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Storia della chiesa - Capitolo 20

SVILLUPI DOTTRINALI A NAUVOO

NAUVOO SI ESPANDEVA E FIORIVA, ma la cosa più importante che avvenne in questo periodo fu il continuo flusso di rivelazioni ricevute tramite il profeta Joseph Smith riguardanti le dottrine e le ordinanze del Vangelo. Durante gli anni di Nauvoo il Profeta dimostrò una sempre crescente maturità spirituale nel guidare i santi a nuove e più nobili visioni del Vangelo.

Molti concetti già introdotti in passato furono ora oggetto di maggiori attenzioni e spiegazioni. Alla conferenza generale dell'ottobre 1841 il profeta Joseph Smith promise: “La dispensazione della pienezza dei tempi porterà alla luce le cose che sono state rivelate in tutte le dispensazioni del passato, e anche altre cose che non sono state ancora rivelate”. Durante i primi anni della Restaurazione furono poste le fondamenta della dottrina; durante il periodo di Nauvoo si costruì su queste fondamenta.

IL BATTESIMO PER I MORTI

Il 10 agosto 1840 morì Seymour Brunson, uno dei primi santi che si erano stabiliti a Nauvoo. Era stato uno dei primi missionari della Chiesa e aveva fatto parte del sommo consiglio a Far West e a Nauvoo. La storia scritta da Joseph Smith specifica che Brunson “morì nel trionfo della fede e nei suoi ultimi momenti portò testimonianza del Vangelo che aveva abbracciato”.

Durante il commovente sermone tenuto ai suoi funerali il 15 agosto, il Profeta lesse gran parte del quindicesimo capitolo della prima epistola ai Corinzi, compreso il versetto 29 che parla della pratica del battesimo per i morti. Joseph annunciò alla congregazione che il Signore avrebbe permesso ai santi di farsi battezzare in favore dei loro amici e parenti che avevano lasciato questa vita. Disse ai santi che “il piano di salvezza aveva lo scopo di salvare tutti coloro che erano disposti ad obbedire ai requisiti della legge di Dio”.

Dopo il sermone Jane Neyman chiese a Harvey Olmstead di battezzarla nel Fiume Mississippi a favore del figlio defunto Cyrus. Joseph Smith chiese quali parole erano state usate per celebrare quest'ordinanza e quindi approvò quello che era avvenuto. Durante le settimane successive furono celebrati alcuni altri battesimi per i morti, nel fiume o nei corsi d'acqua delle vicinanze.

Il 19 gennaio 1841 il Signore comandò ai santi di costruire un tempio con un fonte battesimale per queste ordinanze celebrate per procura. Il Signore dichiarò che il battesimo per i morti “appartiene infatti alla mia casa, e non può essermi accettabile altrimenti, se non nei giorni della vostra povertà, quando non potete costruirmi una casa” (DeA 124:30).

Questa rivelazione suscitò grande entusiasmo, e i lavori di costruzione del tempio progredirono rapidamente. Il 3 ottobre 1841, quando il piano interrato era quasi completato, Joseph Smith dichiarò: “Non vi saranno più battesimi per i morti sino a quando questa ordinanza non potrà essere celebrata nella casa del Signore”.

Nell'interrato si trovava un fonte battesimale provvisorio costruito da Elijah Fordham. Era fatto di pino del Wisconsin e poggiava sulla schiena di dodici buoi scolpiti con cura. L’8 novembre il fonte fu dedicato da Brigham Young. Fu usato per la prima volta due settimane dopo, quando gli anziani Brigham Young, Heber C. Kimball e John Taylor celebrarono quaranta battesimi per i morti; gli anziani Willard Richards, Wilford Woodruff e George A. Smith celebrarono le confermazioni.

Nel 1842, mentre si trovava in temporaneo esilio per sfuggire ai suoi vecchi nemici del Missouri, il Profeta scrisse ai santi due epistole generali sulla dottrina del battesimo per i morti. In entrambe si sottolineava l'importanza del fatto che per la validità dei battesimi doveva essere presente un archivista.

