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Giuseppe, un salvatore in Israele

La
preparazione di giuseppe per la guida di Israele in Egitto
fu
lunga e molto intensa; gli strani sogni che portaron la
gelosia ai
suoi fratelli, il periodo di servitu nella casa di
Potifar, la
tentazione da parte della moglie di questi ed i lunghi
anni di
ingiusto imprigionamento furono parte di questa
preparazione.
Attraverso tutto questo egli fu capace di mantenere nel
suo cuore la
sua fede in Dio e nelle promesse fatte ai suoi antenati.
Poi,
attraverso l’ispirazione di Dio, nell’interpretazione dei
sogni di
faraone egli divenne governatore su tutto l’Egitto. Gli
avvenimenti
delle carestie sia di Egitto che di canaan portarono
all’adempimento
dei sogni giovanili di Giuseppe.
L’arrivo di Giacobbe con la sua famiglia in Egitto fu un
completo
cambiamento di ambiente per loro. La, sotto i privilegi
accordateli
da Giuseppe come governatore ottennero sicurezza e pace.
LA POSTERITA’ DI GIACOBBE.
Qualche tempo dopo il suo arrivo in Egitto e dopo essere
divenuto il
supervisore dell’Egitto, a Giuseppe fu data Asenath, la
figlia di
Potifera, principe di On, per moglie. Lei divenne la madre
di Manasse
ed Efraim due tra le piu’ imporanti unita’ per la casa di
Israele.
(Da notare: Il retaggio di Asenath e’ molto importante per
noi e per
gli storici, ma specialmente per gli Anglo sassoni che
possono
affermare diretta discendenza da lei. E’ stato stabilito
con
sicurezza che lei era una discendente di Sem, i cui figli
governarono
come re sacerdotia Heltopes, od On, la citta’ di Sem. Una
discussione
nacque fra i fratelli e cosi’ uno fondo’ una dinastia a
Memfi,
l’altro si volse verso sud e fondo’ la dinastia copta ed
elefantina.
Gli Hyksos, o re pastori, che governavano l’Egitto per un
certo
periodo erano una razza diversa dagli egiziani ( al
riguardo Skousen
in uno dei suoi libri ha scritto molto a questo riguardo
con
riferimenti storici e scritturali). I loro sacerdoti erano

invariabilmente Principi per il loro sangue, e Potifera,
il padre di
Asenath, deve quindi essere stato un principe, un
discendente
letterale di Sem.)
Dopo il suo arrivo in Egitto, Israele (Giacobbe) chiamo’ i
figli di
Giuseppe e pose la sua mano destra sulla testa di Efraim,
che era il
piu’ giovane, e la sua mano sinistra sulla testa di
manasse e lo fece
consciamente in quanto sapeva bene che "Manasse era il
primogenito" e
li benedisse dicendo leggere Genesi 48:15-16
Quando Giuseppe vide che suo padre aveva posto la mano
destra sulla
testa di Efraim, penso’ che stesse facendo un errore e
cerco’ di
rimuoverne la mano, ricordando al padre chi fosse il
primogenito per
cui Giacobbe disse leggere Genesi 48:15-20
Qui troviamo di nuovo l’importanza della legge della
primogenitura ma
anche al fatto che Dio sotto ispirazione e coscientemente
per suoi
fini puo’ variare le benedizioni, infatti per la legge
tribale della
primogenitura il diritto apparteneva a Manasse ma evidenza
trovata
nelle successive generazioni dimostra che Giacobbe fu
ispirato
proprio da Dio in questo cambiamento. Successivamente alla

benedizione data ai figli di Giuseppe, Giacobbe chiamo’ i
suoi propri
figli e disse loro. leggere tutto Genesi 49 ( interessante
il fatto
che primi fra tutti furono benedetti i figli di Giuseppe
prima ancora
dei suoi stessi figli)
Vi e’ molto che merita grande attenzione da parte del
lettore
riguardo queste benedizioni, infatti queste benedizioni ci
daranno le
chiavi di identificazione per alcune delle tribu in questa

dispensazione.
Primo, l’adempimento della benedizione sarebbe dovuta
avvenire negli
ultimi giorni, e non era una benedizione personale data
all’individuo
a quel momento ma per il gruppo che rappresentava.
Secondo, Giuda, il quarto figlio di Giacobbe precedette i
suoi
fratelli piu’ grandi nella benedizione di autorita’, che
secondo la
legge sarebbe dovuta andare a Ruben, il primogenito, ma a
causa della
indegnita’ che aveva segnato le loro vite, lo spirito
della legge
dette la precedenza sulla lettera della legge proprio come
era stato
fatto tre volte prima ed anche come nel caso di Efraim.
Terzo, il seme di Giuseppe avrebbe attraversato l’oceano
fino ad
arrivare alle colline eterne, dove le sue benedizioni
sarebbe
divenute piu’ grandi di quelle dei suoi progenitori.
Quarto, Levi e Simeone si sarebbero fusi fra di loro,
perdendo la
loro identita’ fra le tribu’ rimanenti.
Quinto, Dan sarebbe stato un giudice in Israele come
tribu’,
presumibilmente quando loro si sarebbero riuniti di nuovo
dopo i loro
vagabondaggi. Le altre benedizioni sono cosi’ indefinite
che e’
impossibile fare pronostici sul loro esatto significato.
L’importante
impressione che segue in tutte le benedizioni e’ che il
loro
adempimento avverra’ mentre Israele e’ disperso fra i
popoli. Questo
punto e’ molto importante perche’ le benedizioni, come
specificato da
Giacobbe, sono per gli ultimi giorni e non con la storia
dei giorni
di Giacobbe, quindi le benedizioni provvedono una chiave
per la quale
noi possiamo identificare il luogo geografico delle tribu’
di israele
in questa dispensazione, dato che NOI siamo negli ultimi
giorni.
Alcuni si sono stupiti del fatto che Giuseppe abbia
ricevuto una
benedizione maggiore dei suoi fratelli. Anche Giuda,
sebbene abbia
ricevuto la corona dell’autorita’ sulle tribu’, non
ricevette una
benedizione che sembrava sopravvanzare tutte le altre. Noi
sappiamo
che Esau’ ignoro’ il valore del paese ereditato che era
suo, infatti
lo vende’ per un piatto di lenticchie, ma quando perse la
sua
benedizione divenne proprio arrabbiato e cerco’ di
ottenerne una
anche se sarebbe stata di notevole minor importanza di
quella
ricevuta da suo fratello.
Non e’ impossibile allora che che Giacobbe abbia guardato
a Giuseppe
come se fosse, in qualche modo, il figlio primogenito (
qui l’autore
dimentica che la Bibbia in Cronache 5:1-2 conferma il suo

