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Storia della chiesa - Capitolo 27

LA CREAZIONE DI UN RIFUGIO
A DESERET

APPENA QUATTRO GIORNI dopo l'arrivo nella Valle del Lago Salato Brigham Young disse ai pionieri che “egli intendeva conoscere ogni buco e ogni angolo dalla Baia di San Francisco alla Baia di Hudson e che il nostro popolo avrebbe stabilito contatti con ogni tribù indiana in tutta l'America”.

Il presidente Young chiamò la regione Deseret, parola proveniente dal Libro di Mormon che significa ape mellifera (vedi Ether 2:3). Con questo il profeta intendeva affermare che i nuovi insediamenti dovevano essere come alveari di attività.

I santi erano praticamente gli unici coloni bianchi del Grande Bacino, nome dato a una superficie grande come il Texas (più di due volte l'Italia, ndT), tra le Montagne Rocciose a est, la Sierra Nevada a ovest, lo spartiacque del Fiume Columbia a nord e il Fiume Colorado a sud. Questa zona era relativamente isolata e arida; vi scarseggiavano il legname e la selvaggina. I santi si rendevano conto che colonizzare quella regione avrebbe richiesto tanta fede e duro lavoro, ma erano convinti che con l'aiuto di Dio ci sarebbero riusciti.

IL PRIMO ANNO NELLA VALLE DEL LAGO SALATO

Nell'agosto 1847 Brigham Young, gli Apostoli e circa cento altre persone lasciarono la Valle del Lago Salato per tornare a Winter Quarters, nel Nebraska. Nello stesso tempo circa millecinquecento santi, divisi in dieci compagnie, viaggiavano nelle praterie diretti verso la valle.

Ci fu grande gioia quando i dirigenti della Chiesa incontrarono quelle spedizioni nell'attuale Wyoming occidentale. Dopo aver festeggiato l'avvenimento il gruppo del presidente Young riprese il viaggio verso est e gli altri verso l'Ovest, arrivando nella Valle del Lago Salato durante i mesi di settembre e ottobre.

L'attraversamento delle praterie era difficile per quei santi che viaggiavano con tutta la famiglia. Molti non erano in grado di sopportare le fatiche del viaggio e morivano nelle praterie. Jedediah M. Grant, membro del Primo Consiglio dei Settanta e comandante del terzo gruppo, perse la moglie Caroline e la figlia nata da poco Margaret che, come molte altre persone, furono contagiate dal colera sul Fiume Sweetwater.

Caroline morì quattro giorni dopo la figlia. Prima di morire chiese che i loro corpi fossero sepolti nella Valle del Lago Salato, ma Jedediah fu obbligato a seppellire la bambina in una tomba poco profonda e a continuare il viaggio verso la Valle del Lago Salato, dove seppellì sua moglie. Poi egli e il suo amico Joseph Bates Noble ritornarono nelle praterie del Wyoming per riesumare Margaret, ma trovarono che i lupi avevano già fatto scempio della bambina.

Prima che raggiungesse il luogo della sepoltura, lo Spirito di Dio aveva già confortato l'anziano Grant, il quale confidò al suo amico: “Bates, Dio me lo ha mostrato chiaramente. La gioia del Paradiso, dove mia moglie e la mia bambina stanno insieme, è entrata nel mio cuore questa sera.

Per un saggio proposito esse sono state liberate dalle difficoltà della vita terrena che ancora affliggono me e te. Esse sono molte, molte volte più felici di quanto potremo mai esserlo noi quaggiù”. Rattristato per non aver potuto tener fede alla promessa fatta alla moglie, l'anziano Grant con il suo amico tornò a Salt Lake.

Molti anni dopo a “Jedediah fu concesso di vedere in visione la moglie e la figlia nel mondo degli spiriti. Poco prima che l'anziano Grant morisse, il presidente Heber C. Kimball gli imparti una benedizione. In quella occasione l'anziano Grant narrò una visione che aveva ricevuto.

“Egli vide i giusti radunati insieme nel mondo degli spiriti; tra loro non vi erano spiriti malvagi. Egli vide sua moglie, la prima persona che gli venne incontro. Egli vide molte persone che conosceva, ma non parlò con nessuno se non con sua moglie Caroline. Ella gli si avvicinò, ed egli disse che sembravo molto bella mentre teneva tra le braccia la bambina che era morta nelle praterie.

Caroline gli disse: “Signor Grant, qui c'è la piccola Margaret; tu sai che i lupi l'hanno divorata, ma questo non l'ha danneggiata; qui ella è perfetta”.

Charles C. Rich e John Young istituirono nella Valle del Lago Salato un consiglio municipale simile a quello costituito un anno prima a Winter Quarters. Sotto la direzione del consiglio, al forte furono aggiunte due sezioni di quattro ettari ciascuna, furono costruite quattrocentocinquanta case di tronchi, fu completato il muro di mattoni crudi attorno al forte, fu costruito un recinto attorno alla città per impedire al bestiame di disperdersi e furono costruite strade e ponti. Il “campo grande”, un'area di circa duemilacento ettari, fu messo a coltivazione. Su trecentocinquanta ettari fu seminato il grano d'inverno.

Quando il capitano James Brown arrivò dalla California con circa cinquemila dollari, paga del Battaglione Mormone, il consiglio nominò un gruppo al quale affidò parte di questa somma perché andasse nella California meridionale ad acquistare mucche, muli, grano e semi di ogni sorta.