E archivista doveva assicurarsi che ogni ordinanza fosse celebrata correttamente e tenere un'accurata documentazione. La prima lettera diceva: “Che tutti i registri siano tenuti in ordine perché possano essere riposti negli archivi del mio santo tempio, per esservi tenuti in ricordo, di generazione in generazione, dice il Signore degli Eserciti” (DeA 127:9).

Nella seconda e più lunga delle due lettere il Profeta spiegava che i vivi e i morti dipendono gli uni dagli altri per la loro salvezza. “Essi [i morti] senza di noi non possono essere resi perfetti - allo stesso modo noi senza i nostri morti non possiamo essere resi perfetti” (DeA 128:15). Le ordinanze che contribuiscono a realizzare questa perfezione reciproca, ebbe a spiegare in seguito, comprendono non soltanto il battesimo per i morti, ma anche l'investitura del santo sacerdozio e il matrimonio per il tempo e per l'eternità.

L'INVESTITURA

In precedenza, quando i santi dell'Ohio si preparavano a costruire il Tempio di Kirtland, il Signore aveva promesso che nella Sua casa Egli avrebbe investito di potere dall'alto coloro che aveva scelto (vedi DeA 95:8). Quando il tempio fu completato e dedicato all'inizio del 1836, grandi benedizioni spirituali si riversarono sui santi. Il Salvatore apparve ed accettò il tempio. Poi apparvero a Joseph Smith e Oliver Cowdery gli antichi profeti Mosè, Elias ed Elia per restaurare le chiavi del sacerdozio per il raduno di Israele e per introdurre ulteriori sacre ordinanze (vedi DeA 110).

Altri templi furono programmati per il Missouri, ma non furono mai costruiti a causa delle persecuzioni che scacciarono i fedeli da quello stato. Dopo che Nauvoo fu stabilita come nuovo luogo di raduno, il Signore rivelò che era necessario un tempio, poiché sulla terra non c'era nessun luogo in cui Egli potesse venire a restaurare “la pienezza del sacerdozio” (DeA 124:28).

Ai santi fu anche comandato che le loro abluzioni e unzioni, come i loro battesimi per i morti, dovevano essere celebrati in un luogo sacro, quindi Egli comandava loro di costruire il Tempio di Nauvoo. La rivelazione continua: “Che questa casa sia edificata al mio nome, perché Io possa rivelarvi le mie ordinanze al mio popolo;
Poiché Io degno rivelare alla mia chiesa cose che sono state tenute celate fin da prima della fondazione del mondo, cose che appartengono alla dispensazione della pienezza dei tempi” (vv. 40-41).

Man mano che il lavoro di costruzione del tempio progrediva, Joseph Smith chiese e ricevette ulteriori istruzioni dal Signore riguardanti la sacra investitura. Tuttavia non si sa esattamente quando ricevette tutte le istruzioni riguardanti le ordinanze del tempio. Egli spiegò queste ordinanze ad alcuni fedeli Santi degli Ultimi Giorni nella stanza sopra al suo negozio di mattoni rossi il 4 maggio 1842.

A quel tempo quell'edificio era l'unico luogo abbastanza grande in cui un gruppo si poteva riunire in privato. L’edificio si trovava vicino al Fiume Mississippi, circa un isolato a ovest della Mansion House e della Homestead. Era stato costruito nel 1841 e aveva aperto i battenti per l'attività commerciale nel gennaio 1842.

La maggior parte del piano di sopra era occupata da una sala delle assemblee usata per i consigli del sacerdozio, l'organizzazione e le riunioni della Società femminile di Soccorso di Nauvoo, le riunioni del consiglio comunale e della Loggia massonica, lezioni scolastiche, lavori teatrali, dibattiti, conferenze e riunioni degli ufficiali della Legione di Nauvoo.

Il 3 maggio, con l'aiuto di altre persone, il Profeta sistemò il suo ufficio e la Sala delle Assemblee in modo che rappresentassero “il più possibile, date le circostanze, l'interno di un tempio”. Nel pomeriggio del giorno seguente il Profeta impartì le prime investiture a un gruppo scelto di persone, che comprendeva Hyrum Smith, patriarca della Chiesa, Brigham Young, Heber C. Kimball e Willard Richards del Consiglio dei Dodici; Newel K. Whitney, vescovo generale; George Miller, presidente del quorum dei sommi sacerdoti di Nauvoo e vescovo generale; e James Adams, presidente del Ramo di Springfield.

