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Storia della chiesa - Capitolo 34

UN'ERA DI RICONCILIAZIONE

IL DECENNIO CHE PRECEDETTE la morte del presidente John Taylor, avvenuta nel 1887, fu turbolento e contrassegnato dalle persecuzioni. Il decennio successivo fu un'èra di riconciliazione. Wilford Woodruff diventò presidente della Chiesa, la crociata anti-poligamia terminò, l'Utah diventò uno Stato, il Tempio di Salt Lake fu finalmente terminato e dedicato e i Santi degli Ultimi Giorni poterono attendere il nuovo secolo con più grandi speranze e ottimismo.

WILFORD WOODRUFF GUIDA LA CHIESA

Durante l'epoca della “clandestinità” Wilford Woodruff, presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, visse in esilio a St. George e nelle regioni circostanti. Là gli amici lo protessero dagli agenti che lo stavano cercando. Quando l'anziano Woodruff seppe dal presidente George Q. Cannon che le condizioni del presidente Taylor non lasciavano adito a speranze di guarigione, partì per Salt Lake City. Informato durante il viaggio della morte del presidente Taylor, Wilford Woodruff scrisse quanto segue nel suo diario:

“Così un altro presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è passato a miglior vita. Il presidente Taylor è stato due volte martire. Alla morte del profeta Joseph e di Hyrum Smith nel carcere di Carthage fu colpito da quattro pallottole e mescolò il suo sangue con quello del Profeta martire.

Questo avvenne nel 1844. Oggi, nel 1887 ... egli è stato mandato in esilio dai funzionari degli Stati Uniti a causa della sua religione sino a quando, a causa delle limitazioni poste alla sua libertà e delle sue sofferenze, egli ha deposto la sua vita e ha subìto la morte ...

Il presidente John Taylor è morto oggi, cinque minuti prima delle otto, evento che pone la responsabilità e la cura della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sulle mie spalle. Come presidente della Chiesa o presidente dei Dodici Apostoli, che è l'autorità presiedente della Chiesa in assenza della Prima Presidenza, questo mi mette in una situazione molto particolare, in una posizione che non ho mai cercato durante la mia vita, ma che secondo la provvidenza di Dio è affidata a me”.

A quel tempo Wilford Woodruff aveva ottant'anni. Si era unito alla Chiesa nel 1833 nel natio Stato del Connecticut. Aveva accompagnato Joseph Smith nella marcia del Campo di Sion nel 1834 e aveva dedicato i successivi cinque anni a un fruttuoso lavoro missionario. Dopo la sua ordinazione al Quorum dei Dodici Apostoli, nel 1839, l'anziano Woodruff e i suoi colleghi nell'Apostolato avevano ottenuto uno straordinario successo in Inghilterra.

Per più di sessant'anni egli tenne meticolosamente un diario, che è diventato fonte di molte informazioni sulla storia della Chiesa. Egli si adoperò incessantemente ogni giorno per la salvezza sia dei vivi che dei morti.

Il presidente Woodruff si trovava a Salt Lake City durante il funerale di John Taylor, ma non vi partecipò per timore di essere arrestato. Immediatamente dopo il servizio funebre si incontrò con i Dodici e cominciò a guidare la Chiesa, ma continuò ad evitare di apparire in pubblico.

Tuttavia il 9 ottobre 1887 il presidente Woodruff entrò nel Tabernacolo per la sessione pomeridiana della conferenza generale in compagnia di Lorenzo Snow e di Franklin D. Richards. Quando i santi riconobbero il loro capo lo salutarono con un fragoroso applauso. Il presidente Woodruff parlò loro, poi si allontanò prima dell'inno, sempre per evitare di essere arrestato.

La crociata del governo non era per nulla finita. Durante i mesi successivi il presidente Woodruff diresse silenziosamente le attività della Chiesa da casa sua consultandosi spesso con gli altri Apostoli, in particolare con George Q. Cannon, che era stato intimo del presidente Taylor. Quelli erano giorni difficili per il presidente Woodruff. Le proprietà della Chiesa erano state confiscate dal governo e alcuni individui si stavano arricchendo a spese della Chiesa.

Un evento di grande importanza nel 1888 fu la dedicazione del Tempio di Manti. Nel 1877 il presidente Brigham Young aveva dedicato l'appezzamento e dato il primo colpo di piccone di quel tempio. La costruzione di quel bellissimo edificio di arenaria color crema fu alquanto ritardata dalla crociata del governo, ma l'edificio fu terminato nella primavera del 1888. Il presidente Woodruff fece notare che era “il tempio più bello, meglio rifinito e più costoso di qualsiasi altro edificio che i Santi degli Ultimi Giorni avessero costruito dall'organizzazione della Chiesa”.

I dirigenti della Chiesa si radunarono nel nuovo tempio il 17 maggio 1888 per la dedicazione privata, durante la quale il presidente Wilford Woodruff offrì la preghiera dedicatoria. Quello stesso giorno egli scrisse nel suo diario: “Ho sentito di dover ringraziare Dio e di essere vissuto sulla terra sino ad avere di nuovo il privilegio di dedicare un altro tempio tra le Montagne Rocciose all'Altissimo Iddio, e prego Dio, mio Padre Eterno, che voglia proteggere il Tempio di Manti e tutti gli altri templi che abbiamo costruito ... al Suo santo nome affinché non cadano mai nelle mani dei Gentili, nostri nemici, per essere da loro profanati”.

L’anziano Lorenzo Snow diresse le cerimonie dedicatorie pubbliche dal 21 al 23 maggio leggendo la preghiera detta originariamente dal presidente Woodruff. Daniel H. Wells fu messo a parte come primo presidente del Tempio di Manti. Due anni dopo la morte di John Taylor la Prima Presidenza fu riorganizzata.

Nel corso di una solenne assemblea tenuta durante la conferenza generale di aprile 1889 il presidente Woodruff fu sostenuto come quarto presidente della Chiesa. George Q. Cannon e Joseph F. Smith, che avevano servito come consiglieri del presidente Taylor, furono di nuovo sostenuti come consiglieri della Prima Presidenza.