Il consiglio approvò anche l'uso di millenovecentocinquanta dollari per acquistare la fattoria e lo spaccio di Miles Coodyear sul Fiume Ogden, cinquantacinque chilometri a nord di Salt Lake, eliminando un possibile ostacolo nella colonizzazione di un'area vasta e promettente.

I santi non erano soli nella valle. Alcuni dei circa dodicimila Indiani americani che abitavano il Grande Bacino nel 1847 vivevano nella Valle del Lago Salato. Nell'autunno un gruppo di Indiani Ute venne al forte. Uno di loro offrì di vendere ai santi due piccoli indiani che erano stati catturati in una scorreria. Quando i santi respinsero con sdegno la proposta, gli indiani minacciarono di uccidere i bambini.

Dopo un altro rifiuto uno dei bambini fu ucciso veramente. Allora Charles Decker, cognato di Brigham Young, acquistò l'altro, una bambina, e la dette ad allevare a Lucy Decker Young. Sally, questo fu il nome dato alla bambina, diventò poi capo-cuoca della Beehive House, residenza ufficiale di Brigham Young, e infine sposò il capo Kanosh degli Indiani Ute Pauvant.

Il primo inverno nella valle fu mite, ma molti furono i disagi che i santi dovettero sopportare nel vecchio forte. Lupi, volpi e altri animali da preda disturbavano la quiete con i loro incessanti ululati e scorrerie. Una notte Lorenzo Dow Young sparse dei bocconi avvelenati con la stricnina attorno al forte, e il mattino dopo trovò quattordici lupi bianchi morti. Anche torme di topi causavano molti danni.

Per eliminarli i santi usavano un secchio riempito a metà d'acqua, sull'orlo del quale mettevano in bilico una tavola cosparsa di grasso, in modo che i topi che salivano sulla tavola per leccare il grasso cadevano nel secchio e annegavano. Uno dei beni più preziosi del forte era un gatto.

Durante marzo e aprile la neve e la pioggia caddero abbondanti nella valle. Purtroppo i santi non avevano previsto tante precipitazioni. Le loro case avevano tetti piatti, ricoperti di zolle erbose che lasciavano passare l'acqua in abbondanza. Il cibo doveva essere messo al centro della stanza e protetto con pelli di bisonte acquistate dagli Indiani.

“Non era insolito vedere una donna tenere un ombrello sopra il capo mentre svolgeva le faccende domestiche. Quando il tempo si metteva al bello, il forte offriva una vista davvero ridicola. In qualsiasi direzione si guardasse, si vedevano appesi ad asciugare lenzuola, coperte e indumenti di ogni genere”.

Nella primavera del 1848 le provviste cominciarono ad esaurirsi. Molti santi erano privi di scarpe e di indumenti adatti al clima, così fecero mocassini e vestiti di pelli di animali. Il cibo fu razionato. Ogni persona riceveva circa duecentocinquanta grammi di farina al giorno; perciò erano costretti a mangiare erbe commestibili, scorza d'alberi, radici e bulbi del giglio del sego.

Priddy Meeks descrive molto dettagliatamente i suoi tentativi di trovare del cibo quando la sua famiglia “passò diversi mesi senza poter consumare un pasto vero e proprio. Qualche volta risalivo il Fiume Jordan per un paio di chilometri per arrivare dove crescevano delle rose selvatiche e mangiarne le bacche, con una rapidità da fare invidia a un maiale, con i gambi e tutto. Ammazzavo a fucilate falchi e corvi e ne ricavavo tutta la carne che potevo.

Andavo in giro per la campagna per trovare animali morti nei pantani e ricavarne tutta la carne possibile. Mangiavamo anche la carne di lupo, che pensavo fosse molto buona. Feci delle palette di legno per scavare i bulbi del giglio del sego; e tuttavia non riuscivamo mai a riempirci lo stomaco”.

Egli si dava molto da fare in particolare per scavare le radici dei cardi: “Prendevo la zappa per sarchiare e un sacco e all'alba andavo nei campi, camminando a volte anche dieci chilometri per arrivare dove crescevano i cardi. A volte riuscivo a riportare a casa più di un sacco di quelle radici, e le mangiavamo crude. Scavavo finché avevo forza. Poi, prima di svenire, mi mettevo a sedere e mangiavo una radice e poi ricominciavo a scavare”.

In quelle difficili condizioni i coloni naturalmente attendevano con ansia il nuovo raccolto, ma le gelate tardive causarono considerevoli danni al grano e alle verdure. Poi la siccità che colpì la valle durante maggio e giugno danneggiò ulteriormente i raccolti. Peggio ancora, stormi di grilli scesero dalle colline e cominciarono a divorare quello che rimaneva.

Uomini, donne e bambini uscivano nei campi con bastoni, pale, scope e sacchi per scacciare gli insetti. Ricorsero al fuoco e scavarono anche dei fossi per annegarvi i grilli; ma nonostante queste strenue misure non riuscirono a fermare l'avanzata degli insetti divoratori. Per circa due settimane lottarono e pregarono chiedendo soccorso. La rovina del raccolto avrebbe significato un vero disastro per la colonia e mancanza assoluta di cibo per gli altri duemila santi che sarebbero arrivati quell'anno.

