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Storia della chiesa - Capitolo 38

COERENZA NEI CAMBIAMENTI

IL TERZO DECENNIO DEL ventesimo secolo fu per molti aspetti un periodo relativamente pacifico nella storia della Chiesa. Dopo la prima guerra mondiale molti Santi degli Ultimi Giorni lasciarono l'Utah per trovare lavoro in California e in altri Stati. I membri della Chiesa rimasero nei loro paesi natii in numero sempre maggiore, secondo le istruzioni ricevute, e contribuirono a rafforzare i rami e i distretti in molte parti del mondo.

Per sottolineare in modo evidente l'interesse che i dirigenti della Chiesa avevano per tutti i popoli della terra, la Prima Presidenza mandò gli anziani David O. McKay e Hugh J. Cannon in visita alle missioni di tutto il mondo. Sempre nello stesso periodo la Chiesa istituì i seminari e inaugurò il primo programma dell'Istituto di Religione. La prima stazione radio dell'Utah, la KZN, cominciò a trasmettere i messaggi del Vangelo. Fu sostenuto un nuovo presidente della Chiesa, che l'avrebbe guidata per quasi tre decenni.

LA RIORGANIZZAZIONE DELLA PRIMA PRESIDENZA

Dal suo letto di morte il presidente Joseph F. Smith volgeva i suoi pensieri all'uomo che gli sarebbe succeduto come profeta, veggente e rivelatore. L'anziano Heber J. Grant fu informato che il profeta morente desiderava vederlo. Quando prese la mano del presidente Smith, l'anziano Grant sentì il suo potere e la sua forza spirituale. Proprio da lui gli fu impartita una benedizione speciale.

Il presidente Smith gli disse che il Signore non commetteva errori nello scegliere una persona a guidare la Sua chiesa. Quando, con gli occhi pieni di lacrime e il cuore pieno di amore, l'anziano Grant uscì dalla stanza, nelle sue orecchie risuonavano le ultime parole del profeta: “Il Signore ti benedica, figlio mio, il Signore ti benedica”.

Il 23 novembre 1918, quattro giorni dopo la morte del presidente Joseph F. Smith, i Dodici si radunarono nel Tempio di Salt Lake. Là essi ordinarono e misero a parte Heber J. Grant come settimo presidente della Chiesa. Era il primo presidente della Chiesa nato nell'Utah. Il presidente Grant, che era stato membro del Quorum dei Dodici sin dal 1882, era noto per la sua determinazione.

Nei suoi discorsi gli piaceva parlare di come aveva delle limitazioni personali e di come era riuscito a eccellere a dispetto di quelle. Il suo detto preferito proveniva dagli scritti da Ralph Waldo Emerson, il famoso saggista, filosofo e poeta: “Quello che insistiamo a fare diventa più facile, non perché cambi la natura di quello che facciamo, ma perché aumenta la nostra capacità di farlo”.

Il presidente Grant era un uomo molto spirituale. Fu riferito che in diverse riunioni, compresa una tenuta nel tempio, l'aspetto del presidente Grant quando parlava assomigliò a quello del defunto Joseph F. Smith. A causa dell'epidemia di influenza cosiddetta “spagnola”, che sconsigliava tutti i grandi raduni pubblici, il presidente Grant fu sostenuto presidente della Chiesa soltanto nel giugno 1919. Egli scelse come primo e secondo consigliere rispettivamente Anthon H. Lund e Charles W. Penrose.

La morte del presidente Smith e la riorganizzazione della Prima Presidenza lasciavano un posto vacante nel Quorum dei Dodici. Molti apostoli pensavano che il presidente Grant avrebbe chiamato a quella posizione il suo buon amico e fedele membro della Chiesa Richard W. Young. Il presidente Grant intendeva, con il consenso dei suoi consiglieri, chiamare Richard Young all'apostolato. Cominciò a riflettere e a pregare riguardo al posto vacante.

Quando la Prima Presidenza si incontrò con il Quorum dei Dodici, il presidente Grant infilò la mano in tasca e tirò fuori un foglio di carta sul quale era scritto il nome di Richard W. Young, con tutte le intenzioni di presentarlo per l'approvazione. Invece si sorprese a dire che il Signore voleva che Melvin J. Ballard, il presidente della missione degli Stati nord-occidentali, occupasse il posto vacante in senso al Quorum dei Dodici. Il presidente Grant in seguito rese testimonianza che egli aveva imparato da quella esperienza che il Signore ispira davvero il presidente della Chiesa.

Prima che l'anziano Ballard nascesse, sua madre aveva saputo in maniera straordinaria che il bambino che portava in seno sarebbe diventato un apostolo del Signore Gesù Cristo. Questa esperienza spirituale fu confermata quando all'anziano Ballard fu detto nella benedizione patriarcale che egli sarebbe stato uno dei testimoni speciali del Signore.

Nel 1921 morì il presidente Anthon H. Lund, e il presidente Grant scelse Anthony W. Ivins come consigliere della Prima Presidenza. John A. Widtsoe, presidente dell'Università dell'Utah, fu chiamato a occupare il posto rimasto vacante nel Consiglio dei Dodici Apostoli per la chiamata dell'anziano Ivins.

Quattro anni dopo, quando morì Charles W. Penrose, il Vescovo Presiedente Charles W. Nibley diventò membro della Prima Presidenza. Egli e il presidente Ivins servirono come consiglieri del presidente Grant per il resto del decennio. Joseph Fielding Smith, figlio di Joseph F. Smith, sostituì il presidente Lund come storico della Chiesa e occupò tale posizione per più di mezzo secolo.

