L’ESPANSIONE DELLA CHIESA SU
SCALA MONDIALE IL PRESIDENTE GEORGE ALBERT SMITH morì il 4 aprile 1951, giorno
del suo ottantunesimo compleanno, proprio due giorni prima dell'apertura
della conferenza generale. Le sessioni del sabato furono annullate per
celebrare i funerali. La conferenza avrebbe dovuto concludersi la domenica,
ma lunedì 9 aprile fu convocata un'assemblea solenne durante
la quale David O. McKay fu sostenuto come presidente della Chiesa.
Nell'accettare il suo alto e sacro ufficio il presidente McKay dichiarò: “Nessuno
può presiedere a questa Chiesa senza prima sintonizzarsi con
il capo della Chiesa, il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo.
Egli è il nostro capo; questa è la Sua Chiesa. Senza la
Sua guida divina e la Sua costante ispirazione non possiamo avere successo.
Con la Sua guida, con la Sua ispirazione, non possiamo fallire”.
Le esperienze eccezionali che il presidente McKay aveva fatto in settantotto
anni di vita furono una solida preparazione per la sua chiamata a presidente
della Chiesa. Quando nacque, nel settembre 1873, Brigham Young era ancora
presidente della Chiesa, e appena quattro anni prima era stato posto
il chiodo d'oro che completava la prima ferrovia transcontinentale americana;
e tuttavia visse tanto da vedere il primo uomo sbarcare sulla luna!
Nel 1897 fu chiamato come missionario nelle Isole Britanniche. Durante
una conferenza di missionari particolarmente ricca di spirito, tenuta
due anni dopo a Glasgow in Scozia, James L. McMurrin, consigliere della
presidenza della missione, rivolgendosi a lui disse: “Se rimarrà fedele
verrà il giorno in cui lei avrà posto tra i consigli direttivi
della Chiesa”.
Nell'aprile del 1906, all'età di trentadue anni, David O. McKay
fu chiamato a far parte del Consiglio dei Dodici, e nell'ottobre successivo
divenne membro della presidenza generale della Scuola Domenicale. Nei
trent'anni seguenti egli fu anche commissario della Chiesa per l'istruzione
e presidente del Comitato Generale del Sacerdozio e di altre commissioni
incaricate di correlare i vari programmi della Chiesa.
Il giro del mondo che egli compì nel 1920-21 per visitare le
missioni della Chiesa e i due anni in cui fu presidente della Missione
Europea gli furono grandemente utili per acquisire una più ampia
conoscenza e comprensione della Chiesa e dei santi di tutto il mondo.
Nel 1934 divenne consigliere della Prima Presidenza e in tale veste
egli collaborò sia con Heber J. Grant che con George Albert Smith.
In questo modo il presidente David O. McKay acquisì la preparazione
necessaria per guidare la Chiesa in un'epoca di rapida espansione.
UN'EPOCA DI CRESCITA E DI SFIDE SENZA PRECEDENTI
Nel 1950, quando la Chiesa compì centoventi anni, il numero
dei membri era di circa 1,1 milioni. Nei venti anni successivi questa
cifra venne quasi triplicata, passando a oltre 2,9 milioni. Tenendo
conto dei membri morti in quel periodo si può dire che, con ogni
probabilità, quasi tre quarti dei membri della Chiesa viventi
all'inizio del 1970 non avevano conosciuto altro presidente che David
O. McKay.
Nel decennio 1950-1960 il numero dei membri crebbe a un ritmo all'incirca
doppio rispetto ai decenni precedenti. Non solo la Chiesa si rafforzava
numericamente, ma i suoi membri erano più ampiamente distribuiti
in tutto il mondo. Tutto ciò avvenne grazie al maggiore successo
incontrato dai missionari in tutto il mondo e all'esortazione rivolta
ai santi a rimanere in patria e costruire il regno nella propria terra.
Con l'espandersi della Chiesa nel mondo, i santi dovettero affrontare
difficoltà e sfide sempre maggiori. Essi infatti erano chiamati
a comprendere e mettere in pratica il Vangelo in ambienti e culture
profondamente diversi fra loro. Per esempio, in alcune parti d'Europa
si verificò una certa apatia religiosa dovuta non solo ai postumi
della guerra, ma anche a un lento ma costante aumento della prosperità.
Laddove fu chiesto ai cittadini di pagare delle tasse per sostenere
le chiese ufficiali, si registrò una frequenza di meno del 5
per cento alle riunioni religiose. Le tasse e le pressioni economiche
obbligarono poi anche chi aveva solo uno o due bambini a fare sacrifici
notevoli, tanto che molte madri furono costrette a lavorare fuori casa.
