Torna alla pagina principale
Sezioni principali
Genealogia
Il libro di Mormon
Espiazione
Credenze controverse
Critica
Dottrina
Cattolici
Testimoni di Geova
Protestanti
Avventisti
Ges
Scrittori LDS
Storia della chiesa
Altre religioni
Profezie
Scienza e religione
Simbolismo
Testimonianze
Pensieri spirituali
Site search Web search

powered by FreeFind
Altri argomenti
Informazioni sull'autore
Scherzi (non ancora disponibile)
Collegamenti
Bella Sion
LDS
Miscellanea
Mappa del sito
Contatti
Scrivete all'autore
Lista di discussione 'Santi in riunione'
Message board
Storia della chiesa - Capitolo16

PERSECUZIONI ED ESPULSIONE DAL MISSOURI

DURANTE I CALDI mesi dell'estate 1838 i rapporti tra i Santi degli Ultimi Giorni e i loro vicini nel Missouri settentrionale continuarono a deteriorarsi rapidamente. L'anziano Parley P. Pratt, che era arrivato a Far West in maggio dopo il ritorno dalla sua missione negli stati dell'Est, descrive la situazione di tensione che esisteva nel luglio 1838.

“Nubi di guerra cominciarono di nuovo a formarsi con aspetto scuro e minaccioso. Coloro che si erano uniti contro le leggi nelle contee adiacenti da lungo tempo osservavano il nostro crescente potere e prosperità con invidia e con occhi avidi.

Era voce e vanto comune che non appena avessimo apportato tutti i miglioramenti necessari alle nostre proprietà e avessimo coltivato un abbondante raccolto, essi ci avrebbero scacciati dallo Stato per arricchirsi ancora una volta con le nostre spoglie”. Per questi e altri motivi scoppiò la violenza, che alla fine portò all'espulsione dell'intera Chiesa dallo Stato del Missouri.

LA BATTAGLIA DEL GIORNO DELLE ELEZIONI A GALLATIN

Nel 1831 i componenti di una certa famiglia Peniston erano stati i primi coloni bianchi a insediarsi nella zona che doveva diventare poi la Contea di Daviess. E anno dopo costruirono un mulino sul Fiume Grand per macinare il grano e altri cereali per i coloni che cominciavano ad arrivare. Essi fondarono quindi il villaggio di Millport.

Quando nel 1836 fu creata la contea, i coloni erano ancora meno di cento. La città di Callatin fu fondata come capoluogo della contea e, a mano a mano che questa cresceva, Millport, situata circa cinque chilometri più a est, diminuiva di importanza. Durante l'estate del 1838 i santi continuarono a riversarsi a Diahman, che si trovava circa sette chilometri a nord di Callatin, e ben presto diventarono più numerosi dei gentili della Contea di Daviess.

Il 1838 era l'anno delle elezioni. I coloni del luogo naturalmente volevano eleggere una legislatura che rappresentasse i loro interessi. William Peniston, acerrimo nemico dei santi, si presentò come candidato. Egli temeva che a causa del rapido afflusso di Mormoni non avrebbe potuto vincere le elezioni, poiché la maggior parte dei membri della Chiesa appoggiavano la candidatura di John A. Williams.

Circa due settimane prima delle elezioni il giudice Joseph Morin di Millport avvisò due anziani della Chiesa di recarsi alle urne pronti a respingere un attacco della plebaglia, decisa a impedire ai Mormoni di votare. Le elezioni furono tenute lunedì 6 agosto a Callatin, che a quel tempo consisteva semplicemente di una fila di circa “dieci case disposte senza ordine, tre delle quali erano bettole”.

Sperando che la predizione del giudice fosse smentita dai fatti, alcuni Mormoni si recarono disarmati a Gallatin per votare. Alle undici del mattino William Peniston si rivolse alla folla degli elettori sperando di poterli indurre alla violenza contro i Mormoni: “I capi dei Mormoni sono un branco di ladri di cavalli, mentitori e imbroglioni. Voi sapete che professano di guarire gli infermi e di scacciare i demoni, e sapete anche che questa è una menzogna”.

I giorni di elezione nell'Ovest erano raramente tranquilli, ma a causa del discorso provocatorio di Peniston e l'abbondanza di alcol che scorreva in quelle occasioni resero lo scontro inevitabile. Dick Welding, un facinoroso prepotente, dette un pugno a uno dei santi facendolo cadere a terra. Ne scaturì una rissa.

Anche se erano inferiori di numero, uno dei Mormoni, John L. Butler, prese un paletto di quercia da un vicino mucchio di legna e cominciò a bastonare gli avversari con una forza che sorprese anche lui stesso. Gli avversari si armarono di pezzi di tavola, di bastoni e di qualsiasi altra cosa riuscirono a trovare. Durante la rissa che seguì diverse persone da entrambe le parti rimasero gravemente ferite. Anche se pochi Mormoni votarono quel giorno, Peniston uscì lo stesso sconfitto dalle elezioni.

Il mattino seguente ai dirigenti della Chiesa di Far West pervennero alcune relazioni alterate sullo scontro. Quando furono informati che due o tre fratelli erano rimasti uccisi, mercoledì 8 agosto la Prima Presidenza e circa altri venti uomini partirono immediatamente per la Contea di Daviess. Si armarono per proteggersi, e a loro durante il viaggio si unirono altri membri della Chiesa provenienti da parti diverse della Contea di Daviess, alcuni dei quali erano stati attaccati dalla plebaglia alle elezioni. La sera stessa arrivarono a Diahman, e furono molto sollevati nel sapere che nessuno dei santi era rimasto ucciso.

Dato che si trovava in quella zona, il Profeta decise che era saggio fare un giro nella regione con alcuni altri fratelli per stabilire quale era la situazione politica e per calmare i timori sorti nella contea. Fecero visita ad alcuni dei vecchi coloni delle vicinanze, fra i quali Adam Black, giudice di pace, da poco eletto giudice della Contea di Daviess.

Sapendo che Black aveva partecipato alle attività antimormoni, gli chiesero se avrebbe amministrato la legge con giustizia e se era disposto a firmare un accordo di pace. Secondo Joseph Smith, dopo che Black ebbe firmato un documento che attestava che egli si sarebbe dissociato dalla plebaglia, i fratelli tornarono a Adam-ondi-Ahman.