Joseph Smith descrisse così quell'importante avvenimento: “Ho trascorso la giornata al piano superiore del magazzino ... e li ho istruiti sui principi e sull'ordine del Sacerdozio, sulle abluzioni, unzioni, dotazioni e sulla comunicazione delle chiavi relative al Sacerdozio di Aaronne, e così di seguito fino all'ordine più alto del Sacerdozio di Melchisedec.

Ho parlato loro dell'ordine riguardante l'Anziano dei Giorni e di tutti quei piani e principi per mezzo dei quali chiunque può ottenere la pienezza delle benedizioni che sono state preparate per la Chiesa del Primogenito, onde andare a dimorare al cospetto di Elohim nei mondi eterni”.

Il Signore aveva dichiarato che queste ordinanze erano necessarie per aprire la porta per la vita eterna e l'esaltazione; pertanto esse erano ardentemente desiderate dai fedeli Santi degli Ultimi Giorni. Gradatamente nel corso dei due anni successivi Joseph Smith spiegò l'investitura a circa novanta uomini e donne.

Egli impartì anche precise istruzioni ai Dodici Apostoli riguardo alle chiavi di queste ordinanze, chiedendo loro di conferire l'investitura ai santi degni nel tempio quando fosse completato. Nel dicembre 1845 la costruzione del tempio era abbastanza avanzata da consentire la celebrazione di questa ordinanza.

Molti anni dopo a Salt Lake City il presidente Brigham Young istruì i santi sul significato dell'investitura negli ultimi giorni. Egli ricordò loro che i primi anziani avevano ricevuto soltanto parte della loro investitura nel Tempio di Kirtland, definendo questa parte “ordinanze introduttive o iniziatorie in preparazione dell'investitura”.

Egli quindi definì il significato di investitura: “Investitura significa ricevere tutte le ordinanze della casa del Signore che sono necessarie dopo aver lasciato questa vita per ritornare alla presenza del Padre, passando accanto agli angeli che stanno come sentinelle, in grado di dare loro le parole chiave, i segni e i simboli riguardanti il santo sacerdozio, e ricevere l'esaltazione eterna a dispetto della terra e dell'inferno”.

LA RIVELAZIONE SUL MATRIMONIO

L’investitura del santo sacerdozio è strettamente collegata al principio del matrimonio eterno, Sin dagli inizi della Restaurazione ai Santi degli Ultimi Giorni è stato insegnato che “il matrimonio è ordinato da Dio all'uomo” (DeA 49:15).

L'alleanza del matrimonio è sempre stata considerata di grande importanza. Agli uomini della Chiesa è comandato quanto segue: “Tu amerai la moglie tua con tutto il tuo cuore, e ti attaccherai ad essa e a nessun'altra” (DeA 42:22). Ai membri della Chiesa è comandato non soltanto di sposarsi in rettitudine, ma anche di avere dei figli e di crescerli secondo i precetti del vangelo di Gesù Cristo.

Poco dopo l'introduzione dell'investitura il Profeta rivelò che una coppia sposata poteva essere suggellata insieme dal potere del sacerdozio per il tempo e per tutta l'eternità. Molti degli uomini e delle donne che avevano ricevuto l'investitura furono anche suggellati da Joseph Smith ai loro coniugi nell'alleanza del matrimonio. Joseph spiegò che il suggellamento del matrimonio, l'investitura e il battesimo per i morti dovevano essere celebrati nella casa del Signore e che queste ordinanze potevano essere messe a disposizione di tutti i fedeli santi non appena il tempio fosse ultimato.

