più grave degli inconvenienti:
una primavera molto piovosa. L’improvviso sciogliersi
delle nevi, la pioggia quasi incessante, i corsi d’acqua
in piena, il fango onnipresente e il forte vento rallentavano
il progresso.

E’ interessante l’osservazione fatta da Brigham
Young verso la fine di marzo, che dice che quel giorno
avevano incontrato sul loro cammino soltanto una pozzanghera “che
era lunga circa dieci chilometri”. Queste parole
illustrano gli effetti del disgelo primaverile e delle
piogge che avevano trasformato le strade e gli accampamenti
in vere e proprie paludi. I diari riferiscono che durante
il mese di marzo piovve o nevicò per almeno undici
giorni a cominciare dal giorno dieci. Il tempo continuò a
deteriorarsi in aprile; piovve o nevicò per metà del
mese, e ogni giorno dell’ultima settimana. Tanti erano
i carri che affondavano nel fango che la distanza percorsa
era meno di un chilometro al giorno.

La situazione fu particolarmente pesante il 6 aprile.
Hosea Stout disse che quello “fu tra tutti i giorni
il più triste, buio e piovoso dopo la giornata
tanto bella del giorno prima … Oggi è stato
il giorno peggiore di tutto il viaggio. La strada non
poteva essere più brutta: tutto un saliscendi
tra profonde paludi, sotto la pioggia, con il fiume che
continuava a salire.

I cavalli qualche volta affondavano fino alla pancia,
e i carri si fermavano anche andando in discesa. Lavorammo
e sudammo per più di metà della giornata
e alla fine fummo costretti ad abbandonare alcuni carri
e raddoppiare i tiri di buoi prima di poter attraversare
quel particolare punto”. Quella sera all’accampamento,
dopo che la maggior parte dei pionieri erano andati a
dormire, cominciò a soffiare il vento.

Hosea non aveva assicurato la tenda con i tiranti; fu
quindi costretto a levarsi dal letto e sostenerla nel
vento e nella pioggia che lo percotevano fino a quando
fu bagnato fino alle ossa, senza che potesse allentare
la presa, poiché altrimenti il vento l’avrebbe
spazzata via. Egli rimase in quella posizione sino a
quando alcuni fratelli vennero in suo aiuto.

Eliza R. Snow scrive che il vento “aveva la forza
di un uragano e scaricava su di loro la pioggia a catinelle.
Alcuni ripari dell’accampamento furono spazzati via e
le coperture dei carri appena resistettero alla furia
degli elementi”. Quando gli esausti viaggiatori
si svegliarono il mattino dopo videro che durante la
notte era caduta un po’ di neve, c’era una leggera gelata
e il fiume stava crescendo. Gli indumenti e le coperte
bagnati, le temperature basse, le frequenti malattie
e i non rari decessi rallentavano ulteriormente il viaggio.

Il 15 aprile si accamparono al Fiume Locust, nelle vicinanze
dell’attuale confine tra l’Iowa e il Missouri. Wilbam
Clayton, frustrato per il lento progresso della spedizione
e le difficoltà incontrate per provvedere a una
famiglia numerosa, ricevette con gratitudine la notizia
che l’altra sua moglie Diantha, rimasta a Nauvoo poiché aveva
bisogno di cure e di tranquillità, aveva dato
alla luce un vispo maschietto. Egli quindi compose un
nuovo inno di lode al Signore intitolato “Tutto
ben” (oggi “Santi, venite”), che diventò l’inno
di molti pionieri mormoni che più tardi attraversarono
le praterie per raggiungere il Grande Bacino.

Santi, venite senza alcun timor,
lieto è il cammin.
Anche se duro è questo nostro errar,
verso il ciel noi andrem.
Le vane cure abbandoniam
se gioia pura aver vogliam.
Allora sì, noi canterem:

Tutto ben, tutto ben!”

Quel suol nell’Ovest in eredità
Dio darà al fedel;
dove nessuno il male porterà,
nel Signor pace avrem.
In dolci cori lodi a Te
intoneremo, o nostro Re;
dopo il periglio canterem:
Tutto ben, tutto ben!