LA LEGGE EDMUNDS-TUCKER E
LA POLITICA NAZIONALE

Dal 1887 al 1890 i rapporto tra i Santi degli Ultimi Giorni e il governo degli Stati Uniti e i suoi cittadini continuarono a deteriorarsi. Il 31 dicembre 1889 il presidente Wilford Woodruff scrisse in proposito quanto segue: “Così finisce l'anno 1889 e le parole del profeta Joseph Smith cominciano a adempiersi, nel senso che tutto il paese si sarebbe rivolto contro Sion e avrebbe mosso guerra ai santi. La nazione non è stata mai più piena di oggi di menzogne contro i santi”.

La legge Edmunds-Tucker del 1887 prevedeva misure che avevano lo scopo di distruggere la Chiesa come entità politica ed economica. La legge aboliva ufficialmente la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni come ente giuridico e ordinava la confisca a favore del governo di tutte le proprietà della Chiesa oltre i cinquantamila dollari. I funzionari del governo si misero immediatamente all'opera per confiscare le proprietà della Chiesa.

Per esempio, gli edifici della Piazza del Tempio furono messi nelle mani di un liquidatore e poi furono dati in affitto alla Chiesa. Nel tentativo di fermare il flusso di convertiti europei il governo abolì il Fondo per Immigrazione Perpetua, l'ente principale per l'immigrazione. Un numero sempre più grande di santi fu privato del diritto di voto.

Le scuole furono affidate alla corte suprema del territorio nominata dal governo federale. Gli agenti del governo arrestavano un numero sempre maggiore di uomini, che venivano quasi automaticamente condannati al carcere. Tra questi vi fu il presidente George Q. Cannon.

Anche se gli arresti e il carcere causavano grandi sofferenze alle famiglie, la difficoltà più grave per la Chiesa era l'impossibilità di reperire e gestire i fondi necessari per costruire i templi, svolgere il lavoro missionario, pubblicare materiale di stampa e provvedere alle necessità dei santi.

I dirigenti della Chiesa ebbero successo quando portarono il loro caso davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, asserendo che la confisca delle proprietà della Chiesa in base alla Legge Edmunds-Tucker era incostituzionale. Ma nel maggio 1890 la Corte confermò, con cinque voti a favore e quattro contrari, la costituzionalità di tutto quello che il governo aveva fatto in base alla Legge Edmunds-Tucker. Anche se rimasero delusi da tale decisione, c'era poco che i santi potessero fare per impedire l'imminente rovina economica della Chiesa.

La perdita graduale del diritto di voto aggravava le difficoltà della Chiesa. La legge Edmunds-Tucker privava del diritto di cittadinanza chiunque fosse stato condannato per poligamia o si rifiutasse di sottostare alle leggi anti-poligamia. Entro il 1890 circa dodicimila cittadini dell'Utah erano stati privati del diritto di voto.

Nell'Idaho, nella cui parte sud-orientale vi erano numerose comunità di santi, la legislatura privò del diritto di voto tutti i membri fedeli della Chiesa, imponendo agli elettori di dichiarare sotto giuramento che non appartenevano a una chiesa che credeva nel matrimonio plurimo. Nel febbraio 1890 la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la costituzionalità di questa richiesta di giuramento da parte del governo dell'Idaho.

Questa decisione incoraggiò i nemici dei santi nell'Utah, che inviarono i loro rappresentanti a Washington per imporre un giuramento della stessa natura ai cittadini dell'Utah. Fu così presentata la proposta di legge Cullom-Strubble, che nella primavera 1890 sembrava sul punto di essere approvata. Questa legge avrebbe privato i membri della Chiesa di tutto il paese dei diritti fondamentali dei cittadini.

Durante questo difficile periodo la Chiesa poté contare su numerosi influenti avvocati nella capitale, tra i quali John T. Caine, delegato dell'Utah al Congresso; John W. Young, ex-membro della Prima Presidenza e ora costruttore di ferrovie; Franklin S. Richards, rappresentante legale della Chiesa, figlio dell'anziano Franklin D. Richards; e George Ticknor Curtis, che non era mormone.

In un'occasione George Q. Cannon e Joseph F. Smith, membri della Prima Presidenza, e altre autorità della Chiesa intervennero presso i politici di Washington. Tra le altre cose, questi uomini lottarono per ottenere per l'Utah la qualifica di Stato. Il presidente Grover Cleveland e il suo Partito Democratico erano favorevoli alla proposta, ma i loro sforzi non bastarono per conferire all'Utah la qualifica di Stato prima che fossero sconfitti dal Partito Repubblicano nelle elezioni nazionali del 1888.

Nell'Utah l'influenza del Partito Liberale cresceva man mano che i membri della Chiesa perdevano il diritto di voto. La crociata politica del Partito Liberale non era meno accanita della crociata dei funzionari federali. Nel 1889, ricorrendo a brogli elettorali, il Partito Liberale riuscì ad ottenere la maggioranza al consiglio comunale di Ogden. Quindi rivolsero i loro sforzi alla campagna per conquistare anche Salt Lake City, dove le elezioni erano in programma per il febbraio 1890.

I cittadini non appartenenti alla Chiesa erano favoriti grazie alla decisione di un giudice degli Stati Uniti secondo cui nessun immigrante membro della Chiesa era degno di diventare cittadino degli Stati Uniti o di avere il diritto di voto. Inoltre molti funzionari dell'anagrafe non mormoni impedirono illegalmente ai membri della Chiesa di registrarsi come elettori.

I dirigenti della Chiesa cercavano invano di convincere i funzionari del governo che l'accusa fatta ai Mormoni di slealtà verso il governo degli Stati Uniti era falsa. Ai membri della Chiesa fu chiesto di digiunare domenica 23 dicembre 1889, anniversario della nascita di Joseph Smith, per implorare l'aiuto dell'Iddio Onnipotente durante quel periodo di crisi.