Nella primavera del 1843 Joseph Smith spiegò l'importanza eterna dell'alleanza del matrimonio. Mentre si trovava in visita nel villaggio mormone di Ramus, circa trenta chilometri a sud-est di Nauvoo, il Profeta spiegò ad alcuni membri della Chiesa i seguenti principi:

“Nella gloria celeste vi sono tre cieli o gradi; Al fine di ottenere il più alto, un uomo deve entrare in quest'ordine del sacerdozio [ossia nella nuova ed eterna alleanza del matrimonio]; E se non lo fa, non può ottenerlo” (DeA 131:1-3).

Quella stessa estate Joseph scrisse una rivelazione sul matrimonio che abbracciava i principi che gli erano stati rivelati sin dal 1831 a Kirtland. In questa rivelazione il Signore dichiarava: “Se un uomo sposa una donna mediante la mia parola, che è la mia legge, e secondo la nuova ed eterna alleanza, e la loro unione è suggellata su di loro dal Santo Spirito di promessa, mediante colui che è unto ed al quale ho dato questo potere e le chiavi di questo sacerdozio ... ciò avrà pieno vigore quando sono fuori del mondo; ed essi passeranno accanto agli angeli e accanto agli dèi che sono là preposti per entrare nella loro esaltazione e gloria in ogni cosa, come è stato suggellato sulle loro teste, gloria che sarà una pienezza ed una continuazione dei loro posteri in eterno” (DeA 132:19).

La legge del matrimonio celeste enunciata in questa rivelazione comprendeva anche il principio della pluralità delle mogli. Nel 1831, mentre stava lavorando alla traduzione ispirata delle Sacre Scritture, Joseph Smith chiese al Signore come Egli giustificava la pratica del matrimonio plurimo tra i patriarchi dell'Antico Testamento. Questa domanda portò alla rivelazione sul matrimonio celeste, che contiene la risposta a questa domanda riguardo ai matrimoni plurimi dei patriarchi.

Per prima cosa il Signore spiegava che, onde fossero valide nell'eternità, le alleanze, compresa quella del matrimonio, dovevano soddisfare tre requisiti (vedi DeA 132:7): (1) dovevano essere “fatte e ... suggellate dal Santo Spirito di promessa”. (2) Dovevano essere celebrate dalla giusta autorità del sacerdozio. (3) Dovevano essere celebrate per “rivelazione e comandamento” tramite il profeta unto dal Signore (vedi anche vv. 18-19).

Richiamandosi ad Abrahamo come esempio, il Signore disse che egli “ricevette tutto ciò che ha ricevuto, per rivelazione e comandamento, mediante la [Sua] parola” (v. 29). Di conseguenza il Signore chiedeva: “Era forse pertanto Abrahamo sotto condanna? In verità Io ti dico, No; poiché Io, il Signore, lo comandai” (v. 35).

Inoltre Joseph Smith e la Chiesa dovevano accettare il principio del matrimonio plurimo come parte della restaurazione di tutte le cose (vedi v. 45). Abituato agli schemi convenzionali del matrimonio, il Profeta all'inizio si mostrò comprensibilmente riluttante a osservare questa nuova pratica. A causa della mancanza di una documentazione storica non sappiamo quali furono i suoi primi tentativi di osservare il comandamento nell'Ohio.

Il suo primo matrimonio plurimo di cui abbiamo documentazione a Nauvoo fu quello con Louisa Beaman; fu celebrato dal vescovo Joseph B. Noble il 5 aprile 1841. Durante i tre anni successivi Joseph prese altre mogli in matrimonio plurimo secondo il comandamento del Signore.

Quando i componenti del Consiglio dei Dodici Apostoli ritornarono dalla missione nelle Isole Britanniche nel 1841, Joseph Smith spiegò loro ad uno ad uno la dottrina della pluralità delle mogli, e ognuno incontrò delle difficoltà nel capire e nell'accettare questa dottrina. Brigham Young, per esempio, parla della lotta che dovette sostenere: “Non volevo venir meno al mio dovere, né in nulla evitare di fare quello che mi era stato comandato, ma era la prima volta in vita mia che desideravo morire, e per molto tempo non riuscii a superare la mia avversione. E quando vedevo un funerale provavo invidia per il defunto e rimpiangevo di non trovarmi al suo posto nella bara”.

