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Storia della chiesa - Capitolo 31

LA RICERCA DELL'AUTOSUFFICIENZA

DOPO LA GUERRA CIVILE i dirigenti della Chiesa si resero conto più che mai della necessità di essere autosufficienti e della forza che questa autosufficienza avrebbe dato ai santi sia economicamente che spiritualmente. L’autosufficienza era particolarmente importante a causa dell'arrivo della ferrovia transcontinentale, che poneva fine all'isolamento dell'Utah. A quel tempo furono prese diverse misure per garantire l'indipendenza della Chiesa dalle deleterie influenze del mondo.

LE PRIME MISURE

Brigham Young aveva incoraggiato la costruzione di una ferrovia sin dagli anni, 50, considerandola un grande passo per facilitare l'emigrazione nel Grande Bacino. Anche i più alti funzionari pubblici fuori della Chiesa volevano che il “cavallo di ferro” attraversasse il Territorio dell'Utah, non soltanto per le ricchezze che avrebbero potuto trarne, ma anche perché confidavano che quando la ferrovia transcontinentale avrebbe raggiunto l'Utah, la Chiesa sarebbe crollata.

La loro sicurezza era basata sull'erronea credenza che Brigham Young fosse un malvagio dittatore che teneva il suo popolo in soggezione e schiavitù. Pertanto concludevano che quando la ferrovia sarebbe arrivata, avrebbe offerto agli oppressi Santi degli Ultimi Giorni un comodo mezzo per fuggire verso la libertà nell'Est, anche se uno di loro riconobbe che il presidente Young, venuto a conoscenza di questa opinione, osservò che la sua religione “doveva essere davvero una religione dappoco se non poteva resistere a una linea ferroviaria”.

I capi della nazione non sapevano che Brigham Young e i suoi seguaci aspettavano con ansia ed entusiasmo mentre gli operai posavano i binari a ritmo frenetico. I membri della Chiesa tuttavia non ignoravano, per le esperienze fatte nell'Est, che i problemi potenziali non erano soltanto vaghe ombre che si nascondevano tra le traverse e i binari, che venivano posti in opera da entrambe le estremità del continente per arrivare a incontrarsi a Promontory Summit, nell'Utah.

Ben sapendo che la ferrovia avrebbe portato altri non mormoni nel territorio, Brigham Young riorganizzò la Scuola dei Profeti, promosse le cooperative e dette nuova vita alle organizzazioni ausiliarie della Chiesa. Per rafforzare i Fratelli nella dottrina e nelle linee di condotta della Chiesa, la Scuola dei Profeti fu istituita sin dal 1867.

Il presidente Young voleva che i Fratelli lo aiutassero a prendere le decisioni economiche che avrebbero promosso le attività produttive familiari e le imprese cooperative, in modo che i santi potessero mantenere un certo grado di indipendenza economica. La Scuola aveva anche lo scopo di migliorare le riunioni della Chiesa e di ridurre al minimo la promulgazione di false dottrine.

Oltre che a Salt Lake, la Scuola dei Profeti fu istituita anche a Logan, Ogden, Brigham City, Provo, Parowan e negli altri insediamenti principali. Brigham Young voleva l'autosufficienza economica e incoraggiava i membri della Chiesa mediante queste organizzazioni ad acquistare quanto era loro necessario dagli altri santi.

Fu anche sottolineata l'importanza delle attività produttive familiari il che significava che i membri della Chiesa confezionavano i propri indumenti, producevano il proprio cibo e costruivano i propri attrezzi. Essi producevano anche seta, cotone e canapa. Estraevano anche il proprio carbone e fabbricavano anche la propria carta, parte della quale proveniva dagli stracci.

Le altre attività svolte dalla Scuola dei Profeti comprendevano la raccolta di denaro per il Fondo perpetuo per l'emigrazione, l'istituzione di un boicottaggio mercantile dei commercianti che si opponevano alla Chiesa, l'istituzione della filanda di lana di Provo, la riduzione dei salari per i lavoratori dell'Utah per rendere i prezzi degli articoli fabbricati nell'Utah più competitivi rispetto a quelli che ora sarebbero stati mandati dall'Est, e infine promuovere la costruzione della ferrovia da Salt Lake City a Ogden.

La Scuola dei Profeti spingeva anche i membri della Chiesa a ripulire le loro case, giardini, orti e le strade pubbliche. L’onestà, la pulizia personale e l'ordine furono sottolineati, in modo che il popolo di Sion potesse essere davvero una luce per il mondo. Mentre i santi rendevano la loro economia più sicura, le loro proprietà personali più ordinate e la loro vita più a imitazione di Cristo, la ferrovia cominciò a penetrare tra le montagne che li circondavano.

