AVANTI NEL NUOVO SECOLO STAVA INIZIANDO UNA NUOVA ERA per la Chiesa, che si lasciava alle spalle
molte delle difficoltà del secolo precedente e poteva quindi
rivolgere la sua attenzione alle possibilità di sviluppo che
le offriva il futuro. Il presidente Joseph F. Smith guidò la
Chiesa durante la maggior parte del primo ventennio del nuovo secolo.
La sua amministrazione riuscì a imprimere una spinta alla Chiesa,
si che essa poté raggiungere e assistere i suoi fedeli in tutto
il mondo.
PROGRESSI DURANTE UN’ERA DI PROSPERITA’
Il presidente Smith continuò a dare risalto alla decima come
aveva fatto il suo predecessore, e la fedele risposta dei santi consentì alla
Chiesa di liberarsi di tutti i suoi debiti entro il 1906. Alla conferenza
generale dell'aprile 1907 il presidente annunciò con gratitudine: “Oggi
la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non deve
nemmeno un dollaro che non sia in grado di pagare all'istante.
Finalmente siamo nella posizione in cui possiamo pagare tutte le spese
che facciamo. Non dobbiamo più chiedere prestiti, né dovremo
farlo se i Santi degli Ultimi Giorni continuano a osservare i dettami
della loro religione e a obbedire alla legge della decima”. L'obbedienza
a questa legge, che forniva le entrate necessarie, consentì alla
Chiesa di cominciare ad acquistare le località storiche, istituire
centri visitatori e intraprendere altre attività che non sarebbero
state possibili sotto il fardello dei debiti.
Il programma edilizio della Chiesa beneficiò in particolar modo
di questa èra di prosperità. I nuovi edifici costruiti
comprendevano molte case di riunione, nonché strutture di grande
importanza a Salt Lake City. Nel 1905 fu aperto l'ospedale dei Santi
degli Ultimi Giorni, il primo di un sistema di ospedali gestiti dalla
Chiesa che furono costruiti durante il ventesimo secolo.
Per reperire i fondi necessari a svolgere i suoi programmi religiosi,
la Chiesa continuò a fare degli investimenti selettivi. Mantenne
o acquisì una quota delle azioni in imprese commerciali come
la Deseret News, la Beneficial Life Insurance Company e la Zion's Cooperative
Mercantile Institution. Uno dei più importanti investimenti della
Chiesa fu quello fatto nel nuovo Hotel Utah. Situato subito ad est della
Piazza del Tempio, fu aperto nel 1911.
Il presidente Smith difese gli interessi della Chiesa in questa impresa
citando Dottrina e Alleanze 124:22-24, 60 e facendo notare che l'Hotel
Utah avrebbe svolto una funzione simile a quella che il Signore aveva
indicato per la Casa di Nauvoo. L’albergo sarebbe stato un luogo
in cui “il viaggiatore affaticato” poteva trovare riposo
e “contemplare la gloria di Sion”. Nel 1919 un negozio di
libri gestito dall'Unione delle Scuole domenicali di Deseret e un altro
gestito dal Deseret News si unirono per formare la Deseret Book Company.
La Chiesa aveva grande necessità di un adeguato spazio per i
suoi uffici. Per molti anni il lavoro delle Autorità generali,
delle organizzazioni ausiliarie e di altri enti della Chiesa era stato
svolto in uffici sparsi in tutta Salt Lake City. Il nuovo edificio del
vescovo dedicato nel 1910, situato dietro l'Hotel Utah proprio di fronte
al Tempio di Salt Lake, conteneva gli uffici del Vescovato Presiedente
e della maggior parte delle organizzazioni ausiliarie.
Sette anni dopo l'edificio amministrativo della Chiesa fu aperto al
numero 47 della East South Temple Street. Questa struttura di granito
di cinque piani, ricca di marmi e intagli in legno, simboleggiava la
forza e la stabilità della Chiesa e offriva degli uffici dignitosi
alle Autorità generali. I tre piani superiori contenevano l'ufficio
dello storico della Chiesa e quelli della Società Genealogica.
ESPANSIONE DELLE ORGANIZZAZIONI AUSILIARIE
E DEL SACERDOZIO
Agli inizi del ventesimo secolo ci fu una grande espansione e una riforma
dei programmi del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie. Le organizzazioni
ausiliarie della Chiesa furono molto influenzate da questi nuovi sviluppi.
Anche se i cambiamenti specifici variavano da un'organizzazione all'altra,
generalmente comportarono un miglioramento dell'insegnamento ai diversi
gruppi di età e una maggiore enfasi sulle Scritture invece che
su altri testi di studio.
Durante il diciannovesimo secolo la Società di Soccorso patrocinò progetti
di cucito e di altra natura direttamente collegati all'assistenza ai
bisognosi. Nel 1902, tuttavia, la Società inaugurò in
tutta la Chiesa dei “corsi per le madri”. All'inizio le
Società di Soccorso locali fornivano i propri testi di studio,
ma nel 1914 il consiglio generale distribuì testi uniformi per
queste lezioni settimanali. Ben presto si stabilì di studiare
teologia nella prima settimana del mese, economia domestica, letteratura
e scienze sociali in quest'ordine nelle altre settimane.
David O. McKay, giovane laureato tornato da poco dalla missione, esercitò una
profonda influenza sullo sviluppo della Scuola domenicale durante la
prima parte del ventesimo secolo. Fu chiamato a far parte della sovrintendenza
della Scuola domenicale del Palo di Weber, a Ogden, e gli fu chiesto
di dedicare particolari attenzioni all'insegnamento impartito nelle
Scuole domenicali.