Dopo le iniziali esitazioni e frustrazioni Brigham Young e altri componenti dei Dodici ne ricevettero personalmente conferma dal Santo Spirito e accettarono la nuova dottrina del matrimonio plurimo. Essi sapevano che Joseph Smith era un profeta di Dio in ogni cosa. All'inizio la pratica fu tenuta segreta e la sua diffusione fu molto limitata.

Cominciarono a circolare delle voci che asserivano che le autorità della Chiesa avevano altre mogli, voci che travisavano grandemente la verità e contribuirono ad aumentare le persecuzioni da parte degli apostati e degli estranei. Parte delle difficoltà naturalmente erano dovute alla naturale avversione degli Americani verso la “poligamia”.

Questo nuovo sistema sembrava minacciare la fermamente stabilita tradizione della monogamia e la solidità della struttura familiare. Più tardi nell'Utah i santi praticarono apertamente “il principio”, ma mai senza subire persecuzioni.

LA LETTERA WENTWORTH

Al Profeta veniva spesso chiesto di spiegare gli insegnamenti e le pratiche dei Mormonismo ad estranei. Un esempio significativo di ciò è la lettera Wentworth.
Nella primavera del 1842 John Wentworth, direttore del giornale Chicago Democrat, chiese a Joseph Smith di fargli una breve descrizione del “sorgere, progresso, persecuzione e fede dei Santi degli Ultimi Giorni”.

Wentworth era originario del New Hampshire e desiderava queste informazioni per una storia del suo stato, che a quel tempo veniva scritta dal suo amico George Barstow. Joseph aderì a questa richiesta e mandò a Wentworth un documento di molte pagine che conteneva un resoconto di molti degli avvenimenti dei primi tempi della storia della Restaurazione, fra i quali la Prima Visione e la venuta alla luce del Libro di Mormon.

Il documento conteneva anche tredici dichiarazioni che definivano il credo dei Santi degli Ultimi Giorni, diventate note come Articoli di fede. Barstow pubblicò la sua storia, ma la lettera Wentworth non vi fu inclusa, né vi fu fatta menzione dei Mormoni.

Wentworth non pubblicò questo documento nel Chicago Democrat, né esso comparve mai in nessuna storia del New Hampshire. Ma il giornale della Chiesa, Times and Seasons, lo pubblicò nel marzo 1842, ed esso è diventato una delle più importanti dichiarazioni di ispirazione, storia e dottrina per la Chiesa.

Gli Articoli di fede furono scritti per persone non appartenenti alla Chiesa, né intendevano essere un sommario completo dei principi e delle pratiche del Vangelo. Essi tuttavia forniscono una chiara dichiarazione dei particolari credo dei Santi degli Ultimi Giorni. Ogni Articolo è una dichiarazione positiva delle differenze esistenti tra il Mormonismo e le credenze settarie di altre confessioni.

Nel 1851 gli Articoli di fede furono inclusi nella prima edizione di Perla di Gran Prezzo pubblicata dalla Missione Britannica. Dopo che Perla di Gran Prezzo fu riveduta nel 1878 e canonizzata nel 1880, gli Articoli di fede diventarono dottrina ufficiale della Chiesa.

IL LIBRO DI ABRAHAMO

Agli inizi del 1842, circa nello stesso tempo in cui scriveva la sua lettera a John Wentworth, Joseph Smith era anche molto occupato nella “traduzione degli Annali di Abrahamo”. Questi annali erano stati acquisiti nel 1835 quando la Chiesa aveva acquistato numerosi rotoli di antichi papiri egiziani da Michael Chandler.

Joseph e i suoi scrivani effettuarono un esame preliminare di questi documenti, ma l'impegno richiesto dalla costruzione del Tempio di Kirtland e la successiva apostasia e persecuzioni gli preclusero ogni possibilità di continuare questo lavoro nell'Ohio o nel Missouri. Finalmente nella primavera del 1842 egli poté dedicarsi a questo compito per diverse settimane con pochissime interruzioni.

