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Storia della chiesa - Capitolo14

L'APOSTASIA AKIRTLAND, 1836 - 1838

IL 6 LUGLIO 1838 una carovana di carri lunga più di un chilometro e mezzo avanzava lentamente verso sud, lungo la vecchia pista Chillicothe nell'Ohio settentrionale. Più di cinquecento santi in preda allo scoraggiamento lasciavano case, attività e un bellissimo tempio e iniziavano un difficile viaggio di tre mesi per unirsi al Profeta e ai santi nel Missouri settentrionale.

Uno di loro racconta: “Girammo la chiave e chiudemmo la porta delle nostre case, abbandonando le nostre proprietà e tutto quello che avevamo in mano a nemici e stranieri, senza mai ricevere un centesimo per le cose che ci appartenevano”.

Erano trascorsi soltanto due anni dalla dedicazione del Tempio di Kirtland; i santi avevano goduto allora di grandi benedizioni spirituali e si aspettavano un futuro migliore. Cosa aveva fatto crollare quelle speranze, obbligando i santi a lasciare Kirtland?

LA LOTTA CONTRO LA POVERTA’

Il raduno dei nuovi convertiti nella zona di Kirtland continuò ininterrotto dopo la dedicazione del tempio nel marzo 1836. La maggior parte di quei santi erano persone laboriose e attive ma, come fa notare Benjamin F. Johnson, la maggior parte di loro appartenevano alle “classi più povere”.

Purtroppo alcuni di loro arrivarono a Kirtland sperando di essere mantenuti grazie ai fondi della Chiesa o alla generosità dei fedeli. Il crescente numero di Mormoni che vivevano nella povertà allarmava i vecchi cittadini di Kirtland, che sin dal 1835 cominciarono a radunarsi per far fronte comune contro di loro e per invitare i poveri a lasciare la città. Consapevole di questo problema, il profeta Joseph Smith consigliò ai rami di non mandare famiglie prive di mezzi a Kirtland.

“I santi hanno trascurato i preparativi necessari . . . i ricchi generalmente sono rimasti a casa loro tenendosi i soldi che avevano, mentre i più poveri sono andati per primi e senza denaro. In queste circostanze cosa potevamo aspettarci se non la triste scena che ora si offre alla nostra vista?” Parte di quella triste scena era costituita dalle molte piccole e mal costruite case che i membri della Chiesa innalzavano senza criterio lungo il Fiume Chagrin e a sud del tempio.

Nonostante questi problemi un'atmosfera di ottimismo cominciò a pervadere Kirtland dopo la dedicazione del tempio, mentre i più lungimiranti membri della Chiesa cercavano di porre rimedio alle condizioni di povertà. Tuttavia il rapido afflusso di santi a Kirtland fece crescere la richiesta di proprietà, case e beni di consumo.

Warren Cowdery scrive nel Messenger and Advocate che “il rumoroso viavai di carri carichi di legname, mattoni, pietre, calce e altre mercanzie si faceva sentire dall'alba al calar della notte ... Il sorgere come per magia di tanti edifici in ogni direzione tutto attorno a noi era un segno di grande speranza, di liete aspettative e di ferma fiducia che i nostri giorni di ristrettezze e avversità erano passati e che era venuto il tempo stabilito dal Signore per favorire Sion”.

Anche se le fortune private dei santi cominciarono ad aumentare, la Chiesa era ancora sostanzialmente nei debiti. Il capitale, come ad esempio oro e argento, rimaneva scarso. Inoltre era necessario il denaro per acquistare le proprietà per l'insediamento dei santi a Kirtland e nel Missouri settentrionale. I dirigenti della Chiesa cercavano ansiosamente i mezzi per estinguere i debiti e accrescere la quantità di denaro disponibile.

Nel luglio 1836 arrivò a Kirtland un certo fratello Burgess, il quale disse a Joseph Smith di sapere dove una grossa somma di denaro stava nascosta, nella cantina di una certa casa di Salem, nel Massachusetts. Egli asseriva di essere l'unica persona vivente a sapere del tesoro e del luogo in cui si trovava la casa. Salem era una prospera città portuale, centro di attivi commerci internazionali, pertanto era plausibile che là si trovasse un tesoro.

La ricerca di tesori sepolti, in particolare quelli lasciati dai pirati che assalivano i convogli spagnoli, era ancora praticata su vasta scala dagli americani residenti in quella regione. Persuaso da Burgess il Profeta, accompagnato da Sidney Rigdon, Hyrum Smith e Oliver Cowdery, lasciò Kirtland verso la fine di luglio diretto a New York.