ragionamento e gli da’ ragione proprio scritturalmente) in
quanto
nato dalla sua vera e prima amata moglie Rachele, infatti
era per
Rachele che Giacobbe aveva lavorato 7 anni solo per
perderla a causa
dell’inganno di labano, suo padre, per 7 anni.
I figli di Lea, Ruben, Simeone e Levi, trovarono poco
favore agli
occhi del loro padre e Giuda anche perse un po’ delle sue
simpatie a
causa del suo attacco sui cananei quando questi
viaggiavano vicino
alla sua casa a Hebron. Sei altri fratelli precedettero
Giuseppe nel
diritto di primogenitura, ma anche se loro erano piu’
anziani essi
ricevettero molto poco se confrontato con le magnifiche
promesse date
a Giuseppe.
Noi abbiamo visto in molte istanze durante le vite dei
patriarchi che
precedettoro Giacobbe per sapere che lo spirit della
Promessa
sorpassa qualsiasi considerazione delle leggi tribali
quando il
legittimo erede viene trovato indegno della fiducia. Il
fatt che
Giacobbe desse un mantello di vari colori a Giuseppe, il
che era un
simbolo di favore, e’ la prova che Giuseppe aveva trovato
favore nei
suoi occhi. Quando Giuseppe ebbe i due sogni che
implicavano la
condizione servile dei suoi fratelli e pure dei suoi
genitori,
Giacobbe accetto’ il fatto mentre i suoi fratelli
divennero ancora
piu’ gelosi ( sicuramente il fatto che Giacobbe non
rifiuto’ i sogni
di Giuseppe fece loro capire che questi sogni erano da Dio
Massimo)
E’ anche vero che qundo Giacobbe ricevette la notizia
della "presunta" morte di Giuseppe egli "lo pianse per
molti giorni"
e si mise la cenere sulla testa e si vesti di stracci.
Ma per qualunque ragione vi fosse dietro questa decisione,
questa fu
presa sicuramente con piena conoscenza che era la volonta
divina,
infatti noi troviamo sempre che i profeti sempre si sono
riferiti
alla posterita’ di Giuseppe, come alla posterita dl potere
e guida
nel regno del nord di israele e gli stessi profeti hanno
"gridato" il
favore che la posterita’ di Giuseppe avrebbe posseudto
negli ultimi
giorni, quando quelli di Efraim sarebbero stati "miriade"
e quelli di
Manasse "migliaia" e che queste tribu’ sarebbero state
"spinte fino
all’estremita’ della terra". Allora noi dobbiamo guardare
a questo
figlio favorito di Giacobbe per la perpetuazioned ella
promessa e non
aglle altre tribu’, a dispetto pure dell’importante
benedizione
ricevuta da Giuda.

ISRALE IN SCHIAVITU’

Molti
anni prima che Israele fosse andato in Egitto al patriarca

Abramo era stato detto dal Signore leggere Genesi 15:13
Nei quattrocento anni di residenza in Egitto molti
cambiamenti
sarebbero avvenuti nel mondo circostante. Piccole unita’
tribali
stavano divenendo nazioni ancora altre nazioni veniva
distrutte
perche’ conquistate. In Egitto in quel tempo governava uno
dei piu’
grandi Faraoni. I suoi guerrieri prendevano tributi da
molte piccole
nazioni mentre i suoi schiavi costruivano grandi templi al
dio
guerrieo Amon, sulle rive del Nilo.
Nella valle reclusa di Goshen gli Israeliti avevano
vissuto come una
unita’ tribale senza un capo. Era arrivato per loro il
tempo di
divenire una nazione per crescere in forza e prerarasi per
una vita
nazionale. Quando il nuovo Faraone, che non conosceva
Giuseppe si
rese conto del potenziale di questo popolo e del loro
valore
potenziale quali schiavi ed anche della rapidita’ della
loro crescita
numerica egli disse al suo popolo leggere Esodo 1:8-10
Gli Israeliti vennero presi dalle loro case dal paese di
goshen e
furono usati come schiavi sulle rive del Nilo. Capomastri
furono
messi a loro guida ed i loro fardelli aumentarono sia in
lavoro che
come tasse. La poverta’ prese il posto della prosperita’
ed il
disonore il posto dell’onore e una terribile schiavitu’
prese il
posto della liberta’. Questa era esattamente il corso che
Dio aveva
inteso che doveva essere seguito per forgiare una nazione
speciale e
crescente. La forza non sarebbe potuta ottenere senza
sacrificio e
cosi’ nemmeno l’umilta’ queste due qualita’ cosi’
importanti per
il popolo eletto non sarebbero state altresi ottenute
senza duro
lavoro e persecuzione. Queste prove furono poi descritte
piu’ tardi
da Mose’ come molto grandi leggere Esodo 1:14
(Da notare come abbiamo visto che il Signore aveva gia’
profetizzato
questo avvenimento e la scrittura che abbiamo appena letto
ci porta
alla mente le parole del salvatore che conosceva il valore
della
persecuzione quando dichiaro’ leggere Matteo 5:10-12
oppure il
commento del profeta Joseph Smith quando dichiaro’: "e’
una vergogna
per i santi di parlare di castighi e trasgressioni, quando
tutti i
santi prima di loro, profeti ed apostoli hanno dovuto
superare ed
usicre da grande tribolazione, insegnamenti del profeta
Joseph Smith.
Anche Brigham Young affermoi’
"Tutti gli esserei intelligenti che sono incoronati con
corone di
gloria, immortalita’ e vita eterna devono passare davanti
ad ogni
prova richiesta per gli esseri intelligenti in maniera di
guadagnare
gloria ed esaltazione, discorsi di brygham Young.
Cio’ che vale per gli individui vale anche per le nazioni,
per
l’Israele che stava crescendo per diveniree una grande
popolo la
forza e la guida potevano venire solo tramite disciplina
ed unita’.
Quando la schiavitu’ fini’ queste qualita’ specie l’unita’
vennero
fuori; anche il liberatore era stato preparato.
Mose’ il liberatore.
La miracolosa salvezza del bimbo Mose’ era l’inizio della