Il rilassamento dei principi morali, a cui si aggiungevano leggi tolleranti
in fatto di pornografia, rischiò di indebolire anche le famiglie
più forti spiritualmente; inoltre l'uso di bevande alcooliche
in molte zone d'Europa faceva parte della vita di ogni giorno. Un'altra
conseguenza dell'espansione della Chiesa fu che le conferenze, le sessioni
del tempio ed altre attività dovettero necessariamente essere
tenute in molte lingue diverse.
I polinesiani del Sud Pacifico sono stati descritti come uno dei popoli
più amabili della terra. Il verificarsi di notevoli guarigioni
e il manifestarsi del dono delle lingue fra loro erano prove edificanti
della loro spiritualità. Secondo le loro tradizioni, i loro antenati
erano emigrati dall'America nel Sud Pacifico, navigando per migliaia
di chilometri su imbarcazioni primitive.
Il presidente Spencer W. Kimball a una conferenza di area in Nuova
Zelanda asserì che l'origine dei Maori è narrata nel Libro
di Mormon; i santi della Polinesia quindi finirono per identificarsi
con i popoli del Libro di Mormon. L'istituzione familiare è tenuta
in grande considerazione presso i Polinesiani, e a riprova di ciò vi
sono accurate genealogie, imparate a memoria e recitate oppure incise
su legno. La Chiesa veramente prosperava fra queste genti.
In nessun luogo, al di fuori dello Utah, esisteva una percentuale tanto
alta di membri della Chiesa sul totale della popolazione come in Polinesia.
Nel 1970 la percentuale a Samoa era del 13 per cento, a Tonga circa
del 20, quando negli Stati Uniti complessivamente era dell'1 per cento.
Ma la vita in questo paradiso tropicale non sempre, era facile: in alcune
zone l'unico raccolto annuale era appena sufficiente per condurre una
vita stentata. Inoltre i missionari mormoni dovettero a volte fare i
conti con l'opposizione dei governi, fortemente influenzati da organizzazioni
missionarie europee. Anche spostarsi da un'isola all'altra presentava
difficoltà per i dirigenti della Chiesa in visita.
Le sfide che i santi dovettero affrontare nell'America Latina erano
di genere diverso. Forse in nessun'altra parte del mondo una sola confessione
religiosa esercita una supremazia culturale così forte come in
quel continente, come dimostrano i nomi dei luoghi, le feste e tanti
altri aspetti della vita quotidiana. Convertirsi al Vangelo restaurato,
quindi, per i popoli latino-americani rappresentava più di un
semplice cambiamento.
Specialmente nel Messico, nell'America Centrale e nella parte occidentale
dell'America del Sud i membri della Chiesa si consideravano discendenti
dei Nefiti e dei Lamaniti, cioè dei popoli del Libro di Mormon
e, come tali, eredi delle grandi promesse ivi contenute (vedi 2 Nefi
30:6). Negli anni che vanno dal 1950 al 1975 in nessuna parte del mondo
la Chiesa crebbe tanto quanto in queste zone: da meno di novemila membri
nel 1950 si passò a oltre duecentomila nel 1970!
I missionari americani che portavano il Vangelo in Asia ebbero la netta
sensazione di entrare in un mondo del tutto diverso. I cristiani erano
una sparuta minoranza; neppure l'alfabeto latino, così familiare
agli occidentali, era usato. Ma, nonostante le diversità culturali,
il Vangelo mise solide radici in parecchie nazioni asiatiche e la Chiesa
cominciò a progredire rapidamente. Fra l'altro, persone abituate
da generazioni a onorare i propri antenati non potevano rimanere insensibili
di fronte al messaggio della Chiesa che insisteva sull'importanza della
famiglia.
La Chiesa cresceva con rapidità in molte parti del mondo, ma
vi erano forze avverse che minacciavano di bloccarne il progresso. Nel
1950, a causa di tensioni internazionali, furono chiuse le missioni
del Medio Oriente e della Cecoslovacchia. La conquista del potere in
Cina da parte dei comunisti nel 1949 e lo scoppio della guerra di Corea
nel 1950 portarono poi alla chiusura temporanea della Missione Cinese
di Hong Kong.
Le conseguenze della guerra in Corea non si fecero sentire solo nell'Estremo
Oriente. Il sempre maggiore contributo dato dagli Stati Uniti alla forza
di pace delle Nazioni Unite determinò la chiamata alle armi di
molti giovani, e di conseguenza vi furono meno anziani disponibili per
andare in missione. Solo 872 furono, infatti, i giovani chiamati alla
missione nel 1952, in confronto coi 3.015 chiamati due anni prima.