Dopo un periodo di osservazione egli introdusse alcuni cambiamenti
nei metodi d'insegnamento allora usati, come ad esempio la definizione
degli obiettivi della lezione, la preparazione di uno schema, l'uso
dei sussidi didattici e l'applicazione dei principi appresi alla vita
di ogni giorno. Fu sviluppato un corso specifico per ogni gruppo di
età adottato in tutto il palo.
Nel 1906 David O. McKay fu chiamato a far parte del Quorum dei Dodici
e anche della sovrintendenza generale della Scuola Domenicale. In tale
posizione fu in grado di promuovere simili miglioramenti in tutta la
Chiesa. Prima del 1906 la Scuola domenicale era essenzialmente un'organizzazione
per i bambini e i giovani. In quell'anno, tuttavia, fu inaugurata in
tutta la Chiesa la prima classe per adulti, la “classe dei genitori”.
Durante il diciannovesimo secolo alle riunioni delle Associazioni di
Mutuo Miglioramento maschili e femminili partecipavano sia i giovani
che gli adulti. I presenti ascoltavano conferenze sulla teologia, scienza,
storia e letteratura. Nel 1903 fu invece attuata in tutta la Chiesa
la pratica di tenere lezioni per gruppi separati di giovani e di adulti.
Nel 1911 l'organizzazione dei Giovani Uomini adottò il programma
dello Scoutismo, che valorizzava le più elevate virtù e
le capacità fisiche.
Nel 1913 la Chiesa si affiliò ufficialmente ai Boy Scouts of
America e abbassò l'età di iscrizione alla Associazione
giovanile maschile di Mutuo Miglioramento a dodici anni. La Chiesa infine
diventò uno dei più importanti promotori del movimento
dei Boy Scout in tutto il mondo. Nel 1915 l'Associazione giovanile femminile
di Mutuo Miglioramento istituì il programma delle Api per le
ragazze della stessa età.
Negli anni successivi seguì la formulazione di altri programmi
per le varie età, che avevano lo scopo di soddisfare meglio le
necessità dei giovani della Chiesa. Con l'aumento dei Santi degli
Ultimi Giorni che si stabilivano nelle città, i dirigenti della
Chiesa mettevano l'accento sui valori tradizionali come la modestia,
la castità e il matrimonio nel tempio.
Nel 1916 la Prima Presidenza istituì il Comitato Consultivo
per i Servizi Sociali, che aveva il compito di scoraggiare i giovani
dal partecipare a balli di dubbia moralità, dal fumare e vestirsi
in modo improprio. I comitati consultivi dei servizi sociali a livello
di rione patrocinavano varie attività ricreative di buona qualità.
Anche l'associazione di Mutuo Miglioramento ampliò i programmi
ricreativi e sociali.
I dirigenti della Chiesa sottolinearono che i rioni dovevano compiere
tutti gli sforzi possibili per prevenire problemi come la delinquenza
giovanile e l'immoralità. Speciali corsi estivi istituiti nel
1920 all'Università Brigham Young fornivano un prezioso addestramento
ai dirigenti di palo col favorire l'addestramento degli insegnanti,
le buone qualità direttive nei servizi sociali e nelle attività ricreative,
la carità e l'opera di soccorso.
Anche l'associazione Primaria migliorò i suoi programmi educativi
e di attività per i bambini. Furono introdotti nomi e simboli
per le varie classi per accrescere l'interesse. I ragazzi furono chiamati
Tracciatori e le ragazze Casalinghe. Come le altre organizzazioni ausiliarie,
la Primaria si sforzò di soddisfare le necessità sociali
più ampie e nel 1922 aprì il proprio ospedale per i bambini.
Louie B. Felt, presidentessa della Primaria, e May Anderson, una delle
sue consigliere, avevano veduto molti bambini menomati e sentirono la
necessità che la loro organizzazione facesse qualcosa per loro.
Studiarono i più moderni metodi usati negli ospedali per i bambini
nella parte orientale degli Stati Uniti prima di avviare questo programma.
Il risultato fu la creazione dell'Ospedale dei Bambini della Primaria,
che assiste i bambini ancora oggi.
Durante questa rapida espansione delle organizzazioni ausiliarie il
presidente Joseph F. Smith guardava al futuro, al tempo in cui i quorum
del sacerdozio avrebbero occupato una posizione di preminenza nella
Chiesa. Alla conferenza generale dell'aprile 1906 egli dichiarò: “Noi
speriamo di vedere il giorno... in cui ciascun consiglio del Sacerdozio
della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni capirà il
proprio dovere, si assumerà le proprie responsabilità,
farà onore alla propria chiamata ...
Quando verrà quel giorno, non ci sarà più tanta
necessità di svolgere il lavoro che ora viene svolto dalle organizzazioni
ausiliarie, perché esso sarà svolto dai regolari quorum
del Sacerdozio. Il Signore ha previsto fin dal principio, ed ha preso
le necessarie misure nella Chiesa, affinché ogni necessità potesse
essere affrontata e soddisfatta attraverso le regolari organizzazioni
del Sacerdozio”.