preparazione del liberatore o guida di israele, infatti
questa
salvezza lo fece crescere nei palazzi di Faraone come
principe.
Educato nelle corti di faraone, Mose’ imparo’ molto delle
vie
relative alla vita nazionale e di governo.
Ma fu molto lontano dai palazzi che Mose’ apprese le vie
di Dio, il
Creatore e fu preparato a liberare il suo popolo dalla
schiavitu’.
Quando vide un capomastro egizio picchiare senza
misericordia uno
schiavo israelita, Mose’ uccise il capomastro e si diparti
dal suo
paese consapevole che sarebbe stato giudicato per
l’uccisione. La sua
fuga lo porto’ nel paese di madian. La sposo’ una delle
figlie di
jetro. Era costume di questo popolo interessante che il
genero
divenisse uno schiavo per il padre della sposa. La
liberta’ ed il
lusso della corte di faraone divennero un pallido ricordo
nel nuovo
ambiente infatti da principe Mose’ divenne un servo. Pedr
la prima
volta nella sua vita fu partecipe, anche se in misura
diversa, dei
sentimenti che il suo proprio popolo aveva provato per
quasi 4
secoli. Per 40 anni Mose’ ebbe modo di ponderare e
prepararsi per gli
avvenimenti che sarebbero seguiti. A quel tempo non aveva
ricevuto
alcuna chiamata dal Signore e probabilmente non ne aveva
neanche la
piu’ pallida idea, ma non e’ improbabile che molti
pensieri
riguardanti il suo popolo abbiano affollato la sua mente,
causando
probabilmente preghiere in loro favore a Dio. L’umilta’,
quella
condizione benedetta che viene solo attraverso la
sofferenza ed a chi
e’ negata la liberta’ di mente e di corpo gradualmenet si
insinuo’
nell’anima del nascente leader, cosicche’ il Signore vide
che il
tempo di parlargli era arrivato. Dal roveto ardente Dio
chiamo’ Mose’
e gli disse Esodo 3:6,10
La chiamata di Mose’ porto’ l’autorita’ del santo
sacerdozio ancora
una volta in attivita’ sulla terra. Mose’ fu fatto Sommo
sacerdote
del suo popolo con tutta l’autorita sia sulla loro vita
sociale che
religiosa. Ad Aronne suo fratello fu dato una minore
autorita’, il
sacerdozio levitico, che era indubbiamente sopravvissuto
anche
durante la schiavitu egiziana, e che era stato l’ufficio
dei
discendenti di levi fin dai giorni di Giacobbe.
L’autorita’ garantita
a Mose’ era la stessa che possedevano i patriarchi dal
principio e
che seguiva il diritoo di primogenitura, benedicendo il
primogenito
familiare. Con questa autorita’ Mose’ ed Aaronne erano
pienamente i
capi autorizzati di Israele, sia socialmente che
religiosamente.
Mose’ comincio’ quindi la sua opera di riscatto di Israele
attraverso
i miarcoli operati da Dio. A causa della riluttanza di
faraone ad
acconsentire la liberazione degli Israeliti molte piaghe
furono
versate sul suo paese. Le prime furono di minor
importanza, ma poi
aumentarono in severita’ ad ogni rifiuto di faraone.
Attrraverso la
piaga del sangue al posto dell’acqua del Nilo, le rane e
cosi’ via
Israele ebbe modo di vedere Dio all’opera e ricevette la

testimonianza che era intesa di dare loro confidenza nel
suo potere.
Proprio prima della piaga finale, la morte dei primogeniti
d’Egitto,
Mose fu istruito dal Signore di parlare ad Israele leggere
Esodo 12:22
Poi l’altro miracolo quello della divisione delle acque
del Mar Rosso
che salvo’ i figli di Israele dalla furia di faraone. Con
la
rassicurazione della protezione di Dio ed una
testimonianza delle
promesse fatte ad Abramo, Israele comincio’ il viaggo
verso la
Palestina, il pese promesso.
Non vi e’ alcun dubbio che dopo la loro liberazione i
figli di
israele si sarebbero attesi di essere guidati direttamente
nel paese
di canaan. Ma molto doveva essere fatto prima che loro
fossero pronti
per quello. Il Signore conosceva la debolezza del suo
popolo. Dopo
diverse generazioni fra gli egizi, l’adorazione di geova
era stata
quasi interamente corrotta. La vita nel deserto avrebbe
dovuto essere
un periodo di training. Durante i duri giorni dovuti
all’ambiente
fisico ostile ed i pericoli di viaggiare fra le tribu’ del
deserto.
Dio e le sue leggi sarebbero stati rivelati di nuovo.
Molte volte
Mose’ grido in furia:"Ribelli" ed in almeno in una
occasione si
lamento’ con il Signore che non poteva sopportare piu’ le
difficolta’
della sua chiamata. E’ vero che il leader si prese il
biasimo al
posto del suo popolo in diverse occasioni, intercedendo
con il
Signore per ottenere il suo perdono perche’ egli sapeva
della loro
vita in Egitto e comprendeva la debolezza di israele.
Inoltre Moe
sapeva quanto duro fosse il vagabondare per il deserto
anche se
avevano lasciato una vita di schiavitu.
La legge istituita.