Arrivati in città, dedicarono quattro giorni agli incontri con i creditori per sistemare la questione dei loro debiti. Oliver Cowdery s'informò anche sui requisiti per la stampa di banconote di una eventuale banca patrocinata dalla Chiesa. Da New York il gruppo fece vela per Boston, e di là in treno andarono a Salem per incontrare Burgess e ottenere ulteriori notizie riguardo al denaro nascosto in quella città.

Quella non era la prima visita di Joseph Smith a Salem. Quando aveva sette anni vi era andato con suo zio Jesse per guarire dopo una grave operazione a una gamba. Anche con l'aiuto di Burgess, i fratelli cercarono invano la casa dove si supponeva fosse nascosto il tesoro.

Burgess presto se ne andò, spiegando che Salem era cambiata troppo da quando egli vi era stato l'ultima volta, sì che non riusciva più a trovare la casa. I fratelli tuttavia continuarono le ricerche. Alla fine presero in affitto un'abitazione che rispondeva alla descrizione di Burgess, ma non vi trovarono nessuna somma di denaro.

In una rivelazione data a Salem il 6 agosto 1836 il Signore dice: “Io, il Signore, non sono malcontento che voi, nonostante le vostre follie, abbiate intrapreso questo viaggio” (DeA 111:1). Il Signore disse anche ai fratelli che a Salem Egli aveva “molti tesori ... e molta gente” che Egli avrebbe radunato al tempo debito per il vantaggio di Sion, per loro tramite (v. 2). Cinque anni dopo, a Philadelphia, Hyrum Smith dette agli anziani Erastus Snow e Benjamin Winchester una copia di quella rivelazione e chiese loro di andare a Salem per far adempiere quella promessa. All'inizio l'anziano Snow era molto riluttante, poiché desiderava tornare a casa.

Tuttavia pregò per avere una guida, ed ebbe l'assicurazione che era bene che andasse. Anche Benjamin Winchester andò a Salem, ma vi rimase soltanto per un breve periodo di tempo. Anche se all'inizio il progresso fu lento, nel 1842 l'anziano Snow organizzò a Salem un ramo che contava centoventi membri. Lasciò la città nel febbraio 1843 dopo avervi trascorso più di un anno. Pertanto Erastus Snow adempì la promessa che in quella città sarebbe stata raccolta “molta gente”.

LA SAFETY SOCIETY DI KIRTLAND

Fra il 1830 e il 1840 il numero delle banche degli Stati Uniti era quasi raddoppiato per fare fronte alla richiesta di crediti e di denaro. Le banche concedevano prestiti, emettevano banconote, rappresentavano un punto di scambio e consentivano di custodire il proprio denaro in tutta sicurezza.

A Kirtland Joseph Smith e altri dirigenti della Chiesa portarono innanzi il progetto di istituire una banca. Con l'assistenza dei legali fu redatto l'atto di istituzione di una banca a Kirtland, con il nome di Kirtland Safety Society. Nel novembre 1836 Orson Hyde si recò nella capitale dell'Ohio con una petizione rivolta al Parlamento, nella quale si chiedeva l'approvazione della proposta di istituire la banca.

Nello stesso tempo Oliver Cowdery andò a Philadelphia per acquistare i cliché per la stampa delle banconote. In questo egli ebbe successo, mentre Orson ritornò da Columbus con notizie scoraggianti. Il momento non era propizio per presentare tale richiesta, e il Parlamento, dopo aver esaminato la petizione, rifiutò di concedere il permesso di istituire la banca.

I Democratici della corrente “moneta metallica”, che si opponevano a un'espansione delle banche nell'Ohio, avevano ottenuto la maggioranza e respingevano tutte le richieste di istituzione di nuove banche.

I fratelli rimasero delusi. Decisero quindi di istituire una società per azioni privata con il nome di Kirtland Safety Society Anti-Banking Company. Poiché altre banche prive di statuto non autorizzate erano state istituite nell'Ohio, essi presumevano che i singoli individui avessero il diritto di istituire una società privata che svolgesse le normali attività bancarie. Molte persone della Riserva occidentale, appartenenti e non alla Chiesa, da principio appoggiarono l'istituzione della società, con Joseph Smith come tesoriere e Sidney Rigdon come segretario. La Kirtland Safety Society aprì il 2 gennaio 1837.

