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La dottrina del Sacerdozio

Numero speciale del Notiziario del Quorum preparato a cura
della Presidenza di Ramo

Presentazione


Un mercoledì sera, nel corso della riunione di Presidenza
del Ramo di Vicenza, è emersa
la necessità di una migliore conoscenza della dottrina del
sacerdozio, da parte dei detentori del
sacerdozio ed in generale di tutti i membri. Un paio di
lezioni dedicate, nel Quorum degli
Anziani, a questo argomento non erano riuscite a dissipare
i dubbi, anzi erano affiorate parecchie
incomprensioni ed una generale confusione per quanto
riguarda i vari aspetti del sacerdozio.
Considerata la vastità degli argomenti da trattare, la
scarsa disponibilità di fonti
autorevoli in lingua italiana oltre alle Sacre Scritture,
e considerato infine che questo tipo di
conoscenza si può ottenere solamente per rivelazione, dopo
attento studio, meditazione e
preghiera, la Presidenza del Ramo ha deciso di approntare
questo breve trattato sulla dottrina del
sacerdozio, affinché sia una base di studio e di
meditazione per ogni membro del Ramo.
Nella stesura di questo libretto abbiamo voluto esporre il
più possibile ciò che le Scritture
ed i Profeti moderni hanno detto sui vari argomenti del
sacerdozio, limitando le considerazioni
personali e le spiegazioni al minimo giudicato
indispensabile. Il trattato rimane tuttavia un’opera
personale di commento alle dottrine della Chiesa e non ha
valore valore di Scrittura. Dato che,
come abbiamo detto, la verità si ottiene solamente per
rivelazione, dopo attento studio, il metodo
migliore per leggere il presente libretto è seduti a
tavolino, con le Scritture ed un blocco di
appunti sotto mano.
Nella stesura, le varie citazioni sono state evidenziate
con una impaginazione più stretta,
in modo che fossero ben riconoscibili. I vari libri delle
Scritture sono citati con le abbreviazioni
tradizionali, mentre le altre opere sono state abbreviate
nel modo seguente:
DBY = Discourses of Brigham Young di John a. Widtsoe
DoS = Doctrines of Salvation, 3 vol. di Joseph Fielding
Smith
GD = Gospel Doctrine  di Joseph F. Smith
KST = Key to the Science of Theology  di Parley P. Pratt
MD = Mormon Doctrine di Bruce R. McConkie
TPJS = Teachings of the Prophet Jospeh Smith di Joseph
Fielding Smith

La Presidenza del Ramo                      .
(Renato Marini, Vincenzo Balestra, Mirco Canaglia)

Vicenza, 29 agosto 1979

Oltre 21 anni dopo la stesura di questo trattato, il testo
è stato ribattuto al computer; con
l’occasione sono stati eliminati alcuni errori di
ortografia ed è stata aggiornata l’appendice. Le
poche modifiche rispetto al testo originale sono state
scritte come note fra parentesi. Le citazioni
tratte dal Libro di Mormon e da Dottrina e Alleanze
rispecchiano la nuova traduzione. Sebbene
nel frattempo siano stati pubblicati in lingua italiana
alcuni dei testi citati, i riferimenti restano
quelli dei testi in lingua inglese e la traduzione è
quella fatta nel 1979 dall’autore. (Renato
Marini)

Vicenza 20 gennaio 2001

Sommario

PARTE PRIMA

- La natura del sacerdozio
- Il  potere del sacerdozio
- L’autorità del sacerdozio
- Le chiavi del sacerdozio
- Gli uffici del sacerdozio
- Visione di insieme

PARTE SECONDA

- Il sacerdozio nella preesistenza
- Il sacerdozio nella mortalità
-
Il sacerdozio nel mondo degli spiriti
- Il sacerdozio nei mondi eterni
- Il sacerdozio di Satana

PARTE TERZA

- La cronologia del sacerdozio: da Adamo a Noè
da Noè ad Abramo
da Abramo a Mosè
da Mosè a Gesù
in America
da Gesù a Joseph Smith
- L’ordine patriarcale nel sacerdozio
- Il lignaggio nel sacerdozio
- Il sacerdozio e la donna
- Gli esseri traslati

CONCLUSIONE

APPENDICE

- La linea gerarchica del sacerdozio nella Chiesa
(organigramma aggiornato)
- Gli uffici del sacerozio (elenco)
- Il sacerdozio nella storia (diagramma)
- Le chiavi del sacerdozio (elenco)

PARTE PRIMA


Cosa è il sacerdozio? La definizione classica ed ortodossa
è: "Il potere di agire nel nome di Dio".
L’anziano Bruce R. McConkie dice però che esso è "il
potere che mantiene in vita l’universo"
(MD 594). Tale definizione sottointende che il sacerdozio
sia una reale forza attiva, un potere che
influenza e govera la materia nelle sue varie forme.
L’apostolo Paolo dice apertamente che il
sacerdozio è ben più complesso di quanto si possa credere
in un primo momento. Dice infatti agli
Ebrei, parlando di Gesù Cristo:
"Essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo
l’ordine di Melchesedec, del
quale abbiamo a dire cose assai e malagevoli a spiegare,
perché siete divenuti duri di
orecchi" (Ebrei 5:10-11).
Per chi è duro di orecchi, infatti, è pressoché
impossibile riuscire a comprendere i molti aspetti
del potere di Dio. Per trovare la verità dobbiamo così
seguire la strada del Signore ed investigare
le Scritture,
"sapendo prima di tutto questo: che nessuna profezia della
Scrittura procede da vedute
particolari; poiché non è dalla volontà dell’uomo che
venne mai alcuna profezia, ma degli
uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti
dallo Spirito Santo" (2 Pietro 1:20-
21)
Dobbiamo prima di tutto distinguere diversi aspetti della
natura del sacerdozio, tutti ugualmente
reali ed indipendenti uno dall’altro:

1) il potere del sacerdozio, cioé la capacità di agire
2) l’autorità del sacerdozio, cioé il diritto di agire
3) gli uffici del sacerdozio, cioé la responsabilità di
agire
4) le chiavi del sacerdozio, cioé il diritto di delegare
ad altri la responsabilità di agire
Vediamo di approfondire ciascuno di questi quattro
aspetti.


Questo è forse il conceto meno compreso, sebbene sia
illustrato nelle Scritture e nelle parole dei
profeti moderni. Le Scritture dicono che
"la gloria di Dio è l’intelligenza, od in altre parole
luce e verità" (DeA 93:36)
 Ma cosa è questa intelligenza, chiamata anche luce e
verità o gloria di Dio, che sembra appunto
essere ciò che rende potente il Padre Celeste? E’ la forma
elementare che riempie l’universo e che
forma e dà vita a tutte le cose. Dice infatti il Signore:
"La luce che brilla e chi vi dà luce viene tramite Colui
che illumina i vostri occhi, che è la
stessa luce che vivifica il vostro intelletto; luce che
emana dalla presenza di Dio per
riempire l’immensità dello spazio. La luce che è in tutte
le cose, che dà vita a tutte le
cose" (DeA 88:11-13). "L’intelligenza, ossia la luce di
verità, non fu creata né fatta, né
invero può esserlo" (DeA 93:29).
Questa luce di verità è il mezzo tramite il quale Dio
mantiene in vita l’universo; essa infatti è nel
sole, nella luna e nelle stelle (vedere DeA 88:-10) oltre
che nella nostra mente. Tale materia
elementare però non è una sorta di radiazione, ma una
reale forma di vita indipendente, adatta ad
unirsi ad altre particelle della sua specie, fino a
formare tutte le varie forme di materia esistenti
nell’universo. Dice infatti la Scrittura:
"Ogni verità è indipendente in quella sfera in cui Dio
l’ha posta, per agire da se stessa,
come pure ogni intelligenza; altrimenti non v’è esistenza"
(DeA 93:30). "Non c’è nulla
che sia materia immateriale. Ogni spirito è materia, ma
più fine o pura" (DeA 131:7).
Questa luce di verità, che è la gloria di Dio, è la forza
che mantiene in vita il nostro corpo,
fornendogli l’energia vitale. Dice infatti Mosia ai suoi
sudditi:
"Se voi serviste Colui che vi ha creato sin dal principio,
e vi preserva di giorno in giorno,
prestandovi l’alito perché possiate vivere e muovervi, e
agire secondo la vostra volontà, e
anzi sostenendovi da un istante all’altro…"(Mosia 2:21)
Oltre a dare vita a tutte le nostre cellule ed a quelle
delle piante, degli animali, ecc. la luce di
verità è l’agente che illumina la nostra mente e ci fa
capire le cose, tramite il ragionamento o per
intuizione:
"E lo Spirito dà luce ad ogni uomo che viene nel mondo; e
lo Spirito illumina ogni uomo
in tutto il mondo che dà ascolto alla voce dello Spirito"
(DeA 84:46) vedere anche DeA
76:10.
Orbene, la capacità che Dio possiede di governare questa
luce di verità attraverso l’universo e di
usarla per creare, per comunicare e per illuminare,
costituisce il suo sacerdozio. Il sacerdozio di
Dio è quindi la capacità di governare e di controllare la
luce di verità che riempie l’universo. Dice
infatti l’anziano McConkie:
"Per quanto riguarda l’eternità, il sacerdozio è il potere
eterno, è l’autorità della Divinità
tramite il quale esistono tutte le cose; tramite il quale
esse sono create, governate e
controllate; tramite il quale l’universo e mondi senza
numero sono venuti all’esistenza;
tramite il quale il grande piano di salvezza, di
redenzione e di esaltazione, opera
attraverso l’immensità. Esso è il potere di Dio" (MD 594).
Joseph Fielding Smith si espresse con queste parole:
"Tutto lo spazio è riempito di materia e tale materia è
controllata e governata da un
Creatore onnisciente e sommamente saggio" (DoS 3:80)-
E’ tramite il sacerdozio di Dio, pertanto, che il nostro
mondo esiste, che è abitato da innumerevoli
forme di vita, che il nostro corpo vive e la nostra mente
ragiona (vedere DeA 11:13). E’ tramite il
sacerdozio che Dio comunica con l’uomo e gli fa conoscere
le verità eterne (vedere DeA 84:19).
Il profeta Joseph Smith espresse questo importante
concetto a proposito del ruolo del sacerdozio
nella conoscenza delle cose di Dio:
"Invito tutti a progredire verso la perfezione ed a
scrutare sempre più a fondo i misteri di
Dio. L’uomo non può fare nulla da se stesso, a meno che
Dio non lo guidi sulla retta via;
ed il sacerdozio ha appunto questo scopo""(TPJS 364).
Questo dunque è il potere del sacerdozio di Dio. E l’uomo,
possiede qualcosa di questo potere?
Dalle parole di Abrahamo possiamo apprendere una grande
lezione, se teniamo presente che la
luce di verità rappresenta la gloria di Dio (vedere DeA
93:36). Dice infatti il Profeta parlando
degli spiriti preesistenti (cioé che vivevano nella
preesistenza):
"E ve ne stava uno fra essi che era simile a Dio; ed egli
disse a quelli che erano con lui:
Noi scenderemo, poiché vi è dello spazio laggiù; e
prenderemo di questi materiali e
faremo una terra sulla quale costoro possano dimorare. E
in questo modo li metteremo
alla prova, per vedere se essi faranno le cose che il
Signore loro Dio comanderà loro; e a
coloro che mantengono il loro primo stato sarà dato in
aggiunta; e coloro che non
mantengono il loro primo stato non avranno gloria nello
stesso regno con quelli che
mantengono il loro primo stato; e a coloro che mantengono
il loro secondo stato sarà
aggiunta gloria sul loro capo per sempre e in eterno"
(Abrahamo 3:24-26).
Chi è fedele nell’osservare i comandamenti di Dio, quindi,
riceverà gloria su gloria, oltre a quella
che già possedeva nel primo stato, cioé nella
preesistenza. In altre parole, egli riceverà un grado
sempre maggiore del potere del sacerdozio.
"E inoltre, tutti coloro che ricevono questo sacerdozio
accettano me, dice il Signore..e
colui che accetta me accetta mio Padre; e colui che
accetta mio Padre riceve il regno di
mio Padre; perciò tutto quello che mio Padre ha gli sarÃ
dato" (DeA 88:35-38)
Il cammino dell’uomo verso l’esaltazione consiste perciò
nel progressivo apprendimento dell’arte
di governare la luce di verità che riempie l’universo.
Tale arte è il potere del sacerdozio. Sotto
questo punto di vista il sacerdozio è una dote intrinseca
di tutti i figli di Dio e fa parte integrante
della natura divina dell’uomo. In tal senso esso è un
sacerdozio "senza padre né madre, senza
genealogia, senza principio di giorni né fin di vita"
(Ebrei 7:3). Questo sacerdozio non deve
essere conferito e non può essere tolto. Dice a questo
proposito il profeta Joseph Smith:
"Il sacerdozio è un principio eterno ed esisteva con Dio
da tutta l’eternità; e continuerà ad
esistere, senza inizio di giorni o fine di anni" (TPJS
157).
("Ora il Signore aveva mostrato a me, Abrahamo, le
intelligenze che erano state
organizzate prima che il mondo fosse; e fra tutte queste
ve ne erano molte di nobili e di
grandi; e Dio…disse: Abrahamo, tu sei uno di loro; tu
fosti scelto prima di nascere"
Abrahamo 3:22-23).


