UN'ERA DI RICONCILIAZIONE IL DECENNIO CHE PRECEDETTE la morte del presidente John Taylor, avvenuta
nel 1887, fu turbolento e contrassegnato dalle persecuzioni. Il decennio
successivo fu un'èra di riconciliazione. Wilford Woodruff diventò presidente
della Chiesa, la crociata anti-poligamia terminò, l'Utah diventò uno
Stato, il Tempio di Salt Lake fu finalmente terminato e dedicato e i
Santi degli Ultimi Giorni poterono attendere il nuovo secolo con più grandi
speranze e ottimismo.
WILFORD WOODRUFF GUIDA LA CHIESA
Durante l'epoca della “clandestinità” Wilford Woodruff,
presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, visse in esilio a St. George
e nelle regioni circostanti. Là gli amici lo protessero dagli
agenti che lo stavano cercando. Quando l'anziano Woodruff seppe dal
presidente George Q. Cannon che le condizioni del presidente Taylor
non lasciavano adito a speranze di guarigione, partì per Salt
Lake City. Informato durante il viaggio della morte del presidente Taylor,
Wilford Woodruff scrisse quanto segue nel suo diario:
“Così un altro presidente della Chiesa di Gesù Cristo
dei Santi degli Ultimi Giorni è passato a miglior vita. Il presidente
Taylor è stato due volte martire. Alla morte del profeta Joseph
e di Hyrum Smith nel carcere di Carthage fu colpito da quattro pallottole
e mescolò il suo sangue con quello del Profeta martire.
Questo avvenne nel 1844. Oggi, nel 1887 ... egli è stato mandato
in esilio dai funzionari degli Stati Uniti a causa della sua religione
sino a quando, a causa delle limitazioni poste alla sua libertà e
delle sue sofferenze, egli ha deposto la sua vita e ha subìto
la morte ...
Il presidente John Taylor è morto oggi, cinque minuti prima
delle otto, evento che pone la responsabilità e la cura della
Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni sulle mie
spalle. Come presidente della Chiesa o presidente dei Dodici Apostoli,
che è l'autorità presiedente della Chiesa in assenza della
Prima Presidenza, questo mi mette in una situazione molto particolare,
in una posizione che non ho mai cercato durante la mia vita, ma che
secondo la provvidenza di Dio è affidata a me”.
A quel tempo Wilford Woodruff aveva ottant'anni. Si era unito alla
Chiesa nel 1833 nel natio Stato del Connecticut. Aveva accompagnato
Joseph Smith nella marcia del Campo di Sion nel 1834 e aveva dedicato
i successivi cinque anni a un fruttuoso lavoro missionario. Dopo la
sua ordinazione al Quorum dei Dodici Apostoli, nel 1839, l'anziano Woodruff
e i suoi colleghi nell'Apostolato avevano ottenuto uno straordinario
successo in Inghilterra.
Per più di sessant'anni egli tenne meticolosamente un diario,
che è diventato fonte di molte informazioni sulla storia della
Chiesa. Egli si adoperò incessantemente ogni giorno per la salvezza
sia dei vivi che dei morti.
Il presidente Woodruff si trovava a Salt Lake City durante il funerale
di John Taylor, ma non vi partecipò per timore di essere arrestato.
Immediatamente dopo il servizio funebre si incontrò con i Dodici
e cominciò a guidare la Chiesa, ma continuò ad evitare
di apparire in pubblico.
Tuttavia il 9 ottobre 1887 il presidente Woodruff entrò nel
Tabernacolo per la sessione pomeridiana della conferenza generale in
compagnia di Lorenzo Snow e di Franklin D. Richards. Quando i santi
riconobbero il loro capo lo salutarono con un fragoroso applauso. Il
presidente Woodruff parlò loro, poi si allontanò prima
dell'inno, sempre per evitare di essere arrestato.
La crociata del governo non era per nulla finita. Durante i mesi successivi
il presidente Woodruff diresse silenziosamente le attività della
Chiesa da casa sua consultandosi spesso con gli altri Apostoli, in particolare
con George Q. Cannon, che era stato intimo del presidente Taylor. Quelli
erano giorni difficili per il presidente Woodruff. Le proprietà della
Chiesa erano state confiscate dal governo e alcuni individui si stavano
arricchendo a spese della Chiesa.
Un evento di grande importanza nel 1888 fu la dedicazione del Tempio
di Manti. Nel 1877 il presidente Brigham Young aveva dedicato l'appezzamento
e dato il primo colpo di piccone di quel tempio. La costruzione di quel
bellissimo edificio di arenaria color crema fu alquanto ritardata dalla
crociata del governo, ma l'edificio fu terminato nella primavera del
1888. Il presidente Woodruff fece notare che era “il tempio più bello,
meglio rifinito e più costoso di qualsiasi altro edificio che
i Santi degli Ultimi Giorni avessero costruito dall'organizzazione della
Chiesa”.
I dirigenti della Chiesa si radunarono nel nuovo tempio il 17 maggio
1888 per la dedicazione privata, durante la quale il presidente Wilford
Woodruff offrì la preghiera dedicatoria. Quello stesso giorno
egli scrisse nel suo diario: “Ho sentito di dover ringraziare
Dio e di essere vissuto sulla terra sino ad avere di nuovo il privilegio
di dedicare un altro tempio tra le Montagne Rocciose all'Altissimo Iddio,
e prego Dio, mio Padre Eterno, che voglia proteggere il Tempio di Manti
e tutti gli altri templi che abbiamo costruito ... al Suo santo nome
affinché non cadano mai nelle mani dei Gentili, nostri nemici,
per essere da loro profanati”.
L’anziano Lorenzo Snow diresse le cerimonie dedicatorie pubbliche
dal 21 al 23 maggio leggendo la preghiera detta originariamente dal
presidente Woodruff. Daniel H. Wells fu messo a parte come primo presidente
del Tempio di Manti. Due anni dopo la morte di John Taylor la Prima
Presidenza fu riorganizzata.
Nel corso di una solenne assemblea tenuta durante la conferenza generale
di aprile 1889 il presidente Woodruff fu sostenuto come quarto presidente
della Chiesa. George Q. Cannon e Joseph F. Smith, che avevano servito
come consiglieri del presidente Taylor, furono di nuovo sostenuti come
consiglieri della Prima Presidenza.