Sorsero presto gravi difficoltà che impedirono il successo dell'iniziativa. Molte banche rifiutavano di accettare le banconote della Safety Society come valuta legale, e i giornali anti-mormoni dichiaravano che tali banconote erano prive di valore. Inoltre il capitale della società era principalmente costituito da terreni; essa non possedeva tanta valuta pregiata (in oro o in argento) da poter soddisfare consistenti richieste di conversione delle sue banconote.

I nemici della Chiesa acquistarono grandi quantità di banconote, delle quali chiesero la conversione per creare il panico nei confronti della banca. Questa misura obbligò la Società a sospendere il pagamento in valuta pregiata ai suoi clienti per alcune settimane dopo l'emissione delle prime banconote. Anche la mancanza dell'autorizzazione dello Stato minava la credibilità della società. Di conseguenza Joseph Smith e Sidney Rigdon furono accusati di violazione dello statuto bancario dell'Ohio e portati in giudizio.

Nella primavera del 1837 le difficoltà economiche dei santi furono aggravate da un'ondata di panico (in seguito conosciuta come il Panico del 1837) che si propagò dalla parte occidentale dello Stato di New York alle altre zone del paese. A maggio ci fu una sospensione generale dei pagamenti in valuta pregiata da parte di tutte le banche dell'Ohio.

Durante il panico il denaro scarseggiava, e molti creditori non erano in grado di concedere altri crediti o di rimandare le date di scadenza di quelli concessi. Joseph Smith fece tutto il possibile per persuadere gli investitori a impegnare altri fondi per sostenere la banca, ma alla fine dovette passare ad altri la gestione della banca. Tuttavia questa misura non riuscì a risolvere le difficoltà, a causa di un'amministrazione inetta e delle voci che alcuni di loro si appropriavano dei fondi della società.

L’aumento della speculazione a Kirtland contribuì ad aggravare le difficoltà economiche della Chiesa. Data la disponibilità di denaro ritenuto valido, preso in prestito dalla banca, molte persone si indebitarono per acquistare dei terreni e rivenderli con considerevole profitto. Warren Cowdery scrisse nel Messanger and Advocate che non pochi membri erano “colpevoli di selvagge speculazioni e sogni di ricchezza e di grandezza terrena, come se l'oro e l'argento fossero i loro dèi, e case, fattorie e mercanzie l'unico motivo di gioia o il passaporto per essa”.

Nell'autunno 1836 Heber C. Kimball tornò da una missione e rimase stupito dalle conseguenze di tali speculazioni. Egli scrisse: “Quando lasciammo Kirtland un isolato della città valeva circa centocinquanta dollari, mentre al nostro ritorno notammo con grande stupore che allo stesso appezzamento era attribuito un valore da cinquecento a mille dollari, secondo la posizione, e alcuni uomini, che quando partii erano appena in grado di procacciarsi il cibo per tenersi in vita, al mio ritorno erano uomini considerati estremamente ricchi. Infatti ogni cosa in città dava l'impressione di grande prosperità, e tutti sembravano determinati a diventare ricchi”.

Poiché la Kirtland Safety Society si era espansa eccessivamente, nel novembre 1837 fu finalmente costretta a chiudere i battenti. Le duecento persone che avevano investito il loro denaro nella banca persero quasi tutto. Le perdite subite da Joseph Smith a causa del fallimento della società furono maggiori di quelle di chiunque altro.

Tra gli impegni da lui sottoscritti per favorire il successo della banca, e al tempo stesso acquistare terre a Kirtland e mercanzie per il suo negozio, egli accumulò debiti che ammontavano a circa centomila dollari. Anche se possedeva beni immobili e mercanzie che, sotto certi aspetti, avevano un valore superiore ai suoi debiti, non riuscì a convertire immediatamente tali beni in mezzi da poter usare per pagare i suoi creditori.

Di conseguenza durante il 1837, nella Contea di Ceauga, il Profeta dovette affrontare diciassette cause legali per il pagamento di debiti che ammontavano a più di trentamila dollari. Purtroppo poche persone capirono quali erano le cause delle loro difficoltà economiche. Molti santi parlavano contro il Profeta e lo accusavano di essere responsabile di tutti i loro problemi.