Nel gennaio 1890 il Partito del Popolo, l'organizzazione politica della Chiesa, tenne una grande manifestazione a sostegno dei loro candidati. Nondimeno i non mormoni ottennero la vittoria nelle elezioni comunali di Salt Lake City che si tennero nel febbraio successivo.

Dopo questa amara sconfitta e le decisioni ostili della Corte Suprema degli Stati Uniti, nella primavera del 1890 i dirigenti della Chiesa si sforzarono con ogni mezzo di trovare amici influenti a Washington. Durante i quarant'anni precedenti il Partito Democratico si era mostrato più tollerante verso la Chiesa dei Repubblicani, ma i Repubblicani erano ora al potere, e la Chiesa aveva bisogno di amici in quel partito per ottenere un cambiamento nella politica del governo ed evitare un disastro per l'Utah.

Tramite Isaac Trumbo, eminente uomo d'affari e abile politico della California da molto tempo amico della Chiesa, la Prima Presidenza riuscì a coltivare rapporti di collaborazione con diversi repubblicani: Leland Stanford, senatore della California; Morris M. Estee, presidente della Convenzione nazionale repubblicana del 1888, e James S. Clarkson, presidente del Comitato nazionale repubblicano. Tutti e quattro questi uomini favorirono gli sforzi politici dei santi nel 1890.

Il presidente George Q. Cannon fece due viaggi a Washington nella primavera e nell'estate del 1890. Là s'incontrò con diversi personaggi importanti del Partito Repubblicano che erano disposti a collaborare con i santi. Tra questi c'era il potente Segretario di Stato James G. Blaine, che era diventato amico dell'anziano Cannon molti anni prima, quando questi era delegato dell'Utah al Congresso. Quando il presidente Cannon ritornò dal suo secondo viaggio in giugno, confidò che le prospettive per l'Utah erano più favorevoli di quanto lo fossero state per molti anni.

IL MANIFESTO

Poiché tanti Santi degli Ultimi Giorni erano stati privati del diritto di voto, il Partito antimormone vinse le elezioni per la nomina dei consigli scolastici di Salt Lake City nel luglio 1890 e acquisì il controllo dell'istruzione laica nella capitale del territorio. Prima della fine di luglio la Corte Suprema sentenziò che i figli dei matrimoni poligami non potevano ereditare i beni paterni.

Durante la prima settimana di agosto il Partito antimormone conquistò la maggior parte delle cariche elettive nelle Contee di Salt Lake e di Weber. Infine i dirigenti della Chiesa furono informati che il procuratore degli Stati Uniti per l'Utah stava svolgendo un'indagine per stabilire se le proprietà della Chiesa, in particolare i templi di St. George, Logan, Manti e Salt Lake City, erano state correttamente confiscate secondo le direttive emanate dal Congresso degli Stati Uniti.

Era la fine di agosto quando il presidente Woodruff ricevette la conferma che il governo degli Stati Uniti, nonostante un accordo stipulato nel 1888 nel quale si garantiva che i templi non sarebbero stati toccati, era in procinto invece di confiscarli.

Il presidente Woodruff, informato che egli e i suoi consiglieri stavano per essere citati davanti ai giudici per testimoniare in merito al matrimonio plurimo, andò in California per evitare di essere citato. Là s'incontrò con i dirigenti politici e si rese conto che, nonostante questi fossero disposti ad esercitare tutta la loro influenza a favore dei santi, il loro operato era inefficace davanti alle forze decise a eliminare il matrimonio plurimo tra i santi.

Meno di una settimana dopo il suo ritorno a Salt Lake City, il presidente Woodruff scrisse nel suo diario che dopo molte angosce, preghiere e discussioni con i suoi consiglieri egli era pronto ad agire “per la salvezza materiale della Chiesa”. In seguito il presidente Woodruff disse che il Signore gli aveva mostrato in rivelazione esattamente cosa sarebbe accaduto se il matrimonio plurimo non fosse cessato.

Gli fu mostrato che la Chiesa avrebbe subìto la confisca e la perdita di tutti i templi, con la conseguente cessazione di tutte le ordinanze in essi celebrate sia per i vivi che per i morti, e l'incarcerazione dei componenti della Prima Presidenza, dei Dodici e dei capi famiglia della Chiesa, la confisca delle proprietà personali dei fedeli (tutte misure che avrebbero di per sé posto fine alla pratica della poligamia); oppure, dopo aver fatto e subìto tutto il possibile per aderire a questo principio, dovremo abbandonare tale pratica e sottometterci alla legge e, così facendo, potremo consentire ai profeti, agli Apostoli e ai padri di rimanere a casa, in modo da istruire la gente nello svolgimento dei loro compiti nella Chiesa lasciando così i templi nelle mani dei santi, in modo che essi possano celebrare le ordinanze del Vangelo sia per i vivi che per i morti (vedi Dichiarazione Ufficiale 1, brani dei tre discorsi del presidente Wilford Woodruff riguardo al Manifesto).

Quando il Presidente della Chiesa entrò nel suo ufficio il mattino del 24 settembre 1890 disse al vescovo John R. Winder e al presidente George Q. Cannon che non aveva dormito molto la notte precedente. Aveva “implorato per tutta la notte il Signore riguardo a ciò che si doveva fare nelle circostanze in cui si trovava la Chiesa e, egli disse deponendo alcuni fogli sul tavolo, “questo è il risultato”. Su quei fogli era scritto quello che, fatta eccezione per alcuni piccoli cambiamenti, è conosciuto come il Manifesto”.

Egli quindi mostrò ai Fratelli radunati davanti a lui il documento che aveva scritto. Dopo che essi l'ebbero approvato e preparato per la pubblicazione, il presidente Woodruff dichiarò che il Signore gli aveva indicato chiaramente quello che doveva fare e che quella era la cosa giusta. Nel Manifesto, come fu chiamato, egli dichiarava che la Chiesa non avrebbe più insegnato la pratica del matrimonio plurimo né avrebbe permesso a nessuno di seguirla.