Sul finire del diciannovesimo secolo la maggior parte dei quorum del
sacerdozio si riuniva soltanto una volta al mese, e non tutti i quorum
di un dato rione si riunivano nello stesso tempo. A causa di queste
riunioni infrequenti e spesso saltuarie, l'efficacia del quorum lasciava
molto a desiderare. La maggiore enfasi dedicata alle attività del
sacerdozio riguardò dapprima i Quorum dei Settanta, che erano
sotto la direzione del Primo Consiglio dei Settanta.
Nel 1907 il presidente Joseph F. Smith ricordò ai Settanta il
loro dovere di prepararsi per il servizio missionario. Fu detto a questi
fratelli che essi non dovevano lasciare alle organizzazioni ausiliarie
o alle scuole della Chiesa il compito di insegnare il Vangelo, ma dovevano
invece far diventare i Quorum dei Settanta “scuole di apprendimento
e di istruzione in cui ci si possa specializzare in qualsiasi lavoro
e dovere che verrà loro affidato”.
Il manuale di lezioni preparato all'uopo, intitolato The Seventy's
Course in Theology (Corso di teologia per i Settanta, NdT), scritto
dall'anziano B. H. Roberts, riuscì a destare un vivo entusiasmo
verso lo studio del Vangelo in tutta la Chiesa. La Prima Presidenza
nominò un Comitato generale del sacerdozio, alla cui direzione
fu presto messo l'anziano David O. McKay. Dietro suggerimento di questo
comitato, nel 1909 furono istituite le riunioni settimanali del sacerdozio
nei rioni. All'inizio queste riunioni venivano tenute il lunedì sera,
ma la domenica mattina gradualmente diventò il periodo preferito.
Il Comitato generale del sacerdozio fissò anche l'età per
l'ordinazione agli uffici del Sacerdozio di Aaronne. Fu proposto che
i diaconi fossero ordinati a dodici anni, gli insegnanti a quindici,
i sacerdoti a diciotto e gli anziani a ventuno. Questa pratica consentiva
al comitato di programmare più efficacemente un corso di studio
progressivo per ogni quorum. Il concetto di età ben definite
per ordinare i giovani degni continua ad essere seguito, anche se alcune
delle età richieste per l'ordinazione sono state poi modificate.
Questi sviluppi nelle riunioni e nei programmi della Chiesa crearono
la necessità di istruzioni stampate e di manuali di lezioni.
Al contrario delle molte pubblicazioni del diciannovesimo secolo che
erano patrocinate da privati, individui o gruppi, a partire dagli inizi
del ventesimo secolo le pubblicazioni furono curate principalmente dalle
organizzazioni ausiliarie della Chiesa. Nel 1897 l'associazione giovanile
maschile di Mutuo Miglioramento lanciò il suo periodico: l'Improvement
Era.
Quando gli fu detto che non esistevano i fondi necessari per pubblicare
questo periodico, l'anziano B. H. Roberts si mise a capo di una campagna
per la raccolta dei fondi. Diventò primo direttore della rivista,
e l'anziano Heber J. Grant, membro del Consiglio dei Dodici, ne fu il
direttore commerciale. La rivista diventò presto una voce influente
e benefica per i santi e un veicolo di diffusione delle opere degli
scrittori e poeti della Chiesa. Nel 1929 questo periodico si fuse con
la rivista Young Woman's Journal e diventò la principale rivista
della Chiesa per gli adulti.
Nel 1900 la Scuola domenicale acquistò il Juvenile Instructor
dagli eredi di George Q. Cannon e ne fece la sua pubblicazione ufficiale.
Nel 1902 l'associazione Primaria fondò il suo periodico, il Children's
Friend. A cominciare dal 1910 lo Utah Genealogical and Historical Magazine
cominciò a pubblicare articoli molto utili per la ricerca, la
preparazione di alberi genealogici e la stesura della storia della Chiesa
nelle varie località.
Nel 1914 la Società di Soccorso fondò la propria rivista
chiamata Relief Society Bulletin. Nel 1915 il nome fu cambiato in Relief
Society Magazine. Sotto la direzione di Susa Young Gates, figlia di
Brigham Young, la rivista rispondeva alle necessità delle donne
della Chiesa e pubblicava articoli su argomenti di attualità,
genealogia, etica della famiglia, giardinaggio, letteratura, arte e
architettura.
Oltre a sviluppare questi programmi e pubblicazioni, la Prima Presidenza
sottolineò anche il ruolo principale della famiglia nell'insegnamento
del Vangelo. Nel 1903 il presidente Smith dichiarò che gli altri
programmi della Chiesa dovevano essere “supplementi ai nostri
insegnamenti ed esercitazioni familiari. Non un solo bambino su cento
devierebbe dalla retta via se l'ambiente, l'esempio e l'educazione familiare
fossero in accordo con i principi del Vangelo di Cristo”.
Nel 1909 il Palo di Granite, a Salt Lake City, inaugurò il programma
settimanale della serata familiare per le famiglie, e il presidente
Joseph F. Smith dichiarò che l'iniziativa presa dalla presidenza
del palo era ispirata. A seguito del successo di questo programma di
palo, nel 1915 la Prima Presidenza raccomandò che tale attività si
tenesse ogni mese in tutta la Chiesa:
“Consigliamo e proponiamo l'introduzione di una “serata
familiare” in tutta la Chiesa, nel corso della quale padri e madri
possano raccogliere attorno a sé i figli e le figlie per insegnare
loro la parola del Signore. Essi potranno così conoscere più pienamente
le necessità e le richieste dei loro figli. . .
