L’espiazione di Ges˘ Cristo
In questo articolo verrà trattato
l’argomento principe del Vangelo: “L’espiazione
di Gesù Cristo, i suoi effetti e le sue implicazioni”.
Permettetemi di chiarire che, nonostante tutti gli sforzi,
non è possibile spiegare questo argomento in termini
perfetti, sia per la vastità del tema sia, soprattutto,
per l’incomprensione che la mente umana ha verso un qualcosa
che solo un Dio poteva sopportare, comprendere ed accettare.
Questo concetto è ben chiarito da Cristo stesso
nella scrittura contenuta in Dottrina e Alleanze 19,
in cui specifica che noi uomini non possiamo comprendere
ciò che Egli sopportò e provò. Il
mio è il tentativo di raccogliere le scritture
relative al pentimento ed all’espiazione, cercare
di metterle in relazione fra di loro, per dare a me stesso
ed agli eventuali lettori, quello che potrebbe essere
un buon punto di vista. Accingendomi a parlare dell’aspetto
più importante e basilare del vangelo, l’espiazione,
lo faccio con grande senso di umiltà ed inadeguatezza.
Paolo scrisse che non si era prefisso altro che di parlare
di Cristo e Lui crocifisso, per un semplice motivo, che
parlando di Cristo avrebbe predicato il Suo
Vangelo e parlando della sua crocifissione avrebbe spiegato
come la grazia di Dio era intervenuta per salvare il
genere umano: “Iddio ha tanto amato il mondo che
ha dato il Suo Unigenito Figliolo per salvarlo.”
E’ certo che l’uomo è stato salvato per
grazia, questo intendeva Paolo quando parlava di questa
dottrina, e chi potrebbe smentirlo: senza il Vangelo
e senza l’espiazione l’uomo sarebbe condannato a morire
e mai potrebbe risorgere.
L’anziano Boyd K. Packer dichiarò, durante la
conferenza dell’Aprile 1977:
“
La verità, gloriosa verità, proclama che
vi è un mediatore, attraverso la sua misericordia
ognuno di noi può essere salvato senza offendere
la legge eterna della giustizia. Questa verità è la
vera RADICE della dottrina cristiana. Voi potete sapere
molto riguardo al Vangelo ed ai suoi rami, ma se solo
conoscete i rami e questi rami non sono connessi alla
radice, se sono staccati da questa radice, essi non hanno
né sostanza né redenzione in loro.”
Il profeta Joseph Smith parlò di risurrezione
ed espiazione come degli elementi fondamentali della
nostra religione ed affermò che tutte le altre
dottrine sono solo “appendici” di tutto ciò.
3 Nefi 27:13-14 “Ecco, Io vi ho dato il mio Vangelo,
ed ecco qual è il Vangelo che vi ho dato, che
sono venuto al mondo per fare la volontà del Padre
mio, perché mio
Padre mi ha mandato. E mio padre mi mandò PERCHE’
FOSSI ELEVATO SULLA CROCE; e, dopo essere stato elevato
sulla croce, AFFINCHE’ POTESSI ATTIRARE TUTTI GLI UOMINI
A ME; poiché come Io sono stato innalzato dagli
uomini, così gli uomini saranno innalzati dal
Padre, per stare davanti a me, per essere giudicati dalle
loro
opere, siano esse buone o cattive.”
DeA 76:40-41 “E questo è il Vangelo, la
buona novella, che la voce dal cielo ci attestò.
Che Egli venne nel mondo per essere crocifisso per il
mondo e per portare i peccati del mondo e per santificare
il mondo e per purificarlo da ogni ingiustizia.
Lewis nel suo libro “Il grande miracolo” a
pag 55 scrisse: “Se qualcuno togliesse i miracoli
attribuiti al Buddismo, questi non avrebbe perduto niente
riguardo ai suoi insegnamenti. Se tutti i miracoli fossero
eliminati dall’Islamismo niente sarebbe alterato per
quella religione, i suoi dogmi ed i suoi insegnamenti
sarebbero gli stessi.” Poi fece questa efficace
osservazione: “Ma voi non potete fare ciò con
la
cristianità, perché la cristianità si
basa solo sulla storia di un grande miracolo, l’asserzione
cristiana che Cristo si fece uomo, e discese nel soggiorno
dei morti per risuscitare, se voi togliete questo miracolo
la cristianità non ha più motivo di esistere.”
L’espiazione è la nostra unica speranza per una
vita che possa avere un significato. Perché dovremmo
studiare l’espiazione? Se l’espiazione è il fondamento
della nostra fede, allora dovrebbe essere il primo argomento
da ben comprendere. John Taylor dichiarò: “Ci
deve essere qualche ragione per cui Cristo DOVETTE soffrire
per i peccati del mondo. In queste ragioni dovremmo focalizzare
la nostra attenzione perché queste domande sono
di una importanza vitale per la nostra crescita.” Lehi
dichiarò in 2 Nefi 2:8 “Quanto dunque è importante
il far conoscere queste cose agli abitanti della terra,
perché essi sappiano che nessuna carne potrà dimorare
alla presenza di Dio, SE NON PER I MERITI E LA GRAZIA
DEL SANTO MESSIA.
Giacobbe 4:12 “Ed ora miei diletti non vi stupite
che io vi dica queste cose, perché infatti non
parlerei dell’espiazione di Cristo e non cercherei di
giungere ad una CONOSCENZA PERFETTA DI LUI, come pure
alla conoscenza di una risurrezione e del mondo a venire.”