IL DIFFONDERSI DELL’APOSTASIA

Durante questo triste periodo di difficoltà economiche molti membri della Chiesa divennero apostati. Eliza R. Snow osservò che dopo la dedicazione del tempio, avvenuta nel 1836, un certo numero di membri della Chiesa riteneva che “la prosperità li attendesse ... e molti che prima erano umili e fedeli ... si lasciavano dominare dalla superbia e si elevavano nell'orgoglio del loro cuore. A mano a mano che i santi si lasciavano attirare dall'amore per le cose del mondo, lo Spirito del Signore si ritirava dai loro cuori lasciando posto all'orgoglio e all'odio verso coloro che serbavano la propria integrità”.

Wilford Woodruff ricorda anche che i fedeli venivano ammoniti dai loro dirigenti che, se non si fossero umiliati e pentiti del loro orgoglio, era in serbo per loro un terribile castigo come ai tempi degli antichi Nefiti. Il giornale di Kirtland Messenger and Advocate riferì che alcuni fratelli poco scrupolosi approfittavano dei nuovi arrivati nella comunità proponendo loro fantasiose possibilità di investimenti e prendendo il loro denaro per poi abbandonarli.

La maldicenza contro Joseph Smith era cosa comune a Kirtland durante la primavera e l'estate del 1837, particolarmente quando egli era assente per occuparsi dei suoi affari o per svolgere una missione. Alcuni uomini che occupavano posizioni di fiducia nella Chiesa rifiutarono la sua guida e dichiararono che egli non era più un vero profeta. Quando l'anziano Parley P. Pratt tornò da una missione in Canada, l'apostasia era ormai diffusa. Egli si lasciò temporaneamente attirare da quelle asserzioni, e ci ha lasciato un sincero resoconto del suo coinvolgimento.

“C'erano anche dimostrazioni d'invidia, menzogne, lotte e divisioni che causavano molte difficoltà e dolori. Anch'io fui accusato, maltrattato e frainteso a causa di queste tendenze. Una volta anch'io mi lasciai prendere in grande misura da questo stesso spirito e sembrava come se i poteri delle tenebre che combattono contro i santi si fossero scatenati contro di me. Ma il Signore conosceva la mia fede, il mio zelo e la mia integrità di intenti, e mi concesse la vittoria.

Andai da fratello Joseph Smith in lacrime e, con il cuore spezzato e lo spirito contrito, gli confessai in che cosa avevo sbagliato nello spirito, mormorato, fatto o detto di male. Egli mi perdonò prontamente, pregò per me e mi benedisse. Pertanto, grazie a questa esperienza, imparai a discernere meglio e a contrastare i due spiriti e a resistere all'uno e abbracciare l'altro”.

In diverse occasioni persone di sicura fede, come Brigham Young e Heber C. Kimball, difesero il Profeta in varie riunioni, anche se questo li metteva in pericolo. Nel febbraio 1837 alcuni anziani convocarono una riunione nel tempio per tutti coloro che consideravano Joseph Smith un profeta decaduto. Essi intendevano nominare David Whitmer come nuovo capo della Chiesa.

Brigham Young, Heber C. Kimball e altri membri fedeli parteciparono alla riunione. Dopo aver ascoltato le accuse mosse al Profeta, Brigham si alzò e rese testimonianza: “Joseph era un profeta, e io lo sapevo. Essi potevano inveire contro di lui e calunniarlo a loro piacimento, senza che questo potesse annullare la nomina del profeta di Dio. Essi potevano soltanto distruggere la loro autorità, tagliare il filo che li legava al Profeta e a Dio e sprofondare nell'inferno”.

Il 19 febbraio, nel Tempio di Kirtland, il Profeta parlò per alcune ore con il potere di Dio. I contestatori furono ridotti al silenzio, e i santi vennero rafforzati nel dare sostegno al servo eletto del Signore.

LA MISSIONE IN GRAN BRETAGNA

Durante questo periodo di grave crisi il Signore rivelò a Joseph Smith che “sì doveva fare qualcosa di nuovo per la salvezza della Sua chiesa”. Domenica 4 giugno 1837 il Profeta si avvicinò a Heber C. Kimball nel tempio e gli sussurrò: “Fratello Heber, lo Spirito del Signore mi ha suggerito questo: “Che il mio servo Heber vada in Inghilterra a proclamare il mio vangelo e ad aprire le porte della salvezza a quella nazione”.