Nel 1868 Brigham Young, a nome della Scuola dei Profeti, firmò un contratto con i funzionari della Union Pacific per costruire la ferrovia dall'imbocco dell'Echo Canyon a Salt Lake City, se la ferrovia fosse passata per quella via, o dal canyon a Ogden se avessero scelto l'altro percorso. La Scuola dei Profeti considerava tale contratto assai vantaggioso per diversi motivi. Primo, avrebbe evitato i guai che accompagnano sempre gli accampamenti degli operai impiegati alla costruzione delle ferrovie.

La moralità della comunità era minacciata da giocatori d'azzardo, prostitute e altre persone con intenti fraudolenti che seguivano la ferrovia per approfittarsi degli operai e privarli dei loro guadagni. Secondo, “avrebbe assicurato che il denaro guadagnato in base a detto contratto sarebbe andato alla Chiesa e ai suoi fedeli”. Terzo, avrebbe “ridotto al minimo l'afflusso di “estranei” indesiderabili, sgonfiando così le relazioni sulle ricchezze minerarie dell'Utah e eliminando la prospettiva di una nuova corsa dell'oro nell'Utah”. E, quarto, avrebbe offerto delle occasioni di lavoro tanto necessarie ai Santi degli Ultimi Giorni.

Eminenti membri della Chiesa, fra i quali Ezra T. Benson, il vescovo Chauncy West e il presidente del Palo di Ogden Lorin Farr, firmarono anch'essi dei contratti per costruire duecentoventi chilometri di binari da ovest verso est, da Humboldt Wells, nel Nevada, a Ogden, nell'Utah. Fu così che centinaia di abitanti del territorio trovarono lavoro. Quando la Union Pacific raggiunse Ogden l'8 marzo 1869, la popolazione organizzò una celebrazione e accolse gli operai con molti stendardi, uno dei quali diceva: “SALVE ALLA STRADA DELLE NAZIONI! L'UTAH VI DA IL BENVENUTO!”

Fu il 10 maggio 1869 che le due linee ferroviarie s'incontrarono a Promontory Summit, ottantacinque chilometri a nord-ovest di Ogden, nell'Utah. L’ultima traversina messa in opera era fatta di alloro della California e portava un'iscrizione incisa su una piastra d'argento per celebrare quel grande avvenimento della storia della nazione.

Alle ore 12 e 47 Leland Stanford, presidente della ferrovia Central Pacific, e Thomas C. Durant, vice-presidente della ferrovia Union Pacific, alzarono entrambi le mazze per piantare l'ultimo arpione di ferro, ed entrambi mancarono il colpo. Ma i fili del telegrafo trasmisero lo stesso al presidente degli Stati Uniti Ulysses S. Grant il messaggio che l'ultimo arpione era stato piantato.

A San Francisco furono sparati dei colpi di cannone, e il resto della nazione si unì nella celebrazione di quello storico avvenimento. Brigham Young, impegnato in una lunga visita ai santi della parte meridionale del territorio, non era presente alla celebrazione.

In uno sforzo teso a migliorare ulteriormente i mezzi di trasporto nell'ambito del territorio e a dare lavoro ai membri della Chiesa, la Prima Presidenza, con l'aiuto dei vescovi e dell'ingegnere del territorio Jesse W. Fox, cominciarono a preparare il progetto per la ferrovia Utah Central, che avrebbe collegato Salt Lake City con la linea transcontinentale a Ogden.

Il 17 maggio 1866 fu dato il primo colpo di piccone, non con un piccone vero e proprio da minatore, ma con una vanga da contadino, per rappresentare l'impegno dei santi verso l'agricoltura. La posa dei binari fu portata a termine il 10 gennaio 1870. Migliaia di spettatori si radunarono per vedere il presidente Brigham Young che piantava l'ultimo chiodo, che era fatto di ferro dell'Utah.

Alla costruzione di questa linea seguì il sostegno dato dalla Chiesa alla posa dei binari della ferrovia Utah Southern, che attraversava Provo e gli altri insediamenti del Sud, e alla ferrovia Utah Northern, i cui binari arrivavano a nord sino a Butte, nel Montana.

Per molti anni il governo federale aveva negato i titoli di proprietà delle loro terre alla popolazione dell'Utah; tuttavia, con l'avvicinarsi della ferrovia, la popolazione si preoccupava sempre più riguardo alle loro proprietà. Il “cavallo di ferro” avrebbe molto accresciuto il numero di persone non appartenenti alla Chiesa nel territorio, cosicché c'era la reale possibilità che senza titoli di proprietà chiari e ufficiali i residenti potessero essere privati sia delle loro terre che delle migliorie che vi avevano apportato.