Ovviamente fra le varie confessioni religiose questa
dottrina è oggetto di molte
diversità, infatti le altre confessioni cristiane
mancano del libro di Mormon che
contiene i tasselli mancanti nella Bibbia. Comunque va
fatto notare che l’espiazione non è un argomento
che suscita grandi dibattiti fra le varie confessioni
religiose, come invece avviene per la trinità,
la fede e le opere, la predestinazione e così via.
L’anziano Hugh b Nibley dà questa sua spiegazione: “Così freddo è stato
il ricevimento del messaggio (espiazione) che attraverso
i secoli, mentre si arroventavano dibattiti sull’evoluzione,
sull’ateismo, sul sacramento, sulla controversia
circa la Trinità e così via, non vi è quasi
mai stato un vero dibattito sull’espiazione e sul suo
significato. Perché questo? Perché la dottrina
dell’espiazione è così complicata che non
attira la religione mondiale.”
Satana ha avuto successo nel distrarre l’attenzione della
cristianità dalla dottrina che ci salva ed ha
lasciato che i credenti approfondissero le loro ricerche
principalmente sulle dottrine meno importanti. Si può comprendere
l’espiazione senza comprendere bene la caduta, le sue
cause ed implicazioni? Certamente no! Perché?
Perché sono inseparabilmente connesse:
Romani 5:12 “Perciò, come per mezzo di un
solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per
mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata
su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato…”
Romani 5:13 “Poiché, fino alla legge, il
peccato era nel mondo, ma il peccato nonè imputato quando non c’è legge.”
Romani 5:14 “Eppure, la morte regnò, da
Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano
peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo,
il quale è figura di colui che doveva venire.”
Romani 5:15 “Però, la grazia non è come
la trasgressione. Perché se per la trasgressione
di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia
di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo
uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente
su molti.”
Romani 5:16 “Riguardo al dono non avviene quello
che è avvenuto nel caso dell’uno che ha peccato;
perché dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato
condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo
molte trasgressioni.”
Romani 5:17 “Infatti, se per la trasgressione di
uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto
più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia
e del dono della giustizia, regneranno nella vita per
mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo.”
Romani 5:18 “Dunque, come con una sola trasgressione
la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pur
come tutti gli uomini muoiono in Adamo, così tutti
gli uomini risuscitano in Cristo.”
In questo parallelo vi è un grande indizio per
meglio comprendere la dottrina dell’espiazione. Adamo
non aveva peccato, Eva aveva trasgredito, essendo stata
ingannata, e non possedeva ancora la conoscenza del bene
e del male.
1 Timoteo 2:14 “E Adamo non fu sedotto; ma la donna,
essendo stata sedotta, cadde in trasgressione.”
1 Timoteo 2:15 “Tuttavia sarà salvata partorendo
figli, se persevererà nella fede, nell’amore e
nella santificazione con modestia.”
2 nefi 2:22 “Ed ora sappiate che se Adamo non avesse
trasgredito, non sarebbe caduto, bensì sarebbe
rimasto nel giardino di Eden. E tutto quanto era stato
creato
sarebbe rimasto nelle stesse condizioni in cui era, subito
dopo la creazione; e cioè sarebbe rimasto immutato
per sempre e senza fine.”
2 Nefi 2:25 “Adamo trasgredì perché gli
uomini fossero; e gli uomini sono per poter conoscere
la gioia.”
Adamo fece questa scelta perché volle essere fedele
al primo comandamento che aveva ricevuto da Dio “Siate
fecondi e riempite la terra”
Genesi 2:18 “Poi Dio il SIGNORE disse: «Non è bene
che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che
sia adatto a lui».”
Genesi 2:22 “Dio il SIGNORE, con la costola che
aveva tolta all’uomo, formò una donna e la condusse
all’uomo.”
Genesi 2:23 “L’uomo disse: «Questa, finalmente, è ossa
delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata
donna perché è stata tratta dall’uomo».”
Genesi 2:24 “Perciò l’uomo lascerà suo
padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno
una stessa carne.”
Genesi 2:25 “L’uomo e sua moglie erano entrambi
nudi e non ne avevano vergogna.”
Da questi versi è chiaro che ad Adamo fu spiegato
cosa era una “moglie”, come noi spieghiamo
ai nostri figli che un giorno si sposeranno. Sicuramente
loro non comprenderanno il pieno significato, ma certamente
comprendono qualcosa e poi anche questo verso è interessante “Perciò l’uomo
lascerà suo padre e sua madre e si unirà a
sua moglie, e saranno una stessa carne.” A quel
tempo l’unico Padre che Adamo ed Eva avevano era il loro
padre celeste, quindi la caduta era prefigurata ed anche
una madre celeste è prefigurata in questa frase.
E’ interessante perché è proprio nelle
parole di Adamo che vengono espressi questi concetti,
quindi è chiaro che egli ne capì il principio,
non vi è bisogno della conoscenza del bene e del
male per questo. Anche gli animali per un puro e semplice
istinto comprendono questo principio. Comunque il genere
umano doveva pagare per una legge violata, anche questa
fu una conseguenza naturale; quando violi una legge,
anche se involontariamente, rompi un equilibrio naturale
e le conseguenze sono inevitabili. Le scritture insegnano
che il peccato introdusse la morte e Dio sapendo ciò mise
un angelo a guardia dell’albero della vita. Vi sono due
ragioni per questo.