Il giorno dopo un consiglio, formato dai Mormoni e non Mormoni più in vista, “stipulò un accordo di pace, che proteggeva i diritti di entrambe le parti e difendeva i loro interessi. Se qualcuno avesse fatto del male, nessuna delle parti lo avrebbe sostenuto né avrebbe cercato di sottrarlo alla giustizia, ma avrebbe invece consegnato tutti i trasgressori perché fossero trattati secondo la legge e la giustizia”.

Questo accordo di buona volontà durò meno di ventiquattr’ore. Il 10 agosto William Peniston presentò una denuncia a Austin A. King, giudice distrettuale di Richmond, nella Contea di Ray, nella quale dichiarava che Joseph Smith e Lyman Wight avevano organizzato un esercito di cinquecento uomini e avevano minacciato di morte “tutti i vecchi coloni e cittadini della Contea di Daviess”.

Venuto a conoscenza di questo fatto, Joseph attese ulteriori sviluppi a casa sua a Far West. Quando lo sceriffo seppe che Joseph acconsentiva al proprio arresto purché fosse processato nella Contea di Daviess, non volle eseguire l'arresto e andò invece a Richmond, per consultarsi con il giudice King.

Per circa due settimane la tensione crebbe nelle Contee di Daviess e Carron. Adam Black asseriva falsamente che centocinquantaquattro Mormoni lo avevano minacciato di morte se non avesse firmato quell'accordo di pace. Il Profeta rispose che la dichiarazione di Black “lo rivelava nella sua vera luce: un demagogo detestabile e senza principi, uno spergiuro”.

Una guerra civile appariva imminente a causa di voci e resoconti esagerati che venivano fatti circolare in tutto il Missouri, e false relazioni di una rivolta Mormone giunsero al governatore Lilburn W. Boggs.

SUL TERRENO DI GUERRA

A settembre il Profeta rifletté sulle circostanze che si deterioravano rapidamente e illustrò il corso d'azione che la Chiesa avrebbe seguito. Egli fece la seguente dichiarazione:

“Attualmente c'è una grande agitazione tra gli abitanti del Missouri, che cercano se possibile un pretesto contro di noi. Cercano continuamente di provocarci all'ira, se possibile, con minacce di una sorta o dell'altra; ma noi non li temiamo, poiché il Signore Iddio, Padre Eterno, è il nostro Dio, e Gesù è la nostra forza e sostegno ...

Il loro padre, il diavolo, li incita ognora a darsi da fare, ed essi, come figli volenterosi e obbedienti, non hanno bisogno di essere esortati una seconda volta. Ma noi, nel nome di Gesù Cristo, non lo sopporteremo più a lungo, se il grande Dio ci armerà di coraggio, di forza e di potere per resistere alle loro persecuzioni. Non attaccheremo mai, ma staremo sempre sulla difensiva”.

Il giorno dopo Joseph Smith chiese al generale di divisione David Atchison e al generale di brigata Alexander Doniphan della milizia dello Stato del Missouri consiglio su come porre fine alle ostilità nella Contea di Daviess. Entrambi questi ufficiali, in veste di avvocati, avevano difeso i santi durante le difficoltà da loro incontrate nella Contea di Jackson nel 1833-1834 e avevano continuato a nutrire sentimenti di simpatia verso la Chiesa.

Il generale Atchison promise di fare tutto quanto era in suo potere come ufficiale delle forze armate per disperdere la plebaglia. Essi consigliarono al Profeta e a Lyman Wight, che era presente anche lui, di sottoporsi volontariamente a un processo nella Contea di Daviess. Di conseguenza, il 7 settembre fu tenuto un processo subito a nord della linea di confine della contea, nella casa di un contadino non mormone.

Temendo azioni sconsiderate da parte della plebaglia, Joseph Smith appostò un gruppo di uomini sulla linea di confine della contea “in modo che fossero pronti a intervenire immediatamente se al processo fossero sorte delle difficoltà”. Al processo non furono presentate prove che potevano incriminare i due dirigenti ma, cedendo alle pressioni, il giudice King ordinò che essi fossero processati davanti al tribunale distrettuale e li liberò dietro una cauzione di cinquecento dollari.

Purtroppo ciò non riuscì a calmare la plebaglia. I nemici della Chiesa, fra i quali molti uomini provenienti da altre contee, si prepararono ad attaccare Adam-ondi-Ahman. Lyman Wight aveva il grado di colonnello nel 59° Reggimento del Missouri, che era comandato dal generale H. G. Parks. Lyman comandò di armare centocinquanta uomini, in parte della milizia dello stato, per difendere la città contro la plebaglia.

Sia i Mormoni che la plebaglia mandarono degli esploratori nelle campagne, facendo ogni tanto dei prigionieri e di solito insultandosi reciprocamente. Soltanto il prudente comportamento dei generali Atchison e Doniphan servì a prevenire maggiori violenze.

Verso la fine di settembre il generale Atchison scrisse al governatore: “Nella Contea di Daviess le cose non sono brutte come si dice, e infatti dalle dichiarazioni che ho in mio possesso posso presumere che Sua Eccellenza sia stata ingannata dalle relazioni esagerate di uomini intriganti o inaffidabili. Ho scoperto che non c'è motivo di allarmarsi a causa dei Mormoni, che non c'è bisogno di temerli e che essi stessi sono molto preoccupati”.

Circa in quello stesso periodo un comitato di “vecchi cittadini” della Contea di Daviess acconsentì a vendere le loro proprietà ai santi. Joseph Smith mandò immediatamente dei messaggeri a Est e a Sud per cercare di raccogliere i fondi necessari, ma l'intensificazione del conflitto rese impossibile l'attuazione di questo accordo.

L'ASSEDIO DI DEWITT

Mentre si svolgevano questi scontri, avvenimenti altrettanto minacciosi avevano luogo tra i santi e i loro vicini a DeWitt, nella Contea di Carroll. In passato alcuni Mormoni erano stati accolti con cordialità quando avevano cominciato a stabilirsi a DeWitt nel giugno 1838, ma nel mese di luglio fu evidente ai cittadini della Contea di Carroll che i Santi degli Ultimi Giorni presto sarebbero stati più numerosi di loro.