Poco dopo essere stato messo a parte come presidente della Chiesa, Heber J. Grant effettuò numerosi cambiamenti amministrativi e stabilì delle procedure che avrebbero esercitato una duratura influenza sulla Chiesa. In primo luogo annunciò che i componenti della Prima Presidenza non avrebbero più servito come presidenti delle varie organizzazioni ausiliarie come avevano fatto sino a quel tempo, con altre Autorità generali come assistenti.

Secondo, agli inizi del 1922 fu istituita la Corporation of the President per possedere e amministrare le proprietà ecclesiastiche della Chiesa. Questo ente aveva lo scopo di gestire le proprietà esenti da tasse della Chiesa. Nello stesso tempo fu fondata la Zion's Securities Corporation per amministrare le proprietà che erano considerate investimenti e attività commerciali in senso stretto.

La Chiesa decise di pagare volontariamente le tasse su queste proprietà e attività sebbene potesse chiedere l'esenzione, in quanto potevano rientrare fra le imprese che non avevano finalità di lucro.

LA CHIESA E LA SOCIETA DELLE NAZIONI

Alla fine della prima guerra mondiale il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson presentò i suoi progetti per raggiungere una pace mondiale permanente. Fra i suoi obiettivi c'era una Società delle Nazioni, che mediante l'aperta discussione e con procedure parlamentari avrebbe risolto i conflitti che potevano sorgere tra i paesi del mondo. Sin dal discorso di addio di George Washington gli Stati Uniti avevano evitato il più possibile di lasciarsi coinvolgere nelle diatribe che sorgevano tra gli altri paesi, in particolare quelli europei.

Il piano di Wilson rappresentava un rovesciamento della tradizionale politica estera degli Stati Uniti. Quando il presidente cercò di far ratificare il suo trattato dal Senato degli Stati Uniti, ne seguì un aspro conflitto politico. Molti senatori repubblicani, compreso l'apostolo Reed Smoot, erano favorevoli all'istituzione della Società soltanto se alla Costituzione si fossero apportati alcuni emendamenti per preservare la sovranità americana. Altri si opponevano vigorosamente e completamente alla società.

Nel febbraio 1919, nel tentativo di promuovere il trattato, il Congresso delle Montagne Rocciose della Società per mantenere la pace tenne la sua convenzione a Salt Lake City. Ad essa partecipò l'ex-presidente degli Stati Uniti William Howard Taft, e il presidente Heber J. Grant diresse alcune sessioni. Nel mese di luglio il presidente Ivins, in rappresentanza della Prima Presidenza, parlò in favore della Società e così fecero diversi altri Fratelli intervenuti alle conferenze di palo di quell'estate.

Nonostante gli sforzi di coloro che appoggiavano il trattato di Wilson, la proposta fu bocciata a grande maggioranza dal Congresso degli Stati Uniti. Il fatto che alcuni membri della Chiesa si erano opposti vigorosamente alla Società mentre altri l'avevano favorita causò alcune divisioni all'interno della Chiesa.

Pertanto alla conferenza generale di ottobre, dopo la sconfitta al Senato, il presidente Grant ricordò alla congregazione quello che era accaduto l'anno precedente e espresse il suo rincrescimento per l'acerrima controversia che la proposta aveva causato. Egli auspicò che regnasse il perdono fra i santi.

Poi menzionò il consiglio che aveva ricevuto dal presidente John Taylor quando era ancora un giovane apostolo: “Figlio mio, non dimenticare mai che quando svolgi i tuoi compiti il tuo cuore deve essere pieno di amore e di perdono”.

Che il presidente Grant non provasse nessun risentimento è evidente dal fatto che rimase grande amico e ammiratore di Reed Smoot e che i Fratelli che si erano opposti alla Società delle Nazioni - Charles W. Nibley, J. Reuben Clark e David O. McKay - in seguito diventarono suoi consiglieri nella Prima Presidenza della Chiesa. Tuttavia c'era ancora un'altra questione politica che toccava una questione morale e che attendeva di essere risolta.

LA PAROLA DI SAGGEZZA E L'ABOLIZIONE
DEL PROIBIZIONISMO

Durante questo periodo molte persone negli Stati Uniti si unirono a un movimento teso a eliminare molti dei mali e delle ingiustizie che affliggevano la nazione. Parte essenziale di questo movimento, promosso dai gruppi protestanti evangelici, era la proibizione della vendita di bevande alcoliche. La Chiesa e i suoi dirigenti appoggiavano questo grande sforzo morale.

Fu presto istituita la Lega per il proibizionismo dell'Utah, guidata dal presidente Heber J. Grant. Alcuni dirigenti della Chiesa, fra i quali il senatore Reed Smoot, preferivano che le decisioni sul Proibizionismo fossero prese a livello locale, anziché mettere al bando su scala nazionale la vendita dei liquori.

Altri videro questa messa al bando come una privazione delle loro libertà ed esortavano i membri della Chiesa a continuare a sottolineare i mali e le dannose conseguenze del consumo di alcolici, ma ritenevano che ognuno avesse il diritto di decidere quale condotta voleva tenere. Tuttavia le forze che chiedevano la messa al bando della vendita di alcol erano ingenti e fu così approvato il Diciottesimo Emendamento che faceva del Proibizionismo una legge nazionale.