Un secondo aspetto del sacerdozio è l’autorità che Dio ha
delegato all’uomo, affinché possa
amministrare il Vangelo e governare la Chiesa. Questo
sacerdozio è appunto una autorizzazione,
non un potere. Dice infatti il Profeta Joseph F. Smith:
"Cosa è il sacerdozio? E’ né più né meno che il potere di
Dio delegato all’uomo tramite il
quale l’uomo può agire sulla terra per la salvezza della
famiglia umana, nel nome del
Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (GD 139-140).
Per fare un esempio, consideriamo un agente di commercio.
Quando si reca da un cliente e
raccoglie un ordine per la fornitura di 50 trapani
elettrici, egli si impegna a nome della Ditta di
fabbricare e spedire quei 50 trapani. L’agente però non ha
in sé la capacità di fabbricare e spedire
la merce, ma emplicemente ha il diritto che la Ditta
faccia onore al suo ordine, produca i trapani e
li spedisca al cliente. La stessa cosa vale per il
sacerdozio dal punto di vista dell’autorità.
Parlando a Joseph Smith il Signore chiarì con parole
inequivocabili questo concetto:
"I diritti del sacerdozio sono inseparabilmente connessi
con i poteri del cielo e.i poteri
del cielo non possono essere controllati né adoperati se
non in base ai principi della
rettitudine" (DeA 121:36)
L’uomo ha il diritto che ha il potere lo usi secondo
rettitudine. Sotto questo punto di vista nessuno
può assumersi da solo questa autorità (vedere Ebrei 5:4)
così come nessuno può autonominarsi
rappresentante di qualche Ditta. Questo sacerdozio deve
essere conferito e può essere tolto. Ci
sono due modi in cui questo sacerdozio può essere
conferito. Tramite un uomo che già lo detenga,
come avviene oggi per tutti i membri della Chiesa, opure
tramite un messaggero celeste, come nel
caso di Joseph Smith (vedere DeA 27:12). Questo secondo
modo è usato solamente quando sulla
terra non ci sia nessuno che detenga il sacerdozio (e le
chiavi per ordinare altri).
"E’ contrario all’ordine dei cieli, istituito prima della
fondazione del mondo, che
messaggeri celesti.vengano sulla terra per compiere delle
ordinanze che gli uomini
possono fare da soli" (DoS 3:90).
Questo secondo metodo fu quello tramite il quale
ricevettero il sacerdozio tutti i Profeti in Israele,
da Mosè fino a Gesù.
"Tutti i Profeti avevano il sacerdozio di Melchisedec e
furono ordinati da Dio stesso"
(TPJS 181). "Il sacerdozio superiore venne tolto al popolo
come comunità, mail Signore
lasciò in mezzo ad esso alcuni uomini che possedevano il
sacerdozio di Melchisedec"
(DoS 3:85).
Anche Giovanni Battista fu ordinato con questa procedura
(vedere DeA 84:28); anche Abrahamo
(vedere Abrahamo 1:18) e Gesù (vedere Ebrei 2:19).

Anche per togliere questo sacerdozio ci sono due modi. Il
primo è il metodo terreno, cioé tramite
la scomunica dalla Chiesa. In questo caso chi detiene le
chiavi di conferire il sacerdozio toglie il
diritto che aveva concesso (vedere DeA 41:5 e Matteo
18:18).
"La scomunica consiste nell’escludere la persona dalla
Chiesa in modo che essa non ne
faccia più parte. Ogni benedizione del vangelo viene così
perduta" (MD 258).
Il secondo modo è quello divino (vedere DeA 121:37). Se
mancano i presupposti di fedeltà e di
rettitudine il cielo non riconosce più le azioni compiute
dall’uomo sulla terra, che sono perciò
pura esteriorità. Per tornare all’esempio dell’agente di
commercio, se la Ditta lo licenziasse per
disonestà, tutti gli ordini che egli dovesse inviare dopo
il suo licenziamento sarebbero ignorati e
ritenuti non impegnativi. Questo è il meccanismo che
scattò ogni volta che la Chiesa andò in
apostasia (vedere DeA 88:2). Scrisse Joseph Fielding
Smith:
"I semplici e chiari principi e le cerimonie del
vangelo..vennero modificati e mescolati
ad eresie, misteri ed ostentazioni completamente estranee
alla dottrina di Cristo.Sorsero
falsi insegnanti ed il sacerdozio venne nuovamente
ritirato di framezzo agli uomini, per
essere restaurato in tempi migliori e più favorevoli" (DoS
3:270).


Un terzo aspetto del sacerdozio da prendere in
considerazione sono i vari uffici che esso
comprende. Tali uffici o chiamate si dividono in due
categorie:
- ordinazioni, cioé investiture a carattere permanente
- messe a parte, cioé investiture a carattere temporaneo

"Il sacerdozio viene conferito ad una persona; questa poi
viene ordinata ad un certo ufficio
del sacerdozio e quindi è messa a parte per una specifica
posizione di responsabilità o di
presidenza. In tal modo una persona viene ordinata Anziano
e poi messa a parte come
Presidente del Quorum degli Anziani; può essere ordinata
Apostolo e messa a parte come
membro del Consiglio dei Dodici; può essere ordinata
Vescovo e messa a parte come
vescovo di un certo rione; oppure ordinata Sommo Sacerdote
e messa a parte come presidente
di palo o presidente della Chiesa." (MD 548).
Sia gli uffici che le messe a parte non sono che incarichi
specifici affidati nell’ambito del
sacerdozio e nulla possono aggiungere al potere del
sacerdozio stesso. Essi costituiscono anzi una
appendice al sacerdozio.
"Non c’é alcun ufficio che deriva da questo sacerdozio che
possa essere superiore al
sacerdozio stesso. E’ dal sacerdozio che qualsiasi ufficio
ottiene la sua autorità. Nessun
ufficio aggiunge autorità al sacerdozio. Nessun ufficio
aggiunge potere al sacerdozio. Ma
tutti gli uffici nella Chiesa derivano il loro potere,
virtù ed autorità dal sacerdozio" (GD
148).
(Per cui un Apostolo non ha un grado di sacerdozio
maggiore di quello di un Anziano, ma solo
ricopre un più elevato ufficio nello stesso sacerdozio).


L’ultimo aspetto del sacerdozio, anche questo alquanto mal
compreso, sono le chiavi che esso
comprende.
"Il sacerdozio in generale è l’autorità data agli uomini
per agire in nome di Dio. Ogni
uomo ordinato ad un qualsiasi grado del sacerdozio riceve
in delega tale autorità. Però è
necessario che ogni azione eseguita tramite questa
autorità sia fatta al tempo giusto, nel
posto giusto, nella maniera gusta e secondo il giusto
ordine. Il potere di dirigere questo
lavoro costituisce le chiavi del sacerdozio. Nella loro
pienezza le chiavi sono detenute da
una sola persona alla volta: il Presidente della Chiesa.
Egli può delegare ad altri parte di
tale capacità, conferendo in tal modo le chiavi per quel
particolare lavoro . Così è per
tutte le ramificazioni del sacerdozio. E’ necessario
distinguere chiaramente fra l’autorità
in generale di eseguire una ordinanza e la direzione
tramite la quale detta ordinanza deve
essere eseguita" (GD 136).
Una persona, quindi, può ricevere il sacerdozio ma non
possedere le chiavi per amministrare il
vangelo. (Per fare un esempio, un anziano può battezzare,
come sacerdozio, ma non può
battezzare una persona se non è stato debitamente
autorizzato a quel compito da qualcuno che
abbia le chiavi del battesimo. I missionari a tempo pieno
ricevono le chiavi per battezzare, ma gli
altri anziani o sommi sacerdoti devono essere
appositamente autorizzati dal vescovo per poterlo
fare).  Al tempo di Joseph Smith molti santi avevano il
sacerdozio, ma le chiavi le aveva
solamente il Profeta (vedere DeA 115:19). Ed anche il
Profeta non ricevette tutte le chiavi
automaticamente con l’ordinazione al sacerdozio, ma ognuna
di esse dovette essergli conferita
dalla persona giusta.
"Se tutte le cose dovevano essere restaurate.allora coloro
che detenevano le chiavi delle
varie dispensazioni dovevano conferire le loro chiavi a
qualcuno che sarebbe stato il
promotore di questa dispensazione della pienezza dei
tempi, e questa persona è Joseph
Smith" (DoS 3:97).
"E la voce di Michele, l’arcangelo; la voce Gabriele e di
Raffaele e di diversi angeli, da
Michele ossia Adamo fino al tempo presente, che
proclamavano tutti la loro
dispensazione, i loro diritti, le loro chiavi, la loro
maestà e gloria e il potere del loro
sacerdozio" (DeA 128:21).
Sebbene avesse tradotto il Libro di Mormon tramite l’aiuto
di Dio e sebbene avesse avuto
numerose visioni e visitazioni da parte di angeli, nel
maggio del 1829 Joseph Smith non
possedeva ancora il sacerdozio. Affinché la Chiesa potesse
essere organizzata il Signore inviò un
suo messaggero che deteneva le chiavi del sacerdozio
inferiore: Giovanni Battista. Non
semplicemente qualcuno che detenesse il sacerdozio
inferiore (di Aaronne), ma colui che aveva le
chiavi per amministrare le ordinanze in tale sacerdozio.
"Il motivo per cui Giovanni Battista venne mandato dai
cieli per conferire il sacerdozio di
Aaronne era che sulla tera non c’era nessuno che
possedesse le chiavi di tale sacerdozio.
Era Giovanni Battista che deteneva la presidenza di tale
sacerdozio dal tempo del
ministero terreno di Gesù Cristo. Egli era il legittimo
sacerdote presidente dell’ordine di
Aaronne in Israele. Questa autorità gli era venuta in
virtù della sua ascendenza" (DoS
3:88-89).
Dato che le chiavi del sacerdozio di Aaronne appartengono
di diritto ad un discendente letterale
di Aaronne (vedere DeA 107:16) la dichiarazione del
presidente Joseph Fielding Smith sopra
citata equivale a dire che Giovanni Battista era il
discendente diretto di Aaronne. Dopo aver
ricevuto le chiavi del sacerdozio minore, Joseph Smith
doveva ricevere ancora quelle del
sacerdozio superiore, per poter edificare la Chiesa nella
sua pienezza. Le prime chiavi che furono
conferite al Profeta -assieme alla ordinazione al
sacerdozio di Melchisedec- furono quelle
dell’apostolato, detenute da Pietro, Giacomo e Giovanni
(vedere DeA 27:12).
"La chiamata di un Apostolo è di edificare il Regno di Dio
su tutta la terra; è l’apostolo
che detiene le chiavi di questo potere, e nessun altro"
(DBY 139).
Perché proprio Pietro, Giacomo e Giovanni? Perché essi
avevano ricevuto le chiavi
dell’apostolato ai tempi di Gesù ed avevano ricevuto le
chiavi della dispensazione della pienezza
dei tempi (vedere DeA 128:20 ultime tre righe).
"Il Salvatore, Mosè ed Elias dettero le chiavi a Pietro,
Giacomo e Giovanni sul monte,
dove furono trasfigurati dinnazi a lui" (TPJS 158).
Ma le chiavi dell’apostolato non bastavano per
amminsitrare tutte le ordinanze del vangelo. Così
Joseph Smith ricevette la visita di altri Profeti del
passato, fra i quali Elia, che detiene le chiavi
del potere di sugellamento (vedere DeA 2:1), senza il
quale nessuna delle ordinanze eseguite sulla
terra sarebbero state valide nei cieli.
"Quale fu la natura di questa restaurazione (delle chiavi
di Elia)? Si trattò di conferire
agli uomini di questa dispensazione il potere di
suggellamento del sacerdozio, tramite il
quale tutte le cose sono legate nei cieli come sulla
terra" (DoS 2:118).
Il piano del vangelo è ordinato e perfetto ed ogni cosa
viene fatta nel modo debito. Dio Padre
detiene tutte le chiavi del sacerdozio, nessuna esclusa,
per quanto riguarda l’univeso da Lui
creato. Da dopo la resurrezione anche Gesù Cristo detiene
tutte le chiavi del Padre (vedere Marco
28:19). Adamo viene subito dopo Gesù e detiene le chiavi
che si riferiscono a questa terra ed al
vangelo che in essa è amministrato, ed ogni cosa sulla
terra deve essere fatta sotto la direzione di
Adamo, che a sua volta è sottoposto a Gesù, che a sua
volta è sottoposto a Dio Padre.
"Adamo è il padre della famiglia umana e presiede sugli
spiriti di tutti gli uomini (si
intende uomini e donne)..Egli (Gesù Cristo) stabilì che le
ordinanze dovevano essere
sempre le stesse e costituì Adamo per controllarle, per
rivelarle agli uomini dai cieli, o
per inviare angeli che le potessero rivelare..Questi
angeli sono sotto la direzione di
Michele, o Adamo, che agisce sotto la direzione del
Signore" (TPJS 158,168).
Sulla terra oggi il presiente della Chiesa detiene tutte
le chiavi di Adamo e le può delegare ad
altri. In scala gerarchica tali chiavi sono date ai Dodici
Apostoli, ai Settanta, ai presidenti di palo
ed ai vescovi, a ciascuno secondo la rispettiva
responsabilità. Quando c’è una presidenza a capo
di una qualsiasi organizzazione (del sacerdozio) della
Chiesa, il presidente ne riceve le chiavi e
solo lui.