Finalmente; una domenica, mentre Charles C. Rich stava pregando, vennero i gabbiani del Gran Lago Salato, che cominciarono a divorare gli insetti. “Mangiavano gli insetti, poi li rigettavano e tornavamo a mangiarli di nuovo, e così via ripetutamente”, riferisce Priddy Meeks. I gabbiani continuarono i loro attacchi per più di due settimane, sino a quando i grilli furono efficacemente eliminati. Meeks dice: “Certamente quell'avvenimento sollevò enormemente il nostro spirito”. Una gran parte del raccolto fu salvata. Oggi il gabbiano è l'uccello simbolo dello Stato dell'Utah, e un monumento al gabbiano si erge sulla Piazza del Tempio.

I santi curarono i raccolti che rimanevano per tutta l'estate e il 10 agosto tennero la festa della mietitura. Parley P. Pratt la descrisse così: “Grossi covoni di grano, segale, orzo, avena e altri prodotti furono innalzati su dei pali per mostrarli al pubblico, quindi ci furono preghiere ed espressioni di gratitudine, congratulazioni, canti, discorsi, musica, balli, volti sorridenti e cuori felici.

In breve, quello fu un grande giorno per il popolo di queste valli, un giorno da ricordare a lungo per coloro che avevano sofferto e atteso ansiosamente i frutti del primo sforzo per redimere i deserti interni del Nord America e far “fiorire come la rosa” spazi solitari sino ad allora inesplorati”.

I coloni attendevano ansiosamente anche il ritorno degli altri santi, compresi Brigham Young e gli altri dirigenti della Chiesa, che in effetti arrivarono a settembre. Prima della fine del 1848 quasi tremila santi, fra i quali i componenti del Battaglione Mormone, erano arrivati nella valle. Circa un quarto degli esuli da Nauvoo avevano ora il loro nuovo rifugio nell'Ovest.

Giunto a Deseret per la seconda volta, Brigham Young scrisse con toni entusiastici ai santi che stavano ancora nell'Iowa che essi avevano sicuramente trovato “un luogo di rifugio, un luogo in cui far riposare la loro anima, un luogo in cui potevano dimorare in sicurezza”. Quelle erano felici notizie per i profughi che erano stati scacciati più di una volta dalle loro case. Egli affermava anche che essi avrebbero “di nuovo edificato un tempio a onore e gloria del nome di Dio”.

LO STATO DI DESERET PROVVISORIO

Durante il primo anno nella valle il sommo consiglio emanò leggi, riscosse tasse, divise le terre, rilasciò concessioni per l'uso dell'acqua e lo sfruttamento dei boschi, creò un cimitero e impose ammende e punizioni per la violazione delle leggi.

Quando arrivò la Prima Presidenza nell'autunno nel 1848, le responsabilità civili della comunità in costante aumento passarono a un consiglio generale di circa cinquanta detentori del sacerdozio presieduto dalla Prima Presidenza, che si riuniva in casa di Heber C. Kimball. Non vi era separazione tra chiesa e stato, poiché i Santi degli Ultimi Giorni ritenevano che tutti gli affari del regno di Dio fossero una sola cosa, fossero essi spirituali, economici o politici.

Il governo provvisorio continuò a pianificare la città in espansione. Per tutto l'autunno e l'inverno del 1848, sotto la direzione di Brigham Young e Heber C. Kimball, furono assegnati appezzamenti di terreno a coloro che ne facevano richiesta e che erano in grado di coltivarli e di tenerli in ordine. La città fu quindi divisa in diciannove rioni, ognuno dei quali occupava nove isolati. Ogni rione fu affidato a un vescovo, sotto la cui supervisione furono costruiti recinti e canali d'irrigazione lungo i quali furono piantati degli alberi.

Un piano per la distribuzione dei terreni agricoli, elaborato nell'autunno del 1848, rispecchiava la filosofia del presidente Young secondo cui la terra non doveva essere monopolizzata dai primi coloni, ma adibita all'uso più produttivo possibile per il bene dell'intera comunità.

Non doveva esservi proprietà privata dell'acqua e dei boschi, in quanto risorse naturali molto importanti per l'intera comunità. Sotto la direzione dei vescovi, gli operai costruivano sistemi di irrigazione e strade che portavano ai canyon. Alle famiglie veniva conferito il diritto di usare acqua e legname in proporzione al lavoro che dedicavano a costruire e a mantenere questi sistemi.

Le dispute sull'uso delle terre e delle risorse venivano mediate dai dirigenti del sacerdozio. Anche se vi era una considerevole collaborazione tra i santi per quanto riguardava l'uso delle terre, dell'acqua e del legname, gradualmente si svilupparono attività commerciali per gestire queste stesse risorse.

La collaborazione caratterizzava anche l'esecuzione dei lavori pubblici. Questo dipartimento fu affidato a Daniel H. Wells, il quale cominciò a costruire un muro attorno all'isolato del tempio, la casa delle decime, la Casa del Consiglio (usata per riunioni pubbliche e politiche), un piccolo ufficio della Chiesa in mattoni crudi, un bagno pubblico presso le sorgenti termali a nord della città, un'armeria e una pergola sulla Piazza del Tempio da usare come principale luogo di riunione. Grazie agli sforzi pubblici e privati si poté creare un laboratorio per la lavorazione delle pelli, mulini, segherie e una fonderia.