Mentre la pioggia continuava a ingrossare il Fiume Locust
in piena, i dirigenti della Chiesa cominciarono a rivedere
i loro piani. Gli interminabili ritardi, le sofferenze
dei viaggiatori, le indebolite condizioni dei loro animali
da tiro, il costo proibitivo del foraggio, le cattive
condizioni dei carri e dell’attrezzatura, la scarsità di
cibo e nessuna prospettiva di un tempo migliore suggerirono
un riesame dei progetti dei santi. Il sogno di raggiungere
le Montagne Rocciose quello stesso anno stava svanendo.

L’ISTITUZIONE DI STAZIONI DI POSTA E LA MARCIA
VERSO IL FIUME MISSOURI

Al Fiume Locust i Fratelli pregarono e poi prepararono
un nuovo piano, che prevedeva l’istituzione di fattorie
o stazioni di posta lungo la via verso l’Ovest. Il 24
aprile i pionieri raggiunsero un luogo che chiamarono
Garden Grove, cento chilometri a nord-est del Fiume Locust
e circa a metà strada dell’Iowa.

Nel giro di tre settimane avevano arato quasi trecento
ettari di duro terreno della prateria, costruito case
di tronchi e creato una piccola comunità. Fu chiamato
un sommo consiglio a dirigere gli affari sia ecclesiastici
che civici e duecento persone furono incaricate di migliorare
quella prima stazione di posta.

Nelle vicinanze di Garden Grove non c’era abbastanza
legname per dare un tetto ai numerosi gruppi che presto
sarebbero arrivati da Nauvoo, pertanto i fratelli mandarono
degli esploratori in tutta la regione. Parley P. Pratt
scoprì alcune colline erbose sulla cui sommità crescevano
bellissimi alberi, circa quaranta chilometri a nord-ovest
di Garden Grove. La scoperta fu per lui motivo di grande
gioia. Ricordando la montagna dalla quale Mosè aveva
veduto la terra promessa, Parley gridò: “Questo è il
Monte Pisga”.

Alcuni giorni dopo arrivò Brigham Young, che
immediatamente organizzò una seconda stazione
di posta chiamata Mount Pisgah. Fu nominato un altro
sommo consiglio, e alcune centinaia di ettari di terreno
furono recintati, arati, seminati e coltivati. Uno dei
nuovi dirigenti, Ezra T. Benson (bisnonno del tredicesimo
presidente della Chiesa) dichiarò: “Quello
era il primo luogo in cui sentii il desiderio di rimanere
dopo aver lasciato Nauvoo”. Ben presto Mount Pisgah
superò Garden Grove per dimensioni e importanza;
entrambe le stazioni tuttavia furono molto utili ai pionieri
dal 1846 al 1852.

Durante la prima parte del giugno 1846 una compagnia
che comprendeva i componenti dei Dodici partì in
avanscoperta, lasciando Mount Pisgah diretta al Fiume
Missouri. Anche se avevano un ritardo di due mesi sul
primitivo programma, i Fratelli speravano ancora che
una compagnia che avesse viaggiato a marce forzate potesse
ancora raggiungere le Montagne Rocciose prima dell’autunno.

Impiegarono soltanto quattordici giorni per percorrere
gli ultimi centosessanta chilometri che li dividevano
dalla zona di Council Bluffs, in parte grazie al fatto
che finalmente potevano viaggiare su terreno asciutto
e l’erba era abbondante. Stabilirono una stazione provvisoria
accanto al Fiume Mosquito, sulle terre degli Indiani
Pottawattomie. Trovarono che il loro primo compito era
quello di preparare due moli e un traghetto per trasportare
i carri degli emigranti attraverso il Missouri. I moli
e il traghetto furono costruiti in appena due settimane.

Tuttavia rimanevano ancora da risolvere due problemi.
Dove avrebbero svernato i santi lungo il Missouri, giacché stavano
ancora nei territori indiani? E alcuni degli Apostoli
e altre persone avevano ancora il tempo sufficiente per
raggiungere l’Ovest prima dell’inizio delle bufere invernali?
Quest’ultima questione fu risolta a seguito di un colloquio
con il capitano James Allen dell’esercito degli Stati
Uniti, che arrivò il 1° luglio per reclutare
un battaglione di soldati mormoni. A causa dell’assenza
di tanti uomini che si erano arruolati nel battaglione,
l’emigrazione verso l’Ovest fu rimandata di un anno.