Mentre la Chiesa si espandeva rapidamente, il presidente McKay sentì la
necessità di ricordare che, se era importante la crescita numerica,
non lo era meno il progresso spirituale. Egli era convinto che la “principale
occupazione dell'uomo in questa vita deve essere non l'acquisizione
dell'oro, della fama o dei possedimenti materiali. Non deve essere lo
sviluppo delle facoltà fisiche né la forza intellettuale,
ma il suo obiettivo, il più alto raggiungibile in questa vita,
deve essere lo sviluppo di un carattere cristiano”.
Per poter vivere una vita più nobile, secondo il presidente
McKay, l'uomo deve saper dominare il lato mondano e carnale del suo
carattere. “E’ necessario salvare il mondo soprattutto dall'influenza
degli istinti animaleschi, dalle passioni, dagli appetiti”. L’egoismo,
egli sosteneva, è la causa principale dei mali che affliggono
l'uomo. “Ci deve interessare soprattutto lo sviluppo della nostra
natura spirituale”, insisteva il presidente McKay. E ancora: “La
conquista più alta del nostro animo deve essere la spiritualità,
la natura divina che è nell'uomo, “la dote suprema, assoluta,
che lo fa re di tutto il creato”. E’ la consapevolezza della
vittoria su se stessi, della comunione con l'infinito. E’ solo
dalla spiritualità che si può avere il meglio della vita”.
PRESIDENTE DI UNA CHIESA UNIVERSALE
David O. McKay fu il presidente che viaggiò di più nella
storia della Chiesa. Nel 1952 egli visitò le missioni della Gran
Bretagna e dell'Europa continentale. L'anno seguente tornò in
Europa per dedicare i luoghi dove sarebbero sorti i primi templi costruiti
fuori dell'America del Nord e delle Hawaii.
Nel 1954 compì un viaggio di 59.500 chilometri che, dopo una
breve sosta a Londra, lo portò in Sud Africa e in Sud America.
Fu la prima Autorità generale a far visita al Sud Africa (l'unico
paese che nel suo giro del 1921 non aveva visitato), nonché il
primo presidente della Chiesa a recarsi in Sud America.
Nel 1955 egli compì un altro viaggio, stavolta nel Pacifico,
rivedendo in quell'occasione i luoghi dove, circa trentaquattro anni
prima, aveva vissuto sacre esperienze. Nel corso di quest'ultimo viaggio
annunciò che era in progetto la costruzione di un tempio in Nuova
Zelanda, affinché ai santi di tante parti del mondo fosse dato
di godere delle benedizioni della Casa del Signore.
Alcuni mesi dopo egli era di nuovo in Europa, per la quarta volta in
quattro anni, stavolta per dedicare il Tempio Svizzero. Nel 1958 tornò nel
Pacifico per dedicare il Tempio della Nuova Zelanda. In quest'ultimo
paese egli organizzò il palo di Auckland, il primo fuori dell'America
del Nord e delle Hawaii, ulteriore prova della crescita della Chiesa
nel mondo. Sempre in quell'anno ritornò in Inghilterra per dedicare
il Tempio di Londra.
Dovunque si recasse, il presidente McKay fu sempre salutato con amore
e rispetto. Fu il primo profeta a esser visto di persona dalla maggior
parte dei santi. In tutti gli aeroporti i santi lo accoglievano con
le lacrime agli occhi e la voce rotta dalla commozione, al canto dell'inno “Ti
siam grati, o Signor, per il Profeta”.
Durante i suoi viaggi il presidente McKay avvertì spesso la
realtà delle benedizioni e della guida divina. Nel 1955, ad esempio,
il suo aereo subì un ritardo perché era stato annunciato
un uragano in direzione delle isole Figi, dove egli doveva recarsi;
ma quando l'aereo raggiunse le isole, poté atterrare in tutta
sicurezza. I tecnici dell'aeroporto non riuscivano a capire come mai
l'uragano “improvvisamente aveva cambiato direzione, proprio nel
momento in cui arrivava a Suva il presidente McKay. Quest'ultimo dichiarò che
era successo qualcosa di molto strano”.
Le torrenziali piogge tropicali che si abbatterono sulle isole Figi
ritardarono anche la partenza del profeta. Durante quella sosta forzata
gli accadde di incontrare inaspettatamente due anziani. Fu allora che
il presidente McKay ricordò che tre mesi prima erano stati assegnati
dei missionari proprio a quella zona. Egli prese accordi per incontrare
il giorno seguente, che era una domenica, il piccolo gruppo di santi
abitanti a Suva.
L'incontro avvenne in casa di Cecil B. Smith, che da solo per tanti
anni aveva tenuto unito quel piccolo gregge di santi. Nell'accogliere
il profeta di Dio nella sua dimora, il fratello Smith “cedette
alla commozione e pianse lacrime di gioia e riconoscenza.... Fu con
grande dolcezza e lacrime di gioia che la congregazione cantò “Ti
siam grati, o Signor, per il Profeta” ... pronunciando ogni parola
come se fosse una preghiera.