Come nelle Contee di Jackson, Clay e Daviess, il timore di perdere il dominio politico spingeva i “vecchi coloni” a credere alle false relazioni sugli “illusi Mormoni” e a cercare un pretesto per scacciarli. Durante il mese di luglio furono tenute tre diverse riunioni per unire i cittadini nell'impresa di espellere i Mormoni.

Quando gli fu consegnato l'ultimatum nel quale si imponeva loro di andarsene, George M. Hinkle, capo dei santi e colonnello della milizia di stato del Missouri, dichiarò coraggiosamente che i santi avrebbero difeso il loro diritto di rimanere a DeWitt. La situazione rimase a un punto morto durante il mese di settembre.

Le azioni violente furono evitate, in parte perché durante quel mese molti componenti della milizia della Contea di Carroll erano assenti perché impegnati negli scontri nella Contea di Daviess. Verso la fine di settembre i santi di DeWitt inviarono una lettera al governatore Lilburn W. Boggs chiedendo il suo aiuto per difendersi contro “una plebaglia senza legge” proveniente dalla Contea di Carroll e da altre contee, ma non ricevettero risposta.

Nel frattempo le forze non mormoni a DeWitt continuarono ad aumentare man mano che quasi ogni giorno arrivavano altri contingenti dalle Contee di Ray, Howard e Clay. Anche i Santi degli Ultimi Giorni ricevettero rinforzi e cominciarono a costruire delle barricate.

La prima settimana di ottobre fu piena di timori per i santi, poiché il conflitto scoppiò tra i due campi. John Murdock scrive: “Eravamo continuamente occupati giorno e notte a proteggere i santi ... Una notte non feci che andare da una sentinella all'altra per tenerle all'erta”. La carenza di cibo e di alloggi diventò davvero drammatica. Le forze antimormoni consideravano l'assedio una “guerra di sterminio”.

Mentre era impegnato in un viaggio di esplorazione per trovare una località adatta a un nuovo insediamento, il profeta Joseph Smith incontrò un messaggero molto agitato diretto a Far West per informare i Fratelli della situazione esistente a DeWitt. Molto deluso, il Profeta disse: “Avevo sperato che il buon senso della maggioranza del popolo e il loro rispetto per la Costituzione avrebbero messo a tacere ogni spirito di persecuzione che poteva manifestarsi in quella regione”.

Cambiando programma, Joseph viaggiò in segreto lungo strade poco frequentate per evitare le pattuglie nemiche e riuscì ad entrare a DeWitt, dove trovò soltanto una manciata di difensori che si opponevano a una numerosa plebaglia. Il Profeta trovò che i santi soffrivano grandemente per la fame e per altre dolorose privazioni.

I dirigenti della Chiesa decisero di rivolgersi di nuovo al governatore per avere aiuto. Ottennero delle dichiarazioni da persone non mormoni estranee al conflitto sul trattamento subito dai santi e sulla loro pericolosa situazione. Il 9 ottobre ricevettero la risposta del governatore che affermava “Il dissidio è tra i Mormoni e la plebaglia; lasciamo quindi che segua il suo corso”. Questa risposta fece svanire completamente le speranze dei santi di poter ricevere aiuto da parte delle autorità.

Date le circostanze i primi coloni mormoni di DeWitt esortarono i loro fratelli ad andarsene in pace. L’11 ottobre i santi, Joseph Smith compreso, misero insieme più di settanta carri e abbandonarono tristemente DeWitt. Quella sera una donna, che da poco aveva dato alla luce un bambino, morì per assideramento poiché era stata costretta a viaggiare a piedi prima che le sue forze glielo consentissero. Fu sepolta senza bara in un boschetto. Durante il viaggio la plebaglia continuò a molestare e minacciare i santi, e alcuni di loro morirono a causa della fatica e delle privazioni.

CRESCENTE ANGOSCIA NELLE CONTEE DI
CALDWELL E DAVIESS

Incoraggiate dal successo contro i santi di DeWitt e rese più audaci dal mancato intervento del governatore, le forze antimormoni marciarono sulla Contea di Daviess per scacciare di là i Mormoni. La notizia che ottocento uomini stavano marciando su Adam-ondi-Ahman, e che venivano reclutate ingenti forze per muovere contro la Contea di Caldwell, allarmarono i dirigenti della Chiesa.

Il generale Doniphan, che si trovava a Far West quando fu ricevuta questa notizia, ordinò al colonnello Hinkle di radunare una forza della milizia tra i dirigenti locali per proteggere i santi. Poiché gli antimormoni tecnicamente erano anche membri delle varie unità della milizia, per ironia della sorte una parte della milizia entrò in conflitto contro l'altra.

La domenica il Profeta parlò ai santi prendendo come tema un detto del Salvatore: “Nessuno ha amore più grande che quello di dar la sua vita per i suoi amici”. Egli concluse chiedendo dei volontari che si riunissero con lui sulla pubblica piazza il mattino dopo. Un reparto di circa cento uomini, autorizzati dal generale Doniphan come milizia di stato della Contea di Caldwell, partirono per Diahman il lunedì.

Nel frattempo l'opposizione era al lavoro nella Contea di Daviess. John D. Lee riferì che numerosi coloni venivano “legati agli alberi e fustigati a sangue con rami di noce americano, e alcuni di loro venivano orribilmente malmenati dalla plebaglia”. Un certo numero di case furono messe a fuoco, e gli animali dispersi per la campagna.

Inoltre il 17 e 18 ottobre molte delle famiglie sparse nella campagna furono obbligate a fuggire a Adam-ondi-Ahman per trovarvi sicurezza e rifugio sotto l'infuriare di una violenta tempesta di neve. Joseph Smith ricorda: “Non riesco a descrivere i sentimenti che provai quando li vidi arrivare al villaggio, quasi privi di indumenti, avendo come loro unico bene soltanto la vita”.

Il generale H. G. Parks, ufficiale comandante della milizia del Missouri nella Contea di Daviess, testimone di questi avvenimenti, informò il generale David Atchison del peggiorare della situazione. Il generale Atchison, comandante della milizia nel Missouri settentrionale, si rivolse al governatore Boggs avvertendolo che gli abitanti del Missouri intendevano scacciare i Mormoni dalle Contee di Daviess e Caldwell, e lo esortò caldamente a ispezionare il luogo degli incidenti.