La
fase piu’ difficile nella lotta per raffinare Israele fu
quella di
eliminare le piu’ malvae influenze della cultura egizia,
l’idolatria
e l’immoralita’. Come gli anni passavano nel deserto e la
vecchia
generazione se ne andava, mentre la piu’ giovane si
avvicinava alla
maturita’ ecco che il processo diveniva piu’ facile.
Uno dei piu’ importanti fattori nell’aiutare Israele a
crescere in
obbedienza e comprensione fu la Legge di Mose’ (Torah
Moheth) che il
Signore diede ad Israele sul monte Sinai. I suoi principi
sembravano
duri, ma erano necessari per la crescita individuale e
nazionale, un
modello per un retto vivere. Sembra dalla storia che la
nascita di un
idealismo nazionale sia accompagnato dai dolori delle pene
e dalla
sofferenza. Niente di meno della severita’ della Legge di
Mose
potrebbe essere stata necessaria nel tenere assieme
Israele. Essendo
la sola Legge e guida per la loro vita, la Legge
costituiva la
fondazione morale sulla quale la loro vita sociale poteva
essere
costruita. I "non dovrai" della Legge combinati con i "Tu
farai"
dettero ad Israele le prime costruttive leggi di vita. La
semplicita’
degli ordini era il loro piu’ grande assetto in questo
periodo di
apprendimento, specialmente quando l’offesa a qualsiasi
cosa singola
risultava in un castigo severo od anche capitale per
l’offensore.
A parte la legge data ad Israele non vi era nessun’altra
singola cosa
che avesse importanza nelle vite del popolo. Questo piano
di governo
era manifesto in due organizzazioni primarie, il
sacerdozio dominato
da Mose’ ed eseguito sotto la direzione dei Leviti e degli
anziani di
Israele, ed il consiglio dei primogeniti di ogni tribu’,
fra i quali
da notare vi era Giosue’ figliolo di Nun, principe in capo
di Efraim.
In questa rappresentativa organizzazione vi era collegato
le
cerimonie connese con il tabernacolo, una unita’ mobile
usata nel
deserto nella quale l’adorazione di Geova era manifesta
nei numerosi
cerimoniali e sacrfici ivi istituiti. Alle tribu’ erano
date certe
geografiche posizioni attorno al cortile esterno che lo
nascondeva
dal popolo. Solo la tribu’ di Levi era permessa di entrare
nei suoi
confini interni dove essi officiavano come sacerdoti sotto
la
direzione dell’ordine di Aaronne, e dove Mose’ il Sommo
sacerdote,
teneva il suo sguardo sopra i bisogni spirituali e la
crescita del
popolo.
Il tabernacolo divenne il simbolo di Israele, l’altare
della loro
adorazione e la concreta evidenza della loro vita
nazionale. il
tempio divenne per loro il simbolo della loro nazione come
la statua
della liberta’ rappresenta l’amore per la liberta’ per il
popolo
americano. Ma cosa ancora piu’ importante il tempio
rappresentava il
posto dove essi potevano testimoniare lamanifestazione di
Dio nella
colonna della nuvola o la palla di fuoco come Egli
frequentava il
santuario interno quando si consultava con i sacerdoti di
Israele,
Mose e suo fratello Aaronne. L’istituzione di un ordine
sacerdotale,
lo stabilire di un piano di adorazione ed il tabernacolo
furono
grandi benedizioni per l’unificazione di Israele e li
rafforzo’ come
niente altro avrebbe potuto fare.
L’organizzazione del consiglio delle tribu anche fu
importante
perche’ dette all’intero corpo il privilegio della
rappresentazione.
Gli uomini scelti erano i primogeniti del primogenito fra
i figli
originali di Israele. la loro posizione come tali
costituiva la loro
eligibilita’ al consiglio e dava loro il necessario
prestigio nelle
loro proprie tribu per portare avanti le decisioni di tale
consiglio.
Mose’ continuo’ a guidare questo consiglio fino al tempo
in cui fu
preso dal loro mezzo. In conclusione dobbiamo dir che
questo era un
periodo importantissimo della vita nazionale di Israele,
perche’
rappresento’ la transizione da un "gregge" ineducato e
selvaggio ad
una nazione di considerevole forza ed organizzazione. Fu
un periodo
di apprendimento delle leggi della giustizia e le leggi di
benessere
individuale e sociale. Il Signore sapeva perfettamente che
dentro i
confini del paese che sarebbero andati a possedere viveva
una nazione
dalla posterita’ Camitica che era molto piu’ idolatra e
malvagia
della nazione dalla quale erano stati appena liberati.
Mandare una
disorganizzata ed ignorante Israele in un tale ambiente e
societa’
sarebbe stato come fargli commettere un suicidio
nazionale. Nessuno
eccetto che una nazione forte avrebbe potuto sopravvivere
fra le
malvagie influenze di tale societa’. E’ cosi’ per mezzo di
miracoli,
grande leadership, l’istituzione della Legge,
l’istituzione del
sacerdozio e l’adorazione del tabernacolo, Israle si
trovo’ nella
posizione ideale per affrontare questa nuova situazione.
Israele non
era ancora un popolo perfetto, tutt’altro ma era un popolo

divinamente preparato per affrontare le sfide dentro i
confini del
paese di loro eredita’.


Nabuccodonosor paragonato ad un albero. Un casato una
specie di alberi


Zaccaria 4:11-14

11
E io risposi e gli dissi: ‘Che significano questi due
ulivi a destra e a sinistra del candelabro?’ 12 E
per la seconda volta io presi a dire: ‘Che significano
questi due ramoscelli d’ulivo che stanno allato ai due
condotti d’oro per cui scorre l’olio dorato?’ 13 Ed
egli rispose e mi disse: ‘Non sai che significhino queste
cose?’ Io risposi: ‘No, signor mio’. 14 Allora egli
disse: ‘Questi sono i due unti che stanno presso il
Signore di tutta la terra’.