Nel suo discorso il presidente McKay affermò che quella riunione
aveva veramente avuto un grande significato. Disse che non era nostra
intenzione trattenerci a Suva anche la domenica. Secondo il nostro programma
dovevamo trovarci in quel momento tra Suva e Tonga, ma l'uragano ci
aveva costretti a ritardare di un giorno la partenza.
Egli disse che nessuno di noi era al corrente della presenza di membri
della Chiesa a Suva, ma che ... le circostanze avevano fatto sì che
ci trovassimo a Suva in quel giorno, a insegnare il Vangelo e a dare
inizio alla costruzione del regno di Dio. “Certo”, continuò il
profeta, “è stata la mano di Dio a cambiare il nostro programma,
in modo da poter essere con voi membri della Chiesa”.
I viaggi compiuti dal presidente McKay non furono fonte di ispirazione
solo per i santi da lui visitati. I resoconti quotidiani delle sue esperienze,
pubblicati su Church News, erano seguiti con grande interesse. La lettura
di articoli che parlavano della fede e della gratitudine di fratelli
in terre così lontane fortificò vieppiù anche la
fede in chi abitava in luoghi dove la Chiesa era già forte.
OGNI MEMBRO UN MISSIONARIO
Il presidente David O. McKay dichiarò che il segreto del continuo
successo della Chiesa risiedeva in un efficace lavoro missionario. Il
primo piano di proselitismo diffuso ufficialmente dalla Chiesa apparve
nel 1952. In base ad esso le esposizioni dei missionari erano riassunte
in sei lezioni che illustravano, in successione logica, i principi del
Vangelo, col supporto di riferimenti scritturali, testimonianze e preghiere
sincere.
Nel 1961 fu convocato il primo seminario mondiale per i presidenti
di missione sotto la direzione delle Autorità Generali, durante
il quale ogni presidente di missione mise le proprie esperienze in comune
con quelle degli altri, perché fossero ulteriormente migliorate
le tecniche di proselitismo.
Con lo slogan “Ogni membro un missionario” il presidente
McKay sottolineò il ruolo dei santi nel trovare i potenziali
convertiti e mostrare amicizia nei loro confronti. Raccomandò loro
di condurre una vita esemplare, in modo da guadagnarsi il rispetto altrui
e porre le premesse per le lezioni sul Vangelo.
Le famiglie dei santi vennero anche esortate a invitare nelle loro
case amici non appartenenti alla Chiesa perché ascoltassero il
messaggio dei missionari, mettendo così i missionari in condizione
di impiegare il tempo a loro disposizione in modo più efficace,
insegnando invece di andare alla ricerca di persone a cui insegnare.
Inoltre le famiglie stesse, dopo la conversione dei loro amici, potevano
svolgere il ruolo di tramite, guidandoli con amore nella transizione
a un nuovo modo di vita e a nuove amicizie.
In questi anni la Chiesa continuò sempre a perfezionare l'istruzione
e l'addestramento dei giovani che partivano per la missione. A questo
proposito nel 1961 fu presa una decisione importante. Durante la lunga
attesa per ottenere il visto per l'Argentina e il Messico fu organizzato
all'Università Brigham Young uno speciale programma di addestramento
linguistico, basato sulla conversazione. Secondo questo programma, denominato “Vivi
la lingua”, i missionari dovevano esprimersi esclusivamente nella
lingua che stavano imparando.
Fu anche data loro la possibilità di esercitarsi a tenere le
lezioni missionarie con persone di madre lingua che fingevano di essere
contattati. Inoltre sia gli anziani che le sorelle missionarie vennero
abituati ad assumere comportamenti e atteggiamenti consoni alla loro
dignità di missionari prima ancora di raggiungere il campo di
missione. Il programma ebbe successo, tanto che nel 1963 fu ufficialmente
organizzato come Missione di Addestramento Linguistico. Negli anni successivi
l'istruzione fu estesa ad altre lingue.
Per presentare il messaggio al mondo, la Chiesa cominciò ad
adottare, in aggiunta ai contatti personali, vari altri mezzi, fra cui
la radio, la televisione, la stampa. I centri visitatori, la televisione
e la radio ebbero una funzione sempre più importante nel far
conoscere meglio la Chiesa e i suoi fedeli.
Con l'incremento dei viaggi che si ebbe nel dopoguerra, il numero dei
visitatori alla piazza del Tempio aumentò fino a superare il
milione. Nel 1966 la Chiesa costruì nella piazza del Tempio un
centro visitatori più ampio, con diorami e altre tecniche di
esposizione aventi lo scopo di illustrare i vari aspetti del Vangelo.