IL RECLUTAMENTO DEL BATTAGLIONE MORMONE

Nel 1845 gli Stati Uniti si erano annessi il Texas,
destando con tale azione l’ira del Messico, che avanzava
ancora pretese su una gran parte del territorio texano.
Il 24 aprile 1846 ci fu una scaramuccia tra le truppe
messicane e le unità di cavalleria degli Stati
Uniti; ma il Congresso non dichiarò guerra sino
al 12 maggio 1846.

Gli Americani, che desideravano l’espansione degli Stati
Uniti erano a favore della guerra, poiché dava
loro la possibilità di acquisire un territorio
che si estendeva fino all’Oceano Pacifico. Il presidente
James K. Polk, anch’egli favorevole all’espansione territoriale,
volle includere tra gli obiettivi di questa guerra l’acquisizione
del Nuovo Messico e dell’Alta California. L’esercito
degli Stati Uniti dell’Ovest fu incaricato di conquistare
questo vasto territorio.

La guerra contro il Messico giunse proprio mentre i
Santi degli Ultimi Giorni chiedevano a Washington un
aiuto per il loro trasferimento all’Ovest. Prima di lasciare
Nauvoo, Brigham Young aveva chiamato l’anziano Jesse
C. Little a presiedere alla Chiesa nella parte orientale
degli Stati Uniti e a recarsi nella capitale del Paese
con una richiesta di aiuto.

L’anziano Little era assistito dal suo amico,
il ventiquattrenne Thomas L. Kane, figlio di John Kane,
eminente giudice federale e sostenitore del presidente
Polk. Thomas aveva lavorato con suo padre come avvocato
ed era quindi molto noto a Washington. Insieme, Little
e Kane negoziarono con i funzionari del governo dei contratti
per la costruzione di fortini e piazzeforti lungo la
pista dell’Oregon. La guerra con il Messico fornì ai
santi e al governo una migliore occasione di aiutarsi
reciprocamente.

Dietro l’insistenza di Kane, l’anziano Little scrisse
in una lettera al presidente Polk che, nonostante i santi
fossero leali americani, il rifiuto del governo di aiutarli
poteva “obbligarli a diventare stranieri”.
Polk non voleva che i santi aderissero agli interessi
britannici nel territorio dell’Oregon, né voleva
inimicarsi i volontari provenienti dal Missouri nell’esercito
dell’Ovest; così, dopo alcune conversazioni con
l’anziano Little, autorizzò il reclutamento di
cinquecento volontari mormoni dopo che essi avessero
raggiunto la California. In questa maniera poteva garantirsi
la lealtà dei santi senza inimicarsi gli antimormoni.

Ma quando il ministro della guerra, William Marcy, scrisse
al colonnello Stephen W. Kearny a Fort Leavenworth, nel
Kansas, sembra che Polk avesse cambiato idea, poiché Kearny
fu autorizzato ad arruolare immediatamente un battaglione
mormone. Verso la fine giugno Kearny mandò il
capitano James Allen negli accampamenti mormoni dell’Iowa
meridionale a reclutare i volontari.

Il capitano Allen si recò prima nel nuovo insediamento
mormone a Mount Pisgah, dove incontrò una netta
opposizione al piano. L’anziano Wilford Woodruff, in
viaggio per unirsi agli altri Apostoli al Fiume Missouri,
era sospettoso. Egli scrisse: “Avevo dei buoni
motivi per ritenerli spie e pensavo che il Presidente
non avesse nulla a che fare con quel piano. Tuttavia
li trattai civilmente e li indirizzammo a Council Bluffs
per esporre la proposta al presidente Young”.

Dei messaggeri inviati dall’anziano Woodruff informarono
Brigham Young dell’arrivo della missione del capitano
Allen due giorni prima dell’arrivo di questi a Council
Bluffs. Prima di riceverlo, Brigham Young, Heber C. Kimball
e Willard Richards si riunirono affrettatamente nella
tenda di Orson Pratt, dove “decisero che era meglio
incontrare il capitano Allen il mattino dopo e reclutare
gli uomini che egli voleva per l’esercito”.