IL RADUNO D’ISRAELE


Questo e’ un soggetto affascinante ed intrigante perche’
e’ parte della passata e presente generazione ed e’
tutt’ora in corso. Non prendero’ in analisi le profezie
della dispersione in quanto questa dispersione e’ stata
cosi’ evidente che la storia stessa ne e’ la migliore
testimone. Di questo raduno vorrei prender in esame non
solo le profezie bibliche ma anche quelle del Libro di
Mormon, perche’ le prime senza le altre sarebbero monche e
non darebbero tutte le risposte che cerchiamo. Va anche
tenuto presente che come tutte le profezie si ha la
certezza di averne il pieno senso solo dopo che la
profezia si e’ avverata in quanto prima di quello si hanno
solo opinioni ed idee. Per esempio nella Bibbia era
profetizzato che i re e le regine sarebbero stati i balii
e le nutrici del popolo d’Israele ma fino a quando l’Onu
non fece la risoluzione nel 1947 di dare loro la terra in
Palestina nessuno sapeva quando e come cio’ sarebbe
avvenuto, percio’ andremo ad analizzare le profezie
inerenti a questo soggetto con la massima umilta’ cercando
solo di intravvedere come il Signore potrebbe aver fatto
le sue mosse.


Nella Bibbia la dispersione di Israele e’ profetizzata a
piu’ riprese e magari in maniera a volte che puo’ sembrare
generica, ma in realta’ se passiamo ad analizzare, a
mettere assieme ad assemblare tutte le profezie potremmo
avere un quadro piu’ chiaro. Il libro di Mormon che per
definizione e’ un libro che fa della semplicita’ la sua
virtu’ peculiare le profezie sulla dispersione sono piu’
chiare e definite, specie la parabola dell’olivo selvatico
che si trova in Giacobbe. Questa parabola del profeta
Zenos ha una importanza fondamentale perche’ sembra che
fosse conosciuta anche dall’apostolo Paolo in Romani
11:16-24

16
E se la primizia è santa, anche la massa è santa; e se la
radice è santa, anche i rami son santi. 17 E se
pure alcuni de’ rami sono stati troncati, e tu, che sei
olivastro, sei stato innestato in luogo loro e sei
divenuto partecipe della radice e della grassezza
dell’ulivo, 18 non t’insuperbire contro ai rami;
ma, se t’insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la
radice, ma la radice che porta te. 19 Allora tu
dirai: Sono stati troncati dei rami perché io fossi
innestato. 20 Bene: sono stati troncati per la loro
incredulità, e tu sussisti per la fede; non t’insuperbire,
ma temi. 21 Perché se Dio non ha risparmiato i rami
naturali, non risparmierà neppur te. 22 Vedi dunque
la benignità e la severità di Dio; la severità verso
quelli che son caduti; ma verso te la benignità di Dio, se
pur tu perseveri nella sua benignità; altrimenti, anche tu
sarai reciso. 23 Ed anche quelli, se non
perseverano nella loro incredulità, saranno innestati;
perché Dio è potente da innestarli di nuovo. 24
Poiché se tu sei stato tagliato dall’ulivo per sua natura
selvatico, e sei stato contro natura innestato nell’ulivo
domestico, quanto più essi, che son dei rami naturali,
saranno innestati nel loro proprio ulivo?

da
studiare Giudici 9:8-18

8
Un giorno gli alberi si misero in cammino per ungere un re
che regnasse su loro; e dissero all’ulivo: - Regna tu su
noi. 9 - Ma l’ulivo rispose loro: Rinunzierei io al
mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad
agitarmi al disopra degli alberi? 10 Allora gli
alberi dissero al fico: - Vieni tu a regnare su noi. 11
- Ma il fico rispose loro: Rinunzierei io alla mia
dolcezza e al mio frutto squisito per andare ad agitarmi
al disopra degli alberi? 12 Poi gli alberi dissero
alla vite: - Vieni tu a regnare su noi. 13 - Ma la
vite rispose loro: Rinunzierei io al mio vino che rallegra
Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al disopra degli
alberi? 14 Allora tutti gli alberi dissero al
pruno: - Vieni tu a regnare su noi. 15 - E il pruno
rispose agli alberi: Se è proprio in buona fede che volete
ungermi re per regnare su voi, venite a rifugiarvi sotto
l’ombra mia; se no, esca un fuoco dal pruno e divori i
cedri del Libano! 16 E ora, se vi siete condotti
con fedeltà e con integrità proclamando re Abimelec, se
avete agito bene verso Ierubbaal e la sua casa, se avete
ricompensato lui, mio padre, di quel che ha fatto per voi
17 quando ha combattuto per voi, quando ha messo a
repentaglio la sua vita e vi ha liberati dalle mani di
Madian, 18 mentre voi, oggi, siete insorti contro
la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figliuoli,
settanta uomini, sopra una stessa pietra, e avete
proclamato re dei Sichemiti Abimelec, figliuolo della sua
serva, perché è vostro fratello


le porte del tempio era di legno d’ulivo perche’ Israele
era la porta d’accesso

31
All’ingresso del santuario fece una porta a due battenti,
di legno d’ulivo; la sua inquadratura, con gli stipiti,
occupava la quinta parte della parete. 32 I due
battenti erano di legno d’ulivo. Egli vi fece scolpire dei
cherubini, delle palme e dei fiori sbocciati, e li ricoprì
d’oro, stendendo l’oro sui cherubini e sulle palme. 33
Fece pure, per la porta del tempio, degli stipiti di legno
d’ulivo, che occupavano il quarto della larghezza del
muro,


Isaia 24:14-16 molto importante per la dispersione e
locazione

14
I superstiti alzan la voce, mandan gridi di gioia,
acclaman dal mare la maestà dell’Eterno: 15
‘Glorificate dunque l’Eterno nelle regioni dell’aurora,
glorificate il nome dell’Eterno, l’Iddio d’Israele, nelle
isole del mare!’ 16 Dall’estremità della terra
udiam cantare: ‘Gloria al giusto!’