I primi mezzi di scambio nell'economia della valle furono le migliaia di dollari in polvere d'oro portati dalla California dai componenti del Battaglione Mormone, che aveva partecipato alla scoperta dell'oro vicino a Sacramento. In seguito la Prima Presidenza mandò alcuni uomini in California per una “missione dell'oro” a reperire altro prezioso metallo per favorire l'economia di Deseret. La polvere d'oro veniva trasformata in monete. Venivano anche usate banconote, garantite dalla riserva d'oro della Chiesa.

Con la fine della guerra con il Messico e la firma del Trattato di Guadalupe Hidalgo il 2 febbraio 1848, la nuova colonia dei santi diventò parte dell'Unione. Il trattato concedeva agli Stati Uniti tutto il territorio compreso negli attuali Stati della California, Nevada, Utah, la maggior parte del Nuovo Messico e dell'Arizona e parti del Wyoming e Colorado.

Quando i dirigenti della Chiesa seppero che la loro colonia faceva parte dell'America, cominciarono a formulare piani per diventare uno stato. All'inizio del 1849 il concilio generale istituì ufficialmente uno Stato di Deseret provvisorio, con Brigham Young come governatore, Willard Richards come segretario di Stato, Heber C. Kimball come giudice supremo, Newel K. Whitney e John Taylor giudici associati e Daniel H. Wells come procuratore generale.

Lo Stato di Deseret provvisorio fu il governo civile del Grande Bacino per due anni. Organizzò contee, concesse diritti di sfruttamento delle risorse naturali, regolò il commercio e l'industria, istituì la Legione di Nauvoo come milizia ufficiale dello Stato e assolse tutte le funzioni di un normale governo.

La “legislatura dello Stato” era formata da uomini scelti da Brigham Young e approvati dagli elettori. Questo governo gestì la cosa pubblica con ammirevole efficienza e capacità sino a quando il Congresso degli Stati Uniti istituì formalmente il Territorio dell'Utah nel settembre 1850.

“QUI RIMARREMO”

Anche se i santi erano governati con efficienza, vi erano ancora grandi ostacoli da superare per creare un sicuro rifugio a Deseret. Al contrario di quello precedente, l'inverno del 1848-1849 fu molto rigido e creò molte difficoltà per i santi.

Nevicò spesso, e la neve rimase sul terreno per tutto l'inverno, non consentendo così agli animali di pascolare. L’abbondante neve caduta sulle montagne rendeva più difficile il lavoro di raccolta della legna. La temperatura rigida e il vento impetuoso spesso rendevano la vita difficile per i coloni.

Il cibo cominciò di nuovo a scarseggiare, perciò i santi mangiavano lupi, falchi, corvi, cani e animali morti da qualche tempo. Il consiglio organizzò una gara per eliminare “i roditori e distruttori” che sottraevano alle persone il cibo già scarso. Numerosi roditori e altri animali dannosi furono uccisi in questa caccia.

I Fratelli istituirono anche un programma volontario di razionamento e un sistema di immagazzinaggio comunitario. A coloro che avevano cibo in eccedenza veniva chiesto di consegnarlo al vescovo perché fosse diviso fra i bisognosi.

I rigori dell'inverno, la fame continua, il magro raccolto dell'anno precedente e l'attrazione di quella che veniva chiamata “febbre della California” crearono qualche scontento, e alcuni coloni caricavano i loro carri e si preparavano a partire in primavera. Durante quei momenti difficili il presidente Heber C. Kimball fu ispirato a profetizzare: “Non ve la prendete, ragazzi; in meno di un anno vi saranno vestiti in abbondanza e tutto quello di cui avremo bisogno a un prezzo inferiore di quello che pagheremmo a St. Louis”.

Anche il presidente Young incoraggiava i santi: “Dio ha indicato questo luogo per il raduno dei Suoi santi, e voi starete meglio qui di come stareste andando nelle miniere d'oro ... Siamo stati spinti dalla padella nella brace, e dalla brace sul pavimento, e qui siamo e qui rimarremo . . . Man mano che i santi si raccoglieranno qui e saranno abbastanza forti da prendere possesso del paese, Dio tempererà il clima, e in questo luogo noi costruiremo una città e un tempio all'Altissimo Iddio.

Allargheremo i nostri insediamenti ad est e a ovest, a nord e a sud. Costruiremo paesi e città a centinaia, e migliaia di santi si raduneranno qui dalle nazioni della terra ... Abbiamo il miglior clima, la migliore acqua e l'aria più pura che si possano trovare sulla terra; non c'è clima più sano da nessun'altra parte. Per quanto riguarda l'oro e l'argento e i metalli preziosi della terra, non c'è altro paese che possa eguagliare questo; ma noi non li toccheremo; lasciamo che siano gli altri a toccarli; noi coltiveremo la terra”.

La maggior parte dei santi rimasero fedeli alla causa e piantarono i loro semi. Con l'arrivo dell'estate le parole dei profeti di Dio si dimostrarono giustificate. Il Signore temperò gli elementi e ci fu un abbondante raccolto, sufficiente a nutrire i quasi cinquemila santi che erano già nella valle e i millequattrocento che arrivarono durante l'estate.