Quello era il terzo appello di Atchison al governatore ma, come per gli altri che gli sarebbero stati rivolti in seguito, fu ignorato. Il governatore Boggs non sembrava mai disposto ad ascoltare le ragioni dei santi neanche da fonti degne di fede come il generale Atchison, preferendo invece credere alle relazioni faziose inviategli dagli antimormoni.

Col crescere delle ostilità nella Contea di Daviess il generale Parks autorizzò Lyman Wight, colonnello della milizia, a organizzare un corpo di soldati Mormoni da impiegare per disperdere tutti i gruppi di facinorosi nella Contea di Daviess. Il generale Parks rivolse queste parole alle truppe che si erano radunate:

“Ho spesso fatto visita alle vostre località e ho visto che siete un popolo laborioso e attivo, disposto a obbedire alle leggi del paese; mi duole profondamente che voi non possiate vivere in pace e godere del privilegio della libertà”.

La guerriglia infuriò tra i Mormoni e gli antimormoni per due giorni, durante i quali entrambe le parti saccheggiarono e bruciarono a volontà. I membri della Chiesa ritenevano che saccheggiare le proprietà dei Gentili fosse una necessità alla quale non potevano sottrarsi, giacché essi erano stati privati dei loro beni.

Un giovane mormone ufficiale della milizia, Benjamin F. Johnson, disse: “Eravamo schiacciati da ogni parte dai nostri nemici ed eravamo privi di cibo. Tutto il grano, le mucche, i maiali e le provviste di ogni genere erano stati abbandonati nella campagna e si trovavano così lontano da noi che non potevamo prenderli senza una grossa scorta.

Così la nostra unica possibilità era quella di mandare dei gruppi a cercare del foraggio e a portare nel campo tutto ciò che riuscivano a trovare, a prescindere da chi ne era il proprietario”. Questo stato di cose fu esagerato dai non mormoni durante i processi che seguirono alla guerra mormone. D'altra parte gli antimormoni spesso mettevano a fuoco i loro pagliai e le loro proprietà e poi incolpavano i santi del misfatto. Ben presto nel resto del Missouri si sparse la voce che i Mormoni rubavano o distruggevano tutte le proprietà dei loro vicini.

A Far West i santi furono informati che due famigerati antimormoni, Cornelius Gilliam e Samuel Bogart, ufficiali della milizia, stavano preparando un attacco agli insediamenti della Contea di Caldwell. Furono tenute delle riunioni durante le quali i santi si impegnarono a difendersi e a non abbandonare la causa. Fu comandato ai residenti degli insediamenti più periferici di raccogliersi a Far West, e la città intensificò i preparativi per la difesa.

Il 18 ottobre vi fu un tragico evento: due membri del Quorum dei Dodici Apostoli, Thomas B. Marsh e Orson Hyde, disertarono la causa della Chiesa e si unirono ai nemici a Richmond. Marsh fece una deposizione giurata, in gran parte confermata da Hyde, nella quale affermava: “il Profeta diffonde il concetto, accettato da ogni vero mormone, che le profezie di Smith sono superiori alle leggi del paese.

Ho udito il Profeta dire che egli avrebbe abbattuto i suoi nemici e avrebbe camminato sui loro cadaveri; e che se non fosse stato lasciato in pace, sarebbe stato per questa generazione un secondo Maometto”. Questa dichiarazione fu considerata dagli antimormoni un'ulteriore giustificazione delle malvagie azioni da loro commesse.

Riguardo a questo tradimento Joseph Smith fece osservare che Thomas B. Marsh “si era riempito di orgoglio per il suo innalzamento a quell'ufficio e per le rivelazioni del cielo a suo riguardo, fino a quando fu pronto per essere rovesciato dal primo vento dell'avversità che avrebbe incontrato; e ora che era caduto mentiva e giurava falsamente ed era pronto a togliere la vita ai suoi migliori amici. Che tutti tengano a mente questo esempio e imparino che colui che si esalta da solo sarà abbattuto da Dio”.

Thomas Marsh fu scomunicato il 17 marzo 1839, mentre Orson Hyde fu esonerato dal suo incarico nel Consiglio dei Dodici. Il 4 maggio 1839 Orson Hyde fu ufficialmente sospeso dall'esercizio delle funzioni del suo ufficio finché si sarebbe incontrato con le autorità alla conferenza generale della Chiesa e avrebbe spiegato le sue azioni. Il 27 giugno, dopo essersi pentito e aver confessato il suo errore, fu reintegrato nel Quorum dei Dodici. Dopo molti anni di vita infelice, Robert Marsh ritornò alla Chiesa nel 1857.

LA BATTAGLIA DEL FIUME CROOKED

Una svolta della “guerra mormone” nel Missouri fu la battaglia del Fiume Crooked, che ebbe luogo all'alba di martedì 25 ottobre 1838. La causa principale di questa tragedia furono le azioni provocatorie del capitano Samuel Bogart della Contea di Jackson, nemico dei santi.

Per molti giorni Bogart pattugliò il confine tra le Contee di Caldwell e Ray, a suo dire per prevenire un attacco mormone. Ma invece di effettuare il servizio di pattugliamento come era stato loro comandato, gli uomini di Bogart entrarono due volte nella Contea di Caldwell e attaccarono le case dei santi, ordinando agli occupanti di lasciare lo stato e prendendo prigionieri tre mormoni.

Quando la notizia di questo fatto raggiunse Far West Elias Higbee, giudice della Contea di Caldwell e massima autorità civile di quella regione, ordinò al colonnello Hinkle, ufficiale comandante in capo di Far West, di mandare un reparto a disperdere “la plebaglia” e liberare i prigionieri, che si aspettavano di essere messi a morte quella stessa notte.

I componenti della milizia erano in attesa da diversi giorni della chiamata alle armi. Quando suonarono i tamburi a mezzanotte per radunarli sulla pubblica piazza, settantacinque uomini furono mobilitati e divisi in due gruppi, comandati da David W. Patten e Charles C. Rich. Allo spuntare dell'alba arrivarono a un guado sulle sponde del Fiume Crooked, a circa trenta chilometri da Far West.