Fra il 1920 e il 1930 i vescovi che intervistavano i fedeli che desideravano andare al tempio erano tenuti a esortarli a osservare i principi della Parola di Saggezza. La Chiesa inoltre usava le sue pubblicazioni, in particolare l'Improvement Era, per portare innanzi una campagna contro l'uso del tabacco. Molti articoli si appellavano sia alle autorità scientifiche che alla dottrina della Chiesa per promuovere l'astinenza sia dall'alcol che dal tabacco.

I dirigenti della Chiesa chiedevano anche una legislazione contro il tabacco, compresa l'esclusione della pubblicità delle sigarette dai cartelli stradali. Il presidente Grant predicava spesso contro il fumo e il consumo dell'alcol e sosteneva con fermezza l'applicazione delle leggi emanate in tal senso. Egli insistette anche che il Deseret News sostenesse ufficialmente l'applicazione del Proibizionismo. Inoltre la Chiesa forniva un appoggio finanziario alla Lega per il Proibizionismo.

Durante gli anni in cui il Proibizionismo fu in effetto molte erano le forze che operavano perché questa legge fosse revocata. Nonostante il vigoroso sostegno della Chiesa e la consapevolezza da parte del pubblico che il presidente Grant sosteneva fermamente il Proibizionismo, l'Utah diventò il trentaseiesimo Stato che votò per la revoca del Diciottesimo Emendamento.

Per colmo dell'ironia fu questo voto a favore dell'abolizione che pose fine al Proibizionismo. Il presidente Grant espresse pubblicamente la sua delusione perché i membri della Chiesa non avevano seguito il suo esempio e i suoi consigli. Se l'avessero fatto, egli insisteva, si sarebbero potute evitare tante sofferenze, dolori, la degradazione spirituale e il deterioramento della salute fisica che accompagnano il consumo dell'alcol e del tabacco.

L’anziano George Albert Smith in seguito parlò delle conseguenze che si erano e si sarebbero avute per la stoltezza di coloro che non avevano ascoltato il consiglio del profeta vivente: “Tra noi oggi vi sono persone che sono state accecate dalle teorie e dalla stoltezza degli uomini. Vi sono coloro che respingono il consiglio dell'uomo che Dio ha posto a capo di questa chiesa.

Sto qui davanti a voi addolorato, pensando al modo in cui abbiamo respinto il consiglio del presidente Grant. Non voglio essere contato in questo “noi”, poiché non ne faccio parte - ma tra noi vi sono coloro che hanno respinto il consiglio del Presidente della Chiesa e hanno votato per la revoca del Diciottesimo Emendamento, approvando il ritorno tra noi, con l'appoggio della legge, delle bevande alcoliche. Questa azione ha fatto crescere il numero di incidenti e di omicidi, e migliaia di figli e figlie d'America si perdono e vengono corrotti al di là di ogni possibilità di recupero.

Se avessimo ascoltato l'uomo che sta a capo della Chiesa e avessimo fatto il nostro dovere, in questa valle e in altri luoghi non soffriremmo le afflizioni che ci hanno colpito, o almeno non saremmo di esse responsabili.

Le persone che non hanno molta conoscenza improvvisamente si fanno avanti con un'idea splendida e poi suggeriscono che “questo è il modo giusto di agire”, oppure: “il modo di agire è quest'altro”; e nonostante le loro idee siano in conflitto con la volontà del Signore, alcuni sono persuasi a seguirli.

Il Signore ci ha dato saggi consigli e ha nominato il presidente della Sua chiesa perché interpreti questi consigli. Se ignoriamo i Suoi consigli, nonché quelli del Presidente della Chiesa, ci possiamo accorgere di aver commesso un grave errore”.

IL CONTINUO PROGRESSO DEL LAVORO MISSIONARIO

Dopo la prima guerra mondiale la Chiesa incontrò qualche difficoltà per ottenere il permesso di far entrare i missionari in numerosi paesi europei. Tuttavia il presidente della Missione Europea George F. Richards, lavorando in stretta collaborazione con il suo successore, l'anziano George Albert Smith, e con il senatore Reed Smoot, ottenne finalmente il permesso di inviare i missionari a svolgere il lavoro di proselitismo in Olanda, Norvegia, Svezia e Danimarca.

Nell'autunno del 1920 il Vangelo fu di nuovo predicato in Germania, e nella primavera del 1921 fu riaperto ai missionari il Sud Africa. Per ottenere informazioni di prima mano sui Santi degli Ultimi Giorni di ogni parte del mondo e per dare risalto all'ingiunzione delle Scritture che il Vangelo doveva essere predicato a ogni nazione, tribù, lingua e popolo, il presidente Grant inviò in viaggio attorno al mondo l'anziano David O. McKay e Hugh J. Cannon, direttore dell'Improvement Era.

Il Deseret News pubblicò la notizia che l'anziano McKay avrebbe fatto visita alle missioni con il titolo di Commissario per l'Educazione e che sarebbe stato accolto in veste ufficiale dai governanti del mondo. Nell'affidare questo incarico all'anziano McKay, il presidente Grant disse: “Svolgi un'indagine generale, studia le condizioni in cui si trovano, raccogli tutti i dati possibili che le riguardano e, in breve, procurati tutte le informazioni generali di cui la Prima Presidenza e il Consiglio dei Dodici hanno bisogno per deliberare con piena conoscenza dei fatti”.