Considerando il sacerdozio nei suoi vari aspetti possiamo
estrarre alcuni concetti:
1) il potere del sacerdozio è dato in qualche misura, a
chi più a chi meno, a tutti i figli e figlie di
Dio, sia al di qua che al di là del velo (cioé della
nascita mortale).
2) L’autorità del sacerdozio viene data solo ai membri
maschi della Chiesa, di buona
reputazione. La concessione di tale autorità subì
parecchie restrizioni nel corso della storia,
come vedremo in un capitolo a parte.
3) Gli uffici del sacerdozio sono conferiti ai vari
detentori del sacerdozio, affinché ognuno possa
svolgere il suo particolare lavoro, ciascuno a seconda
della propria chiamata, per il governo
della Chiesa e per l’amministrazione del vangelo.
4) Le chiavi del sacerdozio sono concesse nella loro
pienezza solo al Presidente della Chiesa.
Chiavi limitate e specifiche bengono date e tolte ai vari
dirigenti del sacerdozio, secondo
necessità.

PARTE SECONDA


Tracciate alcune linee fondamentali per poter comprendere
i vari aspetti del sacerdozio, passiamo
a considerare la posizione di ognuno di noi nei confronti
di questo potere, nei vari stadi della
nostra esistenza.

Nella preesistenza ognuno di noi nacque da Dio, crebbe e
si sviluppò fino a raggiungere la
maturità (in quella sfera). Questo fatto è chiaramente
espresso in Abrahamo 3:22-23. Quando
partecipammo al Grande Concilio nei cieli , eravamo tutti
spiriti adulti e maturi, in grado di
scegliere e di combattere, sia pure con la sola mente.
"Mio padre (Hyrum Smith, il Patriarca) disse che lo
spirito di Gesù Cristo era pienamente
cresciuto prima di nascere in questo mondo (vedere Ether
3:13-16) così anche i nostri
figlioli erano pienamente cresciuti e possedevano la loro
piena statura nello spirito, prima
di entrare nella mortalità" (GD 455).
Avevamo il sacerdozio in quello stadio di esistenza?
Avevamo sicuramente il potere del
sacerdozio, visto che combattemmo a fianco di Michele e
Geova contro Lucifero (vedere
Apocalisse 12:7).
"Noi eravamo senza dubbio presenti in quei concili, quando
avvenne la meravigliosa
occasione in cui Satana si offrì come Salvatore del mondo,
se solo gli fossero stati dati
onore e gloria. Noi eravamo là senza alcun dubbio e
prendemmo parte a tutti questi
avvenimenti" (GD 93-94).
E per quanto riguarda l’autorità? Abbiamo visto che
l’autorità è necessaria quando si devono
celebrare delle ordinanze nel nome di Dio (o organizzare
una Chiesa). Venivano celebrate
ordinanze nel mondo preterrestre? Dice il Profeta Joseh
Smith:
"Ogni uomo che sia stato chiamato ad amministrare fra gli
abitanti della terra venne
ordinato per questo preciso scopo nel Grande Concilio dei
cieli, prima che il mondo
fosse" (TPJS 365).
Ogni profeta, presidente e sacerdote venne ordinato a
questo ufficio nel mondo preterrestre.
Anche ogni re, governatore o scienziato venne ordinato a
tale scopo in quella sfera (vedere
Daniele 3:37). Ma chi ordinò tutti questi spiriti? Il
terzo capitolo di Abrahamo ci aiuta a capire
che nel mondo preterrestre Dio Padre organizzò una chiesa
e chiamò dei dirigenti (vedere
Abrahamo 3:22-23).
"Il sacerdozio venne dato dapprima ad Adamo; egli ottenne
la Prima Presidenza e ne
detenne le chiavi di generazione in generazione. Egli lo
ottenne (il sacerdozio) nella
creazione, prima che il mondo fosse formato" (TPJS 157).
Il piano di salvezza, la creazione del mondo, la storia
dei popoli e del vangelo sulla terra, vennero
decisi non da Elohim da solo, ma da un concilio di
governatori:
"Egli disse a quelli che erano con lui: Noi scenderemo,
poiché vi è dello spazio laggiù; e
prenderemo di questi materiali e faremo una terra sulla
quale costoro possano dimorare;
ed in questo modo li letteremo alla prova" (Abrahamo
3:24-25).
E gli Dei si consigliarono fra loro e dissero: Scendiamo e
formiamo l’uomo" (Abr.4:26).
In quella occasione Geova stava parlando ai governanti, a
quelli che Elohim aveva scelto per
organizzare e portare avanti l’intero piano di salvezza.
In altre parole, alla Chiesa di quella sfera.


Quando un uomo, tramite il processo della nascita, entra
nella mortalità, una sorta di velo
dell’oblio si stende sulla sua memoria spirituale, sulla
memoria, cioé, del suo corpo spirituale, ed
egli non è più in grado di usare nessuna delle capacitÃ
che aveva sviluppato nella sua precedente
esistenza.
"In questa vita mortale, o secondo stato, il Signore volle
che noi camminassimo per fede,
non per visione.. Perciò Egli ci tolse ogni conoscenza che
avevamo nell’esistenza pre-
mortale e ci fece iniziare da zero, come bimbi neonati,
inermi, affinché potessimo
crescere ed imparare giorno dopo giorno" (DoS 1:60).
Tale oblio riguarda anche i poteri del sacerdozio che
possedevamo, cioé che avevamo sviluppato
grazie alla nostra obbedienza e diligenza. Tuttavia, a
mano a mano che progrediamo nella
conoscenza e nel vangelo, possiamo sollevare sempre di più
questo velo e possiamo riottenere
quel potere e quelle capacità che avevamo nel mondo
precedente. Dice infatti l’apostolo Parley
P.Pratt:
"Nel corso del progresso dell’uomo nella mortalità, lo
Spirito Santo ne può risvegliare
gradualmente le facoltà e rivelargli, o meglio risvegliare
in lui, tramite sogni, visioni o
per spirito di profezia, il ricordo parziale od una
rimembranza offuscata e non pienamente
definita della intelligenza del passato. Egli può vedere
in parte e può conoscere in parte,
ma non potrà mani -fintantoché sarà nella carne- riavere
pienamente l’intelligenza che
possedeva nel suo primo stato" (TST 31).
Ogni persona, che apartenga a no alla Chiesa, può
progredire in tal modo verso la conoscenza che
possedeva in passato, ma chi segue le leggi del vangelo ne
è sicuramente avvantaggiato (vedere
DeA 121:15). (E’ per questo che ogni nuova conoscenza
produce un sapore di "ritrovare qualcosa
che si era perso").

Per quanto riguarda l’autorità e le chiavi, invece, dato
che la Chiesa di quel mondo non è la chiesa
di questo mondo, per poter agire legittimamente in questa
terra ogni persona deve essere ordinata
da qualcuno che abbia le chiavi per farlo (vedere 5°
articolo di fede). Così Joseph Smith ricevette
l’autorità da Dio durante il Concilio dei Cieli, però
dovette essere nuovamente ordinato (una volta
sulla terra), per poter agire nel nome di Dio su questa
terra ed edificare il Regno (vedere DeA
27:12). Quando riceviamo il sacerdozio nella Chiesa,
quindi, non riceviamo un potere ma una
autorità. Non abbiamo un potere che prima non avevamo, ma
abbiamo il diritto di godere dei
poteri celesti che prima non erano a nostra disposizione
(vedere DeA 121:36). Come abbiamo
visto nel primo capitolo di questo trattato, il potere del
sacerdozio non può essere tramesso, ma
deve essere appreso individualmente da ciascun figlio o
figlia del Padre Celeste.
"Dotato di libero arbitrio e soggetto alle leggi eterne,
l’uomo iniziò il suo progresso ed il
suo miglioramento nella vita premortale, ed il suo
obiettivo finale è di raggiungere uno
stato di gloria, di onore e di esaltazione pari a quelli
del Padre degli spiriti.. Questo
corso graduale di sviluppo e di acquisizione di
esperienza. iniziò in eternità trascorse e
continuerà nelle ere a venire" (MD 238).
Anche Satana, nello stablire la sua Chiesa su questa
terra, ha messo a disposizione dei suoi
seguaci dei "poteri soprannaturali" che appartengono alla
sfera spirituale, che imitano i veri poteri
del sacerdozio. Parlando del potere del maligno e di
coloro che lo seguono, il Profeta Joseph
Smith affermo:
"Gli Egiziani erano incapaci di trovare che differenza
c’era fra i miracoli di Mosè e quelli
dei loro maghi, fino a che non si ebbe una vera prova a
confronto; e se Mosè non fosse
apparso fra loro, essi avrebbero sicuramente pensato che
le opere potenti compiute dai
maghi fossero opera di Dio. Essi infatti potevano operare
grandi miracoli; avevano
sviluppato una capacità di agire soprannaturale e
disponevano di grande potere""(TPJS
202).
Tutti i fenomeni spiritistici, paranormali e
parapsicologici (che non siano solo inganni) non sono
altro che gli effetti dell’uso indebito dei poteri che
risiedono al di là del velo e che spiriti
disobbedienti cercano di portare in questo mondo.