Egli espresse la sua intenzione di obbedire alle leggi del paese che proibivano il matrimonio plurimo e di usare la sua influenza perché i membri della Chiesa facessero altrettanto. A conclusione del documento egli scrisse: “Ed ora io dichiaro solennemente che il mio consiglio ai Santi degli Ultimi Giorni è che si astengano dal contrarre qualsiasi matrimonio vietato dalla legge del paese” (Dichiarazione Ufficiale 1).

Il Manifesto fu inviato ai giornali del paese il giorno dopo. Fu anche pubblicato nel Washington Post, essendo stato consegnato a quel giornale dal delegato territoriale dell'Utah John T. Caine. Nella prima settimana di ottobre il delegato Caine informò con un telegramma la Prima Presidenza che il Ministro degli Interni gli aveva comunicato che il governo non avrebbe riconosciuto la Dichiarazione Ufficiale a meno che la stessa non fosse stata ufficialmente accettata dai membri della Chiesa alla conferenza generale.

La conferenza generale fu convocata sabato mattina 4 ottobre 1890 e durò tre giorni. Fu il terzo giorno della conferenza che il presidente George Q. Cannon menzionò il Manifesto, poi chiese a Orson E Whitney, a quel tempo vescovo del Diciottesimo Rione di Salt Lake City, di leggere il documento. Il presidente Lorenzo Snow quindi propose che, poiché i santi riconoscevano Wilford Woodruff come presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e come colui che deteneva le chiavi del suggellamento, che essi sostenessero il Manifesto così com'era stato da lui emanato. Il voto fu unanime.

Il presidente Cannon quindi tenne un lungo discorso per esporre ai santi la posizione della Chiesa riguardo alla dottrina del matrimonio plurimo. Egli spiegò che la Chiesa aveva accettato il matrimonio plurimo come rivelazione di Dio che la impegnava come popolo, e che essi si erano sforzati di dimostrare che la legge degli Stati Uniti del 1862 che condannava tale pratica era incostituzionale e in conflitto con il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantiva la libertà di religione.

Egli dichiarava inoltre che tale posizione era stata sostenuta da alcune delle più brillanti menti legali del Paese. Il presidente Cannon ricordò ai santi le persecuzioni che avevano subito, in conseguenza delle quali più di milletrecento fratelli della Chiesa erano andati in prigione a causa della loro obbedienza a questo comandamento. Nonostante tutte le pressioni dei funzionari del governo e anche di alcuni membri della Chiesa, essi avevano obbedito alle leggi di Dio, sino a quando Egli aveva mandato la rivelazione che comandava la cessazione della pratica del matrimonio plurimo.

Il presidente Cannon concluse il suo discorso portando testimonianza che il Manifesto proveniva da Dio ed era sostenuto dalle Autorità generali. Egli chiese ai santi che se la loro fede era messa alla prova a causa del Manifesto, essi dovevano fare ciò che avevano fatto i loro dirigenti, ossia rivolgersi al loro Padre celeste in preghiera in modo da ricevere una testimonianza personale.

Il presidente Wilford Woodruff quindi concluse la conferenza portando testimonianza della rivelazione che gli era pervenuta: “Voglio dire a tutta Israele che il passo che ho compiuto emanando questo manifesto non è stato compiuto senza rivolgere una fervida preghiera al Signore. Sto per andare nel mondo degli spiriti, come gli altri uomini della mia età.

Là mi aspetto di vedere il volto del mio Padre celeste, del Padre del mio spirito. Mi aspetto di vedere il volto di Joseph Smith, di Brigham Young, di John Taylor e degli Apostoli; piuttosto che assumere una posizione in qualche modo non gradita al Dio o al cielo, avrei preferito uscire di casa per essere messo a morte. La mia vita non è migliore di quella degli altri uomini.

Non ignoro i sentimenti suscitati dal provvedimento che ho preso. Ma ho fatto il mio dovere, e la nazione di cui facciamo parte deve essere ritenuta responsabile di quanto è stato fatto a riguardo di questo principio”. Alla fine del suo discorso il presidente Woodruff fece la seguente dichiarazione: “Dico a tutta Israele che il Signore non consentirà mai a me o a qualsiasi altro uomo che presiede a questa chiesa di portarvi a traviamento. Non fa parte del programma. Non è la volontà di Dio. Se dovessi cercare di farlo, il Signore mi allontanerebbe dal mio posto, come allontanerà qualsiasi altro uomo che cercasse di allontanare i figlioli degli uomini dagli oracoli di Dio e dal loro dovere”.

ULTERIORI TENTATIVI PER OTTENERE
LA QUALIFICA DI STATO

L’emanazione del Manifesto fu il primo passo importante per arrivare a una riconciliazione tra i Santi degli Ultimi Giorni e il governo degli Stati Uniti. Ebbe così inizio una nuova èra di comprensione. Il giudice supremo Charles Zane, che sino a quel momento si era mostrato acerrimo nemico della poligamia, adottò un atteggiamento più tollerante verso coloro che venivano portati in giudizio davanti a lui. Da allora la caccia agli uomini che avevano più di una moglie ebbe fine.

Si accettò anche in linea generale il principio che ai mariti non sarebbe stato imposto di ripudiare le loro mogli o i loro figli. Dopo molte petizioni, il presidente degli Stati Uniti Benjamin Harrison concesse un condono limitato a tutti i Mormoni che avevano vissuto nell'obbedienza alla legge anti-poligamia dopo il 1890, e nel settembre 1894 il presidente Grover Cleveland emanò un'amnistia più generale.

Nel 1893 il Congresso approvò una legge che consentiva la restituzione alla Chiesa di tutte le sue proprietà confiscate. Fu anche rinnovata la richiesta del conferimento all'Utah della qualifica di Stato. Prima di consentire che ciò avvenisse, il Congresso chiese che la Chiesa rinunciasse a ogni partecipazione alla politica. Il partito della Chiesa - il Partito del Popolo - doveva essere disciolto, e i cittadini dell'Utah avrebbero dovuto schierarsi con i partiti politici nazionali.