La parola di Dio si deve sempre avverare.
Genesi 3:22 “Poi Dio il SIGNORE disse: «Ecco,
l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla
conoscenza del bene e del male. Guardiamo che egli non
stenda la mano e prenda anche del frutto dell’albero
della vita, ne mangi e viva per sempre».”
Dalle parole della Bibbia può sembrare una punizione
ma invece fu un grande atto di amore (leggere Alma 42:2-10
e Alma 12:26-27)
Il vero ed unico colpevole era Satana che fu l’unico
ad essere maledetto. Adamo ed Eva subirono solo ciò che
era stato profetizzato da Dio, una conseguenza inevitabile:
la morte. Anche se ingannata, Eva aveva prodotto una
reazione a catena che non poteva più essere fermata,
Adamo dovette prendere il frutto per non restare solo
e praticamente questo fatto lo aveva portato, consapevolmente,
a fare una scelta meditata. Non aveva ancora la conoscenza
del bene e del male, ma possedeva la scintilla divina,
l’intelligenza, in quanto progenie divina.
Ecco perché, a mio avviso, si parla sempre della
caduta di Adamo, più che di una caduta di Eva,
lei era stata ingannata, ma lui aveva dovuto fare una
scelta,
accollarsi una responsabilità. L’uomo a quel punto
aveva cambiato binario, Eva era stata raggirata, Adamo
con consapevolezza aveva violato una legge, l’unica
ricevuta sino ad allora, ed Adamo anche se lo aveva fatto
con lo scopo di essere fedele al primo comandamento ricevuto,
doveva subire con Eva il castigo che questo comportava.
La scrittura insegna che il peccato introdusse la morte
e Dio sapendo questo sbarrò la strada dell’albero
della vita: “Affinché l’uomo non vivesse
in eterno nei suoi peccati.” Sarebbe stata una
tragedia questo stato, significava l’esclusione eterna
dalla presenza di Dio, in quanto Egli non può tollerare
il peccato con il minimo grado di indulgenza e che niente
di impuro può dimorare nel regno di Dio. Poi il
fatto che l’uomo sarebbe vissuto in eterno con i suoi
peccati, dato che il peccato genera la morte spirituale,
avrebbe anche significato una morte da cui non vi sarebbe
mai stata una redenzione, e l’uomo sarebbe vissuto in
eterno in un limbo da cui non sarebbe mai potuto uscire,
quindi sbarrare la strada
all’albero della vita era un atto di amore con cui Dio
metteva l’uomo in una condizione in cui avrebbe avuto
una possibilità di riscatto. Ovviamente era necessaria
la caduta per divenire più simili a Dio, l’uomo
in quanto progenie di Dio aveva l’intelligenza ma non
ancora la conoscenza del bene e del male, il cheè diverso. Sappiamo dalle scritture che questa conoscenza
del bene e del male è la luce di Cristo, da altri
chiamata anche coscienza, il che è molto diverso
dall’intelligenza. In pratica l’uomo con la caduta acquisiva
quello che molti chiamano coscienza e che le scritture
chiamano “luce di Cristo”.
Vedremo che una volta usciti dal giardino Dio diede loro
delle leggi, infatti non si può provare una coscienza
senza delle leggi. Nel giardino, a parte l’ordine
di non mangiare il frutto e di crescere e moltiplicarsi,
non vi era un codice di leggi come lo intendiamo noi.
Non essendovi la conoscenza del bene e del male l’uomo
poteva agire solo per istinto, Dio ha spiegato che chi
non conosce la legge non è sotto la legge e che
chi non ha intelletto non è sotto la legge. Poiché Adamo
ed Eva non avevano questa conoscenza Dio stava spiegando
loro le conseguenze di tali azioni, ma come un padre
che parla a suo figlio di 3 o 4 anni non può aspettarsi
la piena comprensione dei consigli che dà ma solo
ubbidienza cieca, non può essere così con
chi ha la conoscenza del bene e del male. Lo stesso genitore
si aspetta che i suoi figli maturi obbediscano perché capiscono
i motivi delle cose, e per
questo il dono del libero arbitrio, connesso con la conoscenza
del bene e del male, è così basilare. Infatti
l’uomo non potrebbe essere provato né tentato
se non avesse queste due caratteristiche: il libero arbitrio
e la conoscenza.
In pratica nel giardino l’uomo poteva conoscere nel senso
di intendere, ma aveva
bisogno della luce di Cristo. In pratica l’uomo, prendendo
il frutto, prendeva coscienza che solo attraverso la
luce di Cristo, o coscienza, poteva riconoscere la differenza
fra il bene ed il male. Nella vita, seguendo questa luce
divina concessa ad ognuno, il genere umano può perseguire
la giustizia e conoscere la verità. Una volta
conosciuta la verità, un altro dono viene aggiunto:
il dono dello Spirito Santo. Praticamente, ogni volta
che l’uomo si accolla delle responsabilità, Dio
provvede i mezzi perché l’uomo possa adempierle.
Concludendo questo scenario Adamo, il capo della famiglia
umana, decise con razionalità di prendere il frutto,
quindi il genere umano prese vita perché Adamo
ed Eva si resero conto di essere ignudi e
colui che ne era a capo si assunse la propria responsabilità nello
scegliere.
Di conseguenza la luce di Cristo entrò in loro,
affinché l’uomo, non solo vedesse la differenza
fra il bene ed il male, ma potesse anche scegliere da
se stesso il bene, se avesse ascoltato la sua coscienza.