Quando l’uomo muore, il suo spirito si reca in un luogo
che gli Ebrei chiamavano Scheol: mondo
delle ombre. Cosa accade quando lasciamo questo stadio di
vita per entrare nel prossimo? Dice
Brigham Young:
"Quando i fedeli anziani che detengono il sacerdozio vanno
nel mondo degli spiriti, essi
portano con sé lo stesso potere ed il medesimo sacerdozio
che possedevano mentre erano
nel tabernacolo mortale" (DBY 132).
Come mai, nel passaggio da questa vita alla prossima non
perdiamo la nostra autorità nel
sacerdozio, come avviene quando nasciamo? Nel descrivere
il cammino dell’uomo l’apostolo
Parley P. Pratt fece questa importante considerazione:
"Avendo conservato il suo secondo stato (cioé la
mortalità) ed avendo adempiuto alla
misura delle sue responsabilità, l’uomo oltrepassa il velo
della morte ed entra nel mondo
degli spiriti.Adempiendo alla misura delle sue
responsabilità nel mondo degli spiriti,
egli passa -tramite la resurezione del corpo- nel terzo
stato e si trova rivestito di un corpo
eterno di carne ed ossa" (KST 32).
Il secondo stato, quindi, va dalla nascita su questa terra
fino alla resurrezione del corpo, dopo di
che entriamo nel nostro terzo stato. E’ quindi legittimo
pensare che la Chiesa di quaggiù sia
prolungata anche al di là della morte (vedere DeA 138:57).
Dato che la Chiesa nell’aldilà deve
comprendere tutte le varie dispensazioni del vangelo sulla
terra, essa non si chiama Chiesa di
Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La rivelazione
ci dice che questa Chiesa si chiama
"Chiesa del Primogenito" (DeA 107:18-19). Per entrare a
far parte di questa Chiesa più elevata
non è sufficiente il battesimo, ma è necessario contrarre
tutte le alleanze del tempio.
"Andate quindi ed edificate il tempio del Signore, in modo
che possiate ricevere le
dotazioni che sono in serbo per voi e che possediate le
chiavi del sacerdozio eterno; che
possiate ricevere ogni parola, segno e simbolo, e che
possiate essere resi familiari con le
leggi degli angeli e del regno di nostro Padre e nostro
Dio, e conoscere in che modo
passare da un grado all’altro, per entrare pienamente
nella gioia del nostro Signore"
(DBY 396).
"I membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli
Ultimi Giorni che si dedicano alla
rettitudine fino al punto di ricevere le più elevate
ordinanze dell’esaltazione, diventano
membri della Chiesa del Primogenito. Il battesimo è la
porta per entrare nella Chiesa, ma
per entrare a far parte della Chiesa del Primogenito
bisogna passare la porta del
matrimonio eterno, e far parte così del cerchio più
interno dei santi fedeli, che sono eredi
dell’esaltazione e della pienezza del Regno del Padre" (MD
139).
Tutti coloro che avevano il sacerdozio quaggiù lo
conservano anche nel mondo degli spiriti
(vedere DeA 90:3). Dice infatti Brigham Young:
"Joseph è forse glorificato? No. Egli sta predicando agli
spiriti che sono in carcere. Egli
otterrà la sua resurrezione prima di qualsiasi altro in
questo Regno, poiché egli fu il primo
che Dio scelse per portare avanti l’opera negli ultimi
giorni. Il suo ufficio non gli è stato
tolto ed egli è solamente andato a lavorare in un altro
reparto dell’officina del Padre
Onnipotente (DBY 468).
Ciò che vale per Joseph Smith vale anche per ognuno di
noi. (D’altra parte, chi non ha ricevuto il
sacerdozio in questa vita lo puo ricevere nel mondo degli
spiriti ,vedere DeA 137:7-8) Ma cosa
possiamo dire per quanto riguarda il reale potere di
agire? Ascoltiamo le parole dei Profeti:
"Noi siamo a scuola e continuiamo ad imparare e non ci
aspettiamo di smettere di
imparare finché siamo sulla terra; e quando passeremo
attraverso il velo, ci aspettiamo di
continuare ad imparare e ad arricchire il nostro bagaglio
di conoscenze" (DBY 91).
"Sono certo che gli occhi di Joseph, il Profeta… di
Brigham Young e di Wilford sono
attentamente rivolti verso il regno di Dio per il quale
essi stessi faticarono.. Io credo che
essi conoscano di più; io credo che la loro mente si sia
espansa al di là della loro stesssa
comprensione nella vita mortale..Noi crediamo che ogni
persona avrà un lavoro da
compiere nel’altro mondo, così come l’ha avuto in questo;
e sarà un lavoro anche più
grande. Noi crediamo di essere sulla via del progresso,
dallo sviluppo nella conoscenza,
nella comprensione, ed in ogni buon cosa, e che
continueremo a crescere, a progredire ed
a svilupparci lungo tutte le eternità che stanno davanti a
noi" (GD 430,432).
Nel mondo degli spiriti, quindi, ci sarà un notevole
progresso nella conoscenza delle cose di Dio,
che nel primo capitolo abbiamo visto essere direttamenta
collegata al potere di agire, cioé al
potere del sacerdozio per governare la materia:
"Qualsiasi principio di intelligenza noi conseguiamo in
questa vita sorgerà con noi nella
resurrezione. E se una persona guadagna maggiore
conoscenza e intelligenza in questa
vita, mediante la sua diligenza e la sua obbedienza, che
un’altra, essa ne avrà altrettanto
vantaggio nel mondo a venire" (DeA 130:18-19).
Vantaggio per fare cosa, se non per progredire? Ed in cosa
possiamo progredire una volta privati
del corpo fisico se non nella conoscenza dei misteri e
delle leggi di Dio e quindi del Suo
sacerdozio?
"Ci impiegheremo intere ere per arrivare a questo fine
(alla perfezione) poiché ci sarà
progresso maggiore oltre la tomba e sarà là che i giusti
vinceranno tutte le cose e
riceveranno tutte le cose, sì anzi, la pienezza della
gloria del Padre" (DoS 2:18). Vedere
anche DeA 93:19-21.


La Chiesa nel mondo preterrestre è diversa da quella di
quaggiù; e quella del regno celeste? La
Chiesa quaggiù esiste per uno scopo ben preciso: il
perfezionamento dei santi e l’opera del
ministero -vedere Efesini 4:13- (predicare il vangelo e
redimere i morti), finché tutti saremo
arrivati alla statura perfetta di Cristo. Tutti i giusti,
naturalmente. Ci sarà allora una Chiesa nel
regno Celeste e negli altri Regni di gloria? Le Scritture
ed i Profeti non hanno detto nulla -a
nostra conoscenza- su questo argomento. Possiamo però fare
alcune considerazioni. Dopo la
resurrezione finale, quando ognuno sarà stato assegnato al
suo regno, a seconda della gloria che si
sarà conquistato, ci sarà un grandioso lavoro da compiere.
Dicono le Scritture:
"I telesti…sono coloro che non saranno redenti dai lacci
del diavolo fino all’ultima
risurrezione, fino a che il Signore, sì il Cristo,
l’Agnello, non avrà terminato la sua opera.
Questi sono coloro che non sono partecipi della sua gloria
nel mondo eterno, ma ricevono
lo Spirito Santo tramite il ministero dei terrestri. E i
terrestri, tramite il ministero dei
celesti. Ed i telesti lo ricevono anche dal ministero
degli angeli che sono incaricati di
servirli, ossia che sono nominati ad essere spiriti
ministranti in loro favore; poiché essi
saranno eredi della salvezza" (DeA 76:85-88).
La nostra esistenza nel Regno Celeste (o Terrestre) non
sarà una eternità di beata inattività, ma di
fervente lavoro. Per organizzare e portare avanti tale
lavoro sarà probabilmente necessaria una
qualche struttura ecclesistica che avrà come dirigenti
Gesù Cristo e quelli che avranno ricevuto la
loro corona di gloria (vedere Apocalisse 2:26-27).
Naturalmente nessuna delle ordinanze ricevute
sulla terra resteranno in forza dopo la resurrezione, per
quanto riguarda i vari incarichi nel
sacerdozio. Non ci saranno cioé vescovi, presidenti di
palo o apostoli. L’unico sacerdozio in quel
mondo sarà quello patriarcale. Il Profeta insegnò questo
concetto con le seguenti parole:
"Ci sono tre grandi ordini del sacerdozio, ai quali si fa
riferimento qui. Primo.il
sacerdozio di Melchisedec.Il secondo sacerdozio è
l’autorità patriarcale. Andate e
completate il tempio e Dio lo riempirà di potere, ed
allora voi riceverete maggiore
conoscenza a proposito di questo sacerdozio. Il terzo è
quello che è chiamato Sacerdozio
Levitico" (TPJS 323).
Il sacerdozio patriarcale, quindi, si riceve nel tempio. A
questo proposito l’anziano Bruce R.
McConkie spiega:
"I detentori del sacerdozio di Melchisedec hanno il potere
di andare avanti nella
rettitudine, vivendo di ogni parola che esce dalla bocca
di Dio, magnificando la loro
chiamata, procedendo di grazia in grazia,fino a che,
tramite la pienezza del sacerdozio,
sono ordinati Re e Sacerdoti. Coloro che arriveranno a
questo punto riceveranno
l’esaltazione e saranno re, sacerdoti, governanti e
signori nelle loro rispettive sfere, nei
regni eterni del Grande Re, che è il nostro Dio Padre" (MD
425). Vedere anche Apoc.
1:6; 5:10.
Per quanto riguarda il potere di agire, oltrepassata la
soglia della resurrezione potremo ricevere
anche noi la pienezza del potere del sacerdozio -vedere
DeA 84:38- (a seconda del grado di
gloria a cui saremo assegnati). Pienezza che Gesù
ricevette solo dopo la sua resurrezione. Anche
egli infatti dovette passare attraverso la morte e la
resurrezione prima di poter dire
"Ogni potestà mi è stata data, sia in terra che in cielo"
(Matteo 28:18).
Una ulteriore prova di questo fatto la possiamo trovare
dal confronto di due dichiarazioni fatte dal
Salvatore, una prima di morire e l’altra dopo essere
risorto: vediamole. Parlando agli Ebrei in
Palestina, prima di morire, Gesù li invitò ad essere
perfetti
"come è perfetto il Padre vostro celeste" (Matteo 5:48).

Ai Nefiti, dopo la sua resurezione, Egli rivolse lo stesso
invito, ma con queste parole:
"Perciò vorrei che foste perfetti come me, o come il Padre
vostro che è in cielo, è
perfetto" (3 Nefi 12:48).
Di tutti quelli che risorgeranno, però, solo pochi
riusciranno a possedere tutto il potere del
sacerdozio, cioé quelli che saranno in grado di entrare
nel grado più alto della gloria celeste. Solo
essi saranno Dei.
"Allora essi saranno Dei, perché non hanno fine; perciò
saranno d’eternità in eternità,
perché continueranno; allora saranno al di sopra di tutto,
perché tutte le cose saranno loro
soggette. Allora saranno Dei, perché avranno ogni potere,
e gli angeli saranno sottomessi
a loro" (DeA 132:20).
"Il dono promesso a coloro che accolgono questa alleanza
di matrimonio e rimangono
fedeli fino alla fine, che essi non avranno fine,
significa che essi avranno il potere di
avere una progenie eterna. Solo chi otterrà questo potere
potrà conoscere ‘il solo saggio e
vero Dio e colui che Egli ha mandato, Gesù Cristo’. Gli
altri potranno vedere il Signore,
potranno essere da Lui istruiti, ma non lo conosceranno
veramente, né Lui né il Padre, a
meno che non diventino uguali ad Essi" (DoS 2:64).
Coloro che entreranno negli altri regni possederanno gradi
minori del sacerdozio, cioé della
capacità di goverare la materia.