Il fatto che i santi fossero vissuti in pace per tanti anni senza titoli ufficiali di proprietà delle loro terre è un tributo alla loro capacità di collaborazione reciproca. Anche la venuta di alcuni gentili aveva fatto nascere poche dispute riguardo alla proprietà dei terreni, al contrario dei molti conflitti che erano sorti per esempio in California tra gli allevatori di bestiame e i contadini.

Le preoccupazioni dei santi crebbero al punto che nel 1869 la Scuola dei Profeti nominò un comitato per informarsi “sulla questione della terra e riferire al popolo quali passi era necessario prendere per impedire che le compagnie ferroviarie avanzassero diritti sulle loro proprietà”.

(Ciò valeva anche per le altre persone che avessero voluto stabilirsi nel Grande Bacino). “Questo comitato ha fatto relazioni periodiche alla Scuola e ha inviato persone in missione per aiutare i coloni di tutto il territorio a richiedere i titoli di proprietà”. Grazie ai loro sforzi, le ingiustizie compiute a danno degli abitanti dell'Utah furono davvero poche.

Per decreto del Congresso alla ferrovia erano state assegnate le terre attraverso le quali doveva passare, eccetto là dove i diritti di proprietà erano già stati assegnati ai singoli cittadini. Il comitato visitò i centri del territorio e aiutò i residenti a compilare le loro richieste di titoli di proprietà.

Alla conferenza generale dell'ottobre 1865 Brigham Young annunciò che i santi dovevano aiutarsi l'un l'altro economicamente. Egli dichiarò: “Che ogni Santo degli Ultimi Giorni, maschio o femmina che sia, decida in cuor suo che non acquisterà merci da nessuno se non dai suoi fedeli fratelli, i quali faranno del bene con il denaro che avranno così guadagnato. So che è volontà di Dio che ci aiutiamo tra noi, poiché se non lo facciamo periremo; non riceveremo aiuto da nessuno se non da Dio e da noi stessi . . . Dobbiamo proteggere il nostro benessere, poiché i nostri nemici sono decisi a distruggerci”.

Di nuovo nel 1868 il presidente Young spiegò chiaramente che la nostra linea di condotta “deve essere di non trattare con i commercianti non appartenenti alla Chiesa e risparmiare i nostri mezzi per altri scopi che non siano quelli di arricchire degli estranei.

Dobbiamo usare il nostro denaro per proclamare il Vangelo, raccogliere i poveri, costruire templi, aiutare i nostri poveri, costruirci delle case e impiegare questo denaro per un uso migliore che non darlo a coloro che lo useranno contro di noi”. I dirigenti della Chiesa quindi cominciarono a promuovere cooperative di proprietà dei fedeli residenti e dirette dalla Chiesa, per evitare ogni pericolo per la stabilità economica dei santi.

La prima impresa cooperativa dei Santi degli Ultimi Giorni fu fondata nel 1864 a Brigham City sotto la direzione dell'anziano Snow, membro del Quorum dei Dodici, ed ebbe tanto successo che servì come modello per il movimento di cooperative della Chiesa che si sviluppò durante quel decennio. Nel 1854 l'anziano Snow era stato mandato da Brigham Young a dirigere i santi di Box Elder, che nel 1864 era stata ribattezzata Brigham City.

Il presidente Young da molto tempo era ansioso di mettere in pratica i principi della legge della consacrazione contenuti in Dottrina e Alleanze, e ora che l'autosufficienza riceveva un nuovo impulso Brigham City sembrava il luogo ideale da cui cominciare.

In una lettera scritta al presidente Young nel 1875 l'anziano Snow spiegava che l'obiettivo principale della cooperativa era quello “di convogliare i desideri dei santi verso la collaborazione, in modo che usando i loro mezzi potessero diventare autosufficienti secondo lo spirito degli insegnamenti impartiti dallo stesso presidente Young, e diventare quindi indipendenti dai negozi dei Gentili”.

Per prima cosa Lorenzo Snow diresse l'organizzazione di un emporio generale cooperativo. Era sua intenzione usare quell'impresa commerciale come base per l'organizzazione dell'intera economia della comunità e per lo sviluppo delle industrie necessarie a rendere Brigham City autosufficiente. Fu istituita una società per azioni, che tutti i componenti della comunità furono invitati a sottoscrivere. Poiché era l'unico negozio in città, l'impresa presto cominciò a rendere buoni profitti agli investitori.

Ma la maggior parte dei profitti venivano reinvestiti nelle attività produttive familiari. La prima di queste industrie fu una conceria, costruita grazie al lavoro cooperativo e diretta da un convertito inglese esperto in questo campo. La conceria fu seguita da una fabbrica di scarpe, e in seguito da un laboratorio per la lavorazione della pelle. Durante gli anni successivi furono create altre industrie, sino a quando l'intera comunità diventò autosufficiente.