La pattuglia di Patten si avvicinò al guado, senza sospettare che le forze di Bogart erano nascoste lungo le sponde del fiume. Improvvisamente una delle guardie di Bogart aprì il fuoco. Lanziano Patten ordinò l'attacco ma, avendo la luce alle spalle, i suoi uomini erano in posizione sfavorevole. Nella breve ma violenta sparatoria rimasero feriti diversi uomini da entrambe le parti. Uno di questi fu l'anziano Patten, membro del Consiglio dei Dodici. Il giovane Gideon Carter fu colpito a morte al capo e fu lasciato sul posto, con il volto tanto sfigurato che i fratelli non lo riconobbero.

I fratelli liberarono i tre prigionieri, uno dei quali era ferito, ricacciarono il nemico al di là del fiume e poi prestarono le cure necessarie ai loro feriti. L'anziano Patten fu trasportato a casa di Stephen Winchester vicino a Far West, dove morì alcune ore dopo. Egli diventò così il primo Apostolo martire di questa dispensazione.

La sua fede nel Vangelo restaurato era tale che una volta aveva espresso al profeta Joseph Smith il desiderio di morire martire. “Il Profeta, molto commosso, espresse il suo immenso dolore, “poiché”, disse egli a David, “quando un uomo della tua fede chiede al Signore una cosa, di solito la ottiene”. Al suo funerale a Far West, due giorni dopo la battaglia, Joseph Smith pronunciò il suo elogio: “Qui giace un uomo che ha fatto esattamente quello che aveva detto: “Egli ha dato la sua vita per i suoi amici”.

Anche Patrick O'Bannion morì in seguito alle ferite riportate. James Hendricks, un altro dei feriti più gravi, rimase temporaneamente paralizzato dalla vita in giù e doveva essere trasportato su una barella. L’intera responsabilità di provvedere ai figli ricadde sulle spalle di sua moglie Drusilla, che sopportò altre terribili traversie nel Missouri durante il difficile viaggio per l'Illinois, sempre dimostrando una grande forza di carattere e una profonda fede.

Relazioni esagerate sulla battaglia giunsero presto al governatore Boggs a Jefferson City. Si diceva tra l'altro che l'intero reparto di Bogart era stato massacrato o preso prigioniero e che i Mormoni intendevano saccheggiare e bruciare Richmond. Queste relazioni dettero a Boggs la scusa di cui aveva bisogno per ordinare una guerra totale contro i santi.

L’ORDINE DI STERMINIO E IL MASSACRO
DI HAUN'S MILL

L'ultima settimana di ottobre il Missouri settentrionale era in grande agitazione e “la plebaglia si faceva sentire in ogni direzione”. I facinorosi bruciavano case e raccolti, rubavano il bestiame, arrestavano e minacciavano di morte i santi. Il generale Atchison di nuovo chiese al governatore Boggs di fare una visita nella regione.

Ma invece il 27 ottobre questi ordinò alle forze della milizia di iniziare la guerra. Fidandosi solamente dei falsi rapporti di un'insurrezione mormone, Boggs asserì che i santi avevano sfidato le leggi e dato inizio alle ostilità. Pertanto egli scriveva: “I Mormoni devono essere trattati come nemici e devono essere sterminati o scacciati dallo stato, se necessario, per il bene pubblico. I loro oltraggi superano ogni descrizione”.

Ormai l'opinione pubblica era talmente contraria ai santi, che anche coloro che conoscevano la verità non vollero schierarsi apertamente dalla loro parte. E “ordine di sterminio” del governatore Boggs fu il risultato e l'espressione della volontà popolare.

Il generale Atchison era al comando delle truppe dello stato, ma fu esonerato dal governatore prima della resa di Far West. Il comando fu affidato al generale John B. Clark. Il generale Clark arrivò a Far West soltanto pochi giorni dopo la resa.

Il generale Samuel D. Lucas, da lungo tempo nemico dei Mormoni, sin dagli avvenimenti della Contea di Jackson, rimase temporaneamente al comando delle forze della milizia che si stavano radunando rapidamente da ogni parte per circondare Far West. Il 31 ottobre oltre duemila uomini circondavano Far West, e la maggior parte di loro erano decisi a mettere in atto l'ordine del governatore.

Fu a Haun's Mill che la violenza scoppiò di nuovo. Quel piccolo insediamento, circa venti chilometri a est di Far West, era stato fondato da Jacob Haun, un convertito di Green Bay, nel Wisconsin. Si era trasferito a Shoal Creek nel 1835, sperando di evitare le persecuzioni di cui erano oggetto i suoi compagni di fede nelle altre parti del Missouri.

Haun's Mill consisteva di un mulino, una bottega di fabbro, alcune case e di una popolazione da venti a trenta famiglie circa intorno al mulino e circa cento nel circondario. Il 30 ottobre nove carri di immigranti provenienti da Kirtland erano arrivati sul posto; avevano deciso di riposarsi per alcuni giorni prima di proseguire il viaggio per Far West.

Immediatamente dopo la battaglia del Fiume Crooked il profeta Joseph Smith esortò tutti i santi delle aree periferiche a trasferirsi a Far West o a Adam-ondi-Ahman. Non volendo abbandonare le sue proprietà, Jacob Haun ignorò il consiglio del Profeta e comandò alla piccola comunità di rimanere sul posto. Questa decisione avventata doveva risultare fatale. Il gruppo di Haun decise di usare la bottega del fabbro come fortino nell'eventualità di un attacco nemico. Furono disposte delle sentinelle per proteggere il mulino e l'insediamento.

Domenica 28 ottobre il colonnello Thomas Jennings della milizia della Contea di Livingston mandò uno dei suoi uomini all'insediamento per concludere il trattato di pace. Entrambe le parti si impegnarono a non attaccarsi. I mormoni tuttavia non si sciolsero come avevano promesso.

Il lunedì un gruppo di cittadini del Missouri della Contea di Livingston decise di attaccare Haun's Mill, intendendo probabilmente attuare l'ordine del governatore. Martedì pomeriggio, 30 ottobre, circa duecentoquaranta uomini si avvicinarono a Haun's Mill.

Joseph Young sen., uno dei sette presidenti dei Settanta, da poco arrivato a Haun's Mill, descrive quello che accadde quel pomeriggio: “Entrambe le sponde dello Shoal Creek erano affollate di bambini intenti a giocare, mentre le madri erano occupate nei lavori domestici e i padri impegnati a proteggere il mulino e le altre proprietà.