In questo modo al momento del giudizio l’uomo avrà un
perfetto giudizio, perché non solo durante la
sua vita avrà avuto la conoscenza del bene e del
male, ma anche avrà potuto essere influenzato
da Cristo o da Satana per poter scegliere. La scrittura
che afferma che noi siamo attratti o dall’uno o dall’altro,
dimostra che nasciamo in un perfetto stato di equilibrio
ma poi è ciascuno di noi sceglie chi ascoltare
ed è questo che farà la differenza nell’ultimo
capitolo di questa grande saga alla quale l’umana famiglia
sta partecipando.
E’ interessante notare che Satana nella preesistenza
si chiamava Lucifero, che significa “portatore di
Luce”, fu infatti lui che convinse la donna a prendere
la “luce di cristo”. Lucifero in effetti fu
il portatore della luce di Cristo al genere umano. Pensava
di sabotare il piano di salvezza ed invece aperse egli
stesso
la porta che conduce alla divinità.
La conoscenza del bene e del male crea le premesse per
la conoscenza divina, che è fatta dell’armonioso
sapere della Verità assoluta che Dio ha promesso.
In DeA quando Adamo ed Eva vivevano nel giardino di eden
erano soggetti a quattro condizioni di base, due positive
e due negative. Erano immortali, non avevano malattie
né dolori né morte, e come seconda nota
positiva camminavano e parlavano con Dio. Le due negative
erano che non avevano conoscenza e che non potevano avere
figli. (2 Nefi 2:22-23) Chiaramente il giardino di eden
era solo un passaggio, non certo la loro destinazione
finale, se tutto fosse rimasto immutato non avrebbe potuto
esservi nessun progresso, ed a parte l’albero della conoscenza
del bene e del male non vi erano tentazioni. Lehi spiego’
questo in 2 Nefi 2:12
Nel tempio, e questo lo posso dire, il Padre afferma “Se
l’uomo cederà alla tentazione (questo implica
che l’uomo non avrebbe preso il frutto di sua iniziativa
ma sarebbe stato invitato a farlo con un inganno) provvederemo
un Salvatore per lui, come stabilito nel principio.” Quel “Se” sta
ad indicare che Dio aveva sicuramente un piano alternativo.
A Joseph Smith fu detto, nel caso delle 116 pagine smarrite,
che se non avesse
modificato il suo modo di agire un altro sarebbe stato
chiamato al suo posto.
Dio sa come le cose vanno a finire ma proprio per la
sua innata giustizia non lascia niente al caso. (2 Nefi
2:24) “Ma ecco, tutto è stato fatto secondo
la saggezza di Colui CHE CONOSCE OGNI COSA.” Ho
introdotto l’argomento della caduta perché l’espiazione
avvenne per rettificare, o meglio per rimettere le cose
a posto, niente caduta niente espiazione; con la caduta
era necessario un qualcosa che rimettesse le cose a posto,
questo non significa che l’espiazione dovesse riportare
alle condizioni originali, non avrebbe avuto senso, ma
riportare l’uomo alla presenza di Dio CON LA CONOSCENZA
ED IL POTERE DI DARE LA VITA, ecco la differenza. L’espiazione
non rimette le cose nello stato originale bensì rimette
le cose a posto nel suo stato avanzato. L’uomo non avrebbe
mai potuto divenire un vero figlio di Dio senza la conoscenza
ed il potere di generare la vita, ma una volta acquisiti
questi poteri non deve perderli ma essere in grado, tramite
l’espiazione di Cristo e l’obbedienza al
vangelo, di tornare al padre grazie al suo libero arbitrio,
cioè la sua libera volontà di accettare
il Vangelo e le sue ordinanze. Quindi l’espiazione non
riporta le cose all’origine bensì restaura ciò che
fu perduto, non perdendo ciò che è stato
acquisito, questa è la vera conquista, un vero
passo avanti, se infatti l’espiazione avesse rimesso
le cose nel suo stato primitivo, dove sarebbe stato il
progresso?
Perché in Alma 34:14 si parla di una espiazione “infinita
ed eterna?” Nel libro
Dal titolo “l’infinita espiazione” di Tad R.
Callister vi sono alcune diverse interessanti considerazioni
che trascrivo per l’uso comune.
Pagina 67 “Perché l’espiazione richiedeva
un potere infinito. Richiedeva il potere di resuscitare
i morti, il potere di sconfiggere la morte spirituale
ed il potere di esaltare una persona comune allo stato
esaltato di Dio. Tale potere poteva essere esercitato
solo da un essere che era infinito, cioè un essere
che possedesse tutte le divine virtù in misura
illimitata e che quindi era un Dio.” “
Nella sua grande preghiera il salvatore affermò:” Tu
mi hai dato il potere su tutte le carni” (Giovanni
17:2). Certamente Satana ha anch’egli un certo
potere per il momento, ma quando la fine verrà il
Salvatore metterà ogni cosa sotto i propri piedi
nel senso che sottoporrà ogni cosa al suo volere.” (pagina
68)
Nel mondo della fisica, vi e’ una legge della termodinamica
nota come entropia. Essa suggerisce che l’universo, lasciato
a se stesso, si muoverebbe verso uno stato di disordine.