L’anziano Wilford Woodruff, che fu informato nei consigli direttivi della traduzione del Profeta e di parte del suo contenuto, descrisse nel suo diario i sentimenti che provava verso il lavoro svolto dal Profeta: “Il Signore ha veramente suscitato Joseph il veggente ... ed ora lo riveste di grande potere, saggezza e conoscenza ... Il Signore conferisce a Joseph il potere di rivelare i misteri del regno di Dio, di tradurre tramite l'Urim e il Thummim antichi annali e geroglifici vecchi quanto Abrahamo o Adamo, che fanno ardere in noi il cuore mentre ammiriamo le gloriose verità che si aprono davanti ai nostri occhi”.

Alcune parti del libro di Abrahamo apparvero prima nel Times and Seasons nella Millennial Star nell'estate del 1842. Joseph Smith dichiarò che altre parti sarebbero venute in seguito, ma dopo il 1842 non fu in grado di continuare la traduzione. Quello che la Chiesa ricevette - cinque capitoli del libro di Abrahamo in Perla di Gran Prezzo - è soltanto una porzione degli annali originali.

Nel 1967 undici frammenti dei papiri usati da Joseph Smith furono riscoperti dal dottor Aziz S. Atiya nel Metropolitan Museum of Art di New York. L’esame di questi frammenti ha confermato che si tratta principalmente di antichi testi funerari egiziani del tipo che di solito veniva sepolto con i sovrani e con i nobili allo scopo di guidarli lungo il loro eterno viaggio.

Questa scoperta ha risollevato la questione sul rapporto esistente tra gli annali e il libro di Abrahamo. Joseph Smith non spiegò il metodo usato per tradurre il libro di Abrahamo, proprio come non spiegò pienamente come era stato tradotto il Libro di Mormon. Tuttavia, come il Libro di Mormon, il libro di Abrahamo è la sua stessa prova che è venuto alla luce per dono e potere di Dio.

DISCORSI DI JOSEPH SMITH

I santi di Nauvoo ascoltavano spesso predicare il profeta Joseph Smith, e molti di loro scrissero quanto erano commossi da questa esperienza. Essi gioivano delle sue parole ed erano rafforzati nella loro testimonianza. Brigham Young disse: “Quei momenti per me erano più preziosi di tutte le ricchezze del mondo. Per quanto fosse grande la mia povertà - anche se avessi dovuto chiedere in prestito la farina per nutrire mia moglie e i miei figli, non avrei mai rinunciato alla possibilità di imparare quello che il Profeta aveva da impartire”.

Wandle Mace, un nuovo convertito alla Chiesa, disse che mentre ascoltava il Profeta in pubblico o in privato, al sole o sotto la pioggia, si convinceva sempre più che Joseph Smith era stato istruito da Dio. Egli non rinunciava mai alla possibilità di ascoltare Joseph predicare poiché, egli diceva, Joseph “ci serviva ogni giorno un cibo spirituale delizioso”. James Palmer, convertito inglese, disse che il Profeta “mentre predicava aveva l'aspetto di una persona venuta direttamente dal cielo o di una persona mandata dai mondi celesti a svolgere una missione divina”.

A Nauvoo non c'era una casa di riunione abbastanza grande per accogliere tutti i santi che desideravano ascoltare il loro Profeta, pertanto, quando le condizioni atmosferiche lo consentivano, essi si riunivano all'aperto all'ombra degli alberi. Un luogo adatto era un bosco che formava una specie di anfiteatro sulla collina a ovest del tempio.

Quello era uno dei luoghi favoriti da Joseph per parlare ai santi. Durante il periodo di Nauvoo egli si abituò a tenere discorsi in pubblico. Durante i primi tempi della Restaurazione aveva lasciato il compito di predicare soprattutto ad altre persone che egli riteneva migliori oratori; ora tuttavia egli predicava con grande potere e autorità a Nauvoo e nei centri circostanti.

I quasi duecento discorsi da lui tenuti durante quegli anni plasmarono la conoscenza dei Santi degli Ultimi Giorni circa le dottrine del Vangelo e influirono considerevolmente sulla Chiesa.