Il successo ottenuto nella piazza del Tempio indusse la Chiesa ad aprire
centri visitatori in altre località storiche, come il luogo di
nascita di Joseph Smith nel Vermont, il Bosco Sacro, la collina di Cumora,
nello stato di New York, Independence nel Missouri e Nauvoo nell'Illinois.
Visto poi il successo della Rappresentazione di Cumora, vennero organizzate
a Independence, a Nauvoo, al tempio di Manti e altrove altre rappresentazioni,
che divennero strumenti efficaci per far conoscere il Vangelo.
Negli anni 60 venne restaurata la vecchia città mormone di Nauvoo
con un progetto ambizioso realizzato secondo lo schema di restauro della
città coloniale di Williamsburg, in Virginia. Il luogo del tempio
di Nauvoo fu sistemato con una fila di pietre su un prato, che indicavano
il luogo esatto dove sorgeva la struttura originaria. Dei missionari
facevano da guide ai turisti e li accompagnavano nella visita alle case
e ai negozi, riportati all'aspetto e alle funzioni originari.
Con ciò si intendeva illustrare la vita di Nauvoo nel 1840 nei
suoi aspetti più interessanti, quando Nauvoo era una delle più vaste
città dell'Illinois. Lo scopo più importante, però,
era quello di far comprendere la grande fede dimostrata dai santi, che
dopo tanti sacrifici sopportati per costruire la città furono
costretti a lasciarla a causa della persecuzione religiosa di cui erano
oggetto.
La Chiesa non trascurò l'occasione offerta da fiere ed esposizioni
per far conoscere il Vangelo. Più di tre milioni di persone visitarono
il padiglione mormone alla Fiera Mondiale di New York del 1964-65. Fu
proprio in occasione di questa mostra che lo studio cinematografico
dell'Università Brigham Young realizzò un nuovo film, “L’uomo
alla ricerca della felicità”, basato sulla concezione mormone
della vita prima e dopo questa vita. L’esperienza così acquisita
in fatto di mostre e metodi di presentazione permise alla Chiesa di
rendere i centri visitatori strumenti ancora più efficaci per
insegnare il Vangelo.
Nell'immediato dopoguerra la televisione andò sempre più perfezionandosi,
e la Chiesa non esitò a farne uso. Già nell'aprile 1948
le sessioni della conferenza generale furono trasmesse a circuito chiuso
in altri edifici della stessa piazza del Tempio. Nell'ottobre 1949,
per la prima volta, le immagini della conferenza furono trasmesse oltre
i confini della piazza del Tempio, e alla fine degli anni 50 furono
captate anche in California.
Nel 1962 la conferenza fu trasmessa per la prima volta in tutto il
territorio degli Stati Uniti da una costa all'altra. La Chiesa pagò per
far sì che la conferenza fosse trasmessa alle varie televisioni
locali, molte delle quali, a loro volta, donarono ore di trasmissione
nel quadro del loro impegno come servizio pubblico.
A cominciare dal 1952 la sessione del sacerdozio della conferenza generale
fu trasmessa a circuito chiuso, via cavo, a centri di palo precedentemente
scelti e ad altri edifici della Chiesa. Col tempo oltre mille gruppi
di detentori del sacerdozio negli Stati Uniti e nel Canada, così come
in Australia, Nuova Zelanda e parecchi altri paesi, ebbero il privilegio
di ascoltare simultaneamente le sessioni del sacerdozio. Nel 1962 si
cominciò a far uso anche di un altro mezzo di trasmissione, la
radio a onde corte. Le sessioni della conferenza generale furono così trasmesse
in lingua inglese in Europa e in Africa e in lingua spagnola nel Sud
America.
Con l'andare degli anni la Chiesa produsse materiale destinato ai mezzi
di comunicazione. A cura di un apposito Comitato per la radio, la pubblicità e
le pubblicazioni missionarie furono distribuiti programmi radio, filmine
e opuscoli illustrativi. Poiché la richiesta di materiale di
questo genere aumentava, nel 1957 fu istituito il Servizio Informativo
della Chiesa, con lo scopo precipuo di occuparsi delle persone non appartenenti
alla Chiesa e di fornire un'immagine positiva dei principi e delle attività della
stessa.
Oltre a gestire un archivio fotografico, il Servizio si incaricava
di pubblicizzare avvenimenti speciali come conferenze e dedicazioni
di templi, e preparava articoli specifici su attività della Chiesa
come il piano di benessere, le serate familiari, le attività per
i giovani. Forniva anche manifesti, cartelli e materiale vario per ricevimenti
a ingresso libero tenuti nelle varie cappelle.
Fu organizzato anche un servizio di accoglienza per i personaggi importanti
in visita alla sede della Chiesa, come esponenti governativi e del mondo
della finanza, capi di altre chiese, artisti, attori di varietà.