Stephen W. Hawking, il noto matematico, descrive questa
legge nei seguenti termini: “E’ materia di comune
esperienza che il disordine tenderà ad aumentare
se le cose sono lasciate a se stesse. (basta che uno
smetta di fare le riparazioni necessarie ad una macchina
o alla propria casa per rendersene conto). La spiegazione
che di solito viene data al perché le cose non
si rimettano a posto da sole è perché essa
e’ impedita dalla seconda legge della termodinamica.
Questa sostiene che in un qualsiasi chiuso sistema di
disordine, o entropia, esso sempre aumenta nel tempo.
Questo disordine, o condizione di confusione, procederebbe
ininterrottamente a meno che non intervenga una intelligente
e poderosa forza nell’universo che possa in qualche modo
rimettere le cose nel loro corso naturale. John Taylor
parlò di ciò come di una forza intelligente: “Queste
leggi (che governano l’universo) sono sotto la sorveglianza
ed il controllo del Grande Legislatore, che controlla
e dirige tutte le cose. Se non fosse il caso, tutti i
mondi agirebbero in confusione selvaggia ed il sistema
si autodistruggerebbe.” Certamente la creazione
fu una meravigliosa dimostrazione di questi poteri
che governano. L’espiazione è stata un’altra manifestazione
simile. Le scritture si riferiscono all’espiazione come
ad un potere. Con la possibile eccezione della parola “amore”.
Sembra che essa sia la singola parola più ripetuta
per cercare di descrivere il processo dell’espiazione.
Tale potere proveniva dalla natura infinita del Salvatore;
proprio come la felicità non può essere
acquisita in maniera
indipendente dall’obbedienza alle leggi di Dio, così il
potere non può essere acquisito in modo permanente
senza sviluppare le divine virtù. Non è possibile
avere l’uno senza le altre. Essi sono connessi inseparabilmente.
Alma parla di una restaurazione di tutte le cose, riferendosi
al potere dell’espiazione. Come abbiamo appena visto
l’espiazione è un potere che permette di organizzare
e restaurare. Uno dei motivi per cui la morte di Cristo
era necessaria era perché Egli era l’unico in
grado di sconfiggerla: ”
Morte dov’è il tuo dardo?” Gesù inghiottì il
pungiglione della morte, era l’unico che avesse questo
potere di riorganizzare ciò che era andato perduto,
in virtù della sua vita indissolubile (potere)
e dei suoi attributi divini: “Io ho potestà di
deporre la mia vita e di riprenderla poi” ma doveva
deporla spontaneamente, dopo essersi fatto carico dei
peccati del mondo (confusione e disorganizzazione).
Sapeva che morire e resuscitare non sarebbe bastato,
a meno che non avesse purificato la creazione dai peccati
dell’umanità. Isaia 54 spiega questo con chiarezza.
Satana, cercando di togliere il libero arbitrio, toglieva
questo fardello. Cristo, nel dare il suo libero arbitrio
(Padre non la mia volontà sia fatta, ma la tua)
si faceva carico di tutto il fardello e lo purificò tramite
il suo sangue. Sempre dallo stesso libro a pagina 70 “L’espiazione
fu entrambe le cose: un esercizio di potere ed un’acquisizione
di potere. Una delle ironie della vita è che noi
acquisiamo amore nella misura in cui lo doniamo.
Noi aumentiamo la nostra conoscenza nella stessa misura
in cui dispensiamo quella che possediamo e così è con
certi poteri. Come esercitiamo potere nella rettitudine,
così acquistiamo maggior potere e viceversa.
Apocalisse 5:12 “Degno è l’Agnello che è stato
immolato PER RICEVERE POTERE”.
Notare che il riferimento è al futuro. L’Agnello
di Dio sembra aver ricevuto più potere dopo essere
stato immolato.
Le scritture rendono chiaro che il Salvatore non avrebbe
resuscitato l’uomo se prima non fosse stato sacrificato.
Paolo spiega ciò in Ebrei 2:14 “Attraverso
la morte Egli poté distruggere colui che aveva
il potere sulla morte, cioè il diavolo.” Anche
Alma spiega in 7:12 “Egli prenderà la morte
su di sé, affinché possa sciogliere i legami
della morte”. Il Salvatore stesso rafforzò questo
concetto in Giovanni 12:24.
L’espiazione viene spesso fraintesa a causa della sua
natura. L’espiazione è veramente “la grazia
di Dio”, perché il genere umano era decaduto,
ma Satana, come spiegato, era il vero ed unico colpevole
di ciò che il genere umano sta pagando. La parola “grazia” in
questo caso viene definita così dai dizionari:
totale libertà concessa da una autorità più alta
per la penalità. Nel nostro caso è un pò differente,
poiché il genere umano non era colpevole (in quanto
ingannato e senza conoscenza), e pertanto questa grazia
gli era in qualche modo dovuta.
Doveva scontare una pena per una legge violata, ma non
era giusto che ne pagasse le conseguenze eternamente,
ma solo temporaneamente, proprio perché la parola
di Dio doveva avverarsi. Io non credo nella grazia prefigurata
dai protestanti.