Satana possiede sacerdozio? Meglio chiedersi: Satana
possiede qualche grado di potere nel
sacerdozio? Possiede qualche autorità nell’ambito del
sacerdozio? Rispondiamo separatamente a
queste due domandde.
"E anche questo vedemmo, e ne portiamo testimonianza: che
un angelodi Dio, che era in
autorità alla presenza di Dio, che si era ribellato contro
il Figlio Unigenito che il Padre
amava e che era nel seno del Padre, fu precipitato dalla
presenza di Dio e del Figlio. E fu
chimato Perdizione, poiché i cieli piansero su di lui -
era Lucifero, un figlio del mattino"
(DeA 76:25-26).
Lucifero era uno spirito potente nel mondo preterrestre e
quindi possedeva un certo grado di
sacerdozio. Tale potere nessuno può toglierglielo. Come
ogni altro figlio di Dio, tuttavia, anche
Satana dipende da Dio per la sua esistenza e può fare solo
ciò che il Padre gli concede di fare
(vedere Giobbe 2:1, 6-7). Il potere di Satana ha quindi
dei limiti fissati da Dio.
"Sembrerebbe anche che gli spiriti malvagi abbiano i loro
limiti, confini e leggi, tramite
le quali sono governati e controllati" (TPJS 208).
Satana avrà sempre questo potere nel sacerdozio di Dio?
Questa è una domanda che resterà senza
risposta; dice infatti il Signore, parlando di coloro che
seguiranno Satana e saranno chiamati
Figlioli di Perdizione:
"E nessun uomo conosce la loro fine, né il loro luogo, né
il loro tormento: Non fu mai
rivelato, né lo è, né sarà mai rivelato all’uomo, eccetto
a coloro che ne sono resi
partecipi" (DeA 76:45-46).
Per quanto riguarda l’autorità, invece, Satana non ha mai
ricevuto autorità di fare alcunché nel
nome di Dio, dopo la sua ribellione e conseguente cacciata
da Kolob. Forse è per questo motivo
che egli ha sempre cercato di creare delle chiese sulla
terra basate sul suo potere, e che possono 
ben chiamarsi "chiese di Satana".
"E’ vero che alcuni medium si mettono in contatto con gli
spiriti nel corso delle loro
trances. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, gli
spiriti che si manifestano loro sono
probabilmente i demoni o i diavoli che furono cacciati dal
cielo per ribellione" (MD 759).
"Per quanro riguarda il regno di Dio, il diavolo ha sempre
stabilito il suo regno
esattamente nello stesso tempo ed in opposizione a quello
di Dio" (TPJS 365).
Tutti questi inganni di Satana che accecano gli uomini
avranno fine nella resurrezione, ed egli
sarà escluso dal nostro universo, assieme ai suoi angeli.
E dove andrà? Anche questo non ci è
dato di conoscere (vedere DeA 76:44-48).

PARTE TERZA


Il sacerdozio è eterno. Però, come abbiamo visto nei
capitoli precedenti, l’autorità per agire nel
nome di Dio dovette essere conferita ai figlioli di Dio
sulla terra ogniqualvolta fosse necessario. Il
primo uomo a ricevere l’autorità del sacerdozio sulla
terra fu Adamo.
"Il sacerdozio venne dato dapprima ad Adamo; egli ottenne
la Prima Presidenza e ne
detiene le chiavi di generazione in generazione" (TPJS
157). Vedere anche DeA 84:16
Adamo ricevette il sacerdozio sulla terra. Ma da chi lo
ricevette, visto che non c’era nessun sul
nostro pianeta? Dovette venire un messaggero celeste. Chi
fu? Le Scritture non dicono nulla a
questo riguardo, ma possiamo fare alcune considerazioni.
In Mosè 6:64-67 è ripostata la
descrizione del battesimo e dell’ordinazione al sacerdozio
di Adamo. Dice infatti la Scrittura:
"(Adamo..fu portato via dallo Spirito del Signore, fu
immerso nell’acqua, fu steso
sott’acqua e fu portato fuori dall’acqua. E così egli fu
battezzato e lo Spirito di Dio scese
su di lui, e così nacque dallo Spirito e fu vivificato
nell’uomo interiore".
Fin qui fu battesimo e dono dello Spirito Santo.
"E tu sei secondo l’ordine di colui che era senza
principio di giorni o fine di anni, da tutta
l’eternità a tutta l’eternità" (Mosé 6: 65, 67).
L’ordine di colui che è senza principio di giorni o fine
di anni è il sacerdozio secondo l’ordine del
Figlio di Dio, cioé il sacerdozio di Melchisedec. Questi
versetti ci inducono a pensare che Adamo
sia stato battezzato e ordinato al sacerdozio dallo
Spirito di Dio. Ma cosa si intende con
l’espressione "Spirito di Dio"? Lo Spirito Santo, od un
messaggero divino appositamente inviato?
(Vedere 1 Re 18:12; Atti 8:3-9; 1 Nefi 11:1).
Se si tratta dello Spirito Santo resta il problema di come
un personaggio senza corpo fisico possa
battezzare ed imporre le mani su un uomo, specialmente
alla luce delle istruzioni date dal Profeta
Joseph Smith ai Santi nella sezione 129 di Dottrina e
Alleanze (vedere i versetti 2 e 8).
Se invece con il termine Spirito di Dio si intende un
messaggero divino appositamente incaricato,
resta il problema di chi possa essere stato questo
messaggero (datato di corpo fisico) nel caso di
Adamo (che fu il primo dei figli di Dio ad avere un corpo
fisico, su questa Terra).
Cercheremo di approfondire meglio questa questione in un
capitolo a parte. Per ora ci basti sapere
che Adamo ricevette il sacerdozio da un inviato celeste,
dopo essere stato cacciato dal giardino di
Eden. Adamo trasmise il sacerdozio ai suoi discendenti,
lungo la linea patriarcale, cioè ai
primogeniti delle varie generazioni, fino a Metuselah
(Matusalemme). Vedere DeA 107:42-50.
Metuselah a sua volta ordinò Noè quando questi aveva solo
10 anni (vedere DeA 107:52).
Naturalmente non tutti i figli di Adamo ricevettero il
sacerdozio o lo onorarono. Caino fu uno dei
tanti che rigettarono il potere di Dio in cambio del
potere di Satana.
"E Satana giurò a Caino che avrebbe fatto secondo i suoi
comandi..E Caino disse:
Davvero io sono Mahan, il padrone di questo gran segreto,
di poter uccidere e ottenere
guadagno" (Mosè 5:30-31).
Molti altri seguirono la sua strada (vedere Mosè 5:41). Il
sacerdozio dei patriarchi non riuscì a
preservare quella prima società dall’apostasia e dalla
corruzione. Al tempo di Noè, circa 1600
anni dopo che Adamo era stato posto su questa terra (o
meglio scacciato dal giardino di Eden),
"ogni carne aveva corrotto la sua via sulla terra" (Genesi
6:12). Come sarebbe avvenuto più volte
nella storia dell’umanità, Dio scelse un uomo giusto per
preservare il Suo sacerdozio e lo trasse
fuori dalla malvagità. Il primo popolo dell’alleanza fu la
famiglia di Noè (vedere Genesi 9:9).


Dei figli di Noè solo tre sopravvissero al diluvio: Sem,
Cam e Jafet, con le rispettive mogli
(vedere Mosè 8:13-15, 27). Anche fra di essi Dio scelse
una stirpe eletta. Leggiamo nella
benedizione patriarcale data da Noè ai suoi figli, dopo il
diluvio:
"Benedetto sia l’Eterno, l’Iddio di Sem, e sia Canaan suo
servo! Iddio estenda Jafet ed
abiti egli nelle tende di Sem, e sia Canaan suo servo!"
(Genesi 9:26-27).
Queste parole, espresse in linguaggio figurato, illustrano
la storia del sacerdozio relativamente
alle tre stirpi dei figli di Noè.
Cam, chiamato Cannan per richiamare il popolo di Caino
(vedere Mosè 7:8), aveva sposato una
donna della stirpe di Caino, di nome Egyptus. Tale stirpe
aveva come segno caratteristico la pelle
nera (vedere Mosè 7:22) e non aveva diritto al sacerdozio
(come stirpe) perché aveva deciso di
seguire le vie di Satana. In tal modo Cam preservò la
maledizione di Caino oltre il diluvio ed egli
non potè trasmettere il sacerdozio ai suoi figli (vedere
Abrahamo 1:21-22,27). La stirpe di Cam
sarebbe stata serva, quindi, di Sem e Jafet, fino
all’ultima generazione. Servitù che si dimostrò
essere non solo di carattere spirituale, ma anche di
natura materiale. A questo proposito   così si
espresse Brigham Young:
"Il seme di Cam, che è il seme di Caino che discese
tramite Cam, servirà -secondo la
maledizione posta su di lui- i suoi fratelli e sarà servo
dei servi di fronte ai suoi simili,
fino a che Dio toglierà la maledizione" (MD 311).
(Questa maledizione è stata tolta nel 1978 tramite il
profeta Spencer W. Kimball.)
Parlando di Jafet, Noè disse che egli avrebbe abitato
nelle tende di Sem; con questa espressione il
grande Patriarca probabilmente voleva intendere che i
figli di Jafet (i Gentili) avrebbero ricevuto
il sacerdozio sotto le mani o grazie al ministero dei
figli di Sem e che anzi avrebbero contribuito
ad allargare le tende di Sem, cioè ad accrescere il numero
ed i confini del popolo di Dio.
"I discendenti di Jafet, il figlio di Noè, furono chiamati
Gentili (Genesi 10:1-5) ed in
questo senso i discendenti di Sem (arabi ed ebrei) e
quelli di Cam (le razze negre) non
sono Gentili..Tenendo presente il principio che i Gentili
vengono adottati nel lignaggio
di Israele quando si uniscono alla Chiesa.non è
inappropriato parlare ai nostri giorni di
Israele, intendendo i membri della Chiesa" (MD 311).
Dopo Noè, quindi, il sacerdozio proseguì lungo la
discendenza di Sem, fino al tempo di Abramo.
"Nella terra dei Caldei, nella residenza dei miei padri,
io, Abrahamo..divenni un erede
legittimo, un sommo sacerdote, detenendo il diritto che
apparteneva ai padri.Io cercai la
mia designazione al sacerdozio, secondo la designazione di
Dio ai padri riguardo alla
posterità" (Abrahamo 1:2,4).
Anche al tempo di Abramo il sacerdozio era stato
abbandonato dai più (vedere Abrahamo 1.5),
così Dio decise di scegliere, fra tutti i discendenti di
Sem, una stirpe eletta che avrebbe
tramandato il sacerdozio (alle future generazioni):
"E in te, cioè nel tuo sacerdozio, e nella tua posterità,
cioè il tuo sacerdozio..tutte le
famiglie della terra saranno benedette, sì, con le
benedizioni del Vangelo" (Abrahamo
2:11).
Lentamente, infatti, l’apostasia dei figli di Sem aveva
fatto pressoché sparire il sacerdozio dalla
faccia della terra, salvo alcuni uomini giusti che lo
avevano ricevuto e lo onoravano: fra questi
c’erano Melchisedec e Caleb (vedi DeA 84:6-14).


Abrahamo trasmise il sacerdozio ad Isacco (Genesi 25:5),
Giacobbe (Genesi 27:29) e Giuseppe
(Genesi 49:26); ma ancora una volta l’incredulità e la
malvagità degli uomini provocarono la
perdita del santo potere di Dio. Durante la schiavitù in
Egitto non c’era sacerdozio in Israele.
Mosè infatti per poter ottenere il sacerdozio da qualcuno
che lo possedesse, dovette uscire
dall’Egitto (vedere DeA 84:6). Jethro, suocero di Mosè,
non era discendente di Isacco e
Giacobbe, ma di Madian (figlio che Abrahamo ebbe da
Netura, in tarda età, Genesi 25:1-2 ) e
tuttavia aveva il sacerdozio, perché evidentemente era uno
dei discendenti fedeli di Sem. Questi
uomini giusti di quei tempi, pur non avendo le chiavi per
l’organizzazione della Chiesa o per
guidare il popolo di Dio verso la salvezza, possedevano i
diritti del sacerdozio e li usavano per
benedire se stessi e le loro famiglie.
Melchisedec, il più grande di questi sommi sacerdoti del
seme di Sem, ricevette -grazie alla sua
obbedienza- l’onore di dare il nome al sacerdozio del
Figlio di Dio (vedere DeA 107:2-4). In
verità la posizione di quest’uomo nei confronti del
sacerdozio è talmente elevata che egli venne
indicato come prototipo del Salvatore stesso (vedere Ebrei
7:15).
Da Abramo, che ricevette il sacerdozio da Melchisedec (DeA
84:14) a Mosè, che ricevette il
sacerdozio da Jethro (DeA 84:6), il sacerdozio in pratica
venne trasmesso lungo la stirpe di Sem
al di fuori della discendenza di Abramo, nonostante la
promessa fatta da Dio al grande Patriarca e
riportata in Abrahamo 2:11. (vedere DeA 84:6-13).
(Probabilmente Abramo trasmise il sacerdozio a Mosè
tramite Esaias, un sommo sacerdote non
menzionato nella Bibbia e citato in DeA 84:13).
Tale procedura da parte di Dio può essere motivata dal
fatto che Egli ben sapeva che i discendenti
di Abramo in Egitto si sarebbero allontanati dalla verità,
e si era dunque conservato una traccia
del sacerdozio fra la tribù di Sem, per poterlo far
giungere fino a Mosè.