I due ambasciatori partirono il 4 dicembre 1920 accompagnati dai voti dei dirigenti della Chiesa, dei familiari e degli amici. Durante la traversata per raggiungere il Giappone sulla nave Empress of Japan, il presidente McKay soffrì di mal di mare per quasi tutto il tempo. Egli descrisse così i suoi patimenti: “Addio pranzo di ieri sera! Addio pranzo del Rotary di ieri! E durante le prossime sessanta ore, addio a tutto quello che ho mai mangiato sin da quando ero ancora bambino sulle ginocchia di mia madre. Mi domando se non ho addirittura varcato la soglia che mi riporta nella pre-esistenza”.

Dopo aver incontrato i missionari in Giappone, andarono in Cina passando per la Corea e la Manciuria. A Pechino vagarono per le strade alla ricerca di un luogo idoneo a dedicare quel paese. Infine si avvicinarono alle mura della Città Proibita, l'ex-residenza degli imperatori. Vi entrarono per la porta principale e si appartarono in boschetto di cipressi che, per i Cinesi, simboleggiano il dolore e la tristezza.

L'anziano McKay sentiva che quello era un luogo particolarmente adatto per invocare le benedizioni del cielo su quel popolo oppresso e sofferente. A capo chino, quel moderno testimone di Cristo pregò quietamente per girare la chiave che avrebbe aperto la porta per fare entrare i servi autorizzati di Dio in Cina a predicare il vangelo restaurato di Gesù Cristo.

Dopo aver raggiunto le Hawaii, gli anziani McKay e Cannon ispezionarono la scuola della Chiesa a Laie e poi visitarono le altre isole. L’anziano Cannon in particolare chiese di visitare Pulehu sull'isola di Maui, dove suo padre, George Q. Cannon, aveva battezzato il primo hawaiano nel luglio 1851. Trentaquattro anni dopo il presidente McKay ricordò gli avvenimenti che accaddero durante la loro visita a Maui.

“Così arrivammo qui, e proprio qui è dove mi trovavo [indicando un punto su cui in passato stava un albero del pepe]; e mentre guardavamo una vecchia capanna che si trovava proprio in questo punto, egli disse: “Questa è probabilmente la vecchia cappella”. Mi sembrava di vederla in lontananza. Là non c'era nient'altro.

Dicemmo: “Probabilmente questo è il posto giusto. Probabilmente ci troviamo nello stesso punto in cui tuo padre, George Q. Cannon, e il giudice Napela parlarono alle persone”. Rimanemmo molto colpiti dall'ambiente, dai legami e dal significato spirituale di quell'occasione, come lo eravamo stati dalle manifestazioni che avevamo ricevuto durante il nostro viaggio in Oriente e sino a quel punto nelle Hawaii. Dissi: “Ritengo che dovremmo dire una preghiera” ...

Dissi la preghiera. Tutti tenevamo gli occhi chiusi; era un raduno molto spirituale. Quando cominciammo a camminare dopo la preghiera, fratello Keola Kailimai prese da parte fratello E. Wesley Smith e cominciò a parlargli con foga in hawaiano. Noi e gli altri rimanemmo indietro. Essi continuarono a parlare, e fratello Kailimai gli raccontava animatamente in hawaiano quello che egli aveva veduto durante la preghiera.

Si fermarono proprio laggiù [indicando un punto che si trovava a poca distanza], e fratello E. Wesley Smith disse: “Fratello McKay, ha sentito quello che mi ha raccontato fratello Kailimai?” Io risposi: “No”. “Fratello Kailimai ha detto che mentre lei pregava e tutti avevamo gli occhi chiusi egli vide due uomini, e pensò che fossero Hugh J. Cannon e E. Wesley Smith, che uscivano dal gruppo e stringevano la mano a qualcuno.

Si chiedeva perché fratello Cannon e fratello Smith stringessero le mani ad altre persone mentre noi pregavamo. Aprì gli occhi e vide davanti a sé quei due uomini, che facevano ancora parte del gruppo, con gli occhi chiusi come li aveva veduti prima. Egli chiuse rapidamente gli occhi perché capì di aver avuto una visione”.

Ebbene, fratello Hugh J. Cannon assomiglia molto a fratello George Q. Cannon, suo padre. Durante il nostro viaggio ho parlato di questa somiglianza. Naturalmente E. Wesley Smith ha le stesse caratteristiche del presidente Joseph Fielding Smith. Naturalmente fratello Keola Kailimai ha immaginato che fossero quei due uomini. Io dissi: “Penso che fossero George Q. Cannon e Joseph F. Smith, due ex-missionari nelle Hawaii, che quest'uomo spirituale ha veduto”.

Facemmo qualche altro passo, e io dissi: “Fratello Kailimai, non capisco il significato della tua visione, ma so che il velo fra noi e quei primi missionari era molto sottile”. Fratello Hugh J. Cannon, che stava accanto a me, con le guance bagnate di lacrime disse: “Fratello McKay, non c'era nessun velo”.

Dalle Hawaii i due salparono per San Francisco, dove ritenevano di trovare più facilmente delle navi che li avrebbero portati nel Pacifico Meridionale. Là si incontrarono con il presidente Heber J. Grant e con le loro mogli. Informati della morte di Anthon H. Lund, consigliere del presidente Grant, decisero di tornare per un breve periodo a Salt Lake City.