LA LEGGE EDMUNDS-TUCKER E
LA POLITICA NAZIONALE
Dal 1887 al 1890 i rapporto tra i Santi degli Ultimi Giorni e il governo
degli Stati Uniti e i suoi cittadini continuarono a deteriorarsi. Il
31 dicembre 1889 il presidente Wilford Woodruff scrisse in proposito
quanto segue: “Così finisce l'anno 1889 e le parole del
profeta Joseph Smith cominciano a adempiersi, nel senso che tutto il
paese si sarebbe rivolto contro Sion e avrebbe mosso guerra ai santi.
La nazione non è stata mai più piena di oggi di menzogne
contro i santi”.
La legge Edmunds-Tucker del 1887 prevedeva misure che avevano lo scopo
di distruggere la Chiesa come entità politica ed economica. La
legge aboliva ufficialmente la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi
degli Ultimi Giorni come ente giuridico e ordinava la confisca a favore
del governo di tutte le proprietà della Chiesa oltre i cinquantamila
dollari. I funzionari del governo si misero immediatamente all'opera
per confiscare le proprietà della Chiesa.
Per esempio, gli edifici della Piazza del Tempio furono messi nelle
mani di un liquidatore e poi furono dati in affitto alla Chiesa. Nel
tentativo di fermare il flusso di convertiti europei il governo abolì il
Fondo per Immigrazione Perpetua, l'ente principale per l'immigrazione.
Un numero sempre più grande di santi fu privato del diritto di
voto.
Le scuole furono affidate alla corte suprema del territorio nominata
dal governo federale. Gli agenti del governo arrestavano un numero sempre
maggiore di uomini, che venivano quasi automaticamente condannati al
carcere. Tra questi vi fu il presidente George Q. Cannon.
Anche se gli arresti e il carcere causavano grandi sofferenze alle
famiglie, la difficoltà più grave per la Chiesa era l'impossibilità di
reperire e gestire i fondi necessari per costruire i templi, svolgere
il lavoro missionario, pubblicare materiale di stampa e provvedere alle
necessità dei santi.
I dirigenti della Chiesa ebbero successo quando portarono il loro caso
davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, asserendo che la confisca
delle proprietà della Chiesa in base alla Legge Edmunds-Tucker
era incostituzionale. Ma nel maggio 1890 la Corte confermò, con
cinque voti a favore e quattro contrari, la costituzionalità di
tutto quello che il governo aveva fatto in base alla Legge Edmunds-Tucker.
Anche se rimasero delusi da tale decisione, c'era poco che i santi potessero
fare per impedire l'imminente rovina economica della Chiesa.
La perdita graduale del diritto di voto aggravava le difficoltà della
Chiesa. La legge Edmunds-Tucker privava del diritto di cittadinanza
chiunque fosse stato condannato per poligamia o si rifiutasse di sottostare
alle leggi anti-poligamia. Entro il 1890 circa dodicimila cittadini
dell'Utah erano stati privati del diritto di voto.
Nell'Idaho, nella cui parte sud-orientale vi erano numerose comunità di
santi, la legislatura privò del diritto di voto tutti i membri
fedeli della Chiesa, imponendo agli elettori di dichiarare sotto giuramento
che non appartenevano a una chiesa che credeva nel matrimonio plurimo.
Nel febbraio 1890 la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la
costituzionalità di questa richiesta di giuramento da parte del
governo dell'Idaho.
Questa decisione incoraggiò i nemici dei santi nell'Utah, che
inviarono i loro rappresentanti a Washington per imporre un giuramento
della stessa natura ai cittadini dell'Utah. Fu così presentata
la proposta di legge Cullom-Strubble, che nella primavera 1890 sembrava
sul punto di essere approvata. Questa legge avrebbe privato i membri
della Chiesa di tutto il paese dei diritti fondamentali dei cittadini.
Durante questo difficile periodo la Chiesa poté contare su numerosi
influenti avvocati nella capitale, tra i quali John T. Caine, delegato
dell'Utah al Congresso; John W. Young, ex-membro della Prima Presidenza
e ora costruttore di ferrovie; Franklin S. Richards, rappresentante
legale della Chiesa, figlio dell'anziano Franklin D. Richards; e George
Ticknor Curtis, che non era mormone.
In un'occasione George Q. Cannon e Joseph F. Smith, membri della Prima
Presidenza, e altre autorità della Chiesa intervennero presso
i politici di Washington. Tra le altre cose, questi uomini lottarono
per ottenere per l'Utah la qualifica di Stato. Il presidente Grover
Cleveland e il suo Partito Democratico erano favorevoli alla proposta,
ma i loro sforzi non bastarono per conferire all'Utah la qualifica di
Stato prima che fossero sconfitti dal Partito Repubblicano nelle elezioni
nazionali del 1888.
Nell'Utah l'influenza del Partito Liberale cresceva man mano che i
membri della Chiesa perdevano il diritto di voto. La crociata politica
del Partito Liberale non era meno accanita della crociata dei funzionari
federali. Nel 1889, ricorrendo a brogli elettorali, il Partito Liberale
riuscì ad ottenere la maggioranza al consiglio comunale di Ogden.
Quindi rivolsero i loro sforzi alla campagna per conquistare anche Salt
Lake City, dove le elezioni erano in programma per il febbraio 1890.
I cittadini non appartenenti alla Chiesa erano favoriti grazie alla
decisione di un giudice degli Stati Uniti secondo cui nessun immigrante
membro della Chiesa era degno di diventare cittadino degli Stati Uniti
o di avere il diritto di voto. Inoltre molti funzionari dell'anagrafe
non mormoni impedirono illegalmente ai membri della Chiesa di registrarsi
come elettori.
I dirigenti della Chiesa cercavano invano di convincere i funzionari
del governo che l'accusa fatta ai Mormoni di slealtà verso il
governo degli Stati Uniti era falsa. Ai membri della Chiesa fu chiesto
di digiunare domenica 23 dicembre 1889, anniversario della nascita di
Joseph Smith, per implorare l'aiuto dell'Iddio Onnipotente durante quel
periodo di crisi.