Se i santi obbediscono a questo consiglio, promettiamo loro grandi
benedizioni. L'amore in famiglia e l'obbedienza ai genitori cresceranno
sensibilmente. La fede si svilupperà nel cuore dei giovani d'Israele
ed essi acquisiranno il potere di combattere le influenze maligne e
le tentazioni che li assalgono”.
CHIARIMENTI SULLE DOTTRINE DEL VANGELO
L'inizio del ventesimo secolo fu un periodo di accesi dibattiti fra
gli integralisti religiosi e i liberali o modernisti. Molti chiedevano
quale fosse la posizione dei Mormoni sulle varie controversie teologiche
del tempo. I Santi degli Ultimi Giorni furono molto fortunati di avere
la guida del presidente Joseph F. Smith, uomo singolarmente capace e
ispirato nell'esporre i principi del Vangelo.
Il presidente Smith e i suoi consiglieri della Prima Presidenza emanarono
numerosi trattati dottrinali per chiarire la posizione della Chiesa
sulle questioni di quel tempo. Alcuni Santi degli Ultimi Giorni si chiedevano
quali fossero i rispettivi ruoli di Dio Padre, Gesù Cristo, lo
Spirito Santo, e Michele o Adamo.
Nel 1916 la Prima Presidenza pubblicò un'esposizione intitolata
Il Padre e il Figlio, nella quale dava questa spiegazione: “Il
termine “Padre” riferito alla Divinità è presente
nei sacri scritti con significati chiaramente diversi”: Dio è letteralmente
il padre dei nostri spiriti. Gesù Cristo è il padre, o
creatore, di questa terra.
Il Salvatore è anche il padre di coloro che sperimentano una
rinascita spirituale osservando le leggi e i precetti del Vangelo. Gesù può essere
chiamato padre in quanto rappresenta Elohim qui sulla terra “con
potere e autorità”. Nondimeno “Gesù Cristo
non è il Padre degli spiriti che hanno preso o prenderanno un
corpo su questa terra, poiché Egli è uno di loro”.
Il presidente Smith rispose anche a una domanda collegata alla questione
della Divinità. Anche se i termini “Spirito Santo” e “Spirito
del Signore” vengono frequentemente usati come sinonimi, egli
spiegò che lo “Spirito Santo è un personaggio della
Divinità”, mentre la luce di Cristo “è lo
spirito di Dio che attraverso Cristo si diffonde nel mondo, lotta con
i figli degli uomini e continuerà a lottare con loro finché non
li avrà condotti alla conoscenza della verità e al possesso
della luce superiore e della testimonianza dello Spirito Santo”.
I membri della Chiesa possono consultare il libro di Joseph F. Smith
Dottrina evangelica, che è una raccolta dei suoi sermoni e scritti,
per trovare altre definizioni e informazioni molto utili sui concetti
fondamentali del Vangelo.
Durante quegli anni un ulteriore contributo alla conoscenza
del Vangelo fu dato da un gruppo di egregi studiosi della Chiesa. Uno
di questi era James E. Talmage, già docente di scienze all'Accademia
Brigham Young e rettore dell'Università dell'Utah.
Sin dal 1891 la Prima Presidenza esaminò la possibilità di
pubblicare un'opera di teologia che potesse essere usata dalle scuole
della Chiesa oltre che per i corsi di religione in generale. I dirigenti
della Chiesa chiesero al dottor Talmage di scrivere questo libro. Prima
di scrivere l'opera che gli era stata chiesta, l'anziano Talmage preparò e
tenne una serie di conferenze sugli Articoli di fede.
Tante furono le persone che parteciparono alla prima riunione, e tante
quelle che non trovarono posto nella sala, che i corsi furono in seguito
tenuti nella Sala delle Assemblee della Piazza del Tempio. Ad esse parteciparono
quasi milletrecento persone. Queste conferenze furono dapprima pubblicate
nel Juvenile Instructor.
Un comitato di lettori, che comprendeva due componenti dei Dodici oltre
a Karl G. Maeser e altre persone, esaminarono il manoscritto e suggerirono
alcuni cambiamenti. Il materiale raccolto fu pubblicato sotto forma
di libro sotto la direzione della Prima Presidenza nel 1899. Da allora
Gli Articoli di Fede di Talmage è stato ristampato più di
cinquanta volte in lingua inglese ed è stato tradotto in più di
una decina di altre lingue. Questo libro, ancora usato dai membri della
Chiesa oggi, è il primo studio serio ufficialmente approvato
della teologia della restaurazione del Vangelo.
Due altre importanti opere seguirono la chiamata dell'anziano Talmage
al consiglio dei Dodici nel 1911: La casa del Signore, pubblicato nel
1912, e Gesù il Cristo, pubblicato nel 1915. La prima di queste
opere deve la sua esistenza a circostanze molto insolite. Una persona
non appartenente alla Chiesa, ricorrendo a mezzi illeciti, prese alcune
fotografie dell'interno del Tempio di Salt Lake e poi tentò di
venderle alla Chiesa per quarantamila dollari.
Se la sua richiesta non fosse stata accettata, egli minacciava di venderle
alle riviste dell'Est degli Stati Uniti, che sarebbero state felici
di pubblicarle per screditare la Chiesa. Invece di cedere a questo tentativo
di ricatto, il presidente Joseph F. Smith accettò il suggerimento
dell'anziano Talmage di scrivere un libro nel quale si descriveva in
linea generale quello che avveniva nei templi dei Santi degli Ultimi
Giorni.