I visitatori venivano condotti in gruppo nei luoghi di particolare interesse,
come la piazza del Tempio e Welfare Square. Spesso i visitatori si trattenevano
volentieri nelle case dei membri della Chiesa e partecipavano alle riunioni
della Chiesa nei rioni del luogo.
MAGGIORI POSSIBILITA’ IN CAMPO EDUCATIVO
Il carattere basilare che doveva avere il programma educativo della
Chiesa era stato già stabilito negli anni 30, quando fu data
grande importanza all'istruzione religiosa a tempo parziale, a complemento
di quella impartita nelle scuole pubbliche.
Da allora, specialmente all'indomani della seconda guerra mondiale,
il progresso in campo educativo è stato sempre oggetto della
massima considerazione da parte della Chiesa. Le iscrizioni ai vari
programmi educativi della Chiesa aumentarono di circa cinque volte durante
i due decenni in cui David O. McKay fu presidente della Chiesa. L'esperienza
e l'impegno personale in campo educativo rendevano il presidente McKay
particolarmente degno di guidare con successo i santi in quell'epoca
di crescita prodigiosa.
Nel 1953 il presidente McKay curò l'istituzione del Sistema
Educativo della Chiesa, che avrebbe riunito le scuole, i seminari e
gli istituti di religione della Chiesa di tutto il mondo in un unico
organismo. Il grande aumento delle iscrizioni verificatosi nel dopoguerra
impegnò grandemente i programmi educativi della Chiesa. Inoltre
nel 1950 la Prima Presidenza espresse il proposito di fare dell'Università Brigham
Young “la più grande istituzione educativa del mondo”.
La BYU così promosse un programma edilizio senza precedenti:
fu triplicata la disponibilità di alloggio per gli studenti “residenti” e
furono costruite altre strutture, come uno studio cinematografico, un
centro studentesco e un nuovo stadio, oltre a importanti edifici accademici.
L'allora presidente della BYU, Ernest L. Wilkinson, si adoperò affinché il
progresso accademico andasse di pari passo con la crescita fisica dell'Università.
Dal 1960 fu reso possibile agli studenti dell'Università seguire
i corsi necessari per ottenere il dottorato. Sempre in quell'anno fu
varato un “programma di eccellenza”, grazie al quale gruppi
selezionati di studenti particolarmente meritevoli poterono seguire
i corsi tenuti dai docenti più illustri dell'Università.
Ci si preoccupò anche dell'impegno nella Chiesa da parte degli
studenti. Se da un lato alcuni, trovandosi lontano da casa, diventavano
meno assidui alle riunioni, dall'altro i rioni vicini ai campus universitari
divennero sovraffollati per l'alta affluenza di studenti attivi nella
Chiesa. Già nel 1947 furono istituiti nell'Università Brigham
Young due rami per venire incontro alle esigenze degli studenti sposati
e di quelli non sposati.
Dapprima solo sperimentali, questi due rami ben presto incontrarono
grande successo, tanto che fecero registrare la più alta affluenza
nel palo di East Provo. L'aumento delle iscrizioni all'università portò nel
1956 all'organizzazione, presso la BYU, del primo palo di soli studenti.
Questo fatto contribuì in modo singolare e significativo ad animare
la vita alla BYU e a promuovere il progresso personale degli studenti.
Ben presto furono organizzati rioni e pali presso molti altri campus
universitari, laddove lo consentiva il numero degli studenti membri
della Chiesa. Di solito in questi casi il vescovo era un membro del
corpo insegnante o un adulto della comunità; ma gli altri incarichi
di rione venivano affidati per la maggior parte a studenti. In tal modo
questi ultimi facevano esperienza come dirigenti di quorum e di organizzazioni
ausiliarie, insegnanti, amministratori.
Gli studenti più maturi però potevano anche servire come
consiglieri del vescovo o membri del sommo consiglio del palo. A differenza
dei campus di altre grandi università, quasi deserti la domenica
tranne per quei pochi che frequentavano riunioni religiose, all'Università Brigham
Young e al Ricks College gli edifici dove si riunivano i rioni di studenti
erano affollati la domenica proprio come in qualsiasi altro giorno.
Il presidente Wilkinson, parlando dei due decenni in cui diresse la
BYU, dichiarò che l'organizzazione dei pali e dei rioni studenteschi
rappresentava “l'impresa più soddisfacente mai realizzata
da quando mi trovo qui”.
Significativi progressi venivano fatti anche nei programmi educativi
della Chiesa concernenti l'istruzione religiosa a tempo parziale. Per
venire incontro alle esigenze degli studenti delle scuole superiori
e delle università furono creati seminari e istituti sia negli
Stati Uniti che altrove.