Domenica 20 marzo 1842, al funerale del figlio di Windsor P. Lyon, Joseph volle parlare nel bosco riguardo alla salvezza dei bambini. Egli disse che gli era stata posta la domanda “perché i bambini innocenti venivano tolti ai loro genitori, particolarmente quelli che sembravano più intelligenti e promettenti”. Egli disse che venivano tolti da questo mondo per risparmiare loro la malvagità che stava crescendo.

Poi predicò una delle più confortanti dottrine rivelate negli ultimi giorni: “Tutti i bambini sono redenti dal sangue di Gesù Cristo, e al momento stesso in cui lasciano questo mondo sono posti nel seno di Abrahamo. L’unica differenza tra chi muore vecchio e chi muore giovane è che uno vive più a lungo in cielo e nella luce e gloria eterne dell'altro, ed è liberato un po' prima da questo miserevole mondo malvagio”.

Nella primavera del 1843 Joseph fece spesso visita agli insediamenti periferici dei santi per ammaestrarli e guidarli. Quando si trovava a Ramus era ospite in casa del suo amico Benjamin F. Johnson. Gli insegnamenti impartiti dal Profeta a Ramus, nell'Illinois, domenica 2 aprile 1843 furono talmente importanti da essere inseriti nella storia ufficiale della Chiesa e in seguito in Dottrina e Alleanze come sezione 130.

Durante una riunione tenuta il mattino l'anziano Orson Hyde aveva parlato del Padre e del Figlio che dimorano nel cuore dei santi e aveva detto che il Salvatore, alla Sua seconda venuta, “sarebbe apparso su un cavallo bianco come un guerriero”. A pranzo Joseph Smith disse a Orson che avrebbe fatto alcune correzioni al suo sermone durante la riunione pomeridiana. L'anziano Hyde rispose: “Accetterò le correzioni con gratitudine”.

Il Profeta spiegò ai santi che “quando il Signore apparirà noi Lo vedremo com'Egli è. Vedremo che è un uomo come noi” (DeA 130:1). Facendo un'altra correzione aggiunse che “l'idea che il Padre e il Figlio dimorino nel cuore di un uomo è una vecchia nozione settaria, ed è errata” (v. 3). Proseguendo il suo sermone egli dichiarò con fermezza che “il Padre ha un corpo di carne ed ossa, altrettanto tangibile quanto quello dell'uomo; il Figlio pure; ma lo Spirito Santo non ha un corpo di carne ed ossa ma è un personaggio di Spirito” (v. 22).

In questo discorso fondamentale Joseph Smith spiegò anche altri principi eterni che da allora hanno ispirato i Santi degli Ultimi Giorni a cercare diligentemente la verità e a compiere buone opere. Egli spiegò che “qualsiasi principio di intelligenza noi acquisiamo in questa vita si leverà con noi nella risurrezione.

E se una persona acquisisce maggiore conoscenza ed intelligenza in questa vita mediante la sua diligenza e la sua obbedienza che un'altra, essa avrà tanto più vantaggio nel mondo a venire” (vv. 18-19). Spiegò anche che “vi è una legge irrevocabilmente decretata nei cieli prima della fondazione di questo mondo sulla quale si basano tutte le benedizioni - E quando noi otteniamo una benedizione da Dio, è per l'obbedienza alla legge su cui essa è basata” (vv. 20-21).

Un mese e mezzo dopo il Profeta visitò di nuovo Ramus. Durante una riunione tenuta la sera un predicatore metodista, Samuel Prior, che si trovava in visita in quella località per conoscere meglio la Chiesa, fu invitato a parlare alla congregazione. Dopo il suo discorso Joseph Smith si alzò e contestò le osservazioni del reverendo Prior.

Prior in seguito scrisse: “Lo fece con gentilezza e cortesia, con grande considerazione, come persona che desidera più far conoscere la verità e denunciare l'errore piuttosto che volere a tutti i costi vincere un dibattito. Fui veramente edificato dalle sue osservazioni e sentii scemare in me più che mai i pregiudizi verso i Mormoni”. Gli insegnamenti impartiti da Joseph Smith in quell'occasione evidenziano la sua chiamata di profeta e fanno ora parte delle Scritture:

“Non esiste una materia immateriale. Ogni spirito è materia, ma più fine o più pura, e non si può discernerlo che con occhi più puri; Noi non possiamo vederlo; ma quando i nostri corpi saranno purificati, vedremo che è tutto materia” (DeA 131:7-8).