L’intenzione di Geova era che il popolo di Israele
portasse avanti il sacerdozio, ma il popolo si
dimostrò troppo duro di cuore e di collo. Dice il
presidente Jospeh Fielding Smith:
"Quando Israele uscì dall’Egitto l’intenzione del Signore
era di organizzare gli uomini di
tutte le tibù in un reale sacerdozio e di conferire loro i
diritti ed i privilegi del sacerdozio
superiore, o di Melchisedec. A causa della loro ribellione
e per avere mancato di
obbedire ai comandamenti dati loro da Mosè, tuttavia,
questi grandi privilegi e questa
promessa furono loro negati" (DoS 3:83-84). Vedere anche
DeA 84:24-26.
Aaronne e la tribù di Levi (da cui discendeva Mosè),
trasmisero ai loro discendenti solamente il
sacerdozio minore, o Levitico, che in realtà non è che una
porzione limitata del sacerdozio
superiore.
"Tutto il sacerdozio è di Melchisedec, ma ci sono diverse
porzioni o gradi di esso. Quella
porzione che portò Mosè a parlare con Dio faccia a faccia
venne tolta; ma quella che
portava il ministero degli angeli, rimase" (TPJS 181).
Sebbene il popolo non avesse diritto al sacerdozio
superiore (e quello inferiore fosse limitato alla
tribù di Levi), tuttavia Dio incaricò di tanto in tanto
dei Profeti per svolgere il loro ministero in
Israele, in modo che essi non andassero completamente in
apostasia. Il Profeta Joseph Smith lo
afferma chiaramente:
"Tutti i Profeti avevano il sacerdozio di Melchisedec e
furono ordinati da Dio stesso"
(TPJS 181).
Anche in questo caso, fu davvero Dio Padre ad ordinare i
vari Profeti, e non si servì Egli di
messaggeri celesti dotati di un corpo fisico adatto allo
scopo? Vedremo questo problema più
avanti.


Il primo popolo ad abitare l’America furono i Giarediti.
Mahonri Moriancumer, il fratello di
Jared, deteneva sicuramente il sacerdozio, dato che era un
profeta (vedere Ether 1:35-43).
Sebbene il popolo si fosse ben presto allontanato dalla
vera fede, Dio continuò a suscitare (e
quindi ad ordinare tramite i Suoi messaggeri) vari
Profeti, perché ammonissero il popolo.
"E. vennero fra il popolo anche dei profeti, che erano
mandati dal Signore, e
profetizzavano che la malvagità e l’idolatria del popolo
stavano per portare una
maledizione nel paese" (Ether 7:23).
A causa della malvagità il popolo di Giared si attirò la
distruzione e la sua eredità venne data ad
un’altra stirpe: i figli di Lehi (vedere 1 Nefi 2:19-20).
Questo popolo godette del sacerdozio di
Melchisedec tramite il ministero di Lehi e Nefi. Nessuno
fra essi , appartenendo tutti alla tribù di
Giuseppe (1 Nefi 5:16, 6:2) aveva diritto al sacerdozio di
Aaronne (quello Levitico) riservato ai
soli figli di Levi. Che Lehi e Nefi abbiano trasmesso il
loro sacerdozio ai loro discendenti è
chiaramente espresso da Giacobbe:
"Ecco, miei diletti fratelli, io, Giacobbe, essendo stato
chiamato da Dio e ordinato
secondo il Suo santo ordine, ed essendo stato consacrato
da mio fratello Nefi..(2 Nefi
6:2).
Questo questo popolo, però, potè godere a volte delle
benedizioni del sacerdozio e dell’organiz-
zazione della Chiesa (vedere Mosia 18:16-17), e a volte
giacque nell’apostasia, obbligando Dio
ad inviare Profeti per predicare il pentimento (vedere 3
Nefi 6:14).
Quando Gesù andò in America, non esisteva prmai più una
Chiesa pinamente organizzata e
sebbene vi fossero ancora molte persone giuste (vedere 3
Nefi 10:12) nessuno più deteneva le
chiavi dell’amministrazione del Vangelo della salvezza.
Per questo motivo Gesù risorto restaurò
il sacerdozio e rifondò la sua Chiesa in quel continente
(vedere 3 Nefi 11:18-23).
La stessa procedura venne seguita dal Profeta Joseph Smith
quando venne organizzata la Chiesa.
Sebbene lui ed Oliver Cowdery avessero già ricevuto il
sacerdozio per mano di Giovanni Battista
(DeA 13) e poi da Pietro, Giacomo e Giovanni (DeA 27:12),
dopo la fondazione della Chiesa essi
si ordinarono quali Anziani della Chiesa di Gesù Cristo
dei Santi degli Ultimi Giorni. A questo
proposito il Profeta lasciò scritto nel suo diario:
"Rendemmo noto ai fratelli di aver ricevuto il
comandamento di organizzare la Chiesa e
di conseguenza ci riunimmo a questo scopo nella casa del
signor Peter Withmer Sr.
(eravamo in sei) martedì 6 aprile 1830. Indi posi le mani
su Oliver Cowdery e lo ordinai
Anziano della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi
Giorni; dopo di che egli
ordinò me all’ufficio di Anziano di detta Chiesa" (History
of the Church 1:74).
(Da quanto detto nel primo capitolo è chiaro che Pietro,
Giacomo e Giovanni avevano conferito a
Joseph ed Oliver il sacerdozio di Melchisedec e che il 6
aprile essi si ordinarono a vicenda
all’ufficio di Anziano).


Quando Gesù venne sulla terra non c’era in Palestina
nessuno che detenesse il Sommo
Sacerdozio. Ciò non significa che non ci fossero persone
oneste che godessero dell’approvazione
del Signore; Simone ed Anna, che assistettero alla
presentazione di Gesù al tempio erano
sicuramente accetti agli occhi di Dio. Probabilmente
Simone aveva anche il sacerdozio levitico,
pur senza deterne le chiavi, così come Zaccaria, il padre
di Giovanni Battista (vedere Luca 2:25-
32). Neppure il sacerdozio di Aaronne era presente in
Israele nella pienezza dei suoi poteri e delle
sue chiavi. Giovanni Battista, infatti, pur avendo accesso
al sacerdozio levitico per diritto di
nascita, non potè essere ordinato al sacerdozio da suo
padre, ma dovette ricevere le chavi della
sua chiamata direttamente da un angelo di Dio:
"Il sacerdozio minore continuò..nella casa di Aaronne fra
i figlioli d’Israele, fino a
Giovanni, che Dio suscitò (che significa che ricevette una
speciale ordinazione da Dio) e
che fu riempito dello Spirito Santo fin dal seno di sua
madre. Poiché fu battezzato mentre
era ancora nell’infanzia e fu ordinato dall’angelo di Dio
all’età di otto giorni a questo
potere.."(DeA 84.26-28).
Gesù Cristo, quindi, per quanto riguarda l’autorità di
fondare la Chiesa e di predicare il Vangelo
su questa terra, doveva essere ordinato direttamente dal
cielo. In questo caso, data la posizione
unica di Gesù, probabilmente chi eseguì l’ordinanza fu
proprio Dio Padre in persona:
"Nessuno si prende da sé quell’onore (il sacerdozio), ma
lo prende quando sia chiamato
da Dio, come nel caso di Aaronne. Così anche Cristo non si
prese da sé la gloria d’esser
fatto Sommo Sacerdote, ma l’ebbe da Colui che gli
disse:’Tu sei mio Figliolo; oggi t’ho
generato’" (Ebrei 5:5).
Una volta ricevute tutte le chiavi necessarie ( o meglio,
una volta ricevuto il sommo sacerdozio),
Egli lo trasmise ai Dodici Apostoli, tramite l’imposizione
della mani (vedere DeA 84:27-28).
Perché i Dodici potessero celebrare tutte le ordinanze del
Vangelo, era necessario che venissero
consegnate loro delle altre chiavi. Parlando a Pietro,
parecchio tempio dopo averlo ordinato
apostolo, Gesù gli disse:
"Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che
avrai legato sulla terra sarà legato
nei cieli, e tutto ciò che avrai sciolto sulla terra sarÃ
sciolto nei cieli" (Matteo 16:19).
Gesù promise a Pietro qualcosa che l’apostolo ancora non
possedeva: le chiavi del potere di
suggellamento, che appartenevano (a quel tempo) al profeta
Elia.
"Le chiavi che deteneva Elia erano le chiavi del
sacerdozio eterno, le chiavi del potere di
suggellamento, che l’Eterno gli aveva dato. e queste
(chiavi) comprendono il ministero
di suggellamento per i vivi e quello per i morti; non solo
quello per i vivi e non solo
quello per i morti, ma entrambi" (DoS 2:111-112).
Un giorno Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e
li portò su un monte, lontano dagli
occhi del mondo: in luogo adatto per sacre ordinanze. LÃ
ebbe luogo quella che è conosciuta
come Trasfigurazione (vedere Matteo 17:1-8). Perché
avvenne tutto questo? Il Profeta Joseph
Smith dichiarò:
"Il Salvatore, Mosè ed Elias dettero le chiavi a Pietro,
Giacomo e Giovanni, sul monte,
quando vennero trasfigurati dinnanzi a lui" (TPJS 158).
Il presidente Joseph Fielding Smith aggiunge:
"Quando Mosè ed Elia vennero al Salvatore ed a Pietro,
Giacomo e Giovanni, cosa
vennero a fare? Era solo una manifestazione spirituale
destinata a rafforzare i tre
apostoli? Oppure vennero semplicemente per dare conforto
al Salvatore per la sua
missione e per aiutarlo a prepararsi per la crocifissione?
No! Lo scopo non era quello. Il
Profeta Joseph Smith spiegò questo punto". (DoS 2:110).
Dopo questa visione gli apostoli possedevano le chiavi del
potere di suggellamento: in Matteo
18:18 Gesù non parla più di quel potere come una promessa
futura, ma come un potere già dato.
Da quel momento in avanti le chiavi della pienezza del
sacerdozio erano in possesso della Chiesa.
La stessa procedura si ripetè al tempo di Joseph Smith,
quando vennero restaurate le varie chiavi
del sacerdozio (vedere DeA 110:11-13 e DeA 128:21).

Il sacerdozio rimase sulla terra, dopo la partenza di
Gesù, e fu chiaramente attivo nella Chiesa
primitiva.Tutte le lettere del Nuovo Testamento ne sono
una continua descrizione. Eccone alcuni
esempi:
L’imposizione delle mani - Atti 13:2-3
I vari uffici nel sacerdozio -  Efesini 4:11
Vari incarichi nella Chiesa - 1 Corinzi 12:28
Potere centrale della Chiesa - Atti 15:1-2
Potere di guarigione - Atti 28:8
Celebrazione del sacramento - Atti 20:7
Data la malvagità degli uomini e la loro superbia, anche
nell’ambito della giovane Chiesa, dopo
la morte degli Apostoli il sacerdozio sparì dalla terra.
" E’ alla portata di ogni persona intelligente comprenere
che dopo i giorni degli antichi
apostoli venne un allontanamento, una apostasia, dalle
dottrine e dallle pratiche della
Chiesa primitiva. La storia mostra che il sacerdozio
organizzato dal Salvatore venne
corrotto e vennero creati uffici che erano sconociuti al
tempo degli Apostoli, e che sono
estranei alla Chiesa di Gesù Cristo" (DoS 3:267).
Che il sacerdozio fosse destinato ad essere tolto dalla
terra, a seguito di una generale apostasia
della Chiesa è stato profetizzato da Paolo (2 Timoteo
4:3-5 e 2 Tess. 2:1-3), da Pietro (2 Pietro
2:1-3) e da Giovanni (Apoc. 12:3-6). Nei secoli fra la
morte degli Apostoli e Joseph Smith
nessuno sulla terra detenne le chiavi del sacerdozio, ed
il sacerdozio stesso era limitato ad alcuni
pochi, come era avvenuto per i Profeti dell’antica
Israele. Di questi personaggi parleremo più
avanti. Quando Gesù Cristo stabilì  che era giunto il
momento di fondare nuovamente la Sua
Chiesa sulla terra perché gli ultimi giorni erano vicini,
Egli dovette inviare dei messaggeri celesti
perché riportassero sulla terra tutte le chiavi che erano
state tolte.