Il presidente Young si rendeva conto che la richiesta
di Alien era probabilmente il risultato dei negoziati
dell’anziano Little. I Fratelli si rendevano anche conto
che la richiesta di soldati mormoni dava ai santi la
possibilità di guadagnare il denaro di cui avevano
disperatamente bisogno per l’esodo e forniva loro un
giustificato motivo per stabilire degli insediamenti
temporanei nei territori indiani. Durante i negoziati
il capitano Allen assicurò alla Chiesa che essi
potevano rimanere nei territori indiani durante l’inverno.

Dopo che Allen ebbe reclutato gli uomini a Council Bluffs,
il presidente Young parlò ai santi e cercò di
liberare la loro mente dai pregiudizi contro il governo
federale. Egli disse:

“Supponete che fossimo ammessi nell’Unione come
Stato e il governo non si rivolgesse a noi. Ci sentiremmo
certamente trascurati. Lasciate che i Mormoni siano i
primi a calpestare il terreno della California … Questa è la
prima offerta che abbiamo avuto dal governo che sia a
nostro beneficio”.

Il 3 luglio Brigham Young, Heber C. Kimball e Willard
Richards andarono a est a reclutare altri uomini. Prima
che essi arrivassero a Mount Pisgah, ogni Santo degli
Ultimi Giorni si era opposto all’iniziativa, ma dopo
i loro discorsi a favore del reclutamento molti uomini
atti alle armi si arruolarono.

Il reclutamento continuò sino al 20 luglio, il
giorno prima della partenza del battaglione per Fort
Leavenworth. Entro tre settimane furono organizzate cinque
compagnie di cento uomini ciascuna. Sia Thomas L. Kane
che Jesse C. Little erano arrivati al Fiume Missouri
e rassicurarono i santi che dietro la richiesta del governo
non c’era un complotto contro di loro. I dirigenti della
Chiesa promisero che avrebbero provveduto con cura alle
famiglie dei volontari.

Brigham Young scelse gli ufficiali di ogni compagnia
e li esortò ad essere come padri per i loro uomini.
Egli esortò anche i volontari ad essere leali
soldati, a osservare i comandamenti e obbedire agli ordini
dei loro dirigenti. Promise che, se si fossero comportati
bene, non avrebbero dovuto combattere. La sera di sabato
18 luglio, su uno spazio creato appositamente lungo il
Fiume Missouri, fu tenuto un ballo di addio in onore
del battaglione. A mezzogiorno di martedì 21 luglio
il battaglione iniziò la sua storica marcia.

LA FONDAZIONE DI WINTER QUARTERS

Dopo la partenza del battaglione tutte le energie furono
dirette a trovare una località adatta in cui trascorrere
l’inverno. Prima ancora dell’arruolamento del battaglione
Brigham Young aveva concluso che la maggior parte dei
santi dovevano sistemarsi nell’isola Grand sul Fiume
Platte. Era la più lunga isola fluviale dell’America,
con terreno ricco e abbondanza di legname.

Uno svantaggio tuttavia era la presenza in quell’area
di indiani Pawnee molto ostili. L’arrivo nell’accampamento
di Thomas L. Kane e Wilford Woodruff a metà luglio
modificò il piano dell’isola Grand. Kane suggerì che
l’ufficio federale per gli affari indiani avrebbe interferito
molto meno con gli insediamenti mormoni sul Missouri
che in altre località più a ovest.

L’anziano Woodruff arrivò con la triste notizia
che Reuben Hedlock, provvisoriamente autorità presiedente
in Inghilterra, stava destinando il denaro originariamente
stanziato per favorire l’emigrazione ad attività destinate
al proprio arricchimento. Inoltre l’spostata James J.
Strang aveva inviato Martin Harris in Inghilterra a lavorare
nelle congregazioni dei Santi degli Ultimi Giorni.

Se non si fosse fatto qualcosa immediatamente, la Chiesa
avrebbe avuto molto da perdere nelle Isole Britanniche.
L’anziano Woodruff riferì anche sulle condizioni
dei santi di Nauvoo, che erano troppo poveri per partire
per l’Ovest. Verso la fine del luglio 1846 i Fratelli
conclusero che sarebbe stato fondato un accampamento
principale sulla sponda occidentale del Fiume Missouri
e altri accampamenti sparsi in tutto l’Iowa occidentale.