Il libro doveva essere illustrato con fotografie dell'interno del Tempio
di Salt Lake. Questo volume scritto dall'anziano Talmage non soltanto
vanificò il tentativo di ricatto, ma diventò un prezioso
testo di riferimento per i Santi degli Ultimi Giorni. La Prima Presidenza
chiese a James E. Talmage di raccogliere una serie di conferenze da
lui tenute un decennio prima sulla vita del Salvatore e di compilare
un altro libro che potesse essere letto dai membri della Chiesa in generale.
L’anziano Talmage si dedicò diligentemente a lavorare
al manoscritto, ma poteva dedicarsi a questo lavoro soltanto fra un
incarico e l'altro. Fu pertanto esonerato dal partecipare a molte conferenze
di palo e poté scrivere la maggior parte di questo libro nel
Tempio di Salt Lake. Raramente tornava a casa prima di mezzanotte e
il suo meraviglioso libro, Gesù il Cristo, fu completato in appena
sette mesi.
Il 19 aprile 1915 l'anziano Talmage scrisse nel suo diario: “Ho
terminato l'effettiva stesura del libro “Gesù il Cristo”,
al quale ho dedicato ogni ora libera da quando mi sono messo al lavoro
di compilazione il 14 settembre scorso. Se non mi fosse stato concesso
il privilegio di svolgere questo lavoro nel tempio, attualmente l'opera
sarebbe molto lontana dal completamente. Ho sentito l'ispirazione di
quel luogo e ho apprezzato l'intimità e la quiete che ivi regnano.
Spero di procedere al lavoro di revisione senza ritardi”.
Durante diciotto sedute che si tennero lungo un periodo di due mesi
l'anziano Talmage lesse i capitoli del libro alla Prima Presidenza e
al Quorum dei Dodici per avere i loro suggerimenti e ottenerne l'approvazione.
Questo libro è ancora molto letto ed è un monumento alla
capacità e all'ispirazione dell'anziano Talmage.
REAZIONI ALL’ERA DELLA SCIENZA
Da molti decenni il mondo aveva visto un crescente interesse per le
nuove scoperte e teorie della scienza moderna. All'alba del ventesimo
secolo il ritmo dello sviluppo tecnologico crebbe rapidamente e molte
importanti invenzioni, come l'automobile con il motore a scoppio e l'aereo
dei fratelli Wright, cominciarono a esercitare un effetto sempre maggiore
sulla vita di ogni giorno.
Questi sviluppi aumentarono inoltre l'interesse per la scienza. Questo
interesse a sua volta induceva le persone a confidare nell'intelletto
umano invece che nella teologia per conoscere la natura dell'universo
e della società umana.
Durante questa nuova èra della scienza gli studiosi cominciarono
a esaminare la Bibbia con occhio critico; cominciarono a mettere in
dubbio il significato e anche l'autenticità delle Scritture.
Questo cosiddetto “criticismo superiore” aveva come oggetto
anche le Scritture dei Santi degli Ultimi Giorni. Nel 1912 il reverendo
F. S. Spalding, vescovo della Chiesa Episcopale dell'Utah, pubblicò un
opuscolo intitolato Joseph Smith jun. come traduttore.
L’opuscolo contestava l'interpretazione data da otto egittologi
delle spiegazioni di Joseph Smith riguardo ai fac-simile del libro di
Abrahamo in Perla di Gran Prezzo. Nonostante molti Santi degli Ultimi
Giorni accettassero la veridicità delle Scritture come questione
di fede, la Chiesa tuttavia riconobbe la necessità di rispondere
a tali critiche. Dal febbraio al settembre 1913 una serie di articoli
apparve quasi ogni mese nella rivista Improvement Era per indicare possibili
risposte.
Forse le più accese e prolungate discussioni tra la fine del
diciannovesimo e l'inizio del ventesimo secolo riguardavano la creazione
della terra e le teorie dell'evoluzione organica. Nel mezzo di queste
controversie, la Prima Presidenza chiese all'anziano Orson F. Whitney,
membro del Quorum dei Dodici, di preparare una dichiarazione per enunciare
la posizione ufficiale della Chiesa sull'origine dell'uomo.
La dichiarazione dell'anziano Whitney fu successivamente approvata
e firmata dalla Prima Presidenza e dal Quorum dei Dodici e fu pubblicata
nel 1909 come dichiarazione ufficiale della Chiesa. Questa dichiarazione
asseriva che: “Tutti gli uomini e tutte le donne sono fatti a
somiglianza del Padre e della Madre universali e sono letteralmente
figli e figlie di Dio ...
L’uomo, come spirito, fu generato e nacque da genitori celesti
e fu allevato sino alla maturità nelle eterne magioni del Padre,
prima di venire sulla terra in un corpo fisico per vivere l'esperienza
della vita terrena ...
Alcuni suggeriscono che Adamo non fu il primo uomo su questa terra
e che l'essere umano si è sviluppato partendo dai più bassi
gradini della creazione animale. Queste sono tuttavia le teorie degli
uomini. La parola del Signore dichiara che Adamo “fu il primo
di tutti gli uomini” (Mosè 1:34), e noi abbiamo pertanto
il dovere di considerarlo come il progenitore della nostra specie ...
L’uomo iniziò la sua vita come essere umano a somiglianza
del nostro Padre celeste”.
Il presidente Joseph F. Smith era preoccupato che queste discussioni
sulla teoria dell'evoluzione potessero servire soltanto a mettere i
giovani della Chiesa “in uno stato di confusione mentale. Essi
non sono abbastanza grandi e abbastanza istruiti da saper discriminare
o porre i giusti limiti a una teoria che noi riteniamo più o
meno errata ...