La fama e il successo di questa cooperativa si sparse in tutto il paese e uno scrittore famoso, Edward Bellamy, che studiava i movimenti cooperativi in America, venne a Brigham City e trascorse diversi giorni con Lorenzo Snow per osservare come l'associazione funzionava.

Nel 1868 il presidente Young istituì un'impresa economica chiamata Zion's Cooperative Mercantile Institution (ZCMI). Lo scopo dello ZCMI, era quello di portare i beni nel territorio, venderli al minor prezzo possibile e “lasciare che i profitti fossero divisi tra tutto il gruppo”. Inoltre i direttori avevano la facoltà di stabilire i prezzi al dettaglio, e questi prezzi dovevano essere praticati da tutte le cooperative interessate.

Tali prezzi dovevano essere “ragionevoli” e “tali da soddisfare e favorire sia i venditori che gli acquirenti”. I prezzi al dettaglio uniformi non avevano lo scopo di impedire la competizione dei prezzi, ma di abbassare quelli eccessivi. Il primo di questi elenchi di prezzi fu adottato nell'inverno del 1869 “con l'intesa che il sovrintendente dello ZCMI aveva il permesso di variarli secondo le circostanze”. Lo ZCMI infine ebbe fabbriche proprie che producevano stivali, scarpe, tute, soprabiti, gilet, camicie, sottane e biancheria intima maschile.

Entro sei settimane dall'apertura dell'istituto principale a Salt Lake City, in tutto il territorio già funzionavano ottantuno negozi cooperativi. I santi delle singole comunità furono esortati ad acquistare una o più azioni di quelle imprese. Alla fine nell'Utah e nell'Idaho settentrionale erano in funzione più di centocinquanta centri di vendita, che provvedevano a quasi tutte le necessità dei Santi degli Ultimi Giorni.

Nell'area metropolitana di Salt Lake City quasi ogni rione organizzò la sua cooperativa, e molti istituirono imprese individuali di produzione. La maggior parte di queste industrie pagavano dividendi agli azionisti. Anche gli allevatori si occupavano dei loro bovini, equini e ovini su base cooperativa e miglioravano la qualità dei loro greggi e armenti importando esemplari di razze pregiate per la riproduzione.

Questo sistema cooperativo ebbe grande successo nel raggiungere gli obiettivi di autosufficienza stabiliti dai dirigenti della Chiesa, sino a quando i santi cominciarono a sentire gli effetti del panico che si diffuse in tutta la nazione nel 1873. Alcune di queste cooperative tuttavia sopravvissero sino al ventesimo secolo.

LA RINASCITA DELLA SOCIETA’ DI SOCCORSO

Nel 1867, nello stesso tempo in cui veniva riorganizzata la Scuola dei Profeti, il presidente Brigham Young riorganizzò anche la Società di Soccorso della Chiesa. Egli cercava di far partecipare le sorelle alla promozione delle attività produttive familiari e dell'autosufficienza; pertanto le esortava a insegnarsi l'un l'altra a resistere alle tentazioni della vita, a fare da sé gli abiti e a creare una propria moda, in modo che i capitali della comunità rimanessero nel territorio e contribuissero a far progredire l'economia.

L’importanza della Società di Soccorso fu sottolineata quando Brigham Young chiamò Eliza R. Snow, probabilmente la donna più apprezzata della Chiesa, come presidentessa di questa organizzazione. Egli voleva che le sorelle “visitassero gli infermi, gli abbandonati e i bisognosi e s'informassero delle loro necessità e, sotto la direzione dei loro vescovi, raccogliessero i mezzi necessari per soccorrerli”. Le sorelle dovevano inoltre evitare o diminuire le stravaganze della moda, informarsi sulle questioni politiche e protestare contro la legislazione anti-mormone.

SION DIVENTA PIU’ FORTE

Rendendosi conto che la varietà di lingue che i convertiti avevano portato nella loro nuova patria tra le montagne rendeva difficile la comunicazione e la lettura delle pubblicazioni in inglese, il presidente Young per qualche tempo incoraggiò l'adozione di un nuovo alfabeto fonetico. Egli pensava che questo nuovo alfabeto avrebbe favorito l'unità tra i santi. Il presidente chiese ad alcuni suoi compagni di sviluppare un nuovo alfabeto fonetico chiamato Deseret.

Attingendo al sistema stenografico Pitman per quanto riguardava i suoni e i caratteri, quei Fratelli portarono presto a termine il loro compito. Il presidente Young quindi autorizzò la stampa del Libro di Mormon e di numerosi altri testi di scuola usando i nuovi simboli. Orson Pratt trascrisse il Libro di Mormon nel nuovo alfabeto nel 1869, e fu prodotta un'edizione del libro in formato ridotto.