Nel gennaio 1890 il Partito del Popolo, l'organizzazione politica della
Chiesa, tenne una grande manifestazione a sostegno dei loro candidati.
Nondimeno i non mormoni ottennero la vittoria nelle elezioni comunali
di Salt Lake City che si tennero nel febbraio successivo.
Dopo questa amara sconfitta e le decisioni ostili della Corte Suprema
degli Stati Uniti, nella primavera del 1890 i dirigenti della Chiesa
si sforzarono con ogni mezzo di trovare amici influenti a Washington.
Durante i quarant'anni precedenti il Partito Democratico si era mostrato
più tollerante verso la Chiesa dei Repubblicani, ma i Repubblicani
erano ora al potere, e la Chiesa aveva bisogno di amici in quel partito
per ottenere un cambiamento nella politica del governo ed evitare un
disastro per l'Utah.
Tramite Isaac Trumbo, eminente uomo d'affari e abile politico della
California da molto tempo amico della Chiesa, la Prima Presidenza riuscì a
coltivare rapporti di collaborazione con diversi repubblicani: Leland
Stanford, senatore della California; Morris M. Estee, presidente della
Convenzione nazionale repubblicana del 1888, e James S. Clarkson, presidente
del Comitato nazionale repubblicano. Tutti e quattro questi uomini favorirono
gli sforzi politici dei santi nel 1890.
Il presidente George Q. Cannon fece due viaggi a Washington nella primavera
e nell'estate del 1890. Là s'incontrò con diversi personaggi
importanti del Partito Repubblicano che erano disposti a collaborare
con i santi. Tra questi c'era il potente Segretario di Stato James G.
Blaine, che era diventato amico dell'anziano Cannon molti anni prima,
quando questi era delegato dell'Utah al Congresso. Quando il presidente
Cannon ritornò dal suo secondo viaggio in giugno, confidò che
le prospettive per l'Utah erano più favorevoli di quanto lo fossero
state per molti anni.
IL MANIFESTO
Poiché tanti Santi degli Ultimi Giorni erano stati privati del
diritto di voto, il Partito antimormone vinse le elezioni per la nomina
dei consigli scolastici di Salt Lake City nel luglio 1890 e acquisì il
controllo dell'istruzione laica nella capitale del territorio. Prima
della fine di luglio la Corte Suprema sentenziò che i figli dei
matrimoni poligami non potevano ereditare i beni paterni.
Durante la prima settimana di agosto il Partito antimormone conquistò la
maggior parte delle cariche elettive nelle Contee di Salt Lake e di
Weber. Infine i dirigenti della Chiesa furono informati che il procuratore
degli Stati Uniti per l'Utah stava svolgendo un'indagine per stabilire
se le proprietà della Chiesa, in particolare i templi di St.
George, Logan, Manti e Salt Lake City, erano state correttamente confiscate
secondo le direttive emanate dal Congresso degli Stati Uniti.
Era la fine di agosto quando il presidente Woodruff ricevette la conferma
che il governo degli Stati Uniti, nonostante un accordo stipulato nel
1888 nel quale si garantiva che i templi non sarebbero stati toccati,
era in procinto invece di confiscarli.
Il presidente Woodruff, informato che egli e i suoi consiglieri stavano
per essere citati davanti ai giudici per testimoniare in merito al matrimonio
plurimo, andò in California per evitare di essere citato. Là s'incontrò con
i dirigenti politici e si rese conto che, nonostante questi fossero
disposti ad esercitare tutta la loro influenza a favore dei santi, il
loro operato era inefficace davanti alle forze decise a eliminare il
matrimonio plurimo tra i santi.
Meno di una settimana dopo il suo ritorno a Salt Lake City, il presidente
Woodruff scrisse nel suo diario che dopo molte angosce, preghiere e
discussioni con i suoi consiglieri egli era pronto ad agire “per
la salvezza materiale della Chiesa”. In seguito il presidente
Woodruff disse che il Signore gli aveva mostrato in rivelazione esattamente
cosa sarebbe accaduto se il matrimonio plurimo non fosse cessato.
Gli fu mostrato che la Chiesa avrebbe subìto la confisca e la
perdita di tutti i templi, con la conseguente cessazione di tutte le
ordinanze in essi celebrate sia per i vivi che per i morti, e l'incarcerazione
dei componenti della Prima Presidenza, dei Dodici e dei capi famiglia
della Chiesa, la confisca delle proprietà personali dei fedeli
(tutte misure che avrebbero di per sé posto fine alla pratica
della poligamia); oppure, dopo aver fatto e subìto tutto il possibile
per aderire a questo principio, dovremo abbandonare tale pratica e sottometterci
alla legge e, così facendo, potremo consentire ai profeti, agli
Apostoli e ai padri di rimanere a casa, in modo da istruire la gente
nello svolgimento dei loro compiti nella Chiesa lasciando così i
templi nelle mani dei santi, in modo che essi possano celebrare le ordinanze
del Vangelo sia per i vivi che per i morti (vedi Dichiarazione Ufficiale
1, brani dei tre discorsi del presidente Wilford Woodruff riguardo al
Manifesto).
Quando il Presidente della Chiesa entrò nel suo ufficio il mattino
del 24 settembre 1890 disse al vescovo John R. Winder e al presidente
George Q. Cannon che non aveva dormito molto la notte precedente. Aveva “implorato
per tutta la notte il Signore riguardo a ciò che si doveva fare
nelle circostanze in cui si trovava la Chiesa e, egli disse deponendo
alcuni fogli sul tavolo, “questo è il risultato”.
Su quei fogli era scritto quello che, fatta eccezione per alcuni piccoli
cambiamenti, è conosciuto come il Manifesto”.
Egli quindi mostrò ai Fratelli radunati davanti a lui il documento
che aveva scritto. Dopo che essi l'ebbero approvato e preparato per
la pubblicazione, il presidente Woodruff dichiarò che il Signore
gli aveva indicato chiaramente quello che doveva fare e che quella era
la cosa giusta. Nel Manifesto, come fu chiamato, egli dichiarava che
la Chiesa non avrebbe più insegnato la pratica del matrimonio
plurimo né avrebbe permesso a nessuno di seguirla.