La Prima Presidenza sostenne pubblicamente tutti questi atti. Di conseguenza nel giugno 1891 il Partito del Popolo fu ufficialmente sciolto, e dopo qualche contesa il Partito Liberale antimormone fu sciolto due anni dopo.

L'istituzione dei Partiti nazionali Democratico e Repubblicano nell'Utah si dimostrò molto difficile. Per tradizione i santi avevano dimostrato una propensione verso il Partito Democratico, poiché i Repubblicani, che erano stati al potere per la maggior parte del tempo dal 1861, avevano appoggiato e fatto applicare le leggi anti-poligamia.

Inoltre i funzionari nominati dal governo democratico durante il periodo 1885-1889 erano stati più tolleranti nei confronti dei santi. Considerando la tendenza politica dei membri della Chiesa e il fatto che la maggior parte dei cittadini dell'Utah non mormoni erano repubblicani, la Prima Presidenza voleva evitare che i Democratici diventassero un secondo partito della Chiesa.

Furono tenute delle riunioni con i presidenti di palo e i vescovi, durante le quali fu chiesto loro di incoraggiare un numero più grande di Santi degli Ultimi Giorni a votare per il Partito Repubblicano. Ciò avrebbe dimostrato ai dirigenti dei partiti nazionali che un bipartitismo ben funzionante poteva esistere nell'Utah. Tuttavia i dirigenti locali furono anche esortati a usare buon senso e cautela nel dare tale incoraggiamento.

Ai membri della Chiesa noti per le loro ferme convinzioni democratiche non fu chiesto di cambiare partito, ma coloro il cui impegno non era particolarmente forte furono esortati a cambiare. Questo metodo si dimostrò efficace, ed entro il 1892 il Partito Repubblicano aveva raggiunto una posizione di forza nella vita politica dell'Utah.

Continuavano nel frattempo in entrambe le Camere del Congresso i delicati negoziati per concedere all'Utah la qualifica di Stato. Di grande importanza per la maggior parte dei membri del Congresso fu la rassicurazione che la Chiesa era sinceramente impegnata a cercare di porre fine alla pratica del matrimonio plurimo e a rimanere estranea alla vita politica del territorio. Mediante astute mosse politiche di alcuni membri del Congresso, principalmente del non mormone Isaac Trumbo e del vescovo Hiram B. Clawson, l'Atto che consentiva all'Utah di diventare Stato fu finalmente approvato nel luglio 1894.

Durante il resto del 1894 e nel 1895 i cittadini dell'Utah, membri e non membri della Chiesa, collaborarono per redigere una costituzione statale che potesse ottenere l'approvazione del Congresso. La costituzione proibiva espressamente il matrimonio plurimo e garantiva la totale separazione tra chiesa e stato.
Il 4 gennaio 1896 l'Utah diventò finalmente uno Stato, con Heber M. Wells, figlio di Daniel H. Wells, come primo governatore.

Durante questo difficile processo di riconciliazione continuarono i disaccordi e le incomprensioni sulle questioni politiche tra i membri della Chiesa. Anche alcune Autorità generali furono coinvolte nelle lotte politiche, dato che alcuni favorivano i candidati e la piattaforma politica del Partito Democratico, altri invece il Partito Repubblicano.

La questione politica raggiunse la crisi nel 1895, quando l'anziano Moses Thatcher, membro del Quorum dei Dodici, accettò la nomina da parte del Partito Democratico come candidato al Senato per l'Utah, e l'anziano B. H. Roberts, membro del Primo Consiglio dei Settanta, fu candidato al Congresso dallo stesso partito. Questi Fratelli furono oggetto di misure disciplinari per aver accettato la candidatura senza aver prima consultato i dirigenti della Chiesa. Nessuno dei due fu tuttavia eletto.

Nell'aprile 1896 le Autorità generali rilasciarono una dichiarazione ufficiale, conosciuta come regola politica della Chiesa o Manifesto Politico. In questo documento si sottolineava la separazione tra chiesa e stato e l'intenzione della Chiesa di non interferire nei diritti politici di nessun cittadino.

Nella dichiarazione si aggiungeva anche che, per favorire la continuazione della pace e della buona volontà nell'Utah, veniva sconsigliato ai principali dirigenti della Chiesa di “accettare un ufficio politico o impegnarsi in un'attività che li avessi distolti o allontanati dai loro doveri religiosi, senza prima consigliarsi e ottenere l'approvazione dei loro colleghi e di quanti a loro presiedevano”.

Dapprima B. H. Roberts, il quale riteneva che questo documento limitasse i suoi diritti politici, si rifiutò di firmarlo. Tuttavia, dopo le insistenza, le preghiere e l'opera di convincimento dei suoi Fratelli delle Autorità generali, finalmente acconsentì a firmare. L’anziano Moses Thatcher, nonostante simili interventi nello stesso senso, continuò a rifiutare di aggiungere la sua firma al documento.

Pertanto fu rilasciato dal Quorum dei Dodici Apostoli, anche se continuò ad essere membro della Chiesa. Il Manifesto Politico è ancora la norma che governa il comportamento delle Autorità generali per quanto riguarda la politica. Un altro importante sviluppo durante questo periodo di riconciliazione fu la modifica di alcune linee di condotte economiche della Chiesa.

La maggior parte delle attività commerciali possedute dalla Chiesa furono vendute a privati, oppure cominciarono ad essere gestite in base al principio della competitività, in modo da diventare attività a scopo di lucro per rientrare nello schema economico nazionale. Durante gli anni 90 la Chiesa continuò ad essere afflitta da gravi difficoltà economiche dovute sia alla temporanea confisca delle proprietà della Chiesa da parte del governo, sia alla crisi economica che colpì tutto il paese nel 1893.