Heber si sentì confuso da questa chiamata ad andare in Inghilterra, poiché era privo di istruzione e di educazione. Egli pregò quasi ogni giorno nella sala superiore del tempio per ricevere la protezione e il potere necessari per svolgere onorevolmente una missione. La sua famiglia viveva in condizioni di povertà, tuttavia egli era deciso a servire. Egli disse: “Sentii che la causa della verità, il vangelo di Cristo, era più importante di ogni altra considerazione”.

Heber C. Kimball desiderava che Brigham Young, suo caro amico e collega nel Quorum dei Dodici Apostoli, fosse suo compagno in quell'avventura, ma il Profeta aveva bisogno di Brigham perché lo aiutasse a risolvere le difficili questioni che affliggevano la Chiesa a Kirtland. Mentre Heber veniva messo a parte per la sua missione, Orson Hyde entrò nella stanza.

Saputo quello che avveniva Orson fu spinto a pentirsi, poiché egli era stato tra i dirigenti della Chiesa contagiati dallo spirito di speculazione e di critica nei confronti di Joseph Smith. Riconobbe le sue colpe, chiese perdono e si offrì di accompagnare Heber nella sua missione.

Il Profeta accettò il suo pentimento e mise a parte anche lui per andare in Inghilterra. Cinque altre persone furono messe a parte per assistere i due Apostoli: Willard Richards, convertitosi alla Chiesa soltanto sei mesi prima, Joseph Fielding, nativo del Bedfordshire in Inghilterra, che era immigrato in Canada nel 1832, e tre altri canadesi: John Goodson, Isaac Russell e John Snider, che avevano tutti parenti e amici in Inghilterra con i quali avevano mantenuto rapporti epistolari. Gli ultimi quattro si erano convertiti al Vangelo contemporaneamente a John Taylor: durante la missione di Parley P. Pratt in Canada l'anno prima.

Il fratello di Joseph Fielding, James, ministro di culto indipendente (exmetodista) di Preston, in Inghilterra, scrisse a suo fratello in Canada e lo invitò a venire a predicare la sua nuova religione nella sua cappella. Pertanto, arrivati in Gran Bretagna, i missionari andarono a Preston, circa cinquanta chilometri a nord della città portuale di Liverpool, per predicare alla congregazione di James.

Alcune persone di quella congregazione avevano esercitato una fede tanto grande e pregato tanto sinceramente da vedere in sogno quei missionari americani prima del loro arrivo in Inghilterra. A partire del 23 luglio i fratelli predicarono per tre volte alla moltitudine che riempiva all'inverosimile la cappella di Vauxhall, chiesa del reverendo Fielding. Tuttavia, non appena numerosi parrocchiani chiesero di essere battezzati, il reverendo Fielding negò ai fratelli un ulteriore uso della sua cappella. In seguito ebbe a lamentarsi così: “Kimball fece i fori, Coodson mise i chiodi, e Hyde li ribadì”.

Per nulla scoraggiati, gli anziani cominciarono presto a predicare a congregazioni in case private che avevano ottenuto l'autorizzazione necessaria e agli angoli delle strade. Consapevoli della povertà e dell'ignoranza della maggior parte dei loro ascoltatori, i missionari parlavano al livello intellettuale della loro congregazione, comportandosi come uomini del popolo, senza indossare abiti particolari e insegnando senza compenso.

Essi offrirono rapidamente la loro accettazione e fratellanza, facendo sentire tutti uguali davanti a Dio. L’evidente sincerità dei missionari offriva un netto contrasto con l'atteggiamento superbo del clero inglese di quel tempo. Entro poco tempo molte persone chiesero di essere battezzate.

Il mattino del 30 luglio, giorno in cui si dovevano celebrare i primi battesimi, i missionari furono assaliti da Satana e dalle sue schiere. L'anziano Russell andò dall'anziano Kimball per cercare sollievo dal tormento degli spiriti maligni. Quando gli anziani Hyde e Kimball posero le mani su di lui per benedirlo, l'anziano Kimball fu spinto a terra privo di sensi da un potere invisibile. Quando riprese conoscenza, vide i suoi fratelli che pregavano per lui.

“Allora mi alzai e mi misi a sedere sul letto. Una visione si aprì davanti ai nostri occhi, e noi potemmo vedere distintamente gli spiriti maligni che schiumavano e digrignavano i denti contro di noi. Li osservammo per circa un'ora e mezzo . . . Non dimenticherò mai la vendicativa malignità dipinta sui loro volti mentre mi guardavano negli occhi. Qualsiasi tentativo di descrivere la scena come si presentò al nostro sguardo o di dipingere la loro malvagità e inimicizia sarebbe vano ...

