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Storia della chiesa - Capitolo 28

L’ISOLAMENTO DELL'UTAH

QUANDO I PRIMI SANTI arrivarono nella Valle del Lago Salato erano convinti di essersi allontanati dai loro nemici e di poter edificare il regno di Dio in pace e sicurezza. Il 24 luglio 1847 Brigham Young dichiarò ai componenti della Compagnia dei Pionieri: “Se il popolo degli Stati Uniti ci lascia in pace per dieci anni, non dovremo più chiedere loro nessun favore”.

E infatti nel giro di dieci anni, con l'aiuto del Signore e grazie alla loro laboriosità, i santi si crearono un sicuro rifugio. Il successo tuttavia non fu facile. Sorsero dei conflitti con i funzionari nominati dal governo, e fu necessario compiere grandi sacrifici per raccogliere i membri della Chiesa a Sion e colonizzare quei territori.

L'ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO DELL'UTAH

Nel 1848 i dirigenti della Chiesa fecero i piani necessari per negoziare con gli Stati Uniti il riconoscimento della posizione di stato o di territorio. Nel marzo 1849 fu tenuta l'elezione per ratificare i funzionari del proposto territorio, e all'inizio di maggio una petizione lunga quasi sette metri contenente duemiladuecentosettanta firme era in viaggio per Washington.

In essa si proponeva la creazione di un immenso territorio che comprendeva tutto quello che attualmente sono l'Utah e il Nevada, parti dell'Arizona, New Mexico, Colorado, Wyoming e Oregon e un terzo della California, compresa una stretta striscia di costa del Pacifico entro la quale si trovava la città portuale di San Diego.

John M. Bernhisel, un medico dotato di acume politico, fu incaricato di portare la petizione di Deseret nella capitale. Durante il viaggio da Deseret a Washington egli incontrò numerosi personaggi politici di primo piano dell'Est e riuscì a ottenere un considerevole sostegno al suo progetto. Nel novembre 1849 il dottor Bernhisel incontrò a Filadelfia Wilford Woodruff e il colonnello Thomas L. Kane, buon amico della Chiesa.

Un anno prima, dietro richiesta di Brigham Young, Kane si era recato a Washington e aveva parlato con il presidente James K. Polk e altri funzionari di primo piano riguardo a un governo territoriale per Deseret. A Washington egli aveva trovato ben poca simpatia verso i Mormoni e quindi aveva suggerito che Deseret facesse domanda di diventare uno stato. Per legge i funzionari dei territori erano nominati dal presidente.

Kane disse a Wilford Woodruff: “State meglio senza nessun governo datovi dal Congresso che con un governo territoriale. Gli intrighi politici dei funzionari del governo giocheranno contro di voi. Non potete essere governati meglio che da voi stessi ... Voi non volete dei politici corrotti mandati da Washington che si pavoneggiano sotto i vostri occhi con le loro mostrine e le loro alte uniformi e che vi sfrutteranno il più possibile”.

Kane suggerì anche che Brigham Young diventasse governatore, poiché la sua testa non era piena di libri di legge e di tattiche legali, ma aveva il potere di vedere attraverso gli uomini e le cose. Al tempo in cui Bernhisel incontrò Kane, i dirigenti della Chiesa a Salt Lake City avevano ugualmente concluso che dovevano indirizzare i loro sforzi politici per diventare uno stato piuttosto che un territorio.

Essi formularono una costituzione ufficiale per lo Stato di Deseret, corredata dei necessari funzionari eletti fra i quali i componenti della Prima Presidenza, con Brigham Young come governatore, Heber C. Kimball come vice-governatore, e Willard Richards come segretario di stato. Almon W. Babbitt, scelto come delegato al Congresso, partì a luglio con una proposta di costituzione. Babbitt stampò il documento a Kanesville, nell'Iowa, e nel mese di dicembre si unì al dottor Bernhisel a Washington.

Purtroppo, la richiesta di diventare Stato di Deseret non ricevette nessuna seria considerazione. Come il colonnello Kane e il dottor Bernhisel si resero rapidamente conto, i funzionari di Washington erano preoccupati per il conflitto tra gli stati settentrionali e quelli meridionali per quanto riguardava l'estensione della schiavitù ai territori ottenuti nella guerra con il Messico. Dal dicembre 1849 al settembre 1850 ci fu al Congresso un acceso dibattito sulla questione della schiavitù, e ben poca attenzione fu dedicata alla colonia mormone nel Grande Bacino.

Il miglior amico della Chiesa al Congresso fu il senatore Stephen A. Douglas dell'Illinois, che era diventato amico di Joseph Smith e dei santi durante il periodo di Nauvoo. Douglas, presidente del comitato senatoriale per i territori, accolse cordialmente il dottor Bernhisel e promise di favorire l'iter della petizione attraverso il processo legislativo.

Anche se il Congresso accolse senza difficoltà la richiesta di diventare Stato avanzata dalla California, territorio in rapido progresso, la controversia sulla schiavitù impediva di prendere in seria considerazione la richiesta di diventare stato dei territori scarsamente popolati del Deseret e del Nuovo Messico.

Il senatore Douglas decise quindi di richiedere la condizione di territorio per placare il Sud, che non poteva accettare la nomina di altri senatori provenienti da stati che non consentivano la schiavitù. Egli cambiò anche il nome di Deseret in Utah (dagli indiani Ute) per evitare di offendere i suoi colleghi, in particolare il senatore Thomas Benton del Missouri, che pensava che Deseret avesse un suono troppo simile a deserto.

Dopo un lungo dibattito il Congresso completò un pacchetto legislativo conosciuto come Compromesso del 1850, il quale, tra l'altro, ammetteva la California nell'Unione come Stato che non consentiva la schiavitù, e designava l'Utah e il Nuovo Messico come territori con il diritto di decidere per sovranità popolare se diventare un giorno stati schiavisti o anti-schiavisti.