Furono di ritorno a San Francisco verso la fine di marzo, pronti a compiere il viaggio di dodici giorni che li avrebbe portati a Tahiti. Vi arrivarono il 12 aprile, ma non riuscirono a incontrarsi con il presidente della missione, che era in visita nelle altre isole. Da Tahiti salparono per Raratonga e quindi per Wellington, nella Nuova Zelanda, dove avevano in programma il primo appuntamento. Trascorsero nove giorni in colloqui con i missionari e i santi della Nuova Zelanda. Era la prima volta che un apostolo visitava quel paese in questa dispensazione.

Lasciarono Auckland per le Samoa il 30 aprile 1921. Quando arrivarono con il vapore Tofua, furono accolti da una moltitudine di membri della Chiesa con canti e grida di gioia. Trascorsero più di un mese viaggiando da un'isola all'altra e tenendo riunioni con i santi e i funzionari del governo. In ogni località l'anziano McKay parlava davanti a una folla.

A volte c'erano millecinquecento tra isolani, funzionari e visitatori. Quando parlava con questi gruppi si serviva di un interprete. Una volta tuttavia fermò l'interprete e continuò a parlare, poiché si era reso conto che i fedeli riuscivano a capirlo: l'intera congregazione aveva ricevuto il dono di interpretare le lingue.

Grazie al loro comportamento e alle loro testimonianze, gli anziani David O. McKay e Hugh J. Cannon si guadagnarono il sincero affetto degli abitanti delle Samoa. Quando venne il momento di partire vi furono lacrime e invocazioni a rimanere ancora tra loro.

Dietro suggerimento dello Spirito l'anziano McKay tornò indietro, scese da cavallo, fece sapere quello che stava per fare e poi, alzando entrambe le braccia, pronunciò su di loro grandi benedizioni con l'autorità e il potere dell'apostolato e del sacerdozio. Quella fu la splendida conclusione di una perfetta cerimonia di addio. I Fratelli si voltarono rapidamente e partirono, mentre i santi li salutavano agitando fazzoletti bianchi. Il popolo delle Samoa in seguito innalzò un monumento per onorare il luogo in cui l'anziano McKay aveva pregato.

A causa di un'epidemia di morbillo nelle Tonga, chi voleva entrare nel paese doveva sottostare a una quarantena di dodici giorni. L’anziano McKay decise di visitare lo stesso le isole, ma mandò l'anziano Cannon in Nuova Zelanda per evitare la quarantena.

Dalle Tonga egli tornò nella Nuova Zelanda per altre due settimane, visitando Auckland e Hastings. Il 2 agosto 1921 i due viaggiatori partirono per Sydney, in Australia. Al contrario delle folle che si erano radunate per accogliere negli altri luoghi, il numero dei santi di Sydney, Melbourne, Adelaide e Brisbane era molto piccolo. I Fratelli tuttavia notarono una profonda spiritualità tra i fedeli.

Dall'Australia attraversarono l'Asia sud-orientale per raggiungere paesi la cui popolazione soffriva la fame e la miseria: per esempio, un mendicante morì accanto all'anziano McKay per la strada in India. La scomoda traversata nel caldo afoso dell'Oceano Indiano per raggiungere l'Egitto dette ai due missionari il tempo di pensare alla loro casa e alle loro famiglie.

Una sera l'anziano McKay stava sul ponte accanto a una signora esausta per aver cercato di calmare il figlio che piangeva continuamente. L’anziano McKay le sorrise, poi le chiese se poteva tenere in braccio il bambino mentre ella riposava. La donna acconsentì volentieri, e poco dopo il bambino si addormentava tra le braccia dell'apostolo.

In Palestina dovevano incontrarsi con il presidente J. Wilford Booth, nuovo presidente della Missione Armena, per visitare con lui i piccoli rami della regione. Tuttavia, quando arrivarono a Gerusalemme, non riuscirono a sapere dove il presidente Booth si sarebbe unito a loro. Dopo alcuni giorni dedicati alla visita dei luoghi santi e delle altre località storiche, decisero di partire per Haifa, città portuale sulla costa del Mediterraneo a nord di Gerusalemme, da dove avrebbero continuato per raggiungere Aleppo, nella parte nord-occidentale della Siria. Originariamente avevano intenzione di viaggiare in automobile attraverso la Samaria, ma l'anziano McKay sentì l'impulso di prendere invece il treno.

Arrivarono a Haifa senza sapere dove avrebbero alloggiato; mentre fratello Cannon si occupava del loro bagaglio, l'anziano McKay andò alla ricerca di un albergo decente. Dieci minuti dopo l'anziano McKay tornò con il fattorino di un albergo famoso. Stavano per uscire dalla stazione quando l'anziano McKay sentì che qualcuno gli batteva su una spalla dicendo: “Lei non è fratello McKay?” L'anziano McKay si voltò e vide il presidente Booth.

Se i due anziani avessero viaggiato in automobile, o avessero pensato a chiedere in quale albergo potevano alloggiare prima di partire da Gerusalemme, o se fossero rimasti là più a lungo, non avrebbero incontrato il presidente Booth. Poterono così tenere molte riunioni spirituali con i santi e distribuire i fondi raccolti grazie a un digiuno speciale osservato nell'Utah, fondi che furono un grande aiuto per i membri della Chiesa di quella zona.

Conclusero il loro viaggio attorno al mondo con una visita alle missioni dell'Europa. Dopo aver percorso quasi centomila chilometri in cinque mesi, i due anziani arrivarono a casa la vigilia di Natale del 1921. Alla conferenza generale di aprile 1922 l'anziano McKay riferì sul successo della loro missione e portò una commovente testimonianza che “Cristo è sempre pronto a darvi il Suo aiuto nei momenti di necessità, a darvi il Suo sostegno e la Sua forza, se vi rivolgete a Lui con purezza, semplicità e fede”.