Altre persone si dedicavano a raccogliere i prodotti della terra per usarli durante l'inverno. Il tempo era bello, il sole splendeva chiaro nel cielo, tutto era tranquillo e nessuno mostrava preoccupazione per la terribile crisi ormai imminente, proprio alle porte”.

Verso le quattro del pomeriggio la plebaglia si avvicinò a Haun's Mill. Le donne e i bambini fuggirono nei boschi, mentre gli uomini cercarono protezione nella bottega del fabbro. David Evans, capo militare dei santi, sventolò il cappello invocando la pace. Gli rispose il rumore di cento fucili, la maggior parte dei quali puntati contro la bottega del fabbro. La plebaglia cominciò a sparare senza misericordia a chiunque comparisse alla loro vista, comprese le donne, gli anziani e i bambini.

Amanda Smith afferrò le sue due bambine in tenera età e, insieme con Mary Stedwell, attraversò la gora del mulino su una passerella. Amanda ricorda: “Anche se eravamo donne con bambini in tenera età in fuga per salvarci la vita, quei demoni continuavano a sparare su di noi per ucciderci”.

La plebaglia entrò nella bottega del fabbro e trovò Sardius Smith, figlio decenne di Amanda Smith, che si nascondeva sotto il mantice. Un facinoroso poggiò la canna del fucile contro la testa del ragazzo e gli fece saltar via la parte superiore del cranio. Quell'uomo in seguito giustificò così la sua azione: “Le lendini diventano pidocchi, e se fosse vissuto sarebbe diventato un mormone”.

Alma Smith, il fratello di sette anni di Sardius, assistette all'uccisione di suo padre e di suo fratello e fu egli stesso ferito a un'anca. Non fu tuttavia scoperto dalla plebaglia, e in seguito guarì miracolosamente grazie alle preghiere e alla fede. Thomas McBride fu fatto a pezzi con un macete.

Anche se, alcuni uomini insieme alle donne e ai bambini, riuscirono a fuggire attraversando il fiume e nascondendosi sulle colline, almeno diciassette persone furono uccise e circa tredici ferite. Jacob Haun era tra i feriti, ma alla fine guarì. Anni dopo il Profeta osservò: “A Haun's Mill i fratelli andarono contro il mio consiglio; se si fossero comportati diversamente la loro vita sarebbe stata risparmiata”.

I sopravvissuti si nascosero durante la sera e la notte temendo un altro attacco. Il giorno dopo alcuni uomini seppellirono i morti in una fossa che avevano scavato per fare un pozzo. Joseph Young, che si era molto affezionato al piccolo Sardius Smith durante il loro viaggio da Kirtland, scoppiò a piangere e non riuscì a calare il corpo del ragazzo in quella fossa comune. Amanda e il figlio maggiore seppellirono Sardius il giorno dopo.

I sopravvissuti, sconvolti, lasciarono il Missouri durante l'inverno e la primavera successiva insieme con gli altri membri della Chiesa. La plebaglia continuò a perseguitare alcune delle vedove prima che partissero, ma il Signore le aiutò. Amanda Smith ricorda la rassicurazione che ricevette dal Signore quando s'inoltrò in un campo di granturco per pregare ad alta voce.

“Mi sembrava di essere nel tempio del Signore. Pregai ad alta voce e con grande fervore. Quando uscii dal granturco una voce mi parlò. Era una voce chiara, non un'impressione silenziosa e forte dello Spirito, bensì una voce, che ripeteva una strofa di un inno dei santi:

“Quell'alma che ha posto in Gesù il suo sperar nel mio amor non potrò abbandonar; il mondo e l'inferno allor scuoterò; l'eterno rifugio, l'eterno rifugio ch'è in me le darò!” Da quel momento non ebbi più paura. Sentii che nulla poteva farmi del male”.

L'ASSEDIO DI FAR WEST

Nel frattempo le forze della milizia antimormoni continuavano a radunarsi attorno a Far West preparando un attacco. La milizia di Far West innalzò barricate di carri e tronchi, ma mercoledì 31 ottobre le forze antimormoni soverchiavano quelle dei santi per cinque a uno.

Nessuna delle due parti era tuttavia ansiosa di dare inizio alla battaglia e il giorno trascorse in una situazione di stallo, mentre ogni parte decideva cosa fare. Quella sera il generale Lucas mandò un messaggero con la bandiera bianca per parlamentare.

Il colonnello Hinkle, ufficiale comandante le forze dei santi, andò incontro al messaggero e acconsentì segretamente a soddisfare le richieste di Lucas che certi dirigenti dei santi si costituissero per essere processati e puniti, che le proprietà dei Mormoni venissero confiscate per rifondere i danni causati e che il resto dei santi consegnasse le armi e lasciasse lo stato.

Ritornato a Far West, Hinkle convinse Joseph Smith, Sidney Rigdon, Lyman Wight, Parley P. Pratt e George W. Robinson che Lucas voleva trattare con loro in una conferenza di pace. I fratelli rimasero indignati quando Hinkle li consegnò a Lucas come prigionieri.

Parley P. Pratt descrisse quella tragica scena: “Quel superbo generale [Lucas] venne da noi a cavallo e, senza rivolgerci una parola, ordinò subito alle sue guardie di circondarci. Essi lo fecero con rapidità, e noi fummo spinti nell'accampamento, circondati da migliaia di individui dall'aspetto di selvaggi, molti dei quali erano vestiti e avevano il volto dipinto come guerrieri indiani.

Tutti gridavano senza tregua come tanti seguaci lanciati all'inseguimento della preda, come se avessero conseguito una delle più miracolose vittorie mai descritte negli annali del mondo”. Le grida continuarono durante tutta la notte terrorizzando i cittadini di Far West, che temevano che il loro Profeta fosse già stato messo a morte.

Molti santi trascorsero la notte in preghiera. Nel campo nemico i fratelli furono obbligati a giacere per terra sotto una pioggia gelida e ad ascoltare le volgari invettive e derisioni delle loro guardie. “Essi bestemmiavano Dio, si facevano beffe di Gesù Cristo, giuravano di fare le cose più terribili, deridevano fratello Joseph e gli altri, chiedevano miracoli, volevano segni, come ad esempio: “Su, signor Smith, mostraci un angelo”; “dacci una delle tue rivelazioni”; “mostraci un miracolo”.