Il 9 settembre 1850 il presidente Millard Fillmore firmò la legge che creava il territorio dell'Utah. Né i Santi degli Ultimi Giorni né i funzionari federali sapevano che quell'azione avrebbe dato inizio a quarantasei anni di sospetti e conflitti, prima che all'Utah fosse finalmente concessa la qualifica di stato.

L’acume politico di Bernhisel fu particolarmente importante quando il presidente Fillmore ebbe a decidere la nomina dei funzionari del nuovo territorio. Quando si incontrò con il presidente, Bernhisel dichiarò: “Gli abitanti dell'Utah non possono che ritenere loro diritto, come cittadini americani, di essere governati da uomini di loro scelta, depositari della loro fiducia e uniti a loro per opinioni e sentimenti”.

Fillmore, temendo che il Senato non avrebbe approvato un elenco formato da soli mormoni, accettò un compromesso e scelse quattro mormoni (Young, Snow, Blair e Heywood) e quattro altri funzionari di nomina federale. Le nomine al governo del nuovo territorio dell'Utah erano Brigham Young, governatore e sovrintendente alle questioni indiane; Broughton D. Harris del Vermont, segretario del territorio; Joseph Buffington della Pennsylvania, giudice supremo; Zerubbabel Snow dell'Ohio e Perry E. Brocchus dell'Alabama, giudici associati; Seth M. Blair dell'Utah, procuratore degli Stati Uniti; Joseph L. Heywood dell'Utah, ministro degli interni; e Henry R. Day, agente per gli Indiani.

CONFLITTI CON I NON MORMONI

Durante l'autunno e l'inverno del 1850-1851 notizie frammentarie sulla decisione presa dal governo federale raggiunsero la Valle del Lago Salato. Quando Brigham Young fu informato di essere stato nominato governatore e incaricato di fare un censimento e istituire dei distretti legislativi, si mise immediatamente al lavoro dopo aver prestato giuramento il 3 febbraio 1851. l’elezione di quattro altri funzionari avvenne nel mese di agosto. Il funzionario più importante fra gli eletti fu John M. Bernhisel, che assunse la carica di delegato del territorio al Congresso.

I funzionari non mormoni arrivarono durante l'estate successiva. Il primo fu il giudice supremo Lemuel D. Brandebury, in sostituzione di Joseph Buffington che aveva rifiutato la nomina. I santi accolsero con gentilezza Brandebury e lo festeggiarono con un banchetto e numerosi balli. A ognuno degli altri funzionari fu accordato un trattamento simile.

L’ultimo ad arrivare fu il giudice associato Perry E. Brocchus, il quale confidò al suo compagno di viaggio Orson Hyde che avrebbe gradito essere preso in considerazione per la posizione di delegato al Congresso del Territorio dell'Utah. Al suo arrivo il 17 agosto rimase deluso quando seppe dell'elezione di Bernhisel.

Il conflitto tra i santi e i funzionari “gentili” cominciarono quasi immediatamente. Il segretario del territorio Broughton Harris accusò Brigham Young di irregolarità nell'effettuare il censimento e le elezioni, che tecnicamente non potevano essere considerati validi senza l'approvazione del segretario. La signora Harris, con aperto disprezzo, si riferiva ai Mormoni e alle loro mogli plurime come ad esseri poco al di sopra degli animali.

Continuando a tenere un atteggiamento ostile, Harris rifiutò di consegnare a Brigham Young il sigillo del territorio e i ventiquattromila dollari stanziati per il funzionamento del governo.

Nel settembre il giudice Perry Brocchus chiese a Brigham Young il permesso di parlare alla conferenza generale della Chiesa. Dopo aver espresso la sua gratitudine per la gentilezza e l'ospitalità dei santi, egli si lanciò in una diatriba contro i Mormoni per la loro mancanza di patriottismo e per l'immoralità delle loro donne (a causa del matrimonio plurimo).

Il discorso di Brocchus infiammò il pubblico presente. Brigham Young salì sul podio e riprese Brocchus per le sue imprudenti osservazioni. Tra i due uomini in seguito ci fu uno scambio di lettere, che invece di portare a un accordo rivelarono divergenze irriducibili.

Dal punto di vista di chi non apparteneva alla Chiesa i Mormoni erano colpevoli di sedizione, poiché parlavano molto criticamente contro gli Stati Uniti e i funzionari nominati dal Congresso, erano un popolo strano e immorale per loro insolite pratiche matrimoniali ed erano sotto il dominio politico “anti-americano” dei loro dirigenti ecclesiastici.

I Santi degli Ultimi Giorni d'altra parte ritenevano giustificate le loro critiche contro il governo degli Stati Uniti, che non li aveva aiutati a ottenere un risarcimento per le perdite subite nel Missouri e non aveva portato davanti alla giustizia gli assassini di Joseph e Hyrum Smith. Tuttavia facevano notare che, nonostante queste ingiustizie, essi erano verso la Costituzione.

Il 28 settembre 1851 Brocchus, Harris, Brandebury e Day lasciarono l'Utah. Quei “funzionari fuggiaschi”, così erano chiamati dai santi, andarono a Washington, dove fecero relazioni distorte ed esagerate sui Mormoni, nonché sulla pratica del matrimonio plurimo. Essi asserivano di essere stati obbligati ad abbandonare l'Utah a causa degli atti illegali e delle tendenze sediziose di Brigham Young e della maggior parte degli abitanti. Prevedendo queste accuse, il governatore Young scrisse al presidente Fillmore per dare la sua versione dei fatti occorsi nel territorio.

Egli mandò anche Jedediah M. Grant da John M. Bernhisel e Thomas L. Kane a Washington per rappresentare gli interessi della Chiesa. Dopo aver letto la lettera del governatore Young e aver svolto un'indagine preliminare, il Segretario di Stato Daniel Webster ordinò ai “funzionari fuggiaschi” di riprendere il loro posto o di dare le dimissioni. Gli interessati dettero le dimissioni.

Intanto nell'Utah l'amministrazione del territorio procedeva senza difficoltà e le leggi precedentemente emanate dallo Stato provvisorio di Deseret furono ufficialmente incorporate nelle leggi territoriali. In onore del Presidente degli Stati Uniti, la legislatura creò la Contea di Millard e battezzò il suo capoluogo Fillmore, designandolo come futura capitale del territorio.