Egli espresse la sua intenzione di obbedire alle leggi del paese che
proibivano il matrimonio plurimo e di usare la sua influenza perché i
membri della Chiesa facessero altrettanto. A conclusione del documento
egli scrisse: “Ed ora io dichiaro solennemente che il mio consiglio
ai Santi degli Ultimi Giorni è che si astengano dal contrarre
qualsiasi matrimonio vietato dalla legge del paese” (Dichiarazione
Ufficiale 1).
Il Manifesto fu inviato ai giornali del paese il giorno dopo. Fu anche
pubblicato nel Washington Post, essendo stato consegnato a quel giornale
dal delegato territoriale dell'Utah John T. Caine. Nella prima settimana
di ottobre il delegato Caine informò con un telegramma la Prima
Presidenza che il Ministro degli Interni gli aveva comunicato che il
governo non avrebbe riconosciuto la Dichiarazione Ufficiale a meno che
la stessa non fosse stata ufficialmente accettata dai membri della Chiesa
alla conferenza generale.
La conferenza generale fu convocata sabato mattina 4 ottobre 1890 e
durò tre giorni. Fu il terzo giorno della conferenza che il presidente
George Q. Cannon menzionò il Manifesto, poi chiese a Orson E
Whitney, a quel tempo vescovo del Diciottesimo Rione di Salt Lake City,
di leggere il documento. Il presidente Lorenzo Snow quindi propose che,
poiché i santi riconoscevano Wilford Woodruff come presidente
della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e come
colui che deteneva le chiavi del suggellamento, che essi sostenessero
il Manifesto così com'era stato da lui emanato. Il voto fu unanime.
Il presidente Cannon quindi tenne un lungo discorso per esporre ai
santi la posizione della Chiesa riguardo alla dottrina del matrimonio
plurimo. Egli spiegò che la Chiesa aveva accettato il matrimonio
plurimo come rivelazione di Dio che la impegnava come popolo, e che
essi si erano sforzati di dimostrare che la legge degli Stati Uniti
del 1862 che condannava tale pratica era incostituzionale e in conflitto
con il Primo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti che garantiva
la libertà di religione.
Egli dichiarava inoltre che tale posizione era stata sostenuta da alcune
delle più brillanti menti legali del Paese. Il presidente Cannon
ricordò ai santi le persecuzioni che avevano subito, in conseguenza
delle quali più di milletrecento fratelli della Chiesa erano
andati in prigione a causa della loro obbedienza a questo comandamento.
Nonostante tutte le pressioni dei funzionari del governo e anche di
alcuni membri della Chiesa, essi avevano obbedito alle leggi di Dio,
sino a quando Egli aveva mandato la rivelazione che comandava la cessazione
della pratica del matrimonio plurimo.
Il presidente Cannon concluse il suo discorso portando testimonianza
che il Manifesto proveniva da Dio ed era sostenuto dalle Autorità generali.
Egli chiese ai santi che se la loro fede era messa alla prova a causa
del Manifesto, essi dovevano fare ciò che avevano fatto i loro
dirigenti, ossia rivolgersi al loro Padre celeste in preghiera in modo
da ricevere una testimonianza personale.
Il presidente Wilford Woodruff quindi concluse la conferenza portando
testimonianza della rivelazione che gli era pervenuta: “Voglio
dire a tutta Israele che il passo che ho compiuto emanando questo manifesto
non è stato compiuto senza rivolgere una fervida preghiera al
Signore. Sto per andare nel mondo degli spiriti, come gli altri uomini
della mia età.
Là mi aspetto di vedere il volto del mio Padre celeste, del
Padre del mio spirito. Mi aspetto di vedere il volto di Joseph Smith,
di Brigham Young, di John Taylor e degli Apostoli; piuttosto che assumere
una posizione in qualche modo non gradita al Dio o al cielo, avrei preferito
uscire di casa per essere messo a morte. La mia vita non è migliore
di quella degli altri uomini.
Non ignoro i sentimenti suscitati dal provvedimento che ho preso. Ma
ho fatto il mio dovere, e la nazione di cui facciamo parte deve essere
ritenuta responsabile di quanto è stato fatto a riguardo di questo
principio”. Alla fine del suo discorso il presidente Woodruff
fece la seguente dichiarazione: “Dico a tutta Israele che il Signore
non consentirà mai a me o a qualsiasi altro uomo che presiede
a questa chiesa di portarvi a traviamento. Non fa parte del programma.
Non è la volontà di Dio. Se dovessi cercare di farlo,
il Signore mi allontanerebbe dal mio posto, come allontanerà qualsiasi
altro uomo che cercasse di allontanare i figlioli degli uomini dagli
oracoli di Dio e dal loro dovere”.
ULTERIORI TENTATIVI PER OTTENERE
LA QUALIFICA DI STATO
L’emanazione del Manifesto fu il primo passo importante per arrivare
a una riconciliazione tra i Santi degli Ultimi Giorni e il governo degli
Stati Uniti. Ebbe così inizio una nuova èra di comprensione.
Il giudice supremo Charles Zane, che sino a quel momento si era mostrato
acerrimo nemico della poligamia, adottò un atteggiamento più tollerante
verso coloro che venivano portati in giudizio davanti a lui. Da allora
la caccia agli uomini che avevano più di una moglie ebbe fine.
Si accettò anche in linea generale il principio che ai mariti
non sarebbe stato imposto di ripudiare le loro mogli o i loro figli.
Dopo molte petizioni, il presidente degli Stati Uniti Benjamin Harrison
concesse un condono limitato a tutti i Mormoni che avevano vissuto nell'obbedienza
alla legge anti-poligamia dopo il 1890, e nel settembre 1894 il presidente
Grover Cleveland emanò un'amnistia più generale.
Nel 1893 il Congresso approvò una legge che consentiva la restituzione
alla Chiesa di tutte le sue proprietà confiscate. Fu anche rinnovata
la richiesta del conferimento all'Utah della qualifica di Stato. Prima
di consentire che ciò avvenisse, il Congresso chiese che la Chiesa
rinunciasse a ogni partecipazione alla politica. Il partito della Chiesa
- il Partito del Popolo - doveva essere disciolto, e i cittadini dell'Utah
avrebbero dovuto schierarsi con i partiti politici nazionali.