Inoltre i dieci-quindicimila cercatori d'oro che passarono per Salt Lake City nel 1849 e nel 1850 portarono un inaspettato aiuto economico ai santi. I commercianti che si erano organizzati per trasportare in California provviste ed altri oggetti, arrivati a Salt Lake City vennero informati che le provviste, i vestiti, gli attrezzi e gli arnesi inviati per nave erano già arrivati sul mercato.

Quindi vendettero le loro merci ai santi a un prezzo molto ridotto, piuttosto che subire una perdita ancora più grande in California. I carri degli emigranti avevano bisogno di riparazioni e di sostituzioni, e questo dava molto lavoro a fabbri, carrai, conducenti di animali, lavandaie e sarti mormoni. I santi stabilirono dei traghetti sull'alto Fiume North Platte e sui Fiumi Creen e Bear, che venivano usati dalle carovane dirette in California.

Gruppi di persone con carri vuoti furono mandati da Salt Lake a raccogliere gli oggetti utili lasciati lungo il cammino da coloro che avevano cercato di alleggerire il carico in modo da poter arrivare prima ai campi auriferi della California. John D. Lee impiegò diversi giorni nella ricerca di una stufa adatta per la sua famiglia.

“Finalmente ne trovai una che mi piaceva, una bella Premium Range No. 3, che mi sarebbe costata più di cinquanta dollari se avessi dovuto acquistarla”. Sulla via del ritorno egli cominciò a caricare il suo carro di polvere da sparo, pallottole, utensili da cucina, tabacco, chiodi, arnesi, pancetta, caffè, zucchero, bauli pieni di indumenti, asce e redini. Così la famosa febbre dell'oro del 1849 consentì ai santi di sopravvivere nella Valle del Lago Salato.

PRIME ATTIVITA’ DI ESPLORAZIONE E COLONIZZAZIONE

Anche se durante i primi due anni a Deseret gli sforzi principali dei santi furono diretti all'istituzione di una base di operazioni, i dirigenti della Chiesa cercavano anche altre località da colonizzare. I gruppi mandati in esplorazione accertavano le risorse naturali delle diverse zone, come la disponibilità d'acqua, la fertilità del terreno, la disponibilità di legname e altri materiali da costruzione, l'altezza delle montagne circostanti e i giacimenti di minerali.

Durante i mesi di luglio e agosto del 1847 gli uomini della prima Compagnia dei Pionieri furono mandati a sud per esplorare la parte meridionale della Valle del Lago Salato, a nord lungo il Fiume Bear e ad est nella valle del Fiume Cache. Durante l'autunno del 1847 due piste per la California furono percorse da spedizioni mormoni.

Il capitano James Brown accompagnò Samuel Brannan lungo la pista settentrionale nel viaggio di ritorno alla sua colonia a San Francisco. Jefferson Hunt, capitano anziano del Battaglione Mormone, guidò un gruppo di diciotto uomini nella California meridionale per acquistare bestiame e altre provviste necessarie. Hunt riuscì a raggiungere la località di Chino Rancho percorrendo la vecchia pista spagnola, anche se i componenti del suo gruppo furono obbligati a mangiare alcuni dei loro cavalli per sopravvivere.

Nel dicembre 1847 Parley P. Pratt guidò un gruppo di esploratori a sud, verso il grande lago d'acqua dolce Utah. Misero in acqua una barca, presero del pesce con le reti, esplorarono il lago e la Valle Utah per due giorni prima di tornare a Salt Lake City passando per la catena delle montagne Oquirrh, a ovest della Valle del Lago Salato. Esplorarono le valli del Cedar e del Tooele e l'estremità meridionale del Gran Lago Salato prima di portare a termine la loro spedizione di una settimana.

Meno di un anno dopo l'arrivo dei pionieri furono fondati piccoli centri nella parte meridionale della Valle del Lago Salato e anche in quelle che sarebbero diventate le Contee di Davis e Weber a nord. Uno di questi centri, Brownsville, così chiamato in onore di James Brown, diventò la seconda città dell'Utah in ordine d'importanza (in seguito questo insediamento fu chiamato Ogden in onore di Peter Skeen Ogden, cacciatore di pellicce, uno dei primi uomini bianchi che esplorò la zona del Gran Lago Salato).

Altri coloni si unirono alla famiglia Brown per fondare Brownsville e riuscirono a coltivare con successo grano, granturco, cavoli, rape, patate e meloni grazie ai semi portati dalla California. Avevano anche venticinque mucche da latte e furono i primi mormoni a produrre formaggio in quella zona. Questo prodotto aiutò i santi della Valle del Lago Salato a sopravvivere al periodo di carestia del 1848-1849.

Nel 1849 Brigham Young fece visita alla colonia in rapida espansione e mandò Lorin Farr ad assumere la direzione di tutte le sue attività ecclesiastiche e politiche. Il presidente Farr diventò primo sindaco di Ogden e presidente del Palo di Weber, posizioni che mantenne per i successivi vent'anni.

La piacevole e fertile Valle Utah - così chiamata dagli Indiani Ute che vi vivevano - a sud della Valle del Lago Salato era un'altra località che sembrava aspettare un insediamento. I dirigenti della Chiesa all'inizio intendevano usare questa valle come pascolo per il loro bestiame e come fonte di pesce per i santi di Salt Lake City, ma i giustificati timori di difficoltà con gli Indiani li convinsero a stabilirvi invece un insediamento fortificato permanente.