L’atto legislativo più importante, approvato il 4 febbraio 1852, affidava la giurisdizione suprema sia dei casi civili che di quelli penali ai tribunali locali, presieduti da dirigenti della Chiesa. Questo provvedimento quindi consentiva nella maggior parte dei casi a questi tribunali di sostituirsi ai tribunali federali, che invece erano presieduti da giudici nominati dal Presidente degli Stati Uniti. Questa situazione continuò nell'Utah sino a quando il Congresso revocò lo statuto territoriale nel 1874.

Nel frattempo il presidente Fillmore nominò dei funzionari i quali, poiché non criticavano i santi, erano più graditi ai cittadini. Nell'autunno del 1853 una tragedia portò dolore sia ai santi che ai gentili. Il capitano John W. Gunnison guidava una squadra di ingegneri topografi dell'esercito impegnati in un rilevamento del territorio dell'Utah allo scopo di stabilire il miglior percorso della ferrovia transcontinentale.

Nel mese di ottobre una banda di indiani in cerca di vendetta, poiché i componenti di una carovana di emigranti diretti in California avevano ucciso un componente della loro tribù e feriti due altri, assalirono la squadra di Gunnison uccidendo il comandante e altre sette persone. La tragedia fu causa di grande tristezza per gli insediamenti dei Santi degli Ultimi Giorni, poiché Gunnison era rispettato per la sua gentilezza e cortesia. Anche se i Mormoni non avevano parte alcuna nel massacro, l'immagine della Chiesa ebbe a soffrire a causa di voci secondo le quali i Mormoni avevano programmato e ordinato il terribile atto.

Nel 1854, alla conclusione del mandato quadriennale di Brigham Young come senatore, il presidente Franklin Pierce non volle cedere alle richieste dei cittadini dell'Utah di riconfermarlo in tale carica. Scelse invece come governatore il colonnello E. J. Steptoe. Steptoe si trovava nell'Utah con l'incarico di studiare la possibilità di costruire una strada militare attraverso il territorio e di collaborare alla cattura degli assassini della squadra di Gunnison.

Invece di accettare il governatorato, Steptoe firmò una petizione per la riconferma di Brigham Young; poi partì per la California. Pierce offerse la posizione ad altre persone, ma quando anch'essi rifiutarono rinominò Brigham Young come governatore.

UN IMPULSO AL RADUNO A SION

Nonostante le energie necessarie per svolgere l'immenso compito di creare una città modello nella loro nuova Sion, i dirigenti della Chiesa iniziarono altre imprese. Poche cose erano più urgenti della predicazione del vangelo di Gesù Cristo e dei preparativi per accogliere i convertiti che sarebbero arrivati nel territorio. Era obiettivo della Chiesa radunare tutti i fedeli nell'Ovest.

Il lavoro missionario ebbe tanto successo, prima in Gran Bretagna e quindi in varie parti del continente europeo, che verso il 1850 c'erano più membri della Chiesa nel vecchio continente che nell'Utah. Per esempio, nel 1850 c'erano trentamilasettecentoquarantasette Santi degli Ultimi Giorni nelle Isole Britanniche e undicimilatrecentoottanta nell'Utah. Col crescere del successo del lavoro missionario diventò un compito immane organizzare l'emigrazione di tante persone, soprattutto perché la maggior parte dei convertiti erano poveri.

Nonostante queste difficoltà, grazie all'organizzazione del Fondo Perpetuo per Immigrazione (PEF) avvenuta nel 1849, nel 1852 fu possibile portare nella valle i santi che ancora rimanevano negli accampamenti dell'Iowa. Si poterono quindi dedicare le energie necessarie a radunare le molte migliaia di membri della Chiesa dell'Europa. Amici e parenti di queste persone già residenti nell'Utah svolsero un ruolo importante nel raduno dei santi europei.

I dirigenti della Chiesa incoraggiavano amici e parenti a contribuire offrendo denaro o oggetti che si potessero convertire in denaro all'ufficio del PEF a Salt Lake City, che a sua volta ordinava ai suoi agenti all'estero di provvedere al viaggio delle persone interessate. Tuttavia la maggior parte degli emigranti non potevano essere assistiti totalmente dai fondi del PEF. Molti santi europei quindi sostennero del tutto o in parte le spese del viaggio.

Il PEF aveva numerosi agenti lungo il percorso verso il Grande Bacino, allo scopo di aiutare i santi emigranti. L’agente di Liverpool, in Inghilterra, noleggiava le navi e radunava e istruiva i potenziali emigranti. Durante i primi anni gli emigranti arrivavano a New Orleans, nella Louisiana, dove erano accolti da un altro rappresentante che provvedeva al loro imbarco su un battello fluviale che, risalendo il Fiume Mississippi, arrivava a St. Louis, nel Missouri.

Il terzo agente provvedeva a farli risalire il Fiume Missouri per circa ottocento chilometri fino a raggiungere una località in cui l'ultimo agente li preparava per il viaggio via terra verso l'Utah. Nel 1855 il percorso New Orleans-Fiume Mississippi fu abbandonato per evitare il passaggio attraverso regioni malsane e fu preferito l'arrivo negli Stati Uniti a Filadelfia, New York o Boston, da dove gli emigranti raggiungevano con il treno St. Louis o un altro capolinea più a ovest. Il viaggio di solito richiedeva otto o nove mesi.

Durante più di mezzo secolo di viaggi via mare i santi “furono coinvolti soltanto in un disastro marittimo, il naufragio del vascello americano Julia Ann”. SUI Julia Ann, che salpò dall'Australia diretto a San Francisco, c'erano ventotto membri della Chiesa. Cinque persone persero la vita quando la nave fu sorpresa da un fortunale che la scagliò su una barriera corallina.

“I santi e alcuni comandanti di nave attribuivano questo straordinario primato di sicurezza alle mani della provvidenza e al fatto che le navi venivano spesso dedicate e benedette prima di partire per un viaggio di emigrazione. Molti di questi vascelli andarono infine perduti in mare, ma non quando trasportavano passeggeri mormoni”.