Vista nel suo insieme la storia del sacerdozio sulla terra
è un susseguirsi continuo di
dispensazioni e di apostasie. Si tratta tuttavia di una
storia omogenea e coerente, logica in ogni
dettaglio. Una ulteriore testimonianza che Joseph Smith
istituì il sacerdozio (e ne spiegò le leggi)
secondo le direttive celesti, come nessun cervello umano
avrebbe potuto fare.

"Il governo del Signore è patriarcale per natura. Al
centro sta la famiglia. Nella
preesistenza Egli era il padre degli spiriti e tutta
l’umanità sono letteralmente fratelli e
sorelle" (MD 559).
Tale ordine del sacerdozio venne istituito ai tempi di
Adamo e rimase sulla terra fino a Noè. Dopo
il diluvio ci furono ancora alcune persone che cercarono
di perpetuare tale forma di governo
anche negli affari temporali, come nel caso di Faraone
(vedere Abrahamo 1:26). Ma senza il
potere e la saggezza del vero sacerdozio il governo
patriarcale si ridusse ad una semplice
supremazia dell’uomo sulla donna; tale idea è stata
prarticamente tramandata fino ad oggi.
"Nei primi giorni anche il governo della Chiesa era di
natura patriarcale. Da Adamo fino
al diluvio i dirigenti della Chiesa erano al tempo stesso
sommi sacerdoti e patriarchi, ed il
loro ufficio si tramandava di padre in figlio" (MD 559).
Oggi l’ordine patriarcale del sacerdozio viene usato solo
nell’ambito di ciascuna famiglia (vedere
1 Pietro 3:1,7). Tale ordine in effetti non è altro che
una scuola del tipo di governo che esisterà
nel Regno Celeste.
"L’esaltazione consiste nella perpetuazione in eterno
dell’unità famigliare, ed ogni
famiglia che potrà proseguire in tal modo avrà un posto
adatto nell’organzzazione
famigliare preparata dall’Altissimo" (MD 558).
Così era, infatti, anche al principio, quando abitavamo
tutti assieme al nostro Padre Celeste.
"Un corpo spirituale ben distinto fu generato dal Padre
Celeste a sua immagine, tramite la
legge della procreazione. Nacque e maturò nelle dimore
celesti, allevato alla scuola
dell’amore del cerchio famigliare, ed avvolto fra i più
teneri abbracci dell’affetto fraterno
e paterno. In questo stato di prova primordiale nella sua
dimora celeste, egli visse ed agì
secondo il suo libero arbitrio ed era, come tutte le
intelligenze, indipendente nella sua
proprio sfera. Venne sottoposto a determinate leggi ed era
responsabile di fronte al
grande capo patriarcale" (KST 31).
I patriarchi che vengono ordinati oggi nella Chiesa
appartengono ad un diverso ordine del
sacerdozio e in passato erano chiamati Evangelisti (vedere
Ebrei 4:11); la loro chiamata è di
benedire i membri della Chiesa.
"Uno degli uffici del sacerdozio di Melchisedec che sono
conferiti tramite ordinazione è
quello di patriarca (od evangelista, vedere DeA 107:39)..
Egli deve detenere le chiavi
delle benedizioni patriarcali sul capo di tutto il popolo
di Dio (vedere DeA 124:92)" (MD
561).


Conferendo il sacerdozio minore ad Israele, Geova decretò
che esso fosse trasmesso di padre in
figlio, lungo la discendenza di Levi (vedere Esodo
40:13-15 e Esdra 2:62). Il sacerdozio di
Melchisedec, invece, viene conferito a presindere
dall’appartenenza o meno ad un certo
lignaggio.
"Se dunque ci fosse stata la perfezione mediante il
sacerdote levitico.che bisogno c’era
che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ordine di
Melchisedec, e non designato secondo
l’ordine di Aaronne?.E’ noto infatti che il nostro Signore
è uscito da Giuda, in
riferimento a cui Mosè non disse nulla riguardo al
sacerdozio.Melchisedec non è
diventato tale per una legge di prescrizioni carnali, ma
per la potenza di una vita
indissolubile" (Ebrei 7:11-16).
Oggigiorno anche il sacerdozio minore è conferito a tutti,
senza limitazione alcuna se non quella
della dignità (vedere DeA 84:33-34). Questa innovazione
nella trasmissione del sacerdozio venne
istituita da Gesù stesso (Matteo 21:43). Ai suoi giorni
infatti si compirono i tempi degli Ebrei ed
il regno venne consegnato ai Gentili, come era stato
profetizzato (Osea 4:6). Il sacerdozio che
fino ad allora era stato riservato alla casa di Sem venne
dato anche alla casa di Jafet, a patto che
questi (i figli di Jafet) entrassero a far parte del
gregge di Dio. Questa dispersione del sacerdozio
su tutta la terra era stata promessa da Dio ad Abrahamo
nel giorno della prima alleanza
(Abrahamo 2:11). Al tempo della restaurazione di tutte le
cose, Dio vrebbe nuovamente chiamato
un popolo per detenere il Suo potere: il casato di Efraim.
"Speciali benedizioni di primogenitura e di preminenza nel
sacerdozio sono state date al
lignaggio di Giacobbe. Rueben, il suo primogenito, perse
il diritto a causa della
trasgressione, ed esso passò a Giuseppe (1 Cron. 5:1-2) e
da lui ad Efraim (Ger. 31:9).
Questo stato preferinziale che Efraim godette fra tutte le
tribù d’Israele è continuato fino
ai giorni nostri. Fino ad oggi è il casato di Efraim che
si è prevalentemente raccolto nel
gregge del vero pastore" (MD 88).
Ciò che sta avvenendo nel mondo oggi è il raduno dei figli
di Efraim sparsi per tutto il mondo.
Questa grande opera di raduno appartiene alle chiavi che
Josep Smith ricevette da Mosè nel
tempio di Kirtland il 6 aprile 1836 (DeA 110:11), assieme
a quelle per il ritorno della casa di
Giuda nelle sue terre ereditarie (lo stato di Israele) e
delle 10 tribù disperse nelle terre del nord
(vedere 10° articolo di fede). La maggior parte delle
persone che accettano il vangelo (in questi
giorni) sono più o meno strettamente della tribù di
Efraim. Ciò non impedisce che anche persone
appartenenti ad altre stirpi possano entrare nella Chiesa:
in tal caso esse vengono adottate nella
tribù di Efraim.
"Tramite la legge dell’adozione coloro che accettano il
vangelo ed obbediscono alle sue
leggi sono adottati nel lignaggio di Abrahamo, a
prescindere da quale sia la loro reale
discendenza di sangue" (MD 23).
Parlando di questo argomento il Profeta Joseph Smith
spiegò:
"Quando lo Spirito Santo scende su qualcuno che sia del
seme letterale di Abrahamo,
questi è calmo e sereno; la sua intera anima ed il corpo
non sono governati che dal puro
spirito di intelligenza; l’effetto dello Spirito Santo su
un gentile, invece, è di purificare il
vecchio sangue e di renderlo realmente del sangue di
Abrahamo. Chi non ha alcuna
goccia del sangue di Abrahamo (secondo natura) deve
sottostare ad una nuova creazione
da parte dello Spirito Santo" (TPJS 149-150); vedere anche
DeA 84:33-34.

In questa dispensazione solo due uffici del sacerdozio si
trasmettono per diritto di padre in figlio.
Il primo è l’ufficio di Patriarca della Chiesa (DeA 124:91
e DeA 107:40). L’altro ufficio è la
Presidenza del sacerdozio di Aaronne, cioé l’ufficio di
Vescovo Presidente della Chiesa (DeA
107:16, 70). In ogni caso, però, il diritto di nascita non
può prescindere dalla dignità
dell’individuo, né dall’appropriata ordinazione e messa a
parte sotto le mani di chi detiene le
chiavi del governo della Chiesa in questa dispensazione,
cioé il Presidente della Chiesa.
"La persona di cui si parla in questa rivelazione (DeA
107:16) e che ha diritto per nascita
al vescovato, deve essere il primogenito. In virtù della
sua nascita egli ha il diritto di
detenere le chiavi o l’autorità su di esso (vescovato).
Ciò si riferisce solamente a chi
presiede al Sacerdozio di Aaronne e non ha nulla a che
fare con i vescovi dei vari rioni.
Inoltre tale persona deve essere designata dalla Prima
Presidenza e deve ricevere sotto le
loro mani la sua ordinazione ed unzione" (DoS 3:92).
Come abbiamo visto, il diritto al sacerdozio è stato
spesso ristretto ad una certa stirpe o
discendenza. E’ giusto questo? Non sarebbe stato più equo
concedere il sacerdozio a tutti i popoli
della terra fin dal principio?  Isaia usò queste
meravigliose parole per invitare l’uomo a non
criticare il suo Dio:
"I miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le mie vie
sono le vostre vie, dice l’Eterno.
Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono
le mie vie più alte delle vostre vie,
e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri" (Isaia
55:8-9).
Per cercare di tracciare un motivo, tuttavia, possiamo
fare alcune considerazioni ed esprimere
alcune ipotesi. La divisione fra le tribù e le nazioni
della famiglia umana venne fatta sicuramente
nella preesistenza:
"Non è (l’Eterno).tuo padre che ti ha comprato? Non è lui
che ti ha fatto e stabilito?
.Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità,
quando separò i figli di Adamo
Egli fissò i confini dei popoli in base al numero dei
figli di Israele" (Deut. 32:6-8).
Con quale criterio Dio assegnò il lignaggio tramite il
quale i Suoi figli sarebbero venuti sulla
terra, e quindi in fatto se avrebbero oppure no avuto
accesso al vangelo e al sacerdozio nella
mortalità? Così come il tipo di vita che avremo in futuro
dipende da ciò che facciamo ora
(Romani 2:6-10) è ragionevole supporre che le condizioni
di vita di questa nostra esperienza
mortale siano la conseguenza del nostro comportamento nel
corso dei lungissimi secoli trascorsi
nel mondo preterreste. (Facendo un parallelo fra i futuri
gradi di gloria e le diverse condizioni
della vita mortale in merito al sacerdozio, l’anziano Buce
R.McConkie esprime le sua opinione
con le seguenti parole):
"Coloro che nella preesistenza furono meno
coraggiosi.ebbero alcune restrizioni
spirituali loro imposte durante la mortalità. Come tutte
le razze ed i popoli, essi
ricevono qui ciò che meritarono alla fine del lungo
periodo di prova nel mondo
preterrestre, alla presenza del Signore" (MD 527).
Per quanto riguarda il sacerdozio è un fatto storico che
venne dato prima al casato di Sem, poi
anche a quello di Jafet (i Gentili, cioè tutte le nazioni
bianche non semite), ed infine - negli ultimi
giorni, cioé nel 1978- anche a quello di Cam (cioé tutte
le nazioni nere).
(E’ importante notare che le restrizioni relative al
sacerdozio non hanno nulla a che fare con le
condizioni generali della vita mortale, come il tipo di
vita, di cultura, di ricchezza, di salute o di
intelligenza che una persona si ritrova al momento della
nascita, rispetto ad un altra. Certamente
ciò che troviamo qui dipende dalla nostra vita precedente,
ma non possiamo tracciare una
relazione diretta fra benedizioni nella mortalità ed
obbedienza nella preesistenza. Se così fosse
persone come Gesù Cristo, Paolo di Tarso e Joseph Smith,
che ebbero una vita molto faticosa e
piena di dolore, dovrebbero essere classificati come "poco
obbedienti" nella vita preterrestre).