Trentacinque famiglie per un totale di centocinquanta persone, con John S. Higbee come presidente, arrivarono al Fiume Provo l'1 aprile 1849. Là costruirono Fort Utah, circa tre chilometri ad est del Lago Utah, e cominciarono a coltivare il fertile terreno su entrambe le sponde del fiume. Nel mese di settembre Brigham Young fece visita al forte e suggerì che la città fosse spostata in posizione più elevata a est.

Questa nuova località diventò il nucleo della città di Provo. Durante l'inverno del 1849-1850 gli Indiani Ute minacciarono di muovere guerra ai nuovi coloni, e la Legione di Nauvoo fu chiamata a proteggere la popolazione di Provo. In uno scontro durato due giorni, chiamato Battaglia di Fort Utah, quaranta indiani e un colono rimasero uccisi e diversi altri furono feriti. Questo scontro pose praticamente fine all'opposizione degli Indiani della Valle dell'Utah e consentì di crearvi altri insediamenti durante il 1850 e il 1851, fra i quali Lehi, Alpine, American Fork, Pleasant Grove, Springville, Spanish Fork, Salem, Santaquin e Payson.

Questa catena di insediamenti sfruttava ogni corso d'acqua che scendeva dalle montagne, e i centri distavano l'uno dall'altro in modo che le fattorie e i pascoli periferici di ogni comunità confinassero con quelli dell'insediamento successivo, così che tutti i coloni potessero radunarsi prontamente in caso di pericolo. Provo diventò centro del palo e sede della contea.

La Valle del Tooele, ad ovest della Valle del Lago Salato, fu colonizzata nel 1849. Nel novembre dello stesso anno uno dei primi convertiti dell'Ohio, Isaac Morley, guidò duecentoventicinque coloni nella Valle di Sanpete, circa centosessanta chilometri a sud di Salt Lake City. Là trascorsero un freddo e difficile inverno in rifugi improvvisati sulla collina, dove in seguito fu costruito il Tempio di Manti. L’anno dopo l'anziano Morley e i suoi compagni strinsero rapporti di amicizia con il capo indiano Ute Wakara e il suo popolo, che avevano invitato i coloni a stabilirsi vicino a loro.

Il 23 novembre 1849 fu costituito un gruppo di esplorazione di cinquanta uomini guidato da Parley P. Pratt allo scopo di scegliere località favorevoli a ulteriori insediamenti a sud della Valle del Lago Salato. Quattro giorni dopo il gruppo fece visita alla fiorente comunità di Provo, che ora vantava cinquantasette case di tronchi. Durante l'esplorazione il gruppo effettuò dettagliati rilevamenti.

Continuarono verso sud attraverso le valli di Juab e Sanpete, arrivando a Manti appena dodici giorni dopo che i coloni avevano cominciato a creare quell'insediamento. Il 10 dicembre mentre si trovavano sulle sponde del Fiume Sevier, a più di trecento chilometri a sud di Salt Lake City, il loro termometro registrò una temperatura di quasi trenta gradi centigradi sotto lo zero.

Dopo aver percorso altri centosessanta chilometri, parte del gruppo attraversò l'orlo del Grande Bacino per entrare nella regione che in seguito sarebbe stata conosciuta come Utah Dixie, e notarono subito un grande cambiamento di clima e di topografia. Il primo dell'anno avevano raggiunto l'attuale sito di St. George.

Le guide indiane e i coloni li avevano informati che il paese a sud era desolato e aspro, pertanto decisero di tornare verso nord. Lungo il percorso attraverso Mountain Meadows e la Valle di Pahvant furono obbligati a fermarsi a Chalk Creek (oggi Fillmore) a causa della neve alta. Fu deciso che metà del gruppo avrebbe continuato verso Provo, mentre l'altra metà sarebbe rimasta a Chalk Creek sino a primavera. Questa decisione era dettata dal fatto che erano rimaste loro provviste sufficienti soltanto per metà del gruppo sino alla fine dell'inverno.

Un mattino i fratelli del gruppo che andava a Provo si trovarono completamente sepolti dalla neve caduta durante la notte. L'anziano Pratt si alzò e cominciò a gridare per destare i fratelli che ancora dormivano: “Alzai la voce come una tromba e comandai loro di levarsi; tutto ad un tratto ci fu un tremore sotto i mucchi di neve, come se le tombe si fossero aperte e tutti fossero usciti! Chiamammo quel luogo Campo della Risurrezione”.

IL RADUNO A SION

Durante questo primo periodo di esplorazione e colonizzazione la Prima Presidenza sviluppò i piani per raccogliere il resto dei santi, per la maggior parte in condizioni di povertà, che ancora rimanevano negli accampamenti dell'Iowa vicini al Fiume Missouri.

Nel 1848 la Prima Presidenza lasciò Orson Hyde a Kanesville, nell'Iowa, a dirigere le attività dei santi. Nella Contea di Pottawattomie erano sorte circa trenta comunità. L'agricoltura fioriva, gli artigiani producevano e vendevano i loro prodotti, si tenevano regolari lezioni scolastiche.