Una nuova invasione di grilli durante l'estate del 1855 danneggiò gravemente l'economia dell'Utah, e nonostante le donazioni dei santi il PEF si trovò in difficoltà finanziarie. I dirigenti della Chiesa cercarono pertanto una soluzione per ridurre i costi dell'emigrazione.

Nel settembre 1855 Brigham Young scrisse quanto segue a Franklin D. Richards, presidente della Missione Europea: “Non possiamo permetterci di acquistare carri e tiri di buoi come in passato. Di conseguenza sono obbligato a tornare al mio vecchio piano: fabbricare dei carretti a mano sui quali caricare tutte le provviste necessarie, e farli trainare dagli emigranti. Ci sarà una mucca o due per ogni dieci emigranti. Questo consentirà loro di viaggiare altrettanto, se non più rapidamente, e molto più economicamente. Possiamo iniziare il viaggio prima e evitare le malattie che ogni anno portano nella tomba tanti nostri fratelli”.

Un'epistola generale della Prima Presidenza che impartiva istruzioni dettagliate sul viaggio con i carretti a mano fu letta alla conferenza generale dell'ottobre 1855, ma fu messa in pratica soltanto nel 1856. Si riteneva che usando i carretti a mano si potessero ridurre da un terzo alla metà i costi dell'emigrazione. Di conseguenza molte più persone avrebbero potuto venire a Sion grazie ai fondi disponibili nel PEF.

L’emigrazione durante il 1856 fu insolitamente numerosa; molti santi attraversarono le praterie per la prima volta con i carretti a mano. Gli emigranti sbarcavano nei porti della costa orientale degli Stati Uniti, poi viaggiavano in treno sino al capolinea a Iowa City, nell'Iowa. Là gli agenti organizzavano per la preparazione dei carretti a mano, che sarebbero stati trainati o spinti, sui quali si potevano caricare da cinquanta a duecentocinquanta chilogrammi di cibo e indumenti.

I primi tre gruppi, guidati da missionari che tornavano in patria, percorsero eroicamente a piedi le praterie arrivando sani e salvi nella Valle del Lago Salato tra il 26 settembre e il 2 ottobre. L’anziano J.D.T McAllister, che aiutò la prima carovana a prepararsi per il viaggio, compose un inno allegro che gli emigranti dei carretti a mano cantavano durante la traversata delle praterie:

Voi santi che dimorate sulle sponde dell'Europa: preparatevi insieme a molti altri a lasciare il vostro paese natìo poiché i giudizi di Dio sono imminenti. Preparatevi ad attraversare il mare agitato prima di raggiungere la valle e insieme con i fedeli partite per attraversare le praterie con il vostro carretto.

Ritornello

Alcuni devono spingere e altri devono tirare; così marciamo su per la collina e continueremo il nostro viaggio sino a raggiungere la valle.

Come i gruppi che li avevano preceduti, quelli che viaggiavano con i carretti a mano incontravano la loro parte di avventure e prove. Si dovettero organizzare squadre di soccorso e ricerca per ritrovare Arthur Parker, un bambino di sei anni che viaggiava con il primo gruppo dei carretti a mano attraverso una foresta tra Iowa City e Florence, nel Nebraska.

Un giorno il piccolo Arthur, che era stato ammalato, si sedette, senza che nessuno lo notasse, per riposare. Il gruppo proseguì sino a quando scoppiò un temporale, che li obbligò ad accamparsi in fretta e furia. Quando si scoprì che Arthur non era con gli altri bambini, fu fatta una ricerca organizzata.

Dopo due giorni di ricerche il gruppo fu obbligato a causa della mancanza di provviste a proseguire il viaggio. Fratello Parker tornò indietro lungo il sentiero alla ricerca del figlio. Quando partì, sua moglie gli dette una sciarpa rossa. Se avesse trovato il figlio morto, egli doveva avvolgerlo nella sciarpa; se lo avesse ritrovato vivo, doveva agitarla nell'aria come segnale per la famiglia rimasta in attesa.

Per lunghe ore fratello Parker tornò sui suoi passi, chiamando, cercando e pregando per la salvezza del bambino. A una stazione di posta seppe che un contadino e sua moglie avevano trovato Arthur e lo avevano soccorso. Per tre giorni Ann Parker e gli altri figli attesero e vegliarono, e l'intero gruppo pregò per il piccolo Arthur. Il terzo giorno, mentre scrutava il sentiero dietro di sé, Ann vide il marito in lontananza. Egli agitava la sciarpa. Ann cadde a terra. Quella notte si addormentò dopo sei notti insonni.

Twiss Birmingham, anch'egli componente del primo gruppo dei carretti a mano, scrive che in media il gruppo percorreva circa quaranta chilometri al giorno trainando i carretti a mano. Il 3 agosto 1856 Twiss scrisse nel suo diario: “Siamo partiti alle cinque del mattino senza far colazione e siamo stati costretti a trainare i carretti per dieci chilometri sulla sabbia.

In alcuni punti le ruote affondavano nel terreno sino all'altezza del cassone, ed io ero così debole per la sete, la fame, la fatica e il dolore delle vesciche alle mani e ai piedi che fui obbligato per diverse volte a sedermi per riposare, come dovettero fare molti altri. Alcuni cadevano a terra. Oggi mi sono sentito molto male, sì che temevo di venir meno; anche la povera Kate si trascinava sulle ginocchia e gli altri bambini piangevano per la fame e la fatica. Fui obbligato a metterli sul carro e ad esortarli lungo il cammino per non farli rimanere indietro”.

Quando i santi si prepararono per la conferenza generale tenuta a Salt Lake City nell'ottobre 1856, tutti presumevano che l'arrivo del terzo gruppo dei carretti a mano avrebbe concluso l'emigrazione per quell'anno. Ma Franklin D. Richards, che era arrivato nella valle due giorni prima della conferenza, annunciò che altri due gruppi di carretti a mano, con due carri di provviste trainati da buoi, si trovavano ancora nelle praterie e avevano disperato bisogno di cibo e indumenti per portare a termine il viaggio.