Il presidente Young spiegò i meriti di questo nuovo alfabeto indicando che esso avrebbe reso più facile ai bambini imparare a leggere e ridotto il tempo che essi avrebbero dovuto trascorrere a scuola. Inoltre disse che avrebbe ridotto il tempo che i convertiti stranieri avrebbero impiegato per imparare l'inglese. Dopo la stampa dei libri di testo si tennero delle lezioni e furono fatti altri tentativi per indurre i santi a fare uso di questo alfabeto. Si scoprì presto tuttavia che l'uso di un nuovo alfabeto creava più difficoltà di quante ne risolveva, e l'esperimento fu abbandonato.

Pensando che i santi sarebbero stati rafforzati spiritualmente se avessero avuto un edificio adeguato in cui radunarsi per essere istruiti dai loro dirigenti, il presidente Young cominciò a progettare tale struttura. Dopo numerose riunioni di consiglio il disegno di un grande edificio di culto a cupola si stampò vividamente nella mente del presidente Young.

Per trasformare questa visione in realtà, chiamò nel suo ufficio Henry Grow, maestro di meccanica ed esperto costruttore di macchine per mulini. Brigham Young aveva recentemente osservato l'anziano Grow mentre terminava la costruzione di un ponte di legno ad arco sopra il Fiume Jordan: era un'insolita struttura priva di sostegni centrali, ed era sostenuta soltanto da un insieme di triangoli e archi di legno.

Il presidente Young riteneva che proprio questo tipo di ponte continuo, o serie di ponti di legno, era quello che ci voleva per sostenere il tetto dello spazioso edificio a cupola che aveva in mente. Con l'aiuto dell'architetto William H. Folsom, il presidente Young e Henry Grow prepararono i disegni architettonici provvisori del futuro Tabernacolo dei pionieri, uno dei più grandi edifici del suo genere al mondo, con le dimensioni esterne di 45,7 metri nel senso della larghezza, 76 metri nel senso della lunghezza e 24,4 metri di altezza.

L'innovazione più straordinaria era che il pesante tetto doveva essere sostenuto da un ponte privo di pilastri intermedi. Poiché alcuni santi dubitavano e altri negavano la possibilità di creare un tetto così alto a forma di cupola, il presidente Young diresse la costruzione di un modello del tabernacolo, che rispose alle domande dei santi. La costruzione del Tabernacolo iniziò durante l'estate del 1863.

Nell'autunno del 1867 i lavori di costruzione del Tabernacolo e del suo famoso organo erano arrivati al punto da consentirne l'uso per la conferenza di ottobre. L’organo e l'interno dell'edificio non furono completati sino a dopo il 1870. La galleria, larga 9 metri e lunga 146, che si estende su tre lati della struttura e poggia su settantadue colonne, fu iniziata nel 1870, e questo intervento migliorò l'acustica e aggiunse molti posti al Tabernacolo. Finalmente John Taylor, presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, dedicò il Tabernacolo ultimato alla conferenza di ottobre del 1875.

Joseph H. Ridges, un convertito alla Chiesa proveniente dall'Australia, portò con sé nell'Utah un piccolo organo a canne da lui costruito. Il presidente Young, venuto a conoscenza dell'anziano Ridges e della sua capacità di costruire organi, lo incaricò di costruire il primo organo del Tabernacolo. Trovare il legno giusto per costruire un organo era un problema abbastanza difficile. Finalmente il legno necessario fu trovato nelle Montagne di Parowan e di Pine Valley, nell'Utah, quattrocentoottanta chilometri a sud di Salt Lake City.

Tagliare, lavorare e trasportare i pesanti tronchi per l'esecuzione di questo progetto non era un compito da poco nel 1800; si dovevano costruire strade e ponti. Inoltre quasi tutto il lavoro doveva essere fatto da manodopera volontaria. Qualche volta sino a venti carri trainati da tre paia di buoi si recarono in quelle distanti montagne per tagliare e trasportare i tronchi. In meno di venti mesi l'anziano Ridges era tanto avanti nella costruzione dell'organo da poterlo suonare alla conferenza di ottobre del 1867.

Cori misti provenienti da Payson, Springville e Spanish Fork, nell'Utah, cantarono durante parte della conferenza e il Coro del Tabernacolo da poco fondato, diretto da Robert Sands, cantò durante le sessioni domenicali. Il Coro del Tabernacolo si sviluppò considerevolmente da quegli umili inizi e oggi è famoso in tutto il mondo.