La Prima Presidenza sostenne pubblicamente tutti questi atti. Di conseguenza
nel giugno 1891 il Partito del Popolo fu ufficialmente sciolto, e dopo
qualche contesa il Partito Liberale antimormone fu sciolto due anni
dopo.
L'istituzione dei Partiti nazionali Democratico e Repubblicano nell'Utah
si dimostrò molto difficile. Per tradizione i santi avevano dimostrato
una propensione verso il Partito Democratico, poiché i Repubblicani,
che erano stati al potere per la maggior parte del tempo dal 1861, avevano
appoggiato e fatto applicare le leggi anti-poligamia.
Inoltre i funzionari nominati dal governo democratico durante il periodo
1885-1889 erano stati più tolleranti nei confronti dei santi.
Considerando la tendenza politica dei membri della Chiesa e il fatto
che la maggior parte dei cittadini dell'Utah non mormoni erano repubblicani,
la Prima Presidenza voleva evitare che i Democratici diventassero un
secondo partito della Chiesa.
Furono tenute delle riunioni con i presidenti di palo e i vescovi,
durante le quali fu chiesto loro di incoraggiare un numero più grande
di Santi degli Ultimi Giorni a votare per il Partito Repubblicano. Ciò avrebbe
dimostrato ai dirigenti dei partiti nazionali che un bipartitismo ben
funzionante poteva esistere nell'Utah. Tuttavia i dirigenti locali furono
anche esortati a usare buon senso e cautela nel dare tale incoraggiamento.
Ai membri della Chiesa noti per le loro ferme convinzioni democratiche
non fu chiesto di cambiare partito, ma coloro il cui impegno non era
particolarmente forte furono esortati a cambiare. Questo metodo si dimostrò efficace,
ed entro il 1892 il Partito Repubblicano aveva raggiunto una posizione
di forza nella vita politica dell'Utah.
Continuavano nel frattempo in entrambe le Camere del Congresso i delicati
negoziati per concedere all'Utah la qualifica di Stato. Di grande importanza
per la maggior parte dei membri del Congresso fu la rassicurazione che
la Chiesa era sinceramente impegnata a cercare di porre fine alla pratica
del matrimonio plurimo e a rimanere estranea alla vita politica del
territorio. Mediante astute mosse politiche di alcuni membri del Congresso,
principalmente del non mormone Isaac Trumbo e del vescovo Hiram B. Clawson,
l'Atto che consentiva all'Utah di diventare Stato fu finalmente approvato
nel luglio 1894.
Durante il resto del 1894 e nel 1895 i cittadini dell'Utah, membri
e non membri della Chiesa, collaborarono per redigere una costituzione
statale che potesse ottenere l'approvazione del Congresso. La costituzione
proibiva espressamente il matrimonio plurimo e garantiva la totale separazione
tra chiesa e stato.
Il 4 gennaio 1896 l'Utah diventò finalmente uno Stato, con Heber
M. Wells, figlio di Daniel H. Wells, come primo governatore.
Durante questo difficile processo di riconciliazione continuarono i
disaccordi e le incomprensioni sulle questioni politiche tra i membri
della Chiesa. Anche alcune Autorità generali furono coinvolte
nelle lotte politiche, dato che alcuni favorivano i candidati e la piattaforma
politica del Partito Democratico, altri invece il Partito Repubblicano.
La questione politica raggiunse la crisi nel 1895, quando l'anziano
Moses Thatcher, membro del Quorum dei Dodici, accettò la nomina
da parte del Partito Democratico come candidato al Senato per l'Utah,
e l'anziano B. H. Roberts, membro del Primo Consiglio dei Settanta,
fu candidato al Congresso dallo stesso partito. Questi Fratelli furono
oggetto di misure disciplinari per aver accettato la candidatura senza
aver prima consultato i dirigenti della Chiesa. Nessuno dei due fu tuttavia
eletto.
Nell'aprile 1896 le Autorità generali rilasciarono una dichiarazione
ufficiale, conosciuta come regola politica della Chiesa o Manifesto
Politico. In questo documento si sottolineava la separazione tra chiesa
e stato e l'intenzione della Chiesa di non interferire nei diritti politici
di nessun cittadino.
Nella dichiarazione si aggiungeva anche che, per favorire la continuazione
della pace e della buona volontà nell'Utah, veniva sconsigliato
ai principali dirigenti della Chiesa di “accettare un ufficio
politico o impegnarsi in un'attività che li avessi distolti o
allontanati dai loro doveri religiosi, senza prima consigliarsi e ottenere
l'approvazione dei loro colleghi e di quanti a loro presiedevano”.
Dapprima B. H. Roberts, il quale riteneva che questo documento limitasse
i suoi diritti politici, si rifiutò di firmarlo. Tuttavia, dopo
le insistenza, le preghiere e l'opera di convincimento dei suoi Fratelli
delle Autorità generali, finalmente acconsentì a firmare.
L’anziano Moses Thatcher, nonostante simili interventi nello stesso
senso, continuò a rifiutare di aggiungere la sua firma al documento.
Pertanto fu rilasciato dal Quorum dei Dodici Apostoli, anche se continuò ad
essere membro della Chiesa. Il Manifesto Politico è ancora la
norma che governa il comportamento delle Autorità generali per
quanto riguarda la politica. Un altro importante sviluppo durante questo
periodo di riconciliazione fu la modifica di alcune linee di condotte
economiche della Chiesa.
La maggior parte delle attività commerciali possedute dalla
Chiesa furono vendute a privati, oppure cominciarono ad essere gestite
in base al principio della competitività, in modo da diventare
attività a scopo di lucro per rientrare nello schema economico
nazionale. Durante gli anni 90 la Chiesa continuò ad essere afflitta
da gravi difficoltà economiche dovute sia alla temporanea confisca
delle proprietà della Chiesa da parte del governo, sia alla crisi
economica che colpì tutto il paese nel 1893.