I gruppi di Willie e Martin erano partiti tardi da Liverpool e avevano incontrato ulteriori ritardi a Iowa City, in attesa che si costruissero nuovi carretti a mano. Poiché il legno usato per quei carri non era stagionato, furono costretti a fare una sosta a Florence, nel Nebraska, per effettuare le riparazioni necessarie, causando ulteriori ritardi.

Uno dei loro dirigenti, Levi Savage, aveva esortato i santi a rimanere a Winter Quarters sino alla primavera successiva, ma la sua mozione era stata sconfitta dal voto degli emigranti entusiasti ma poco esperti. Fratello Savage aveva quindi dichiarato: “Fratelli e sorelle, so che quanto vi ho detto è vero, ma vedendo che voi volete proseguire, verrò con voi e vi aiuterò al massimo delle mie capacità, lavorerò insieme a voi, riposerò insieme a voi, soffrirò con voi e, se necessario, morirò con voi. Imploro Dio, per la Sua misericordia, di aiutarci e proteggerci”.

Agli inizi di ottobre gli emigranti progredivano con grande difficoltà nel mezzo del Wyoming, dove i pochi indumenti che avevano con loro offrivano ben poca protezione contro il freddo del mattino.

Quando Brigham Young seppe che quei gruppi erano ancora nelle praterie, parlò ai santi che si erano riuniti per la conferenza generale. In effetti la riunione fu tenuta il 5 ottobre, un giorno prima della data ufficiale della conferenza. Brigham Young disse:

“Il testo sarà quindi: “Come portarli qui”. . .

Oggi chiamerò i vescovi, e non aspetterò sino a domani né sino al giorno dopo perché siano forniti sessanta buoni tiri di muli e da dodici a quindici carri ...
Dichiaro a tutti voi che la vostra fede, religione e professione di religione non salveranno mai nemmeno una sola delle nostre anime nel regno celeste del nostro Dio, a meno che voi non mettiate in pratica i principi che ora vi espongo.

Andate e portate qui la gente che si trova adesso nelle praterie”. La risposta fu commovente. Furono rapidamente preparati sedici carri carichi di cibo e provviste, e il mattino del 7 ottobre sedici buoni tiri a quattro di muli e ventisette giovani robusti e capaci (chiamati “squadra di pronto intervento” di Brigham Young) partirono verso est con le prime provviste. Fu richiesto un ulteriore aiuto, subito fornito da tutte le parti del territorio. Per la fine di ottobre duecentocinquanta tiri erano in cammino per portare soccorso.

Nel frattempo la prima neve aveva bloccato il gruppo di Willie a pochi chilometri a est di South Pass e il gruppo di Martin ancora più indietro, nelle vicinanze dell'ultimo attraversamento del Fiume Platte. Le squadre di soccorso finalmente trovarono il gruppo di Willie il 19 ottobre e il gruppo di Martin nove giorni dopo.

Alcuni soccorritori alla ricerca del gruppo di Martin erano tornati indietro pensando che gli emigranti avessero trovato un luogo in cui svernare. I santi di entrambi i gruppi erano congelati, abulici e quasi morti di fame. Decine di loro erano già morti, e anche dopo l'arrivo dei soccorsi morirono quasi altre cento persone.

Uno dei primi a trovare il disperato gruppo di Martin fu il robusto Ephraim Hanks, che aveva ucciso e macellato un bisonte lungo il cammino. Ephraim ricorda: “Raggiunsi la sfortunata carovana proprio mentre gli emigranti si accampavano per la notte. La vista che si aprì davanti ai miei occhi quando entrai nell'accampamento non sarà mai cancellata dai miei ricordi.

L’aspetto denutrito e ammalato di quei poveri sofferenti, che si muovevano lentamente tremando per il freddo per preparare un magro pasto, avrebbe commosso anche un cuore di pietra. Quando mi videro arrivare mi salutarono con una gioia indescrivibile, e quando videro la carne fresca che avevo portato nell'accampamento la loro gratitudine non ebbe limite”.

Trasportare gli emigranti sofferenti nella valle fu un'impresa difficile. Molte donne erano rimaste vedove e i bambini orfani. Alcuni non potevano camminare a causa degli arti congelati. Quando tolsero le scarpe e le calze della quattordicenne Maggie Pucell e della sua sorella di dieci anni Ellen, venne via anche la pelle.

Riuscirono a togliere la carne congelata dai piedi di Maggie, ma gli arti inferiori di Ellen erano talmente congelati che furono costretti ad amputarli subito sotto il ginocchio. Il gruppo di Willie arrivò a Salt Lake City il 9 novembre; quello di Martin si trascinò in città accolto dalle acclamazioni dei santi il 30 novembre. Nel mese di dicembre i componenti della carovana di carri indipendenti, che si erano riposati a Fort Bridger, raggiunsero la valle.

Più di duecento componenti dei due sfortunati gruppi dei carretti a mano furono sepolti nel terreno ghiacciato prima di raggiungere Sion. Morirono più persone in quei due gruppi che in qualsiasi altro gruppo di emigranti negli Stati Uniti. La causa non fu il metodo di viaggio, ma il risultato della combinazione di molte circostanze insolite e in gran parte imprevedibili. Negli anni successivi la Chiesa organizzò altri cinque gruppi di carretti a mano, e ognuno di essi arrivò nella valle senza eccessive difficoltà.

L'ESPANSIONE DELLA COLONIZZAZIONE

Quando gli emigranti arrivavano a Salt Lake City, di solito venivano accolti all'uscita dall'Emigration Canyon e accompagnati in un isolato della città chiamato Piazza dell'Emigrazione. Brigham Young o un altro dirigente della Chiesa dava loro il benvenuto e i rioni della città li invitavano a un ben meritato banchetto di celebrazioni.