Abbiamo raggiunto la conclusione che è meglio lasciare ogni
discussione sull'evoluzione fuori dalle scuole della nostra chiesa e
lo abbiamo deciso per una questione di opportunità, senza voler
dire quanto dell'evoluzione è vero e quanto è falso. La
Chiesa di per sé non ha alcuna teoria riguardo al modus operando
usato dal Signore nel creare il mondo ... Dio ci ha rivelato un modo
semplice ed efficace di servirLo”.
I SANTI NEGLI ALTRI PAESI
A cominciare dal 1890 i dirigenti della Chiesa incoraggiarono i santi
a rimanere nella loro patria a edificare la Chiesa. Di conseguenza ci
fu un'espansione nel numero delle missioni e dei rami fuori degli Stati
Uniti. Questo progresso fu manifesto quando Joseph F. Smith fece il
primo viaggio in Europa compiuto da un presidente della Chiesa.
Per circa due mesi, nel 1906, egli fece visita alle missioni dei Paesi
Bassi, Germania, Svizzera, Francia e Inghilterra. La sua visita servì efficacemente
a rafforzare la Chiesa in quei paesi. Esperienze spirituali avvenute
durante quella visita rafforzarono la fede dei santi.
A Rotterdam, in Olanda, il presidente Smith fu il mezzo per restituire
completamente la vista a un fedele ragazzo di undici anni afflitto da
cecità quasi completa, che aveva detto a sua madre che il Profeta
aveva più potere di qualsiasi altro missionario sulla terra. “Se
mi porti da lui a questa riunione”, aveva detto alla madre, “egli
mi guarderà negli occhi, e io sono sicuro che mi guarirà”.
Durante la sua visita in Europa il presidente Smith fece un'importante
dichiarazione profetica. Alla conferenza di Berna, in Svizzera, nel
1906, stese le braccia e dichiarò: “Verrà il tempo
in cui questa terra sarà ricca di templi, nei quali voi potrete
andare per redimere i vostri morti”. Egli spiegò anche
che “i templi di Dio ... saranno costruiti in molti diversi paesi
del mondo”. Il primo tempio dei Santi degli Ultimi Giorni in Europa
fu dedicato quasi mezzo secolo dopo, in un sobborgo della città in
cui il presidente Smith aveva fatto questa profezia.
Il presidente Smith riconobbe la necessità che vi fossero dei
templi per aiutare i membri della Chiesa che vivevano fuori dell'Utah: “Hanno
bisogno degli stessi privilegi di cui noi godiamo, ma non sono in grado
di riceverli. Sono poveri e non possono trovare i mezzi per venire qui
a ricevere la loro investitura ed essere suggellati per il tempo e per
l'eternità per i loro parenti vivi e morti”.
Il primo di questi nuovi templi fu costruito a Cardston nell'Alberta,
in Canada. Il presidente Joseph F. Smith dedicò il sito nel 1913.
Nel 1915 dedicò il sito di un tempio nelle Hawaii, dove era stato
missionario molti anni prima. Entrambi i templi furono dedicati dopo
la sua morte.
Durante questo periodo alcuni avvenimenti nel Messico ebbero un grande
impatto sul futuro della Chiesa in quel paese e nelle regioni confinanti
degli Stati Uniti. Nel 1901 le condizioni sembravano propizie per la
riapertura della missione in Messico. Le colonie dei Santi degli Ultimi
Giorni nello Stato di Chihuahua prosperavano; là i giovani, che
parlavano correntemente lo spagnolo e conoscevano bene la cultura messicana,
erano disponibili per le attività di proselitismo.
Durante i successivi dieci anni il numero dei missionari crebbe fino
a raggiungere il numero di venti, e i santi del luogo, uomini e donne,
furono chiamati e addestrati come dirigenti. Essi godevano del fattivo
appoggio di Rey L. Pratt, che diventò presidente della missione
nel 1907 e occupò tale posizione per quasi venticinque anni.
Molti nuovi convertiti si aggiunsero alla Chiesa, sì che nel
1911 la missione contava più di mille fedeli.
Tuttavia, a cominciare da quel periodo, le rivoluzioni e le controrivoluzioni
si susseguirono nel paese, e il lavoro missionario diventò sempre
più difficile. La situazione era complicata da crescenti sentimenti
nazionalisti anti-americani. Nell'agosto 1913 fu di nuovo necessario
evacuare i missionari.
Il compito di amministrare le attività della missione fu affidato
principalmente ai santi messicani. Per esempio a San Marcos, circa ottanta
chilometri a nordovest di Città del Messico, la responsabilità di
fungere da presidente del ramo fu affidata a Rafael Monroy, un relativamente
recente convertito.
Tuttavia nel 1915, appena due anni dopo la partenza dei missionari,
la brutale violenza del conflitto rivoluzionario e i pregiudizi religiosi
portarono alla fucilazione del presidente Monroy e di suo cugino Vincente
Morales. Furono uccisi perché erano accusati di essere membri
di un gruppo rivoluzionario rivale e perché non vollero rinnegare
la loro testimonianza del Vangelo.