La prova che l’olivo e’ Israele e’ data anche da Geremia
11:16

L’Eterno t’aveva chiamato
‘Ulivo verdeggiante, adorno di bei frutti’. Al rumore di
un gran tumulto, egli v’appicca il fuoco e i rami ne sono
infranti.

12 Sì, e mio padre parlò molto riguardo ai Gentili e anche riguardo al
casato d’Israele, che esso sarebbe stato paragonato ad un
olivo, i cui rami sarebbero stati spezzati e dispersi su
tutta la faccia della terra.

(Libro
di Mormon | 1 Nefi
10:12)

14 E dopo che il casato d’Israele sarebbe stato disperso, essi sarebbero
stati di nuovo radunati; ovvero alla fine, dopo che i
Gentili avessero ricevuto la pienezza del Vangelo, i rami
naturali dell’olivo, o i superstiti del casato di Israele,
sarebbero stati innestati, cioè sarebbero venuti a
conoscenza del vero Messia, loro Signore e loro Redentore.

(Libro
di Mormon | 1 Nefi
10:14)

7 Ed essi dissero: Ecco, noi non possiamo comprendere le parole che nostro
padre ha detto riguardo ai rami naturali dell’olivo, e
anche riguardo ai Gentili.

(Libro
di Mormon | 1 Nefi
15:7)


Prima di passare ad analizzare in dettaglio la parabola di
Zenos vorrei andare ad analizzare le proezie bibliche
della dispersione non tanto per provare la dispersione ma
solo per vedere se le scritture ci danno indizi per
comprendere dove questi rami o dispersioni potrebbero
essere stati piantati o nascosti a seconda dei casi.

Dall’informazione
contenuta nelle opere canoniche della Chiesa,
specialmente del libro di Mormon e la Bibbia, era scoperto
che
l’antica Israele del regno del Nord aveva certe
caratteristiche
peculiari. Un profondo ed attento studio delle chiavi che
descrivono
queste caratteristiche e’ stato fatto. Lo studio ha
portato
all’assimilazione di 4 gruppi specifici di evidenze che
non solo
esistevano durante il periodo d’oro di Israele nel regno
di Davide,
ma che sono sopravvissute per apparire nelle tribu’ mentre
erano
disperse fra i Gentili. Questi 4 gruppi avevao a che fare
con il loro
ambiente sociale, l’aspetto religioso e le pratiche, le
loro
caraatteristiche fisiche ed il loro ambiente mentre eranom
dispersi
fra in gentili. Quando queste chiavi sono esaminate alla
luce della
storia, delle leggende e delle evidenze archeologiche e’
stato
trovato che Israele possedeva un distintivo modello
fisico, religioso
e sociale; loro erano una razza bianca, di alta statura,
con teste
strette (dolicocefalo), essi parlavano la lingua ebraica;
essi
adoravano piu’ gli dei dei genmtili di geova; essi
tenevano le loro
genealogie del loro popolo ma specialmente le genealogie
dei loro re
e capi.
Seguendo la loro dispersione negli altri paesi dove essi
avrebbero
rivelato le seguenti condizioni fisiche e sociali:
Essi sarebbero caduti in una apostasia completa dalla luce
di Dio, ed
avrebbero fatto eventualemnte guerra a Cristo, essi si
sarebbero
eventualemnte risvegliati e riformato le loro vite
attraverso lo
spirito di Dio che si sarebbe mosso fra di loro e quindi
avrebbe
riportato ancora una volta il corpo di Israele assieme,
essi
sarebbero stati visitati da Cristo durante la sua missione
sulla
terra nel meridiano dei tempi, essi avrebbero
eventualmente accettato
il Vangelo, essendo guidati a questo attraverso Efraim che
li avrebbe
radunati fuori dal mondo "uno da una citta’ due da una
famiglia",
essi sarebbero stati una luce per i gentili durante la
loro
dispersione e seguendo il loro arrivo a Sion.
Nel processo di sostanziare queste profetiche asserzioni
riguardanti
la locazione di Israele l’autore e’ stato guidato nei
campi
dell’archeologia e della storia che abbracciava numerose
leggende ed
evidenze mitologiche. Mappe sono state trovate ed evidenze
esaminate
ed altre mappe disegnate delle regioni dove le piu’ alte e
bianche
popolazioni dolicocefali del mondo sono state
rintracciate. E’ stato
trovato che gli abitanti delle regioni del nord
eemergevano
chiaramente per essere le piu’ distintive. Maggiore
investigazione ha
mostrato che le nazioni avevano linguaggi che avevao
qualche
relazione con l’antico ebraico di Israele. Queste nazioni
sono la
Francia e le nazioni teutoniche connesse alla Francia e le
nazioni di
lingua teutonica. La prossima e forse piu’ importante
investigazione
fu condotta dentro i registri della chiesa. Risposte alle
domande
come "dove si sta radunando i resti di Efraim oggi?" Dove
e’ avvenuto
il grande risveglio sociale e religioso? Dove stiamo
assicurando le
genealogie di Israele? Qual’e’ la fonte della luce e
conoscenza che
e’ venuta ad illuminare e benedire il mondo dopo il tempo
di Cristo?
Di nuovo e’ stato studiato a fondo tutte le questioni
poste
assieme a quelle espresse precedentemente, tutte le
scritture
inerenti al soggetto, tutta la storia delle regioni
abitate dai
teutoni in Europa dove questi erano chiaramenti confinati
e tutti i
loro registri. Il modello allora ha cominciato a prendere
forma ma
non era ancora completo. Un corpo di evidenza estremamente
necessario
era quello di stabilire le zone geografiche. Zenos come
profeta del
Vecchio Testamento, ma i cui scritti sono riportati solo
nel libro di
Giacobbe nel Libro di Mormon, descrive i rami principali
di Israele
che furono recisi e piantati da qualche altra parte, ed
erano nel
numero di 4 non includendo Giuda che era definita la
radice
dell’albero. Nefi riporto’ che Gesu’ avrebbe "sicuramente
visitato
tutti i rami di Israele. Essendo questo il caso, era
necessario
trovare l’evidenza, storica o leggendaria, che avrebbe
fornito il
tassello di prova. Quando Gesu’ era in Palestina dichiaro’
che
avrebbe visitato "altre pecore". Poi quando apparve in
America
espresse lo stesso concetto riguardo le altre tribu’. Il
problema
sembrava insormontabile all’inizio, fino a quando
materiale, ritenuro
leggendario fu attentamente esaminato. Quando questo e’
stato fatto
con i registri e la letteratura del Nord il dio Odino si
erge come il
legislatore dei popoli nordici. Anche nella ricerca della
letteratura
britannica, sia antica che moderna fu trovata la
descrizione della
sua visita a Glastonbury, Inghilterra nel tempo quando
Tiberio Cesare
era imperatore a Roma nel 37 dopo Cristo. Per qunato
riguardava
allora i rami dislocati in Europa (due) era stato trovato
una
evidenza ma rimaneva ancora un ramo (lasciando da parte
quello nelle
due americhe) che non era stato scoperto.