Le scritture riferiscono che gli uomini si devono pentire
anche dopo il battesimo, se il genere umano fosse salvato
dalla semplice grazia allora che bisogno ci sarebbe di
pentirsi? Le scritture fanno molti riferimenti ad ordinanze
e pratiche del vangelo, che bisogno vi sarebbe di tutto
ciò se si venisse salvati dalla grazia
divina? Molti protestanti infatti affermano ed amano
insegnare che dopo che uno ha accettato Cristo viene
salvato anche senza bisogno del battesimo, però si
fanno battezzare. Le scritture sono piene di riferimenti
a comandamenti ed alla necessità di osservarli,
ma se si è salvati dalla grazia perché gli
uomini dovrebbero sentirne la necessità? Infatti
i protestanti affermano che essi li osservano solo per
dimostrare amore verso Dio. Le scritture sostengono che
vi sarà un giudizio finale per TUTTI gli uomini,
ma perché i credenti dovrebbero essere inclusi
in tale giudizio? Non sono forse già salvati dalla
grazia? Ed appare giusto che un credente che ha commesso
dei peccati abbia un giudizio migliore di uno che non
ha creduto ma che ha osservato sani principi durante
la sua vita? Non è forse scritto che a chi molto
ha ricevuto molto sarà ridomandato?
Il nostro terzo articolo di fede recita “Noi crediamo
che attraverso l’espiazione di Gesù Cristo, tutto
il genere umano può essere salvato, tramite l’obbedienza
alle leggi ed alle ordinanze del Vangelo.”
“
Come tutti muoiono in Adamo, così TUTTI risuscitano
in Cristo.” Qui si sta parlando di una salvezza
universale, l’immortalità è garantita ad
OGNUNO ed è un dono universale. L’esaltazione
individuale e’ un altro discorso. “Nella casa del
padre mio vi sono molte dimore, ALTRIMENTI DIREI CHE
VADO A PREPARAVI UN POSTO” (Apocalisse 20:11-12) La Bibbia spiega chiaramente che
certe cose devono essere fatte allo scopo che la grazia
divina e la misericordia possano attivarsi nelle vite
dei credenti. Ebrei 5:9 “E, reso perfetto, divenne
per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza
eterna”. Per quelli che gli UBBIDISCONO. PER CONTINUARE
SU QUESTO ARGOMENTO VI CONSIGLIO DI
LEGGERE l’articolo www.mormoni.com/Credenze_controverse/fede_e_opere.htm” Parliamo allora un momento delle alleanze e poi del pentimento,
che sono gli strumenti necessari per far funzionare l’espiazione.
La più bella definizione che Cristo ha dato di
sé stesso è: Io sono la Via, la Verità e
la Vita. In queste tre definizioni è racchiuso
tutto il Suo Ministero.
Se leggiamo Giovanni 10 apprendiamo che Egli è la
porta dell’ovile e chi sale da un’altra porta è un
ladro e un brigante.
Essendo Egli la Via dovremmo cercare di battere la sua
stessa via nella nostra vita. Cerchiamo di analizzare
la Via che Egli intraprese. La prima cosa che fece dopo
essere stato nel deserto per fortificarsi spiritualmente,
fu quella di andare dalla debita autorità (Giovanni
il Battista) per essere battezzato.
Il fatto che Egli fosse immune dal peccato, e quindi
esente dalla necessità di essere battezzato come
Giovanni stesso spiegò, dimostra quanto dura sia
la via da
battere, perché “Dobbiamo adempiere ogni
giustizia.” Queste sue parole dimostrano il suo
desiderio di fare la volontà del Padre in ogni
occasione e se Egli dovette essere battezzato per adempiere
la giustizia divina, come può l’uomo pensare di
poterne essere esente, ed aspettarsi di essere salvato
solo per grazia?
Non si entra nel regno dei cieli se non si è nati
di acqua e di spirito. Questo
non è un insegnamento filosofico di qualche grande
pensatore, ma la dichiarazione del Salvatore, non proprio
un’inezia. Egli ubbidì a tutte le leggi del creato,
Egli fu ed è l’esempio perfetto di ubbidienza,
perché dovremmo pensare di non dover battere la
sua stessa via? Solo perché è scritto che
l’uomo non può essere perfetto? Ma Cristo stesso
dette il comandamento “siate perfetti come è perfetto
il Vostro Padre celeste!” Il giovane ricco disse
che ciò che Cristo gli chiedeva era impossibile
e Cristo disse, niente e’ impossibile a Dio. Questa affermazione
non era buttata là per caso, l’uomo non può essere
perfetto come Cristo perché Egli mai commise un
peccato, ma fortunatamente Dio, attraverso Cristo, ha
fornito un mezzo, che io chiamo la vera grazia di Dio,
il regalo del pentimento. E’ vero che l’uomo non può essere
perfetto come Cristo ma è pur vero che l’uomo
può lavare le sue vesti nel sangue dell’Agnello
e questo è il pentimento. Se una persona commette
un peccato, ad esempio: dice una bugia, è vero
che ha peccato, ma se va dalla persona cvui ha detto
il falso e confessa il suo torto dicendo la verità,
non ha forse
rimesso le cose al posto giusto? E se riceve il perdono
dall’uomo non riceverà forse anche quello di Dio?
Allora ecco perché il pentimento è la vera
grazia di
Dio, essa permette all’uomo di rimediare ai suoi errori
e facendo così può vivere una vita perfetta,
pur non essendo allo stesso livello di quella di Cristo
che
mai dovette utilizzare il pentimento. Il pentimento non
avrebbe alcun potere se non vi fosse stata l’espiazione
di Cristo che è il mezzo necessario per utilizzare
questo importante principio. Il pentimento è come
la cimosa per una lavagna, cancella il ricordo dell’errore,
ed avendo rimediato all’errore esso non esiste
più. Certo, va compreso che il pentimento non è affatto
solo un dolore interiore, il vero pentimento è la
riparazione al 100% del torto fatto. Infatti il peccato
di assassinio viene giudicato dalle scritture come un
peccato imperdonabile.