IL TEMPIO DI SALT LAKE E IL LAVORO PER I MORTI
Il presidente Young aveva posto le pietre angolari del Tempio di Salt
Lake nel corso di una solenne cerimonia tenuta il 6 aprile 1853, meno
di sei anni dopo che aveva veduto il tempio in visione. Egli sapeva
che non sarebbe vissuto tanto da partecipare alla sua dedicazione.
Il presidente Young aveva insistito che soltanto i migliori materiali
fossero impiegati per la costruzione del tempio, usando manodopera altamente
specializzata. Dopo quarant'anni di duro lavoro e dedizione da parte
di migliaia di Santi degli Ultimi Giorni, il presidente Wilford Woodruff
preparò se stesso e la Chiesa per le cerimonie dedicatorie.
I lavori di costruzione del Tempio di Salt Lake erano stati interrotti
in numerose occasioni, ma dalla fine degli anni 80 tutte le risorse
della Chiesa erano state consacrate al suo completamente. Nell'aprile
1892 il presidente Woodruff diresse la posa della pietra di copertura
in concomitanza con la conferenza generale. Un pubblico di cinquantamila
santi (la più grande assemblea che si fosse radunata sino a quel
tempo) riempiva la Piazza del Tempio e le strade adiacenti. Fu suonata
una marcia, dopo di che il Coro del Tabernacolo cantò uno speciale
inno del tempio.
Il presidente Joseph F. Smith disse la preghiera, poi il coro cantò: “Concedici
la pace”. Poco prima di mezzogiorno il presidente Woodruff salì sulla
piattaforma, schiacciò un pulsante elettrico e la pietra di copertura
fu calata al suo posto. La congregazione allora gridò: “Osanna,
osanna, osanna a Dio e all'Agnello. Amen, amen, amen“. Questo
grido fu ripetuto tre volte, accompagnato dall'agitare di fazzoletti
bianchi. Poi tutti cantarono: “Lo Spirito arde”.
Il mese successivo i santi osservarono un digiuno speciale, e il denaro
risparmiato fu inviato alla Prima Presidenza perché si potesse
completare il tempio entro il 6 aprile 1893, quarantesimo anniversario
della posa della pietra angolare. I dirigenti della Chiesa esortarono
i fedeli a disciplinare i loro pensieri e azioni, a non lasciarsi contagiare
dalla lotta politica e a mantenersi puri in ogni cosa, in modo da essere
pronti a partecipare alla dedicazione del tempio
Il tempio ormai quasi terminato, anche solo per il suo aspetto architettonico
destava considerevole curiosità nell'Utah e in tutta la nazione.
Prima della dedicazione più di mille funzionari del governo e
gli uomini d'affari più in vista, accompagnati dalle loro consorti,
furono condotti a visitare il tempio. Questa cortesia da parte dei dirigenti
della Chiesa continuò a favorire i sentimenti di buona volontà che
erano nati dopo l'emissione del Manifesto.
Il 6 aprile 1893 ebbero inizio le cerimonie dedicatorie. Il presidente
Woodruff vide negli avvenimenti di quel giorno l'adempimento di un sogno
profetico. Egli disse ai santi che molti anni prima, in sogno, Brigham
Young gli aveva consegnato le chiavi del tempio e gli aveva detto di
dedicarlo al Signore. All'inizio del suo discorso, il presidente Woodruff
profetizzò che da allora in poi il potere di Satana sarebbe stato
spezzato e che il suo potere sui santi sarebbe diminuito, e che vi sarebbe
stato un più grande interesse verso il messaggio del Vangelo.
Gli operai avevano lavorato giorno e notte per settimane per preparare
in tempo l'edificio. Era stato deciso che le sessioni dedicatorie sarebbero
state tenute due volte al giorno, sino a quando ogni membro degno della
Chiesa che lo desiderava avesse partecipato.
Andrew Jenson, che partecipò a tutte le sessioni come esaminatore
delle raccomandazioni, scrisse che il primo giorno della dedicazione “il
principe dell'aria, come se fosse dispiaciuto da quanto stava accadendo,
scatenò una terribile tempesta con vento, grandine e nevischio.
Mentre le gloriose cerimonie erano in corso dentro l'edificio, all'esterno
gli elementi si scatenavano con una violenza tale che neppure i più vecchi
abitanti dell'Utah riuscivano a ricordare.
Numerosi edifici furono abbattuti nelle vicinanze della città,
e molti danni furono causati in tutta la valle”. Nonostante il
tempo burrascoso, si sentiva un'atmosfera di amore e di armonia nella
prima sessione dedicatoria e nelle sessioni successive tenute per ventidue
giorni, alle quali parteciparono più di settantacinquemila persone.
Anche i bambini della Scuola domenicale furono invitati a una sessione
speciale.
Il profeta annotò nel suo diario: “Lo Spirito e il potere
di Dio scesero su di noi. Lo spirito di profezia e di rivelazione entrò in
noi e il cuore del popolo si intenerì, e ci furono spiegate molte
cose”. Alcuni videro degli angeli; altri videro passati presidenti
della Chiesa e gli Apostoli defunti. Un evento insolito ebbe luogo quando
Emma Bennett, di Provo, dette alla luce un bambino nel tempio. Una settimana
dopo il bambino fu benedetto nel tempio dal presidente Joseph F. Smith
e gli fu messo nome Joseph Temple Bennett.
Se le cerimonie dedicatorie avevano un tema, questo era l'unità.
Uno dopo l’altro gli oratori sottolinearono l'importanza di essere
uniti nel gregge del Maestro. Dopo essere vissuti per decenni come vittime
di attacchi mossi contro la Chiesa, di una legislazione antimormone
e di conflitti politici, i santi ora potevano guardare a un'èra
di pace e di armonia.
Membri e dirigenti avevano lavorato duramente digiunato e pregato,
per poter partecipare alle cerimonie dedicatorie liberi da ogni sentimento
di amarezza. In questo ebbero successo, e nei loro sermoni ripetevano
spesso che la Chiesa era più unita di quanto fosse stata in passato.
Il Tempio di Salt Lake diventò il simbolo della Chiesa per molti
aspetti.
Quell'edificio era il frutto di quarant'anni di sacrificio e di lavoro,
il prodotto della migliore manodopera che la Chiesa poteva reperire.