CONTINUA LA PROPAGAZIONE DEL VANGELO

Anche mentre il presidente Young e i santi erano attivamente occupati a stabilire Sion sulla cima dei monti, la Chiesa continuava a crescere in altre parti della terra, ma non senza opposizione.

In Nuova Zelanda l'anziano Robert Beauchamp, missionario proveniente da Melbourne, in Australia, fu fatto oggetto di un lancio di uova marce a Wellington. In un'altra occasione sfuggì a offese più gravi grazie all'intervento del Padre celeste, che lo nascose agli occhi di uomini malvagi che avevano l'intenzione di ricoprirlo di catrame e piume.

Nonostante le violenze della plebaglia e i violenti attacchi del giornale di Wellington Advertiser, fu tenuta una conferenza, e i santi “goderono abbondantemente della compagnia dello Spirito Santo”.

In Scandinavia l'anziano Knud Peterson riferì che durante l'anno 1871 milleventuno anime erano state battezzate nella Chiesa. Egli continua: “Un buon numero di anziani nati in questi paesi sono stati mandati in missione durante l'inverno”. Dalla Svezia arrivava la notizia di riunioni affollate, anche se in quel paese, come in Norvegia, gli anziani della Chiesa “sono ancora soggetti al pagamento di ammende e a pene detentive per aver celebrato le ordinanze del Vangelo.

In Norvegia esiste la libertà di religione per tutte le confessioni cristiane, ma la corte suprema ha emanato una strana sentenza per cui la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non è una religione cristiana”, e pertanto ai membri della Chiesa era negata la libertà religiosa. I santi della Norvegia erano anche molto poveri, ma seicentotrenta di loro avevano raccolto fondi sufficienti per emigrare a Sion durante quell'anno.

Secondo la descrizione fatta da Edward Schoenfeld i missionari in Svizzera erano “uniti come una foglia di trifoglio” e si sacrificavano per pubblicare un opuscolo che avrebbe spiegato chiaramente i principi del Vangelo per combattere le distorsioni riguardanti la Chiesa pubblicate nella stampa a maggiore diffusione del paese.

Sul finire del 1842 un anziano in Svizzera riferiva che i santi si sforzavano di praticare la loro religione e facevano del loro meglio per sostenere i missionari. Aggiunse che in breve tempo egli aveva battezzato ventisette persone e benedetto dieci bambini.

Mentre lavorava nelle Hawaii l'anziano George Nebeker riferì che erano stati battezzati più di cento convertiti e che la casa di riunione era troppo piccola; quindi i santi in quel momento erano attivamente occupati a costruirne una nuova. Durante gli ultimi mesi del 1872 nelle Isole Hawaii nel loro insieme più di seicento anime si erano unite alla Chiesa. Alla conferenza dell'aprile 1872 fu registrata la presenza di oltre settecento santi. Là furono guariti degli infermi e fu dato grande risalto all'obbedienza alla Parola di Saggezza.

Nel frattempo, a cominciare del 1869, la Chiesa chiedeva ai santi che emigravano di pagare in anticipo il costo dell'intero viaggio a Sion. In precedenza era stato fatto loro credito per quella parte del viaggio percorsa usando i mezzi forniti dalla Chiesa (carri e tiri di buoi, che incontravano gli emigranti a Winter Quarters e li portavano a Salt Lake City).

Per aiutare i loro amici e parenti a emigrare, i santi del Grande Bacino istituirono un fondo gallese, un fondo scozzese e altri fondi nazionali, che consegnavano ai funzionari della Chiesa per aiutare coloro che si radunavano a Sion da quelle parti delle Isole Britanniche.

Le Primarie di rione contribuivano all'emigrazione dei bambini, ma forse il più frequente tipo di aiuto era quello mandato da amici e parenti, che depositavano il denaro presso gli uffici della Chiesa e ricevevano un “mandato di pagamento della Chiesa”, che veniva inviato agli emigranti potenziali insieme alla notifica che era ora disponibile il denaro per il loro viaggio.

LA LOTTA CONTRO L'APOSTASIA

Purtroppo non tutti i membri della Chiesa sostenevano i dirigenti e i loro ideali di autosufficienza economica. Alcune persone caddero nell'apostasia. Proprio mentre Brigham Young promuoveva il sistema cooperativo, alcuni uomini d'affari e intellettuali mormoni che si erano nominati “liberali” mettevano pubblicamente in dubbio la bontà delle sue linee di condotta.

Questa fazione chiamata dei Codbeiti, poiché erano guidati da William S. Codbe, reclamavano la possibilità di collaborare con i commercianti gentili di tutto il paese e asserivano che l'Utah doveva concentrarsi sull'industria mineraria come sua naturale fonte di ricchezza, piuttosto che contare sull'agricoltura e sull'allevamento del bestiame. Il mezzo da loro usato per fare pubblicità alle loro opinioni era il periodico Utah Magazine, che fondarono nel 1868.