Man mano che la costruzione del tempio progrediva, il profeta Joseph pronunciò alcuni dei suoi più grandi sermoni nel corso di riunioni speciali tenute nell'edificio non ancora ultimato. Una di queste occasioni fu la conferenza generale di aprile 1843. A quel tempo le diffuse profezie fatte da William Miller secondo le quali Cristo sarebbe venuto il 3 aprile 1843 avevano causato grande agitazione in tutta l'America e tra i Santi degli Ultimi Giorni. (Miller era un fanatico religioso che aveva fondato il Millerismo).

Nella sessione della conferenza tenuta il 6 aprile Joseph disse che come profeta del Signore egli aveva pregato e aveva saputo che “la venuta del Figliuol dell'uomo non avverrà mai - non potrà mai avvenire sino a quando i giudizi predetti per quest'ora non si saranno riversati: giudizi che erano cominciati”.

Il Profeta elencò anche alcuni avvenimenti che non erano ancora accaduti ma che si sarebbero verificati prima della Seconda Venuta: “Giuda deve tornare, Gerusalemme deve essere riedificata e anche il tempio, e l'acqua deve ancora venire da sotto il tempio, e le acque del Mar Morto devono essere sanate. Richiederà molto tempo ricostruire le mura della città e il tempio”.

Il più conosciuto di tutti i sermoni del Profeta fu quello tenuto alla conferenza generale nell'aprile 1844 come discorso funebre in onore del suo amico King Follett, che era morto durante i lavori di scavo di un pozzo. Joseph Smith parlò per più di due ore trattando almeno trentaquattro argomenti dottrinali, compresa l'importanza di conoscere il vero Dio, la via per diventare come Dio è, la pluralità degli dèi, il progresso eterno, l'importanza dello Spirito Santo, la natura dell'intelligenza, il peccato imperdonabile, i bambini e la Risurrezione.

Uno dei suoi più profondi messaggi riguardava Dio e il destino dell'uomo in rapporto a Lui. Egli dichiarò: “Un tempo Dio stesso era come noi siamo oggi; Egli è un uomo glorificato e siede sul trono nell'alto dei cieli!..

Dovete imparare ad essere dèi anche voi ... passando da un piccolo grado all'altro, e da una piccola capacità a una più grande; di grazia in grazia, di esaltazione in esaltazione, finché non arriverete alla risurrezione dei morti e non sarete in grado di dimorare nelle fiamme eterne”. L'uomo quindi deve diventare come Dio è ora.

Joseph spiegò anche “i primi principi della consolazione” per coloro che piangono per i defunti giusti: “sebbene il corpo venga deposto e si dissolva, esso risorgerà per dimorare nelle fiamme eterne in gloria immortale per non piangere, soffrire o morire mai più. Essi saranno invece eredi di Dio e coeredi di Gesù Cristo”.

Come reagirono i santi a questo lungo e tuttavia eloquente e ispirato sermone? La maggior parte di loro fu profondamente commossa. Joseph Fielding scrisse nel suo diario: “Fui più che mai deliziato dal suo discorso. Mi fece venire a mente Erode quando dissero del suo discorso: “Voce d'un dio, e non d'un uomo” (vedi Atti 12:20-23).

Durante la permanenza a Nauvoo i santi assistettero a una fioritura della teologia. Ascoltarono il loro capo e profeta elaborare temi dottrinali che in precedenza erano stati appena toccati. Quando leggevano il Times and Seasons assaporavano una teologia più pienamente sviluppata di come l'avevano conosciuta nell'Ohio e nel Missouri. E partecipando alla costruzione del tempio e alla celebrazione delle sue sacre ordinanze ricevevano potere, conoscenza e benedizioni sconosciuti negli anni precedenti. Gli sviluppi dottrinali di Nauvoo crearono un duraturo retaggio per la Chiesa nel futuro.

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