Inoltre Orson Hyde, Parley P. Pratt e John Taylor furono
mandati in Inghilterra a risolvere i problemi che la
Chiesa incontrava in quel paese. In agosto gli esploratori
trovarono un sito temporaneo, conosciuto come Cutler’s
Park, cinque chilometri a ovest del Fiume. Ma dopo aver
negoziato con i capi tribù degli Indiani Otoe
e Omaha, i dirigenti della Chiesa decisero di stabilire
l’accampamento più vicino al fiume.

Agli inizi di settembre fu scelta una località favorevole
nelle vicinanze del punto in cui si voleva stabilire
un traghetto, ed ebbero inizio i rilevamenti. Verso la
fine del mese era stata progettata una città di
ottocentoventi isolati, alcuni dei quali furono subito
prenotati. Nacque così la comunità che
i Fratelli chiamarono Winter Quarters.

IN SOCCORSO DEI POVERI DI NAUVOO

Alla metà del marzo 1846 più di duemila
santi avevano lasciato Nauvoo, e altre centinaia partirono
sia in aprile che in maggio. Ma molti altri rimanevano
ancora in città. Prima di partire, il presidente
Young aveva nominato tre uomini Joseph L. Heywood, John
S. Fullmer e Almon W. Babbitt - per fungere da procuratori
nel vendere le proprietà della Chiesa e private,
saldare i debiti più urgenti e provvedere alla
ordinata partenza di coloro che erano dovuti rimanere
in città. Egli incaricò anche Orson Hyde
di dirigere il completamente e la dedicazione del Tempio
di Nauvoo.

Gli operai addetti al tempio portarono a termine il
loro incarico per la fine di aprile, e il sacro edificio
fu preparato per la dedicazione. Wilford Woodruff arrivò dalla
sua missione in Gran Bretagna in tempo per le cerimonie.
Il 30 aprile Orson Hyde, Wilford Woodruff e circa venti
altri, vestiti con gli abiti del tempio, dedicarono la
casa del Signore.

Wilford Woodruff scrisse: “Nonostante le molte
false profezie di Sidney Rigdon e di altri che non avremmo
mai visto il tetto su questo edificio, né l’edificio
stesso completato, e nonostante le minacce della plebaglia
che non avremmo mai potuto dedicarlo, tuttavia abbiamo
fatto entrambe le cose”.
Il giorno dopo, 1 maggio 1846, i dirigenti della Chiesa
di Nauvoo tennero una dedicazione pubblica. Gli anziani
Hyde e Woodruff quindi partirono per l’Iowa per unirsi
al resto dei Dodici.

Quando i nemici della Chiesa si resero conto che non
tutti i santi avrebbero lasciato Nauvoo entro l’estate,
ricominciarono le persecuzioni. Uomini e donne intenti
a mietere il grano furono assaliti, e alcuni percossi
gravemente. Questo genere di molestie durò per
tutta l’estate e parte dell’autunno del 1846.

Nel frattempo il Quorum dei Dodici decise di vendere
il Tempio di Nauvoo per reperire i fondi per equipaggiare
i santi che rimanevano in città. Tutti i tentativi
di vendere l’edificio fallirono. Alla metà di
agosto rimanevano a Nauvoo meno di millecinquecento santi,
alcuni dei quali erano convertiti provenienti dalla parte
orientale degli Stati Uniti arrivati troppo tardi per
unirsi alle prime compagnie. La maggior parte di loro
aveva esaurito tutti i risparmi soltanto per raggiungere
Nauvoo, e ora guardavano ai dirigenti della Chiesa come
loro unica speranza per andare a Ovest.

Nella seconda settimana di settembre gli antimormoni
erano decisi a scacciare i santi da Nauvoo. Circa ottocento
uomini con sei cannoni si prepararono ad assediare la
città. I santi e alcuni nuovi cittadini, tra i
quali c’erano soltanto circa centocinquanta uomini atti
alle armi, si prepararono a difendere la città.
La Battaglia di Nauvoo iniziò il 10 settembre,
con scontri a fuoco sporadici.