IL TEMPIO DI SALT LAKE E IL LAVORO PER I MORTI

Il presidente Young aveva posto le pietre angolari del Tempio di Salt Lake nel corso di una solenne cerimonia tenuta il 6 aprile 1853, meno di sei anni dopo che aveva veduto il tempio in visione. Egli sapeva che non sarebbe vissuto tanto da partecipare alla sua dedicazione.

Il presidente Young aveva insistito che soltanto i migliori materiali fossero impiegati per la costruzione del tempio, usando manodopera altamente specializzata. Dopo quarant'anni di duro lavoro e dedizione da parte di migliaia di Santi degli Ultimi Giorni, il presidente Wilford Woodruff preparò se stesso e la Chiesa per le cerimonie dedicatorie.

I lavori di costruzione del Tempio di Salt Lake erano stati interrotti in numerose occasioni, ma dalla fine degli anni 80 tutte le risorse della Chiesa erano state consacrate al suo completamente. Nell'aprile 1892 il presidente Woodruff diresse la posa della pietra di copertura in concomitanza con la conferenza generale. Un pubblico di cinquantamila santi (la più grande assemblea che si fosse radunata sino a quel tempo) riempiva la Piazza del Tempio e le strade adiacenti. Fu suonata una marcia, dopo di che il Coro del Tabernacolo cantò uno speciale inno del tempio.

Il presidente Joseph F. Smith disse la preghiera, poi il coro cantò: “Concedici la pace”. Poco prima di mezzogiorno il presidente Woodruff salì sulla piattaforma, schiacciò un pulsante elettrico e la pietra di copertura fu calata al suo posto. La congregazione allora gridò: “Osanna, osanna, osanna a Dio e all'Agnello. Amen, amen, amen“. Questo grido fu ripetuto tre volte, accompagnato dall'agitare di fazzoletti bianchi. Poi tutti cantarono: “Lo Spirito arde”.

Il mese successivo i santi osservarono un digiuno speciale, e il denaro risparmiato fu inviato alla Prima Presidenza perché si potesse completare il tempio entro il 6 aprile 1893, quarantesimo anniversario della posa della pietra angolare. I dirigenti della Chiesa esortarono i fedeli a disciplinare i loro pensieri e azioni, a non lasciarsi contagiare dalla lotta politica e a mantenersi puri in ogni cosa, in modo da essere pronti a partecipare alla dedicazione del tempio

Il tempio ormai quasi terminato, anche solo per il suo aspetto architettonico destava considerevole curiosità nell'Utah e in tutta la nazione. Prima della dedicazione più di mille funzionari del governo e gli uomini d'affari più in vista, accompagnati dalle loro consorti, furono condotti a visitare il tempio. Questa cortesia da parte dei dirigenti della Chiesa continuò a favorire i sentimenti di buona volontà che erano nati dopo l'emissione del Manifesto.

Il 6 aprile 1893 ebbero inizio le cerimonie dedicatorie. Il presidente Woodruff vide negli avvenimenti di quel giorno l'adempimento di un sogno profetico. Egli disse ai santi che molti anni prima, in sogno, Brigham Young gli aveva consegnato le chiavi del tempio e gli aveva detto di dedicarlo al Signore. All'inizio del suo discorso, il presidente Woodruff profetizzò che da allora in poi il potere di Satana sarebbe stato spezzato e che il suo potere sui santi sarebbe diminuito, e che vi sarebbe stato un più grande interesse verso il messaggio del Vangelo.

Gli operai avevano lavorato giorno e notte per settimane per preparare in tempo l'edificio. Era stato deciso che le sessioni dedicatorie sarebbero state tenute due volte al giorno, sino a quando ogni membro degno della Chiesa che lo desiderava avesse partecipato.

Andrew Jenson, che partecipò a tutte le sessioni come esaminatore delle raccomandazioni, scrisse che il primo giorno della dedicazione “il principe dell'aria, come se fosse dispiaciuto da quanto stava accadendo, scatenò una terribile tempesta con vento, grandine e nevischio. Mentre le gloriose cerimonie erano in corso dentro l'edificio, all'esterno gli elementi si scatenavano con una violenza tale che neppure i più vecchi abitanti dell'Utah riuscivano a ricordare.

Numerosi edifici furono abbattuti nelle vicinanze della città, e molti danni furono causati in tutta la valle”. Nonostante il tempo burrascoso, si sentiva un'atmosfera di amore e di armonia nella prima sessione dedicatoria e nelle sessioni successive tenute per ventidue giorni, alle quali parteciparono più di settantacinquemila persone. Anche i bambini della Scuola domenicale furono invitati a una sessione speciale.

Il profeta annotò nel suo diario: “Lo Spirito e il potere di Dio scesero su di noi. Lo spirito di profezia e di rivelazione entrò in noi e il cuore del popolo si intenerì, e ci furono spiegate molte cose”. Alcuni videro degli angeli; altri videro passati presidenti della Chiesa e gli Apostoli defunti. Un evento insolito ebbe luogo quando Emma Bennett, di Provo, dette alla luce un bambino nel tempio. Una settimana dopo il bambino fu benedetto nel tempio dal presidente Joseph F. Smith e gli fu messo nome Joseph Temple Bennett.

Se le cerimonie dedicatorie avevano un tema, questo era l'unità. Uno dopo l’altro gli oratori sottolinearono l'importanza di essere uniti nel gregge del Maestro. Dopo essere vissuti per decenni come vittime di attacchi mossi contro la Chiesa, di una legislazione antimormone e di conflitti politici, i santi ora potevano guardare a un'èra di pace e di armonia.

Membri e dirigenti avevano lavorato duramente digiunato e pregato, per poter partecipare alle cerimonie dedicatorie liberi da ogni sentimento di amarezza. In questo ebbero successo, e nei loro sermoni ripetevano spesso che la Chiesa era più unita di quanto fosse stata in passato. Il Tempio di Salt Lake diventò il simbolo della Chiesa per molti aspetti.