Gli adattamenti apportati nei programmi dei seminari fecero registrare
un rapido incremento delle iscrizioni di studenti iscritti alle scuole
superiori. All'inizio tutti i seminari erano del tipo tempo autorizzato,
cioè gli studenti frequentavano le lezioni del seminario in un
edificio vicino alla scuola, ma separato da essa. Questo però fu
possibile solo finché la Chiesa non si diffuse oltre gli stati
dello Utah e dell'Idaho. Fu necessario allora, per soddisfare le esigenze
degli studenti, anticipare i corsi al mattino presto e istituire i corsi
a domicilio.
I corsi di seminario di primo mattino furono inaugurati a Salt Lake
City e a Pocatello, nell'Idaho, nel 1929. In quest'ultima città essi
furono interrotti dopo appena un anno, ma altrove se ne sentiva la necessità.
Per esempio, nella California meridionale il direttore dell'istituto
rilevò nel 1941 che cinque scuole superiori della zona di Los
Angeles contavano ognuna più di cento studenti mormoni, mentre
altre si avvicinavano a quella cifra. Dopo le restrizioni dovute alla
guerra, che impedirono lo sviluppo di nuovi programmi, nel 1950 gli
undici presidenti di palo della zona di Los Angeles insistettero concordemente
sulla necessità di istituire a brevissimo termine dei corsi mattutini
di seminario.
Gli ostacoli da superare erano molto seri. Molte classi di seminario
erano frequentate da studenti di più scuole superiori, il che
significò che si dovettero tenere le lezioni alle 7 o addirittura
prima, date le differenze di orario fra le varie scuole. Inoltre, siccome
quasi nessuna cappella era situata a breve distanza dalla scuola, si
rese necessario organizzare degli spostamenti collettivi con automobili
private o altri mezzi.
Nel settembre 1950 furono istituite sei classi sperimentali, che ebbero
tanto successo da doverne creare altre sette nel corso dello stesso
anno scolastico. Si pensi che il primo anno si registrò nella
California meridionale una frequenza media dell'88 per cento fra i 461
studenti del seminario, e questo nonostante tutti gli ostacoli!
Tre anni dopo le classi erano già diventate cinquantanove e
la media della frequenza aveva raggiunto il 92 per cento. Queste cifre
tributano un giusto riconoscimento nei confronti degli studenti, disposti
a svegliarsi anche alle 5 del mattino pur di frequentare il seminario
prima di andare a scuola, e anche dei loro genitori.
Nei venticinque anni che seguirono questi corsi resero possibile ricevere
l'istruzione al seminario ai giovani santi in molte parti del mondo,
specialmente nelle località degli Stati Uniti e del Canada con
un gran numero di membri della Chiesa, a parte lo Utah e l'Idaho.
Dove non era possibile, per lo scarso numero di studenti, istituire
classi regolari, furono organizzati corsi di seminario a domicilio.
Questi corsi furono avviati a titolo sperimentale negli Stati Uniti
centro occidentali durante l'anno scolastico 1966-67. I giovani studiavano
le lezioni a casa propria durante la settimana e la domenica le ripassavano,
con l'assistenza di un insegnante volontario.
Circa una volta al mese tutti gli studenti di un distretto si riunivano
sotto la direzione di un coordinatore del seminario che lavorava a tempo
pieno. Al mattino si riesaminavano i punti essenziali del programma
studiato il mese precedente, mentre il pomeriggio era dedicato ad attività sociali
o ricreative, curate da dirigenti dell'Associazione di Mutuo Miglioramento.
Intanto gli insegnanti volontari venivano informati dal coordinatore
del seminario circa le lezioni da studiare il mese successivo. Grazie
ai corsi a domicilio tutti i giovani membri della Chiesa di ogni parte
del mondo hanno potuto da allora ricevere l'istruzione del seminario.
Nel 1972 fu inaugurato anche un corso a domicilio di istituto per studenti
universitari.
Nel Pacifico e nell'America Latina, zone in cui la Chiesa era cresciuta
in modo particolarmente rapido, l'istruzione pubblica non era a disposizione
di tutti, e i dirigenti della Chiesa si rammaricavano che a un numero
considerevole di santi non fosse possibile ricevere un'istruzione, sia
pure a livello elementare. In quei luoghi non restava altro da fare
se non tornare a ciò che faceva la Chiesa nell'Ottocento, al
tempo dei pionieri: istituire scuole e impartire, insieme con l'istruzione
religiosa, anche i primi elementi dell'istruzione laica.
Nella prima metà del ventesimo secolo parecchie missioni del
Pacifico avevano gestito scuole per i figli dei membri della Chiesa.
Si trattava di solito di scuole piccole, ma degno di menzione fu il
Maori Agricultural College, in Nuova Zelanda. Come insegnanti venivano
chiamati missionari a tempo pieno. Con la crescita della Chiesa all'indomani
della seconda guerra mondiale, si sentì il bisogno di estendere
queste scuole.