Poco dopo il suo ritorno a casa David O. McKay fu chiamato come presidente della Missione Europea della Chiesa. Gli fu affidato il compito di migliorare l'immagine pubblica della Chiesa, specialmente in Gran Bretagna. L'anziano John A. Widtsoe e il senatore Reed Smoot visitarono Londra dietro richiesta del presidente McKay ed ebbero incontri con i proprietari dei principali giornali britannici e con Stanley Baldwin, ex-primo ministro. Quando i proprietari dei giornali si convinsero che una gran parte del materiale da essi pubblicato riguardo ai Santi degli Ultimi Giorni non corrispondeva alla verità, si impegnarono a non accettare più articoli antimormoni.

Ben presto la posizione della Chiesa migliorò anche in altre parti del mondo, e delle missioni furono o aperte o riaperte in Francia, Cecoslovacchia e Baviera. Nel 1925 Melvin J. Ballard riaprì la Missione sudamericana. La preghiera dedicatoria tenuta a Buenos Aires, in Argentina, comprendeva la seguente profezia: “Il lavoro del Signore qui crescerà lentamente per qualche tempo, proprio come una quercia nasce da una ghianda.

Non spunterà in un giorno come fa il girasole, che cresce rapidamente e poi muore. Ma qui migliaia di persone si uniranno alla Chiesa. Qui vi sarà più di una missione; qui grande sarà la forza della Chiesa ... Verrà il giorno in cui i Lamaniti di questo paese saranno una forza nella Chiesa”.

Un simbolo dell'impegno dei membri della Chiesa verso il lavoro missionario è l'esempio di Percy D. McArthur. Percy, atleta molto dotato che osservava la Parola di Saggezza, era campione delle 440 yarde in California. Pregava spesso prima di correre, non per poter vincere, ma per poter fare del suo meglio. Egli rappresentò l'Athletic Club di Los Angeles al meeting nazionale di atletica leggera tenuto nel 1927 a Lincoln, nel Nebraska, e arrivò primo a pari merito con altri due atleti. Parlando della squadra olimpica del 1928 egli disse:

“Ero sicuro di poter entrare nella squadra; ero perfettamente in forma e ben preparato mentalmente e fisicamente, quando ricevetti la chiamata in missione. Per me la missione era più importante di qualsiasi cosa”. Poco dopo egli era al lavoro nella Missione Messicana. Non fu il primo né l'ultimo grande atleta a mettere la Chiesa al primo posto nella vita. Egli voltò le spalle alla fama, e forse alla ricchezza, per proclamare a un popolo umile che il Vangelo si trovava di nuovo sulla terra.

Onde mandare sul campo dei missionari meglio addestrati, i dirigenti della Chiesa istituirono un centro per l'addestramento dei missionari a Salt Lake City, affidato alla direzione di LeRoi C. Snow. Presso questo centro, durante due settimane, i missionari seguivano un corso intensivo di addestramento su aspetti come le buone maniere, la puntualità e le tecniche di proselitismo. Ascoltavano anche le istruzioni impartite dalle Autorità generali sui principi del Vangelo.

La Casa delle Missioni, come veniva chiamata, fu dedicata il 3 febbraio 1925 dal presidente Heber J. Grant, e il primo corso di istruzione ivi tenuto contava soltanto cinque anziani. Tuttavia nel 1927 quasi tremila giovani, uomini e donne, erano stati qui addestrati. L'aumento del numero dei missionari addestrati era dovuto, fra l'altro all'annuncio fatto dal presidente Grant alla conferenza generale di ottobre 1925 in merito alla necessità di avere altri mille missionari.

Fu durante questo periodo che furono messi alla prova diversi metodi innovativi per facilitare la predicazione del Vangelo. Un giovane missionario al lavoro nella Missione della California, Gustive O. Larson, preparò una serie di conferenze illustrate che, con l'approvazione del presidente della missione, tenne in tutto lo Stato. Le diapositive e il dialogo si incentravano su tre temi: l'antica civiltà americana, la storia dei Mormoni, i templi dei Santi degli Ultimi Giorni e il lavoro in essi svolto. Migliaia di persone non appartenenti alla Chiesa vennero ad assistere alla proiezione delle diapositive e ad ascoltare l'anziano Larson.

Nel frattempo il presidente B. H. Roberts, da poco chiamato a presiedere alla Missione degli Stati dell'Est, addestrava i suoi missionari nei principi fondamentali del lavoro di proselitismo e li esortava a organizzare e esporre il messaggio del Vangelo in maniera logica e a fare un miglior uso del Libro di Mormon. Egli li invitava spesso nella sede della Missione, dove teneva conferenze sui principi del Vangelo.

Il lavoro missionario in Giappone subì un rovescio temporaneo durante gli anni 20. Dopo ventitré anni di sforzi e di sacrifici da parte dei missionari il presidente Grant, che aveva aperto la Missione Giapponese, pose termine al lavoro di proselitismo in quel paese. La dolorosa decisione di ritirare i missionari era dovuta a diversi fattori, tra i quali la difficoltà di imparare la lingua, la diversità di cultura e la mancanza di convertiti. Ulteriori motivi furono il terremoto che colpì Tokyo nel 1923 e la legge che escludeva i Giapponesi dall'immigrazione negli Stati Uniti emanata nel 1924.