Quell'edificio era il frutto di quarant'anni di sacrificio e di lavoro, il prodotto della migliore manodopera che la Chiesa poteva reperire. In passato i dirigenti della Chiesa avevano mandato gli artisti della Chiesa in missione artistica in Francia, dove avevano studiato sotto i migliori artisti del mondo, in modo che le pareti interne del tempio potessero essere debitamente adornate. I santi ora erano fermamente convinti che i loro sforzi non erano stati vani e che il “monte della casa dell'Eterno” ora si ergeva sulla vetta dei monti.

Il presidente Woodruff dedicò gran parte del resto della sua vita a realizzare una delle sue più grandi ambizioni: quella di promuovere la salvezza dei morti. Essendo uomo uso alle visioni, fece numerosi sogni riguardanti il suo lavoro. Nel marzo 1894 egli vide Beniamino Franklin, per il quale egli stesso era stato battezzato e confermato nel 1877 nel Tempio di St. George.

Quel famoso patriota americano chiedeva altre ordinanze tramite il presidente Woodruff, il quale si adoperò immediatamente perché questo desiderio fosse esaudito. Questa apparizione di Beniamino Franklin convinse il presidente Woodruff che almeno Franklin aveva ricevuto con gioia le benedizioni che gli erano state conferite in precedenza.

Il presidente Woodruff esaminò anche devotamente la questione dell'ordinanza dell'“adozione”, usanza seguita da molti anni nella Chiesa. Era usanza che molti membri con le loro famiglie si facessero suggellare a eminenti dirigenti della Chiesa, come Joseph Smith o Brigham Young, con l'obiettivo di essere uniti a queste rette famiglie nell'aldilà.

Alla conferenza generale di aprile 1894 il presidente Woodruff annunciò di aver ricevuto una rivelazione su questo argomento. Egli espose con chiarezza il fatto che tale rivelazione era coerente con i principi predicati da Joseph Smith. Egli cominciò il suo discorso chiedendo al presidente George Q. Cannon di leggere Dottrina e Alleanze 128:9-21, dove il Profeta parla della necessità che vi sia un legame tra le generazioni della famiglia umana.

Il presidente Woodruff annunciò che era volontà del Signore che i santi da quel momento redigessero le loro genealogie risalendo il più possibile nel passato e fossero suggellati ai loro padri e alle loro madri, unendo così le generazioni tramite le ordinanze del tempio. Per rassicurare i membri, egli quindi citò l'insegnamento di Joseph Smith che tutti coloro che avrebbero accettato il Vangelo in questa vita se lo avessero sentito predicare, sarebbero andati nel mondo celeste. Egli aggiunse: “Così avverrà per i vostri padri. Ve ne saranno molto pochi, e forse nessuno, che non accetteranno il Vangelo”.

I risultati di questa nuova rivelazione furono stupefacenti. In precedenza i santi avevano svolto poco lavoro genealogico e avevano celebrato relativamente poche ordinanze di suggellamento. A seguito dell'esortazione del profeta, i santi cominciarono a compilare le loro genealogie risalendo il più possibile indietro nel tempo. Quello stesso anno istituì la Società Genealogica dell'Utah. Fu così inaugurata una delle più durature e produttive imprese nella Chiesa.

NUOVE DIREZIONI

Sia durante il periodo di tensione che durante quello di riconciliazione la Chiesa continuò a progredire. Il lavoro missionario si espanse, si allargarono le aree di insediamento e furono organizzati molti nuovi pali e rioni; i programmi delle organizzazioni ausiliarie furono rafforzati e perfezionati, vennero chiarite alcune dottrine e fu dedicata maggiore attenzione all'istruzione. Vennero tenute molte celebrazioni per commemorare gli anniversari di avvenimenti importanti.

Sempre interessato alla diffusione del Vangelo, il presidente Woodruff espanse il lavoro missionario aprendo undici nuove missioni, alcune delle quali negli Stati Uniti. Fra il 1890 e il 1900 furono chiamati tre volte più missionari che nel decennio precedente. Gran parte della nuova attività era dedicata al Pacifico meridionale. La Missione delle Samoa fu ufficialmente organizzata nel 1888, e nel 1891 i missionari arrivarono nelle Isole Tonga.

Nello stesso tempo gli anziani riscuotevano molto successo tra il popolo Maori della Nuova Zelanda, e nel 1898 la Missione della Nuova Zelanda fu separata dalla Missione Australiana. Numerosi abitanti delle isole del Pacifico Meridionale cominciarono a emigrare a Sion. La colonia di Iosepa (parola hawaiana per Joseph), nella parte occidentale della Skull Valley, nell'Utah, fu aperta nel 1889 per i membri hawaiani della Chiesa che erano emigrati nell'Utah per essere vicini al Tempio di Salt Lake.

La Chiesa continuò il lavoro missionario anche nelle missioni europee organizzate e anche durante questo periodo vi fu emigrazione, anche se molto meno che in passato a causa dell'abolizione del Fondo per Immigrazione Perpetua avvenuta nel 1887. Un altro fattore che contribuì al declino dell'emigrazione nell'Utah furono le minori possibilità economiche esistenti nelle colonie mormoni.

Il primitivo scopo dell'emigrazione, cioè quello di riempire la regione di Santi degli Ultimi Giorni in modo che il Regno potesse progredire senza impedimenti, era stato raggiunto. Anche in presenza di un minore flusso migratorio nuove colonie furono create nel Wyoming occidentale, in Arizona, Nuovo Messico, Colorado e Alberta, in Canada.

Le organizzazioni della Chiesa continuarono a valutare i loro programmi e a migliorare la loro efficienza man mano che la Chiesa si espandeva. Nel 1889 si iniziò a tenere conferenze annuali a Salt Lake City per le dirigenti della Società di Soccorso e della Primaria, al fine di ridurre sensibilmente i lunghi viaggi compiuti dalle componenti dei consigli generali di queste organizzazioni.

Le rappresentanti di palo ora potevano tornare nelle loro unità possedendo le informazioni impartite a tali conferenze. Anche l'Unione delle Scuole domenicali di Deseret cominciò a tenere la propria conferenza annuale, e dal 1893 si cominciarono a tenere conferenze della Scuola domenicale in ogni palo. I dirigenti della Scuola domenicale patrocinavano anche corsi per l'addestramento degli insegnanti, tenuti all'Accademia Brigham Young a Provo e presso il Collegio della Chiesa a Salt Lake City.