Anni dopo, descritta al profeta Joseph l'esperienza vissuta quella terribile mattina, Heber gli chiese ... se c'era qualcosa che non andava in lui per avere egli avuto una simile manifestazione. “No, fratello Heber”, rispose il Profeta; “in quel momento tu eri molto vicino al Signore. C'era soltanto un velo tra te e Lui, ma tu non potevi vederlo.

L'ascolto della tua esperienza mi ha dato una grande gioia, poiché mi ha convinto che l'opera di Dio ha fondato profondamente le radici in quel paese. Fu proprio questo fatto che indusse il diavolo a fare il tentativo di ucciderti”. “Più una persona si avvicina al Signore e più grande sarà il potere manifestato dall'avversario per impedire il compimento dei Suoi propositi”.

Nonostante il terrore provocato dalla manifestazione di Satana e delle sue schiere, i battesimi nel Fiume Ribble furono celebrati come da programma. George D. Watt vinse la corsa per arrivare primo al fiume, il che gli conferì l'onore di essere la prima persona battezzata in Inghilterra.

Quei battesimi segnarono l'inizio di una vera e propria marea di convertiti inglesi. I missionari si recarono nei villaggi di Chatburn e Downham, circa trenta chilometri a nordest di Preston nella valle del fiume Ribble.

A Chatburn Heber battezzò venticinque persone la prima sera in cui vi tenne una predica. Durante i cinque giorni successivi, con l'aiuto del suo collega Joseph Fielding, Heber battezzò circa centodieci persone e istituì rami a Downham, Chatburn, Waddington e Clithero.

Un giorno, mentre Heber camminava per le strade di Chatburn, i bambini presero a camminare davanti a lui “cantando gli inni di Sion, mentre i loro genitori osservavano deliziati la scena e invocavano le benedizioni del cielo sul loro capo e lodavano il Dio dei cieli che li aveva mandati a spiegare loro i principi della verità e il piano di salvezza.

Heber racconta: “Camminai per le strade di quel paese pieno di sentimenti che mai avevo provato in vita mia. I miei capelli si rizzavano sul capo mentre passavo per quelle strade, e non sapevo allora cosa mi stesse accadendo. Mi tolsi il cappello e sentii che volevo togliermi le scarpe, e non sapevo cosa pensare di quei sentimenti.

Quando ritornai menzionai quel fatto a fratello Joseph, il quale disse: “Alcuni degli antichi profeti avevano viaggiato per dedicare l'Inghilterra, e le loro benedizioni sono scese su di te”.

Entro otto mesi duemila persone si unirono alla Chiesa e furono istituiti ventisei rami. Heber C. Kimball ricorda che quando era stato messo a parte gli era stato promesso “che Dio mi avrebbe reso grande in quella nazione per portare a Lui tante anime. Gli angeli mi avrebbero accompagnato e sostenuto, sì che i miei piedi non avessero mai a scivolare, che sarei stato grandemente benedetto e sarei diventato una fonte di salvezza per migliaia di persone non soltanto in Inghilterra, ma anche in America”.

Perciò la prima missione in Inghilterra preparò il terreno per uno sforzo ancora più grande da parte del Quorum dei Dodici tra gli anni 1839 e 1841, e per un continuo raccolto missionario nelle Isole Britanniche durante la maggior parte del diciannovesimo secolo. Il successo della missione in Inghilterra fu molto importante per controbilanciare l'apostasia nell'Ohio e le persecuzioni nel Missouri.

Le migliaia di convertiti britannici che emigrarono in America rafforzarono immensamente la Chiesa durante i periodi cruciali. Fra il 1850 e il 1870 la maggior parte delle famiglie dell'Utah avevano a capo genitori che erano originari della Gran Bretagna.

UNA “GRANDE APOSTASIA”

Mentre la missione britannica cresceva per numero e forza, l'apostasia continuava a indebolire la Chiesa a Kirtland. Caroline Barnes Crosby scrisse con tristezza: “Molti dei nostri amici più cari stavano tra gli apostati ... Tra loro vi erano alcuni nostri vicini e amici più stretti. Ci eravamo frequentati con gioia e eravamo andati insieme alla casa di Dio come veri amici”.