I dirigenti della Chiesa cercarono con diligenza di riportare quegli uomini nel gregge e si sforzarono di chiamare alcuni di loro in missione. Le chiamate furono rifiutate e le loro proteste pubbliche diventarono ancora più stridenti. Furono allora convocati davanti alla Scuola dei Profeti per esaminare le loro richieste, ma ebbe luogo soltanto uno spiacevole confronto.

Dopo ulteriori tentativi di riconciliazione, il sommo consiglio del Palo di Salt Lake accusò formalmente i dirigenti del Nuovo Movimento, come essi erano anche chiamati, e quegli uomini furono scomunicati dalla Chiesa. Nel 1870 essi fondarono la loro chiesa, chiamata Chiesa di Sion, e trasformarono il loro periodico in un quotidiano antimormone, il Salt Lake Tribune. Insieme ai più eminenti cittadini non mormoni di Salt Lake City fondarono il Partito Liberale, che si opponeva alle attività politiche della Chiesa.

Nel 1870 il Nuovo Movimento aveva accolto nelle sue file l'ex-apostolo e colonizzatore Amasa M. Lyman, che era stato destituito dall'apostolato nel 1867
per aver insegnato false dottrine riguardo all'Espiazione e per aver abbracciato le idee degli spiritisti. Lyman si unì con altre persone alla Chiesa di Sion per tenere sedute spiritiche. Nel 1873 la Chiesa di Sion scomparve per mancanza di fedeli, mentre il Partito Liberale continuò a esistere e rappresentò un elemento dirompente di disturbo nella politica dell'Utah sino al 1893.

L'ORDINE UNITO

Dato il successo del movimento cooperativo, Brigham Young e altri dirigenti della Chiesa desideravano instaurare un sistema economico ancora migliore. Alla conferenza generale dell'ottobre 1872 l'anziano George Q. Cannon spiegò che i tre anni e mezzo di successo delle istituzioni cooperative indicavano che risultati ancor più preziosi potevano scaturire dall'”ordine di Enoc”.

Questo nuovo ordine era necessario, egli insisteva, per arrivare al tempo “in cui non vi saranno né ricchi né poveri tra i Santi degli Ultimi Giorni; in cui la ricchezza non sarà più una tentazione; in cui ogni uomo amerà il suo prossimo come se stesso, in cui ogni uomo, ogni donna, lavorerà per il bene di tutti quanto per il suo bene”. Il sistema cooperativo era semplicemente “un passo per raggiungere un obiettivo superiore più che perfetto”; e l'ordine superiore “che esiste in cielo sarà praticato e desiderato dagli uomini sulla terra”.

Brigham Young riprese lo stesso tema il giorno dopo nel suo discorso, e durante i mesi successivi le Autorità generali inviarono ai santi vari messaggi per prepararli all'istituzione del sistema dell'ordine unito.

Diversi fattori contribuirono all'adozione dell'ordine unito nel 1874. Brigham Young e altri Fratelli che erano stati amici del profeta Joseph Smith cercavano di realizzare una riforma tra i santi e di ristabilire i principi e le pratiche della legge della consacrazione.

Quando gli Stati Uniti furono colpiti dalla crisi economica nel 1873, i santi si accorsero che, nonostante i loro sforzi per raggiungere l'indipendenza, la loro economia era chiaramente influenzata dall'andamento economico della nazione. Pertanto i dirigenti della Chiesa cominciarono a istituire l'ordine di Enoc per ridurre gli effetti dei futuri alti e bassi economici sui Santi degli Ultimi Giorni.

Inoltre la vita nei centri dell'Utah meridionale era da qualche anno turbata dall'industria mineraria, che aveva sede nella vicina Pioche, nel Nevada. I materiali da costruzione e le derrate alimentari prima a disposizione dei santi erano state convogliate verso gli accampamenti dei minatori, provocando così carenze nelle comunità mormoni. Anche numerosi giovani avevano lasciato la famiglia per andare a lavorare nei campi dei minatori, dove ricevevano un salario in denaro e dove erano soggetti alle influenze del mondo. Questo movimento causò inoltre scarsità di manodopera in patria.

L’economia di St. George in particolare aveva bisogno di un aiuto, e fu là che Brigham Young organizzò il primo ordine unito. Il consiglio di amministrazione era composto principalmente dai dirigenti ecclesiastici dei pali e dai vescovi dei vari rioni. Uno dei primi atti dell'ordine fu quello di dirigere il trasporto delle merci da e per gli insediamenti settentrionali. Presto essi istituirono allevamenti comunitari di polli e di maiali e contribuirono alla costruzione del Tempio di St. George.