Quale riparazione infatti può essere fatta? Giuda
si suicidò nel tentativo di riscattarsi, e certamente
fece un altro grave errore, ma egli sapeva che l’uccisione
non consente pentimento, poiché non si può restituire
la vita all’ucciso. Vi sono comunque altre risorse a
cui l’uomo può attingere per aspirare a vivere
una vita migliore o più perfetta. Avete mai letto
che Gesù progredì di grazia in grazia e
che l’uomo può fare altrettanto? Come possono
essere intese queste scritture? Gesù spiegò questo
in DeA 93:20: “Se voi osserverete i miei comandamenti,
voi riceverete della Sua pienezza, e sarete glorificati
in me come Io lo sono nel Padre, quindi, Io vi dico voi
riceverete grazia per grazia.”
Come questa grazia viene trasferita su di noi? Come Dio
trasmette queste divine
qualità ad un semplice mortale? Questo mezzo è definito
dalle scritture: esso è lo “Spirito Santo”.
L’anziano Parley P. Pratt lo spiega in questi termini: “Il
dono dello Spirito Santo, ravviva tutte le facoltà intellettuali,
le aumenta, le allarga, le espande e
purifica tutte le passioni naturali e le adatta per il
dono della saggezza al loro uso più consono. Ispira
virtù, gentilezza, tenerezza e carità.
Sviluppa la bellezza nella persona, rinvigorisce tutte
le facoltà dell’uomo fisico ed intellettuale.
Rafforza e dà tono ai nervi. In breve, è come
se fosse midollo nelle ossa e gioia per il cuore, luce
per gli occhi, musica per le orecchie e vita per l’intero
essere. Abbiamo la promessa che quando entriamo in alleanza
con Dio riceviamo il perdono dei nostri peccati e molti
pensano che ciò avvenga nelle acque del battesimo.
Ciò è parzialmente vero, perché la
reale purificazione avviene quando riceviamo lo Spirito
Santo; infatti Egli ha il potere di purificare il nostro
sangue. (Mose 6:59-60) Joseph Smith spiegò: “Vi
sono due Consolatori. Uno è lo Spirito Santo,
lo stesso che fu concesso ai giorni della pentecoste,
e che tutti i santi ricevono dopo la fede, il pentimento
ed il battesimo. Questo primo consolatore o Spirito Santo
non è altro che “intelligenza pura”.
Serve ad espandere la mente, illuminare l’intelletto
e rafforzarlo nel conservare la vera conoscenza. Su di
un uomo che è del seme letterale di Abrahamo ha
un effetto più grande che su quello di un gentile.
Sebbene ciò non sia visibile ad occhio nudo quando
lo Spirito Santo scende su di un ebreo, questi è calmo
e sereno e la sua anima ed il suo corpo sono toccati
dal puro spirito di intelligenza, mentre l’effetto
dello Spirito Santo su di un gentile, E’ DI PURIFICARE
IL VECCHIO SANGUE E DI RENDERLO COME QUELLO DEL SEME
DI ABRAHAMO. L’uomo che non e’ discendente del seme di
Abrahamo deve rinascere come nuova creazione dello Spirito
Santo. In tale caso vi può essere un più poderoso
e visibile effetto sul corpo di un gentile piuttosto
che su un israelita, mentre l’israelita potrebbe essere
in vantaggio sul gentile nell’intelligenza pura.
Perché il sangue viene purificato? Perché viene
fatta un’alleanza e Dio non giudica mai ciò che è fatto
nell’ignoranza. Quando accettiamo Cristo come Salvatore
noi riconosciamo i nostri precedenti peccati (pentimento)
e promettiamo di essere
Obbedienti, così Dio ci rimette in perfetto equilibrio,
rendendoci puri come bambini, dei quali è il regno
dei cieli. Questa è la “Nuova creatura”,
questo è il significato di “nascere di nuovo”,
di essere rinnovati nel corpo e nello spirito. Certamente
se gli uomini rompono le alleanze allora accade ciò che
Pietro spiega
(2 Pietro 2:20) “Se infatti, dopo aver fuggito
le corruzioni del mondo mediante la conoscenza del Signore
e Salvatore Gesù Cristo, si lasciano di nuovo
avviluppare in quelle e vincere, la loro condizione ultima
diventa peggiore della prima.”
(2 Pietro 2:21) “Perché sarebbe stato meglio
per loro non aver conosciuto la via della giustizia,
che, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo
comandamento che era stato dato loro.”
(2 Pietro 2:22) “È avvenuto di loro quel
che dice con verità il proverbio: “Il cane è tornato
al suo vomito”, e: «La scrofa lavata è tornata
a rotolarsi nel fango».”
Quando Pietro parla di “corruzioni” del mondo
questi sono i peccati che non solo causano la morte ma
anche malattie per noi e per tutto il creato.
(1 Corinzi 11:27) “Perciò, chiunque mangerà il
pane o berrà dal calice del Signore
indegnamente, sarà colpevole verso il corpo e
il sangue del Signore.”
(1 Corinzi 11:28) “Ora ciascuno esamini sé stesso,
e così mangi del pane e beva dal
calice,”
(1 Corinzi 11:29) “poiché chi mangia e beve,
mangia e beve un giudizio contro sé stesso, se
non discerne il corpo del Signore.”
(1 Corinzi 11:30) “Per questo motivo molti fra
voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono.”