Il terremoto fu così devastante che il lavoro missionario cessò immediatamente, poiché i pochi missionari presenti nel paese si impegnarono a collaborare agli sforzi di ricostruzione. La legge di esclusione sopra menzionata, approvata nel luglio 1924, negava ai Giapponesi il permesso di emigrare negli Stati Uniti.

Questa legge destò sentimenti di ostilità verso tutti gli americani che vivevano in Giappone. A causa di questi fattori, nell'agosto 1924 la Prima Presidenza, dopo lunghe preghiere e attenta riflessione, annunciò la chiusura della missione. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale il Vangelo restaurato avrebbe attirato migliaia di convertiti giapponesi.

NUOVE DIRETTIVE NEL SISTEMA EDUCATIVO DELLA CHIESA

Già prima della prima guerra mondiale i Santi degli Ultimi Giorni si resero conto che non potevano continuare a mantenere due sistemi scolastici. La Chiesa non era in grado di costruire delle scuole proprie, allora chiamate accademie, per tutti i figli dei fedeli.

I fedeli trovavano oneroso finanziare le scuole pubbliche richieste dalla legge e al tempo stesso fornire i fondi per la gestione di scuole locali della Chiesa. Pertanto, a cominciare dal 1920, la maggior parte delle accademie furono trasformate in scuole pubbliche o convertite in istituti magistrali parificati e normali scuole medie.

Per assicurare che i giovani della Chiesa ricevessero in qualche modo un'istruzione religiosa quotidiana, la Chiesa istituì i seminari adiacenti alle scuole superiori pubbliche, cominciando nel 1912 dalla Scuola Superiore di Granite a Salt Lake City.

Alcuni distretti scolastici locali consentivano agli allievi di interrompere le lezioni per frequentare i corsi dell'istituto, e furono quindi costruiti edifici separati da quelli scolastici. Furono assunti insegnanti qualificati, e l'intero sistema fu affidato alla direzione di un consiglio generale della Chiesa per l'istruzione e a un commissario nominato dalla Chiesa. Ebbe così inizio il grande sistema del Seminario della Chiesa.

Dato l'aumentato numero di Santi degli Ultimi Giorni che andavano all'università, durante gli anni 20 alcuni membri della Chiesa si preoccupavano di come gli studenti potevano mettere d'accordo ciò che imparavano con la loro religione. L'inizio degli anni venti fu contrassegnato da una sempre più diffusa preferenza data alla scienza e dal declino dell'influenza e del potere delle chiese.

Un libro molto diffuso in questo periodo era intitolato Storia della battaglia tra la scienza e la teologia nella cristianità, scritto da Andrew Dixon White, famoso professore di storia e rettore dell'Università di Cornell. Egli attaccava vigorosamente le dottrine cristiane fondamentali che definiva “una minaccia per la normale evoluzione della società”. Il suo libro era considerato un testo di riferimento per aiutare gli studenti di scienze a capire il conflitto ideologico tra le scienze e il Cristianesimo.

Durante questo periodo di fermenti e di entusiasmi, un gruppo di Santi degli Ultimi Giorni dell'Università dell'Idaho chiesero l'aiuto della Prima Presidenza perché un gran numero di studenti mormoni di quell'istituto non avevano modo di usufruire di un'istruzione ecclesiastica per integrare i loro studi accademici.

La Prima Presidenza rispose positivamente a questa richiesta e inviò l'ex-presidente della Missione del Sud Africa, J. Wyley Sessions, da poco tornato in patria, e sua moglie Magdeline a Moscow, nell'Idaho, con l'incarico di istituire un programma per gli studenti della Chiesa di quella località. Lavorando in stretta collaborazione con i funzionari dell'università, fratello Sessions poté subito sviluppare un'organizzazione sociale e tenere dei corsi di studio delle Scritture e di etica in un ambiente della Chiesa. dei quali veniva tenuto conto ai fini del profitto universitario.

I primi corsi, furono tenuti nell'autunno dei 1926 con la partecipazione di cinquantasette studenti. Fu costruito un grande edificio nelle vicinanze dell'università. In breve tempo furono organizzati degli istituti e costruiti degli edifici adiacenti all'Istituto di agricoltura dello Stato dell'Utah a Logan, all'Università di Stato dell'Idaho a Pocatello e all'Università dell'Utah a Salt Lake City.

Fu sempre durante i primi Anni Venti che i dirigenti dell'Università Brigham Young istituirono la prima settimana dell'Istruzione per gli adulti. Originariamente questi corsi avevano lo scopo di addestrare i dirigenti di palo e di rione e venivano tenuti dalla Prima Presidenza e dalle altre Autorità generali.

Poiché il loro tempo era troppo prezioso, le Autorità generali in seguito chiesero ai dirigenti dell'università di usare docenti universitari come insegnanti e di aprire i corsi al pubblico in generale. Alle Settimane dell'istruzione ora partecipano migliaia di Santi degli Ultimi Giorni in tutti gli Stati Uniti e nel Canada, e più di venticinquemila persone seguono le lezioni tenute ogni anno nel complesso dell'Università Brigham Young a Provo.

PROSEGUE L'ESPANSIONE DELLA CHIESA

Durante gli Anni Venti molti Santi degli Ultimi Giorni lasciarono l'Utah e si stabilirono in altre regioni, ad esempio nella California meridionale. Il lavoro missionario portò nella Chiesa molti convertiti e aumentò ulteriormente il numero di membri della Chiesa che risiedevano in quella parte degli Stati Uniti.