In passato i dirigenti della Chiesa avevano mandato gli artisti della
Chiesa in missione artistica in Francia, dove avevano studiato sotto
i migliori artisti del mondo, in modo che le pareti interne del tempio
potessero essere debitamente adornate. I santi ora erano fermamente
convinti che i loro sforzi non erano stati vani e che il “monte
della casa dell'Eterno” ora si ergeva sulla vetta dei monti.
Il presidente Woodruff dedicò gran parte del resto della sua
vita a realizzare una delle sue più grandi ambizioni: quella
di promuovere la salvezza dei morti. Essendo uomo uso alle visioni,
fece numerosi sogni riguardanti il suo lavoro. Nel marzo 1894 egli vide
Beniamino Franklin, per il quale egli stesso era stato battezzato e
confermato nel 1877 nel Tempio di St. George.
Quel famoso patriota americano chiedeva altre ordinanze tramite il
presidente Woodruff, il quale si adoperò immediatamente perché questo
desiderio fosse esaudito. Questa apparizione di Beniamino Franklin convinse
il presidente Woodruff che almeno Franklin aveva ricevuto con gioia
le benedizioni che gli erano state conferite in precedenza.
Il presidente Woodruff esaminò anche devotamente la questione
dell'ordinanza dell'“adozione”, usanza seguita da molti
anni nella Chiesa. Era usanza che molti membri con le loro famiglie
si facessero suggellare a eminenti dirigenti della Chiesa, come Joseph
Smith o Brigham Young, con l'obiettivo di essere uniti a queste rette
famiglie nell'aldilà.
Alla conferenza generale di aprile 1894 il presidente Woodruff annunciò di
aver ricevuto una rivelazione su questo argomento. Egli espose con chiarezza
il fatto che tale rivelazione era coerente con i principi predicati
da Joseph Smith. Egli cominciò il suo discorso chiedendo al presidente
George Q. Cannon di leggere Dottrina e Alleanze 128:9-21, dove il Profeta
parla della necessità che vi sia un legame tra le generazioni
della famiglia umana.
Il presidente Woodruff annunciò che era volontà del Signore
che i santi da quel momento redigessero le loro genealogie risalendo
il più possibile nel passato e fossero suggellati ai loro padri
e alle loro madri, unendo così le generazioni tramite le ordinanze
del tempio. Per rassicurare i membri, egli quindi citò l'insegnamento
di Joseph Smith che tutti coloro che avrebbero accettato il Vangelo
in questa vita se lo avessero sentito predicare, sarebbero andati nel
mondo celeste. Egli aggiunse: “Così avverrà per
i vostri padri. Ve ne saranno molto pochi, e forse nessuno, che non
accetteranno il Vangelo”.
I risultati di questa nuova rivelazione furono stupefacenti. In precedenza
i santi avevano svolto poco lavoro genealogico e avevano celebrato relativamente
poche ordinanze di suggellamento. A seguito dell'esortazione del profeta,
i santi cominciarono a compilare le loro genealogie risalendo il più possibile
indietro nel tempo. Quello stesso anno istituì la Società Genealogica
dell'Utah. Fu così inaugurata una delle più durature e
produttive imprese nella Chiesa.
NUOVE DIREZIONI
Sia durante il periodo di tensione che durante quello di riconciliazione
la Chiesa continuò a progredire. Il lavoro missionario si espanse,
si allargarono le aree di insediamento e furono organizzati molti nuovi
pali e rioni; i programmi delle organizzazioni ausiliarie furono rafforzati
e perfezionati, vennero chiarite alcune dottrine e fu dedicata maggiore
attenzione all'istruzione. Vennero tenute molte celebrazioni per commemorare
gli anniversari di avvenimenti importanti.
Sempre interessato alla diffusione del Vangelo, il presidente Woodruff
espanse il lavoro missionario aprendo undici nuove missioni, alcune
delle quali negli Stati Uniti. Fra il 1890 e il 1900 furono chiamati
tre volte più missionari che nel decennio precedente. Gran parte
della nuova attività era dedicata al Pacifico meridionale. La
Missione delle Samoa fu ufficialmente organizzata nel 1888, e nel 1891
i missionari arrivarono nelle Isole Tonga.
Nello stesso tempo gli anziani riscuotevano molto successo tra il popolo
Maori della Nuova Zelanda, e nel 1898 la Missione della Nuova Zelanda
fu separata dalla Missione Australiana. Numerosi abitanti delle isole
del Pacifico Meridionale cominciarono a emigrare a Sion. La colonia
di Iosepa (parola hawaiana per Joseph), nella parte occidentale della
Skull Valley, nell'Utah, fu aperta nel 1889 per i membri hawaiani della
Chiesa che erano emigrati nell'Utah per essere vicini al Tempio di Salt
Lake.
La Chiesa continuò il lavoro missionario anche nelle missioni
europee organizzate e anche durante questo periodo vi fu emigrazione,
anche se molto meno che in passato a causa dell'abolizione del Fondo
per Immigrazione Perpetua avvenuta nel 1887. Un altro fattore che contribuì al
declino dell'emigrazione nell'Utah furono le minori possibilità economiche
esistenti nelle colonie mormoni.
Il primitivo scopo dell'emigrazione, cioè quello di riempire
la regione di Santi degli Ultimi Giorni in modo che il Regno potesse
progredire senza impedimenti, era stato raggiunto. Anche in presenza
di un minore flusso migratorio nuove colonie furono create nel Wyoming
occidentale, in Arizona, Nuovo Messico, Colorado e Alberta, in Canada.
Le organizzazioni della Chiesa continuarono a valutare i loro programmi
e a migliorare la loro efficienza man mano che la Chiesa si espandeva.
Nel 1889 si iniziò a tenere conferenze annuali a Salt Lake City
per le dirigenti della Società di Soccorso e della Primaria,
al fine di ridurre sensibilmente i lunghi viaggi compiuti dalle componenti
dei consigli generali di queste organizzazioni.
Le rappresentanti di palo ora potevano tornare nelle loro unità possedendo
le informazioni impartite a tali conferenze. Anche l'Unione delle Scuole
domenicali di Deseret cominciò a tenere la propria conferenza
annuale, e dal 1893 si cominciarono a tenere conferenze della Scuola
domenicale in ogni palo. I dirigenti della Scuola domenicale patrocinavano
anche corsi per l'addestramento degli insegnanti, tenuti all'Accademia
Brigham Young a Provo e presso il Collegio della Chiesa a Salt Lake
City.