Non dobbiamo dimenticare che madre terra, anche se innocente
(DeA 88:25) dovette essere battezzata perché (Genesi
6:11) or la terra era corrotta davanti a Dio; la terra
era piena di violenza.”
(Genesi 6:12) “Dio guardò la terra; ed ecco,
era corrotta, poiché tutti erano diventati corrotti
sulla terra.”
Così anche lei, pur innocente e pur essendo perfetta
nel suo stato dovette essere
battezzata, come anche Gesù era innocente e perfetto.
Le ordinanze vanno rispettate. Vi è una grande
connessione fra l’umanità e nostra madre
terra: anche
oggi gli uomini stanno causandole grandi problemi di
inquinamento. Per quella ragione Dio attese di darle
il dono dello Spirito Santo e lo ha invece riservato
al momento in cui inizierà il millennio per purificarla
di nuovo e renderla una nuova creazione. A quel punto,
essendovi solo i giusti a vivere il millennio, essa veramente
potrà riposarsi e rigenerarsi in attesa di ricevere
la sua gloria paradisiaca.
Cosa sono i doni dello spirito? I doni dello spirito
sono i tratti divini trasmessi all’uomo e come li acquisiamo
diveniamo partecipi della natura divina. Ognuno di questi
doni è la manifestazione di qualche qualità celeste.
L’anziano Pratt prosegue affermando: “E’ un errore
pensare che questi doni fossero dati per convincere i
non credenti, Paolo dice espressamente che questi doni,
che furono dati dal nostro Signore dopo la sua ascensione,
erano intesi per altri scopi. Questi, insieme con numerosi
altri doni, furono dati, non semplicemente per
stabilire la verità della Cristianità,
ma come Paolo dice: “Per il perfezionamento dei
santi, per l’opera del ministero, per l’edificazione
del corpo di Cristo.”
I doni dello spirito sono discussi in 1 Corinzi 12-14,
DeA 46 e Moroni 10. Evidentemente il messaggio che essi
contengono è di tale importanza che Dio stesso
lo ripete in tutte le opere canoniche. E’ interessante
notare che Paolo comincia in questo modo: “Ora riguardo
i doni spirituali, fratelli, non voglio che voi siate
ignoranti. Come possiamo acquisire i doni dello spirito?
(1 Corinzi 12:31). “Desiderate ardentemente i migliori
doni.” In altre parole non siate soddisfatti di
un solo dono (perché ogni membro della Chiesa
almeno uno lo possiede naturalmente). L’anziano Bruce
R. Mc Conkie scrisse: “Ci si aspetta che le persone
fedeli ricerchino i doni dello spirito con tutto il loro
cuore.”
Moroni 10 è il messaggio conclusivo di Moroni
ed è rivolto a coloro che erano lontani nel tempo
per lui, la nostra generazione, “ma ecco Cristo
vi ha mostrato a me e conosco le vostre opere.” (Mormon
8:35) Con questa visione egli ci dà il suo saluto
conclusivo: quali furono i suoi consigli finali?
(Moroni 10:30,32-33) “E vorrei ancora esortarvi
a venire a Cristo, ad impadronirvi di ogni buon DONO.
Si venite a Cristo, e siate perfetti in Lui e rinnegate
ogni impurità ed amate Dio con tutta la vostra
forza, mente e facoltà, allora per la sua grazia
potete essere perfetti in Cristo. Ed ancora, se per la
grazia di Cristo siete PERFETTI in Cristo, e non negate
la sua potenza, allora sarete purificati in Cristo per
la grazia di Dio, mediante il sangue versato di cristo;
ed è questa
l’alleanza del Padre PER LA REMISSIONE DEI VOSTRI PECCATI,
affinché possiate divenire santi ed immacolati.”
Questa dissertazione finale di Moroni definisce la relazione
fra grazia, doni e divinità. La grazia che scorre
dal sacrificio espiatorio apre il cancello alla strada
divina, i doni dello spirito sono il veicolo e la divinità è la
destinazione. Per grazia di Dio riceviamo questi doni
e con questa acquisizione si
possono sviluppare le qualità divine. Che fosse
possibile cercare la perfezione lo dimostra Cristo stesso
con le parole in Luca 6:40. Se Egli era il figlio primogenito
e nostro fratello maggiore bisogna pensare che siamo
altrettanti figli di Dio, con quasi lo stesso potenziale,
la differenza fra noi e Cristo in questa vita è che
Egli ebbe un padre divino nella sua natura carnale. Fu
questo che dette a Lui il potere di dare la sua vita
e di riprenderla poi. Noi abbiamo avuto un padre carnale
ma siamo comunque progenie divina perché lo spirito
che abita nei nostri corpi fu generato nei luoghi celesti
dallo stesso Padre di Gesù. Mi piace l’idea che
il nostro Padre celeste ci abbia dato un corpo spirituale,
il nostro padre terreno ci ha forniti di un corpo materiale,
anche se questo è di provenienza divina, infatti
il primo uomo fu formato da Dio stesso e gli fu immesso
lo spirito celeste come la scrittura dichiara. Infine
Cristo ci ha dato la possibilità di ottenere un
corpo risorto che sarà uguale identico al suo
come Paolo spiega in
1 Corinzi 15:42. Per questo si può dire con tranquillità: “Il
cardine della storia umana è fissato allo stipite
della porta della stalla di Betlemme. Il limite è fissato
dalla nostra fede e non certo dal potere di Dio: Io posso
ogni cosa in Colui che mi fortifica.