Nel gennaio 1923 il presidente Heber J. Grant, il suo primo consigliere Charles W. Penrose e altre Autorità generali si riunirono con tremila fedeli della California per organizzare il Palo di Los Angeles, l'ottantottesimo palo della Chiesa, che copriva tutta la California meridionale.

La creazione di questo palo fu il segnale che la Chiesa non era più un'organizzazione appartenente esclusivamente all'Utah, ma cominciava a espandersi in ogni parte del Paese. Grazie alle prime attività di colonizzazione, vi era anche un numero sufficiente di membri della Chiesa da giustificare l'edificazione di templi in Canada nel 1923, e in Arizona nel 1927. Entrambi questi sacri edifici furono dedicati dal presidente Grant.

Il 6 maggio 1922 il Profeta dedicò la nuova emittente radio della Deseret News, la KZN, e per la prima volta nella storia della Chiesa mandò un messaggio sulle onde dell'etere. In questo discorso il presidente Grant portava la sua testimonianza che Joseph Smith era un profeta del vero Dio vivente. Due anni dopo l'emittente cominciò a trasmettere le sessioni della conferenza generale.

Migliaia di membri della Chiesa e molte persone non appartenenti ad essa poterono ascoltare gli ispirati messaggi delle Autorità generali. Durante l'estate del 1924 la sigla di identificazione dell'emittente fu cambiata in KSL. Il 15 luglio 1929 il Coro del Tabernacolo tenne la sua prima trasmissione.

Anche il programma “Spoken Word” (la “Parola ispirata”, ndT), messaggio di ispirazione e di speranza creato da Richard L. Evans, entrò a far parte delle regolari trasmissioni. Nel corso degli anni migliaia di persone sono entrate a far parte della Chiesa dopo aver ascoltato il canto ispirato del coro e le eloquenti e spirituali parole di questo programma. Altre migliaia di persone hanno ricevuto conforto e speranza dalle trasmissioni del coro.

CELEBRAZIONE DEL CENTENARIO E MAGGIORE
INTERESSE PER LA STORIA DELLA CHIESA

Ritenendo che la Chiesa avesse bisogno di un libro in un solo volume facile da leggere che raccontasse la storia della Restaurazione, la Prima Presidenza chiese a Joseph Fielding Smith di scrivere tale opera. Questo lavoro, intitolato Essentials in Church History (Elementi di storia della Chiesa, ndT) fu pubblicato nel 1922. Questo volume, che fu usato all'inizio degli Anni Venti come manuale per il Sacerdozio di Melchisedec, negli anni successivi ebbe oltre venti edizioni.

Andrew Jenson, assistente dello storico della Chiesa, dedicò gran parte di quel decennio a viaggiare in tutto il mondo per raccogliere i documenti storici conservati nei rioni e rami. Fu grazie alla sua diligenza, perseveranza ed efficienza che gli storici oggi hanno a disposizione il materiale necessario per svolgere utili ricerche sulla storia della Chiesa.

Sempre durante gli Anni Venti la Chiesa celebrò il centenario dell'apparizione del Padre e del Figlio e dell'angelo Moroni a Joseph Smith con speciali rappresentazioni e cerimonie a Palmyra, nello Stato di New York. La mattina di domenica 6 aprile 1930 migliaia di membri della Chiesa si affollarono nel Tabernacolo di Salt Lake per partecipare a una solenne assemblea, nella quale i dirigenti della Chiesa furono sostenuti dal voto dei quorum e fu alzato il commovente e maestoso grido dell'osanna. B. H. Roberts scrisse:

“Quando fu alzato il possente grido l'aria sembrò riempirsi di ondate di emozione sostenute dall'esibizione del coro, impegnato nel canto del sempre glorioso e gioioso coro dell’“Alleluia” dal Messia di Handel”.

Fu sempre durante questa conferenza che il Tempio di Salt Lake fu illuminato per la prima volta da potenti fari e che il corteo storico del centenario, dal tema “Il messaggio delle epoche” si svolse su un palcoscenico appositamente costruito nel Tabernacolo.

Il corteo storico, allestito proprio per questa celebrazione illustrava le varie dispensazioni del Vangelo. L'ingresso era gratuito, e lo spettacolo fu accolto da tanto entusiasmo da indurre gli organizzatori a ripetere gli spettacoli per più di un mese. L'anziano B. H. Roberts presentò anche la sua monumentale opera in sei volumi A Comprehensive History of The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints ai membri della Chiesa come punto culminante delle celebrazioni del centenario.

Come ulteriore prova dell'interesse della Chiesa per la sua storia, nell'aprile 1928 i dirigenti annunciarono di aver stipulato l'acquisto della Collina di Cumora. Entro breve tempo quella località diventò uno dei luoghi più spesso visitati dai Santi degli Ultimi Giorni che vivevano nella parte orientale degli Stati Uniti. Anche molte persone non appartenenti alla Chiesa facevano visita alla Collina, pertanto alla sua base fu istituito un centro visitatori.

Gli Anni Venti furono un periodo in cui le radici della Chiesa affondarono più saldamente nel terreno. Fu un decennio di relativa pace, un periodo in cui l'ostilità e gli attacchi in gran parte cessarono. Durante questo decennio relativamente tranquillo la Chiesa crebbe lentamente ma continuamente per il numero di fedeli e per l'efficienza dei suoi programmi, e i fedeli crebbero nella fede.

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