La crescita delle città, con il conseguente aumento del numero dei santi non impiegati nell'agricoltura, rese necessario un riesame della pratica osservata per tanti anni di tenere la riunione di digiuno e testimonianza il primo giovedì del mese. Nel 1896 la Prima Presidenza emanò la direttiva che da allora innanzi i santi avrebbero osservato il giorno di digiuno la prima domenica di ogni mese, seguendo così lo schema stabilito dai santi in Gran Bretagna.

I dirigenti della Chiesa posero fine anche alla pratica osservata da lungo tempo del nuovo battesimo. Spesse volte i Santi degli Ultimi Giorni erano stati ribattezzati in concomitanza con avvenimenti importanti della loro vita, come ad esempio il matrimonio, l'ingresso nell'Ordine Unito, o qualche volta per favorire un miglioramento delle loro condizioni di salute. Questi nuovi battesimi venivano registrati nei certificati di appartenenza alla Chiesa.

La Prima Presidenza era preoccupata per il fatto che alcuni membri sostituivano il nuovo battesimo al vero pentimento. Nel 1893 ai presidenti di palo fu chiesto di non richiedere il nuovo battesimo ai santi che desideravano partecipare alla dedicazione del Tempio di Salt Lake, e nel 1897 la pratica del nuovo battesimo cessò completamente. Come volle spiegare il presidente George Q. Cannon, “è il pentimento dei peccati che ci salverà, non un nuovo battesimo”.

Per compensare la perdita d'influenza sulle scuole pubbliche dell'Utah subìta durante questo periodo, la Chiesa istituì un programma di corsi di religione tenuti dopo le lezioni scolastiche nelle varie case di riunione di rione, in cui si poteva impartire un adestramento religioso senza violare le leggi che governavano la separazione tra la Chiesa e lo Stato.

Nel 1888 il presidente Woodruff volle istituire il Consiglio della Chiesa per l'Educazione, che aveva il fine di dirigere tutte le attività didattiche della Chiesa. Tra il 1888 e il 1891 furono aperte più di trenta accademie nei maggiori insediamenti dell'Utah, Idaho, Arizona, Canada e Messico.

Questi istituti fornivano un'istruzione secondaria, nella quale si sottolineava l'addestramento classico e professionale, oltre all'istruzione religiosa. Una delle accademie più importanti fu l'Accademia Brigham Young, fondata nel 1875, che diventò poi l'università Brigham Young.

Nell'anno 1897 vi fu la celebrazione di due importanti anniversari. La prima celebrazione fu quella del novantesimo compleanno del venerato profeta della Chiesa, Wilford Woodruff. Domenica 28 febbraio 1897, il giorno prima del compleanno del presidente Woodruff, più di diecimila bambini della Scuola Domenicale si affollarono nel Tabernacolo, stupendamente decorato per l'occasione, riempiendo anche i corridoi, per rendere omaggio al profeta.

Questa dimostrazione di affetto commosse profondamente il presidente Woodruff, il quale volle parlare ai bambini di quando egli aveva dieci anni e andava alla Scuola domenicale, dove leggeva nel Nuovo Testamento i fatti degli Apostoli e dei profeti. Egli disse che aveva tanto pregato di poter vedere un giorno profeti e apostoli come quelli del Nuovo Testamento.

Poi portò testimonianza ai bambini – “figli e figlie di profeti, di patriarchi e di uomini di Israele” - che egli aveva veduto molte volte l'adempimento di quella umile preghiera dei suoi giovani anni. Il giorno dopo, compleanno del profeta, furono tenute altre celebrazioni in suo onore, questa volta per il pubblico in generale. Raramente i membri della Chiesa avevano veduto un'espressione di affetto tanto grande per un dirigente.

La settimana del 24 luglio 1897 fu messa a parte come speciale celebrazione del giubileo, ossia del cinquantesimo anniversario dell'arrivo dei santi nella Valle del Lago Salato. Ciò diede la possibilità al nuovo Stato dell'Utah di mostrarsi al mondo, e l'entusiasmo e il patriottismo contrassegnarono ogni aspetto della celebrazione. I festeggiamenti si aprirono con lo scoprimento del monumento a Brigham Young davanti a una folla di circa cinquantamila persone. La statua fusa in bronzo dello scultore Cyrus E. Dallin, pesava più di venti tonnellate, ed è tuttora al centro di Salt Lake City.

I ventiquattro componenti ancora in vita della prima compagnia di pionieri, fra i quali Wilford Woodruff, furono festeggiati nel Tabernacolo, e a ognuno di loro fu consegnata una medaglia d'oro. Vi furono poi numerose parate con stupendi carri e migliaia di bambini in preda all'entusiasmo, mentre i migliori prodotti dell'agricoltura, delle miniere e dell'industria dell'Utah venivano messi in mostra.

Nel 1898, osservando quella che era diventata una tradizione annuale, il presidente Woodruff accompagnato dal presidente Cannon e da altri dirigenti lasciò la calura estiva dell'Utah per una vacanza in California. Tuttavia le condizioni di salute del profeta peggiorarono improvvisamente e il 2 settembre egli moriva nel sonno a casa di Isaac Trumbo a San Francisco, in California.

Ai suoi funerali, tenuti a Salt Lake City alcuni giorni dopo, il presidente George Q. Cannon dichiarò: “Il presidente Woodruff era un uomo di Dio. Egli ha finito di combattere ed è stato chiamato a unirsi con i suoi fratelli per ricevere la ben meritata ricompensa. Egli era un essere celeste. Stare in sua compagnia era come stare in cielo, e la sua dipartita da questo ambito priva la comunità di un uomo grande e buono, di un uomo che meritava pienamente tutte le benedizioni promesse a coloro che rimangono fedeli e saldi sino alla fine”.

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