Durante i due giorni successivi vi furono schermaglie
di poco conto. Il 13 settembre una colonna di antimormoni
avanzò sulla città nel tentativo di mettere
in rotta i difensori. Un vigoroso contrattacco guidato
da Daniel H. Wells salvò la situazione, ma vi
furono delle perdite da entrambe le parti. La battaglia
continuò il giorno dopo, che era domenica.

Il 16 settembre il “comitato di Quincy”,
che si era adoperato per mantenere la pace durante i
mesi precedenti, intervenne di nuovo. I santi furono
obbligati ad arrendersi senza condizioni per aver salva
la vita e avere la possibilità di ripararsi al
di là del fiume. Soltanto a cinque uomini con
le loro famiglie fu concesso di rimanere a Nauvoo per
vendere le proprietà.

Coloro che erano in grado di partire rapidamente attraversarono
il fiume senza provviste o indumenti oltre a quelli che
indossavano. Finalmente la plebaglia entrò nella
città, depredò le case e profanò il
tempio. Alcuni santi, che non erano riusciti a fuggire
in tempo, furono percossi o gettati nel fiume dalla plebaglia.

Gli accampamenti dei profughi con circa cinque o seicento
uomini, donne e bambini privi di tutto, compresi quelli
che erano rimasti indietro perché troppo ammalati
per viaggiare, erano sparsi su tre chilometri lungo la
sponda del fiume a monte di Montrose. La maggior parte
delle persone avevano soltanto coperte o tettoie di rami
per ripararsi; per mangiare, granturco lessato o arrostito
e poco altro. Alcuni morirono. Il vescovo Newel K. Whitney
acquistò un po’ di farina e la distribuì tra
i profughi più poveri.

I rappresentanti della Chiesa si recarono nelle città lungo
il fiume, fra le quali St. Louis, chiedendo denaro e
provviste per i profughi, ma a causa dei pregiudizi religiosi
riuscirono a raccogliere soltanto cento dollari.

Il 9 ottobre, quando il cibo era particolarmente scarso,
numerosi stormi di quaglie volarono nell’accampamento,
cadendo a terra o anche sui tavoli. Molte furono prese,
cucinate e mangiate dai santi affamati. Per i fedeli
fu un segno della misericordia di Dio verso la moderna
Israele, come un simile episodio lo era stato per l’antica
Israele (vedi Esodo 16:13).

Prima ancora di venire a conoscenza della terribile
situazione dei santi di Nauvoo, i dirigenti della Chiesa
nell’Iowa avevano mandato una missione di soccorso, e
quando la notizia della Battaglia di Nauvoo raggiunse
Winter Quarters fu mobilitata una seconda missione. Brigham
Young dichiarò:

“Fate si che il fuoco dell’alleanza che avete
fatto nella casa del Signore arda nel vostro cuore come
fiamma inestinguibile, sino a quando voi stessi o i vostri
delegati potrete andare subito in soccorso dei nostri
fratelli e sorelle e portiate un carico di poveri da
Nauvoo …

Questo è un giorno di azione e non di discussione”.
Le squadre di soccorso arrivarono in tempo per salvare
i santi dalla fame e dal congelamento. I poveri santi
furono sistemati nei vari accampamenti dell’Iowa occidentale.
Un piccolo gruppo riuscì ad arrivare a Winter
Quarters.

ISRAELE NEL DESERTO

Durante l’autunno del 1846 i quasi duemila Santi degli
Ultimi Giorni sparsi in varie località dell’Iowa
si prepararono ad affrontare l’inverno nella migliore
maniera possibile. La sede della Chiesa era a Winter
Quarters nei territori indiani, dove per la fine dell’anno
erano alloggiati quasi quattromila santi. Altri duemilacinquecento
erano accampati sulle terre degli Indiani Pottawattomie,
sul lato orientale del Fiume Missouri.