Da una corte marziale segreta e illegale riunitasi durante la notte i prigionieri furono condannati a morte; l'esecuzione sarebbe avvenuta il mattino seguente sulla pubblica piazza di Far West. Quando il generale Alexander Doniphan ricevette quest'ordine dal generale Lucas, s'indignò per la brutalità e l'ingiustizia di quella condanna e rispose:

“E’ un assassinio a sangue freddo. Non obbedirò al suo ordine. La mia brigata marcerà su Liberty domattina alle otto. Se lei avrà messo a morte questi uomini, giuro su Dio che la riterrò responsabile dinanzi a un tribunale terreno”. Intimorito dalla coraggiosa risposta di Doniphan, Lucas fece marcia indietro: le preghiere dei santi erano state esaudite.

Quella stessa notte giunse a Far West la notizia che i nemici intendevano arrestare gli altri partecipanti alla battaglia del Fiume Crooked; così prima dell'alba circa venti fratelli lasciarono di nascosto Far West e si diressero a nord-est verso il territorio dell'Iowa. Hyrum Smith e Amasa Lyman non furono così fortunati. Furono arrestati e messi insieme agli altri prigionieri.

Il mattino dell'1 novembre, mentre George Hinkle faceva marciare le truppe mormoni fuori da Far West, la milizia del Missouri entrò nella città. Con la scusa di cercare le armi nascoste si comportarono come vandali, impossessandosi di ogni cosa preziosa, violentando alcune donne e obbligando i cittadini più eminenti, sotto la minaccia delle baionette, a firmare la promessa di pagare le spese sostenute dalla milizia. Molti di questi uomini furono arrestati e portati prigionieri a Richmond. Al resto dei santi fu detto di lasciare lo stato.

Si progettava di portare i dirigenti della Chiesa a Independence per esporli al pubblico e sottoporli a processo. Temendo ancora di poter essere messi a morte, Joseph Smith e i suoi compagni implorarono di vedere i loro familiari per l'ultima volta, quindi fu concesso loro di tornare a Far West il 2 novembre. Joseph Smith trovò la moglie e i figli in lacrime poiché credevano che egli fosse stato fucilato.

“Quando entrai in casa mia si aggrapparono al mio vestito con gli occhi pieni di lacrime, in preda alla gioia e al dolore nello stesso tempo, com'era manifestato dal loro aspetto”, egli scrisse. Gli fu negato il privilegio di trascorrere pochi minuti da solo con loro, ma Emma pianse e i suoi figli si tennero stretti a lui “sino a quando furono strappati da me sotto la minaccia delle spade delle guardie”. Gli altri prigionieri subirono un trattamento simile quando andarono a dire addio ai loro cari.

Lucy Smith, madre di Joseph e Hyrum, si affrettò a raggiungere il carro in cui venivano tenuti sotto sorveglianza i suoi figli e poté appena toccare le mani che essi le tendevano prima della partenza. Dopo alcune ore di sofferenza ella fu confortata dallo Spirito e le fu concesso il dono della profezia: “Il tuo cuore si consoli riguardo ai tuoi figli: ad essi non sarà fatto alcun male dai loro nemici”.

Una rivelazione simile fu data anche al profeta Joseph Smith: il mattino dopo, mentre i prigionieri iniziavano la marcia, Joseph parlò ai suoi compagni con voce bassa ma piena di speranza. “State di buon animo, fratelli; la parola del Signore mi è pervenuta stanotte per dirmi che la vita non ci sarà tolta e che, quali che siano le sofferenze che patiremo durante questa prigionia, a nessuno sarà tolta la vita”.

Nel frattempo il generale John B. Clark, ufficiale comandante delle truppe impegnate nella guerra mormone designato dal governatore, arrivò a Far West. Ordinò a tutti di rimanere in città, e i santi affamati furono obbligati a sfamarsi con granturco abbrustolito. Il 6 novembre egli si rivolse ai cittadini sofferenti e spiegò che non li avrebbe obbligati a lasciare lo stato nel mezzo dell'inverno.

Egli dichiarò che tanta indulgenza era da attribuire alla sua clemenza. “Non dico che dovete partire subito, ma non dovete pensare di rimanere qui un'altra stagione o di seminare ... In quanto ai vostri capi, nessuno di voi pensi - non lo immagini neppure per un momento - che non entri neppure nella vostra mente, che essi saranno liberati o che rivedrete di nuovo il loro volto, poiché il loro destino è già deciso - il dado è già stato tratto - il loro fato è suggellato”.

Un altro contingente della milizia circondò i santi che avevano cercato rifugio a Adam-ondi-Ahman. Dopo un'inchiesta durata tre giorni a tutti i Mormoni fu ordinato di lasciare la Contea di Daviess, ma fu concesso loro di soggiornare a Far West sino alla primavera.

Mentre si preparavano per l'esodo, i santi chiesero di nuovo aiuto al parlamento del Missouri. Anche se i danni subiti erano ben documentati e sebbene fosse mostrata nei loro confronti una notevole comprensione da parte di molti componenti del parlamento e dalla stampa del Missouri, non fu mai avviata un'indagine ufficiale. Invece il parlamento stanziò appena duemila dollari per i soccorsi ai cittadini della Contea di Caldwell.

IN CATENE

Joseph Smith e alcuni altri prigionieri furono portati a Independence e furono esposti al pubblico. Vennero poi trasferiti a Richmond, dove rimasero incatenati insieme e sorvegliati a vista, in una vecchia casa vuota per più di due settimane. A metà novembre ebbe inizio un processo che durò tredici giorni, presieduto dal giudice distrettuale Austin A. King.

Furono addotte false prove contro i dirigenti della Chiesa. Sampson Avard, il primo testimone, con grande ipocrisia accusò il Profeta di essere responsabile delle malefatte dei Daniti; gli altri testimoni furono ugualmente ostili nei suoi confronti. Quando i prigionieri presentarono un elenco dei testimoni a difesa, questi furono sistematicamente messi in carcere o scacciati dalla contea.