Dopo alcuni giorni, durante i quali erano oggetto delle premure dei santi residenti, i nuovi arrivati venivano mandati in altri insediamenti, oppure venivano assegnati loro terra e lavoro nella zona di Salt Lake City. Specialmente durante i primi anni gli emigranti erano di solito inviati in una località, spesso in base al rapporto tra le loro qualifiche e le necessità delle varie comunità. Tra il 1847 e il 1857 furono fondati e sviluppati più di cento centri.

Dopo il lavoro svolto dal Gruppo di esplorazione meridionale di Parley P. Pratt durante il 1849-1850, i dirigenti della Chiesa cominciarono a stabilire degli insediamenti lungo il “Corridoio Mormone”, lungo la linea di montagna che portava a sud-ovest verso la California meridionale. I primi di questi centri furono Parowan, centro agricolo, e Cedar City, sede della “missione del ferro”, entrambi fondati nel 1851. Nel 1853 sorgevano insediamenti in quasi tutti i siti proposti dalla Compagnia di esplorazione meridionale.

Nel 1851 fu fondato anche San Bernardino, nella California meridionale, che doveva servire come punto di rifornimento e di sosta nelle vicinanze di un porto sul Pacifico. Gli anziani Amasa Lyman e Charles C. Rich, componenti del Quorum dei Dodici, presiedevano alla colonia, che crebbe sino a contare nel 1857 circa settemila abitanti. I piani per far viaggiare i santi europei dopo che avevano doppiato il Capo Horn, all'estremità meridionale del Sud America, attraverso San Bernardino e lungo il Corridoio Mormone fino a raggiungere Salt Lake City non furono mai attuati, poiché non fu possibile noleggiare le navi necessarie.

Tuttavia alcuni santi provenienti dall'Australia, Nuova Zelanda e Isole del Pacifico Meridionale passarono per San Bernardino. Infine Brigham Young ebbe dei dubbi sulla saggezza di mantenere un centro tanto grande in California. Nel 1857 i componenti della colonia furono richiamati in patria, in parte perché le truppe federali stavano avvicinandosi all'Utah e in parte perché nella colonia erano sorti dissensi interni e difficoltà con i vicini non mormoni. Alcuni residenti di San Bernardino non ubbidirono alle direttive del Profeta e rimasero in California.

L’espansione degli insediamenti era anche influenzata dal lavoro missionario presso gli Indiani. Poco dopo la fondazione di Cedar City alcuni gruppi furono mandati a esplorare le valli dei Fiumi Virgin e Santa Clara, e nel 1854 altri uomini furono mandati a lavorare tra gli Indiani di quella regione. I missionari non soltanto insegnavano il Vangelo, ma cercavano anche di aiutare gli Indiani a costruire case e a praticare un'agricoltura più razionale.

I missionari furono anche incaricati di istituire delle missioni indiane a Las Vegas, nel Nevada, a Elk Mountain, lungo il Fiume Colorado, nelle vicinanze dell'attuale Moab, nell'Utah, e a Fort Lemhi, lungo il Fiume Salmon, nell'Idaho centrale. La Missione di Elk Mountain, anche se ebbe qualche successo tra gli Indiani Ute, fu abbandonata nel 1855, quando scoppiò un conflitto tra gli Ute e i Navajo e alcuni indiani assalirono i missionari. I coloni di Las Vegas e Fort Lemhi furono richiamati in patria da Brigham Young nel 1858. Il motivo principale della chiusura di Fort Lehmi fu un attacco degli Indiani Shoshone che causò la morte di numerosi missionari.

La Chiesa istituì due avamposti nelle vicinanze del punto in cui la pista dell'Oregon e la pista mormone si dividevano. Gli avamposti avevano lo scopo di controllare l'accesso all'Utah da est e di fungere da stazioni di sosta e di rifornimento per gli emigranti. Brigham Young voleva acquistare Fort Bridger dal proprietario, la guida Jim Bridger; ma quando Orson Hyde arrivò al forte alla guida di un gruppo di coloni nel 1853, Bridger e i suoi compagni si rifiutarono di vendere la loro proprietà.

Delusi ma non scoraggiati, i Fratelli crearono una nuova colonia, Fort Supply, circa venti chilometri più a sud. Là essi svolsero il lavoro missionario presso gli Indiani. Nel 1855 la Chiesa poté finalmente acquistare Fort Bridger dai proprietari James Bridger e Louis Vasquez. I due avamposti fornivano provviste ai viaggiatori sia mormoni che non mormoni.

L'ultimo insediamento periferico istituito durante i primi dieci anni fu Carson Valley, nell'attuale Nevada occidentale (nel 1850 ancora parte del territorio dell'Utah). Brigham Young vi mandò l'anziano Orson Hyde nel 1855 come giudice distrettuale e con l'incarico di istituire il governo della contea. Nel 1856 circa duecentocinquanta persone furono chiamate a colonizzare quella bellissima vallata e a svolgere opera di proselitismo e di civilizzazione presso gli Indiani. Tuttavia sorsero presto delle difficoltà con i coloni non mormoni, che si opponevano al controllo politico e all'influenza culturale della Chiesa. La scoperta dell'oro in quella regione aggravò le difficoltà, e nel 1857 la colonia fu abbandonata.

Nonostante le difficoltà incontrate dagli insediamenti periferici, numerosi fattori assicurarono il successo generale degli sforzi di colonizzazione della Chiesa. Era raro che singoli individui o gruppi creassero degli insediamenti propri. La maggior parte delle località erano prescelte e fondate sotto gli auspici della Chiesa. I luoghi era scelti con cura, in modo che vi fosse disponibilità di acqua e di terreno fertile, avessero accesso alle altre importanti risorse e fossero al sicuro dagli attacchi degli Indiani.

Inoltre un nucleo di uomini capaci veniva posto a capo delle colonie. Centinaia di vescovi, anziani presiedenti e presidenti di palo dirigevano la creazione delle singole città e villaggi e fungevano da funzionari civili oltre che da consiglieri spirituali. Molti uomini dedicarono dieci, venti, trenta o più anni a svolgere questi incarichi. La linfa delle colonie era naturalmente costituita dalle migliaia di emigranti che arrivavano ogni anno. Durante il primo decennio dell'Utah quasi quarantamila santi emigrarono a Sion.