Circa settecento persone erano a Mount Pisgah, seicento
a Garden Grove, almeno mille erano sparse in varie località del
territorio e cinquecento facevano parte del Battaglione
Mormone diretto in California. Molti santi si radunarono
per svernare nelle città lungo il Fiume Mississippi;
la popolazione mormone di St. Louis arrivò a millecinquecento
anime. I membri della Chiesa non erano mai stati tanto
dispersi e mai avevano avuto alloggi tanto precari. L’espressione “Sion
nel deserto” dipinge fedelmente la difficile situazione
della Chiesa durante l’inverno del 1846-1847.

Anche in quelle condizioni, i Fratelli presiedenti si
sforzavano di provvedere ai santi un adeguato governo
ecclesiastico e civico. Negli accampamenti principali
furono organizzati dei sommi consigli per sovrintendere
alle questioni ecclesiastiche e comunicarie. A Winter
Quarters questo consiglio fu chiamato “sommo consiglio
municipale”.

All’inizio di ottobre Brigham Young divise Winter Quarters
in tredici rioni, ma presto portò il loro numero
a ventidue per facilitare la cura dei membri della Chiesa.
In novembre il sommo consiglio votò la creazione
di rioni ancora più piccoli e stabili “che
ogni uomo in grado di lavorare dedicasse una giornata
di lavoro su dieci per il beneficio dei poveri o versasse
una somma equivalente al suo vescovo”. Anche se
in base a questa disposizione i vescovi potevano così provvedere
principalmente a soddisfare le necessità materiali
del popolo, questa misura fu un altro passo nello sviluppo
verso l’organizzazione di rioni che esiste nella Chiesa
oggi.

Per migliorare la loro condizione economica, molti santi
che svernavano in questi accampamenti commerciavano con
gli insediamenti del Missouri settentrionale e dell’Iowa
per avere maiali, cereali, verdure e altri beni di consumo.
Alcuni giovani trovavano lavoro per guadagnare il denaro
necessario a pagare per l’acquisto di questi beni. Ai
santi era richiesto di mettere insieme le loro risorse
per il bene comune.

Le malattie e la morte visitavano spesso gli accampamenti
dei santi. L’affrettato esodo da Nauvoo durante
l’inverno precedente, la faticosa marcia attraverso l’Iowa,
le incessanti tempeste di primavera, le provviste insufficienti
e i rifugi inadeguati e improvvisati, l’esodo forzato
dei poveri da Nauvoo e l’ambiente malsano per la vicinanza
del fiume richiesero a tutti un alto costo.

Durante l’estate molti profughi soffrirono per malattie
come la malaria, la polmonite e la tubercolosi. Durante
quell’autunno nel Missouri la mancanza di verdura fresca
fece scatenare un’epidemia di scorbuto, che i santi chiamavano “canchero
nero”. Questa terribile malattia non aveva riguardo
alla qualità o alla posizione delle persone, e
molti dirigenti, compresi Brigham Young e Willard Richards,
si ammalarono.

Wilford Woodruff scrive: “Non ho mai veduto i
Santi degli Ultimi Giorni in una situazione in cui sembrassero
passare attraverso tribolazioni più grandi o consumarsi
più velocemente che nel tempo presente”.
Prima della fine del primo inverno più di settecento
persone morirono negli accampamenti.

Ma non tutto era dolore e tristezza, specialmente a
Winter Quarters. La vita in quell’insediamento poteva
essere ancora piacevole, gratificante e proficua. Le
riunioni di chiesa venivano tenute due volte alla settimana,
e i sermoni dei dirigenti sollevavano il morale dell’intera
comunità. Venivano anche tenute molte riunioni
di famiglia.

Quando la maggior parte del duro lavoro necessario per
stabilire la comunità fu svolto, Brigham Young
incoraggiò i rioni a celebrare con feste e balli.
Le donne spesso si riunivano in gruppi per raccogliere
cibo, fare trapunte, fabbricare oggetti di paglia, pettinarsi
reciprocamente, lavorare a maglia, lavare i panni e leggere
lettere.

Durante l’inverno del 1846-1847 furono compiuti ulteriori
preparativi per continuare il viaggio verso l’Ovest.
Anche se la Chiesa e i suoi fedeli avevano sofferto in
modo indescrivibile durante l’anno precedente, i santi
avevano ancora buone speranze per il futuro. Nel 1846
i fedeli impararono molte cose che avrebbero reso grandi
frutti nel futuro.

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