Seguendo la linea di
ricerca negli alberi genealogici di altri
leaders della chiesa in questa dispensazione, fu scoperto,
che non
solo che alcuni di loro erano collegati al profeta, ma di
piu che
ogni membro della chiesa radunato a Sion era di origine
Teutonica.
Questo era di una ricchezza incommensurabile per lo
stabilimento
della causa di israele in questo giorno, perche’ mostrava
che le
antiche tribu erano sopravvissute e che si erano
perpetuate nel mondo
moderno.

Zenos, lo scrittore della
parabola dell’olivo naturale e dell’olivo selvatico,
descrive i rami principali di Israele che furono "dispersi
e piantati altrove nel mondo" e ne da il numero di 4, non
includendo Giuda che e’ in realta’ la radice dell’albero.
Nefi disse che Gesu’ avrebbe visitato "sicuramente tutti i
rami di Israele" noi ne abbiamo la prova in terzo Nefi
quando il Signore visito’ uno di quei rami e disse che
avrebbe visiato gli altri. Una cosa molto importante da
considerare e’ che il periodo dei 400 anni trascorsi in
Egitto avevano delle ragioni molto importanti, per prima
cosa dette agli Ebrei un esempio di come avrebbero potuto
vivere nel mezzo di altri popoli e mantenere la loro
identita’ personale e come popolo. Loro non si mischiarono
con gli Egiziani e mai persero la loro identita’. Durante
la dispersione mantennero lo stesso atteggiamento. I 400
anni in Egitto furono anche un modo per rafforzare le loro
caratteristiche genetiche, i loro geni rimasero fra di
loro, generalmente tribu’ con tribu’ e la loro identita’
come razza e come tribu’ si rafforzo’ in maniera
indelebile. Questo e’ un grande indizio per identificare
la dispersa Israele nei quattro angoli della terra.

La terra promessa sarebbe
stata una eredita per i discendenti di Abramo se questi
avessero prestato ascolto alla voce del Signore, facendo
intendero che se avessero fatto altrimenti per effetto ne
avrebbero perso il possesso. dato che Dio e’ capace di
cambiare il male in bene, la dispersione era anche un modo
per benedire i gentili.1

(Libro
di Mormon | 2 Nefi
21:12)

Isaia. 2:1-5; 5:26-30; 11:1-16; 14:1-2; 18:1-3; 29:1-24;
35:4-10; 43:5-7; 54:1-17; 61:4.

The
square outer garment, or Tallith, was the one that carried
"the customary fringes of four long white threads with one
of hyacinth knotted together on each of the four corners."
As we are aware, "the quaternion of soldiers who crucified
Christ made division of the riches of His poverty, taking
each one part of His dress, while for the fifth, which, if
divided, would have been rent to pieces, they cast lots."
(Edersheim 1:624-25.)

Giovanni il rivelatore,
non solo vide un "angelo che volava nel mezzo del cielo,
recante un evangelo eterno per essere predicato a coloro
che sono sulla terra " Rivelazion 14:6 negli ultimi
giorni, na che egli vide anche "4 angeli che stavano ai
quattro angoli della terra, che tenevano i 4 venti della
terra e che il vento non avrebbe dovuto soffiare sulla
terra, ne sul mare e ne’ su nessun albero. La missione di
questi 4 angeli non sembra come la missione di angeli
ministranti che sono chiamati per portare il Vangelo
all’umanita’. Che la nostra comprensione della
restaurazione del vangelo possa essere
perfezionata,comunque, il profeta Joseph Smith, scrivendo
per lo spirito della rivelazione disse di loro:

8 D. Cosa dobbiamo intendere in merito ai quattro angeli di cui si parla
nel 7° capitolo e 1° versetto dell’Apocalisse?

R. Dobbiamo intendere che
sono quattro angeli mandati da Dio, ai quali è data
potestà sulle quattro parti della terra, di preservare la
vita o di distruggerla; questi sono coloro che hanno il
vangelo eterno da trasmettere ad ogni nazione, stirpe,
lingua e popolo; poiché hanno il potere tu serrare i
cieli, di suggellare alla vita, o di gettare giù nelle
regioni delle tenebre.

(Dottrina
e Alleanze | Sezione
77:8)

Quindi piu’ di un angelo
e’ coinvolto nella restaurazione e Vangelo negli ultimi
giorni.

i 4
angoli Polinesia sud Inghilterra Nord e sono isole del
mare le due americhe nord e sud ed erano per gli ebrei
isole del mare e sia le americhe che la Polinesia erano le
parti piu’ estreme per gli Ebrei

E’
interessante Isaia quando dice che una di queste nazioni
sarebbe stata un vessillo per le nazioni Isaia 11:10-12
infatti con il libro di Mormon si ha questo vessillo che
proclama che ai nostri progenitori erano state insegnate
solo menzogne e che il popolo che Dio si era formato
averbbe pubblicato le sue lodi.