Tre erano i metodi seguiti per popolare le colonie. Brigham Young sceglieva le famiglie, i cui nomi venivano quindi proposti durante la conferenza generale, quando era annunciata la fondazione di nuove colonie. Ogni tanti i fratelli disoccupati che stavano per le strade erano incaricati di andare in missione o di colonizzare una regione.

Per esempio, durante l'inverno del 1855-1856, mentre il tribunale era in sessione, decine di uomini riempirono la sala conciliare per seguire gli atti o semplicemente perché non avevano nulla da fare. Dopo alcune settimane questa situazione irritò Brigham Young, il quale incaricò il suo segretario Thomas Bullock “di prendere i loro nomi allo scopo di mandarli in missione, se non avevano da fare nulla di più importante”.

Tra quei nomi il presidente Heber C. Kimball scelse trenta uomini da mandare a Las Vegas, quarantotto a Fort Bridger e a Fort Supply, trentacinque a Fort Lemhi. Altri furono assegnati alle miniere di piombo vicino a Las Vegas, altri ancora furono mandati nelle Indie Orientali. In altre occasione i dirigenti della Chiesa designavano i capi e li autorizzavano a scegliere o reclutare le famiglie. Non tutti erano entusiasti dell'incarico ricevuto, ma nella maggior parte dei casi le chiamate venivano accettate e considerate prova di impegno religioso.

I capi di ogni nuovo insediamento erano scelti con cura. I componenti delle colonie erano scelti in modo da garantire la disponibilità e i talenti necessari per creare una nuova città. I contadini formavano il grosso della maggior parte degli insediamento, ma erano necessari anche falegnami, mugnai, meccanici, carpentieri, stuccatori, pittori, fabbricanti di mattoni, muratori, costruttori di dighe, tessitori, sarti, conciatori, geometri, macellai, fornai, insegnanti di scuola, musicisti, fabbricanti di carri, fabbricanti di ruote e altre persone.

L'insediamento tipo veniva ideato con cura per favorire una vita sociale soddisfacente e l'attività religiosa. La piazza centrale era riservata alla casa di riunione, che serviva anche come scuola. I centri erano divisi in isolati quadrati, separati da larghe strade. Ogni famiglia aveva in città un appezzamento di terreno utilizzato come orto, giardino, frutteto e per il pollame e gli animali da cortile, mentre il terreno dedicato all'agricoltura e all'allevamento del bestiame ovviamente era situato fuori dell'insediamento.

Molti dei protagonisti di questo lavoro di colonizzazione, anche se ignorati dalla storia, erano le donne, che accompagnavano i mariti nei nuovi insediamenti. Nella maggior parte delle comunità dei Santi degli Ultimi Giorni c'era quasi una completa equivalenza tra uomini e donne. Le donne dei coloni svolgevano quasi tutti i lavori per tradizione affidati agli uomini oltre alle faccende domestiche.

Le sorelle lavoravano accanto ai mariti per costruire case, porre fondamenta, costruire camini, riempire gli spazi che rimanevano tra i tronchi, intonacare l'esterno e l'interno delle case. Le donne scavavano canali di irrigazione, aravano, seminavano, mietevano, spaccavano la legna, ammucchiavano il fieno, facevano pascolare e mungevano le mucche.

Spesso le donne mormoni portavano un fardello più pesante delle altre donne dei pionieri nell'Ovest, poiché i loro mariti, padri e fratelli spesso si assentavano per andare in missione o svolgere altri incarichi per la Chiesa, e la gestione delle risorse familiari ricadeva sulle donne e sui figli più grandi; tutto questo in aggiunta ai normali compiti di cucinare, preparare conserve, essiccare la frutta, macinare il grano, lavare, stirare, fare imbottite, cucire, rammendare, tessere, filare, fare il sapone e lo zucchero, preparare matrimoni, partecipare ai funerali, tenere in ordine e abbellire le case, allevare i figli e svolgere i loro doveri nella Chiesa.

Alcune donne avevano anche un lavoro retribuito che svolgevano in casa per incrementare le entrate della famiglia. Cucivano, lavavano i panni, facevano e vendevano burro, formaggio, frutta secca, tappeti di stracci, scarpe, cappelli, tessuti, panni, stoppini per candele e candele. Altre insegnavano a scuola o lavoravano come ostetriche. Le sorelle collaboravano fra loro in ogni insediamento, poiché poche case erano totalmente autosufficienti.

IL PROGRESSO DELLA CHIESA NEI PRIMI ANNI NELL'UTAH

Durante il primo decennio dall'arrivo dei santi nell'Utah, che vide la fondazione di circa cento centri più piccoli, Salt Lake City si sviluppò sino a raggiungere le dimensioni di un centro importante. Era una comunità programmata allo scopo di fungere da centro di una vasta repubblica religiosa nel Grande Bacino.

Era un fenomeno unico nell'Ovest per l'equa distribuzione delle terre, la presenza di fattorie e armenti su base comunitaria, lavori pubblici, immigrazione organizzata e uso controllato delle risorse naturali. L'accento posto sull'interesse pubblico, invece che sui profitti derivanti dalla vendita di terreni posti in posizione privilegiata, consentiva la costruzione di strade insolitamente larghe. Le conferenze generati venivano tenute a Salt Lake City ogni sei mesi, e i santi spesso percorrevano centinaia di chilometri per parteciparvi.

Le conferenze davano l'occasione ai santi di riunirsi e di frequentarsi, e quindi diventarono uno dei più importanti simboli dell'unità dei Santi degli Ultimi Giorni. Le conferenze erano tenute nel Vecchio Tabernacolo, che fu dedicato il 6 aprile 1852 dal presidente Willard Richards.

Il Vecchio Tabernacolo era anche usato per le normali riunioni domenicali, alle quali partecipavano Brigham Young e gli altri dirigenti della Chiesa. La maggior parte dei sermoni tenuti alle conferenze e durante le riunioni domenicali venivano trascritti nel giornale ufficiale della Chiesa, il Deseret News, fondato nel 1850. Molti di essi, a cominciare dal 1854, vennero raccolti ogni anno in Inghilterra nel Journal of Discourses.