La crescita delle città, con il conseguente aumento del numero
dei santi non impiegati nell'agricoltura, rese necessario un riesame
della pratica osservata per tanti anni di tenere la riunione di digiuno
e testimonianza il primo giovedì del mese. Nel 1896 la Prima
Presidenza emanò la direttiva che da allora innanzi i santi avrebbero
osservato il giorno di digiuno la prima domenica di ogni mese, seguendo
così lo schema stabilito dai santi in Gran Bretagna.
I dirigenti della Chiesa posero fine anche alla pratica osservata da
lungo tempo del nuovo battesimo. Spesse volte i Santi degli Ultimi Giorni
erano stati ribattezzati in concomitanza con avvenimenti importanti
della loro vita, come ad esempio il matrimonio, l'ingresso nell'Ordine
Unito, o qualche volta per favorire un miglioramento delle loro condizioni
di salute. Questi nuovi battesimi venivano registrati nei certificati
di appartenenza alla Chiesa.
La Prima Presidenza era preoccupata per il fatto che alcuni membri
sostituivano il nuovo battesimo al vero pentimento. Nel 1893 ai presidenti
di palo fu chiesto di non richiedere il nuovo battesimo ai santi che
desideravano partecipare alla dedicazione del Tempio di Salt Lake, e
nel 1897 la pratica del nuovo battesimo cessò completamente.
Come volle spiegare il presidente George Q. Cannon, “è il
pentimento dei peccati che ci salverà, non un nuovo battesimo”.
Per compensare la perdita d'influenza sulle scuole pubbliche dell'Utah
subìta durante questo periodo, la Chiesa istituì un programma
di corsi di religione tenuti dopo le lezioni scolastiche nelle varie
case di riunione di rione, in cui si poteva impartire un adestramento
religioso senza violare le leggi che governavano la separazione tra
la Chiesa e lo Stato.
Nel 1888 il presidente Woodruff volle istituire il Consiglio della
Chiesa per l'Educazione, che aveva il fine di dirigere tutte le attività didattiche
della Chiesa. Tra il 1888 e il 1891 furono aperte più di trenta
accademie nei maggiori insediamenti dell'Utah, Idaho, Arizona, Canada
e Messico.
Questi istituti fornivano un'istruzione secondaria, nella quale si
sottolineava l'addestramento classico e professionale, oltre all'istruzione
religiosa. Una delle accademie più importanti fu l'Accademia
Brigham Young, fondata nel 1875, che diventò poi l'università Brigham
Young.
Nell'anno 1897 vi fu la celebrazione di due importanti anniversari.
La prima celebrazione fu quella del novantesimo compleanno del venerato
profeta della Chiesa, Wilford Woodruff. Domenica 28 febbraio 1897, il
giorno prima del compleanno del presidente Woodruff, più di diecimila
bambini della Scuola Domenicale si affollarono nel Tabernacolo, stupendamente
decorato per l'occasione, riempiendo anche i corridoi, per rendere omaggio
al profeta.
Questa dimostrazione di affetto commosse profondamente il presidente
Woodruff, il quale volle parlare ai bambini di quando egli aveva dieci
anni e andava alla Scuola domenicale, dove leggeva nel Nuovo Testamento
i fatti degli Apostoli e dei profeti. Egli disse che aveva tanto pregato
di poter vedere un giorno profeti e apostoli come quelli del Nuovo Testamento.
Poi portò testimonianza ai bambini – “figli e figlie
di profeti, di patriarchi e di uomini di Israele” - che egli aveva
veduto molte volte l'adempimento di quella umile preghiera dei suoi
giovani anni. Il giorno dopo, compleanno del profeta, furono tenute
altre celebrazioni in suo onore, questa volta per il pubblico in generale.
Raramente i membri della Chiesa avevano veduto un'espressione di affetto
tanto grande per un dirigente.
La settimana del 24 luglio 1897 fu messa a parte come speciale celebrazione
del giubileo, ossia del cinquantesimo anniversario dell'arrivo dei santi
nella Valle del Lago Salato. Ciò diede la possibilità al
nuovo Stato dell'Utah di mostrarsi al mondo, e l'entusiasmo e il patriottismo
contrassegnarono ogni aspetto della celebrazione. I festeggiamenti si
aprirono con lo scoprimento del monumento a Brigham Young davanti a
una folla di circa cinquantamila persone. La statua fusa in bronzo dello
scultore Cyrus E. Dallin, pesava più di venti tonnellate, ed è tuttora
al centro di Salt Lake City.
I ventiquattro componenti ancora in vita della prima compagnia di pionieri,
fra i quali Wilford Woodruff, furono festeggiati nel Tabernacolo, e
a ognuno di loro fu consegnata una medaglia d'oro. Vi furono poi numerose
parate con stupendi carri e migliaia di bambini in preda all'entusiasmo,
mentre i migliori prodotti dell'agricoltura, delle miniere e dell'industria
dell'Utah venivano messi in mostra.
Nel 1898, osservando quella che era diventata una tradizione annuale,
il presidente Woodruff accompagnato dal presidente Cannon e da altri
dirigenti lasciò la calura estiva dell'Utah per una vacanza in
California. Tuttavia le condizioni di salute del profeta peggiorarono
improvvisamente e il 2 settembre egli moriva nel sonno a casa di Isaac
Trumbo a San Francisco, in California.
Ai suoi funerali, tenuti a Salt Lake City alcuni giorni dopo, il presidente
George Q. Cannon dichiarò: “Il presidente Woodruff era
un uomo di Dio. Egli ha finito di combattere ed è stato chiamato
a unirsi con i suoi fratelli per ricevere la ben meritata ricompensa.
Egli era un essere celeste. Stare in sua compagnia era come stare in
cielo, e la sua dipartita da questo ambito priva la comunità di
un uomo grande e buono, di un uomo che meritava pienamente tutte le
benedizioni promesse a coloro che rimangono fedeli e saldi sino alla
fine”.
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