Jer.
3:12-18; 12:14-17; 16:11-21; 23:2-8; 30:3; 31:6-14, 31-34;
32:37-40; 33:7-14; 50:4-8. 20.

Giuseppe=Asaph in ebraico significa un radunatore e
restauratore e le scritture sono chiare che e’ la tribu’
di Giuseppe che radunera’ le altre negli ultimi giorni e
restaurera’ ogni cosa come profetizzato in Atti 3:19.

Se
andiamo ad analizzare le profezie date da Giacobbe alle
tribu’ ai suoi figli vediamo che egli stava profetizzando
per gli ultimi giorni

L’impressione significativa e’ che in tutte le benedizioni
il loro adempimento e’ che deve avvenire mentre Israele e’
fra altri popoli.

Cio’
e’ importante perche’ e’ una chiave per la quale noi
possiamo provare ad identificare la loro locazione negli
ultimi giorni.

C’era una ragione per la quale Dio aveva fatto andare la
famiglia di Israele i Egitto, di solito Dio caccia i suoi
figli dal suolo promesso per infedelta’ ma invece nel caso
di Giacobbe, come nel caso di Abramo ed il bambino Gesu’
il motivo era un altro. Nel caso della famiglia di
Giacobbe i 400 anni erano necessari per mostrare loro
tutti gli aspetti negativi di una cultura pagane e senza
una legge divina dove solo la legge del piu’ forte
prevaleva. In piu’ come accennato precedentemente i 400
anni in schiavitu’ faceva nascere una nazione con
caratteristiche genetiche ben precise, essi infatti furono
l’unico popolo che non si mischiava con altri e che
mantenne le sue caratteristiche fisiche e morali intatte.
Quando essi furono pronti il Signore mando’ loro un
liberatore e con questa la legge con la quale governarsi.
Da notare il fatto che i figli che si ribellarono a Mose e
che si costruirono il vitello furono sterminati ed il
Signore attese altri 40 anni prima di introdurli in
Palestina proprio perche’ solo un popolo preparato e
determinato a servirlo doveva aver cio’ che era stato
promesso ad Abramo. Fino a quando il popolo fu obbediente
o magari fino a quando il limite dell’apostasia non
abbondava il popolo ebbe successi e sconfitte in base alla
sua obbedienza poi quando il bicchiere era colmo il popolo
veniva cacciato, vedi il regno del Nord prima ed alla fine
anche i Giusei dopo la morte del Cristo. Il Signore
richiese durante la conquista della Palestina la
distruzione della popolazione esistente per creare le basi
del vero inizio Esodo 34:13 ma anche delle donne ed i
bimbi.

La venuta di Davide al
trono di Israele porto’ all’adempimento di una delle
benedizioni date da Giacobbe a suo figlio Giuda. Genesi
49:10

Davide fu il piu’ grande
tra i re di Israele ma fece anche qualche grande errore ed
anche se si penti’ il Signore gli disse:"La spada non si
dipartira’ dalla tua casa" Una delle sue figlie fu
violentata, Ammon uno dei suoi figli fu ucciso da Absalom
suo fratello e piu’ tardi questo suo figlio, colui che
aveva scelto di essere re, si ribello’ contro di lui e
cerco’ di detronizzarlo. Salomone fu un altro grande re ma
anche lui fece molti errori e come sempre Dio volse il
male in bene in quanto…..se Israele fosse rimasto
isolato nel suo paese non avrebbe avuto il potere ne’
l’opportunita’ di compiere la missione prevista nei cieli
ed anche come aveva profetizzato Moe’ non vi sarebbe stata
alcuna dispersione. Il destino di Israele non e’ nella sua
potenza politica o nazionale, infatti il loro scopo
precipuo era ed e’ quello di benedire tutte le nazioni
della terra, proprio secondo le promesse che Abramo aveva
ricevuto.

Dopo la morte di Salomone
il regno fu diviso 1 re 11:29-37 2 Cronache 10:15

Dobbiamo tener presente
che questa divisione con due diversi re rese questi ultimi
solo capi di stato. Per cui, Israele doveva tornare alla
direzione dei profeti se la loro eredita nelle promesse
fatte ad Abramo avrebbero dovuto persistere. (quando le
tribu’ furono divise la tribu’ di Levi ando’ con il regno
del nord, ma quando geroboamo si rifiuto’ di permettero
loro di officiare nelle ordinanze del sacrificio, questi
se ne tornarono al sud e quindi il sacerdozio levitico era
in Giuda e non in Israele)

LE CARATTERISTICHE
PECULIARI DI ISRAELE

Sara’ interessante
cercare di studiare le caratteristiche di israele, perche’
queste le differenziano dalle altre nazioni a loro
associate. Nell’ottavo secolo prima di Cristo abbiamo le
descrizioni di queste caratteristiche e sebbene qualcosa
possa essere cambiato noi crediamo che non sia poi molto
proprio per la peculiarita’ che ho citato precedentemente
e cioe’ il fatto di essere stati per 400 anni in Egitto
sempre fra di loro, di avere vissuto anche in Israele
distinti per tribu’ ed anche dopo la loro dispersione
anche nei ghetti europei loro non si sono mischiati con i
gentili ma hanno sempre cercato di mantenere la loro
identita’ non solo religiosa ma anche fisica. E’ vero che
alcuni si sono sposati e mescolati fra i gentili ma la
maggioranza e’ rimasta distinta. Ancora oggi un ebreo
americano e’ americano di nascita ma ebreo, lo steso vale
per gli ebrei italiani e cosi via. Un italiano in america
dopo due generazioni si sente americano e si definisce
italo americano, ma di solito ha perso lingua e costumi,
un ebreo di solito rimane tale per secoli in qualsiasi
ambiente si trovi ama definirsi tale.

Quindi cercare di
scoprire quali fossero le caratteristiche prioritarie,
fisiche, culturali e sociali che loro ricevettero in quei
secoli ci sara’ di aiuto per localizzarli oggi.

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