Nell'agosto 1837, mentre Joseph Smith e la maggior parte dei Dodici erano in missione, Warren Parrish, ex-scrivano del Profeta e dirigente della Kirtland Safety Society, e John Boynton, un componente dei Dodici, guidarono un gruppo armato di pistole e di coltellacci nel tentativo di impadronirsi del tempio.

Prese dal panico, alcune persone si lanciarono dalle finestre del tempio. Le forze di polizia riuscirono a sedare i disordini e a espellere i facinorosi. Quando il Profeta tornò quegli uomini furono sospesi a causa delle loro azioni. Coloro che si mostrarono sinceramente contriti furono reintegrati nella Chiesa.

Tuttavia durante l'autunno, quando Joseph Smith e Sidney Rigdon partirono per il Missouri, si riaccesero i disordini. Warren Parrish, John F. Boynton, Luke Johnson e trenta altri eminenti cittadini formarono un gruppo chiamato la Vecchia Bandiera, o la Chiesa di Cristo.

Essi si consideravano dei riformatori e insistevano nell'affermare che Joseph Smith era un profeta decaduto che, con altre autorità della Chiesa, si era allontanato dalla vera fede. Il gruppo cercò di rovesciare la Chiesa, di impadronirsi del tempio e continuare a insegnare la maggior parte delle dottrine della Chiesa, ma rifiutando il Libro di Mormon e screditando Joseph Smith e il sacerdozio. Essi incontrarono l'opposizione di Martin Harris il quale, pur essendo anch'egli divenuto apostata, portò testimonianza che il Libro di Mormon era vero e che coloro che lo rifiutavano sarebbero stati dannati.

Quale conseguenza di questa apostasia cinquanta eminenti membri della Chiesa furono scomunicati sotto la direzione di Joseph Smith, ma le difficoltà proseguivano. Numerosi apostati perseguitavano i membri fedeli con liti e minacce di confisca delle proprietà.

Gli anti-mormoni facevano la loro parte boicottando, emarginando e negando ogni possibilità di lavoro a coloro che rimanevano fedeli al Profeta e alla Chiesa. Hepzibah Richards, sorella di Willard Richards, scrisse quanto segue:

“Durante gli ultimi tre mesi il nostro popolo è stato sballottato dalla tempesta e qualche volta le onde sono state quasi sul punto di sopraffarci ... Un terribile spirito regna nel cuore di coloro che sono contrari a questa chiesa. Essi sono al di sopra della legge e al di sotto di tutto quello che è lodevole. Il loro obiettivo principale sembra quello di impossessarsi di tutte le proprietà della Chiesa per poco o nulla e poi scacciare i santi da questo luogo”.

“Tra il novembre 1837 e il giugno 1838 forse due o trecento santi di Kirtland, che rappresentavano dal dieci al quindici per cento del numero dei membri, si ritirarono dalla Chiesa”. La “grande apostasia” fece sentire i suoi effetti anche nel Missouri. Durante un periodo di nove mesi i Tre Testimoni, un membro della Prima Presidenza (Frederick G. Williams), quattro componenti dei Dodici Apostoli e numerosi membri del Primo Quorum dei Settanta lasciarono la Chiesa. Poiché continuava a difendere coraggiosamente il Profeta, Brigham Young fu minacciato e obbligato a fuggire a cavallo nel Missouri.

Nel gennaio 1838 Luke Johnson, anch'egli apostata ma ancora in buoni rapporti con Joseph Smith, informò il Profeta di un complotto per assassinarlo. Quasi sotto gli occhi della plebaglia, Joseph fu messo dentro una cassa e portato fuori della città su un carro trainato da buoi. Quando fu abbastanza lontano dalla plebaglia, salì sul suo cavallo e cavalcò verso Ovest insieme con Sidney Rigdon.

I loro nemici li inseguirono per trecento chilometri, qualche volta arrivando così vicini a loro che i fratelli potevano udire le loro imprecazioni e minacce nella stanza adiacente alla loro. Emma Smith e i loro figli si unirono a Joseph lungo il viaggio e, dopo un percorso estremamente faticoso, essi furono calorosamente accolti dai santi del Missouri nel marzo 1838. Sidney Rigdon arrivò alcuni giorni dopo, essendosi separato dal Profeta a Dublin, nell'Indiana.