Nel 1849 l'anziano Hyde fondò un giornale, il Frontier Guardian, e ne pubblicò circa cento numeri prima di essere chiamato nell'Utah nel 1852. Questo giornale serviva a tenere informati i santi dell'Iowa e della parte orientale degli Stati Uniti sul progresso del regno di Dio.

Kanesville, la più grande delle comunità mormoni dell'Iowa, serviva come centro di emigrazione e di equipaggiamento per i membri della Chiesa che attraversavano le praterie. A poca distanza c'erano tre traghetti sul Fiume Missouri gestiti dalla Chiesa, ma che furono usati anche da centoquarantamila emigranti diretti all'Oregon e in California.

Uno degli avvenimenti più lieti accaduti a Kanesville fu il ritorno di Oliver Cowdery, nell'ottobre 1848. Il 12 novembre 1848 Oliver fu ribattezzato. Purtroppo prima di potersi riunire agli altri santi nella Valle del Lago Salato Oliver si ammalò, e morì mentre era in visita alla famiglia della moglie a Richmond, nel Missouri. Morì il 3 marzo 1850 a casa del suocero, Peter Whitmer sen.

L'abbondante raccolto del 1849 e il sostegno dato all'economia dai pionieri diretti ai campi auriferi della California dettero alla Chiesa la spinta necessaria per raccogliere i diecimila santi che si trovavano ancora nella Valle del Missouri, le centinaia che erano ancora nei rami dispersi nella parte orientale degli Stati Uniti e i trentamila membri della Chiesa in Inghilterra.

Nell'autunno del 1849 i Fratelli fondarono il Fondo Perpetuo per Immigrazione, o FPE. Esso aveva lo scopo di raccogliere i contributi dei fedeli a Deseret e usare questi fondi per aiutare i santi poveri che si erano radunati negli accampamenti dell'Iowa. Quando gli immigranti arrivavano nella valle, erano tenuti a lavorare alla realizzazione delle opere pubbliche oppure a ripagare il debito contratto, mantenendo così il FPE come fondo veramente “perpetuo”. L’aiuto dell'FPE ai santi dell'Europa cominciò il più presto possibile dopo che gli esuli di Nauvoo furono arrivati nell'Ovest.

Durante il primo autunno furono raccolti circa seimila dollari, e il vescovo Edward Hunter fu nominato come rappresentante della Chiesa. Si recò nell'Iowa e acquistò carri, bestiame e provviste per equipaggiare numerosi santi che volevano radunarsi a Sion. Nel 1850 vi furono circa duemilacinquecento emigranti, e altri duemilacinquecento furono aiutati nel 1851, lasciando circa ottomila santi ancora nell'Iowa, compresi quelli che si erano ivi radunati dai rami dell'Est sotto la direzione dell'anziano Wilford Woodruff, e migliaia di santi britannici che erano arrivati in quelle località.

Nell'autunno del 1851 gli anziani Ezra T. Benson e Jedediah M. Grant furono incaricati di aiutare Orson Hyde a evacuare gli accampamenti dei santi entro il 1852. La Prima Presidenza rivolse questo appello a coloro che ancora rimanevano in quegli accampamenti:

“Cosa state aspettando? Avete una buona scusa per non venire? No! Voi tutti, uniti, avete migliori possibilità di quante ne avemmo noi quando partimmo come pionieri per trovare questo luogo: avete animali da tiro più numerosi e migliori dei nostri. Avete cibo migliore e più abbondante; avete tanta forza ...

Pertanto vi chiediamo di evacuare Pottawatomie e gli Stati, e per il prossimo autunno di essere qui tra noi tutti, voi santi dell'Altissimo”.
Di conseguenza la maggior parte dei santi vendettero le loro terre agli altri coloni del luogo. Ventuno compagnie, ognuna delle quali contava in media sessanta carri, emigrarono nel Grande Bacino nel 1852. Soltanto un gruppo molto ristretto di santi fu lasciato sul Fiume Missouri per aiutare i futuri emigranti.

L’ESPANSIONE NEL MONDO

In concomitanza con l'interesse verso il raduno vi fu la rinnovata attenzione dedicata dalla Prima Presidenza alla propagazione del vangelo di Gesù Cristo nelle nazioni della terra. La responsabilità di questa attività tanto impegnativa era affidata al Quorum dei Dodici Apostoli.

I quattro posti rimasti vacanti nel Quorum (dopo la costituzione della Prima Presidenza e l'apostasia di Lyman Wight) furono occupati nel febbraio 1849 con la chiamata di Charles C. Rich, Lorenzo Snow, Erastus Snow e Franklin D. Richards. Molti dei Dodici e numerosi anziani che lavoravano sotto la loro direzione furono incaricati di portare il messaggio del Vangelo alle nazioni della terra. John Taylor fu mandato in Francia e in Germania; Lorenzo Snow andò in Italia; Erastus Snow fu mandato nei paesi scandinavi; ognuno di loro era accompagnato da numerosi missionari.

Alla conferenza generale della Chiesa dell'ottobre 1849 Franklin D. Richards fu chiamato, insieme ad alcuni altri, a svolgere una missione in Inghilterra. L'anziano Richards doveva succedere a Orson Pratt come presidente di missione.