Nel 1912 le stesse forze che avevano impedito la prosecuzione del lavoro
missionario causarono difficoltà anche tra i coloni del Messico
settentrionale. Quando i ribelli confiscarono alcune armi appartenenti
ai santi, i dirigenti mormoni risposero ordinando l'evacuazione delle
colonie entro il 26 luglio. Le donne e i bambini, con pochi uomini di
scorta, percorsero quasi trecento chilometri per arrivare a El Paso,
nel Texas, su treni affollatissimi.
La maggior parte degli uomini li seguirono alcuni giorni dopo con una
carovana di carri trainati da cavalli lunga più di un chilometro
e mezzo. Alla fine del mese oltre milletrecento santi profughi si trovavano
a El Paso. Molti di loro avevano abbandonato bellissime case e fattorie
ed erano ora obbligati a vivere in un deposito di legname abbandonato,
che offriva loro soltanto un tetto e un pavimento di rozze tavole.
Un altro gruppo di profughi fu ospitato al piano superiore di un vecchio
edificio. La struttura aveva il tetto di lamiera, che di giorno si arroventava
sotto i raggi del sole. Alcuni osservatori confessarono di aver pianto
quando videro in quali condizioni vivevano quelle persone. Nel febbraio
1913 alcuni santi tornarono nel Messico, anche se la rivoluzione infuriò per
molti anni. Altri rimasero definitivamente negli Stati Uniti.
Tuttavia i coloni mormoni goderono ripetutamente della protezione divina.
Il vescovo Anson Call, di Colonia Dublan, fu portato via da casa dai
ribelli, che lo accusarono falsamente di aver fornito informazioni che
avevano causato la morte di uno dei loro compagni. Due giorni dopo l'arresto
il vescovo Call si trovò davanti a un plotone di esecuzione con
i fucili già puntati, pronti a far fuoco.
Il comandante del plotone fermò l'esecuzione all'ultimo momento
in cambio della promessa del versamento di duecento pesos. Il vescovo
Call, scortato dalle guardie, riuscì a raccogliere tale somma
dai santi di Colonia Juarez. Questo episodio adempì la promessa
profetica fattagli dall'anziano Anthony Ivins del Quorum dei Dodici: “Potranno
derubarti di tutto quello che possiedi e metterti alla prova in ogni
maniera che i nemici della rettitudine riusciranno a immaginare, ma
non avranno il potere di toglierti la vita”.
Negli anni successivi le ottime scuole dei coloni e le loro tecniche
agricole d'avanguardia richiamarono un'attenzione favorevole alla Chiesa
nel Messico. Inoltre, quando il governo messicano cominciò ad
applicare le leggi che proibivano al clero straniero di lavorare nel
Messico, la maggior parte dei missionari della Chiesa, quasi tutti i
presidenti di missione e i dirigenti del sistema educativo della Chiesa
allora in espansione provenivano dalle file di quei coloni che erano
diventati cittadini messicani. In questa maniera le colonie mormoni
fornirono i mezzi che infine consentirono alla Chiesa di crescere in
tutto il Messico e in ogni altra parte dell'America Latina.
Le difficoltà incontrate in Messico portarono inoltre all'espansione
della Chiesa negli Stati Uniti del Sud-ovest. Molte famiglie di profughi
fuggiti dal Messico fornirono nuove energie e dirigenti alle congregazioni
dei santi dell'Arizona, Nuovo Messico e Texas. Nel 1915 la Prima Presidenza
incaricò Rey L. Pratt di dirigere il lavoro di proselitismo tra
la popolazione di lingua spagnola degli Stati Uniti. Questo diventò in
seguito un importante campo missionario.
SANTI DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE
La prima guerra mondiale scoppiò in Europa nel 1914. I santi
del Vecchio Continente risposero con patriottismo all'invito a difendere
i loro paesi. In Inghilterra un giornale locale riferì che i
santi del Rione di Pudsey avevano dato “un esempio di patriottismo
difficile da emulare, poiché ogni uomo atto alle armi, con l'eccezione
di quelli impegnati nelle fabbriche che sostenevano lo sforzo bellico,
si erano arruolati.
Qualsiasi cosa possiamo dire dei cosiddetti “Mormoni”,
dobbiamo ammettere che a Pudsey sono certamente molto patriottici”.
Anche in Germania i Santi degli Ultimi Giorni combatterono per la loro
patria, e circa settantacinque di loro persero la vita durante il conflitto.
Gli Stati Uniti non entrarono ufficialmente in guerra sino a tre anni
dopo. Woodrow Wilson, presidente degli Stati Uniti, dichiarò che
quella era una guerra che aveva lo scopo di preservare la democrazia,
la libertà e la pace. Poiché questi obiettivi concordavano
con quelli che la Chiesa esprimeva da sempre, i fedeli non trovavano
un conflitto religioso nel rispondere prontamente alla chiamata alle
armi.
Poiché l'Utah era ancora la patria della maggior parte dei Santi
degli Ultimi Giorni, la risposta dei suoi cittadini rispecchiò l'atteggiamento
che i santi in generale tenevano nei confronti della guerra. Si arruolò un
totale di 24.382 uomini, numero che eccedeva la quota stabilita per
lo Stato. Sei dei figli del presidente Joseph F. Smith prestarono servizio
nelle forze armate.
La Croce Rossa chiese all'Utah un contributo di 350.000 dollari, e
ne ricevette 520.000. Quando il governo cominciò a vendere buoni
del tesoro per sostenere lo sforzo bellico la popolazione dell'Utah,
alla quale era stata assegnata una quota di 6.500.000 dollari, ne acquistò per
ben 9.400.000 dollari.