"Le donne non ricevono il sacerdozio e non vengono
ordinate a nessuno dei suoi uffici;
tuttavia esse hanno diritto a tutte le benedizioni che
esso comporta. Quelle donne che
proseguiranno fino alla esaltazione, governando e regnando
assieme al marito che sarà re
e sacerdote, saranno esse stesse regine e sacerdotesse.
Esse potranno detenere posizioni di
potere, d’autorità e di preferenza per tutte le eternità"
(MD 594).
La donna non detiene dunque l’autorità per goverare la
Chiesa, né per amministrare le ordinanze
del vangelo, ma tutte le altre prerogative del sacerdozio
le sono concesse. Essa può infatti
profetizzare, ricevere visioni, guarire ed essere guarita,
conoscere ed interpretare le lingue, ecc.
(Vedere 1 Cor. 12:1-11 e Giole 2:28-29). Parlando (ai
fratelli a proposito delle) sorelle della
Società di Soccorso di Nauvoo, che avevano imposto le mani
su una sorella malata e questa era
guarita, il Profeta Joseph Smith dichiarò:
"Non conta chi sia colui che crede; segni come il guarire
gli ammalati, cacciare i demoni,
ecc. devono seguire chiunque crede, sia esso maschio o
femmina. Se le sorelle hanno
fede per guarire un ammalato, tenete la bocca a posto e
lasciatele fare.. A proposito delle
sorelle che benedicono gli ammalati, non ci può essere
niente di male, se Dio ha dato la
Sua approvazione, guarendo la persona" (TPJS 224-225).
(E’ importante tuttavia che nell’imporre le mani le
sorelle non dichiarino di agire per il potere del
sacerdozio, come fanno gli anziani, ma che si affidino
solo al potere della fede per chiedere
quello che desiderano).
Una più completa visione del ruolo della donna nel
sacerdozio si può ottenere e comprendere solo
entro le mura del tempio. Oltre a ciò è da tenere presente
che la pienezza del sacerdozio è
disponibile solamente alla coppia uomo-donna (1 Cor.
11:11). Ciò significa che l’uomo non può
fare a meno della donna, se vuole possedere tutto ciò che
Dio possiede.

Nel vangelo di Gesù Cristo non c’è alcuna svalorizzazione
della donna, anzi al contrario, esso le
rende giustizia ponendola in un piano di assoluta paritÃ
con l’uomo, pur nella diversità dei ruoli e
delle responsabilità. Non solo chi non si sposa (in questa
vita o nell’altra) non è affatto più puro e
più accettevole a Dio (questa in effetti è dottrina di
Satana, vedere 1 Tim. 4:1,4 e DeA 49:15), ma
nei mondi eterni (se non muta idea) egli sarà limitato
nella sua gloria, poiché non potrà avere una
progenie eterna.
"L’intero argomento del matrimonio non è alla mia portata,
né alla portata di nessun altro
su questa terra; è senza inizio di giorni o fine di anni.
E’ una cosa difficile da raggiungere
(si riferisce al matrimonio celeste, non a quello terreno,
sia pure celebrato nel tempio). A
questo proposito possiamo dire alcune cose: che esso pone
le fondamenta per i mondi,
per gli angeli e per gli Dei, affinché gli esseri celesti
possano essere coronati di gloria, di
immortalità e di vita eterna. In effetti esso è il filo
che scorre dall’inizio alla fine del
Vangelo di Salvezza, del vangelo del Figlio di Dio. E’ di
eternità in eternità" (DBY 195).
 L’uomo detiene l’autorità del sacerdozio tramite il quale
i figli di Dio possono accedere ai mondi
eterni, e la donna detiene il potere di procreazione,
tramite il quale ella dà ai figli di Dio la
possibilità di passare da uno stadio di esistenza ad un
altro, attraverso la nascita, prima quella
spirituale e poi quella materiale.
"Nel vero Ordine Patriarcale l’uomo detiene il sacerdozio
ed a capo della famiglia, però
egli non può ottenere una pienezza di gioia in questa
vita, né il premio eterno nella
prossima, da solo. Al suo fianco sta la donna, sua coerede
della pienezza di tutte le cose.
L’esaltazione e la vita eterna appartengono a lei quanto a
lui (DeA 131:1-4). Lo stato di
Divinità non è gli uomini soli, ma per uomo e donna
insieme" (MD 844).


Nel corso di questa esposizione ci siamo spesso trovati di
fronte al seguente dilemma: Molti
personaggi hanno ricevuto il ministero di angeli; questi
angeli, che tipo di personaggi erano? Di
spirito o di materia? Le Scritture ci dicono che uno
spirito non può celebrare un’ordinanza di
questa terra, perché non può toccare la materia fisica
(DeA 129:5-8). D’altra parte, un essere
risorto, in possesso cioé di un corpo fisico in grado di
svolgere le ordinanze della mortalità, non
avrebbe potuto apparire prima della resurrezione di
Cristo, che fu il primo a riottenere un corpo
glorificato dopo la morte (1 Cor. 15:22). Chi celebrò
allora le ordinanze del vangelo prima della
resurrezione di Cristo? Il Profeta Joseph Smith illustrò
questo argomento nella maniera seguente:
"La dottrina della traslazione è un potere che appartiene
al sacerdozio. Molti hanno
supposto che la dottrina della traslazione fosse una
dottrina per la quale l’uomo viene
preso e condotto immediatamente alla presenza di Dio ed
alla pienezza della vita eterna;
ma questa idea è sbagliata. Il loro luogo di dimora
appartiene all’ordine terrestre ed Egli
tenne in riserva un luogo preparato per tali personaggi,
affinché fossero angeli ministranti
su molti pianeti. Questi personaggi non sono ancora
entrati nella pienezza di coloro che
sono risorti dai morti.. La traslazione ottiene la
liberazione dalle torture e dalle
sofferenze del corpo, ma la loro esistenza viene
prolungata per quanto riguarda le fatiche
ed il lavoro del ministero, prima che essi possano entrare
in un così glorioso riposo e
gloria" (TPJS 170-171).
Possiamo quindi pensare che Dio Padre, anziché intervenire
di persona ogni volta che sulla terra
c’era bisogno di un messaggero celeste che possedesse un
corpo fisico, mandasse un essere
traslato. Così, ad esempio, potevano essere personaggi di
questo tipo quell che apparvero ad
Abrahamo presso la quarcia di Mamre (Genesi 18:2);
l’angelo che lottò con Giacobbe a Peniel
(Genesi 32:24-32); l’angelo che ordinò Giovanni Battista
al sacerdozio (DeA 84:28); Mosè ed
Elia che trasmisero le loro chiavi a Pietro, Giacomo,
Giovanni sul monte della trasfigurazione
(Matteo 17:1-8); tutti gli angeli che conferirono il
sacerdozio ai Profeti dell’antica Israele, in Asia
ed in America. Ma chi sono questi esseri? Da dove vengono?
"Il Profeta Joseph Smith disse che nessun angelo svolge il
suo ministero su questa terra,
se non appartiene ad essa o non vi abbia appartenuto.
Quindi, quando viene mandato un
angelo per amministrare agli abitanti di questo pianeta,
non è uno straniero, ma uno
uscito dai ranghi della nostra razza; un amico, un parente
ed un collega (GD 435).
 Si tratta quindi di uomini giusti che Dio ha preso ed ha
dotato di caratteristiche tali da poter
vincere la morte. Le Scritture ci parlano di parecchie
persone che furono chiamate da Dio a
svolgere questo importante incarico: tutta la città di
Enoc (Mosè 7:69), l’apostolo Giovanni (Gio.
21:20-23), altri Ebrei in Palestina (Marco 9:1), i tre
discepoli Nefiti (3 Nefi 28:6-9).

Ecco la saggezza del Padre Celeste! Egli sapeva che nel
corso della storia umana sarebbero serviti
dei messaggeri divini dotati di corpo fisico, per portare
il sacerdozio sulla terra ogni volta che ce
ne fosse stato bisogno. Egli sapeva anche che nessuno
sarebbe potuto risorgere dal mondo degli
spiriti se non dopo la resurrezione di Gesù, nel meridiano
dei tempi. Così egli inviò sulla terra,
proprio all’inizio della sua storia e di quando in quando
anche dopo, alcuni dei Suoi figli migliori,
i più fedeli, in grado di vivere nella mortalità in modo
tale da poter ricevere questa gloriosa
dotazione: di essere traslati e condotti su un altro mondo
- dell’ordine terrestre - per essere inviati
di nuovo sulla terra secondo necessità. Da quanto ci è
dato sapere, in quel mondo dell’ordine
terrestre - tenamo presente che la Terra attualmente sta
vivendo nell’ordine teleste - vivono gli
essere traslati di vari pianeti, ognuno per amministrare
il vangelo alla gente della sua razza.
(Solo nel caso del battesimo di Adamo dobbiamo ammettere
che ci siano solo due possibilità: o
l’essere traslato che ha celebrato l’ordinanza apparteneva
ad un altro pianeta (sebbene Joseph
Smith abbia detto che non dovrebbe essere così), oppure
deve essere stato Dio stesso a celebrare
questa ordinanza. Le Scritture non dicono nulla di
definitivo).


Per riassumere i concetti illustrati in questa esposizione
possiamo dire quanto segue:

Il sacerdozio è il potere di Dio tramite il quale Egli
governa l’universo da Lui creato e tutto ciò
che esso contiene. Per esercitare tale governo Dio
controlla ed usa ciò che le Scritture chiamano
"luce di verità" che riempie l’immensità dello spazio.

L’uomo, quale figlio di Dio, possiede la potenziale
capacità di controllare questo stesso elemento
e di ottenere lo stesso grado di gloria che possiede
attualmente Dio Padre: questo è appunto il
cammino dell’uomo.

Per aiutare l’uomo in questo suo progressivo apprendimento
che lo porterà un giorno a saper
governare la luce che riempie lo spazio, Dio Padre gli dÃ
l’autorità di agire in nome Suo qui sulla
terra e nelle altre fasi della sua esistenza. Tale
autorizzazine è regolata da norme e non aggiunge
un potere reale, ma solo il diritto che tale potere sia
esercitato da chi ce l’ha, vale a dire da
qualcuno che è più avanti di noi nella scala del
progresso.

Se magnificato, il sacerdozio produce un risveglio della
mente, delle facoltà del cervello, e
rigenera anche le fibre del corpo. Esso permette
all’individuo di passare di gloria in gloria, fino a
giungere a poter contemplare Dio faccia a faccia, ed a
ricevere la più sicura parola di profezia o
l’elezione fatta sicura.
"La parola profetica più ferma significa che un uomo sa di
essere suggellato alla vita
eterna, mediante rivelazione e lo spirito di profezia,
tramite il potere del Santo
Sacerdozio" (DeA 131:5).
"Perciò fratelli, vieppiù studiatevi di rendere sicura la
vostra vocazione ed elezione.così
vi sarà largamente provveduta l’entrata nel regno eterno
del nostro Signore e Salvatore
Gesù Cristo" (2 Pietro 1:19).
(Questa ordinanza appartiene al secondo stato di esistenza
e deve avvenire in questa vita o nel
mondo degli spiriti).

Nella resurrezione non esisteranno più gli uffici e le
chiamate che conosciamo ora, ma ognuno
riceverà un diverso grado di potere nell’ambito del
sacerdozio, nonché diversi incarichi di
governo e di guida nei regni della gloria celeste e delle
glorie inferiori.

Questa è la dottrina del sacerdozio (come emerge dalle
Scritture e dalle parole dei Profeti
moderni) per un Santo degli Ultimi Giorni. Per capire tale
dottrina la via è ben tracciata :
"Che le tue viscere siano inoltre piene di carità verso
tutti gli uomini e per la famiglia dei
credenti, e la virtù adorni i tuoi pensieri senza posa;
allora la tua fiducia si rafforzerà alla
presenza di Dio; e la dottrina del sacerdozio si
distillerà sulla tua anima come una rugiada
del cielo" (DeA 121:45).

"POICHE’ ECCO, QUESTA E’ LA MIA OPERA E LA MIA GLORIA:
FARE
AVVERARE L’IMMORTALITA’ E LA VITA ETERNA DELL’UOMO" (MOSE’

1:39)

APPENDICE

La linea gerarchica del sacerdozio nella Chiesa

Prima Presidenza

Dodici Apostoli

Settanta

Presidente di Palo                    
Presidente di Missione

Vescovo
Presidente di ramo

Gli uffici del sacerdozio

Aaronne: diacono, insegnante, sacerdote, vescovo
Melchisedec: anziano, sommo sacerdote, settanta,
patriarca, apostolo

Uffici ereditari: vescovo presidente della Chiesa
Patriaca della Chiesa

Alcune chiavi del sacerdozio

Opera preparatoria:  Elias
Potere di suggellamento: Elia
Raduno di Israele: Mosè
Predicazione del vangelo Pietro, Giacomo, Giovanni
Sacerdozio di Aaronne: Giovanni Battista

Tutte assieme: Adamo, Noè, Joseph Smith, i profeti
moderni.
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