I membri si impegnarono a obbedire a un elenco di quattordici regole spirituali, come ad esempio non usare il nome di Dio in vano, osservare più fedelmente la Parola di Saggezza, trattare con gentilezza e affetto i familiari, osservare la legge della castità, osservare la santità della domenica e non portare abiti di lusso. Ogni appartenente all'ordine ribadì la sua intenzione di rispettare le regole facendosi ribattezzare.

Convinto che la situazione era propizia all'istituzione di ordini uniti in tutta Sion, Brigham Young mandò i dirigenti della Chiesa a organizzare tutti gli insediamenti meridionali secondo il modello di St. George. A causa delle avverse condizioni atmosferiche e delle strade cattive il presidente Young non poté arrivare a Salt Lake City in tempo per la conferenza generale di aprile, nella quale aveva intenzione di annunciare l'introduzione dell'ordine unito in tutta la Chiesa; la conferenza fu quindi rinviata alla prima settimana di maggio.

Quando il Profeta arrivò a Salt Lake City si mise immediatamente al lavoro per attuare l'ordine unito nei rioni di quella città. Durante la conferenza generale, che durò quattro giorni, furono pronunciati più di una dozzina di sermoni che spiegavano tutte le favorevoli implicazioni dell'ordine unito.

Entro la fine del 1874 più di duecento ordini uniti erano stati istituiti negli insediamenti dei Santi degli Ultimi Giorni, fra i quali quelli dell'Idaho, Nevada e Arizona. Nei centri più grandi di Ogden, Provo e Logan fu istituito più di un ordine unito, ognuno con una specializzazione diversa nella produzione di articoli. Salt Lake City aveva un ordine unito separato per ognuno dei suoi venti rioni. Brigham City e le altre comunità, seguendo lo stesso modello, mantenevano la loro rete di industrie cooperative. Secondo questo schema ogni persona conservava la sua proprietà privata oltre alle azioni che deteneva nelle imprese cooperative.

Un'altra variante dell'ordine unito fu il tipo stabilito nelle piccole comunità con meno di settecentocinquanta abitanti. Secondo questa variante ogni persona godeva di una porzione uguale della produzione della comunità, e tutti vivevano e mangiavano insieme come una famiglia ben regolata. La più famosa di queste comunità era quella di Orderville, nella Contea di Kane, nell'Utah meridionale, fondata da ventiquattro famiglie nel 1875.

Nel giro di cinque anni l'insediamento crebbe sino a contare settecento abitanti. Mediante il lavoro cooperativo i cittadini di Orderville “costruirono un complesso di abitazioni disposte quasi come un forte attorno alla piazza della città, che aveva al centro una sala da pranzo comune”. Essi costruirono anche botteghe, forni, fienili e crearono fattorie, orti, latterie, progetti di allevamento di bestiame e varie imprese manifatturiere, come quella del mobile.

Le persone indossavano lo stesso stile di indumenti fabbricati a Orderville, e nessuno poteva migliorare la sua situazione a meno che non migliorasse anche quella degli altri. Per dieci anni questa comunità fu un modello di collaborazione e di amore, e il sistema ebbe fine soltanto a causa dell'aumento delle persecuzioni anti-poligamia del 1885. Coloro che avevano faticato per costruire Orderville continuavano a pensare con sincera nostalgia ai sentimenti felici che avevano conosciuto vivendo in una comunità cristiana bene ordinata.

Generalmente parlando la maggior parte degli ordini non ebbe altrettanto successo. A causa di un certo egoismo e di una amministrazione inefficiente, oltre che in conseguenza delle difficoltà economiche esistenti nel paese, la maggior parte degli ordini uniti si sciolse entro il 1877. Alcuni continuarono sino a quando le difficoltà politiche degli anni 80 li obbligarono a cessare.

Nondimeno dal sistema di cooperative di ordini uniti di Sion, che durò circa un decennio, scaturirono numerosi risultati positivi. I santi diventarono meno dipendenti dalle importazioni, che di conseguenza diminuirono drasticamente. La produzione domestica e gli investimenti locali nelle industrie manufatturiere e terziarie crebbero considerevolmente.

Tra i santi diminuì la disparità economica; si svilupparono in loro le nobili virtù della parsimonia e della laboriosità, dalle quali avrebbero beneficiato molte generazioni di membri della Chiesa. E infine i programmi per raggiungere l'autosufficienza economica contribuirono considerevolmente all'edificazione dei Templi di St. George, Logan, Manti e Salt Lake City, fornendo sia manodopera che materiali.

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