La Chiesa, come ente, partecipò ufficialmente acquistando buoni
per 850.000 dollari. Inoltre le organizzazioni ausiliarie acquistarono
buoni con i loro fondi per un totale di quasi 600.000 dollari, e le
donne della Società di Soccorso parteciparono attivamente allo
sforzo bellico nell'ambito delle attività della Croce Rossa.
Era usanza di ogni Stato reclutare un'unità militare volontaria.
L’Utah fornì il 145° reggimento di artiglieria da campo.
La stragrande maggioranza dei suoi millecinquecento ufficiali e soldati
apparteneva alla Chiesa. Il cappellano dell'unità era l'anziano
B. H. Roberts del Primo Consiglio dei Settanta. Seicento componenti
di quel moderno “Battaglione Mormone” furono mandati oltremare.
La Chiesa era molto ben preparata a fornire cibo alle popolazioni affamate
dell'Europa afflitte dalla guerra. Da molti anni la Società di
Soccorso immagazzinava grano, proprio in preparazione di tale situazione
di emergenza. La Società vendette più di duecentomila
moggi di grano al governo degli Stati Uniti e versò il ricavato
in uno speciale fondo del grano per futuri scopi caritatevoli.
La pronta risposta della Chiesa e dei suoi fedeli all'emergenza creata
dalla guerra fu una chiara prova della lealtà e del patriottismo
dei santi. La stampa americana lodò queste iniziative, annullando
ogni impressione negativa che poteva ancora sussistere a causa della
crociata condotta dalle pubblicazioni antimormoni durante gli anni precedenti.
La Chiesa teneva la conferenza generale di aprile quando gli Stati
Uniti entrarono ufficialmente in guerra nel 1917. L'atteggiamento della
Chiesa verso la guerra fu chiaramente espresso nel discorso di apertura
del presidente Joseph F. Smith. Egli ricordò ai santi che anche
in una situazione di conflitto si doveva rispettare lo spirito del Vangelo.
Egli dichiarò che anche in guerra le persone dovevano conservare
vivo in sé “un atteggiamento di umanità, di amore
e di pace”. Egli chiese ai fedeli che si presumeva sarebbero stati
chiamati al servizio militare di ricordare che essi erano “ministri
di vita e non di morte. Quando andrete in guerra, fatelo animati dal
desiderio di difendere la libertà dell'umanità, invece
che allo scopo di distruggere i suoi nemici”.
LA VISIONE DELLA REDENZIONE DEI MORTI
Il 23 gennaio 1918 moriva Hyrum M. Smith, membro del Quorum dei Dodici
e figlio maggiore del presidente Joseph F. Smith. La sua morte fu un
grave colpo per il padre, a sua volta in cattiva salute. “Nel
suo dolore egli gridò: “La mia anima è esacerbata.
Il mio cuore è spezzato, e il mio cuore appena sopravvive. Oh,
mio amato figlio, mia gioia, mia speranza! ... Egli era davvero un principe
tra gli uomini.
Mai nella sua vita egli mi aveva causato un dispiacere o mi aveva dato
motivo di dubitare di lui. Lo amavo con tutto il cuore. Egli rallegrava
la mia anima con la sua capacità di oratore come nessun altro
uomo aveva mai fatto. Forse penso questo perché egli era mio
figlio e perché era pieno del fuoco dello Spirito Santo. Ed ora
cosa posso fare? Cosa posso fare? La mia anima è straziata, il
mio cuore spezzato! Dio mio, aiutami!”
Otto mesi dopo al presidente Joseph F. Smith fu data una gloriosa rivelazione
sul lavoro affidato ai giusti nel mondo degli spiriti. Il 3 ottobre
1918, mentre meditava sull'espiazione di Gesù Cristo, il presidente
Smith aprì la Bibbia e lesse in 1 Pietro 3:18-20 e 4:6 della
predicazione del Salvatore nel mondo degli spiriti. Mentre meditava
su questi passi lo Spirito del Signore scese su di lui, ed egli vide
in visione “le schiere dei morti” che si erano radunate
nel mondo degli spiriti.
Egli vide il Salvatore apparire tra loro e predicare il Vangelo ai
giusti. Gli fu mostrato che il Signore aveva incaricato altri spiriti
di continuare questo lavoro di predicazione, e che anche i fedeli anziani
di questa dispensazione avrebbero predicato ai morti dopo aver lasciato
questa vita terrena. Pertanto tutti i morti potevano essere redenti.
Questa “visione della redenzione dei morti” fu presentata
dal presidente Smith alla Prima Presidenza e ai Dodici e fu accettata
all'unanimità come rivelazione. Nel 1976 questa rivelazione fu
ufficialmente aggiunta alle opere canoniche della Chiesa e poco dopo
fu designata come sezione 138 di Dottrina e Alleanze.
I primi decenni del ventesimo secolo videro la Chiesa progredire in
molti aspetti importanti. Un periodo di prosperità mise in grado
la Chiesa di costruire molte cappelle e templi tanto necessari e consentì al
profeta di visitare e sostenere i santi in paesi lontani.
Le classi del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie,
le esposizioni dottrinali della Prima Presidenza, l'importante rivelazione
avuta dal
presidente Smith nel 1918 contribuirono ad espandere
la conoscenza dei santi circa certi principi del Vangelo. Nel frattempo
la Chiesa affrontò con
caratteristico vigore le difficoltà sollevate dalle radicali
teorie scientifiche, dalle rivoluzioni nel Messico e
dagli orrori di una guerra mondiale.
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