Il lavoro missionario in Gran Bretagna era continuato con grande successo dopo la breve missione di Parley P. Pratt, Orson Hyde e John Taylor nel 1846-1847. Successivamente la missione fu diretta da Orson Spencer e quindi da Orson Pratt. Migliaia di convertiti entrarono nella Chiesa tra il 1847 e il 1850. Lanziano Pratt inoltre diresse l'emigrazione di oltre tremila persone a Kanesville, nell'Iowa, usando per la prima volta in Inghilterra l'FPE.

L'1 gennaio 1851 l'anziano Franklin D. Richards sostituì ufficialmente Orson Pratt come presidente di missione in Inghilterra. Sotto la sua abile guida, durante i successivi diciassette mesi altre migliaia di persone si unirono alla Chiesa e si continuò a fare piani per il raduno di questi santi a Sion. Sia Orson Pratt che Franklin D. Richards pubblicarono numerosi opuscoli che favorivano il lavoro di proselitismo.

Tuttavia la pubblicazione più importante fu una raccolta di numerose rivelazioni e libri di Scritture tradotti dal profeta Joseph Smith, che i santi inglesi non avevano ancora veduto. L'anziano Richards nominò giustamente questa raccolta Perla di Gran Prezzo.

Questo piccolo volume, pubblicato per la prima volta nel 1851, diventò la base del libro di Scritture dallo stesso nome che nel 1880 sarebbe stato accettato come opera canonica della Chiesa. Chiaramente i santi della Gran Bretagna dettero un valido contributo alla forza della Chiesa. Tra le migliaia di santi che si radunarono a Sion tra le Montagne Rocciose nel diciannovesimo secolo più della metà proveniva dalla Gran Bretagna.

Altri componenti dei Dodici fecero conoscere il Vangelo nell'Europa continentale. John Taylor diresse la prima attività missionaria in Francia e in Germania nel 1849-1850. I moti rivoluzionari che scossero l'Europa nel 1848 causarono un tale turbamento che l'anziano Taylor e i suoi compagni ebbero poco successo sia nell'una che nell'altra nazione, ma il Libro di Mormon fu pubblicato sia in francese che in tedesco, e un ramo della Chiesa fu istituito ad Amburgo. Un'attività missionaria sporadica continuò in Germania per alcuni altri anni.

L'anziano Lorenzo Snow, incaricato di portare il Vangelo in Italia, arrivò in Piemonte nel giugno 1850 con due colleghi, Joseph Toronto, di origine italiana, e T. B. H. Stenhouse, un convertito britannico. I missionari ebbero qualche successo tra i membri del gruppo dissidente dei Valdesi, ma non ebbero altrettanto successo con la popolazione in gran parte cattolica.

Lorenzo Snow organizzò la traduzione del Libro di Mormon in italiano e mandò i primi missionari a Malta e nell'India. Nel dicembre 1850 l'anziano Stenhouse introdusse il Vangelo in Svizzera. Nel febbraio 1851 l'anziano Snow dedicò quel paese alla predicazione del Vangelo. Il lavoro progredì lentamente ma senza soste fino al 1850, e la Svizzera diventò la terza più produttiva missione della Chiesa in Europa, dopo l'Inghilterra e la Danimarca.

Il compito di portare il Vangelo in Danimarca fu affidato all'anziano Erastus Snow, componente dei Dodici. Egli arrivò nel 1850 e ebbe quasi subito un grande successo grazie alle garanzie costituzionali danesi riguardanti la libertà di culto. Tra i molti convertiti l'anziano Snow mise a parte centocinquanta missionari, che a loro volta contribuirono a propagare il messaggio del Vangelo.

Dalla Danimarca il lavoro si propagò rapidamente alla Norvegia, alla Svezia e all'Islanda. Anche se in questi paesi il numero dei convertiti che si unirono alla Chiesa non fu così alto come in Danimarca, tutta la Scandinavia contribuì con migliaia di santi al grande raduno a Sion durante i successivi cinquant'anni.

In questo periodo di rinnovato zelo missionario su scala internazionale furono compiuti molti tentativi coraggiosi per portare il Vangelo alle altre nazioni della terra. Questi tentativi generalmente ebbero un successo soltanto marginale.

Parley P. Pratt fu incaricato di dirigere la Missione del Pacifico e di mandare missionari in Cina, nelle Hawaii, in Australia e nella Nuova Zelanda. Nel 1851 andò nel Cile, ma una rivoluzione gli impedì di lavorare efficacemente. La ribellione dei T'ai-ping in Cina impedì a Hosea Stout di svolgere il suo compito. Le attività missionarie in Australia e in Nuova Zelanda portarono qualche frutto, e alcuni convertiti arrivarono a Salt Lake City dopo il 1850.

Il più grande successo riscosso nel Pacifico fu quello della Missione Hawaiana, aperta nel 1850. George Q. Cannon si sentì ispirato a far conoscere il Vangelo ai nativi anziché soltanto ad Europei e Americani. L'anziano Cannon e i fratelli che lo seguirono, dopo aver imparato la lingua hawaiana, trovarono migliaia di persone pronte ad accettare il Vangelo.

Negli anni successivi alla fondazione di un rifugio nell'Ovest nel 1847, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, sotto una guida ispirata, realizzò un'opera straordinaria. La Chiesa cominciò a conquistare un deserto, a fondare un nucleo di insediamenti, a raccogliere migliaia di profughi a Deseret e a portare coraggiosamente il Vangelo a molte nazioni della terra.

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