Alexander Doniphan informò i santi che anche “se una legione di angeli dovesse scendere dal cielo e vi dichiarasse innocenti, non servirebbe a nulla, poiché egli (King) ha deciso sin dal principio di gettarvi in prigione”.

Per due terribili settimane i prigionieri furono maltrattati dalle guardie. Una sera di novembre i fratelli ascoltarono per diverse ore “gli insulti, le oscenità, le terribili bestemmie e il linguaggio volgare” delle guardie che raccontavano le atrocità che avevano inflitto ai santi.

Parley P. Pratt giaceva accanto al Profeta e ascoltò sino a quando stava per scoppiare. Improvvisamente Joseph Smith si alzò in piedi e, pur incatenato e inerme, gridò con voce di tuono: “SILENZIO, demoni dell'abisso infernale. Nel nome di Gesù Cristo io vi rimprovero e vi comando di tacere; non sopporterò per un altro attimo un simile linguaggio. Cessate i vostri discorsi, o io o voi moriremo in QUESTO ISTANTE!”

Smise di parlare, ma rimase là eretto con immensa maestà. Incatenato e disarmato, calmo, composto e dignitoso come un angelo, scrutò le guardie che si tiravano indietro e abbassavano o gettavano a terra le armi, i cui ginocchi si piegavano e che, nascoste in un angolo o inginocchiate ai suoi piedi, gli chiedevano perdono; e rimasero tranquilli fino al cambio della guardia”.

Alla fine del processo il giudice King sentenziò che Joseph Smith e altri cinque dirigenti dovevano essere portati ulteriormente in giudizio e ordinò di rinchiuderli nel carcere di Liberty, nella Contea di Clay. Parley P. Pratt e numerosi altri fratelli dovevano rimanere in prigione a Richmond; la maggior parte degli altri prigionieri furono rilasciati.

In realtà il carcere di Liberty, una struttura in pietra di due piani di sette metri per sette, era poco più di una segreta. Al piano superiore c'erano piccole finestre sbarrate da inferriate e il carcere non era riscaldato. Un foro nel pavimento era l'unico accesso al piano inferiore, il cui soffitto era così basso che un uomo non era in grado di stare in piedi. Per quattro mesi d'inverno il Profeta e i suoi compagni soffrirono per il freddo, la sporcizia, il fumo, la solitudine e il cibo immangiabile.

Ma forse la cosa che più li preoccupava era il fatto di non poter accompagnare i santi fedeli che venivano cacciati dallo stato. Eppure quelli furono mesi di particolare importanza per Joseph Smith e per la Chiesa. In assenza del Profeta Brigham Young, Heber C. Kimball e John Taylor dimostrarono capacità direttive e dedizione ineguagliabili. Pur nella sua condizione disperata, Joseph Smith ricevette preziose istruzioni spirituali dal Signore. Proprio per le cose che vi furono rivelate, il carcere di Liberty potrebbe essere chiamato una prigione-tempio.

L’opinione pubblica nel Missouri ora si volgeva contro il governatore Boggs e la plebaglia, mentre Joseph Smith e i suoi colleghi languivano in carcere in attesa che i funzionari dello stato stabilissero cosa fare di loro. Verso la fine del marzo 1839 il Profeta scrisse una lunga lettera alla Chiesa, di cui alcune parti ora compaiono come sezioni 121, 122 e 123 di Dottrina e Alleanze.

Dopo aver enumerato i torti subiti dai santi, il Profeta si era rivolto così al Signore: “O Dio, dove sei? E dov'è la tenda che ricopre il Tuo nascondiglio? Fino a quando tratterrai la Tua mano? E fino a quando il Tuo occhio, il Tuo occhio puro, contemplerà dal cielo i torti del Tuo popolo e dei Tuoi servitori, ed il Tuo orecchio ascolterà le loro grida? Sì, o Signore, per quanto tempo ancora subiranno essi questi torti e queste oppressioni illegittime, prima che il Tuo cuore sia raddolcito verso di essi e le Tue viscere siano mosse a compassione nei loro riguardi?” (DeA 121:1-3).

Il Profeta poi scrisse la risposta data dal Signore alla sua invocazione: “Figlio mio, pace alla tua anima; la tua avversità e le tue afflizioni non dureranno che un istante; Allora, se tu le sopporti fedelmente, Iddio ti esalterà in eccelso; tu trionferai di tutti i tuoi nemici. I tuoi amici stanno presso di te ed essi ti saluteranno di nuovo con cuore ardente e mani amichevoli” (DeA 121:7-9).

In aprile i prigionieri di Liberty furono mandati nella Contea di Daviess per essere sottoposti a processo. Una giuria preliminare redasse contro di loro un atto di accusa per “omicidio, tradimento, furto con scasso, incendio doloso, ladrocinio, furto semplice e ruberia”.

Gli accusati poterono ottenere il trasferimento del processo per legittima suspicione, ma mentre si trovavano in viaggio per la Contea di Boone, nuova sede del processo, lo sceriffo e le altre guardie consentirono loro di fuggire nell'Illinois, poiché alcuni funzionari avevano concluso che il processo non aveva nessuna possibilità di concludersi con un verdetto di condanna.

Durante l'estate anche Parley P. Pratt e Morris Phelps fuggirono dal carcere di Richmond e riuscirono ad arrivare a Nauvoo. Un altro prigioniero, King Follett, fu ripreso, ma fu infine liberato nell'ottobre 1839, mentre era l'unico tra i santi ancora in carcere.

Per la quinta volta in meno di dieci anni molti Santi degli Ultimi Giorni erano stati costretti ad abbandonare le loro case e a costruirsi di nuovo un luogo di rifugio. Anche se gli ultimi mesi di quell'anno furono segnati da difficoltà finanziarie, terribili persecuzioni, apostasia e espulsione dal Missouri, la maggior parte dei membri della Chiesa non persero di vista il loro destino divino.

Come Joseph disse nella sua lettera ai santi: “L’uomo potrebbe con altrettanto successo stendere il suo braccio inerme per arrestare il Fiume Missouri nel suo corso decretato o farlo scorrere in senso contrario quanto impedire l'Onnipotente di riversare dal cielo la conoscenza sul capo dei Santi degli Ultimi Giorni” (DeA 121:33).

Precedente Successivo

Torna a inizio pagina