Per realizzare l'autosufficienza economica dei santi Brigham Young comandava la costruzione di case della decima o magazzini del vescovo in ogni comunità. Questi edifici servivano come fonte della maggior parte delle provviste necessarie ai santi. Molte persone donavano una giornata di lavoro su dieci ai vari progetti patrocinati dalla Chiesa.

Tuttavia la pratica più comune era il pagamento della decima “in natura”. I contadini portavano polli, uova, bovini, verdura e prodotti fabbricati in casa alle case della decima. Circa due terzi delle decime pagate agli uffici locali venivano inviati all'ufficio generale della decima a Salt Lake City per provvedere alle necessità generali della Chiesa.

Sin dagli inizi dell'insediamento nel Grande Bacino i santi dimostrarono grande interesse per l'istruzione e la cultura. Durante il primo inverno trascorso a Salt Lake City ci fu una classe unica per tutti i bambini tenuta in una tenda. In seguito i dirigenti della Chiesa chiesero a ogni rione di istituire una scuola. L’Università di Deseret fu creata dalla legislatura dello Stato provvisorio di Deseret nel 1850.

Lo stesso anno fu fondata l'associazione Filodrammatica Deseret, che metteva in scena numerosi lavori ogni anno. Nel 1852 Lorenzo Snow organizzò la Società Polisofica, per incoraggiare le persone di ogni età a studiare e a sviluppare i propri talenti in ogni campo del pensiero e delle attività. Creò la parola polisofica, non riuscendo a pensare a un titolo più idoneo per l'organizzazione.

“L’associazione si riunisce ogni settimana nella casa di Lorenzo; ai fedeli viene servito un cibo intellettuale di varia natura, che comprende commentari sugli argomenti scientifici e filosofici, intercalati da esecuzioni strumentali e musicali, letture, poesie e saggi. Non è insolito che dibattiti e discorsi siano tenuti in lingue diverse dall'inglese”.

In generale la vita sociale era incentrata sul rione. Feste, balli, opere teatrali e anche alcuni circoli musicali di rione favorivano il senso di unità tra i santi. Altre associazioni che si svilupparono durante gli anni 50 furono la Società Agricola e Industriale Deseret, l'associazione Teologica Deseret e la Società Orticola.

Anche l'organizzazione della Chiesa si adattò all'espansione delle comunità dei santi nell'Utah. Ogni insediamento aveva almeno un rione presieduto da un vescovo. Il vescovo dirigeva le attività sia materiali che spirituali della comunità. Ogni domenica si tenevano riunioni di predicazione, e le riunioni di digiuno erano tenute un giovedì di ogni mese. Ai fedeli veniva chiesto di versare alla Chiesa il denaro risparmiato con il digiuno.

Fu inaugurato l'insegnamento familiare. Gli insegnanti familiari erano o adulti del Sacerdozio di Aaronne, o insegnanti facenti funzione del Sacerdozio di Melchisedec, che visitavano le famiglie del rione e le esortavano alle buone opere. In precedenza i ragazzi di solito non venivano ordinati al Sacerdozio di Aaronne, ma nel gennaio 1854 Wilford Woodruff scrive: “Ora cominciamo a ordinare i nostri giovani al sacerdozio inferiore, qui a Sion”.

L'avvenimento religioso più importante degli anni 50 fu la riforma del 1856-1857. Durante l'opera di creazione di nuove comunità molti membri della Chiesa erano scivolati nella letargia spirituale, anche a causa della lotta per sopravvivere in quella regione di frontiera. Durante il primo decennio nell'Ovest la maggior parte dei santi si era concentrata sulle questioni materiali, trascurando spesso la pratica religiosa individuale.

La necessità di una riforma diventò particolarmente evidente nel 1856, quando gli effetti della rapida immigrazione nell'Utah, la grave siccità e l'invasione dei grilli del 1855 si unirono minacciando la stabilità economica dello stato. Molti santi erano costretti a portare vestiti consumati e lisi ed erano vicini a morire di fame. I dirigenti della Chiesa spiegavano che queste condizioni erano in parte il risultato della negligenza dei santi nell'osservanza dei comandamenti.

Nel 1856 la Prima Presidenza dette inizio a un movimento di riforma. I dirigenti viaggiarono in lungo e in largo nel territorio per predicare il pentimento con un fervore senza precedenti. Il Secondo Consigliere Jedediah M. Grant, in particolare, commosse molte organizzazioni con i suoi sermoni improntati all'entusiasmo. Missionari nominati espressamente per realizzare questa riforma predicavano e invitavano le congregazioni al pentimento.

Gli insegnanti familiari portavano con sé un elenco di domande relative al comportamento morale nella casa. Tutti i santi furono esortati a rinnovare il loro impegno verso il Signore e i Suoi comandamenti tramite un nuovo battesimo. I dirigenti della Chiesa dettero l'esempio.

Lanziano Wilford Woodruff descrisse così quella riforma: “Lo Spirito di Dio è come una fiamma tra i dirigenti di questo popolo, che lanciano le frecce dell'Onnipotente tra le persone. JM Grant pota la vigna con una spada affilata a due tagli e esorta a gran voce il popolo a destarsi e a pentirsi dei suoi peccati. Gli anziani che sono tornati a casa sono pieni dello Spirito Santo e del potere di Dio”.

La riforma ebbe un effetto positivo sui santi. Le pratiche religiose e morali riacquistarono un ruolo di preminenza nella loro vita. Dimostrarono, mediante l'opera di soccorso prestata agli sfortunati componenti dei gruppi dei carretti a mano, che essi si curavano veramente gli uni degli altri e che potevano organizzarsi con successo per far fronte alle situazioni di emergenza. Nell'estate del 1857, dieci anni dopo l'ingresso nel Grande Bacino, la Chiesa era ben stabilita ed era impegnata a realizzare gli scopi per cui era stata restaurata sulla terra.

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