Così, nei primi anni 50, la Chiesa aprì il Liahona College
a Tonga, due scuole superiori, la Pesega e la Mapusaga High School a
Samoa, il Church College of New Zealand a Hamilton, nonché parecchie
scuole elementari sempre in quei paesi. In due di queste scuole però,
anche se erano denominate “college”, i programmi non andavano
oltre il livello di “high school”, cioè di scuola
secondaria.
La costruzione di queste scuole, di cui c'era grande necessità,
rientrò nell'ambito del programma missionario di costruzioni,
che ebbe inizio proprio allora nel Sud Pacifico: centinaia di missionari
furono chiamati, negli anni 50 e all'inizio degli anni 60, per collaborare
alla costruzione di cappelle, scuole e altri progetti finanziati dalla
Chiesa. Lidea di utilizzare i missionari come operai nella costruzione
di edifici della Chiesa fu abbandonata quando ci si accorse che non
era più efficace in termini di costo.
Nel 1955 fu aperto a Laie, nelle Hawaii, il Church College of Hawaii,
istituto di studi superiori con corsi biennali, che divennero quadriennali
nel 1957. La scuola arrivò a servire circa un migliaio di studenti,
la maggior parte provenienti dalle isole del Pacifico. Molti giovani
polinesiani ebbero la possibilità di diventare membri del corpo
docente nelle scuole dei loro paesi d'origine grazie alla speciale preparazione
didattica acquisita in quella scuola.
Nel 1958 il presidente David O. McKay dedicò nel campus dello
stesso College un complesso di nuovi edifici. Sulla facciata dell'edificio
amministrativo campeggiava un mosaico alto dieci metri rappresentante
la cerimonia dell'alzabandiera durante la quale, trentasette anni prima,
l'anziano McKay si sentì ispirato a profetizzare che Laie sarebbe
divenuto un giorno il centro educativo dei santi del Pacifico.
Nel 1963, vicino al Church College of Hawaii, la Chiesa inaugurò il
Centro Culturale Polinesiano, col proposito di preservare e far conoscere
la cultura originale dei popoli del Pacifico. Questa istituzione, che
fra l'altro divenne una nota attrazione turistica, non solo guadagnò simpatie
alla Chiesa, ma fu anche un'importante fonte di lavoro per un gran numero
di studenti del College.
Nel 1974 il Church College of Hawaii ebbe la nuova denominazione di
Hawaii Campus of Brigham Young University e si specializzò in
quelle materie di studio che era più vantaggioso insegnare nel
contesto culturale delle isole del Pacifico, piuttosto che nella sede
centrale della BYU a Provo.
Per quanto riguarda l'America Latina, l'espansione del programma educativo
della Chiesa ebbe luogo tra il 1950 e il 1975. Nel 1897, presso le comunità mormoni
del Messico settentrionale, era stata inaugurata l'Accademia Juarez,
ma fu nel 1960 che, con l'incoraggiamento del presidente David O. McKay,
furono istituite quaranta fra scuole elementari e secondarie per venire
incontro alle necessità educative dei santi di varie parti del
Messico.
Oltre duemila studenti, molti dei quali a livello universitario, frequentarono
la scuola Benemerito de las Americas, nei pressi di Città del
Messico, anch'essa specializzata nella formazione degli insegnanti.
Così come nelle isole del Pacifico, anche queste scuole diedero
un significativo contributo alle attività dei Santi degli Ultimi
Giorni in generale: molti furono i dirigenti della Chiesa, infatti,
che si diplomarono presso di esse. Per un certo tempo la Chiesa gestì anche
alcune scuole in Cile, Perù, Bolivia e Paraguay.
Specialmente importante fu il contributo della Chiesa nel campo dell'alfabetizzazione.
Accadeva, in certi paesi in via di sviluppo, che venivano chiamati come
dirigenti e insegnanti anche persone che non sapevano né leggere
né scrivere. Per insegnare loro queste elementari nozioni fu
messo a punto un semplice programma sotto la direzione dell'Università Brigham
Young.
In Bolivia, per esempio, i fedeli analfabeti ricevevano quindici ore
di istruzione individuale per imparare a leggere in spagnolo. Una volta
completato il corso, con altre quattro ore di addestramento
Essi venivano preparati a loro volta a insegnare agli altri. In questo
modo centinaia di santi furono messi in condizione di leggere le Scritture,
di consultare i manuali, le guide per preparare le lezioni e le altre
pubblicazioni della Chiesa, senza contare che molti riuscirono a trovare
un lavoro migliore e quindi accrebbero grandemente la loro stima di
sé. Un presidente di ramo confessò che prima di imparare
a leggere tutte le occasioni erano come un libro chiuso per lui; ma,
dopo, la sua vita era diventata ricca e piena ed era come un libro aperto.
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