IL CAMPO DI KIRTLAND

Nello stesso mese in cui Joseph Smith fuggì da Kirtland anche la vita dei componenti del sommo consiglio era minacciata, e la maggior parte dei fedeli decisero di seguire il loro capo nel Missouri. Hepzibah Richards scrisse di quella difficile situazione: “Tutti i nostri amici hanno intenzione di lasciare il luogo il più presto possibile ... E’ sensazione generale che Kirtland sarà per qualche tempo in mano ai malvagi ... Probabilmente alcune centinaia di famiglie partiranno entro poche settimane”. Ma prima che la maggior parte dei fedeli potesse lasciare Kirtland, i loro nemici cominciarono a depredare le case dei santi e ad appiccare incendi nei seminterrati.

All'inizio di marzo i Settanta cominciarono a programmare dei modi per aiutare i santi più poveri a trasferirsi nel Missouri. Uno dei presidente del quorum, James Foster, ebbe la visione di una carovana ordinata di circa cinquecento santi che viaggiavano verso il Missouri accampandosi lungo il cammino. Diretti da visioni e profezie, i santi redassero una costituzione, formarono una spedizione con coloro che erano disposti ad osservarla e designarono dei dirigenti che presiedessero ai vari gruppi. I capitani dovevano incoraggiare i loro gruppi a ubbidire ai comandamenti e osservare la Parola di Saggezza.

Il viaggio fu ritardato di alcune settimane, poiché i santi avevano difficoltà a estinguere i debiti, vendere le proprietà e acquistare carri, tiri di buoi e attrezzature. Essi finalmente lasciarono Kirtland il 6 luglio 1838; erano circa cinquecento con ventisette tende, cinquantanove carri, novantasette cavalli, ventidue buoi, sessantanove mucche e un toro.

Benjamin Johnson scrisse: “Tutti i mezzi per coprire le spese furono messi insieme, e quindi tutti si sarebbero trovati nelle stesse condizioni, e fu così sino a quando rimasero insieme”. Nonostante queste misure, i santi dovevano tuttavia fermarsi ogni tanto per guadagnare il denaro necessario all'acquisto di provviste e attrezzature.

Anche il Campo di Kirtland fu afflitto dalle persecuzioni lungo il cammino. Molte persone sospettavano di quei viaggiatori, logori e mal messi, che passavano per i loro villaggi e città. “Mentre passavamo per le strade al mattino senza recare molestia a nessuno, alcuni componenti del nostro gruppo furono salutati in stile moderno da alcuni delinquenti mediante il lancio di uova”. Qualche volta la derisione era accompagnata da minacce di violenza.

Nel Missouri i cittadini di una comunità disposero dei pezzi di artiglieria nelle strade per impedire il passaggio al Campo. Fu concesso loro di procedere soltanto quando uno dei Settanta riuscì a calmare i timori dei cittadini. Tuttavia, alcuni dirigenti del campo furono rinchiusi in prigione per la notte. Molte forze contribuivano alle sofferenze del Campo di Kirtland.

“Gli incidenti e le malattie affliggevano continuamente i pionieri. Alcune persone rimasero schiacciate sotto le ruote dei carri, altri perirono a causa delle malattie ... Sudavano di giorno, e la notte dormivano sul terreno freddo e qualche volta umido. Guadavano corsi d'acqua, andavano su e giù per le colline e seguivano strade e sentieri pieni di buche, indeboliti continuamente dalla fatica, dalla scarsità e dalla monotonia del cibo e dall'acqua inquinata.

Dal profondo delle loro sofferenze e afflizioni essi chiedevano aiuto al loro Padre celeste. Durante il viaggio gli anziani benedivano gli infermi e i feriti, e i cronisti riferiscono che tramite il potere del sacerdozio molti degli afflitti furono istantaneamente guariti”.

Quando nel mese di settembre il Campo arrivò al Fiume Mississippi, furono informati che era scoppiata una guerra nel Missouri occidentale tra i Mormoni e i loro nemici, che tutti i Mormoni sarebbero stati presto scacciati dallo Stato e che se avessero continuato il viaggio sarebbero stati attaccati e avrebbero subito un destino simile.

In conseguenza di queste minacce diversi componenti del Campo si rifiutarono di entrare nel Missouri. Ma la maggior parte di loro continuarono il viaggio, riunendosi finalmente al Profeta a Far West, nel Missouri, il 2 ottobre 1838. Due giorni dopo arrivarono a Adam-ondi-Ahman, dove dovevano stabilirsi. Presto avrebbero scoperto che le difficoltà non erano rimaste nell'Ohio. Entro poche settimane avrebbero subito peggiori persecuzioni nel Missouri.

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